MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 11 novembre 2015

Il piano C, o "Splendori e miserie della sinistra europea"

Al convegno: “Nessuno crede in un’Europa federale!”

Mi trovo a Rouen, città dove sono successe tante cose europee (come in qualsiasi città dell’ Europa, d’altronde), a partire da un certo processo, per arrivare a un certo convegno, che è l’occasione della mia visita.

Due avvenimenti relativamente lontani, ma che hanno in comune una forte presenza di giuristi, e un dibattito molto interessante.

Mi avevano chiamato per descrivere il processo di regionalizzazione in Italia, cosa che ho fatto come ho potuto, con l’aiuto di colleghi membri dell’associazione a/simmetrie, che attualmente presiedo (qui qualcosa di quanto stiamo facendo). Lo scopo del convegno era sostanzialmente quello di confrontare le diverse esperienze di decentramento e di regionalizzazione, vale a dire, in un certo senso, di “federazione” degli enti locali (siano essi Stati, come negli Stati Uniti, regioni, come in Italia, o cantoni, come in Svizzera). Si affrontavano questioni come la posizione degli Stati federati (o delle regioni) in rapporto allo stato federale (o allo stato centrale), la posizione degli Stati federati (o delle regioni) in rapporto alle comunità sub-statali (stati, provincie, unioni di comuni, città metropolitane, capitali, comuni …), ecc. Le asimmetrie economiche svolgono in questo un ruolo importante, sia a livello informativo, che sul piano dei rapporti di forza, o delle regole di funzionamento, e in effetti quasi tutti i relatori nelle loro presentazioni facevano riferimento al concetto di asimmetria.

Dopo due giorni di lavori, una cosa mi sembra ovvia, e, facendo mostra di una certa ingenuità (estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae), non rinuncio a farla notare ai miei colleghi:



[...continua qui, con preghiera ai diversamente europei di ringraziare, seguire e sostenere Carmen. L'original en français était ici.]

5 commenti:

  1. "Nessuno crede in un’Europa federale!”

    Attenzione al titolo dell'ultimo convegno.
    E' gia' forse sorpassato.

    ZH ci informa che la BCE sta prendendo in considerazione l'ipotesi di acquistare i titoli di debito di citta' e/o regioni (e perche' no, magari anche quelli di parrocchie e condomini.... purche' ricchi).

    http://www.zerohedge.com/news/2015-11-11/eur-slides-news-ecb-may-expand-qe-muni-bonds-next

    Ne deduco che, mentre la BCE non puo' acquistare titoli di stato, forse acquistera' i titoli delle sue piu' minute entita' amministrative regionali e locali (purche' ricche).

    A questo punto devo correre dal parroco a dirgli di emettere subito dei titoli di debito parrocchiali, tanto secondo la logica di questi pazzi invasati (ma 'indipendenti'), una parrocchia, anche se insolvente potra' sempre alzare le 'elemosine'... Senno' niente messe, funerali, comunioni e matrimoni.

    RispondiElimina
  2. Lectio magistralis, politicamente memorabile, scientificamente lucidissima e che affronta il problema in modo multidisciplinare (storico, economico, geopolitico e sociologico) e profetica, nella speranza, purtroppo vana, che gli esiti siano evitabili.
    Non vorrei che quel giorno arrivasse e che noi potessimo dire...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti appare quasi una analisi storica fatta in anticipo.

      Elimina
    2. O contestiamo la storia del blog di Alberto, o, prepariamoci a gestire il futuro.

      Elimina
  3. Professore innanzitutto grazie perché almeno quando leggo i suoi post ci si sente un po' meno soli..
    Attraverso questo breve intervento volevo esprimere il mio pensiero e cioè che, purtroppo, l'Italia (ma, credo, anche l'Europa) è colma di persone pseudo "di sinistra" (o per estrazione sociale o per ideali o per tipo di lavoro che svolgono, etc., etc.,) che covano nel proprio intimo il desiderio di "uscire" dal proprio stato sociale e dalla propria condizione sociale da loro considerata "debole", "sottomessa" e anche forse umiliante per entrare a far parte della classe sociale che - sempre loro - considerano vincente e cioè la classe sociale dei capitalisti e passare quindi da sfruttati a sfruttatori.
    Uno dei principali mezzi per fare questo salto sociale? Naturalmente l'Euro.
    Quindi arduo compito è convincere tutti questi che, purtroppo, forse - come se ho capito bene dice anche lei - si faranno convincere solo da qualche evento catastrofico; come molti fascisti si fecero convincere (anche se non tutti) solo dallo scoppio della guerra.
    Naturalmente non vorrei fosse così.
    Grazie.

    RispondiElimina