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mercoledì 28 ottobre 2015

È stato bello! (la censura...)

Questa sera in seconda serata (da verificare caso per caso) andrà in onda sui principali canali regionali (specificati qui) la puntata di Roma InConTra alla quale ho partecipato lunedì scorso. Ho così finalmente conosciuto Enrico Cisnetto, rendendo felice il mio barbiere, che è anche il suo, e che ogni volta che mi vede mi chiede: "Ma Cisnetto lo hai incontrato?" E io: "Veramente no".

Adesso potrò dirgli di sì.

Questo però non è molto rilevante, e forse rischia di non essere interessante per voi nemmeno quello che ci siamo detti, nel corso di un'intervista comunque equilibrata, aperta, e (per me) piacevole. Mettiamola così: saranno pochi quelli in grado di apprezzare certe sfumature del dibattito, e per non toglier loro la sorpresa rinuncio ad anticipargliele, mentre agli altri applicherò la prima legge della termodidattica:

CI SONO COSE CHE SE POTESSERO ESSERE CAPITE NON ANDREBBERO SPIEGATE

(...sono quelli che guairanno: "Bagnai schiavo dei poteri fortiiiiiii! Bagnai ossequioso col potereeeeee!" e via dicendo. Ho già dato su Twitter, mobbasta...)


Detto questo, però, vi esorterei a guardare ugualmente la puntata per sentire non tanto l'Amen guru vostro, testis fidelis ac verus, quanto il personaggio, ben più importante, che parla prima di lui, cioè Mauro Masi, il quale, se non ricordo male (magari la puntata me la riguardo anch'io), partendo dalla domanda chiave del suo ultimo libro (già oggetto di altre analisi), tocca con grande leggerezza (nel senso positivo di laevitas) un tema non da poco, ovvero il fatto che le infrastrutture portanti della rete, e quindi del nostro vivere quotidiano, sono in mano a pochissime aziende, il che crea evidentemente un vulnus non indifferente alla nostra democrazia. In particolare Masi menziona il fatto (che non sono in condizione di verificare) che Obama, nel corso della sua carriera, avrebbe opposto il suo potere di veto solo due volte, e una di queste chiaramente su indicazione di Guglielmo Cancelli, a fronte di un provvedimento che avrebbe leso gli interessi di quest'ultimo.



Qui ne abbiamo parlato diverse volte, e fra l'altro io ero reduce da una discussione con un amico incontrato a Milano, il quale mi aveva riportato come in una conferenza tenutasi all'estero il capo dei servizi di un paese non appartenente all'UE aveva fra il serio e il faceto fatto notare come tutti noi possiamo avere l'assoluta certezza che le nostre email siano tutte sotto controllo (potenzialmente o attualmente?).

La domanda che qui ci riguarda è quella che pone un nostro lettore:


Marcus ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Misano Adriatico (i traditori)":

Io l'intervista a Bersani non ce l'ho fatta a leggerla. Ma andiamo alle cose serie. Volevo dire al profe che la domanda (quella sulla buona fede) che ho fatto al raduno del libro in piazza affari non era per lui, era per Vladimiro. L'emozione però mi ha fatto un brutto scherzo perché a lei avrei voluto far notare questa constatazione: il dibattito che qui è nato, assieme alla presa di coscienza dei pochi che ne hanno avuto la voglia, è stato esclusivamente grazie alla rete. Questa disponibilità di mezzi lasciataci dalle elites francamente mi lascia perplesso: è vero che siamo in un regime eurofascistoide, ma il controllo dei "mezzi di informazione" (e internet lo ritengo uno di questi) non è stato proprio capillare. Spero che in futuro non ci saranno brutte sorprese.
Adesso vado a dare il mio sostegno ad a/simmetrie: scrissi che non potevo fare donazioni, ma dopo aver letto "La deflazzione" pur non essendo un imprenditore (sono libero professionista), e pur essendo non proprio in floride acque, ho deciso di dare il mio modesto contributo.

Postato da Marcus in Goofynomics alle 28 ottobre 2015 00:36



Ribadito che della "buona fede" non ce ne frega un beneamato (per i motivi descritti nel post de cujus: il tradimento politico della sinistra è oggettivo, punto. La destra ha fatto la sua parte difendendo il capitale, il quale non mi pare se la passi troppo male di questi tempi, il che significa che chi è rimasto fregato è il lavoro, no?), e ringraziando doverosamente per il contributo (segue a breve rendiconto), vorrei riprendere e precisare il punto.

No, noi non siamo qui esclusivamente grazie alla rete. La rete è stata condizione necessaria ma largamente insufficiente, come dimostrano i risultati altrui. Siamo qui grazie alla rete e ad
IO

(prego).

Resta il fatto però che se la rete non è sufficiente, essa è necessaria. E allora perché ce l'hanno messa a disposizione, come si chiede Marcus?

Qui di discorsi da fare ce ne sarebbero molti. L'idea che, anche a livello di quelle quattro o cinque aziende che controllano le infrastrutture di rete (in particolare, i social) e che quindi, oltre e prima di tracciare le nostre email, hanno su di noi tutte le informazioni che noi volontariamente forniamo loro, l'idea, dicevo, che anche a quel livello esista un coordinamento perfetto e una volontà unitaria è ridicola, e la lasciamo agli altri (a quelli che nonostante la rete hanno fallito, appunto)!

Se questo coordinamento unitario esistesse, allora potremmo supporre (e nelle fogne di Internet l'ho visto dire) che veniamo lasciati liberi di esprimerci solo perché in fondo non siamo scomodi per il potere. In fondo, siamo pochissimi (una minoranza di una minoranza di una minoranza), chi controlla il potere vero ha in mano i mezzi di informazione mainstream (telegiornali), quindi alla fine potremmo anche pensare che lasciarci qui, liberi di sfogarci fra noi, "gli" (a chi?) faccia più comodo che non reprimerci...

Tuttavia credo che questa idea valga quanto il presupposto sul quale è fondata: piuttosto poco. Il complottismo va bene per chi ragiona in termini di "buona fede", di intenzioni. Io sto cercando di educarmi ed educarvi a ragionare in termini di risultati. L'elemento psicologico del reato ha sicuramente rilevanza giuridica, e forse ne ha per Nostro Signore (le cui vie sono imperscrutabili), ma io sinceramente me ne strabatto di sapere cosa pensavano Prodi e Visco quando ci hanno cacciato in questo casino (peraltro, a Visco l'ho anche chiesto, ma solo perché mi trovavo lì, e la risposta nemmeno me la ricordo perché per me non è rilevante).

Vi propongo un'altra linea interpretativa, che è quella che mi suggeriva un amico esperto di comunicazione (sempre quello incontrato a Milano). Mi raccontava, questo amico, un aneddoto. Aveva avuto modo di sentire, per la sua attività, un certo stratega di una certa potenza che qui è stato più volte citato, il quale, dopo una certa rivoluzione colorata in un certo modo, era convinto che i problemi in una certa regione del mondo che è a est di alcuni paesi e a ovest di altri (come del resto è a nord di alcuni paesi e a sud di altri: vedete come sono prudente, da quando ho ascoltato Masi?), quei problemi fossero risolti per sempre.

Invece alla prova dei fatti non era stato esattamente così, il che aveva poi reso necessaria un'altra mano di vernice.

La lezione che il mio amico traeva è semplice e confermata da innumerevoli episodi storici: le potenze egemoni commettono fatalmente un atto di arroganza che le espone a reversal of fortune, rovesci della SStoria.

Quando noi abbiamo iniziato, inutile girarci intorno, il dibattito semplicemente non esisteva. Questo non significa che quanto ho cercato di portare alla vostra conoscenza fosse originale! Vi ho chiarito fin dall'inizio che non lo era. Significa però che a grandi linee le numerose, e non necessariamente coordinate, istanze alle quali il progetto eurista sostanzialmente fa gioco, potevano pensare che non sarebbe mai emerso dalla rete un dissenso così vocal (per dirla come loro), e che, al più, sarebbe bastato metter su un paio di baracchini di persone che facevano finta di essere contro (stranamente, tutte in provenienza da un punto cardinale che non ricordo, e tutte un po' progressiste, ma un po' anche no...), per intercettare quei pochi che si ostinavano a pensare con la testa loro.

Una bella rivoluzione colorata, di color bianco camicia (o rosa mani pulite, o trasparente coscienza pulita), tramite la quale incanalare e opportunamente castrare il dissenso.

Però il dissenso è emerso.

Potrebbe essere stata semplicemente una sottovalutazione da parte dei tanti (e scoordinati) avversari.

Se questa mia linea di interpretazione (che mia non è: è del mio amico) fosse corretta, cioè se lo spazio non ci è stato dato perché siamo innocui, ma ce lo siamo preso perché nessuno supponeva che lo avremmo fatto, allora adesso dovremmo assistere a una reazione.

E infatti assistiamo a una reazione, preannunciata da un amico (nonché mio storico personale: qualche piccolo lusso potrò pur concedermelo!):

Celso ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Misano Adriatico (i traditori)":

@Marcus

Ci stanno arrivando, è solo questione di tempo. Sanno benissimo che la rete, in tutte le sue declinazioni (come si deve dire oggi), è per loro un "disturbo": circolano le notizie, le interpretazioni, gli appuntamenti ecc. A palazzo Berlaymont (si fa per dire, sono altri i palazzi che contano) saranno sicuramente preoccupati: Portoghesi riottosi, Polacchi francamente disgustosi, per non parlare degli Ungheresi paranazistoidi. Arriverà la stretta sui social, puoi giurarci. Ciò che sta succedendo in Europa non è una "crisi" in senso stretto, è un cambiamento epocale perseguito coscientemente senza che la stragrande maggioranza se ne possa rendere conto (le parlano di bambini morti, di disperati che fuggono dalla guerra, di diritti sacrosanti, di adozioni di figli per tutti, di "diritto al figlio" e così via); la gente è talmente frastornata che non può capire. Stanno cambiando, rivoltandolo come un calzino, questo continente; e ottengono risultati che un tempo si ottenevano solo con le invasioni e le guerre. Hanno distrutto interi paesi, hanno scosso nelle fondamenta gli altri, hanno impoverito la maggioranza degli europei e stanno convincendo i giovani che va bene così (se tu nasci sotto la propaganda del Minculpop, di Goebbels o della Disinformatia, tu non puoi che essere fascista, nazista o comunista; per spezzare un vincolo del genere ci vuole un evento traumatico, cioè una guerra). Quindi stanno facendo gli Stati Uniti d'Europa a nostre spese, impoverendo noi e sommergendoci con una ondata di rifugiati, che sono ideali per gli Stati Uniti d'Europa, tanti, affamati, divisi, pronti a lavorare per due lire, pronti a sostenere questa nuova "patria", in cui almeno non saranno massacrati da armi e coltelli. In questo quadro io non credo più all'errore della sinistra. Hanno perseguito un progetto ben preciso, e continuo a pensare che i sindacalisti non potevano non sapere che cosa sarebbe accaduto con la moneta unica. Tutti sapevano tutto. Nessuno chiederà scusa, perché non ritengono di dover chiedere scusa per un progetto complesso che, certo, conosce difficoltà, ma che nella sostanza è giusto. Sono ormai straconvinto che anche gli esponenti più sensibili della sinistra continuano a pensare che il progetto è buono, che sono sbagliati solo i mezzi. Non c'è nessuno, dico nessuno (tranne Alberto, ovviamente, e gli amici tipo Claudio Borghi), che prenda di petto la questione corruzione e l'uso scandaloso che ne viene fatto in tv e sui giornali. È forse un caso? Ma per niente: fa arcicomodo alla sinistra, anche a quella sedicente o pretesa "radicale", perché le dà una copertura ideologica: il progetto è buono, però bisogna debellare il cancro della corruzione, della mafia, dell'evasione, per diventare una paese "serio". Hai mai sentito qualcuno dire, negli Stati Uniti, che devono debellare la corruzione, la mafia? Sono pieni di mafia e corruzione (basta vedere un qualsiasi film americano), ma Tutti qui lo citano come un paese modello. La corruzione serve al PD e agli "scissionisti", perché copre il fatto che quelli al governo tagliano la sanità e quelli fuori del governo ti offrono subito l'assicurazione integrativa (la fai direttamente alla fine della spesa, perché la Coop sei tu, anzi è loro perché si prendono i tuoi soldi). Questo lo faranno anche per le pensioni, ci vuole solo un attimo di pazienza, Tito, il figlio di Vespasiano, ha un compito difficile da espletare ma ce la farà. Allora improvvisamente un raggio di luce attraversa il tuo cervello: ma sbaglio o in Italia è rimasto in piedi solo il sistema delle Coop con annessi i quattro esponenti più o meno loquaci che mandano in parlamento (anzi ogni tanto ci mandano direttamente gli esponenti delle Coop, ma guarda, povero Silvio nostro, povera stellina)? E ti dici, sì è così. Allora smettiamola, cari Piddini e abbellimenti più o meno esterni: avete fatto tutto questo, perché era frutto di un accordo, con l'Europa, naturalmente, questa entità astratta che è come l'Araba Fenice, ma che ci sta massacrando; in questo accordo voi avete scelto di essere l'élite locale che fa il lavoro sporco per i padroni colonialisti, i quali vi ripagano, visto che siete affidabili ascari, facendovi amministrare le spoglie di ciò che vi lasciano e concedendovi il ruolo di "fornitori". Non sono "traditori oggettivi": è un regalo definirli così. Sono solo traditori, e non chiederanno mai scusa, non organizzeranno mai il CLN, non usciranno mai dall'€, ma soprattutto non usciranno mai dal parlamento.

Postato da Celso in Goofynomics alle 28 ottobre 2015 10:53 




e immediatamente dopo annunciata da una che ho nel cuore (anche se onestamente non mi ricordo come sia fatta: nel caso ci fossimo incontrati di persona mi scuso...):

chiaraped ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Misano Adriatico (i traditori)":

Sembra ci sia qualche brutta sorpresa..
 

Postato da chiaraped in Goofynomics alle 28 ottobre 2015 10:52

Che ne dite?

Se la rete è così poco scomoda, o così tanto funzionale alle logiche del potere, perché darsi tanto da fare per controllarla?

La nostra speranza è e resta una sola: che di errori ne vengano commessi altri (nel senso di "ben altri"!), tali per cui si torni, in un lasso di tempo non eccessivamente lungo, a un sano equilibrio bipolare, il quale consenta al nostro paese di trovare una sua collocazione meno eteronoma nello scacchiere internazionale. Non è cosa del tutto impossibile, anche se ad oggi sembra (anche a me) poco probabile. Ricordate di quando al FMI volarono stracci? Il problema era: "Caro amico americano, ma noi, i brasiliani e gli indiani, cosa minchia c'entriamo col tuo desiderio di tenere la Grecia sotto il coperchio dell'euro? Lo capisci sì o lo capisci no che ci stai facendo violare i nostri statuti (cosa della quale ce ne strabattiamo quanto te) e soprattutto buttare nel cesso una barca di soldi (cosa che invece ci interessa)?"

Ecco.

Gli emergenti piano piano emergono.

Il degrado della situazione politica in Europa, determinato dall'euro, potrebbe anche far comodo agli Stati Uniti. Ma vedete, io la penso così: chi rompe paga, e i cocci sono suoi. Chi vuole gli squilibri se li finanzia, e i paesi sono suoi (vedi piano Marshall). A chi invece vuole gli squilibri, ma pensa di farseli finanziare dagli altri per sempre, dedico questo brano:



Verrà il tempo della censura: era prevedibile e non deve scandalizzarci, come non deve scandalizzarci il fatto che tutto quello che ci diciamo "riservatamente" sia controllato da qualcuno. Era così anche in qualsiasi paese dell'Appennino (finché sono esistiti paesi sull'Appennino).

Basta saperlo.

Sbrighiamoci a dire quello che abbiamo da dire finché possiamo dirlo: è stato bello, quindi non poteva durare! Poi vedremo il da farsi.

Sufficit diei malitia sua.

Intanto, fate circolare...

99 commenti:

  1. Risposte
    1. Cerco di passare a trovarti prima che ti epurino.

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    2. da wikipedia... nulla di nuovo, dalla negazione delle opere pubbliche per la piena occupazione alle missioni di pace (eterna). Ma gli storici non si annoiano e/o deprimono?
      "Già durante la fase di discussione, fu avanzata l'ipotesi che la proposta del Pica avrebbe potuto dare adito a errori e arbitrii di ogni sorta: il senatore Ubaldino Peruzzi, infatti, notò come il provvedimento fosse «la negazione di ogni libertà politica». Al pugno di ferro prospettato dalla destra storica, il senatore Luigi Federico Menabrea rispose, invece, con una proposta totalmente alternativa. Il Menabrea, come soluzione al malcontento popolare e alle insurrezioni che seguirono l'annessione delle Due Sicilie al Regno d'Italia, propose di stanziare 20 milioni di lire per la realizzazione di opere pubbliche nel sud d'Italia. Il piano del Menabrea, però, non ebbe alcun seguito, poiché il parlamento italiano preferì investire nell'impiego delle forze armate italiane. In generale, infatti, nella lotta al brigantaggio postunitario, impegnò un significativo "contingente di pacificazione": inizialmente esso constava di centoventimila unità, quasi la metà dell'allora esercito unitario, poi scese, negli anni successivi prima a 90.000 uomini e poi a 50.000."

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  2. Ma della Liguria "Roma InCON Tra" se ne batte il belino? Vabbe', me ne farò una ragione

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  3. Ècome dici. Ci sono sempre degli imprevisti o delle difformità rispetto alle previsioni dei centri di potere. La realtà non è un blocco monolitico e compatto. Ne prendono atto e affrontano i nuovi problemi che si pongono. Persino aotto Stalin, durante la guerra, si crearono condizioni di relativa tolleranza per l'intellighenzia sovietica grazie all'alleanza antinazista. Ciò produsse un certo fermento creativo in controtendenza e favorì una qualche influenza occidentale sugli intellettuali. Il che dispiacque a Stalin. Il quale commentò, irato, dopo la visione della seconda parte del film di
    Eisenstein Ivan il Terribile: "Durante la guerra non ce la facevamo, ma adesso vi sistemiamo tutti quanti come si deve"....

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  4. Il fatto che le nostre e-mail siano sotto controllo non è nuovo ed è stato affermato con chiarezza e abbondanza di dettagli dal parlamento europeo nel 2001, con il documento finale della commissione d'inchiesta sullo scandalo Echelon. Il documento non si limita ad elencare i fatti, ma suggerisce a cittadini ed aziende europee una precisa contromisura: l'uso della crittografia nelle comunicazioni su internet. Criticando, tra l'altro, gli stati che avevano tentato di porre dei limiti all'uso di strumenti crittografici.

    È interessante notare che l'attenzione riguardo alla crittografia da parte del parlamento europeo dal 2001 a oggi è scemata fino ad un assordante silenzio. Personalmente ritengo che un sistema universale di crittografia a chiave pubblica con chiavi gestite gratuitamente da un ente pubblico sia un prerequisito necessario per una società democratica moderna. Invece perfino per la posta certificata delle pubbliche amministrazioni ci si serve di privati e nessuno sembra preoccuparsene (a chi rispondono? chi garantisce? e se decidono di cambiare i termini del servizio?).

    Un'altra lettura utile è l'articolo di Tim Berners-Lee (il tizio che ha inventato il web al Cern) sulla net neutrality. Dedicata a chi pensa che "internet", "web" e "facebook" siano sinonimi.

    In assenza di precise disposizioni legislative a garanzia dei diritti individuali, purtroppo le soluzioni tecniche 'dal basso' sono poco efficaci quando l'infrastruttura di rete è dominata da pochissimi attori che controllano quasi tutto il traffico: per esempio, è vero che se tutti usassimo per la posta sistemi crittografici liberamente disponibili (come GPG) nessuno riuscirebbe a leggere gli e-mail altrui. Se, però, a usarli fossero solo in pochi, equivarrebbe ad una autodenuncia (spiate me! sto usando un sistema crittografico!).
    Aggirare la mancanza di neutralità della rete, credo, presenterebbe ostacoli analoghi: tecnicamente potrebbe essere fattibile, ma se non lo fa una frazione consistente degli utenti, allora diventa inutile o controproduttivo.

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    1. Ma sinceramente infatti anch'io non capisco lo scandalo sulla privacy. Semplicemente, la privacy non esiste. Cosa diceva Seneca? "Vivi in modo da non avere segreti nemmeno per i tuoi nemici". E non c'era Echelon. Quindi la domanda è sempre la stessa, quella, eterna, che diuturnamente rivolgo agli espertoni: ma de che cazzo stamo a parlà?

      Quello che rileva qui non è tanto la dimensione tecnica, quanto, eventualmente, la dimensione politica di certi gesti...

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    2. Ci sarebbero altri sistemi per criptare ma senza essere visti ma al momento occorrono competenze che hanno in pochi (molto pochi), infatti guarda a caso sono sistemi che non sono sviluppati. Devo pensarci un po' su.

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  5. Hanno ingaggiato una battaglia che non possono vincere, sarà la loro campagna di Russia

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    1. Non basterà un inverno solo.

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    2. Lo temo anch'io. Stanno per diventare violenti anche in senso materiale

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  6. Segnalo il video di byoblu sulla internet neutrality

    https://www.youtube.com/watch?v=Hys-6hgFNlk

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    1. Ed infatti già approvata ieri senza emendamenti, così come presentata! Grazie anche al Pallonaro di Firenze catapultato a Palazzo Chigi dai miglioristi di turno... teleguidati dai soliti (ig)noti.
      www.jobsnews.it/2015/10/internet-il-parlamento-europeo-approva-su-proposta-del-governo-italiano-la-fine-della-net-neutrality-indignazione-e-rabbia-in-tutta-europa/

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  7. Bene, vuol dire che hanno paura...

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    1. Non è una grande ammissione di forza, in effetti.

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    2. Giudicando dai fatti, e cioè dalla possibilità che a ognuno di noi è stata data negli ultimi vent'anni di: comunicare, interagire e informarsi in rete, credo che sarà difficile che chi di questo ha goduto e beneficiato di questa situazione accetterà tanto facilmente di tornare indietro. D'altra parte, è anche vero che l'essere umano, per sua natura, possiede un buon spirito di adattamento.

      Comunque, se ci chiudono internet ritorneremo nelle biblioteche, ricominceremo a leggere i libri stampati e a distribuire volantini in piazza. Possono controllare la tecnologia ma non la forza delle idee.

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    3. Si sono svegliati tardi il seme della resistenza è ststo piazzato anzi cosi non fanno che aumentare la consapevolezza.

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    4. Condivido il fatto che ormai è tardi.
      Non è limitando il traffico dati che potranno limitare la volontà di capire di chi non si ferma al primo etuttounmagnamagna.
      È stato bello, ma sarà ancora meglio.
      Troveremo comunque il modo di sapere, di capire con ogni mezzo rimastoci.

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    5. Non mi pare che da Monti in poi la neutralitá di internet abbia prodotto tutta sta grande consapevolezza e ste grandi rivoluzioni anti-euro(pa). Chiudono la stalla dopo che i buoi NON sono scappati.

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  8. L'URSS è durata poco più di 70 anni, il Reich millenario circa 12… quindi calm and gess, Chi governa la Ssstoria NON gioca a dadi (al massimo a nascondino…).

    E' molto bello conoscerLa, QUINDI può durare (MOOOOLTO più di quanto non creda).

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  9. ( Amico di) Bagnai Toynbeestaaaaaaaaaaaaaaa!!

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  10. Guglielmo Cancelli..... maddai!
    Io ero fermo a Guglielmo Scuotilancia!

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    1. Il migliore aqmico di Stefano Lavoretti

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    2. Guglielmo Crollalanza, please, di Messina

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    3. Mi hai tolto le parole di bocca. Devi scusarli, sono diversamente linguisti...

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    4. preferisco John Florio, "an Englishman in Italiane"

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  11. Non per buttarla in filosofia o nell'esoterico ma in questo, come in altri ambiti non può venirci tolta né la possibilità di sbagliare né quella di rigare dritto. Ecco perché non potrà mai esserci censura totale e se anche fosse si troveranno altre strade.

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    1. Guénon ricorda che l'uomo "integrale" (quello di cui in genere si conosce una assai minima parte) è al contempo molto di più e molto di meno di ciò che si crede, si ipotizza o si è in grado di misurare. Esiste sempre e comunque la possibilità che si risveglino parti di coscienza sopite nell'individuo, le quali giacciono così per svariati motivi (in modo analogo alle dinamiche genetiche di inibizione/induzione), ma che a un certo momento possono iniziare a "unire i puntini" per una serie di concatenazioni in parte causali, in parte no, che possono dipendere anche da un effetto contrario a quanto la causa principale indotta intenderebbe evitare. Questo perché l'essere umano integrale è sostanzialmente libero (e a sua insaputa), o quantomeno in grado, nel profondo di se stesso, di "riconoscere" se non direttamente la libertà, il suo contrario e le inevitabili pressioni che questo contrario esercita nel tempo. Dobbiamo dunque considerare che chi esercita queste pressioni sia ignaro di ciò, oppure ritenga scientemente impossibile che l'essere umano sappia percepire e riconoscere, nel profondo, molto di più rispetto alla immediata coercizione che lo vorrebbe un semplice idiota da accontentare con espedienti propagandistici, o spaventare con atteggiamenti minacciosi; in buona sostanza, chi opera in questo modo ritiene sostanzialmente l’essere umano un manichino manipolabile, poiché è egli stesso un manichino manipolato: se ciò può sembrare una manifestazione di forza, lo è invece di debolezza, e l’incognita è su quale durata temporale mostri di esserlo e con quanta sofferenza collettiva.
      Sicché, se anche la massa dovesse essere mantenuta in uno stato intermedio, ove le pressioni non siano tali da indurla a una violenta presa di coscienza effettiva (complessivamente il cosiddetto panem et circenses), ciò accadrà egualmente in alcuni individui – e non in maniera violenta, ma ponderata - i quali, come dice giustamente Alessandro Ballardin, troveranno comunque altre eventuali strade per far confluire i loro sospetti e le loro intuizioni, così come l'acqua tende a scorrere naturalmente verso un punto di raccolta.

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    2. È molto interessante la sua citazione...ovunque in natura ci sono forze uguali e contrarie che oppongono o facilitano effetti o reazioni...come per l'uomo la libertà,analoga sorte vi è per eventi fisici banali come la gravità o la forza di attrito dell aria durante una corsa....chi si è fatto germe deve sapere che per la luce dovrà lottare contro la sua madre ,che è terra buia,per poi metter su radici...

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    3. @scarponiero
      In Alchimia si considera la luce come favorente lo sviluppo oppure il consolidamento, il buio invece come favorente la germinazione (quanto è indirettamente confermato nel passo evangelico - Gv 1,5 - "...et lux in tenebris lucet..."). Non sarei dunque propenso a considerare lo sviluppo della pianta come una lotta contro la Madre, poiché è competenza di quest'ultima favorire la germinazione del seme, ovvero la prima parte del processo (Opera al Nero), essendo poi di competenza della Luce lo sviluppo epigeo (Opera al Bianco). Nell'induismo e nel buddismo molte figure di divinità posseggono un duplice aspetto: quello irato e quello benevolo, eppure rappresentano la medesima "realtà", sicché il meditante deve lavorare con entrambe, poiché sono le due facce della stessa medaglia. Anche la mitologia scandinava, a titolo di esempio, annovera la figura della dea Freya, la quale è al contempo madre e moglie fedele e premurosa, nonché prostituta (la Maddalena era una prostituta); va da sé che occorra sviscerare il significato simbolico effettivo al di là della lettera e degli assunti moralistici (o amoralistici) d'ordine banalmente immediato. Pure la religiosità romano-italica annovera l'antichissima figura di Ianus Pater, o Ianus Bifrons, il cui nome la suggerisce lunga. Sicché, invece di operare con l'aspetto contrario della circostanza, è necessario farlo con quello adeguato, cercando di capire quale sia. Se la dualità insita nel primo binario elementale, quello composto da Fuoco e Acqua, è direttamente insormontabile, diventa invece possibile instaurare una comunicazione attraverso le rispettive qualità (caldo, freddo, secco, umido) che i due posseggono in comune con i restanti elementi complementari, Terra e Acqua (il Fuoco condivide la qualità "caldo" con l'Aria, che a sua volta condivide la qualità "umido" con l'Acqua, e viceversa dall'altro lato - gli antichi maestri includevano questo lavoro in ciò che chiamavano "Rotazione degli Elementi"). Tutta questa digressione - la quale potrà senz'altro apparire fantasiosa e irrisoria a molti - per ribadire comunque quanto anche Lei ha già affermato (cito): "...in natura ci sono forze uguali e contrarie che oppongono o facilitano effetti o reazioni...". Si tratta quindi di comprendere in quale fase la "matrice" si comporti, di volta in volta, in modo favorevole e in quale no, onde evitare di operare contro natura. Sicché, anche in questo caso, il liberismo inteso come laissez-faire in qualsiasi ambito umano diventa col tempo una forma coercitiva illiberale, tanto quanto una austerità oppressiva produce germi di ribellione libertaria; è curioso, eppure troppa "libertà" porta alla compressione, troppa compressione porta alla ricerca della libertà: se non si trova un equilibrio ascendente, si continua perennemente a girare in tondo...

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    4. Errata corrige: gli elementi complementari sono Terra e Aria (e non Acqua come ho erroneamente scritto, e pure riletto).

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    5. Argomento affascinante e profondo...tutt'altro che fantasiose digressioni! !!
      Anche negli epiteti delle divinità greche ci sono le "doppiezze"da lei descritte...e pensare che mi incazzo quando le sento narrare come "belle favole"....

      Concordo su tutto anche se vedo nella "madre" un istinto coercitivo contrario alla "fame" di luce del seme.

      Come nelle Meraviglie della Nat..." ci si nutre sempre e solo di luce...poi magari il gabinetto è un posto buio... :-)

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  12. Non mi sorprende assolutamente che il commissario europeo degli affari digitali è un certo Günther Öttinger.

    Lo stesso Günther Öttinger che fece saltare il progetto South Stream quando era commissario europeo del energia, mandando al aria gli affari di ENI è SAIPEM. Renzi allora non so dove era, forse a mangiare gelati o a fare selfies, oggi si preocupa di SAIPEM.
    È adesso i tedesci al Nord Steam stanno costruendo una seconda pipeline che andrà a radoppiare il flusso di gas è petrolio tra Russia è Germania.

    Mi fido più di un mafioso napoletano che di questa merda di Öttinger.

    Questo è meno un attacco al WEB ma un attacco a Google cioè al informazione europea. Si vuole indebolire la supremazia di Google (USA) in Europa è rimpiazzarla con la Springer Presse tedesca, dove la Springer Presse può decidere cosa fare passare o no.
    My 2 Cent.

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  13. @profe
    Non volevo assolutamente sminuire la figura centrale questo blog (LEI), infatti della rete potremmo farne a meno (avete presente i moti carbonari di manzoniana memoria?) del profe NO: senza di LEI non andremmo da nessuna parte. Ci faremmo le domande, avremmo i dubbi, e stop; e poi saremmo però molti di meno, o magari no. D'altronde non siamo in una eurodemocrazzzzzia?
    @Celso
    Sono d'accordo con te stanno tentando uno dei più grandi esperimenti/tentativi mai tentati. Io stesso sono esterrefatto di come la gggente si beva certe cose senza il minimo senso critico. Abbiamo computer, smartphone e magari una bella macchina, ma la massa è ignorante, presuntuosa e manipolabile in un modo che non avrei mai immaginato.
    La sinistra ha tradito. Punto. Basta andarsi a leggere il Napolitano del discorso ai tempi dello SME e confrontarlo con quello da presidente della repubblica, e non credo sia necessario aggiungere altro.

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    1. @Marcus

      Per lavoro ho frequentato, e frequento, persone molto intelligenti. Ad alcune di queste ho fatto leggere l'intervista rilasciata a Il Fatto da Vincenzo Visco sull'€, che è di fatto una confessione, un'ammissione di colpevolezza. Avresti dovuto vedere le reazioni: tranne un caso, acqua che scivola sul vetro. E, si potrebbe dire, carta canta (quindi stiamo violando il principio di documentazione). Da qualche tempo sto usando un esempio, che ho rubato ad Alberto Bagnai (lo ha fatto alla Versiliana e nella sua semplicità, si fa per dire, non ammette repliche): ma che cosa fa la democratica UE contro quello schifoso nazistoide di Orban, che ha recinto di filo spinato l'Ungheria contro i rifugiati? Nulla. Perché? (Generalmente nessuno ti risponde a questo punto). Perché ha la Banca Centrale d'Ungheria. La reazione nella maggioranza dei casi è di guardarti con lieve sorriso e passare ad altro. Solo un'amica mi ha detto: "ieri sera ho ripensato a quello che hai detto su Orban. In effetti alla Grecia hanno riservato un altro trattamento". In effetti. Una sola persona su molte. Ma siamo tutti molto, molto intelligenti.

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    2. Attenzione a quello che dici ;) Qualcuno potrebbe sempre decidere di "esportarci la democrazia", in Ungheria. Un po' com'è stato fatto in Ucraina...

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    3. @Celso: "Per lavoro ho frequentato, e frequento, persone molto intelligenti." Splendido, potrebbe essere l'inizio di un ottimo romanzo. E forse lo e'?

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  14. FAMO CO I PIZZINI...PROVENZANO C AVEVA CAPITO TUTTO

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  15. La verità cammina sulle gambe di ognuno di noi, non dobbiamo convincere gli altri che abbiamo ragione, ma fargli venire il dubbio che hanno torto.

    http://www.vvox.it/2015/10/21/erri-de-luca-ha-difeso-la-costituzione/

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    1. Hai voglia a insinuare dubbi: i piddini SANNO DI SAPERE, è come un muro di gomma...

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    2. Il problema del piddino è hardware, non software. Non sentitevi frustrati se i vostri bei programmi di logica non girano nel suo cervello. Ad impossibilia... come ricorda qualcuno che conosciamo.

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    3. Nello Zaratustra il teutonico recitava più o meno così: "non si pretenda di cambiare con la ragione ciò che essi hanno acquisito senza ragionare".
      Quella è fiducia, che è surrogato della fede...

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  16. Il frame del potere è sempre all'opera (come per l'Euro) per convincerci che in realtà abbiamo ottenuto una grossa conquista... http://www.eunews.it/2015/10/27/via-libera-alla-neutralita-della-rete-stop-alle-discriminazioni-nei-servizi-internet/44058

    Mentre Tim Berners-Lee (non proprio "uno de' passaggio") la pensa un po' diversamente

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  17. Mah, sbaglierò, ma snaturare una piattaforma mediatica universale, nata per essere libera e assoggettata ai soli limiti di traffico e tecnologici, ma paritari in modo generale, vincolandone i flussi bidirezionali e pertanto limitandone la diffusione, mi sembra una colossale cazzata, ovviamente degna di questi colossali imbecilli (rammento l' altra cazzata epocale del Fiscal Compact, probabilmente la peggiore dell' intera storia dell' economia), ovviamente non sto a citarne alcuni in particolare come certi imbecilli integrali del PD, che immagino abbiate ben presenti, che si sfascerà prima ancora dell' euro, ammesso che venga messa in pratica, per intrinseca antitesi di tipo economico di mercato e commerciale. No, questa puttanata credo non abbia futuro e non mi preoccupa molto.

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    1. Mi auguro con tutto il cuore che tu abbia ragione...

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    2. A chi conviene mettersi a fare la guerra ai mulini a vento? Sarebbe troppo stupido.

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  18. Contiamo sulla possibile inadeguatezza del censore. Internet è abbastanza complessa, sia tecnicamente che organizzativamente, perché il controllo possa risultare un po' costosetto e complicato rispetto a una vera efficacia. Rotture di palle, sì. Controllo totale, ho dei dubbi. Vedremo.

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    1. Inadeguatezza del censore? Sei un illuso: a livello tecnico possono fare quello che vogliono. Se poi uno è smanettone è un altro paio di maniche, ma voglio vedere chi è pratico di protocolli, darknet, o banalmente configurare una VPN che funzioni...

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    2. A livello tecnico si può fare tutto, certo. Però: da un lato la rete è davvero globale e che si sia tutti d'accordo su cosa farci la vedo dura, dall'altro, molto più terra terra, con questa continua ricerca di lavoro sottopagato, persino nei carrier di gente che sa configurare una VPN senza far cazzate ce n'è poca... esagero, ma non poi così tanto. Quindi gli investimenti per filtrare, selezionare, controllare tutto probabilmente non verranno sostenuti nella misura in cui sarebbero necessari per una protezione censoria totale. Almeno nel breve. Tutto qui. Per quel che ci riguarda, è probabile che crolli prima l'euro che filtrino il blog.

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    3. Veramente c'è una cosa che in Internet, a livello tecnico, non è proprio possibile fare: censurarla. Sarebbe come infilare 18 paesi in un unica area valutaria, una follia che nessuno sano di mente tenterebbe mai.
      Devo ammettere che rispetto ai cinesi hanno quanto meno capito che un'infrastruttura firewall dietro cui chiudere il paese è una follia, infatti hanno ben pensato di rivolgersi agli ISPs. Il problema qui non è eludere un firewall (che si fa con una VPN) o controlli tramite malware/backdoor (che si fa con un minimo di buonsenso), perché il filtro viene applicato da chi ti fornisce il servizio di accesso. Puoi usare tutti i sistemi di obfuscation/masquerading che ti pare, ma il tuo provider lo sa se stai accedendo a servizi privilegiati o a servizi a lui sconosciuti (e quindi potenzialmente sgraditi al governo). Qui la soluzione è in realtà ancora più stupida: connessione satellitare tramite provider straniero. Adesso censurami il web, se ti riesce.
      (P.S. Certo che nei carriers lavorano informatici che non sanno tirare su una VPN. Esattamente come in economia esistono economisti che non sanno cosa sia un'OCA. Non cadete nella trappola, la scienza informatica è cresciuta esponenzialmente dai suoi albori e oggi non è più possibile avere conoscenze davvero approfondite in più di due o tre campi. Come per la fisica, l'ingegneria, la matematica, la medicina, la biologia, ecc. ecc.)

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    4. Forse non hai capito: siamo già tutti controllati, se ci vogliono bloccare sono un paio di filtri in più.

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    5. Controllabili, sì, controllati, ne dubito moltissimo. Ciò detto, tra sapere cosa vede su Internet Tizio Caio e riuscire effettivamente a impedirglielo ce ne passa. Credimi, è impossibile

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    6. Meglio complottisti che soli.

      Sentirsi controllati è rassicurante. Rassicura sulla propria esistenza. Stepan Trofimovich.

      Prof, parlo per me e per rispondere alle suspicioni di tanti come me, non per lei che il controllo potrebbe arrivare a meritarlo.

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    7. @Nicola Strada: la scienza informatica e' cresciuta certo, ma le tecnologie di base di Internet sono artificiosamente complesse, ad esclusivo vantaggio di chi tira le fila, i fabbricanti di router prima di tutti (alla faccia del progresso - che interessa assai meno del profitto). E' una cacofonia di protocolli inefficienti e limitati, su cui si lucra alla grande con certificazioni e servizi professionali. E' come se per condurre un'automobile fosse indispensabile la competenza del pilota di aerei di linea. Senza scomodare la rete ottica, e' tecnicamente impossibile garantire un servizio minimo. L'odierno incredibile rapporto fra potenza di calcolo e costo dell'hw potrebbe consentire l'analisi dei microflussi (le nostre personali interazioni)? Non saprei.

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    8. @Enrico Pesce29 ottobre 2015 23:27
      Questa è sicuramente un' altra questione rispetto alle limitazioni della e sulla rete, e potrebbero, anzi già lo fanno, ne sono certo, ed il controllo potrebbe evolvere verso altre e ben sperimentate forme di attacco se la situazione diventasse pericolosa, ovvero arrivassimo al punto. Per ora, come ben sappiamo, l' Emerito (come punta di diamante del fascismo eurista) fa lezioni all' università di Tor Vergata attaccando alzo zero, ma in generale chi si ribella al fascismo!

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    9. @a perfect world: Spero tu stia scherzando. Il mondo è pieno di persone (penso, per esempio, ai cosiddetti "nativi digitali" #DAR) che navigano in in ìnternet e interagiscono tra di loro quotidianamente senza avere la più pallida idea di cosa sia un protocollo, figuriamoci il loro funzionamento. Riguardo la cacofonia di protocolli inefficienti e limitati non ho davvero idea di cosa tu stia parlando. Se ti riferisci allo stack ISO/OSI sappi che non ha nessuna rispondenza con la realtà e non è nemmeno uno stack reale (oltre a essere perculato in lungo e in largo nella community IP con l'aggiunta di ulteriori livelli di complessità, tra cui un livello economico e uno politico). Se invece ti riferisci al TCP/IP è una suite di protocolli talmente pulita ed efficiente che sono quasi 40 anni che proviamo a sostituirla senza successo proprio perché funziona bene. E funziona bene perché è semplice: ogni elemento fa una e una sola cosa, e tutti gli elementi possono passarsi le informazioni in maniera completamente trasparente, ovvero l'utente può comunicare con utenti e servizi ignorando completamente la complessità di ciò che avviene durante la comunicazione. E' questa potenza enorme che ha permesso l'informatizzazione di massa, senza sì che ci vorrebbero anni di preparazione per poter usare efficientemente un PC

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    10. @ a perfect world

      "E' una cacofonia di protocolli inefficienti e limitati, su cui si lucra alla grande con certificazioni e servizi professionali."

      E famme campa'! Se me semplifichi i protocolli, che je do da magna' ai figli? Già hanno semplificato troppo negli ultimi anni e sono appeso a un filo, abbi pietà.

      Scherzi a parte, ma vi rendete conto di quanti stipendi paga l'inefficienza? Di quanta gente vive di processi inefficienti? Lo dico per i razionalizzatori a ogni costo (dei processi su cui campano gli altri). Il settore pubblico è inefficiente, ottimizziamo. La sanità è inefficiente, ottimizziamo. L'istruzione è inefficiente, ottimizziamo. E così via. Sono perfettamente d'accordo. In un mondo ideale, logico e tecnologico, tutto procederebbe con il minimo sforzo. Ma bisognerebbe accordarsi prima su come i tanti cervelli e le tante braccia necessari a domare ogni giorno l'inefficienza potrebbero continuare a portare a casa il pane quotidiano.
      Detto in tono provocatorio, l'inefficienza è un processo redistributivo della ricchezza in questo mondo folle che ci è toccato in sorte di abitare.
      O no?

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    11. Per me sì. Il mio lavoro si nutre di burocrazia e guardo con sospetto tutti quelli che vorrebbero ridurre la burocrazia perchè poi dopo come me lo guadagno lo stipendio ? (si scherza, ma mica tanto, se penso ad esempio alla paura di riduzione di organico dei colleghi del Caf, quando è stata attivata la procedura del 730 precompilato)

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    12. @Enrico Pesce: le suite TCP/IP nonche' l'MPLS le studio per lavoro. Sono ottime soluzioni tecniche per ambiti ridotti ma soprattutto perche' Cisco ci ha creato il suo ecosistema autoreferenziale - tutti gli altri si devono adeguare, alla faccia della libera concorrenza in libero mercato. Ovviamente, dal punto di vista di un sistemista, e' manna dal cielo. In un mondo perfetto, le ridondanti ed inefficienti complessita' (i router sono utilizzati al 30% delle loro capacita' teoriche) sarebbero eliminate non per licenziar la gente, bensi' per lavorare un giorno in meno...

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  19. In un modo o nell'altro si riesce sempre a censurare qualcuno. Negli USA, per esempio, ci stanno provando in tutti i modi a chiudere Russia Today e dato che noi, nei confronti degli statunitensi (d'America) siamo importatori netti di stron*ate, penso che saremo assimilati anche da questo punto di vista. Non è un caso che l'UE si sia tanto prodigata nello stanziare milioni di euro nella campagna "verità" sui mass media e vedo, prevedo, stravedo che saremo tutti incriminati e perseguiti per reati di Negazionismo Economico, estrema arma di distruzione di massa del PUDE.
    Gioachino da Fiore.

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  20. La censura ed il proibizionismo spesso hanno un effetto contrario a quello sperato. In America negli anni '20 l'alcol era proibito ma si consumava ugualmente e si consuma anche oggi. Galileo Galilei fu costretto ad abiurare le sue idee, le quali ancora oggi si studiano nelle scuole. L'abiura è un atto politico privo di valenza scientifica. Un'idea, quando viene esternata, ormai esiste: vive di vita propria, sopravviverà al suo autore andando ad abitare nella testa di altre persone ed alimenterà le idee di altre persone, seguendo un percorso che neanche l'autore dell'idea originaria poteva immaginare. Non ho molta fiducia nelle rivoluzioni violente, alle quali segue sempre un periodo di restaurazione (con la rivoluzione francese fu decapitato un Re per far poi sorgere un imperatore). Più che nella rivoluzione, ho fiducia nell'evoluzione, che avviene quando un idea provoca uno spostamento della conoscenza da una ristretta élite alla massa. Prima dell'invenzione della stampa a caratteri mobili i libri venivano duplicati manualmente, erano rari, costosi e disponibili solo per una minoranza, il clero: chi entrava in un ordine religioso poteva accedere alle biblioteche. Il popolo non aveva una conoscenza diretta della bibbia ma solo per sentito dire, sulla base dell'interpretazione fornita dai chierici. Con l'invenzione della stampa si riduce sia il tempo necessario per duplicare un libro, sia il costo della singola copia: i meno abbienti possono procurarsi una copia della bibbia e una conoscenza diretta della bibbia. Prima i chierici erano gli unici ad avere la bibbia e ciò gli conferiva un vantaggio culturale che si traduceva in un vantaggio politico: con l'invenzione della stampa a caratteri mobili la bibbia diventa di tutti e si riduce il suddetto vantaggio culturale. Se un'invenzione aumenta il sapere del popolo a scapito delle élite di comando le società cambiano. Con la connessione ad internet è possibile ottenere a basso costo opere dell'ingegno (film, musica, software). Questo stesso blog ha una funzione analoga all'invenzione di Gutenberg: si prefigge lo scopo di far ottenere alla massa a basso costo conoscenze macroeconomiche in passato riservate ad una ristretta élite. La censura di un'idea da parte dell'autorità ha un effetto analogo al provvedimento autoritario che fissa il prezzo politico di un bene, stabilendo ad esempio che la moneta di un paese deve avere un cambio fisso rispetto alla moneta di un altro paese: se il mercato assegna alla moneta un prezzo inferiore a quello politico, chi ha la moneta cerca di disfarsene e l'offerta abbassa il prezzo; se il mercato assegna un prezzo maggiore, la moneta sarà domandata aumentandone il prezzo. La censura è una toppa grezza: nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore.

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  21. "Quando verrà che fugghino I mali e si distrugghino?".

    (Alessandra/Cassandra Lupa ululante da Firenze. References, Emilio de' Cavalieri ballo finale del Gran Duca "O che nuovo miracolo" da "Intermedii" - a "La Pellegrina" di M. G. Bargagli; esegue Capriccio Stravagante Consort Voices, Collegium Vocale Gent, Skip Sempé al clavicembalo, Capriccio Stravagante Renaissance Orchestra)

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  22. Egregio prof. Bagnai, a me pare che:
    1) quelle che una volta erano chiamate “le telecomunicazioni” (oggi IT o con altri acronimi anglofoni), delle quali fa parte “la rete” e tutto ciò che vi ruota attorno, costituiscono “IL BUSINESS” degli ultimi vent’anni. Censurare costa, mentre i contatti, anche quelli generati dai dissidenti, rendono (e consentono di conoscere nome e cognome di chi dissente);
    2) le cosiddette élites sono divise e combattono furiose battaglie al loro interno. Anche i dissidenti più radicali possono far comodo a una delle parti in conflitto;
    3) il relativismo è l’ideologia delle élites dominanti (di qui la trahison des clercs, che tanto la indigna perché lei, almeno in economia, non è relativista). Il dissidente non è mai un nemico ontologico (da eliminare), perché è inteso solo come il portatore di un’idea oggi minoritaria che domani potrebbe esser utile far divenire maggioritaria per conservare comunque il potere, come già avvenuto in passato.
    Ne consegue che non ci sarà alcuna censura: la repressione della dissidenza appartiene ormai solo alle forme di potere meno, per così dire, evolute, di quelle che attualmente dominano il mondo occidentale.

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    1. Sono specialisti. Soprattutto nel trasformare un problema (il dissidente di turno) in un'opportunita'!

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  23. Già, ma come andrà a finire tutta questa storia?
    Un'ipotesi ce la suggerisce la bellissima e notissima storia di Giuseppe.
    L'avrete certamente presente, come avrete forse anche presente che nel finale si nasconde un risvolto meno noto e piuttosto inquietante ( se non lo avete presente: Gn 47 13-26).

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  24. Questa notizia della "net neutrality" europea mi era sfuggita, ma mi sembra perfettamente inserita in una linea di tendenza generale; quella del passaggio dal governo della situazione "software" a quello "hardware".
    Ovvero all'integrazione di un certo tipo di comandi in un nocciolo condiviso e potenzialmente (preferibilmente) immodificabile.

    - Dal controllo prevalente dei mezzi di informazione al controllo fisico e all'estromissione sostanziale dall'accesso alle reti dei media scomodi;

    - dal pareggio di bilancio nei trattati, al pareggio in Costituzione;

    - dalla redistribuzione "soft", via tagli e "riviùs, alle clausole di salvaguardia a botte di IVA;

    - dal gatekeeping "software" ("...ma chi ce va a votà, so tutti ladri...) al gatekeeping strutturato in partito.

    (...tira n'ariaccia)

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  25. Buongiorno, seguo il suo blog da due settimane. Sono abbastanza un profano di macroeconomia anche se laureato in economia e lavoro nei mercati finanziari (nel mercato obbligazionario in particolare).Il suo blog mi ha aperto gli occhi, non riuscivo a spiegare questa situazione di crisi con le solite spiegazioni, efficienza produttivita, curruzione, evasione buoni cattivi compiti a casa etc etc. Probabilemnte il mio professore di economia politica e di politica economica non era poi cosi illuminato e si limitava alla teoria, la quale tra l'altro ampliamente sbugiardata dalle politiche monetarie degli ultimi anni. mi avessero insegnato keynes fatto leggere i classici, invece no, statistica, formule fini a se stesse con immense spiegazioni tutte di formule, m ava bhe. Per quest blog le dico grazie grazie grazie. Ora riprendo a fare incetta di video ormai vedo solo i suoi.

    Ecco peró cosa succede nel mio piccolo. le obbligazioni non rendono piu nulla non ripagano il rischio "di credito" sono oltre massimi storici per prezzo e ai minimi per rendimento (si pensava che meno di zero fosse difficile, ma evidentemente no). tutti i player, i fondi, i fondi delle vs pensioni, asset manager e cosi via obbligati a investire in reddito fisso sono pieni di titoli lunghi e tassi fissi ( se salgono i tassi di un 1% perdono fior di soldi) o di titoli mezza spazzatura che se non potessero rifinanziare il loro debito con nuove emissioni ma rimborsarlo anche solo in minima parte fallirebbero domani. i titoli di stato rendono negativi. ci avete rotto per 3 anni co sta storia dello spread e ora rende tutto negativo. inoltre è in atto un attaco ai detentori di bond ( di seniority piu alta ) che saranno chiamati in causa in casi di fallimenti e non sono piu approdo sicuro ( e cosa gli vendono ai risparmiatori italiani, bond senior passati come free risk). Grazie a Draghi il mondo obbligazionario non si ripaga piu e molti colleghi perdono il lavoro.

    la finanza sta per pagare il conto.
    grazie ancora distinti saluti Andrea blanzuoli

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    1. per andreblanz
      Se il prof. permette ti consiglio questo sito. Anche qui potrai trovare un punto di vista alternativo al pensiero comune.
      http://icebergfinanza.finanza.com/

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    2. Il re è nudo. Ma, al di là degli effetti della propaganda “Torna la fiducia nella crescita”, titolo centrale del Corriere di oggi), è quasi impossibile ammetterlo perché il disvelamento della verità provocherebbe lo scoppio immediato della bolla colossale sulla quale tutti, anche quelli che stanno peggio, siamo bene o male seduti. Temo infatti che ormai sia troppo tardi persino per contenere i danni. La finanza sta comunque per pagare il conto (come scrive lei) e, purtroppo, anche tutti noi. Inizio anche a pensare (anche se lo ricaccio continuamente dalla mente, dandomi del catastrofista) che non abbia torto il prof. Bagnai quando preconizza un esito bellico: la vicenda del cacciatorpediniere americano che va a mostrar bandiera davanti agli atolli rivendicati dai cinesi nel Pacifico mi ricorda infatti da vicino la vicenda della cannoniera tedesca Panther davanti ad Agadir nel 1911. Quella volta la guerra fu evitata forse anche perché la flotta inglese dovette rimanere nei porti a causa di una carenza di carbone per uno sciopero dei minatori (un esempio dell’effetto positivo della lotta di classe?). Nel luglio del ’14 lo sciopero era probabilmente finito. La Storia non si ripete, ma tende a percorre sempre le stesse strade.

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  26. Degli errori del passato hanno fatto tesoro.Sanno che le folle oceaniche ti possono anche appendere per i piedi.Sanno che se scrivi il Mein Kampf corri il rischio che qualcuno lo legga.Ma a Internet non ci sono arrivati,e non solo per una questione anagrafica.È un problema di rapporto con il prossimo.
    Non riescono a concepire el pobre Pilon che pone una domanda ad un uomo che sarebbe diventato ministro economico in un paese UE,e tantomeno a concepire che questi gli risponda.
    Il loro habitat sono i palazzi,le cancellerie.Da questi luoghi monitano,al massimo rilasciano a giornalisti comodi interviste con domande concordate.
    Monti si aprì (si fece aprire) un account su twitter,in cui si mostrò a proprio agio come un porco in altalena.Un abisso culturale li separa da questo mondo.
    E anche per quelli che ci arrivano,i meno supponenti,c'è troppo Amazon,troppo Google da contrastare,troppo facile to hide my ass per rimanere all'armamento leggero.Personalmente sono più allarmato dallo stato di (non) manutenzione delle infrastrutture telecom.

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  27. Sabato 7 è previsto nel mio pdv(punto vendita) uno sciopero sindacale per il rinnovo del contratto collettivo della distribuzione cooperativa e del seguente contratto integrativo aziendale. C'è fermento e si punta a tenere chiuso il negozio perchè le condizioni poste sono tutte volte a quello che possiamo definire in generale "deflazione salariale" fino alla riduzione delle maggiorazioni del lavoro domenicale.
    A parte qialche sciovinista completamente disinteressato che lavorerà regolarmente molti colleghi sono pronti allo sciopero in difesa del lavoro insieme a cgil cisl uilnelle loro declinazioni del settore commercio.
    Da parte mia pare un grande paradosso. In tutti questi tavoli di rinnovi contrattuali il sindacato non ha mai tirato fuori un'osservazione sullo strumento per la "regolazione del conflitto distributivo" per eccellenza: l'Euro. Si aizza solo il risentimento verso una dirigenza che viene dipinta come cinica ed indifferente.
    Io lavorerò regolarmente provando a spiegare un punto di vista inedito (quello di pippo..) vedremo se il negozio resterà aperto o se saremo costretti a chiudere. In ogni caso la difesa del lavoro è davvero in buone mani...

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    1. Da quello che capisco, e' la piu' lunga giustificazione per non scioperare che abbia mai letto. Spero di sbagliarmi. Con rispetto.

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    2. No non si sbaglia. Non ci sono imbarazzi a scioperare, come nel settore pubblico non c'è il "paron" che ti guarda ed anzi la brutta figura la si fa proprio non scioperando, dal momento che in ditta navigano i sindacalisti più che i dirigenti. Scioperare in difesa del lavoro con quella parte di sinistra che in tutti questi anni di attacco al lavoro non si è mai chiesta se qualche mossa strategica sia stata infelice, mi pare eccessivo. Del resto la consapevolezza si ferma a 7 o 8 righe di comunicato sindacale. Inveendo contro la mala sorte che ci pone in queste situazione vessatoria, contro la concorrenza del commercio (contratto rinnovato marzo 15 con intesa sindacale) che ha sancito la flessibilità contrattuale. Personalmente con un sindacato così omertoso sulle questioni dirimenti mi sento a disagio.
      Grazie per la risposta.

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    3. Non posso che apprendere di realta' differenti. Non posso che essere d'accordo sul disagio (per essere gentili) che si puo' provare nei confronti del sindacato (generalizzo). Sinceramente schierarsi e' difficile, uno ti da' (dovrebbe darti) lo stipendio, l'altro (dovrebbe) difenderlo. Dall'esterno, se non scioperi il messaggio e' che "va tutto bene", ed i numeri di partecipazione lo confermano. Non considererei comunque lo sciopero come un voto per il sindacato o per Er Nutella di turno. Ripeto, ogni realta' poi ha i suoi contorni differenti. Grazie a te per la cortese risposta.

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  28. Posto innanzitutto che ritengo sia il “capitale” ad avere una dimensione ideologica unitaria ed una dinamica per definizione coordinata (da se stesso), piuttosto che i “capitalisti fisici” – i quali, nel perseguimento razionale dei reciproci interessi, agiscono più spesso in maniera asincrona e sicuramente anche antagonistica, in alcuni frangenti storici può tuttavia accadere che, limitatamente a certune questioni essenziali, tali “onde altrimenti scostate e dissonanti”, per una forma di palese convenienza collettiva, si sincronizzino, entrando così in una sorta di “risonanza di fase”.
    Ora, io non so dire se una tale “risonanza di fase” sia stata realmente progettata e soprattutto se sia tuttora consapevolmente sostenuta, per la realizzazione ad ogni costo del cosiddetto "Sogno Europeo". Certo, alcune dichiarazioni lo lasciano pesantemente supporre (basti pensare al processo di “distruzione creatrice” che la “crisi” avrebbe comportato, così come espresso nei concetti da alcuni economisti neoclassici di evidente “impronta mistica”), ma continuo a non credere che tutte – e intendo dire veramente tutte – le implicazioni dell’adozione di una moneta unica siano state intenzionalmente perseguite. Sarebbe un nonsense troppo difficile da accettare anche per il meno intelligente dei paranoici. Signori, cerchiamo di essere realistici! Se il paese egemone, com’è evidente che sia, sta forsennatamente segando il ramo su cui è seduto, ciò significa – ed inequivocabilmente - che non vi può essere un unico cervello a coordinarne i movimenti. Quindi, io credo che la plateale discordanza visibile sullo scenario economico-finanziario sia animata da una molteplicità di attori, con interessi e idee talora molto divergenti e - ad un livello politico - anche da una mostruosa ignoranza. O pensate forse che veramente un Renzi – “Il Bomba” per gli amici del liceo - abbia la più pallida idea dei concetti di base che lo studio dell'Economia presuppone?
    Resta comunque il fatto che, in una logica di breve/medio termine, certi attori della finanza internazionale (leggasi creditori), per certi aspetti essi stessi marionette del capitale impersonale, si stiano uniformemente adoperando per sostenere il meccanismo del debito, che l’incrementata forbice fra produttività e salari reali ha inevitabilmente creato. In tal senso, quando si tratta di questioni essenziali (i fondamentali macroeconomici, direbbe un certo Bagnai), io credo che i "capitalisti fisici", pur nemici fra loro, riescano sempre ad organizzarsi quanto è necessario, per condurre la loro spietata ed oramai secolare Lotta di Classe.

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    1. Il tanto criticato McNamara se ne uscì in un film-documentario mandato in onda da La7 qualche anno fa, elencando gli undici punti per gestire un conflitto (il titolo era "The Fog of War, Undici lezioni dalla vita"). A parte l'interessante e sorprendente enunciato del secondo punto - Rationality will not save us - che risulta sicuramente discutibile in un primo impatto immediato (ma vale anche ciò che riportava più sopra Scarponiero dallo Zarathustra), la cosa più sconcertante, per certi versi, fu la seguente affermazione: "Alla fine abbiamo avuto fortuna. È stata la fortuna a impedire la guerra nucleare.". McNamara continuò a ribadire come nessuno sia stato in grado di comprendere razionalmente e completamente il perché la guerra nucleare fu evitata (anche sulla effettiva veridicità di questo punto si può sempre discutere, ma se la tesi nuda e cruda non ne propone un'altra alternativa, una possibile spiegazione più o meno tendenziosa, o fantasiosa, o strumentale, o semplicemente più attendibile, aumentano le possibilità che la tesi sia frutto d'una osservazione reale, ovvero che descriva un processo rimasto non del tutto spiegato e compreso). A valle di tutto ciò, l'affermazione per cui vi possa essere una molteplicità d'attori e d'interessi, il cui rimescolamento possa determinare effetti "anomali" rispetto a una intenzionalità lineare, risulta dunque assai plausibile (e non sarebbe una novità). Sempre al proposito della carriera di McNamara, vale la circostanza per cui durante la crisi dei missili a Cuba, lui e i Kennedy dovettero affrontare una forte divergenza interna, tra cui quella di militari come LeMay e Taylor ed altri rappresentanti dell'amministrazione americana i quali, com'è noto, optavano decisamente per una immediata e ruvida azione armata, il che costrinse entrambi i gruppi divergenti a giocare sul filo del rasoio. Se poi consideriamo reali le possibilità di divergenze significative - con tutto ciò che ne può conseguire in termini operativi - tra sezioni interne ai sistemi di intelligence e corrispondenti apparati politico-amministrativi di relazione, il quadro che emerge è tutt'altro che omogeneo e coeso (e nemmeno troppo confortante). Ciononostante credo abbia ragione Nicola Mosti nell'affermare che il grande capitale riesca, in circostanze topiche, a trovare l'accordo, o la risoluzione, per evitare lo scontro interno e spargerlo sul groppone delle moltitudini: è come traslare lo scontro tra squadre sul campo dello stadio al pubblico sugli spalti.
      E nel frattempo buona parte di noi guarda ignara "L'isola dei famosi"... (o come dice l'agente Eliot Ness nel film "The Intouchables": "C'è una parte di mondo che si preoccupa del colore della cucina").

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    2. Curtis Le May era il modello perfetto del Generale impazzito di "Strangelove" di Kubrick.
      Ancora oggi non si capisce come i Kennedy riuscirono ad evitare una guerra totale...

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  29. Bellissimo il Nisi Dominus di Monteverdi. Grazie ancora una volta, prof. Ultimamente impazzisco anche per quello di Vivaldi . Lo ascolto e lo riascolto e non me ne stanco mai. La versione che ho linkato forse è un po' lenta, ma la voce di James Bowman mi manda letteralmente in estasi.
    Volevo anche dire a Celso che ho trovato il suo commento terribilmente lucido e persuasivo. Non è un caso che venga da uno storico. Mala tempora currunt.

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  30. Ringrazio Celso per avermi dato del "nessuno".
    Devo ricordarmelo: in fondo ho sempre sognato di essere l'Uomo Invisibile. Probabilmente uno dei massimi divertimenti concepibili dall'intelligenza emotiva.

    Se poi qualcuno provasse a digitare orizzonte48+"corruzione", magari si ritrova da leggere per qualche settimana (peraltro in compagnia di alcune migliaia di invisibili).
    Ma comprendo che si tratta di un fenomeno comunicativo totalmente marginale.

    PS: per la verità avevo proposto di farci un libro apposito, su 'sta corruzione; un libro che organizzi un materiale ormai molto vasto.
    Ma mi hanno risposto che "non è il momento". O che "la gente non capirebbe"...Ormai non ricordo bene, perchè, come dici giustamente, non è poi molto rilevante

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    1. Il piddino di un tempo venerava carmelo bene e il suo "essere", ovviamente convinto dalla intellighenzia sinistrorsa che era di fronte a un genio. In realtà era solo di fronte a un magnifico attore, il quale fingeva di non sapere di essere figlio di un tal Vittorio (Gassman), senza il quale non avrebbe mai trovato strada spianata.
      Il sinistrorso dell'epoca, stimolato sempre dall'intellighenzia de sinistra, di fronte a Vittorio, storceva ovviamente il naso e lo mandava giu di mala voglia...
      Uno dei migliori spettacoli, quasi un manifesto di Vittorio, si intitolava "Non essere". Un lavoro della maturità, perché la consapevolezza porta un attore a schivare la luce, non ad apparire, ma a scomparire.
      Non essere...
      Come vede, è in ottima compagnia.

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    2. @quarantotto

      È vero, Quarantotto, faccio pubblica ammenda. Una dimenticanza imperdonabile.

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    3. @Alfonso Liguori
      Il taciturno e di carattere mutevole autore di alcuni autentici capolavori - per i quali l'uso del termine letterario suona riduttivo -, che a differenza degli altri capitani marittimi vestiva in giacca scura, bombetta grigia, e guanti a zerbinotto (da cui il soprannome di "conte russo"), rispose a quella serie di domande in voga come gioco di società per ingannar la noia, poi note come "Questionario di Proust", che "il tratto principale del suo carattere era la pigrizia; il colore preferito, il grigio; la qualità che preferiva nelle donne, la bellezza; il dono di natura che avrebbe voluto avere, la fiducia in sé; la sua distrazione preferita, cacciare oche selvatiche; l'aspirazione principale, non essere.".
      Il "conte russo", per chi non lo sapesse, era Joseph Conrad.

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  31. Quanto alla censura della Rete, sinceramente non credo che i nostri governanti arriveranno mai a niente del genere. Sarebbero provvedimenti troppo ostici da accettare anche per le masse più suggestionabili e francamente, nei paesi occidentali, la manipolazione dell’opinione pubblica necessaria a far digerire misure di questa portata sarebbe colossale, macchinosa, sicuramente dispendiosa e dubbiamente efficace. No. Non lo faranno mai. Ne sono certo. Soprattutto perché è molto più semplice lasciare le cose come stanno. Consentire “democraticamente” che possano esprimersi tutti – ma proprio tutti tutti tutti – ed anzi favorire la “pluralità” delle informazioni è in effetti una strategia decisamente vincente. Qual è infatti il mezzo migliore per nascondere un’informazione se non dentro ad un inestricabile, ridondante groviglio di altre informazioni? Badate bene che l’eccesso di informazioni che può oggi garantire la Rete è tale per cui ogni utente-navigatore è quotidianamente sommerso da una babele di dati, fatti, concetti, opinioni, soffiate, sospetti tra i più disparati e contraddittori in cui, anche per le persone dotate di uno sviluppato discernimento critico, diventa se non difficile, almeno oneroso in termini di tempo orientarsi. Ringrazio quindi la mia buona stella (la Luna di traverso) se nel lontano 2011, navigando a vista nella melma del profondo Web, sono riuscito ad approdare in questo porto sicuro (prima però stavo meglio, maledetto Bagnai e la sua pillola rossa… se potessi rigurgitarla mi ritufferei a bomba in Matrix, desideroso di andare a spendere giulivo il mio pugno di euri per mangiarmi una bella bistecca al sangue pensando faccia bene…;).
    Nel frattempo, invece, mentre noi diligentemente elaboriamo un pensiero critico sui blog “illuminati”, i collettori di dati sensibili ed affini possono continuare a far incetta di informazioni sulle nostre preferenze sessuali – oltre che politico-economico-monetarie, s’intende – come se raccogliessero margheritine in un prato a primavera, mentre noi solerti e collaborativi offriamo loro il gambo (nella versione boccaccesca il ‘deretano’).
    P.S. Chi non sopporta i miei modi tra il serio ed il faceto è un bischero, perché, proprio come il generale sovietico Golz di “Per chi suona la campana”, scherzo proprio perché sono serio.

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    1. Concordo. Possono aggiungere rumore a piacimento, accattivante nella forma e controllato nei contenuti. E' piu' facile inquinare un fiume che prosciugarlo.

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    2. Ma volendo anche ragionare in termini di analisi costi/benefici, sulla limitazione della rete ( operazione improba e inutile date le dimensioni), ma ci pensiamo che nei fatti porre dei limiti sarà per molte realtà soprattutto costoso?
      In sostanza, in molti casi sarebbe inibito o ljmitato l'acceso ad alcuni siti a molte persone. Per molte aziende e multinazionali ciò non è una bella prospettiva.
      Ah, dimenticavo la mano invisibile del mercato. Uno spasso.
      Non sono pratico di protocolli informatici, ma la vedo molto difficile lo stesso. La realta, come notato da Celso, non è un blocco monolitico.
      Tuttavia, penso che essi o alcuni di loro, siano disposti a tutto.

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  32. Faranno una cosa molto più semplice.. arresteranno a destra e manca x non identificati motivi di sicurezza..
    Il discorso di punire uno x educarne 300 milioni

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  33. Allora, per riassumere, il nostro "amico" n.1 sono gli USA per i seguenti motivi:

    1)controllano Internet

    2)sono i principali sponsors dell' "europa unita" come afferma :

    http://www.zerohedge.com/news/2015-10-29/us-threatens-uk-trade-barriers-if-it-leaves-european-union

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  34. Ovviamente non sarà una censura vecchio stile, preventiva, centralizzata e, per quanto odiosa, dichiarata e trasparente. Lo strumento saranno i reati di opinione, l'accusa di istigazione all'odio sociale, il pubblico ludibrio cui sarà sottoposto chi prova a pensare contro corrente, la cancellazione degli account sui social ... In una società in cui la massima ambizione dell'individuo è essere un ingranaggio, la sanzione più efficace è la minaccia di toglierti dal gregge e metterti lì, isolato, nudo, e farti lapidare pubblicamente.

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  35. La cosa mi fa pensare alla struttura sociale e alla cultura Cinese (confuciana), in cui la cosa più importante è sentirsi di appartenere al sistema sociale, indipendentemente da quello che si fa o a quello che si pensa (sicuramente qualcuno più esperto potrà speigarlo meglio o rettificare).

    http://www.italianieuropei.it/italianieuropei-2-2015/item/3572-gestione-del-dissenso-tecnologia-e-societ%C3%A0-nella-cina-che-cambia.html

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  36. OT, ma neanche troppo è la notizia (secondo me gravissima) di ieri. In soldoni i Francesi si sono comprati Telecom (e quindi non solo il servizio ma anche la rete telefonica italiana). Il miliardario Niel (pare vicino al compagno Hollande) ha rilevato ad oggi il 15% delle quote. Un altro 20% è detenuto da altri Francesi di Vivendi, controllata dal miliardario Bollore. Insieme arrivano al 35%, il resto dell'azionariato è disperso a parte un 2% di un fondo cinese. In questo modo è stato anche aggirato l'obbligo di OPA per acquisizioni oltre il 25% ma l'attuale ad Di Telecom patrono si è affrettato a precisare che non ci sono collegamenti tra Niel e Bollore e la Consob segue a ruota. Renzi non pervenuto la ministra per lo sviluppo economico che te lo dico a fa e così continua lo svuotamento del paese.

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  37. Qualche post addietro commentai dicendo che la libera espressione dei miei convincimenti in ordine all'€ passa proprio attraverso l'imprescindibile anonimato. Poi adesso pure col Jobs act capirai.... Nelle aziende si respira un'aria...

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  38. Ma che ce frega ma che ce mporta se l'Europa al web c'ha messo a censura... E noi ie dimo e noi ie famo, c'hai messo la censura e noi t'aggiramo!

    Ci affideremo a TOR, al Deep Web e alle Darknet :) ahahahhaahaah

    http://www.controradio.it/darknet-lato-oscuro-web/

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  39. Caro Professore,
    Seguo da sempre con grande attenzione tutti i contributi del blog anche se negli ultimi tempi arrivo sempre con qualche giorno di ritardo a concedermi l'approfondimento dei singoli post e a godermi la processione dei riposizionamenti che Lei aveva predetto con largo anticipo. Diciamo che quello che c'era da capire l'ho captato fin dall'inizio delle trasmissioni ed è rimasto scolpito nella pietra. Gli affinamenti successivi sul blog e sui sacri testi del "il tramonto dell'euro" e "l'Italia può (deve, ndr) farcela"' hanno affinato il tutto. Mi ha fatto grande piacere sentire il confronto con Cisnetto, che dopo questa iniziativa comincerò a rivalutare dopo più di due anni di mia personale censura. Più di due anni fa avevo postato un commento ad una delle sue apologie dell'euro su "terza repubblica" citando goofynomics è tutto quello che Lei (e i Suoi maestri) ci avete insegnato. Non solo non ho ricevuto un commento, ma nemmeno sono stato pubblicato...alla faccia della "società aperta". Da quel momento ho smesso di leggerlo, anche se lo avevo sempre personalmente considerato tra gli analisti più lucidi e intelligenti in circolazionere. Grazie per questa ennesima lezione di contenuto e di stile.

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  40. Chiedo scusa se intervengo su un post che ha quasi una settimana, ma sono riuscito a vedere il video solo ora e avrei una curiosità.
    Ad un certo punto, nelle battute iniziali, Cisnetto dice che secondo lui, quando ormai si era deciso di fare questa scelta, che lui stesso ritiene sbagliata, di creare l'euro, l'Italia si trovava di fronte al bivio tra aderire o restare fuori, e ha fatto bene a entrare per via di una debolezza economica che risaliva all'inizio degli anni novanta. Lei ribatte dichiarando due osservazioni rapidissime: con la prima dice che dovremmo interrogarci sulle ragioni del progetto e affronta il discorso della democraticità del processo; poi, passando per Azincourt, il discorso vira sul grande pennello.
    Ecco, se le dovesse avanzare un minuto, sarei curioso di sapere quale sarebbe stata la seconda osservazione.

    P.S.
    Bellissimo "secedere".

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  41. Next step? http://www.byoblu.com/post/2016/05/27/diffamazione-online-condannato-un-commento-un-altro-matteo-gracis.aspx

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