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mercoledì 26 agosto 2015

Do you remember me? Vol. 2 (CLN vs. TRC)

Caro professore,

E di me si ricorda? Mi chiamo Mario Bianchi (o Rossi) ed ho sostenuto con lei l'esame di econometria alla Sapienza nel 1492. Ora lavoro [grossa istituzione multilaterale]; ho sorriso amaro quando in un recente tweet l'ha giustamente richiamata tra i veri paradisi fiscali. In realtà non le scrivo per sapere se si ricordi o meno di me (poco conta) ma per farle sapere che non siamo tutti come “er biretta”.

Seguo il suo blog dal primissimo giorno; sono stato fortunato perché decise di aprire il blog proprio qualche settimana dopo l'esame. La voce girò subito tra i suoi studenti! Ricordo anche chiaramente la sua presentazione in aula sui differenziali d'inflazione nell'area euro; eravamo davvero agli inizi della sua missione come guru e cavaliere nero. E ancora, ricordo bene il pomeriggio che fece qualche minuto di ritardo a lezione (rarità!) perché stava completando l'articolo "Cina e crisi: chi ha paura dell'agnello cattivo" in risposta ad un articolo di Zingales. Lo raccontò con passione e smontò con pazienza e decisione le osservazioni del piddino di turno.

Dopo l'università, l'ho rincontrata a [capitale delle Piddinia internazionale], alla presentazione de "il tramonto dell'euro" alla Libreria Piddina. Quel giorno era ricoperta dalla neve che manco in Siberia. Prima della presentazione mi riconobbe e mi diede un abbraccio. Ne rimasi davvero colpito.

Seguo costantemente il blog, ho letto, fatto leggere e soprattutto ho studiato tanto sui suoi post ed articoli. Grazie. Ho letto con passione ed adorato i suoi due libri e ne ho regalate copie ad amici e parenti, con discreto successo.

Studiando alla Sapienza ho avuto la fortuna di aver avuto come professori, tra gli altri, Acocella, Padoan, Gandolfo, Carlucci, Gnesutta e De Vincenti. Oggi però riconosco che la più grande fortuna è stata soprattutto avere avuto lei come professore. Le sue lezioni sono davvero tra i ricordi più piacevoli dei miei studi. Seguirla poi tramite blog e twitter in questi anni mi ha insegnato tantissimo ed aiutato a distinguermi dai piddini che mi circondano. Suonerà come una sviolinata, ma non essendoci captatio benevolentiae, non ci trovo nulla di male.

Ci tenevo solo a ringraziarla ancora una volta per il suo lavoro. Ciò che alcuni amici, parenti e colleghi cominciano a capire oggi, lei l’ha spiegato e documentato chiaramente anni fa. Seguire questo blog per me significa più di tutto stare mesi, spesso anni, davanti a chi non la segue.

Ma soprattutto le scrivo per farle sapere che tanti dei suoi studenti non sono casi persi e disperati come lo studente del post di ieri, “er biretta”. "Bucce e scarti che la vita ha sputato" come definiva lei in aula certi studenti. In tanti continuiamo a seguirla ed imparare tantissimo dal suo lavoro quotidiano. In tanti ci vantiamo in giro di essere stati suoi allievi. In tanti cerchiamo di contribuire (certo dovremmo fare molto dipiù) alla diffusione del suo materiale per squarciare il velo di Maia €peo ed Europeo.

Spero capisca il senso della mia mail. Ho già rubato troppo del suo prezioso tempo.
Un caro saluto.
Mario Rossi (o Bianchi)

















































“Ma vedi là un'anima che, posta
sola soletta, inverso noi riguarda:
quella ne 'nsegnerà la via più tosta".
Venimmo a lei: o anima lombarda,
come ti stavi altera e disdegnosa
e nel mover de li occhi onesta e tarda!
Ella non ci dicea alcuna cosa,
ma lasciavane gir, solo sguardando
a guisa di leon quando si posa.
Pur Virgilio si trasse a lei, pregando
che ne mostrasse la miglior salita;
e quella non rispuose al suo dimando,
ma di nostro paese e de la vita
ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava
"Mantua...", e l'ombra, tutta in sé romita,
surse ver' lui del loco ove pria stava,
dicendo: "O Mantoano, io son Sordello
de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Quell'anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.































































Scusa, Mario Bianchi (o Rossi): e cosa avrei dovuto fare, se non abbracciarti? Sei d'accordo che eravamo in Purgatorio, no? Quel Purgatorio che stiamo attraversando tutti, ma contromano, scendendo verso l'Inferno di un conflitto mondiale. E allora a me, che ho fatto il classico, come credo te (e non credo er Biretta: ma non possiamo escludere che esistano persone totalmente impermeabili al bello), abbracciarti sembrava la soluzione più naturale...

Solo un dettaglio: io non credo di aver mai definito dei miei studenti come tu dici, per due motivi.

Primo, perché la citazione è inesatta. Rilke dice "Schalen von Menschen, die das Schicksal ausgespieen hat", che nella traduzione italiana in mio possesso suonava: bucce di uomini che la vita ha sputato (anche se in realtà, come noterai, Rilke non dice Leben, ma Schicksal: destino, e ci sarebbe da riflettere su cosa sia la vita, e cosa sia il destino: se si chiamano in modo diverso, forse saranno cose diverse...).

Secondo, perché io ho sempre voluto bene ai miei studenti. Ho sempre avuto per loro, per le vittime delle mie lezioni "frontali", lo stesso affetto e lo stesso spirito di servizio che ho per le poche migliaia di persone che passano per questo blog, anche quando farlo si è rivelato un errore (e avrebbe potuto rivelarsi un errore anche prima, ad occhi più lungimiranti dei miei). Er Biretta che mi scrive per insultarmi a freddo dandomi del disonesto, o il Derossi che si chiede perché reagisco con sdegno (forse Derossi dovrebbe dirci come reagisce lui quando lo insultano, ma non credo che capirebbe la domanda, perché non è stato in grado di vedere l'insulto!) sono una minoranza rumorosa, lo so.

Poi ci sono gli altri, la maggioranza... dell'esigua minoranza di persone che ha deciso di ragionare con la sua testa!

Tu mi fai troppo onore accostandomi a cotanti colleghi. Loro sono economisti. Io no, come sai (vedi la discussione col cortese professor Monacelli). Sono una cosa diversa, evidentemente. Cosa? Lo sapremo solo dopo (quindi lo saprà chi ci arriverà).

Caro Mario Rossi (o Bianchi), la tua lettera mi riporta a un passato lontanissimo.

Quello in cui il dipartimento nel quale ci siamo entrambi formati non era ancora stato invaso dagli ultracorpi liberisti (come dicevo questa mattina a un altro che ci era passato, facendolo sorridere).

Quello in cui potevo credere che "sinistra" fosse capacità di pensiero critico e autocritico (e quindi mi rivolgevo a certi "organi" di stampa per esprimermi).

Quello in cui il mio tempo mi apparteneva.

Tutto questo ce lo siamo lasciato dietro, ed è stata una scelta non totalmente consapevole. Quando ho lanciato il mio grido di allarme (buon ultimo, come so e sapete), ero pressoché certo che sarei stato ignorato, proprio perché lo erano stati tanti altri, a cominciare, appunto, da Carlucci (ma risalendo su su fino a Meade...).

Ma è andata in modo completamente diverso.

Ho scoperto il potere della mia parola, e sono stato preso in un gioco più grande di me.

Sono lieto di vederti ricordare che in classe ho sempre parlato secondo coscienza: ma un conto era farlo in una sede scientifica, dove non avrei potuto, per onestà intellettuale, fare quegli sciatti comizi populisti a base di "l'Europa ci ha dato la pace", "la colpa è nostra perché non abbiamo fatto le riforme", insomma: svendere tutta quella paccottiglia neoliberista della quale alcuni miei colleghi, mi si dice, fanno grande smercio (mi chiedo però quale libro di testo adottino, perché nei libri degli economisti seri questa putrida melma non c'è: guarda ad esempio il dibattito sul libro di Eichengreen svolto dai miei lettori in coda ai post precedenti...). Ma un conto era affrontare certi temi in classe, dove poteva essere fatto su basi fattuali, e contando su un patrimonio (a dire il vero sempre meno vasto) di conoscenze comuni, e un ben altro conto farlo nel dibattito pubblico, dominato da queste logiche.

Eppure ha funzionato.

E se, come vedi, qui non c'è nessun terrorismo, fuori ci sono molti terrorizzati, che stanno perdendo la Trebisonda. I gentili colleghi parolai e populisti, lividi di odio verso il paese che li sfama e di disprezzo verso gli studenti che li circondano, quelli che non riescono proprio a dire quanto sta scritto nei libri... ma così facendo si circoscrivono nella sfera del pensiero magico, e non riescono ad articolare un discorso che abbia un minimo di coerenza.

"Svalutare è peccato!" Ma allora perché la Germania, che è brava, non rivaluta?

"La svalutazione è un disastro!" Notizie dalla Svizzera?

"Bisogna essere competitivi per esportare!" Ma se poi il resto del mondo va per aria, e tu hai tagliato i salari (la capacità di spesa) degli italiani per vendere al resto del mondo, poi cosa ti inventi?

"Dobbiamo fare le riforme!" Ma allora perché chi le ha fatte ha tassi di disoccupazione stellari, ha visto esplodere il proprio debito pubblico, ecc.

"La colpa è dello Stato!" Ma allora perché sono saltati per primi i paesi col debito pubblico più basso?

Eccetera.

Sono anni che andiamo avanti a slogan. E quindi, poi, fatalmente succede che qualcuno ti scriva roba del tipo:

"Non so se leggerà questa mail il prof Bagnai o se la potete inoltrare, in questo caso vorrei inviargli due grandissimi ringraziamenti: il primo ringraziamento perchè è riuscito a spiegarmi quella strana sensazione di disagio che provavo ormai da diverso tempo quando sentivo parlare dei problemi economici della nostra nazione sopratutto in relazione all'euro. C'erano delle cose che non tornavano, che mi lasciano incredulo, ora il professor Bagnai mi ha illuminato.
[il secondo ve lo risparmio]"

Illuminato è una parola un po' forte. Diciamo che la spiegazione dei fatti fornita dall'economia ortodossa (quindi non dal ciarpame populista a base di sogni, dare la pace, e menate simili) ha una sua coerenza interna che inevitabilmente seduce chi ha gli strumenti culturali ed etici per accedere ad essa. Occorre cioè non partire dal presupposto di essere dei superuomini (come si sente er Biretta), occorre aprirsi alle ragioni dell'altro e alla logica aristotelica più elementare. E occorre essere economisti, cioè dire quello che la scienza economica dice e tramanda per bocca dei suoi migliori esponenti.

Non dovrebbe essere molto: ma è tantissimo, in un mondo nel quale esponenti di prestigiosi centri di ricerca insultano sui social persone che chiedono spiegazioni, urlandogli in faccia che le curve di domanda hanno inclinazione positiva! O in un mondo nel quale mentre Giannino ancora ci ammorba col dividendo dell'euro, a Harvard ormai si sono rassegnati ad ammettere la realtà (come cercavo di spiegare ar Biretta).

Ci siamo capiti, no?

Bene.

Fuori sono terrorizzati: hanno paura che qualcuno prima o poi gli rinfacci il loro tradimento. Tradimento degli interessi del paese, tradimento della loro missione di intellettuali, e tradimento della più banale logica. Il nervosismo è palpabile. Gli scricchiolii li sentono (quasi) tutti.

Sento parlare, in giro per il mondo, di Comitati di Liberazione Nazionale. Ne hanno parlato su a/simmetrie Boghetta, Dal Monte e Magoni (il 15 luglio), poi ne ha parlato Fassina (il 27 luglio), poi ne ha parlato Jacques Sapir (il primo agosto). Hai detto bene: qui siamo anni avanti. Conosco tutte le persone che stanno parlando di CLN in giro per l'Europa, e sono il presidente dell'associazione dove questa proposta è stata lanciata, a seguito di un dibattito che mi ha coinvolto. La mia posizione, però, lo sapete bene, è un'altra. Il mio educated guess è che da qui si uscirà se e quando gli Stati Uniti capiranno che i costi sono per loro superiori ai benefici, il che potrà accadere o attraverso un processo di maturazione che conduca a una scelta deliberata, o in seguito a uno o più eventi traumatici (in soldoni, quando noi saremo ridotti come la Grecia).

È da un po' che lo dico, e ora lo dicono anche loro: "sembra una soluzione più costosa del problema"...

A chi mi insulta a freddo sfugge un dettaglio: certe domande hanno una sola risposta, quella giusta. Finché riesci a evitare di portele, o di porle ai tuoi lettori (vedi sopra), va tutto bene. Ma nel momento in cui decidi di farlo, significa che qualcuno la risposta già se l'è data (e del resto in IPF ho illustrato passo passo il riposizionamento di economisti meno sprovveduti e più legati ad ambienti statunitensi...). Quindi, sinceramente, a me il problema del quando e del come interessa sempre meno. Quello che mi interessa sempre di più è il problema di come gestire la ricostruzione. Perché insomma, una cosa credo sia chiara: una cosa non può essere simultaneamente bianca o nera, quindi qualcuno non ha detto la verità.

Ecco, io, ve lo dico, non riesco ad appassionarmi al problema del CLN.

Potrebbe essere un modo per venirne fuori, ma comunque fuori se ne verrà, il problema non è questo. A me interessa capire come costituire una Commissione per la Verità e la Riconciliazione. Chi ha osato esprimere un pensiero che in Italia era critico, e a Harvard banale, è stato sottoposto dagli italiani che frequentano Harvard a una vera apartheid in Italia. Nel frattempo, tanta gente ha perso la vita, e tantissima gente una ragionevole speranza di futuro per sé e per i propri figli, in conseguenza di scelte che si sapeva essere palesemente sbagliate (vi ho documentato ad esempio l'ipocrisia del Fmi sul moltiplicatore greco). Ora ci si trincera dietro la "stagnazione secolare". Ma vogliamo dircelo che se un quarto del mondo (in termini economici) si condanna alla deflazione, è piuttosto chiaro che l'esito non potrà essere una crescita sfavillante da nessuna parte?

Nessuno vuole vendetta, e io personalmente nemmeno giustizia (perché secondo me è impossibile anche solo concepire l'enormità di quanto ci è stato fatto, la dimensione della psicosi collettiva che è stata deliberatamente alimentata, e quindi io, sinceramente, avrei enormi difficoltà a stabilire cosa mettere sull'altro piatto della bilancia...). Però verità e riconciliazione sì, quelle saranno necessarie. Non possiamo permetterci, per la seconda volta in un secolo, di gestire l'esito di quella che in effetti è già una larvata guerra civile fra interessi economici che negano l'uno all'altro diritto di cittadinanza (come fu guerra civile per noi un pezzo della Seconda guerra mondiale), di gestire l'esito di un simile conflitto, nel quale influencer scaltri (come un cervo) lavorano indefessamente a mettere i figli contro i padri, i cittadini contro lo Stato, i genitori contro gli insegnanti, i passeggeri contro gli autisti, ecc., dopo tutto questo non possiamo cavarcela dicendo semplicemente "abbiamo scherzato!", o, peggio ancora, dichiarando la vittoria di una sola parte, quando per definizione una guerra civile è persa da tutti i contendenti.

Questo sarebbe un errore storico gravido di conseguenze funeste.

Certo, alla necessità di ristabilire un minimo di serenità, di verità, di equilibrio, di riconciliazione, rischiamo di arrivarci dopo eventi traumatici, appunto. Eventi tali da farci perdere di vista, da farci addirittura sembrare ingiusta, la necessità di una riconciliazione. Ma di quella c'è bisogno, per ricostruire un tessuto sociale lacerato in modo forse irreversibile dalla lama arrugginita della menzogna, quella menzogna che, impedendo agli attori sociali di riconoscere e dichiarare i propri interessi e quindi di comporli nelle sedi democratiche, uccide la politica, uccide la democrazia, e rende inevitabile la composizione violenta del conflitto sociale.

A chi fa comodo la deflazione? Lo sappiamo. Ma alle vittime di questo delirio (i piccoli, i dipendenti) è stato fatto credere che la deflazione faccia comodo a loro.

Non è così.

E allora, niente "Norimberghe", che servono solo a mandare al governo un po' di nazisti ripuliti, nell'interesse del podestà straniero (è andata così, come credo sappiate), ma un bel ragionamento fra italiani, in cui ci si incontri in una sede istituzionale, e si chieda: "Fratello, tu nel 1978 eri contro l'unione monetaria. Perché nel 2010 l'hai difesa a costo della nostra vita? Fratello, tu nel 1997 hai scritto nero su bianco che l'euro era un esperimento antistorico. Perché nel 2007 ci hai poi esortato a qualsiasi sacrificio pur di difenderlo?". Io credo che sia utile in primo luogo a chi si è comportato così essere chiamato a riflettere sul perché lo ha fatto. Senz'altro, sarà utile a tutti capire come si sia potuto intraprendere un cammino tanto fuorviante. Non esiste una sola spiegazione. Le spiegazioni sono complesse. Lasciamo il semplicismo del "l'euro ci dà la pace" ai populisti cialtroni, lasciamo la violenza e la vendetta a chi propugna riforme rigorosamente sulla pelle altrui, fottendosene dei costi umani (oltre che della logica economica). La nostra verità sia complessa e aperta all'ascolto.

A noi interessa capire e andare avanti cercando di porre basi non fragili alla nostra civile convivenza.

Liberarsi senza risolvere questo problema non servirebbe a nulla.

Vi ricordo che se siamo ridotti come siamo, in quanto italiani, è principalmente perché ci odiamo, e se ci odiamo ci sono ragioni storiche lontane e prossime, e la più importante delle ragioni prossime, come questo blog e il dialogo che vi si svolge mi sta aiutando a capire, è il modo in cui abbiamo gestito l'esito della nostra ultima guerra civile.

Quindi, va anche bene il CLN (se piace...), purché si riconosca che solo una Commissione per la Verità e la Riconciliazione potrà permetterci di superare veramente questo clima di apartheid, di caccia alle streghe, senza uno strascico di rancori, e potrà costituire il laboratorio per tentare un esperimento che in quasi due millenni di storia non è riuscito a nessuno: dare un senso alla parola "italiano", far convergere questo concetto, che negli ultimi decenni ha oscillato violentemente e pericolosamente dall'esaltazione nazionalistica più bieca, alla depressione autorazzista più feroce.

Non c'è nulla di male nell'essere ciò che si è, purché non si ceda alla seduzione di sociopatici irresponsabili che continuano a proporci di essere ciò che non siamo.

Questo è il compito della tua generazione. Tanto per essere chiari: è un compito impossibile.

E ora hai capito perché ti ho abbracciato.

139 commenti:

  1. Stavo per iniziare a scrivere un pippone sul destino, poi ho pesato che un bel "complimenti per il post!" era tutto ciò che volevo davvero scrivere.

    Ps. Comunque la mia idea di CLN non è molto diversa da una Commissione per la Verità e la Riconciliazione (ma coloro che ora sono i più accaniti vomitatori di liquami euristici, saranno domani i più accaniti fautori di una Norimberga per i convertiti tardivi)

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  2. Ecco... lo sapevo che prima o poi si sarebbe arrivati a parlare di Pravda.
    Comunistaaaaaaaaaaaaaa!!!

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  3. Commento così senza pensarci troppo, per una volta che ho tempo da dedicare.
    Concordo nella necessità della missione di riconciliazione, come nella sua estrema difficoltà.

    Riporto solo due piccoli aneddoti personali.
    Io cerco di parlare con quanti più posso della questione euro, spiegando quanto so, come meglio posso. Posso farlo solo con i pochi che sono più aperti ad ascoltare, gli altri li ignoro e basta. Tra i pochi che possono ascoltare, con capacità di intendere, avranno capito, e recepito la situazione, si e no in 3 o 4.. se sono fortunato. Gli altri, per quanto svegli e capaci di ascoltare, non vogliono proprio intendere. Ascoltano, dicono che capiscono, ma il problema non è li. E' uno di quelli sopra, che sia lo stato, piuttosto che i sindacati, piuttosto che la mafia. E' come se ci fosse un velo, sopra tutta la società, sopra ognuno di noi (vabbè, un po meno sopra quelli che frequentano il blog) ma un velo, che è li, e non riesci a bucare. Una barriera che non si scalfisce, non si fora, non si trapassa.

    Sulla riconciliazione tra gli italiani mi fa ricordare, non so se l'ho già scritto precedentemente, di aver ascoltato alla premiazione del premio 'Cultura della Pace' il racconto di una tesi di laurea sulla riconciliazione di arabi ed ebrei in Israele/Palestina. Racconto commuovente, in cui l'autrice raccontava come creando una convivenza tra i ragazzi, con anche incontri in cui questi parlavano e si raccontavano ognuno dal proprio punto di vista dei drammi di guerra, rappresaglie e attentati, si riusciva finalmente a creare la riconciliazione, altrimenti impossibile, rompendo finalmente la catena di odii, rancori e sentimenti di vendetta. Che io sappia questa da noi non c'è stata.
    Sulla necessità tra noi Italiani di una tale riconciliazione, sono più che d'accordo.
    Chi ci 'Divide et Impera' di certo non ci aiuterà a farlo.

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    1. Il tuo commento mi dice che non ci sarà alcuna riconciliazione.
      Perché ci sia autentica riconciliazione è necessario che entrambe le parti siano convinte della sua necessità; cosa che può succedere in Israele (come è successa in Sud Africa) perché lì entrambi hanno prima vissuto l'inferno, anche se in modi diversi.
      Qui la situazione è diversa: la parte oggi dominante non sa nemmeno cos'è l'inferno per cui non sentirà alcun bisogno di riconciliazione.
      Finirà male.

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  4. Io non comprendo come, leggendo anche superficialmente il suo blog, si possa fraintendere alcune sue battute su TW.
    A meno che non si sia in piena malafede...

    A parte questo, un CLN secondo me è un'ottima cosa ma concordo con lei sul fatto di non ripetere gli errori fatti in passato.
    Purtroppo la storia l'ha sempre scritta chi ha vinto, sarà necessaria una maturità nuova che permetta di gestire nel modo più equo possibile il dopo.

    Con i personaggi che ben conosciamo, va bene aprire un dialogo, porgli domande e chiedere spiegazioni, però sarebbe anche giusto che un minimo paghino per le loro colpe.
    Ovviamente applicando le leggi in vigore e nella maniera più onesta possibile.
    questa è la mia opinione, niente eurimberghe o vendette varie, ma un minimo di giustizia perché non pretenderla ?
    Buona serata

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  5. Che invidia per coloro che hanno avuto la fortuna di averla come professore.
    Non mi vengono altri termini in mente per commentare il post che il seguente: applausi!
    Grazie Ancora.

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    1. Nessuna invidia, a dire la verita'. Lui e' il mio professore senza frequenze, senza corsi, e, mio dio, soprattutto senza voti!

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  6. Lettere come questa di Mario Bianchi, o Rossi o qualunque altro colore, valgono la vita di un insegnante, nel senso che avvalorano e compensano (premiano) la fatica di chi ha fatto quanto ha fatto e quanto ancora farà.

    In realtà ne basta una sola.
    Questa.

    W Mario Bianchi, o Rossi o qualunque altro colore, seguace cronologico e (dia)cronico prima di tanti seguaci.
    Ma...Mario Bianchi, o Rossi o qualunque altro colore, una volta o l'altra raccontaci qualche cattiveria sul Bagnai insegnante: noi "seguaci" ne trarremo spunto e alibi per essere ancora più fans, perché non c'è come una pur piccola macchia che fa rifulgere certi sfolgoranti splendori, iuk iuk.

    Nel frattempo spero che le varie e, inutile dirlo, illuminate segnalazioni corali al MacchiaNera abbiano prodotto i loro effetti.

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  7. Un abbraccio... e un gigantesco GRAZIE.

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  8. Considerando un' ipotetica audizione in TRC di intellettuali compiaciuti della definizione di "cattivo maestro", rifererita presumibilmente anche (e soprattutto) all' autore di questo post, pare effettivamente impossibile avvicinarsi ad una ricostruzione condivisa della nostra storia recente. Nel caso che effettivamente finisca male o continuerà in altre vesti, non avrai lasciato soltanto un precoce e lungimirante testamento, avrai seminato e irrigato la tua terra dei semi della consapevolezza. La consapevolezza della nostra storia e del nostro futuro, la guerra informativa che stai combattendo contro i mistificatori che controllano il presente, ci auguriamo facciano breccia: se non sarà sufficiente ad influenzare ambienti governativi, continuerà ad esistere comunque in certi ambienti di opposizione, quella democratica. Una testimonianza che scuote, che porterò sempre con me e che condividerò in ogni occasione.

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  9. Prof. così davvero mi commuove. Verità, conciliazione, fratellanza. Che aria pulita che ci fa respirare qua e quanta dignità in queste sue parole. Parole destinate a durare.

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  10. Semplicemente vero, intenso, quasi commovente. Voglio credere nella "missione impossibile"... Verità e Riconciliazione è la Via.

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    1. Francesco scusa l'intrusione fuori contesto e permettimi una domanda personale : sei figlio di Edmondo ?
      per il resto il professore, che anch io seguo ,ha toccato il nodo centrale che attanaglia il nostro paese : la mancata pacificazione, e come puo' esservi pacificazione fuori dalla verita'

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  11. ho ringraziato più volte il prof perché nel mio provincialismo (te credo, sono cresciuto nell'isola più bella del mondo e francamente il resto mi sembra sembra qualcosa di inferiore.. che ci posso fare?) mi ha fatto scoprire cittadino del mondo.

    da ragazzino sono cresciuto con il mito del nord superiore (antropologicamente) ma non mi capacitavo del fatto che un trentino avesse le palle per rifiutare di obbedire ad uno che lo minacciava di morte (erano pensieri di fine scuole elementari - inizio scuole medie).

    Leggendo i primi post di questo blog ho incominciato a ricordare ciò che pensavo da bambino (sempre sospeso) e ho subito compreso che il processo storico fa tutta la differenza di questo mondo nello spiegare le cose (e che usare stereotipi sa più di razzismo).
    Il secondo passo è stato quello di capire cosa significa avere un cambio sbagliato.
    e come? Andando a vivere al Nord e quindi capendo che quando c'è una fabbrica ci sono competenze (non intelligenze).
    Ma se hai botteghe non avrai mai competenze!
    E poi ritornando nel mio paese e vedere che tutto ciò che compriamo in un centro commerciale non è prodotto da noi.
    niente di niente!
    E' allucinante.
    E allora capire cosa significherebbe uscire dalla lira (e euro) e quindi svalutare del 100%!
    E poi in questo contesto capire il ruolo del Pubblico (dello Stato) come promotore di industrie in modo da non essere colonizzati e creare una vera cultura imprenditoriale.

    invece cosa si è assistito?
    chi ha perso ha visto la testa decapitata oppure è stato costretto ad emigrare.
    Oppure è stato riciclato per riscuotere tasse (gabelle da cui i gabellari e infine loro).
    Vi ricorda qualcosa?

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  12. Eh, ma per arrivarci prima devono essere inequivocabilmente sconfitti ed essere costretti alla resa.

    Perchè sono irriducibili, e anche piuttosto spacconi; e non sarà una passeggiata.
    Perchè in Italia, costoro hanno assunto toni, modi e tattiche decisamente sproporzionate rispetto ai loro stessi scopi: una sorta di orgia del potere (delle mezze-seghe) overacted, overstated e sopra le righe, che è andata oltre ogni decenza.
    Ovviamente, facendosi forti, in modo sfacciato e da veri vigliacchi, di essere spalleggiati da poteri ben più "grossi" di loro.
    In Italia.

    E se non sarà una passeggiata, la troppa gente che ha dovuto sopportare sofferenze inutili, non avrà molta voglia di discutere serenamente con questi vigliacchi.
    Almeno, dovrà, dovremo, esigere che prima ammettano "sono un vigliacco".
    Si, "fratello", sei un vigliacco.

    Poi, forse, si potrà discutere: ma in fondo con quale utilità pratica?
    Lenin la mise giù correttamente: "o noi o loro".
    Ma era una ricognizione ex post: i primi a formulare la logica "o noi o loro", per tradizione bisecolare, e a non abbandonarla under no condition at all (pronti pure a ritirate tattiche e beffarde) sono proprio loro, i liberisti...

    Ed ESSI temono solo l' "effetto pretoriani" (quelli che mettono in gioco loro stessi, cinicamente).
    http://orizzonte48.blogspot.it/2014/12/la-concessione-beveridge-o-leffetto.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai centrato i problemi principali di questo genere di operazioni, Quarantotto.

      Anche solo limitandosi all'articolo di Wikipedia citato nel post, Truth and Reconciliation Commission (South Africa), sezione Criticism, leggiamo:

      «… most felt that the TRC had failed to achieve reconciliation between the black and white communities. Most believed that justice was a prerequisite for reconciliation rather than an alternative to it, and that the TRC had been weighted in favour of the perpetrators of abuse.»

      E alla nota 14:

      «As William Kentridge, director of Ubu and the Truth Commission, put it, "A full confession can bring amnesty and immunity from prosecution or civil procedures for the crimes committed. Therein lies the central irony of the Commission. As people give more and more evidence of the things they have done they get closer and closer to amnesty and it gets more and more intolerable that these people should be given amnesty." (Kentridge 2007, p. viii)»

      Quando è morto Mandela, nel 2013, osservando la totale unanimità dei media mainstream nell'incensarlo, mi sono chiesto se anche lui non fosse diverso da come ce lo hanno presentato. È bastata una breve ricerca per trovare le interviste e gli articoli di Ronald Kasrils, una vita trascorsa nello African National Congress (ANC), il movimento poi divenuto partito che fece eleggere Mandela. Ne riporto solo un paio:

      * From Marxism to Neoliberalism: Ronnie Kasrils on How Mandela & ANC Shifted Economic Views;

      * How the ANC's Faustian pact sold out South Africa's poorest.

      Da quest'ultimo articolo vi riporto un passaggio centrale:

      «To break apartheid rule through negotiation, rather than a bloody civil war, seemed then an option too good to be ignored. However, at that time, the balance of power was with the ANC, and conditions were favourable for more radical change at the negotiating table than we ultimately accepted. […]

      It was a dire error on my part to focus on my own responsibilities and leave the economic issues to the ANC's experts. However, at the time, most of us never quite knew what was happening with the top-level economic discussions. […], by late 1993 big business strategies – hatched in 1991 at the mining mogul Harry Oppenheimer's Johannesburg residence – were crystallising in secret late-night discussions at the Development Bank of South Africa. Present were South Africa's mineral and energy leaders, the bosses of US and British companies with a presence in South Africa – and young ANC economists schooled in western economics. They were reporting to Mandela, and were either outwitted or frightened into submission by hints of the dire consequences for South Africa should an ANC government prevail with what were considered ruinous economic policies.

      All means to eradicate poverty, which was Mandela's and the ANC's sworn promise to the "poorest of the poor", were lost in the process. Nationalisation of the mines and heights of the economy as envisaged by the Freedom charter was abandoned. The ANC accepted responsibility for a vast apartheid-era debt, which should have been cancelled. A wealth tax on the super-rich to fund developmental projects was set aside, and domestic and international corporations, enriched by apartheid, were excused from any financial reparations. Extremely tight budgetary obligations were instituted that would tie the hands of any future governments; obligations to implement a free-trade policy and abolish all forms of tariff protection in keeping with neo-liberal free trade fundamentals were accepted. Big corporations were allowed to shift their main listings abroad. In Terreblanche's opinion, these ANC concessions constituted "treacherous decisions that [will] haunt South Africa for generations to come".
      »

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    2. Tanto per non perderci troppo tempo: amici che lavorano col Sud Africa mi confermano che il compito che ho definito impossibile è effettivamente tale.

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    3. Fosse semplicemente impossibile (la riconciliazione) non mi preoccuperebbe troppo: se ci fosse un radicale, autentico cambiamento positivo penso non avremmo troppa voglia di rimanere ostaggi del passato. A quel punto la verità si sarebbe già affermata e la riconciliazione sarebbe un accessorio.

      Questo è importante: che diventi patrimonio comune la conoscenza di ciò che ci è stato (ri-)fatto e che non sia più possibile riproporre queste porcate, che non si possa più sfacciatamente affermare questa è la vera libertà quando si tratta in realtà di una forma molto insidiosa e pervasiva di riduzione in schiavitù.

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    4. @AB
      I SA un certo risultato c'è stato: là poteva veramente finire in un bagno di sangue.

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  13. Rozzamente e a senso mi pare che gli unici che avrebbero molto da perdere da una Commissione per la Verità e la Riconciliazione sarebbero proprio gli influencer. E non è un piccolo problema.

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    1. È esattamente così. Ma credo che una cosa non sia chiara. Loro hanno perso, hanno già perso, come sapete. Ora sta a loro decidere quanto perdere. Il sistema esploderà. I Perotti, gli Zingales, i Tabellini si sono già riposizionati. Gli influencer sono i Kindersoldat. Vengono mandati avanti, al massacro, sono probabilmente drogati (vedi sopra le osservazioni di Quarantotto), non farmacologicamente, ma mediaticamente, e finiranno spiaccicati sul parabrezza della Storia. Fossi in loro mi farei da parte. Quando lo zio Tom (o Sam) avrà deciso, loro potranno ragliare il cazzo che gli pare. Verranno maciullati e messi da parte. Accetto scommesse (anche se ovviamente non faccio nomi).

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    2. Mi sembra che certi personaggi abbiano la capacita' di veleggiare indenni attraverso i peggiori conflitti e rovesci, ad esempio Indro, Eugenio e molti altri.

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  14. a proposito di "capire"..
    e 'sta cosa come si giustifica?
    https://video-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hvideo-xtp1/v/t42.1790-2/11186048_951015764939385_1925563888_n.mp4?efg=eyJybHIiOjMwMCwicmxhIjo1MTIsInZlbmNvZGVfdGFnIjoicmVzXzQyNl9jcmZfMjNfbWFpbl8zLjBfc2QifQ%3D%3D&rl=300&vabr=103&oh=ac772ee1a1bc69de922e8ade5f289c4d&oe=55DE2DC6

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    1. Mi permetto di fare come pollicino nel bosco. Una briciolina che dice qualcosa che non quadra...il sistema di corruzione sul mercato dei visti per entrare in Italia dal Bangladesh.

      AVVISO IMPORTANTE PER I RICHIEDENTI IL VISTO

      L'ENORME QUANTITÀ DI FALSE RICHIESTE DI APPUNTAMENTO PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI VISTO E DI CONTRAFFAZIONI NELLA DOCUMENTAZIONE, STA AVENDO UN IMPATTO NEGATIVO SULLA LORO NORMALE TRATTAZIONE.
      INOLTRE A COMPROMETTERE LA NORMALE PROCEDURA DI ESPLETAMENTO DELLE DOMANDE DI VISTO CONTRIBUISCE L'ATTIVITÀ ILLECITA SVOLTA DA INTERMEDIARI NON AUTORIZZATI CHE ESTORCONO DENARO AGLI IGNARI RICHIEDENTI E DIFFONDONO SENZA SOSTA VOCI ED ACCUSE NON SUPPORTATE DA PROVE IN BASE ALLE QUALI IL PERSONALE DELL'AGENZIA DI OUT-SOURCING VFS RICHIEDEREBBE SOMME COSPICUE DI DENARO IN CAMBIO DI TEMPI PIU' CELERI NELLA PRESENTAZIONE ED ESAME DELLE DOMANDE DI VISTO. INVITIAMO PERTANTO GLI UTENTI AD ESSERE VIGILANTI CONTRO TALI COMPORTAMENTI CRIMINALI E A NON LASCIARSI INGANNARE DA QUESTI INDIVIDUI SENZA SCRUPOLI.
      IN UN AMBIENTE COSÌ CONTAMINATO DA INDEBITE INTERFERENZE, L'AMBASCIATA E' PIENAMENTE CONSAPEVOLE DEL FATTO CHE I RICHIEDENTI IL VISTO CHE RISPETTANO LE REGOLE SI RITROVANO, PURTROPPO, A SUBIRE RITARDI E DIFFICOLTÀ DI OGNI GENERE.
      QUESTA STESSA AMBASCIATA È QUOTIDIANAMENTE FATTA OGGETTO SIA DI COMPRENSIBILI LAMENTELE DA PARTE DEI RICHIEDENTI ONESTI SIA DI INDEBITE PRESSIONI DA PARTE DI PRIVATI ​​E, PURTROPPO, PERSINO DA PARTE DI SOGGETTI ISTITUZIONALI. L'EFFETTO DI BLOCCO CHE SULLA NORMALE ATTIVITA' SVOLTA DALL'AMBASCIATA HA LA QUANTITÀ DI LETTERE, E-MAIL, TELEFONATE E SMS DI SOLLECITO E PROTESTE E' PARAGONABILE A QUELLO DI UN ATTACCO AD UN SITO INTERNET ATTO A PROVOCARE UN “DENIAL-OF-SERVICE”.
      DI CONSEGUENZA, RITENIAMO A QUESTO PUNTO NECESSARIO RIORGANIZZARE LE MODALITA' DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI VISTO. TALE RIORGANIZZAZIONE PRENDERA’ NECESSARIAMENTE DEL TEMPO E CAUSERA' INEVITABILI RITARDI SIA PER QUEL CHE RIGUARDA IL VAGLIO PRELIMINARE DELLE DOMANDE DI VISTO DA PARTE DELL’AGENZIA DI OUT-SOURCING VFS SIA PER L’APPROVAZIONE FINALE DELLE STESSE DA PARTE DELLA SEZIONE VISTI DELL'AMBASCIATA.
      CI SCUSIAMO PER GLI EVENTUALI DISAGI CHE CIÒ POTRA’ CAUSARE AI RICHIEDENTI IL VISTO.

      Fonte: il sito dell'ambasciata italiana di Dacca.

      http://www.ambdhaka.esteri.it/Ambasciata_Dhaka

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  15. La storia arriva sempre da una parte dalla quale non ci aspettiamo che arrivi.

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  16. Speriamo di prenderlo,...questo arrivo, dalla parte giusta.

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  17. Caro Professore,leggere questo suo ultimo messaggio è stato veramente emozionante.Vale la pena restare in Italia e lottare per cercare di evitarle un triste destino finché continueranno ad esserci persone serie coraggiose nel difendere le proprie idee e di valore come Lei.Ho solo un diploma di maturità classica tuttavia questo non mi ha impedito di appassionarmi sempre di più alla lettura del Suo blog grazie sopratutto alla Sua capacità di rendere comprensibili anche le teorie più ostiche ( oltre che alle note più lievi umoristiche e sarcastiche che inserisce ).Voglio continuare a credere che non tutto è perduto e che la catastrofe può essere evitata.Nel frattempo magari mi preparo un arsenale (si vis pacem para bellum ) oppure è una reazione un pò esagerata?

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  18. Risposte
    1. Sì, dopo un mese a Lagrein mi sento così.

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    2. Durera'?
      Eheh, a parte gli scherzi, condivido completamente il senso di questo post. Se quando questa' fase distruttiva finira' si vuole ricostruire, lo spirito deve essere questo.
      Quello che la storia recente e questo blog ha insegnato a me fino ad ora e' che a guidare la ricostruzione sara' tra coloro che per tempo hanno smesso di difendere un sistema disfunzionale e deflattivo.

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  19. Non sono proprio strutturato per il perdono, e secondo me nemmeno lo meritano

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    1. Cristo! Sono quattro anni che dico le stesse cose. Qui abbiamo visto in diretta esempi di povertà umana raccapricciante. Che vuoi fare? Reintrodurre la pena di morte? Non preoccuparti, io non temo la solitudine. Tu sei sempre quello che su Tsipras non mi aveva creduto, giusto? Beware what you wish for. Se dovessimo "isolare" tutti quelli che se lo meritano, avremmo una crisi demografica.

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    2. "Fanno il deserto intorno e lo chiamano pace"... .
      Un saluto e un grazie.
      Sono in ritardo con la lettura degli ultimi post professore, a causa del troppo lavoro: devo accelerare.
      Baci.
      M.

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  20. Seguo solo da un paio di mesi il Suo blog e leggo avidamente ogni post.
    Gli inizi sono stati difficili, non avendo io una preparazione adeguata in economia, ma ho insistito, ho continuato a leggere anche i post più vecchi e sono andata a cercare le sue interviste su YouTube e anche se non riesco ancora a comprendere completamente i tecnicismi, comprendo molto bene il quadro generale.

    Nella vita ci sono dei momenti in cui appare chiara la svolta: una porta si apre, il velo si alza e quello che c’era prima è ormai vecchio, alle spalle e non si può più tornare indietro nemmeno volendo.
    Ecco io ormai guardo a questa Europa con occhio diverso e, il sogno paventato, appare solo grossolano, grottesco, volgare.
    Come la scena finale del film Truman Show in cui si vede la scaletta e una porta che si apre e il cielo è fasullo…

    Quindi (ne approfitto anch'io) volevo solo ringraziarla perché è naturale, più che doveroso, ringraziare chi ti sta aiutando a crescere e ringrazio non solo Lei, ma anche i commentatori di questo blog.

    P.S. Mi capita spesso di commuovermi, perché di fronte alla verità siamo nudi. Sono felice di capire! Felice di uscire dal fumo incoerente dell’illusione.
    Sapere a che cosa si va incontro non lo rende più facile, ma almeno non ci vai con la fiducia di un lemming fino sul bordo del burrone...

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  21. Si, davvero emozionante, anche nella semplicità con la quale racconta le sue sensazioni e i suoi pensieri. Mi unisco al coro di sentiti ringraziamenti di chi grazie a Lei ha occhi finalmente aperti e prova ad usare meglio le parole che escono dalla bocca e a filtrare quelle che entrano in testa.


    Alla ricerca di affinità e divergenze tra il Sudafrica e noi, tra il dopoguerra tetesco (con Norimberga) e il nostro (in cui fascista non era mai stato nessuno o quasi; e comunque poi venne l'amnistia di Togliatti - immagino anche lui col grembiulino rosso..) e tra quei due ed il futuro che ci attende, leggendo questo post e immaginando di come affrontare certe situazioni, ricomporre conflitti, mi tornano alla mente due libri.

    Quando ho letto «niente "Norimberghe", che servono solo a mandare al governo un po' di nazisti ripuliti, nell'interesse del podestà straniero» ho pensato che da noi è successo più o meno lo stesso anche senza "Norimberghe", con l'aggiunta - che qui non sorprenderà nessuno - che oltre al podestà usa c'era anche quello crucco che fa come je pare (un pensiero va alla fuga di kappler come descritta qui http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/lanello-della-repubblica.php ma anche a come furono (ri?)organizzati i servizi segreti italiani).

    Mentre già dal titolo e dalla richiesta di una TRC mi sono ricordato che anche Barbacetto ne avvertì e scrisse il bisogno in chiusura de 'Il grande vecchio'.

    Il problema è che non siamo il Sudafrica, cioè la violenza e la menzogna che lor signori agiscono, sugli altri ignari e su di noi, non è legittima né legale (ossia frutto naturale di una gerarchia sancita per legge) ma solo di avidità e cattiveria, di gusto per la sopraffazione di un 'simile' che si ritiene inferiore proprio perché incapace o impossibilitato alla difesa.
    Sbaglio?

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  22. Siamo sicuri che questa persona lo ha capito e lo sa spiegare?

    https://www.facebook.com/1545756872378210/videos/1658772277743335/?pnref=story

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  23. Se tutto "finisce"quando decidono loro,allora Monti non è il criminale cosciente che ha mandato l'Italia nelle fauci della Troika e dell Ordoliberismo..È tuttalpiù un prestanome (per certi versi"incauto"traditore di patria).
    Se decidono LORO allora Renzi non è lo schiavo della finanza che sta svendendo il paese al suon di inchini alla Merkel..
    Se decidono Loro la Germania è un vassallo dei wanagana e quando decideranno i CLN saranno tali solo se Loro avranno deciso


    .

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    1. Bello. Non capisco se è Kipling o La Palice.

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  24. Etichette: antropologia
    Leggerò questo blog fino a quando rimarrà vivo lo spirito del DaR.
    Mitico

    p.s. su Norimberga la penso come Croce: fu la definitiva pisciata americana
    su territorio europeo.
    Va be', lui usò un linguaggio un tantinello più colto, ma io colto non lo sono e allora...

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  25. L'unico problema di questo blog è che c'è ben poco da aggiungere (soprattutto ora che sono finalmente riuscito a finire IPF dopo aver lungamente aspettato una copia senza fascicoli mancanti - colpa di amazon - tra l'altro, ho così capito il suo astio nei confronti di Gallino).

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    1. Dovete aggiornare il vostro cazzo di vocabolario. Verso chi mente non ho astio, ma solo una compassione screziata di sdegno. Compratevi un dizionario.

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  26. La buttò lì, più come domanda che come un'affermazione.
    I problemi che vedo sono tanti, ma vorrei porre l'attenzione su due di questi. Il primo è che il sistema non premia facilmente i "buoni", ma incentiva e facilita i "cattivi". Il secondo è che forse i "buoni" sono stati per troppo tempo assenti o poco attivi.
    Comunque il mondo è anche così, una lotta continua, un gioco in cui il compagno ti fa lo sgambetto per fare un gol in più di te e chi se ne frega se la squadra arriva ultima, tanto al massimo saremmo arrivati penultimi. Se mi irrigidisco perdo per primo.

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  27. Professore carissimo,
    sarò ripetitivo, ma grazie ancora! Stavolta per la commozione, per le "lacrime sincere e tempestive" che mi hanno colto di sorpresa sul finire di quest'ultimo suo post. Mi permetto così di abbracciarla anch'io, idealmente, lasciandole questi miei "brutti versi" per brutti tempi. (Che tuttavia pare stiano cambiando, come canta già da qualche annetto un mezzo marxista del Minnesota; colla prole in collegi svizzeri, però!...)

    IL CAPITALE

    Padre nostro, invecchiato.
    Tanto, troppo nulla sprecato:
    piatti vuoti, pance gonfie, mani lorde...
    e mai, mai una volta che c'abbia invitato.

    (Con un'allegria da naufrago,
    suo Alessandro)

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  28. Alla fine della seconda guerra mondiale, a parte la mattanza degli sprovveduti che si fecero prendere con le armi in pugno e gli ammazzamenti isolati protrattisi fino al 1947 e archiviati con l'amnistia Togliatti, nessuno degli sponsor, degli alti papaveri, dei quadri e della bassa forza della tragica buffonata che fu il regime fascista pagò per le sue malefatte. Poi una volta passata la buriana quasi tutti si riciclarono nei rinati partiti, e costituirono il nucleo della classe dirigente della cosiddetta Prima Repubblica.
    In Germania andò anche peggio. C'era l'Armata Rossa sull'Oder e sul Semmeringpass, e la prospettiva di vedere i Cosacchi sciacquarsi le palle a Biarritz e a Calais indusse i cosiddetti Alleati a sorvolare sulle birichinate tedesche, salvo imbastire la buffonata di Norimberga e impiccare un pugno dei meno riciclabili tra gli alti papaveri del regime nazista. Come ricorda Giacchè, nel primo governo Adenauer c'erano più nazisti che nel primo governo Hitler.
    È logico che quando c'è un cambio di regime, cambia poco se provocato da una guerra guerreggiata o da una crisi come quella che stiamo vivendo, volino un po' di stracci, ma è altrettanto logico e ragionevole che per ricostruire tutto in tempi non geologici purtroppo anche gli sconfitti servano.
    Il guaio è che l'enormità del male che ci è stato fatto è tale che ritengo estremamente improbabile che ci sarà mai una riconciliazione. Una generazione è stata distrutta, un'altra è sul punto di esserlo, e non si intravede all'orizzone alcuna via d'uscita.
    Francamente ad un ritorno alla ragione senza spargimento di sangue ho sempre creduto poco, ed ogni giorno che passa ci credo sempre meno.

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    1. @ Jörg der Krampus

      "Francamente ad un ritorno alla ragione senza spargimento di sangue ho sempre creduto poco, ed ogni giorno che passa ci credo sempre meno."

      Same sentiments exactly.
      Forse un reset da 5 miliardi di morti - incluso il Primo Mondo! - potrebbe innescare un reale balzo evolutivo? Finalmente evolvere dal primate che delimita il territorio a qualcosa di diverso, di definitivamente diverso? Chissa'.

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  29. Dirò una cosa assai banale e che per qualcuno sarà da seguace ( ovvio che me ne sbatto ): son d'accordo dalla prima all'ultima parola.
    Lo spirito delle sue parole è chiarissimo, e va nella direzione auspicata di chi uole una pacifica soluzione del "conflitto" in atto, e chi segue questo blog lo sa.

    Non vorrei essere nei panni loro. Perchè qualcuno la testa la perderà e farà gesti inconsulti. La rabbia in giro è tantissima.

    Peggio per loro.

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  30. Le parole possono divergere dalle intenzioni o essere fraintese, ma un abbraccio è un impegno e un riconoscimento di anime. Un abbraccio anche a lei, Prof., per l'umanità che mette nell'opera di testimonianza.

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  31. La soluzione è semplice...ci è stata suggerita da un tizio circa 2000 addietro...

    Non è solo odio tra italiani...e l'odio tra esseri umani il problema!!!

    E' una caso che tutto questo stia avvenendo in un Europa scristianizzata?




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    1. Quanti spunti (e sputi che prenderò).
      Intanto bisogna vedere se quel tizio le ha dette veramente, cosa non scontata.
      Poi, cos'è l'odio? Un sentimento, ossia la rappresentazione del nostro io delle percezioni di uno stato mentale che si sviluppa nel momento in cui i nostri istinti (o subconscio) ritengono che la sopravvivenza e benessere personale siano in pericolo a causa della presenza, più o meno relativa, di un altro (o gruppo di) individui.
      Purtroppo è uno stato mentale lecito, sviluppatosi durante l'evoluzione, se l'uomo odia è perché è tornato utile odiare, non lo avesse sviluppato si sarebbe estinto o avrebbe sviluppato comportamenti alternativi ma con lo stesso risultato.
      Permette anche di equilibrare il suo opposto, l'amore, che, estremizzato, avrebbe portato l'uomo a diventare qualcosa d'altro (non necessariamente migliore): inoltre considera che di fatto sono stati i valori di fratellanza e amore ad essere stati utilizzati (in modo scorretto) per propinarci questa europa e l'Euro. Non l'odio, utiilizzato senza successo 60 anni fa.

      Inoltre mi pare che unioni monetarie e distruzioni di stati sono stati condotti anche in paesi e da paesi più arretrati economicamente e/o religiosamente più credenti, quindi non penso ci sia una relazione tra decristianizzazione e crisi economica.

      Non penso che il processo di decristianizzazione dell'Europa, sia la causa della situazione attuale, ma, a mio modesto parere, una normale evoluzione sociale e un passaggio di consegna di poteri.
      La religione divina e la religione economico/finanziaria hanno analoghe funzioni e approcci: giustificano il potere, mantengono l'ignoranza (per giustificare il potere) e quando un potere non è in grado di atuoreferenziarsi o evolve o viene sostituito da un altro che in quel momento ha le caratteristiche per potersi autoreferenziare.

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    2. Il discorso sull'odio è complesso ed interessante e meriterebbe di essere approfondito anche alla luce del concetto di ambivalenza dei sentimenti: quando si ama spesso si prova ira e tormento per la persona amata e non si può odiare qualcuno senza provare interessamento per quella persona. Senza scomodare i grandi poeti da Catullo in poi, per comprendere tale ambivalenza basterebbe riflettere sui sentimenti che un padre può provare nei confronti di un figlio (al quale per comodità daremo in nome fittizio, tipo Er Palla) quando il figlio disobbedisce. Non credo sia l'odio o l'amore la causa dei problemi ma la loro mancanza: la mancanza di tutte quelle caratteristiche che rendono un essere “umano”. Come giustamente spiegava un dottore in psicologia in un commento pubblicato su questo blog “la psicopatia e il proliferare di leader psicopatici e sociopatici sono il lievito dei conflitti di massa agiti (ovvero delle guerre). Gli psicopatici hanno caratteristiche abbastanza comuni, sono bugiardi, hanno grandi capacità empatiche ma sono affettivamente molto distaccati, provano le emozioni solo superficialmente, sono scollegati da un mondo emozionale profondo. Egocentrici.”

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  32. Verità, riconciliazione e...PREVENZIONE.

    La civiltà, nella Storia, avrà anche conosciuto, ciclicamente, periodi di maggiore o minore splendore, di maggiore o minore giustizia o ingiustizia sociale, ma è anche vero che, oggi, un Galileo difficilmente rischierebbe il rogo su una piazza.
    Ci siamo tolti dalle palle Tolomeo, riusciremo, un giorno, a toglierci dagli ammenicoli i vari cantori del liberismo?
    Per carità, potranno continuare a blaterare, ma dovrà essere chiaro a chiunque che, quel che dicono, non sono LA scienza economica e LA verità tecnica, in totale ossequio a madama TINA, ma solo un'impostazione delle regole economiche che ha come scopo la redistribuzione della ricchezza verso l'alto. E, siccome il potere, di solito, ben si accompagna con la ricchezza, anche con uno spostamento della democrazia verso quei piani.

    Se poi l'operaio o il piccolo imprenditore, al corrente di tutto ciò, decide di dar loro credito, perchè non si sa mai, perchè potrebbe fare il salto, perchè di notte si sogna di sventolare una bandiera a stelle e strisce e quindi, un giorno, sarà come loro...vabbè.
    Ne prenderò atto: ho investito buona parte dei miei risparmi in un piccolo natante a vela, pronto a salpare...

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  33. Parafrasando Dante: "Ma vedi là un'anima che, posta" basta togliere la virgola per manifestare come mi senta: "un'anima che posta" posta un commento su questo blog, con mille perplessità: Mario Rossi (o Bianchi) e non è il solo che qua usa il termine "piddini" come capro espiatorio, male assoluto, nemico da abbattere, eccetera. Vorrei capire cosa si intende con piddini: forse quelli non rinnovano in massa la tessera? Che non vanno più a votare? I renziani? le minoranze? gli ex come Fassina? Tutti in senso lato?
    Il Professor Bagnai parla di "ultracorpi liberisti" e di "paccottiglia neoliberista" (che altro non è che "putrida melma"). Nella melma stanno: "La colpa è dello Stato!" e "Bisogna essere competitivi per esportare!" eccetera.
    Non vorrei si rimuovesse il fatto che la paccottiglia neoliberista da almeno 20 anni viene ammannita all'opinione pubblica da un'area ben precisa: il centro destra italiano nella triade (Lega, Forza Italia, post fasci). Basti pensare alla violenta campagna dell'allora ministro Brunetta contro l'amministrazione pubblica. La Lega ha da sempre martellato l'Italia con la melma neoliberista: meno stato + mercato, privatizzare il più possibile l'Inps, privatizzare la sanità (sono decenni che la triade destrosa martella sull'inefficienza della sanità e sulla necessità di privatizzare). La devolution, la deregulation, lo Stato che dev'essere condotto come un'impresa (Berlu) non sono altro che robaccia neoliberista che è stata l'ideologia dominante di una parte politica precisa.
    Lo scalone di Maroni non è stato l'antesignano, in senso lato, della legge Fornero? Io me le ricordo bene le parole d'ordine di allora: bisogna tagliare le pensioni, Inps carrozzone pubblico, pensionati parassiti, sindacati che protestano non capiscono la modernità, eccetera.
    Allo stesso modo il taglio del costo del lavoro, la maggiore licenziabilità, il fatto che ci vuole più flessibilità, più flessibilità, più flessibilità (ripetuto come un mantra) è un vecchio pallino della destra (che infatti esulta quando Renzi porta a compimento un gradino del programma di centro destra).
    Ricordiamo anche le violente campagne della stampa di parte (Libero e Il Giornale) contro i sindacati, in particolar modo la CGIL (che dice sempre no, responsabile dell'omicidio Biagi, eccetera).
    La propaganda melmosa liberista destrosa ha fatto sì che l'opinione pubblica fosse ammorbidita per bene, fosse ricettiva alle politiche di austerità (pare che il 70% degli italiani sia favorevole all'Euro e qualcuno mi dica se nella situazione contingente l'opinione pubblica non conti). Tagli alla sanità? è inefficiente e statalista. Tagli alla PA? Ben vengano, è fatta di parassiti, sono fannulloni. Si potrebbe andare avanti all'infinito. Veniamo da 20 anni di putrido martellamento ultraliberista destroide, non scordiamolo, alla faccia della presunta categoria dei cosiddetti piddini.
    Da un'anima che posta...

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    1. Gavelli, te lo dico con grande affetto: tu sei qui da troppo poco. Non commentare. Oltre a non essere familiare con il lessico di questa comunità, sei intriso di quella miope, suicida e intellettualmente scialba logica dell'appartenenza che non ti consente di metabolizzare il tradimento della cosiddetta "sinistra" (caso di scuola: Napolitano) e di concentrarti sulle sue complicità passate, presenti e future con il progetto europinochettiano. Quindi tieniti le tue illusioni, ma non seccarci con commenti inutili. Hai molto da imparare, e la prima cosa che, con affetto, ti esorto a meditare è questa: una destra che fa la destra (difesa del capitale, politiche supply side, ecc.) non inquina la democrazia. Una sinistra che fa la destra sì. Può essere che questo concetto sia difficile da capire, ed è sicuramente difficile da accettare, per te (è palpabile). Ma noi da qui siamo partiti, e abbiamo fatto tanta strada. Chi ci costringe a tornare indietro, devi scusarci, non ci interessa. Il tuo tentativo un pochino trollesco di darmi del berlusconiano era ben congegnato. Ma è fallito. Il tuo percorso con noi finisce qui. Forse sei un furbo, forse sei solo un'anima bella. La seconda ipotesi mi inquieta ancor più della prima. Qui noi sappiamo che se ci fossero state meno anime belle come te, convinte di essere nate per diritto divino dalla parte giusta, sarebbero successe molte meno cose brutte. E quindi, sai com'è...

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    2. Tutto vero.
      La destra ha detto e, in parte, fatto ciò che ci si aspetta dovrebbe fare la destra.
      Il problema è che la sinistra ha fatto, senza dirlo, le stesse cose, se non peggio, di ciò che ha fatto la destra.

      Io ci vedo un problema di "coerenza". [mode politically correct:OFF] Sono dei fottuti traditori! [mode politically correct:ON].

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    3. Io seguo con costanza il blog da poco; lessi TDE un anno fa e diversi articoli ed interventi del Bagnai già a partire dal 2012 ( in Erasmus a Parigi non avevo altro da fare se non leggere ed esportare l'italianità all'estero, giusto per confermare il cliché sullo studente erasmus che abbandona la didattica per socializzare. A proposito di autorazzismo italico: in Francia i miei coetanei erano sedotti, non scherzo, per il solo fatto che fossimo italiani: sarti, poeti, musici, letterati, pittori e amatori a loro dire. Idem in Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia. Poi magari ho avuto culo io, ma la sensazione che a scuola ci studiano più all'estero è stata grande. Te poi vaglielo a dire che non siamo tutti così, soprattutto se sei in fase di cuccaggio: non ti conviene poi tanto, quindi magari tralasci il particolare, ti lasci andare e ti spacci per il pronipote di Dante. Scherzo). Dunque dicevo, seguo il blog da poco e una certa terminologia, un certo linguaggio della casa ho dovuto impararlo però se guarda bene in alto vicino ad altri tasti azzurri si trova un Glossario . Sotto la P c'è Piddino, col relativo significato: è un modo di pensare; ce casco anch'io eh? ce cascamo tutti ogni tanto. Ecco diciamo però che per alcuni è tuttavia presente in forma metastatizzata. Piddino tra l'altro assona con Puddino, che non è un dolce. Affermare che la cd. destra politica italiana degli ultimi 20 anni sia sia ingozzata e abbia sputato ideologia liberista immagino sia anche condivisibile, detto un po' in maniera semplicistica. Che poi, però, tra la retorica delle ruspe e la pratica delle ruspe vi sia una differenza marcata è un altro discorso, direi altrettanto oggettivo. Giusto per far capire che il confine tra rosso e blu ( o nero, per gli Stendhalisti, che non sono gli standisti, che sono tutti ad Expo in questo momento) è spesso confuso, assume un colorito viola ( come il famoso popolo).

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    4. Ma vogliamo ricordare che il "ventennio berlusconiano" è stato segnato da scontri epici, drammatici cambi al comando...
      ... e ciascuna delle due parti ha fatto le "sue" riforme, e nessuna delle due ha disfatto le riforme dell'altra, e un calcio col piede destro, uno col piede sinistro, la palla è andata vanti avanti diritta...
      ...ma non abbastanza in fretta, e allora è arrivata l'accoppiata "bipartisan" Napolitano - Monti per il goal decisivo?

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    5. E allora cosa possiamo rimproverare alla destra (o ai suoi elettori)? Forse il non aver capito che ammazzando troppo il lavoro si finiva per segare il ramo dove stava seduta la piccola impresa.

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    6. Diciamo che la differenza sostanziale è che la destra svende "gli operai" alle elites possibilmente nazionali cercando di mantenere un certo livello di vita.
      La sinistra, immancabilmente, svende "gli operai" (sarebbe ora di trovare un termine appropriato dato che nessuno di quelli ortodossi è "aderente") al miglior offerente che, immancabilmente è straniero (dato che a "noi" italiani piace vivere bene e non accumulare ricchezza nominale).
      Quindeggiando, i sinistri sono un male peggiore (e la loro presunta superiorità intellettuale è come il bianco di Dash (propaganda)).

      Speriamo che te la cavi.

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  34. 2000 a noni fa c'è stata la prima Norimberga , poi alcuni seguaci si sono riciclati e continuano a pontificare

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  35. @Roberto Gavelli
    Le piacerebbero i 20 anni.. peccato che questi discorsi io me li ricordo dagli anni 80 e ovviamente esplosi con il centrosinistra (ricordo).

    Ed è pura fica la storia che i Berluscones abbiano spianato la strada.. bella come storiella, vero?
    chissà perché ABerlusco' non abbia fatto una sola privatizzazione e non ricordo liberalizzazioni clamorose (che ne so.. il testo unico bancario tipo con il lavoro di Draghi? la riforma della Costituzione tipo quella di D'Alema).

    sì sì, il giornale e libero hanno attaccato i sindacati (e ricordo) mentre i sindacati hanno attaccato i lavoratori (è la ruota della vita che gira.. i lavoratori si sono attaccati al tram e i tram si sono fermati perché mancano i soldi).

    Chiudo con un aneddoto di fine anni 90 (ero studente) e quindi in pieno governo di sx (da fine 1994 al 2001).
    usciamo a Siracusa (a memoria eravamo ad Ortigia) e nel gruppo c'era una ragazza più grande di noi (sopra i 30 anni mentre noi eravamo 20enni).
    Entrando nel personale mi disse che lavorava alla Telecom (ex SIP) e aggiunse:
    "guarda, ma io ho contratto e non come le altre".
    ed io nella mia piccola mente pensavo che non c'entrava nulla visto che "entrambi" lavoravano.
    Ecco, non avevo capito un emerito c.

    Mi scusi, chi ha privatizzato e riformato per primo lavoro e università?


    PS: ovvio che sono entrambe le sponde messe male ma chi ha svenduto questo paese e lavorato di fino non è certo Libero e il Giornale.
    Che non mi pare siano a favore delle emigrazioni forzate.
    Ops

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    1. Sono solo i governi non eletti che possono fare certi tipi di riforme......quelli eletti corrono troppi rischi.

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  36. In margine al commento di @Roberto Gavelli.
    Alla fin fine, quando le cose vanno male, e per colpa loro, ai piddini piace sempre ripetersi e propinare il vieto leitmotiv: "è tutta colpa di Abberluscone!" È un mantra che ripetono all'infinito, così vanno in ἔκστασις e, sgravati dal peso delle loro colpe, si sentono sollevati e finalmente tranquilli nel Pairi-daēza della Somma Sophia, dell'Ein Sof (אין סוף), che poi è il Nulla Infinito - loro naturaliter luogo destinale, a ben vedere. E così si mettono l'anima in pace. Requiescant in pace.

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    1. Non ti dico "fascista!" perché lo prendi per un complimento...

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    2. Martinet, grazie, ho imparato più cose da questo scambio di commenti che... (mi è stato suggerito di non commentare) Però ho capito tutto ;)

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    3. Permettimi una correzione, Roberto. Tu avevi già capito tutto. Cercavi di nasconderlo, per buona educazione, e te ne siamo grati, ma era evidente che avevi già capito tutto. Sai, la mia reazione stizzita è solo invidia. Ma, ne sono certo, avevi già capito anche questo.

      Come ho detto fin dall'inizio, i vagoni piombati sono una pessima cosa, ma a molti, per non finirci, sarebbe bastato capire di meno...

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    4. Caro Gavelli, hai ragione a ringraziarmi: da me hai solo da imparare. Cordialità.

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    5. Ein -Sof è esagerato, però...e direi anche Hokmah. Magari Malkut (o, più propriamente la mirandolesca truncatio Malkut)

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    6. Ein Sof è il il Nulla, invece Hokmah, la Saggezza, mi sembra davvero esagerato per i piddini: Malkuth, il Regno, intesa come Socialismo reale o esproprio proletario mi sta bene come intepretazione.

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    7. Ma è il nulla inteso come infinite potenzialità (come Dharmakaya), principio del suono e della luce.
      Mentre i piddini sono alla polarità opposta: le tenebre come esaurimento delle potenzialità: tanti Malakas nel Naraka

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    8. Io intendo l'Ein Sof non l'Or Ein Sof, dove è presente la Luce; ai piddini concederei lo stato di Da'at, la Conoscenza: l'undicesimo sephira, quello che non esiste (Moshe Cordovero docet).

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  37. Bel post. Colgo l'occasione per rigraziarla anch'io perché è stato l'unico Prof.che mi ha fatto incuriosire e spinto ad accostarmi con interesse all'economia, disciplina a me sconosciuta e che mi appariva anche piuttosto noiosa e troppo complessa, per solo specialisti. La apprezzo anche come musicista. Grazie per l'impegno che ci mette e per l'amore verso la patria. Mancano i cuoricini, magari un'altra volta :-)

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    1. I cuoricini li metto io dai, se li merita tutti. In fondo anche noi siamo tutti suoi studenti. <3 <3 <3.
      Tre. Il numero perfetto.

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    2. Il problema non è che ora il giurista mi sfida a duello. È che per leggere la sua lettera mi ci vorranno tre giorni...

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    3. Prof. il ragazzo si farà... appare bellicoso, ma havi nu cori granni accussì...

      PS @Nico
      ahah thug life B-)

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    4. Thug life? I can only imagine what would be like Михаил Илларионович Голенищев-Кутузов!

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    5. Gentilissimo martinet,
      apprezzo moltissimo il suo nobile intento (come dell'esimio Bagnai del resto o dell'insigne Celso) di far entrare nella mia piccola zucchetta vuota del materiale, quale, nel suo caso, l'alfabeto devanagari o un Purana ( io e Lei, dott. De Martino, sappiamo a cosa mi riferisco) o quello cirillico ( il paragone con Kutuzov, il temporeggiatore, mi onora anche se la mia fisionomia potrebbe corrispondere maggiormente a quella d'un generale Alsaziano ebreo, la mia spocchia, al più, al Talleyrand; per quella indubbiamente un francese, en fait). Tuttavia devo sin d'ora metterla al corrente dell'inutilità delle sue benevole nonché didattiche intenzioni. Thug life è una vecchia e demente moda suburbana caratterizzata da video volutamente ironici ( un esempio lo si può ritrovare nalla mia risposta al Bagnai, poco sopra) caratterizzati da un tema centrale: risposte piccate, dirette, per nulla diplomatiche o atteggiamenti sprezzanti del pericolo e delle convenzioni volte ad ammutolire la platea o l'interlocutore, lasciandolo senza parole, in maniera del tutto inaspettata. Ad esempio la sua ultima risposta al Gavelli era perfetta per un thug life, a cui sempre si accompagna, ricordo, la relativa canzoncina rap. E' un po' come il nostro: me cojoni, ma più ignorante ( per usare un linguaggio di noi giovini).

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    6. Ah! per la cronaca, sennò non si capisce dal mio consueto pamphlet ( :) ): il mio "touché" era un riconoscimento della precisione con la quale il prof. Bagnai ha inferto la sua stoccata, decisamente a segno. In questo senso indubbiamente un thug life.

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    7. Gentile giovine Baroni,

      la mia era una battuta, anzi, in questo caso una controbattuta, basata proprio sul significato del sintagma inglese "Thug life", di cui lei mi fa benevolmente cerziore, collegandola al suo avatar in cui lei appare come un generale russo fin de siècle. Come lei ben sa, dopo la Battaglia di Borodino del 7 settembre 1812 contro la Grande Armée di Napoleone – peraltro, descritta mirabilmente in Война и миръ di Lev Tolstoj, dove si parla anche di quel famoso principe Andrej Bolkonskij che in questo sito è stato citato molte volte – l’esercito russo riportò perdite gravissime: il generale Kutuzov, all’indomani della disfatta, parlò con totale disprezzo delle ingenti perdite umane di successo e si disse addirittura pronto a contrattaccare: ma la notte gli portò consiglio e, avendo finalmente compreso la situazione disastrosa, ordinò la ritirata verso Mosca. Quindi, il mio intento “ironico” (may I?) mi sembra fosse in linea con la connotazione della frase idiomatica inglese, di cui lei – as usual – mi considera nescius: invero, bastava conoscere un po’ di storia o di letteratura russa e la sua chiosa le sarebbe sembrata inutile; a questo proposito, sappia che io non ho alcun intento didascalico nei suoi confronti, come nei confronti di nessun altro, tampoco al Gavelli: semmai, qualcuno potrebbe andare a vedere il motivo per cui io scriva certe cose e così per via indiretta acquisire eventuali nuove nozioni. Come potrebbe fare lei, se non avesse la spocchia di un Talleyrand. Cordialità.
      P.S. Будем жить, Мать Россия!

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    8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    9. PS2
      Legga sempre i miei commenti considerandoli scritti con ironia e spesso autoironia, raramente sono davvero serio. E comunque mai con intento autocelebrativo, anche se in effetti, mancando il tono, in un messaggio scritto potrebbe sembrare il contrario. A maggior ragione se parlo a Lei: I'm terrified of you Darth Sidious!! :) né interpreti la mia naturale ironia come una mancanza di rispetto, non mi permetterei mai...

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    10. "THUG LIFE =The Hate U Give Little Infants Fucks Everybody"

      È amaro che il brigantaggio indiano criminalizzato - o inventato? - dai colonialisti inglesi (se martinet concorda, ne so quanto Salgari) sia diventato una gangsta way of life da quattro soldi.
      È ancora più amaro che dopo che un vero leader nero (Tupac) si è riappropriato del lemma portandolo a vette altissime di critica sociale, sia stato ridigerito come meme.

      HUG LIFE's better anyway ;)

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    11. P.S.: La prego di rivolgersi a me in questa sede utilizzando il mio pseudonimo. Devo constatare ancora una volta come verso di me lei si rivolga in modo inopportuno.
      P.P.S.: Davvero conosce i Purāṇa? Magari il Viṣṇu Purāṇa? Lei mi stupisce. Ciò farà piacere al Velo di Maya.

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    12. Oddio martinet che scemo che sono! Avevo intuito il riferimento all'avatar, ma avevo interpretato le sue parole come una giocosa richiesta di chiarimenti circa il senso del mio commento. Al che imperterrito, pensando di essere seguito, a mio volta proseguivo nell'ironia. Come cazzo ho fatto a non accorgermi del senso della sua battuta? :) mi scusi se può....

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    13. @elu ei
      I Thugs furono una vera e propria setta, devota alla dea Kālī, sterminata dagli Inglesi, si veda il bel libro di James I. Sleeman, Gli strangolatori. La setta indiana dei Thug e la pratica religiosa dell'assassinio, tradotto in italiano per i tipi della Sugar Edizioni nel 1968 (con bellissime foto dell'epoca: un po' cruente, ma ça va) e da ultimo la monografia della giovine studiosa italiana Monica Guidolin, Gli strangolatori di Kali. Il culto thag tra immaginario e realtà storica del 2012. Oltre a Salgari, sui Thugs sono sempre rimasto affascinato da quanto ne narrò quel curioso personaggio (su cui sto scrivendo) di Louis Jacolliot ne Le coureur des jungles del 1888.

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    14. @elu ei
      Ciò che dici è interessante in effetti. Non conoscevo l'origine dell'acronimo. È veramente pazzesco come una cosa così pregna di sostanza venga poi ridotta ad una puttanata da due risate nella società dello spettacolo.
      @martinet
      Mi sa che c'è stato uno sfasamento temporale nella pubblicazione dei messaggi. Poco male. Si lo so devo diventare più lieve con Lei. A mia discolpa dico che nei commenti scritti manca il tono e ciò può originare incomprensioni. A volte diamo per scontato che il nostro interlocutore ci conosca e che interpreti il nostro messaggio come lo intendevamo noi. Ma io non ho davvero mai intenzioni didascaliche, uno perché non ne ho le capacità, due le conoscenze. A maggior ragione nei suoi confronti. Mi spiace se appare il contrario.
      PS no, so di cosa parlano e avevo letto in passato qualcosa. Mi piacerebbe avere il tempo, ma non riesco. Ricordo che Seneca diceva che il tempo c'è, siamo noi che non ci organizziamo. Secondo me è solo stronzo, ma vabbe :)

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  38. Gli anni '70 sono comodamente etichettati come Bleizeit. Gli anni di piombo. Furono anni, invece, di grandi dibattiti e conquiste. Il Sistema sanitario nazionale, la legge 180, cosiddetta Basaglia, per citarne solo alcune.....furono anni di democratizzazione. Una delle accuse mosse a Basaglia era quella di sociologismo, negando il valore di scientificità alla sua pratica e alla sua teoria. Al contrario, scrive Giorgio Bignami, Franco Basaglia "aveva la rara virtù scientifica di vedere con drammatica chiarezza i rischi delle affrettate rifondazioni teoriche, spesso veicoli di poca cultura e di molta ideologia, spesso soltanto un cambio di quella camicia di forza sulla realtà di cui parlano Horkheimer e Adorno. I suoi avvertimenti in proposito tornavano assai scomodi: e perciò risultava e risulta tuttora conveniente scambiarli per debolezza di pensiero, per negazione dell'ordine scientifico, al limite per vocazione al caos. Così queste risposte costituiscono un'ennesima verifica che senza speranza non è la realtà ma il sapere che si appropria della realtà e così la perpetua; cioè sono sempre i paladini del suddetto ordine scientifico a seminare di trappole e di mine la strada di un progresso in cui rischiano poltrone, privilegi, egemonie".
    In quegli anni nacquero Magistratura democratica, Psichiatria democratica. Si scrivevano libri in cui venivano denunciati i "Crimini di pace".
    Non saprei, ma quando leggo Bagnai mi vengono questi riferimenti...

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  39. Sono un ortottero integralista, lo stesso distrutto (o bannato? lo scoprirò fra poco) nel post di "Orfini (spettacolo!)". Un buon battesimo.
    Seguo questo blog da pochi mesi e ringrazio il prof. Bagnai per la sua opera di divulgazione.
    Va bene una Commissione di Verità e Riconciliazione (TRC, ma perché l'acronimo in inglese, la lingua dell'Impero?) purché valga il principio evangelico non scritto "Dio, non perdonarli, perché sanno quello che fanno (o sapevano quello che stavano facendo)".
    Anche io sono convinto che il Giorno del Giudizio è vicino, anche se per me è solo "una strana sensazione". Vorrei capire se anche per Bagnai è solo una sensazione quella che sta per crollare tutto, oppure se è una certezza che siamo nel 1938 e che fra poco tempo (come scritto anche in questo post) scenderemo verso l'Inferno di un conflitto mondiale...
    Un ammiratore
    (certo che sugli ortotteri lei cambierà idea, e comunque molto prima di quando le offriremo la possibilità di diventare Ministro dell'Economia)

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  40. "Vi ricordo che se siamo ridotti come siamo, in quanto italiani, è principalmente perché ci odiamo, e se ci odiamo ci sono ragioni storiche lontane e prossime, e la più importante delle ragioni prossime, come questo blog e il dialogo che vi si svolge mi sta aiutando a capire, è il modo in cui abbiamo gestito l'esito della nostra ultima guerra civile."

    L'ultima guerra civile ha spaccato le famiglie e neppure tra padri e figli si e' mai veramente riusciti ad avere un chiarimento soddisfacente.

    Mio padre (classe 1925) si arruolo' volontario a luglio 1943, piu' o meno in corispondenza del bombardamento di Roma, poco prima della famosa seduta del Gran Consiglio che depose Mussolini..

    Fu preso prigioniero l'anno successivo sulla linea gotica e fu rilasciato dal campo 211 P.O.W. di Cap Matafou in Algeria dopo oltre un anno dalla fine della guerra.

    Poco prima che morisse trovai il coraggio di chiedergli come vedeva la sua decisione di allora (che sapeva essere per me orrenda) alla luce degli sviluppi successivi.

    Mi disse semplicemente: non capivo, ero troppo giovane, mia madre aveva bisogno del sussidio del regime, ho sbagliato.

    Non ne abbiamo mai piu' riparlato.

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    1. Mio zio, invece, nello stesso periodo, menò a un fascista e fu spedito in galera con destinazione un campo di concentramento in Germania. Si salvò perché suo padre (mio nonno) riempì un carro di pollastri e galline e lo regalò al Federale. Preclaro esempio di corruZZZZione.

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    2. Già, oggi bastano 80 euro...

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    3. Mi scusi Fraioli, magari ho frainteso, ma trovo poco empatico il suo commento. Sono vicino a Luca Cellai nel cui intervento ho scorto una tenerezza di fondo che mi ha toccato, dico davvero. Mio nonno materno tornò sconvolto dalla guerra e anche lui fu fatto prigioniero, in Grecia però. Dai ricordi di mia madre risultava un uomo brusco, solitario e anche, purtroppo, piuttosto violento. A me rimangono solo i suoi quadri, l'unico momento in cui trovava pace dalle sue angosce. Non fu volontario. Quello paterno, invece, morì poco prima che nascessi, ma non parlò mai a nessuno di quando fu soldato, come se nulla fosse accaduto. Per riprendere una parte del discorso fatto in precedenza con Celso e martinet, sento di poter dire che Saviano, che pongo, col suo articolo, a simbolo momentaneo di questa follia che è la guerra tra le generazioni ( come lo è quella tra poveri, quella tra cittadini e lo Stato ecc. di cui ci ha appena parlato il dott. Bagnai e che condivido parola per parola), non calcoli che tragedie come una guerra o una reazione violenta ad un regime lascia enormi ed incalcolabili strascichi su chi le ha vissute, ma anche su chi è venuto dopo e ancora. In questo senso c'è un profondo legame tra le generazioni che è riduttivo considerare come fossero a sé stanti. Forse a questo punto il discorso ci toccherebbe tutti come umanità non solo come italiani e a me piace profondamente sentire queste parole da intellettuali preparati e credibili come Bagnai ad esempio. Che si parli di fratellanza e non di vendetta. So che molti penseranno che la mia sia una visione ingenua, forse lo è, dal prof. sto imparando a ponderare le mie presunzioni, considero gli effetti che egli ha e che hanno molti in questa comunità su di me e ciò mi basta alquanto, ma credo che violenze e guerre la nostra specie ne abbia viste fin troppe, non è quella la strada. Il commento di Cellai andava in una direzione di comprensione, aldilà del conflitto padre e figlio, che, mi dicono, abbia caratterizzato non poco la vostra generazione; il suo, invece, dissonava un pochino. Ma magari ho perso la sensibilità.

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  41. Appena terminato di leggere questo post GRANDISSIMO!
    Come sempre il senso che ne ricavo è di aria pura, il grande e sereno respiro della storia ...
    GRAZIE!

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  42. «Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua; l'ho già portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui». E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un cervellino di piddino, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.

    AMEN!

    P.S. grazie prof.
    P.P.S. scusa Gesù lol

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  43. Il post emoziona e contiene - come sempre - passi illuminanti da incorniciare. Però una Commissione per la Verità e la Riconciliazione ... Non riesco proprio ad immaginarla, privi come siamo di una classe dirigente, qualchessia, che operi per l'interesse del paese. Purtroppo la politica in Italia è morta assieme ad Aldo Moro. In quel periodo, per una serie di circostanze sfavorevoli, abbiamo perso tutto, non solo un grande intellettuale e statista. Da allora gli "animal spirits" dei libbberisti hanno preso progressivamente il sopravvento, complice lo sgretolarsi del blocco socialista sotto i colpi degli "yanqui" e destra e sinistra italiche hanno volenterosamente collaborato. Ora assistiamo alla lenta agonia di un paese ostaggio di banditi di ogni risma. Al crollo dell'euro non credo ci sarà permessa alcuna Verità. Ci diranno semplicemente che il popolo italiano non lo meritava, l’euro!

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  44. Credo che noi dovremo fare i conti con qualcosa che somiglia molto ad una rivoluzione, che ad un passaggio morbido perchè non credo che le oligarchie tedesche mollino facilmente il loro surplus pluriennale truccato.
    « La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza »
    Purtroppo uno che la rivoluzione l' ha fatta, e l' ha realizzata, la pensava così. Spero comunque che capiscano e si ravvedano prima che si arrivi questo esito; ma ci credo poco. Se con Bretton Woods bastò uscire dagli accordi di cambio, con l' euro non si potrà che smantellarlo dall' interno e dall' esterno e la cosa richiederà una certa dose di violenza di qualche tipo.

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  45. Bella lettera, bella risposta. Sul CLN sostanzialmente sono d'accordo con Alberto. Auspicabile la Commissione per la Verità e la Riconciliazione (anche se il precedente Cossiga sulla 'Grande Confessione' non è beneaugurante). Sapir torna con calore e passione sulla proposta di Stefano Fassina. Ecco, Fassina appunto: sta organizzando un movimento tipo 'Risorgi, Italia', 'Italia in piedi', 'Per un ritorno alla sovranità italiana', in cui confluire tutti?

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  46. Prof. dunque facciamo la Commissione, evento che poi dovrebbe portarci fuori dall'euro, no? E poi ovviamente FMI ci lascia in pace, vero? Perché non comandano gli americani insieme a qualche famiglia di origine tedesca, inglese... ? Ma diciamo che ce siano magnanimi e ci facciano cambiare il nome alla moneta...poi non saremo più vassalli degli americani? Improvvisamente non soffocheranno più l'Africa col debito e vivremo in pace tutti insieme appassionatamente per sempre? O riusciremo a venir fuori dalla gabbia ma non ci sarà mai la pace? Sinceramente non é così chiara la Sua visione del futuro né come Lei intende combattere l'elite. Questi sono criminali, delinquenti, chiaro?...1) li meni e speri che capiscano come si faceva da adolescenti 2) gli mandi il Mago Silvan che fa sim sala bim 3) li sparano dei killers mercenari alla 007 in spedizione punitiva e speri che non ti bombardino di tutto addosso prima 4) pretendi di metterli in gattabuia sperando di pescarli tutti ovunque e che come anime pie si consegnino implorando perdono. Quale delle opzioni?

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    1. Cortesemente leggi il post prima di commentarlo?

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    2. Intanto ne approfitto per ringraziare anch'io il prof. Bagnai, che si è sobbarcato e si sobbarca ogni giorno il peso e la responsabilità di riempire un vuoto enorme nel desolante panorama culturale italiano.
      Grazie.

      Poi, Nu Tesla, vedila così:
      1) Sul piano della gestione dell'economia, il professore cerca di riproporre un'impostazione cui si è giunti, nelle sue linee essenziali, con estrema fatica e grandi sacrifici nella prima metà del secolo scorso, che è oramai assodata ed è stata considerata come la migliore disponibile fino a pochi anni fa. E tale impostazione è stata recentemente messa da parte non perchè i suoi risultati fossero inferiori rispetto alle attese, ma essenzialmente perchè portava alla classe media più benefici che ai grandi ricchi. Per ragioni, per come la vedo, che riguardano più il potere che il portafoglio (quindi, ragioni politiche estranee in senso stretto all'ambito economico). Ed era comunque vincente per il sistema nel suo complesso, perchè ha creato e distribuito ricchezza in misura mai provata prima nella storia dell'umanità.
      2) Su piano sociale, è impensabile uscire dall'Euro, se prima non si porta avanti proprio quel lavoro culturale che sta operando il professore. Basta vedere il caso greco. Proprio per le opposizioni internazionali che tu evidenzi, probabilmente la Grecia non avrebbe potuto uscire dall'Euro senza che avvenisse un disastro, proprio perchè troppi greci dell'Euro non ci avevano capito nulla (e forse non capiscono nemmeno oggi) e, contro i propri interessi, alla prima difficolta avrebbero comunque finito per schierarsi dalla parte della Troika.
      3) Dal punto di vista politico, non occorrono certo partiti o sigle o facce nuove. Occorrono IDEE nuove.
      Una eventuale nuova formazione politica, e qui vaglieremo la credibilità Fassina & C.O., deve avere idee innovative e precise. Le proposte del prof. sono abbastanza semplici e realizzabili, e non eccessivamente originali da rappresentare un rischioso salto nel buio. Se qualcun altro ha di meglio da mettere sul piatto, bene venga.

      Per cui, il lavoro culturale svolto, e svolto non solo in campo accademico, è fondamentale non tanto per salvare l'italia (al riguardo, è bene prepararsi al peggio) ma per gettare i germi del paese di domani.
      Perchè, parafrasando un famoso tale "prima di fare l'Italia bisogna fare gli itagliani" (forse senza g, ma è un dettaglio...).

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    3. Nu te(s)lla,
      pensi che il mondo possa ancora sostenere a lungo un' area di disequilibrio mondiale in cui la Germania fa surplus di 300 MLD di $ annui (per un periodo che ormai dura da almeno 12 anni e proseguirà) da sola, ovvero il 30 % del surplus mondiale con 78 MLN di residenti e una superficie di 357.000 kmq? Pensi che ci sia qualcuno in grado di farli ragionare o viceversa, essendo ciò impossibile, lo smantellamento dell' euro, con le buone o con le cattive, sarà l' unica soluzione possibile?

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    4. Ho smesso di leggere a «… ci facciano cambiare il nome alla moneta…». L'euro è solo una moneta, come voi ben sapete (un po' come la grande moria delle vacche).

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    5. CorrettoreDiNulla, so benissimo cos'è l'euro, era una battuta...non ha colto il senso ironico, è chiaro che non sia sufficiente uscire dall'euro. Del resto il prof. non ha accolto il mio altro commento, evidentemente la realtà dei fatti non è gradita. Prof. Bagnai, gentilmente non censuri i commenti. Grazie

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    6. Per esperienza il prof di solito non censura.
      Se arriva a tacitare è per ripetute "boiate" è solo dopo ripetuti avvertimenti.
      A volte i commenti non vengono pubblicati perché in coda... E poi visto che siamo a casa sua farà anche quel cazzo che gli pare, non credi?
      Se mi sbalio mi corigerete.

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    7. Allora: come chiarito nella sezione didattica, solo un completo cretino può parlare di "censura" in un blog (deve essere almeno tanto cretino da non capire cosa sia un blog). Qui abbiamo un ottimo candidato: uno che viene a dirci che lui (e solo lui) conosce "la realtà dei fatti"! Spettacolare! Discutere con imbecilli che hanno la verità in tasca è il mio lavoro. Questo blog è un hobby. Quindi...

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    8. ieripoi, alias Nu Tesla
      se è chiaro che non basta uscire dall' euro, allora siamo un pezzo avanti; almeno sappiamo che anche per te la condizione è necessaria anche se non sufficiente ed evidentemente non è irreversibile o meglio è revocabile. Altro grosso passo avanti. Vogliamo dare atto a Bagnai di aver diffuso e reso evidente il concetto?

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    9. Sì, in questo caso ha perfettamente ragione (ma vale solo nel suo caso).

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    10. Sorvolando su qualche problemuccio d'identità congiunturale.

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  47. alla prima di campionato quest'anno hanno perso napoli, juve e milan ( glielo dico prof. perchè so che è un grande appassionato di calcio :) ).
    l'unica volta in cui accadde era il 1939

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  48. Accipicchia, prof.! Mi sa tanto che il sig. Tesla, qui, con la stringenza argomentativa della sua pars destruens, finirà per chiuderla - dialetticamente - nell'angolo! Orsù, ne esca con un colpo di reni degno del miglior Cassius Clay!... ("La madre l'ha chiamato Clay? E io lo chiamo Clay!") Certo, con chi padroneggia i misteri del magnetismo, è dura assai...

    Con rispetto (e spuntata ironia),
    un suo umile adepto

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  49. @NuTesla: Nessuna delle quattro. Facciamo che scegliamo il motto dei Marines: "Si fa quel che si puo', con quel che c'è a disposizione, quando c'è tempo per farlo".

    Combattere le élites mi pare tempo perso. Si riformano continuamente (in entrambi i sensi).

    Buona vita

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  50. Sempre meglio una Commissione per la Verità e la Riconciliazione di una Norimberga, perchè a Norimberga i vincitori pretendono di giudicare i vinti come se il loro diritto alla vittoria scendesse dal Cielo [maiuscolo] quando invece scende dal cielo [minuscolo] insieme alle bombe, atomiche e no.
    Norimberga e Commissione hanno però questo in comune, che entrambe si celebrano DOPO una guerra. Non siamo ancora al dopo, siamo al prima, cioè siamo in guerra. Lo pensa anche un generale di corpo d'armata, e dice cose assai interessanti (si veda ad esempio la breve analisi della situazione greca):

    http://www.enzopennetta.it/2015/08/cs-intervista-fabio-mini/

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    1. Interessantissime le considerazioni di Fabio Mini, che poi non sono novità qui.

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  51. Sull'ipocrita idiozia di Norimberga si è già espresso magistralmente Croce, quindi non è il caso che io aggiunga nulla, se non che i processi avrebbero potuto essere celebrati a parti scambiate se non fosse che, come ebbe a dire Stalin, nessuno processa i vincitori.
    Quanto all'istituzione di una commissione, pur apprezzando grandemente l'idea che sottende, mi riservo il beneficio del dubbio circa la sua fattibilità.
    Mi spiego con un esempio.
    Nella prima guerra mondiale mia madre ha perso per mano italiana tre fratelli, due caduti in combattimento, il terzo anni dopo per gli esiti delle gravissime ferite che aveva riportato.
    Non ha mai dimenticato, non ha mai perdonato. Odiava così ferocemente l'Italia che ne ha rifiutato la cittadinanza, ha sempre rifiutato di parlare italiano ed ha fatto un enorme sforzo per accettare mia moglie, che è milanese, sia pure con ascendenti svizzeri.
    A me la guerra mossaci dall'euromostro di fratelli ne ha spedito anzitempo all'Orco uno soltanto, perché non ne avevo altri, ma l'odio che ho per l'€Uropa è lo stesso, profondo e inestinguibile che mia madre provava per l'Italia.
    Non credo che riuscirò mai a perdonare, il dominus di questo luogo conosce bene la mia idea di perdono.
    E non credo che potrò mai guardare negli occhi nessuno dei fottuti padri e degli ancora più fottuti epigoni dell'euromostro senza provare il desiderio di saltargli alla gola e di fargli tutto il male che è in mio potere fargli.
    Mi fermo qui.

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    1. Mi scuso Jörg, perché una volta ti ho trollato su twitter con delle cazzate atomiche ed ora mi sento in colpa. Capisco di essere stato stronzo, ma la mia scusa è che le mie motivazioni di rancore sono molto meno profonde delle tue, ed, essendo io peraltro molto ignorante su qualsiasi cosa ma essendo dotato di una logica sopraffina (cosi mi dicono) avrò detto sicuramente cose crudeli. E dire che non mi hai nemmeno bloccato, avrai forse capito che stavo trollando..

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  52. Roberto, davvero molto interessante, la ringrazio per lo spunto. Quanto alla complementarietà tra potenza e schiavitù di cui parla Mini penso ad Erich Fromm che in diversi suoi libri - che io ho letteralmente divorato nel tempo - ha parlato del bisogno, in chiave psicologica, dell'uomo di sottomettersi ad un'autorità: l'uomo infatti crede di volere la libertà.
    C'è un legame molto interessante tra questo grande umanista e il messaggio centrale che il professor Bagnai, non so se per puro istinto dell'anima o se per preciso intendimento cosciente ( il famoso discorso sull'intenzionalità), ripete come un mantra da sempre: la necessità di staccarsi dal bisogno di delegare il proprio pensiero a qualcun altro, dalla comodità di non farsi parte attiva nel processo sociale, per le conseguenze che ciò comporta e ha comportato nella storia. Lo trovo come uno dei momenti centrali su cui un'eventuale Commissione per la Verità e la Riconciliazione dovrebbe partire nel suo ragionamento.

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    1. Grazie a tutti per le repliche, giro gli apprezzamenti al gen. Mini che li merita.
      Quanto alla riconciliazione, in pillola il mio parere è questo.
      La riconciliazione che segue al pentimento e al perdono è personale. Chi ha personalmente commesso il male si pente e chiede perdono a chi lo ha personalmente subito, il quale se ci riesce, magari con l'aiuto di Dio o Suoi intermediari, lo concede. Mentre i pentimenti e i perdoni istituzionali e ad anni o secoli di distanza sono ipocrisie a buon mercato, moneta cattiva che scaccia la moneta buona del vero perdono.
      Poi c'è la riconciliazione politica, un atto di lungimiranza e di generosità che può sventare gravi disordini futuri, attenuare inimicizie terribili, consolidare la polis. Quando il Card. Ruffo alla testa dei suoi lazzaroni sconfisse la Repubblica Napoletana, raccomandò al re larghissima clemenza per i giacobini: non lo fece per buonismo (non era buonista, forse non era neanche buono): lo fece per evitare che nel corpo del regno si aprisse una ferita immedicabile. Re Ferdinando preferì tagliare teste e incarcerare all'ingrosso. La borghesia duosiciliana da allora collaborò organicamente con i nemici del re, e due generazioni dopo il Regno delle Due Sicilie si sciolse come neve al sole di fronte alla sfida, minima sul piano militare, dei garibaldini.
      La riconciliazione politica, insomma, è atto di saggezza lungimirante che può essere messo in opera solo dal vincitore, quando egli sappia trasformare la sua vittoria in nuovo ordine, vivibile e accettabile senza disonore, anche dai vinti. Non è facile, ma può succedere.
      Però prima che ne parliamo bisognerebbe vincere, e invece stiamo perdendo. Quindi, suggerirei di tirarci su le maniche.

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    2. c'e da dire Roberto che nella storia ci sono stati casi che la parte vincitrice abbia sistematicamente distrutto intere classi sociali o politiche(le chiamano rivoluzioni) e abbia comunque governato per lunghi periodi in condizioni non di debolezza. E' successo con la rivoluzione francese e russa, senza contare la distruzione da parte dei nazisti della classe borghese ebrea. I genocidi a questo servivano. La testa rotolante del re Luigi serviva proprio per non scendere a compromessi con la nobiltà francese e idem si può dire con la situazione russa. Tutto dipende da quante risorse ha il vincitore e dalla convenienza economica politica, demografica. nell'effettuare il genocidio

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    3. La riconciliazione politica ha senso solo se chi vince ha intenzione di integrare nel nuovo regime politico e sociale lo sconfitto. Se non vuole, la scelta politicamente più sensata è sterminarlo e/o ridurlo in schiavitù. La scelta sterminista, tuttavia, ha conseguenze politiche negative importanti. Anzitutto, nel corso della guerra: quando il nemico si accorge che non ha alternative tra resistere e morire, lui e tutti i suoi, combatte con la forza della disperazione, che non va mai sottovalutata. Inoltre, una politica sterminista impedisce di sfruttare le divisioni interne al nemico e di procurarsi alleati: caso esemplare, la guerra nazista contro l'URSS. Quando le armate tedesche entrarono in Ucraina, dove Stalin era universalmente odiato con ottime ragioni (Holodomor), vennero accolte col pane e il sale, e addirittura il gen. Vlasov raccolse un esercito ucraino per combattere a fianco dei tedeschi e liberarsi dal comunismo. La stessa cosa poteva succedere in tutta la Russia. Ma quando i russi si accorsero delle intenzioni tedesche (sterminio e riduzione in schiavitù) preferirono stringersi intorno al governo sovietico, e combatterono con determinazione impressionante fino alla vittoria.
      Anche in Francia, dopo la rivoluzione e il terrore, il primo passo della riconciliazione nazionale fu operato da Napoleone. Quanto all'URSS, bè: uno Stato e un regime sociale che dura 70 anni non mi pare un successo straordinario.
      La soluzione genocida ha successo (nel senso che "funziona") quando a) il nemico è sentito come affatto alieno, non pienamente umano b) è abbastanza debole perchè sia possibile portare a termine l'operazione genocida. La principale success story genocida del mondo moderno è il genocidio degli indigeni negli USA.
      Andrebbere poi considerati gli effetti dello sterminio e del genocidio sullo sterminatore e sul genocida. Per farla molto corta, non gli fa bene.

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    4. Può essere utile una rilettura del discorso con il quale B. Croce, all'Assemblea Costituente, nel 1947, motivò il suo rifiuto di approvare il trattato di pace imposto all'Italia dalle potenze vincitrici.

      http://www.filosofico.net/crocefilosofo/crocepagee.html#discorso2471947

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  53. Nel suo ultimo post su Russeurope, Jacques Sapir precisa la sua posizione sulla costruzione dei "Fronti" in un modo tale che mi pare abbia letto questo articolo del Prof. e abbia deciso che il Prof. ha ragione; i suoi "Fronti" assomigliano più a una Commissione per la Verità che ad altro.

    "L’exemple chinois montre bien que la formule politique des « fronts » n’implique nullement un accord étendu entre les membres du dit « front ». Il implique, par contre, un accord sur l’existence, ou non, d’une priorité. Que la direction du Parti Communiste chinois ait accepté de faire un front avec ceux qui, moins de dix ans avant, jetaient leurs militants dans les chaudières des locomotives, devrait inspirer un peu plus d’humilité (et de réflexion) à ceux qui s’offusquent de cette logique de « front ». On ne fait pas un « front de libération nationale » avec ses seuls amis, il vaut mieux le savoir. Inversement, ceux qui ont voulu à tout prix éviter de se salir les mains ont du le plus souvent se les couper. Ce qui implique cependant de penser, aussi rigoureusement que possible, les conditions dans lesquelles un tel « front » peut s’avérer nécessaire."

    "Un collègue italien, le philosophe néo-marxiste Diégo Fusaro, parle de « l’Euro comme forme de gouvernance »[3]. C’est entièrement juste. La question de l’Euro est le surplomb de l’ensemble des politiques économiques et sociales dans les pays de la zone Euro mais, au delà, elle exprime et justifie la perte de la souveraineté par ces mêmes pays. On en a eu un exemple avec la ratification du TSCG en septembre 2012. C’est dire que cette question de l’Euro est une question éminemment politique. Le fait que ceci soit devenu une « connaissance commune » ou une « évidence » à la suite des événements de juin et juillet 2015, implique un changement dans les formules politiques. C’est le sens de l’appel de Stefano Fassina[4]. La situation créée par les institutions de la zone Euro, qu’elles soient de droit ou de fait (comme l’Eurogroupe) ne date pas de cette crise. Mais, la prise de conscience, et dans de nombreux pays, date en réalité de ce moment. C’est ce qui met la question des « fronts », qu’on les appelle des « fronts de libération nationale » comme Stefano Fassina ou des « fronts anti-Euro » comme je l’ai fait, à l’ordre du jour. Ce qui met cette question à l’ordre du jour est une réalité couplée avec une nécessité. De ce point de vue, la question du positionnement de untel ou untel est en réalité secondaire. C’est la question de l’analyse de la situation politique, et du débat qu’il convient d’avoir à son sujet, qui prime. Mais, il convient de savoir qu’il n’est nullement sûr que les acteurs arrivent à résoudre cette question. Auquel cas, la situation continue d’évoluer et les forces en présence de se transformer. La constitution d’un « front », dans ces conditions est aussi un moyen de chercher à transformer la situation, de la faire évoluer dans un sens positif."

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  54. OT ma importante.

    Forse sapete che è disponibile la scheda per la votazione del Macchianera (votazione possibile entro il 10 settembre prossimo) e che nella categoria

    37 Peggior cattivo on line

    compare nuovamente Alberto Bagnai.


    Se per il prossimo anno ci attrezziamo molto per tempo per le segnalazioni mettendoci d'accordo, potremmo proporre goofynomics in altre categorie, come taluni si erano già espressi, oltre quella di miglior sito di economia, nonché aver tempo per accordarci sulle categorie in cui segnalare Claudio Borghi Aquilini (pagina Fbook per gli interessati) e Barbara Tampieri (Lameduck, blog L'orizzonte degli eventi), avendo cura di segnalarli in categorie diverse.

    Dico questo per cercare di evitare l'inconveniente di quest'anno a proposito di Foa e di Messora - si era parlato di entrambi -, finiti nella medesima categoria; certo quest'anno non dipende da noi, ma la prossima volta potrebbe.

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  55. Lo so che è fuori tema,ma volevo sottoporvi questa squisitezza.

    Da: Lettera di Syriza A tutti i partiti della Sinistra Europea
    A tutti i partiti di sinistra e progressisti, amici e fraterni


    A questo punto, dobbiamo essere chiari e dire la verità al popolo:
    - un' "uscita concordata" dalla zona euro (una proposta fatta sia da Schauble sia dall'ex "Piattaforma di sinistra" di SYRIZA-ora "Unità Popolare") e il ritorno alla moneta nazionale di un paese che non ha né una grande base produttiva (come l'Argentina quando dichiarò il default) né considerevoli riserve di valuta estera nella sua Banca nazionale, porterebbe automaticamente a:

    - la necessità di una svalutazione immediata della nuova moneta nazionale (molti analisti internazionali la stimano intorno al 40% -50%), il che significherebbe una perdita immediata e brutale dei redditi di salariati e pensionati.

    - la necessità immediata di un nuovo prestito, che dovrebbe provenire sia dalla UE-BCE o dal Fondo monetario internazionale o da entrambi, dal momento che tutti i possibili alternativi partner di finanziamento – nei nostri colloqui paralleli durante i negoziati – hanno sottolineato la necessità di un accordo all'interno della zona euro come una precondizione per iniziare una discussione sulla futura assistenza finanziaria. Questo nuovo prestito concesso dagli stessi creditori sarebbe ancora accompagnato da un nuovo memorandum.



    Notare il "dobbiamo dire la verità al popolo".

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  56. Ho improvvisamente scoperto che la Storia non e' fatta dello scontro fra "buoni" e "cattivi" a 13 anni. Il padre del mio carissimo amico d'infanzia Giacomo era un medico. Loro vivevano al piano terreno del palazzo e noi al quarto piano, e una volta , questa vicinanza salvo' la vita a mio fratello, che aveva avuto un arresto respiratorio. Questo medico era un uomo di grandissima umanita' e personalita', ma, un giorno che aveva voglia di parlarci, ci racconto' dei suoi trascorsi di guerra ; era' stato un capitano della MVSN (Milizia Volontaria della Sicurezza Nazionale) insomma, un volontario fascista. Per me fu un colpo di folgore, mio nonno partigiano, mio padre operaio e convinto socialista rimasi un attimo senza parole...poi chiesi, era un uomo che non incuteva timore ma confidenza; chiesi " Dottore, mi scusi, lei e' la persona piu' inadatta all'ideologia fascista che io conosca, lei rispetta tutti e l'opinione di tutti, discute ma non sopraffa'...mi faccia capire " Lui Rispose : E' semplice, io sono Istriano e Italiano. In Istria i partigiani di Tito mettevano in atto una sistematica pulizia etnica di noi Italiani. Per difendersi non c'era scelta, se non arruolarsi con la RSI. Io lo feci, e combattei contro le formazioni partigiane titine fino all'ultimo...." e poi ci racconto' come era finita e come erano stati regolati i conti. Non cambiai idea, sono ancora convinto antifascista e di sinistra ( non "de sinistra".....) ma capii allora che buoni e cattivi, bianco e nero....non era cosi' che funzionava. L'istinto di regolare i conti con gli euristi e fargliela pagare mi e' rimasto...ma non e' l'istinto che dovrebbe guidare l'uomo, ma la ragione. Il Prof. e' l'epitome della ragione, nonostante non sopporti gli imbecilli,....e ogni volta che "il nemico" mi fa prevalere l'istinto, cerco di ricordare quell'umanissimo medico con una scelta sola, obbligata, lontana dal suo modo di essere...e mi ricordo che il nemico va sconfitto, le sue idee confutate, ma nessuno ha scritto che vadano sterminati.

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    1. Credo lo abbia lasciato intendere con delicatezza von Clausewitz, e l'aneddoto che riporti la dice lunga...

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    2. Interessante aspetto della questione. A conferma di quanto raccontato da quel dottore, c'è, tra i tantissimi, il caso "illustre" - ante litteram - di Guido Pasolini, partigiano trucidato in quel di Porzus dai titoisti. E qua, via con le interpretazioni a base di sindrome di Stoccolma per quanto riguarda la fede comunista del fratello Pier Paolo... Sì, magari alquanto savonaroliano in età matura, ma pur sempre di quella parrocchia lì. (Quanto alla sua indulgenza verso Stalin... lasciamo perdere! Mi son già spinto fin troppo fuori tema. Mea culpa, come direbbe il dott. Destouches!...)

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    3. "Quanto minore è il sacrificio che si esige dall'avversario, tanto minore dobbiamo presumere che sia lo sforzo che esso farà per sottrarvisi; e anche il nostro sforzo, in conseguenza, sarà minore. Inoltre noi rinunceremo tanto più facilmente al conseguimento di uno scopo politico, quanto meno questo sarà importante per noi: donde un nuovo motivo di moderazione degli sforzi."

      "Perché l'avversario sia costretto ad accedere alla nostra volontà, dobbiamo costringerlo in una situazione il cui svantaggio sia superiore al sacrificio che da lui esigiamo: ma è naturale che questo svantaggio non debba essere, o almeno non debba apparire, transitorio, poiché in tal caso l'avversario attenderebbe un momento più propizio, anziché cedere."
      Clausewitz, "Della guerra"

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  57. Il TTIP sarà la prossima frontiera della superunione monetaria, adottando la Nato, la monnaie femme. Ci saranno ancora le monete da un centesimo e canzoneremo quelli che ne formeranno il plurare (2 nati, 50 nati). Sarà tre volte natale e, dopo il baccanale, ci verrà tolto il fido perchè non avremo fatto le riforme e ci sarà chi vorrà tornare all'euretto. Le divisioni saranno esacerbate ad hoc, imbastito il teatro con le sue maschere per un massacro, extrema ratio per mantenere la giovane divisa di un'unione che sarà troppo grande per dissolversi. Potremmo solo lanciarci nell'iperspazio e attraversare il buco, dove ritroveremo Marcel direttamente. "It's going to go 100% failure" disse Hal 9000 (Heuristic ALgorithmic), ma la missione era troppo importante, Alberto.

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  58. Le scrivo questo commento non per ricevere una risposta, ma per ringraziarla . La sua capacità di analisi è impressionante, tanta come la sua chiarezza. Mi viene da fare un paragone forte: il suo blog è la risposta alla fatidica domanda " Ma prima nessuno si era accorto che...." . La risposta riecheggia nel silenzio della storia: " Si, c'è sempre qualcuno che si accorge, ma c'è sempre qualcuno che non ascolta" . E quei qualcuno sono i tuoi vicini di casa.

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  59. questo post è da lacrime agli occhi.
    poco salate, molto amare, e un poco dolci.

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