MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

martedì 7 luglio 2015

La Grecia: casalinghe di tutto il mondo, documentatevi.

Oggi mi tocca l'Aria che tira: senza la Merlino, ma con Pancani.

Una distrazione di meno.

Ci sarà D'Attorre, e due che non conosco. (Errore: Montanino lo conosco! Ero il "suo" assistente di econometria alla Sapienza. Com'è piccolo il mondo!) Vorrei poter considerare il fatto che non sia il solito "uno contro tutti" (almeno D'Attorre è persona estremamente lucida e ce lo ha dimostrato) come dimostrazione della rilevanza della vittoria di Leonida Trippas. In realtà temo, come scrivo sul Fatto Quotidiano di oggi, che la sua sia una vittoria di Pirro. Prova del nove? Se così non fosse, l'asini-stra dei diritti (quella che subisce solo rovesci (c) Giacché) non la esalterebbe. Se in trasmissione siamo almeno in due dalla parte del buon senso, quindi, è solo perché Andrea è una persona equilibrata: nulla a che vedere col suo collega Federico Mentana.

Tuttavia, sappiamo quale ruolo devastante per la democrazia stia avendo il sistema dei media in Italia. Uno dei (pochi) dati rilevanti della vittoria del no è passato inosservato ai più, ma non a Jacques: in Grecia è in corso un'inchiesta sulla violazione delle regole in campagna elettorale, e l'inchiesta potrebbe estendersi presto al ruolo dei media. Si affermerebbe così il primo principio della democrazia:

La libertà di opinione non è libertà di menzogna.

I media italiani hanno dato il peggio di sé. Oggi sul Fatto Quotidiano Marco Travaglio si occupa del Tiresia di via Solferino, un nostro vecchio amico, quello che "le rivalutazioni fanno crescere", il cui lavoro di "informazione" da Atene ha attirato l'attenzione di altri suoi colleghi. Ma Travaglio e Nucci sono dei volenterosi e meritevoli ultimi arrivati. In questo blog denunciamo da almeno tre anni il terrorismo antidemocratico ai danni della Grecia, portando fatti. Lo facciamo anche oggi, ricordando, perché repetita juvant, quei fact checking dei quali alcuni cialtroni (e non mi riferisco alla stampa) oggi cercano di arrogarsi il merito (dopo averci lasciati soli per anni a fare informazione, beninteso):

1) I greci sono tutti così pigri come dicono?, di Vladimiro Giacché (originariamente apparso sul Fatto Quotidiano, che è l'unico giornale italiano a dimostrare una certa indipendenza di pensiero);

2) Cosa sapete della Grecia?, apparso in questo blog e diventato rapidamente il post più letto;

3) buon ultimo, Francesco Giavazzi on Greece, di Karl Whelan.

La democrazia funziona solo con informazioni corrette. Altrimenti è regime. Il finger pointing da parte dei colleghi può essere utile, ma non basta. Nel mondo di dopo sarà necessario garantire libertà di opinione, ma rendere reato penale la menzogna. Non si può dire che la Grecia "non ha fatto le riforme" se ha licenziato quasi 200000 dipendenti pubblici, pari a più del 25%. Non si può nemmeno dire "io penso che la Grecia non abbia fatto le riforme". Non è materia di opinione, è un fatto misurabile, e chi lo travisa deve pagare. Non si può dire che in Grecia le pensioni sono eccessive quando il loro importo medio pro-capite è nella media europea. Non si può dire che la spesa pubblica greca è eccessiva quando è anch'essa nella media europea (e lo era anche prima delle riforme). Si può pensare (se non si capisce nulla di economia) che quelle fossero le riforme giuste (ed erano sbagliate): essere coglioni non è reato. Ma essere disonesti sì.

La verifica dei dati fattuali dovrebbe essere compiuta dalle redazioni, non da blog indipendenti come questo, e chi mente su dati fattuali merita qualcosa di più della censura dei colleghi.

E lo avrà.

Ci sarà una giustizia:


Mea est ultio, et ego retribuam in tempore,
in quo labetur pes eorum!
Iuxta est dies perditionis,
et adesse festinat sors eorum.


Un forte abbraccio a quelli che "noi abbiamo fatto le riforme, i greci no". Sarà bello vedervi al fresco. Mi riferisco, ovviamente, all'Antenora.








(nota per i porci cialtroni: visto come si citano le fonti? Visto cos'è l'onestà intellettuale? E allora preparatevi: ci sarà pure un motivo se, oltre a non aver fatto informazioni, in cinque anni di attività l'unica querela l'ho avuta da uno di voi. Non da Alesina, non da Giavazzi. E questo vorrà pur dire qualcosa, no? Chi sta dietro le quinte sa per chi lavorate. Non mi fate paura. Schifo sì...)

68 commenti:

  1. Sull'informazione ho una mia teoria: la chiamo la teoria della Gaycia.

    1a Non sono davvero così, i ricercatori sbagliano;
    1b Sono malati e non vogliono curarsi;
    1c Se solo si sottomettessero a un potere supremo, sarebbero salvi.
    2 Minacciano il nostro stile di vita e la nostra tradizione europea.
    3a Non ho nulla contro di loro, ma devono rispondere del loro stile di vita.
    3b Sono liberi di decidere, ma se si comportano così non sono dei veri uomini.
    4 Ne avevano uno che piaceva alle donne, e se n'é andato: appena gliel'hanno data si é dimesso.

    RispondiElimina
  2. Una curiosità. A che punto di cottura sta Travaglio? Il castacriccacorruzionebrutto scorre potente in lui ma abbiamo speranze di convogliare la sua furiosa penna verso le esigenze della causa?

    RispondiElimina
  3. Segnalo così per sport:
    "Pensioni greche e disinformazione, non si va a 61 anni in pensione, ma decisamente prima" di Termometro politico Pubblicato il 4 luglio 2015 da Gianni Balduzzi
    http://www.termometropolitico.it/1180959_pensioni-greche-e-disinformazione-non-si-va-a-61-anni-in-pensione-ma-decisamente-prima.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ho un contatto di cui condividiamo solo la medesima università, al razzismo verso i greci ho cercato di fornire i dati corretti, fornendo link e documenti, non gli è andato bene nulla e ha continuato a ripetere la solfa razzista facendosi forza proprio con l'articolo da te postato.

      Poi ricordo che vende prodotti finanziari e assicurativi e capisco che uno ha avuto la mia stessa formazione universitaria non può essere così disinformato e imbecille, ma semplicemente "interessato".

      Elimina
    2. Aedran, immagino sia un intervento ironico il tuo, ma assicuriamoci che chi passa qui per caso o per curiosità non sia fuorviato da informazione preparata ad arte per confondere.

      Il dato citato nell'articolo di cui metti il link (età media dei pensionati in Grecia) non è per niente significativo, da solo. Sarebbe come parlare di quanti figli ha in media una famiglia senza dire qual è il reddito medio della stessa. Il dato relativo al reddito è essenziale per capire se il dato relativo ai figli indica una situazione sostenibile o critica.

      Nel caso del sistema pensionistico greco, rilanciare senza alcun commento un articolo che parla di disinformazione e che cita (addirittura con il supporto di una fonte ufficiale greca) il dato relativo all'età media del pensionamento può indurre a pensare che effettivamente i greci sono fannulloni che vanno in pensione prima di tutti gli altri in Europa.

      Ciò che conta per misurare in modo corretto l'impatto del sistema pensionistico è la spesa media di pensione per persona sopra i 65 anni: il grafico si ritrova nell'articolo del Wall Street Journal citato da Alberto nel post qui sopra: "Adjusting for the fact that Greece has a lot of older people, its pension spending is below the eurozone average."

      Il lettore attento dovrebbe dedurre l'interpretazione autentica del tuo commento dall'assenza di reazione di Alberto: io ritengo che spiegare una volta di più sia meglio che farlo una di meno, ma lascio come sempre la decisione ultima al padrone di casa.

      Ciao, Enrico

      Elimina
    3. Beh, comunque oggi il punto è un altro. Ammettiamo pure che i grci spendano 4/5M di euro di troppo nelle pensioni (tra baby pensionati, pensioni non meritate, etc...). Si tratta comunque di una cifra irrisoria rispetto alla situazione debitoria che si è creata.
      Solo l'Italia, nell'affare greco ci sta smenando poco meno 40M€, una cifra dell'ordine di grandezza di TUTTE le pensioni versate in grecia in 1 anno.

      Per cui, parlare dello "scandalo pensioni d'oro greche" nel contesto del terzo default in 8 anni è fuorviante.

      Un po' come dire "la squadra di calcio va male, cambiamo gli arredi dello spogliatoio".

      Elimina
  4. Ottimo, professore. Battagliero e gagliardo.

    RispondiElimina
  5. :D a proposito di informazione corretta... anche oggi il mitico Zanchini si cimentava nella sublime arte con stars del calibro di Stefano Feltri - molta sicu nonché mera sulla Grecia! - e del noto cabarettista Tobias P., un vero Peppino diviso da Berlino...
    Il bravo corrispondente della FAZ, pizzicato a dovere da qualche ascoltatore discolo, ha tenuto amabilmente a ricordare che non è portavoce nel bel paese di Frau Kanzlerin ma giornalista di gloriosa testata autonoma, controllata da una fondazione "indipendente"... già... la mitica indipendenza del faz ... XD

    RispondiElimina
  6. Sempre che sappiano cos'è, l'Antenora, e non la scambino con Capalbio. Meglio: oltre che correttivo, il soggiorno avrà pure un risvolto didattico!

    RispondiElimina
  7. Parlando di menzogne e di cattiva informazione, basterebbe leggere gli ultimi articoli di Repubblica, che sulla Grecia e l'esito referendario sono vomitevoli. Per finire, danno ampio risalto ancora al fatto che il FMI raccomanda ancora nuove riforme all'Italia per crescere. Quindi, avanti di tagli ai diritti dei lavoratori, nuove tasse, meno welfare pubblico, tanto il cittadino italiano medio ha il cervello perennemente in vacanza.

    RispondiElimina
  8. Certo che invitare Bagnai per poi interromperlo “perché devo andare in pubblicità” non facilita la comprensione dei temi trattati.

    Da tempo nei talk show si avverte la mancanza del bruscolinaro.

    RispondiElimina
  9. Ma com'è che ora i media si sono accorti del dramma umanitario dei greci?
    Proprio adesso vanno a intervistare i medici degli ospedali?
    Fino a sabato dov'erano?

    Altra cosa, ieri al tg di Roberto Mentana, collegamento con reporter in Grecia, suo commento: "ora le file agli sportelli stanno diminuendo, bla bla"
    Sullo sfondo un bancomat con una, dico una sola, persona probabilmente lì per caso... Vabbè che una persona è una fila molto dimunuita però...

    RispondiElimina
  10. Ma chi ha visto Saccomanni ieri a sky sa dirmi che grafico ha mostrato? Io ricordo una spesa pubblica ben superiore alla media europea. Ha usato un metodo furbino??

    RispondiElimina
  11. In teoria dovrebbe esistere un codice deontologico e un ordine che controlla l'attività dei giornalisti (ed evidenti falsificazioni della realtà dovrebbero essere sanzionate). Al di là dei propositi però, stabiliti anche in sentenze della Cassazione, a me pare che l'ordine dei giornalisti serva soltanto a limitare l'accesso alla professione (non tanto il precario sottopagato, ma a livello dei vertici) e non a garantire i cittadini; a questo punto che sia abolito e amen. Personalmente non condivido l'opportunità di un (nuovo) reato penale, già vedo con molta criticità quello su diffamazione, ingiuria e calunnia a mezzo stampa (e internet); occorrerebbe trovare forme alternative, che non rappresentino una "minaccia" per il piccolo, e allo stesso tempo permettano all'informazione di poter circolare.
    Anche se si eliminasse il problema delle menzogne, rimarrebbe comunque quello della non-informazione.
    Riterrei più utile piuttosto rivedere l'istituto del diritto di replica applicandolo in questi casi (il giornalista che mente) con modalità più "creative" e invasive.
    In fin dei conti sarebbe sufficiente che il giornalista fosse pubblicamente messo di fronte alla realtà dei fatti che ha distorto; perdendo credibilità rischiederebbe di perdere il lavoro, e sarebbe un'espiazione ben maggiore di un processo penale.
    Ma per poter "perdere" il lavoro dovrebbe esistere un "mercato" dell'informazione libero e indipendente (ad esempio con editori PURI e non gruppi di pressione di lobbies varie e inserzionisti), e questo non esiste.
    Un reato penale in un sistema distorto potrebbe facilmente essere utilizzato contro il piccolo piuttosto che il grande.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giustissima osservazione. Poi, comunque, questo non è il mio campo. Il mio campo è il mercato, che sta già facendo pulizia.

      Elimina
    2. Già l'essere pubblicamente (davanti al proprio pubblico) smentito (sbugiardato) sarebbe una punizione esemplare per chi vive di apparenza.
      Tra l'altro la punizione c'è già per i giornali che se condannati devono pubblicare la rettifica.
      Nota, qualche volta è successo pure in tivvì, si tratterebbe solo di estendere la pena anche ai casi meno eclatanti, se l'ordine dei giornalisti non funziona potrebbe sopperire un garante o un comitato pubblico senza dover scomodare i giudici.

      Elimina
    3. Sommessamente ricordo che i giornalisti hanno mantenuto i 35 anni di anzianita' per accedere alla pensione. Poi se la prendono con la "casta" dei tassisti...

      Elimina
    4. mi perdoni caro Bagnai, ma non capisco il riferimento alle "casalinghe". O meglio, lo colgo ma l'invito ad informarsi dovrebbe essere rivolto a chi frequenta i salotti, quelli buoni. Non a chi come mia Madre, forse perché la spesa la fa tutti i giorni o quasi, dell'euro non mai stato troppo convinto. Un saluto e continui cosi ma, la prego, resti con i piedi ben piantati a terra.

      Elimina
    5. Caro Steve, la pomposa seriosità non è gradita ospite da queste parti. L'invito era ironicamente rivolto alle casalinghe per il semplice motivo che per la prima volta intervenivo in televisione in una fascia oraria che i programmatori idealmente dedicano a queste gentili creature (di ambo i sessi, peraltro). Lei che ha i piedi piantati per terra queste cose dovrebbe saperle: le si ignora nell'iperuranio. Peraltro, vedo che ha idee un po' confuse sulla mia strategia comunicativa. Un po' di osservazione silenziosa del blog la aiuterà. Ma guardi che non è assolutamente necessario, sia chiaro: né io, né lei, né i salotti, né le casalinghe potremo cambiare il corso della storia. Lo sapeva?

      Elimina
    6. Il problema del corso della Storia mi tormenta da 40 anni

      Elimina
  12. Dopo qualche giorno di stasi, ritrovo la verve (chiamiamola così) di sempre. So' contento! Un Bagnai più rilassato mi lascia spiazzato. È vero che dire sempre le stesse cose sui media, perché la maggior parte rifiuta di sentire e si fa un vanto di ignorarle, sparando sempre le stesse cazzate trite e ritrite tipo latte e mieli, è molto defatigante, ma bisogna insistere purtroppo. I neofiti sono pronti a ripetere travisando. Sperando di assistere ad una nuova Guerra di Troika, anche se non ci credo molto.

    RispondiElimina
  13. Ottima puntata, l'ho vista e non è stato un "uno contro tutti", anzi.
    E per questo occorre fare i complimenti oltre che al Prof ed a D'Attorre anche a Pancani che usa molto bene le tempistiche degli interventi e rafforza le tematiche.
    Peccato che ad Omnibus abbia per caso intravisto per l'ennesima vola quel rinc.. di Puglisi perennemente ospite della Sardoni (ma c'è del tenero tra i due?).
    Spero anch'io inoltre che arrivi il giorno in cui questa stampa cialtrona e stracciona paghi pegno. Ma non ne sono convinto, troveranno il modo per riallinearsi e saltare sul nuovo carro.
    Non è possibile essere obbligati a selezionare blog e stampa estera per potersi informare correttamente.
    Concordo che tra Leonida e Pirro i tempi si assottiglieranno molto: due, tre anni? Best case?

    RispondiElimina
  14. "Non si può dire che in Grecia le pensioni sono eccessive quando il loro importo medio pro-capite è nella media europea.". In effetti è consigliabile che questi calcoli siano fatti mettendo in relazione la spesa complessiva con l' old-age dependency ratio. C'è un bel paper in giro, di Chybalski et al., che trova anche un ottimo indice di correlazione.
    A parte ciò, schifezze e stupidaggini su pensioni greche se ne sono sentite parecchie.

    RispondiElimina
  15. Comunque in parte la giustizia riguardo alla carta stampata c'è già.
    Semplicemente, le persone, e soprattutto i giovani, non comprano più i giornali. E la cosa, checchè se ne dica, ha assai poco a che fare con internette, e molto con la scarsissima qualità dei contenuti proposti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì, però leggono i giornali online, tipo repubblica e corriere!
      Purtroppo!

      Elimina
  16. Cosi', uno di passaggio: https://www.project-syndicate.org/commentary/greece-referendum-troika-eurozone-by-joseph-e--stiglitz-2015-06

    RispondiElimina
  17. La disinformazione è organizzata, e anche molto bene. Ci sono appositi think thank che mettono a punto i "talking points" e gli "spin" e li diffondono negli appositi canali mediatici. Dopo di che, basta la fretta, l'approssimazione, la sindrome da branco di sardine, per diffondere le falsità e la propaganda. Diverso sarebbe il discorso per chi, competente in una disciplina, non solo presenta i fatti secondo la sua ottica ideologica, ma mente a tutto spiano su dati certi e numeri esatti. Questi sono bugiardi e basta, una categoria umana ben nota sin dalla notte dei tempi (solo che nella notte dei tempi non c'era la TV).

    RispondiElimina
  18. Il Montanino mi è sembrato un po' spentino ! Chissà perché ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me ha fatto molto piacere rivederlo. Il Fmi non ha dato buona prova di sé, e questo lo abbiamo detto anche in sedi ritenute autorevoli, ma lui non credo c'entri più di tanto.

      Elimina
  19. Purtroppo siamo abituati a questo abominio,e anzi abbiamo paura del diverso,cioè di chi parla non per conto di qualcuno,ma con la inaudita pretesa di esprimere la propria opinione,e contribuire alla conoscenza.valga come esempio lo speciale di Enrico Mentana su la7 di domenica scorsa,condotto con totale mancanza di rispetto per lo stesso risultato elettorale,e con tono paternalistico verso i "poveri"greci incapaci di capire.

    RispondiElimina
  20. Ultimamente mi pare di vederla più spesso in TV, o citato nei social, e pure grillo ha riportato i suoi dati in uno dei suoi post recenti (a proposito delle balle dell'informazione sulla Grecia)..è il sistema che vuole fagocitarla?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo! Grazie per avermi messo in guardia. E io che pensavo che fosse perché sta succedendo quello che ho scritto in un best seller pluripremiato... Eh, il potere sono cattivi, ti fagocitano...

      Elimina
    2. Il potere è anche più astuto e diabBolico, a volte per fagocitarti ti figocita.

      Elimina
    3. Scherzi a parte, l'idea che un argomento venga triturato e centrifugato dai media fino a quando non perde mordente nell'opinione pubblica per disinnescare in questo modo la sua carica eversiva, non sarà originale, ma nemmeno tanto remota o fantascientifica. Nemmeno comblottistica.

      Elimina
    4. D'Ambrosio, lei è ridicolo. Di più: è incolto. La esorterei ad attenersi ai fatti. Quindi oggi non si dovrebbe dire che l'euro è disfunzionale per non usurare l'argomento? Quindi il fatto che il Corriere abbia pubblicato una mia intervista indica che la grande Spectre demoplutogiudaicomassonica è passata al contrattacco? Lei è incapace di leggere la verità di un uomi nella sua scrittura: per lei leggere Topolino o Il sosia sono operazioni eticamente ed esteticamente equivalenti. Ed è incapace di leggere i fatti, anche i più banali. Mentre giù, nelle fogne dell'Illinois, decine di persone svolgono il suo "ragionamento", rosi dal livore e dall'invidia per non aver saputo portare il dibattito dove l'ho portato io, rimane il fatto che se quello che ho fatto l'ho fatto solo io, è perché sono unico. Abbia la cortesia di giudicare dai fatti e di non insultare ulteriormente la sua intelligenza. Lei ha poche informazioni. Chi ne ha di più (Celso, Basilisco,...) la legge e la compatisce.

      Elimina
    5. Mi dispiace che prenda come un attacco un intervento che non voleva esserlo. Per la verità non sono roso dall'invidia, anche perché sono una persona modesta che sta cercando di capire cosa sta succedendo nel mondo in questo momento storico. Sono incolto? Rispetto a lei di sicuro, non ho le competenze di cui lei dispone per leggere questo tipo di realtà. Non ne so molto di economia, di cultura politica, di mezzi di informazione. Ho letto i suoi due libri che mi hanno convinto sulla necessità di uscire dall'euro (fra le altre cose). Mi hanno fatto anche spesso ridere, per la sua prosa brillante e il suo stile ironico. Ho fatto un'osservazione banale e sciocca? Può darsi, chiedo scusa se non sono all'altezza degli interventi specialistici di questo blog. Non volevo minimamente mettere in discussione il merito suo di aver portato il livello di discussione dei media popolari (mi riferivo alla tv, da cui è nato questo post) ad un livello più alto di consapevolezza. L'unica cosa che ho osservato è che in tv per un mese non si parla altro che di immigrazione e poi di colpo il tema sparisce, come se la questione magicamente si fosse risolta. E il mio timore (perché questo ho espresso) è che oggi il dibattito sull'euro diventi centrale nei salotti televisivi per un mese e poi basta, sfamando in questo modo le coscienze critiche delle persone incollate agli schermi che però poi non agiscono di conseguenza per cambiare veramente il mondo. Un sedativo. Ecco, questo volevo dire, probabilmente una sciocchezza, una banalità. Una ovvietà. Questo è il mio limite intellettivo (e culturale) ma ci tengo a precisare che sono sinceramente dalla sua parte.

      Elimina
    6. In effetti, nei film americani è proprio così: "Ogni cosa che dirà, potrà essere usata contro di lei!"
      Evidentemente è un'intimazione a tacere.
      Ma se mi arrestano è perchè mi credono reo, e siccome chi tace acconsente, non so se il suggerimento del poliziotto sia poi così buono.

      E' un po' come dire: "Ti arrestiamo perchè sì, e sta' zitto o peggio per te". Noi siamo più civili. Meglio eravamo più civili. Una volta. Forse

      Elimina
    7. Gerardo caro, fermo restando che la tua solidarietà mi fa piacere, dalla parte mia siamo già in due: io e la storia, e tanto mi basta. Mi spiace essere stato ruvido, e vorrei fare opera di mediazione culturale. Io ho l'approccio del ricercatore, che non significa "voler aver ragione a tutti i costi e non accettare critiche", ma significa "costruire sulla ricerca esistente". Se hai letto i miei libri, sai che tutte le dinamiche che stiamo osservando finora (dallo squallido riposizionamento degli appellisti che difendevano l'euro da sinistra invocando la quota salari finché avevano il posto in banca di sinistra, a quello dei media, alla conversione dei socialisti di tutto il mondo da colombe a falchi, ecc. ecc. ecc. ecc.) sono state descritte ampiamente nei miei testi, sono state quindi da me previste, e si suppone che io sia più o meno in grado di gestirle.

      Il vero problema è un altro: qui siamo, se ci siamo, solo al principio di un processo che diventerà molto complesso perché gestito dai politici. Io so l'esito finale: lo smantellamento dell'Eurozona e l'evoluzione verso un diverso processo di integrazione europea (se e quando l'indebolimento relativo degli Stati Uniti renderà possibile il nostro affrancamento culturale: e ci potrebbero volere secoli). Alcune cose non sono prevedibili e ovviamente anch'io potrò commettere errori e ne sto commettendo. Altre cose sono però scontate. Quando nello scorso autunno il D'Alema che oggi in televisione parla come Borghi rispose a una mia osservazione che "neanche gli USA sono un'OCA, allora che facciamo: li dividiamo?", D'Attorre in camera caritatis mi disse: "Tranquillo, non è un problema, fra sei mesi dirà che l'aveva sempre detto". E infatti così è puntualmente stato (giorno più, giorno meno). Chi mi legge sa che io voglio solo una vita normale. Chi oltre a leggermi mi capisce sa che non lo tradirò, perché non ho nessuna intenzione di tradire me stesso: è fin troppo evidente che mi piaccio così. Che Baffino riconosca il mio contributo alla maturazione culturale dei suoi supporters mi lascia abbastanza indifferente. Sarebbe loro interesse non confinarmi al ruolo di "intellettuale d'area" della Lega, per rendere più "palatable" la verità a quegli imbecilli dei loro passivi seguaci. Ma di tutti gli errori politici che hanno fatto questo (che io e Giacché gli abbiamo sottolineato) è il meno grave. Il sostegno acritico al Trippas-pensiero è molto, ma molto, più grave, ad esempio, e si rivelerà secondo me l'ennesimo boomerang (ma qui potrei sbagliare).

      Ti aiutano queste osservazioni?

      Elimina
    8. Mi aiutano a capire che le dinamiche sociali e politiche sono certamente più complesse di quanto possa anche solo immaginare. Ed è per questo che continuo a seguire con interesse questo blog.

      Elimina
    9. @ Stefano Pepino

      In realtà, a onor del vero, il diritto a rimanere in silenzio e di avvalersi di un avvocato anche d’ufficio è tra le prime e più importanti garanzie per il cittadino negli USA. Assomiglia vagamente alla nostra “facoltà di non rispondere” del codice di procedura penale. Due istituti differenti poiché in Italia l’imputato o l’indagato (ma non solo) ha facoltà di non rispondere e l’ordinamento, in ossequio al principio del nemo tenetur se detegere, si spinge addirittura a riconoscere la facoltà di mentire pur di concedere la massima libertà morale ed integrità personale del soggetto e dunque il suo diritto alla difesa. Diverso è il diritto a rimanere in silenzio americano e che fa leva sul Quinto Emendamento della Costituzione, per cui nessuno può essere obbligato a testimoniare contro sé stesso e che però non arriva a spingersi fino a riconoscere addirittura la facoltà di non dire il vero, con conseguente possibilità di subire un’indagine per falsa testimonianza qualora ciò si verificasse. Tuttavia la logica sottesa ai due differenti istituti è analoga: si tratta infatti di indirizzare il diritto verso una maggiore garanzia del cittadino, non di reprimerne la libertà personale.
      Tornando al caso americano, infatti, se venissi arrestato, facessi delle confessioni, ma senza che fossi informato dei miei diritti e pertanto messo in condizioni di comprenderli appieno, le prove che deriverebbero da quelle confessioni sarebbero inutilizzabili da parte del giudice con le ovvie conseguenze processuali del caso: l’autorità giudicante dovrebbe valutare la mia posizione senza tenere conto delle mie confessioni rese in violazione dei miei diritti, i quali, aggiungo, non sarebbero tali se non fossero riconosciuti dall’ordinamento (non è cosa da poco).

      Elimina
  21. buona sera prof, vorrei a riguardo scriverle un piccolo racconto, roba semplice di una persona semplice.
    Ho sempre fatto l" artigiano da quando sono nato ma 8 anni fa su richiesta pressante della agenzia delle entrate ho scelto di sopravvivere piuttosto che morire di fame o andare al gabbio dopo aver preso per il collo qualche funzionario.
    Ho scelto di andare a lavorare per una ditta a cui già lavoravo con la mia piccola attività sia perche conoscevo il padrone sia perche lui sembrava interessato al mio lavoro.
    Tutto è filato liscio fino al 2009 quando la ditta ha licenziato metà personale e la mia mansione è stata cambiata unilateralmente , ho dovuto subire la decurtazione del livello e il tutto nella assenza totale di un dibattito ossia o questo o chiude!!
    La stessa discussione che si è aperta quando hanno deciso di dare tredicesima e tfr in busta paga ossia:firmate.
    Vengo al punto, 2 anni fa hanno assunto il nipote della titolare, un ragazzo che fino a quel momento aveva sempre lavorato in altri ambiti e di cui del nostro lavoro praticamente non sa nulla di nulla.
    A oggi è diventato il responsabile del controllo qualità, una cosa da ridere pensando che ancora non capisce nemmeno il lavoro che dovrebbe fare figurarsi controllare quello altrui.
    Questo ragazzo ogni volta che lo senti parlare narra delle situazioni che deve risolvere e della immensa mole di lavoro che deve svolgere oltre che dopo orario di lavoro assolve a lavori extra che non dovrebbero toccare a lui ma il suddetto si offre sempre volontario a gli occhi del padrone per poi lamentarsi con i dipendenti del fatto che lavora troppo.
    Un leccaculo da far invidia alla carta igienica eppure mai ho sentito i titolari chiedere un extra al ragazzo o pretendere più da lui.
    Credo che sia qualcosa di psicologico che subentra dentro una persona quando nel sui inconscio ritiene di aver ricevuto un favore e è cosciente che il ruolo che ricopre non è adeguato alla sua formazione.
    La mia idea è che uno come mentana o vespa o altri come loro hanno per forza avuto una spinta da qualcuno e dentro loro portano rispetto per l" idea di chi gli ha dato opportunità di lavorare o addirittura arricchirsi.
    Un patto silente tra il datore di lavoro e il lavoratore fortunato ossia se fai il giornalista o opinionista stare davanti allo schermo e avere una propria trasmissione da condurre.
    Alla fine credo che non si pongano nemmeno il problema se narrano il vero o il falso, narrano quello che credono vero e questo a loro basta.
    Stasera sentivo mughini alla radio, non credo che sia una persona stupida ma credo che gli serva lavorare e andare a fare ospitate e quindi quando sberleffa chi vorrebbe una distruzione concordata della moneta comune non narra il suo pensiero che credo su questo argomento non ne sappia una fava ma narra quello che vorrebbe che lui dicesse chi poi lo farà lavorare.
    Insomma tra dire il vero e informarsi e stare con la schiena dritta preferiscono stare a pecora dire cazzate ma fare una vita decente se non brillante.
    Questo non impedisce però di pensare di loro che sono delle grandissime teste di cazzo e che se capita occasione di pagare con la stessa moneta sperando che non sia euro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mughini chi ? e di nuovo sto lombroso tra i piedi ..... tanto odiato tanto detestato ma poi alla fin fine sti personaggi hanno tutti lo stesso sguardo , lo stesso portamento , per non parlare poi dei cortigiani del re che li l'unica cosa sarebbero i castighi corporali per farli rinsavire

      Elimina
    2. @tafazzi
      Quando mi laureai ebbi la percezione che molti “dottorati” intendessero di sapere già quasi tutto, o comunque di essere stati messi in un solco su cui procedere per via di naturale ed acquisita inerzia, come se, trovato il modo d’accedere al supermercato, fosse poi sufficiente allungare la mano per far aumentare il numero dei prodotti in proprio possesso. Purtroppo debbo aggiungere che spesso la stessa università non è per nulla formativa nel contribuire a stimolare lo sviluppo di una facoltà discernente, quanto piuttosto a consegnare un pacchetto di nozioni come se fossero conoscenze belle e composte; invece la conoscenza deve risuonare istante dopo istante, qui ed ora, non fare soltanto riferimento più o meno assoluto a quanto è già stato scritto o ipotizzato (più che una forma di conoscenza compiuta, esso rappresenta una eredità a conoscere, non potendo esistere una conoscenza astratta, al di fuori di un soggetto – almeno in ambito scientifico). Nell’ottica di presumere di conoscere, laddove invece si portano appresso delle semplici nozioni, seppur appartenenti a una educazione scolasticamente superiore, la tendenza può diventare drammaticamente incline ad assecondare il vento predominante (quello che si chiama impropriamente “cultura” del momento storico d’appartenenza, magari anche in senso antagonistico), poiché l’altrimenti risuonerebbe come una auto-ammissione d’ignoranza, o di assenza d’incomprensione dell’appreso, o d’incapacità personale ad applicarlo: insomma, il non aver superato del tutto l’esame, al punto che l’obiezione o il dubbio vengono scambiate come forma d’ignoranza e non vivacità d’intelletto. Onde per cui, se le teorie più accreditate vanno per una direzione, perché complicarsi la vita quando la scalata sociale e accademica, e la conferma della propria istruzione e capacità sono più brevi, e meno controverse, nell’assecondare acriticamente la vulgata data per certa? Alla fine vale il senso di quanto disse Jung in merito al maestro Freud (non testuale): si preoccupa più della propria reputazione che di conoscere la verità.

      Elimina
    3. Hai colto in pieno il punto: assumi un raccomandato incompetente e avrai uno schiavo riconoscente. Potrebbe essere il motto della Rai e non solo. Poi giocano l'ignoranza, il conformismo, il rispetto umano, anche solo la pigrizia.

      Elimina
    4. Questa mattina alla rassegna stampa di Rainews24 il conduttore leggendo un'intervista a : " Bersani ha detto: bisogna rivedere le politiche comunitarie".
      C'era scritto (e lo ha pure passato con l'evidenziatore) "Bisogna rivedere le politiche dell'euro".
      Mi sembra un altro esempio di servilismo dell'informazione.
      (Non ho visto qual'era il giornale dell'intervista a Bersani)

      Elimina
    5. @Panzeri. Questo invece è merito di... Bè, non mio (e nemmeno di Borghi)!

      Elimina
    6. @Bagnai Secondo me lei un po' è responsabile, magari per interposta persona. Povero Bersani cosa gli tocca dire.

      Elimina
    7. La colpa è di un tizio col nome russo, una cosa tipi Dimitri, o Fjodor, o...

      Elimina
  22. Fratoianni è il proto tipo del perché i ragionamenti sulla moneta "sbattono".
    Ha citato lo scambio 1 a 1 del Marco alla riunificazione come se fosse stato una mossa generosamente a favore della Germania orientale...

    Io penso che la maggioranza delle persone ragionino con l'identikit perfetto del consumatore, del compratore, quello che deve sostenere il mercato.
    E questi sarebbero quelli più a sinistra di tutti o quasi?
    Hanno la mentalità perfetta per il libero mercato ma stanno a sinistra, difendono i semplici...nammo altroché bbene.
    In effetti, pure sopra si può stare a sinistra, pure mettendo i piedi in testa agli altri si può stare a sinistra.

    Sta cosa della moneta come la risolviamo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, mi ricordo una ventina d'anni fa quando Fratoianni, catapultato dal collettivo di lettere alla dirigenza locale del partito, volle alzare la voce con un operaio a una manifestazione, e finì attaccato a un muro e salvato da un sindacalista COBAS. Qualcosa mi dice che quella brusca presa di contatto con la classe operaia vera ( e non con quella idealizzata) gli abbia causato una certa antipatia inconscia verso coloro che in via del tutto teorica dovrebbe rappresentare. Poi testa di legno lo è sempre stato, e si sa, le teste di legno ideologizzate sono i dirigenti di partito preferiti dai vertici....

      Elimina
  23. Dico sempre la stessa cosa, il problema è capire perchè questi figuri non si vergognano di quello che dicono.

    RispondiElimina
  24. Non so se le casalinghe si documenteranno ma stasera a Ballarò Carlo Freccero ha lanciato un appello (non alle casalinghe) alla Rai affinchè lanci programmi di economia rivolti ai cittadini aggiungendo che lui un format del genere lo saprebbe rendere interessante. Ha anche aggiunto che negli utlimi tempi i si è messo a studiare economia per documentarsi. Invitarlo al prossimo Goofy ? Potrebbe avere spunti" interezzzzanti" per questo progetto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente sì, Freccero mi è sembrato in gamba all'interno dei media mainstream mi associo a questo appello

      Elimina
  25. Condivido in toto. Purtroppo, i giornali italiani trasformano tutto in opinioni!
    Speriamo veramente in un redde rationem!
    Ma io ci credo poco! In Italia, i politici fanno a gara a dire"Io l'ho sempre detto!".
    basti sntire ora D'Alema e Minzolini!

    RispondiElimina
  26. Ma sa prof. Bagnai che più la leggo e più la accosto alla grandezza di Slavoj Zizek. Certo in altro campo ma con molti paralleli nella capacità di mostrare il vero verso di molti...retti.

    RispondiElimina
  27. Il rapporto del 2 luglio del FMI conferma che il debito pubblico Greco e' insostenibile non a caso Tsipras chiede un taglio del 30%. Sembra che la commissione del debito del parlamento Greco abbia un documento che dimostri che il FMI lo avesse sempre saputo fin dal 2010: con il bailout si sarebbe indebitata ancor di piu'.

    RispondiElimina
  28. Mi spiace dover segnalare l'articolo - che molti avran già letto - dalle pagine web di D'Agostino e non dal web del Fatto Quotidiano... almeno oggi non l'ho trovato.

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/vittoria-pirro-bagnai-altro-euro-euro-senza-austerita-non-104402.htm

    RispondiElimina
  29. Segnalo pure dal giornale di oggi e chiedo: sono elucubrazioni dell'autore o qualcuno veramente a Bruxelles inizia a ragionare su uno "smantellamento controllato"?
    Grecia, ecco l'ipotesi choc: via dall'euro ma nella Ue. Così è la fine di Maastricht

    RispondiElimina
  30. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  31. Mi sembra oggi evidente e dimostrato, ampiamente su questo blog, che la disinformazione sui temi economici e monetari agisca da tempo e su più livelli nei media in difesa del mainstream. Giornalisti servili e talvolta servi nei confronti del padrone (PUDE) abbondano ovunque ed in RAI l' occupazione è di tipo militare. Ma il loro piede comincia a vacillare e la nostra vendetta si avvicina, perchè, per dirla con Gramsci, la verità e la realtà sono sempre rivoluzionarie. Da un lato la crisi greca ha aperto uno squarcio enorme nella tela tessuta delle menzogne degli euristi. Dall' altro il lavoro instancabile di Bagnai sta producendo cambiamenti significativi e rapidi riposizionamenti nella politica e ha permesso a quella che fino a qualche anno fa era una minoranza senza voce di ambire a rappresentare il pensiero della maggioranza del popolo italiano. Non trascurerei quello che è accaduto con Salvini, un politico assai lontano dalle mie personali convinzioni, che ha sdoganato con coraggio e decisione il tema NO EURO ponendolo al centro del dibattito di oggi, a dispetto dell' enfasi mediatica sul tema immigrazione. Stesso discorso per la Meloni. Anche i grillini sono costretti a uscire dal mito del referendum consultivo e la loro analisi oggi sembra un po' più elaborata. E poi a sinistra, con timidezza, i vari Fassina, D'Attorre . E ancora vedremo cosa si muoverà a destra, dalla parte di B., perchè anche lì qualcosa sta per accadere e accadrà. L' horror vacui non ammette eccezioni. E noi tutti siamo non solo spettatori, seduti sulla riva del fiume in attesa di vedere, trascinate dalla corrente, le carcasse dei bugiardi e dei traditori. Noi siamo anche attori consapevoli, perchè ogni giorno smontiamo il giocattolo eurista con ostinazione e pazienza, parlando e discutendo con passione con i parenti, i colleghi di lavoro, gli amici, i vicini e persino le casalinghe. Grazie ancora ad Alberto Bagnai e al suo grandissimo impegno. Un abbraccio forte anche alla consorte e ai figli, Uga e Palla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io noto, da due giorni a questa parte, però un cambiamento, si chiamano persone critiche verso europa e euro, si fanno servizi sul dramma umanitario greco (ospedali in primis).
      Secondo me hanno capito che il giochino non dura e cercano di ripulirsi la faccia (inutilmente aggiungo).

      per conoscenza http://vocidallestero.it/2015/07/07/oxi-no/

      Elimina
  32. Tempo fa si discuteva qui sul blog di eterogenesi dei fini nella storia.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Eterogenesi_dei_fini

    Oggi a questo proposito e' comparsa una interessante riflessione su ZH (Tsipras "Intended To Lose" And Is Now "Trapped By His Success").
    http://www.zerohedge.com/news/2015-07-07/greferendum-shocker-tsipras-intended-lose-and-now-trapped-his-success

    Mi sa che J. Sapir ha dato immediatamente il suo supporto personale al Governo Greco perche' sentiva che "l'eterogenesi dei fini" era nell'aria.

    RispondiElimina
  33. Comunque non c' è da illudersi perché negli ambienti della menzogna regna un assioma e un credo impresso nell'anima di tutto loro: mentire SEMPRE, anche di fronte alla più grande evidenza. Non è un principio banale perché di fronte al precipizio, è un atteggiamento che solo può arginare la caduta definitiva. I traditori seriali lo sanno bene. Quindi, in guarda alle vane illusioni di una resa dei conti facile.

    RispondiElimina
  34. Avete notato l'appecoramento totale del Foglio, da quando ha cambiato proprietà? Si sprecano i panegirici all'Europa, all'euro, alla "regina Merkel". Dovremmo gridare tutti: ich bin ein Merkelianer....e i greci? Parola del nuovo direttore Cerasa, piddino d'acciaio: i Greci hanno fatto i froci col culo degli altri". Lo scrivo come l'ho letto....

    RispondiElimina
  35. Houston, abbiamo un problema...

    RispondiElimina