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giovedì 23 luglio 2015

Gallino (breve compendio di istruzioni ad uso dei pentiti di euro)



(come molti blog, credo, anche questo si è basato e si basa sul sano principio del facit indignatio versum. In un periodo in cui tutto è così prevedibile – per noi che studiamo insieme da quattro anni – da dire ci sarebbe veramente poco. Anche ciò di cui vi parlerò oggi era prevedibile e da noi previsto, ma il modo in cui si verifica mi turba lievemente e mi motiva a condividere seco voi, dilettissimi fratelli e sorelle, alcune serene considerazioni...)

(Vladimiro Giacché freundlich gewidmet...)

Nella lotta contro qualsiasi forma di criminalità organizzata i pentiti costituiscono una risorsa preziosa, che l’investigatore saggio cercherà di sfruttare al meglio. Il pentito, si badi, non dà solo informazioni agli investigatori. Sono spesso molto più preziose le informazioni che, per il fatto stesso di pentirsi, dà ai suoi ex-complici: l’aria sta cambiando! Starà alla sagacia dell’investigatore far tesoro sia delle informazioni che riceve lui, sia di quelle che ricevono (indirettamente) i membri dell’organizzazione (che quando succede una cosa del genere magari si sfalda un po’).

Certo, l’investigatore deve essere bravo. Ma anche il pentito bisognerà che ci metta del suo. Questo vale anche e soprattutto per quella forma di criminalità particolarmente male organizzata che è il cosiddetto “progetto europeo”. Vi propongo un esempio, a seguito del quale svilupperò alcune brevi e pacate considerazioni.

Allacciate le cinture...

Luciano Gallino 2011
Alla domanda su un eventuale ritorno alle valute nazionali risponde:

“Sarebbe una pura follia. In primo luogo il ritorno a diciassette monete diverse solleverebbe difficoltà tecniche assai complicate da superare, poiché l’integrazione economica, finanziaria e legislativa tra i rispettivi paesi ha fatto nel decennio e passa dell’euro molti passi avanti. Inoltre parecchi paesi avrebbero a che fare con tassi di scambio catastrofici. Tra di essi vi sarebbe sicuramente l’Italia. Il giorno dopo un eventuale ritorno alla lira ci ritroveremmo con il franco a 500 lire (era a 300 quando venne introdotto l’euro), il marco a 2.000 (era a 1.000) e la sterlina a oltre 3.000. A qualche imprenditore simili tassi possono far gola, poiché favoriscono le vendite all’estero; ma essendo quella italiana un’economia di trasformazione, che all’estero deve comprare tutto, dal gas ai rottami di ferro, il costo degli acquisti dall’estero le infliggerebbe un colpo insostenibile.”

Insomma, una roba tipo questa.

All’epoca (settembre 2011) commentai serenamente con un “Basta!”, che trovate in calce all’esternazione.

Luciano Gallino 2015
“Nel caso invece che qualcosa si volesse fare, una soluzione potrebbe esserci. La UE convoca una Conferenza sul Sistema Monetario Europeo, il cui punto principale all’ordine del giorno dovrebbe essere la soppressione consensuale dell’euro, ed il ritorno alle monete nazionali con parità iniziale di 1 rispetto all’euro. Altri punti dovrebbero riguardare la preparazione tecnica della transizione, e una estesa campagna di informazione pubblica prolungata per mesi.”

(il link ve lo cercate perché personalmente non ritengo di dover collaborare, perdonatemi...)

Dal vangelo secondo Luca
Ita dico vobis: Gaudium fit coram angelis Dei super uno peccatore paenitentiam agente quam super nonaginta novem iustis, qui non indigent paenitentia.

Considerazioni
Colpo di scena! Cosa abbiamo qui? Abbiamo uno studioso che, per mia colpa, non conoscevo se non per la sfolgorante lieve imprecisione nella quale mi ero imbattuto nel 2011, ma del quale so essere sciamano particolarmente autorevole presso la tribù piddina, che dice (oggi) l’ovvio.

Si tratta di un dato politico da non sottovalutare e da gestire con oculatezza.

Ci insegna infatti Vladimiro ne La fabbrica del falso, e ci ripete assiduamente su Twitter, che oggi dire l’ovvio è un gesto rivoluzionario. Nulla di nuovo sotto il sole: l’ovvio altro non è che la declinazione più stucchevole del vero, di quella verità che sola potrà renderci liberi, come diceva un noto blogger del primo secolo, e che, come avrebbe poi detto una nota mummia del XX secolo, è in sé rivoluzionaria.

Mi sovviene qui un altro dibattito in corso fra me e Vladimiro, laddove lui mi esorta a decidere se io preferisca avere niccianamente ragione da solo, o tentare di aggregare un fronte politico. Nel secondo caso, va da sé, sarebbe meglio accogliere a braccia aperte chiunque, e tanto più personaggi che per la loro valenza simbolica possono dare un segnale significativo alla cosca di Bruxelles e soprattutto ai suoi capibastone locali. Io, figuratevi, sono evangelico. Qui abbiamo gioito per la redenzione di così tanti peccatori insignificanti! Quante volte abbiamo condiviso la vostra esultanza per aver incrinato le ottuse certezze dei vostri parenti piddini (in senso antropologico, non politico, lo ricordo: il piddino è il mediocre che sa di sapere, a prescindere dall’appartenenza politica al PD, che pure registra una percentuale statisticamente anomala di questi soggetti), il vostro gaudio per aver seminato il germe nel dubbio nel collega, o nel compagno di squadra, insomma: nel prossimo vostro. Erano piccole vittorie, ma quanto sudate! E perché costava così tanto convincere persone altrimenti sensate di ciò che in fondo era, appunto, ovvio (nonché affermato dalla migliore letteratura scientifica, come voi ben sapete)? Perché mai il vostro compito era così arduo? Perché tanto strazio? Perché tante famiglie lacerate? Perché questo clima di incipiente guerra civile?

Leggete Gallino 2011 per darvi una risposta.

Non se ne abbia il professor Gallino se per inquadrare la sua figura ho usato il termine “sciamano”: non l'ho certo fatto per dileggio, anzi. Ho usato questo termine in senso tecnico e non figurato (per intenderci, non come quando quelli della sua parte mi chiamano guru)! Il fatto è che lui è studioso autorevole nel suo campo (che non è il mio) e questo, ovviamente, nessuno glielo toglie. Ma c’è un’altra dimensione da tenere in considerazione nel problema che qui ci tocca. Ed è il fatto che se un sistema così irrazionale si è potuto sostenere così a lungo, se ha lacerato così tante famiglie, se ha frantumato la coscienza di classe di intere generazioni, condannandole a una sottoproletarizzazione apparentemente irreversibile, se ha fatto così tanti morti (e tanti altri ne farà), ciò dipende essenzialmente dalla regressione della sinistra a un pensiero magico sull’Europa, pensiero del quale tutti gli autorevoli padri nobili che hanno sostenuto il “progetto europeo” sono stati sciamani, intesi, in senso tecnico, come “persone che assumono all’interno della propria comunità il ruolo di tramite con le entità soprannaturali come gli spiriti del cielo o degli inferi, le anime dei defunti, l’Europa” (dalla Treccani, con una lieve integrazione).

Come dice un homme de qualité che sta lanciando un progetto nel quale sarò lieto di farmi coinvolgere “il Verbo della tecnocrazia e della moneta unica e irreversibile è assurto a dogma provvisto di ieraticità e sacralità (elementi squisitamente premoderni, indice di spaventosa regressività)”. E questa moneta unica, mi par di vedere che nel 2011 il professor Gallino la difendesse, direi in modo oltremodo premoderno, à la Platerotì, per gli intenditori...

Attenzione!

Io sono quello del bicchiere mezzo pieno! Fa tanto più onore al professore, che procedeva da un punto di partenza lievemente svantaggiato (oggettivamente, una crisi economica può essere meglio compresa da un economista), essere infine pervenuto alle conclusioni cui è arrivato, e per questo vedi alla voce “gaudium fit...”. Tuttavia è un dato di fatto, che purtroppo assume rilevanza politica (e in quanto tale non può essere ignorato, e deve essere gestito in qualche modo, nell’interesse di tutti), che se in effetti ci sarebbe bisogno oggi di una campagna di informazione particolarmente capillare e prolungata, come il professor Gallino giustamente mette in evidenza, questo è anche perché per tanto tempo persone come il professor Gallino hanno attivamente disinformato, e lo hanno fatto in un modo ahimè censurabile (mi duole rilevarlo) sotto il profilo dell’etica professionale: parlando ex cathedra in materia che non era la loro (vedi l’annata 2011, una delle migliori), della quale ignoravano visibilmente i rudimenti (qui tutti sapete cos’è il pass-through, ma non è detto che a sociologia lo si insegni, il che non toglie certo valore a questa materia, s’intende...), motivo per il quale erano irresistibilmente e inconsciamente portati, anche laddove pensavano bona fide di voler combattere il neoliberismo (sempre “neo”, eh, mi raccomando! Non si capisca che è un film già visto...), ad adagiarsi sul linguaggio magico del più bieco liberismo da Chicago boy, sine dolo, s’intende, quasi modo geniti infantes, va da sé...

(agli imbecilli di turno consiglio di guardarsi questa regola di grammatica...)

Ora voi direte: se non vuoi ispirarti a Nostro Signore, ispirati almeno a Vozutuk! A nemico che accorre ponti d’oro! (Soprattutto se chi accorre è stato fino a poc’anzi discepolo di Etarcos...).

Eh, sì, io sarei anche d’accordo con voi, ma non so se ve ne rendete conto (il professor Gallino temo di no, perché è stato assente dal luogo del vero dibattito, ma voi forse sì): purtroppo i ponti attraverso i quali potevamo far accorrere i nemici (perché tali sono stati, non nascondiamoci dietro un dito: nemici del nostro paese – ha ragione Roberto Buffagni – perché nemici del buon senso – ha ragione Alberto Montero Soler), quei ponti, ahimè, sono saltati con la pubblicazione del mio post sul Manifesto, e definitivamente distrutti da quattro anni di attività divulgativa (e, dall’altra parte, di solenni minchiate) che hanno scavato un autentico burrone fra i pasdaran del Fogno europeo e gli umili servitori del buon senso. Io potrei anche starmi zitto, e forse farei bene a farlo, chissà. Ma ormai il dibattito su questi temi, ahimè, ha tratto linfa e forma dalla mia divulgazione (esempio). Ne consegue che chi oggi scopre l’acqua calda si trova in re ipsa dall’altra parte del burrone, dalla parte di quelli che finora hanno attivamente ostacolato la nascita di un dibattito (ricorrendo anche a forme più o meno velate di censura) e lo hanno comunque inquinato disinformando. Forse potremmo gettare una corda, provare a fare un ponte tibetano, ma per operazioni di questo tipo occorre che anche e soprattutto chi è dall’altra parte collabori, e per collaborare occorre che scelga bene i tempi, i luoghi e i contenuti.

I tempi (e le responsabilità)
Chi si pente oggi deve partire dalla consapevolezza, profondamente vissuta e dolorosamente esibita, del fatto che è comunque troppo tardi.

Questo lo dico soprattutto a beneficio di Vladimiro, che in privato mi ha visto prendere a badilate (e in qualche caso anche a badialate) nei denti alcuni timidi pentiti, che mi si rivolgevano non so bene perché. In questi casi a me torna in mente sempre questa scena, ed essendo io animale letterario, più che sociale, a quel modello mi ispiro per gestire i pentiti. Dopo di che Vladimiro mi cazzia. Ma il problema secondo me è questo: posto che un certo tipo di operazione, per quanto sterile sia, ha comunque un valore liberatorio (per cui rinunciare ad essa a me personalmente costa), cosa pensiamo di poter ottenere da chi si converte oggi, soprattutto se non sceglie bene luoghi e contenuti (per i quali vedi sotto)? Pensiamo veramente che si possa arrivare, ormai, a una soluzione politica del casino nel quale ci hanno messo i diversamente sagaci che pensavano di poter risolvere il nazionalismo creando una supernazione europea (salvo poi accorgersi d’un tratto, come il professor Gallino efficacemente fa, che questo progetto era appoggiato da una serie di falangi armate dell’ultraliberismo mondiale)? Pensiamo che la loro diversa sagacia possa esserci di aiuto in queste circostanze?

Io credo di no.

Temo che uno sbocco di inaudita violenza sia ormai ineluttabile, dopo trent’anni di pensiero magico perché regressivo e regressivo perché magico, e quindi mi chiedo sinceramente che senso abbia tendere una mano a chi se non ci ha sputato in faccia ci ha comunque messo i bastoni fra le ruote diffondendo una visione terroristica dell’unico scenario razionale, a chi comunque è politicamente e intellettualmente responsabile di tanto orrore e di tanta distruzione.

Perché il problema della responsabilità morale e politica esiste, e non dovremmo dimenticarlo, soprattutto se vogliamo almeno far finta di evitare uno sbocco violento.

Attenzione! Nel caso del professor Gallino l’effetto reputazionale (vulgo: il pizzino implicitamente mandato agli ex-complici del progetto eurista) ha un valore notevole, del quale sarebbe stupido privarsi.

Tuttavia, se il professor Gallino oggi è sincero – come credo che sia – nel suo gesto di proclamazione dell’ovvio, mi permetto di dargli un consiglio del quale se non lui, spero che gli altri illustri pentiti, che non tarderanno ad arrivare, facciano tesoro, proprio allo scopo di rendere più efficace (in primo luogo nell’interesse di chi lo compie) un gesto che comunque deve essere costato un certo travaglio interiore. Affinché da questo travaglio non nasca un aborto, mi permetto di esortare il professor Gallino se non a chiedere scusa, quanto meno ad ammettere di essersi sbagliato. Fra le sue affermazioni del 2011 e quelle attuali c’è un baratro che deve essere comunque colmato, nell’interesse di chi lo ha prima scavato e poi miracolosamente attraversato.

In questo modo il gesto acquisirebbe una valenza politica clamorosa.

Certo, sarebbe pienamente efficace, un simile gesto, solo se un politico di rilievo della cosca di Bruxelles (un Bersani, per dire), uno di quelli che dicevano “noi siamo quelli dell’euro”, avesse il coraggio morale e civile di compierlo. Se arrivasse da livelli così alti il segnale che è stato commesso un errore cui bisogna rimediare nel comune interesse, il dibattito in Italia progredirebbe veramente, veramente si avrebbe quella discontinuità che Fassina spesso invoca. Ci sono mille e uno modi per ammettere un errore riducendo i costi politici che una simile ammissione porta con sé. Basterebbe dire, ad esempio, che non era possibile percepire immediatamente quanto un sistema nato quando il principale problema economico era l’inflazione e l’Unione Sovietica era ancora temibile non avesse cittadinanza in un mondo in deflazione, nel quale tutti gli assi geopolitici hanno cambiato orientamento. Mica dico di mettersi il cappio al collo e cospargersi il capo di cenere, s’intende. Dico di evitare che qualcuno tuffi studiosi autorevoli, o politici onesti (definizione sulla quale non mi dilungo), nel catrame e li cosparga di piume (prassi statunitense, come statunitense è il progetto europeo, e che io depreco in quanto sbagliata, non in quanto statunitense, come sbagliato è il progetto europeo).

L’ammissione di aver emesso valutazioni errate, e la descrizione del cammino che ha condotto a mutare il proprio orientamento, avrebbe un enorme valore politico, anche perché chi ancora è radicato nel pensiero magico grazie alla disinformazione dei conversi potrebbe, dalla descrizione di quel cammino, trarre stimolo per evolvere verso un pensiero razionale, dal quale, per necessità logica, consegue l’esigenza di smantellare l’orrore europeo.

L’esigenza (che il Galateo avvalora) di scusarsi per il ritardo è naturalmente tanto meno pressante quanto minore il ritardo. Anche qui, come dire, una oculata scelta dei tempi può fare molto.

Le parole del professor Gallino escono, mi par di capire, il 19 luglio del 2015, ma, si dice, sono state scritte a giugno. Episodi, certo involontari, di questo tipo sono controproducenti, perché si prestano a una interpretazione maliziosa, che noi certo non condividiamo: quella che l’autore abbia voluto aspettare di vedere come andava la vicenda dell’amico Tsipras, e poi, preso in faccia lo schiaffo della sconfitta, si sia affacciato a dire la sua, che forse non avrebbe detto se una “vittoria” di Tsipras avesse affermato – per quanto in modo effimero – la menzogna che tutti gli utili tsiprioti del capitale internazionale ci ripetevano: quella che un altro euro fosse possibile. In effetti, questa scelta dei tempi, volontaria o meno, oggettivamente denota un tatticismo che la posta in gioco rende francamente incomprensibile: la verità, se la si è capita, brucia in tasca, nessuno lo sa meglio di noi. Ne consegue che chi aspetta a spenderla forse non ne è sinceramente convinto.

Il fatto è che, appunto, altre parole del professor Gallino ci fanno capire come la sua affermazione dell’ovvio poggi su basi ancora fragili (e quindi forse non sia tanto rivoluzionaria). Dice infatti il professore:

“La richiesta di una Conferenza sull’Unione Monetaria dovrebbe essere presentata alla UE da alcuni paesi di primo piano, con il sottinteso che un rifiuto netto potrebbe indurre ognuno di essi o all’uscita dall’euro o al disconoscimento di numerose norme UE che violano i diritti umani o addirittura si configurano come foriere di crimini contro l’umanità. Non mancano nella UE i giuristi in grado di predisporre la documentazione necessaria. Al presente, i soli paesi disponibili a tal fine sono forse la Grecia, ammesso che “al presente” essa sia ancora nell’euro o il governo Tsipras non sia stato strangolato dalla Troika; e la Spagna, nel caso di una vittoria di Podemos alle elezioni dell’autunno 2015.”

Nel dire questo il professore dimostra una preoccupante difficoltà di lettura dei processi in atto. Par di capire che egli ritenga che Syriza avesse margini di manovra, e che Syriza e Podemos siano movimenti progressivi. Che Tsipras avrebbe fallito noi lo sapevamo da gennaio, e non perché giochiamo a dadi con Dio (ma solo per rispetto: lui, si sa, non ama questo passatempo), ma perché la nostra lettura della deriva demagogica e paternalista (quindi regressiva) e della impreparazione tecnica delle sinistre cosiddette “radicali”, lettura avvalorata da argomenti estremamente cogenti, conduceva necessariamente a questa conclusione. Non c’era dubbio che il governo Tsipras si sarebbe fatto strangolare dalla troika, per il semplice motivo che chi dice “sì euro, no austerità” di fatto è la troika (nel senso che, affermando una menzogna tecnica, si costituisce utile idiota delle forze reazionarie). Vis grata puellae. Aspettarsi quindi che Syriza o Podemos potessero o addirittura possano oggi avere una funzione progressiva (se non indirettamente, attraverso la loro necessaria e da noi prevista umiliazione) prova una certa ingenuità nella percezione dei processi in atto. Chi procede da una menzogna (“esiste un altro euro!”) è necessariamente condannato a rinnegare le promesse elettorali, quando la verità bussa alla porta (magari annunciata da un beffardo Schäuble), per poi fallire. Questa è la principale lezione della vicenda greca, e come può aiutarci chi non la impara in fretta?

Qui si apre un altro tema di riflessione.

Ci servono veramente alleati che, ancorché dotati di autorevolezza e quindi meritato seguito, non hanno pienamente compreso cosa sta succedendo? Ci serve portarci dietro persone che pensavano e forse ancora pensano che un’altra “Europa” (cioè euro) sia (stata) possibile? Noi sappiamo che non lo è mai stata perché abbiamo con umiltà letto nella politica economica, nella storia, e nelle scienze politiche, le motivazioni profonde della costruzione di questa “Europa”: in sintesi, l’affermazione del pensiero unico liberista, dell’amica TINA, come (oggi) il professor Gallino lucidamente vede. Ma chi non ha fatto questo percorso, il nostro percorso, quanto potrà essere convinto, e quindi convincente? Le esperienze che ho fatto, in compagnia di Vladimiro, ma anche da solo, di coinvolgimento di quelli che “sì vabbè le cose ora non vanno ma comunque un altro euro era possibile” sono state totalmente fallimentari. Purtroppo la dimensione magica, sciamanica, tende a prevaricare il ragionamento razionale, anche quando ti sei preso uno stivale chiodato sui denti, non c’è nulla da fare. E allora, forse, magari evitando di baciare un cavallo, ma la soluzione nicciana non mi sembra meno efficace di quella “politica”, perché quest'ultima è destinata a sicuro fallimento se i compagni di strada sono malfermi nel loro passo.

I luoghi
La ritrattazione del professor Gallino esce sul sito dell’Altra Europa per Tsipras. A vedere il bicchiere mezzo pieno, questo le conferisce un valore dirompente, spettacolare: la lista “Altra Europa per Tsipras” pubblica un documento che smentisce e contraddice le sue parole d’ordine nella campagna elettorale per le europee (e dopo). È come far brillare una mina nella roccaforte nemica (perché, lo ribadisco: chi si trastulla con l’idea che un altro euro sia possibile è un nemico della nostra democrazia, come io e pochi altri abbiamo sufficientemente argomentato e come ora la stampa internazionale gradatamente ammette. Ripeto: la democrazia non ha "avversari": ha nemici).

C’è però anche un downside, come sempre.

Il luogo della promozione del dibattito sull’euro in Italia è stato un altro. Rinuncio a spiegarvi quale, voi lo sapete. E anche qui: chi non lo sa, quanto è affidabile come catecumeno? Due best seller, uno pluripremiato, un altro vedremo, dei quali è difficile che chi è interessato al tema non abbia sentito parlare, un blog in costante crescita perché è diventato il cuore della resistenza al regime, una associazione che ha organizzato e organizza eventi di livello internazionale, dei quali la stampa estera (e ormai anche quella italiana) riferisce. Chi lo ignora, questo luogo, lo fa a rischio della propria credibilità, e comunque della propria efficacia: io oggi sono 1567° in Italia nella classifica Alexa, il sito della Lista Tsipras è 15523°. Ce lo siamo detto varie volte...

Lo dico in un altro modo: è inutile, e sottilmente sleale, nei risultati se non nelle intenzioni, scagliarsi contro Renzi, assurto al ruolo di nemico di turno (qualcosa di cui la sinistra pare abbia un gran bisogno), se lo si fa dalla tribuna di quelli che oggettivamente sono stati i suoi (di Renzi) utili tsiprioti (e ci siamo capiti), perché hanno condiviso con lui, come valore fondante di un discorso e di un percorso politico, il mantenimento senza se e con un solo ma della moneta unica: teniamoci l’euro ma facciamo meno austerità. Anche chi non aveva tutti gli strumenti per capire a priori, deduttivamente, quanto questa posizione fosse intrinsecamente truffaldina, dopo la débâcle greca e le brillanti analisi che ne sono state proposte in varie sedi (qui, qui e qui: la mia era stata fatta a gennaio e non l’ho ripetuta) può arrivarci induttivamente,  a posteriori. Dal punto di vista della contraddizione principale che affrontiamo Renzi e la Spinelli sono del tutto equipollenti ed equivalenti. Sì, certo, differiscono per antropologia (e per genere, come oggi si suol dire). Ma il loro discorso politico è comunque di subalternità al progetto fallimentare che ci opprime. Ripeto: scegliere questo megafono per lanciare un messaggio così rilevante può anche essere una scelta acuta, dirompente.

Ma solo se viene fatto in modo deliberatamente provocatorio.

Se questa non fosse l’intenzione, rimarrebbe negli astanti il dubbio che il professore non abbia esattamente colto le regole del gioco. C’è una linea tracciata in mezzo al campo, e quella linea è l’euro: ironia della sorte, esattamente quell’oggetto che nella narrazione degli im...genui avrebbe dovuto cancellare quelle altre linee, gli aborriti confini nazionali, da abolire perché l’Eurogendfor possa venirti a prendere ovunque tu sia, se non ti pieghi al pensiero unico. Chi è da una parte della linea non può essere dall’altra, per il principio aristotelico del terzo escluso (visto che va di moda la Grecia). Semplice, no? Il difficile, per molti, mi pare sia capire da che parte della linea si trovano, prima e più ancora del perché sarebbe opportuno o meno trovarcisi!

Scusiamo il disorientamento, e ci offriamo umilmente come ago magnetico. Chi attira 700000 lettori al mese (che sono pochi, ma buoni) un certo magnetismo può rivendicare di averlo...

I contenuti
Eh, insomma, anche i contenuti... Ci sarebbe quella cosa delle scuse, o quanto meno dell’ammissione esplicita di averla pensata diversamente, corredata da una esauriente e convincente spiegazione di come si è passati da una posizione all’altra, che possa aiutare chi ancora erra a vedere la luce. E questo è il tema fondamentale.

Poi ci sono delle considerazioni accessorie. Io devo, con rispetto e amarezza, mettere all’evidenza del professor Gallino il fatto che certe cose, oggi, non si possono più dire.

Dopo quattro anni di Goofynomics, con tutto quello che ha significato per la coscienza collettiva di chi intuiva quale disastro ci fosse stato regalato dai padri “nobili”, si perde fatalmente credibilità se si dicono cose del tipo “gli economisti hanno sbagliato”! Siamo proprio sicuri che sia così? Quello che oggi la stampa internazionale scopre, i miei lettori lo sanno già da quattro anni: gli economisti non hanno sbagliato. Questa non è una difesa corporativa. Anzi, al contrario! È una chiara messa in stato di accusa di quei complici del progetto eurista, di quei nemici del nostro paese, che hanno tradito i principi primi della propria professione proclamando il pensiero magico (e inducendo così nell’errore anche intellettuali stimabilissimi, ma sprovveduti delle necessarie competenze tecniche, come il professor Gallino). Buttarla però sul qualunquista, accusando una intera professione del fallimento di alcuni suoi esponenti marci dentro, non è progressivo, perché se si rifiuta l’idea che esista un pensiero scientifico l’alternativa qual è? Il pensiero magico, appunto! Esprimersi in termini razzisti su una intera professione senza avere la benché minima idea di quanto essa abbia fatto per mettere in guardia i politici da certe scelte è quindi funzionale al mantenimento di un potere sciamanico al quale oggi occorre che tutti rinunciamo, per fare, tutti noi intellettuali, la scelta che è stata fatta qui: quella di metterci al servizio della nostra comunità educandola a pensare collegando in modo corretto le evidenze fattuali.

Avrei qualcosa da dire anche sui ragionamenti che il professor Gallino svolge circa l’importanza della ricerca e sviluppo (ragionamenti che, se pur non privi di fondamento, risentono un po’ del pensiero magico “offertista” alla base dell’ideologia che il professore ritiene di combattere – ma queste sono sfumature per gli addetti ai lavori), sui motivi del calo degli investimenti, e su altre questioni di dettaglio. Queste sono cose sulle quali, appunto, si può discutere, e in alcuni di questi aspetti (esempio: le conseguenze sociologiche dell’automazione) io mi inchino volentieri alla sua autorità.

Ci sono però delle cose non negoziabili, nella necessaria (ancorché radicalmente inutile, perché fuori tempo massimo) costruzione di un percorso comune. La principale è questa: non si può più dire che un altro euro o un’altra Europa siano possibili. Con chi non riconosca esplicitamente questa impossibilità fattuale non ha senso tentare un cammino comune. L’unica Europa possibile è quella che è esistita prima dell’euro e che esisterà dopo di esso. Quello che i fantocci di un potere totalitario e classista hanno chiamato “Europa” per un trentennio è solo un esperimento particolarmente anomalo e fallimentare di integrazione economica, mal assortito con un aborto di integrazione politica. Di quest’ultima mi pare, a dire il vero, che il professor Gallino percepisca il nonsenso. Un utile ausilio per comprenderla compiutamente lo fornisce l’opera di Giandomenico Majone (ma potrei citare Frey, o Zielonka, o tanti altri...). Credo che vi sarà necessario accostarla ai miei libri, su uno scaffale più alto della libreria (il mio lavoro essendo più “basso”, perché ha voluto essere più vicino agli umili, ai quali emotivamente mi sentivo prossimo e che non ho voluto, a rischio della mia carriera, abbandonare agli sciamani).

Sintesi
Bene. Se vogliamo compendiare questo manualetto ad uso dei pentiti di euro in tre rapide istruzioni, affinché il loro sforzo di maturazione sia fruttuoso, ci sentiamo di dar loro tre suggerimenti:

1) Parlate ora: è già tardi.

2) Scegliete bene dove parlare: esperimenti politici falliti non sono un pulpito autorevole dal quale esprimersi.

3) Parlate chiaro: valutazioni ambigue, o che esulino dal proprio campo professionale, espongono fatalmente a perdita di credibilità.

Tutto molto semplice, che poi è il motivo per il quale ci si domanda come mai si sia dovuto aspettare il luglio 2015 per arrivarci. Vedremo, da domani, se chi è arrivato lo ha fatto con lo spirito giusto. Quando si aspetta molto tempo a fare la cosa giusta, non conta più solo il farla, ma anche e soprattutto il come la si fa. Non è un gioco: è morta tanta gente. L’empatia è come il coraggio, che da essa, del resto, trae alimento: chi non ce l’ha non se la può dare.

Ma fingerla non costa nulla


(...e mmo chi 'o sente a Vladimiro?...)

(...ah, professore, se ha letto fino a qui, la ringrazio per aver rispolverato nel 2015 una nostra proposta che poteva avere un senso quando venne fatta, cioè nel 2013. Per aver aderito a quella proposta venni preso a sputi da tutti quelli per i quali lei è un augusto riferimento. Oggi la propone lei, e questo è il mio risarcimento, ma purtroppo c'è un problema: due anni di ritardi e di ulteriore disinformazione hanno reso la proposta totalmente inefficace non solo sotto il profilo operativo, ma anche, temo, sotto quello politico. Con la Grecia e la Spagna incapsulate dagli utili idioti, l'Italia si troverà a dover gestire da sola un passaggio molto difficile. Certo, l'uscita concordata sarebbe stata la soluzione più razionale, e lo resta tuttora, cosa che personalmente ho sempre affermato e che solo qualche persona particolarmente dura d'orecchi o di comprendonio può aver frainteso. Ma la razionalità tecnica, col caldo, tende a scollarsi dalla logica politica. Quindi tanto vale che ce lo diciamo e che ci prepariamo psicologicamente: chi vuole giocare alla politica, oggi, deve mettere in campo anche l'ipotesi di uscita unilaterale. Altrimenti sta facendo il gioco di Tsipras, cioè oggettivamente quello di Bruxelles. Mi stia bene...)

193 commenti:

  1. Prof. Sono qui a piedi nudi, vestita di sacco e col capo cosparso di cenere. Perché è ovvio che quando ho letto l'articolo di Gallino il cuore m'ha fatto un balzo in petto (agnosco veteris vestigia flammae), ho gridato URRÀ e ho iniziato a girarlo a manetta agli amici piddini, quelli che non ascoltano NULLA che sia per caso condiviso da Salvini. Quelli che se Salvini dice "oggi è giovedì" allora oggi deve essere per forza domenica. (Lei mi dirà "Ma come fai a considerarli amici?" E che posso fare, prof, cambio TUTTI i miei amici in una volta sola? La piccola soddisfazione è che da un paio di mesi hanno incominciato a venirmi a fare domande, a manifestare qualche dubbio che incrina la loro etarcicità, invece di sfuggirmi come la povera invasata che ha seguito un guru fino a votare Lega. Ho dovuto girare parecchi link a Goofynomics, ultimamente. Ma transeat.)
    Insomma, prof, quello che voglio dire è che sono in realtà contentissima di questa presa di posizione di Gallino, come sempre sono stata felice dei Boghetta, dei Porcaro, dei Fassina... e insieme colpitissima come sempre dalla lucidità, dalla inoppugnabilità, dalla intelligenza della sua analisi in questo post.
    Se a sinistra c'è ancora un barlume di coscienza qualcuno dovrebbe riuscire a raccogliere il coraggio morale e civile necessario a salvare il Paese. Gli effetti sarebbero sicuramente dirompenti: ho visto quasi con disgusto gli squarci aperti nelle menti piddine quando D'Alema ha descritto il meccanismo per cui le banche tedesche si sono arricchite con la Grecia... a capire qualcosa bisognava aspettare che lo dicesse D'Alema. Però d'altra parte almeno hanno capito. E insomma evidentemente per un'enorme quantità di persone conta praticamente solo CHI dice una cosa. Responsabilità ancora maggiore per quel CHI, ma anche opportunità, ora che obiettivamente la verità sta esplodendo in faccia a tutti. Qui ci sono delle istruzioni dettagliate, perfino la spiegazione pronta del perché si è commesso l'errore. Che cosa si può pretendere di più?
    Se non ne approfittano adesso è perché dio li vuole perdere, e non pensiamoci più.

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    1. Dio li vuole perdere, e non vale la pena di salvare persone che la logica dell'appartenenza ha corrotto fino al midollo, semplicemente perché al mutar di opinione dei loro sciamani (che, ricordiamolo, dal loro ruolo di mediatori traggono onori e prestigio) li perderesti tutti in un colpo solo.

      Beata solitudo, sola bestitudo.

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    2. Scusa Nat, riprendo questo filo, anche a seguito di osservazioni più o meno piddine-appartenentiste qua sotto. Io vorrei che capissimo una cosa: rassegnarci ad accettare il fatto che le masse si orientano sul CHI dice e non sul COSA viene detto (con il corollario che se dei CHI particolarmente sciamanici si pronunciano, allora è saggezza politica blandirli) significa dar ragione a Monti e Padoa Schioppa, e quindi tanto vale tenersi il sistema così com'è, no? Mi segui su questo? Mi interessa.

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    3. Su una cosa sono totalmente d'accordo e colpita dalla sua lucidità: che il percorso che lei indica, l'ammissione dell'errore, il passaggio dal pensiero magico (il fogno, quasi un'autoconfessione) a quello razionale è indispensabile. In caso contrario sarebbe il classico cambiare tutto perché non cambi nulla. C'è bisogno di verità, è inutile ripetere quanto la triste parabola di Tsipras lo abbia mostrato.
      Solo, nel mio inguaribile ottimismo, continuo a sperare che qualcuno si scrolli e osi.
      E infine, una controconfessione: io non sono mai stata piddina, prof, nel senso che diciamo qui. Non ho mai ragionato per appartenenza. Neanche da piccola, mai: ho sempre istintivamente ragionato con la mia testa e sempre scelto un ruolo se possibile eretico. Prima che lei si prendesse la briga di spiegarmi, semplicemente non capivo. Di questo, in fin dei conti, le sono grata.

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    4. Sì, prof: la seguo completamente, e questo post mi ha riempita di ammirazione. L'ho letto come una profonda richiesta di serietà. Del resto questo non è proprio il cuore del suo lavoro, che io ho apprezzato tanto? Sono contenta se i miei colleghi grazie a Gallino la smettono di darmi della leghista, ma ciò non toglie che sono ammirata dalla forza con cui lei difende questa richiesta di verità, che è condizione necessaria perché esista una democrazia.
      Questi CHI, che ci sono, DEVONO sentire la loro responsabilità e seguire il percorso necessario, ovvero cessare con la menzogna e spiegare perché. Non è accettabile che arrivi ora una sorta di contronarrazione, altrettanto falsa. Si manifesterebbe la frase più citata della letteratura italiana: tutto cambia perché nulla cambi.
      Quello che mi ostino a sperare è che lo facciano. Fassina che l'euro è stato un errore lo ha ammesso. Ma è solo una speranza.

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    5. Mi ritrovo appieno in quanto dice qui Nat. Sempre stato un 'cane sciolto', a disagio in qualunque tipo di 'appartenenza'. Condivido pienamente anche l'esigenza della piena verità, sul modello sudafricano del dopo-apartheid: su cosa costruisci, se non hai fatto chiarezza di tutto ciò che è accaduto in precedenza?
      Mi rendo conto che CHI dice cosa non è questione da poco.
      Sono arrivato qui ed è stata una rivoluzione copernicana. Anch'io mi fidavo di qualche CHI: non approfondivo personalmente, e quindi davo per scontato che qualche CHI avesse approfondito e parlasse con cognizione. Non era vero. Mi sono fidato di persone inaffidabili. Prima di arrivare qui ho frequentato lavoce.info e poi noisefromamerika, sempre con la voglia di capirci qualcosa, sempre con la spiacevole sensazione di essere preso in giro, senza arrivare mai veramente al fondo delle questioni, come accade, invece, qui su goofy. La verità - dice un tizio - è il dentro uguale al fuori. E' disarmante. Di norma, quello che trovi, invece, è che il 'fuori' nasconde accuratamente il 'dentro'. E' tutto un 'fogno'.
      Di qualche CHI abbiamo bisogno; qui ho conosciuto D'Attorre e Fassina, per esempio. Spero ne arrivino altri. E comunque, credo di aver imparato - sempre qui - come si fa a riconoscere gli impostori e gli utili idioti. Ho preso buona nota.

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    6. Mi sembra strano (ma probabilmente non ho capito) non si colga l'opportunità, data dal cambio di sentiero degli sciamani, di svelare la natura di pensiero magico a chi vi soggiace.

      Un'idea che rigettava a priori, in nome dell'appartenenza, può essere ora proposta e discussa su un piano razionale. Nel momento in cui ne riconosce la validità, o quanto meno la dignità di discorso ben fondato, gli si chiede di tornare sul precedente rifiuto irrazionale di prenderla anche solo in considerazione.

      La vittima del pensiero magico a questo punto dovrebbe prendere coscienza della precedente modalità di pensiero e, se si insiste abbastanza sulla sua pericolosità, sarà disponibile ad accogliere suggerimenti su come non ricadere nella trappola.

      Tutto ciò può funzionare indipendentemente dalla fattiva collaborazione degli (ex?)sciamani. Dovrebbe bastare la loro conversione a favorire il processo.

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    7. Oddio, io posso anche essere d'accordo, se non altro perché la tua ipotesi di lavoro implics una sostanziale irrilevanza degli sciamani una volta contraddetto il proprio pensiero magico. Se ben capisco, la contraddizione dello sciamano dovrebbe bastare a motivare la tribù a un aporoccio razionale. Alcuni commenti sembrano proprio indicare qualcosa di simile. Ma è l'evoluzione verso un pensiero razionale, o è invece una adesione altrettanto "magica" a un diverso messaggio sciamanico? Insomma: basta un ripensamento che cade dall'alto e non motiva la propria genesi a liberare la tribù dalla logica dell'appartenenza?

      Ne dubito.

      Se mai, penso che bisognerebbe riflettere sulla necessità di piegarsi ad adottare un metodo paternalista di stimolo dei processi politici. La mia scommessa su Tsipras era che questo metodo avrebbe fallito. I politologi però mi dicono che non ce n'è un altro. E allora, se è così, ben vengano le conversioni degli sciamani, e scurdammoce o passato. È questo che pensi?

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    8. Ma se loro non accolgono il tuo invito e continuano con l'approccio paternalista noi che facciamo?

      Ovviamente non basta il ripensamento dello sciamano; ma perché non dovremmo sfruttarlo sia per esporre tutto il lavoro fin qui svolto che, come ci dimostrano i numeri, una volta superata la diffidenza si impone per la chiarezza, la coerenza, la ricchezza dei dati e delle fonti, la capacità di fornire importanti chiavi di lettura per decifrare gli accadimenti, sia per mettere a nudo quella modalità di (non) elaborazione del pensiero per quello che è: pensiero magico?

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    9. Guarda che quanto ai benefici li cogliamo anche se io lo mando al diavolo (cosa che peraltro NON ho fatto): ognuno di voi può da oggi usare l'esternazione (invero un po' confusa) del professore come paletto di frassino da piantare nello sterno del proprio piddino preferito. Quanto a forme più simboliche di partnership, quelle sono da escludere a priori. Basta una minima riflessione su chi circola nella capanna dello sciamano. Al goofy4 avrete di meglio. Segnatelo.

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    10. Ah ho capito l'equivoco: no, non ho mai pensato sia proficuo collaborare con chi pensa di trattarci come una mandria da spostare dove più gli aggrada.

      È stato infranto il tabù dell'irreversibilità del sacro euro, solo questo mi interessa del suo discorso. Adesso non si può più, con tanta leggerezza, sostenere che sia un discorso da strampalati estremisti: è stato detto nella roccaforte di quelli che un altro euro era possibile, ma....

      Appurato questo sarà più facile trovare ascolto nel momento in cui si voglia sostenere, argomentando e documentando, che non sarebbe mai stato possibile alcun altro euro.

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    11. Io mi fido solo di Bagnai.
      Di conseguenza mi fido solo di chi ha il coraggio di citarlo e di aderire apertamente al dibattito al suo fianco e con argomenti lucidi e sensati.
      Tutto il resto risponde a delle logiche e a degli interessi che non sono quelli di una cittadina e di una lavoratrice.
      Secondo me alcuni non colgono il rischio che Gallino non ci stia affatto offrendo un'opportunità, ma la stia cercando per lui e la sua cosca o sottocosca.

      E se fuori da Goofy non me ne è fregato un cazzo di perdere amici imbecilli, ora mi farò odiare da molti anche qui: il piddino è intimamente e sinceramente convinto di essere alternativo.
      M.A.

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    12. Vabbè, Marie Antoinette, però se fai la groupie allora poi dicono che lo sciamano sono io! Con tutto lo sforzo che ho fatto per insegnarvi le tabelline...

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    13. Non è colpa mia se è l'unico. Vorrei ce ne fossero tanti, ma non ho ancora trovato nessun altro di cui potermi fidare. È una mancanza loro non una devozione mia.
      E poi, mio Sire, l'ho già detto che ho tanta fiducia nell'elettore medio da desiderare la monarchia.

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    14. 0x1=0 0x2=0 ..... 7x8=56
      So che ci sono tanti bravissimi economisti (e sono certa che anche un sociologo come Gallino sappia di economia più di quanto lasci intendere) e che la sua opera si basa su teorie economiche non originali e già collaudate, anche se penso che lei abbia un particolare intuito nelle cose umane e politiche (pur essendo l'antitesi del politico) e nell'uso del linguaggio.

      La mia fiducia è dovuta al tratto che la distingue da tutti gli altri: la sua volontà di portare la scienza economica fuori dagli ambienti accademici, tecnici e tecnocratici per metterla a disposizione di tutti.
      Lei è un ottimista (o lo era quando ha cominciato a scrivere) e un sentimentale: credo si sia illuso che sarebbe bastato mettere a disposizione gli strumenti per comprendere e ognuno avrebbe compreso. E tutti insieme questi "ognuno" avrebbero potuto cambiare il corso delle cose. Un po' ottocentesco... sono d'accordo con Marco Basilisco: in questo senso "l'ha fatta facile". E ha anche sottovaluto il rischio che il primo pennuto di passaggio potesse incantare con flautate mezze verità una parte di coloro che sembravano aver capito.

      E se non le piace quello che ho scritto tanto meglio.

      Ma per me queste sono anche le prove della sua fragilità, della sua umanità e della sua onestà, che insieme alla sua autoritaria e talvolta antipatica severità contrapposta alle lusinghe e ai dogmi che contraddistinguono guru e sciamani in cerca di adepti.

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    15. Silvia secondo me invece Bagnai lavora sul lungo periodo. Non l'ha fatta facile perché lo sa che se il problema é culturale, di consapevolezza e coscienza ci vuole necessariamente un tempo molto lungo. Gli eventi, al contrario, corrono più spediti. Mi ci gioco una palla che è così. Sperare di riuscire a risvegliare molte persone da farne un numero rilevante non significa necessariamente credere che ciò sia possibile. Io sono oltremodo romantico: preferisco credere che sia stiano gettando semi per il poi. Chi vivrá vedrà, forse non noi, ma ha importanza?

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    16. La penso anch'io come Silvia (stikazzi).

      Più precisamente penso che lei e Gallino - e tutti i capponi par suo - giochiate in due campionati diversi, come ama dire lei.

      Lei prof gioca nel campionato di chi vuole tirar fuori l'Italia tutta dal baratro in cui è finita. Tutta, quindi anche la parte piddina e quella dei capponi-gallini.

      Gallino gioca invece nel campionato di quelli che vogliono a tutti i costi restare a galla, ignorando che è nella loro natura restare sempre a galla, almeno fino a quando non comincia a operare la decomposizione degli aggregati azotati.

      Quindi la sua preoccupazione mi sembra superflua. I Gallino sono abituati a farsi i cazzi loro e a confondere il bene comune della Nazione con gli affari della loro progressiva, illuminata, razionalista e puteolente botteguccia (più o meno oscura, ma meglio se oscura così lo sporco si vede meno).

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    17. Comunicare è completamente inutile se non viene fatto lo sforzo di tentare di capire cosa sta dicendo l'altro.

      Ho scritto che indipendentemente dalle motivazioni dei "pentiti", possiamo usarne le dichiarazioni a nostro vantaggio. Ovviamente va fatto con l'abilità di estrarne il punto fondamentale e di mostrare i limiti del discorso al contorno.

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    18. Ma bisogna anche fare lo sforzo di capire chi è il destinatario della comunicazione (nella fattispecie quelli che dici "gallino" e hanno un orgasmo).
      Cosa diversa è valutare se ci sono e come potrebbero essere sfruttate eventuali oggettive implicazioni a favore della nostra causa (tenendo ben presente che non coincide con quella dei vari volatili).

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    19. Silvia hai scritto «… alcuni non colgono il rischio che Gallino non ci stia affatto offrendo un'opportunità…».

      Ho scritto io di opportunità poco sopra quel tuo messaggio, nel senso ormai abbondantemente precisato. Mi è sembrato ovvio ti riferissi al mio messaggio.

      Adesso mi fai notare che mi sono sbagliato: va bene, ne prendo atto.

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    20. A me interesserebbe capire quale modello si ha intenzione di impostare, dato che dopo trentanni di solitu....ehm di devastazione culturale la vedo abbastanza dura.
      Potrebbe succedere che la palla finisca nelle mani sbagliate ed euro o non euro non cambierebbe molto.
      Cosa si propone, un socialismo nazionalista, un socialismo democratico?
      Pe3rchè se la buttiamo sulla lotta di classe sarà un casotto, più o meno stessa cosa se la si vuole mettere sul nazionalismo "terra e sangue".
      A me pare che il dopoguerra sia stato un periodo che ha miscelato entrambi nelle giuste dosi, mancherebbe una guerra ma a vedere le condizioni generali non siamo poi tanto distanti.
      Resta una certa distanza tra chi ha ancora molta ricchezza e chi non ne ha.
      Come possiamo recuperare una unità nazionale?

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    21. Vabbè, caro Correttore,
      d'ora in poi specificherò sempre il destinatario per evitare fraintendimenti.
      Un conto è sostenere che dobbiamo cogliere un'opportunità, altro conto è illudersi che Gallino faccia quello che ha fatto per offrire a noi un'opportunità: sono concetti totalmente diversi, c'è almeno un URRÀ di troppo.
      Il riferimento all'essere alternativi mi pareva molto esplicito.

      Aggiungo che non mi entusiasmava neppure l'enfasi sul CHI: è un arma a doppio taglio che i nemici della verità sanno usare meglio di noi e, potendosi accaparrare quasi tutti i CHI che vogliono, possono permettersi di liquidarne uno.
      Perché dobbiamo sporcarci le mani con il sociologo dell'appartenenza?
      Baci

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  2. Mai temuta l'Unione Sovietica. Da perdere avrei solo le catene se non me le fossi già impegnate con le lenzuola, come in ladri di biciclette.

    (Per ora è solo una battuta.Per ora.)

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  3. E io che volevo dormire...
    Riassumerei il discorso sui pentiti in questo modo alternativo:
    Se sei arrivato a capire cosa è il progetto europeo 4 anni dopo Bagnai, per cortesia evita di pensare che, fatto il doloroso passo, rimani comunque più fuuuurbo di Bagnai.
    Perché c'è caso che, come dicevi stronzate 4 anni fa parlando di uscita drammatica dall'euro - e lui no; oggi dici stronzate sul come muoversi per limitare i danni. E lui? Indovina?
    La storia dovrebbe insegnare.

    Inutile dire che appoggio con convinzione la selezione di chi imbarcare.
    Non è un discorso elitista del "pochi ma buoni".
    Rimane un discorso pratico: il maggior numero possibile, ma utili, o quantomeno non dannosi. E purtroppo di dannosi è pieno il mondo, mentre di utili...

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    1. Esempio: invocare oggi l'uscita concordata. Notate che Tsipras l'ha rifiutata quando gli è stata offerta. E perché? Perché difende gli interessi di un certo capitalismo (questo sostengono i compagni del KKE, e se non lo avesse fatto avrebbe già preso serie misure redistributive top-down)? Forse sì, ma il condizionamento maggiore resta il pensiero magico. Per carità: io sbaglio. Convincere persone come un Alfonso Gianni razionalmente è impossibile, ad esempio. Io ci provai, lo ricordate, quando il salvabile era più di adesso. In questo senso il fatto che arrivi un nuovo pensiero magico è importantissimo: ma il pensiero magico è sempre scollato dalla realtà (vedi le mie ultime considerazioni).

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  4. dopo che per lungo tempo sono stato un lettore passivo di questo blog, ho trovato così irritante e deludente quest'ultimo post che non saprei più perdonarmi se non facessi un ultimo tentativo per portare un piccolo contributo, sperando che possa essere utile alla causa.

    Non sono economista ma ragioniere, purtroppo ho letto poco e male quando avevo tempo e capacità di apprendimento, per cui il mio contributo si limita a valorizzare l'esperienza che mi viene da 42 anni di lavoro, dalla conoscenza delle donne e degli uomini con cui ho lavorato e da un minimo di tecniche di comunicazione che ho appreso, studiando tardivamente e mettendole in pratica sul luogo di lavoro.

    Circa il 50% delle righe che ho letto in questo post, a mio avviso, è del tutto inutile (una lunga sequela di io io io io - cit. A.B.) ed un 40% è gravemente dannoso.

    Il più che legittimo diritto di sfogarsi poteva essere soddisfatto in una conversazione con Vladimiro Giacché o, ancor meglio, in una cena con Marco Basilisco (un caloroso abbraccio, da chi ha condiviso lo stesso dolore, per la malattia e la morte della mamma).

    Qui, avrei apprezzato 15 righe, per ringraziare il prof. Gallino di avere cambiato idea, per correggere la lieve imprecisione sugli economisti che non hanno capito e per citare alcuni degli ottimi articoli pubblicati da vocidallestero che dimostrano esattamente il contrario.

    Poi, si poteva chiudere con un sincero complimento al prof. Gallino, per gli importanti contributi offerti sugli argomenti giuridici e sulla conoscenza dei trattati internazionali ed un invito a lavorare insieme per proseguire nella indispensabile opera di divulgazione ed informazione.

    Mi scuso per aver osato tanto, ringrazio ancora per il grandissimo debito di riconoscenza che ho contratto e che continuo ad alimentare, non certo colmato dai libri acquistati e regalati o dal 5/000 di quest'anno.

    Arrivederci al Goofycompleanno.

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    1. Ti ringrazio sinceramente. È particolarmente gradito il tuo dissenso oggi. Dimostra che qui non siamo animisti: ragioniamo razionalmente (alcuni, come te). Questo ci differenzia dalla comunità degli sciamani, appunto. Ti ho esposto il motivo irrazionale del mio sconforto: la mia certezza del fatto che non ci sia ormai quasi più nulla da fare. Appiattire tutto sulle responsabilità di Renzi, come fa Gallino, è operazione secondo me politicamente analoga a quella che fecero quando appiattirono tutto sulle responsabilità di Berlusconi. Queste c'erano, ovviamente, e Renzi è ancor più repellente. Ma in un momento come questo applicare la favoletta del nemico sarà anche comunicativamente efficace, ma è, temo, politicamente sterile. Al goofycompleanno vedrai altri intellettuali che hanno gestito in modo diverso il loro trapasso. Nel frattempo fornisci a IO una tua riflessione sulla prospettiva politica che Gallino offre?

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    2. @romano rubbi
      Definire "inutile" e "dannoso" potrebbe aiutare. IO, ho avuto pochissimi veri insegnanti, mentori. Tutti, in comune avevano la passione. Il resto veniva da se'. Diffido da chi non s'incazza mai, a meno che non sia un monaco buddista sugli ottanta. Gli altri sono rassegnati o compiaciuti ingranaggi. E' un blog, non una relazione conclusiva di un workshop tecnico.

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    3. Ringrazio di cuore Romano Rubbi per il suo commento, che esprime quasi parola per parola quello che penso, molto meglio di come avrei saputo fare io. A dire il vero, non ho nemmeno finito di leggere il post (e questo commento mi è stato fatto notare da un amico).
      Capisco perfettamente il sincero rancore di IO, e anche lo scoraggiamento. È probabile che ormai sia troppo tardi, purtroppo o per fortuna non sto in Italia e quindi so che aria tira solo per interposta persona. Se è comunque troppo tardi, allora perché perdere tempo su questo blog, sia lei che io? Sa meglio di tutti che nessuno di questi personaggi ammetterà i proprio errori o riconoscerà oggettivamente il suo contributo.
      Non posso che salutare citando "Mi scuso per aver osato tanto, ringrazio ancora per il grandissimo debito di riconoscenza che ho contratto e che continuo ad alimentare, non certo colmato dai libri acquistati e regalati o dal 5/000 di quest'anno."

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    4. Caro sambarluc, io ti capisco. Qui dentro c'è fitto di piddini più o meno pentiti, che vorrebbero usare la logica dell'appartenenza per portare dalla loro parte i loro ex colleghi. Ti segnalo il commento di Armando (dagli un'occhiata), e la mia riflessione sul fatto che la logica dell'appartenenza è intrinsecamente antidemocratica. Questo blog esiste perché ha tentato, con un discreto successo, di scardinarla, portando un discreto numero di persone a liberarsi dal pensiero magico. Speculare sul fatto che la conversione di uno sciamano (cioè di un latore del pensiero magico) sia comunque progressiva perché porta acriticamente gente dalla "nostra" parte significa non capire quale sia la "nostra" parte (che è quella della riflessione scientifica), e aderire a un'impostazione sostanzialmente paternalistica del discorso politico (quella di Hans Werner Tsipras, non a caso), secondo la quale non è importante in che modo le persone vengono portate dalla parte giusta.

      Secondo me invece è molto importante, e cerco di spiegarti perché in estrema sintesi: l'euro finirà comunque (e male: il "troppo tardi" si riferisce a questo), ma ciò che farà la reale differenza nel dopo sarà quante persone avranno compreso effettivamente perché sarà finito.

      Dare la colpa a Abberluscone o a Renzi significa eludere la natura dei reali problemi (su questo ti rinvio al commento di Quarantotto, estremamente illuminante come al solito).

      Ti ringrazio comunque di aver espresso il tuo dissenso, del quale forse ho banalizzato le motivazioni riconducendolo a una logica di appartenenza (nel qual caso mi scuso, ma ti chiedo un esercizio di onestà con te stesso), e che comunque mi ha permesso di precisare, in modo tempo per te non soddisfacente, il mio pensiero.

      Io mi sto ponendo il problema della dimensione politica di questo blog. Se questo blog è più visitato del sito di un partito che ha espresso dei parlamentari europei, ci sarà un motivo e se ne dovranno trarre delle conseguenze. Ma la mia conseguenza non potrà mai essere quella della ricerca del consenso per il consenso. C'è bisogno, lo ribadisco, di una Commissione per la verità e la riconciliazione. Può essere costruita in progress (vedi il commento di Armando), o dovrà essere costituita formalmente dopo. Ma non è possibile che chi ha la responsabilità morale di tanti lutti non la gestisca. Forse non capite di cosa stiamo parlando: di una crisi più grave di quella del 1929, causata principalmente dall'approccio ideologico di lorsignori. A questo cosa mi obietti?

      Ti ringrazio ancora per la voce dissenziente.

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    5. Grazie della risposta, ho anche letto gli altri commenti, non posso che ammirare l'ex editor del FT (e pensare che sarà un caso più unico che raro per almeno un altro po').

      Credo ora di capire meglio la sua posizione, e condivido sicuramente il suo terrore -se capisco bene- di "fare l'ammucchiata". Soprattutto ora che è evidente che sta per nascere una qualche entità politica nuova, abbiamo visto tutti qual è il prezzo di non chiarire le cose importanti prima (mi riferisco a Syriza, e dio voglia che la storia non si ripeta con Podemos, anche se...).

      Anche se non ci conosciamo, sappiamo entrambi chi, tra me e lei, è più bravo a farsi sentire, quindi, dovendo scommetter, direi che lei fa bene a fare come fa. Ciò detto, continuo a pensare: perché chiedere conversioni a chi non le farà? Conversioni verso che cosa? Non le sembra sia solo inutile rumore, che copre il messaggio più importante (la critica ad una posizione politica specifica, che infatti mi ero sostanzialmente perso, e che forse avrebbe potuto generare un'evoluzione, magari non in Gallino ma in qualcun altro)?

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    6. Tento anch'io di passare da lettore assiduo (che concorda su tutto e che segue avidamente anche ogni intervento pubblico del Professor Bagnai) a commentatore: penso che se uno cambia idea vada preso atto della cosa e basta, magari sottolineando gli aspetti positivi del passaggio. Ognuno segue il suo percorso. La "radiografia" del suo cambiamento creerebbe "lunghe file all'imbarco". Inoltre (credo) il pentimento avrebbe connotazioni negative (ecco a voi la "mini gogna" ecco quello che è arrivato in ritardo, ecco quello che fa la proposta che è già scaduta, ecco cosa scriveva nel 1986!). Non se ne esce più.
      Insomma, adesso come semplice cittadino credo anch'io che l'euro sia stato un errore da cui dobbiamo uscire, però mi rendo conto che non si possono fare le analisi del sangue per vedere quanti "globuli euro" ci siano nel sangue di ognuno. Se facciamo un discorso politico, occorre arrivare al 51% (dei consensi e/o dei numeri in Parlamento) per gestire qualsiasi exit strategy o uscita concordata prima che gli eventi ci travolgano.
      Come cittadino posso credere al buon senso di Bagnai e di altri, ma sono in forte sofferenza poiché bersagliato da almeno 30 anni da "nemici da abbattere" "cause di tutti i mali" "noi e loro" "io l'ho detto per primo" eccetera. Cominciò Pannella indicando la partitocrazia, poi ci fu detto che la causa di tutto era il sistema proporzionale (Segni, eccetera) oppure la DC e il PSI, poi arrivò Bossi a dire che era colpa del centralismo romano e dello stato che controlla l'economia (laureato all'università di Chicago Brianza?), poi il berlusconismo o i comunisti, poi che non c'era abbastanza flessibilità, poi la voragine della sanità, poi i sindacati che dicono sempre no, poi la spesa pubblica, poi i costi della politica, eccetera, ogni volta è arrivato qualcuno che indicava il nemico, aveva la soluzione (così ovvia) e ragionava in termini di "noi e loro".
      Non ci sono parole per descrivere quanto sia prostrante tutto ciò.
      Un abbraccio

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    7. Caro Roberto, ti ringrazio sia per il contenuto che per il tono. La tua retrospettiva è utilissima per mettere certi atteggiamenti "distruttivi", compreso il mio, in prospettiva. Mi chiedo solo una cosa: nella valutazione tua (e di sambarluc) quanto viene preso in considerazione il fatto che ciò cui stiamo assistendo è un unicum nella storia italiana? Sì, va bene Bossi, Pannella, ecc., ma i Gallino hanno difeso fino a ieri un sistema politico elitista e fallimentare, ampiamente riconosciuto come tale dalla letteratura scientifica rilevante (come qui avete imparato), il cui crollo atteso e da taluni (non Gallino) ESPLICITAMENTE DESIDERATO COME FINESTRA DI OPPORTUNITÀ PER L'AVANZAMENTO POLITICO DEL PROGETTO ha portato il reddito medio degli italiani indietro di 20 anni (nota lo zero) - il che, considerando che la disuguaglianza è aumentata, significa che i poracci sono tornati indietro di 30 anni. Le beghe da cortile che descrivi accaddero in circostanze ben diverse, ne convieni? E ritieni che il problema delle responsabilità sia meglio porselo prima in termini pacati, o dopo, come Dio vorrà? La posizione di molti è che porselo non sarà necessario. Io non so se laggente saranno veramente così passivi e resilienti di fronte a un evento di queste dimensioni. Che ne pensi? Un "noi" e "loro" oggettivamente esiste. O anche tu equipari nazisti e comunisti? Ecco: più che Pannella o Bossi, il precedente rilevante mi srmbra questo. Mi sono spiegato? Grazie ancora!

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    8. P.s.: due righe del tipo "quello che abbiamo ingenuamente creduto essere un progetto progressista si è rivelato una dittatura" non creano nessuna coda all'imbarco, credimi...

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    9. Ecco, se questa uscita di Gallino è un prodromo dell'ufficiale fondazione della "cosa autunnale de sinistra", sento odor di bruciato. Che dietro ci sia il furbesco ipotecare la discussione indirizzandola fin dall'inizio, ora che è chiaro che la carta altraeuropacontsipras non è più giocabile né difendibile, visto che coram populo è diventata lastessavecchiaeuropadelleurocontsipras? La fenomenologia dei partiti di sinistra ci dice che orientare e monopolizzare il dibattito serve a rinforzare i soggetti e non i temi. Sarò cinico, ma in questo contesto a costoro non importa una benemerita che le elite europee tengano in mano le spoglie dei loro popoli come bottino di guerra. Sono avvezzi agli scampoli del potere e non ne intendono rinunciarci. Ricordiamoci che Vendola deve vendere un sogno e una narrazione (il SUO sogno e la SUA narrazione), non altro.

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    10. Ma io, ho contato solo 11 io nel testo; non mi sebrano poi tanti e non ci trovo nulla di particolarmente grave, anzi lo sfizio di Alberto è stato anche limitato. Comunque si legge in un brevissimo tempo, e addirittura reputo l' articolo troppo limitato rispetto a quanto andrebbe detto a questa gente, che ha detto bugie per anni, ha prodotto enormi danni al Paese ed ancora fa danni perchè scrive certe bugie "ignoranti" da pulpiti che non competono alla loro professione e su giornali di grande seguito, molto seguiti da un pubblico ignaro- Ma scherziamo? Qui ci stanno massacrando e ci mettiamo a dissertare sulle bazzecole e non cogliamo la gravità delle questioni esposte da Alberto. Dissento dai dissenzienti, si può?

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    11. No.
      Mi dispiace ma non sono d'accordo con Romano e Sambarluc.

      Diversi anni fa ero un giovanotto assai idealista e convinto: si sa che gli studi ampliano la nostra mente, ma ingrassano notevolmente anche il nostro ego.
      In uno dei tanti pomeriggi passati nel giardino interno di una libreria a leggere di straforo ciò che da studentello non mi potevo permettere, mi sono imbattuto in un volumetto, "La lezione di questo secolo" di Karl Popper, di cui allora conoscevo poco più del nome. Tematiche a parte, la cosa che più mi colpì fu il racconto degli scontri a Vienna, mi pare nel 1919, anno in cui era un giovane intellettuale impegnato politicamente a diffondere le idee rivoluzionarie. Contribuì con i suoi discorsi ad accendere la miccia di uno scontro con le forze dell'ordine che fece una ventina di morti. E quella notte non riuscì a prendere sonno: le sue parole, il suo sostegno nel ruolo di intellettuale, avevano provocato quel giorno dei morti e lui era morso da un dubbio: era così sicuro delle verità che affermava da poter incitare delle persone a compiere azioni che avrebbero messo a rischio la loro stessa vita?

      Ecco, questo è il tema.
      Questa è la descrizione del ruolo di intellettuale, di colui che spende la propria esistenza tentando di dare risposte a domande che la società (o una sua parte) pone e per le cui risposte si affida a lui, nell'ovvio panorama della divisione dei compiti.
      Un intellettuale fa quindi politica per definizione, nel senso che influenza le idee del popolo sovrano e quindi il suo orientamento nel prendere decisioni.

      Ergo, il primo requisito di un intellettuale non può che essere il senso di responsabilità: prima di fare affermazioni che cambieranno la vita di molti DEVE ESSERE SICURO DI AVER FATTO TUTTO QUANTO È NELLE SUE POSSIBILITÀ PER CAPIRE L'ARGOMENTO SUL QUALE FA AFFERMAZIONI.
      A quel punto, non rimarrà che la fallibilità umana con la quale fare i conti, ma non potremo certo trattarla come una colpa: in fondo "sbagliando si impara”.

      Ma siamo sicuri che sia questo il caso di cui stiamo parlando?

      No.


      [continua...]

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    12. [parte II]

      Uno dei punti di partenza del Bagnai è che quanto da lui affermato non è una sua teoria, ma è <a href="http://goofynomics.blogspot.it/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html”>tutta roba che si sa da decenni</a>. E di tutte quelle faccine che trovate nel link, diverse erano note persino a me che non sono un economista, quindi suppongo che un professore universitario qualsiasi abbia i mezzi per raggiungere, o quantomeno lambire, parte di quella conoscenza che le faccine rappresentano.
      Ma non lo ha fatto.

      Allora sulla base di cosa ha dato le sue indicazioni? Ha avuto senso di responsabilità nel senso sopra indicato?

      No.
      E a mio personalissimo modo di vedere è una colpa grave anche nei MIEI riguardi, visto che sono uno dei cittadini che ha assegnato a lui lo status di intellettuale e i benefici a esso connessi.

      Ora non mi si può chiedere di far finta di nulla riguardo alla sua "giravolta". Responsabilità vuol dire anche prendere atto, subire le conseguenze dei propri errori, esercizio che le democrazie contemporanee hanno pigramente abbandonato, sabotando intrinsecamente un meccanismo che proprio sulla responsabilità si basa, trattandosi di democrazie rappresentative.

      Quindi, a differenza di quanto sembra lasciare intendere Bagnai, la rabbia, o meglio lo sdegno, in questo caso è il sentimento più democratico che ci possa essere. E il far finta di nulla di chi improvvisamente cambia opinione a 180 gradi è intrinsecamente una presa per i fondelli nei confronti dei cittadini, ormai colpevolmente intontiti da questo modo di fare, che definiscono addirittura "da politici". Che è il passo più tragicomico dell'intera vicenda: l'attribuzione di colpe individuali o di gruppi al "ruolo" in sé, che è il baluardo incontestabile della difesa dei diritti dei medesimi.

      Letterine di scuse "mamma, non faccio più"? Tribunali? Pene severe? "Agriturismi" cinesi?
      Ma anche no.

      Basterebbe la completa certificazione del riposizionamento, la pubblicazione delle idee di ieri e di quelle di oggi, ma non solo in un blog. È l'informazione "professionale" che dovrebbe svolgere questo compito, mettere il professore nelle condizioni di doversi giustificare, chiedere scusa e ritirarsi nella sua professione abbandonando ogni ruolo o vetrina politica, nell'oblio mediatico.

      Ma a questo saggio segno di civiltà non credo più neanche io.


      Mi scuso per l’eccessiva lunghezza del post.

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    13. Caro Alberto, se è permesso di dissentire, è permesso di farlo anche dal dissenso. Personalmente trovo un po' sfuocata la critica al mio egotismo. Non che non ci sia, per carità. Ma il fatto è che un blog è per sua natura lo spazio di una riflessione personale, che poi è il motivo per il quale la maggior parte non ha seguito...

      A Niccolò dico solo che mi riconosco nella sua analisi. Io stesso ho troppo a lungo tradito il mio ruolo di intellettuale, delegandolo a persone che però lo hanno svolto nei modi che constatiamo. Nessuno è privo di peccati, nessuno esente da responsabilità. Ma la gravità del momento deve essere compresa.

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    14. Lungi da me voler difendere Gallino (come mi pare suggerisca Niccolò, spero di non fraintendere). In tutta sincerità, non so neanche davvero chi sia, e ancora più sinceramente non mi interessa proprio.
      Il mio punto è solo che, come dice correttore di bozzi qui sopra, l'unica cosa interessante di quello che dice è il fatto che "È stato infranto il tabù dell'irreversibilità del sacro euro". Sacrosanto evidenziare i limiti della posizione del suddetto Gallino. Ma mi chiedo anche: quanti, tra i lettori di questo blog, conosceva Gallino prima di questo post? Io per primo no. Non capisco perciò la volontà di colpire così a fondo, ma potrebbe essere benissimo la mia ignoranza delle dinamiche politiche italiane, in fondo questo blog non è seguito certo solo da persone come me.
      In ogni caso, come dice giustamente bagnai qui sopra, il blog è per sua natura personale, e quindi l'asfaltatura è libera e a nessuno sono dovute giustificazioni.
      Sicuramente, ad una cosa mi è servito leggere il post e i commenti: mi ha fatto capire che forse sottostimo davvero la gravità della situazione. A mia discolpa solo la lontananza.

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    15. Carissimo!
      Questi sociologi si sono fatti un giro sulla questione disoccupazione giovanile in UEM e fuori UEM? No perchè io che non sono sociologo, dico che un sociologo dovrebbe farlo di default e capire che eccetto per un Pese UEM, ma solo uno, tutti gli altri presentano andamenti tendenziali divergenti rispetto a questo straordinario paese dell' Unione Monetaria, mentre al contrario tutti gli altri paesi non UEM sono in sicuro e progressivo recupero dopo la crisi del 2008. Ciò grida vendetta nei confronti dei giovani e io non posso ignorare ciò e mettermi a dissertare di questioncelle. Quindi studino i fenomeni che loro competono e smettano una volta per tutte di chiacchierare di questioni che non conoscono.

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    16. Un aiuto a sambarluc. Si tratta di un sociologo molto autorevole e ascoltato dalla tribù piddina (area "sbilifesto", per capirci), come avrai potuto intuire dalle citazioni, che si interessa di temi economici e ha finora sposato la linea: la colpa è dell'austerità ma l'euro è buono. Uno di quelli che, per il fatto di essere ascoltati dalla tribù, hanno reso un inferno la vita di chi voleva portare un minimo di senso nel nonsenso del pensiero magico "l'euro ci ha dato la pace" e stronzate similari. Quindi il suo pentimento ha un valore segnaletico, ma solo locale, e solo nella misura in cui uno si voglia "caricare" quel tipo di referenti (e nella misura in cui questi lo seguano).

      Non mi sembra di aver colpito particolarmente a fondo, se posso. Mi sono limitato a rilevare il fatto che se qui in Italia abbiamo penato tanto (e ti assicuro che abbiamo penato) per affermare l'ovvio è solo perché persone come lui, interpretando con disinvoltura il proprio ruolo, hanno contribuito a stratificare nella memoria collettive "de sinistra" imprecisioni come quelle che lui profferiva nel 2011. È stata dura, ma siamo sopravvissuti.

      Quanto al punto che "è stato infranto il tabù ecc.", anche questo punto va qualificato. Il tabù in effetti è stato infranto da un personaggio più rilevante (in termini politici e non scientifici): Schaeuble. A una persona sensata, in effetti, basterebbe questo. Per molti ingenui (e questo non è un giudizio sul professore, s'intende, ma su una certa platea ideologizzata) è molto più rilevante che lo abbia detto il professore. La cosa non deve stupirci: il pensiero magico li ha privati di strumenti critici, e quindi non sanno graduare l'importanza degli avvenimenti.

      Spero che queste informazioni ti aiutino a collocare nel contesto non tanto il mio post, quanto i commenti di molti che sono qui. Un abbraccio.

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    17. Condivido la critica all'articolo. Ma per i motivi opposti.
      Capisco i motivi, ma non ne comprendo le ragioni e le finalità. Gallino non ha minimamente cambiato idea: semplicemente, sta prendendo la rincorsa per salire sul carro del vincitore. Pensare che possa scusarsi o riconoscere primogeniture varie è illusorio. Se ha prenotato una stanza a Canossa, disdica pure. Come del resto, ritenere che possa muovere coscienze (o addirittura voti) è lontano dalla realtà.
      L'effetto, se non è inutile, è controproducente, come con Celestini, che ha risposto sbeffeggiando. E se non le ha fatto la piazzata in televisione è solo per un probabile ordine di scuderia, per non darle troppa visibilità. Rischiando, anche, di avvolgere in un'aura di simpatia un personaggio che di antipatia non ne merita mai abbastanza.
      Gallino può dire quel che vuole, perché non rappresenta un pericolo. Diversamente da Zingales, cui è stata riempita la bocca di becchime per farlo tacere. E non c'è arrivato neanche da solo: i capibastone della sua cordata gli hanno ordinato cosa pensare ed egli, obbediente, ha voluto dichiararlo pubblicamente. Vogliamo scommettere che tra qualche mese ci sarà una mezza inversione ad U di uno dei cugini Capone (quello sposato col coccodrillo)?
      Sinceramente, ritengo che il tempo dedicato a Gallino dovrebbe essere proporzionale al suo valore o alla sua utilità, cioè 0.

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    18. Caro Valerio, ti ringrazio per le osservazioni. Circa l'elemento soggettivo, può anche darsi che abbia ragione tu, ma credo che il tuo giudizio su Gallino sia troppo duro: secondo me è maturato, e non è vero che sia irrilevante. Ha un suo valore segnaletico (più importante di quello di Iulo, del quale, devo confessarti, non ho ancora visto la replica, ma sono certo che ora che Trippas si è incapsulato troverò il tempo per farlo). Che abbia un valore segnaletico te lo prova l'adesione emotiva di romano rubbi, che in effetti poi è scomparso, rifutandosi di partecipare a questa discussione (me ne spiace). Vorrei anche far notare a te che a me non interessa alcun riconoscimento di primogenitura, semplicemente perché non ce l'ho, come vi ho dimostrato in tutta onestà: è il famoso discorso di "gli economisti hanno sbagliato...", ricordi? E non mi interessano nemmeno particolari scuse. Quello che mi interessa (perché penso sarebbe utile, e Nat l'ha capito), è affermare che se un collega capisce di aver preso un colossale abbaglio (un enorme se, me ne rendo conto) farebbe benissimo a chiarire quali sono stati gli snodi che lo hanno condotto a cambiare visione del mondo.

      Nel caso in specie, ad esempio, possiamo supporre che sia stata la constatazione del fatto che la menzogna "un altro euro è possibile", che prima si sosteneva, si è dimostrata politicamente inefficace, il che ha fatto venir meno i motivi per sostenerla. Oppure, chi sa? Sarebbe questo un modo molto efficace, credimi, di far maturare le coscienze.

      Poi può sempre darsi che lo scopo non sia quello, magari hai ragione tu. Ma sinceramente quando parli di "carro del vincitore" ti confesso che io non ne vedo. Eventualmente potresti accusare il professore di voler scendere dal carro del perdente, ma anche questa accusa sarebbe ingiusta: alla fine lui ha scelto proprio il sito dei perdenti morali (qui in Italia) per dichiarare la propria posizione di rottura. Insomma, il fenomeno non è così semplice, e lo prova anche il fatto che la discussione è piuttosto articolata.

      Torno solo un secondo su Iulo per chiarirti una cosa: quello che lui avrebbe fatto mi era piuttosto chiaro. Il punto è che non era chiaro ad alcuni di voi. Ora lo è. Nel caso del professor Gallino ho meno certezze, te lo dico francamente. Uno che la pensava in quel modo sui cambi nel 2011 secondo me non può aver maturato una piena consapevolezza dei processi in atto: ma forse sono io a sbagliare, potrei essere viziato dalla mia formazione tecnica. In ogni caso, ricordi quella storia della linea tracciata in terra? Credo che sia comunque utile spendere due minuti per capire uno da che parte sta. Poi se son rose appassiranno...

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    19. @Bagnai - Solo per chiarire "In tutta sincerità, non so neanche davvero chi sia," significava che non so "in dettaglio" chi sia, non "nemmeno un po'. Non sono così stronzo da non essermi letto il post, dopo.

      In ogni caso, volevo soprattutto ringraziare per la pazienza, e perché si impara sempre passando del tempo qui. Ha molto ragione su Schaeuble - avevo colto l'importanza della sua dichiarazione, e gli strumenti per farlo non li avevo trovati di certo sul sito di Syriza...

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    20. Propongo un gioco di scambi (la pruderie non c'entra, mi spiace).
      Tutti chilli che hanno scrivuto sul Völkischer Beobachter salmonato e sulla Kreutz-Zeitung rossocrociata vengono a scrivere qui e Bagnai fa gli editoriali dei suddetti fogli (ai quali non si potrà replicare: proprio come avviene da sempre)

      ps beninteso se il nostro padrone di casa ha tempo e voglia

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  5. Be' personalmente la vedo dura che quelli con la grinta di Bersani, che hanno gia' glissato sull 'Urss, possano fare ammenda sulla loro nuova creatura... Piu' facile che si arrivi al punto che essi si riposizionino , tutti contemporaneamente, nel giro di 15 secondi (come gia' detto nel video dal prof...)con la consueta faccia tosta, MA verso un nuovo padrone, (ovviamente) il peggiore rimasto sul mercato(sono imbattibili a trovarlo). Al riguardo dei riposizionamenti tattici, il film anni difficili di Zampa, del 1946, descrive la storia di un paesino siciliano dove arriva il comandante americano e si stupisce di trovare solo antifascisti (il podesta' era diventato sindaco, e cosi' tutti gli altri erano sempre i soliti ma avevano tutti cambiato casacca)...l'unico che perde il posto in comune, e' un impiegato che era il solo antifascista e, proprio per questo, era diventato un problema per gli altri....

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    1. Grazie per l'avvertimento! Il film non lo conoscevo, ma il tema è esattamente questo. Io mi sto comunque disponendo a emigrare.

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    2. In tema di avvento ricorrente di nuovi padroni c'e' pure il famoso binomio romanzo/film "Il Gattopardo", in cui trionfa "la dolorosa consapevolezza che la storia degli uomini non procede verso il compimento delle magnifiche sorti e progressive, e che la macchina del mondo non è votata a provvedere alla felicità dell'uomo".

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  6. La mia domanda, forse ingenua, è però quella di CHI si prenderà il coraggio di proporre l'uscita dopo quello che è capitato a Berlusconi per aver forse solo pensato di valutare cosa sarebbe successo se. A meno di una "riprogrammazione" dell'opinione pubblica (a mezzo stampa) che parta dagli USA, stanchi di tirare la carretta da soli. Si potrà fare nel bel mezzo di una nuova crisi finanziaria forse imminente?

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    1. In questo la strategia politica di Gallino è esplicita: avrebbe voluto che la chiedessero Syriza e Podemos. Non la commento perché l'ho già fatto. Avrebbero dovuto (dovrebbero) chiederla gli Italiani (tutti). Ma dopo anni di pensiero magico sarà dura. C'è anche da vedere come reagiscono gli altri sciamani.

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  7. M'inchino anche di fronte alle virgole di questo post.

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  8. La cosa che proprio non e' accettabile e' un cambiamento radicale di pensiero esposto a mo' di fulmine a ciel sereno (per i piddo-tsiprioti) senza spiegare come si e' arrivati a tale svolta. Certo, introdurre adesso il nuovo tema senza fare troppo clamore, e magari ripeterlo in altri interventi simili in un crescendo rossiniano fino al gran finale serve a creare una memoria storica a breve termine in cui "io lo avevo detto".
    Per questo motivo io apprezzo questo post. L'onesta' intellettuale imporrebbe di passare di qui sulla via della conversione. Altrimenti e' un tatticismo che va smascherato.

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    1. Ribadisco che è inaccettabile non per scrupolo etico, ma per motivi di efficacia politica.

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    2. Professore come al solito tutto chiaro ma del caso siamo proprio sicuri che i TECNOCRATI/POLITICI o meglio L'ELITE dominante permetteranno ulteriori dibattiti su fuga da Alcatraz (Euro) lei cita L'EURGENDFOR APPUNTO ho letto il loro statuto mi sono tremati i polsi altro che SS invito tutti i frequentatori di goofy ad informarsi su tale obbrobrio creato dalle Elite dominanti per pararsi le chiappe in caso di manifestazioni, ribellioni, o rivolte popolari che DIO ci aiuti

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    3. Ma il quotidiano comunista dell'EUROGENDFOR ne ha parlato? E qual è la posizione dell'on. Spinelli in merito?

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    4. @Vincenzo Spallino

      Ancor prima dell'impiego di Eurogendfor, ecco la Spagna della Ley Mordaza: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/05/spagna-entrata-in-vigore-la-ley-mordaza-vietato-manifestare-se-la-polizia-non-vuole/1845123/. Alcuni mesi fa lessi da qualche parte che poteva esser previsto pure il divieto per assembramenti superiori a un tot d'individui innanzi agli spettacoli di marionette, ora non so che fine abbia fatto questa possibilità (per dire come ci si stia orientando). Non sono un fanatico delle manifestazioni e non so quanto effettivamente possano valere ai termini concreti - c'è chi si lava la coscienza scendendo in piazza, facendo il capopopolo e sciacquandosi la bocca di belle parole -, però impedire per legge la dimostrazione di dissenso è quantomeno preoccupante.

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    5. Chi vuole approfondire può cercare 'trattato di Velsen' oppure 'Velsen treaty', scaricarlo, stamparlo e studiarselo a memoria.
      €UROGENDFOR, con sede a Vicenza nella ex Caserma Chinotto, è un orrore senza nome.
      Sciolta da ogni vincolo di dipendenza dai governi nazionali, ed avendo immunità di giurisdizione anche da ogni norma giuridica conosciuta, ha più poteri della Gestapo e più autonomia delle SS.
      Non ho mai visto né letto su nessun media €Uropeo levarsi contro questo immondo mostro nessuna voce critica.

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    6. @Jörg

      Esattamente come dici. Quando ne lessi rimasi sgomento e impaurito. Non c'è piddino che sappia nulla di tutto ciò. Viviamo in un regime dispotico con le vittime anestetizzate dalla propaganda e dall'ignoranza. Se non sbaglio (correggimi eventualmente), si occuparono della sua organizzazione Schäuble e Frattini. Ma non vorrei ricordare male.

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    7. Di Frattini so che fu maestro di sci, attività di per sé nobilissima, e nulla più.
      Dell'altro so che chi gli ha spararo era un tiratore del cazzo, ma non è un problema che mi riguardi in alcun modo.
      Fosse stato uno dei miei lo avrei fatto nero.
      E poi il personaggio non mi è per niente antipatico.

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    8. Stiamo sereni... ?!
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Forza_di_gendarmeria_europea

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  9. Come ho letto del Prof anche io sto disponendo la mia dipartita per altre terre , almeno per qualche anno che la manipolazione che continueranno a fare ben difficilmente lascerà che le menti si sveglino , penso che troverà un nemico e indirizzerà la lotta contro questo nemico , cose trite e ritrite , ci saranno tanti che si stracceranno le vesti , piangeranno , diranno che era stato imposto di convincere le persone ,che sapevano ma non potevano dire , ma che ora la verità è la loro padrona e intanto il massacro continuerà . Perchè finisca questo , ci vorrebbero le signorie ed un nuovo rinascimento , lo so che il Prof essendo di terra nobile se lo immagina e se lo auspica , del resto ho avuto tanto tempo fa , un prof di storia e italiano che ci fece notare come vizi e virtù da secoli nascessero in Italia per poi diffondersi nel bene o nel male , forse proprio per l'eterogeinità del pensiero fatto da mille campanili , prima con l'americanizzazione del dopo guerra e poi con il PUDE questo pensiero è stato compresso , uniformato , persino i napoletani li stanno standardizzando , il che è tutto dire , mi pare che siamo come le vacche in un campo con il filo intorno che delimita i loro movimenti , un filo che le costringe a stare li ma che se volessero potrebbero uscire , un muro d'aria che pare invalicabile , la prigione perfetta , senza muri e senza carcerieri , fatta solo di illusioni .

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  10. "Affinché da questo travaglio non nasca un aborto, mi permetto di esortare il professor Gallino se non a chiedere scusa, quanto meno ad ammettere di essersi sbagliato."

    Ecco Prof, questa sua affermazione sintetizza perfettamente il mio disagio innanzi a certi ritorni a Canossa, che mancano di bufere di neve e ginocchia appoggiate sulla nuda terra. Non che si pretenda gongolanti l'umiliazione, ma la catarsi pubblica è necessaria per cercar di definire quanto la consapevolezza risponda ad effettiva radicazione o sia l'ennesimo, abile, indotto e ponderato cambio di rotta utilitaristico. Questo richiedere mi rende un uomo pre-moderno (il che non mi dispiace affatto), se essere moderni significa volere e dover cambiare continuamente la base, e non i corollari, sulle contingenze del momento (e questo è esattamente mero “divenire” – tutto cambia perché nulla cambi è il suo dogma -, ove l’ “essere”, tanto importante tradizionalmente, non conta più un bel nulla). Ma a ben vedere, l’atteggiamento stesso del cambiare continuamente secondo la vulgata più accreditata, mostra d’essere anche antiscientifico, laddove un mutamento fisiologico della natura delle cose venga continuamente ricoperto con la patina dell’opinione che dice d’essere verità: così s’induce a far credere di possedere l’autorevolezza per interpretare i cambiamenti e spiegare la realtà, quando invece si cerca d’indurre il cambiamento secondo un quadro prestabilito, o perché meramente pressati dalle contingenze, oppure ancora prestandosi come fidelizzati laici. In effetti ci si comporta con l’aura degli “sciamani” i quali, qualsiasi mutamento accada, dichiarano d’essere depositari delle logiche sottese, sicché va sempre tutto bene perché una spiegazione ad hoc la si ritrova sempre, e con buona pace di chi, un danno, l’ha subìto comunque e viene pure derubricato a perdita collaterale (ma, in effetti, gli autentici sciamani non si comportano affatto in questo modo, né è loro natura frequentare troppo il pubblico).

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    1. A me dispiace che romano rubbi non veda questo aspetto del problema e mi piacerebbe avere una sua valutazione in merito.

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    2. Mi lasciai andare, lo riconosco, ma in qualche modo dovevo pur reagire alle scemenze, con cui mi seppellirono a fine 2011 durante una cena. E allora dissi: " A fine guerra lo processeremo per alto tradimento e collaborazionismo". Si alzarono da tavola indignati e se ne andarono dicendomi alcune cose. Non mi hanno mai chiesto scusa; mi sarei addirittura accontentato di un'occhiata complice e furba e significativa: tra vecchi amici davvero a volte è più eloquente di tanti proclami insinceri. Sto ancora aspettando. Credo che aspetterò molto a lungo.

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    3. Caro Celso , lei è troppo ottimista sulla natura dell'uomo .Quando tutta
      questa sporca storia sarà finita e soprattutto se finirà in modo violento
      sarà accusato da quelle stesse persone di essere stato un eurista e loro
      di essere stati degli antieuristi o che sicuramente non sono stati compresi
      i loro discorsi in merito all'euro .
      La saluto sempre con stima .

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    4. @citodacal

      "ponderato cambio di rotta utilitaristico". La ragione, il buon senso, indicano tale opportunistica opzione. Segno comunque che il vento sta cambiando, le banderuole piu' sensibili si muovono prima, e cosi' si candidano a condottieri del pensiero nuovo, della nuova appartenenza. Il Prof. chiede, esige almeno un sobrio mea culpa, ma nel mio piccolo non ho mai visto nessun capo o capetto esibirsi in tale rito liberatorio.

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    5. @perfect world

      Aridanga! Forse mi sono espresso male. Qui non si tratta di "mea culpa". Ci sono due aspetti che chi si pente deve considerare, se vuole rendere efficace il suo gesto (e se non vuole renderlo efficace, allora perché si pente?).

      Il primo è che in rete tutto resta (come ho esemplificato). Ora, io avrei anche potuto starmene zitto, e in questo caso nessuno si sarebbe accorto di niente, ma... Ma in altri casi le tracce delle proprie errate convinzioni restano, e potrebbe essere saggio prenderne le distanze, piuttosto che farsele rinfacciare in un dibattito (non necesariamente da noi, ma da chi non la pensa come noi)!

      Il secondo aspetto è che se si cambia idea ci sarà un perché, giusto? Esplicitarlo (se è sufficientemente esplicitabile, come certamente sarà in questo caso: non credo moltissimo a motivazioni utilitaristiche in chi sa che cadrebbe comunque in piedi) aiuterebbe gli altri a liberarsi dalla cappa del pensiero magico.

      Lo ho spiegato una carriolata di volte, spero di essere stato capito. Poi, se non siete d'accordo, è un altro discorso e va bene così. Però almeno vorrei un disaccordo cu ciò che penso, non su ciò che non penso. Non si tratta di giustizialismo, vi assicuro, ma di evitare che certi gesti diventino controproducenti o inefficaci.

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    6. @ Prof.
      "non credo moltissimo a motivazioni utilitaristiche in chi sa che cadrebbe comunque in piedi". E' qui che vedo una contraddizione, idealmente l'uomo di scienza ammette senza patemi i propri errori di valutazione, spiega le motivazioni del prima e del dopo, cerca riscontri fra i propri pari e procede. Stiamo parlando di una personalita' notevole, ergo la leggerezza laqualunquistica-divulgativa sarebbe da escludere. Lei Prof. avra' accesso al livello di discussione scientifica, dove spero un minimo di contraddittorio sopravviva. Certo piu' facile in un mondo perfetto, dove gli stipendi che contano siano pagati da enti non in concorrenza economica fra loro.

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  11. Come il filosofo è pittore, lo scrittore è musicista e lei è un musico da pizzica...
    L esorcismo si sta compiendo...lo vedo nel mio piccolo e nei social...solo che devono farne di strada..l evidenza è stata dimostrata e l ovvio diventa tale solo per autoconservazione.
    Circe lega e libera...

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    1. Ribadisco: sono un non violento quindi mi sta benissimo l'autoconservazione (aka opportunismo). Tuttavia chi spera di cavarsela scoprendo l'acqua calda nel 2015 è un po' ingenuo e non solo non aiuta noi, ma soprattutto danneggia se stesso.

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    2. Entriamo nella sfera d argomento che interessa Il Velo di Maya...(sciamanesimo politico)
      Cosa ci dici su Culiano in "Eros e Magia"?
      C è un modo per uscire dal veneficio eurista?

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    3. Ma il de vinculis, ovviamente

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    4. Quando il giovane Culianu incontrò per la prima volta Eliade all'University of Chicago, uscì fuori dallo studio dell'anziano professore romeno esclamando sbigottito: "È uno sciamano, è uno sciamano...", si veda a proposito Eros, magia e l'omicidio del professor Culianu di Ted Anton, tradotto e prefato da un tal Marcello De Martino. Pubblicità "occulta" (in all meanings of the word).

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  12. Annunciato come un'asfaltatura su twitter, mi sembra invece un post molto pacato.

    InZomma il suo asfalto è tiepido e il suo rullo compressore è soave…

    Fuor di metafora, sticazzi gli sciamani d'asinistra. Se l'Italia è su piazza da 2.500 (e rotti) anni è - anche - perché ha imparato da tempo (molto!) a pulircisi il culo con il pensiero magico, anche e soprattutto quello d'asinistra.

    Quindi, sursum corda e avanti.

    P.s.: ho cominciato iersera a leggere il libro di Giandomenico Majone, è roba buona! Ma bbuona bbuona! Grazie (anche) per questa segnalazione.

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    1. Majone, che è più competente (e quindi meno sciamanico) di Gallino, ha sentito il bisogno di mettersi in contatto con me. Alla grande tribù questo non interessa? Pace.

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    2. E lo vede che TUTTO torna?

      Lei è tutt'altro che solo, oltre a godere della migliore delle compagnie...

      Come disse il suo amico Borghi in un rarissimo momento di tivù verità "abbiamo bisogno di patrioti, non di venduti!". Questo vale asinistra, addestra, sopra, sotto, di lato, davanti, dietro…

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    3. Soprattutto dietro....
      A parte le battute, IL problema è che la gravità della situazione NON viene percepita dalla stragrande maggior parte della gggente. Ognuno guarda il proprio ombelico, e morta lì. Quasi nessuno racconta la crisi economica e sociale. Questo mi pare IL problema.
      Gallino fa un intervento davvero strano. Poi lo fa sul sito della lista Tsipras, poi lo fa dopo i noti accadimenti greci, poi lo data (due volte, ben in vista) giugno. Boh! Il senso non mi è chiaro. E le considerazioni del padrone di casa, anche se condivisibili, non aiutano a capire il senso dell'intervento di Gallino. Perché propone (a giugno, come sottolineano due volte, in testa e in coda, ché non sfugga!) di smantellare l'€urozona? Non si capisce! (Poi noi qui lo sappiamo, ma chi legge là, che idea si fa?)

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  13. Per uno che si pente, mille e sempre da sinistra, vedi er nutella (intesa come cosa avversa, infausta, nefasta, nefanda etc) restano immersi nel loro mare di cioccolata fetida.


    Tu mi hai proposto Plateroti, che mi ha creato notevoli stravasi di bile e crampi ed io rilancio con Valentino Parlato sullo sbilifesto di oggi

    Conclude Parlato (con un MANIFESTO - APPELLO)

    "Non si può continuare a stare immobili e subire. Questo è un appello. E per questo ho scelto le colonne del manifesto per lanciarlo".

    "L’Unione euro­pea è da rea­liz­zare, ma non può essere solo mone­ta­ria: non solo è insuf­fi­ciente ma anche dan­nosa. Deve essere un’unione poli­tica e quindi demo­cra­tica cioè tale da pren­dere in con­si­de­ra­zione le dif­fe­renze eco­no­mi­che e sociali tra i vari paesi. Un’unione non è una som­ma­to­ria acri­tica di differenze."

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    1. Leggendo Parlato provo un urto di nausea, ma se guardo i referenti che cita tutti i conti tornano.
      Confrontalo con il noto pezzo su Keynes che circola in rete. Sono perfettamente consonanti, la matrice è identica: chi scrive fa parte dell'élite e SA che solo i membri del suo club sono capaci di pensiero, o almeno di pensiero che valga la pena di considerare.
      Il pensiero magico, le formule sapienziali da spargere a piene mani (vedi le "sette volte" di Plateroti), servono per le prediche al volgo. All'interno del club, si direbbe, la sapienza circola da sola e gli scienziati sono "omini" da usare, come i camerieri o gli stallieri...
      Posso avere pietà di chi mi considera un subumano? Anche sì, ma solo se mi avanza tempo.

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    2. Caro Frank,
      è la stessa botta emotiva iniziale che ho provato nel leggere questo articolo di Parlato. Poi rileggendo ancora, la nausea si è trasformata in rabbia, perchè se è vero che la questione meridionale può essere citata per esplicitare ciò che è assente in questa unione monetaria, dovrebbe al contrario, l' analisi comparata delle situazioni, al politico marxista, ma anche allo storico Parlato, indicare che l' Unione Monetaria è una roba che non può essere modificata, ma va solo abbattuta, non fosse altro che per i danni che già sono stati perpetrati e per quelli che sono programmati. Eppure alcune cose vengono dette, anche se in maniera che appare chiaramente di livello elementare. E le contraddizioni presenti nell' articolo sono abominevoli e soprattutto progettualmente vedo davvero, nelle idee di Parlato, la folle mentalità internazionalista vetero comunista che è folle soprattutto perchè vuole allineare il perverso meccanismo della moneta unica alla perversione assoluta di un nuovo comunismo reale di stampo sovietico, che non ha alcuna possibilità di passare al vaglio di queste attuali oligarchie tecnocratiche. Giacchè ha ben esplicitato alcuni rischi, ma Bagnai nel suo libro ultimo ha prodotto un capitolo sull' argomento assolutamente magistrale.
      Si caro Frank, il disegno potrebbe esser lucido ma invece è folle ed innestandosi nel meccanismo dell' Unione che da chiari segni di cedimento, potrebbe peggiorare ancora la situazione perpetuandone le incongruenze.

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  14. Buongiorno Professore,sono un suo raro lettore diversamente intelligente. Per giungere a lei ho seguito un percorso intuitivo, piuttosto che razionale, benevolmente concessomi dall'età e dall'esperienza(le vie del Signore sono infinite). Ebbene dopo quattro anni di tentativi viaggio ancora in termini intuitivi, a studià gnaafò, gnaafò. Il succo penso di averlo compreso comunque, e allora.. Concludo con un ennesimo plauso al suo lavoro che anche a livello mediatico comincia a dare i suoi frutti. L'articolo è razionalmente impeccabile, ad intuito penso che ad una settantina di km da qui c'è una "Beretta" da espropriare.
    P.S. E'il mio primo commento un po' articolato, abbiate pietà, esistiamo anche noi di Coccio(evito la sigla di provincia per la praivasi). Stefano

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  15. ... grazie! La Verità trionferà, di sicuro!
    P.s. tutelarsi dagli imbecilli del "se+condizionale non si dice!" nel bel mezzo di un post del genere è la ciliegina sulla torta!

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  16. Egregi scusate m'intrometto: ho letto e riletto "Il tramonto dell'euro", ne ho regalate alcune copie ad amici/colleghi/parenti, sto finendo "l'italia può farcela". Parlo e m'impegno a discutere per condividere ciò che, pur non essendo economista, ho compreso ed imparato da Voi. E' dura ma molte volte mi rendo conto che nonostante sia un "novellino" riesco a fare un minimo di breccia e a tirare fuori un briciolo di quel buonsenso che ciascuno di noi ha ereditato dai propri avi.

    Una domanda, forse per voi banale, ma io sono ingenuo: ma gente come Giannino, Barisoni ecc. l'hanno letto uno di questi libri? (se negativo potrei avere un loro recapito che gnene mando io!)

    Proposta provocatoria per sdrammatizzare il momento, visto che con l'argomentazione tecnica tocca sempre a "riavvolgere il nastro":
    Magari si potrebbe pensare ad un terzo libro con una storia d'azione, un romanzo, magari lo firmerebbe con un nome d'arte, avrebbe un successo strepitoso e, tra l'altro, ci si farebbe pure un film.
    Immaginate: tipo un'ambientazione stavolta nel futuro dove gli alieni hanno imposto una valuta unica intergalattica associata ad un campo di forze autodistruttivo gestito direttamente dalla mente di pochi esseri bbastardi e solo un eroe riesce alla fine a fare capire ai terrestri lobotomizzati che ci sarà un grave squilibrio che porterebbe ad una catastrofe apocalittica. Nel film ovviamente non ci dovranno essere svastiche, ma magari l'alieno megalomane avrà un accento teutonico e gli altri ignavi di turno un accento italiano inconfondibilmente piddino. Ed il James Bagnai insieme a pochi altri cercano di salvare la situazione!
    Eh, Sarebbe mitico! suvvia prof., non hai nemmeno bisogno di sciacquare i panni in arno!

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  17. Articolo uscito sul Sunday Times il 13 novembre 2011.
    Titolo: Why I should have foreseen the euro inferno.
    Sottotitolo: The former Financial Times editor explains why the single currency could destroy the peace and prosperity it was meant to create.
    Incipit: It’s confession time. Exactly 10 years ago, I was cheering as the preparations to launch notes and coins for Europe’s bold new single currency reached their climax. For more than a decade before that, mine was among the voices egging on Europe’s leaders as they agreed to pool control over their money and form an economic and monetary union (Emu). In the years that followed, with the euro establishing itself as an instrument of European power and integration, I was one of those celebrating its success and urging Britain to join the party. I now believe I was wrong. In recent months, as Europe’s leaders have struggled impotently with debts and deficits, with stricken banks and sluggish economies, with angry voters and helpless political institutions, the awful possibility has taken shape that they will fail.
    (L'accesso al testo completo è a pagamento)

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    1. Ti ringrazio, Armando, per aver proposto a me e a romanu rubbi quello che ritengo un esempio di un modo civile e realmente progressivo di porre il problema. Purtroppo la cultura politica del nostro paese è affetta dal morbo dell'appartenenza, del quale l'opportunismo è la virulenta e repellente pustola.

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    2. Ecco un'altra parte dell'articolo in questione. L'autore è Andrew Grovers, direttore del Financial Times dal 2001 al 2005.

      Last week, as Italy teetered on the brink of the abyss that has already claimed Greece, Portugal and Ireland, a prospect loomed that I and other advocates of the single currency long regarded as unthinkable — that of the euro collapsing under the weight of its own contradictions, causing a financial crash and depression in Europe and sending economic shockwaves around the world.
      This is not (yet) a prediction… But even so, for me something fundamental has changed. The travails of the euro have done irrevocable damage to the political assumptions I have carried around for most of my adult life — that the evolving “European project” is, for all its much-discussed faults, by definition a force for good; that economic integration driven by the EU is the essential motor for peace..
      In fact, watching Europe’s leaders floundering and fumbling for the past 18 months and more, it is hard not to conclude that the single currency is achieving the precise opposite of what its progenitors intended… Where it was promoted as a forge for closer political co-operation in Europe, as part of the formula to end the wars and bloodshed of the 20th century, it has fuelled conflict, undermined democratic structures and reawakened age-old national resentments…
      All of us paid too little attention to the arguments of those who opposed the project in principle and of those who worried about its viability…
      Too often, their arguments were drowned out by the political imperatives driving the project forward and, frankly, by a tendency among euro supporters, including myself, to lump together the critics — the die-hards who had always opposed European integration and who had been mostly wrong, and those who saw the point of Europe but worried about the euro — under the prejudicial label “sceptics”. It was, in that sense, an epic-scale exercise in “group-think”.

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  18. Una piccola aggiunta a un discorso condiviso e...inevitabile.
    Facendo caso al corso dell'esposizione, il prof.Gallino parte (vado al succo) dall'idea che l'UE nasca dal combinato di "errori" politici (...di economisti!) e disegni intenzionali di interessi finanziari internazionali.
    Le correlazioni di induzione reciproca tra queste due componenti non sono indagate e paiono essere, messe così, frutto di una sfortunata congiuntura.

    Sarebbe poi, sempre secondo G., la GESTIONE (austerità) della crisi ad aver violato le Convenzioni internazionali sui diritti dell'Uomo.
    Notare che questa impostazione gli serve come premessa per la legittimazione (logico-economica e politico-istituzionale) di quel che ne consegue: cioè preferibilmente una Conferenza negoziatrice dell'euro-rottura concordata.

    Invece:
    a) le citate Convenzioni sui diritti fondamentali, fin da Maastricht, erano ridotte a principi sussidiari meramente suppletivi, ab origine a rilevanza giuridica praticamente nulla (i fatti lo dimostrano);
    b) solo per questo - e sempre ab origine- erano così degradate a fonti secondarie e non vincolanti le Costituzioni democratiche che tali diritti tutelavano in modo più certo e diretto;
    c) non riconoscere, così, la iniziale non casualità del convergere operativo di politica (nazionale) e finanza sovranazionale, non pone al riparo da esiti altrettanto "errati" di qualunque negoziato futuro: questo dipende dal "mandato" che lo avvia che, a sua volta, dipende dai paletti che ciascuna parte si autoprefigge per tutelare il proprio interesse (cioè la non menzionata, da Gallino, Costituzione;

    d) non a caso, propone poi un modello industriale "sostenibile" affetto da evidente "one-size-fits-for-all" che è un classico argomento complementare pro-globalizzazione: cioè pro-vincolo esterno sovranazionale, che è esattamente il problema che vorrebbe risolvere...

    Inutile dire che se le premesse sono errate le conseguenze ritratte ne risentono.
    Ma anche se le premesse sono incomplete, lo sviluppo non potrà che essere foriero di una soluzione monca.
    Ma di questa falla bisogna potersene (volersene) accorgere: oggi come ieri.

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    1. Ecco. Così abbiamo anche rassicurato il professor Gallino sul fatto che effettivamente in Italia le competenze giuridiche rilevanti esistono, come Egli giustamente intuiva.

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  19. Ma no. Non si pentiranno mai. Il motivo è antropologico. Loro non sbagliano mai. Ammettere l'errore sarebbe come perdere la propria identità. Diranno, e già lo dicono, che l'euro era una grande idea ma poi i cattivoni tedeschi non l'hanno fatto funzionare, obbligandoci ad uscire. Anzi, diranno che era giusto fare tutto il possibile per tenerlo in vita, facendo l'unione politica e altre cazzate. In tanti li seguiranno professore e sarà un momento triste. Uno dei tanti.

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  20. La cosa preoccupate è che alcuni politici italiani, poco prima del referendum in Grecia, smettevano di tessere le lodi salvifiche dell'Europa (forse volevano dire Eurosistema?) evidenziando qua e là qualche difettuccio in modo che, in caso di crollo del sistema, potessero poi dire: io l'avevo detto. Facciamo i nomi: Massimo D'Alema, prima comunista (e il comunismo è fallito), poi del PDS, dei DS e del PD, prima europeista (nel senso peggiore del termine, ovviamente) ora critico dell'Europa. Qualche volta sarebbe gradita una certa onestà intellettuale consistente nel dire: "in passato ho creduto in ideali sbagliati, nel presente più prossimo ho contribuito ad erigere una Unione sbagliata, non c'è alcun motivo che per il futuro io possa intravedere qualcosa di giusto".

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  21. Sciamanesimo e spin, tra Gustave Le Bon e entanglement (che poi è la sincronicità junghiana)

    "Ma occorre ancora che aggiungiamo qualcosa che ha più diretta attinenza con il nostro argomento: gli «sciamani», fra le influenze psichiche con le quali hanno a che fare, ne distinguono in modo molto naturale di due sorte, le une benefiche e le altre malefiche, e poiché evidentemente non c’è nulla da temere dalle prime, è delle seconde che si occupano quasi esclusivamente; questo almeno sembra essere il caso più frequente, giacché potrebbe anche darsi che lo «sciamanismo» comprenda
    forme relativamente varie, fra le quali sarebbe forse opportuno fare certe differenze sotto questo riguardo. Del resto non si tratta affatto di un «culto» reso alle influenze malefiche, che sarebbe allora una specie di «satanismo» cosciente, com’è stato talvolta supposto a torto; si tratta unicamente, in linea di principio, di impedir loro di nuocere, di neutralizzarne o di stornarne l’azione.

    La parte magica dello «sciamanismo» ha certamente tutt’altra vitalità, ed è per questo che essa è qualcosa di veramente temibile sotto più di un rispetto; in effetti il contatto per così dire costante con le forze psichiche inferiori è fra i più pericolosi, innanzi tutto per lo «sciamano» stesso, questo è evidente, poi anche sotto un altro aspetto, il cui interesse è molto meno strettamente «localizzato».
    Di fatto, può accadere che certi individui, operanti in modo più cosciente e con conoscenze più ampie - ciò che non vuol dire affatto d’ordine più elevato - utilizzino queste stesse forze per fini completamente diversi. all’insaputa degli «sciamani» o di coloro che agiscono nello stesso modo, i quali non rappresenteranno allora che la semplice parte di strumenti per l’accumulazione delle forze in questione in punti determinati. Noi sappiamo infatti che esiste nel mondo un certo numero di
    «serbatoi» d’influenze la cui disposizione non ha certamente niente di «fortuito» e i quali non servono che troppo bene i disegni di certe «potenze» "

    Rene Guenon, Il regno della quantità e i segni dei tempi

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    1. Noi riteniamo che giovi limitare l'uso dei vocaboli «sciamano» e «sciamanismo » proprio per evitare gli equivoci e per veder più chiaro nella stessa storia della «magia» e della «stregoneria». Certo, lo sciamano è anche lui un mago e un medicine-man; si ritiene che egli possa guarire, come tutti i medici, e operare dei miracoli fachirici, come tutti i maghi primitivi o moderni. Ma, in più, egli è psicopompo e fors'anche sacerdote, mistico e poeta. Nella massa grigia e «confusionista » della vita magico-religiosa delle società primordiali considerate nel loro insieme lo sciamanismo, preso nel suo significato stretto ed esatto, presenta già una struttura propria e tradisce una sua « storia» che vale precisare.

      Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, pp. 21-22

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  22. I miserabili ma fuuuurbi topi abbandonano la nave quando questa affonda. Restano solo gli scafisti, che hanno mentito, travisato, censurato per non far capire che la nave fosse di cartapesta e che il capitano con tutti gli ufficiali erano rimasti a terra, ben salvi.
    Ma si sa. Gli scafisti poi si confondono tra i passeggeri.
    A questo giro però spero che i passeggeri li individuino uno per uno.
    In quanto ai topi sono cristiano: un pezzo di formaggio glielo lancerò... ogni tanto...

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    1. Ribadisco un concetto: anche se qualcuno contesterà l'opportunità politica di questo post, non vorrei che la mia venisse interpretata come una posizione giustizialista. Descrivere il proprio percorso, in un momento come questo (vedi il commento di Armando) è necessario non come prova di buona fede (pur sempre gradita da chi ha difeso un palese e indifendibile assurdo con argomenti dilettanteschi), quanto proprio per rafforzare l'efficacia politica del gesto, indicando a chi è ancora ideologizzato attraverso quali tappe potrebbe liberare la propria mente. Ma so che questo non verrà capito. Si resterà al: "Eh, ma lui potrebbe smuovere tante persone!". Perfetto: se abbiamo bisogno di smuovere le persone acriticamente imbonendo i loro sciamani, allora siamo anche noi dei paternalisti alla Padoa Schioppa, e non crediamo veramente nella democrazia. Questo è il punto sul quale vorrei, ma non avrò, una risposta da romano.

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    2. Quella sopra è soltanto la mia esternazione spontanea a 4 anni di insulti in forum di discussione.
      Ho compreso perfettamente il suo intento, Professore, ma ho voluto esporre il mio.
      La leggo con estrema, reale, profonda referenza, ma ho una rabbia dentro...

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    3. P.S.
      Sto prendendo delle enormi rivincite in quei forum... con un gusto amaro in bocca e tanta voglia di piangere...

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    4. Ti capisco. Romano dovrebbe dirci come e perché gestire la rabbia che quattro anni di ingiustizie subite (mi riferisco a quelle subite dentro al dibattito che abbiamo promosso) hanno fatto crescere. Se siamo stati vilipesi da una torma di vermi saccenti, la risposta è anche in Gallino 2011. Questo è un dato oggettivo, non lo si può ignorare. Se lo si deve ignorare, allora desidererei che venisse argomentato in modo cogente il perché lo si debba fare. Ma, ripeto, temo che non avrò argomenti seri.

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    5. Ma sicuramente ed evidentemente è così.
      In un mondo di normale intelligenza critica non ci sarebbe bisogno di ribadirlo.

      Ma siccome la stessa attitudine critica ci porta a prendere atto della difficilissima deviabilità di un moto accelerato attivato da un'iniziale energia cinetica molto rilevante (accumulata accortamente per lungo tempo), dobbiamo anche considerare la "correzione" non può che essere, a certi livelli politici e mediatici, che una nuova direzione compatibile con il "non cappottarsi".

      Quindi lacorrezione oggi proponibile è inevitabilmente sinergica (con) e attenta alla correzione, "a monte", impressa dalle stesse forze che hanno determinato la direzione iniziale; e che, forse, in qualche modo, la vogliono ora correggere. Dunque, una continuità essenziale del fenomeno: inutile nasconderselo.
      Questa è la politica italiana. Non da oggi.

      Per il principio di Occam, allora, o la soluzione sarà continuista (molto probabile, ma rebus sic stantibus), ovvero sarà per forza di cose esogena a questo quadro continuista.

      Siccome il rebus sic stantibus riguarda, digiamolo chiaramente, la sostenibilità sociale del mainstream USA (al suo stesso interno), le due soluzioni alternative potrebbero presentarsi entrambe ma in successione: purtroppo, temo che per arrivare alla fase della intelligenza critica esogena al sistema, ci vorrà un'altra esplosione di grande bolla.

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    6. Bolla tipo questa: "... qualche giorno fa gli analisti di Factset ricordavano non solo che la società californiana fornisce il principale contributo alla crescita degli utili del settore tecnologico, ma anche che se si sottraesse il suo apporto i guadagni realizzati dall’high-tech made in Usa nel primo trimestre del 2015 sarebbero scesi del 5,3% e non cresciuti dello 0,7% rispetto all’anno precedente... la crescita imponente del settore tecnologico che ha contribuito a riportare l’indice Nasdaq sui livelli dello scoppio della bolla del 2000 si basa essenzialmente sulla sola società fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak... il Wall Street Journal ricordava... che, prima dello scivolone di ieri, quasi un terzo della performance positiva del 3,5% realizzata da inizio anno dall’indice S&P 500 fosse legata alle performance del titolo del gruppo californiano. Ma sottolineava anche che ormai da quattro anni il contributo di Apple al monte utili complessivo a stelle e strisce non scende sotto il 3%, cioè il doppio rispetto all’apporto di big del calibro di Jp Morgan, Microsoft o Ibm. Ancora la stessa Factset rincara la dose avvertendo che se Apple non esistesse, la contrazione degli utili che ci si attende dalla corporate Usa nel secondo trimestre 2015 sarebbe del 6,7% e non del 3,5% appena...".

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  23. Prof la ringrazio ancora per la sua opera di verità.
    Penso che i destinatari principali di questo post siano i lettori e non il sig. Gallino per cui non condivido l'opinione del lettore che reputa il 40% del contenuto del post dannoso: infatti "il fine non giustifica i mezzi" e non è possibile accogliere a braccia aperte il noto sociologo e finanche ringraziarlo solo perché avrebbe finalmente aperto gli occhi sulla necessità di ritorno alle valute nazionali superando il fallimentare esperimento della moneta unica, alla luce di quanto aveva invece affermato nel 2011.
    Ammetto di non avere letto il post di Gallino, ma mi sembra di aver compreso che non vi sia alcuna spiegazione delle motivazioni e delle ragioni che l'abbiano indotto
    a tale revisione ideologica sulla moneta unica.
    Sarebbe invece fondamentale una sua "spiegazione": ho letto su twitter l'ipotesi di istituire una sorta di "commissione di verità e riconciliazione" sul modello di quella sudafricana per tutti coloro che si vogliano ricollocare ideologicamente.
    E' una suggestione veramente geniale: non si può pensare di cancellare il passato come niente fosse.
    Se poi comunque, essendo un ideologo ascoltato presso il PUDE possa essere utile alla causa, tanto di guadagnato.

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  24. Una volta di più devo dare ragione.
    Pensiero magico, questo è stato lo strumento chiave.
    Mi chiedevo di recente: ma cosa ho fatto in questi anni, seguendo questo blog (e altri)? Ho studiato economia? Non scherziamo, non ho neppure completato UN corso del primo anno!
    Mi viene un esempio da una Fonte Autorevole (Frate Indovino, perbacco!)
    "Un giorno di tanti anni fa, un filosofo doveva attraversare il fiume. Si recò al punto di attracco e chiese al barcaiolo di traghettarlo. Durante la traversata il filosofo ... cominciò a porre delle domande al barcaiolo. «Senti, amico: ma tu conosci la filosofia?». «Purtroppo no», rispose il barcaiolo, «da quando ero bambino ho cominciato a fare questo lavoro con mio padre e non ho potuto studiare». «Ahi, ahi», sentenziò il filosofo... «hai perso metà della tua vita!». Intanto si era alzato un forte vento, l’aria si era rabbuiata e la riva era ancora lontana. Il barcaiolo faceva fatica a mantenere la rotta. All’improvviso un colpo di vento più forte degli altri rovesciò la barca. Allora il barcaiolo gridò: «Filosofo, sai nuotare?». «No!», rispose quello. «Mi dispiace per te, hai perso tutta la tua vita!».

    Ecco, ho fatto un corso base di sopravvivenza mentale. E sono poco grato a chi ha cercato in ogni modo di affogarmi.

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    1. @Frank

      Ramakrishna raccontò qualcosa di simile in questa versione:
      "Dopo quattordici anni passati nelle più dure penitenze in una foresta solitaria, un uomo aveva acquisito finalmente il potere di camminare sull'acqua. Pieno di gioia andò a trovare il suo guru e gli disse: «Maestro, ho raggiunto il potere di camminare sui flutti!». Il guru lo rimproverò dicendogli: «Vergognati! Quattordici anni di lavoro per giungere a questo! Ciò che hai ottenuto non vale due soldi. Chiunque può attraversare il fiume dando due soldi al barcaiolo, e a te sono occorsi quattordici anni per giungere allo stesso risultato!».”

      p.s.: nemmeno il Maestro di Galilea perse mai tempo ad apprendere ed ostentare un simile giochetto, privo d'importanza e significatività essenziali (Patanjali, Shankara, Ramana e tutti i grandi rishi indu sono unanimi nel definire trucchi da due soldi i "miracoli" di tal genere, oltre a qualsiasi potere psichico - figurarsi dunque cosa possano davvero valere ed essere la fascinazione e la persuasione d'ordine psicologico/intellettualistico, nonché il consenso sociale che ne derivi...). A dispetto dell'ovviamente noto, il prodigioso camminare sull'elemento acqueo del succitato Maestro intende dunque ben altro, e il suo vero significato va ricercato “altrove” (oggi è la giornata in cui si smascherano i falsi sciamanesimi…).

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  25. la mia compagna comincia ad essere preoccupata, la cito così spesso che è convinta che un giorno chiederò la sua mano. inutile dirle che preferisco giorgia sopra tutto quando si arrabbia.
    la verità è che ormai leggo goofynomics come il mio quotidiano romanzo d'appendice, dove si alternano riflessioni, informazioni, personaggi, racconto... so che comprende che in "romanzo d'appendice" c'è nulla di offensivo: come pubblicava dostoevskji?
    in genere non ho critiche da fare. anche per questo commento poco e spesso con sciocche battute, giusto per far vedere che ci sono e sono con voi!
    ma trovo sempre o quasi, nel suo scrivere uno spunto di riflessione.
    leggo questo post e scrivo questo post sulla mia pagina fb, ad uso degli amici (ma stavolta voglio condividere con voi):
    "ECONOMIA TEATRALE - TEATRO ECONOMICO:
    "Non c’era dubbio che il governo Tsipras si sarebbe fatto strangolare dalla troika, per il semplice motivo che chi dice “sì euro, no austerità” di fatto è la troika (nel senso che, AFFERMANDO UNA MENZOGNA TECNICA, SI COSTITUISCE UTILE IDIOTA DELLE FORZE REAZIONARIE)."
    Ora, io lo so che alla maggior parte di voi questa affermazione di Alberto Bagnai (messa da me in maiuscolo) può sembrarvi la solita disquisizione economica anti-euro con la quale mi vedete martellare ogni giorno, MA SE CI RIFLETTETE BENE, QUESTA è UNA POTENTE AFFERMAZIONE ARTISTICA, e per il mio campo non esito a dire: TEATRALE.
    Quale evoluzione, ricerca, scoperta, progressione può esserci, infatti, se non si affondano le radici nella tecnica elaborata e sperimentata nel corso dei secoli da tutti quelli che ci hanno preceduto? Come possiamo progredire se non sappiamo nettamente da dove veniamo e come siamo giunti dove siamo?
    L'arte che non conosce se stessa profondamente, non ha più la forza di essere "spina nel fianco del sistema", ma al sistema si offre come elemento manipolabile per i fini che il sistema persegue. E il Sistema, per sua definizione ristagnante in se stesso, predilige l'evoluzione o la stagnazione, progressione o reazione?
    La rivoluzione (quel minimo che ognuno di noi può fare) non si costruisce sul rifiuto del passato, additando questo a vecchio, ma sulla conoscenza. Credo che solo la conoscenza di ciò che è stato può darci la misura di dove siamo, chi siamo, e dove vogliamo o possiamo andare. Al contrario saremo noi ad essere in balia di chi sa, perché chi sa detiene il potere."
    Post dedicato a quegli "alternativi de sinistra" che "la tecnica non serve, è roba vecchia, superata, la devi da fa come te senti"... inuitli idioti che guarda caso sono tutti ZZZiprioti, ZZZipriotissimi... E intanto fanno il gioco del potere a discapito di tanti onesti lavoratori dello spettacolo. Discorso lungo, non voglio annoiarvi e lo spazio è poco...
    Vi lascio, tanto per capirsi con una grande battuta di Renzo Ricci, quando il suo segretario gli disse che un altro primattore si era dichiarato comunista: "Comunista? Ma se la sua voce non si sente oltre la terza fila di poltrone!"

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  26. Non entro nelle questioni strettamente economiche e giuridiche di cui ampiamente Luciano Barra Caracciolo come sempre analizza in modo chiaro ed ineccepibile, ma credo che uno dei punti rilevanti sia la "solitudine". Si, la solitudine, quello stato d'animo che più volte il nostro prof. ha sentito in tempi non recenti quando era solo a condurre la battaglia.
    Ecco Gallino è uno di quegli intellettuali che non vivrà mai il senso della solitudine anche quando dice cose diversamente comode al sistema tramite i suoi libri che vengono utilizzati largamente anche oggi come testi universitari.
    Mi viene in mente uno dei libri più belli mai letti che è il "Trattato del Ribelle" di Ernst Junger, in una frase di dice "Quando tutte le istituzioni divengono equivoche o addirittura sospette, e persino nelle chiese si sente pregare ad alta voce per i persecutori, anziché per le vittime, la responsabilità morale passa nelle mani del singolo, o meglio del singolo che non si è ancora piegato"

    Parafrasando un altro passo del libro, Gallino non ha mai sentito la necessità di "passare al bosco" perchè "per quel che riguarda il luogo, il bosco è dappertutto: in zone disabitate e nelle città, dove il Ribelle vive nascosto oppure si maschera dietro il paravento di una professione. Il bosco è nel deserto, il bosco è nella macchia. Il bosco è in patria e in ogni luogo dove il Ribelle possa praticare la resistenza. Ma soprattutto il bosco è nelle retrovie del nemico stesso. Il Ribelle non si lascia abbagliare dall'illusione ottica che vede in ogni aggressore un nemico della patria. Egli conosce bene i campi di lavoro forzato, i nascondigli degli oppressi, le minoranze in attesa che scocchi l'ora fatale. Il Ribelle organizza la rete di informazioni, il sabotaggio, la diffusione delle notizie tra la popolazione"

    Ho sentito qui in altri commenti la necessità di creare un CLN idea che appoggio ma che per essere tale dovrebbe implicare l'avvenuta guerra ed invece molti intellettuali e politici ancora non hanno deciso di "passare al bosco".
    Nonostante ritengo il prof.Gallino persona per bene ed intellettualmente onesto, non credo avrà il coraggio di chiedere scusa o di ammettere gli errori, figuriamoci di farsi portavoce di un movimento, in senso neutro, davvero alternativo rispetto al pensiero unico.

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    1. Appunto. La solitudine. Mentre un noto quotidiano continua a censurare Cesaratto. I fautori del mio atteggiamento ecumenico sanno cosa succede dietro certe polverose quinte? Forse dovrei spiegarglielo, altrimenti penseranno che io sia completamente matto. Mi accontento però di essere seguito da chi intuisce il metodo nella mia follia!

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    2. @Gianluca Abbadessa

      L'eredità di Junger è ingombrante in un panorama dominato dalla sfumatura "mono". Cosa immediatamente (e "magicamente") pensare di chi fu ferito quattordici volte in battaglia, intrattenendosi filosoficamente con quell'Heidegger, il quale, come ci ricordava anche la "cul-turata" signorina Nappi, aveva finito col sostenere il nazismo? Leggendo il "Trattato del Ribelle" con la mente media del ventenne ne escono determinati stimoli, peraltro fin troppo prevedibili, e dunque inconsapevolmente consenzienti proprio nei confronti del medesimo invariante status quo (a mente ricordo un Cioran affermare che anche l'anarchico scende comunque a patti col sistema costituito, essendo invece autentico rivoluzionario chi ha sempre il coraggio di mettere in dubbio se stesso); bisognerebbe dunque leggerlo e rileggerlo con la filosofia dei senza età e dei senza appartenenza (perché la mente media del ventenne può perdurare fino all'esalazione dell'ultimo respiro umano, camuffandosi dietro alla farsa dell'inveterata "esperienza").

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  27. Gentile professore, tralascio volentieri i consueti panegirici introduttivi da seguace non più silente, le segnalo l'iniziativa di un noto giornalista aquilano, tale Santilli, il quale ha pannellianamente intrapreso lo sciopero della fame contro l'euro.
    Convinto memmetaro, egli sostiene financo la necessità di ammainare la bandiera europea in tutti gli edifici pubblici.
    In un momento in cui il dibattito sta deflagrando in tutta la sua serietà (grazie alla sua incessante opera di divulgazione, ai Giacchè, ai Barra Caracciolo e compagnia molto bella), tra repentini cambi di casacca (molti) e conversioni più o meno autentiche (poche), trovo inopportune queste iniziative da magliaro, improvvide nella forma e nella sostanza.
    Sono un attempato studentello della provincia aquilana e percepisco la lacerante preoccupazione degli abitanti circa il destino della città (o meglio, di ciò che ne resta), non metto in dubbio la buona fede dello scioperante, ma, porcaccia la miseria, quand'è che argomentazioni razionali, storicamente ineccepibili, finiranno in mani differenti da quelle dei procacciatori di compassione e sensazionalismo?
    Perché quando si cerca compassione, poi compassione si riceve, con tante belle carezzine sul viso e qualche risatina di scherno.

    Perdoni lo sfogo, macheppalle.
    L'Aquila chiama Bagnai.

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    1. Il fatto che Memmeta fosse un'operazione regressiva era stato portato alla vostra attenzione fin dall'inizio e questo è solo uno dei tanti QED. Pax et bonum.

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  28. Professore,

    Se togliesse dal post l'amertume,il sarcasmo,le citazioni dotte,la polemica non sarebbe certo qualcosa scritto da lei. Magari ora che i giochi cominciano a farsi interessanti potrebbe esserci un ripensamento di stile da parte sua,magari no.

    So che non le interessa minimamente ma provocatoriamente le ricordo che il Paese e' anche in mano alle seguenti menti che alle europee han preso un'assurdita' di voti, qualche esempio per inorridire assieme Bonafe' Simona (288 mila voti) Fitto Raffaele (280 mila) Moretti Alessandra (230 mila) Picierno Pina (223 mila voti A PINA PICIERNO DIOSANTISSIMO) gente che naturalmente non sa manco come si chiama ne' che cosa sia una curva di domanda altro che Gallino...La mia domanda a fronte di questa piccola provocazione e' come pensa di poter entrare nella testa di codesti citrulli e portare un po' di sale? Lei cita spesso Fassina per aver riconosciuto l'errore ma davvero puo' riuscire ad immaginare che una come la Picierno o la Moretti riescano anche solo ad articolare un pensiero di contrizione verso qualcosa che non hanno mai capito?

    Saro' pessimista ma mi viene sempre in mente la frase di un signore anziano a Trastevere dopo aver sentito il comizio della succitata Picierno "stamo in mano a questi ma ndo volemo anna'".

    Mi scuso per il cinismo, oggi gira male.

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    1. Non devi scusarti. Ti evidenzio però il fatto che i concetti vuoti che le zucche piene di preferenze che tu hai citato veicolano sono stati avvalorati,in una parte del loro elettorato, anche dal "backing" autorevole di personaggi come il professore "de cujus", il quale, comunque tu giri la questione, è un pezzo del problema, e non un pezzo "minore", ma anzi maggiore (come notava Nat in apertura di discussione).

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  29. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  30. Il 'pentimento' del Prof. Gallino ed il commento del Prof. mi hanno fatto ricordare "Il Manifesto dell Duemila Parole" del 1968 (Primavera di Praga).

    "L'origine dei cambiamenti sociali è nell’economia. La parola giusta ha il suo peso soltanto quando è pronunciata nella situazione giusta. La situazione giusta purtroppo corrisponde nel nostro paese a una condizione di povertà generalizzata e di completa disgregazione del vecchio sistema di governo, nel quale a spese nostre si sono compromessi in tutta tranquillità politici di un certo tipo. La verità dunque non trionfa, la verità è semplicemente quel che resta quando tutto il resto è stato arraffato!"

    http://www.movimentoelia.org/articoli/storia/1968_ludvik_vaculik_manifesto_delle_duemila_parole.pdf

    Temo di sapere gia' quello che succedera' al termine dei lavori in caso di convocazione della "Conferenza sul Sistema Monetario Europeo".

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    1. Luca, non posso non essere d'accordo con quanto da te riportato, specie nell'ultimo pezzo.

      "La verità dunque non trionfa, la verità è semplicemente quel che resta quando tutto il resto è stato arraffato!"

      Andare contro la Storia porta sempre dolore e sofferenza per i meno attrezzati culturalmente ed economicamente. Specie per i secondi.

      Che l'uem finisca sappiamo essere cosa certa, perché il tempo e la logica sono i principali nemici dei sistemi insostenibili, ma resta il problema ci dover gestire la rabbia e la frustazione inevitabile che il collaso del sistema porterà con se.
      Ed ammetto che questo mi fa paura. Esiste una fisica sociale.


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  31. Penso che per un politico la cosa peggiore non sia commettere un errore, ma ammettere di avere sbagliato, e quando parliamo del PD, e quindi di politici a livello di dirigenza di partito, gli errori sono talmente tanti che una conversione è impossibile. Da un punto di vista dell'immagine ammettere di avere sbagliato non solo sull'euro, ma su tutta la linea (liberalizzazioni selvagge, deregolamentazione finanziaria, tradimento della Costituzione, attacco al principio della rappresentanza democratica etc...) è improponibile, gli effetti sarebbero paragonabili all'estinzione politica che abbiamo visto compiersi con la dirigenza DC e pentapartitica in genere.
    Soltanto le terze e quarte linee possono uscirne... quindi sperare in un Bersani è inutile secondo me. Anche se pronunciasse un mea culpa, lo farebbe in condizioni di irrilevanza politica.
    Non ci può essere un'altra eurozona, come non ci può essere un altro PD. L'unica alternativa politica sostenibile (che non auspico) oggi, senza produrre un cambio di paradigma e quindi una frantumazione del quadro politico, è quella di Syriza e Podemos.
    Io non credo che sia possibile costruire un'alternativa politica nel contesto attuale. Se domani la Lega Nord andasse al governo e veramente mettesse tutto in discussione, il partito si frantumerebbe in un millisecondo, perché c'è un livello superficiale, che è quello del partito nazionale di opposizione che può permettersi di fare comizi noeuro, di parlare di difesa della Costituzione e poi di flat-tax, insomma dire tutto e il contrario di tutto, e poi c'è il livello della realtà, che è quello delle coalizioni politiche, dove si esprime il governo del territorio e dove tutta questa retorica viene ridimensionata; un po' come il Papa e l'elefantiaca struttura politico-economica della Chiesa Cattolica.
    Cito la Lega giusto per prendere l'esempio di un partito che apparentemente (opinione mia) si batte per l'uscita dall'eurozona, ma lo dico senza voler sminuire alcuni meriti.
    Sul lato intellettuali, questi sono legati alla politica, almeno la gran parte di quelli che hanno una posizione da difendere; l'esempio lo abbiamo già vissuto in passato con la fine della "Prima Repubblica", anche allora ci fu un riposizionamento, chi rimase fedele fino in fondo (anche ai propri principi) scomparve, altri presero il posto di questi etc...
    Concordo quindi con Bagnai. Non ci sarà alcun deus ex machina hollywoodiano a cambiare il mondo, ora viviamo la sconfitta di una battaglia, con la possibilità che la situazione degeneri.
    Le possibilità secondo me sono due:
    - un cambio camaleontico intriso di compromessi in stile "seconda Repubblica", e allora in questo contesto alcune forze politiche riusciranno a riciclarsi, altre a consolidarsi etc... ci sarà forse qualche concessione, ma il percorso sostanzialmente rimarrà questo.
    - una netta, sincera e non ambigua ridiscussione di 30-40 anni di politica italiana. Questo scenario non può concepire la conservazione dell'attuale sistema politico, tutti i partiti ne uscirebbero distrutti perché non più credibili. E' vero che il marketing politico può fare miracoli e resuscitare forze politiche quasi azzerate, ma non si possono rifare le fondamenta senza rimettere in discussione tutto, perché poi alcune scelte politiche determinano conseguenze molto concrete, e le contraddizioni non sono poi così facili da gestire.
    Il problema è che questo di solito lo si fa a guerra finita.
    Capisco il tono del messaggio e condivido il fatto che occorre fare delle scelte sistemiche e non opportunistiche. Queste servono a porre le basi per un'alternativa, che non sia quella del pensiero unico.
    Sul pensiero "magico" segnalo P.Scarduelli, L’Europa disunita. Etnografia di un Continente.
    PS.
    La classifica Alexa non ha alcun valore e attendibilità in merito a siti in lingua italiana. Inoltre sarebbe fattibile come Asimmetrie la pubblicazione-traduzione del testo di Majone? e mi taccio

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    1. Grazie di tutto. Se mi indichi un ranking più attendibile te ne sarò grato. Non sono d'accordo su Syriza e Podemos. Sono molto evidentemente, a partire dal dress code (camicia bianca sbottonata) delle simpatiche operazioni di spin ad uso del Gattopardo europeo. Strano che dopo aver constatato i risultati greci questo ti sfugga, ma forse non ti capisco io.

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    2. In realtà intendevo proprio che Syriza, Podemos e M5stelle sono proprio operazioni che, nel migliore dei casi servono a prendere tempo, e nel peggiore a operare cambiamenti di facciata che però non intaccano minimamente il progetto in atto (lo vediamo con Syriza). Ovviamente ad un certo punto si riveleranno per quello che sono: progetti politici usa e getta (Syriza già ora non esiste più come "coalizione" politica, e sta prendendo la direzione presa dal PD a suo tempo).
      Non intendevo certo il contrario, forse dovrei rileggermi un paio di volte quando scrivo.
      Alexa si basa principalmente sulla loro toolbar proprietaria, poco diffusa in Italia (per fortuna). Altrimenti strumenti di valutazione? Non è così facile come sembrerebbe. L'unico metodo sicuro sono le metriche installate lato server o lato client (tipo GA o Nielsen o altri), ma non tutti i siti ne fanno uso, non tutti pubblicano i dati o ne è permessa la diffusione a terzi. Indirettamente si possono fare altre valutazioni, ad esempio utilizzando i tools dei circuiti pubblicitari (se nel sito sono presenti pubblicità, e non è questo il suo caso) abbastanza precisi, valutazioni sui trend di ricerca (ma bisogna prestare attenzione).
      Più il traffico è consistente e più l'approsimazione di queste informazioni si avvicina ad un'idea attendibile.

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  32. La tenace impermeabilità culturale della massa è in gran parte duvuta al fatto che la (non) circolazione delle idee è dominata a tutt'oggi dall'apparato periferco del pd che , come la Chiesa una volta, tiene in pugno le menti.

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    1. Quindi la domanda è: su questo dato vogliamo lavorarci, o ce lo teniamo com'è?

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    2. Salve. Di nuovo un Post splendido con commenti ancor più preziosi.
      Anche se dopo quasi ogni mi intervento sono costretto ad ammettere un 'non avevo capito io' o qualcosa di simile, continuo a credere nel principio che quattro occhi vedano più di due, e che questo sia il luogo più democratico e aperto in cui discutere, che abbia mai visto.
      Spero non aver sbagliato il punto in cui rispondere.
      Due temi trovo interessanti:
      1- Lo spazio da dare al pentito di turno, e la necessità o meno di approntare regole per i futuri pentiti.
      2- La considerazione da dare all'importanza del CHI dice le cose e alla possibilità di sperare di nuovo in un pensiero critico.

      Sulla prima non ho nulla da dire sul Post. Sono stato critico altre volte, spesso sui modi, sui toni. Non ho rilevato toni irrispettosi, ma alcuni moniti, fatti da chi conosce e ha esposto il problema ben da prima. Non cambierei una virgola del messaggio, e trovo che il messaggio sia necessario. Lo considero un messaggio appunto ai prossimi. Non è il messaggio al Prof Gallino in particolare che trovo giusto, quanto il messaggio ai futuri 'antifascisti' de no'artri. Lo trovo giusto perché è pacato e perché da una via. Mi ricorda in un certo senso la lettera di Don Patricello a Schiavone con l'incipit: "Fratello...". Non lo trovo una critica, ma un invito a migliorare.

      Il secondo punto lo trovo ancora più importante. Sostengo da tempo che non vedo più pensiero critico in molti dei miei amici. Ne ho esempi più o meno intensi ma ovunque mi volgo così è. Devo essere sincero chi dei miei amici vive all'estero ne sembra meno affetto, ma forse è una mia impressione. In ogni caso mi sento da un bel po in un mondo Orwelliano, in cui il pensiero è unico, permea ognuno ed è impossibile comunicare con menti ormai rese appunto impermeabili. Penso in particolare alla monotona e monolitica tromba dei mass media, che bombardano a tappeto e, a me sembra, spengono ogni pensiero critico. Impossibile mi pare a volte risvegliare anche la più blanda consapevolezza.
      Tuttavia, non credo si debba cedere, ne rassegnarci. Non ho modo di avvalorare la mia idea con tesi o studi particolari ma ci tengo a far notare alcuni piccoli dettagli, e lo faccio da avvocato del Diavolo.
      Fece notare il Prof. Borghi che il web sarà la più grande arma di verità del futuro, in quanto libera, e facile fonte di informazione e disponibile a tutti. Mi pare che ne parlasse riguardo a dichiarazioni passate, riguardo cioè alla possibilità di verificare a distanza di tempo se una tale dichiarazione fosse giusta, sbagliata, coerente, smontabile, etc. Ma in ogni caso il punto rimane. Sul web c'è tutto e il contrario di tutto, ma se la si cerca c'è anche l'informazione. Riprova ne sia che sono arrivato qui, cercando cosa fosse lo Spread e passando appunto dal video del Prof. Borghi.
      Questo Blog essendo così razionale come detto poco sopra, mi pare un'altra prova del fatto che di pensiero critico e di menti permeabili ancora in girò un po' ce ne è. Ovviamente non ho idea se ci sia o meno una necessità sociale di riscoprire la propria capacità critica o se magari la massa stia sognando di immergersi ancor più nel non pensiero dominante, ma a maggior ragione, io che credo nella razionalità e nella democrazia, vorrei che uno stimolo in più a questa possibilità vada dato.
      Queste discussioni, credo siano uno dei migliori possibili.

      Chiedo scusa per la lunghezza e per il linguaggio un po' orribile. Ci lavorerò.

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  33. " Ripeto: scegliere questo megafono per lanciare un messaggio così rilevante può anche essere una scelta acuta, dirompente."

    Chissà se il testo verrà rilanciato, prima o poi, anche dalla tribuna solita del professore (Kreutz-Zeitung rossocrociata)

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  34. Caro Prof.,

    ogni volta che lei scrive di quelli che hanno cambiato idea non posso non sentirmi chiamato in causa. In effetti, come tanti altri ho cambiato idea anch'io, grazie al suo lavoro di divulgazione.

    Però, per me è facile cospargermi il capo di cenere e andare avanti al suo fianco (ma tante volte anche qualche passo indietro) perché io sono un dilettante e lei un economista professionista.

    Viceversa, non credo che sia molto facile fare la stessa cosa da parte di chi in buona o cattiva fede ha difeso questo sistema dalla sala di comando. Alcuni per interessi, altri per orgoglio, e altri ancora perché evidentemente non si ricordano più cos'è la scienza.

    Non voglio giudicare questo suo ennesimo (e lungo) sfogo. Le faccio solo il mio in bocca al lupo. Perché è anche dalla riuscita del suo lavoro di persuasione che dipende la nostra futura pacifica convivenza.

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  35. Alexis Tsipras 2015:
    "La priorità era evitare un disastro e firmare un accordo difficile in cui non credevo ma che ora rispetterò e che ci farà uscire dalla crisi. Non accetto la politica di austerità che c’è nel piano europeo ma devo firmarlo per salvare il Paese... Chi crede che l’alternativa sia il piano Schäuble (di mettere fuori la Grecia dall’euro per 5 anni, ndr), l’attacco alla Banca di Grecia per mettere le mani sui 22 miliardi di euro di riserve o stampare gli Iou, i pagherò al posto delle pensioni e stipendi, lo dica al popolo (cioè vada a farsi f...re ndc)...". Come dice bene Stavros Mavroudeas, "Syriza betrayed Greek people". QED. So welcome Golden Dawn.

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  36. Tendo sempre più a considerare che il background in cui sono cresciuto, è una nota a margine della cultura... ahimè. Ma non ho nemmeno quaranta anni, sono ancora in tempo. Sui libri di Giorgio Galli avevo cominciato a conoscere la simbiosi fra pensiero magico e la sinistra, il "più Europa" è forse, il caso paradigmatico.
    Sul piccolo manuale per istruzioni dei furbi che scappano dalla nave, nulla da eccepire. Tocca una lettura in più, Majone. Ce provo anche se è in Inglese.

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  37. Prof, pure lei vuole emigrare? Per un'opportunità di lavoro o un cambiamento di vita? Se non sono troppo scortese, quale sarebbe la sua meta?

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    1. Se viene in Corea (del sud) la posso ospitare!

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    2. Qui in Nuova Zelanda la mia casa è la Sua!
      La South Island è bella ...

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  38. Se prima di questo post l'avrei voluta al dicastero del Tesoro, ora mi vado convincendo che il Suo posto non potrà che essere quello di presidente del Consiglio. E, mi creda, non c'è nessuna piaggeria, ma solo logica: colui che ha visto la verità prima e da più lontano, è logico che sia la guida del nostro cammino futuro. Del resto è Lei che ha voluto farsi carico di quest'opera improba, ora beva fino in fondo il Suo amaro calice.

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    1. La considero una raffinata e spiritosa presa in giro, perché esattamente questo post dimostra che a differenza di quanto accade a molti miei colleghi, se c'è una cosa che non mi interessa e per la quale quindi non sono portato è la politica. Altrimenti... grazie per la fiducia, ma non contare su di me!

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    2. La capisco Professore, ma sono già in molti a contare su di Lei...

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    3. Molti non è abbastanza. Quando avremo 10000 lettori fissi e 300000 contatti al giorno allora ne parleremo.

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    4. Mi é piaciuto molto questo post. Si puó leggere su più livelli come spesso accade qui. Molti danno il merito a Bagnai di averci per primo avvertiti di cos'è il progetto della moneta unica europea; i più accorti gli riconoscono invece anche il merito di aver creato in Italia, dal nulla, quel, purtoppo poco, dibattito sull'insostenibilitá dell'Euro che altrimenti non ci sarebbe stato. Ma come dimostra questo post una cosa ancora piú importante gli va riconosciuta: aver preso la questione macroeconomica, politica legata all'Euro come occasione per porre le basi di un discorso piú ampio, legato al problema culturale che é ad esso sotteso. Che poi é tutto. Di piú. Un problema di coscienze ( il vero problema per l'attuazione di un sistema democratico), che é inoltre un problema umano, direi da sempre. Secondo me bisogna farla una riflessione sul metodo e sull'importanza di esso. E' la vera rilevanza del Bagnai intellettuale. Nessuno, nessuno, nessuno pone il problema su questa piú ampia e necessaria prospettiva se non lui. Insomma abbiamo il dovere di comprendere e di considerare l'importanza, il valore enorme di prese di posizione di questo tipo, di analisi che integrino tali considerazioni. Non so cosa ne pensino altri, ma per me il fatto che Alberto Bagnai NON passi per alcuna appartenenza politica schierata, che si sia SEMPRE rifiutato di appoggiare gruppi politici o di formarne di suoi, attestano la credibilitá del suo metodo, delle sue intenzioni, il valore della persona e la capacità aggregante di questo atteggiamento, perché le persone che pensano ci sono eccome in giro per l'Italia e oltre. Bisogna capire l'importanza di questo fatto. E l'importanza che ció rimanga così. Chiedere a Bagnai di entrare in politica vuol dire non capire l'importanza di ció che c'é in gioco, che va oltre la contingenza creata dall'Euro; oltretutto è disonesto nei suoi confronti: un intellettuale non è un politico in senso stretto, gli intellettuali specie se di valore servono vivi e super partes veramente il più possibile, e da ultimo è inutile perché fatto un partito i piú si adagerebbero su di lui e la posta in gioco, dicevo, é invece più ampia, é di coscienza individuale e collettiva, di consapevolezza, è culturale e dunque di metodo, democratico. L'occasione storica ne alza solo il valore. Spero di non essere frainteso, mi sono sbilanciato, ma credo vadano messi in evidenza fatti che non possono darsi per scontati: Bagnai ha avuto 4 anni di tempo, contatti con altri intellettuali e diversi politici, gioca in un altro campionato, e NON ha MAI cambiato posizione sulla questione del metodo. Qualcosa vorrá dire o no?

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    5. Nicò, faccio sempre in tempo a cambiare idea. Qui molti usano l'espressione "carro del vincitore". Nella mia percezione stiamo per perdere tutti (tutto). Poi magari mettiamo insieme due ruote e un semiasse e cambiamo passo, chi lo sa? Saluta Diccì...

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    6. Consiglio un arca, galleggia. Arbè 'nanzitutto Diccì te saluta e te manna 'n bacio, poi preciso, anche se con Lei non serve, che non ce l'ho coi partiti, sostengo solo che non siano lo strumento adatto per risolvere il grosso problema delle coscienze e culturale che ci affossa. E mi pare che Lei lo abbia chiaro in mente dato che ha dimostrato ampiamente di puntare a ben altro rispetto a terra e peltro. Poi sull'utilità di un partito per obiettivi più specifici e di medio-breve respiro se ne pò anche parlà, sempre con le dovute riserve. È che c'ho quest'avversione naturale per qualsiasi cosa possa per sua natura attirare l'umana cupidigia e alla fine fare più danni che altro. E che fosse un problema esistenziale dell'uomo lo diceva Dante mica Nicò er cazzone qualunque.. Ciò tuttavia non gli ha certo impedito di prender parte attiva alla vita politica fiorentina, non so se mi spiego. Dipende da cosa ci si aspetta.

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    7. Non ho mai pensato ad un partito di Bagnai.
      Come per la Resistenza, si va delineando una sorta di CNL trasversale a partiti e movimenti e, quando sarà il momento (10000 lettori fissi e 300000 contatti al giorno), chi meglio del Professore Senza Partito potrebbe presiedere il CNL e guidare la transizione del Paese?

      Almeno questo è il mio grande auspicio.

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    8. Ho fatto due errori. Il primo scrivere inavvertitamente un'arca senza apostrofo. Il secondo è di aver utilizzato il termine partito in un'accezione troppo ampia e generica, dando quindi adito al rischio di essere frainteso. Cerco dunque di essere il più sintetico possibile.
      La mancanza di coscienza, di consapevolezza, che si traduce in lacuna culturale, di metodo è il motivo per cui il pensiero magico influenza così tanto le persone, sciamani compresi, e anche il motivo per cui gli eventi che seguiranno non si potranno evitare, a meno di non voler credere che sia possibile un cambiamento così forte in così breve tempo. La Democrazia non è mai esistita per questo preciso motivo e quel suo scimmiottamento che conosciamo oggi non è che un'illusione. Non pretendo di avere ragione, anzi ho molti dubbi sulla questione, come su tante altre, ma non ho ricordi che nel passato che noi studiamo sia mai andata diversamente. Esaltare il CNL è opera ideologica; per come la vedo io è stato uno degli strumenti con cui si è passati da una dittatura all'imperialismo americano; non voglio sminuire l'importanza della Resistenza, sia chiaro, però se non ci fosse stato un preciso interesse del capitalismo USA verso l'Europa non avremmo mai avuto un CNL. La Libertà, la Democrazia passano necessariamente per la consapevolezza collettiva che esse stesse costituiscono prima di tutto un metodo, un metodo dove cittadini, rose aperte, si fanno parte attiva verso l'accrescimento proprio e collettivo; e questo anche di quelle conoscenze tecniche che fanno girare il motore democratico, necessarie. Per ora è un auspicio. Quindi cosa ce ne facciamo di un partito, gruppo, movimento, comitato di liberazione se chi ne fa parte o vi aderirà in seguito, poichè inevitabilmente attratto dalle opportunità offertegli, non ha chiara questa visione più ampia? che comportamenti potrebbe attuare tale soggetto politico sulla base di queste monche premesse? Gli eventi precipitano? ovvio. Lo hanno sempre fatto per tutta la storia umana. E sempre la storia umana è stata caratterizzata da genesi di gruppi politici, chiamiamoli così; illusioni di cambiamenti che non potevano che esserlo proprio perchè non prevedevano un'attività individuale di sconvolgimento interiore, cosciente, di messa in discussione continua, ma anzi pietrificando i loro membri in una posizione ritenuta valida ed esaustiva, nella mera delega di pensiero da parte dei propri sostenitori, questi prendevano il potere, o ci provavano, ottenendo solo ulteriore conflitto o preparando, inconsciamente, le basi per quelli futuri.
      Quindi il succo è: non dico che non servano, dico solo che vanno visti come meri strumenti caratterizzati da una pericolosità intrinseca molto forte. Come dicevo nel commento precedente, dipende da cosa ci si aspetta da essi. Dall'altra parte, invece, c'è un progetto interessante guidato da mano coerente e sicura, Goofynomics, che punta chiaramente a mettere chiunque in una prospettiva attiva, cosciente e il più possibile consapevole. A mio avviso con grande efficacia, per nulla fallimentare. Il fatto che Gallino non farà e non ha fatto quello che Bagnai chiede ( ovvero spiegare il percorso che lo ha spinto a cambiare opinione, cosa che dovrebbe essere ovvia nelle intenzioni di una persona intellettualmente onesta) attesta il successo silente di questo progetto, perchè noi tutti sappiamo che se c'è un dibattito sull'Euro c'è perchè c'è questo blog, e ci sono a/simmetrie, orizzonte48 e gli intellettuali che vi gravitano attorno; lo sappiamo noi, come lo sa Gallino che però non lo ammetterà mai perchè a quelli come lui la Democrazia, con la D maiuscola poichè intesa come metodo, cioè vera Democrazia, non interessa. Si vede da come agisce. Poi per carità, Paolo di Tarso costituisce un buon precedente: mi arrogo il lusso di sperare che non rimanga anche l’unico.

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  39. L'unico soggetto a cui l'elettorato di sinistra concederebbe di rimettere in discussione alcuni dogmi forse è Prodi (signora, mi spiace tanto ma dobbiamo proprio andare...). Bersani è troppo fresco ed è comprensibile (ma solamente comprensibile) che abbia enormi difficoltà. Il baffo ha già parlato, e per 'sto mese basta.

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  40. Se mi metto d'impegno e cerco di avere un po' di empatia per coloro che sono stati costretti dalle circostanze a cambiare idea mi sembra assolutamente evidente che cerchino di ignorare il suo ruolo nella loro conversione o comunque il suo primato nel raggiungere una visione veritiera (o più veritiera). Ci mancherbbe altro! Anzi, è già tanto che non la odino apertamente. Ha mai provato a dire a una donna obesa che dovrebbe dimagrire? Cristo è stato crocifisso per un buon motivo, almeno a vederla dal punto di vista di coloro che lo hanno fatto...

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    1. Cogli uno snodo non banale, che sfugge a sambarluc e agli altri critici. Io potrei anche non togliermi la soddisfazione di dire quello che penso, ed essere mellifluo e avvolgente come sapete che so essere (es.: la direttrice di Left a TgCom24). Il punto è che i Gallino mi odierebbero comunque, perché ho detto la verità prima e con più successo di loro. Questo è ciò cui alludevo quando dicevo che i ponti sono saltati. Come sa chi ha fatto il militare, per un peccato simile in una struttura gerarchica non c'è indulgenza. Chiedetemi sforzi, ma non sforzi inutili!

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  41. Mi par di capire che l'argomento trainante dei sostenitori del "figliol prodigo", sia la constatazione, un pò opportunistica, che il tal figliolo abbia dei seguaci (come, del resto, si addice ad un vero sciamano) e che quindi "potrebbe" essere utile alla causa.
    Ma per i molti che seguono il blog da tempo, dovrebbe essere ormai chiaro che la necessaria rivoluzione culturale, in grado di portarci fuori da questo e da ben più peggiori scenari, non potrà avvenire tramite "seguaci", ma solo tramite una corretta informazione generale.
    E non si tratta di far diventare tutti dei tecnici o degli economisti; così come oggi chi sostiene che non è il sole a ruotare attorno alla terra non è, necessariamente, un astronomo.
    Si tratta semplicemente di dire la verità; lo si può fare a vari livelli, in modo più o meno approfondito, ma rimanendo sempre in quel campo che è proprio della verità.

    Condizione imprescindibile per far capire ai propri seguaci che si sta dicendo la verità, se in precedenza si sono fatte affermazioni in totale e netto contrasto con quanto si sta dicendo ora, è affermare che in passato ci si è sbagliati.
    Ed è un'operazione estremamente più semplice di quella che dovrebbero compiere molti altri opinionisti, visto che l'opposto di "verità" non è esattamente "sbaglio".







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  42. Ho visto un film ultimamente, "Woman in Gold"

    Mi e' rimasta impressa una scena, nella quale la protagonista (che fa causa al governo austriaco per tornare in possesso del famoso quadro oggetto del film, sequestrato dai nazisti) dice:
    -"Non ammetteranno mai di aver sbagliato, perche' altrimenti dovrebbero ammettere tutto: loro hanno gettato fiori ai nazisti che marciavano per le strade di Vienna!"

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  43. Personalmente me ne sbatto dei convertiti, se saranno utili alla rinascita di questo maltrattato paese, ben venga il loro ritorno dal lato della scienza e della verità, ma per quanto riguarda il mio giudizio personale su di loro, non posso e non voglio smuovermi: colpevoli.

    Inoltre sono anche poco gentile con questo livello di criminalità (danneggiare intere nazioni), ma io non sono né un economista, né un politico, io sono al più un guerriero perché quello so fare, combattere, anche se è la cosa che odio di più in assoluto è la violenza (sembra un controsenso, ma non lo è). Mi limito a combattere per sport e per la verità scientifica.

    Io ho scoperto Goofynomics grazie a 2 cose: un'intervista rilasciata a Byoblu dal professore: "Ce lo chiede l'Europa", linkata dal capo ortottero tempo addietro e dalla curiosità di voler capire come fosse stato possibile aver dovuto chiudere un'azienda che era aperta dal 1947 e prossimamente un negozio che è stato aperto anch'esso per oltre 30 anni (questo per mancanza di clienti, il fatturato del 2014 è stato il 15% di quello del 1999, non il 15% in meno, il 15% del vecchio totale, sia chiaro).

    Tralasciando l'enorme carico di sfighe personali con le quali sono perennemente in conflitto (e vincerò), ho studiato libri e goofyblog e ho provato a lungo a ragionare con altri individui e portare informazione sul perché siamo in crisi e sul perché non ne usciremo: mi trovo letteralmente stordito dai ragionamenti che sento intorno a me, ai quali non riesco nemmeno più a replicare.

    Mi ha sempre fatto incazzare la sicumera di certi intellettuali, spesso ignoranti in troppi campi ed elevati a posizioni quantomeno non consone alle loro persone, ma quando degli individui ignoranti come capre si permettono di parlare basandosi su cose lette probabilmente ai cessi dell'autogrill, perché tale è il contenuto delle loro affermazioni, l'unica cosa che posso fare è andarmene.

    Mi hanno anche detto "ma tu parli bene, dovresti fare il politico", al che ridendo ho sempre risposto che io non so scendere a compromessi. Io non vedo le 50 sfumature di grigio, solo bianco o nero.

    Il professore si incazza? Secondo me è sin troppo tranquillo.

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  44. Risposte
    1. Sembra che il link non funzioni.

      https://www.youtube.com/watch?v=tRznyIgOW90

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  45. Caro professore,
    mi auguro che la sua riflessione sulla "conversione" di Gallino (le virgolette sono obbligatorie), sommata ai post di Boghetta et al. e di Porcaro, sia il prodromo di una tanto attesa svolta politica (e vista la sua importanza nel dibattito mi permetta di sottolineare che con la sua opera di divulgazione lei fa già politica, che le piaccia o meno). Lo ha ripetuto spesso che mentre troppi inutili idioti plaudevano alla strategia attendista di Tsipras (manifestatasi due volte perdente, visto che oggi è un dato acclarato che non c'è mai stato alcun piano B) i greci hanno continuato a soffrire. Forse i cittadini greci erano, malgrado le menzogne di Tsipras, culturalmente pronti a gestire l'uscita. Loro cosa significhi morire di euro lo sperimentano tutti i giorni sulla propria pelle. In Italia, vuoi perché partivamo da una situazione di relativo benessere in confronto ai greci, vuoi per questa odiosa propensione all'autorazzismo, per superare l'approccio magico dell'eurismo d'asinistra, quello che mancava era una sesquipedale pedata nei coglioni. Il suo sacrificio e quello di altri non sarebbe mai bastato da solo a far breccia nel muro di menzogne. Senza di lei il dibattito sull'euro non probabilmente non esisterebbe, ma è un dibattito che stenta ancora a decollare. Bene, quel calcio lo ha rifilato la storia recente. Come ha giustamente sottolineato, ciò che succederà dopo il crollo dell'euro dipenderà in larga parte da quanti avranno capito il perché del crollo e per rendere un tale progetto realizzabile un approccio metodologico come quello che ha descritto serve. La gente come Gallino forse non serve, ma escluderla aprioristicamente sarebbe sbagliato. Ammettere gli errori non serve a espiare i peccati, serve a riguadagnare una credibilità persa in anni di menzogne. Tuttavia, in questo momento, con tutto quello che ci sarebbe da fare, Gallino sì/no è l'ultima delle domande dirimenti. Detta altrimenti, non sono gli intellettuali che mancano.
    Ciò che serve ora, e sulla quale lei sarà inevitabilmente chiamato a recitare un ruolo importante, è la formazione di un movimento d'opinione (o forse politico) trasversale che sappia interpretare la ricomposizione di classe forzata da quella cazzo di riga tracciata in mezzo al campo e far coesistere istanze provenienti da mondi che fino ad oggi si sono guardati di traverso.

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  46. L'articolo in questione è stato scritto a giugno.Ecco cosa diceva il 2(DUE)luglio:

    Dunque la sfida di Tsipras indica un modo diverso di intendere e di restare in Europa.

    «Il referendum del 5 pone una grande questione politica. Una grossa sfida che lascerà il segno e che potrebbe preparare prossime svolte in Spagna, Irlanda e Portogallo. Anche se vincessero i sì, tra i cui fautori c’è quel 20% di greci che non ha mai pagato le tasse e lavora per avere un governo più morbido».

    Si può ancora parlare di sovranità?

    «Negli Usa l’Alabama o il Maine hanno più sovranità rispetto al governo federale di quanto non lo abbia un paese Ue, strettamente condizionato dalla Troika».

    Recentemente lei ha scritto che il debito pubblico della Grecia è illegale e illegittimo.

    «Mi riferivo al rapporto del Comitato per la verità sul debito pubblico in Grecia che dimostra come la Troika abbia influito pesantemente sulle scelte. Le conseguenze negative sono evidenti. La colpa è anzitutto del Fmi, responsabile primario, e della Bce che ha insistito sulla deregolazione del mercato del lavoro. Se aggiungiamo il ruolo del Fondo Europeo di stabilità finanziaria, possiamo ben dire che le azioni o molte delle loro azioni sono illegali, odiose e illegittime. Un diritto non pagare».

    Una sorta di colpo di stato in doppiopetto?

    «L’Ue non è quell’unione culturale e civile che trae la propria identità dallo stato sociale ma vive in una una sorta di dittatura del sistema finanziario globale. Dove tutto viene deciso da oligarchie di signori ben pagati, ciechi e feroci, che discutono di decimali. Ma dalla Grecia arriva uno scricchiolio».

    C’è un’alternativa politica a questa situazione in Italia?

    «Da molti anni i partiti socialisti e socialdemocratici europei hanno tradito le loro ispirazioni e si sono schierati col fronte liberista. Ora sono sorte in Spagna e Grecia nuove aggregazioni, nuove anche rispetto a una sinistra che si è suicidata. In Italia c’è la Coalizione sociale di Landini e della Fiom e anche ciò che si muove ancora nei Comitati dell’Altra Europa. Può dunque emergere anche in Italia un nuovo soggetto di sinistra, nettamente alternativo alle politiche di destra sin qui seguite. Perché l’alternativa è tra democrazia e giustizia sociale contro questa austerità».
    Non mi esprimo,per carità di Dio...

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  47. Ecco il link:
    http://m.iltirreno.gelocal.it/italia-mondo/2015/07/02/news/la-grecia-e-in-ostaggio-bce-e-fmi-dettano-legge-1.11711828

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  48. Oggi sul gazzettino v.to un articolo a firma covre, ex sindaco leghista,che intimava a salvini di fare un referendum internò per capire quanti erano pro o no euro..lui perorando il più euro et Europa....faccio presente timidamente che parlando con politici della lega , in Veneto, ancora pensano alla secessione come sogno....
    Io ribatto che quella quella darebbero se ci mettiamo d' accordo sui soldini.
    Appartenenza,appartenenza..era gaber ? Tutto nasce dalla cultura originaria....c+c...cattolica o comunista....vota il mio senza guardar in bocca...e conta ancora oggi...Gianni z.

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  49. Sinceramente preferisco il professor Lippi sul Modello di Asimmetrie e Daveri sul modello della produttività che hanno portato a qualche critica costruttiva da posizioni assiomatiche neoliberiste , che le giravolte opportunistiche senza scuse e senza riconoscimenti al prof.

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  50. Contingent Liabilities. Ovvero posizioni debitorie pubbliche non contabilizzate.
    Nascono da prestiti statali a sostegno degli istituti di credito che hanno reso il VaR e tutta la pratica credit e market risks mera carta igienica. Nella pratica sono conosciute come garanzie statali (seriali) a copertura di npl delle banche creditrici (crediti in sofferenza o 90days past due: paghi gli interessi dopo tre mesi dalla scadenza).

    Eurostat nel feb 2015 ha pubblicato il totale delle posizioni debitore europee. Http://tinyurl.com/qdfvjzs
    Cosa viene fuori?

    Germania: 145% debt/pil
    Paesi bassi: 115%
    (...)
    Grecia: 17%

    Aggregando i valori sopra a quelli ufficiali l'evidenza della disfunzione finanziaria eurista torna in tutta la sua pazzia:
    Valore totale debito pubblico
    Irlanda: 234%
    Germania: 222%
    (...)
    Grecia: 192%

    La pancia dei risparmiatori e contribuenti tedeschi é colma di garanzie Dresdner, Landesbanken +Sparkassen.
    19 paesi, 19 regolatori, 19 discrezioni nazionali

    E parlano di conti truccati.











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  51. Ho "solo" trent'anni (già perché a inizio secolo ragazzini di 18 difendevano l'argine occidentale del Piave) e non ho la cultura politica e letteraria che potrebbe vantare Lei Prof. necessaria per inquadrare bene le dinamiche politiche di questi tempi.
    Tuttavia spero di poter dare un piccolo contributo.
    Tutti ci rendiamo conto del fatto che una situazione di emergenza richiede una rapida soluzione (intesa come volontà e non come processo tecnico da implementate) e che sarebbe incosciente non avvalersi del contributo di diversi soggetti pur di raggiungere lo scopo. E il rifiuto potrebbe anche essere tacciato come criminale da chi non ha ben compreso i contorni della vicenda.
    Innanzitutto facciamo ordine. Qui nessuno, o comunque ad eccezione di pochi, fa un discorso puritanesimo. Il punto é un altro.
    In passato si è detto, se memoria non mi inganna, che chi ha creato il problema difficilmente poteva esserne soluzione. Lo stesso Einstein ci tramanda che "non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che lo ha generato", e come ha chiarito il Prof. in diversi punti nessuno ci assicura un reale cambiamento di prospettiva del prof. Galli (e di altri, aggiungo): troppi "errori" di valutazione dei quali una parte si traducono in altrettanti di comportamento (evitò l'aggettivo "tattico"), rimarcando il problema della deficienza di adeguatezza.
    Io capisco che taluni vorrebbero una soluzione che veda protagonista o, comunque non confinata a ruolo marginale, la sinistra ma purtroppo attualmente non ve ne sono le condizioni. Degli intellettuali di riferimento ufficiali della sinistra non mi sembra che ve ne sia alcuno che abbia apertamente condannato il progetto eurista o che comunque abbia dato pochi ma concisi segnali di cambiamento rispettando quei criteri minimi per essere considerato credibile. Ed anche qui si ripropone l'ambivalenza fra malafede o mancanza di adeguatezza. Tertium non datur.
    Inoltre, ammettendo nella migliore delle ipotesi che costoro dovessero seguire i passaggi necessari per aspirare all'aggettettivo "credibile" (da parte nostra) confessando infine l'errore, esporrebbe ad un pericolo nuovo connesso alla loro inevitabile perdita di credibilità che ne conseguirebbe agli occhi del loro elettorato di riferimento. Mi riferisco al potenziale contagio cui sarebbero esposti gli intellettuali come i Prof.ri Bagnai, Giacché, Borghi, Caracciolo che da sempre ed inequivocabilmente hanno assunto una posizione chiara, coerente e intransigente così costruendo faticosamente un rarissimo e preziosissimo patrimonio, capitale necessario per una rifondazione politica e quindi economica e sociale futura basata su valori realmente (in accezione economica) progressisti. Si rischierebbe di perdere questo rarissimo e preziosissimo patrimonio cosi, sottolineo, faticosamente costruito. 1/2

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    1. Galli? Attenzione, non facciamo confusione: è Luciano Gallino, sociologo.

      Esiste, ma è un'altra persona, Giorgio Galli, politologo, che si è occupato, fra le altre cose, proprio di pensiero magico in politica (cfr. ad es.: La magia e il potere. L'esoterismo nella politica occidentale).

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  52. così come the show must go on, anche il dibattito deve continuare.
    Io, parlando per me ovviamente, ricordo che all'inizio nutrivo un certo risentimento verso il nostro Paese (e soprattutto Regione, ovvero la Sicilia).
    Ed ero arrivato a teorizzare (discutendo tra amici, penso su FB), di un intervento della UE per salvarci dalla mafia.

    Ne avrò di difetti, ma uno non ho (e si sa, nessuno mai ti riconosce queste cose): tengo in memoria certe cose quando non riesco a trovargli un nesso (per questo ad esempio il primo articolo del prof del 2010, l'avevo un po' snobbato ma me lo sono tenuto caro perché contro corrente mentre le altre "tesi" - debito pubblico, corruzione, evasione - non mi convincevano).
    Ad esempio ricordavo che da bambino (cattiva infanzia) non mi dava pace il perché un politico trentino fosse onesto mentre uno siciliano non lo fosse (e credetemi, non ce n'erano, a parte gli accoppati, appunto).

    dopo qualche gg mi diedi una risposta sulla UE che doveva liberarci dalla mafia: se fosse stato un problema sia per loro sia per noi, avrebbero trovato una soluzione.
    Evidentemente avevano altro a cui pensare.
    Poi sono arrivati i mega problemi sociali della disoccupazione e la soluzione è stata quella di precarizzare tutto.
    A questo punto subentra il discorsi del prof, ovvero di CAPIRE LE RAGIONI SOCIALI, CULTURALI e quindi economiche di questa crisi.

    Se il prof avesse avuto ragione (per me era una scommessa) allora la mafia non doveva esistere prima dell'unità d'Italia.
    E infatti non esisteva.
    ECCO: per me la valenza del cambiamento sta nel capire la valenza della comprensione (via via) di questi processi.
    Ovvero del fatto che i popoli non possono rappresentare continenti.
    Che i popoli vanno rispettati (tutti!)
    Che i popoli quando invasi e sconfitti avranno sempre dei rappresentanti che venderanno i propri concittadini (toh, i gabellari!).
    Etc etc etc
    Di persone come Renzi la storia del mondo è piena (a Berlusco' non fa parte di questa categoria tanto per intenderci).
    ma puoi togliere quanto Renzi vuoi, ma ne troverai sempre uno.
    Grazie al prof e a 48 sappiamo che il progetto di € ed UE è non tendenzialmente ma totalmente antidemocratico.
    'ste cose vanno comprese.
    E quando tu le comprendi.. dico la verità: ti senti cittadino del mondo dentro il tuo "provincialismo" (come la penserebbe un piddino)

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  53. Tutti ci rendiamo conto del fatto che una situazione di emergenza richiede una rapida soluzione (intesa come volontà e non come processo tecnico da implementate) e che sarebbe incosciente non avvalersi del contributo di diversi soggetti pur di raggiungere lo scopo. E il rifiuto potrebbe anche essere tacciato come criminale da chi non ha ben compreso i contorni della vicenda.
    Innanzitutto facciamo ordine. Qui nessuno, o comunque ad eccezione di pochi, fa un discorso puritanesimo. Il punto é un altro.
    In passato si è detto, se memoria non mi inganna, che chi ha creato il problema difficilmente poteva esserne soluzione. Lo stesso Einstein ci tramanda che "non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che lo ha generato", e come ha chiarito il Prof. in diversi punti nessuno ci assicura un reale cambiamento di prospettiva del prof. Galli (e di altri, aggiungo): troppi "errori" di valutazione dei quali una parte si traducono in altrettanti di comportamento (evitò l'aggettivo "tattico"), rimarcando il problema della deficienza di adeguatezza.
    Io capisco che taluni vorrebbero una soluzione che veda protagonista o, comunque non confinata a ruolo marginale, la sinistra ma purtroppo attualmente non ve ne sono le condizioni. Degli intellettuali di riferimento ufficiali della sinistra non mi sembra che ve ne sia alcuno che abbia apertamente condannato il progetto eurista o che comunque abbia dato pochi ma concisi segnali di cambiamento rispettando quei criteri minimi per essere considerato credibile. Ed anche qui si ripropone l'ambivalenza fra malafede o mancanza di adeguatezza. Tertium non datur.
    Inoltre, ammettendo nella migliore delle ipotesi che costoro dovessero seguire i passaggi necessari per aspirare all'aggettettivo "credibile" (da parte nostra) confessando infine l'errore, esporrebbe ad un pericolo nuovo connesso alla loro inevitabile perdita di credibilità che ne conseguirebbe agli occhi del loro elettorato di riferimento. Mi riferisco al potenziale contagio cui sarebbero esposti gli intellettuali come i Prof.ri Bagnai, Giacché, Borghi, Caracciolo che da sempre ed inequivocabilmente hanno assunto una posizione chiara, coerente e intransigente così costruendo faticosamente un rarissimo e preziosissimo patrimonio, capitale necessario per una rifondazione politica e quindi economica e sociale futura basata su valori realmente (in accezione economica) progressisti. Si rischierebbe di perdere questo rarissimo e preziosissimo patrimonio cosi, sottolineo, faticosamente costruito. 1/2

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  54. 2/2
    E poi una valutazione logica che poggia su un dato storico.
    Ci si puo fidare di esponenti che si sono macchiati consapevolmente o meno di tal vil crimine? Infatti non soltanto gli aggettivi poc'anzi usati rimandano a caratteristiche oggettive del proprio pensiero politico che li allontanano dai requisiti necessari per porne soluzione ma è il solo fatto di avervi partecipato (anche inconsapevolmente) a sottolinearne la loro inadeguatezza.
    Una volta "riabilitati" costoro potrebbero procrastinare ad un futuro prossimo la scelleratezza delle loro scelte conseguenti a sentimenti elitari o quantomeno a pochezza culturale e frivolezza intellettuale.
    A titolo di esempio, vi risulta che Napolitano e Scalfari siano stati iscritti al partito fascista? Sono stati riabilitati dalla sinistra. E cosa ha prodotto questo?
    Che 40 anni dopo ci hanno riproposto un progetto antidemocratico e ugualmente criminale: con qualche migliaio di morti speravano di sedersi al tavolo delle trattative. Idea paradossale da diversi punti di vista: si rimarca il discorso sull'inadeguatezza poiché duri a capire che non esiste un tavolo su cui sbattere i pugni quando hai costruito un sistema che rafforza i forti; paradossale, perché "facciamo l'Europa solidale" che passa attraverso trattative basate sulla distruzione dei ceti bassi di ciascuna nazione.
    Voglio dire che questi fra qualche hanno potrebbero riproporci un altro pacco sotto altra etichetta.
    Voglio essere più chiaro. Fra gli intellettuali che hanno difeso l'euro ci sono due categorie: quelli assolutamente convinti del progetto Uem e quelli che lo erano solo per logica d'appartenenza. I primi al momento opportuno cambieranno casacca pera sopravvivenza politica. Di costoro credo sia superfluo dire che non ne abbiamo bisogno ed anzi savrebbero da evitare. Dei secondi abbiamo coloro che pur credendo nel sogno una volta studiato e capito, subito hanno cambiato posizione ed atteggiamento cercando soluzioni con chi ha aperto il dibattito e coloro che, nonostante il dibattito lo studio e la comprensione continuano a menarla con "l'altro euro possibile" o che assumono comportamenti ambigui. Credo che il prof. voglia avere a che fare solo col primo tipo della seconda categoria che sono anche i più facili da riconoscere. Ed unicamente su questi che credo possiamo fare affidamento.
    Non fraintendetemi: non vorrei passare per determinista. Sto solo cercando di sottoporvi i miei dubbi per poter avere risposte. E quindi è ovvio che possa sbagliarmi.
    Di certo però non si può non considerare il peso di costoro presso il loro elettorato.
    In un mondo perfetto cosa dovrebbe accadere?
    Alla luce di quanto anzi detto, ne deriva la logica consegenza che i vari padri nobili del progetto eurista dovrebbero "semplicemente" passare il testimone: chiedere scusa, ammettere l'errore, confessare la colpa ed indicare al proprio elettorato i nuovi punti di riferimento. In sostanza dovreddero farvi da trampolino di lancio per il grande pubblico e poi farsi da parte.
    Un atto di estrema generosità se vogliamo, comunque insufficiente a compensare il loro egoismo passato e presente.
    Questa è l'unica soluzione per coniugare il loro patrimonio di auditorium col quello della sua, e in generale vostra, credibilità acché si possa ottimizzare il risultato.
    Fra i nuovi punti di riferimento politici a sinistra vedo chiaramente D'Attorre, talvolta appannato Fassina e probabilmente Cuperlo.
    Queste le mie impressioni allo stato attuale.

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  55. Come facciamo a NON rassegnarci all'idea che "le masse si orientano sul CHI dice e non sul COSA viene detto"?

    Immaginiamo il caso del contadino Totuzzo che avendo uno sfogo sulla pelle chiede consiglio alla comare Pina piddina. Ella ha sentito al programma tv "Medicina 1-2-3" che in caso di pustole conviene andare subito dal dottore. Il dottor Gennaro generico lo indirizzerà poi allo specialista dermatologo Ernest, che sulla base dei rigorosi test clinici pirreviùd del phd Statisticstein dell'università di Paperharvard gli consiglierà il prodotto dell'onesta casa farmaceutica Philantrop. Se qualcuno per assurdo sbaglia, diversi Codici del Buon Legislatore Rappresentativo daranno allo sfortunato metodi legali di rivalsa.

    Ecco. Se già in dermatologia, quando la gente alla fine si riempie di bolle pruriginose, questo virtuoso processo è marcio e falsato in ogni singolo passaggio, come facciamo a farlo funzionare in altre scienze, addirittura in economia? Davvero ci vuole tanta fede nello Spirito Santo.
    O pece e piume.

    Il che però risolve la questione posta dal prof.Giacché. Se di pece e piume non ci fidiamo, per principio o perché razionalmente quell'approccio fa morire la scienza, non resta che confidare nell'onesta Ricerca della verità, testardamente e senza tatticismi, nella speranza che essa ci renda liberi. E che la Libertà sia seducente.

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  56. A proposito di ponti (come questi, questi, questi, questi, questi, questi e questi),
    Luciano, ascolta un consiglio (so' ingegniegniere): non aspettare fino all'ultimo....

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  57. Risposte
    1. Ho nostalgia dell' equilibrio prima della caduta del muro!

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  58. Anche Gallino è stato asfaltato, era ora.

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  59. Tra chiedere scusa e farsi perdonare c'é una bella differenza. Fassina ha chiesto scusa? Non mi pare ... però, forse, stá cercando di farsi perdonare.

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  60. Prof, ma è tardi! E' tardi! Ma come fa ad avere pazienza lei?

    Io solo odio provo: chiude pure la marzocchi, nella mia Bologna; io da qui assisto alla distruzione di una città che ho vissuto e amato da bambino, mi portano via ricordi!

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/23/marzocchi-a-bologna-la-tenneco-chiude-lazienda-94-operai-perdono-il-lavoro/1900549/

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  61. @Carlogiulio Saboldi.
    Compressioni da vincolo esterno rigido. Questa dei livelli occupazionali, delle garanzie di reddito, come quelle dei salari, come quelle dei livelli di sicurezza ambientale, di manutenzione delle infrastrutture, di investimenti in sicurezza, di livelli di sicurezza alimentare sono aspetti diversi di uno stesso paradigma.
    Eppure potevamo reagire meglio con un vincolo esterno non rigido, come sempre avvenuto prima e come sempre prima ci siamo riusciti, prima dell' euro; ma è stato deciso che dovevamo cinesizzarci senza possibilità di difesa.

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  62. Chi comprende veramente la mostruosità del progetto Euro parla con una sofferenza e un'urgenza ben diversa. Qui siamo davanti a persone che non capivano nulla prima come ora è che vogliono solo riposizionarsi visto l'aria che tira. Insomma comunque NEMICI.

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  63. Ciò che non coglie chi critica il suo atteggiamento è che questa opera di verità che lei ha cominciato è stata possibile solo grazie ad una onestà intellettuale profonda, sincera e non negoziabile.

    Un punto fermo che ha reso la sua divulgazione coerente e vincente allo stesso tempo.

    L'onestà non è sul mercato e non potrebbe essere altrimenti

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  64. Ciò che è palese in questo post, è la sensibile richiesta di farsi
    carico della responsabilità di pensare gli sbocchi di questa crisi come
    percorsi di maturazione democratica.
    La divulgazione di Alberto è lastricata di appelli ad intellettuali
    affinchè si assumano la grave responsabilità che il loro ruolo richiede:
    essere uomini di scienza e schierarsi pubblicamente dalla parte della
    verità scientifica, intuendo e scoprendo, dalla continua rivisitazione
    di importanti fratture storiche del nostro amato continente, che la
    menzogna degli intellettuali ha sempre generato violenze inaudite.
    Rendere pubblico il proprio percorso di maturazione intellettuale
    rispetto agli eventi europei degli ultimi 40 anni, equivarrebbe anche a
    dimostrare la forza devastante dell' omertà che un certo percorso
    storico, del quale siamo prossimi all' epilogo, ha esercitato sulle
    università, sulle menti e i percorsi professionali di almeno due
    generazioni di ceti dirigenti.
    Avrebbe certamente un profondo valore politico perchè sarebbe l' unico
    modo per approdare ad una riflessione seria, che non si risolva in: ma
    gli economisti non avevano previsto, gli scienziati politici non avevano
    evidenziato certi processi, altrimenti non si riuscirà a costruire un
    dopo, continueremo a muoverci dentro la medesima rete di menzogna ed
    omertà, inconsapevolmente o meno, dalla quale diritti sociali e
    credibilità scientifica escono sbriciolati, con la violenza che ne
    conseguirà necessariamente. Non è così. Tutto era stato previsto da
    studiosi di diversi orientamenti (basta scorgere velocemente la
    bibliografia del Tramonto dell' euro e di questo blog).
    Visti la fine dei precedenti appelli ad altri possessori di cattedre e
    non, penso a quando i loro studenti saranno chiamati a gestire, tra
    dieci o forse una ventina d' anni, il successo di forze politiche
    inneggianti alla violenza, senza capirne le origini e la loro vera
    portata. Keynes su questo punto lasciò il suo incarico a Versailles
    dimettendosi nel 1919. La questione è squisitamente politica, non morale.

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  65. Comunicazione di servizio: Silvia ti amo!

    IO certamente sono il sostenitore più inutile di Alberto: (a parte aiutarlo a caricare in macchina un paio di volte il clavicembalo, le donazioni, i libri, il 5/1000 e gna e gna e gna… poco od un cazzo in definitiva). Ai tempi del primo libro, di cui ebbi la fortuna di leggere in anticipo il testo, non riuscii a produrre un commento (in merito all’esposizione non al contenuto ovviamente) utile che fosse uno: cazzo a me sembrava tutto chiaro e lampante! Così adesso non vedo minimamente che cosa ci sia di particolare da commentare su questo ineccepibile post, né francamente comprendo il rifiuto di alcuni, es Romano Rubbi. Non è che lo comprendo in parte. Non è che lo comprendo ma sono in disaccordo. Proprio non lo capisco. A parte la eventuale e personale idiosincrasia ad alcuni atteggiamenti del prof (che ogni tanto in effetti …), un commento del genere può essere, a mio parere, scaturito solo dal non aver pienamente compreso la portata enorme delle minchiate scritte da Gallino nel 2011 che, badaben, non sono lievi imprecisioni ma bensì “lievi imprecisioni”. Sono delle minchiate grosse come una casa, delle sesquipedali cazzate appunto, proferite da un calzolaio che vuol giudicare ben oltre i sandali, fornendo una interpretazione distorta della realtà a sua volta foriera di conseguenze tragiche. C’è gente che si vede la vita distrutta grazie alla diffusione a piene mani di menzogne del genere di quelle propinate nel 2011 da Gallino. E cosa dovrebbe limitarsi a fare il prof: “ringraziare il prof. Gallino per avere cambiato idea?”

    … novemilanovecentonovantotto …. Novemilanivecentonovantanove …Diecimila!

    Certo, nel rallegrarsi con lui per la virata a 180°, Il minimo, il MINIMO, che si può chiedere a costui è, nel fare ammenda, di spiegare perché oggi afferma cose che sono diametralmente opposte a quelle che sosteneva nel 2011. Cazzo non è che l’Innominato ha passato una brutta notte da cattiva digestione, e poi il giorno dopo si è presentato al mondo dicendo “Salve, sono un ex-cattivo, ora sono un buono!”. E vissero tutti felici e contenti.

    Perdonatemi… Perdonatemi? io domandar perdono? A una donna ? io…! Ah, eppure! Se una parola,una parola tale (…) potesse (…) levarmi d’addosso questa diavoleria, la direi, (…) a che cosa son ridotto! Non son più uomo, non son più uomo!...

    eppoi

    gettò in furia le mani alla parete accanto al letto, afferrò una pistola, la staccò, e… al momento di finire una vita divenuta insopportabile, il suo pensiero sorpreso da un terrore, da un’inquietudine, per dir così, superstite, si slanciò nel tempo che pure continuerebbe a scorrere dopo la sua fine…

    Insomma: c’è stato, in questa sua virata prof Gallino, un filo di “dramma interiore”, l’anagnorisis, la catarsi (e pure il ranteghino come diceva Giovanni Storti!).? Bene se sì, la condivida, e non tanto con noi cazzo, ma soprattutto con le vittime della sua disinformazione!. Vada a guardare in faccia qualche disoccupato e gli dica “Scusa: non avevo capito un cazzo. Sono qui pronto e disponibile a tentare di rimediare!”. … altro che “ringraziare il prof Gallino” perché adesso una massa di decerebrati porrà più attenzione ai discorsi No-Euro. Già e domani quando, il Gallino forte del non aver motivato nulla, ricambia nuovamente idea?

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  66. Non so se il seguente argomento è stato già trattato, in caso di risposta affermativa chiedo ai lettori del blog la gentilezza di segnarmi il post che ne parla.
    Se un paese volesse uscire unilateralmente da un'unione monetaria, dovrebbe avere riserve valutarie, ad esempio in dollari, con le quali garantire la nuova valuta nazionale? Così da indurre gli operatori economici ad accettare la nuova valuta, poiché lo Stato garantisce di acquistare in ogni momento la moneta nazionale pagandola con i dollari delle proprie riserve. Il prof. Gallino parla di ritorno alle monete nazionali con parità iniziale di 1 rispetto all’euro. Per passare da una moneta unica ad un sistema di cambi fissi composto da molteplici valute in rapporto di cambio 1 ad 1 con la precedente moneta unica, la banca centrale di uno Stato dovrebbe sostenere il tasso di cambio con le proprie riserve valutarie, come ha fatto la Banca d'Italia prima dell'uscita dallo SME?
    Se la Grecia consumasse le proprie riserve valutarie, avrebbe i mezzi per sostenere un'uscita unilaterale dall'euro?

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    1. In un regime di cambi flessibili il valore fra le diverse monete è fissato dai mercati, i quali guardano i fondamentali economici e le politiche monetarie di ciascun paese (va da sé che se uno stato stampa moneta a manetta, le attese sul cambio futuro, e quindi anche su quello presente, ne risentono.) Il caso di sostegno della moneta nazionale a cui lei si riferisce avvenne in un regime di cambi fissi. Gli speculatori considerarono irrealistici quei tassi di cambio e cominciarono a vendere allo scoperto le monete incriminate. E alla fine vinsero: le riserve valutarie furono inutilmente immolate dai vari Ciampi di turno e i nuovi cambi instauratisi dimostrarono che gli speculatori, ma sarebbe meglio dire i mercati, avevano ragione.

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  67. Forse sono più realista del re... Secondo me, prof non ha sbagliato; forse intriso di morale cattolica dico che al pentimento deve seguire l'assoluzione che non è un "mea culpa" della serie sì avete ragione, secondo la logica che la ragione è degli imbecilli, chi la v'ole se la pigli. Qui c'è un Paese che si sta sfasciando proprio perché questi tipi se la sono presa comoda e, sinceramente, il fatto che nel 2015 la pensi diversamente e che magari chieda scusa serve a poco. Parafrasando la sua metafora, penso che questa gente si riscatti solo se fa il pontiere altrimenti può starsene zitto. Il silenzio in questo caso è più onorevole. E fare il pontiere significa far fronte comune con tutte le forze no€ rompendo la logica dell'appartenenza. Su qualche giornalaccio è recentemente uscito l'ennesimo sondaggio secondo cui le forze contrarie all'€ sarebbero in qualche modo maggioranza nel Paese. In realtà non è così perché è ormai chiaro il ruolo dei gatekeeper. Di conseguenza, dimostri di essere pentito, i fatti sono le uniche cose che contano. L'alternativa è che il tipo abbia fatto la dichiarazione per entrare nel numero di quelli che l'avevano detto ma chi lo dice nel 2015 può andare affa..... Sì! a fare l'astrologo a Brozzi

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  68. io francamente trovo più interessanti, e va be', i contributi di Giacché e Savona sui cambi ai tempi della riunificazione tedesca e dell'unità..
    ognuno la pensa a modo suo ma la vera informazione non si fa solo con i pentimenti

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  69. Grecia, 21 Aprile 1967-24 Luglio 1974 Dittatura dei Colonnelli.

    Giorgos Seferis BBC World Service, 28 Marzo 1969: A long time ago I made the decision to keep out of my country’s politics. As I tried to explain on another occasion, this did not mean at all that I was indifferent to our political life. So, from that time until now I have refrained, as a rule, from touching on matters of that kind. Besides, all that I published up to the beginning of 1967 and my stance thereafter (I haven’t published anything in Greece since freedom was gagged) have shown clearly enough, I believe, my thinking. Nevertheless, for months now I have felt, inside myself and around me, with increasing intensity, the obligation to speak out about our current situation. With all possible brevity, this is what I would say: It has been almost two years now that a regime has been imposed on us which is totally inimical to the ideals for which our world — and our people so resplendently — fought during the last world war. It is a state of enforced torpor in which all those intellectual values that we succeeded in keeping alive, with agony and labor, are about to sink into swampy stagnant waters. It wouldn’t be difficult for me to understand how damage of this kind would not count for much with certain people. Unfortunately, this isn’t the only danger in question. Everyone has been taught and knows by now that in the case of dictatorial regimes the beginning may seem easy, but tragedy awaits, inevitably, in the end. The drama of this ending torments us, consciously or unconsciously — as in the immemorial choruses of Aeschylus. The longer the anomaly remains, the more the evil grows. I am a man without any political affiliation, and I can therefore speak without fear or passion. I see ahead of me the precipice toward which the oppression that has shrouded the country is leading us. This anomaly must stop. It is a national imperative.
    Now I return to silence. I pray to God not to bring upon me a similar need to speak out again".

    (Alessandra/Cassandra da Firenze. Intervento del Poeta Premio Nobel per la Letteratura 1963, Giorgos Seferis @ Aphelis)

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    1. Democracy Rising World Conference 2015, Solonos 57, Athens, Greece - School of Economics and Political Science & Global Center for Advanced Studies, 16-19 luglio 2015, panel "The end of the world as we know it", Costas Lapavitsas (speech with questions from the audience).

      (Alessandra/Cassandra ululante come lupa ulula da Firenze. Poi dice: "Ale, ma t'incazzi troppo...tu ululi sempre...", "Eh già...poi la campagna fondi indovina per chi la faranno?". Basta che c'è la salute non la sanità)

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  70. Sono curioso di leggere il prossimo intervento di Gallino su Repubblica, perché è lì che si vedrà la portata del suo impegno. Posto che Repubblica glielo pubblichi, il che non è sicuro. Intanto leggo che la Camuso ha commissionato una ricerca di mercato intitolata "Gli italiani e l'Europa" i cui risultati sono stati presentati a Ventotene. Probabilmente ci ricorderemo di questo evento, così come non abbiamo certo dimenticato l'immortale paper "The euro: It can’t happen. It’s a bad idea. It won’t last. US economists on the EMU, 1989 - 2002".

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  71. Quello del Prof Gallino è un illustre riposizionamento, ma non sarà certamente l' ultimo. Fa bene il Prof Bagnai a sottolineare i rischi di opportunismo di quanti cercheranno di far dimenticare le cose dette e scritte fino a ieri. Il trasformismo è professione conosciuta e praticata da tanti, politici e intellettuali. Le parole del post sono condivisibili senza se e senza ma, inclusa la punteggiatura. Per quanto ci riguarda, noi prepariamoci al peggio. Non ci sarà risparmiato nulla. Aver annunciato la sciagura, perché ampiamente prevista e prevedibile a chi avesse occhi ed orecchie per vedere ed ascoltare, come novelle Cassandre, diventerà una colpa e una responsabilità da espiare.

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  72. @Armando
    per il suo intervento vorrei puntualizzare una cosa.
    In regime di cambi fissi, uno svaluta e uno rivaluta implicitamente.
    Questa cosa va ricordata altrimenti (a proposito di pentimenti! perché "imparare" significa pure dare una lezione per il futuro) gioco forza uno pensa ad azioni momentanee bla bla bla.

    Dicevo, uno svaluta e un altro rivaluta implicitamente.
    ovvero, c'è uno che va in deficit della CA e un altro in surplus.
    Se sei in deficit devi prima o poi restituire.
    se poi ti fissi il cambio:
    1) o lo smolli
    2) o metti costrizioni (un racconto di un mio amico che andò in Cecoslovacchia ai tempi del muro.. fantastico!)
    3) o seghi i consumi (quindi G e stipendi sostanzialmente)
    4) nel caso del 1992 (avendo pur sempre la lira) la soluzione fu acquistare lire con le nostre riserve per aumentarne il prezzo (ovvero mantenerlo fisso) e aumentare i tassi di interesse (per "attirare capitali").

    Etc etc

    INSOMMA, va sempre ricordato che un sistema che non permette certi aggiustamenti gioco forza si deve riequilibrare su altri versanti.

    PS: una chicca per il prof che non apprezzerà ma..
    da amante di sport, anni fa ho letto alcuni capitoli di un libro di statistiche sul football americano (del tipo se lo stipendio di un DE fosse giustificato..).
    In un capitolo l'autore spiegava che clamorosamente che il sistema dell'NFL (football americano professionistico) non è da considerarsi "liberista" bensì socialista!
    In pratica ci sono tante e tante regole che servono a livellare la competitività.
    Per intenderci: tetto ai "salari", sponsor comuni, redistribuzione dei proventi (parte, ovviamente), al draft (scelta giocatori) le squadre peggiori scelgono per prima (quindi teoricamente possono prendersi i giocatori migliori provenienti dal college) e così via.
    Alla fine, spiega l'autore che in questo modo il sistema genera più ricchezza perché ogni squadra ogni anno potrebbe vincersi il titolo (esempi ce ne sono a bizzeffe) mentre raramente si muore per debito (aggiungo io).
    SIA CHIARO: l'unica cosa che funziona negli States è lo sport professionistico.
    la teoria di Thirwall e la mutualità io l'ho subita inquadrata nell'ottica suddetta (che conosco, seguendo da decenni lo sport americano.. non proprio adesso ma nel passato in maniera assidua e ammirandone l'equilibrio).

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  73. Il pensiero magico è integrato nel modo di pensare dell'elettore/cittadino medio, e probabilmente anche in altri campi della società "moderna" (anche se a me pare molto antica, visto che ancora rinuncia alla razionalità e soprattutto a farsi delle domande).
    Un altra parola importante è "riforme"... usata come muro immaginario, verga redentrice moraleggiante, ecc.

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  74. Tanti ti portano nel bosco a cercare funghi. Ma solo gli amici o gli affetti più cari ti indicano non solo il bosco, ma l'albero preciso sotto il quale devi guardare per trovare il porcino.

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  75. Io leggo troppi commenti che hanno una base esageratamente marcata sulla morale.
    Soffermarsi troppo sulla questione morale non aiuta a risolvere un beneamato pene.
    La questione morale lasciamola a chi ci si trastulla l'ego.
    Quelli che in passato hanno preso posizioni chiare e nette a favore della questione euro, USE, e baraccone annesso, semplicemente , poi, non potranno ergersi a testa alta cercando di dirigere il dopo come salvatori della patria (infatti, sulla patria, ci hanno fatto i loro porci comodi).

    p.s. mi sa che devo rileggere IPF. (ma mi pare sia scevro da moralismi).

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  76. If OT please cut.

    Nel frattempo in USA e UK stanno riscuotendo un inaspettato successo politici che derivano da una esperienza di sinistra senza compromessi e senza "tradimento", Jermy Corbyn in UK e Bernie Sanders negli USA.
    Trovo poi interessante l'esperienza dello Scottish National Party, che su di una base chiaramente e orgogliosamente nazionalista, ha portato la politica interna scozzese quanto a sinistra e' possibile rimanendo in UK.
    Non vi e' traccia di simili personaggi e movimenti in Europa e nell'Eurozona, per ora. Non resta che da sperare in un contagio. Se non interverra' una crisi, che temo sia l'eventualita' piu probabile, la rinascita puo passare attraverso l'indentificazione di un analogo politico. Purtroppo possono volerci decenni, e forse io non saro' piu qui a vederla.

    http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/jul/24/corbyn-tribe-identity-politics-labour

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  77. Gentilissimo
    Economista Pietoso
    il suo pensiero è cristallino e onesto
    la casalinga di bergamo lo ha incrociato alla fine del 2011
    e ne è stata investita come da un treno in corsa
    e ha fatto molto male e molto bene
    e lo ha "compreso", la casalinga, sia sotto l'aspetto tecnico che sotto l'aspetto morale etico umano culturale e antropologico :)
    nessuna pietà per i traditori
    tutta la com passione di cui siamo capaci, nei confronti di esseri che pur avendo strumenti culturali potenti,
    "ignorati" dalla casalinga di bergamo,
    hanno volontariamente e volutamente ignorato l'ovvio
    e solo
    tardivamente e timidamente (4 anni cazzo!) sono costretti, sono costretti (ripeto) a "ri trattare", a considerare l'ovvio da Lei magistralmente esposto.
    la sua pimpante prosa, costellata di IO, è Umile e Coraggiosa nella sua apparente logorrea :)
    Umile e Coraggiosa perchè tenta di arrivare agli umili, agli ultimi, agli "ignoranti" agli ignorati
    e
    ce la mette tutta pur "di sperando" nel futuro di questa tragedia annunciata.
    io la trovo, ultimamente, molto pacato ed eccezionalmente tollerante!
    comincio a preoccuparmi ? :)
    ...o è la prudenza del serpente? :)

    molti baci
    la funambola

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  78. Chiedo scusa io. Fino al 16.11.2011 la pensavo come Gallino

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  79. Oggi sono con la famiglia al mare a Pineto. Dopo questo post ho chiesto a mia moglie se possiamo fare un pellegrinaggio all'università di Pescara!

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  80. “quando abbiamo commesso una bassezza, esitiamo ad assumercene la responsabilità, a designare il responsabile, ci perdiamo in ruminazioni senza fine, le quali non sono altro che una ulteriore bassezza, attenuata però (forse, aggiungo io :) dal virtuosismo della vergogna e del rimorso"

    eppure è molto semplice
    dove eri gallino nel duemila e undici?
    perchè un casalinga ha capito e tu ci hai messo 4 anni e manco chiedi scusa e manco arrossisci di fronte al tuo tempestivo interventino,ino ino timido e discreto?
    in quale attività,evidentemente prioritaria alla tragedia che si stava preparando e consumando in migliaia di case di poveri aspiranti suicidi, ti stavi dilettando?
    so che non passerà questo intervento
    non me ne rammarico
    non sono le parole di altri ad aprirti gli occhi e a tentarti a tentare tentativi di onestà.
    non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
    non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere
    i gallini di turno avevano tempo, mezzi, strumenti per capire e per vedere moltooooooooooo, moltoooooooooooo prima del 2011!
    ora io le lascio una canzone desueta che canterò pensando a lei signor Alberto Bagnai, allorquando si tradirà, se mi tradirà, se ci tradirà :)

    (ovviamente il testo della canzone va interpretato e contestualizzato...insomma...è una metafora per dire...che potrei morirne, ma anche no :))
    https://www.youtube.com/watch?v=oLEvo_f5bUg

    e a seguire

    https://www.youtube.com/watch?v=B57Zz1GUbOc

    baci tanti e Fiduciosi
    la funambola

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  81. Accolgo con ritardo l'invito del prof. a riflettere ed argomentare su alcuni aspetti della vicenda Gallino che ho sottovalutato.

    Per prima cosa mi scuso per le inesattezze (ho accreditato Gallino di competenze giuridiche che Quarantotto mi ha dimostrato non essere così degne di nota).

    Poi vorrei assicurare alcuni commentatori che non sarei favorevole ad imbarcare sciamani e loro seguaci.

    Prima del suo post, non avevo mai letto nulla di Gallino, perché da tempo non leggo nulla di quella parte della sinistra che arriva regolarmente in ritardo sulla storia ma pensa sempre di essere titolata per indicare la strada agli altri.

    Per questo, avevo considerato eccessivo e controproducente lo spazio che gli è stato dedicato e, soprattutto, la personalizzazione della polemica.

    Nel mondo in cui vivo e lavoro, avremmo tutti gli strumenti per capire i danni dell'euro, eppure ho ancora molti colleghi che sono rimasti alle convinzioni di Gallino del 2011 e solo un certo numero che ha fatto un passo avanti ma è ancora fermo alla Germania brutta e cattiva.

    non arrivano a 10 su 470 circa quelli con cui posso parlare serenamente di AVO, di squilibrio delle partite correnti, di debito privato, di saldi Target e così via.

    Per questo, non mi scandalizzavo per le sciocchezze del 2011 e tendevo ad apprezzare la conversione del 2015.

    provo ora a spiegare perché ho avuto una reazione eccessiva e stizzita.

    L'ho fatto perché anche in passato non ho apprezzato alcuni post ed alcune risposte che ho considerato eccessivi nei toni e che, per la mia esperienza, rappresentano errori di comunicazione che danno il pretesto ad alcuni per considerarla un GURU, invece dell'unico economista che si è messo veramente in gioco per far capire la verità agli Italiani ed agli Europei.

    Mi vergogno quasi, dopo aver imparato in questo posto così tante cose che ignoravo, provare ora a dare un consiglio ma, su questi aspetti di comunicazione, trovo il coraggio per farlo:

    Un consulente aziendale, a cui avevo confessato la difficoltà a rompere degli schemi relazionali controproducenti che affliggevano il mio rapporto con alcuni collaboratori, mi consigliò di leggere Paul Watzawick. Altri mi hanno fatto scoprire la PNL (Bandler e Grinder) e penso che queste letture potrebbero aiutarla a non esprimersi sulle persone ma solo su alcuni comportamenti delle persone (mi riferisco ad alcuni eccessi polemici - a mio avviso - con FF e AG).

    La convinzione che anche il post su Gallino potesse servire a rinserrare le righe fra chi è già convinto ma potesse offrire nuovi pretesti a chi la combatte, con tutti i mezzi, è stata forte e mi ha fatto reagire in quel modo.

    Detto questo, resto un convinto sostenitore di questo blog, di Asimmetrie, di tutti coloro che la aiutano in questo grande sforzo.

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  82. Mah, ciò che vorrebbe Bagnai mi pare irrealistico.
    Storicamente il cambiamento di opinioni non avviene così: per ogni S. Agostino che spiega dettagliatamente come e perché si convertì al cristianesimo, ci furono migliaia di persone anonime che senza spiegazioni da pagani si fecero cristiani, alcuni per convinzione, altri per convenienza ecc. L’Italia in particolare è il paese delle conversioni improvvise di massa: prima tutti fascisti, poi tutti comunisti, poi tutti liberisti (e euristi)…
    Inoltre imporre gogne e forche caudine a chi cambia parere sull’euro non potrà che spaventare i possibili neofiti e a indurire ulteriormente chi nutre qualche dubbio.

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    1. ...è arrivato l'Agostino...

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    2. Non voglio difendere Bagnai il quale ha sempre affermato di non volere Norimberghe e Piazzali Loreto ma non posso non intervenire ponendo la seguente questione:
      É opportuno affidare la ricostruzione del Paese (perché di questo si tratta) ad una persona (o più persone fa lo stesso) di cui non si conosce il reale pentimento o quello che pensa? Chi garantisce che il soggetto "convertito" non si comporti in modo opportunistico quando si presenti l'occasione? Il problema di selezione della classe politica è uno dei principali problemi di questo Paese, non solo dal punto di vista della lealtà ma ancor di più dal punto di vista delle competenze. Mi sembra che oggi l'unico problema percepito sia il costo della politica, poi se questa persona è coerente con quel che dichiara e magari anche capace sembra sia un problema secondario.

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  83. Sabina Guzzanti ci informa che Gallino è un bravissimo economista
    https://m.facebook.com/SabinaGuzzantiUfficiale/photos/a.10150146120076707.287660.35939111706/10152925502296707/?type=1&source=48&refid=17&_ft_=top_level_post_id.10152925502296707

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  84. Più che altro sono rimasto colpito dal modo in cui Gallino viene presentato dalla Guzanti.

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