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venerdì 12 giugno 2015

Pirati! (le sonate di Zuccari)

Comunque, visto che ormai il danno è fatto, qui trovate il primo disco con Brilliant del vostro guru (cembalo e organo). Solista il nostro affezionatissimo violoncellista neoborbonico. È un po' signoraggista, ma è tanto un bravo ragazzo, ed è soprattutto un fedele suddito de Lo Imperatore...

15 commenti:

  1. Grazie davvero Professore per queste perle di barocco. Questo, in aggiunta a tutto lo sforzo insostituibile di approfondimento e conoscenza dell' economia, rende il blog un pozzo ricchissimo di cultura. Ancora grazie. E ricordiamoci il 5 per mille !

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  2. Grazie Prof. Una delizia simile è capace di trasformare la percezione della vita. In questo momento di difficoltà, se non risolve i problemi di sussistenza, certamente rimedia a quelli dell' esistenza.

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  3. Se vi è piaciuto Zuccari, provate anche con il disco di Musica Perduta su Pergolesi. C'è un concerto per mandolino, archi e basso continuo che induce la produzione di serotonina, ne sono sicurissima: ti rimette di buon umore perfino dopo le spigolate del prof. Lo ascolto spesso andando a lavoro e così sono l'unica milanese che va a lavoro canticchiando.
    Ascoltate il concerto e poi ditemi se anche voi per definire il secondo tempo usereste l'aggettivo "soleggiato".
    Poi ci sono anche tre bellissime cantate (e pure una sinfonia).

    Io l'ho preso su Amazon, così ti arriva il disco ma si può scaricare anche il file per ascoltarlo sullo smartphone (pedalando lungo la Martesana, ça va sans dire).

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    1. Cara Nat, qui, e nei post seguenti a questo, trovi le foto del backstage della registrazione di Pergolesi (frase tipicamente flaubertiana, siamo d'accordo?). Lo abbiamo registrato nel novembre 2012, era appena uscito il mio primo libro ed ero sfranto, come lo sono adesso. Il secondo giorno, alla pausa pranzo, mentre gli altri riponevano gli strumenti, io mi sono steso in terra dentro la custodia del clavicembalo, come in una bara, e mi sono chiuso il coperchio sopra. Mi sono addormentato immediatamente. Ho dormito forse un quarto d'ora, poi mi sono svegliato (et resurrexit), ed è partito un coro di sirene: uscendo i colleghi avevano messo l'allarme (eravamo a Spello, ospitati per la registrazione nella cappella dei Micrologus). Naturalmente non è arrivato nessuno: gli allarmi servono a rompere i coglioni e basta. Mi sono rimesso fermo, e le sirene si sono chetate. Questo per dire come stavo. Ma non ero stanco solo io. I due napoletani del gruppo (Squillo e il neoborbonico) sono stanchi di default! Meno male che sul disco è sorto il sole. L'avrà portato la violinista polacca da Gdynia (che in effetti è sul mare, e dove l'anno prima avevamo per la prima volta eseguito il concerto di Pergolesi (insieme a una sonata di Scarlatti - Mimmo - per mandolino e basso continuo che era un bijou, e a tanta altra robbetta terrona che piacque molto...).

      La sinfonia la rifacciamo a Torba il 4 di luglio.

      Tu non ci sarai, e quindi peggio per te.

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    2. Scusi prof, ma l'immagine di lei chiuso nella custodia del clavicembalo a ronfare mi ha fatto ammazzare dal ridere! Bella anche l'immagine di lei simil-Dracula che esce dalla custodia… siamo fra Mel Brooks e i fratelli Marx… grandissima arte!




















      P.s.: stavo penZando, potrebbe iniziare i suoi concerti al clavicembalo con la custodia che si apre ed esce - non lei! - ma una sorpresa...

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    3. Prof Io di musica sono ultra beato, ma Paisiello niente?

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    4. Avremmo in mente di fare qualche concerto per clavicembalo e orchestra, ma a dire il vero non li ho mai letti. Magari ora me li scarico e do un'occhiata, però ce vojono li sòrdi (perché bisogna essere almeno una decina e ci sono anche i corni).

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    5. Spiace anche a me non esserci il 4, ma lanam fecit, domum servavit, se sa. Cercherò di esserci a Camogli, compatibilmente con le condizioni di cui sopra. Prima o poi riuscirò a sentire un suo concerto dal vivo, comunque, questo è certo.
      Questo episodio mi ha ricordato un racconto delizioso di Čechov (amo molto i racconti di Čechov, anche perché me li ha messi in mano mia madre), "Il romanzo del contrabbasso", magari l'ha letto anche lei, in cui un musicista ospita nella custodia del suo strumento una fanciulla a cui sono stati rubati gli abiti mentre faceva un bagno nel fiume. Poi per un bizzarro scherzo del destino al musicista viene sottratta anche la custodia, fanciulla nuda inclusa, e il tutto viene aperto nel bel mezzo di una festa - la festa di fidanzamento della fanciulla stessa, ahimè - creando, in effetti, una certa sorpresa. Il suonatore di contrabbasso però non si riprese più dalla sventura e rimase a vagare col suo strumento - ormai privo di custodia - tra fiume e boschi.
      E quindi vede prof che a scherzare con le custodie si rischiano sempre incidenti, altro che la sirena dell'antifurto.
      E la morale è che la vita dei musicisti è avventurosa ;-)

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    6. La scuola Napoletana... e poi venne l'unità di Italia e in coppa a' mille lire ci è finito Giuseppe Verdi... Grazie a Lei ho capito il perché, dopo anni che cercavo. Finalmente ho capito la causa e i modi della distruzione del mezzogiorno. Dopo 150 anni vivo sulla mia pelle il dolore dell' emigrazione. Capendo fa ancora più male.

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    7. Stendhal a Milano ascoltava Cimarosa (a Torba suonerò una sua sonata). Una scuola milanese non me la ricordo. Venezia, Napoli e Roma.

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    8. Nel piccolo paese del meridione in cui sono cresciuto (sono conterraneo di Paisiello) la mia scuola elementare si trovava in via Cimarosa. La scuola però era intitolata ad un papà bergamasco...

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  4. E' sufficientemente documentaristico, si sono d'accordo. Quindi dorme, ne sono lieto. Stavo quasi per preoccuparmi. Comunque Pergolesi e' un compositore caratterizzato da un fascino indiscutibile. Lo Stabat Mater e' tra le cose piu' belle che abbia mai ascoltato. Eppoi quel "finis laus deo" scritto a fine spartito, ci si potrebbe scrivere un romanzo.

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    1. Non gli ha portato benissimo.

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    2. No, infatti. Pero' degli uomini si ricordano le opere, cosi' come un albero lo si giudica dai frutti , ce lo insegna Lei. Mi lasci romanticamente credere che quelle tre parole a margine fossero la prova che Pergolesi intuisse la tragica importanza di finire per tempo lo Stabat Mater. Quanto duri la nostra vita ha un'importanza relativa rispetto al come la viviamo. E' un mio giudizio, ma ho la sensazione netta che anche Lei sia il tipo da voler credere a simili favole e dentro questo bel blog non credo neppure che saremmo gli unici.

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  5. In uno dei post precedenti ho citato i brani di Proust e Tolstoj sul potere della musica di far innamorare (“far scattare la molla”, diceva una mia carissima amica) e trovo troppo bello anche questo per non condividerlo. Giudicate voi:

    “La musica, anche quella teatrale, non è forse per gli animi delicati e poetici, per i cuori sofferenti e feriti, un testo che essi sviluppano secondo i propri ricordi?
    Se occorre un cuore di poeta per creare un musicista, non occorre forse poesia e amore per ascoltare e comprendere le grandi opere musicali? La religione, l'amore e la musica non sono forse la triplice espressione di una stessa realtà, il bisogno di espansione che travaglia ogni animo nobile? Queste tre poesie sono tutte dirette a Dio che conclude ogni emozione terrestre. Così questa santa Trinità umana è partecipe dell'infinita grandezza di Dio, chemai ci configuriamo senza adornarla dei fuochi dell'amore, dei sistri dorati della musica, di luce e di armonia. Non è forse lui il principio e la fine delle nostre opere?”

    Balzac, Storia dei tredici

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