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venerdì 27 marzo 2015

Sostiene Wagenknecht...



(...però la bella Sara con l'acca òiro non lo dice, e se non dice òiro si vede che la sua intelligenza, pur vivida, resta un passo indietro al suo carisma...)

24 commenti:

  1. Ma in qvel paeze non hanno un Bhaghnai ke gli zpieka kozì pene le koze dell'òiro kome è zucciezzo in 'Talia alla ziniztra tel pel Paheze!

    Ci fuole pazienzen!

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    1. A onor del vero in Germania qualcuno c'è che sta facendo un'operazione simile a quella del prof. Bagnai. È Flassbeck, che sul suo sito fa delle analisi economiche piuttosto critiche e anche per lui l'euro è una delle principali cause dell'attuale dissesto economico e politico europeo. D'altronde anche lui si occupa di economia internazionale.
      Ultimamente, ad esempio, sta ripetendo il mantra che sì, è vero che i greci hanno vissuto al di sopra dei loro mezzi, ma è altrettanto vero che i tedeschi hanno vissuto al di sotto delle proprie possibilità , soggiungendo che i greci hanno vissuto al di sopra dei propri mezzi proprio grazie all'unione monetaria e grazie ai fondi provenienti dai paesi del nord. E non ci va tanto per il sottile, perché dice a chiare lettere che è colpa (Schuld) della Germania (rivolgendosi ovviamente alle élite) se la Grecia versa in queste condizioni. La causa è data dall'eccessivo surplus della Germania e questo, a differenza di quanto lasciano intendere gran parte degli economisti e dei media tedeschi, non è affatto un aspetto positivo. Questo risultato è l'esito di una politica che una volta avrebbero definito mercantilistica, una politica che, oltre a essere logicamente insostenibile, visto che l'economia mondiale in fin dei conti è un gioco a somma zero (non si può esportare su Marte, come direbbe Krugman), per esperienza porta a inevitabili conflitti tra debitori e creditori. Nell'ultimo anno la Germania ha battuto nuovamente il record di surplus delle partite correnti e Flassbeck si meraviglia come gli economisti tedeschi possano giudicare positivamente questo fatto, visto che un risultato del genere creerebbe problemi perfino nel caso del cambio flessibile, ed infatti il surplus è talmente elevato che i problemi li sta creando anche ad altre economie che non fanno parte della zona euro.
      Anche l'analisi sui differenziali d'inflazione conduce allo stesso risultato: la politica tedesca è stata scorretta nei confronti dei paesi vicini, in quanto, tenendosi costantemente al di sotto dell'obiettivo dichiarato del 2% di inflazione, sono diventati più competitivi a danno degli altri paesi dell'eurozona che invece hanno registrato una inflazione vicina o di poco superiore al target stabilito. Molti di questi altri paesi sono in realtà stati più virtuosi, in quanto si discostavano meno dall'anelata media in termini assoluti eppure ora scontano la svalutazione competitiva tedesca, che può avvantaggiarsi pure del cambio fisso. Sebbene nell'insieme l'inflazione nell'eurozona si avvicinasse al 2%, i differenziali tra diversi paesi, seppur lievi quando considerati anno per anno, nel tempo si sommano creando squilibri notevoli (come nel caso dell'interesse composto). A tal proposito indica spesso come esempio la Francia, che si è comportata in modo esemplare in termini di inflazione, ma che ora deve fare i conti con il differenziale accumulato rispetto alla Germania.
      Tutte cose che qui abbiamo già avuto modo di apprendere ad abundantiam.

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    2. Dimenticavo, anche Flassbeck se la prende regolarmente con affermazioni fattualmente errate di politici ed economisti tedeschi (oggetto dei sui dileggi è spesso Hans Werner Sinn) ed è molto critico nei confronti della stampa tedesca. Analizza in modo critico anche report economici provenienti dell'EU o da enti di ricerca (guardando anche chi li finanzia) ed è critico verso il lavoro di Thomas Piketty, lavoro del quale riconosce alcuni meriti (se non altro ha portato in prima pagina il tema delle disuguaglianze), ma che – ad avviso di Flassbeck – sconta l'inevitabile limite dato dall'impianto teorico di stampo neoclassico, un impianto che non consentirebbe di comprendere a pieno le dinamiche di una unione monetaria e i problemi causati a livello internazionale dai differenziali del costo unitario del lavoro tra diversi paesi.
      Altro punto fermo del ragionamento è che la crisi non è dovuta a una crisi di debito pubblico (nemmeno in Grecia), ma piuttosto da una crisi di debito privato. Ma questo ormai l'han capito quasi tutti, tranne gli economisti tedeschi.
      Anche il TIPP non gli piace ecc. ecc.

      I punti in comune sono molti, tuttavia a casa del prof. Bagnai è anche doveroso ricordare che in passato Flassbeck era favorevole all'introduzione dell'euro, opinione che tutt'ora difende, nella misura in cui, a suo dire, se fosse stato impostato e gestito diversamente, avrebbe anche potuto funzionare (vale la pena di ricordare che, come si evince da a Wikipedia nella sua tesi di dottorato si occupò di “Prezzi, interessi e cambio”, sostenendo addirittura la tesi dei cambi assolutamente fissi).
      Rimane il fatto che l'euro non funziona e non può funzionare e che, a suo parere, chi governa l'Europa non ha le competenze tecniche per gestire la moneta unica, non permettendo il modello neoclassico, predominante in Germania (tanto che consiglia ai giovani di non frequentare corsi di economia in un'università tedesca) e in Europa, di cogliere la vera natura del problema, e quindi non potendo elaborare soluzioni adeguate.

      Certo, non ha l'acume del prof, e non è frizzante ed eclettico (in senso positivo) come il prof., e pure la sensazione di un almeno parziale voltagabbana permane, ma bisogna rendergli atto che per molti aspetti sta facendo un lavoro simile.

      Personalmente, prima di invitare la Wagenknecht, come suggerisce un lettore più sotto, prenderei in considerazione un invito a Flassbeck, che comunque non è estraneo alla Wagenknecht (Flassbeck è stato segretario di stato del ministero delle finanze tedesco nel 1998-1999, allora ricoperto da Oskar Lafontaine sotto il primo governo Schröder, e, per chiudere con una nota romantica, Lafontaine e Wagenknecht si conoscono molto bene, così bene che ora si sono sposati).

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    3. Ecco. Ma se invece in Italia uno come Flassbeck (ma meglio) c'è, la domanda diventa: perché chi pensa di aver capito più della Wagenknecht non trae le debite conclusioni? Sapete che c'è? A me questa storia ha già rotto le palle. Fra qualche giorno vi dico cosa ne penso e poi passiamo avanti.

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  2. Però è vero: la Germagna non è una signora bionda. A Saraconlacca manca un centesimo per fare una lira(!), ma quello che più mi ha innervosito sono stati i sorrisetti ironici di Schauble e Mutti...

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    1. Diciamo che le manca uno Pfennig per fare un Deutschemark.

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  3. Lapidario. Dovrebbero proiettarlo in tutte le scuole, specialmente nel punto trattato al minuto 9:00 dove si racconta la povertà che c'è in Germania e si spiega che il dumping dei salari tedeschi sta soffocando gli altri paesi dell'unione monetaria.

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  4. Bel discorso, tanto bello quanto politicamente inefficace.

    L'errore IMHO consiste nell'attribuire ai governanti tedeschi una qualche carenza morale senza mettere a fuoco la realta'.

    Tutti gli stati Europei (con la sola eccezione della Russia) e quindi la EU nel suo insieme, sono tecnicamente dei 'client states' degli USA.

    Ai fini della loro sicurezza (ed oggi sicurezza economica, politica e militare sono sostanzialmente sinonimi), se e quando essi sono governati da statisti di calibro (ed oggi non ce ne sono proprio), il massimo che possono fare e' di evitare errori di giudizio (tipo quelli a cui Tucidide attribuisce lo scoppio della guerra tra Atene e Sparta).

    Questo la Merkel l'ha fatto MOLTO bene in occasione di Minsk II.

    Sono certo che tutti i governanti a quel livello (anche i nostri, per quanto inadeguati) sanno benissimo che:

    "Consequence-management is the abiding principle of international security. States prefer to go to war against non-state actors who threaten the system, not against other states that may want to change it".

    Per questo ci sono cosi' tante 'proxy war' nel mondo!

    Russia e Cina sono gli unici attori che vorrebbero cambiare l'attuale assetto economico planetario (ispirandosi al principio della multilateralita').

    Gli USA vogliono invece solo mantenere la supremazia e tutti gli stati clienti USA li aiuteranno fino all'ultimo.

    Mi sono convinto che si ritornera' al cambio flessibile un attimo dopo che gli USA si renderanno conto che per mantenere piu' a lungo la loro supremazia gli conviene cedere su questo punto (quello dell'unione monetaria).

    Non manca molto.....

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    1. Come sai, sono perfettamente d'accordo con te. Solo quando l'instabilità sociale prodotta dall'euro si dimostrerà difficile da gestire (e potenzialmente pericolosa per il TTIP), gli Stati Uniti daranno il semaforo verde. Non so quanto ci vorrà, ma questo è uno snodo indispensabile.

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    2. Un attimo dopo che la UE avrà aderito al TTIP...

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    3. Straftor prevede un crollo del economia tedesca nei prossimi 10 anni.



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    4. Non sono d'accordo. È un discorso coraggioso. Certo, il coraggio che può permettersi chi sa che non perderà abbastanza voti da non poter più andare in parlamento e che non guadagnerà abbastanza voti da poter esser considerato politicamente pericoloso (e, soprattutto, che non rischia di conoscere la durezza del vivere dopo qualche rovescio della fortuna).
      In ogni caso, la sig.ra La Fontaine lascia parecchi spunti interessanti. Innanzitutto, si complimenta apertamente per il buon lavoro della Merkel a Minsk: pressocché inimmaginabile in un paese competitivo come la Germania. Quindi, in tutto il discorso aleggia l'impressione che sa qualcosa che anche il governo sa, che il pubblico non conosce, ed ella ammicca, anche se non può rivelarlo. Una qualche debolezza del governo: Merkel ricattata? Schauble falso invalido?
      Di fatto, buona parte del discorso verte sull'accusa alla Merkel di essere il tipico esponente della nomenklatura comunista, che dopo il crollo del blocco sovietico si consegna mani e piedi alla Confindustria RFT e al Dipartimento di Stato USA per garantirsi la carriera, e lo dice duramente ma senza mai scadere nel politicamente scorretto.
      Certo, non nomina l'euro, ma afferma chiaramente che, a parte il buonismo di circostanza contro l'austerità,

      1) la Germania deve rivalutare
      2) il governo tedesco non deve ingerire nelle politiche dei governi altrui
      3) bisogna restituire i soldi che i contribuenti tedeschi hanno dato per salvare banche internazionali e oligarchi greci

      e l'euro non sopravvivrebbe un giorno se tutto ciò venisse fatto.
      (ovviamente, sa benissimo che non se ne farà niente).
      Il suo principale obiettivo rimane quello di mettere pressione sui negoziati segreti del TTIP.
      Certo, potrebbe dire di più, ma rispetto a ciò che abbiamo in Italia...

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    5. ...ma povero Nutella, e poveri marxisti dell'Illinois...

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    6. Neanche dopo due guerre mondiali ci siamo messi così a pecora di fronte agli stati uniti. Se vogliamo essere coloni è una nostra "scelta", sai quanto quante seghe a Washington se noi o l'Uzbekistan adottiamo l'óiro. Ovvio che se c'è qualcuno che chiede di entrare in una "partnersheep" col lupo.. stimola succhi gastrici.

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  5. Va bene prof. ma lo sappiamo che l'unica possibilità di avere una moneta unica è quella di avere i trasferimenti fiscali o politiche di solidarietà, la cara Sahra da quella parte sta (sembra), mica è una liberale.

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  6. Ma questa Atena senza occhi azzurri non si potrebbe invitarla al Goofy4? Lì magari trova anche lo Pfennig che le manca.

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  7. dimenticano sempre di nominare la parolina magica

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  8. Scusi prof, sbaglio o è un po' che nessuno più le chiede er gestoeclatante ?

    Nel caso, una idea in proposito:

    http://rt.com/news/244557-shaolin-master-drill-head/




    … è anche una sfida al primo principio bagnaiano della termodidattica (o era il secondo?)

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  9. Cit. da @stanixxl

    @Wagenknecht, tuttavia io un paio di botte te le darei lo stesso, anche senza l’òiro.

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  10. A proposito della frase riportata in corsivo che comincia con "@Wagenknecht".

    Si può capire il condizionale, ma si dovrebbe pure sapere che "c...o" ne pensi lei.
    E il marito.

    Svacco: una volta i Deutsch volevano allargare il proprio Lebensraum, non restringerlo...

    Riflessione: ma dopo aver promesso austerity nei (miei) commenti, ecco a qual livello si arriva, si sforano i limiti autoimposti.
    E tutto per non andare a studiare :-)

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  11. Bello. Bella. Comunque c'é un errore di traduzione: a 4:25 le dice "quel cellulare te lo buco".

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  12. Mi sono accorto in ritardo di questo post; mea culpa.

    La Sahra non ha citato l'OIRO, ma ha citato esplicitamente Mario Draghi, che dell'OIRO e' il sommo sacerdote, e non uno di passaggio.

    Seconda considerazione: ma tra tutti gli esponenti di partiti di "sinistra" Italiani ne avete mai sentito UNO=1 che si sia espresso con tale precisione veemente teutonica? Me ne dite uno? Boccia (meglio due)? Fassina/Fassino/Fassini/Fassinu? D'Alema (quello dei vini)? Bersanov? Boeri? Un sindacalista? Cuperlo? Civati? Altri? La Bindi?

    Questa ha la pallucce teutoniche, ed e' un bene, veramente un bene, che ci sia una Germania diversa, non la solita che conosciamo bene delle Leghe Anseatiche, con relativi mercanti. E lo dico da uomo NON di sinistra che detesta le Merkel e Schauble dal profondo del suo cuore.

    A me Sahra e' piaciuta, e non la conoscevo; qui abbiamo le Moretti (non le birre), le Boschi, le Madia, le Finocchiaro; devo continuare?

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    1. Ok, col "meglio due" mi hai ricordato che la sesta (minore) è l'intervallo e forse anche la misura della passione amorosa (un giorno vi spiegherò perché - ovviamente mi riferisco all'intervallo, sulla misura siete preparati), e mi hai convinto: inviterò Sara con l'acca, e se mi dà buca mi consolerò come dico io (ma a voi ancora non lo dico). Sarà un #goofy4 pieno di donne...

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