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martedì 10 marzo 2015

Sull'educazione (che una volta si chiamava istruzione...)

Questa mattina avevo un'ora per fare una cosa molto importante per me, per voi, per noi, quindi, dato il ruolo di questo umile blog, per molti (se non per tutti).

L'ho dovuta perdere in un modo che non vi interessa e del quale ritengo di non rendervi edotti per il momento (visto che a differenza di altre volte altri non l'hanno fatto per me), ma che ha promosso in me una domanda che sottopongo alla vostra riverita attenzione, nella certezza che qui ci siano esperti di qualsiasi campo dello scibile.

Mi pare di aver sentito dire che le secondarie superiori (se si chiamano ancora così) ricevano fondi commisurati al numero degli iscritti che non abbandonano al primo anno (che per me rimane il quarto ginnasio e ora non so e non voglio sapere come si chiami).

Ne deriverebbe quindi una relativa agevolezza del primo anno, con successivo giro di vite al secondo. Risposta razionale, s'intende: prima massimizzi il reddito (col costo di dare un segnale distorto alle matricole), e poi minimizzi le rotture di palle (togliendoti di torno le fetecchie). All'università siamo sottoposti a un florilegio di "parametri" distorsivi di questo tipo, da Berlinguer in giù, e i risultati, vi assicuro, si vedono, a tutti i livelli (didattica, ricerca, attività amministrativa). Del resto, qui possiamo capire perché il partito delle banche, cioè il PD, dovesse darsi come obiettivo principale quello di distruggere la possibilità di conseguire un'istruzione decente (ma oggi si dice "educazione", da "education", come del resto si dice decade, seminale, ecc.).

Non mi supirebbe quindi apprendere che nelle secondarie esista una roba simile a quella che vi ho descritto.

Potreste confermarmelo?


Sembrano dettagli, naturalmente, ma voi quale pennellata togliereste dalla Gioconda di Leonardo? Siamo d'accordo, no, che l'attacco ai nostri diritti perpetrato dalle simpatiche élite, fra i quali quello all'istruzione, è un autentico (ancorché forse involontario) capolavoro, giusto? Del resto, quale capolavoro è totalmente cosciente? Quale opera d'arte vive solo ed unicamente della determinata e unitaria volontà del proprio creatore? Il caso, l'incoscienza hanno tanta parte nella nostra vita, e forse parte ancora maggiore in quella dei geni, nel qual caso sogliamo chiamarli "ispirazione". E Berlinguer (Luigi), indubbiamente, a questa eletta schiera appartenne, quella dei geni (del male), e per questo sarà sempre nei nostri cuori (perché se lo portassimo altrove, lo andremmo a cacare alla Meloria).

Sarebbe insomma di consolazione per me sapere che una qualche forma di ratio (che non è un "complotto", è semplicemente la scelta di regole conformi allo Zeitgeist) sottostà al massiccio spreco di tempo e di salute nel quale sono incorso.
Ora cerco di recuperare, e dopo staff meeting.



(...ah, per il Palla tranquilli, è un bravo ragazzo e sta pagando tutti i suoi debiti, mica come la Grecia! Riavvicinato alla durezza del vivere senza Playstation, darà il meglio di sé. #iononsonounpedagosistama me sò rotto i cojoni...)

70 commenti:

  1. Non saprei, forse però questo c'entra qualcosa:
    un paio di giorni facendo zapping vidi in TV una parte della puntata delle le Iene su questo tema:
    una famiglia bisognosa con una bimba con una qualche disabilità aveva trasferito la residenza di 10 km (mi pare a Roma). Per non perdere i fondi l'asilo del vecchio quartiere non voleva rilasciare il Nulla Osta per il trasferimento della bimba, già accettata nel nuovo asilo, a soli 200 metri dalla nuova casa.

    Come dovrebbe sapere meglio di me vale anche per le Università, i cui iscritti devono essere sempre in corso (per avere i fondi).

    Quindi... se non riesce a risolvere chiami le Iene.

    Resta la domanda:
    che senso ha imporre per legge dei Nulla Osta che i dirigenti scolastici sono obbligati a rilasciare ( ma poi, si sa, in italia l'obbigo è sempre un concetto relativo)?

    Eppure, glielo avevano ben detto che
    Castacriccacorruzionesonoiguaidellanazione

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  2. Le elite prendono decisioni per loro ottimali e convincono tramite i media, le non elite che quelle scelte vanno a loro vantaggio; razionalità pura, non capisco perche si parli subito di teoria del complotto..anzi lo so, mettere nello stesso calderone di "complotto" fa molto comodo per non dover analizzare gli argomenti uno alla volta nel dettaglio

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    1. Tratto dal libro: "Teoria e Prassi del collettivismo oligarchico" di Emanuel Goldstein,

      Capitolo I - l'ignoranza è forza:
      "Nell'intero corso del tempo, forse a partire dalla fine del Neolitico, sono esistiti al mondo tre tipi di persone: gli Alti, i Medi e i Bassi. (....). Gli obiettivi di questi tre gruppi sono assolutamente inconciliabili fra loro. Lo scopo principale degli Alti è quello di restare al loro posto, quello dei Medi di mettersi al posto degli Alti. (...) Per lunghi periodi si ha l'impressione che gli Alti siano saldamente al loro posto, ma prima o poi giunge il momnto in cui o smarriscono la fiducia in se stessi, o perdono la capacità di governare, o si verificano entrambe le cose. Sono allora rovesciati dai Medi che attirano i Bassi dalla loro parte fingendo di lottare per la giustizia e la libertà. Conseguito il loro obiettivo, i Medi ricacciano i Bassi alla loro condizione di servaggio, diventando a loro volta Alti.
      (....)
      Nel corso delle varie lotte per la conquista del potere, i Medi avevano sempre utilizzato termini come libertà, giustizia e fratellanza. Ora, però, il concetto di fratellanza fra gli uomini cominciò ad essere attaccato da persone che non avevano ancora posizioni egemoniche, ma coltivavano semplicemente la speranza di giungervi quanto prima. In passato i Medi avevano fatto delle rivoluzioni sotto la bandiera dell'uguaglianza, salvo poi imporre una nuova tirannia non appena quella vecchia era stata abbattuta. I nuovi gruppi Medi, invece, manifestavano in anticipo le loro intenzioni tiranniche"

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  3. Prof. Bagnai, non lo so e mi sembra molto strano (nell'istituto tecnico dove insegno quest'anno bocciamo oltre il 30% degli studenti del primo anno). Ma mi informo subito e le farò sapere. E naturalmente, anche se #iononsonounpedagosistama concordo sulla linea educativa! Ma non come "punizione". Proprio per evitare che a quell'età perdano il loro preziosissimo tempo instupiditi da entertainment ipnotizzante. Qualunque altro utilizzo del tempo è migliore!
    Le farò sapere, vado dal vicepreside a rompere.... :-)

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    1. C'è gioco e gioco però. Io sono reduce da un'infazia hamish e scoprendo da grande certi capolavori non posso che soffrire immensamente pensando a quanto più li avrei apprezzati da rEgazzino.

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    2. "nell'istituto tecnico dove insegno quest'anno bocciamo oltre il 30% degli studenti del primo anno"

      Complimenti.

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    3. @Stefano Longagnani
      Caro prof. Longagnani, riguardo al perdere tempo con un entertainment ipnotizzante, posso dirle che nel 1977 la Zanussi in Italia produceva console per videogiochi da collegare al televisore, corredate da fucili a sensori luminosi per i giochi di tiro al bersaglio, anticipando di almeno 6 anni la giapponese Nintendo che nel 1983 lanciò sul mercato la console Nes corredata da pistola Zapper. Per verificare quanto scrivo, c'è questo interessante filmato che racconta un pezzo di storia industriale italiana forse poco conosciuto: la Nintendo potevamo essere noi.

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    4. Caro Giorgio DM, molti miei colleghi ne vanno pure fieri....

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    5. @Giorgio
      Se i suoi complimenti erano ironici, temo, purtroppo, che lei non abbia idea di cosa sia, oggi, una classe delle secondarie. E neppure di cosa sia, oggi, la Scuola italiana, se ancora vogliamo chiamarla così. (Lorluc)

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  4. P.S. Qui a quest'ora c'è l'intervallo.... non è che siamo improduttivi! ;-) (anche se... excusatio non petita .... )

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  5. Domanda (che forse tradira' il fatto che ne so poco, ma provo a chiedere a chi ci lavora) parliamo di pubblico o privato parificato?

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  6. ...anche perché il preposto all'educazione – in teoria – dovresti essere tu!

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    1. Pensa come sta messo, poro fijo! Ma io non sono preoccupato, da buon padre assente...

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  7. Nooo la Playstation noo!
    Tutta la mia solidarietà al povero Palla.

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    1. Tutta la solidarietà al prof, combinazione pure mio figlio oggi pomeriggio è stato riavvicinato alla durezza del vivere (eliminazione pleistescion)... :)

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    2. Si avvertiva il pericolo di una svolta autoritaria...

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    3. Poveri ragazzi, come se già non bastasse l'euro.
      Pure l'austerity sulle consolle gli mancava.....

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    4. Ricordo che oltre alla pleistascion esiste anche lu telefonino con i vari whatsapp and so on. (armi di distrazione continua). Se non basta ci vuole una casa anticablaggio e tanto lavoro manuale dopo quello intellettuale.

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    5. Senza contare le madri che rimproverano i padri di essere troppo accondiscendenti con i figli.

      Vorrei avvertire il papà che oltre alla plaistascion sono a disposizione dei pargoli:
      - console mobili, PSP, Nintendo, Wii U ...
      - tablet, ipad, android etc.
      - smartphone, iphone, android, windows mobile
      - computer, notebook e PC fissi
      - televisori ultimo tipo con applicazioni interne tipo pc
      - chiavette android che si collegano alla tivvi (queste minuscole e portabili sfuggono facilmente anche al papà attento)
      - mi sfugge qualcosa?
      and last but not the least
      ...
      papà, vado a trovare il mio amico (che ha la plaistascion) per fare i compiti insieme.

      Buona fortuna.

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  8. Può essere utile http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/017/006/INTERO.pdf dove si trova legislazione pregressa; va comunque considerata l'autonomia scolastica.

    mazz' e panella fann e figl' bell' panella senza mazz' fann e figl' pazz'.
    da poema eroico-popolare uzbeko

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    1. Ah, che bei tempi evoca questo detto popolare (uzbeco...). Oggi se molli uno schiaffo al figliolo/a, rischi grosso. In Francia un genitore è stato condannato al pagamento di 500 euri per aver dato uno schiaffo al figlio. Unicamente alle élite è dato il compito di ricordarci la durezza del vivere, per educarci al bene, certo.

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    2. Ma i cinquecento euri li hanno dati al figlio malmenato? Non è che questi usano qualsiasi stratagemma per fare cassa?
      :) Ridiamoci su, va. Io non sono fan delle "mazz' " però della disciplina si. La playstation è una delle prime cosucce che vengono disconnesse.
      A forza di sottrazioni (di oggetti) dall'insieme denominato "svago", resta solo quello denominato "studio".

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    3. Mazz' e panelle fanno i figli disturbati. Giusto togliere la Play ma come disciplina, non come mezzo coercitivo - Parere personalissimo di genitore mediocre

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    4. Mazz' giusto quanto serve. È come il sale nelle pietanze.

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    5. martinet mi ha fatto piacere leggere il tuo post. Mi sono sempre rammaricato di essere allergico alle lingue, ma ho scoperto, e questo mi riempie di gioia, che parlo l'uzbeco anche se a mia insaputa, sperando che non mi confondiate con il famoso sciaboletta vistacolosseo!
      Per il quesito posto dal prof non ho risposte, avendo i nipoti ancora alle elementari, però ricordo l'affermazione del DG dell'azienda per cui lavoravo. Secondo lui, favente automazione, in futuro ci sarebbe stato bisogno di una ristretta quantità di manager addetti al controllo e poi una pletora di esecutori per i quali non era desiderata alcuna istruzione, giusto leggere, scrivere ed eseguire! Forse dovremmo tornare ai metodi sette-ottocenteschi dell'istruzione in casa a carico di noi nonni.

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    6. Io non sono autorevole, sono autoritario, e non voglio essere un esempio per mio figlio, ma più semplicemente una colossale rottura di coglioni.

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    7. se si riferisce all'istruzione in casa, io la caricavo ai nonni, quindi i padri secondo le inclinazioni possono continuare a rompere o meno i coglioni, ma non troppo per non privarsi della possibilità di fare i nonni

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    8. se invece si riferisce alla play, allora condivido

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    9. Prof. Bagnai.... da quando son padre ho scoperto il significato del detto "le colpe che ricadono sui figli".... Non c'è cosa che passi meglio da padre a figlio dei difetti....

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    10. @martinet Confermo quanto previsto dal tuo ex DG. Nel farmaceutico si concretizzano nelle norme GMP (Eudralex Vol.4 The rules governing medicinal products in the EU).

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  9. Un maleducato è ignorante, tutto si tiene. Cmq mia moglie ed io (sempre sul discorso dell'educazione) giochiamo a Trivial Pursuit sulla Xbox, che un minimo di kultura generale la richiede (non tutti i controller vengono per nuocere)

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  10. Involontario?????
    Involontario …. oh dio santo! Omnia munda mundis, diceva Fra Cristoforo.
    Oh, anima pura!
    Stai a vedere che credevo di essere nel blog dell'Innominato e mi ritrovo in quello di Lucia Mondella.

    Ne riparliamo più tardi. Per adesso per l'informazione richiesta basti il riferimento:
    http://archivio.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/dm21_07.shtml
    Tabella 2 quadro A per i numeri.

    ….involontario, dice ….. oh, anima incontaminata …....
    A più tardi.

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    1. Leggendo velocemente la normativa riportata nel link, non c'è traccia di parametri relativi ai bocciati o ai promossi nel primo anno o nei successivi...

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    2. Si ma il 2007 fu un annata magnifica. Bisogna incrociare i dati di Fioroni con quelli del suo mentore e padrone, tal Padoa Schioppa Tommaso da Belluno, e riflettere su tante cose, e una in particolare su tutte le altre. Sulla nobilissima sollecitudine del gran ministro della “Economia” riguardo la nefanda piaga “Sociale” della “dispersione scolastica”.
      A proposito, …...... di che colore era il governo di allora?

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  11. un popolo ignorante e non istruito è fondamentale per mantenere uno stato di democrazia solo apparente senza consentire al dissenso di coagularsi.

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  12. occhio a non eccedere: er palla potrebe conoscere la teoria dei giochi (dopo così tanta pratica).
    Solidale con entrambi, se possibile.

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Ahia er Circeo se allontana, n'artra estate fra i monti cor cavajere attaccato ai maroni!

    A Palla: gnente pleistescion oggi per più fregna in estate, conZolati!

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  15. Quando i miei figli ebbero la fortuna ed il merito di finire il liceo pensavo , sbagliandomi, di essere rinato. Uscirono dal caos per entrare nella bolgia universitaria. Ha perfettamente ragione prof. circa la italianizzata parola ‘education’ . La prima ed unica volta che una professorina si atteggio’ ad educatrice le chiesi se la scuola fornisse anche servizi bdsm ed in ogni caso i miei figli dovevano solo studiare. Tempo dopo ho realizzato che l’educazione (non l’insegnamento) scolastica era la componente primaria di un delirio di onni- impotenza esecrabile.

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  16. In risposta alla Sua domanda, confermo in pieno: ogni alunno corrisponde ad una certa entrata, e quindi normalmente per poter bocciare (e far diminuire il "fatturato" dell'Istituto) occorre che siano successi accadimenti inenarrabili. Istruzione ed educazione sono fattori assolutamente trascurabili.
    Si ha un po' più di libertà (ed allora ci si scatena e si recupera il tempo perduto) nel caso ci siano poche nuove iscrizioni: in tal caso (per mantenere alto il fatturato aziendale e mantenere il numero del parco studenti a buon livello) la carriera scolastica dei più trova un incomprensibile (per loro) stop.
    Così è la scuola secondaria in italia, da far paura!!! Talmente paura che me ne sono andato (dopo innumerevoli battaglie perse ma non inutilmente combattute, per non sacrificare idee ed ideali sacrificati sull'altare pagano del soldo). Lieto fine (ma solo personale): non essendo in età da pensione , mi sono inventato (è proprio il caso di dirlo) una nuova, soddisfacente e profittevole attività. Alla faccia di...

    PS: TG di La7: per giustificare gli ennesimi dati economici negativi odierni, il giornalista ha parlato di "italiani che non spendono per l'incertezza del futuro", facendo balenare l'immagine di tesori nascosti nei materassi od in cassette di sicurezza . Mai che sfiori nessuno dei suddetti l'idea che non spendono perchè semplicemente non hanno soldi?


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  17. Ho abbattuto un piddino con la scure del prof Bagnai.Ora lo posso dire con soddisfazione e certezza.Scusate tutti se sono OT.
    E' dal Tramonto dell'euro che ci provo.L'Italia può farcela (era un osso duro ma con sua figlia laureata e a spasso,disposta a tutto e non trova lavoro la botta finale se l'è data da solo).
    Grazie anche a Fassina a cui mando un sollecito "Forza Fassina!! che ce la fai.
    Nel mio piccolo sono una decina che non sono pochi per un gnurant come me!
    Grazie Prof,son soddisfazioni!

    P.S. Naturalmente sono dispiaciuto per la figlia...il suo ultimo lavoro erano 380 € al mese.

    PP.SS. Con lui son state determinanti le materie prime...perdinci.

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    1. I piddini in effetti si estingueranno (purtroppo non rapidamente) a causa della loro singolare abitudine di bere petrolio...

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  18. Ma come involontario? È uno scherzo?
    Sono trent'anni di soli tagli, non sarebbe da aggiungerci altro.
    Ultimo paese nella graduatoria OCSE non è un traguardo che si raggiunge senza mettercela tutta.
    Con la collusione della sinistra da più di trent'anni si cerca di far capire a tutti che la scuola deve essere privatizzata assolutamente. Possibile sia sfuggito?
    Se piove gli studenti debbono restarsene a casa per via che le scuole si allagano. Lo volete capire o no che non ce n'è più neanche per i fondamentali? Al prossimo terremoto non saremo fortunati come per L'Aquila dove tutto avvenne 4 ore prima della campanella e poi, per dire, il classico franò tutto su se stesso. Qualcuno ancora gode i frutti di quelle 4 ore, e non la galera se il fato avesse voluto ritardare un po', ma aspetta il prossimo evento meno fortunato, ci spargiamo su dei grossi lacrimoni e poi qualcuno capirà, finalmente. O no? Cosa dobbiamo farvi se no, per farvi capire?
    Vediamo ancora, recentemente le ore di classe sono state portate da 36 a 27, adesso basta far salire le ore dei docenti da 18 a 24, s'è già sentito il venticello, ridurre di altre tre ore l'orario settimanale, e il privato avrà: 1classe–1insegnate. Dimezzamento dei costi. Geometrico.
    Occorre altro?
    Quando si dice i marxisti …..

    AddendumPalla.
    Siamo dunque arrivati al punto della sottrazione della playstation. La vedo dura. Film già visto.
    Il Palla si ritrova, non ho bisogno di altri dati: con una madre che ha preso il posto di colei che ha tutte le virtù, dalla foto si vede che è la prima ad alzarsi la mattina e l'ultima ad andare a letto la sera, con obbligo a non ammalarsi mai; il padre che insegna all'università, niente di meno, fosse un maestro elementare magari, macché, scrive libri, gira il mondo da una capitale all'altra, riesce pure nello sport, con la canoa, magari pure il calcetto, il tennis e chissà cos'altro, quando ti viene in mente di parlargli di uno sport lui l'ha già fatto, suona pure il clavicembalo e l'organo e il pianoforte e anche la fisarmonica e la zampogna probabilmente per dispetto; e la sorella che già me la vedo, avendo mangiato la foglia e vista la malaparata la signorina si è presa il posto della luce degli occhi di papà e mammà, è la prima della classe, non prende mai meno di otto e quando prende otto innesca la sceneggiata del pianto a dirotto di disperazione. Cosa resta al Palla in questo inferno? Chiaramente solo il posto del lavativo. Non ha altro il povero figlio. Qualunque cosa decidesse di fare, in famiglia c'è già chi, stratosfericamente, la fa meglio di lui. Gli altri si sono presi tutte le royalty a disposizione, neanche l'impresa del carretto coi gelati gli è rimasta disponibile.
    È come se in famiglia si fosse adottato un cambio fisso con una moneta sopravvalutata, non ha via di scampo. E la sua troica, a scommetterci, gli dice pure che è tutta colpa sua.
    Brutta gatta da pelare.

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    1. Condivido!

      Ah! come avrei voluto parlare solo dei guai d'un professore d'economia d'università di provincia, maledizione!, senza averci piantato questo pugnale nel petto, maledizione!
      Condivido, ma teniamoci in contatto però, il primo che trova la quadratura del cerchio fa un fischio.

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  19. Caro Professore
    Io sono del 1975.
    Se so ragionare almeno un poco, lo devo al mio professore di filosofia del liceo, certo non alla facoltà di ingegneria. Il suoi tre anni di filosofia, oltre che corso di storia del pensiero filosofico, erano anche un corso di teoretica.
    Anche il corso di storia era molto bello (anche se tendeva un po’ troppo alla filosofia della storia, per i miei gusti).
    Negli anni in cui il liceo lo frequentavo io, lui soleva invitare ricecatori univeritari, spesso ex-allievi, a tenere lezioni di approfondimento sulle tematiche su cui stavano facendo ricerca. Abbiamo così avuto approfondimenti di epistemologia, bioetica, storiografia, filosofia diritto internazionale, studi strategici.
    L’anno scorso stavo parlando con lui e mi sono offerto di andare una volta a tenere ai suoi allievi una lezione di epistemologia della complessità e teoria dei sistemi complessi (non è detto che chi nasce ingegnere muoia ingegnere).
    La sua risposta è stata lapidaria : « non venire, non avrebbe senso, il liceo non esiste più ». Mi ha spiegato che nel corso degli anni il livello è scaduto a un punto tale che il liceo non può più essere definito tale. Semplicemente lui non può più tenere lezioni del livello che teneva venti anni fa perchè gli allievi che gli arrivano in terza non hanno i mezzi per seguirlo. Mezzi che avevamo noi.
    Per parlare di un’altra materia, pare che in terza facciano fatica a fare versioni che noi traducevamo alla fine della terza .
    Insomma, siamo in pieno dumbing down...

    Saluti
    Nemo

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    1. Posso solo confermare che siccome non esiste più il liceo, non esiste più l'università. Anche qui i parametri fissi hanno fatto il loro porco lavoro, e se volete vi fornisco decine di aneddoti. E notate: l'autorazzismo, e il voler essere più realisti del re, fa sì che settori, o università, medie (ma non mediocri), tendano ad autopenalizzarsi più di settori o università grandi (e spesso mediocri), ai quali, per la logica delle organizzazioni burocratiche, comunque arrivano più risorse e riconoscimenti... Quindi anche qui monopolio, concentrazione, inefficienza, ecc.

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    2. Se posso aggiungo una testimonianza da esperienza diretta che riguarda le primarie (per me le elementari) visto che mia moglie insegna li.
      Dopo la bufera Gelmini si trovano classi di fino a 30 alunni, lei ne ha 26, mio figlio è stato in una classe di 28.
      Questi bambini non sono normali, sono iperattivi, a volte maleducati, sono tanti, si trovano in classi dove ci sono tanti extracomunitari che purtroppo, non avendo fatto un percorso completo dall'asilo non sanno parlare l'italiano. Ora queste/i maestre/i si sforzano, si dannano per poter dare a questi alunni la migliore formazione possibile ma capirete che il compito è improbo, le condizioni di lavoro sono avverse.
      Quarantacinque anni fa la mia maestra aveva bimbi tutti italiani, abbastanza tranquilli e poteva mantenere una certa disciplina, oggi mia moglie passa metà del tempo a cercare di farli stare in silenzio per seguire la lezione.

      Poi mio figlio. Siamo fortunati ad avere un figlio abbastanza intelligente e bravo, ha passato ottimamente le primarie ed oggi frequenta la prima media. Non è stato così per alcuni suoi compagni. Ah, sappiate che per "motivazioni superiori" alla primarie gli alunni che non abbiano conseguito risultati soddisfacenti nello studio devono essere promossi lo stesso, se proprio uno deve ripetere l'anno deve essere su richiesta motivata dei propri genitori, quindi quelli che avevano problemi di rendimento sono passati lo stesso.
      Oggi si ritrova in una classe mista, con problemi di bullismo (femminile pensa te), ha a fianco un bambino cinese che sa tre parole d'italiano (non lo capisce proprio, che cavolo ci sta a fare un ragazzo cosi in quella classe? gli fanno solo perdere un anno della sua vita).
      Ha superato le difficoltà iniziali del cambio di metodo d'insegnamento ma si ritrova con dei professori che fanno fatica a mantenere l'ordine in classe e fortunatamente si trova due genitori acculturati che possono supplire alla formazione mancante ma questo non vale per molti suoi compagni. La scuola è in condizioni pessime.

      Che facciamo, aspettiamo la "buona scuola" di Renzi? Quella con gli sponsor privati?

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    3. I danni fatti all'università italiana da Berlinguer in poi sono folli. Quando mi è capitato di esser chiamato a far parte della commissione dell'esame di stato per l'abilitazione alla professione di chimico (nello stesso dipartimento in cui mi sono laureato) non riuscivo a credere ai miei occhi e alle mie orecchie. Premio per gli iscritti al primo anno, malus per gli abbandoni al primo anno, col risultato che l'attività didattica al primo anno è nulla, e si screma pesantemente al secondo. Necessità per far funzionare il sistema massimizzando i bonus e minimizzando i malus di SELEZIONARE IN INGRESSO, quindi valutando l'opzione del numero chiuso qualora si verifichino migrazioni di massa dovute a iniziative del genere prese in altri corsi di laurea - ovvero, se Biologia mette il numero chiuso (Biologia? uno storico refugium peccatorum col numero chiuso?) tutti migrano a Chimica con i conseguenti problemi (in un contesto come quello attuale). Dulcis in fundo: chimici che arrivano alla tesi avendo totalizzato si e no 4 settimane di laboratorio in 4 anni (ai miei tempi erano circa 16 i MESI di laboratorio in quattro anni) per problemi di tagli alle spese.
      I risultati si vedono, ovviamente, e sono allucinanti. Sorvoliamo sui professionisti Junior, cioe' quelli con laurea breve. Usciti da i più improbabili indirizzi (tecnico ambientale, ad esempio) risultano meno qualificati di un perito appena dignitoso.
      Della serie "tutto si tiene", la riforma dell'apprendistato Poletti prevede guarda caso una fascia alta, cioè l'apprendistato per laureati e ricercatori... se mai tornerò ad assumere laureati mi toccherà valutare l'opzione, fornirli di quei dieci chili di libri e assicurarmi che se li studino, nella speranza che non abbiano difficoltà con l'inglese tecnico....

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    4. Qualche liceo esiste ancora, ad esempio il Volta di Milano (ci sono molti milanesi bene), dove mia figlia ha appena preso 3 in matematica. Ovviamente la severita' e' misurata in relazione ad altre scuole contemporanee, non certo al passato. Io che ho fatto l'ITIS perche' alle medie cosi' mi hanno indirizzato, leggevo normalmente Buzzati, e poi la Prof. del Feltrinelli ci fece leggere e capire ben altro, da Pavese a Zola. Adesso molti ragazzini sono corrotti dai librazzi fantasy, e faticano a leggere e capire testi leggermente piu' articolati. Neppure Asimov, o Bradbury, per stare schisci.
      Pero' non darei tutte le responsabilita' al degrado controllato della scuola. Quante case frequentate dove esista una seppur piccola libreria? Allora come oggi.

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  20. Caro Prof

    ho letto la sezione "per cominciare". Indica due manuali, uno sui modello quantitativi e uno di economia internazionale.

    Se dovesse consigliare un testo di macro pura e semplice, quale consiglierebbe?

    Grazie
    cordiali saluti
    NP

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  21. A livello di scuola superiore non ho nessuna percezione ne testimonianza in proposito. Ricordo solo la mia di esperienza e du qualche altro amico, negli anno '90 quando però in prima superiore facevano le selezioni più importanti.
    Un annetto fa invece, ad una degustazione di Borgogna, parlavo con alcuni amici che lavorano nel dipartimento di lettere in università e mi descrissero una realtà allucinante fatta di promozioni facili agli esami.
    Promozioni che coinvolgevano in particolare modo studenti stranieri poiché questo contribuiva ad ottenere fondi (credo dall'unione europea).
    La stessa cosa me la conferma un altro amico che invece collabora con economia.
    Ovviamente sono racconti di esperienze personali e percezioni, ma temo che non siano così distanti dalla realtà.
    Buona notte

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  22. In merito all'università ricordo bene un'intervista di uno dei tanti, ora non ricordo, Piddino, forse Montiano... comunque uno di quelli; beh questo riusciva a sostenere, con una naturalezza disarmante, che la contingentazione delle iscrizioni negli atenei è una misura a tutela dei meno abbienti. Infatti (sosteneva il furbastro) tutti questi sfaticati vanno a gravare sulla spesa pubblica ed i loro studi li paga anche l'operaietto che invece poveraccio non manda il suo figliolo all'università. Invece con numero chiuso e rette elevate solo i migliori (i figli di nel progetto del nostro amico) occuperanno i seggi nelle aule dei nostri atenei. Tutto questo buttato così, senza che il giornalista facesse una piega, tutti d'accordo: medici, avvocati, ingegneri, notai manderannoavranno figli laureati con posti nella classe dirigente e gli altri felici, semplicemente di non pagare tasse per pagare gli studi della (presunta) massa di perdigiorno. Solo un esempio di come le elites lavorano per convincere gli altri.

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    1. @ Walter Verona

      quando mi parlano di "una misura a tutela dei meno abbienti", porto la mano alla fondina.

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    2. Tutti a tutelarli ...a modo loro però!

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  23. Carissimo professore, porto l'esperienza sul campo di rappresentante dei genitori (2 e 3 anno del classico) con moglie insegnante da 30 anni:
    CI SONO DEI 'FONDI' MOLTO PIU' GRANDI che si chiamano GARANZIA DEI POSTI DI LAVORO E STIPENDI.
    Se dai buoni voti e promuovi 'tutti' i genitori non si lamentano E NON ISCRIVONO I FIGLI IN UN'ALTRA SCUOLA, l'insegnante non ha fastidi ed il preside/dirigente ancor meno, anzi a fine anno i giornali locali ti pubblicano la foto con i ragazzi 'tutti diplomati con ottimi' voti!' Così il 'buon nome' della scuola porta...PIU' ISCRIZIONI, PIU' CLASSI e GARANZIA POSTO DEGLI INSEGNANTI...il giro ricomincia...la qualità si avvita ogni anno di più verso il basso..ma non si nota...SE NE ACCORGERANNO I PROF. DEL CICLO SUCCESSIVO,...ma ormai è fatta...c...loro...e dei ragazzi e delle loro famiglie. Il tutto collegato alla legge che VIETA ai giovani di lavorare prima dei 16 anni....per il bene dei cocchi di mamma? No!... per l'illusione sindacal-ministeriale di GARANTIRE ex lege PIU' POSTI DI LAVORO per gli insegnanti.
    PS, 2: questo E' IL SISTEMA, anche se molti bravi insegnanti continuano a 'fare quello che possono'.

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    1. Pensa un poco tu fino a che punto arriva la brama di garanzia di posto di lavoro di questi insegnanti, a convincere le povere famiglie, i poveri genitori, che è meglio se reclamano i voti alti per i propri figli. Quale mentalità contorta e maligna.
      Facciamo così, licenziamoli tutti questi scansafatiche che hanno garantita ex lege sindacal-ministeriale più posti di lavoro (meno posti per la verità in quest'ultimo periodo, particolarmente drammaticamente meno, ma che vuoi farci, quello che conta è il concetto); tranne alcuni naturalmente, quelli che continuano a “fare quello che possono”, e chi siano lo facciamo decidere a qualcuno che se ne intende, naturalmente. Una sintesi mirabile delle idee di Oscar Giannino che ultimamente gongola perché hanno licenziato un insegnate al nord. Metteva voti bassi, però, così dicono.
      Intanto quello che conta è che lo abbiano licenziato, e va bene così. O no?

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    2. Dato che vado di fretta, non sono in grado di cogliere l'ironia dove e se c'è, nelle considerazioni sopra e piattamente replico.

      Ma abbiate pazienza, vi sembra una grande infamia tenere a non essere perdenti posto e finire chissà dove o proprio finire e basta? Che cosa c'è di colpevole? Siccome molti stanno male, bisogna che qualcuno desideri di star male e anche peggio?

      Sarebbe il caso di rispondere onestamente, e magari essendo a rischio di perdita di posto - preciso che non parlo per me, al momento, quasi cariatide, anche se con questi chiari di luna non si può dire.

      Dunque, cerchiamo di andare all'origine di tanti cerchiobottisti che promuovono.
      La minima mossa onesta, a mio pare, consiste nel mettere in evidenza che, al momento, 28-30 alunni in una prima superiore, anche in tipi di scuola tranquilli come finora di solito sono i licei, risulta talvolta poco gestibile (eufemismo), quindi già punitiva per gli insegnanti e per quegli alunni un poco deboli che andrebbero seguiti almeno fino al punto da vedere se siano adatti a un tipo di scuola o no. Figuriamoci, in tipi di scuola meno tranquilli, la devastazione didattica conseguenza di tali numeri.

      Inoltre, e siamo alla radice, ribadisco che la bella pensata di innalzare il numero minimo di alunni per formare una classe prima e i parametri ancor più severi imposti per la formazione di una terza, classi iniziali entrambe dei due bienni, sono la causa di certo andazzo.
      Cerchiamo per favore di non fare del moralismo, sempre facile, specialmente dopo svariati decenni di insegnamento, quando se mai il posto lo perdono gli altri.
      E cerchiamo di renderci conto che, al di là di tutto, certi numeri sono comunque deleteri "in sé", se si tratta di una classe, e in particolare per alcune materie: come far esercitare in una lingua straniera 28 - 30 nel giro di sessanta minuti o dei cinquantacinque o dei cinquanta, come spesso sono i tempi delle cosiddette "unità orarie".

      Inoltre, tranquilli, moralisti e non, ad altri tagli si arriva comunque, come dimostro ora.
      All'epoca della riforma Gelmini, chi ne lesse qualche estratto o solo qualche sunto, si rese conto che non si parlava (scriveva) più di biennio-triennio, come tuttora facciamo, ma, letteralmente, di "primo biennio", "secondo biennio" , "quinto anno".
      Il letterale è sostanziale ed è una tentazione non recondita di vari ministri post-Gelmini, cioè ridurre la scuola superiore, già resa disgraziata come ho detto, a quattro anni e lasciare un non ben definito "quinto anno" o lasciarlo proprio cioè cancellarlo, iniziativa di cui ogni tanto si riparla perché "In Europa ecc ecc" - e noi invece qui retrogradi che abbiamo ancora i cinque anni, i cinque sensi, le cinque dita and so on.
      Prima o poi lo imporranno, quando sarà chiaro che tanti anche insegnanti, magari in pensione o sulla soglia, e tanti altri neppure in tale condizione plaudono al punto da spellarsi le mani, quando cioè l'opinione pubblica sarà pronta ad accettare tutto ciò e anzi gioirà sentendosi finalmente vendicata contro i privilegiati fannulloni.

      So che almeno una sperimentazione di scuola superiore ridotta a quattro anni era in atto qualche anno fa, col plauso di un ministro ai garruli insegnanti tanto fieri, ma volutamente rimango nel vago perché non ho sottomano il link all'articolo né altri precisi rimandi. La notizia era su Orizzontescuola di almeno un anno fa.

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  24. Ho sentito dire, giusto poche ore prima di questo commento, che la situazione sia effettiva ma legata allo scadere, al 10 anno di frequentazione, dell'obbligo scolastico. Si tratterebbe quindi di un messaggio allo studente: ti abbiamo tenuto fin qui perché dovevamo, ma visto che non ti piacciamo e non ci piaci, vattene!

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  25. Forse qualcuno ha creduto che studiare, anche se male, avesse potuto far comunque bene; io non sono dello stesso avviso, non mi piacciono le capre volanti. Penso comunque che l'università "facile" abbia (avuto?) un valore immenso come valvola di sfogo della pressione sociale, così come lo hanno avuto le guardie forestali calabresi.
    Penzo però che anche con tutte le valvole di sfogo possibili ( reddito di cittadinanza, cittadinanza elettronica, sto cazzo ecc) tutto questo bollore ci porta a Columbine.
    Criminali si diventa, non si nasce.

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  26. Rispondo lacunosamente sulla scuola superiore.

    I fondi sono proporzionali al numero degli iscritti.
    Se lo siano rispetto al "numero degli iscritti che non abbandonano al primo anno", o rispetto al numero degli iscritti complessivi anno per anno, come mi sembrerebbe poù logico, non lo so e mi informo, ma sarebbe anche bene sapere che cosa significhi "che non abbandonano al primo anno": che non si ritirano durante il primo anno o che non vengono bocciati alla fine del primo anno?

    E quale di tali significati sia proprio quello inteso dal legislatore - e se siano previste discrezionalità a livello di ogni singolo istituto, cioè se le regole siano vere o elastiche assai o, di fatto, non siano.

    Di ciò posso scrivere in una seconda puntata, se la persona a cui ho in mente di chiedere, scrupolosissima e aggiornata sulla legislazione, avrà tempo e voglia di rispondermi.

    Ometto le mie personali pensate e azioni, dato che qui non sono richieste.

    Invece richiamo l'attenzione non tanto sulla questione fondi ma sulla questione lavoro: da quando è stato innalzato il numero minimo di alunni obbligatorio per formare una classe (riforma Gelmini) dalla prima alla quinta, con parametri ancora più ristretti per il triennio, si sono perse molte cattedre in ogni scuola; aggiungiamoci la riduzione delle ore per alcune materie (lettere e inglese, nel tipo di scuola che conosco meglio) e si ha il quadro generale di insegnanti a rischio, quello che si chiama "perdere classi", che si traduce in realtà in colleghi perdenti posto in un singolo istituto e che finora - finora - ne hanno trovato in altre scuole. Ma temo ci sia pur sempre l'ultimo anello della catena che comincia a rimanere a spasso.

    Questo, più che la questione fondi, può motivare, in maniera non dichiarata all'esterno, molte promozioni a giugno o a settembre, che altrimenti non sarebbero.

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  27. Per analisi serie sull'istruzione in Italia suggerisco di seguire il blog di Giorgio Israel, http://gisrael.blogspot.it/.

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  28. Simpatico, accusa i Greci di truffa, per tutto l'articolo. Ed il Nostro Eroe con la pioggia di miliardi (di Mikebongiornesca memoria) fara' diventare finalmente la Grecia a Sua immagine e somiglianza, una Moderna Economia di Mercato. Tre parole che ormai fanno venire solo i brividi.

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  29. Per quanto serie siano analisi che non riesco a seguire, le temo incomplete se prescindono dalla questione a cui mi riferivo stamattina.

    Mezzi di pressione parentali efficaci: non essendo mai stata genitore, mi taccio. In genere temo che tutto sia labile, se non scatta il gusto per lo studio o un poco di ambizione.
    Ed ecco che, dopo i lontani verdi anni in cui dicevo che non si doveva studiare per il voto, nei bruni anni diversamente lontani, cioè vicini, vorrei studiassero almeno per il voto e poi chissà.

    A fronte di ciò mi sento preoccupata, impensierita, talvolta scoraggiata e arrabbiata ma non mi deprimo perché:

    1) la depressione clinica è altro da quanto dicono i lessicalmente deprivati e gli scemiscemi, che si proclamano depressi se sono tristi, malinconici, inca, un mix di tutto o una voce a scelta, e anche se gli tira un pelo... che non sia quello che desiderano ;-) ;

    2) non ho tempo, a fronte di posta che si accumula da giorni e, peggio, tre pacchi di compiti da smaltire dopo averne liquidati due, sui cinque fatti fare in due giorni.



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  30. Ogni scuola riveve dal MIUR fondi su vari capitoli. Alcuni sono legati alla funzione: se ho 5 commissioni per gli Esami di Stato ricevo fondi vincolati per pagare i commissari.

    Esiste il Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico che dipende dal numero degli allievi complessivo di una scuola e da altri parametri quali tipo di scuola (i tecnici e i professionali ricevono molto di piu' dei licei) il numero dei plessi. Qui potete vedere gli importi
    http://archivio.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/dm21_07.pdf sui Quadri A e B - articolo 3, c.1 e 2.
    Non esiste quindi alcun legame normativo fra bocciature e risorse.
    In questo anno scolastico, le scuole hanno ricevuto una integrazione del 50% sul FPIFAD. Ai 110 milioni di Euro per tutte le circa 8.000 scuole autinome se ne sono aggiunti 55. I fondi per il FPIFAD sono costantemente diminuiti diciamo a partire dal 2000.Prima le scuole tecniche e professionali avevano molti fondi ed avevano attrezzature di prim'ordine, soprattutto gli ITI, I Nautici, i professionali per l'industria, gli Istituti d'Arte, gli alberghieri e gli agrari. Rispetto alle scuole degli altri paesi europei reggevamo benissimo il confronto. Oggi non so anche perche' non so quanto gli altri abbiano tagliato.

    Gli importi corrisposti dal MIUR non coprono le spese delle scuole superiori. Il contributo volontario che viene richiesto agli alunni e' diventato una fonte sussidiaria di finanziamento indispensabile. A seconda di quanto viene chiesto (ordine di grandezza sui 100 euro) e di quante famiglie versano, si ottengono importi di norma superiori al FPIFAD.
    Inoltre, il FPIFAD ha una importanza molto relativa: gli stipendi dei docenti e del personale ATA vengono corrisposti direttamente dal MIUR in base al numero di docenti che dipende dal numero delle classi. Una scuola con 150 fra docenti e ATA riceve direttamente dal MIUR circa 4 milioni di euro (non passano dal bilancio della scuola) mentre il
    FPIFAD e' sull'ordine dei 20.000 Euro. Il Fondo di incentivazione del personale con cui si pagano anche i corsi di recupero estivi puo' avvicinarsi ai 100.000 euro. Non cito le supplenze, gli esami di stato e altre voci minori.

    Le considerazioni che alcuni svolgono sul fatto che molte scuole promuovono troppo non sono determinate da questioni di risorse ma, come e' stato giustamente detto, dalla conservazione dei posti di lavoro *in quella scuola*. Questo e altri meccanismi( paura di ricorsi al TAR, quieto vivere, adesione a pedagogie sessantesche, a Don Milano, sensi di colpa, ...) rendono il livello di serieta' di una scuola variabile nel tempo in maniera imprevedibile. Un caso a parte sono poi le scuole sottodimensionate o vicine al limite dei 600 alunni. Sotto i 600 alunni una scuola perde l'autonomia, cioe' non ha piu' un suo preside/dirigente scolastico una sua segretaria/DSGA e viene accorpata ad un'altra scuola. In questi casi, le bocciature tendono a zero. E' questo uno dei motivi della perdita di qualita' del Liceo Classico. Nei centri piccoli e medi, i Licei classici che sono o sono stati sottosoglia o vicini alla soglia hanno cercato in questo modo di resistere all'accorpamento.

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  31. 1) Il quarto ginnasio non si sa più davvero come si chiami. La legge di riforma ha ripescato in extremis il nome Ginnasio per i primi due anni del classico, che però chiama appunto primo biennio, quindi se pare un controsenso parlare di prima e seconda ginnasio, non tutti concordano che si debba ancora parlare di quarta e quinta ginnasio. Per farla breve, quasi ovunque (soprattutto in scuole con diversi indirizzi) il nome ginnasio viene evitato anche per non suscitare grattacapi alle segreterie che devono gestire registri elettronici "stupidi". Il nome resiste solo in licei esclusivamente classici.

    2) Nei classici si boccia sempre di meno, come già affermato da gian piero mariotto, per salvare cattedre etc. Non risulta che ci sia un parametro di promossi da garantire, ma i dirigenti scolastici, ormai sempre più sedicenti manager e con sempre meno esperienza di cattedra, spingono fattivamente per garantire il "successo scolastico" alias promozione a tutti (il che evita per loro lo spauracchio dei ricorsi). Non si riesce a vedere una via d'uscita alla situazione, che si avvita sempre più verso lo svilimento dell'insegnamento per avere consensi da famiglie e dirigenti, se non attraverso l'eliminazione del valore legale del titolo di studio, che renderebbe corretta la logica di concorrenza tra scuole, che già da un bel po' di anni domina e distorce le dinamiche. Tra parentesi, questo permetterebbe una vera valutazione del merito degli insegnanti (mito assurdo, con la situazione attuale) lasciando la parola a chi davvero lo potrebbe valutare, gli studenti.

    3) All'oggi, anche se lo stato potesse riprendere a finanziare adeguatamente la scuola come tutti ci auguriamo, la situazione nelle superiori (ambito che conosco) non si riprenderebbe per molto tempo: sono cambiate le persone a tutti i livelli, dai cacicchi ministeriali ai dirigenti scolastici, ai docenti, e ovviamente agli studenti, che arrivano da scuole inferiori che più che preparare, sono state ridotte ad accudire, nella maggioranza delle situazioni. Docenti e dirigenti sono caratterizzati perlopiù da personalità fumose e adoratrici del politicamente corretto, in una parola PIDDINE, mentre i docenti realmente critici (nel senso nobile del termine) vengono emarginati e, se di età avanzata, "rottamati" nei giochi di potere interni a ciascun istituto.

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