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venerdì 20 marzo 2015

Ma oggi c'è la Cina (2)

(...i cinesi cattivi copiano, ma anche i napoletani non scherzano...)

Ricorderete lo Stabat di Draghi:


Sentite Ciccio Feo. Deve musicare "Stabant autem juxta crucem Jesu mater eius et soror matris ejus..." ...e come comincia? Eh già, con una citazione, perché anche in musica ci sono le citazioni, sapete. Comunque, a Ciccio Feo Draghi era piaciuto proprio molto. Qui non è citazione: è plagio (come quello dei cinesi cattiiiiiiiivi):





(...mi rifugio nella musicologia per dimenticare la neghittosità der Palla, che ha raggiunto livelli impressionanti. Ma è arrivato il Tommy moment: lui è il male, e io sono il suo vincolo esterno, e lo sto riavvicinando alla durezza del vivere. Per colpa sua, oltre al moltiplicatore della Grecia e agli IDE della Romania, in questo weekend ri-entreranno nel circolo doloroso - ma sempre meno della mater - della mia appercezione la mole e il mitocondrio. Sono sceso ad annunciarglielo. Lo trovo sbracato sul letto, col PC sulle ginocchia, intento a osservare futili filmati.

Io: "Palla, la tua insegnante ti ha dato un'altra possibilità, io ne approfitterei!"

Lui (stiracchiandosi): "Che palle babbo! Tanto domani vado a studiare da [nome a caso]!"

Io: "Morgen, morgen, nur nicht heute, sagen alle faule Leute".

Lui: "Non parlare tedesco, mi dà fastidio".

Io: "Posso darti molto più fastidio. Chiudi sto cazzo di computer e porta su i libri, così intanto mi fai vedere con cosa dovrò divertirmi nel week-end".

Esegue, con i soliti comportamenti elusivi, poi torna giù a studiare biologia e io lo accomiato con le seguenti parole:

Io: "È interessante la biologia, spiega quello che c'è dentro al tuo corpo".

Lui: "Sti cazzi: basta che funziona..."

Io: "Parole sante, figlio mio, parole sante! La vita è fatta così: c'è a chi funziona, e chi lo sa usare. Comanda chi lo sa usare...")

85 commenti:

  1. I figli adolescenti...
    Con mia figlia è stata una battaglia giornaliera dai 13 ai 17 anni circa. Poi, com' è naturale, la questione è scemata via via che ha raggiunto il traguardo dei 18 anni, poi quello dei 19 e così via.
    Lei (mia figlia) ha fatto il percorso di Mark Twain, passando dal: "mio padre non sa niente e niente capisce" dei 14/15 anni, al: "Ma guarda quante cose ha imparato mio padre in così poco tempo!" dei 19 anni.

    Ehhhh....(sospiro)

    Ma è vero, in così poco tempo ho imparato una cosa importantissima. Combattendo con mia figlia adolescente ho rivalutato molto mio padre, che tornando alla sera a casa dopo una giornata passata sul camion, di figli adolescenti da tenere a bada ne aveva ben quattro.

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    1. A chi per mestiere teneva a bada un Eaton Fuller o, peggio, il cambio di un 690 quattro adolescenti gli facevano 'na pippa (con rispetto parlando, per gli adolescenti...).

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  2. Sono incuriosito dalla relazione padre figlio che descrivi, anche perché lui è più grande di Uga con la quale mi sembra hai più successo. E quindi mi chiedo: pensi di vincere? Di piegarlo come ti aggrada? Cioè come, lecitamente, ritieni che sia più giusto si pieghi (cresca)? O non ritieni più probabile che, come pare, vada da tutt'altra parte (mandandoti a...)? Non è per sapere i fatti tuoi, e neppure per regolare i miei, ma solo per sapere come risolvi una questione che, quando è stato il mio turno, non sono riuscito a risolvere. Per lo meno non nel senso che credevo.

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    1. Guarda, è molto semplice: io non ho un'idea precisa di come dovrebbe essere mio figlio, quindi non devo piegarlo da nessuna parte. Semplicemente, siccome ha le capacità intellettuali per farlo, desidero non prenda insufficienze. Ti sembra strano?

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    2. Se mi posso permettere, qui l'esperto sono io (il più nauseabondo dei pronomi). Breve curriculum: faccio il prof. alle superiori, e ascolto i figli e consolo i genitori. I figli adolescenti sono geneticamente programmati per mandare a quel paese i genitori. È stato sempre così e così sempre sarà. Un certo sconosciuto Konrad Lorentz sostiene con qualche ragione che l'adolescenza è uno dei tratti comportamentali che più hanno aiutato il successo della specie homo sapiens sul pianeta Terra, permettendo innovazioni culturali, migrazioni, ecc. Gli adolescenti sono così. Punto. La cosa migliore che a mio parere possono fare i genitori è affidarli in questi anni ad adulti di cui si fidano (dai docenti agli amici di famiglia con qualcosa da dire). Otterranno cento volte più loro che i genitori. Poi come seconda cosa c'è pure chi riscopre la preghiera.... ;-)
      Una cosa utile è certamente limitare l'utilizzo indiscriminato delle tecnologie distraenti (non ho detto di non usarle, sto dicendo che avere in camera Xbox, TV 70", Wii ed andare in giro col cellulare di ultimissa generazione con fotocamera, videocamera ecc. dà la possibilità di fare tante ma tante caxxate. Neppure dico di ridurre la tecnologia per punizione. Le punizioni con gli adolescenti non funzionano).
      Per sapere con certezza quando l'adolescenza è finita: sarà finita il giorno che farà la cosa giusta ANCHE se gliel'ha consigliata un genitore. Per il resto buona fortuna!

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    3. Acciderbolina ho messo una t in più nel cognome di Konrad Lorenz. Da quando ho smesso di fare l'inghegggngiere per fare il prof. mi è calata sia la precisione sia lo stipendio (chissà perche!). In ogni caso consiglio la lettura de "Gli otto peccati capitali della nostra civiltà", del summenzionato etologo austriaco. Perché i saggi scritti negli anni '70 sono così di maggior livello dei libracci di oggi? (Esclusi i presenti, come sempre, naturalmente! ;-)

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    4. In antropologia si studia un popolo - non ricordo bene, mi pare della papuasia - nel quale allo scoccare del tredicesimo anno i figli vengono affidati agli "zii" (qualunque accezione possa avere il grado di parentela) e con un complesso cerimoniale escono dalla famiglia.
      Allo scoccare del 17mo anno il figlio può chiedere di rientrare nella propria famiglia originale, ma il permesso non è scontato e ci possono essere più e più richieste reiterate ogni tot tempo prima che al virgulto venga dato il bentornato.
      Da non padre è tutto il contributo che posso dare.

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    5. @Stefano Longagnani
      Grazie di avermi ricordato quel bellissimo saggio che purtroppo ho letto più di 30 anni fa. Ora dovrò andarmelo a riprendere.

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  3. Proooooof!
    Nella parentesi parli del computer, verooooooo?

    Chiedo venia a tutti gli allibiti: la battuta da zombie è solo conseguenza di due ore di Divina Commedia e due di storia letteraria, queste ultime a base di: principio di imitazione, Foscolo poeta-soldato-amante-esule (e naturalmente via dalla memoria il titolo dello sbeffeggiante scritto di Gadda sul Foscolo), il suicidio di Jacopo Ortis.
    Sul terzo palcoscenico, quinta ora, sono andati in onda: la "quarta parete", il teatro della crudeltà e la motivazione del concetto di "espressionismo" applicato alla letteratura.

    Nell'edizione pomeridiana mi sono prodotta in uno "sportello" - gli addetti sanno che cosa sia - tra istrionismo e arte varia (perché partecipano anche alunni altrui e bisogna fargli venir voglia di tornare, mentre quelli inevitabili, e noi a loro, del mattino sono tra il rassegnato e il divertito) a base di perifrastiche, possibili bufale nella traduzione dal latino e il narratore inattendibile nella Coscienza di Zeno.

    Tutto divertente e anche per me bello, che a suo tempo mi mancherà, ma che ora, dopo le dosi massicce indicate, produce come conseguenza le prime due righe di questo commento schizoide.

    Forza, Prof.

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    1. Mi associo con forza... FORZA PROFF! (doppia effe per il plurale..,)

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  4. «Ragazzo mio, tu entri per pigrizia nella più faticosa delle esistenze. Ah, tu ti dichiari fannullone! Preparati a lavorare, allora. Hai visto quella temibile macchina che è il laminatoio? Bisogna starle attenti, perché è sorniona e feroce e, se agguanta la falda della giubba, vi passate sotto tutto intero. Questa macchina è l'ozio. Fermati, finché sei ancora in tempo, e salvati! Altrimenti è finita, e fra poco sarai nell'ingranaggio; e una volta preso, non sperar più nulla. Alla fatica, pigro, e senza tregua! La mano ferrea del lavoro implacabile ti avrà afferrato. Ah, tu non vuoi guadagnarti da vivere, avere un lavoro da fare, un dovere da compiere! Ah, ti secca l'essere come gli altri! Ebbene, sarai diverso dagli altri! Il lavoro è la legge; colui che lo respinge come noia, l'avrà come supplizio; non vuoi essere operaio, sarai schiavo.
    Il lavoro vi abbandona da una parte solo per riprendervi dall'altra; se non vuoi essere il suo amico, sarai il suo negro. Ah! Tu non hai voluto saperne della stanchezza onesta degli uomini? Avrai il sudore dei dannati. Là dove gli altri cantano, tu rantolerai. Vedrai da lontano, dal basso, gli altri uomini lavorare e ti parrà che riposino; l'operaio, il contadino, il marinaio, il fabbro t'appariranno nella luce, come i beati nel paradiso.
    [...]
    Ah, il tuo scopo è quello di non far nulla! Ebbene: non una settimana, non un giorno, non un'ora senza sfinimento.”

    Hugo, I miserabili

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    1. Anche per gli studenti di Adriana, se lo vorrà.

      LODE DELL’IMPARARE

      Impara quel che è più semplice! Per quelli
      il cui tempo è venuto
      non è mai troppo tardi!
      Impara l’abc; non basta, ma
      imparalo! E non ti venga a noia!
      Comincia! devi sapere tutto, tu!
      Tu devi prendere il potere.
      Impara, uomo all’ospizio!
      Impara, uomo in prigione!
      Impara, donna in cucina!
      Impara, sessantenne!
      Tu devi prendere il potere.
      Frequenta la scuola, senzatetto!
      Acquista il sapere, tu che hai freddo!
      Affamato, afferra il libro: è un’arma.
      Tu devi prendere il potere.
      Non avere paura di chiedere, compagno!
      Non lasciarti influenzare,
      verifica tu stesso!
      Quel che non sai tu stesso,
      non lo saprai.
      Controlla il conto,
      sei tu che lo devi pagare.
      Punta il dito su ogni voce,
      chiedi: e questo, perché?
      Tu devi prendere il potere.

      Bertolt Brecht

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    2. @ Stefano.

      Grazie.
      Potrebbe andar bene anche per i "non politicizzati" - espressione del tempo che fu - come ora è la maggioranza, nel senso che è politicizzata in ben altra maniera, dal fancazzismo al qualunquismo al disprezzo di tutto o quasi.

      Al solito, continuo a chiedermi dove abbiamo sbagliato, non come se tutto dipendesse da noi ma proprio constatate le nostre defaillance - già quella di metterci sempre più tempo per fare meno cose e meno bene, cioè male.
      Le gelminate hanno fatto i loro guasti, ma le trovate superintellettuali del finto articolo di giornale e del finto saggio breve, nonché la sempre più diluita analisi di testo - con richieste accettabili al massimo per un livello linguistico B2, cioè nulla, trattandosi di scuola superiore, di lingua ufficiale e di letteratura - ecco questo non lo considero imputabile a una Mariastella recente.

      Il bello è che ci si riunisce per ragioni anche sacrosante - quali autori del secondo Novecento inserire - senza andare alle ragioni o sragioni del nostra fare o essere così com'è: noi, noi, ciascuno nel concreto del proprio agire, con i perdonismi e i tempi lunghi che concede, col voler spiegare tutto, dare "un'altra possibilità" - che non funziona, perché dare senza pretendere è una minchiata e fatto millanta volte non è espediente pedagogico ma vizio - e senza mai chiedere, ciascuno a se stesso, se è questo che vuole e che voleva, tanto più se aveva come ideale l'istruzione pubblica, o addirittura la cultura, anche come mezzo di riscatto sociale generalizzato.

      E, per stringere: come mai, con inizio al primo di ottobre e l'ultimo anno quei due macigni che sono Foscolo e Manzoni, si arrivava a giugno più o meno dove si arriva ora, che si inizia quindici giorni prima e i due macigni evitati?
      Erano più bravi e organizzati - e organizzanti - i nostri insegnanti passatisti ed eravamo più bravi noi, più seri tutti, più consequenziali, più convinti tutti quanti, per amore o per forza.

      Partirei da qui, senza perdonismi a noi stessi che, in linea di massima, ci comportiamo come se non avessimo orgoglio di mestiere, come se dovessimo mettere tra parentesi, anche e proprio sul lavoro e minuto per minuto, la nostra identità di mestiere, specialmente noi di lettere (a che servono? a che serviamo? eh...) per non disturbare troppo.

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    3. Lavoro in un tecnico. Ho fatto a suo tempo un tecnico e a suo tempo mi è stato ben spiegato perche nei tecnici non c'è filosofia... Di insegnanti di lettere ne ho avuta una fuoriclasse in 5 anni. Insegno o informatica o matematica, ma a tutti i miei studenti dico, dal primo giorno di scuola, ITALIANO è la materia più importante!
      Noi insegnanti, "le vestali della classe media" si diceva un tempi. Oggi ridotti a secondini, nel peggiore dei casi, oppure a tristi Don Chisciotte, sperando di dare ad uno l'opportunità che era di molti...

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    4. P.s. @Adriana... Sul saggio breve e compagnia cantante, quanto hai ragione! Arridatece il tema!

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    5. @ Stefano e tutti.

      Il bello (sic) è che all'esame di stato il tema come tipo di compito possibile è rimasto per la storia e per una cosiddetta attualità o "ordine generale" (questa la dicitura: Tema di ordine generale), cioè per una materia e per una non-materia, non esistendo, nel curriculum e nella pagella,ora rigorosamente elettronica, una materia denominata "attualità" o "ordine generale" (sic sic).

      Ma certo ricordi le diatribe sul tema, strumento repressivo, che si vede lo è per la letteratura e non per la storia né tampoco per il suddetto ordine generale, dato che questo piace a tutti...
      Senza contare che se uno sa scrivere un discorso filato e coerente lo si vede col tema e non con i collages e gli spezzatini a cui portano gli altri tipi di compito, formulati essi stessi come collages e spezzatini.

      E tutte le volte che si parla di un argomento in maniera coerente e continuativa si praticano di fatto, il riassunto e il tema.

      Morale: riassunto e tema sono naturali (e dunque razionali? sic sic sic), fanno bene alla salute, ci permettono degli apporti personali purché enunciati con senso logico (principio di non contraddizione) e non cialtronesco (non parlarsi addosso e fare affermazioni comprovabili), possono servire nella vita - perché fare una relazione di lavoro è comunque svolgere un tema e un riassunto - e potrebbero anche "lottare insieme a noi" (sic sic sic sic).

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  5. La scenetta mi ricorda qualcosa, è per i nostri figli che combattiamo?

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  6. Si deve capire che per i greci aderire all’unione monetaria e usare la stessa moneta del resto dell’Europa occidentale è stato anche un salto d’identità. Nella coscienza popolare, e considerata la storia della Grecia, ha consentito ai greci di essere divenuti “veri europei”. In un piccolo paese dell’estremità meridionale dei Balcani che aveva avuto una storia molto turbolenta, durante il periodo Ottomano e ciò che è successo dopo, questa è stata una cosa molto, molto importante.

    L’importanza di ciò è stata manifesta negli ultimi anni. Quanto più la crisi si aggrava, quanto più assurda diventa la partecipazione all’unione monetaria, tanto maggiore diviene l’attaccamento all’euro in alcuni segmenti della popolazione. E il motivo è l’identità. La gente vuole mantenere il contatto con l’idea dell’Europa, l’idea di non essere parte del Medio Oriente, o del Vicino Oriente
    .http://znetitaly.altervista.org/art/17122#comment-3682

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    1. Scusa se te lo chiedo; ma cosa c' entra l' idea di Europa, con l' euro?

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    2. Scusa se te lo chiedo Alberto49, ma come mai dalle monete francesi han tolto "libertè egalitè fraternitè". Così per caso?
      I simboli contano eccome. La "pubblicità" funziona, e funziona perché fa passare i messaggi attraverso più canali sensoriali contemporaneamente: la vista, il piano simbolico, quello emozionale, il sesso, l'udito (le musichette o la sonorità degli slogan), ecc.

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    3. Stefano, però noi sappiamo che la questione è proprio quella; simboli e pubblicità non debbono passare come cose normali, almeno qui.

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  7. Non c'entra con il suo discorso, ma parlando di Cina mi è venuto in mente il discorso di un'amica che ha votato Grillo perché è contro l'euro.

    Mi dice: "Ci sarà anche crisi, ma per quelli che sono bravi e si danno da fare il lavoro c'è."
    Pensavo se ne uscisse con roba di fascia altissima, tipo Cucinelli, invece continua:
    "Volevo far fare un paio di pantaloni su misura dalle cinesi (un'attività di riparazioni e sartoria) ma hanno troppo lavoro e devo aspettare un mese.
    Sono andata da una sarta italiana e mi chiede il doppio.
    Piuttosto aspetto un mese e torno dalle cinesi, così impara quella disonesta.
    Morale: per chi ha voglia di lavorare ed è onesto la crisi non c'è".

    Ragioniamo insieme 5 minuti e calcoliamo che le cinesi lavorano, se va bene, per una cifra che potrebbe andare dai 3 ai 4 euro netti (escluse tasse, perché rilasciano scontrino regolare, affitto, riscaldamento, ecc. ecc.) all'ora.
    Essendo in proprio non hanno ovviamente ferie né malattia, sopravvivono perché lavorano una valanga di ore e consumano l'indispensabile per la sopravvivenza.

    Non so se alla fine abbia capito quanto fosse demenziale la sua tesi iniziale.
    Cioè il problema è il taglio dei salari (e la crisi di domanda che ne consegue) e lei propone un taglio ancor più drastico ai salari!
    (Grillo non lo ha poi votato così a caso per protesta, si ispirano alla stessa fonte di sapienza...)

    Ma siccome il diritto a non informarsi e a non capire un cazzo sono difesi da milioni di piddini che darebbero la vita affinché ciascuno abbia il diritto di non informarsi e di non capire un cazzo, purché resti il tempo di guardare la tv, di fare l'happy hour, di discutere di calcio, di unghie finte e di veline...
    per me ci sono due sole possibilità: o le cosiddette élite s'illuminano (se, quando e quanto converrà loro) oppure la monarchia assoluta, mio adorato Louis-Auguste. Anzi... vogliamo (noi, cioè M.A.) la monarchia, tout court!

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    1. Ma voi sapete chi è Eliogabalo?
      http://www.larouchepub.com/pr/2015/150319_tremonti.html

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    2. Così così, ma conosco le Matteogabole

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    3. @gianni

      Artaud vi ha scritto un libro intero sopra (peraltro discutibile). Però pensavo fossimo soltanto alla fase del cavallo di Caligola; forse mi stavo illudendo.

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    4. Sentito il discorso di Tremonti, mi par di aver capito tutto tranne Eliogabalo.

      Presente qua e là la parola "euro" e un po' di spiegazione, nonché la chiusa ad effetto.

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    5. si hai ragione, questa dovrebbe essere la trascrizione a cui si riferisce il link postato in precedenza e la parola "latrina" non cè.

      http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00907518&part=doc_dc-ressten_rs-gentit_rddscdpdcdm-intervento_tremontigalgslansmpanpsippi&parse=no

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    6. Scusa cara Silvia ma non potevi esporre alla tua amica un piccolo esempio chiarificatore?
      "Cara amica, tu adesso guadagni x con il tuo lavoro, non ti sembra di essere disonesta e guadagnare troppo? Non sarebbe meglio per il tuo datore di lavoro trovarsi una cinese al posto tuo e pagarla la metà?"

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    7. Difendo il diritto a non informarsi, a pittare le unghie, a fare l'happyhours, a esagitarsi col calcio e "sognare" le veline.
      Quello che manca è una informazione plurale, la difesa delle minoranze e della propria identità (in poche parole della propria cultura).
      L'una non esclude l'altra.

      Io sto col palla, provi a rovistare nelle sue cose, probabilmente inizierà a trovarci delle A cerchiate, non si preoccupi, passa nel giro di un ventennio... senza padre.
      Con l'aiuto di un padre magari il tempo si riduce di un terzo (sarebbe un percorso "sano"...credo)..

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    8. A proposito del video di Tremonti, scusate, mi sono espressa male.

      Non ho "capito" come mai abbia nominato Eliogabalo, ma il nome l'ho "sentito".
      Intendevo che mi è risultato chiaro il senso di tutto il discorso tranne il riferimento a Eliogabalo forse perché qualche parola non l'ho "sentita".

      Spero di non aver contribuito a confondere link, riferimenti e comprensione.

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    9. Caro Marco Caporaletti la mia amica ha un negozio di mobili che ha risentito enormemente della crisi e questo rende la sua osservazione ancora più assurda.
      Le ho chiesto se sarebbe contenta di ricavare dalla sua attività quanto ne ricavano le cinesi. Penso che in questi ultimi anni non abbia guadagnato tanto di più e infatti si lamenta continuamente.
      Le ho anche chiesto dove pensa che tutte queste persone "oneste" (leggi sfruttate) trovino i soldi per andare a comprare i mobili o qualsiasi altra cosa che non sia lo stretto indispensabile per la sussistenza.
      E come pensa che l'economia possa ripartire continuando a svalutare il valore del lavoro.
      Forse alla fine un pochino ha capito, ma chi non vuole impegnarsi un po' per capire il "quadro generale" rischia continuamente di prendere lucciole per lanterne, ad esempio quando sostiene di aver votato Grillo perché vuole uscire dall'euro.
      E io non posso rapirla un mese e leggerle tutto il blog e i libri di Bagnai.

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    10. Caro Sandro Ceccato,
      non ho nulla contro il divertimento e contro chi ha voglia di divertirsi nel modo che preferisce (anche se mi manda in bestia in termine "happyhour").
      Infatti sono d'accordo con te: il dovere di informarsi non deve escludere momenti di divertimento, ma neanche viceversa.
      Conosco vere teste vuote per cui queste sono le uniche ragioni di vita (e così facendo le perderanno completamente, anche nella misura in cui sono utili, giuste e fisiologiche).
      Come si possono pretendere i diritti della democrazia e della Costituzione senza impegnarsi nei doveri e nelle responsabilità che impongono?
      La partecipazione è un diritto/dovere che implica consapevolezza.
      Chi non dà niente, in cambio non ha niente.
      Se ci impegnassimo tutti, se partecipassimo e controllassimo di più, riusciremmo a cambiare le cose?
      Non lo so.
      Ma di sicuro se nessuno si impegna e tutti si aspettano che altri si sbattano a combattere per il nostro benessere le cose andranno sempre peggio.

      Sulla responsabilità dei media sono completamente d'accordo: l'informazione dovrebbe essere trasparente e facilmente reperibile, ma penso che un po' di senso critico e intraprendenza da parte del pubblico potrebbe incentivare a riavvicinare i giornalisti alla loro missione originale.
      Penso che anche in questo caso un pochino valga il discorso: il lettore ha il giornale che merita e il telespettatore il TG e il talk-show che merita.
      Volete la pappa pronta? La dittatura è quello che fa per voi. Mangiatela, ma poi non rompete i coglioni se non è come piace a voi.

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    11. Comunque studiare con Bagnai (e con i suoi lettori) è anche divertente, nonostante gli argomenti.
      Mi capita sempre meno trovarmi con amici perché certi discorsi, battute e forme di divertimento mi sono venuti veramente a noia... veramente deprimenti.
      Al contrario mi ritrovo spesso a ridere davanti al monitor, ad ascoltare con piacere brani che mai avrei pensato di ascoltare (anche se so di non saperli apprezzare e comprendere fino in fondo) a leggere libri che credevo pallosi e non avrei mai comprato.

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    12. Confermo ogni parola. Ormai da tempo aspetto solo che arrivi la sera, io e il mio pc..

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  8. Molto suggestiva la scena di Stallone-Prof.-Padoa Schioppa che riavvicina alla durezza del vivere il deliquente sudamericano-Palla.
    Fra l'altro, il film è del 1986 e c'erano già le telecamere all'interno dei supermercati.
    Ovviamente, la biologia è dura da digerire. Molto più fluida è l'economia, per esempio.
    Ma credo proprio che il Palla anche a questo giro riuscirà a riportare il Pil su livelli sufficienti.

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  9. "Non parlare tedesco, mi dà fastidio".
    "Sti cazzi: basta che funziona..."
    #IostoconErPalla #PallaliBBero

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    1. Io non capisco la contrapposizione. Er Palla fa il suo dovere, e Alberto pure. C'è un conflitto di classe (la cui gestione presumo affidata alla dolce amministratrice dei suoi beni terreni, citando Guareschi) che va tenuto presente affinché entrambi ne possano ricavare il massimo profitto con il minor danno possibile per le parti in causa. Mi ricorda qualcosa...

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    2. In casa mia non abbiamo, per pudore e discrezione, mai parlato o scherzato su certe cose; personalmente trovo giusto così, sono cose troppo personali.

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  10. Professore si consoli, avrebbe potuto avere una figlia come me, neghittosa ma solo nello studio: in tutto quello che non dovevo/potevo fare viceversa mettevo molto ingegno e zelo.

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    1. Sono gli adolescenti migliori! :-)

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    2. Provo a dirlo a mia mamma.

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    3. Sarà, io giudico solitamente dai risultati. Tendo a considerare adolescenti migliori quelli che sono poi diventati uomini/donne migliori. Mi resta solo un dubbio irrisolto (i irrisolvibile): migliori di chi?

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  11. Prof, ho appena terminato di leggere il suo ultimo post sul suo blog de Il Giornale. Semplicemente stupendo. Bello come una miniatura che vidi tempo fa al museo di Brera.

    I miei migliori auguri per la sua lotta contro lo spleen der Palla.

    Ah Palla! Eddai!!

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  12. Siamo alla strafottenza dunque, lo stadio di ribellione adolescenziale naturale massimo. Nasconde la ricerca dell'identità, e non è esente da travaglio interno per il solo fatto di essere dissimulata con comportamenti elusivi, irritanti all'inverosimile per chi deve assistervi.
    Potrebbe aiutare se il padre, invece di “millantare” una sua ulteriore competenza anche su argomenti distanti dalla sua professione confessasse apertamente di non capirci nulla raccontando, invece, di se stesso adolescente, di quando toccava a lui ad essere una vera e propria scarpa, soggetto all'odioso bullismo della spietata insegnante di turno; di averci sofferto e ringhiato e pianto di rabbia al bagno, e di essere riuscito alla fine solo a venirci a patti. Potrebbe aiutare, forse. Forse. Comunque sia, pare da evitare di improvvisarsi biologi, ci vuole invece un biologo appassionato che mostri un trasporto sconfinato per la disciplina, un fanatico, non uno che sa ripetere cinque righe in croce, cinque righe in croce sono righe morte, è chiaro se no che ciò che conta è solo che funzioni, come il computer, la macchina, il treno, l'ascensore ….. Potrebbe rivelarsi una strada buona, potrebbe no; intanto credo io che il padre ne debba stare alla larga, e dovrebbe starsene alla larga quandanche fosse un cultore collezionista, esperto per hobby o per coincidenza.
    Quest'ultimo è un consiglio davvero col cuore, per evitare il peggio.

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    1. Da commenti come questi, vagamente "natteschi" (per chi si ricorda Nat), capisco quanto sia difficile la vostra vita, e quanto in fondo ve lo meritiate, per una insormontabile difficoltà di capire chi avete davanti!

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    2. Ma davvero bisogna che i genitori siano superspecialisti in tutto, e anche entusiasti, perché i figli si schiodino a cercar di prendere un misero sei?
      Fosse così, di genitori e, dunque, di figli, ce ne sarebbero pochini pochini, anche per la difficoltà di una politica matrimoniale funzionale: gli aspiranti coniugi, di solito aspiranti genitori, dovrebbero procedere a nozze e ad accoppiamento se e solo se muniti ciascuno di una chilometrica specializzazione diversa e augurandosi:

      a) figli con al massimo due materie insufficienti e che fossero proprio quelle delle loro specializzazioni, altrimenti non vale;
      b) figli con nessuna insufficienza;
      c) figli bravi sempre;
      d) nessun figlio.

      Oppure genitori prodigio con specializzazioni a go go.
      E poi: quanti figli?
      Perché se già bisogna selezionare specializzazioni e insufficienze, bisognerebbe anche programmare numero ed età dei figli con quelle tali materie insufficienti e magari obbligare qualche figlio all'insufficienza, se si rimanese al di sotto delle previsioni.

      Sarebbe necessario, dunque, uno stato Grande Fratello che organizzasse i matrimoni e l'entità della prole e, per una botta di efficienza, lo stock delle insufficienze per anno anno di scuola. E ricordarsi delle scadenze.
      Per tagliar corto, ci vorrebbe uno stato etico che stabilisse:

      a) che non ci devono essere genitori o
      b) che non ci devono essere figli o
      c) che non di devono essere materie insufficienti o
      d) che non ci devono essere materie.

      La d) è l'etica, per così dire, verso la quale stiamo andando.

      Rimane la possibilità (?) di un portafoglio a fisarmonica, se si decide di non turbare i figli con la propria assistenza.
      Ma allora, se si tratta di non turbare, anche qui taglierei proprio, come si sta facendo, con la scuola tout court, v. d), sopra e per far presto andrei alla radice con una bella soluzione polpottiana, la soppressione degli insegnanti.
      Perché è risaputo che i primi a turbare i preziosi scarrafoni altrui, oltre agli eventuali propri, sono loro, cioè IO.


      E, per i criticoni di sempre: smetterla di proiettarsi nelle vittime intese come studenti? Peraltro, nemmeno rispettando gli studenti, capaci o meno, che sono stati loro e nemmeno salvando questo, di se stessi, e facendosi ancora del male.
      Perché poi, gira gira, tanti discorsi hanno come movente proprio tale adolescenziale vulnus non cicatrizzato, ho idea.

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    3. Nec minimo puellae naso ...,
      non basta il naso grosso per aver fiuto, e lo stesso professore un tempo diceva non volerci un grande pennello se il muro è grande.
      Mi dispiace veramente, adesso, di dissentire con molti commenti e nel profondo, e mi dispiace anche che si derubrichi che io sia qui a improvisar consigli poco sentiti e ponderati. Me ne asterrei, ho molto da fare anch'io.
      Certo, i tempi di Gentile erano fin troppo semplici, lo studente che non studiava lo si batteva. Facile. Sempre stati bei tempi quelli andati! Bei tempi? Anche se lo fossero mai stati e non solo nei ricorrenti sogni della fantasia stagionata, ora comunque non lo sono più, e per sempre, anche se dispiace. Per sempre! È un fatto. Se poi, come è anche evidente, il portafoglio è fin troppo a fisarmonica per le frescacce, nella cultura bisogna pur crederci, e se ci si crede si capisce pure che è un valore, e i valori costano. Più dei cellulari. Ed è giusto che costino se valgono, come ci avverte proprio questo blog. Comunque, il mio è un consiglio dato con convinzione, i giovani riconoscono solo la passione, il resto sono solo cose inanimate, e solo in superficie battezzarle come inutili appare sprovveduta ingenuità. È sempre stato così del resto, basta solo un piccolo sforzo di memoria, proprio per una migliore onestà con se stessi e il proprio reale passato, non quello fantasticato dal maciste oramai vittorioso.
      Bella la didattica, ma la pedagogia è altra cosa e un poco più impegnativa direi. Insisto, non basta un biologo, ci vuole un biologo pazzo, uno che vede cellule anche se guarda la partita di calcio.
      Dovrei aggiungere: secondo me, ma non ce la faccio.

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    4. Vabbè, dai, Matteo, a questo punto torniamo alle fonti, che sicuramente leggere Catullo è meglio che leggere qualsiasi cosa di chiunque di noi.

      Salve, nec minimo puella naso
      nec bello pede nes nigris ocelli
      nec longis digitis nec ore sicco
      nec sane nimis elegante lingua,
      decoctoris amica Formiani.
      Ten provincia narrat esse bellam?
      tecum Lesbia nostra comparatur?
      O saeclum insapiens et infacetum!

      Che io tradurrei così:

      Ehilà, fanciulla: non hai proprio un nasino
      né il piede bello e gli occhi non hai neri
      né lunghe dita né labbra pulite
      né, francamente, parli troppo elegante,
      ben degna di Formiano, che dove piglia piglia.
      E là in provincia dicono che sei bella?
      E fan confronti tra te e la mia Lesbia?
      Dio santo, in che tempi insulsi e rozzi vivo.







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    5. Scusate, vi ricordate quel film di Woody Allen nel quale lui si vedeva sfuocato? Ecco, perdonatemi, ma vi vedo così, entrambi. Capisco che siete educatori, verosimilmente di figli altrui, e quindi vi occupate di educazione. No problem. Conosco tante persone che si occupano di economia!

      Vi faccio un semplice esempio di cosa è per me rapportarmi col mondo esterno: mi fate il cazzo del favore di indicarmi il punto preciso di questa pagina dove io o qualcun altro ha detto che il genitore deve far finta di essere un espertone per aiutare il figlio a fare i compiti?

      No, perché, sapete, se questo punto non c'è, allora i vostri interventi dicono molto sulle vostre frustrazioni, e poco sul mio rapporto coi miei figli...

      Lo dico soprattutto a te, Matteo, che evidentemente sei qui da poco, o sei Matteo Renzi. Ma come cazzo ti può venire in mente che io sia uno che "batte" suo figlio (sì, l'ho fatto, quando potevo e dovevo farlo, ma ora le circostanze sono altre), o che si improvvisa esperto di cose che non sa! I miei libri hanno mediamente quindici pagine di bibliografia! Ma tu hai capito a chi stai parlando? Perché vedi, se tu non capisci a chi stai parlando, molto probabilmente lui non ti ascolterà...

      Quindi, caro pedagogo, Giamaica. Vorrei vederti al ristorante coi tuoi figli...

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    6. P.s., altrimenti la povera Nat torna a S. Elena per un altro mese: prima di scrivere il commento precedente, sul quale gradirei un riscontro documentale (bene leggere Catullo, ma se si commenta un post, magari è anche utile leggere il post), non avevo sbloccato il commento di Nat, e quindi il mio commento si rivolgeva agli altri due signori e signore presenti su questo thread.

      Chiaro così?

      Bene.

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    7. Comunque... è stupefacente, è spettacolare, che qualcuno venga a farmi lezioni di pedagogia! Non ci sono veramente limiti all'hybris! E io che mi sento in colpa per aver detto in faccia a un mediocre che la sua volontà di alzare l'asticella agli altri era lo specchio della sua invidia sociale e della sua mediocrità! E mi sento in effetti in colpa, penso "magari avrei potuto essere meno arrogante", "magari dovrei mettermi di più nei panni dell'interlocutore".

      Poi arriva qui Matteo, e capisco di essere una persona troppo paziente.

      Ma posso smettere quando voglio...

      Da mia madre ho imparato una cosa: si fa tutto con la stessa testa. È la migliore definizione di cultura che conosca, il che mi spiega come mai, quando qualcuno dice delle grosse scemenze in economia, grattando sotto la superficie dell'uomo colto si scopre invariantemente uno che certe frequentazioni se le è imposte perché sapeva di doverlo fare.

      Qui dovremmo essere su un altro piano, ma dal tempo del Poliziano le cose sono peggiorate, e quindi dell'oggi non v'è certezza.

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    8. Quanto a me, ho solo visto con dolore che era comparsa una citazione di Catullo sbagliata e ho ritenuto opportuno intervenire, discretamente, come è nel mio carattere. Tutta la vita è un esilio del resto, prof, questo un cattolico lo impara fin da piccolo, quando qualcuno gli insegna il Salve Regina: per fortuna nel mio esilio ho avuto la compagnia vivificante di Pergolesi, a tenermi in piedi tra una spigolata e l'altra (che ironia eh? prof, mentre mi maltratta sul blog mi delizia intanto suonando Pablo Bruna e Pergolesi, in questo periodo sono pergolesianissima, mi sono addirittura innamorata persa di Vivica Genaux nello Stabat Mater).
      Se per cortesia l'aggettivo "nattesco" potesse essere, lui sì, dimenticato, grazie.

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    9. Che brutta situazione (cit.)

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    10. Oddio! Ma professore?!, ma a lei mi riferivo solo per il consiglio di affidarsi ad una persona appassionata della materia specifica. E il consiglio è identico a quello che ho dovuto dare a me stesso prima di uccidere mia figlia, perché quella era diventata l'unica soluzione; ecco volevo risparmiarle questo penultimo frustrante esito. E se la può consolare le dirò che l'impulso a farla fuori, mia figlia, ce l'ho anche in questo momento, ore 12.56, che è di là dalle ore 8.00 a pigiare inutilmente e compulsivamente tastini del cellulare, e avrebbe da fare, e fare molto. Così vede che io stesso mi sento molto simile a lei; è come avere tutta una batteria di cannoni carichi e non poterli sparare, disse una volta un mio professore all'università che si lamentava di quando faceva supplenze alle scuole superiori.
      No, io mi riferivo al parere di Adriana, e parzialmente anche di Pilone, dove si lamentava delle onerose spese e soprattutto dove consigliava di “smetterla di proiettarsi nelle vittime intese come studenti”.
      Ecco questa la trovo pedagogia dei tempi andati, delle bacchettate sulle mani, la quale forse un tempo aveva pure un senso, ma con i giovani di oggi mi pare un irreale sogno senza speranza.
      Infine con Adriana, quando in ultimo per “sua idea” ritiene che i pensieri altrui siano frutto di complessi adolescenziali. Come vede, mi sento vicino a lei anche nelle reazioni, di cui ho orgoglio misto a fastidio, perché poi so che anche con Adriana ci si può intendere mentre odio quando dipingo me stesso come un reduce maciste dei bei tempi mitici.
      Sono sinceramente dispiaciuto se le è sembrato un rimprovero alla sua persona, non era questo lo spirito dell'intervento. Speravo invece di poterle restituire qualche cosa di utile, ecco. Sarà altrove dunque.

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    11. Per Nat.
      Ho trovato in rete una traduzione-interpretazione di Mario Ramous, un poco forte, ma deliziosa:

      Buon dio, ragazza, con quel nasone,

      quei piedacci, con gli occhi spenti,

      quelle dita tozze e la bocca molle,

      con quel tuo linguaggio volgare,

      proprio te, puttanella di quel fallito

      di Formia, dicono bella i provinciali?

      e ti paragonano alla mia Lesbia?

      O società imbecille e senza gusto.

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    12. Grazie, Matteo. La conoscevo, questa traduzione (è quella di Garzanti), ma scusa, ti sembra giusto? Catullo incentra la poesia sulla litote, la negazione del contrario per via ironica, ottenendo un effetto raffinato e delicato, e la traduzione capovolge tutto e passa alla forma piattamente affermativa? Usando termini come "piedacci"? Secondo me Catullo mostra proprio di volersi tenere alla larga da certi personaggi, con l'uso elegante e distanziante della litote, e tu traduttore ti ci butti a pesce e ci sguazzi e naturalmente non ci fai mancare la "puttanella"? No, secondo me è più giusto, più rispettoso del poeta e del lettore, che magari non sa il latino, visto che è possibile, cercare di rendere più da vicino lo spirito originale. Prendi per esempio anche Quasimodo:

      Salve, ragazza! Naso non hai piccolo,
      ed il piede non bello, occhi non neri,
      dita non lunghe, bocca non stretta,
      parola non precisa né elegante,
      amica di Mamurra smidollato.
      E dicono a Verona che sei bella?
      E paragonano te alla mia Lesbia?
      O secolo ignorante e grossolano!

      Grazie comunque dello spunto. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensa Adriana, che aveva parlato di traduzioni poco tempo fa.

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    13. Matteo 22 marzo 2015 00:14

      "Certo, i tempi di Gentile erano fin troppo semplici, lo studente che non studiava lo si batteva. Facile. Sempre stati bei tempi quelli andati! Bei tempi? Anche se lo fossero mai stati e non solo nei ricorrenti sogni della fantasia stagionata, ora comunque non lo sono più, e per sempre, anche se dispiace. Per sempre! È un fatto."

      Mi perdoni, ma questo modo di argomentare mi ricorda irresistibilmente un tipo di ragionamento nel quale il prof incappa(va) di frequente nella sua opera di divulgazione dell'ortodossia economica.

      Quale ragionamento? Quello secondo il quale ai tempi di Gentile la Mongolia, il Bhutan e il Nepal erano bagnati dall'oceano Pacifico...

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    14. Poiché credo andata perduta la mia risposta al Prof da un internet point che ogni tanto dà qualche sorpresa,.la ripeto a senso.

      Il mio pippione del 21 marzo 21015 14:18 moderava in ironia e surrealismo (forse non capiti, mea culpa) la stizza natami alla lettura di

      @Matteo 21 marzo 2015 11:25

      "pare da evitare ad improvvisarsi biologi, ci vuole invece un biologo appassionato"

      enunciato che veniva preso da me in giro, forse in maniera troppo insistita, ma con la convinzione che mantengo e col senso che NESSUN genitore debba essere specialista di alcunché per poter permettersi, di fronte a prole capace, di reclamare almeno un 6, diciamo un non-5, un non-lontano dal 6, che poi le arpie gentiliane come me (e lo scazzo è di ora, e genuino) arrotondano. Ripeto: arrotondano.

      E l'idea era pure che nessun insegnante debba essere da Nobel o circa e neppure così fissato con ciò che pretende di insegnare, e magari sa, perché l'ha studiato con una certa "ratio" (necessaria), e che non debba essere Nobel e neppure superspecialista per permettersi di pretendere qualcosa in cambio dell'agognato, da qualcuno, 6.
      Che studiassero almeno per il voto.
      ALMENO.

      Già, perché se si vuole qualcosa, qualcosa bisogna dare, e non si vede perché la scuola debba fare eccezione, pretendendo da se stessi come insegnanti e come tali avendo il dovere (DOVERE) di pretendere dagli studenti.
      Se poi qualche genitore o pargolo si offende al punto da considerare bacchettata sulle dita il richiamo al dovere che qualunque lavoro comporta, e la chiarezza nei rapporti anche personali che qualunque lavoro comporta, be', di tale sessantottismo francamente in ritardo - e superato - non so che dire.

      Perciò, Prof, la reazione mia era alle ora virgolettate parole di @Matteo - e lo dico nell'ipotesi che sia io una delle "due signore presenti su questo thread" (Alberto Bagnai 22 marzo 2015 10:43).
      Altrimenti avrò capito male, come talvolta qui e più ancora nella quotidiana vita fuori dal blog - nella quale non è chiaro se sia più utile capir bene o capir male e quando e con chi, specialmente sul lavoro.

      Quanto alla non meglio definita passione- e rispondo sempre a @Matteo - per quel che riguarda me è tanto ovvia che NON mi sento tenuta a dichiararla, specie se qualcuno la postula come necessaria. In questo, gli studenti sono mooooolto più avanti dei loro allarmati genitori,
      perché vedono benissimo quando e quanto c'è.
      Resta il fatto che anche quando cucino un piatto per me non appassionante come la Scapigliatura (preciso che è per fare un esempio, non per avviare qui una discussione), chi vuole il 6 deve darsi da fare anche se non ci sente la mia passione, che in questo caso non c'è.

      Ciò sempre per la menosissima e passatista questione che bisogna guadagnarsi le cose e che un'insegnante non è una gettoniera di sufficienze.

      Sempre per @Matteo:
      Il richiamo al portafogli era ovviamente ironico, come anche alla soluzione polpottiana.
      Senso: il genitore non deve per forza spennarsi per procurare un ripetitore ai figli quando la meta è un 6 e la prole è capace; il resto viaggiava per l'ipotesi surrealista, tra altre ipotesi surrealiste che facevo, e prendeva in giro le lamentale per la scuolapubblicafontedisprechi, che NON erano nello scritto di @Matteo.
      Oppure: insegnanti che pretendono, ipotizzavo. Ma uccidiamoli!!!
      E' comunque sempre bene leggere il contesto di un'affermazione, bene accertarsi.

      Ora, ringraziando chi ha avuta la pazienza di leggere, mollo perché:

      a) devo continuare a fare la prof., cioè continaure a preparare per i giorni prossimi;

      b) devo fare l'alunna per un corso che seguo il lunedì pomeriggio, al cui esame conclusivo non pretendo di essere promossa solo perché studio;

      c) mi considero fortunata a interloquire qui sopra, dopo l'ennesima visita a qualcuno che mi sta a cuore e che sta morendo.

      La ragione c) pare incongrua rispetto al resto?
      La passione ha origini ramificate e diverse.

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    15. Adriana 22 marzo 2015 18:42

      Un abbraccio

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    16. Marco S. 22 marozo 19:34

      La risposta più bella.

      Ricambio con un bacio.

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    17. @Nat

      Grazie per il ricordo.

      D'accordo sulle due traduzioni in oggetto, colgo l'occasione per dire che le tue mi piacciono sempre - mai detto per mia imperfetta disinvoltura (= maldestrezza) a scrivere elogi.

      Ed ecco che, ancora una volta, il poliedrico blog mi aiuta ad allentare nodi, oltre che diluire tristezze con cui ogni tanto vi intrattengo tra l'ironia e una certa "marzialità" che un omeopata e laureato "normalmente medico" ravvisò anni addietro nel mio carattere - proprio uno di Milano (mi pare tu abiti lì).

      Per la traduzione di Ramous, che come cosa a sé trovo pure gradevole, ho il sospetto, ma nulla sapendo di lui, che abbia volutamente caricato per distinguersi, cioè per non fare le solite cose, come talvolta fa chi, a qualunque livello, gira per i campi (Elisi) letterari.

      Pensa che il coautore di un manuale discusso di antologia e storia letteraria italiana ha detto a un'amica e collega mia, che se ne lamentava, che i coautori avevano impostate le cose in un certo modo "per non fare le solite cose", pensa tu: iniziativa che non condivido come metodo, anche se nel concreto qualche pregio forse ce l'ha, oltre al difetto di appesantire il tutto perché abbisogna di un certo tipo di carta appunto pesante.
      (E oltre a tanti difetti di contenuto, non so ipotizzare se sviste o ignoranza, riscontrati da un'altra che si era incaricata di vagliare i volumi).

      Può darsi dunque che Ramous abbia voluto fare per distinguersi, caricando, certo non rispettando lo spirito di Catullo che a volte va pesante e a volte, come qui, no.
      Mi riferisco, per esempio, alla poesia che prende in giro Cicerone e gioca sul doppio senso dell' "avvocato migliore di tutti", leggibile in punta di grammatica sia come "the best one" sia come "l'avvocato migliore che difende tutti", cioè chiunque.

      Fine Catullo, come tu sostieni.

      Una bella traduzione del Liber, anche elegante, la fece Francesco Della Corte per la Fondazione Lorenzo Valla, e un'altra, Luca Canali per Garzanti.
      Siccome trovo faticoso mentire, e antiestetico e che "non si fa", non fingerò di ricordare come essi abbiano tradotto il "tuo" Catullo, che anche Ceronetti tradusse.

      Ti segnalo la traduzione di Edoardo Sanguineti del carme di Catullo sul passerotto di Lesbia e, sempre di lui, quella del Carpe diem oraziano.
      A prescindere dal giudizio sulle singole o su Sanguineti traduttore, attivissimo e poliedrico come in tutto quello che ha fatto, o su Sanguineti tutto: ecco un esempio di funambolo ferreamente logico, sperimentatore sorprendente e consequenziale, filologo italianista millimetrico e audace.
      Sbefeggiatore serio e sistematico. Critico che sapeva scrivere.

      Negli scritti e negli orali, cioè nella vita pubblica che agli studenti suoi è stato dato conoscere, la "ratio" è stata la sua "passione".
      Ossimori ben connessi, tanti.

      Una notevole pazienza e simpatia lieve e diffusa, si avvertiva - garbo nel correggere qualche gaffe di studenti adulti.
      E un'enorme quantità di lavoro: all'Università c'era, nonostante fosse una star internazionale. Niente vantone: dei lavori con Baj e con Berio si è saputo per altre vie e in altri momenti, non dalla cattedra, non da lui.

      Bei tempi.

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    18. Cara Adriana, grazie a te del complimento. Anche io credo che Ramous abbia cercato l'originalità a tutti i costi, in effetti capita con un poeta che viene letto ancora dopo duemila e passa anni... (basta pensare che Baricco, probabilmente anche lui in seguito a un attacco di originalità, ha fatto una versione dell'Iliade SENZA GLI DEI, mi fa pensare alle torte ipersalutistiche di mia cognata, senza burro, senza uova, senza zucchero, senza crema, senza marmellata... vabbè, però allora ditecelo che non è più una torta...).
      Cercherò le due traduzioni di Sanguineti, tanto più che sono entrambe poesie che amo molto (dall'ode di Orazio ho dato il nome alla mia prima figlia, anche se non certo chiamandola Leuconoe, ho un po' adattato naturalmente :))
      Ti abbraccio anche io in modo particolare, stasera.

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    19. Gentile Nat, pur ti riveggo. Ad Adriana: sum tecum in spiritu.
      Visto che vi siete cimentate in versi latini, mi piacerebbe sapere come fareste con alcuni greci dal contenuto simile: non è una sfida del tipo “hic Rhodus, hic salta”, ma un amabile conversare con “donne ch'avete intelletto d'amore”, quantunque possano interloquire i maschietti aussi.

      Ὄμματά σευ βαρύθουσι, πόθου πνείοντα, Χαρικλοῖ,
      οἷάπερ ἐκ λέκτρων ἄρτι διεγρομένης·
      ἔσκυλται δὲ κόμη, ῥοδέης δ᾿ ἀμάρυγμα παρειῆς
      ὦχρος ἔχει λευκός, καὶ δέμας ἐκλέλυται.
      κεἰ μὲν παννυχίῃσιν ὁμιλήσασα παλαίστραις
      ταῦτα φέρεις, ὄλβου παντὸς ὑπερπέτεται
      ὅς σε περιπλέγδην ἔχε πήχεσιν· εἰ δέ σε τήκει
      θερμὸς ἔρως, εἴης εἰς ἐμὲ τηκομένη.

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    20. Cara Nat,
      non sono in grado di raggiungere questi livelli di virtuosismo, ma afferro e mi allineo.
      Concordo che la scelta di “piedacci” è stonata, si poteva far di meglio, ma per quel “puttanella” sarei più tollerante, e non per maschilismo congenito, invece perché mi pare che oltre a dare il brivido freddo rende più forte il successivo giudizio negativo anche su “quel fallito di Formia” proprio attraverso il contrasto forte dato alle parole. E forse, più Mamurra era bersaglio che Ameana, per la quale nel carme 41 forse la traduzione “puttanella” è pure poco.
      La contemporaneità, è vero, riesce solo nella immediatezza diretta e nella volgarità a darsi brio, tuttavia qui forse la volgarità è recuperata ad un livello riscattato, e comunque credo non sia estranea la strategia confessata da Moravia di usare nei tempi nuovi il sesso come espediente così come Dostojewski usava l'omicidio nell'800. E poi, di nuovo, questo passa il convento, e appunto io credo che bisogna essere disponibili con le inclinazioni del tempo se si vuole che qualche cosa passi.

      Per il professore. Mi perdoni ancora, devo essere dal cuore tenero, ma mi ha molto colpito la foro del Palla che piange in montagna. “millantare” era tra virgolette proprio perché temevo che lei non millantasse, e col genitore è sempre difficile creare il giusto rapporto didattico. Comunque è chiaro che sono totalmente, assolutamente, incondizionatamente dalla sua parte qualunque strada scelga per la sua famiglia, del resto, evidentemente, le foto da lontano non possono che essere sempre in qualche modo sfocate.

      Per quanto riguarda Adriana, constato che non c'è via di accordo come fantasticavo, non concordo su nulla né occorre altro per evidenziarlo, e me ne dispiace ancora, non per questo la vorrei classificare come residuo di frustrazioni giovanili.

      Per Marco S. Va bene, ma tenderei a non confondere i tempi di Gentile con Gentile. Il quale riunisce in se entrambi i corni del dilemma qui dibattuto. Quello del fatto che al discepolo le cose passano solo se si crea col maestro una unione di spirito veicolata dalla passione e dalla conoscenza profonda della materia da parte del maestro, e l'altro che prevede le punizioni corporali per gli studenti che necessitano di più forti sollecitazioni. Non tutto l'antico è da buttare.


      P.S. Comunque non ci posso pensare che ho dovuto mandarla a ripetizione di latino, mia figlia, quando avrei avuto un armamentario particolarmente fornito a disposizione e anche una certa passione direi, seppure non la passione della vita. Così l'ho mandata da una insegnate straordinaria, la migliore della città per preparazione e passione, proprio come credo sia Adriana, guarda un poco tu, anche se con lei dissento su tutto il resto incolpevolmente.

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    21. Cara Nat,
      rileggendo un tuo precedente intervento notavo che avevi precisato d'essere intervenuta per curare una citazione imprecisa di Catullo. Lì per lì non avevo capito che ti riferissi a me, e mi ero chiesto in affetti con chi ce l'avessi, ma io citavo in modo strmentale e sbrigativo piegandone il significato, m'ero permesso di portare puella al plurale solo perché mi sembrava che più d'uno dei commentatori, anche in altre liste di commenti, mostrasse d'avere un gran fiuto per il fatto d'avere un gran naso, e non mi riferivo per nulla a colui che ci ospita che ci aveva voluto accomunare. Ti chiedo scusa se involontariamente ti ho trascinata nella bagarre a te estranea e soprattutto se ti ha procurato disagio.

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    22. L'estro non m'arride

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    23. Va bene: mi ci provo io. In italiano e in francese per il Bagnai che apprezza il gallico idioma.

      Grevi hai gli occhi tuoi, Cariclò, - spiran desiro -
      qual fossi di poco dal letto ridesta;
      scarmigliata hai la chioma, le rose del volto raggianti
      son d’ocra lucida, e sciolte hai le membra.
      Se queste che porti son tracce d’agoni notturni,
      vola alto sopra ogni gioia chi stringe
      te avvinta tra le sue braccia: e se ti strugge
      amor ardente, fosse per me l’esser consunta.

      Lourds sont tes yeux, Chariclo, en soufflant le désir,
      comme juste réveillée de ton lit:
      échevelée la chevelure, ton visage rosé rayonnant
      est d’ocre lumineux, et le corps lâche.
      Si celles que tu ports sont des traces de nocturnes combats,
      hélas ! vole au-dessus de toute joie qui te tiens
      serrée dans ses bras : et si te brûle
      un ardent amour, fût-il pour moi ton être brûlant

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    24. @martinet L'estro non m'arride era rivolto alla tua proposta, scusa, ma è un autore che non conosco e addirittura non ricordo di avere neppure mai sentito nominare. Tradurlo, così, ex abrupto, sarebbe un atto di hubrys. Il tema della tipa appena saltata fuori dal letto poi mi attira zero (oh Saffo, Saffo... "Saffo dalle chiome di viola, sublime, dal dolce sorriso"... scusa, Martinet, ma a me degli occhi pesti di questa e della sua faccia pallida...)

      @Matteo Nessun disagio. Sono io presuntuosa, non avrei dovuto pensare a uno sbaglio: ma in fondo ogni scusa è buona per parlare di Catullo e soprattutto per propinare al mondo una sua poesia e una mia traduzione ;-).
      Ti confesso che non mi sentivo in particolare sintonia con il tuo commento che ha originato tutto e quindi mi ha sorpreso che potesse riportarmi alla memoria del prof (ma ai temperamenti vanitosi, come il mio, è sempre gradito essere ricordati, quindi...).
      Quanto alla bagarre, ti assicuro che mi sono infilata allegramente in bagarre peggiori ;-) e ne sono uscita magari malconcia, ma viva.
      Grazie comunque della tua attenzione.

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    25. Preferisco la versione francese, comunque l'hai resa più bella di quanto mi era sembrata. Bravo.

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    26. Grazie. Con l'inglese vado meglio, ma il francese s'addice di più a cantare l'amore; pur tuttavia, a me piace molto l'originale, con quegli arcaismi: Paolo Silenziario fu epigrammista non disprezzabile.

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  13. O saeclum insapiens et infacetum

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  14. Non credete che insegnare un metodo di studio prescinda dalla materia specifica? Che basti "semplicemente" l'amore per la conoscenza ed il saper trasmetterlo?

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  15. C'entra zero, ma segnalo qui che Victoria Nuland è andata in Grecia a trovare Tsipras, perchè gli USA si sono accorti che l'unica speme dei greci è la Russia, ove Alexis si recherà tre volte nei prossimi tre mesi. N.B.: la Grecia fa parte della NATO e sta di fronte al Bosforo, dove i Russi sperano di arrivare da un quattrocento anni. Magic Moments in preparazione.

    http://www.dedefensa.org/article-brusquement_la_gr_ce_inqui_te_les_usa_nuland_sur_le_pont_18_03_2015.html

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    1. Articolo molto importante e con importanti riferimenti fra i quali direi che questo fondamentale di Sapir.

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  16. Secondo me è perchè, se non ce l'ha già, gli manca la donna. E se fosse una di quelle che incentiva a studiare (ci sono anche quelle), ancora meglio.

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  17. Confermo che tante madri benedicono le ragazze dei figli studiose e diligenti, in conseguenza della quali i figli studiano, si lavano la faccia, si cambiano la camicia o la maglietta.

    Qualche esagerato si cambia anche la felpa e i jeans.

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    1. Ha detto una grande verità. Una verità che è alla base (insieme ad altre cose) della cavalleria.

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    2. D'altronde chi non si trovò mai tra color che son sospesi e donna lo chiamò, beata e bella tal che di comandar lui la richiese. Anche se pare che per il nostro Prof. la situazione fu invertita, e per il "beato e bello" si debba consultare la consorte per maggiori approfondimenti :-)

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  18. Trovo spassosissimo che ad ogni post sul Palla fiocchino i suggerimenti al prof su come indirizzarlo qua o la, mentre risulta chiaro che l'unica sua (di Alberto) preoccupazione sia solo evitare che si faccia del male mentre la sua direzione se la trova da solo... ;)

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    1. A me basta che se ne sia accorto uno. Si capisce, no, che c'è qualche problema, vero? Secondo me il mondo è pieno di genitori che volevano essere perfetti... O miseras hominum mentes, o pectora caeca! Se volete litigare con Tyson per problemi di viabilità, poi non andate a insegnare la prudenza a chi quando vede un armadio a tre ante passa al largo!

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    2. In fondo un adolescente non è altro che un bambino che sgomita per ritagliarsi il proprio posto nel mondo degli uomini (in senso anagrafico). Ovvio che se lo tratti da bambino, o peggio ancora da ibrido, le palle gli vanno subito in giostra.
      Vuoi essere uomo? Ok, figliolo, è molto semplice: chi rompe paga. Divertiti, e cerca di fare in modo che il conto non diventi troppo salato per le tue tasche

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  19. Non che abbia dubbi al riguardo,
    però sempre con un certo affetto, perchè oggi il mondo al contorno è cambiato molto in peggio e chi ne patisce maggiormente le conseguenze sono proprio i giovani, che non hanno memorie ed hanno un irresistibile bisogno di stimoli, per cui li raccolgono come funghi. Compulsivamente, senza selezione. Con la differenza che oggi ne sono spuntati tantissimi che, sembrando buoni ad una prima occhiata, si rivelano con tempo avvelenati.

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