MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

lunedì 16 marzo 2015

Gli Stati Uniti sono una nazione, non una federazione

(...ho più volte insistito su questo concetto, che è stato posto alla mia attenzione da Gianni Bulgari, e che distrugge qualsiasi velleità di "superamento dei nazionalismi con gli Stati Uniti d'Europa", tanto caro agli imbecilli di sinistra - notate che parlando di imbecilli di sinistra mi apro al dubbio che a sinistra non ci siano solo imbecilli, ma la pazienza prima o poi finirà...

Vincere il nazionalismo creando una supernazione - ovviamente per portare la pace facendo guerra alla Cina! - è evidentemente contraddittorio, e sappiamo dove porta. Porta qui:


Del resto, banale ma significativo dettaglio, mentre per i Viale, i Cremaschi, i Landini, gli Ingroia, i Realfonzo, e chi più ne ha più ne metta, gli Stati Uniti d'Europa sono plurali, in inglese United States is singular. Eh già! Loro, di essere un singolo stato nazionale, lo sanno. Il problema non è nemmeno quello dell'esistenza o meno di un bilancio federale, che sappiamo essere ben noto (ne parlavo a p. 249 del Tramonto dell'euro, è materiale standard) e comunque insolubile per i motivi spiegati da Sapir.

Riportare il problema alla dimensione economicistica, per lo più da parte di persone che si vogliono fini pensatori politici, significa banalizzarlo, significa ignorare i motivi profondi, storici, politici e culturali, della mancanza di solidarietà intraeuropea, che sono riconducibili di fatto all'assenza di una nazione europea. Non ha alcun senso prospettare di risolvere i problemi europei con una pretesa solidarietà europea di qualsiasi tipo - sia essa esplicita, di tipo fiscale, o implicita, di tipo finanziario, ad esempio attraverso la redistribuzione di ricchezza causata da un diverso tasso di inflazione, o attraverso ingengngnierie finanziarie più o meno scaltre tipo Eurobond. Quando vi dicono: "Eh, ma fra 2, o 20, o 200 anni l'Europa diventerà uno stato federale, e tutti i problemi saranno risolti!" voi fate come me: chiedete "Scusa, ma se la soluzione è così facile, se basta fare come gli Stati Uniti, perché non lo abbiamo già fatto?"

Bene: questa sera vi offro una vera chicca: una spiegazione molto piana del perché non lo abbiamo fatto!

Risale al 2007 e non vi dico di chi è. Dovrete indovinarlo da voi, e non so se ci riuscirete. Nonostante sia stato un politico italiano di un certo rilievo e di un forte spessore intellettuale, è ovviamente soggetto a damnatio memoriae. Il concetto di "Seconda repubblica" a questo è servito: a coprire con una coltre di disprezzo un paio di generazioni di politici che magari si saranno anche fatti i fatti loro - nel caso specifico non mi risulta - ma che comunque avevano chiaro il concetto di interesse nazionale...)



"Maastricht prevedeva anche l'introduzione della moneta unica, come se l'Europa dovesse essere un unico stato, a somiglianza degli USA, che è uno Stato federale, sì, ma sostanzialmente unitario, nel quale le 50 regioni autonome sono chiamate impropriamente Stati."



(...chiaro così? Gli Stati Uniti funzionano, bene o male, perché è una nazione, non perché è una federazione, e quindi una federazione europea non funzionerà mai perché non c'è e mai ci sarà una nazione europea. Punto. Quanto al personaggio, i soci di a/simmetrie sanno chi è e se suggeriscono verranno immediatamente espulsi! Notate come anche il personaggio misterioso dica che gli USA uno Stato" - non sono uno Stato. E non è un errore grammaticale: è una verità politica. Usatela con i vostri piddini...)

(...aridatece er Pentapartitooooooooooooooooooooo!)

112 commenti:

  1. Risposte
    1. Nel 2007 era morto da un pezzo.
      Io direi Giorgio La Malfa.

      Elimina
    2. Infatti, Craxi è morto nel 2000. Giorgio LaMalfa può darsi...un po' scontato però...l'avrà mica detto Prodi?!?

      Elimina
  2. intanto chi si loda si imbroda

    http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2015/html/sp150316.en.html

    "i compitini... Sig Maestro"

    RispondiElimina
  3. Piddinia caput mundi (la nemesi storica che colpirà i piddini, partirà da qui...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma no, lì c'avete i meglio rivoluzionari:
      http://www.internazionale.it/reportage/2015/03/16/wu-ming-nordest-inchiesta-fantasmi-asburgici
      w la rivoluzione, per un impero asburgico dal volto umano.
      Tra l'altro, me lo consiglia un posto dove mangiare a casalecchio senza spendere un occhio? Devo andare ad imparare delle cose da dei fannulloni ivi presenti.
      Prof, si senta libero di bannarmi per l'uso privato e OT del suo blog.

      Elimina
    2. @sambarluc

      I Wu Ming (1, 2, 321...) sono quei geni della rivoluzione che hanno letto "Il Signore degli Anelli" in chiave sinistrorsa (e tuttavia più ..orsa che altro), adducendo che Tolkien indicasse nel popolo degli Hobbit una sorta di ecologico ed egualitario futuro socialista, antagonista della tirannide di Sauron. In realtà, com'è noto a chi ha letto l'opera senza pregiudizi, gli Hobbit (a parte i quattro protagonisti e Bilbo) ignorano del tutto la sorte scampata e continuano, simpaticamente ma assai poco profondamente, a gozzovigliare beati e un poco ignoranti nella loro bella Contea: merito degli Hobbit "eroi" è proprio quello di aver saputo guardare e vivere, anche dolorosamente, le vicende al di là del proprio provincialismo, con questo indicando che, laddove sia venuta meno la lungimiranza sovrannaturale degli Elfi e la virtù degli Uomini, anche per un Hobbit sia possibile compiere significative imprese esistenziali (e non solo), sempreché sappia non perdersi dietro a consumistiche gozzoviglie. Se dunque la visione dei Wu Ming in merito è un sostenere il socialismo, o peggio, se quello che hanno voluto vedere nella Contea degli Hobbit (chiamati anche mezzi-uomini per la statura) sia socialismo... si meritano davvero l’euro.

      Elimina
    3. Credo che i Wu Ming siano il simbolo più adeguato dell'irrilevanza dell'intellettualedisinistra, in quanto uniscono la presunzione di insegnare la storia ai poveri ignoranti vittime di "narrazioni tossiche" all'incapacità di interpretare il presente dovuta alla loro autoreferenzialità. La prima li rende odiosi ai pochi che li ascolterebbero, la seconda li rende inutili.

      Elimina
    4. Non devi certo convincermi della loro pochezza (se ci fossero dubbi il mio intento era ironico). Personalmente ho apprezzato qualche anno fa un loro romanzo, Q (stile Indiana Jones, diciamo). Quando però mi è capitato di iniziare a leggere altre cose, mi è parso che i loro mezzi non riuscissero a stare dietro ai loro (supposti) grandi intenti. Vedi ad esempio l'articolo di cui ho messo il collegamento, che tratta di questioni anche importanti, ma sempre con tono moralistico da guardiani della rivoluzione, con il cattivo piccolo imprenditore affascinato da Putin perché tutti e due son nati cattivi, i viandanti che passano per l'altipiano di Asiago (non ditegli che verosimilmente quei viandanti girano in suv) e, per farla breve, un livello di analisi che pare una copia sbiadita di Paolo Rumiz, che già non partiva bene.
      Chi ha avuto la sfortuna di leggerlo, si ricorderà certamente dell'articolo sul loro blog che sosteneva sostanzialmente che, dal momento che non si erano accorti che l'euro era un problema fondamentale, allora ogni dibattito a riguardo era sbagliato, perché dovevamo occuparci della rivoluzzione, quella vera che ci spiegavano loro (non metto il link di proposito).

      In ogni caso, il punto importante è: dove se magna a Casalecchio sul Reno?

      Elimina
    5. @sambarluc

      Casalecchio di Reno...

      Non ho sentito particolari sonagli (speriamo bene), quindi mi lancio in un paio di indicazioni:
      - se sei appiedato: Al Bersagliere
      - se puoi spostarti con mezzi tuoi: Vecchia Roma
      Buon soggiorno e buon apprendimento in Piddinia!

      Elimina
    6. Ragazzi non diciamo lievi imprecisioni, degli hobbit si occupa il num 4 e sa il fatto suo, non dice le castronerie che tu riporti.
      Invece number one è in trincea h24 contro il nazzzzionalismo, e mi pare che non gli vada bene l'impero asburgico, PERCHÉ nasce dai nordestini e dal loro regionalismo che è sempre un nazionalismo in sedicesimo.
      Ma il punto non sono le sue paure (sembra che la parola nazione sia capace di trasformare i compagni in nazisti, bella fiducia eh). La sua meschinità paracula appare nel momento in cui fecero scrivere "la spiegazione economica della crisi" a un perfetto insipiente in materia. Scrivendo loro si sarebbero esposti troppo... Così invece puoi nasconderti dietro al troll di casa.
      Alcuni hanno provato a fargli notare che forse c'è del vero nelle tesi riportate per esempio da Bagnai o Brancaccio (!!!): la risposta? "non si può non essere d'accordo col guru bagnai vero?"
      E lì si parve sua meschinitate (che peggiora mentre aumenta il rosicare...).
      La cosa divertente è che il "messia" Muntzer del loro primo libro Q veniva chiamato (per traduzione letterale) il "Coniatore". Peccato che nelle foreste di simboli gli scribacchini si siano persi, e abbiano visto l'ombra del lupo. Da lì in poi han deciso di abbatterle per sostituirle con innocue praterie dal basso (grassroot) su cui far pascolare i bovini. Chi è interessato al loro lato psicologico traumatizzato a Genova (evoco Lameduck) legga spettri di muntzer all'alba.

      Elimina
    7. @elu eli Ne sai certamente più di me, e mi fido sul numero 4, anche perché mi hanno stufato in ogni caso da un po', e quindi non li leggo comunque. Nell'articolo sul nordest, devo ammettere che dopo la parola "viandante" ho iniziato a leggere una riga si e una no. Non riesco più a tollerare questo tipo di retorica. Sulla nostalgia per l'impero, credo tu abbia ragione solo in parte, dalla metà delle righe che ho letto mi pare che traspaia comunque, sotto sotto, una qualche nostalgia per il grande impero multi-etnico e senza confini. Ma ribadisco che il mio intento era scherzoso e non certo di analisi approfondita, volevo solo mascherare il fatto che cercavo consigli su ristoranti a casalecchio DI reno.

      @Dade Grazie per i suggerimenti

      Elimina
    8. Il recente lavoro dei wu ming è contro i tentativi di rimozione di verità storiche, contro la tecnicizzazione dei miti, al limite della mistificazione.

      A leggere i wu ming si fa fatica, lo ammetto, ma magari si scopre che ci assomigliano molto più di quanto qualcuno non voglia farci credere:
      http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12170&cpage=1#comment-19125

      Per quanto mi riguarda le loro provocazioni, che si radicano sugli studi e l'analisi comparativa delle fonti, non sono meno preziose del lavoro di a/simmetrie.

      Elimina
    9. Caro, ti ringrazio per il complimento, tanto più che nel tuo caso si è associato a un apprezzamento concreto. Mi permetto di farti notare che esiste una gerarchia di problemi, e che i Wu Ming, per quanto ne so, sono dal lato sbagliato della contraddizione principale. Questo purtroppo lo condanna a perdere, non solo in termini di visibilità. Se è vero che "ci assomigliano" (so che ci vuoi bene, non lo prendo come un insulto!) allora la loro rimozione del problema è un vero peccato.

      Elimina
    10. Concordo. Ognuno, prima o poi, sconta i propri limiti.

      Elimina
  4. Sono sicuro che se uno si va a cercare le dichiafazioni di Hitler, di qualche suo gerarca o di Napoleone riguardo l' Europa, leggera' le stesse (identiche) cose che dicono gli "europeisti" di oggi.

    D' altronde non sono forse stati loro gli ultimi a cercare di ottenere una unione politica europea, prima del poro Altiero & sons?

    Venendo agli "USE".
    Quelli sono 50 Stati finti vecchi di qualche secolo con stessa lingua, stessa religione, ecc. Ecc. Ecc. (E nonostante questo son dovuti passare per una guerra per addivenire alla mitica unione politica che come sempre e' una annessione). Come in Europa no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli USA E' una nazione che è passata dallo sterminio degli indiani a due feroci guerre civili(una con la madrepatria e l'altra con il sud). Inoltre è una nazione che è stata in guerra quasi tutta la sua esistenza. La guerra ha fatto da collante al popolo americano. La retorica del soldato americano ha pervaso persino la nostra cultura, figurati la loro. Per loro American Sniper è un eroe. Anche se hanno la stessa lingua e cultura(anche se ci sono notevoli contrasti etnici e razziali) la guerra è sempre stata l'arma migliore per compattare le fila del loro popolo

      Elimina
    2. Anche Asaf Avidan, rapper israeliano, che ha deciso di vivere in italia ha parlato di paura come strumento per compattare un popolo

      Elimina
    3. dopo la II guerra mondiale la Russia ha fatto da spauracchio per almeno 50 anni.

      Elimina
    4. Il fatto è che gli Stati Uniti sono piuttosto isolati. Ed essere isolati è un vantaggio significativo in guerra (quante bombe hanno colpito il teritorio USA durante la seconda guerra mondiale?) ma è un gran svantaggio in tempo di pace (shale gas vs. gasdotti Gazprom..).

      Elimina
  5. Se non è Craxi e non è La Malfa, sarà mica Amato?
    (risposta di riserva, Andreotti?????)

    RispondiElimina
  6. Come si dice a Napoli:
    "Primm magnav o' puorc e pur a' gallin!"

    RispondiElimina
  7. Giulio Andreotti

    oppure

    Sergio Mattarella.

    RispondiElimina
  8. Gli Stati Uniti hanno pure il bicameralismo paritario.

    Quello che secondo fini pensatori piddini non esiste in nessuna democrazia del mondo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. orca, era la risposta giusta per la Bonafè (cito: "non mi viene in mente nessuna nazione col bicameralismo perfetto" ) ieri a piazza sporca.

      Elimina
  9. "..... le 50 regioni autonome sono chiamate impropriamente Stati."
    Giuro che questo, nelle discussioni coi miei amici, già lo dicevo nel 1993. I piddini, che già allora esistevano ma solo adesso riesco ad identificarli correttamente, ovviamente asserivano il contrario.
    Mi rimbrottavano: "Ignorante, ma cosa dici! Sono stati! E sono tutti più grandi dell'Italia! "
    Adesso scopro, con mia soddisfazione, che tanto ignorante alla fine non ero.....
    Grazie infinite Prof.!

    RispondiElimina
  10. A sinistra si è aperta una frattura decisamente populista, diremmo l'altra faccia della medaglia di cui il berlusconismo era la più cafona e ridanciana; fatto perfettamente in linea con la gestione d'un sistema che, così come in America sponsorizza con le stesse mani sia la campagna elettorale di Obama che quella di McCain, altrove intercetta i motivi più esteriori e suscettibili di sclerosi d'una possibile opposizione su ampia scala, rendendoli propri, anticipandoli e suggerendone delle varianti e delle progressioni (nel caso dei 5S va a pescare in tutto quello che esula dall’apparente bipartitismo, ma fino a un certo punto): questione anche di tempi storici, e approfondire, tra gli altri, certe opere del Guénon aiuta nel comprendere (Il velo di Maya ne sa più che qualcosa). Non è complottismo: è strategia (ancora nel film JFK qualcuno dei protagonisti suggerisce di imparare a pensare in maniera non lineare e prevedibile per venire a capo di qualcosa, poiché quello non è il modus operandi della CIA e di chi sta dietro - e non soltanto, mica esistono solo gli americani). Il piddino medio è ormai imbevuto di luoghi comuni che finiscono, coll'intento di salvare in modo feticista l'albero, per condannare la foresta, analogamente a come il Corriere odierno tiri in ballo la giusta guerra di Agostino per "giustificare" la necessità d'un possibile impiego della forza nel difendere le comunità cristiane sotto attacco in molte zone del globo (e noi invocheremmo tale diritto alla difesa per qualsiasi comunità etnica, sociale e religiosa che non si lasci consapevolmente e volontariamente massacrare come forma di testimonianza della propria imperturbabilità innanzi alla morte, poiché lascerebbe comunque un vuoto umano, sociale, religioso e culturale, assai più velocemente colonizzabile da pericolosa fuffa, spacciata per progresso): se la speculazione agostiniana era rivolta in un ambito di coscienza decisamente più sottile, a quello immediato dovrebbe ancora essere sufficiente il buonsenso, e non la capziosità della teoria ricercata alla bisogna.

    p.s.: al piddino attuale, visto lo spezzone cinematografico, non riesce il comprendere la tragica ed apparente contraddizione di portare, come Joker, la spilla col simbolo della pace sul giubbotto e la scritta “Born to kill” sull’elmetto, se non in termini esegetici invertiti: si identificano piuttosto col pomposo generale che ne chiede arrogantemente la impossibile spiegazione (e Joker riesce pure, a modo suo, a dargliela…). V’è da ritenere che a Hue non ci siano mai davvero stati (men che meno nella giungla), se non come turisti svagati e in altri tempi. Magari pensano ancora a quanto siano stati stupidi e complici i tedeschi a nutrir dubbi d’essere stati ingannati soltanto dopo Stalingrado (onore quindi al merito di Borghi per aver pubblicamente riconosciuto, a un incontro della Lega, quanto lo fosse stato lui, quanto meno poco accorto, nel non accorgersi subito della trappola dell’euro).

    RispondiElimina
  11. Ex sindacalista che nel 2007 faceva il politico?

    RispondiElimina
  12. Risposte
    1. Fuochino!

      (ma sei tremendo...)

      Elimina
    2. Pietro Longo (ma chi è?)

      Elimina
    3. Silvia, ma lei è giovanissima!

      Elimina
    4. Però trovo scandaloso che ad un condannato per tangenti come Nicolazzi si possa dare la cittadinanza onoraria... Se siamo entrati nell'Euro e se i nostri politici fanno così bene l'interesse dell'Italia e anche, forse soprattutto, per la cultura ed i valori deformati, fermi a Don Rodrigo e a Don Abbondio, della nostra classe dirigente. O no?

      Elimina
    5. Vabbè Marco S. ma se li dici tutti non vale!

      Massimo N tiri. (ps. N per non dire il solito numero magico)

      Elimina
  13. Risposte
    1. Ma no, il prof ha detto "spessore intellettuale", non spessore dei maglioni indossati...

      Elimina
  14. Scusate il ritardo, ma ero impegnato in un quantitative easing...
    Un attimo che tiro lo scarico...
    Ecco fatto.
    ...Era forse Spadolini?

    RispondiElimina
  15. Se ho indovinato, la prima Nuova Lira la voglio io!

    RispondiElimina
  16. La cosa che mi fa davvero impazzire di chi farnetica e raglia di Stati Uniti d'Europa è la mancanza di pudore a non temere il ridicolo. Voglio dire, a volte ho sentito pronunciare questi discorsi etilici da politici e intellettuali che sono certo superano la soglia dei tre libri l'anno. Possibile non provino vergogna quando si buttano senza paracadute a discettare di identità e nazioni come se stessero in un prato fiorito fumando erba e intrecciando cestini? Vorrebbero farmi credere che non conoscono gli esempi di nazioni multinazionali che la storia ci ha consegnato? O il ruolo che in taluni casi ha giocato il conflitto colonia-madrepatria? O il centro dell'impero con la periferia, nell'imposizione violenta della lingua del principe ad esempio. Fanno finta di ignorare che le unioni di tipo non smaccatamente imperiali si sono configurate come nascita di una nazione, una tabula rasa con bassissima densità antropica tutta da scrivere e da modellare. E su cui si è scritto (con un solo vocabolario) e su cui si è modellato (coi fucili e con una elite piuttosto coesa). Davvero, quando sento questa gente fingere di scendere dalla montagna del sapone al solo scopo di abbattere l'ultimo freno del grande capitale internazionale provo tanta rabbia.

    RispondiElimina
  17. Mizzeca, questo post si sta trasformando in una totetanz, un sabba

    https://youtu.be/7nVmFlSV1ok

    devo cercare un pollo e un gatto da sbudellare...

    RispondiElimina
  18. Aldo Aniasi


    Carlo Tognoli


    Paolo Pillitteri

    RispondiElimina
  19. Chiunque sia....e' esattamente quello che dicevo ad amici residenti in Italia; ma che volete fare una moneta quando non avete uno Stato? Come fate a costruire una casa partendo dalla mansarda? Avete mai visto mansarde fluttuare nel vuoto?

    E i tapini mi ridevano in faccia, quando mi sembrava del tutto logico costruire prima uno Stato (ammesso che sia possibile, e NON lo e', in Europa, per decinaia e decinaia di motivi), poi una politica comune in tutti i settori chiave, e poi una Banca Centrale e una moneta come iceling on the cake.

    Ma che ci volete fare, in Politica contano piu' i fognatori come Pol-Pot che ha fatto del suo popolo Pol-Pet, che i pragmatici ingeggggniiiieri

    RispondiElimina
  20. Caro Alberto,
    è la prima volta che scrivo su questo blog. Ti ho scoperto solo di recente e il tuo libro Il tramonto dell'euro mi ha dato gli strumenti per argomentare, sia a me stesso che a terzi, un pensiero che già coltivavo da tempo riguarda all'euro. Non ho letto tutti i post del blog quindi mi scuso se faccio una domanda già affrontata in passato. Non riesco a capire come la Germania che ha applicato una politica di tagli dei salare riesca a tenere i livelli di disoccupazione più bassi d'europa, almeno secondo wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Disoccupazione_nell%27Unione_europea ). MI potresti se hai tempo e voglia chiarire questo punto?
    Inoltre volevo un tuo commento riguardo le recenti posizioni del M5S sull'euro. http://www.repubblica.it/politica/2015/03/13/news/m5s_di_battista_attacca_la_germania_noi_schiavi_del_marco_via_dal_nord_europa_nazista_-109440216/

    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuro di avere letto "Il Tramonto dell'euro"?

      Sulla come combatte la disoccupazione (o meglio, su quale tipo di occupazione sviluppa) la Germania se ne parla diffusamente ormai dappertutto (con un paio di anni di ritardo, naturlich), basta pescare a caso: ecco una delle ultime notizie.

      Sulle "posizioni" del M5S non si spreca altro tempo per i ben noti motivi, per ulteriori informazioni leggere l'ultima lettera pastorale

      Elimina
    2. Matteo, e' facile aumentare l'occupazione "alla cinese" o "alla Bangladesh", scusa la semplificazione; offri una ciotola di riso e togli qualunque diritto (malattia, ferie, ecc.), e crei milioni di "posti di lavoro", anche inutili, tanto non costano niente.
      E' quello che ha fatto la classe dirigente tedesca schiavizzando il suo popolo in primis, e ti parlo per esperienza diretta avendo amici Italiani che lavorano a Francoforte da quando sono usciti dall'Universita' (e non sono operai!).Appena perdi il posto di lavoro garantito molti sono finiti e vivono di assegni di disoccupazione.
      Sai cos'e' Hartz IV?
      http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1d38c610-ca19-47df-a185-9491cd8b8b17.html


      E' facile competere cosi'! Vallo a fare in Francia o in Italia; Renzi ci tentera' di sicuro di imitare Hartz IV e l'Agenda Schroder 2020 (sic!).

      Se non vuoi finire cosi' ...dovrai combattere le politiche Euriste del PD & friends

      Elimina
  21. Francesco Cossiga, che ebbe a dire: "Siamo europei, a parole"?

    RispondiElimina
  22. Claudio Martelli?

    Ad ogni modo mi permetto di considerare che ritenere gli stati americani regioni autonome è forse un po' riduttivo date le differenze sostanziali nel diritto e nella legislazione non federale (per semplificare: a Los Angeles puoi essere condannato a morte, a Chicago no). Ma chiaramente il punto non è questo e qualsiasi paragone tra USA ed Europa è nient'altro che una speculazione antistorica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo con l'osservazione, che è venuta in mente anche a me: quante volte abbiamo visto nei film polizieschi i "cattivi" affrettarsi a varcare la frontiera di una regione autonoma statunitense? Ne andava della loro pelle e quindi si sbrigavano. Ma qui ci stiamo soffermando sugli aspetti economici, rispetto ai quali purtroppo per assurdo perfino il diritto alla vita diventa un diritto cosmetico, come le tante vittime della crisi dimostrano.

      Elimina
  23. A proposito di Stati uniti...

    «Washington ha accolto con apparente neutralita' la notizia, riferita dal Financial Times, che dopo la Gran Bretagna anche Italia, Francia e Germania hanno aderito alla 'Asian Infrastructure Investment Bank', l'istituto finanziario promosso dalla Cina per costituire un'alternativa alla Banca Mondiale di Washington e alla 'Asian Development Bank', sponsorizzata sempre dall'America».

    “Apparente” è il termine più appropriato perché se il progetto va avanti e funziona, poi con i dollari ci puoi tappezzare le pareti di casa.

    Del fatto che gli Usa si trovino a fronteggiare una seria minaccia alla loro leadership mondiale si parla nel blog del Council on Foreign Relations che, specificando che l'articolo riflette l'opinione del suo autore e non quella del CFR, elenca tre possibili soluzioni:

    «Continuare a premere sui suoi alleati perché non aderiscano all'AIIB fino a che siano assicurate procedure di governance per la banca;

    Partecipare all'AIIB stesso; o

    Eliminare il problema

    [e conclude che] La priorità di Washington dovrebbe consistere nel fare perno sulla promozione di
    ideali e istituzioni americane o riequilibrare anziché bloccare le iniziative cinesi se non è
    assolutamente necessario.
    […] L'opposizione all'Infrastructure Asian Investment Bank è diventata una macina da mulino al
    collo di Washington. È tempo di rimuoverlo un modo o nell'altro».

    Ciò che preoccupa è il come.

    RispondiElimina
  24. Ed in effetti le tre paginette di considerazioni di quel tizio lì riassumono in modo diretto e veramente sintetico 70 anni di storia Italiana.

    “Finita la guerra l’Italia era sicuramente in condizioni peggiori rispetto ai Paesi dell’Europa centro-occidentale. Essa è riuscita però a realizzare uno sviluppo percentualmente superiore(..) ha dovuto spendere assai, e poiché il danaro non era sufficiente si è andati avanti attraverso l’inflazione(..)è chiaro che il valore della lira diminuiva progressivamente(..) doveva essere riaggiustato rispetto a quello delle monete degli altri paesi europei e particolarmente della Germania (..) nel 1992, mentre lo sviluppo economico era in quel periodo piuttosto notevole in Europa, si realizzò il trattato di Maastricht su insistenza dei banchieri, i quali avevano una loro concezione d’Europa. I politici dei vari paesi non godevano del dovuto intuito e di una necessaria preparazione(..) Con quelle norme [Maastricht] lo sviluppo doveva essere uniforme, e l’Italia pertanto doveva rimanere meno evoluta(..) In sostanza col trattato di Maastricht l’Italia non potrà mai più crescere percentualmente rispetto ai paesi maggiori(..) In realtà la moneta unica europea non esiste. Essa vale per un certo numero di paesi, ma non per la maggioranza degli Stati nazionali aderenti all’UE (..)l’Italia è notevolmente più debole in economia ed avrebbe bisogno di una moneta propria (che non c’è più) capace di adeguarsi, come ai tempi dello SME, a quella dei paesi più forti (..) Al momento si deve operare per il presente e non per un futuro ipotetico che non potrebbe realizzarsi mai (..)”

    E’ tutto lì, è tutto chiaro e lampante nei tratti salienti della situazione, non c’è altro da aggiungere. Ma allora come mai ci siamo cascati… per via dei soliti motivi antropologici di sempre comuni all’umanità intera (niente autorazzismo quindi e “I love Maria Antonietta”): mediocrità autoriferita dei governanti e debolezza narcisistica dei governati, insomma il solito schifoso e rivoltante delirio di onnipotenza, buono per la sopravvivenza degli uomini delle caverne, ma assolutamente da eradicare qui ed ora se si vuole andare oltre.

    Il delirio di onnipotenza notoriamente non finisce male solo in un caso: se sei Dio!

    RispondiElimina
  25. Una somiglianza fra gli Stati Uniti d'America e gli Stati Uniti d'Europa effettivamente c'è, questa.
    Gli USA sono il primo Stato che NON nasce fondando la sua legittimità sul passato e sull'origine (storica e mitica), ma sul futuro e sull'elezione (sul destino e la Terra Promessa); non su quel che il popolo statunitense è, ma *su quel che vuole, che è destinato a diventare*.
    Da questa determinazione principiale sorgono la forza e la debolezza degli USA: l'eccezionalismo, che scaturisce dall'identificazione con il popolo eletto dell'Antico Testamento dei fondatori Puritani; l'imperialismo democratico, il mondialismo, il Sogno americano: chiunque infatti può diventare americano, se lo vuole e se dimostra di volerlo e di esservi destinato sognando quel Sogno; l'inseguimento perenne della Frontiera, e l'assenza di confini e di limiti; lo sradicamento sistematico, di sè e degli altri, che nella Guerra di Secessione entra in conflitto fratricida vittorioso con il radicamento modello ancien régime degli Stati del Sud (esempio: Robert E.Lee, al quale era stato offerto il comando dell'esercito unionista, lo rifiuta e si schiera dall'altra parte, pur condannando lo schiavismo, per fedeltà alla terra dei suoi avi, la Virginia); e l'incapacità di ammettersi colpevoli (la colpa lega al passato, impiomba lo slancio verso il futuro).
    Il progetto-sogno degli Stati Uniti d'Europa ricalca queste linee di fondo. Le differenze: 1) i popoli da sradicare sono tanti, numerosi, antichi: non ci sono solo i pellirosse 2) il federatore (i tedeschi) non dispone di una superiorità economica e militare schiacciante sui federandi (tutti gli altri) e anzi è esso stesso subalterno a un altro Federatore (gli USA); 3) il federatore con la minuscola non dispone di una ideologia religiosa altrettanto coesa e motivante ("Noi tedeschi siamo onesti e rigorosi" non equivale a "Noi siamo il novello Israele, la Terra Promessa ci è destinata da Dio").
    Per farla molto corta: il progetto Stati Uniti d'Europa è un sogno di seconda mano che gli USA ci propongono di sognare, persuasi che quando ci sveglieremo ci ritroveremo nel Vero Sogno, il Sogno Americano.

    RispondiElimina
  26. Vincenzo Scotti? Non so, ricordo solo il suo allarme nel 92 per un possibile piano internazionale di destabilizzare le istituzioni.

    RispondiElimina
  27. Ineccepibile... purtroppo a-sinistrà ( siamo buoni, dai XD ) la storia che si preferisce approfondire è quella de "la storia siamo noi", ergo i bignami post-bellici dell'istituto Gramsci... yankee, go (sweet) home (Chicago) XD

    RispondiElimina
  28. Sappiamo bene quanto il modello americano solletichi le pruriginose fantasie degli euro feticisti nostrani, lo esplicita bene il collaborazionista di ferro di repubblica quando nel suo editoriale del 1 marzo , in piena eccitazione psicotica indotta, decanta le lodi di Alexander Hamilton auspicandone la completa reincarnazione in Mario Draghi e nel macabro meccanismo di wealth defense che oggi è la BCE. Ignorare volontariamente le differenze socio politiche e storiche e proiettare, dolosamente, un'immagine distorta a vantaggio delle più bieche finalità propagandistiche è l'irrinunciabile missione della macchina propagandistica del PUDE .

    RispondiElimina
  29. Toni Negri?
    Non è del penta ma è un intellettuale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahahahah! Allora Giovanni Trapattoni

      Elimina
    2. Tale è ritenuto, credo... non ho mai letto niente di Negri, non so neanche cosa pensasse...
      (di Trapattoni invece conosco quella del gatto)
      Non so più a chi pensare e sparo a caso, ormai sembra l'elenco del telefono dei deputati della prima repubblica e quelli dei partiti piccoli neanche li conosco.

      ps
      magari fossi giovanissima! sono una una ex menefreghista di mezz'età.
      Che pena.

      ps 2
      se mi viene qualche altro nome da ridere ve lo dico!

      Elimina
    3. Giovanissima comunque nello spirito, che è quel che conta!



      P.s.: Ugo Intini

      Elimina
  30. Proprio l'altro giorno in una facoltà romana, che pullula di piddini tra docenti e studenti, a chi sbraitava col "più Europa" pur di non affrontare la realtà economica (quando argomenti sull'aspetto economico te la buttano nell'istituzionale e viceversa) ho fatto una domanda banale: "non riusciamo a controllare i processi decisionali delle nostre Regioni, come pensate di poter avere controllo democratico sui processi di un super-stato europeo?"; la risposta è stata una serie sconnessa di luoghicomuni (la Cina, il leghismo, il conservatorismo ecc.).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A farli ragionar di logica non ci arriverai mai.
      Ne sono totalmente sprovvisti.

      Elimina
  31. Mi pare di aver letto questa frase in un articolo di Giorgio La Malfa sul Foglio di sabato scorso, in cui si ripercorrono le tappe più significative che hanno portato alla moneta unica.

    RispondiElimina
  32. potrebbe essere Carlo Ripa di Meana...e' compatibile con quello che diceva sull'euro

    RispondiElimina
  33. Come giustamente dice(va) Preve
    https://www.youtube.com/watch?v=AFXiaOW5fJ4&t=858 i colpi di stato si fanno oggi con un "uso combinato di giornalisti, economisti e giudici". Questo è stato mani pulite e il ruolo di tonino col suo agitarsi molisano ( al processo cusani-enimont davanti a craxi se ne stava buono buono però...). Berlusconi non poteva portare avanti il piano di svendita dell'italia semplicemente perchê era eletto... Un giudice poi (la vamp ilda) ancora una volta ci ha messo la firma sulla sua condanna internazionale.Sul politico non saprei dire...penso Giorgio La Malfa. Non può essere stato uno di sinistra, né un democristiano, ma ho l'impressione di sbagliarmi...

    RispondiElimina
  34. Mi viene Francesco Cossiga, uno dei pochi che aveva l'abitudine - specie nella fase Ritalin - di dire quel che pensava.

    RispondiElimina
  35. Ci provo anch'io: Antonio La Pergola.

    RispondiElimina
  36. Mario Tanassi (chi è?)
    Dai, un altro aiutino era del PSDI?

    RispondiElimina
  37. Stati Uniti... ma nella storia, chiedo ai presenti, quante volte e' accaduto che due entita' distinte, sovrane su un proprio territorio, si siano unite in un'unica nuova entita', in modalita' pacifica, concordata, equilibrata? La Germania? Mah, banalmente copiando da Wikipedia: "Bismarck portò a compimento l'unificazione in meno di dieci anni raggiungendo, grazie all'azione diplomatica e alla forza dell'esercito prussiano riorganizzato da Roon e da Moltke, gli obiettivi di instaurare l'egemonia prussiana ed eliminare l'influenza dell'Austria in Germania". L'Italia? Nicola Zitara docet. Erano piu' credibili i progetti di "unione" di Napoleone e Hitler. D'altronde la prima condizione e' la lingua comune, e probabilmente solo noi Italiani, in tutta Europa, non abbiamo un attaccamento morboso alla lingua nazionale... ah ma qui siamo esterofili, non sono sciovinisti gli altri.

    RispondiElimina
  38. Il 24 giugno 1941 i tedeschi entrarono a Kovno, in Lituania, dove presero contatto con «uno dei capi dei nazionalisti lituani Jonas Klimaitis persuadendolo a rivolgere la sua attenzione agli ebrei piuttosto che alle truppe russe in ritirata. Kimaitis fu un ottimo esecutore: dopo aver eliminato a Kovno 3.800 ebrei si diresse nelle campagne intorno alla capitale dove massacrò altri 1.200 ebrei».

    Dopo l'Italia, il semestre di presidenza dell'Ue è passato alla Lituania, nazione irrilevante ma dalle solide tradizioni. Lunedì scorso «si è tenuta, come ogni anno, una marcia a ricordo dei veterani della Legione lettone "Waffen SS" che nel 1944 furono impegnati [...] in operazioni di combattimento contro l'avanzamento delle truppe sovietiche nei pressi di Leningrado».
    E mentre la Lituania recupera le antiche tradizioni europee sotto la benevola copertura dell'Ue, i
    dirigenti – chiamiamoli così – dell'Ue medesima mostrano una singolare mancanza di lucidità, lungimiranza e senso pratico. Come il vice presidente della CE per l'unione energetica Maroš Šefčovič, ad esempio, al quale è venuto in mente che «Ogni decisione relativa al transito del gas russo attraverso la Turchia verso l'Europa deve essere presa su accordo con i dirigenti del blocco europeo e non deve violare i già esistenti obblighi nel campo delle forniture di metano».
    Ovvero, dopo aver fatto di tutto per bloccare il South Stream - che, si noti, avrebbe favorito il sud Europa e che vedeva la partecipazione di diversi partner europei, a partire dall'Eni -, inducendo i pragmatici russi a rinunciare alla sua realizzazione e ad indirizzarlo verso la Turchia, ora Bruxelles pretende che la Russia realizzi il gasdotto secondo le sue direttive.
    Immagino che a Mosca stiano ancora ridendo.

    RispondiElimina