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giovedì 12 marzo 2015

Elettra ai Parioli

(...dopo il successo di Edipo a Collalbo...)


(Personaggi: Ego, Rockapasso, Uga. In ascensore, rientrando da Ciccia Bomba, dove abbiamo festeggiato una simpatica acceptance letter - fascia A, e pure "de sinistra"...)





Ego: "Uga, ho due notizie per te, una buona e una cattiva: venerdì parte er Palla, e sabato mattina mamma".

Uga: "E quella cattiva?"





(...cari, nel weekend non disturbate, che sono occupato con la bella de papà. Ancora me lo ricordo: rientravamo dal Pfurn see, il sentiero era franato... ma ve l'avrò raccontato mille e una volta... Be', chi se ne frega, ve lo racconto meglio: il giorno prima eravamo partiti dalla val Ridanna, sotto un sole cocente, e ci eravamo lasciati alle spalle l'Agglboden


Salendo verso la Teplitzer Huette, la povera Rockapasso aveva avuto uno sbalzo di pressione, ma l'erba cattiva, si sa... La mattina dopo eravamo partiti abbastanza presto, alla ricerca di un lago nel quale fare il bagno (loro), ma il primo tentativo non fu incoraggiante:


 per non parlare del secondo:


 sicché si andava, e 'l piè fermo sempre era il più basso:


 situazione che suscitava in Uga un deciso entusiasmo:


e ner Palla quelli che potremmo chiamare mixed feelings:


 fino a che non apparve il lago promesso:


 e er Palla potè liberare l'otaria che è in lui:


Si trattava poi di tornare. La pietraia dell'Hohen Trog è impreziosita di quei cartelli, sapete, quelli con scritto Steinschlag, che servono a farvi capire che le pietre sulle quali ruzzolate non sono state portate dal fondovalle con l'elicottero, come le Weizen del rifugio, ma son venute da sé, aiutate dalla forza di gravità. Si arriva a un punto che il sentiero era franato, per cui c'era da fare un saltino di un metro, mica tanto... L'unico problema era la prospettiva, perché l'Agglboden ora si vedeva così:


Uga tranquilla, come stesse al Cigno a mangiarsi le paste. Io, ovviamente, ce l'avevo portata, e dovevo anche riportarla indietro, e d'altra parte se lei non aveva paura, perché mai avrei dovuto averne io? E così l'ho aiutata a saltare, pensando, dentro di me, che se Dio ne guardi mi fosse scivolata, l'avrei dovuta cercare col cucchiaino. Ma non scivolò.

Al ritorno eravamo tutti un po' stanchi, tranne er Palla, che dopo averci infelicitato la giornata con la sua neghittosità ovviamente girovagava facendo er poeta:


mentre Uga socializzava:


Le due bravissime cuoche, inossidabili (nel senso di rostfrei), non avevano mai visto una creatura così piccola (sette anni) così in alto.

Il coraggio, chi non ce l'ha, non se lo può dare, ma può prenderlo.

Per vincere le vertigini l'ho preso da Uga.

E adesso lo prendo da voi...)
 

19 commenti:

  1. anche farsi il tuffo nell'acqua marmata richiede coraggio ;-)

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  2. Il più bel apprezzamento che ha fatto alla comunità Gufy. E meritatissimo...

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  3. Complimenti: per tutto. Non dico altro.
    P.S.: La foto del lago con la bimba mi ha fatto ricordare il Nogaan Khol' nel Tuva - è uguale. Grazie.

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    1. Ma ci sei stato? Comunque di solito i laghi son così: ci sono delle montagne intorno e un po' di acqua dentro...

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    2. Sì che ci sono stato, giusto l'estate scorsa quando ho fatto un gran tour in Mongolia, Tibet & dintorni di un mese. Non tutti i laghi hanno un endroit uguale: io adesso vivo sul lago Léman che è contornato da belle cittadine e ameni terrazzamenti (il 2 aprile prossimo vado a mangiare i filets de perche a Evian al mio solito ristorantino sul lago - c'est mon anniversaire: che nostalgia vedere il tramonto e ricordare i tempi passati, mon cher ami!); quando vivevo a Buffalo, NY il lago Erie mi sembrava un mare e andavo alla baita di Pat, la mia segretaria di Department of Linguistics a prendere il té: quanti bei tramonti ho visto - I'm overwhelmed. Il Nogaan Khol' o Kul (tuvano) tradotto in russo Ozero Zelenoje (Озеро Зеленое, Тува: "lago verde") è brullo intorno ma il fondo del lago ha un riflesso verdastro per le alghe (curative, peraltro). Questa prossima estate vado sul Titicaca: poi ti dico.
      P.S.: hai dei figli bellissimi: non posso fare a meno di dirlo.

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  4. Però er Palla c'ha le palle !!

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    1. Nessuna acqua è troppo gelida per er Palla, che a dicembre se ne va a scuola in maglietta di cotone. Diciamo che ha un fisico britannico.

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  5. "Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo,
    e sfrena il tuo volo dove più ferve l'opera dell'uomo,
    però non ingannarmi con false immagini
    ma lascia che io veda la verità e possa poi toccare il giusto.
    Da qui messere si domina la valle ciò che si vede, è.
    Ma se l'imago è scarna al vostro occhio scendiamo a
    rimirarla da più in basso
    e planeremo in un galoppo alato entro il cratere ove
    gorgoglia il tempo."

    Tenerissimi.

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  6. Di tutta la sua famiglia, quello col quale andrei più daccordo, credo sia proprio er Palla.
    Lo so...#chew.

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  7. Questo post è semplicemente meraviglioso. Complimenti

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  8. (E so'3 sto pc è diventato una pippa). Egregio prof ci sono seri motivi per prevedere che Uga fra qualche anno ti arravoglierà come meglio le aggrada. Ha una faccia da scugnizza che è tutto un programma. Complimenti per la famiglia e le foto, anche se quella der palla nel lago mi ha indotto un principio di congelamento che sto ancora combattendo con falanghina e aglianico. Per eventuali chiarimenti sui termini vernacolari utilizzati secondo me martinet costituisce un valido riferimento perché mi sembra che sia anche lui di origine uzbeka come me

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    1. Chi mme piglia pe' frangesa,
      chi mme piglia pe' spagnola,
      ma só' nata ô Conte Ak-Kulya*,
      metto 'a coppa a chi vogl'i'...

      *Ak-Kulya: località uzbeka della provincia di Navoiy situata in prossimità del lago Aydar (Айдар кўли)

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    2. ...........
      chi mme piglia pe' spagnolo,
      ma so nat' Ak-aserta*
      ........... ..
      ma non voglio prendere per Ak-Kulya nessuno
      e non avendo laghi nelle vicinanze mi devo accontentare.
      *Ak-aserta città a nord di Navpoly che non ha laghi, ma in compenso bellissimi giochi d'acqua nel parco della Reggia Vanvitelliana. Un saluto al conterraneo uzbeko

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  9. Grazie per l'emozione!
    Notte Prof!

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  10. Beati i tuoi figli che a quell'età già scarpinavano in montagna. Comunque, se fosse ner palla, avrei già allertato gli avvocati.

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  11. , me di me privo,
    Ogni tua voglia, ogni parola, ogni atto
    Spiar sommessamente, a' tuoi superbi
    Fastidi impallidir, brillare in volto
    Ad un segno cortese, ad ogni sguardo
    Mutar forma e color. Cadde l'incanto,
    E spezzato con esso, a terra sparso
    Il giogo: onde m'allegro. E sebben pieni
    Di tedio, alfin dopo il servire e dopo
    Un lungo vaneggiar, contento abbraccio
    Senno con libertà. Che se d'affetti
    Orba la vita, e di gentili errori,
    E' notte senza stelle a mezzo il verno,
    Già del fato mortale a me bastante
    E conforto e vendetta è che su l'erba
    Qui neghittoso immobile giacendo,
    Il mar la terra e il ciel miro e sorrido.

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  12. La piccolina ha un viso da monella che levati e somiglia pure al padre (in questo caso certus)… solo una coincidenza?

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