MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 18 febbraio 2015

Il percorso e l'umiltà

Il piddino sa di sapere tante cose, fra le quali la lingua italiana, che invece tipicamente ignora. Ne è segno preclaro la sua confusione fra due concetti molto, ma molto, diversi: quello di modestia e quello di umiltà. A titolo di esempio, quotidianamente dal letame dei commentatori del Fatto Quotidiano esalano i miasmi di qualche lezzioncina di umiltà all'indirizzo del sottoscritto.

Ma l'umiltà te la insegnano le tre M: Mare, Montagna, Musica. Tutto il resto, e in particolare la Merda, non ha analoghe capacità didattiche (anche se da quella dei figli si imparano tante cose). Quando sei sotto raffica e accecato dagli spruzzi cominci a non veder più nulla, o quando sei sullo spigolo della valle dell'Orfento, lontano da qualsiasi riparo, e da dietro il Pescofalcone vedi levarsi improvviso un sipario nero e un boato scuote la Rava del Ferro, o quando si fa il silenzio, e diventi il padrone del suono e delle emozioni, lì impari l'umiltà.

Il resto sono ragli di gente infima.

Per motivi che poi vi spiego ieri mi è tornata in mente una delle battute più fulminanti del mio amico neoborbonico, il mio violoncellista di riferimento.

Preparavamo un concerto con una solista che se la crede troppo (non vi dico di quale strumento, altrimenti la individuate, e chi la conosce la individua ugualmente): una in effetti brava, ma incapace di gestire le proprie emozioni, dal che consegue che non sono mai riuscito a fare un concerto con lei nel quale lei non toppasse almeno un attacco (una volta clamorosamente, ma appunto non posso farvi capire quanto altrimenti si capisce chi è... Cazzo: ma Bach ci ha messo sopra un neon che nemmeno un motel lungo la US  40! Lampeggia, e c'è scritto: "Attacca qui! Devi entrare qui! Senti, cazzo, il fraseggio è simmetrico, non ti sto facendo lo sgambetto, come quel bastardo di Vivaldi: ti sto dando prova di fedeltà alemanna: ...zwei, drei, eins: entri. Minchia, ma sai contare fino a drei?").

E insomma, come accade ai piddini, in prova era tutto un misurarselo: "E perché quando ero a Basilea, e perché a Colonia, e perché Bart (Kuijken) m'ha detto, e perché Jordi (Savall) m'ha fatto, e qui, e lì...". E noi muti e rassegnati. Naturalmente, se lodarsi è piacevole, nil dulcius est quam sparlare dei colleghi. E quindi: "Eh, ma quello prende dei tempi che non hanno senso, eh, ma a quello in registrazione con Alpha il tecnico del suono gli ha messo un tappeto intorno allo strumento perché il suono era insopportabile, eh, ma questa gente si improvvisa, eh, ma io son stata a Basilea, ho fatto il mio percorso, e quella lì non ha fatto il percorso...".

Serafico, il neoborbonico constatò: "Anche quello che porta al cesso è un percorso!"

Il bello delle persone piene di sé è che non hanno spazio per accogliere altro. Dentro di me si levò una hola che nemmeno il Maracana ai tempi di Pelè, ma la de cujus non colse il velen dell'argomento.

Inutile dire che questa storia del percorso per il cesso è diventata, insieme all'invocazione di Natura matrigna, uno dei due assi portanti delle nostre (mie e di Renato) tournée...

Ieri sera questa storia del percorso mi è tornata in mente nel corso di un ameno conversare "de sinistra" il cui unico risultato tangibile è stato quello di farmi perdere una strepitosa performance di Giorgia Meloni dal nostro amico Giannini (almeno, così mi è stato detto). Nell'illustre consesso io avanzavo l'idea che se veramente si vuole evitare violenza, nel senso di violenza, sarebbe il caso di cominciare a non mortificare sistematicamente l'umile ma inplacabile verità dei dati. Il mio punto era molto semplice: la destra si può permettere un Giannino. La sinistra non si può permettere un Biasco. Risposta: "Ma tanto non conta niente". Sì, però un altro faceva notare che intanto la sua cagata sul Mulino è stata annunciata da Pirani (credo) come un saggio "serio": finché l'ethos piddino si fonda su simili saggi, osservava questa persona sensata, sarà difficile cominciare a costruire un consenso, o quanto meno a scalfire le certezze forgiate da anni di terrorismo spicciolo. D'altra parte, facevo notare io, forse sarebbe anche il caso di dare un segnale politico di biasimo verso simili atteggiamenti, o comunque strutturare un minimo di finger pointing verso chi dalla nostra parte si esprime in modo inqualificabile: il non farlo, ora che la gente capisce (chissà perché...) espone comunque a un rischio politico: proprio perché il de cujus non conta un cazzo (e quindi lo puoi tranquillamente mettere da parte) non puoi permetterti che acceda a pulpiti prestigiosi per ragliare abominevoli asinaggini che vengono spacciate per il "pensiero" della "sinistra" "critica". Interviene un altro: "Sì, Alberto, però tu devi anche avere rispetto per le persone che stanno facendo un percorso...".

Ecco: ora avete capito perché mi è tornato in mente il neoborbonico.

Allora, amici cari, fermo restando che tanto da qui dovete passà, il fatto che la sinistra, se vuole sovvertire una egemonia culturale perversa (questa essendo l'unica speranza di attivare un reale processo democratico), non si possa permettere uno stuolo di Giannino, volete capirlo prima, ora che ve lo spiego io amabilmente, inter pocula, o volete capirlo dopo, quando ve lo spiegherà la SStoria con il suo abituale corredo di vagoni piombati?

Fate un po' come vi pare. Io sono noto per essere tenace e paziente...




(ho sentito una risata?)



...e sono anche uno che ha detto nel 2011 che se la verità non l'avessimo detta "noi" l'avrebbe detta la destra, lasciando chiaramente intendere che questo non era il mio esito preferito, va bene? E così oggi nel 2015 metto agli atti questo ulteriore dilemma, che naturaliter rampolla dal precedente, ora che la previsione espressa nel 2011 si è avverata.

Perché ieri sera da Giannini (uno che da solo vale per molti Giannino) solo Giorgia Meloni ha detto una parola di verità. E io allora cosa devo fare, messo ogni giorno a contatto con lo strazio dei miei prossimi? A destra Claudio Borghi non ha avuto altra scelta che diventare responsabile economico della Lega. In questo momento a sinistra la mia unica opzione è diventare responsabile economico di Fratelli d'Italia!

Ovvio che non voglio farlo, non cerco cariche, se avessi voluto sarei già lì, il problema non si pone (questo lo aggiungo a beneficio degli imbecilli: ieri ci siamo anche posti il problema di quanto dobbiamo tutelarli da se stessi, che poi è il problema del paternalismo, se ci fate caso...).

Ma voi, ad ogni buon conto, fatevi tradurre da qualcuno queste parole:




25 Dicebant ergo ei: “ Tu quis es? ”. Dixit eis Iesus: “ In principio: id quod et loquor vobis!

26 Multa habeo de vobis loqui et iudicare; sed, qui misit me, verax est, et ego, quae audivi ab eo, haec loquor ad mundum”.

27 Non cognoverunt quia Patrem eis dicebat.

28 Dixit ergo eis Iesus: “ Cum exaltaveritis Filium hominis, tunc cognoscetis quia ego sum et a meipso facio nihil, sed, sicut docuit me Pater, haec loquor.

29 Et qui me misit, mecum est; non reliquit me solum, quia ego, quae placita sunt ei, facio semper”.

30 Haec illo loquente, multi crediderunt in eum.

31 Dicebat ergo Iesus ad eos, qui crediderunt ei, Iudaeos: “Si vos manseritis in sermone meo, vere discipuli mei estis

32 et cognoscetis veritatem, et veritas liberabit vos”.

33 Responderunt ei: “ Semen Abrahae sumus et nemini servivimus umquam! Quomodo tu dicis: “Liberi fietis”? ”.

34 Respondit eis Iesus: “ Amen, amen dico vobis: Omnis, qui facit peccatum, servus est peccati.

35 Servus autem non manet in domo in aeternum; filius manet in aeternum.

36 Si ergo Filius vos liberaverit, vere liberi eritis.

37 Scio quia semen Abrahae estis; sed quaeritis me interficere, quia sermo meus non capit in vobis.

38 Ego, quae vidi apud Patrem, loquor; et vos ergo, quae audivistis a patre, facitis ”.




(a qualcuno dovrò pure ispirarmi)

(...pas d'ennemis à gauche sto cazzo, va bene!?)

(...dopo di che, può anche darsi che io faccia una brutta fine - come il blogger che vi ho appena citato. Ma se lui ebbe il buon gusto di dire a uno de passaggio Amen dico tibi: Hodie mecum eris in paradiso”, anche perché ne aveva l'autorità, che io non ho - vedi alla voce umiltà: sono uno e basta - io dico una cosa un po' diversa: sono fermamente intenzionato ad andare all'Inferno in buona e, soprattutto, ampissima compagnia. Sono tre anni ormai che vi sto dicendo una cosa sola: dite la verità! Veritas liberavit vos! Vi posso insegnare mille e uno modi di dire la verità, e di far capire che la state dicendo, senza pronunciare quella parola che brucia sulle vostre labbra perché è il marchio del vostro tradimento: euro. Ma mi volete stare a sentre? E se proprio non volete farlo, state molto in campana, perché ogni menzogna che lasciate dire in vostro nome, senza dare un segnale politico di tolleranza zero verso chi altera i fatti, vi rende schiavi: Omnis, qui facit peccatum, servus est peccati. Visto l'ortotterone che tonfo sta facendo, ora che Renzi gli ha solato l'elettorato dei piccoli dr. Livore de destra, e chi era critico verso l'eurismo ha capito di essere stato preso in giro? A chi li vogliamo dare questi critici? A noi! Ecco, appunto...)

(...ma purtroppo sermo meus non capit in vobis... Eppure, se la qualità dei miei Raskolnikov è così aumentata in tre anni - da uno che nessuno conosce, a uno che è tutti i giorni in televisione - evidentemente nella mia follia c'è del metodo, ed è un metodo che i suoi frutti li porta. A fructibus mei cognoscetis me...)

33 commenti:

  1. IL PIDDINO CON LE PALLE

    Huic per contrarium opponitur ordo virtutum, scilicet humilitas contra superbiam, dilectio proximi contra invidiam, mititas contra iram, caritas Dei contra accidiam, contemptus divitiarum contra avaritiam...

    Jepp contra piddinitatem

    RispondiElimina
  2. Non impareranno mai l'umiltà perché sotto cazzate a raffica sono accecati dagli schizzi....

    RispondiElimina
  3. Visto il titolo di questo post mi permetto di segnalare questo pezzo (adattamento di una conferenza tenuta da Yanis Varoufakis al "Subversive Festival" (Zagabria, 2013).

    Il pezzo è in Inglese: http://www.theguardian.com/news/2015/feb/18/yanis-varoufakis-how-i-became-an-erratic-marxist e il titolo si potrebbe tradurre come "Come sono diventato un Marxista eccentrico".

    Segnalo questo, in particolare, verso al fine (traduzione mia):

    Il mio nadir personale l'ho toccato in aereoporto. Un qualche ente danaroso mi aveva invitato a tenere una conferenza sulla crisi Europea e aveva pagato la cospicua somma necessaria per farmi volare in prima classe. Mentre me ne stavo tornando a casa, stanco morto e con già parecchi voli sulle spalle, sono passato a fianco di una lunga coda di passeggeri in economica per arrivare al mio gate. All'improvviso mi sono reso conto - con orrore - quanto fosse facile per la mia mente farsi contagiare dall'idea che avessi diritto a sorpassare gli "hoi polloi". MI sono reso conto di quanto fossi pronto a dimenticare quello che la mia mente "di sinistra" aveva sempre saputo: non c'è niente di più contagioso del credere di aver (falsamente) "diritto" a qualcosa. Lo stringere alleanze con le forze reazionarie, come penso dobbiamo fare oggi per stabilizzare l'Europa, ci mette davanti al rischio di venir co-optati, di perdere il nostro radicalismo per sostituirlo con la confortevole sensazione di essere "arrivati” nei corridoi del potere.

    RispondiElimina
  4. «... avere rispetto per le persone che stanno facendo un percorso...»

    Ah! Nel 2015 personaggi che si fregiano della qualifica di economista stanno facendo un percorso... però nel mentre scrivono lievi imprecisioni riprese da giornalisten influenti. Ma complimentoni!

    Antonio, con un CV un po' diverso dai succitati economisti de sinistra, 2 anni e rotti fa il percorso lo aveva fatto. Voi invece lasciate che nella testa delle persone, che sono o saranno le principali vittime di questa situazione, vengano riversati rifiuti tossico-nocivi in forma di idee.

    Domanda: ma se questa storia va a finire veramente male voi pensate di sfangarla in massa? Ne siete proprio sicuri?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel secondo dopoguerra, dove gli schieramenti erano molto chiari, l'hanno comunque sfangata in parecchi. Adesso che non ci sono luoghi e concetti forti, come campi di battaglia, di concentramento, ideologie totali e assolutamente contrapposte, di cosa accuseresti i noti giornalisti? Diranno che era un grande sogno, infranto dal cattivo di turno, sempre qualcun altro. Come i coccodrilli, nel cassetto hanno gia' pronti gli articoli "raddrizzanti", la maggioranza ci credera', ancora una volta. E la rabbia scomposta sara' gestita, alla peggio, con la repressione. Perche' non ti sparano su un fronte, ti chiamano su al personale, ti parlano di razionalizzazioni e cagate aziendaliste simili, e ti sparano in mezzo alla strada. Anche al piu' emotivamente equilibrato di noi ad un certo punto sorgera' il dubbio di esserselo meritato, di non aver lavorato abbastanza, di non aver coltivato le relazioni, e cosi' via. Perche' qualcuno, in ditta, rimane. L'eroe e' diventato il superstite, non piu' il caduto.

      Elimina
    2. @CorrettoreDiBozzi e @a perfect world

      Standing ovation a entrambi: un botta e risposta estremamente efficace, per quanto sinistro e veritiero

      Elimina
    3. a perfect world: la situazione totalmente bloccata in cui ci troviamo mi sembra molto diversa dal dopoguerra e per certi versi simile a quella degli anni '70, quando non mancarono un certo numero di feriti e di morti ammazzati anche fra la categoria degli scendiletto del potere, variamente qualificati.

      Non credo di sbagliare troppo nell'affermare che tali eventi furono favorevoli al potere (niente di vago: intendo le élite che hanno una ben precisa visione di cosa debba essere la democrazia) e propedeutici a ciò che accadde successivamente: un lungo periodo di disimpegno generalizzato (se lo confrontiamo con i decenni precedenti — disimpegno auspicato, guarda caso, nel rapporto citato nel mio commento, al link precedente) le cui conseguenze stiamo pagando a tutt'oggi e che rischiano di costarci ancora di più in futuro.

      Resta il fatto che i succitati scendiletto non se la sfangarono tutti quanti e anzi qualcuno fu tranquillamente sacrificato (sull'utilità dei "martiri" non serve che mi dilunghi). Da tali considerazioni la mia domanda se a loro conviene continuare ancora con quest'andazzo.

      Elimina
  5. "Il bello delle persone piene di sé è che non hanno spazio per accogliere altro." Ma non e' che si riempiono apposta, cosi' da evitar quei noiosi germi, microbi che altrimenti entrano dappertutto ed infestano di dubbi, perplessita', indecisioni?

    RispondiElimina
  6. Solo per segnalare l'errore di battitura "inplacabile"

    RispondiElimina
  7. Come al solito, Professore, i suoi post - sia quelli tecnici che quelli "meno" tecnici - ci offrono una caterva di spunti di riflessione e spero davvero che, già per quanto riguarda me, le perle non cadano in pasto ai porci. Notevolmente azzeccata anche la citazione del Vangelo di Giovanni, anch'esso zeppo di elementi su cui pensare. Guardi, io militante ed elettore delusissimo dalla sinistra (e gli occhi mi si sono aperti qui nonché con i suoi due libri) non sono certo fra coloro che hanno mai detto - e neppure ho mai osato pensare:"organizziamoci, facciamo qualcosa". Sono convinto che anche il solo pensarlo sia da dementi e la sola idea una boiata pazzesca. Tuttavia Professore, non si adiri la prego ché non è mia intenzione provocarle quello stato d'animo, io credo che prima o poi un passo "oltre" sarà costretto a farlo. Mi scusi, di nuovo, l'impertinenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Putroppo quando cominci a perdere qualcosa e ti rendi conto che hai ancora qualcosa da perdere, tocchi la disperazione, se poi grazie a (o a causa di) qualcuno passi dal ritenere di poter essere fautore del tuo destino e capire che non la tua vita dipende dalle decisioni di qualcun altro, allora vieni preso dalla necessità impellente di agire. Io ho pensato spesso a "organizziamoci, facciamo qualcosa" perchè l'alternativa è quella di attendere una lenta ed insorabile decadenza, consapevole certo, ma decadenza. Non mi sento di criticare di chi vuole agire, di chi vuole fare qualcosa per liberarsi dal giogo, mi sento di criticare chi usa questo naturale impulso per i propri fini personali.

      Elimina
  8. Amen, amen dico vobis: Antequam Abraham fieret, ego sum


    Cazzo prof, è passato alle armi non convenzionali!

    Il discorso dell'"Io sono", una delle atomiche del Vangelo di Giovanni!

    Non avrebbe potuto iniziare meglio la Quaresima.

    La saluto dai fumi delle libagioni del carnevale ambrosiano.




    Scusi se mi piddinizzo: ma il titolo non contiene un erore? Non dovrebbe essere "percorZo"

    RispondiElimina
  9. A citare Giovanni in questo modo rischia d’inimicarsi pure qualche ecclesiastico (considerati alcuni che sovvengono alla mente, poco davvero importerebbe dal punto di vista ontologico). A proposito di gente che fece una “brutta” fine, e vista l’aria anti-islamica che tira, credo che pochi dei “politically correct de noantri” conoscano la vicenda di Al-Hallaj, mistico sufi che affermò pressoché la stessa cosa proferita da Gesù (“Ana al-Haqq”, ovvero “io sono la Verità, io sono Iddio”) e condivise analogo destino (mutilato di mani e piedi, fu crocifisso per due giorni, decapitato, bruciato e sparse le ceneri nel vento, o nel Tigri, secondo differenti versioni – disse, in merito al martirio, l’altro grande sufi Attar: “Questo è l’Amore”) essendo stato accusato di eresia e blasfemia dai giuristi dell’ortodossia.
    Del mare fu testimone umile, qualche diecina d’anni fa, un tale di cui proprio non rammento il nome, che attraversò il Pacifico in canoa, o roba simile, e a chi gli chiese come si sentisse dopo la strepitosa impresa, rispose più o meno così: “Ho fatto la mia parte e l’oceano mi ha acconsentito di passare”.
    Se poi prendiamo in considerazione e verifichiamo il “koan” dello zen in cui, al discepolo che chiede lumi sulla natura del Buddha il maestro risponde “è il bastone della merda”, allora appare evidente come il tragitto verso il cesso sia davvero un percorso – oh, se lo è! (gli è che per molti resta solo un cesso…).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gérard d'Aboville. Primo ad attraversare entrambi Atlantico e Pacifico a remi, rispettivamente nel 1980 e 1991. Al termine di quest'ultima impresa dichiarò nell'originale francese «Je n'ai pasvaincu le Pacifique, il m'a laissé passer »

      Elimina
    2. Mi piace qui cogliere l’occasione per rinnovare la stima profondissima che nutro per il grande studioso Louis Massignon, il “cattolico musulmano”, il quale scrisse un notevole saggio sul “Cristo dell’Islam”: Manṣūr al-Ḥallāj, La passion d’Al Hosayn-ibn-Mansour al-Hallaj, martyr mystique de l’Islam, exécuté à Bagdad le 26 Mars 922; étude d’histoire religieuse del 1922

      Elimina
  10. Stanno facendo un percorso Prof. La destinazione la decideranno cammin facendo...a seconda della convenienza. Non dimentichiamo che, per citare il nostro Jorg, : " i loro ragionamenti hanno respiro internazionale ". Saluti

    RispondiElimina
  11. Eh! :D Sacrosanto post!!!
    guarda a caso, asini-stra, si risponde con la solita solfa...
    prove tecniche di fallimento

    come è perche dai bau-bau in fez di repubblichina si continui a far concorrenza sleale ai Rotoloni Regina...
    "le banche faranno crack" - se lo fumeranno, tutto? XD -, "serivirà vendere l'oro di stato" - a Renzie, vuoi le nostre fedi? ;-))
    Dai, da sabato mattina ci trasferiamo tutti in Grexit... sui viali del tramonto con il nostro €uroducetto la vita costerà meno, molto meno.

    RispondiElimina
  12. Posso OT affermare che nella sua tragicità "Heute wirst du mit mir im Paradies sein" è magnifica, non mi stancherei mai di ascoltarla.
    Grazie

    RispondiElimina
  13. Volevo dire nonostante la sua tragicità....

    RispondiElimina
  14. Oggi mercoledì delle ceneri quelli che sanno di sapere ricordino le parole di DIO
    ''Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris"
    ........
    50.) ego autem non quaero gloriam meam: est qui quaerit, et iudicat

    RispondiElimina
  15. E poi verranno i redenti.

    (Alessandra da Firenze)

    RispondiElimina
  16. Ma come sceglie i suoi blogger Il Fatto Quotidiano? Ho letto l'ultimo articolo di tal Lucio Di Gaetano, presentato come economista che definisce il programma economico della Lega Nord è capolavoro da cantina sociale. Io non sono leghista ma condivido e apprezzo Claudio Borghi e leggere quelle cose mi ha fatto alzare la temperatura del sangue.Volevo commentare poi ho deciso che con certa gente è inutile discutere ed è meglio ignorarla.

    RispondiElimina
  17. Asinus asinum fricat.

    ps
    Senza offesa, mi ricorda quelli che vogliono cambiare l'EU.
    Un PD diverso non esiste, prima se ne fa una ragione prima smetterà di soffrire.
    Ad maiora!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusi, non vorrei essere fraintesa, gli asini che si incensano l'un l'altro sono quelli del PD, ovviamente. La massima è rivolta solo a loro, credo che mi conosca abbastanza da sapere quanto stimo il suo intelletto (e quanto sia gelosa del suo indomito cor).

      Elimina
  18. Sono un tuo ammiratore..non sono ovviamente un economista..faccio il medico ...non capisco una cosa: la deflazione salariale porterà ad un aumento dell'export ,mentre l'import rimarrà quasi invariato per il crollo della domanda interna ( non credo ad un intervento espansivo del governo dato il vincolismo...) saremo condannati ad una morte lenta??? Attendo illuminazioni! (non sono un troll..i miei figli hanno già abbandonato questo paese...hanno forse ragione loro???)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nell'attuale regime di cambi fissi, sì, siamo condannati a una morte lenta (neanche troppo lenta).

      La deflazione salariale ti fa guadagnare competitività all'esterno, ma uccide la domanda interna ben prima di rilanciare quella estera. Quanto alle importazioni c'è poco da dire, se deprimi i redditi importerai anche di meno, ma il sistema non è più equilibrato, è solo più povero. Per converso se fai politiche fiscali espansive peggiori i conti esteri e ti trovi la troika in casa.

      ...quindi sì, i tuoi figli hanno fatto bene ad andarsene.

      Elimina
    2. I miei figli sono in inghilterra e guadagnano molto più che in Italia...questo paese lo hanno dimenticato ..e anche la sua politica!!! Io vivo a Monfalcone dove vengono costruite le navi da crociera sfruttando una deflazione salariale pazzesca( 3 euro all'ora nel subappalto)...questa politica economica consentirà un surplus all'Italia a spese di uno sfruttamento pazzesco dei lavoratori...ma i parassiri sono in magggioranza e stanno a guardare lasciando in sostanza l'import invariato!! Desideravo una risposta da Bagnai su questo punto specifico:se l'import rimarrà l'unica nostra risorsa e l politiche espansive interne non si farannno per il vincolismo estero...quando mai finirà la zombificazione di questo paese???

      Elimina
  19. OT tanto per ridere Prof, ho postato a Giannino la mia tabella per le distensioni su panca powerlifter, è un suo sogno fin da piccolo!! :
    Y (peso da caricare sul bilanciere)
    M/P ( disponibilità reale di dischi in ottima ghisa tedesca)
    G ( spesa pubblica sostenuta per stataliinefficientibruttisporchifannullonivestitimaleesenzabaffettiottocenteschi)
    T ( tempo di recupero fra le serie)
    Y=Y(M/P, G, T)
    ................. Giustizia è fatta, lo stanno raschiando via dalla panca proprio ora!!!!!

    RispondiElimina
  20. Fra gente che perde il lavoro, emigranti italiani, prodotti sullo scaffale del supermercato dove, secondo la teoria economica dei vantaggi comparati, non potrebbero assolutamente esserci, il caso più emblematico che mi viene in mente sulle conseguenze della moneta unica è quello di un mio conoscente giapponese, di professione liutaio. Venne in Italia una trentina di anni fa per imparare il mestiere e, con l'aiuto dei genitori, si comprò una casa-laboratorio. Per un po' di tempo, andò tutto bene e ogni anno collocava i suoi sei, sette violini sul mercato giapponese. Poi, una decina di anni fa, ha cominciato a fare sempre più fatica. Produrre di più non poteva, perché sarebbe andato a scapito della qualità; il prezzo di mercato era quello, quindi cosa poteva fare? Semplice, è tornato in Giappone. Senza più il cambio, producendo e vendendo lo stesso numero di violini di prima, campa tranquillamente, senza problemi; come gli era già successo in Italia negli anni '90.

    RispondiElimina
  21. Buongiorno professore, sono una sua assidua lettrice e stimo molto il suo lavoro, le scrivo perché voglio segnalarle che sul blog Think! di G. Contri, psicoanalista, c'è una citazione del suo libro che ha ricevuto in regalo e perché sono contenta che Contri possa leggere il suo libro, mi scuso per il fuori tema, ringrazio Wanda

    RispondiElimina
  22. "volete capirlo prima, ora che ve lo spiego io amabilmente, inter pocula, o volete capirlo dopo, quando ve lo spiegherà la SStoria con il suo abituale corredo di vagoni piombati?"

    Anche quello che porta ad Auschwitz è un percorso.
    (massima piddina)

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.