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mercoledì 25 febbraio 2015

Fassina



1 Erant autem appropinquantes ei omnes publicani et peccatores, ut audirent illum.

2 Et murmurabant pharisaei et scribae dicentes: “ Hic peccatores recipit et manducat cum illis ”.

3 Et ait ad illos parabolam istam dicens:

4 “ Quis ex vobis homo, qui habet centum oves et si perdiderit unam ex illis, nonne dimittit nonaginta novem in deserto et vadit ad illam, quae perierat, donec inveniat illam?

5 Et cum invenerit eam, imponit in umeros suos gaudens

6 et veniens domum convocat amicos et vicinos dicens illis: “Congratulamini mihi, quia inveni ovem meam, quae perierat”.

7 Dico vobis: Ita gaudium erit in caelo super uno peccatore paenitentiam agente quam super nonaginta novem iustis, qui non indigent paenitentia.

Lc 15, 1-7



Bagnai #cambiaverso. Dopo tre anni passati a essere contento di azzeccarci, oggi per la prima volta sono contento di essermi sbagliato (spero). L'intervista rilasciata a una incredula redattrice de La Stampa da Stefano Fassina (la trovate qui) è significativa quanto l'intervista rilasciata al Foglio, commentata qui.

Il messaggio "gggiornalistico" è che la Grecia dovrebbe uscire dall'euro, ma per questo basterebbe la nostra commentatrice di riferimento, alla quale infatti mi sono pregiato di sottoporre immediatamente la brillante sintesi della redattrice: "forse l'unica via di uscita è uscire". Sono cose che noi sappiamo e che come vi ho sempre detto certamente erano in qualche modo ormai chiare anche all'on. Fassina (che sicuramente ha avuto più fiducia di noi nelle buone intenzioni del progetto europeo, ma che sicuramente condivide oggi la nostra totale sfiducia sui risultati). Va da sé che questa è ancora oggi una bestemmia in cattedrale, nei suoi ambienti, e mi immagino quante ne starà passando (esorterei a esprimere solidarietà: per il resto ci sarà tempo).

Noi che siamo dentro al dibattito da tempo, che il dibattito lo abbiamo costruito, che al dibattito abbiamo dato il lessico, che nel dibattito abbiamo portato i temi, siamo però in grado di apprezzare più dello scoop i dettagli, che, come sempre, sono quello che fa la delizia dell'intenditore. Siccome alcuni di voi ogni tanto dormono, ed altri sono arrivati da poco, vorrei dirvi al volo due cose che mi hanno colpito.

La colpa non è della Germagna
La prima è nell'intervista sul Foglio, e non ha colpito solo me. In quella intervista Fassina chiarisce che il problema non è la "Germagna tanta cattiva e tanta invidiosa". Il problema è un po' più strutturato: sono le regole, la costituzione economica materiale che l'Europa si è data, a rendere oggettivamente impossibile la permanenza della Grecia nell'euro. E voi, dopo aver invocato la dottoressa Arcazzo, direte: "Vabbè, ma questo è gesuitismo: queste regole chi le ha fatte?". Queste regole "sono il risultato di equilibri politici ben precisi" (leggi: le ha fatte la Germania a sua immagine e somiglianza), e questo lo dice anche Fassina. Ma la sfumatura che vorrei apprezzaste è che nell'evidenziare il problema dell'incompatibilità sostanziale dell'euro con l'esercizio della democrazia nei suoi paesi membri, Fassina non prende la strada semplicistica ma pericolosa di dare la colpa all'egoismo tedesco. Ve ne ricordate? Era il febbraio del 2013 quando vedevo chiaramente profilarsi questa prospettiva, e ve la raccontavo ne "Il trotzkista e il liberista", proponendola scherzosamente all'on. Fassina come via di fuga per salvare le penne.

In effetti, era assolutamente ovvio che i "padri nobili" avrebbero messo le cose così: "l'euro è buono e santo perché ve lo abbiamo imposto noi, che siamo i buoni. Quindi se non funziona, ci dispiace, ma la colpa non è nostra (vedi alla voce: noi siamo quelli buoni), ma della Germania, che invece è cattiva".

Nice try, immediatamente tradotto in pratica dal più protervo dei loro scellerati aedi:

Sotto la sua fronte inutilmente spaziosa Zucconi non afferra che proporre la Germania come un nemico non è esattamente europeismo: ma non possiamo chiedere logica aristotelica a chi  manifesta una così profonda solidarietà per le sciagure del popolo greco:



Del resto, ho visto anche altri intellettuali non arrivarci, in altre circostanze (ma siccome le porte erano chiuse, non ve lo posso dire).

Fassina invece, contrariamente a quanto mi aspettavo due anni fa, a differenza del grottesco Zucconi e dello sconcertante Salvati, capisce che fomentare sentimenti antitedeschi è stupido e pericoloso, non solo perché significa imboccare un tunnel in fondo al quale c'è la luce degli spezzoni incendiari, ma anche perché, nel più breve periodo:


1) offusca il fatto che anche i proletari tedeschi se la stanno passando male (fatto che va sempre sottolineato, sovvertendo il mito dell'operaio Volkswagen che guadagna 12000 euro al minuto, del quale ci siamo occupati più volte);

2) mette in una luce antieuropea quella che in effetti è una battaglia per la vera Europa: noi non siamo nemici della Germania: siamo nemici di un modo irrazionale di gestire la globalizzazione, che sta distruggendo, fra l'altro, anche l'Europa.


Il primo punto è particolarmente importante, perché se non lo si ribadisce, il sindacato, che in questi giorni, massacrato e sbeffeggiato da Renzi, sembra in qualche sua articolazione voler reagire, non arriverà mai a capire come stanno le cose e si impantanerà. A mio avviso, come sapete, i sindacati sono stati per trent'anni la prima troika: se non hanno tradito, certo non sono stati molto accorti, e quindi quando Renzi li schiaffeggia, o quando si schiaffeggiano fra loro (lo squallido Cremaschi), sinceramente godo. Ma è Schadenfreude: certo, con altri sindacati, meno "europeisti", anch'io, come voi, avrei un altro stipendio! Tuttavia, per trovare una via di uscita democratica dalla situazione nella quale siamo una chance bisogna darla anche a loro. Ora che Renzi li ha riavvicinati alla durezza del vivere, bisognerà pure che qualcuno li faccia riflettere sul fatto che in un sistema costruito per generare crisi, i proletari perdono ovunque, anche nei paesi "vincitori", quelli che "rivalutano". E bisognerà, però, che loro capiscano, questa volta, dov'è il nemico di classe. Se non capiscono che il problema è l'euro (ora che glielo dice Fassina), faranno la fine del compagno Tsipras: quella di chi, in politica, fa promesse che non può mantenere.

Se non ha tante televisioni a ripeterele con lui, dura poco...



Ci vuole molto a vedere questa semplice regolarità? Chiamiamola la regola dei cinque anni, volete?

1979 Entrata nello SME -> 1984 decreti di S. Valentino
1987 Entrata nello SME credibile -> 1992 abolizione scala mobile; 1993 accordi di luglio
2010 crisi debiti sovrani -> 2015 Jobs Act

Cinque anni dopo ogni giro di vite (l'ultimo non valutario, ma fiscale, a valle però di squilibri che come ormai tutti sappiamo sono di origine valutaria, e di un sistema valutario che rende quello fiscale - cioè l'austerità - l'unico aggiustamento possibile) i diritti dei lavoratori vengono compressi. E non c'entra nulla, ma proprio nulla, la svalutazione: le crisi sono sempre precedute da un periodo di rivalutazione reale determinata dalla rigidità del cambio flessibile. Non sono state quindi le svalutazioni di per sé, ma le crisi innescate dalla rigidità del cambio e gestite con la logica della shock economy (FATE PRESTO!) a favorire la compressione dei diritti dei lavoratori nei paesi del Sud e del Nord, nei paesi "vinti" e in quelli "vincitori". Leggere lo scontro in chiave nazionalistica (come scontro fra paesi, anziché fra interessi sociali contrapposti) porta ad invertire la causa con l'effetto. La dimensione "Italia-Germania 4 a 3" offusca, come vi ho detto più volte, la dimensione di conflitto distributivo, di conflitto fra capitale e lavoro. È quindi un'ottima cosa e un segno di grande accortezza che Fassina non imbocchi la spiegazione "calcistica" delle dinamiche in atto, ma dia una valutazione più ampia e meno polarizzata sui risentimenti nazionalistici.

È la direzione giusta per coinvolgere nel dibattito interlocutori dei quali, nonostante in passato ne abbiano sinceramente fatte di ogni, oggi abbiamo bisogno...

Basta euro? No: basta cazzate!
Un altro passo in questa direzione sarebbe quello di smetterla con le scemenze. Faccio un solo esempio: ancora oggi abbiamo persone che in Italia producono studi tendenziosi volti ad affermare in modo metodologicamente scorretto la tesi di Michele Boldrin e di Giampaolo Galli, ovvero che la caduta della quota salari in Italia sia stata determinata dalle svalutazioni. Oltre a confondere la causa con l'effetto, questi studi, come abbiamo visto, perdono di vista il punto che anche nei paesi "rivalutatori" la quota salari è diminuita, e spesso anche di più. Il danno che simili ricostruzioni fantasiose fanno alla possibilità di aggregare un consenso politico ampio attorno a ipotesi di evoluzione del sistema monetario non deve essere sottovalutato. Uscire dalla dimensione "Italia Germania 4 a 3" non basta: bisogna anche fornire informazioni corrette sulle dinamiche macroeconomiche, mettere le parti sociali e gli individui in grado di apprezzare in modo corretto cosa hanno da perdere e da guadagnare nei vari scenari, evitando gli "l'ho detto prima io, l'ho detto più a sinistra io" che fatalmente comportano, per il desiderio di rivendicare originalità (desiderio che qui non abbiamo) il rischio di distorcere i fatti. È del tutto ovvio che finché a sinistra si mente sul significato e conseguenze degli aggiustamenti di cambio, finché si taccia di "ingenuità" chi denuncia un sistema monetario a misura di anni '80 per quello che è (un dinosauro politico ed economico, tutto regole fisse e distintivo), finché pur di non dire "abbiamo sbagliato" ci si balocca con l'illusoria e, quella sì, ingenua idea che un altro euro sarebbe stato possibile, o addirittura si farnetica che lo sarebbe oggi, nelle attuali condizioni di lacerazione politica, il sindacato aderirà toto corde all'idea che il potere di acquisto dei lavoratori sia difeso da una Banca centrale indipendente che scongiura l'inflazzzzzzione (idea molto di sinistra, come qui sappiamo, e soprattutto molto funzionale agli interessi del sindacato stesso)!

Fassina, per fortuna e finalmente, affronta anche questo tema, il tema del #bastacazzate, in termini generali:

"Quelli che mettono in evidenza le conseguenze catastrofiche dell'uscita dall'euro devono rendersi conto (probabilmente lo sanno e non lo dicono) che la rotta sulla quale siamo porta al naufragio" (a 8:48).

Chiaro?

Era ora!

Era ora che gli "intellettuali" di sinistra sappiano che esiste un pezzo del PD che sembra (non mi sbilancio) non voler più sostenere analisi distorte e artefatte alla Oscar Giannino: "la svalutazione abbatte i salari, la svalutazione distrugge i risparmi...". Valutazioni che oltre ad esagerare in senso terroristico e scollato da teoria economica ed esperienze storiche gli effetti di una uscita, si rifiutano sempre di soppesarle rispetto al costo della permanenza. E questo costo è il naufragio.

Questa presa di posizione, se mantenuta per un tempo sufficientemente lungo, riuscirà a risolvere il nostro principale problema: quello di spezzare quel circolo vizioso per cui se da un lato i politici non riescono a prendere posizioni critiche all'interno, per mancanza di intellettuali d'area che abbiano detto alcuni semplici verità, d'altra parte, all'esterno, gli "intellettuali" d'area, sotto concorso, non esprimono queste semplici verità perché temono di non avere copertura politica all'interno del partito di maggioranza relativa.

Bene, gentili colleghi: Fassina è giovane, e l'euro salterà.

Ora fatevi i vostri cazzo di conti, e cominciate a dire anche voi, come faccio io, quello che è scritto nei nostri libri.

Un unico suggerimento, se posso.

Quando ho cominciato, nel 2011, ho detto con molta onestà di essere l'ultimo, e questa sincerità è stata il segreto (palese) del mio successo: i colti hanno apprezzato la mia erudizione, e i semplici la mia verità. Certo che se voi arrivate nel 2015 a pretendere di essere i primi vi prenderete una bella salva di pernacchie, ma questo, vi assicuro, non dipenderà da me. Basta che sse sbrigamo, però...




Addendum delle 8:00, 25 febbraio 2015: 

Vorrei anche esortare gli spernacchiatori a non esagerare, e cercherò di dare un esempio.

Certo, per lunghi anni, ogni singolo giorno, in ogni singolo dibattito, siamo stati derisi per aver affermato quanto era nei libri di testi, vilipesi per aver mostrato amore per il nostro paese, calunniati per aver manifestato interesse per i nostri simili. Siamo stati chiamati passatisti, fascisti, leghisti, comunisti, a seconda del momento e dell'interlocutore. Ancora oggi, nell'entourage di Fassina, ci sono simpatici colleghi che ricorrendo a metafore più o meno fantasiose cercano in ogni e qualsiasi modo di delegittimarmi dandomi a parole coperte del leghista (tre anni fa mi avrebbero dato del grillino, salvo poi prodursi in megaendorsement dell'ultima ora per il vincitore del momento). Lo sappiamo. Abbiamo patito per amore di giustizia, non per sete di vendetta (anche se qualche puntino sulle "i" verrà messo, non da noi: dalla SStoria).

Ma le parole di Fassina sembrano (non voglio allargarmi) indicare che questo giochetto non attacca, e del resto nel suo intervento Fassina è esplicito: "a un certo punto c'è il buon senso oltre la politica... non è più un problema di destra o sinistra è un problema di prendere atto, e ormai lo fanno innumerevoli economisti, anche quelli più manstream, più ortodossi: uno come Zingales, quasi due anni fa, ha scritto un libro prospettando anche per l'Italia, e non solo per la Grecia, l'insostenibilità della moneta unica" (6:02).

Una non troppo velata manifestazione di fastidio (che condivido appieno) verso la sterile querelle sull'uscita da destra o da sinistra, animando la quale alcuni gentili colleghi, come ho fatto notare spesso e come finalmente fa notare un referente politico importante, hanno ottenuto come unico risultato quello di farsi sorpassare a sinistra da Zingales!

Perché, vedete, il discorso dell'uscita da sinistra ha tre pecche, che poi sono le pecche dell'eurismo, e sono pecche che in politica rischiano di essere fatali (e Fassina su quell'arena combatte).

La prima è che per farlo devi mentire, presentando i dati in modo reticente o usandoli in modo inappropriato (ma su questo interverrò io): come sempre, se per difendere una tesi devi fare il gioco delle tre carte, dovrebbe essere chiaro che sotto c'è qualcosa che non va, e nel mondo di Internet le bugie hanno le gambe diversamente lunghe.

La seconda è che la tesi è contraddittoria in senso logico. Se ti preoccupi di andare asini-stra una volta usciti, stai affermando che andare a sinistra senza uscire non è possibile, che bisogna uscire in ogni modo, perché dentro non c'è sinistra, e non c'è sinistra perché non c'è democrazia. Questo argomento, espresso due anni fa con grande lucidità da Marino Badiale quando il suo blog non era ancora diventato, per motivi che non so spiegarmi, una cloaca, oggi viene chiaramente espresso da Fassina e, se pure con una scellerata sfumatura antigermanica, perfino da Salvati. Quindi, come dire: "chi esce da sinistra isola politicamente se stesso, digli di continuare...". E infatti se certi atteggiamenti mi danno fastidio, non è certo per risentimento personale (se potessimo provarne non camperemmo), ma perché oggettivamente, fino a quando chi li porta avanti non si sarà autoestinto, essi rischiano di inquinare il dialogo col sindacato, come vi ho detto sopra.

La terza è che la tesi è contraddittoria in senso politico. I vari "manifesti", gli accorati appelli che abbiamo visto ripetersi uguali e sempre più stantii lungo gli anni, condividevano tutti un enorme errore politico. Nel loro proporre l'uscita sempre e solo come una minaccia, e quindi come un qualcosa da scongiurare, nel loro indicare la sinistra come la parte che stava facendo il possibile per salvare il salvabile, magari facendo cambiare verso alla Germania col ditino puntato, questi appelli mettevano la sinistra in un vicolo cieco, affermando che fosse suo dovere continuare a proporre una cosa che non aveva alcuna possibilità di verificarsi (un altro euro), salvo poi, nel momento in cui a tutti diventasse finalmente chiaro che era impossibile e che bisognava cambiare strada, mantenere il diritto, per grazia divina, di spiegare alla destra e all'universo mondo come percorrere la strada dell'uscita, indicata fino al momento prima come assolutamente impraticabile.


Chiaro il paradosso, no?

"Io sono di sinistra, quindi sono buono e non sono come Bagnai che è leopardo (leghista-gattopardo), allora io ti dico che bisogna lottare per difendere l'euro a tutti i costi perché non difenderlo è di destra, ma naturalmente se l'euro fosse impossibile non possiamo lasciare il dopo alle destre, e quindi io, che non ho studiato i percorsi di uscita, mi arrogo il diritto (di vino, nel senso dell'osteria) di farti uscire come dico io, che (come al solito, da Padoa Schioppa in giù, passando per Prodi e Monti) so quello che bisogna fare!"

Fico, no?

Bene: le poche  ma sentite parole di Fassina sono (o meglio: potranno diventare) la sconfitta politica di quella che D'Attorre chiama "la sinistra del dover essere".

Dove questa sinistra porti l'ho spiegato mille volte, l'ultima volta ieri con riferimento alla vicenda di Tsipras: se neghi il problema, ti inibisci la soluzione. Inutile piagnucolare che arrivano le destre se ogni volta che un politico non di sinistra (forse) come Salvini intercetta un problema grosso come un macigno (che sia l'euro, l'immigrazione o l'accanimento fiscale) il tuo unico argomento è "non possiamo inseguire Salvini sul suo terreno". Quel terreno, Cristo!, è la vita degli italiani che non hanno le chiappe al caldo, e che per lo più ormai votano astensione proprio perché si sono stracciati i maròni (ve lo dico da leghista) di certi tatticismi da assemblea liceale anni '70. Vogliamo catturare con la nostra purezza etnica marziana il 2% che ancora sta appresso ar Nutella, o vogliamo rivolgerci pragmaticamente al 60% che ormai non crede più a nessuno, perché nessuno gli si presenta in modo credibile? E "rivolgersi pragmaticamente" non significa "adottare le soluzioni di Salvini": significa riconoscere come problemi quelli che tali sono.

Forse comincio a farmi capire, e se è così sarà un gran bene.

Così come Tsipras ha fallito all'Eurogruppo, perché affermando di voler difendere l'euro si è presentato privo di un credibile piano B, alla stessa stregua oggi rischia di fallire, e di far fallire la sinistra, chi avendo difeso tanto a lungo l'euro rappresenta in modo distorto le conseguenze delle dinamiche valutarie sulla politica dei redditi. Se passi anni ad agitare lo spettro dell'inflazzzzzione che nemmeno Giannino, poi come ci vai da Landini a spiegargli quello che c'è da fare?

D'altra parte il vero snodo della lotta contro l'euro, cioè della lotta per la democrazia, è un altro: l'indipendenza della Banca centrale. Chi fornisce una rappresentazione priva di supporto empirico del pass-through (il trasferimento della svalutazione sui prezzi interni) si iscrive di diritto nel partito degli odiatori dell'inflazione, cioè dei rentier, ai quali non pare vero che ci sia chi d'asini-stra porti acqua al loro Mulino, contribuendo ad affermare l'idea cara ai rentier e al Partito di Destra (PD) che la politica dei redditi la debba fare una Bce "indipendente ma de sinistra" che "controlli i prezzi controllando la moneta".

Il keynesismo tutto moneta esogena e spesa pubblica che va di moda al Sud a questo porta, e quindi fa un po' pena concettualmente, prima che politicamente. Quando vedi keynesiani rispolverare in coro con Francesco Lippi (noto trotzkista) la critica di Lucas per contestare quello che ormai perfino Zingales afferma, capisci che viviamo in tempi troppo interessanti: c'è bisogno, finalmente, di normalità (questa era per i tecnici ma presto ve la spiego).

Spero che le parole di Fassina diventino la pietra tombale di questi strani mostri coi quali abbiano dovuto convivere troppo a lungo. Ora però c'è bisogno di tutti: lasciamoci quindi dietro le spalle le querelle nelle quali perdono tutti (altro ammonimento di Fassina da prendere in considerazione), e non ragioniamo in termini di "carro del vincitore".

In particolare, ricordo sommessamente che non c'è mai stato un carro di Bagnai, perché non ci sono mai state teorie di Bagnai, e che se il carro di Bagnai ci fosse stato sarebbe stato una biga, quindi, come dire, solo posti in piedi, e solo uno!

Non saprei come altro dirvi che la politica non mi interessa!

Mi interessa, e dovrebbe interessare tutti noi, che la faccia sul serio, aprendo alternative, scrollandosi di dosso il torpore del pensiero unico, chi ha deciso di farla come scelta di vita. Oggi qualche speranza in più l'abbiamo. Prepariamoci a girare pagina... anche se, oggettivamente, è un po' presto per dire in che verso!

53 commenti:

  1. La sublime battuta di Zucconi rivela più d'ogni altra cosa. Non mi sconvolgo certo per il tenore delle battute da caserma (volendo, ne avrei un qualche repertorio…), ma almeno i militari hanno una scusante lecita (e spesso sanno mostrare un senso umano decisamente meno ipocrita di certi "intellettuali"). Qui siamo davvero in una dimensione che mescola bellamente "intellettualismo" ed intrattenimento, perché tutto fa brodo pur di accattivarsi l'attenzione del pubblico, strappando un consenso od un sorriso (datti una regolata e dilla nel privato, come battuta poco felice in mezzo a una parentesi). E' questa leggerezza vacua che urta e preoccupa - soprattutto in certi soggetti che dovrebbero esser deputati ad altro profilo -, perché non trova più, né più si preoccupa del cercarla, la corretta misura delle cose; il resto, come squilibrio, ne consegue. E al diavolo chi teme d’esser “considerato” moralista (…e da chi, poi): aggiungerei anche questa, nel “bastacazzate”.

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  2. Allora per far uscire allo scoperto i nostri simpatici economisti de sinistra, oggi ci roviniamo, lanciamo un incentivo dal lato dell'offerta, che pare piacere tanto loro, di questi tempi. Ai primi 3 che scrivessero che il cielo é blu e il prato verde regaliamo il numero di telefono della Meloni!!! Ebbene sì anche se in pubblico diranno che il loro tipo di donna é la fricchettona figlia dei fiori che fa tanto sinistra, sotto sotto, anche se non lo ammetteranno mai, desiderano ardentemente una Dominatrix. E chi meglio...

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    1. Scusate: sulla Meloni c'è una option di Marco Basilisco (che non eserciterà, perché sono geloso)...

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  3. Mah all'inizio mi è sembrato un po' titubante, come se stesse pensando "lo dico o non lo dico?". Poi per fortuna l'ha detto e va meglio così. Speriamo però continui a dirlo che sennò mi comincia a somigliare all'ortottero coi riccioli d'argento. E speriamo Tsipras si decida a fare la scelta giusta (anche se secondo me non la farà finché non costretto, nel senso letterale del termine, a farlo) prima che l'elettorato greco si sposti un pelino più a destra. Tipo su Alba d'Oro.

    Chi vivrà vedrà.

    Buona giornata!

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    1. Apprezziamolo.
      Tuttavia, ci'ha ancora la fissa con "l'enorme costo politico"...(degli altri, in questo caso)

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  4. Che bel risveglio. Credo (e spero di non sbagliare) che a/simmetrie diventerà (o sia già diventata) molto importante per la parte del PD rappresentata da Fassina. Buon lavoro!

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    1. Tiziano, non per fare rovinare il risveglio, ma a me Cuperlo non mi convince proprio. Con il suo fare da sagrestano-pastore di anime mi sembra che voglia buttare tutto in caciara, anche se con parole alate. Fra i partecipanti all'ultimo convegno Fassina è quello che prende posizione precisa contro le supercazzole tuttora utilizzate dai media e dichiara apertamente le giuste considerazioni sull'argomento. Speriamo che non oscurino il video e che la dichiarazione resa faccia abbastanza scarmazzo come direbbe Montalbano, fino a giungere al grosso pubblico che ancora non si da pena di cercare una risposta alla situazione attuale che non sia quella pappagallescamente proposta dai media più diffusi e seguiti.

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  5. L'avevo scritto parecchio tempo fa che Fassina mi sembrava una figura dolente, un Faust sinceramente pentito intento al difficile riscatto della sua anima perduta. Se l'ha ritrovata una volta per tutte dopo i tentennamenti, sono felice per lui e per noi. E per me, di non essermi sbagliato nel giudicare l'uomo.

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  6. "Il saggio è colui che sa che forse non è possibile, eppure lo fa ugualmente" Confucio

    "Devi aspettare con pazienza , sapendo che stai aspettando e sapendo cosa stai aspettando. E' così che si comporta un guerriero. A ciascuno di noi spetta di opporsi alle forze delle nostre vite.Te l'ho detto tante volte: solo un guerriero può sopravvivere. Un guerriero sa di aspettare,e sa che cosa aspetta; e mentre aspetta non vuole nulla. Un guerriero ha solo la sua volontà e la sua pazienza
    e con esse costruisce tutto quello che vuole"
    Carlos Castaneda

    "But to have done instead of not doing
    This is not vanity
    To have, with decency, knocked
    That a Blunt should open
    To have gathered from the air a live tradition
    or from a fine old eye the unconquered flame
    this is not vanity.
    Here error is all in the not done,
    all in the diffidence that faltered "
    Ezra Pound, Canto LXXXI

    "Chi non è disposto a correre qualche rischio per le proprie idee, o non vale niente lui, o non valgono niente le sue idee"
    Ezra Pound

    "Rong Zi di Song rideva di loro: l’ammirazione delmondo intero non avrebbe potuto spronarlo, il disprezzo delmondo intero non avrebbe potuto scoraggiarlo. Poiché egli sapeva distinguere l’interiore dall’esteriore e quindi l’onore dal disonore".
    Chuang Tzu

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  7. Dall'ANSA di oggi:
    Pd: in Sicilia lasciano 600 area Civati

    Questo per dire che, quei politici che il pubblico criticano apertamente il governo, ma nel buio delle aule parlamentari poi lo sostengono, non è che siano poi molto apprezzati dall'elettorato.
    Fassina, o si dà una mossa in tempi brevi (diciamo, 4 mesi?) oppure potrà anche fare quello che vuole, ma da casa, perchè non ci sarà nè la volontà di ri-candidarlo da parte del PD, nè la volontà di ri-eleggerlo da parte degli elettori...

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    1. Invece credo sia utile in contrario. Fassina non deve fare un nuovo partito o confluire in qualche formazione politica esistente ma continuare a dire la verità all'interno del suo partito, trovando alleati e consensi.
      Il passo successivo è chiaramente la denuncia degli errori di Renzi e del renzismo confrontando i risultati della sua azione politica con gli accadimenti reali: aumento della disuguaglianza, della povertà, peggioramento dei conti pubblici, aumento dei debiti privati, etc.
      Soltanto in questo modo sarà possibile la formazione di una coscienza critica collettiva che porterà in modo naturale al rifiuto dell'euro e al ritorno della democrazia sociale.

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    2. @euresia
      Sono daccordo con te su quello che dovrebbe fare, ma che lo possa fare dall'interno del PD mi sembra piuttosto improbabile. Renzi è un carro armato che schiaccia tutto il dissenso che trova (altro che Berlusconi!), specialmente quello interno per il quale non ha pietà. Anche se attorno a Fassina si raccogliesse una quantità di deputati e di iscritti rilevante, non è pensabile che questi possano criticare così profondamente la politica del Segretario (che è anche Presidente del Consiglio!) stando all'interno dello stesso partito. Fassina & c. avrebbero tutto il diritto ed il dovere di dire "la verità" sull'euro e sulle politiche che siamo stati costretti a subire in questi vent'anni, ma altrettanto ovviamente Renzi (e chi lo sostiene, anche in buona fede) non potrebbe accettare che una critica così feroce arrivi dal PD stesso. A meno che non facciano a Renzi ciò che lui ha fatto a Letta. #Matteostaisereno

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  8. L'arte aiuta sempre: http://www.artwort.com/2015/02/17/arte/greco-stefanos-vandalizzando-banconote/

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  9. "La tesi di Bagnai è semplice e tutto sommato "tecnica"".

    Piovono dibattiti...

    Ma se "la tesi di Bagnai" era così semplice, al punto che, volendo, la capiscono perfino Gilioli e il sottoscritto, perché abbiamo dovuto aspettare "quello strano professore antieuro che insegna a Pescara" per sentirla divulgare? Perché al tempo le eminenze che pascolano le alture del Gotha piddino non avevano già provveduto a donarci queste amare pillole di semplicità "tecnica"?

    A domanda retorica non segue dibattito...

    Questa uscita sembra proprio la versione federalista del #bagnailafafacile: la situazione è ormai insostenibile ma il gretto economicismo antieuro non tiene conto della nobile visione originaria che i padri ebbero lassù, rovinata solo dall'egoismo del più forte - "e dal Discorso della Montagna scaturirono le Tavole di Maastricht..." Tanto più che l'autore non si pone la domanda delle domande (invero la più semplice) poiché folgorato da cotanta semplicità, quanto per il fatto che "Michele Salvati, economista non certo contro l'euro e già deputato del Pd", uno "de sinistra" con le carte in regole, rileva l'impossibilità di conciliare l'appartenenza a una unione monetaria egemonizzata dalla Germania con la praticabilità, laddove forze di sinistra vincano le elezioni, di qualsivoglia politica progressista. Quindi la contraddizione non sarebbe tra euro e democrazia, qual è in realtà, ma tra Germania (aka imposizione dell'austerità) e democrazia: la via di fuga piddina prospettata dal prof anni fa.

    (La suddetta ridondanza per rimarcare come lungo la via dei Salvati&Zucconi, secondo l'allusione di Gilioli, seguirebbe a ruota Fassina. Da sue dichiarazioni passate, anche recenti, la logica conclusione che si poteva trarre era giusto quella. Però se i dettagli che l'autore ha evitato di cogliere, consapevolmente o meno, non saranno più dispensati a targhe alterne... presto anche #fassinalafafacile!)


    ..."La dimensione "Italia-Germania 4 a 3" offusca, come vi ho detto più volte, la dimensione di conflitto distributivo, di conflitto fra capitale e lavoro."..."Uscire dalla dimensione "Italia Germania 4 a 3" non basta: bisogna anche fornire informazioni corrette sulle dinamiche macroeconomiche, mettere le parti sociali e gli individui in grado di apprezzare in modo corretto cosa hanno da perdere e da guadagnare nei vari scenari..."

    Dedicato agli ultrà della trattativa Stato-mafia...

    Visti da sinistra, il mancato disvelamento dei meccanismi insiti nel cambio fisso (le "tesi" così "semplici" e al contempo "tecniche"), la preferenza per le scorciatoie della bassa cucina politicante, ostacolano la presa di coscienza (di classe) indispensabile affinché l'attuale incubo non si ripresenti dopodomani, se non domani, sotto le mentite spoglie di un nuovo sogno, magari accettabile perché appassionante politicamente ma lesivo degli interessi che i rappresentanti delle classi sociali più indifese vorrebbero tutelare.

    Dopotutto non è forse questa una colpa che si può imputare anche a Syriza, Podemos e M5S? Nell'ipotesi che i dirigenti di questi partiti intendessero preservare/abbandonare l'euro negando la volontà di farlo, praticando il metodo paternalista della menzogna tattica in nome della strategia politica; laddove, insomma, prendessero consapevolmente per il culo i propri elettori, non li chiameremmo forse dei cinici opportunisti?

    PS_"I tedeschi"...

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  10. Parafrasando un concetto espresso dal Prof, e molto caro a noi qui: "siete voi che avrete bisogno di me". Al prossimo Goofy avremo il piacere di registrare la presenza degli onorevoli Cuperlo, Fassina e D'Attorre (con splendida signora al seguito), con le idee molto più chiare di quelle che finora hanno avuto.
    #bastacazzate.
    Saluto Prof!

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  11. Forse Fassina dovrebbe ascoltare i video di J. Perkins e il suo libro: "Confessions of an economic hitman". La Troika = IMF, ecc. si comporta esattamente come si comportava lui su mandato delle autorita' USA: sono economic hitmen.

    Se non lo capiscono nemmeno cosi', resta solo il Cottolengo (o lo capiscono bene, come Boldrini, ma sono complici del sistema degli hitmen).

    Il sistema e' stato adottato con successo in Medio Oriente, Africa, e adesso in Europa in Grecia e prossimamente sui nostri teleschermi se gente come Fassina o altri non si danno una mossa.

    Renzi si sta gia' impossessando di RAI; privatizzera' anche Sanita', pensioni, ecc. Non c'e' molto tempo visto che sta anche modificando la Costituzione e precarizzando il lavoro.




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  12. Io vado su TW a seguire Fassina. E spero di avere solo belle sorprese.

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  13. "Bisogna saper scegliere in tempo non arrivarci per contrarietà tu giri adesso con le tette al vento Bagnai ci girava già ...5 anni fa".
    Professore grazie per tutto quello che fa e per come lo fa

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    1. Non so per voi, ma la visione di Bagnai con le tette al vento sulla biga monoposto non ha prezzo.
      Anche il KPO approverebbe...

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  14. Confortante l'intervista di Fassina, che merita davvero apprezzamento e sostegno al di là di inutili divisioni politiche. Come appaiono lontani i tempi della trasmissione televisiva Fassina-Bagnai-Tremonti! Per questo guardo con simpatia a ciò che sta facendo, perché mostra una evoluzione nella riflessione sull'€, che porta alla verità politica della situazione presente. Quindi tributiamogli il dovuto riconoscimento, anche per avere accettato con pazienza e disponibilità il lavoro maieutico del Socrate di là d'Arno ( o di qua d'Arno? Questo mi sfugge)

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    1. Condivido quanto hai scritto. Avevo inviato una e-mail all'on. Fassina alle porte del Natale. Fra tutti quelli, non solo parlamentari (del PD), a cui ho scritto nel corso di questi anni e vi assicuro che l'ho fatto con metodo, solo lui mi ha risposto.
      Gli ho riscritto dieci minuti appena trascorsi di qua o di là d'Arno (anche a me sai è sempre sfuggito!).

      (Alessandra da Firenze)

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  15. Lo dice anche Giscard d'Estaing, che la Grecia deve uscire dall'euro. (Quando ero giovane, un amico già vecchio mi disse: "La vecchiaia fa schifo, tranne che in questo: si può dire la verità.")

    http://www.lesechos.fr/monde/europe/0204169294780-valery-giscard-destaing-il-faut-une-friendly-exit-de-la-zone-euro-pour-la-grece-1094567.php

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  16. Condivido appieno quello che ha scritto e rivolgendomi all'onorevole Fassina mi complimento con lui.
    Il suo carattere lo porta a sembrare insicuro o impacciato ma è solo una questione di personalità.La sostanza c'era....eccome se c'era! ( @Scuto...l'intenzione era quella che hai visto,è proprio il suo modo di fare che ti ha ingannato).
    E lei Prof. lo sottolinea benissimo.
    I tedeschi che ho conosciuto,così come cileni,spagnoli,francesi,colombiani,palestinesi ecc,non erano e non sono ostili agli italiani.Mi rifiuto di pensare che lo siano diventati.E le orde di turisti che invadevano Italia e Grecia erano ben felici di passare le vacanze da noi.Sono le èlite politiche,oligarchiche e aristocratiche il problema.Il sistema non funziona e Fassina lo dice chiaramente e nel modo giusto.
    Come non è caduto nella trappola dell'intervistatrice quando lo porta sul terreno leghista.
    Le stesse cose dette da Cuperlo avrebbero preso almeno un'ora in più.Tanto di cappello al suo eloquio ma che du halle ascoltarlo.
    Fassina è stato comprensibilissimo,semplice nell'esposizione e corretto (in soli 15 minuti).
    Lo invito,se mi legge,a proseguire su questa strada che è l'unica via sensata da percorrere.La verità è impagabile ma la libertà un prezzo ce l'ha.
    Lo sapevano coloro che per la libertà hanno dato la vita.

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  17. La posizione di Fassina però è quella minoritaria nel Pd, dove Renzi e il "renzismo" ha vinto a mani basse. Per quanto tempo potrà continuare Renzi su questa via? Per quanto tempo ancora i piddini voteranno a testa bassa per questo suicidio di massa? Il più volte citato jobs act da Lei anche in altri post, non è ancora abbastanza per tali elettori? Questo davvero non lo tollero più, tale ottusita piddina.

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  18. però Fassina si capiva che capiva. E forse quando ti ha detto in trasmissione che le tue idee erano belle ma poi bisognava pagare gli stipendi agli statali, non era ancora arrivato alla fine del Tramonto e non sapeva che basta eleborare una exit strategy che consenta di continuare a pagare gli stipendi agli statali. "Catturato", come si dice in scienza della politica.

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  19. E intanto si sta facendo una riforma del lavoro davvero ignobile .. ignobile ...

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    1. Già fatto il jobs... bisognerà solo attendere un anno o due, come già anticipato da Ichino via twitter, perchè sia estesa a tutti.

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  20. Spero di non risultare molesto: avevo già mandato il commento sotto "Varoufakis (2)" - magari è ancora in coda di approvazione, o forse è proprio andato perso.
    --

    Ipotizzo che il modello di a/simmetrie sia composto da un certo numero di variabili, riconducibili a due insiemi.
    Nel primo insieme ci sono i fattori il cui valore numerico si ottiene direttamente da banche dati specialistiche (che so, barili di greggio importati/anno).
    Nel secondo ci sono valori più "arbitrari" (i modelli servono anche a testare un range di ipotesi o una forchetta di oscillazione per questo tipo di fattori) come potrebbe essere, sempre a titolo di esempio, "comportamento degli investitori stranieri nei primi tre mesi".

    La domanda è: sarebbe possibile provare a "sostituire le variabili" del modello con i valori applicabili alla Grecia, e vedere cosa risulta per loro in caso di uscita dall'Euro?
    E più in generale sarebbe possibile fare l'esercizio per altri paesi oltre all'Italia, o la cosa non è veramente fattibile se non spendendo tempo energie in misura pressochè equivalente a quanto fatto per creare il modello stesso?
    (In questo secondo caso mi rendo conto che ci siano comunque cose più urgenti/importanti a cui dedicarsi).

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    1. In coda non l'ho trovato. Il modello più accurato della Grecia lo ha fatto Gennaro Zezza, come sapete, e credo stia lavorando come un pazzo anche lui. Siamo in contatto.

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    2. Questo sarebbe davvero interessante. Conosciamo la risposta del modello per l'italia (grazie asimmetrie!), ma io personalmente sulla grecia sono confuso dai molti che mi dicono che e' un caso diverso. Che sia diverso mi e' chiaro, ma mi manca una quantificazione. E immagino manchi anche ai greci che sono stati terrorizzati sul tema della uscita dall'euro.

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  21. Arundinem quassatam non confringet
    et linum fumigans non exstinguet,
    donec eiciat ad victoriam iudicium


    La canna infranta non spezzerà,
    non spegnerà il lucignolo fumigante,
    finché abbia fatto trionfare la giustizia.

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  22. Fassina è sempre stato un bersaglio di Monti. Ricordate quando costui disse che i partiti dovevano silenziare (!) le ali estreme, riferendosi al compagno Stefano e al camerata Brunetta? Ora Tosi, da buon moderato azionista di Unicredit e ammiratore dell'ex amministratore di Intesa, sta boicottando Zaia (ma l suo obbiettivo è Salvini) con motivazioni risibili. Ha ragione il professore : qualcuno inizia ad avere veramente paura.

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  23. Qualche mese fa, si presentò l'occasione di un incontro a "porte chiuse" con un sottosegretario di questo governo. Quando uno di noi altri dichiarò la soddisfazione che anche in ambiente PD stesse cadendo il tabù sull'euro e che finalmente stesse crescendo la sensibilità per l'interesse dei cittadini italiani, quel sottosegretario diede una risposta secca: "Solo propaganda!". La mia interpretazione (non ne trovo altre) è che dal suo punto di vista le posizioni più svariate all'interno del PD sono semplicemente funzionali a prendere il maggior numero possibile dei voti.

    Allora, la pecorella è davvero tornata all'ovile? Ok, un po' di ottimismo non guasta.
    Al momento l'ovile è ancora quello del PD. Se la line politica del PD cambierà, benissimo: l'influenza di Fassina avrà avuto il suo peso. Se così non sarà, chi si sarà fidato del PD per le belle parole di Fassina sarà stato funzionale alla causa opposta.

    In qualità di cittadino, la riconoscenza a Bagnai per il suo lavoro diventa sempre maggiore.

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  24. Post ammirevole, da rileggere e studiare.
    Vorrei ricordare che la vendetta non solo è un piatto che va mangiato freddo, ma è un piatto di LUSSO: a volte ce lo si può permettere, a volte no.

    Ho finalmente capito il senso di #lafafacile: poiché l'euroexit viene descritto come un evento che non lascerà vivi neppure gli scarafaggi, ogni altra ipotesi viene presentata come grossolana e scioccamente ottimista.

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  25. Dopo un travaglio durato circa un paio d'anni (e dalle immagini dell'intervista sembra anche abbastanza doloroso...) finalmente Fassina ha partorito pubblicamente il neonato (in casa PD) "noeurino" del peso di 2,5 Kg ... piccolino sì ma pur sempre nato! E questo sembra proprio che lo si debba alle dure fatiche di una "levatrice professionale" di nome Bagnai.
    Speriamo che questo (per ora unico) pezzo di partito che sta parlando con parole dritte non sia l'ennesimo opportunismo politico, ma un primo passo verso una più larga e concreta presa di coscienza .... almeno in una parte di quel partito stesso.

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  26. Oserei dire, citando un titolo di E. Zolla: verità segrete esposte in evidenza.
    Sublime: "...c'è bisogno, finalmente, di normalità ...

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  27. Ottima analisi. Fassina non deve essere lasciato solo. Ieri sera sul #jobsact ottima analisi di Crozza a #dimartedì.

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  28. Non ho parole, anzi, una ce l'ho: chapeau!

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  29. Non si è ancora asciugato l'inchiostro sul jobs act, che già all'Auditorium Parco della Musica di Roma, sono preventivati dal 1 Marzo tagli di orari, di postazioni di lavoro, di accorpamento tra ospitalità e sicurezza. Gli sponsor si ritirano, tra cui Confindustria e Camera di Commercio, mentre il Comune di Roma taglia del 30 per cento le spese per la cultura. Si può vivere e mantenere un figlio con 700 euro al mese? ,

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  30. Anche io penso sia fondamentale che Fassina non esca dal PD. In fondo non è lui ad aver “occupato abusivamente casa” bensì dovrebbero uscire i politici di destra che attualmente hanno preso in gestione la testa pensante della sinistra.
    Un po’ come Saruman prese in suo potere Re Theoden (scusa te ma le mie citazioni arrivano fin qua J) non è Theoden che doveva lasciare il suo corpo, ma Saruman che doveva abbandonare la sua testa.
    Mi è piaciuto molto l’intervento di Fassina e credo che dicendo la verità e spiegando le cose con chiarezza, otterrà i successi che tanto auspichiamo tutti poiché di gente delusa da Renzi, all’interno del PD ce né moltissima e secondo me non aspetta altro.

    Trovo importantissimo il passaggio sulle responsabilità. Secondo me, come in questo blog è stato più volte detto, dobbiamo stare in guardia dal dare tutta la colpa ai tedeschi poiché questo rischia di sfociare in odio e quindi violenza.
    E poi, sempre secondo me, col peggiorare della situazione economica e quindi delle condizioni di vita, questo potrebbe alla lunga spostare l’odio dai tedeschi ai nostri stessi concittadini che magari hanno continuato a sostenere le scelte di questo governo.
    E devo dire che questa possibilità non mi fa dormire la notte.

    Sono molto contento dei risultati che ha ottenuto il prof, speriamo che questo sia solo il primo frutto ottenuto dal suo lavoro.

    Un saluto a tutti.

    Cmq solito post di grande livello. Grazie

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    1. @ Davide Falchieri

      Oh, Tolkien fu "Rawlinson and Bosworth Professor di antico inglese dal 1925 al 1945 e Merton Professor di lingua e letteratura inglese dal 1945 al 1959 presso l'Università di Oxford" e viene considerato un accreditato filologo e glottoteta. Le vicende della Terra di Mezzo ripescano lo spirito e l'epica delle antiche saghe europee: usi, costumi e linguaggi, benché in parte riadattati, riecheggiano la fonetica e la grafica originale di lingue ed alfabeti realmente esistiti. Il considerare Tolkien un autore "fantasy" - com'è diffuso fare - non solo non gli rende giustizia (oltremodo è possibile scorgere, nella sua opera, una visione che va ben oltre la semplice immaginazione), ma è anche un metro di giudizio alquanto superficiale nei confronti della cultura europea antica (bisognerebbe ricordare come, inizialmente, anch'egli fu ostracizzato, guarda caso proprio da una certa "ccultura dde sinistra" che identificava, tra le altre amenità, nel colore rosso dell’occhio di Sauron e nella collocazione ad est di Mordor una critica al sistema politico e sociale comunista sovietico… - dichiarandosi peraltro Tolkien conservatore e cattolico). Perciò la esorto a citare le opere del nostro filologo con serenità (del resto, le stesse fiabe tradizionali, apparentemente semplici e puerili, veicolano spesso verità più profonde delle loro apparenze e fino a un certo tempo cronologico appartenevano a pieno titolo alla cultura reale di un popolo o di un’etnia).

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    2. Grazie mille per aver rinfrancato il mio piccolo ego :-)

      Allora speriamo che un giorno il buon Stefano Fassina potrà esordire in TV con questa frase: Questo giorno non appartiene a un uomo solo, ma a tutti. Insieme ricostruiamo questo mondo, da poter condividere nei giorni di pace.

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  31. Secondo l'analista Dean Andromidas «il governo greco condurrà una politica estera 'multidimensionale' in cui i BRICS svolgeranno il ruolo principale […] "Sarebbe difficile trovare qualcuno nel Governo con dubbi circa l'espansione delle relazioni con la Cina, la Russia e altre nazioni BRICS"».
    In parole povere, se la valutazione di Andromidas è attendibile, la Grecia potrebbe rivolgersi a Russia e Cina per uscire da una situazione difficile, ma occorre ricordare che pochi giorni fa, alla vigilia dell'incontro con l'Eurogruppo, il segretario americano del Tesoro Jack Lew ha avvertito Varoufakis che la Grecia deve lavorare con l'Ue e il Fmi altrimenti “ci saranno difficoltà immediate”.
    Uscire dai tracciati prestabiliti può quindi comportare serie conseguenze, tanto più se si considera che qualche giorno fa Obama ha ricordato che «la condizione di "leadership americana" a volte richiede di "torcere le braccia" agli Stati che "non fanno quello che occorre a noi", e che gli Stati Uniti fanno affidamento sulla propria forza militare e altri strumenti per raggiungere i propri obiettivi».

    L'impressione è che la possibilità di un'eventuale uscita dall'€ della Grecia dipenda da fattori esterni alla disponibilità di Fassina di interpretarne le dinamiche. Ovvero: l'€ è un problema cruciale per la sostenibilità dell'economia dell'EZ, cui si aggiunge quello di chi ti “torce le braccia” se non ti comporti come vuole lui. E “il Pd fuori dai palazzi”, come lo definisce Fassina nell'intervista a La Stampa, a giudicare da come si è mosso nel corso di questi lunghi anni di crisi, arriverà tardi come al solito e continuerà a rimanere dentro ai palazzi, sperando che l'emorragia di elettori si arresti.

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  32. Ripenso a quell'incontro a Roma, un sabato mattina di piu' di un anno fa, in cui l'On. Fassina disse qualcosa come "il fatto e' che per noi (sottinteso PD) l'uscita dall'euro sarebbe una grossa sconfitta politica" e il rumoreggiante "masticare" del pubblico era segno di grande civilta' dato che persino io (che trovo ridicolo il tifo da stadio) mi sarei alzata per rivolgermi a lui con urlante gesto tennistico.

    E invece e' un po' di tempo che mi accorgo di piccoli cambiamenti nell'atteggiamento dell'On. Fassina: dal timido intervento durante la direzione del PD a questo, preparando la strada un passo alla volta.
    Forse aveva gia' cominciato a "liberarsi" da un po', ma sospetto che il renziano "Fassina chi?" sia stato la fortunata goccia che ha fatto traboccare il vaso: il poco lungimirante Renzi non ha capito di aver dato in quel momento il via libera al nostro di contestare apertamente la linea del partito.

    Il suo mestiere pero' gli impedisce di cambiare atteggiamento da un giorno all'altro; una mia amica e collega una volta mi ha spiegato la matematica che c'e' dietro la dinamica del consenso di massa (roba orwelliana): avendo questo in testa mi e' chiarissimo quel che l'On. Fassina sta cercando di fare e lo giudico positivamente.

    Nell'intervista a La Stampa mi ha colpito, tra le altre cose, l'osservazione a proposito del fatto che se Tsipiras non vuole morire politicamente la sua unica possibilita' e' quella di uscire dall'Euro, perche' accettare le condizioni imposte sarebbe entrare in contraddizione col programma sulla base del quale e' stato eletto, che poi e' un po' quel che sta succedendo ai nostri grillini.

    Ora non mi e' chiaro (e forse neanche mi interessa troppo) se sia meglio tentare di far cambiare rotta al PD o ammettere definitivamente che il PD e' un partito di destra e creare una nuova formazione politica.
    Quel che capisco e' che al momento c'e' un grande vuoto di potere: a parte le ultime Europee (quando ho messo la croce sul simbolo della Lega e vi ho scritto accanto il nome di Borghi) e' da tempo immemorabile che non vado a votare e con me tantissime persone che conosco, e questo perche' non abbiamo un referente politico. Analogamente in moti votano PD per inerzia/abitudine ma vorrebbero avere qualcosa di meglio, come in tanti hanno votato M5S convinti sinceramente che fosse il tanto agognato "meglio".
    Francamente non mi interessa il simbolo ma il programma, purche' ci sia e mi rappresenti.

    E ovviamente ringrazio il Prof. Bagnai per aver impresso il momento necessario perche' questo moto avvenisse.

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  33. Io mi fiderei pochissimo di chi oggi, all'emergere in superficie di crepe il cui avanzamento era in gran parte misurabile, cerca di rifarsi una verginità dicendo scampoli di verità a corrente alternata.

    I fatti ci dicono che Fassina fa ancora parte del PD, cioè di quel partito che ha sostenuto €, jobsact, immigrazione selvaggia, deindustralizzazione ecc. Che oggi sia critico a parole (e non sempre) verso quella che viene definita dai media ‘la corrente renziana’ è una situazione che può essere spiegata in diversi modi, che vanno dalla totale e sincera consapevolezza di cambiamento (di cui però servirebbero azioni conseguenti concrete e misurabili, non solo parole) fino al becero gioco del poliziotto buono. E di sfumature di grigio in mezzo ce ne sono molte meno di 50.

    Per carità, io non sono dentro a le segrete cose e se stasera può esserci utile qualche spiraglio di verità detto da chi fino a oggi pomeriggio difendeva €, lo capisco (a fatica e facendo forza contro me stesso); ma che non mi si chieda di sostenere questa gente un domani. Amo troppo la sincerità.

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  34. io ho sempre detto che Fassina fosse uno dei pochi politici con un minimo di dignità.
    Oltre tutto, questo suo modo di avere un po' di "anima" lo ha portato a non essere nelle grazie di Renzi.
    Ed evidentemente sta vedendo lo scempio che si sta compiendo.
    SIamo a livelli 2 mld di volte peggio di Berlusconi.

    che si può aggiungere?
    serve ancora tanta tanta tanta strada.. con la speranza che un colpettino faccia cadere tutto questo enorme castello di carta

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  35. L'unica via d'uscita è ....uscire!

    Che slogan stupendamente efficace.

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  36. Una chicca per palati finissimi caro Prof. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/09/12/la-svalutazione-ci-ha-fatto-bene.html ...ci arriva a ferragosto l'euro ? Dubito.

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    1. Questo e' stato uno dei cavalli di battaglia di Claudio Borghi che fa impazzire i piddini nei talk show. Alla sua esposizione seguono globalizzazione, ora c'e' la cina, inflazione, spread, risparmi dimezzati, la benzina, carriole ecc. ecc.

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  37. Un peccato non poter inviare commenti maggiormente elaborati ( stante la limitazione del 4096 caratteri)

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