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martedì 30 dicembre 2014

L'ipercorrettivismo è la malattia senile dell'analfabetismo

Questo post ha diversi sottotitoli:

Non omnes possumus omnia
Qui bene amat bene castigat
Colpirne uno per educarne un altro (rectius: un'altro)
Meglio perdere un amico (de che?) che una buona risposta

Enunciato il sottotitolame, entriamo in argomento. Ricevo da un sedicente matematico questa sconclusionata missiva:



-------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto: Se insisti ...
Data: Tue, 30 Dec 2014 11:45:06 +0100
Mittente: Marco Basilisco
A: bagnai@unich.it

... con intervallo di confidenza dirò decade ogni volta che mi pare.E triviale per dire banale!

Bene, bene, bene, bene...

Ora: io sono un abisso di misericordia (Barmherzigkeit), un oceano di comprensione, una perenne scaturigine di umanità, e una insospettabile riserva di pazienza, ma se c'è una cosa che mi fa girare veramente le sfere sono gli ipercorrettivismi. L'ipercorrettivismo eccita la parte peggiore di me (cioè la migliore, quella che se lasciata libera di perseguire i propri obiettivi renderebbe in un paio di mesi il mondo un posto vivibile) perché si basa su un colossale equivoco. Normalmente l'ipercorrettivista è una persona che pensa di essere un mio simile, non nel senso di avere due (o tre, nel caso dei maschietti) gambe e una testa a separare le orecchie, ma nel senso di essere una persona "colta".

I miei cosiddetti simili: quanta saggezza in queste parole di Gadda.

Dove risiede qui l'ipercorrettivismo (malattia senile dell'analfabetismo: sintomi, una piddina sapienza di sapere una cosa della quale non si sa un cazzo, cioè la lingua italiana)? Risiede nel fatto che io (come il 99% degli statistici ed econometrici italiani) chiamo intervallo di confidenza il confidence interval. Siccome "confidenza" significa anche "rivelazione di un segreto, di una notizia riservata", ma anche "familiarità, dimestichezza", una persona dal campo semantico sufficientemente ristretto potrebbe evidentemente considerare come maccheronica questa traduzione. Certo, sappiamo,
NOI

che confidenza ha anche questo significato. È il significato che assume in spagnolo nella nota espressione "donde hay confianza da asco", o anche "donde hay confianza hay mierda", a significare i pericoli insiti nell'accordare eccessiva confidenza a soggetti appartenenti a settori disciplinari diversi dal tuo (ma anche uguali al tuo).

Secondo l'amico (appunto), la traduzione corretta sarebbe un mai sentito "intervallo di fiducia". Io ho provato a cavarmela scherzandoci sopra (era il colpo d'avvertimento), e ricordando che "la fiducia si dà alle cose serie", e un segmento non è una caciotta.

Niente, ha insistito.

E allora selettore a raffica...

Dunque:

premesso che

pur rispettando la Magna Grecia e i suoi derivati (come del resto la Lapponia o la Casamance) non accetto lezioni di italiano da chiunque non sia nato all'interno del quadrilatero di coordinate 43.789594, 11.228359; 43.787239, 11.284664; 43.759224, 11.241202; 43.759286, 11.266007 (e mi son tenuto largo),

considerato che

il soggetto in questione proviene da un ambiente svantaggiato ed è finito in un ambiente svantaggiatissimo (vedi areale stepposo, non do le coordinate), il che costituisce attenuante specifica

viste le voci

"confidenza" del Dizionario Devoto-Oli e "confidenze" del Dizionario Sansoni, che si riportano in allegato al dispositivo della sentenza, questo organo monocratico

stabilisce quanto segue

clicca e ascolta bene.



"Intervallo di confidenza" è una traduzione perfettamente legittima di "confidence interval" (a meno che tu non voglia insegnare l'italiano a De Finetti, perché con me ti dice male), atteso che la prima traduzione di confidence nel senso di trust, reliance è appunto "confidenza" (e l'intervallo di confidenza a cosa serve, se non a valutare la reliability di una previsione, o, come nel post precedente, la sua totale infondatezza), e che il terzo significato di confidenza è appunto fiducia (che copre un campo semantico lievemente diverso).

Ora, vedi, io non vorrei dirtelo, ma mentre le anaconde e le malgame non esistono (esistono gli anaconda e gli amalgama, però: i primi non li ho mai incontrati, tu hai forse incontrato i secondi), mentre una decade non è un decennio (ma va?), mentre seminale in italiano è una cosa liquida, non una cosa avanzata (nel senso di pionieristica, perché in effetti anche cose seminali possono avanzare, anche se poi si seccano, come mi sto seccando io, ma in un modo diverso), d'altro canto "intervallo di confidenza" si può dire, è una traduzione assolutamente corretta.

Torno a ripeterlo, serenamente, laicamente: non è colpa mia se non siete nati all'interno delle quattro coordinate di cui sopra; non è colpa mia se avete passato la vita a leggere le traduzioni dei romanzi sbagliati. Fosse anche una colpa, io non vi giudicherei per questo. Chi sono io per giudicare? Sapete, nel Vecchio Testamento ci sono tante cose, e c'è anche una versione universalmente nota della morale della favola: il Salmo 129, che qui vi propongo in una delle sue versioni più convincenti: So du willst, Herr, Suende su rechnen... (e solo chi c'è stato dentro sa cos'è).

Però, per favore: abbiamo già avuto un vivaista commissario dell'ANVUR. Risparmiamoci il matematico Accademico della Crusca.

Bene.

Seguono gli allegati, e tranquillo: ti è andata bene.


Allegati





(ah, ovviamente il post vale per te, ma vale anche per l'altro. Lui sa chi è...)

(se non basta, ce n'è ancora...)

("qui è la mia volontà contro la vostra e voi avete già perso. Quando sembrerete degli economisti, comincerete a pensare da economisti". Basta avere gli strumenti didattici appropriati... Ah, naturalmente gli Stati Uniti non sono nazionalisti, Clint sta esagerando...)

39 commenti:

  1. "Non omnibus dormio"
    Qui si entra nella mia materia a cui ho dedicato una vita, per cui non tollero CAZZATE

    "confidence interval" = intervallo di confidenza, il caso è CHIUSO.

    Suggerisco ai diversamente abili di discernimento di leggersi almeno un manuale di statistica (ad esempio Domenico Piccolo, "Statistica" ed. il Mulino; D.M. Levine, T.C. Krehbiel, M.L. Berenson, "Statistica", Apogeo, 2006; G. Cicchitelli, "Statistica: principi e metodi", Pearson, Milano, 2012. Oppure per i più arditi Paolo Baldi, "Calcolo delle probabilità e statistica, McGraw-Hill).

    N.B. la statistica e l'econometria non sono materie su cui si può dire "la qualunque".

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    1. Ringrazio per la confidenza e la fiducia. Ma noi lo sapevamo. Il problema sono i matematici: ce l'hanno così lungo che qualche volta... Vabbè, dai, è Natale...

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  2. La definizione di una parola è a sua volta un insieme di parole. In teoria potremmo cercare il significato delle parole che formano la definizione, ma di questo passo incapperemmo in un circolo vizioso, poiché ci sono parole che si richiamano reciprocamente nelle rispettive definizioni. Ad esempio:
    Punto: in geometria,ente elementare intuitivo, privo di dimensioni.
    Dimensione: ciascuna delle misure di cui ci si vale per determinare l’estensione di una superficie o di un corpo nelle varie direzioni.
    Estensione: spazio,superficie.
    Spazio: l’estensione...
    Stop: circolo vizioso! Poiché la definizione di “estensione” contiene la parola “spazio” e la definizione di “spazio” contiene la parola “estensione”.
    Per dirla con Samuel Coxeter: “Un circolo vizioso illustra l’importante principio che una qualunque definizione di una parola richiede necessariamente altre parole, le quali richiedono ulteriori definizioni. Il solo modo di evitare un circolo vizioso è di pensare certi concetti come primitivi: cose così semplici e ovvie che concordiamo nel non definirle.”
    Quando mi contestano l'uso che faccio dell'idioma, rispondo che puntualizzare il significato delle parole è utile, ma fino ad un certo punto: poiché il linguaggio serve per scambiare messaggi (questo è il suo scopo, che il messaggio arrivi al destinatario) e l'interpretazione non può essere un rinvio infinito di un segno ad altri segni. Il sig. Basilisco è libero di dire decade ogni volta che gli pare, e triviale per dire banale: bisogna vedere se chi lo ascolta riuscirà a capire cosa dice.

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    1. Non è così semplice. Va anche considerata la dimensione sociale, o, se vuoi, etologica, o filogenetica, del linguaggio. Un chiurlo non canta come un merlo, ed è (anche) per questo che non si frequentano. In un mondo (il nostro) e in una situazione (la mia) nella quale è vitale capire immediatamente con chi si ha a che fare, rifugiarsi nel nominalismo può essere pericoloso.

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  3. Eh no, Prof., il Garzanti e la Treccani danno
    IPERCORRETTISMO
    e non ipercorretTIVismo
    :-)

    http://www.treccani.it/vocabolario/ipercorrettismo/

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    1. Ma Marco è un bambino... Lascerei poi perdere l'organo del PUDE (Treccani). Anche il vecchio Devoto-Oli però non riporta ipercorrettivismo. In effetti una parola corta è sempre meglio di una lunga. A me però ipercorrettismo, che viene da ipercorretto, suona decisamente peggio di ipercorrettivismo, che viene da ipercorrettivo. Tu mi dirai: ma ipercorrettivo non esiste. E io ti dirò: ma che se ne frega! Hai presente il quadrilatero? Ipercorretto è uno troppo corretto, ipercorrettivo è uno che corregge troppo. C'è una piccola sfumatura. Con me troppo è una volta sola, sono ipersuscettibile.

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    2. (pensa a iperprotetto e iperprotettivo: vedrai che ti aiuterà)

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    3. Prof. l'adoro quando si scatena :-)

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    4. Pare che la parola derivi da hypercorrection (Labov, 1972): ipercorrezionismo?

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    5. @ Giorgio D.M.
      Allora anche iperprotezionismo piuttosto che iperprotettivismo, ma in questo caso mi sembra che il significato cambi notevolmente

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    6. Corretto vs correttivista:
      mi viene in mente europeo vs europeista.

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    7. “Tu mi dirai: ma ipercorrettivo non esiste. E io ti dirò: ma chi se ne frega!”
      Come potrei non convenire?
      Nell' “Avviso ai lettori” feci un panegirico convinto di chi con buone ragioni vuol farsi moderno Manzoni, perciò approvo incondizionatamente; d'altronde, e non a caso ma giustamente, non me ne ero neanche accorto.

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    8. Entrando nel campo degli idiotismi se si fosse chiamato " intervallo di confidanza" forse tutto ciò non sarebbe successo

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    9. @Ippolito @Silvia

      Poi ho visto che il termine approvato dalla Crusca è ipercorrettismo.
      La cosa curiosa è che correttismo non esiste(va): secondo la Treccani è un neologismo del 2008 introdotto da giornalisti del calibro di Ferrara e Sofri.
      Peccato che in italiano correttismo nel senso da loro inteso di politically correct(ness) - o anche political correctitude secondo wikipedia - sia correttezza.
      Quindi anche ipercorrettezza potrebbe andare bene.

      Correzionismo sono invece due correnti: una artistica e una politica.

      Ipercorrezionismo potrebbe quindi andare bene per indicare quelle politiche che, come nel caso della troika, cercano di correggere, considerandolo sbagliato, quello che non è da correggere perché non è sbagliato, come mi pare suggerisca Silvia. :)

      Buon anno a tutti!

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    10. Non avrei saputo spiegare meglio il concetto, Giorgio!

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  4. Altre due curiosità.
    1) appena digitato la parola 'intervallo' (anzi 'intervall') in Google è apparso come primo suggerimento 'intervallo di confidenza'
    2) un documento tratto dal Dipartimento di Matematica Università di Genova
    (http://www.matematica.it/paola/Stanza%20probabilita/SINFERENZIALE_scheda_2.pdf) titola:
    INTERVALLI DI CONFIDENZA PER IL VALORE ATTESO E LA FREQUENZA
    ......
    e se noi non siamo come voi...
    una ragione forse c'è...
    e se non la sapete voi...
    ma che colpa abbiamo noi.. ?
    ......
    AUGURI A TUTTI

    RispondiElimina
  5. Pochi giorni fa ho finito di leggere Alla ricerca del tempo perduto. Pur essendo un lettore, non l'avevo mai fatto; è stato un bene: perchè è vero che un libro si fonde con l'età di chi lo legge. Anni fa non l'avrei apprezzato come ho fatto in questi mesi.

    Per ringraziarvi di avermi sospinto in questa impresa:

    Wisława Szymborska "Del non leggere"

    In libreria con l’opera di Proust
    non ti danno un telecomando,
    non puoi cambiare
    sulla partita di calcio
    o sul telequiz con in premio una volvo.

    Viviamo più a lungo,
    ma con minor esattezza
    e con frasi più brevi.

    Viaggiamo più veloci, più spesso, più lontano
    e torniamo con foto invece di ricordi.
    Qui sono io con uno.
    Là, credo, è il mio ex.
    Qui sono tutti nudi,
    quindi di certo in spiaggia.

    Sette volumi – pietà.
    Non si potrebbe riassumerli, abbreviarli
    o meglio ancora mostrarli in immagini?
    Una volta hanno trasmesso un serial, La bambola,
    ma per mia cognata è di un altro che inizia con la P.

    E poi, tra parentesi, chi mai era costui.
    Scriveva, dicono, a letto, per interi anni.
    Un foglio dopo l’altro,
    a velocità ridotta.
    Noi invece andiamo in quinta
    e – toccando ferro – stiamo bene.

    E a riguardo di questo post:

    "Vivaddio, cosa mi tocca sentire! è esasperante, è mal scritto, eppure è strabiliante, non è roba di tutti i giorni!" Lo sguardo è preceduto da un'intonazione non meno ansiosa, da scotimenti del capo, da nuove gesticolazioni, tutto il ridicolo del papero che con i suoi moncherini non ha risolto il problema delle ali ma è tormentato dal desiderio del volo. Passa la sua vita di concerto in concerto, questo sterile amatore, inacidito e inappagato quanto ingrigisce, senza vecchiaia feconda, sorta di scapolo dell'arte.

    Soffrono le stesse pene delle vergini e dei pigri, pene che la fecondità e il lavoro guarirebbero.

    Pag. 573 Vol. 4 Edizione i Meridiani

    Ancora grazie (lorluc)

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  6. @Lorenzo
    "La duchessa mi aveva pur visto una volta con suo marito, ma certo non poteva ricordarsene; ed io non ammettevo che per il posto che occupava nella barcaccia ella dovesse esaminare le madrepore anonime e collettive del pubblico della platea, perché io sentivo felicemente l'esser mio disciolto fra esse, quando, nel momento in cui, in virtù delle leggi della rifrazione, venne indubbiamente a riflettersi nello specchio impassibile di quei due occhi azzurri la forma confusa del protozoo privo di esistenza individuale che ero io, vidi un bagliore illuminarli: la duchessa, di dea divenuta donna, e apparendomi d'un tratto cento volte più bella, levò verso di me la mano guantata di bianco che teneva appoggiata al parapetto della loggia, la agitò in segno di amicizia, i miei sguardi si sentirono incrociati dall'incandescenza involontaria e dai fuochi degli occhi della principessa, la quale li aveva fatti entrare inconsciamente in conflagrazione semplicemente movendoli per cercar di vedere la persona cui rivolgeva il saluto sua cugina, e questa, che mi aveva riconosciuto, riversò su di me la pioggia scintillante e celeste del suo sorriso".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "l'avevo vista passare tra due ali di curiosi i quali, senza rendersi conto dei meravigliosi artifici di sartoria e d'estetica che agivano su di loro, emozionati di fronte a quella testa rossa, a quel corpo salmonato che emergeva appena, strangolato dai gioielli, dalle sue squame di pizzo nero, la guardavano, nella sinuosità ereditaria delle sue lineee, come avrebbero guardato un vecchio pesce sacro, carico di pietre preziose, in cui si fosse incarnato il Genio tutelare della famiglia Guermantes. Ah! mi disse, ecco il mio più vecchio amico, che gioia rivedervi."

      Grazie mille anche a te
      (lorluc)

      Elimina
    2. Che interessante la tua scelta. La traduzione di Einaudi ha "fulva" al posto di "rossa" e "pinne" al posto di "squame". Non so com'è in francese, ma preferisco "fulva" e "squame". Però, per completare, a questo punto:
      "Ad un tratto, durante la messa nuziale, un movimento che fece lo scaccino spostandosi mi permise di vedere, seduta in una cappella, una signora bionda con un gran naso, gli occhi azzurri e penetranti, una cravatta sbuffante di seta malva, liscia, nuova e lucida, e un bottoncino all'angolo del naso (...) "È questo, non è che questo, la signora di Guermantes!" diceva l'espressione intenta e stupita con cui contemplavo quell'immagine che, com'è naturale, non aveva rapporto alcuno con le figure tante volte apparse nei miei sogni, sotto lo stesso nome "signora di Guermantes", poiché, lei, non l'avevo arbitrariamente creata come le altre, ma m'era balzata agli occhi solo un attimo prima, nella chiesa; non era della stessa natura, non si poteva colorare a piacimento, com'esse che si lasciavano immergere nella tinta arancione d'una sillaba, ma così reale che tutto, anche quel bottoncino che s'infiammava all'angolo del naso, attestava la sua soggezione alle leggi della vita, come in un'apoteosi di teatro una piega nella veste della fata, un tremito del suo dito mignolo, denunciano la presenza materiale d'un'attrice vivente, là dove eravamo incerti se non avessimo innanzi agli occhi una semplice proiezione luminosa."

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    3. @Nat. Visto che analfabetismo e ipercorrezioni sono il tema del giorno e che la tua citazione mi ha ricordato il vocabolo, ti farò rabbrividire:
      la professoressa di italiano ha espunto la parola "scaccino" da un tema di mia figlia, sostituendolo con... prete!
      Per lei il termine non esiste nella lingua e, soprattutto, non corrisponde evidentemente a sagrestano. Che faccio, le spedisco il link al post del Prof. sperando che capisca?

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    4. @Enrico Rabbrividisco. Non ce l'hanno uno Zingarelli nella biblioteca della scuola? Ovviamente "scaccino" c'è e ovviamente viene definito "inserviente addetto alle pulizie della chiesa". Non vorrei che la prof di tua figlia avesse le idee veramente tanto confuse... questo non è ipercorrettivismo (lo dico anche in difesa del povero Marco Basilisco, sia sempre onore ai matematici), questa è proprio ignoranza bella e buona... Però se fossi in tua figlia, CON LE BUONE MANIERE E IL RISPETTO CHE COMUNQUE SI DEVE A UN'INSEGNANTE (scusa il maiuscolo, ma tendo a conoscere certe pollastrelle, almeno, quelle che vivono sotto il mio tetto), credo che mostrerei alla prof la definizione sul vocabolario, cercando di presentarla come una scoperta che si può fare insieme.

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  7. Scusate l'OT, aiutatemi a capire:

    Dato ISTAT:
    "(riguardo al terzo trimeste)...l'attività economica ha continuato a mantenersi debole. Il prodotto lordo è risultato ancora in flessione (-0,1% su base congiunturale) a seguito dell'accentuarsi della contrazione del valore aggiunto sia nella manifattura sia nelle costruzioni (rispettivamente, -0,6% e -1,1%) ma in presenza di una stazionarietà nel settore dei servizi". Quanto all'ultima parte dell'anno, "l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana confermerebbe una sostanziale stazionarietà della CRESCITA nel trimestre finale dell'anno"

    LaRepubblica(delle b.) titola:

    L'Istat vede la FINE della RECESSIONE

    http://www.repubblica.it/economia/2014/12/30/news/l_istat_vede_la_fine_della_recessione_ma_la_disoccupazione_salir_ancora-104027062/?ref=HRER1-1

    Chiedo a chi frequenta quest Blog e ne capisce di più di economia:

    Quale sarebbe la "sostanziale stazionarietà della crescita" nel quarto trimestre?
    Da dove si evincerebbe dai dati ISTAT?
    Non trovate che è ridicolo da parte del giornalista parlare di fine della recessione?

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    1. "La fase di contrazione dell'economia italiana è attesa arrestarsi nei prossimi mesi, in presenza di segnali positivi per la domanda interna"
      Quali sarebbero sti segnali?

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    2. Certo che è ridicolo.
      Ma nche il titolo dell'articolo mi fa molto pensare:
      "L'Istat vede la fine della recessione, ma la disoccupazione sale".
      Proviamo ad analizzarlo brevemente. Se la recessione finisce, vuol dire che aumenta la produzione. E in macroeconomia, per definizione, se aumenta la produzione, cioè il Pil, aumenta anche l'occupazione.
      Quindi, riassumendo, il titolo mi pare un ossimoro. Per usre un eufemismo e non dire che il titolo è una boiata pazzesca.

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    3. A mio parere, l'ISTAT ha prefettamente ragione.
      Può un'economia morta e sepolta essere in recessione? No.
      E' come se un oncologo andasse da un malato terminale e gli dicesse "vedo la fine della sua malattia".
      Ovvio. Una volta trapassato, la malattia finisce.
      Brutale, decisamente antipatico ma vero.

      Chinacat

      PS
      Non sono cinico. Mi disegnano così.

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    4. Ciao Vincenzo,
      purtroppo di economia so poco, ma in neolingua mi sto facendo un certo orecchio.
      So che la tua domanda è retorica, ma "sostanziale stazionarietà della crescita" la collocherei insieme a decrescita felice, austerità espansiva, inflazione negativa, grande successo dell'euro, liretta, italietta, populismo, competitività, corruzzzione, evaZione, inglesismi, tecnicismi, dati contraffatti e/o decontestualizzati: tutti sinonimi, sfumature lessicali dello stesso pensiero unico dell'ideologia imperante.

      ps
      Professore, sa che pensavo che Marco Basilisco forse un personaggio fittizio, partorito dalla sua fantasia per farci divertire?
      Esiste veramente? Ma dai!

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    5. @Silvia
      Io invece ero sicuro che esistesse e fosse un amico personale e di lunga data. Adesso ho qualche dubbio ;-).

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    6. Va bene che è narcisista, ma a scriversi da solo non c'è ancora arrivato. Credo...

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  8. Qui all'università della strada, almeno a senzo, ce pare corretto. E semo pure mezz'anglofoni!

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  9. a me ``l’altro’’ non l’ha detto mai nessuno

    è semplice: quando avremo la moneta unica transatlantica, non ci sarà più bisogno di conoscere l’italiano, e ci faremo tutti quelle iniezioni americane



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    Risposte
    1. Infatti non sei tu, ma una forma di vita inferiore (perfino a un matematico! Certo che nostro Signore ne ha di fantasia...).

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  10. Se dovessi spiegare a me stesso il triplice significato di "confidenza", mi farei come esempio le tre frasi seguenti:
    1) Io confido a Mario
    2) Io confido in Mario
    3) Io confido con Mario

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  11. A proposito di lotta sociale e distributiva e sui cicli dell'economia ho trovato questo interessante modello prede predatori.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Equazioni_di_Lotka-Volterra

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  12. Si va bene... ma siamo sicuri che interval si traduca con intervallo?! Perché ho letto su Twitter che #bagnailafafacile.
    "Professoressa, non mi metta la noticina, si scherzava! Si scherzavaaaaaaaargh"
    P.S. Ho appena finito di leggere IPF. Posso offrirle un caffè in segno di eterna gratitudine? Sono in Italia al momento.

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  13. detto napoletano:
    'a cunferenzia è patrona d' 'a mala crianza.

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  14. Ricordatemi di non usare mai con voi in futuro le parole "intervallo" e Confidenza", altrimenti succederà qualcosa di tragico e ineluttabile.

    RispondiElimina

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