MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

sabato 6 dicembre 2014

"Abbiamo bisogno di patrioti, non di vermi"

(la nota apostrofe di Claudio Borghi, che mi è venuta spesso in mente in questi giorni, e a quanto vedo anche a voi...)


Da Roberto Buffagni ricevo e volentieri condivido, il che significa che quanto segue l'ha scritto Roberto Buffagni, e siccome io sono Alberto Bagnai, non sono Roberto Buffagni, anche se ieri Ute Meier mandandomi la fattura di Inomics per l'annuncio del workshop di aprile mi ha scritto dear Roberto, però pur essendo Roberto anche per lei ero Bagnai, che non è proprio Buffagni, anche se inizia per "B" e finisce per "I", come del resto anche "babbei", che poi sono quelli che quando posto una cosa scritta da altri (come in questo caso, perché quello che segue è stato scritto da Roberto Buffagni, e siccome io sono Alberto Bagnai, non sono Roberto Buffagni, anche se ieri Ute Meier mandandomi la fattura di Inomics per l'annuncio del workshop di aprile mi ha scritto dear Roberto, però pur essendo Roberto anche per lei ero Bagnai, che non è proprio Buffagni, anche se inizia per "B" e finisce per "I", come del resto anche "babbei", che poi sono quelli che quando posto una cosa scritta da altri (come in questo caso, perché quello che segue è stato scritto da Roberto Buffagni, e siccome io sono Alberto Bagnai, non sono Roberto Buffagni, anche se ieri Ute Meier mandandomi la fattura di Inomics per l'annuncio del workshop di aprile mi ha scritto dear Roberto, però pur essendo Roberto anche per lei ero Bagnai, che non è proprio Buffagni, anche se inizia per "B" e finisce per "I", come del resto anche "babbei", che poi sono quelli che quando posto una cosa scritta da altri (come in questo caso, perché quello che segue è stato scritto da Roberto Buffagni, e siccome io sono Alberto Bagnai, non sono Roberto Buffagni, anche se ieri Ute Meier mandandomi la fattura di Inomics per l'annuncio del workshop di aprile mi ha scritto dear Roberto, però pur essendo Roberto anche per lei ero Bagnai, che non è proprio Buffagni, anche se inizia per "B" e finisce per "I", come del resto anche "babbei", che poi sono quelli che quando posto una cosa scritta da altri (...)))), dicevo, che poi sono quelli che quando posto una cosa scritta da altri iniziano i commenti con "Bravo professore..." o "Bagnai vai a cagare...", e, come al solito, preferisco i secondi ai primi.

Bene: questa era la lezione, ora c'è l'appello. Esame orale: "Chi ha scritto quanto segue?" "Alberto Bagnai". "Mi dispiace, torni a gennaio".

Perché dilaga la corruzione in Italia? (perché per dilagare dilaga eccome, e in questo momento non prendo in considerazione il fatto, indubbiamente vero, che dilaga anche altrove, che in Italia c’è l’autorazzismo, che l’autorazzismo non è casuale ma fa parte di un frame, etc. ).

1) peccato originale (versione laica: i soldi piacciono a tutti)

2) perché le democrazie sono sempre corrotte (rispetto ai regimi aristocratici o monarchici, aumenta il numero di concorrenti ai posti da classe dirigente, la concorrenza si fa certo con le idee, ma le idee senza soldi hanno una vocina fievole, dunque ci vogliono i soldi per pagare l’Amplifon ai cittadini)

3) perché le democrazie con maggioritario e partiti leggeri sono PIU', non MENO corrotte delle democrazie con proporzionale e partiti strutturati (i partiti leggeri cedono il marchio in franchising ai singoli candidati, ai singoli procurarsi i voti costa molto caro e non tutti sono ricchi di famiglia; nel modello USA la corruzione politica è meno vistosa solo perché strutturale, regolamentata e legalizzata, vedi le lobby, i P.A.C., etc.)

4) perché lo Stato italiano è in grave crisi di legittimità: non solo di consenso, ma di legittimità. La prima crisi di legittimità si è aperta con la sconfitta nella IIGM e l'occupazione angloamericana, ed è stata tamponata con il mito fondativo dell'antifascismo: "la vera Italia non ha perso la guerra: il solo fascismo, espressione della falsa Italia, l'ha persa. La vera Italia, l'Italia antifascista, l'ha vinta insieme alle benevole potenze liberatrici, che ci hanno aiutato gratis et amore Dei. Per un po' ha funzionato, poi è cascato un certo Muro. La seconda crisi di legittimità dello Stato italiano si è aperta con l'ingresso nella UE e nell'euro. E' stata temporaneamente tamponata con il mito dell'Europa, della battaglia contro la "falsa Italia" berlusconica (avatar della falsa Italia fascista) che avremmo sconfitto grazie al benevolo e gratuito aiuto delle potenze nordiche e degli organismi sovrannazionali, della trasformazione dell'Italia in "paese normale" (=nordeuropeo+anglo+protestante+weberiano). Per un po' ha funzionato. Ora però anche i ciechi cominciano a vedere che dalle alture della Terra Promessa europea non sgorgano fiumi di latte e miele, ma di miseria, merda, ipocrisia e spocchiose prese per il culo.

5) uno Stato in crisi di legittimità - cioè uno Stato nel quale non si sa chi comanda, e soprattutto in nome di chi e/o di che cosa comanda - risponde alla definizione di S. Agostino: "remota itaque iustitia, quid sunt regna nisi magna latrocinia?" (se togli la giustizia, gli Stati sono grosse bande criminali e basta). La "iustitia" di Sant'Agostino non è quella di Travaglio: è la conformità allo ius - giustizia sostanziale, non formale - cioè la legittimità.

6) Questo gorgo di sangue, miseria, merda e mediocrità superficiale, vanitosa e arrogante che sintetizziamo con la parola "corruzione", come tutti i gorghi ruota intorno a un vuoto. Il vuoto è, appunto, il vuoto di legittimità dello Stato italiano; che giorno dopo giorno, spruzzo di merda dopo spruzzo di merda, frustrazione dopo frustrazione, umiliazione dopo umiliazione, vaffanculo dopo vaffanculo, cinismo dopo cinismo, risata amara dopo risata amara, rischia di inghiottire non solo la legittimità dello Stato, ma persino l’immagine interiore – il simbolo, il prezioso, insostituibile simbolo – della patria grande e piccola, della casa, della famiglia, dell’identità personale degli italiani.

7) Quanto precede, per dire che questa faccenda della corruzione è una cosa seria; e che la corruzione come la definiscono il Codice civile e penale è anzitutto un effetto collaterale minore della corruzione come la definisce il vocabolario etimologico: dello sfaldamento di una comunità nazionale, al quale non si porrà mai riparo a forza di sentenze, authority e titoli di giornale; e della corruzione come la definisce il vocabolario politico: è strutturalmente corrotta una classe dominante che domina per conto terzi (a prescindere dalla moralità personale: ma a questo punto, in effetti, dopo aver fatto il trenta dell’asservimento perché non fare anche il trentuno e non rubare?)

8) Ecco perché la concitazione del momento ha suggerito a Claudio Borghi una verità urgente, quando ha detto in televisione “Abbiamo bisogno di patrioti e non di vermi”. Perché se fino a qualche tempo fa forse bastava la patria a fare i patrioti, adesso senza patrioti la patria non ce l’avremo più: avremo solo questo verminaio.



(io comunque continuo a non capire cosa minchia c'entri Weber...)

(ah, mi raccomando il 13 alle 21 a Trinità dei Monti che facciamo Vivaldi: non sarà tedesco, ma un suo perché ce l'ha, o per lo meno ce l'ha il testo: Beatus vir...)

83 commenti:

  1. Segnalo questo. No comment:
    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/11273295/Lord-Mandelson-Britain-could-still-join-the-Euro.html

    RispondiElimina
  2. Ma il suo alter-ego Roberto (sappiamo tutti che siete in realtà la stessa persona, pur con due nomi diversi) quando scriveva Weber, ha commesso un errore di stompa.
    Non intendeva Carl Maria (quello palloso), e nemmeno Max, quello per il quale il capitalismo era uno spirito (hegelianamente, una "categoria dello"), sposata ad un idealtipo (un bel tipo, diciamo).
    Intedeva - quelle horreur - Webern, Anton!
    http://youtu.be/8hk3rKIW3qg

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un politico italiano mi ha chiesto un chiarimento su un tuo post. Se mi scrivi ti giro l'email.

      Elimina
    2. Il luogo comune progressista, che di Weber Max conosce solo la copertina de "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo", quando dice "Weber" vuole dire "in Italia fa tutto schifo perchè non c'è stata la riforma protestante, da cui derivano fascismo, DC, Berlusconi e corruzione". A me personalmente Weber sta simpatico, non solo perchè fu un grande studioso, ma perchè fu un uomo pieno di contraddizioni e di vitalità: per esempio, dopo aver passato una vita a predicare e predicarsi il distacco dell scienziato, il giorno della dichiarazione di guerra (1914) scese in piazza a fare la ola per la Germania come un tifoso del Bayern.
      P.S. Alter ego: va be', mi hai scoperto e vinci la bambolina premio. Sono l'alter ego "de destra" di Alberto Bagnai, che a suo volta è il mio alter ego "de sinistra". Però non dirlo in giro che le nostre mogli e figli vanno in crisi di identità.

      Elimina
    3. C'entra, c'entra... Eccome, se c'entra...
      https://www.youtube.com/watch?v=AnsRLsFQ1gc

      Elimina
    4. @Leprecaun

      Io vi amo ma, insomma. come si parla in giro di cose di cui non si sà niente è un pò tirarsi addosso merda, boh... io le ho anche suonate due di queste e devo dire che sono niente male e divertenti, non sembrano neanche tedesche! Non a caso Weber è stato il fondatore dell'opera in Germania...

      Dateci un occhio soprattutto al primo e al terzo movimento che sono deliziosi!

      https://www.youtube.com/watch?v=gm9ncRwN2i0

      Elimina
    5. il giorno della dichiarazione di guerra (1914) scese in piazza a fare la ola per la Germania come un tifoso del Bayern

      E poi dicono che Dio non esiste...

      Elimina
    6. @s.c.
      Sui gusti non si sputa, dicevano i latini. Ora, a proposito della Sonata n.2 di CMVW, Cortot era un pianista che era capace di far sembrare belli anche gli scarrafoni. Magari questo si applica anche a lei, s'intende.
      Ciò nonostante, io quella sonata la trovo pallosa. Non brutta, peggio: insignificante. Perché in ogni momento "prevedibile". (In questo contesto l'aggettivo non ha nulla a che fare col determinismo, si intende).
      Non so quante volte nella vita ho sentito almeno parzialmente il "Franco cacciatore" e non ne ricordo nulla, nemmeno l'incipit.
      Per intenderci, invece, rimasi folgorato quando scoprii questa, che è solo di una decina d'anni dopo:
      http://imslp.org/wiki/Piano_Sonata_No.15,_D.840_%28Schubert,_Franz%29
      Qui interpretata magistralmente da un Richter forse maturo (il migliore, quando tutti gli dicevano che suonava troppo lento).
      http://youtu.be/kjskX0KcyBQ?list=PL5F6656084CD85604
      Direi però che stiamo andando (colpa anche mia) abbondantemente fuori tema, e direi dunque di smettere. Non abusiamo dell'ospitalità.
      Se vuole continuare la discussione, in privato, si faccia dare da Bagnai la mia mail.
      Saluti carissimi.
      PS: cosa c'è di male nell'essere e apparire tedeschi?

      Elimina
  3. Ma... ma i cattivi nei film americani non andavano sempre in Mercedes?

    E se fosse un caso di...

    "Ah noi per l'eternità siamo i Böse deutsch, i cattivi saecola saecolorum? A sì?! Beh ora beccatevi un po' di perennemente corrotti mafiosi italiani!"

    Ora i bravi siamo noi!

    What's it called? Re-branding? Un po' di marketing, che ci vuole?

    Comunque c'è una bella differenza tra la corruzzzione e la malvaggità.

    Per esempio se vai a girare un documentario nel Congo e ti manca l'ultimo dei 27 permessi necessari (publicato sulla gazella ufficiale mentre stavi in aereo), al controllore gli molli un paio di Luxottica o una maglia con le effigie di Cesk Fabregas and everybody's happy. (Tranne Immanuel Kant). That's corrrrruption. In many many cultures it's the oil that greases the wheels. It's connected to the conditions... it stinks and must be corrected. Ma usare il sogno europeo per ridurre i paesi più belli d'Europa alla fame e disperazione... questa è malvagità. Come lo è stata per Walmart trasformare il giorno di Thanksgiving in Black Friday (now on Thursday).

    Io almeno lo vedo così.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo sulla malvagità ma aggiungerei che questo è un comprtamento criminale di cui i tedeschi presto o tardi pagheranno il conto all'Europa mediterranea e questa volta non "faremo prigionieri".
      A proposito di corruzione va fatto notare che molte aziende tedesche di germania corrompono molto più di quanto non faccia o abbia fatto l'ENI...ma loro sono santi agli occhi del popolo germanico.

      Elimina
    2. Perchè la volta precedente abbiamo fatto prigionieri? O invece eravamo tutti dalla parte dei nazisti. Oppure quella era l'Italia finta?

      D'accordo che l'autorazzismo è esagerato, ma un minimo di autocritica non guasta, specialmente se onesta e con l'obiettivo di migliorare. Invece a quanto pare in Italia o siamo i migliori o i peggiori. Il ché mi sembra semplicemente una scusa per non affrontare i problemi e discutere sempre del nulla.

      Elimina
    3. @ Altex

      In effetti, guardando la scena politica italiana, mi pare che tutti siano preocupati per le loro sedioline, poltroncine, interessi particolari ecc. ecc
      Il tutto condito da giornalisti da 2 lire che si vendono per 1 lira.
      Certe volte ho la sensazione che non si rendono minimamente conto di quello che sta succendo nel paese è ancora meno in europa.
      Tutto gira intorno a questa merda, perennemente. come un disco rotto.
      Resto stupefato che nessuno si domandi perchè in italia, dal arrivo di Monti il PIL sia caduto tutto d'un tratto del 10% in 12-18 mesi.
      Adesso il PD lancia il frame della corruzzione, il PD è al potere da 3 anni, che cazzo hanno fatto sti 3 anni ? erano sulla luna. Tirano fuori il frame della corruzione è danno la colpa a Berlusconi e agli italiani, loro che sono al comando da 3 anni non centrano un cazzo, ma si puo essere piu defficienti di così.

      Quando li vedo parlare nei talk shows, vedo solo assenteismo, ingoranza è un indiferenza spaventosa su temi economici è eurocrisi.

      Certo non bisogna puntare il dito sugl'altri, ma almeno non vendiamoci sotto il nostro valore, purtroppo il PD ha il gusto di autoflagelllarsi è autoflagellare il paese, anzi bisognerebbe vendersi sopra il proprio valore. Quello del essere il migliore non esiste solo in italia, esiste da per tutto :-)) vivo in svizzera anche qui si esaltono di avere i prodotti migliori al mondo, ma della UBS è credit-suisse che andavano in Germania è USA ad aiutare ad evadere le Tasse un velo di silenzio, ed anche qui c'ê il cosidetto "filz" remember Swissair.

      Anche la germania ha la sua merda per questo non tutti i tedesci sono delle merde. :-)))
      .

      Elimina
  4. https://www.youtube.com/watch?v=DAdWEn0vfFA

    RispondiElimina
  5. Che cosa è la patria? Il sapore dei cibi che hai mangiato nell'infanzia, ho letto da qualche parte. Ma c'è anche questo, il primo sogno nella mia vita di cui ho ricordo: ero davanti a una chiesa con mia madre, guardavo in alto e vedevo tante piccole sagome trasparenti a forma di Italia sparse per il cielo, come quelle delle cartine geografiche che allora (e anche ora) sono appese nelle classi.
    Allora nel sogno chiedevo "Mamma, ma che cosa sono quelle cose che volano?" E lei mi rispondeva "Quelle sono le nostre anime".
    Per cui nel primo sogno che ricordo nella mia vita la mia anima aveva la forma di Italia. Immagino che sia anche per questo che mi colpisce molto quanto ha scritto Roberto e quanto ha detto Claudio e quanto scrive il prof: che bisogna riparlare di Patria (come scrive anche Jorg nel suo motto su Twitter, ma lui dice Heimat e si sa che fa più fine ;-))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nat, pirpante taliano!

      Non è che fa più fine, è che si tratta di un concetto diverso.
      Heimat ist Blut, Boden, Sprache und Kultur.
      Heimat è sangue, suolo, lingua e cultura.
      Non è solo la terra dove sei nato e dove vivi,
      ma il luogo dove hai le tue radici più profonde,
      dove sono vissuti i tuoi avi,
      dove si parla la tua lingua,
      dove è nata la tua cultura.
      Non coincide necessariamente col luogo dove sei nato,
      e nemmeno col luogo dove vivi,
      e nemmeno col passaporto che hai in tasca,
      che è solo uno stupido libretto con un po' di timbri.
      È il solo luogo al mondo dove puoi dire "sono a casa".
      Ognuno di noi ne ha uno, e ne può avere solo uno,
      come ha una sola madre,
      che come ammonisce il giureconsulto
      semper certa est.
      È per questo che nel mio profilo ho scritto:
      "Für die Heimat kein Opfer zu schwer"
      che significa, come hai certamente compreso,
      "Per la Heimat nessun sacrificio è troppo duro".
      Il che, se ci pensi un momento, è perfettamente logico.

      Ein Grüß an Dir. ;-)

      Elimina
    2. Jörg der Krampus 06 dicembre 2014 21:42

      Grazie! Heimat… allora sono PROPRIO 'taliano… e milanese… proprio come Sua Altezza il Nostro Ospite è PROPRIO 'taliano… e fiorentino… e romano…

      Insomma l'Italia è un Paese talmente ricco che ciascuno di noi per il solo fatto di essere 'taliano di Patrie ne ha ALMENO due…

      Il senso di quello che sta facendo il prof. mi è venuto in mente mentre scrivo queste parole: oggi pomeriggio sono andato a Messa nel Duomo di Milano. Stanno ripulendo l'interno della cattedrale da anni/lustri/decenni/secoli di sporco accumulato sugli stupendi marmi rosati di Candoglia che lo ricoprono tanto all'esterno quanto all'interno… è impressionante vedere la LUCE che sembra sprigionare dai marmi delle parti ripulite in confronto all'oscurità delle parti ancora da pulire…

      Ecco, il senso più profondo dell'opera del prof mi pare sia quella di aver cominciato a ripulire un popolo intero dalla gromma schifosa dell'autorazzismo per farlo tornare a splendere… senza per questo voler cambiare l'uomo, che resta sempre lo stesso, come del resto chi conosce il Pesce - come il prof - sa bene...

      Elimina
    3. In epoche forse più liete e certo più semplici, la patria è una ovvietà. Nella nostra, questa ovvietà è andata perduta. Però, quando la patria ci manca, quando sentiamo che le radici che ci legano alla patria grande e alla patria piccola stanno per strapparsi, o avvizzire, questa parola ricomincia a irradiare emozioni e significato, dentro di noi.
      Scrivendo, mi torna alla mente il vecchio Ungaretti. Nato povero italiano ad Alessandria d'Egitto, "...frutto/d’innumerevoli contrasti d’innesti/maturato in una serra", dopo aver scritto del suo amico d'infanzia Moammed Sceàb, studente egiziano sradicato suicida a Parigi "perchè non aveva più patria"; si arruola nell'esercito italiano impegnato in una guerra tremenda, e scrive: "E in questa uniforme/di tuo soldato/mi riposo/come fosse la culla/di mio padre" ("Italia", scritta a Locvizza nel 1916).

      Elimina
  6. Fuori tema

    IPF: pag. 18.. PD=partito deflazionista

    Definizione geniale!!

    RispondiElimina
  7. Per me patria è quella sensazione che si prova quando visitando una regione lontana da casa ti senti a tuo agio come nel tuo paese, sai che se chiedi ti verrà risposto, sai come funzionano le cose, sai come devi comportarti e cosa aspettarti dagli altri.
    Quando sono all'estero e mi sento intimorito perché se dovesse capitarmi qualche problema avrei difficoltà a risolverlo ecco, quel posto NON è patria.
    Questa sensazione l'ho avuta anche in qualche luogo italiano, si vede che li non era patria.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La mia sensazione in Italia è che non esitono regole, la legge è abusta da chi la dovrebbe far rispettare, e che in generale sei abbandonato a te stesso e che quindi te la devi sempre sbrigare da solo anche facendo prepotenze su altri. Una specie di terra di nessuno. Insomma una brutta sensazione. E ce l'ho da almeno trent'anni. E non si tratta di autorazzismo ma di esperienze vissute giorno per giorno.

      Elimina
    2. Anche per me patria é casa, ovvero un luogo dove sei (o dovresti essere) rispettato per il semplice fatto di esistere come unicità individuale ma uguale allo stesso tempo a tutti gli altri umani della comunità.
      Confesso però ancora il mio imbarazzo nell'uso del termine, forse per l'abuso fattone nei secoli dalle retoriche di destra, sinistra, alto, basso.
      Non ultima la retorica negativa di certa 'sinistra' utopistica, dove patria è sinonimo di stato borghese la cui struttura e le cui leggi sono a priori dannose per il proletariato e quindi indegne di essere rispettate. Da qui poi, attraverso il meccanismo del tanto peggio tanto meglio, politicamente meglio espresso nel 'fare esplodere le contraddizioni del sistema' o 'alzare il livello dello scontro', si può giustificare tutto, anche la corruzione in funzione antiborghese. Come fosse una forma rovesciata di esproprio proletario. Marx, come riportato altrove da Alberto (B.), più realisticamente vedeva nello stato borghese una fase di passaggio nell'evoluzione verso il socialismo, non rimuovendolo dall'orizzonte della pratica politica, come chi invece, negandolo, lo esclude dal processo della dialettica storica.
      Trovo anche in questa retorica negativa un certo avallo alla politica del vincolo esterno, come anche una cieca indifferenza alle sofferenze quotidiane di chi qui e ora necessita di risposte ai propri bisogni, anche se si tratti di risposte temporanee, non definitive, non risolutive, attuate attraverso istituzioni non ideali. L'utopismo porta spesso a distorsioni quali l'elogio di una futura umanità definitivamente rinnovata e liberata, accoppiato però a una sostanziale indifferenza verso i bisogni attuali delle persone in carne ed ossa, che ovviamente nella loro contingenza e molteplicità non si conformano all'ideale uomo del futuro.
      E dall' altra parte, per brevità, potremmo cominciare con il famoso 'meglio ladri che comunisti', che ci ha accompagnato per tanti anni. Ve ne ricordate?

      Elimina
  8. Borghi però dovrebbe prima di tutto chiarire a quale patria allude: alla Padania? all'Italia? al mondo intero (e nostra legge la libertà)?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il paradosso e il problema politico italiano attuale è proprio questo: che a difendere l'interesse, e addirittura la sopravvivenza politica della nazione, sia un partito che nasce secessionista. Si tratta ora di vedere se la necessità impellente del compito storico che la realtà pone alla Lega sarà sufficiente a trasformarla, e se la sua cultura politica potrà dar vita, per mezzo di alleanze o di innovazioni, a una forza politica nazionale. Che sia difficile non c'è dubbio. Altre vie, purtroppo, non ne vedo: un partito nazionalista, in Italia, non c'è (e non ha potuto costituirsi in passato per ragioni storiche profonde).

      Elimina
    2. Troppi anni di propaganda. Chi espone la bandiera italiana al balcone e' tacciato di fascismo. Chi sostiene un mercato piu' equilibrato, e' apostrofato come autarchico. Chi protesta e fa sciopero, e' solo un comunista. Comun denominatore, l'essere "fuori dalla storia". Il mondo e' andato avanti, e l'unico corollario pratico e' una richiesta di lavorare la domenica e la notte. Ad oggi, tutte le personalita' a cui, a torto o a ragione, il pubblico associa credibilita' ed autorevolezza, sembrano dalla parte dei nemici de facto della patria.

      Elimina
  9. Risposte
    1. Ma queste cose sono comunicate ai germanici ???

      Elimina
    2. Non cadete nel solito tranello della ciiiiiiina. La produzione in cina é per il mercato cinese, per non pagare i dazi. Se i volumi di vendita sono abbastanza alti, conviene creare una fabbrica lá, invece di pagare tot % del profitto in dazi.
      I germanici dovrebbero preoccuparsi del se e quante tasse paga la VW.
      Chi aveva provato a fare chiarezza, il partito FDP (pro- free market, in un'ottica cosí ingenua da far impallidire NFA) http://www.bloomberg.com/news/2012-07-05/vw-finds-1-share-saves-1-1-billion-in-tax-with-loophole.html ... é finito nel dimenticatoio.
      Tanto per la produzione di qualitá (Ducati, Lamborghini, ... ) ci sono gli economici "cinesi" italiani/spagnoli/ungheresi ... alta qualitá, alto prezzo su misura per i ricchi arabi/russi/londinesi.

      Elimina
    3. Fosse in Polonia, Spagna, Italia etc. etc sempre di delocalizzazione si tratta, tali e quali a quelle delle nostre industrie.

      Elimina
  10. A quanto pare, si sta sdoganando il termine "patriota" in una accezione che può non ammantarsi di politica e faziosità (peraltro il sottoscritto non si è mai considerato un patriota e nemmeno adesso si fa le menate se esserlo o non esserlo). Del resto, amare il paese in cui si è nati, oppure percepire, anche solo per civico dovere e non sentimento, di avere dei compiti nei confronti dello stesso, poiché è la comunità in cui si vive e a cui la sorte ha assegnato, è per certi versi analogo al rapporto che lega ai genitori, o alle persone care: e si è dunque mai avvertita la necessità del disquisire polemicamente sul fatto che, così facendo, si debba venir considerati""matrioti" o "padrioti"? (semmai soltanto "idioti", per essersi posti un così futile problema…).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La patria infatti si ama come si ama una persona, mentre la nazione si ama come si ama un'idea. E' molto più umano, realistico - e difficile - amare una persona, perchè una persona si ama con il suo bene e il suo male, il suo forte e il suo debole, la sua gloria e la sua miseria: mentre è possibile, fin troppo possibile, foggiarsi nell'immaginazione l'idea da amare a immagine e somiglianza dei propri sogni.

      Elimina
    2. Perche' si amano i genitori e le persone care? In ultima analisi, perche' sono le uniche persone che, in caso di difficolta', si aiuteranno vicendevolmente e disinteressatamente. E' una legge naturale, che trova l'applicazione ideale e universale nel concetto di Stato.

      Elimina
  11. Dopo la "scoperta" della corruzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzione arriva il "necessario" commissariamento
    (ovviamente da parte di poteri moralmente irreprensibili per mezzo di "governi tecnici". Già. Ma oggi, questi governi "tecnici" saranno ritenuti "moralmente irreprensibili"? Insomma, siamo proprio sicuri che i media riusciranno a ri-convincere i poveri italiani "corrotti" a ri-farsi "moralizzare"?)



    RispondiElimina
  12. E mentre la nostra macchinetta rossa sta aspettando un gommista e un conducente al posto del pilota automatico, le altre viaggiano.

    RispondiElimina
  13. La maggior corruzione, o meglio, una corruzione maggiormente percepita, è il sintomo del declino di un regime. Il potere centrale non è più in grado di frenare i poteri satellitari, che nessuno trattiene dall'infrangere la legge. Il mercato simoniaco del potere serve ai vari satrapi locali per sostituire il potere centrale o rendersi indipendenti dal sultano. Durante i periodi di forza dei regimi, esistono corruzione, malversazione ed illegalità, ma si tende a nasconderli, soffocarne la pubblicità, per evitare di incrinare il consenso verso di esso. Gli scandali emergono numerosi quando non esiste più una rete di potere gerarchica condivisa che ne impedisca la notorietà. Spesso, anzi, durante i periodi di vuoto di potere, i corrotti stessi pubblicizzano la loro illegalità, per sfidare il potere, denunciando la propria immunità, e dando un segnale alla popolazione che un nuovo re è sorto.
    L'anarchia dovuta al vuoto di potere è uno stato di transizione dal vecchio sistema al nuovo regime: chi gestiva prima il potere non è in grado di fermare la guerra tra bande per sostituirlo. E tale guerra tra bande viene riconosciuta dalla popolazione, anche ad un sistema mediatico disfunzionale alle esigenze della popolazione, ma fin troppo adatto al servizio del potere, come corruzione, senza che se ne percepisca il disegno. Alla fine, vincerà una fazione, che sostituirà gli attuali oligarchi, e la corruzione, lentamente smetterà di essere percepita.
    Per questo motivo, tra l'altro, il pd è così magmatico ed indeciso: non vogliono prendere iniziative, non vogliono scontentare nessuno, non vogliono legarsi ad una parte, perché, se questa perdesse, li trascinerebbe nel nulla con sé. Ed al governo si susseguono fulgidi esempi di cerchiobottismo democristiano, accettando di legiferare secondo i suggerimenti di questo e quello, per cui l'azione politica non denota una strategia di fondo.
    Armi molto efficaci, nella normalizzazione post-cambio, sono la pacificazione e l'unità nazionale. Cioè, i nuovi padroni perdonano i vecchi, concedendo immunità per il pregresso e consigliandogli di non dare troppo nell'occhio quando si daranno da fare d'ora in poi. Tanto le vittime vecchie, chi ha subito dai vecchi padroni, sono anche le nuove, che subiranno le angherie del futuro regime, e per loro la vita continuerà uguale.

    RispondiElimina
  14. Ciascun uomo ha la sua missione su questa terra, secondo le sue attitudini. La vita non è un giuoco d’immaginazione, e non è contemplazione Non è teologia, e non è neppure arte. Essa ha in terra la sua serietà, il suo scopo e i suoi mezzi. Riabilitare la vita terrena, darle uno scopo, rifare la coscienza, ricreare le forze interiori, restituire l’uomo nella sua serietà e nella sua attività: questo è lo spirito che aleggia in tutte le opere del Machiavelli.
    È negazione del medio evo, e insieme negazione del Risorgimento. La contemplazione divina lo soddisfa così poco, come la contemplazione artistica. La coltura e l’arte gli paiono cose belle, non tali però che debbano e possano costituire lo scopo della vita. Combatte l’immaginazione, come il nemico più pericoloso, e quel veder le cose in immaginazione e non in realtà gli par proprio esser la malattia che si ha a curare. Ripete ad ogni tratto che bisogna giudicar le cose come sono, e non come debbono essere.
    Quel “dover essere”, a cui tende il contenuto nel medio evo e la forma nel Rinascimento, dee far luogo all’“essere”, o com’egli dice, alla verità “effettuale”
    Subordinare il mondo dell’immaginazione, come religione e come arte, al mondo reale, quale ci è posto dall’esperienza e dall’osservazione, questa è la base del Machiavelli.
    Risecati tutti gli elementi sopraumani e soprannaturali, pone a fondamento della vita la patria. La missione dell’uomo su questa terra, il suo primo dovere è il patriottismo, la gloria, la grandezza, la libertà della patria.

    RispondiElimina
  15. Un roberto dice: ermeneutica moolto interessante (io sto per la versione 1, quella tra parentesi, naturaliter).
    Ps.: Complimenti, Profe, ha scritto un post molto bello

    RispondiElimina
  16. Questo interessantissimo post di Roberto Buffagni mi riporta alla mente questo altro post del Prof., sulla curva di Philips.

    http://goofynomics.blogspot.it/2014/07/e-la-flessibilita-bellezza-mmt-vs.html

    Cosi' come l'inflazione non e' un fenomeno puramente monetario (in quanto riflette pure l'esito del conflitto distributivo tra lavoratori, 'rentier' ed imprenditori), cosi' IMHO anche il livello di corruzione (reale e/o percepito) non e' un fenomeno puramente etico/sociale, ma riflette anche esso l'esito del conflitto distributivo (i.e. 'lotta di classe').

    Fin dall'antichita' classica si discute infatti se sia meglio l'oligarchia o la democrazia e, dipendendo dalle caratteristiche umane dei 'capi', l'una e l'altra possono apparire piu' o meno desiderabili a seconda del contesto storico.

    Mi spiego meglio.

    In un condominio, in una impresa, in un comune, su, su, fino ad un capo di governo, da sempre esiste un dilemma implicito.

    E' meglio che il 'capo' sia (e per capo intendo un qualunque responsabile):

    1) onesto e capace;
    2) disonesto, ma capace;
    3) onesto ed incapace;
    4) disonesto ed incapace.

    Sono arrivato a circa meta' della lettura di IPF, e penso che gli argomenti esposti anche solo in questo mezzo libro indichino chiaramente che e' l'esito del conflitto distributivo (risoltosi purtroppo a favore delle elite finanziarie sovranazionali) che ha prodotto la preponderanza dei 'capi' di tipo 4) in Italia.

    Quando una oligarchia finanziaria vince in maniera truffaldina il conflitto distributivo (cioe' risulta composta sostanzialmente di soggetti di tipo 2)) e' ovvio che i 'capi' subalterni (ed i politici) debbano essere praticamente solo di tipo 4) perche' tutti quelli di tipo 1) (come i vecchi intellettuali borghesi) sono un pericolo.

    In subordine l'oligarchia vincente tollera pure soggetti di tipo 3), in funzione pero' solo di 'gate-keepers'.

    Se si condivide questo schema logico, si hanno anche gli strumenti ideologici per pensare un piano politico, cioe' la successione di passi elementari che conducono (auspicabilmente) alla meta voluta.

    Io un mio piano me lo sono immaginato, ma non lo dico, solo perche' ciascuno possa riflettere da solo, senza esserne influenzato.

    Sono comunque certo che, in questo ipotetico piano mentale per il ritorno alla crescita economica ed alla riduzione dell'ineguaglianza, la lotta alla corruzione viene al terzo se non quarto/quinto posto.

    Vabbe', diro' solo quello che considero il primo passo:

    PASSO 1: Ritorno al regime parlamentare basato sul sistema proporzionale puro, senza soglie di sbarramento, quello sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana del 1947, con lo stesso rapporto di elettori/eletti studiato dai 'padri costituenti'.


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perfettamente d'accordo. Se non fossimo incapsulati in regimi pseudo-bipartitici avremmo già potuto esprimere un dissenso. E poi è noto che il maggioritario logora chi ce l'ha. Mi son dimenticato di ricordare anche questo ameno dettaglio, ci avevo riflettuto spesso, andrà nella seconda edizione.

      Elimina
    2. Vabbe', diro' solo quello che considero il primo passo

      Ti chiedo se gentilmente puoi andare avanti nei tuoi passi.La tua analisi è centrale,secondo la mia modestissima opinione,e siccome sei capace di esprimerti bene è anche comprensibile.

      Ho cercato,scervellandomi inutilmente,un punto da cui partire ma dal lato di chi subisce il conflitto redistributivo cioè le classi più deboli e lavoratrici.Finisco sempre ai media e mi trovo a un punto morto.

      Elimina
    3. Se mi posso inserire.

      5) un qualunque cittadino purché a fine del primo mandato svolto in parlamento o consiglio locale non si possa più riproporre per un qualunque ruolo elettivo.

      ps ecco, ora che l'ho scritto avrò tempo di pentirmene

      Elimina
    4. Ma no, caro AP, perché pentirtene? Te ne pentirai se ti farai eleggere, e appena avrai cominciato a capire come funziona dovrai andartene a casa, senza essere riuscito a combinare una mazza. Ricorda qualcuno?

















      Cri, cri, cri, cri...

      Elimina
    5. Mi viene una domanda sulla definizione di "capace": nei confronti di chi? Perché la sua "capacità" deve anche essere quella di ottenere, oltre ad "eccessivi" benefici per sé stesso (parlando del tipo 2), anche risultati che gli portino consenso e appoggio. Da parte di chi?
      In questa logica concordo in pieno con il passo 1, visto che tutto il lavoro di smantellamento della Costituzione fatto in questi anni è stato finalizzato a ridurre il potere di controllo dei cittadini (decisioni al riparo dal processo elettorale, ecc., ecc.).

      Elimina
    6. @ Frank - Capace e' IMHO quella persona che, operando all'interno della sua area di responsabilita', dispone delle risorse assegnate e/o disponibili massimizzando il risultato (valutato secondo criteri pre-definiti che siano concreti e misurabili).

      Cosi' come in un Ente di Diritto Pubblico (come l'Universita') il livello di qualita' perseguibile dipende dalla bonta' delle leggi che ne regolano il funzionamento (cioe' dal manico degli estensori del testo della legge istitutiva di funzionamento, e recentemente di danni ne sono stati fatti tanti), cosi' la bonta' del risultato (massimizzato dal responsabile capace) dipende da chi decide i criteri di valutazione.

      Ma se uno e' capace e' come un'arma letale, la sua capacita' puo' essere indirizzata verso 'il bene comune' (IMHO il Prof.) o meno (gli esempi negativi citati in IPF), ma rimane comunque una persona capace.

      @Davide Berolani - Ringrazio innanzi tutto per gli apprezzamenti.

      Per quello che riguarda i passi ulteriori necessari, IMHO occorre solo attingere all'esperienza storica Italiana (mutatis mutandis).

      La situazione odierna (cambio sopravvalutato, effetti cumulativi nefasti di anni di politiche deflattive a valle di uno shock esterno, esteso rischio insolvenza/fallimento sia del settore privato che bancario) mi appare molto simile a quella del 1933.

      Come se ne usci' nel periodo 1933-1936?

      Passo 2) Svalutazione conseguente ad abbandono del cambio fisso/sopravvalutato (questo passo potrebbe avvenire in ogni momento per effetto della rottura dell'Eurozona, ed io non credo che la Banca d'Italia non abbia gia' stilato il piano B);

      Passo 3) (Ri) Nazionalizzazione di diciamo almeno il 50% delle banche Italiane;

      Passo 4) Riedizione della legge bancaria del 1936 per ri-dividere banche commerciali etc. etc.;

      Passo 5) Riedizione dell'IRI, con ritorno massiccio di capitali pubblici e privati Italiani nei settori dell'acciaio, della chimica, dell'energia, dell'agro-alimentare, dei trasporti e delle telecomunicazioni.

      Il novello sistema new-IRI dovrebbe puntare ad occupare non meno di 500.000/600.000 lavoratori in questi settori e dovrebbe perseguire obiettivi di massima occupazione.

      Rammento che finche' in Europa c'e' stato un forte settore industriale statale l'Europa e' cresciuta (non dimentichiamo che oltre che in Francia e Germania anche in Inghilterra si ebbero notevoli benefici nel periodo pre-Thatcher, quello in cui il 'perfido albione' imito' il ns. modello IRI).

      E per i tempi?

      Personalmente mi accontenterei di vedere realizzati questi passi nel prossimo decennio. Per goderne i benefici non credo che vivro' abbastanza (se non nel senso di arrivare a percepire una pensione decorosa invece della 'cippa di' che la EU/EC ci vorrebbe elemosinare): ne godranno (spero) i miei figli quando tra qualche anno entreranno nel mercato del lavoro ed i miei nipoti, ma tanto mi basta.

      Elimina
    7. Come non essere d'accordo con la tua lucida analisi? Faccio anch'io le stesse riflessioni da molti anni e tu le hai espresse in maniera chiara e sintetica. Sei tra quelli che seguo con maggiore interesse.
      Saluti.
      Massimo

      Elimina
    8. Ma ringrazio te e di cuore!

      Non critico nulla di quello che scrivi.Ricordo di aver parlato con un ingegnere della Laben su uno stranissimo cacciavite da usare in assenza di gravità.Ero affascinato e stupefatto che un'azienda di 250 laureati fosse in grado di produrre un oggetto simile al costo di 60 milioni di lire al pezzo.
      Io rimango daccordo con te ma affronto il problema patriottistico da una condizione di inferiorità.
      Noi,come i neutrini,abbiamo una massa di riposo bassissima e attraversiamo,invisibili,la materia (non proprio invisibili a dire il vero).
      Ripeto,sottoscrivo quel che scrivi ma il discrimine spaziotemporale è ancora tridimensionale e passa per quella schifezza di mainstream neolingua che,dal basso,rappresenta la grande percentuale dell'informazione fascista.Costituzionalmente fascista!
      Indi per cui,concretamente,chi passa per un warmhole sono il Prof . Bagnai e pochi altri.Sulla soluzione "ideale" siamo daccordo.Sulla nazionalizzazione delle banche ne abbiamo già parlato.
      Non sottovalutiamo il fattore psichico della massa (che a confronto del neutrino è a riposo [ (m0c2)2=E2-(pc)2 ] in un modo scoordinato.
      Io sono dunque penso che.......
      I numeri di Bagnai non sono i numeri al lotto e mi dicono che almeno il 50% degli italiani non sa di che parliamo (probabilmente è molto di più).
      2° ) Che l'unica speranza di risolvere pacificamente il problema è nell'informazione corretta.
      Credo che il patriottismo non debba essere un dogma e ho dei bellissimi libri in merito ma rimango della mia idea,un po' freudiana,che la massa abbia la possibilità di una transizione da Leptone ad Adrone e questo passa,ribadendo la mia conformità dal tuo pensiero,dall'informazione.
      Se no ci buttiamo in una lotta fra IRA e SAMCRO (Sons of Anarchy) dove anche il protagonista è simpatico,per empatia,ma solo perchè combatte il sistema con la violenza.E noi non lo vogliamo.
      I tuoi 4 punti sono interscambiabili.
      Eliminiamo il conflitto redistributivo e abbiamo risolto il problema.
      Vince il più forte anche se devo usare le armi (tradotto in parole povere...creiamo una morale parallela e ci autoassolviamo nel nome di Dio o chi per lui).
      Sui tempi non transigo...fuori dall'euro ieri. :D
      Il Professor Bagnai ha individuato il problema fin da da quando è nato,nel lontano A.C. quando la corruzione era lo standard dei Faraoni.Si vede che è provato e ingrassato ma diamogli atto che a Matusalemme gli fa concorrenza spietata.
      Non per niente prende Omnibus e in pochi secondi sconvolge gli ospiti meno l'ottimo Pancani,che,a mio parere,tenderebbe a dare molto più spazio all'economista de passaggio che a quei rompioni caciaroni (Lillo sta a guinzaglio come Disney insegna).Piuttosto che ad altri.
      L'informazione è sul blog,il potere è nelle mani della scienza.
      Galileo disse " Eppur si muove ";Michelangelo ha concretizzato il suo concetto col Davide...
      ...Davide?
      E Berolani disse:- Sta da Bagnai a farsi un bicchiere ma son'imbriachi.-
      Golia era già gay e nessuno ne si preoccupò.
      Con una fionda privatizzò anche la Banca d'Italia.
      E i mainstram fecero soldi a palate.

      Elimina
    9. Sul sistema elettorale ( scontato il giudizio individuale di valore che ognuno può esprimere) non sarei così sicuro rispetto alla sua efficacia dal tirarci fuori dalle sabbie mobili, perchè, nonostante l'ingegneria politica ci si balocchi parecchio attribuendogli potenziali predittivi certi, può dare vita a risultati inattesi.
      In Germania vige un sistema proporzionale con seggio uninominale e sbarramento e il sistema politico è sostanzialmente bipolare ( con due ancelle per parte).
      In Inghilterra l'Ukip sembra stia facendosi strada nonostante il sistema maggioritario uninominale ( le cui origini ignoro).
      Il Front National manifesta i suoi più grandi successi alle Elezioni Presidenziali dove vige ( come alle politiche) un sistema maggioritario.
      In Italia ( semplifico e sono pronto ad accettare critiche) il proporzionale ha ingessato il sistema, considerata una clausola implicita di non contendibilità del sistema politico. Forse con il maggioritario il PCI avrebbe potuto andare al governo (??).
      Bisogna vedere con cosa il sistema elettorale interagisce, su quali valori sottostanti il sistema politico è strutturato ( vd. concetto di cleavage in S.Rokkan).

      Elimina
    10. "In Italia (semplifico e sono pronto ad accettare critiche) il proporzionale ha ingessato il sistema, considerata una clausola implicita di non contendibilità del sistema politico. Forse con il maggioritario il PCI avrebbe potuto andare al governo (??)."

      Quando Palmiro Togliatti rientro' in Italia dalla Russia, all'indomani dell'8 Settembre 1943, era anche latore di un messaggio esplicito di Stalin alla struttura clandestina del P.C.I.: l'Italia apparteneva ormai all'area di influenza USA e quindi niente tentativi di deposizione del Re, niente tentativi di prendere il potere e divieto assoluto di andare al Governo (se non come partecipanti ad un governo transitorio di scopo).

      http://it.wikipedia.org/wiki/Palmiro_Togliatti#Il_ritorno_in_Italia

      Non e' MAI stata concepibile la partecipazione del P.C.I. al governo per ovvi motivi geo-politici, e tutta la 'strategia della tensione' (i.e. 'stay behind') ce lo testimonia, per cui il sistema risulto' 'ingessato' esclusivamente PER UN VINCOLO ESTERNO (come oggi) ed i massimi responsabili del partito comunista erano letteralmente terrorizzati del troppo successo elettorale.

      Quando il P.C.I. a fine anni settanta giunse quasi ad eguagliare la D.C. in termini elettorali ed Aldo Moro ritenne che i vincoli esterni di Yalta si fossero sufficientemente allentati per poter pensare di associare il P.C.I. al Governo (Moro era veramente convinto che questo fosse nel miglior INTERESSE NAZIONALE) fu prontamente rapito ed ucciso in una operazione condotta dalle Brigate Rosse, con il supporto logistico (ed anche militare) dei servizi Italiani ed USA.
      Tutti nell'intelligence planetaria lo sanno, lo hanno pure scritto in diversi libri, e' scritto negli atti delle varie inchieste e mi appare quindi un dato ormai storicamente acquisito. Parce Sepultis.

      IMHO il grandissimo vantaggio del proporzionale puro e' invece che costringe chi governa a continue alleanze tattiche e quindi nello sforzo di mediazione si estrinseca il miglior meccanismo di trasmissione possibile per il buon governo: cioe' vengono fissati dinamicamente i CRITERI DI VALUTAZIONE DELL'AZIONE DI GOVERNO.

      Anche con responsabili disonesti/corrotti ed incapaci (tipo 4)) questo non e' un dettaglio da poco!

      Elimina
    11. Concordo, Luca. Tu hai spiegato quanto io alludevo con l'espressione "clausola implicita di non contendiblità". Io volevo mettere in luce il fatto che non è sempre vero che il proporzionale è più democratico del maggioritario, perchè nel caso puramente ipotetico che in Italia fosse stato in vigore il "meno democratico" sistema maggioritario, questo avrebbe contribuito a scardinare la suddetta "clausola implicita di non contendibilità" o "vincolo esterno" come lo hai chiamato tu.
      L'esperienza del sistema politico italiano basato sul proporzionale ha portato uno dei più importanti studiosi del sistema partitico/elettorale italiano - Giovanni Sartoti - a definire il concetto di "pluralismo polarizzato".

      Elimina
  17. Finalmente si inizia a dire che il maggioritario è una truffa.sentite bene è ancora molto peggio l'elezione diretta che ha generato un esercito di esaltati che per il fatto che pagare uno è meno costoso che pagare una giunta ci ha portato dove siamo ora.la rivoluzione di mani pulite fu preceduta dal referendum di segni sulla preferenza unica che distrusse i partiti mettendo uno contro l'altro.poi siamo arrivati all'elezione diretta ed infatti io ho una presidente che sta più a roma che in regione e che prima di diventare presidente di regione ha avuto l'eccellente curricula di 3 anni di consigliere di circoscrizione(di una cittá di meno di 100mila ab) poi tre anni di consigliere prov do opposizione( quindi esperienza di governo della res pubblica per x tendente a meno infinito) infine dopo un intervento su yputube 4 years di europarlamento(altra pensione da xue stelle).adesso basta con queste pippe su stabilità, l'essere più vicino alla gente and so on.è una merda e mafia capitale è la definitiva prova dell'inciocione di fascisti e comunisti che continua dal 1989(anno del condono x il reato di finanzoamento illecito ai partiti).il primo che viene amcora a dire che la colpa fu di craxi è pregato di lasciare anche il luogo dove poterlo trovare al fine di prenderlo a calci in culo

    RispondiElimina
  18. Ora che si cominciava a parlare di euro e conseguenze annesse guardacaso esce fuori tangentopoli 2 (segreto di pulcinella) e la coruZZZZZZZZZZZZZZZZione diventa problema nazionale, come dice qualche mentecatto di ortottero al quale, stavolta, nessuno può togliere il titolo di collaborazionista.
    Andranno sicuramente tutti in galera poi però arriverà la troika e ci farà ritornare al 1800 come la Grecia...

    RispondiElimina
  19. Patrie et victoire, voilà mon refrain!
    https://www.youtube.com/watch?v=icwR8LXov_c

    RispondiElimina
  20. Una delle prime letture sul libro delle elementari cominciava così:
    "Mamma l'Italia è quella?"
    Nell'illustrazione un bimbo indicava col ditino il piccolo, ma inconfondibile, stivale su una cartina.
    "Ma è così piccola?"
    La mamma elencava in rima alcune doti e tesori italiani e la poesia finiva così:
    "Piccola sì, ma bella."

    Ora mi sento come gli indiani nelle riserve.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti senti come gli indiani nelle riserve devi leggere "Terroni" di Pino Aprile!
      Forse poco documentato, sicuramente dice qualche castroneria quando fa il confronto tra l'annessione del Regno delle Due Sicilie e quello della Germania Est, ma interessantissimo e raggelante.......

      Elimina
    2. Paragone molto azzeccato, specie se vedi come si sono trasformate le riserve indiane negli ultimi anni: cioè in casinò e bordelli che godono dell'extraterritorialità, dove i capi indiani fanno un sacco di dollari puliti e sporchi e tengono al guinzaglio corto gli indiani standard.

      Elimina
  21. Tornando a commentare "L'Italia può farcela", anche sul tema della corruzione, come detto sono arrivato al 35% del libro. E per ora ci sono diversi siluramenti, eccetto su Confindustria, complice importantissima della diffusione della corruzione in Italia.
    Continuando poi, il confronto col "Tramonto dell'euro", se quest'ultimo ha vinto il premio Canova per la letteratura economica, all'"Italia" darei senz'altro il premio per LA letteratura: lo Strega.
    A maggior ragione se considero che negli ultimi decenni, in Italia, quegli stessi soggetti silurati dall'"Italia" hanno contribuito a far diventare dei best seller libri lassativi di vario genere.
    Buon fine settimana a tutti, amici miei :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vai avanti fiducioso, che c'è anche la legnata per Squinzi. Non ne ho dimenticati molti, vedrai...

      Elimina
  22. A pagina 277 del Libro.2 una piccola chicca, un Blade Runner moment:

    … grandi festoni di integrali isoperimetrici ad addobbare il nulla…

    come

    … navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi compiaccio per il tuo orecchio musicale. Il prossimo ossobuco col risotto ce lo mangiamo insieme.

      Elimina
    2. Grazzie prof, magari! Comunque offro io. Più s'intende cotoletta a orecchio d'elefante con contorno di patatine fritte e per finire (solo per lei, ché il Mellito me lo sconsiglia) fetta di panettone con mascarpone al cioccolato. Per le bevande scelga lei…


      P.s.: pensi che musicalmente parlando ne so quanto uno yanomami di ingegn(i)eria aerospaziale...

      Elimina
  23. La questione della legittimità dello Stato, derivante dagli anni '60 dalle politiche di welfare e dall' integrazione delle masse lavoratrici alla piena rappresentanza politica, riconosciute quindi come legittime controparti delle classi dirigenti borghesi, ha segnato la storia d' Italia in maniera peculiare, proprio per la mancata legittima integrazione nel sistema politico del movimento dei lavoratori.
    La mancata possibilità di alternanza al governo delle opposizioni ha prodotto l' identificazione e lo schiacciamento dello Stato sulle classi dirigenti al governo, producendo periodiche crisi di regime ogni qualvolta le classi dirigenti perdevano il consenso necessario. Il fascismo, in questo senso non fa eccezione anzi, fu un interessante laboratorio da rendere compatibile con le moderne liberaldemocrazie.
    La sostituzione della politica monetaria con quella industriale per disciplinare sindacati e lavoratori (come il prof. non smette di ripeterci) sembra trovare una sua convergenza parallela con l' uso dei sistemi elettorali per disciplinare il dissenso.
    Il fallimento di Giolitti è da inscrivere proprio in questo tentativo di integrazione formale (suffragio universale 1912 e riforma elettorale proporzionale 1919) delle opposizioni senza che sia stato concesso a queste ultime piena legittimità a governare da parte delle classi dirigenti che da loro difendevano lo Stato. Di riflesso il movimento operaio esacerbava la conflittualità rimarcando la sua identità antisistema.
    Nel 1992 il disegno trasformistico Giolittiano giunge a compimento (crolla l' URSS) e gli eredi del PCI Berlingueriano, in continuità con la subordinazione culturale del loro compianto leader al pensiero liberista, forniscono le dovute garanzie. Accettano una democrazia maggioritaria e l' aggancio monetario. Costretto ad evitare il default, se il PD riuscirà a sgangiarsi dall' UE riducendo i danni o si farà travolgere non lo so. In ogni caso quando un padre dell' Ulivo, Parisi, dichiara su italia oggi di qualche giono fa, che una scissione nel PD (non lo dice ma lo ha dichiarato infinite volte) o un ritorno ad una legge elettorale proporzionale non corretta porterebbe al blocco della democrazia, ha in mente quel regime liberaldemocratico compatibile con il sistematico mancato riconoscimento dei lavoratori come legittime controparti nel processo di sviluppo capitalistico. Il punto è che il modello sociale europeo si è storicamente costituito in condizioni irripetibili. Ma nell' introduzione di Italia può farcela, partendo da Adam Smith, si sviluppa un' analisi del pieno ricoscimento dei divergenti interessi e la necessaria esigenza di una loro composizione, sulla base di un rischio cogente per gli imprenditori nazionali, che non è più il socialismo reale, ma i seriali fallimenti dei mercati, che hanno un potere di espropriazione del capitale, più immediato e concreto. Siamo di fronte ad uno storico bivio, nel quale hanno a questo punto più da perdere gli imprenditori rimasti che i loro subordinati, occupati e non, ormai estinti sul piano politico e non solo.

    RispondiElimina
  24. Luca concordo pienamente. Questa dell'introduzione del maggioritario e, in generale il ritornello ossessivo sulle "riforme istituzionali", e' stata una delle prime supercazzole che ho istintivamente riconosciuto come pericolose e distorsive dei rapporti di forza, per quanto al tempo fossi beato (molto molto piu' beato di oggi). Non a caso la campagna a tappeto parti' negli anni 80 e La Repubblica ne fu fanatica promotrice. Il nostro proporzionale, con preferenza, era la versione sana di "una testa un voto" smaterializzato nel nulla dal grillismo.

    RispondiElimina
  25. Sarò sicuramente frainteso,ma aspetto un comunicato di Cosa Nostra,Ndrangheta e Sacra Corona Unita che si dissociano dai rubagalline romani, cecati e pennivendoli vari....per usurpazione di titolo..

    RispondiElimina
  26. Trovo veramente mirabile la descrizione fatta da Roberto Buffagni, che in poche efficacissime righe mette a fuoco i punti essenziali di come siamo arrivati allo sfaldamento della comunità nazionale.
    Se posso (scusate state parlando di corruzione e di vermi, così penso di poter dire la mia ... ) aggiungerei un punto che ritengo essenziale e cioè che in politica e in tutta la macchina amministrativa pubblica sono saltati tutti gli argini almeno dalla fine degli anni ’70 (non a caso anni di legislazione emergenziale e di cogestione del potere) per cui l’incompetenza, prima ancora della corruzione, è andata al potere. Insomma è tempo di pretendere un vero e proprio “cursus honorum” per chiunque voglia intraprendere una carriera nell’amministrazione pubblica e soprattutto in politica. Ad es. guardate che figuri dal risibile background ricoprono ormai ruoli di ministro. Ma in tutti i settori ormai proliferano al vertice (e per li rami …) individui simili, indisturbati e trionfanti , ognuno lo può facilmente verificare nel suo ambiente di lavoro. Questi soggetti hanno già prodotto danni incalcolabili, che ammorbano noi e ancora affliggeranno le generazioni a venire. Non voglio atteggiarmi a storico, ma almeno alle nostre latitudini sono più di 2000 anni che le peggiori stagioni e le peggiori crisi civili e politiche passano per la violenta forzatura delle regole delle carriere politiche, amministrative e costituzionali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Riguardante l'incompetenza,interessante anche il CV di questo personaggio qui: Diventò anche impiegato del GUF, pur avendo solo la licenza elementare.

      Non sarà stato al potere, ma nelle retrovie mischiava ben bene le carte.
      Sono le retrovie dove si comanda è si rastrella.
      Nella 2° GM dopo i panzer, vennero quelli di Deutsche Bank in giacca è cravatta a rastrellare tutto il possibile.

      Elimina
    2. Uno dei tanti personaggi che hanno prosperato sfruttando l'importanza strategica dell'Italia durante la guerra fredda. Tra l'altro gente che si autoconsiderava "patriota" ...

      Elimina
    3. Sante parole Assertor, l' incompetenza prima della corruzione. Aggiungerei che la malvagità, la mediocrità e l' arrivismo trovarono fertile terreno, ma anche moderazione, in tre modelli di associazione la cui appartenenza richiede strani rituali di affiliazione. Proprio alla fine degli anni '70 saltò completamente ogni meccanismo di moderazione laciando che le tre virtù invadessero le classi dirigenti a tutti i livelli.

      Elimina
    4. @Assertor - Mi permetto di aggiungere un piccolo commento personale.

      Premesso che ho avuto il grande previlegio di lavorare (sono giunto ormai oltre i 35 anni di contributi) in aziende (sia pubbliche che private) in cui la stragrande maggioranza del personale era sia competente che capace, osservo che ogni responsabile - a fine carriera - dovrebbe raggiungere il proprio livello ultimo di incompetenza (legge di Peters).

      Il raggiungimento del proprio livello di incompetenza temporaneo (gli uomini maturano anche mentre invecchiano) non pregiudica troppo la capacita' di fare (se c'era).

      Il problema che giustamente vedo espresso nel post:

      "sono saltati tutti gli argini almeno dalla fine degli anni ’70 (non a caso anni di legislazione emergenziale e di cogestione del potere) per cui l’incompetenza, prima ancora della corruzione, è andata al potere"

      IMHO andrebbe piuttosto inquadrato con questa altra patologia:

      "le peggiori stagioni e le peggiori crisi civili e politiche (che) passano per la violenta forzatura delle regole delle carriere politiche, amministrative e costituzionali"

      proiettano persone gia' INCAPACI di suo a ruoli dirigenziali molto superiori al livello di incompetenza proprio di partenza.

      Quindi, nello schema mentale che propongo, non e' IMHO l'incompetenza il difetto piu' letale della classe dirigente attuale (un dirigente per definizione deve aver raggiunto un qualche livello di incompetenza, secondo la legge di Peters) ma piuttosto:

      - disonesta' (i.e. corruttibilita');

      - incapacita' (cioe' l'assunzione di responsabilita' troppo piu' grandi del proprio livello massimo di incompetenza).

      Nel mio piccolo professionale, siccome ci credo in questa cosa, ho recentemente collaborato nella selezione di quello che sta per essere nominato dal CdA mio responsabile (una persona pure piu' giovane) perche' sono cosciente di aver ormai raggiunto il mio giusto livello di incompetenza.

      Elimina
    5. Grazie mille del consenso. Aggiungo a margine solo questo: che l'incompetenza dei dirigenti politici - il loro cattivo uso del potere - è un male cronico di tutte le società, perchè la prima competenza che si richiede a un politico è la capacità di conquistare il potere, la quale non necessariamente si sposa alla capacità di usarlo bene (anzi, anzi). Segnala il problema Platone un 2500 anni fa, e l'aporia resta anche oggi. Il male da cronico diventa acuto quando i dirigenti politici non sono esposti a quella che il compianto Padoa Schioppa chiamava "la durezza del vivere", cioè, nel loro caso, al conflitto con le classi dirigenti politiche straniere. Ciò non avviene, di solito, perchè dirigano un Eden al riparo dai conflitti, ma perchè dirigono un protettorato o una colonia, nella quale il conflitto con le classi dirigenti straniere è già stato risolto con la loro subordinazione strutturale e permanente. In questo caso, che è il nostro, le classi dirigenti politiche si esercitano in un solo conflitto: quello contro il popolo da loro diretto per conto terzi. Trattandosi di un conflitto truccato in partenza (simile a quello fra una squadra di calcio di scalcinata serie C contro la squadretta scapoli-ammogliati della parrocchia) è assai difficile che i dirigenti asserviti affilino straordinarie capacità politiche, si autoselezionino, cooptino i migliori e meritevoli, etc.

      Elimina
    6. @Luca Cellai: è vero, tutti per fisiologico invecchiamento raggiungono il proprio livello di incompetenza e questo va tenuto presente in qualsiasi organizzazione (conosco anch’io “Il principio di Peter” un simpatico testo che pure sfogliai da adolescente e che ancora conservo gelosamente essendo appartenuto al mi’ babbo). Nel mio settore (medico) si diceva che dopo soli 5 anni iniziava l’obsolescenza del proprio sapere. Infatti ci salviamo un po’ con la specializzazione, sempre più spinta, e con l’aggiornamento continuo (per fortuna in sede clinica contano anche altre qualità, che col tempo si affinano).
      Tornando a noi, la tua correzione ci può pure stare. La differenza però, per me sostanziale, sta nel distinguere il fisiologico dal patologico: da una certa stagione in poi i criteri di selezione sono divenuti l’appartenenza e la ricattabilità (se sei incapace “ab initio” ti possono far fare tutto quello che vogliono) , così a determinati posti, specie se in politica o di nomina politica, si accede anche con livelli di competenza bassissimi o persino nulli. Quindi il grande problema è lì, in tutto ciò che ruota intorno alla politica e all’amministrazione pubblica, comprese le partecipate. Bisogna mettere paletti precisi nella PA con rigorosi cursus honorum, per ridurre il più possibile la discrezionalità e l’arbitrio.

      @Roberto Buffagni: concordo su tutto, siamo (s)governati da servi!

      Elimina
  27. Mah, al di là della prosopopea e dello sfogo del post, la corruzione è espressione di una mentalità collettiva che guarda all'immediato anziché al futuro. E questo per la dimensione tempo. Guarda a me e alla mia famiglia anziché alla città. E questo per la dimensione spazio.
    Quindi hic et nunc. Niente progettualità: "prendo quello che posso adesso che domani chissà".
    Spiace dirlo, la corruzione c'è sì dappertutto, ma in quanto alle becere quotidianità quello che ho dovuto toccare con mano in Italia a Roma per la pubblica amministrazione (condominio, scuola, pronto soccorso, rifiuti), non l'ho sperimentato né in Francia (ci ho vissuto) né in Olanda (ci sto vivendo) e nemmeno a Torino (tanto di cappello all’amministrazione di quella città, davvero rinata negli ultimi dieci anni)..
    Poi, si può dare la colpa agli americani, alla matrice cattolica del paese, a Garibaldi, ai Normanni, e più su fino agli antichi Greci, ai soldi facili nel periodo euro, a quello che si vuole. Per le analisi c'è tanto posto. Le prove mancano. Sono figlio di Galileo e possono cantarmela quanto vogliono con correlazioni socio-politico-storiche…sta di fatto che:
    a Varsavia, disintegrata nella seconda guerra mondiale, ripeto DISINTEGRATA, hanno le pezze al culo, eppure strade pulite, locali dignitosi, in mezzo ad una città triste. Londra ha più neri in molti quartieri che bianchi, ma cazzo la raccolta differenziata la fanno lo stesso. Parigi non ne parliamo, la sera alle 19.30 a Boulevard de Strasbourg sembra di stare a Nairobi. A Rodi , isoletta greca, povera, un botto di greci che campano vendendo una pinta servita al tavolo a due euro! La vera svalutazione salariale figlia di Troika servita su un tavolo. Pulita. Bagni puliti. Roma no! Puzza di piscio, zingari che provano continuamente a borseggiarti, vigili a bersi i cappuccini, rifiuti ovunque. Oggi leggiamo i giornali e forse abbiamo capito anche perché la mia Roma è diventata una tale merda. Con prove, non con " eh ma se sapeva!" o con analisi buone per tutti.
    Il problema del centro-sud italiano è il lassismo e nella miopia progettuale. Non sta nei numeri. E’ nei fatti. Nelle strade. Negli ospedali. Negli uffici comunali. Nei rifiuti.
    Buona continuazione di analisi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si tratterebbe di capire perchè ci sono il lassismo, la miopia progettuale, e i vari fatti (veri) che elenchi. E' meno facile di quel che sembra.

      Elimina
    2. Quando lo Stato si identifica e si schiaccia sul governo, in quanto non c' è possibilità di alternanza, e le basi del consenso si affievoliscono è fisiologico utilizzare discrezionalmente le risorse dell' amministrazione pubblica per mantenersi in sella. Critica: ma nella "seconda repubblica" i fenomeni corruttivi e la cattiva spesa pubblica permangono se non aumentano nonostante ci fosse possibilità di alternanza.
      In termini di coalizioni politiche si, c' era alternanza al governo, ma i contenuti programmatici essenziali di chiunque si fosse trovato a governare erano già stati fissati dal "vincolo esterno". Forse l' unica eccezione formale fu il 1994, ma la Lega capì l' andazzo, causò la caduta di Berlusconi, sostenne Dini e nel '96 corse da sola determinando la sconfitta del centrodestra. Dico formale in quanto Berlusconi esordì con una riforma delle pensioni (ma non aveva il grembiulino rosa e certe cose vanno fatte con eleganza). Stiamo sempre parlando quindi di forze politiche che non hanno strumenti di azione politica sul quale coagulare consenso ed i risultati saranno sempre fallimentari a dispetto delle promesse elettorali, con il conseguente problema del consenso.
      Insomma alla lunga la non rappresentanza politica dei più deboli (maggioritari) porta i governi a garantirsi il consenso politico tramite le emergenze, il voto utile e mediante l' utilizzo discrezionale e clientelare del residuo potere statale. E' ovvio che questa situazione disarticola e non promuove la coesione sociale.

      Elimina
  28. Bagnai-sensei, mi permette di lanciare una provocazione?

    Dunque: l'Italia è stato il primo esperimento di totalitarismo al mondo. La base del totalitarismo italiano è stato il processo di istituzionalizzazione di una religione laica basata sul primato di una doppia entità: lo Stato ed il Partito.
    Ebbene: durante il regime totalitario fascista, la corruzione raggiunge vette mai viste in precedenza. Oppure, come va di moda dire oggi, "rubavano tutti".
    E' casuale? Non credo affatto.
    Lo stesso fenomeno, cioè una corruzione "verticale", lo si trova nella Germania nazionalsocialista: gli aneddotti sulle ruberie dei "fagiani dorati" sono ampiamente documentati.

    Quanto più una forma di governo diventa autoritaria (o totalitaria), tanto più un fenomeno come la corruzione dilaga; tanto più la forma di governo diventa una reale "democrazia rappresentativa", maggiori sono le barriere che si creano.
    L'Italia, per come la vedo io, ha cessato di essere una democrazia rappresentativa ben prima dell'introduzione dell'euro; quest'ultimo semmai è stato un ulteriore tassello verso la costruzione di un moderno regime autoritario basato anch'esso sul binomio Stato = Partiti. Due al posto di uno ma il risultato non cambia.

    PS

    Una battuta dedicata a quelli che si stupiscono del livello di corruzione attuale: dal libro "Le guerre italiane 1939-1945" di Giorgio Rochat, pag. 211.

    "L'Ansaldo aveva falsificato le procedure di controllo di una parte della sua produzione di corazze e altri materiali per farli accettare dalla Marina malgrado i preoccupanti difetti di fabbricazione."
    L'Ansaldo, in pratica, pagava tangenti ai vertici sia dell'esercito che ai vertici del PNF, per vendere corazze taroccate. Ugo Cavallero, il tizio che sostituirà Badoglio, era stato presidente dell'Ansaldo. Lo scandalo, naturalmente, fu soffocato e buona parte della documentazione fu distrutta. Per chi volesse approfondire:
    "L.CEVA - A.CURAMI Industria bellica anni Trenta"
    "E.GENTILE La via italiana al totalitarismo. Il partito e lo Stato nel regime fascista"

    Chinacat

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah sì? per un esperimento ci vuole lo sperimentatore. O l'equipe. Aggiungiamoci uno straccio di progetto, un'idea. Magari un laboratorio...fammi capire, italiani cavie di sperimentatori stranieri? chi sarebbero stati 'sti sperimentatori? Magari la Francia è stata un laboratorio dove si è deciso di sperimentare la rivoluzione e la Russia un altro dove hanno provato a vedere cosa succedeva a vivere con un solo Partito?
      Qua ormai siamo alle chiacchiere da bar con la variante dell'eloquio erudito. Logica zero.

      Elimina
    2. "Qua ormai siamo alle chiacchiere da bar"

      Le TUE sicuramente visto che l'espressione "esperimento totalitario" compare numerose volte nelle opere del maggior storico vivente del fascismo, il prof. Emilio Gentile. Per esempio:

      "Il regime totalitario è un laboratorio umano" oppure
      "L'esperimento totalitario, pertanto, è caratterizzato dal mito della rivoluzione permanente"

      Queste citazioni provengono da uno dei numerosi libri di Emilio Gentile e che tu, è ovio, non hai mai letto.
      Adesso che hai fatto la figura del pirla sarai contento.
      Alle spalle delle mie affermazioni ci sono gli studi sui totalitarismi di Mosse, di Payne, di Paxton, di De Felice e numerosi altri.
      Per concludere:

      ". Il regime totalitario, in effetti, è un laboratorio costruito dal movimento – il partito unico rivoluzionario – per plasmare l'individuo e la massa, sperimentando sulla loro vita, sui loro rapporti sociali, sulla loro coscienza e persino sui loro corpi, le formule per la creazione dell` “uomo nuovo" e dell’ "ordine nuovo". Il regime totalitario ha fra i suoi principali obiettivi una rivoluzione antropologica: proprio per questo la sperimentazione totalitaria sulla società, sullo Stato e soprattutto sull'essere umano non potrà mai essere considerata compiuta."
      (Emilio Gentile. IL FASCISMO E LA MODERNITA’ TOTALITARIA).

      Chinacat

      Elimina
    3. Aggiunta:

      «I regimi – ha osservato giustamente Raymond Aron – non sono diventati totalitari scivolando per così dire progressivamente sul terreno del totalitarismo, ma dietro la spinta di una loro intenzione originale, la volontà, cioè, di trasformare fondamentalmente l'ordine esistente in funzione di una ideologia» . In questo senso, volendo definire il carattere del totalitarismo ritengo più opportuno parlare di ESPERIMENTO TOTALITARIO."

      (Emilio Gentile)

      Colpito e affondato.

      Chinacat

      PS

      Quando il prof. Bagnai spiega qualcosa, fa sempre dei riferimenti: Mundell, Stiglitz, Friedman e tanti altri che io, che non sono un economista, non conoscevo affatto. Quindi non solo ho ampliato le mie conoscenze ma ho riconosciuto subito l'impronta "scientifica" che mi ha spinto a detestare i sostenitori tipo "le tesi Bagnai".
      Ora: lo stesso meccanismo funziona all'interno di altre discipline, tra le quali lo studio dei regimi totalitari.
      E dove Bagnai cita Keynes, io cito De Felice. Semplice. Ma ad una condizione: averli letti e capiti.
      Got it, my friend? I hope so.

      Chinacat

      Elimina
    4. Complimenti, sei cintura nera di citazioni, e giochi anche a battaglia navale ("colpito e affondato") nel tempo libero. Lo storico esamina sempre a posteriori, e a posteriori è facile commentare e tirare somme i cui risultati sono buoni comunque. Mai che se trovasse 'no storico in grado di fare previsioni, dopo aver studiato tanti laboratori.
      "L'esperimento totalitario, pertanto, è caratterizzato dal mito della rivoluzione permanente"....mmmm minchia, io pensavo che i dittatori si affermassero quando il popolo muore di fame e vedono in un uno forte, ben propagandato, la rivalsa della propria condizione sfigata, specie se parla alla pancia vuota e non al cervello in crisi di zuccheri. Si vede che non sono uno storico. Oppure forse perchè le opinioni delle elites di intelletuali sono solo una panzana sofistica al servizio dello statu quo, e una volta assoldate la tirano fino a che possono? troppo banale, meglio ricercare l'eterno divenire, perché criticare le elites intellettuali pavide rischia di diventare un boomerang per uno storico.
      Vedi, un economista può dire che quando la produttività aumenta molto di più rispetto ai salari, inevitabilmente c'è indebitamento sottostante per cui, come nel '29, si finisce in crisi. Beh, non sono storico, non sono economista, però adesso siamo indebitati fino al collo, e non ne vogliamo uscire perché siamo (sono, io devo lavorare per altri...24 anni come minimo) un popolo di vecchi, pensionati e lavoratori del pubblico impiego, che hanno IL TERRORE di perdere quel poco che hanno, ecco perchè votano Renzi. Per paura. Uno con la faccia tranquilla che dice di cambiare tutto con Powerpoint mette al sicuro il pensionato e lo studente che gioca a fare il rivoluzionario di carta. E' semplice, onesta paura. Ecco perchè in Italia non cambierà un cazzo dall'interno (mia personale opinione): semplicemente perchè mancano i numeri. Ora la gente si scaglia contro l'Euro perchè è un nemico esterno, è facile da individuare, e pure contro la Germania. Ma paradossalmente non segue le tesi del prof, sono troppo complesse. Quindi è contro l'euro non per le sacrosante ragioni del prof. Ma per PAURA. Perchè cambiare spaventa. E in Italia con un vistoso calo demografico chi si fa portatore di cambiamenti radicali? i giovani che emigrano? La corruzione almeno la conosci, è un male con cui sei abituato a convivere. E la mentalità italiana del tirare a campare è la migliore garanzia perchè le cose non cambino.
      Ti auguro una buona "paralisi da analisi". Io mi sto dando da fare, nel mio piccolo, per prepararmi al botto.

      Elimina
  29. Inzomma Dottò.. Se ssò magnadi tutto! Anche à legggitimdá.

    RispondiElimina
  30. A proposito di patrioti, di uscite da destra e di uovo di colombo: bella l' idea della flat tax al 20 ! Perchè non pensarci prima ?

    RispondiElimina
  31. Comunque, proprio un bel post questo del prof Alberto Roberto Bagnai-Buffagni (Viendalmare).

    Certo, peccato la coda misogina, come pure l'inizio dei commenti: a tutti il cognome Weber ha fatto venire in mente un uomo, nel senso del maschio.

    A me, modestamente, no!

    http://www.google.it/images?hl=it&q=ela+weber&gbv=2&sa=X&oi=image_result_group&ei=5OGEVNULi-9S39aC8A8&ved=0CBQQsAQ

    E' confermato: 1966 classe de fero, aò!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ela_Weber

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.