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giovedì 9 ottobre 2014

Note a margine del fascismo del 2000 (da Celso)

"Una città non potrebbe essere la migliore grazie a questa organizzazione, ma così è soprattutto la democrazia a essere preservata. Infatti il popolo non vuole essere schiavo in una città ben governata, ma vuole essere libero ed esercitare il potere, e poco gli importa del malgoverno: infatti il popolo trae forza e libertà da ciò che tu consideri malgoverno. Se ricerchi il buongoverno, ti volgerai ai più capaci, perché impongano loro le leggi, i "buoni" puniranno i "cattivi" e prenderanno decisioni relative alla città e non permetteranno a dei pazzi di decidere, di esprimere la propria opinione, di partecipare all'assemblea. Con questi buoni interventi il popolo precipiterebbe immediatamente nella schiavitù"
Pseudosenofonte, La costituzione degli Ateniesi, 8-9.

Ecco, se c'era bisogna di trovare un pezzo di letteratura antica che dimostri la "modernità" dei Greci, credo di aver fatto una buona scelta (ma dove è il nostro amico Alessio, quel Ric dell'antichistica, che ci spiega che noi siamo molto, ma molto più avanti e sofisticati di questi uomini, che per altro per ragioni misteriose passiamo il nostro tempo a studiare?). In realtà non sono loro "moderni", sono eterni alcuni problemi riguardanti l'organizzazione comunitaria. A cui naturalmente si danno risposte in forme diverse, perché i contesti storici e culturali sono diversi, ma nella sostanza uguali. Leggendo queste poche righe non avvertite un'aria di famiglia? Certo, certo, questi ateniesi, tendenza oligarchica, sono un po' troppo diretti e ruvidi: parlano senza peli sulla lingua di schiavitù, definiscono il popolo come spregevole moralmente, e quindi politicamente, e naturalmente come moralmente apprezzabile, e quindi anche politicamente, i ricchi (mi lascio andare a questa definizione raccorciata e sintetica). Ma notate un dettaglio: si parla ossessivamente di "buon governo", quello che il popolo, e i suoi rappresentanti, non sono in grado di praticare, perché solo un'élite educata, colta e affluente può comprendere a pieno il bene comune. Ieri il parlamento ha votato una DELEGA in BIANCO per il governo, che potrà scrivere la riforma del lavoro come meglio gli aggrada (ah, certo, dimenticavo: il governo deve muoversi in un ambito ben delimitato, ma non ho ben capito quali siano questi limiti). Non osservo che una cosa del genere, se l'avesse fatta il satiro di Arcore, avrebbe fatto gridare al fascismo. Mi limito a osservare che dal 2011 stanno smontando, pezzo dopo pezzo, quello strano modo di governarsi, assai imperfetto, che nei manuali di politologia sarà ricordato come democrazia. Manca solo l'ultimo passo: la troika, che insedierà quelle che Scalfari chiama le oligarchie elettive. Ma per questo divremo pazientare ancora un po'.


(Caro Celso, ma che davéro? Io ero rimasto alle affinità elettive! E ora ci toccano pure le oligarchie elettive? Che poi, dico, io ne farei una questione di bon ton, di etichetta: che i poveracci non abbiano mai comandato, questo forse potresti confermarcelo, ma mi pare che qui si siano persi del tutti i freni inibitori, cosa che d'altra parte, in un diverso contesto, notava con sdegno anche Paolo Savona, dal minuto 45 in poi...)

(ah, Alessio, se mi scateni un bel flame storici vs. archeologi te ne sarò grato. La revisione del libro mi massacra, per cui è meglio se vi divertite un po' senza di me...)

70 commenti:

  1. Scusi maestro, mi permetto di segnalarle un refuso:

    Ma per questo divremo pazientare ancora un po'

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  2. e sto sentendo sempre più gente che la invoca la troika....sigh

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  3. Nel video Paolo Savona ribadisce che si vive in uno stato di terrore, amplificato dal mantenere le persone nell'ignoranza. Le due cose si auto-alimentano.
    Si chiede ad un certo punto:"ma chi comanda?".
    Già, chi comanda, dal momento che quando c'era il comunismo, il grande capitale, lo temeva, e dopo la sua scomparsa ha perso i freni inibitori, scatenando tutta la sua furia distruttrice sui popoli.

    Il passo da lei citato è la riprova che certi atteggiamenti delle oligarchie sono eterni, e la deriva verso dittature totalitarie ha una sua ciclicità.

    Certo, oggi ci sarebbe la democrazia. Ma cos'è la democrazia?
    è poter scrivere su un blog o fare finta di andare a votare per non scegliere i nostri candidati?
    è democrazia quella di calare dall'alto l'euro, che non è solo una moneta ma soprattutto un modo per "educare" ai sani valori di una volta?
    è democrazia quella delle liste bloccate, fatte attraverso la cooptazione di veri e propri quisling,
    è democrazia quella di imporre da tre anni a questa parte un governo eterodiretto?
    è democrazia quella che lascia le persone nell'indigenza senza preoccuparsi di che fine faranno, ma tanto se si ammazzano meglio, così il sistema risparmia,
    è democrazia quella della sistematica distruzione dei diritti sociali e la compressione salariale da 30 a questa parte?
    Si può continuare per ore, non voglio tediare, ma per quanto mi riguarda abbiamo vissuto un'illusione, pensando, qui in occidente, di aver sconfitto i mostri del passato ovvero guerre e dittature, ma soprattutto che a noi non sarebbe toccato più.
    Non esistono gli Stati, esistono gli Interessi.

    Andranno avanti, nulla li fermerà. Dobbiamo solo sperare che il nostro boia si fermi nel completare il lavoro.
    Ma chi ci crede?

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    1. I boia non possono decidere autonomanete di fermarsi. Sono pagati per eseguire le sentenze.
      Ps.: I grandi temi dell'umanità si contano sulle dita d'una mano. (E oggi il dito che rappresentava la democrazia è stato amputato). Il resto è replay tecnologico.

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    2. leggerissimo OT

      è notizia di poco fa.
      L'IMF ha scoperto....l'acqua calda, ed è riportato nell'ultimo WEO

      Pare, così vi è scritto, che gli investimenti pubblici, in casi di elevata disoccupazione, siano da preferire ai tagli ed al consolidamento fiscale.
      E non solo, pare anche, che possano ridurre anziché aumentare i deficit pubblici.

      C'é qualcuno in ascolto, la fuori?

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  4. "Per quanto ancora ve ne starete inerti?Animo,giovani!Cosi' imbelli,non provate vergogna dei vicini?Ve ne state sdraiati,come se ci fosse pace:ma è la guerra ad occupare il paese intero.Ormai il tremendo esercito dei Cimmeri avanza".
    Callino(VII secolo a.c.)
    Togliamo Cimmeri,mettiamo tedeschi e...nulla di nuovo sotto il sole greco..

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  5. Che l’Italia sia avviata verso un destino economico di terzomondizzazione è sotto gli occhi di tutti, anche se molti sembrano ancora non volerci credere, altri cercano di minimizzare il problema. Grazie agli ultimi tre governi divenuti tali perché euro/guidati direttamente dalla Troika e artefici di razzie sociali praticate direttamente sulla carne viva dei cittadini, le condizioni del “Bel Paese” sono sempre più drammatiche. Due italiani su tre infatti ritengono che la Ue abbia danneggiato fortemente l’economia italiana (tranne Beppe Severgnini, schierato quasi quotidianamente in assetto di guerra eurista su 8½).
    Il tutto è avvenuto grazie al partito più collaborazionista d’Europa, il Pd, che non solo ha concesso la sovranità monetaria ad una banca straniera privata, senza chiedere il consenso agli italiani, ma di conseguenza anche la sovranità economica ed ora è sul punto di cedere anche quella politica, dietro richiesta del Gran Maestro dell’Ordine dei Templari, Mario Draghi (nomen omen).

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    1. Tutto condivisibile, peccato che Dan Brown si sia impossessato di lei nelle ultime due righe.
      Si affretti, altrimenti qualcuno le potrebbe rubare l'idea per un romanzo.

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  6. Beh, per la verità la qualità della Pubblica Amministrazione è crollata da quando i dirigenti sono di nomina politica. Il sistema del Concorso (non truccato, ovvio, o almeno con solo un po' di posti assegnati a priori agli amici, che forse descrive meglio la realtà italiana dei mitici anni '70....) garantiva tutto sommato una qualità adeguata.
    Quindi si potrebbe fare così, democrazia sì, ma non elettiva, a concorso pubblico aperto a tutti i cittadini (con 5 test: logica - cultura generale - cultura settoriale e relativi titoli - creatività - moralità. Come si possano fare gli ultimi 2 test per adesso lo ignoro, attendo suggerimenti...).

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    1. Quello che lei propone è descritto in questa frase del post, no?

      Se ricerchi il buongoverno, ti volgerai ai più capaci, perché impongano loro le leggi, i "buoni" puniranno i "cattivi" e prenderanno decisioni relative alla città e non permetteranno a dei pazzi di decidere, di esprimere la propria opinione, di partecipare all'assemblea. Con questi buoni interventi il popolo precipiterebbe immediatamente nella schiavitù

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    2. Preferirei che non si valutasse un medico chirurgo del SSN sulla base della "creatività" (qualunque cosa voglia dire)....

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    3. lasciamo perdere i 5 test, rimane il fatto che la proposta di concorsi pubblici aperti a tutti per accedere alle cariche istituzionali è molto più democratica del voto. Democrazia in teoria vuol dire "potere al popolo" in pratica si tratta sempre, per la stragrande maggioranza dei cittadini, di un potere delegato.
      Se si ammala tuo figlio, lo porti dal medico o fai fare una diagnosi "democratica" al calzolaio, al birraio, al panettiere e al medico, secondo il principio "un uomo un voto?"
      L'uomo medio non si interessa di politica, non approfondisce perchè non ha interesse, o meglio, ha altri interesi prioritari. E' un soggetto facile da circuire e ingannare, io voglio che NON abbia voce nel governo del paese, così come non voglio dilettanti allo sbaraglio che curino i malati o progettino le case e i ponti. Non si muore solo sotto le macerie di una casa mal costruita o di mala sanità, si muore anche di mala politica.

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    4. E' il difetto intrinseco della democrazia, se la intendiamo come partecipazione universale. Tutti i surrogati che presuppongono una qualche forma di selezione hanno il vizio di fondo del chi ne determina i criteri di appartenenza, necessariamente un'oligarchia, che nel migliore dei casi ne seleziona un'altra appena po' più larga: il problema a questo punto diventa solo se tu ne fai parte o meno.

      Il problema vero è che la democrazia non può essere tale in assenza di un livello minimo di cultura diffusa (che deve avere la funzione di sviluppare la capacità di pensiero critico e non solo delle forme di competenza specialistica) e di mezzi di informazione non condizionati e condizionabili dal potere politico/economico. I difensori ad oltranza delle attuali "democrazie" sono coloro che nei fatti fanno di tutto perché queste condizioni non si realizzino.

      L'unica leva sulla quale è possibile agire, da questo blog, è quella della diffusione della cultura economica (e non solo) per la formazione di una capacità di analisi critica della realtà, visto che altri mezzi sono preclusi.

      Detto questo, comunque non mi sento un sincero democratico....

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  7. Caro prof,
    L'altro giorno cercavo di spiegare a una persona quanto fosse sbagliata l'abolizione dell'art. 18 non tanto e non solo per il merito, quanto perché per il cittadino la diminuzione o abolizione di un diritto è sempre un fatto negativo.
    Insomma non c'era verso di capirsi, le lascio immaginare i luoghi comuni: i giovani, i fannulloni, il sindacato, il settore pubblico, il settore privato... aiuto!
    Allora dico: "ma senti forse l'art. 18 tutela un diritto che tu non apprezzi ma prova a immaginare per un attimo se da un giorno all'altro abolissero l'obbligo scolastico."
    Detto, fatto

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    1. Dall'introduzione: "in un ambiguo egualitarismo che ha alimentato molta mediocrità." Penso possa bastare.

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  8. Delega in bianco?
    Ma se proprio oggi il Corrierone on line pubblica una guida sui cambiamenti della riforma:
    http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_09/lavoro-licenziamenti-contratto-cosa-cambia-la-riforma-186fa1f6-4f73-11e4-8d47-25ae81880896.shtml
    Poi dicono che i giornalisti non informano. Sono mooooolto preparati, conoscono il futuro!

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  9. è proprio così caro professore "questi uomini, che per altro per ragioni misteriose passiamo il nostro tempo a studiare"... ci dicono quello che sappiamo: che il presente è il passato, che il verum è factum, che la lotta è la storia... e che non bisogna smettere

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  10. Forse ot, ma ho una domanda per i pochi lettori del blog: ma solo a me sembra che negli ultimi 10 anni il mondo sia diventato un posto molto più schifoso? O sono solo diventato più consapevole?

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    1. Come tutti quelli che passano dal blog sei diventato piu' consapevole. E' la mia esperienza, ma credo sia generalizzabile. Per me e' stato un ribaltamento di prospettive. Era quello che cercavo, delle risposte, e qui ho trovato un metodo di analisi rigoroso.
      Che il mondo stia diventando un posto peggiore non e' pero' solo frutto di una aumentata percezione. Il famoso grafico che vede divaricarsi la curva dei salari e quella della produttivita' spiega molte cose.

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    2. Il mondo era un brutto posto anche prima, ma da qualche decennio hanno aggiunto un'altra schifezza

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    3. Aveva cominciato prima, poi ha accelerato. Ora stiamo correndo verso il futuro. Ma che bello.

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    4. Io invece ho una domanda per i lettori del blog (che detta qui sarebbe come entrare in chiesa bestemmiando a squarciagola).
      Ma solo io ho paura che da questa gabbia dell'euro non usciremo, o meglio usciremo quando ormai saremo stati "rasi al suolo" (ottimismo time).
      Ieri ascoltavo Bruno Giordano intervistare "Mento a terzi" (Matteo Renzi) e chiedergli di come ridurre la spesa ecc.
      Da lui che ha scritto un libro ed assistito ad incontri mi aspettavo chiedesse al premier conto sulla moneta.
      Meno male che abbiamo il blog. Almeno viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda e ci sentiamo meno soli.

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    5. Il mondo sarebbe anche un bel posto, è l'Uomo che è venuto un po' maluccio. Speriamo non sia vera quella storia dell' "...a immagine e somiglianza", altrimenti la questione si fa più lunga del previsto...

      La saggezza non permette illusioni e è l'unico premio immaginabile della vecchiaia. Stai diventando solo più saggio.

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    6. Luciani, posso dire: che palle!

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    7. Eh eh, me sa tanto che me la so cercata.

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  11. "E' io nostro paese, la nostra cultura nazionale, a non aver mai fatto i conti fino in fondo con il totalitarismo fascista. La defascistizzazione del fascismo nasce da un totale travisamento di quello che il regime è stato."
    (prof. Emilio Gentile, intervista)

    Chinacat

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  12. Caro Alberto,

    Quando vedi Paolo Savona, ti prego di manifestargli la mia più profonda ammirazione per le parole che ha pronunciate. Vorrei poi aggiungere un pensierino della sera. Landini, effervescente, ha paventato l'occupazione delle fabbriche: ipotesi drammatica che certifica a quali livelli lo scontro sociale possa arrivare. E naturalmente evoca tante altre cose, tanti altri malanni di questa povera Italia. Possiamo sperare un giorno di sentirgli pronunciare la fatidica parola: EURO?

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    1. Inizia il patetico gioco delle parti della stagione autunno-inverno. Qualche scioperino / shopping non troppo disturbante, busta paga piu' leggera, e tutti ci sentiamo meglio. O quasi.

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  13. ... c'è molto Churchill nei ragionamenti di Heisbourg (comme il a dit, il est né au Royaume Uni).
    "La rottura dell'euro è la scelta peggiore che abbiamo a disposizione, se escludiamo tutte le altre possibili"
    "La rottura dell'euro è una sconfitta, ma è l'unico modo per ricominciare un cammino vittorioso (di cooperazione ed integrazione)".
    Insomma, la fine del sogno è un bagno di realtà e di realismo politico (non cinico, però; tutt'altro).
    Pas mal!

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  14. Sentiamo un altro uomo vecchio, ormai quasi antico:

    "La ragione principale per cui si osteggiano le Camere del lavoro è questa: che l’opera loro tende a far crescere i salari. Il tenere i salari bassi comprendo che sia un interesse degli industriali. ma che interesse ha lo Stato di fare che il salario del lavoratore sia tenuto basso? È un errore, un vero pregiudizio credere che il basso salario giovi al progresso dell’industria; l’operaio mal nutrito è sempre più debole fisicamente ed intellettualmente: e i paesi di alti salari sono alla testa del progresso industriale (Bravo!). Noi lodiamo come una gran cosa la frugalità eccessiva dei nostri contadini; anche questa lode è un pregiudizio. Chi non consuma, credetelo pure, non produce!
    (Commenti). Il governo quando interviene per tenere bassi i salari commette un’ingiustizia, un errore economico ed un errore politico. Commette un’ingiustizia, perché manca al suo dovere di assoluta imparzialità fra i cittadini, prendendo parte alla lotta contro una classe. Commette un errore economico, perché turba il funzionamento della legge economica dell’offerta e della domanda, la quale è la sola legittima regolatrice della misura dei salari come del prezzo di qualsiasi altra merce. Il Governo commette infine un grave errore politico, perché rende nemiche dello Stato quelle classi che costituiscono in realtà la maggioranza del paese. "

    Giovanni Giolitti, discorso alla Camera del 4 febbrajo 1901

    http://www.historiaweb.net/2010/03/il-nuovo-indirizzo-della-politica-liberale-discorso-di-giovanni-giolitti-alla-camera-dei-deputati-1901/

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  15. Udendo che il futuro presidente degli Stati Uniti d'America è Ronald Reagan
    La causalità consiste in un organizzazione dell'universo dovuto all'insieme dei rapporti stabiliti dall'azione e quindi dalla rappresentazione fra gli oggetti e tra il soggetto e l'oggetto.
    La curva temporale della buona politica segue una logica ellittica dove i protagonisti sono sempre gli stessi:il bene e il male.
    Tornano sempre,ciclicamente,nessuno prevale definitivamente.

    @Ivan II Mazzo: per ciò che mi riguarda ambedue le cose.Ne deduco che dobbiamo fare del nostro meglio in ogni caso.

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  16. Mi sono dimenticato di fare qualche precisazione per coloro che non conoscono il pamphlet pseudosenofonteo. l'autore è incerto e controverso, ma fa parte, come si capisce, dell'ala dura degli antidemocratici. Il testo è straordinariamente interessante, perché va impietosamente al nocciolo della questione: la democrazia è un sistema ben congegnato e ben funzionante, per dare potere a una massa ignorante incapace di distinguere il bene dal male; dunque, proprio perché ben organizzata, la democrazia si può solo abbattere. Naturalmente su questo manifesto oligarchico si possono leggere considerazioni interessanti di Luciano Canfora.
    Un giorno, se mai ne avremo voglia, potremmo soffermarci su un'altra questione che richiama alla nostra mente cose udite recentemente: nell'indebolirsi della democrazia radicale di V sec. a.C. si sviluppa per tutto il IV una approfondita riflessione su chi debba governare le sorti della città. Si può mandare al governo un cittadino incolto e incompetente? No che non si può, sempre più si sviluppa una riflessione sulle "competenze". Insomma ogni secolo di ogni millennio ha i suoi "tecnici".
    Ultima precisazione: per non farsi eccessive illusioni, dovremmo precisare meglio le caratteristiche della democrazia ateniese, ma non ci lasceremo trascinare in questa complessa impresa. Comunque è di rigore la prudenza nel parlare della democrazia antica.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Ciao Celso,
      come mai hai scelto un testo pseudosenofonteo ,( che potrebbe anche essere stato scritto Senofonte stesso ,dato che era nato in una classe di ‘’ benestanti ‘’ e aveva fortissime simpatie per i trenta tiranni ) e non un testo da una star della filosofia come Platone ?
      Platone è anche coetaneo di Senofonte quindi entrambi appartenenti al secolo del tramonto della democrazia in Atene.
      Gli unici a parlare bene della democrazia ateniese sono i tanto vituperati sofisti . Viene il dubbio che siano stati maledetti proprio per questo motivo Secondo Karl Popper Platone fu un pensatore totalitario, che avversò in maniera radicale la società aperta e la democrazia .
      Probabilmente tutti gli equivoci si fondano sul concetto errato di democrazia antica , proprio come tu ci metti in guardia .
      Infatti le polis greche erano formate da poche migliaia di persone , come possono essere queste paragonate agli stati nazionali che raggruppano milioni di individui ?
      E tieni presente che la tirannia comparve proprio quando la colonizzazione e il crescente benessere economico si tradusse in un progressivo aumento della popolazione nelle poleis.
      La capacità dei tiranni di godere dell'appoggio popolare rende i loro governi più potenti dei nobili stessi che li avevano preceduti. Durante le tirannidi non hanno luogo scontri di classe.
      IL, periodo delle tirannidi è caratterizzato da prolungati periodi di pace, prosperità e crescita culturale. In tal modo, i nuovi ricchi spiazzano quasi del tutto la precedente classe dei nobili, sia nel controllo dell'esercito sia anche nella politica. I tiranni concedono al popolo le riforme promesse.
      Nel periodo delle tirannidi possiamo trovare il seme della democrazia.
      Sono infatti le tirannidi a rendere consapevole la popolazione del loro potere d'influenza sul governo della città.
      La stessa cosa osserviamo con la città-stato di Roma . Appena si passa dalla città - stato all’impero si abolisce il senato , nasce il cesarismo e poi l’imperatore .
      Queste considerazioni ci portano a vedere le critiche di Platone in un' ottica un po’ meno popperiana e a formularci la domanda cruciale :
      QUALE E’ IL MASSIMO NUMERO DI INDIVIDUI CHE PUO’ SOSTENERE UNA VERA DEMOCRAZIA ?
      Chiaro perché si vuole più Europa ora ? Oppure perché si vogliono le multinazionali ?
      Le mega organizzazioni per funzionare richiedono NECESSARIAMENTE la concentrazione del potere in poche mani .
      Guarda la storia mondiale . Lo scopo ultimo della borghesia che soppianta i nobili ,poi la grande finanza che soppianta la borghesia non è mai la storia dell’accumulo del denaro o il trasferimento delle ricchezze in poche mani . Anche se questo avviene non è mai lo scopo ultimo .La meta finale è la conquista del POTERE POLITICO .
      E’ contro questa perversione che noi dobbiamo combattere , creando piccole comunità solidali fra loro .
      UTOPIA ? Se proprio dobbiamo scegliere in sogno che sia almeno un
      sogno GRANDIOSO .!
      CIAO



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    3. Caro Gianni,

      Scusami, ma trovo sorprendenti le tue osservazioni. Mi chiedi, perché ho scelto un testo che potrebbe essere di Senofonte, per qualcuno persino di Crizia, parente di Platone? Ti pare che ci sia bisogno di una spiegazione? È un testo molto interessante, un distillato antidemocratico. Nelle argomentazioni svolte si possono cogliere consonanze con i "tempi moderni". Per questo l'ho scelto, dunque. Tu desideravi che io parlassi di Platone; amo Platone (tutta la filosofia dopo di lui è un commento alla sua opera, ed è uno dei più grandi scrittori della cultura occidentale), Oggi anche io vedo in termini diversi da Popper la filosofia platonica, ma volevo solo parlare degli argomenti "eterni" usati dai nemici della "democrazia". Sulla quale democrazia m'informi che oggi sono molto più grandi e diverse da quelle antiche: ti confesso che me ne ero accorto. Sulla tirannide dici in parte cose fondate, anche se unilaterali: la tirannide non è necessariamente l'anticamera della democrazia: prendi per esempio Corinto e Atene. E considera che ad Atene si arriva alla democrazia dopo uno scontro violento tra Isagora e Clistene (la democrazia ateniese è in realtà il più clamoroso fallimento di politica estera degli Spartani alla fine del VI sec. a.C.). Sulla democrazia ateniese poi va aggiunto che è dominata a lungo, quasi continuamente, dai gruppi aristocratici tradizionali: è una dimostrazione di come alcuni gruppi aristocratici innovativi creano un sistema politico diverso da loro stessi controllato con la partecipazione del popolo. Atene è anche la dimostrazione di un tema molto dibattuto ai nostri giorni: può essere una democrazia aggressiva e guerrafondaia? Certo che sì, Atene ne è una dimostrazione: riesce a trasformare la guerra "civile" in guerra esterna, creando un blocco di interessi tra classi basse e classi alte (ci senti in questa definizione un profumo anni '70? Modernariato, puro modernariato). Più Atene estende il proprio impero e più ne beneficiano anche le classi basse (altro che internazionalismo proletario). Come immaginerai, sono molto attratto dalla città ideale di Platone (anche se poi vorrei vedere dove capito: vorrei stare tra i filosofi naturlamente e vorrei che non fossero altri a decidere il mio destino con prove attitudinali non sempre obiettive). Certo che è impegnativa la sua realizzazione: non sul mare, non troppo all'interno, popolazione controllata (con relativo controllo delle nascite), suddivisione della popolazione per fasce sociali e lavorative. Mah, vaste programme! Cercherei di rimanere a un livello più basso, mi accontenterei di un minimo di rispetto della dialetttica democratica, ben sapendo che la democrazia realizzata non esiste e che è ineliminabile la dialettica tra democrazia e oligarchia (su questo ci va giù duro il grande bolscevico, Luciano Canfora). Se qualcuno desidera constatare come la democrazia "pensa se stessa", cioè il dover essere della democrazia come regime politico, può leggere il discorso funebre di Pericle per i morti del primo anno di guerra nel secondo libro di Tucidide (capp. 35 sgg.)

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    4. Roba forte. Cap 38:
      " e grazie a case e suppellettili eleganti, il cui godimento quotidiano allontana lo sconforto."

      T. Terzani, nei suoi viaggi, sottolineava la bellezza e l'eleganza delle nostre - normali - case e arredamenti, rispetto a cio' che trovava in giro per il mondo.

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    5. Capiotlo bellissimo, hai ragione, un mondo perfetto. Sai, mi sono sempre chiesto come facesse un liberale inglese del IXX secolo a non identificarsi con quanto viene proclamato ideologicamente in questo discorso (in funzione antispartana). Aggiungo, per chi pratica questi studii, che personalmente condivido l'idea di coloro che sostengono che questo discorso fu realmente pronunciato da Pericle (è una vexata quaestio, su cui naturalmente non mi dilungo, perché altrimenti finiamo a Natale).

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    6. Sto diventando dislessico, mi scuso : XIX secolo

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    7. Caro Celso ,
      grazie per avermi ricordato l’epitaffio di Pericle riportato da Tucidide . Sicuramente lo andrò a rileggere . Dio quanto tempo è passato da queste belle ed istruttive letture .
      Colgo pure l’occasione per dirti che sicuramente mi sono espresso male nel precedente post ,nel senso che non contestavo quanto da te scritto .Volevo solo dire che Platone sparava più ad alzo zero contro la democrazia di quanto lo facciano i testi pseudosenofontiani , ma è anche vero che Platone i ragionamenti li sviluppa per interi capitoli , mentre il testo’’ senofontiano ‘’ da te riportato è molto sintetico quindi più facile da capire e ricordare .
      Bellissima anche l’osservazione che questi testi non sono moderni , ma eterni.
      Ti saluto con una forte stretta di mano .

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  17. Perdonate l'OT, ma ho letto un articolo-intervista che - seppur datato - ritengo interessante, e magari il prof. può prenderne spunto per un successivo intervento sul blog http://www.ilgiornale.it/news/cultura/dovevamo-fare-stati-uniti-ditalia-850052.html
    Ciò che mi ha colpito dell'articolo è il fatto che l'intervistato sostiene che negli USA gli Stati in difficoltà siano lasciati fallire (cito testualmente: Se negli Usa la California va in malora, non la salva nessuno»).
    Seguo il blog da un po' e ciò che ho avuto modo di capire è che la BCE non può trasformarsi in una istituzione simile alla FED, giacché negli USA il bilancio federale compensa con trasferimenti una proporzione attorno al 30% degli shock negativi subiti da Stati dell’Unione, mentre in UE tale funzione sarebbe osteggiata dalla Germania, la quale non ha nessuna intenzione di compensare gli shock dei Pigs con i soldi che ha accumulato grazie alla loro domanda.
    Per cui mi viene da pensare che: o l'economista citato nell'articolo ignora il funzionamento del sistema fiscale statunitense (ipotesi improbabile, per ovvi motivi) oppure mente sapendo di mentire.

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    1. In teoria c'era una bail-out clause anche nell'UE (cioe' non ci sarebbero dovuti essere salvataggi; ne sono stati fatti ben tre negli ultimi anni, con Grecia, Portogallo, e Irlanda).

      Per quanto riguarda i trasferimenti federali, c'e' uno studio IMF che prova a quantificare cosa servirebbe all'eurozona per diventare piu' simile agli USA. E' interessante da leggere.



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  18. però Savona continua a pensare che l'operaio non può capire ("come glielo spieghi?")

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  19. Poi dice che io sono un nostalgico di quel gran casino che erano gli anni '70.
    Ma al di là delle battute, questa è la questione vera: far capire alla gente che la posta in gioco non è er mutuo, ma la libertà e quella fetenzia che chiamano democrazia, che è sempre meglio di niente.
    ok, sono tutte cose che noi sappiamo, che lei ha scritto magistralmente nel Tramonto, ecc. ecc. quindi inutile dilungarsi.
    Voglio solo ringraziare Celso per questo pezzo splendido che non conoscevo.
    E' gragliarda 'sta comunità!

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  20. A proposito, scusate, dimenticavo: il prossimo mantra, già partito, con il quale continueranno a governare usando il terrore è: "se renzi non ce la fa a fare le riforme arriva la trojka". Il corrierone ha già cominciato... Verderami docet.
    E se il renzino fosse già la trojka?
    aridatece robespierre!

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    1. Si adattano, o scappano (emigrano). Quindi aridatece er muro (le pari forze).

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  22. Appel des Résistants aux jeunes générations – 8/3/2004

    “Dal momento che vediamo rimesso in discussione il fondamento delle conquiste sociali della Liberazione, noi, veterani dei movimenti di Resistenza e delle forze combattenti della Francia libera ci appelliamo alle giovani generazioni perché mantengano in vita e tramandino l’eredità della Resistenza e i suoi ideali sempre attuali di democrazia ed economia, sociale e culturale. Sessant’anni più tardi il nazismo è sconfitto, grazie al sacrificio dei nostri fratelli e sorelle della Resistenza e delle Nazioni Unite contro la barbarie fascista. Ma questa minaccia non è del tutto scomparsa, e la nostra rabbia contro l’ingiustizia è rimasta intatta. In coscienza, noi invitiamo a celebrare l’attualità della Resistenza non già a beneficio di cause partigiane o strumentalizzate da qualche posta in gioco politica, bensì per proporre alle generazioni che ci succederanno di compiere tre gesti umanitari ed estremamente politici nel vero senso del termine, perché la fiamma della
    Resistenza non si spenga mai:
    • Ci appelliamo innanzitutto agli educatori, ai movimenti sociali, alle collettività pubbliche, ai creatori, ai cittadini, agli sfruttati, agli umiliati, affinché celebrino insieme a noi l’anniversario del programma del Consiglio nazionale della Resistenza adottato in clandestinità il 15 marzo 1944: Securité sociale e pensioni generalizzate, controllo dei “gruppi di potere economico”, diritto alla cultura e all’educazione per tutti, stampa affrancata dal denaro e dalla corruzione, leggi sociali operaie e agricole ecc. Come può oggi mancare il denaro per salvaguardare e garantire nel tempo queste conquiste sociali, quando dalla Liberazione, periodo che ha visto l’Europa in ginocchio, la produzione di ricchezza è considerevolmente aumentata? I responsabili politici, economici, intellettuali e la società nel suo complesso non devono abdicare , né lasciarsi intimidire dall’attuale dittatura internazionale dei mercati finanziari che minacci la pace e la democrazia.
    • Ci appelliamo quindi ai movimenti, ai partiti, alle associazioni, alle istituzioni e ai sindacati eredi della Resistenza affinché superino le poste in gioco settoriali, e lavorino innanzitutto sulle cause politiche delle ingiustizie e dei conflitti sociali, e non soltanto sulle loro conseguenze, per definire insieme un nuovo ”programma della Resistenza” per il nostro secolo, consapevoli che il fascismo continua a nutrirsi di razzismo, intolleranza e di guerra, che a loro volta si nutrono delle ingiustizie sociali.
    • Ci appelliamo infine ai ragazzi, ai giovani, ai genitori, agli anziani e ai nonni, agli educatori, alle autorità pubbliche perché vi sia una vera e propria insurrezione pacifica contro i mass media, che ai nostri giovani come unico orizzonte propongono il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione a oltranza di tutti contro tutti. Non accettiamo che i principali media siano ormai nella morsa degli interessi privati, contrariamente a quanto stabilito nel programma del Consiglio Nazionale della Resistenza e dalle ordinanze sulla stampa del 1944.
    A quelli e quelle che faranno il secolo che inizia, diciamo con affetto: Creare è resistere. Resistere è creare.”

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    1. @ Porter (9 ottobre 2014 22:00)

      “Resistenza non si spenga mai”

      Qui non si spegne.

      Qualche giorno fa, nel corso di un'audizione in Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo, il ministro degli Esteri italiano Mogherini ha detto che l'Ue deve «lavorare giornalmente con l'Ucraina, con il presidente Poroshenko, con il nuovo Parlamento che sarà eletto fra poche settimane e sostenere gli sforzi della diplomazia ucraina [e che bisogna] sostenere l'economia dell'Ucraina che si trova in uno stato catastrofico in previsione dell'inverno e con la minaccia di una crisi energetica».
      Ora, è evidente che l'Ue non sosterrà l'Ucraina perché nessuno stato europeo è disposto a rischiare il suo denaro per sostenere una nazione già fallita, alle prese con una crescita esponenziale della disoccupazione e il cui presidente ha sbriciolato a cannonate parte del Donbass, ossia l'area su cui si reggeva l'economia nazionale fino all'avvento dei”maidanisti”.
      Inoltre Mogherini sembra non curarsi della circostanza che, nonostante l'accordo per il cessate il fuoco, le truppe di Poroshenko continuano ad assassinare i civili nel Donbass a suon di bombardamenti sui complessi residenziali. Il primo ottobre, ad esempio Kiev ha bombardato una scuola nel giorno di apertura provocando la morte di una decina di persone.
      Come è noto Mogherini rivestirà il ruolo di Alto Rappresentante della UE per gli affari esteri e la politica della sicurezza, il che garantisce agli europei il ruolo di babbei planetari per i prossimi cinque anni.
      Qualcuno dovrebbe avvertirla che Poroshenko ha definitamente perduto il Donbass, perché questi non scherzano e sono determinati a vincere e siccome non è da escludersi che prima o poi dovrà rendere conto delle sue azioni, sarebbe auspicabile una maggior prudenza nel rilasciare dichiarazioni improvvide.

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    2. Improvvide ma sotto dettatura. Eseguivo degli ordini.

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  23. OT (ma non troppo): Insomma, come ampiamente previsto, la germania sta infine collassando sotto il peso delle sua cieca politica economica imposta alla periferia europea. La giustificazione per il popolino è già pronta: non è il nostro modello economico che è sbagliato e sta suicidando noi e l'europa! È colpa della crisi ucraina e dell'isis (la solita causa esogena insomma)! Tuttavia, questa storia può berla il popolino tedesco (abituato ad associare la sua salvezza economica ai mini-job, figuriamoci se non crede alla minaccia russa), ma di certo non l'imprenditoria che conta e non di certo il settore finanziario! Quindi, adesso Berlino ha due problemi: ricominciare a far vendere i propri imprenditori e ripulire le banche dalla "spazzatura" pigs che aumenta proporzionalmente al declino economico! Il tutto, però, senza passare per "debole" o cedevole con i fannulloni del sud europa! Come fare? Aumentare gli stipendi dei propri lavoratori e gli investimenti pubblici in misura tale da riequilibrare il divario competitivo accumulato con la moneta unica è irrealistico! Accettare uno strumento di redistribuzione diretto, di qualsiasi forma, verso i paesi del sud è pura utopia! Resta solo una strada: la politica monetaria! Solo che ce lo vedete un nuovo intervento di salvataggio dell'italiano draghi verso i propria concittadini italioti "mangia spaghetti?". Dai sarebbe impensabile! Non c'è altra soluzione, l'unica possibilità di ottenere un vero QE dalla BCE è consegnare la guida della banca centrale europea ad un tedesco! I creditori tedeschi si sentirebbero più tutelati, i governi del sud potrebbero ricominciare a spendere e gli imprenditori tedeschi a vendere le mercedes! In altre parole la ripresa degli squilibri pre-crisi, con l'aggravante del ricatto tedesco rafforzato dalla "conquista" del bastione monetario di francoforte! Fino a quando potrà durare non lo so. Di certo più durerà più terribile sarà la dissoluzione finale! Io credo fermamente che noi goofy siamo dalla parte giusta della storia, purtroppo però la storia si muove con il calendario, e non con l'orologio! C'è ancora da attendere... purtroppo nell'attesa non muore solo la gente, ma anche la coscienza democratica di interi popoli, e anche questa volta il prof ha centrato bene il bersaglio con questo post!

    Ps: per cambiare in questo modo le carte in tavola c'è bisogno di paura! Molta paura! Isis e pseudo minacce che possiamo affrontare "solo uniti" e un altro bello scossone sugli spread, "mischieranno" il mazzo!

    Pps: a draghi va trovato un posto, e mi hanno detto che un vecchietto molto potente si è "stufato" di vivere al centro di roma!

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  24. ...ma mi pare che qui si siano persi del tutti i freni inibitori, cosa che d'altra parte, in un diverso contesto, notava con sdegno anche Paolo Savona, dal minuto 45 in poi…

    Caro prof., ho ascoltato l'intervento del prof. Savona da lei segnalato. In particolare mi ha colpito quello da lui detto da 00:47:54 a 00:48:16 ovvero:

    CI E' SCOMPARSO L'AVVERSARIO.

    Lei che lo conosce, DAVVERO il prof. Savona non conosce l'Avversario?

    Considerando, come dice lei, "che qui si siano persi del tutti i freni inibitori" (un altro refuso? questa volta non di Celso) la risposta non mi pare difficile...

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  25. Draghi: Il jobs act "non causerà massicci licenziamenti".
    No, solo la giusta dose. Da raddoppiare in caso di necessità
    (commento d'un amico)

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    1. No, i massicci licenziamenti ci sono gia', basta leggere i giornalini locali. Sono massicci ma distribuiti, frammentati, poco rumore. I nuovi regolamenti semplicemente ci faranno lavorare di piu' ed in condizioni peggiori, leggi ricattabilita'. Sempre piu' soli, sempre piu' indifesi, e non se ne rendono conto, son sempre gli altri i fannulloni.

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  26. Presentazione testo Piketty camera deputati, introduce Stefano Fassina Tutti sanno, omertà, messaggi tra le righe, Piketty favorevole al definitivo svuotamento - abolizione dei parlamenti nazionali in cambio di cosa non si capisce ovviamente.
    L' argomento del post è attualissimo, molto impegnativo, eterno. Assolutamente da sviluppare alla luce della nostra epoca per sviluppare strategie di azione efficaci ed asfaltare quelle non efficaci. Ci dormo su, vi leggo e vi rileggo. In fondo farlo qui, ringraziando il destino, è rassicurante in proporzione a ciò che stiamo vivendo.

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  27. Sulla questione dello Pseudo-Senofonte: insomma, 'sto povero oligarca, trascinato in una guerra non voluta (e di cui lui già preconizza, in qualche modo, gli esiti, nella parte finale del pamphlet), che doveva scrivere? L'Atene del tempo è probabilmente il momento più alto della civiltà umana, però... ha qualche inquietante affinità con l'imperialismo "umanitario" degli Stati Uniti.
    Sul Jobs Act: si tratta di una legge delega, sostanzialmente in bianco, votata tramite voto di fiducia. Ma che ce l'abbiamo a fare una Costituzione?

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    1. ..... a dare prestigio e stipendio ai componenti della corte costituzionale.
      Il resto sono dettagliucci da poco.
      :-)

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  28. In pratica gli ateniesi conoscevano molto bene le insidie della moderna "meritocrazia".
    Che grande popolo

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  29. Alfing ti sbagli . non è un mantra è una PROGRAMMAZIONE .
    Da quando il ranocchio è diventato principe io sento dire da tutti ,oltre che dai piddini ,che dopo di lui non ci sono più alternative per il risanamento economico dell'Italia . Robspierre ? E' stato anche lui un rottamatore e ha fatto la giusta fine
    che hanno fatto, e faranno , tutti i rottamatori di quello stampo .
    CIAO .

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  30. Il progetto dell' euro nacque sicuramente senza che i suoi estensori avessero in mente le conseguenze che oggi osserviamo; lo dico perchè non resco a concepire menti così diaboliche da programmare esiti come quelli cui assistiamo in Grecia, o Spagna, o annunciati per noi, come qui da molti paventato, ma anche perchè le variabili in gioco erano assolutamente e sostanzialmente impredicibili per la grande complessità e numero.
    Oggi io credo infatti che con il senno di poi, non sarebbe attuato, né sicuramente né Francia né tantomeno noi attueremmo insieme ad altri stati europei una unione monetaria.
    E' anche vero che Attalì ha affermato che l' euro fu impostato esattamente come descritto nell' ultima strofa di Hotel California, che ho alcune volte pubblicato, programmati solo per accettare, ma poi si entra nell' incubo senza poterne uscire; e la cosa più infame è che chi è entrato già lo ha fatto convinto di trovare il migliore dei mondi possibili, mentre oggi, chi potrebbe entrare non lo farà mai più. Ma perchè Attalì e compagni hanno premeditatamente impostato un' area monetaria così congegnata? Beh, credo per due motivi, il primo è che sono/erano dei cretini perchè non in grado di capire che mai si sarebbe potuto convergere con una moneta unica ed il secondo è che erano/sono pazzi perchè solo dei pazzi potevano pensare che le cose si sistemassero con il tempo. Sadici non credo che fossero, almeno nel senso di volere il male dei loro popoli, anzi credo fossero animati dal sentimento opposto; ma qui rientriamo nella cretineria, basta ascoltare Prodi in questo famoso video e basta leggere ed ascoltare quanto va dicendo da un paio d' anni almeno.
    Ma poi, poi sono arrivati i tecnocrati, quelli che man mano hanno capito che si poteva utilizzare questa costruzione per abbattere diritti, ricchezze, tutele, e questi qui, ci hanno cominciato a lavorare sopra e pian piano stanno diabolicamente e scientemente portando a termine e con ottime probabilità di successo finale l' operazione; trattasi a mio avviso di una compagnia di soggetti assolutamente organizzata e strutturata con metodi tipici di organizzazioni a cupola, ma con varie teste, esattamente come avviene nell' organizzazione delle mafie mondiali, ed i metodi di intimidazione, mi ricordano i loro. Chi gestisce dall' alto le fila dell' organizzazione non è consentto sapere né tantomeno è consentito conoscerne le strategie generali, ma si capisce che esistono centri decisionali e ben precisi indirizzi; se FMI e molti Nobel ad esempio dicono oggi che le politiche fino ad ora applicate sono sbagliate, perchè si insiste? Per i motivi che dicevo, perchè c' è la determinazione di finire il lavoro e di portarlo a termine il più rapidamente possibile, prima che sorga qualche intoppo troppo ingestibile; attenzione, dico io, potrebbe forse accadere qualcosa a qualcuno prima o poi, qualcosa che in caso di grave pericolo per il progetto finale di asservimento dei popoli, sarebbe messo in atto. Esattamente come avviene per le mafie; quando qualcuno diventa troppo pericoloso si elimina, ovviamente parlo di leaders politici che potrebbero destabilizzare il progetto. Con Berlusconi è stato facile, e nemmeno troppo cruento, e le prove sono uscite fuori in modo evidente, ma in altri casi potrebbe esserlo, diventarlo.
    Savona, nel suo breve intervento, mi ha fatto drizzare le orecchie, ha detto, per chi vuole capire, e di più non poteva dire, ma a me è bastato; il video lo ha pubblicato Bagnai e Bagnai è uno che non fa mai le cose tanto per farle.

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    1. "ma anche perchè le variabili in gioco erano assolutamente e sostanzialmente impredicibili per la grande complessità e numero"

      Intanto non erano impredicibili, ma previste. Mi pare anche un'affermazione che sembra ignorare il lavoro di un certo Blogger...

      Poi, francamente, non vedo il senso dell'ìintervento. Perchè mai un politico in buona fede dovrebbe stravolgere l'assetto +/- funzionante delle istitutioni del proprio paese, "in buona fede" in cambio di un nuovo assetto "impredicibile".
      Ci sono stati sicuramente tanti cretini di contorno, ma non solo, c'era un nucleo pienamente cosciente.
      Se poi Prodi sia ottuso o colluso lo lascio approfondire a voi...
      Secondo me c'è dietro un'etica ed un impianto filosofico e un'idea di Società. Non a caso, a Bruxelles sono più anticlericali che atei, e Van Rompuy e Barroso e compagnia bella ospitano tutti gli anni il "Meeting delle organizzazioni filosofiche non confessionali", che sarebbero poi una variegata cricca di atei e massoni, che si ergono ad "anima spirituale" dell'Europa.
      I circoli massonici sono uno strumento molto utile, perchè sono molto attratti dallo scintillio del biondo metallo. E più oro metti assieme, più riluce, come la storia nostrana della P2 insegna.

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    2. Caro Stefano,grazie della tua osservazione, mi gratifica.
      Parlavo però del progetto, prima del '97, anno in cui arrivarono alcune modifiche sostanziali agli accordi di Maastricht, (vedi protocollo 1466/97) e parlavo specificatamente di Attali, che ritengo più pazzo che cretino o sadico (qui Bagnai fa una ampia panoramica degli orrori e cita Attalì in particolare).
      Ma consentimi anche una piccola osservazione; cosa c' entrano le giuste previsioni di Bagnai, che ho sempre evidenziato, andando anche a spulciarle su questo blog e che sono relative alla messa in pratica di quel progetto con ciò che dicevo io sul progetto?
      E comunque in un sistema complesso e reale, in genere è complicato definire tutte le variabili e le loro vicendevoli implicazioni e questo non depone certamente a favore di chi ne accelerò le conseguenze, e poi mise in mano a delle belve le sorti dei propri paesi: sistemi caotici non conservativi..

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  31. Questa del Chamfort sembra attualissima (e temo lo sarà per sempre): "Quando i principi escono dai loro idioti formalismi, non è mai in pro d'un uomo di merito, ma di una donnaccia o di un buffone. Così le donne, quando danno spettacolo di sé, non lo fanno mai per un onest'uomo, ma per un essere spregevole. In genere, quando si spezzano le leggi della convenienza, non è mai per elevarsi, ma quasi sempre per scendere più in basso.".

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  32. Ci siamo. Si stanno sparando le ultime cartucce in difesa del neuro.

    Anche in Francia e' infatti arrivata la 'pippa' del 'non ce lo possiamo piu' permettere (il welfare)', 'abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi', 'e' ora di tagliare la spesa pubblica'.

    Quindi, come ampiamente previsto dal Prof., anche in Francia si spera che gli schizzi di sangue si vedano di meno sul grembiulino rosso.

    Marine sentitamente ringrazia, ora e' piu' sicura di entrare all'Eliseo.

    http://www.bloomberg.com/news/2014-10-08/au-revoir-to-france-s-welfare-model-as-socialists-cut-spending.html

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  33. Sull'argomento si potrebbe utilmente leggere anche l'orazione 'AREOPAGITICO' di ISOCRATE (circa 355 a.C.). Ne ho fatto io stesso una traduzione recentissima, che si può trovare sul mio sito www.epitteto.com nella pagina dedicata a Giacomo Leopardi. Mi sono anzi permesso di mettere la mia traduzione a confronto con quella di Leopardi (datata 1825).

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  34. OT - A costo di apparire eccessivo...

    http://www.zerohedge.com/news/2014-10-09/mh-17-false-flag-exposed-after-revelation-passenger-was-wearing-oxygen-mask

    L'ipotesi del missile terra-aria (lanciato da 'ribelli' filo-Russi) nell'abbattimento del volo MH17 in Ucraina appare sempre meno sostenibile.

    Altro che missile terra-aria, se erano uscite le maschere di ossigeno in volo vuol dire che quasi certamente di mitragliamento (+ missile aria-aria) si e' trattato, e mitragliare un aereo a 10 Km di altezza implica che il pilota killer vedeva molto bene a chi stava sparando.

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  35. Prof, ce lo ha messo nel libro il "moltiplicatore psicologico"?

    Monti Menem

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  36. Ma ormai l'AVVERSARIO è pronto a palesarsi, in tutto il suo splendore… qui si è arrivati al livello in cui si rendono conto dell'inutilità di mantenere vari Quisling nazionali, ci si attrezza per fronteggiare "la situazione"… già si spaccia il super metadone " super Bce in una VERA Europa" per salvare le nostre piccole economie tossiche. "Il mio nome è Mario, 00Bond"
    Ho idea che Merkel &Co. avranno, presto, un brusco risveglio… pensavano di aver messo un OPA vincente, s'accorgeranno che, dopo aver vinto molte battaglie, come al solito han perso la guerra… :D
    Jobs act, Draghi: «Elettori caccino
    governi
    che non agiscono sul lavoro»

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  37. Per la verità il jobs act e tutta la tragicommedia di contorno mi pare sia un "false flag".
    Non si parla dei miliardi che vengono dirottati indirettamente alle banche tedesche, altro che gli spiccioli della riduzione dei parlamentari, delle provincie, e altr stupidaggini del genere.
    Certo sarà più facile licenziare e far aumentare la disoccupazione, ma licenziamenti ce ne sono già a bizzeffe ( vedi electrolux, Fiat,etc.)
    Degli ultimi giorni è la notizia della possibile chiusura della raffineria ENI a Livorno, con conseguenti licenziamenti.
    Intano, licenziamenti o meno, sempre più tasse e sempre meno servizi (e quindi più "tasse occulte"). Sempre meno reddito, sempre meno benessere.
    Il ciclo di Franklin è ormai innescato (se ho capito ciò che ho letto) e non ci sarà reversibilità finchè non siamo liberi di fare politica monetaria.
    Jobs act? Un po' più di acceleratore verso la "grecizzazione".

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