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mercoledì 10 settembre 2014

Uniamo i puntini: demografia e deflazione

Uno di voi voleva sapere il legame fra demografia e politiche deflazionistiche. Ma perché non vi leggete Sapir? L'ho anche linkato! Eccolo:

L’Allemagne, dont la population décroit, peut se permettre d’avoir une faible croissance. Le PIB par habitant augmentera toujours plus rapidement que le PIB. Pour la France, si elle veut que son PIB par habitant augmente, elle doit avoir, elle, une forte croissance. L’incompatibilité des besoins en politiques économiques de ces deux pays condamne la zone Euro, ou condamne l’un à subir la politique de l’autre.

(per i diversamente europei: "la Germania, la cui popolazione diminuisce, può permettersi una crescita debole. Il PIL pro capite aumenterà in ogni caso più rapidamente del PIL. Quanto alla Francia, se vuole che il suo PIL pro capite aumenti, deve avere, lei, una crescita sostenuta. L'incompatibilità dei bisogni di politica economica di questi due paesi condanna la zona euro, o condanna uno di essi a subire le politiche dell'altro". Per i diversamente matematici ho aggiunto sotto una tabellina, così si capisce meglio il concetto.)

Chiaro? Non credo ci sia più molto da aggiungere, o forse una cosa sì. Voi direte: ma il fatto che un paese non abbia interesse a spingere troppo la crescita, non implica che debba opporsi ad essa. Giusto! Ma qui subentra l'altra dimensione, quella finanziaria. La Germania è creditrice netta, in essa i creditori trovano forte rappresentanza politica, e i creditori temono l'inflazione (e quindi l'"eccesso" di crescita).

Si torna sempre al solito punto, negato dallo stucchevole buonismo "antiausterità". L'asse franco-tedesco non esiste. L'Europa dell'euro non esiste. Abbiamo bisogno di essere liberi di seguire i nostri rispettivi percorsi. L'alternativa è la mezzogiornizzazione della Francia (di noi nemmeno parlo). La credete praticabile?

Poi, sul fatto che la nostra orchestrina continuerà a suonare fino all'ultimo, posso anche concordare (come pure sul fatto che non possiamo aspettare il 2080: ma non credo ce ne sarà bisogno).


Disegnino per diversamente matematici (noi siamo per tutelare la diversità e le maggioranze)


A titolo meramente esemplificativo, vi spiego cosa dice Sapir con numeri più o meno realistici. Nel 2013 il Pil tedesco è stato di 2486 miliardi di euro, la popolazione a spanna 80 milioni di persone, il Pil pro capite a spanna 31075 euro a testa all'anno (pollo di Trilussa, causa disuguaglianza). In Francia i numeri erano 1813 miliardi, 64 milioni, 28328 euro (ci sono arrotondamenti, la fonte è la solita). Ho ipotizzato che il Pil nei due paesi cresca al tasso di crescita medio che la solita fonte prevede per i prossimi cinque anni: 1.4% per la Germania, 1.7% per la Francia (non vi sfugga il fatto, a noi noto, che la Germania è il paese che cresce di meno, alla faccia degli imbecilli della locomotiva tedesca). Ho poi ipotizzato che le rispettive popolazioni crescano ai tassi medi impliciti negli scenari demografici di base dell'Eurostat, cioè il -0.1% per la Germania e lo 0.4% per la Francia. Ora, il Pil pro capite è un rapporto (Pil su popolazione) e il tasso di crescita di un rapporto è la differenza fra crescita del numeratore (Pil) e quello del denominatore (popolazione). Quindi non è strano che in queste condizioni il Pil pro capite della Germania aumenti dell'1.4-(-0.1)=1.5% e quello della Francia solo del l'1.2% (c'è un arrotondamento, come vedete: 1.7-0.4 fa (o fà?) 1.3, ma l'arrotondamento ci restituisce 1.2). Morale della favola? Con questo modello ipersemplificato (ma non del tutto irrealistico) il francese medio, che nel 2013 guadagnava il 91% di un tedesco, nel 2030 guadagnerebbe l'87%, pur avendo la Germania una crescita più debole (opportunamente tenuta tale per scongiurare l'inflazione che potrebbe erodere il tesssssoro dei creditori tedeschi).

Onestamente, mi sembra una spiegazione della tendenza alla deflazione tedesca più congente del possesso di carbone (per dire), o del fatto che non buttino cartacce in terra, che pure senz'altro influisce, per carità...

Spero che così sia più chiaro. Vi ricordo, a scanso di equivoci, che l'aumento della disuguaglianza implica che in Germania ci siano un sacco di poveracci che non staranno meglio del francese medio. Con questi poveracci noi solidarizziamo, ma loro non solidarizzano con noi semplicemente perché i loro governanti tutti dicono loro che se stanno male la colpa è nostra. Questo non è vero, ma il piddinismo, oltre ad essere una categoria dello spirito, è anche una costante biologica.

Ci siamo capiti?

Spero proprio di sì.

E se non lo avete fatto, votate!

58 commenti:

  1. Mi piacciono questi post. Mettono le cose a posto. La giusta prospettiva. Il fuoco. Tendiamo in quella direzione. E quando lo sento ripetere da te in due post consecutivi, be', finalmente sorrido e non disprezzo e non odio più gli umani che mi circondano. Dormo e aspetto i fine settimana. Perché accadrà un fine settimana. Amo i lunedì.

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    1. Io invece, come dice Vasco, odio il lunedi', perche' inizia una nuova settimana e abbiamo ancora l'unione monetaria. Ma arrivera' quel lunedi' prima o poi...

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    2. Io invece odio i giovedì, perché arrivo al giovedì che già ho esaurito gli euro destinati al budget settimanale.
      Arriverà quel giovedì....

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  2. Buonasera prof, vorrei farle una domanda da beato - senza farla incazzare però! - e comunque già preparo le mani per accogliere le meritate bacchettate…

    "La Germania è creditrice netta, in essa i creditori trovano forte rappresentanza politica, e i creditori temono l'inflazione (e quindi l'"eccesso" di crescita)."

    Ora, questo è entrato in testa persino a me, quello che però non capisco è (ecco la domanda): ma in un contesto di forte crescita chi trae i maggiori benefici non sono forse proprio i creditori, grazie alle moltiplicate occasioni di impiego dei capitali di cui dispongono? E questo pur scontando una svalutazione dei loro crediti dovuta all'inflazione… Voglio dire: i guadagni derivanti dalla possibilità di impiego dei capitali con rendimenti semplicemente impensabili in deflazione non compenserebbero (e molto più che compenserebbero) le perdite derivati dalla svalutazione dovuta all'inflazione?

    La ringrazio se vorrà rispondermi, spero di non aver detto un cazzata troppo grossa...

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    1. Forse non conviene pagare oggi 30 quello che nel lungo periodo varrà 100, se domani pensiamo varrà 20?
      Oggi avanzo soldi e li voglio il prima possibile, e l'inflazione mangia il valore del mio credito.
      Quello che accadrà domani, OGGI non mi interessa; voglio i miei soldi e li voglio adesso, e non li voglio svalutati.

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    2. Magari investono ma ... in Asia, Africa, SudAmerica, dovunque ci sia maggior profitto.
      Devi considerare che con la liberalizzazione del movimento dei capitali e la diminuzione delle barriere commerciali i grandi capitali investono dove vogliono e si spostano dall'oggi al domani dove gli conviene di più, hanno perso il legame con il paese d'origine.
      Pensa come esempio alla Fiat, sede fiscale in UK, sede legale in Olanda, produzione in varie nazioni e fornitori globali.
      Se gli gira domani Marchionne sposta tutto da capo.
      PS, poi i loro patrimoni personali li tengono in paradisi fiscali sia chiaro.
      PPS, riporto una frase che fa chiarezza:
      "Meglio evasori fiscali che statunitensi
      Sembra difficile da credere, ma sempre più persone rinunciano alla cittadinanza americana, ..." che lo letto qui, forse chiarisce la situazione.

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    3. Perfetto. Meglio fare tutti la fine dei lemming convenzionalmente piuttosto che tirarci fuori dai casini insieme non convenzionalmente.

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    4. Grazie per le risposte.

      Ricapitolando, per dirla coi latini:

      quem Iuppiter vult perdere dementat prius.

      Annamo bbene...

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    5. ricordiamoci un'altra "previsione " azzeccata dal prof.:

      la germania sta segando il ramo su cui e' seduta.

      cheddici, e' piu' chiaro ora?

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    6. Quella di segare il rame è un'antica arte, tramandataci dai nostri avi.
      Nella fattispecie, il qed è dato proprio dal fatto che non esiste una germania, per cui non essendoci la germania, ma le germanie, queste faranno per inerzia la cosa sbagliata, cioè stanno segando il ramo sul quale siedono.

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  3. non parrebbe praticabile ma direi proprio che Hollande e parte dell'elite francese cercherà di arrivarci.

    a una mezza- mezzogiornificazione che riguardi solo alcuni. uno status da sottomessi in parte. a differenza di quello dei PIIGS.

    se no non sarebbe arrivato al ministero un uomo Rothschild al posto del miglior rappresentante della sinistra dei socialisti francesi.

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  4. Germania e Italia hanno un tasso di fertilità del tutto simile e molto al di sotto di quello di sostituzione.

    Il Grande 'Mi Cuggino ci dice ad ogni sbarco di gommone che i poveri disgraziati che arrivano non vogliono restare in Italia, ma se solo ne hanno la possibilità vanno in Germania. Lì sì che ci sono tanti immigrati, non come da noi!

    Però la popolazione della Germania diminuisce, mentre la nostra aumenta... Vuoi vedere che il Grande 'Mi Cuggino ha detto una fesseria?

    (...adesso ci manca solo che salti su il Borghezio di turno che vuole mandarli tutti a casa, gli immigrati)

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    1. Leggo e resto un po' diciamo solo perplesso , il fatto di promuovere immigrazione a compensazione della bassa natalità mi pare sia come l'auspicio piddino del ' facciamo entrare tanti investimenti stranieri che ci rendono ricchi ' , poi non è che per forza la popolazione ed il PIL debbano crescere all'infinito , dovrebbe crescere il benessere e la qualità della vita che di fatto non sono molto legate sia al PIL ( a meno che usando i nuovi parametri di prostituzione e commercio stupefacenti si ritenga un deciso benessere ) che alla densità di popolazione . L'immigrazione costante ma decisa è una specie di finta guerra di conquista dove togli la guerra cruenta ma resta la conquista e la povertà viene di nuovamente equamente ridistribuita mentre la ricchezza è sempre più accentrata .
      Quello che mi rende ancor più perplesso è però il fatto di questo accumulo forsennato di ricchezza , non pensate che sarebbe da studiare clinicamente ? Mi domando cosa se ne faranno in realtà ? O hanno progettato e nascosto una macchina per la clonazione o sta gente guardando solo i numeri che attestano la loro ricchezza senza poterla toccare concretamente , anche io, che sono uno squattrinato, conosco gente che milionario in € continua forsennatamente ad accumulare per la paura del futuro e solo l'inflazione potrebbe far evaporare i loro accumuli riconducendo un disturbo ossessivo compulsivo alla sola angoscia .

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    2. I problemi demografici non si prestano ad essere risolti con ricettine semplici e nette, perché emergono dalla combinazione di (almeno) due fattori contrastanti.

      Globalmente, fino al 1960 circa, la popolazione mondiale è cresciuta ad un ritmo sovraesponenziale del tutto insostenibile (v. anche qui). Successivamente la crescita è rallentata, e si stima che si possa arrivare ad una stabilizzazione nell'arco del corrente secolo, ma la cosa non è affatto scontata perché dipende molto dal livello di benessere che avranno le popolazioni oggi povere.

      Localmente, se una nazione vede diminuire la propria popolazione giovane, ma gli anziani rimangono numerosi, sorge il problema di come mantenerli arzilli e contenti tutti 'sti nonnetti. Il Giappone lo sta cominciando ad affrontare ora, così come una buona parte dell'Europa. La Cina, reduce dalla sua politica del figlio unico, ci sbatterà il naso ben presto.

      Considerando che il benessere rende tollerabili i vicini (400 persone / km² vivono felici e contente in Olanda, ma si massacrano senza pietà in Ruanda), l'idea di stabilizzare la popolazione dei paesi ricchi che fanno pochi figli accogliendo immigranti dai paesi poveri, non mi sembra poi così piddina, soprattutto se le loro rimesse contribuiscono a rendere meno poveri (e meno prolifici) i paesi d'origine.

      È ovvio che non è una soluzione facile e che ci crea problemi sociali (la pelle scura non si intona coi nostri arredi urbani...).
      In alternativa può tifare ebola (l'AIDS ha vinto qualche partita ma ha perso il campionato), oppure schierare una flotta nel mediterraneo che spari a qualunque cosa arrivi dal Sud (senza lamentarsi troppo se dovessero contraccambiare quando andiamo a prendere il loro petrolio, o le loro banane). E mandare i nostri vecchietti all'ospizio all'estero, dove le badanti costano meno.

      Sarà che sono un sentimentale, ma progettare bene delle politiche di immigrazione controllata e di accoglienza pianificata mi sembra che possa creare meno pasticci e grattacapi (per noi e per loro) nel lungo termine di tutte le altre possibilità.

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    3. Ecco, senza offesa, visto che anch'io sono un sentimentale, posso dire che un commento come questo mi sembra interessante e in-topic, mentre la solita solfa del "la Germagna è fuuuuurba e ci terrà dentro" o "la Germagna è cattiva quindi è furba quindi...." mi ha un pochino stracciato la fava (ed è off-topic)? Bene, se posso lo dico, altrimenti pure.

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    4. @effepi
      "ma progettare bene delle politiche di immigrazione controllata e di accoglienza pianificata"

      Non credo ci sia molto da progettare, basta che chi entra abbia un posto di lavoro prevedibilmente stabile e non da schiavo, non sottratto a chi e' gia' residente, cosa quest'ultima che crea fortissimi risentimenti nei nostri poveri e marginali (che sono quelli che poi votano con rabbia estrema destra, e non certo la sinistra al caviale per la quale sono trasparenti, invisibili).

      L'idea piddina, a parte l'inveterata abitudine di rendere difficili e confuse le cose semplici ("il problema e' un altro, il problema e' piu' complesso") mi pare sia diversa," venghino che qua c'e' posto e da mangiare per tutti", e poi segretamente sperare che, restando miserabili, i nuovi arrivati voteranno piddino... sbagliando di grosso secondo me).

      Inoltre vorrei richiamare l'attenzione sul non marginale incremento della popolazione residente in Italia negli ultimi 14 anni esclusi gli ultimi due, a fronte di un PIL che in media e' stato quando va bene stabile se non decrescente.

      Dai grafici, cercando "popolazione in italia" con google, si nota un aumento da 57 a 61 milioni negli anni dal 2000 al 2012 circa, aumento esploso con l'ingresso nella moneta unica: e' un aumento del 6 abbondante per cento, in un paese gia' fra i piu' popolati del mondo oltre che in declino... in questi anni percio' il PIL pro capite e' sceso suppongo MOLTO di piu' di quanto risulti dal PIL puro e semplice: se poi si considera che il calo ha colpito di piu', credo, il settore privato, si aggiunge un altro tassello al mosaico che spiega la depressione che ci attanaglia.

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    5. @Diaz
      Io parlavo di ciò che dovrebbe essere, lei di ciò che è. È ovvio che finché rimaniamo in depressione non c'è posto per ulteriori immigrati, proprio perché il PIL pro capite decresce. Se continuiamo così, ricomincerà a diminuire anche la popolazione, perché gli immigrati non sono stupidi, e, col tempo, si accorgeranno che non ci sono più opportunità (questo comunque non ci evita un transiente di laceranti conflitti sociali).

      Ma il problema non è: immigrati sì, immigrati no. Il problema è: distruzione autoinflitta della domanda, o riforma dei trattati europei, a cominciare dalla moneta unica?

      È tragicomico che oggi i trattati determinino cose che riguardano il funzionamento interno dei singoli stati (politiche fiscali e di bilancio, mercato del lavoro), ma non riescano a coagulare i paesi europei nei loro rapporti col resto del mondo (politiche migratorie, commercio extra UE, approvvigionamento di energia e materie prime).

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  5. qual è l'orizzonte temporale atteso lustro più lustro meno?

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    1. Bella domanda. Penso che il tappo possa saltare se alle prossime elezioni francesi vincesse la Le Pen. Lo scopriremo nella primavera 2017.

      P.s.
      Prof mi avevato perso a tradurre il post in inglese, e ora me ne trovo uno in francese? Pietà!

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    2. Penso ci debba essere un evento scatenante, una Sarajevo del ventunesimo secolo.
      Elezioni in Francia si, ma anche un caso shock in cronaca, per esempio
      Speriamo solo che questa volta non sia altrettanto sanguinosa.

      Roberto Seven

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  6. Se diamo uno sguardo ad est si possono fare delle interessanti scoperte.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Demographics_of_Russia

    La popolazione della Russia ha ripreso a crescere dal 2009 (a seguito del cambio di politica annunciato da Putin nel suo discorso alla nazione nel 2006), ma ancora non ha recuperato il livello dell'era comunista (il picco risale infatti al 1991).

    Se si guarda alle variazioni dei tassi di fertilita'/mortalita' si nota la tragedia del periodo 1986-1994 (certamente dovuta al collasso economico/politico dell'URSS, probabilmente innescato dal disatro di Chernobil del 1986).

    Dall'esame dei dati statistici si puo' comunque osservare che, a partire dalla salita al potere di Putin (2000), la Russia ha ripreso a crescere sia in termini di PIL assoluto, che di PIL pro capite, che (con un certo ritardo) in termini demografici.

    Questo e' quello che personalmente intendo con 'governare bene' un Paese.

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  7. Buongiorno Professore,
    oggi che parla di mezzogiornizzazione della Francia, mi è ritornata alla mente un’idea che avevo maturato tempo fa, leggendo il suo libro.
    Credo che il suo pensiero possa essere sintetizzato in due affermazioni.
    La prima riguarda l’inadeguatezza dell’euro così com’è.
    La seconda riguarda l’impossibilità di porre rimedio ai difetti della moneta unica, da cui discende l’inevitabilità della sua dissoluzione.
    Sulla prima direi non ci sono dubbi: sono i fondamenti stessi dell’economia politica a negare, per un’area così disomogenea, la possibilità di condividere la sola moneta senza mettere in comune anche il fisco.
    Buona parte delle sue analisi mi sembra affrontino questo tema, offrendo argomentazioni a mio parere inattaccabili.
    La seconda affermazione, invece, mi sembra sostenuta da un unico, a mio giudizio debole, ragionamento, così sintetizzabile: dopo oltre un secolo di unione fiscale, in Italia sono nate le camicie verdi, quindi, nel caso di un’unione fiscale europea, non tarderanno a farsi rivedere quelle brune.
    L’unione fiscale e monetaria italiana, nata con il Risorgimento, mi sembra un buon modello in scala ridotta di quella che potrebbe nascere in Europa. A metà ottocento nel Sud Italia esisteva un’”industria bambina”, tutelata da barriere doganali, di cui la più progredita industria settentrionale fece un sol boccone non appena, dopo l’Unità, tali barriere vennero abbattute.
    A me questa storia ricorda molto da vicino quello che sta accadendo in Europa, ma la sua conclusione, come tutti sanno, non fu la secessione monetaria, bensì una convivenza pacifica e proficua, sostenuta dai trasferimenti fiscali che da Nord muovevano verso Sud.
    Proficua anche, e soprattutto, per il Nord, perché, come lei ha recentemente rammentato all’Onorevole Salvini, il forestale calabrese con il proprio stipendio comprava le automobili prodotte dalla FIAT.
    Non crede che prima o poi anche i tedeschi si renderanno conto che soffocando noi finiranno per distruggere anche la propria economia? Non crede che, di fronte all’enorme svantaggio che subirebbe la Germania uscendo dall’euro (o permettendo a noi di farlo), la classe politica tedesca troverebbe il modo di manipolare la propria opinione pubblica, convincendola della necessità di attuare ciò che sino a ieri veniva additato come dannoso e immorale?
    Se fossi un governante tedesco io non avrei dubbi, dopo avere indebolito la concorrenza dell’industria italiana e degli altri paesi mediterranei, inizierei a parlare di unione fiscale. Terrei così in vita uno dei miei principali mercati di sbocco, ma creerei anche nuove opportunità di investimento per l’industria tedesca.
    Del resto nel Sud Italia, usando i fondi pubblici, le fabbriche le hanno costruite i Ferrero e gli Agnelli, non i capitalisti meridionali: anche in questo caso la storia italiana potrebbe rivelarsi anticipatrice di quello che accadrà, di qui a qualche anno, in Europa.

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    1. Un sol boccone?
      Leggere Anschluss e poi si cambia opinione.

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    2. "Se fossi un governante tedesco io non avrei dubbi, dopo avere" ... pompato per decenni la propaganda verso le "masse" dello stereotipo "italienisch mafia-pizza-mandolino" ... non potrei mai nemmeno "iniziare a parlare di unione fiscale."

      Serve qualche articolo dello Spiegel? Qualche perla?

      «con noi certe cose non accadono perché a differenza degli italiani siamo una razza».

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    3. l'equazione nord: sud = Germania:italia fa di questo blog un covo di briganti...

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    4. Io credo che il parallelo unione monetaria italiana e europea funzioni fino a un certo punto. L'Italia era un paese unito con un budget centrale e i trasferimenti alle aree svantaggiate facili da fare e (almeno inizialmente) facili da far accettare. In fondo sono regioni dello stesso paese e dello stesso popolo.
      Cosa diversa e' farlo accettare ad un lavoratore tedesco che crede con certezza assoluta che la crisi sia causa dei piigs indebitati e inaffidabili. E' certo che sia cosi' e nulla gli fara' mai cambiare idea.
      Quindi mai accettera' trasferimenti.
      Si continuera', per far sopravvivere ll'euro, a spolpare la classe media dei piigs con tagli al welfare e patrimoniali mascherate finche' I popoli si ribelleranno.

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    5. Scusate: non so da quanto siete qui, però vorrei far notare che la netiquette richiede di vivere un po' in una comunità prima di esprimersi, altrimenti si dicono delle banalità che fanno perdere tempo a chi la gestisce. Vedo una proliferazione di cose ovvie e dette mille volte in questo blog. Negli ultimi giorni abbiamo avuto una crescita sostenuta: non dimentichiamo la netiquette. L'alternativa è la chiusura dei commenti, che ci farebbe perdere quel senso di comunità che abbiamo faticosamente costruito.

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    6. Chiedo scusa per le ovvietà, ho letto il suo libro, leggo con una certa assiduità il suo blog, ma, avendo anche altre occupazioni, evidentemente non sono stato in grado di valutare a priori l’originalità del mio contributo.

      Resto convinto che, per quanto a suo dire superata, la mia obbiezione abbia un senso e le sarei grato se volesse segnalarmi i link dove trovare gli argomenti che la depotenziano.

      Qualcosa è stato scritto nelle risposte che mi sono state date prima della sua “censura”, ma non trovo nulla di convincente.

      L’unione fiscale, a mio modo di vedere, si farà: la faranno passare sotto gli occhi dell’opinione pubblica tedesca in modo camuffato, ma la faranno, almeno nella misura sufficiente a non farci stramazzare.

      L’unione bancaria è stato un primo passo, anche se molto timido, poi si inventeranno qualcos’altro e, un pezzo alla volta, ci daranno il tozzo di pane che non ci farà morire.

      Del resto, secondo lei, alla fine il governo tedesco ascolterà gli umori neo-nazi del sottoproletariato o gli interessi dei grandi industriali.

      E non mi parli di camicie brune, perché la storia insegna che quelle saltano fuori quando gli interessi dei servi coincidono con quelli dei padroni.

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    7. Buongiorno Sig Bagnai sono capitato qua da circa un mese e sto leggendo e cercando di apprendere con un senso di stupore per la chiarezza dei concetti, non mi sembra vero esista in "lido" come questo, complimenti veramente.
      MI scuso per la battuta dei briganti, mi sembrava una metafora calzante all'argomento.
      Cordialmene saluto

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    8. A parte il fatto che se per assurdo si facesse l'unione fiscale tanto agognata dai piddini italiani e non, e vi è da dire che già questo sarebbe una specie di salto quantico, ma vi immaginate i politici dei paesi dai quali si facessero trasferimenti fiscali, come ci sguazzerebbero con la pericolosa tiritera che i maiali del sud sanno solo consumare?

      Altro che camice verdi, saranno camice nere come la pece...

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    9. Benvenuto Camillo. A questo punto i compositi e contrastanti interessi delle élite tedesche si trovano di fronte ad un bivio politico: uscire dall' alto, ritornare al marco, quindi i mercati valutari rivaluterebbero la moneta tedesca dando ossigeno al sud europa oppure far accettare ai cittadini tedeschi maggior austerità per gli enormi trasferimenti fiscali.necessari a far assorbire al mercato europeo il surplus di produzione tedesco.
      Se tu fossi un politico, quale sarebbe la via meno rischiosa per la tua rielezione? Ovviamente tu mi risponderesti che esiste anche la via di una rivalutazione salariale, che infatti sarebbe la dimostrazione di una effettiva volontà verso un integrazione economica, ma forse questa risposta sarebbe fortemente contrastata sia dalle banche creditrici che dalle grandi industrie che, in fondo, in questa fase, avrebbero interessi contrapposti. Parti da quise vuoi e ricorda che sulla destra esiste una funzione "cerca" molto utile. Scoprirai che le analisi che ci proponi Alberto le ha già formulate, digerite e condivise con una comunità scientifica internazione e quindi divulgate da un po' di tempo. Nessun dogma, ma solo buon senso e sensibilità politica (e soprattutto umana). Se sei qui è comunque già una buona notizia.

      Benvenuto Orazio. Vorrei ricordare che il suffragio universale maschile fu introdotto solo nel 1912 e questo.

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  8. capisco benissimo la " mezzogiornizzazione del meridione", pero' non sottovaluterei il potere della malavita organizzata che volutamente ha lasciato arretrata la propria popolazione.
    e non risulta che in Francia questo potere sia così potente...

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    1. Qual e' il rapporto causa-effetto? L'assenza dello Stato lascia spazio ad altre strutture, con buona pace di chi starnazza "meno Stato".

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    2. Per me il fatto che la malavita sia tanto potente al sud non è la causa, ma la conseguenza.

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    3. Secondo me più che il meno stato incide tanto il meno lavoro. Se le prospettive di vita sono meno allettanti si è molto più corruttibilo, ed è facile accettare mancette varie per stare zitti e , per i giovani, considerare carriere lavorative in altri campi.

      Ovviamente non sono un esperto, ma esperienze e riflessioni mi portano a pensarla così.

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  9. Proprio oggi leggevo il seguente titolo ....merkel scatenata sulle sanzioni contro Putin.
    Domanda a lei che si meraviglia che la germania sia poco....furba...e che prima o poi...: ma se fossero così intelligenti e leaders non ke sembra che hanno tutto da rimetterci a rompire gli zebedei ai Russi e all'universo mondo.....?
    Perché vogliono andare all'ennesimo scontro frontale CON TUTTI come hanno fatto negli ultimi cento anni?
    Io li ritengo dei barbari con un forte complesso di inferiorita' che li porta alle estreme conseguenze. Hanno le stesse caratteristiche dei serial killers....non sono empatici...sono primordiali.

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    1. Ecco le parole che dimostrano il fallimento più profondo dell'Unione europea. Al di là del disastro economico, un inasprimento dei rapporti tra europei: gli uni contro gli altri, imprigionati in stereotipi semplificatori. La molla della violenza sempre più carica, per ora con parole che anni fa non sarebbero nemmeno venute in mente per parlare di individui di un altro stato, domani chissà. Pensaci Persil, non diamola vinta al caos, non semplifichiamo.

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    2. E' la loro sete di potere e predominio...in questo caso le sanzioni mettono in difficolta' tutta l'ue anche loro, ma sono contenti perche' la cosa accelera il processo di desertificazione economica degli altri, insomma e' una scorciatoia(pensano) per la loro vittoria finale, la sottomissione di tutti i vicini ....hai detto la parola giusta: sono barbari.....

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    3. Caro illeggibile, il tuo primo commento su questo blog è del maggio di quest'anno, il primo commento di Persil di marzo 2013. Tutti ci stiamo chiedendo quale logica stia animando la Merkel. Tu no?

      Lezioncine però no: questo blog nasce con un certo spirito. Venire a fare lezione di europeismo a noi non è apprezzato, anche se Persil farebbe meglio a esprimersi in modo più contenuto.

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    4. Non di europeismo, quanto di non violenza. Su questo la penso così, comunque aspetto paziente di maturare una maggiore anzianità blogghesca per interloquire.

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    5. Peggio ancora! Se mi fosse piaciuta la violenza sarei rimasti zitto. Le verginelle "de sinistra" che sanno TUTTO e tacciono, loro sì sono amiche della violenza. Vis grata puellae?

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    6. La sua di violenza, nel senso di assertivita', di convinzione, di intransigenza la capisco. Quella di altri commenti mi pare talvolta grossolana e pretestuosa e anche rischiosa.
      Per evitare ulteriore violenza mi scuso anticipatamente per un apostrofo al posto di un accento, problema per me insolubile da tablet.

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    7. Ben detto Prof! basta con tutta 'sta gente come firma illeggibile che arriva bella bella e dice cose intelligenti e condivisibili! Non se ne può più. Io propongo di non pubblicare nessuno che non abbia almeno 10 post in attivo.

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    8. Mi dispiace per i miei toni, ma sono esasperato, perche' vedo, come la stragrande maggioranza di noi, quali sono le conseguenze di questa politica puramente mercantilista, di certo scellerata e non lungimirante.
      L'esasperazione porta ad usare parole forti. Il senso del mio commento era in risposta a chi scriveva che non riusciva a credere in buona sostanza che un paese come la Germania potesse essere cosi' irrazionale da...

      Ebbene io cercavo di argomentare chiedendomi invece, e chiedendo ai lettori di questo blog, dove trovassero mai una traccia di : razionalita', leadership europea, lungimiranza (alla base di qualunque azione politica degna di questo nome).

      Come si fa a considerare razionale e lungimirante la politica tedesca? Quando si ascoltano affermazioni come quelle fatte dal cretino politico bavarese (e quanno ce vo ce vo) che non capisce perche' la Baviera debba finanziare la Sassonia o altre regioni, cadono le braccia per terra per due motivi:

      1)il cretino non capisce, o fa finta di non capire, come funziona una Federazione (di province, stati, regioni, arrondissements/circoscrizioni...)
      e fa finta di non capire come funziona una Banca Centrale Federale

      2)chiederei al cretino come, secondo lui, potrebbe funzionare un'area disomogenea (in tutto) come questo aborto di europa (minuscolo) senza trasferimenti o, mi si perdoni il termine NON tecnico, riaggiustamenti interni salariali e di investimenti da parte della nazione in netto surplus. Io, da ignorante in materia economica, non vedo altre strade praticabili. O spendono ed investono di piu' a casa loro, e riequilibrano le "imbalances" o il sistema europeo collassa; questi invece continuano nella loro politica folle e cretina di costringere alla resa il loro maggior cliente, distruggendo, LORO SI, l'Europa!

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    9. @Alessandro Giusto

      Lo vedi che sei sotto la soglia? Non c'è niente da fare. Dai, su, cerca almeno di far finta. La netiquette è stata inventata per tutelare quelli come te.

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  10. "Del resto nel Sud Italia, usando i fondi pubblici, le fabbriche le hanno costruite i Ferrero e gli Agnelli." Pero' ovviamente i profitti sono andati al nord, ed il sud nonostante tutto e' rimasta l'area d'Europa piu' sottosviluppata. In caso di crisi, dove si chiude prima? Al sud. A Battipaglia son botte.

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  11. Naturalmente, questa tabellina, così come lo scenario demografico del post precedente, sono su base eurista. Un'ipotetica previsione su base "monete nazionali" dovrebbe rovesciare quest'andazzo, ed evitarmi d'andare sulla riva del fiume con lo zaino pieno di panini in attesa del 2030 o del 2080. Ma se uno decide andarci, visto come stanno le cose nell'eurozona, meglio scegliere la riva d'un fiume francese, e confidare in Marine, che accorcerà i tempi.

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  12. Sergio De Nardis di Nomisma, ci propone una serie di osservazioni semplici ma molto indicative sul costo del lavoro, produttività, redditi da lavoro ed inflazione tra Germania e periferia.
    Interessanti le conclusioni, dove l' autore, ovviamente prudente, esprime solo perplessità sul meccanismo di competività mercantilistica ovviamente a guida tedesca (come a guida tedesca è l' assetto della commissione, dove non sfugge un cazzo alla Gouvernante) invece di bollare come assurdo il meccanismo, intrinsecamente contraddittorio e stupido. Ma questo aspetto è stato abbondantemente trattato da Bagnai.

    E’ in questa prospettiva che si definiscono, quindi, in modo più preciso per periferici i contorni di ciò che viene definito rinascimento industriale: sono quelli di una partita competitiva.

    In assenza di mutamenti nell’economia tedesca, i periferici devono realizzare un significativo recupero competitivo. Ciò comporta l’abbassamento della dinamica di costi e prezzi sotto quelli della Germania e l’emulazione di ques’ultima con l’espansione sbilanciata della manifattura (ecco il rinascimento) e il mantenimento delle dinamiche salariali sotto quelle della produttività in tale settore. Questa è la regola vigente per il riequilibrio europeo[4]. Essa risponde all’approccio mercantilista dominante nell’area ed è molto difficile che si riveli ugualmente di sucesso per tutti i protagonisti: le economie euro non possono avere tutte assieme grandi settori industriali e, quindi, forti surplus commerciali. Tale regola solleva, inoltre, altre perplessità. La gran parte della spesa dei consumatori europei non è in manufatti, ma si dirige, per un buon 60%, in servizi, distribuzione e public utilities, a bassa efficienza e non sostituibili con importazioni. Dalla produttività dei comparti non manifatturieri dipende, dunque, in misura decisiva la possibilità di migliorare il potere d’acquisto dei consumatori. Trascurare l’espansione e l’innalzamento di efficienza dei settori non manifatturieri, a favore di una corsa verso grandi industrie esportatrici, è una strada che non necessariamente coincide con quella della crescita di benessere dei cittadini europei.


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  13. Grazie profe.
    Posso aggiungere che un vecchio tendenzialmente (e ne ha ben donde, d' altronde) è più tirchio di un giovane e ciò non fa molto bene ai consumi e quindi al pil?

    La situazione tedesca è praticamente paro-paro quella giapponese.

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  14. Caro professore a proposito della sua affermazione ‘’ Con questi poveracci noi solidarizziamo, ma loro non solidarizzano con noi semplicemente perché i loro governanti tutti dicono loro che se stanno male la colpa è nostra .’’
    ci arriva una bella conferma dal sole 24 ore in un articolo scritto da Vito Lops
    ( a mio avviso un buon giornalista ) che conclude così l’articolo
    ‘’ Emerge anche che la gestione della crisi continua a segnare un solco tra nord e sud. In Germania il 60% pensa che la Ue non ha fatto abbastanza per affrontarla, ma il 72% è anche convinto che siano stati i paesi del sud a non fare la loro parte. In Italia invece è l’87% a credere che sia Bruxelles a non aver agito nel modo giusto (anche se il 74% riconosce anche errori dei governi nazionali).Nell’indagine – come riporta l’Ansa -, condotta in 11 paesi europei oltre che negli Usa e – per la prima volta – in Russia, emerge che per il 66% degli italiani “la Ue ha danneggiato l’economia del Paese”.
    Sicuramente un suo QED ad elevata probabilità di realizzazione .
    Buona serata .

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  15. LO SQUILIBRIO STRUTTURALE DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI E LE SUE CONSEGUENZE.
    Un tale, Frank Menichelli, che credo sia un trader del settore immobiliare di un fondo americano, ma potrei anche sbagliare, nel senso che potrebbe essere lo pseudonmo di qualcuno che vuole restare anonimo, ha prodotto questo interessante studio su TARGET 2, PARTITE CORRENTI, GERMANIA VS. PIIGS.
    Lo studio paradossalmente credo sia stato commessionato da un gruppo di nostri amici.

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  16. OT - Echi del 1914

    Meglio non rileggere la sequenza di eventi che condusse dall'attentato di Sarajevo alla guerra.

    Mobilitazioni, contromobilitazioni ed infine, senza che apparentemente nessuno capisse il perche', il macello.

    Come racconto' al ritorno dalle trincee un avo Siciliano di un mio amico: 'li cristiani morivano come formicule'.

    Da domani entreranno in vigore le annunciate sanzioni Europee contro i colossi energetici Russi, aventi lo scopo dichiarato di destabilizzare l'economia Russa.

    Contestualmente la Russia ha gia' tagliato del 25% i flussi di gas verso Polonia, Ungheria e Slovacchia, interrompendo di fatto il 'reverse flow' a prezzi stracciati che fino ad oggi ha permesso all'Ucraina di far finta di non aver bisogno di attingere al gas Russo in transito sul suo territorio.

    E' vero che da mesi le massicce importazioni Europee di gas hanno permesso di accumulare scorte sufficienti per un inverno normale, ma, in caso di freddo eccezionale, le scorte potrebbero esaurirsi prima di febbraio 2015.

    Siccome sia l'accumulo delle scorte di gas che il 'reverse flow' verso l'Ucraina sono avvenuti sotto l'occhio severo della Russia, ne deduco che il 'grande scacchista' ha pianificato le sue mosse fino almeno a marzo 2015.

    Quindi allo stato non ci dovremo sorprendere piu' di tanto man mano che:
    - verranno ridotte progressivamente le importazioni in Russia di auto e merci Europee;
    - verra' imposto il graduale divieto di sorvolo della Russia alle compagnie aeree occidentali (con relativi fallimenti a catena in favore delle compagnie dell'estremo oriente);
    - si ridurranno fino ad interrompersi le forniture energetiche Russe;
    - si manifestera' appieno il sostegno finanziario, politico, militare e diplomatico della Cina verso la Russia.

    Sempre che la vittoria del SI al referendum Scozzese della prossima settimana non inneschi prima la fine della EU/EZ (serva degli USA, cioe' del vero puparo).

    Ieri si e' svolto con successo il test del missile Bulava da 9000 Km (capace di trasportare 5/10 testate nucleari indipendenti), che ha mostrato chiaramente a chi ne dubitasse ancora dello stato di 'readiness' del deterrente nucleare Russo.

    Per non parlare degli IRBM con testate nucleari che e' presumibile siano gia' stati dispiegati nell'enclave Russa di Kaliningrad (si sa, gli scacchisti fanno cosi').

    Come sia possibile forzare il confronto con la Russia, fino a rischiare la guerra, come sta facendo la EU, mi risulta incomprensibile.

    Come gli USA, dopo aver destabilizzato tutto il nord Africa ed il Medio Oriente fino all'Afganistan, apparentemente solo per facilitare i piani Sionisti degli anni '80 per la creazione di 'Eretz Israel' e per ritardare il declino del petrodollaro mi risulta altrettanto incomprensibile.

    Ma pare stia accadendo.

    http://en.itar-tass.com/world/749156

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    1. Ciao Luca Cellai, mi permetto di implementare il tuo commento....da quello che ho letto, i russi gia' dispongono quindi di 3 sottomarini nucleari della nuova classe, capaci di trasportare 16/20 missili ciascuno ....altri entreranno in servizio nei prossimi anni, mi pare in tutto saranno 8. Quindi concordo sul fatto che gli anglo am. possono mettere tutte le basi che vogliono ai loro confini, ma anche solo 3 sottomarini russi (eventualmente) nell'atlantico, e' una risposta adeguata( e sono praticamente invisibili ai sonar)...hanno sempre detto: non abbiamo bisogno di basi fisse, al massimo qualcuna che ci ospiti di quando in quando ad uso riparazioni e svago del personale...quindi in effetti l'unica risposta plausibile in ordine alla politica aggressiva anglo rimane quella di prendere in trappola l'europa...che culo, eh...non sarebbe confermata invece la notizia di una minore fornitura di gas dei russi, o perlomeno hanno smentito(fonte: voce della russia)le denunce polacche.

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