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venerdì 29 agosto 2014

Dal ministro Poletti: fate skifen (un caso di scuola)

(da Antonio Bertuzzi ricevo e volentieri pubblico. Il dato veramente aberrante è come si continui, da parte dei nostri governanti, a far passare quello che è in effetti un man-made disaster, per dirla con Stiglitz, come se fosse un terremoto o un'epidemia, cioè un fact of God, per dirla all'inglese. Questo è veramente rivoltante, e dobbiamo continuare a lavorare perché si rivoltino sempre più persone...)


Dato che nell'ultimo post "I prezzi delle case (m'ha detto mi cuggino..." si parla di case le chiedo di valutare se la mia ricostruzione della crisi dell'edilizia è corretta o meno.

 Le scrivo direttamente perché il limite di 4096 caratteri non mi consente di rispondere sul blog.

Premetto che il settore dell’edilizia mi interessa particolarmente perché mio suocero lavorava fino al mese scorso nella cooperativa edile CESI (Cooperativa Edil Strade Imolese) e mia moglie lavora ancora nella Cooperativa Ceramica d’Imola.

Ebbene la Cooperativa Ceramica è in forte crisi, mentre la CESI è fallita lo scorso 8 Luglio. Ovviamente ora i lavoratori se la prendono con la dirigenza, che avrà anche le sue colpe, non lo nego. Certamente ha quella di aver taciuto ai dipendenti ed ai soci la gravità della situazione, tant’è che il crack è stato per i più inaspettato, un fulmine a ciel sereno.

Però io sono convinto che il fallimento non sia da imputare alla dirigenza, ma all’euro. Sono giunto a tale conclusione per merito suo o per totale mancanza di cultura economica mia, decida Lei. Fatto sta che La seguo da circa un anno e spero di aver capito qualcosa… stiamo a vedere.




La sequenza degli avvenimenti è così schematizzabile:

  1. nel primi anni 2000 il settore edile ha visto nella Periferia una breve stagione florida. Gli ingenti capitali che provenivano dal Centro avevano bisogno di essere collocati e ciò ha prodotto anche in Italia i mutui facilitati. Ricordo che alcune banche consentivano mutui anche a 40 anni pur di prestare i soldi. La conseguente domanda di immobili ne ha fatto aumentare il valore, inducendo le aziende edili a costruire ed invogliandole ad indebitarsi oltre misura pur di poter edificare e vendere ai prezzi vantaggiosi che la congiuntura offriva (Ndr: ho aggiunto sopra il grafico col tasso di crescita del valore aggiunto totale, manifatturiero, e delle costruzioni. Si nota in effetti una certa euforia nel settore, all'inizio del 2000: la linea verde supera le altre, cioè le costruzioni crescevano più del manifatturiero, che si era presa una bella legnata con la sopravvalutazione del cambio, e anche più del totale)
  2. nel 2008/2009 in Italia iniziano a sentirsi gli effetti della crisi finanziaria americana. La persone sono preoccupate per l’immediato futuro e meno disposte ad indebitarsi e a spendere. Ha avvio la crisi di domanda. Le aziende edili si ritrovano con un indebitamento consistente verso le banche ed un capitale immobiliare che non riescono a collocare sul mercato;
  3. 2010/2011 esplode la crisi greca e lo spread va alle stelle. La situazione del paese viene dipinta dai media a tinte fosche: le aziende chiudono, cresce la disoccupazione. La gente rimanda gli acquisti non urgenti. Confrontandomi con l’umore nero dilagante, ricordo che nel 2010 mi sentivo Paperon dei Paperoni per via delle spese che dovevo sostenere essendo nata la mia primogenita, auto compresa perché la vecchia era kaput! Le aziende edili cercano di sopravvivere indebitandosi ulteriormente e ricorrendo a contratti di solidarietà, cassa integrazione, ecc… Chi non ce la fa chiude;
  4. i titoli della finanza americana che la crisi finanziaria ha rivelato essere tossici, congiuntamente alla pessima situazione delle economie della Periferia arresta il flusso interbancario di capitali perché le banche non si fidano più le une delle altre. Ciò genera una crisi di liquidità che costringe ad una stretta sulla concessione di crediti alle aziende;
  5. poi arriva Monti, che con l’IMU da 26 miliardi di euro (persino superiore a quanto stimato, perché con la mannaia non si lavora di fino) dà il colpo di grazia al marcato immobiliare già in crisi;
  6. infine Letta e Renzi si assicurano che le cose non cambino, che l’austerità proceda a passo spedito ed inesorabile.

La CESI ha retto fino a metà 2014, ossia per 5 o 6 anni ha consentito a più di 400 persone di lavorare pur vendendo poco.

Fin qui i fatti. Ora passiamo all’interpretazione.

  • Nel 2008 la CESI, come molte altre aziende edili, si trova fronteggiare una crisi di domanda avendo una condizione debitoria importante verso le banche, causata dal credito facile che l’euro ha indotto e con le dinamiche delineate al punto 1.
  • L’austerità che necessariamente deve compensare gli squilibri prodotti dell’euro aggrava la crisi di domanda. Poi Monti alla CESI distrugge il mercato immobiliare perché bisogna pareggiare la bilancia dei pagamenti che l’euro sistematicamente sbilancia (del resto è la moneta pesante!).
  • La crisi di domanda non passa, anzi si acuisce di anno in anno, mentre le risorse che la CESI ha a disposizione si esauriscono (capitali propri, amortizzatori sociali, credito bancario).
  • Per completare lo scenario, i governi che si succedono assicurano che la crisi passerà nel giro di 3 mesi, poi di 6, poi di 12, poi a metà dell’anno successivo, ma comunque passerà perché l’Italia è ammalata per colpa propria, ma l’Unione Europea, Germania in testa, ha la medicina per guarirla. Rassicurata, la CESI, come altre aziende, tiene duro nella speranza di ritrovarsi a crisi conclusa pronta a ripartire.
  • Ma la crisi non passa e CRACK!

Se questa analisi è giusta (caro professore a Lei la valutazione) a me viene da spingermi ancora oltre. Ritengo che senza l’euro la CESI sarebbe ancora viva e vegeta. Infatti la crisi finanziaria americana l’avrebbe trovata con una esposizione debitoria assai minore perché nei primi anni duemila avrebbe costruito coi ritmi soliti. Poi la crisi di domanda sarebbe stata meno intensa, quindi la CESI avrebbe venduto di più. Inoltre non ci sarebbe stata la necessità di distruggere il mercato immobiliare, anche qui maggiori vendite. Infine la crisi sarebbe già terminata.

Invece il mio concittadino ed ora Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti ad Aprile ha detto agli imolesi a proposito della CESI e della Cooperativa Ceramica che:

il mercato è bloccato. Quello della ceramica e delle costruzioni sono settori dove ormai la crisi è storica, nei quali è naturale che ci siano processi di riorganizzazione.

Dobbiamo arrivare a praticare quotidianamente tutti l’idea secondo cui nessuno deve stare a casa ad aspettare qualcosa. Tutti devono avere una ragione per tirare giù i piedi dal letto. Anche per andare a cercare lavoro, a formarsi, ad aiutare il vicino o la propria famiglia. Sarà complicato, è più facile fare come abbiamo fatto finora con i sussidi. Ma è così che abbiamo prodotto il debito pubblico.

Quindi a quanto dice Lui la colpa della crisi delle due aziende (una delle quali a Luglio è fallita) è dei lavoratori che non vanno a cercarsi un altro lavoro, non si formano, non aiutano il vicino (?!ma che significa!?) o la propria famiglia. Capito? Perché è la storia che ha bloccato il mercato, non so, forse per un evento naturale o per l’inesorabilità del progresso.

E sicuramente l’invito a tirarsi su da letto ed andare a cercare il lavoro era rivolto anche ai soci (proprietari) e ai dirigenti, i quali hanno dormito invece di ristrutturare l’azienda aprendola a nuovi mercati. La colpa insomma è delle aziende che non innovano, non diventano competitive e non rischiano.

Ma io mi chiedo: come si fa a ristrutturarsi se una azienda ha già un eccessivo debito con le banche e queste ultime erogano poco credito per mancanza di liquidità ed inoltre se il capitale immobiliare posseduto non si riesce a vendere perché nessuno lo compra? Chi te li dà i capitali necessari?

L’unico modo che mi viene in mente è quello di alleggerirsi licenziando una buona parte di lavoratori così da buttarsi in un mercato nuovo coi pochi lavoratori rimasti, nella speranza di poter riassumere in futuro una parte dei licenziati quando le cose andranno bene. Ma anche qui: come fa una azienda a spiegare ai propri dipendenti ed ai sindacati che li rappresentano che ha impellente necessità di provvedimenti così drastici se dal Governo ti ripetono che la situazione è sotto controllo e la ripresa è a portata di mano?

Non so, io sono un semplice programmatore, un lavoratore dipendente. Non so come si diriga una azienda, tanto meno una cooperativa, ma non credo di aver scritto cose fuori dal mondo. Le spiegazioni del Ministro Poletti invece mi sembrano cose dell’atro mondo!


La saluto con riconoscenza, sperando di aver imparato da Lei a capire la crisi economica attuale.

Antonio Bertuzzi



(una domanda: ma anche voi passate le giornate a casa ad aspettare qualcosa? Be', nel caso lo facciate, questo post vi suggerisce implicitamente cosa aspettare. Poi rispondo anche a Oliviero Gulot che ha portato avanti il dialogo, del che lo ringrazio, ma prima devo anche occuparmi del mio, di lavoro, aspettando, naturalmente, aspettando... e voi sapete quanti ne abbiamo già visti passare...)

37 commenti:

  1. La cosa che più mi fa imbestialire, è proprio vedere tanti colleghi commercianti che tengono duro, in attesa che la crisi finisca come continuano a ripetere tutti in coro. Io, più che spiegare e stampare il collage di Kappa, quello che mostra la serie cronologica delle previsioni del governo, non posso fare. Chi continua a sostenere argomenti del genere, senza porsi neanche una piccola domanda, (sia politico che giornalista) è un criminale.

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    1. Concordo. Di tutte le menzogne dell'informazione criminale, contro la quale lottiamo ferocemente in questo blog, questa è la più nefanda, e ha colpito molto anche me la riflessione di Antonio su questo punto, perché in effetti non avevo mai considerato la cosa da questo punto di vista. Chi continua a fornirti false speranze per ordine di scuderia, obbedendo alle veline, di fatto ti priva della possibilità di pianificare correttamente la tua vita e di correre ai ripari. Non ci sono parole per definire una simile irresponsabilità. Anzi: qualcuna c'è. Non cliccate MAI sui loro siti.

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  2. Trovo le parole di Poletti di una violenza inaudita.
    E la violenza di tali provocazioni (perché lui manco se ne rende conto ma sono provocazioni) non potrà che generare altra ulteriore violenza.

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  3. Antonio, sono criminali, punto.

    P.s. Cmq l'IMU non incide per nulla sul valore di una casa. Il problema non ė pagare l'IMU, ma la casa!

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  4. E quando la banca chiude il rubinetto, c'è sempre qualcuno disposto a dare una mano.

    Altro che stare a casa ad aspettare qualcosa, sono quasi convinto che alcuni piccoli imprenditori sono andati perfino a chiedere i soldi ai mafiosi pur di tenere aperto o di pagare qualche stipendio.

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  5. Quando si deve sgozzare un capo di bestiame non gli si fa vedere il coltello. A noi stanno dicendo: "Non ti preoccupare la ferita si rimarginerà. Non fare resistenza, complicherai solo le cose".

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  6. Da osservatore superficiale mi verrebbe da dire che in condizioni di popolazione sostanzialmente stazionaria, assenza di eventi disastrosi come terremoti o tsunami su larga scala, e considerato che il "parco" case italiano è piuttosto vasto, io tutta questa necessità di costruire non la vedo francamente (a parte il normale ricambio, se mi passate il termine).
    Semmai ci sarebbe da metter mano alle ristrutturazioni: adeguamenti sismici (oh quanto ne avremmo bisogno!) e "termici"... ma di costruire a testa bassa nuovi edifici, beh, forse non ne abbiamo tutta questa necessità.
    Del resto noi mica facciamo le case come gli americani, le nostre durano un po' più di 25-30 anni, a meno che siano fatte male con materiali scadenti.

    Dopodiché tutti gli altri discorsi stanno sicuramente in piedi.

    E giustissima l'osservazione di Antonio sui messaggi davvero CRIMINALI di uscita dalla crisi.
    E' come se un medico, stante una cura inefficace e segni vitali in calo, dicesse a un ammalato che sicuramente migliorerà, e anzi sta già migliorando.
    Il poveretto magari si fiderà (anche per una mera questione psicologica) anziché cercare una cura diversa.
    Se tutto questo non è CRIMINALE, ditemi voi cos'è.

    Ne parlavo con amici un po' di tempo fa, riferendomi ad alcuni imprenditori che non hanno fiutato la crisi prolungata e non si sono ritirati in tempo.
    Gli hanno portato via anche le mutande...

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    1. anche ai malati di aids davano l'azt... ma lo facevano per il loro bene no? anche i politici ci danno l'azt per il nostro bene ...ma no caro antonio , questo è in economia quello che in medicina chiamano il peggioramento terapeutico , abbi fede e invece di stare a letto prendiamo il nostro l'azt così le nostre sofferenze comunque saranno abbreviate che è meglio la morte dell'agonia...

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    2. la questione della crisi edilizia non è riducible al costruisco troppo ...è vero che di case ce nè tante ma è vero che molto del patrimonio edilizio è daristrutturare perchè è in cattive condizioni in piùci sono molte zone a rischio sismico che andrebbero rifatte...inoltre tutti noi nel prprio piccolo avremmo necessita di fare tanti piccoli lavori edili di riscutturazine ampliamento o cambiamenti che si affossano nel mare deiregolamenti o vengono fatti in nero...da lavorare ce nè parecchio e comunque il problema dovrebbe essere quell di spendere bene i soldi che sono lì per essere spesi ...purtroppo nel sistema attuale lo stato che dovrebbe prorpio determinare linee e avrebbe in quanto tale la possibilità ed il dovere di spendere si è infilato in un vicolo cieco di scelte sbagliate e continua cocciutamente a procedervi a testa bassa stile generale cadorna...e prima o poi andrà asbattere...

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  7. un po di giorni fa su un blog si chiedeva del M5S , beh ho risposto che anche se per conto mio sti ragazzi infervorati sono mille volte meglio di questa inettitudine fatta governo , alla fine è servito solo ad incrementare le speranze e prolungare l'agonia , che è quello che hanno bisogno gli 'scaltri' per avere ancora tempo per spolpare quindi è risultato un danno . Ora però una domanda - considerazione , tipo uovo o gallina . Se il lavoro produce guadagno all'imprenditore ma l'imprenditore per guadagnare ha bisogno di vendere e se tutti gli imprenditori vogliono guadagnare di piu di quello che investono , ne consegue che chi lavora avrà sempre meno disponibilità per comprare e l'imprenditore dovrà calare la produzione ma così facendo ci sarà ancora meno disponibilità a comprare ecc ecc. ora le cose per me sono 2 : o si fa una guerra o una grossa svalutazione del debito e praticamente si azzerano i debiti e scurdammoce o passato , o visto che in linea di massima si pagano sempre i costi di trasformazione più il plus valore d'impresa e il costo di trasformazione è assimilabile ad energia , allora bisogna in qualche modo trovare energia a costo 0 , mi chiedo e chiedo a voi , non è che le crisi periodiche si siano molto aggravate nella società industriale a causa del fattore 'energia' mentre non erano presenti nelle società precedenti visto che l'energia era tutto sommato gratuita ? beninteso che non parlo di questa crisi specifica che ha tutt'altra matrice.

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  8. Prof,
    anche l'OCSE comincia a dire chiaramente le cose come stanno e, guarda caso, mi sembra che coincidano con i fatti che lei racconta da almeno tre anni su questo blog.
    Ho letto in questi giorni il paper "Growth policies and macroeconomic stability" della serie "OECD economic papers" a cura di Douglas Sutherland e Peter Hoeller del febbraio 2014.

    Senza tanti giri di parole i due autori dicono che il problema che la crisi ha posto all'attenzione di tutti è la mancanza di regolamentazione dei mercati finanziari ...

    La parte per me più interessante del paper riguarda le considerazioni dei due autori del legame tra crescita del prodotto nazionale ed apertura agli scambi esteri.

    Riporto quanto scritto dai due autori:

    "For OECD countries, the bilateral relationship reveals a strong positive relationship between the volatility of exports and growth volatility (Figure 2). The bilateral relationship for term-of-trade shocks also displays a positive correlation (Figure 2). Terms-of-trade shocks can be large, persistent and account for a sizeable share of macroeconomic volatility in OECD and developing countries, especially for small open economies (Mendoza, 1995; Kose, 2002).

    Flexible exchange rates help to absorb terms-of-trade shocks (Andrews and Rees, 2009), but other policy options available to insulate the economy from trade and terms-of-trade shocks are very limited".

    I due economisti non solo dicono che i cambi flessibili aiutano a compensare gli squilibri esterni di un'economia nazionale, ma affermano, e questa mi sembra la parte politicamente più pesante, che tutte le altre leve di politica economica utilizzate per risolvere squilibri commerciali sono scarsamente efficaci (very limited).
    Il messaggio mi sembra molto chiaro: "se volete risolvere la crisi e rimettere a posto gli squilibri esterni, cari paesi UE, adottate i cambi flessibili".

    Per noi "nihil sub sole novum".... ai tanti fessi ancora in circolazione si potrà ricordare che quello che si dice quì lo dice anche l'OCSE.

    Gioacchino

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    1. @toti tot
      ho letto anch'io il paper da te citato.
      ormai tutte le istituzioni internazionali, come l' IMF, CE, OECD, ci dicono
      quali sono le reali cause della crisi.
      Solo i finti socialisti europei ( piddinume vario, sia de noantri che dei nostri vicini), sono rimasti a credere a babbo natale.
      La molla, quando sarà troppo carica, colpirà ancora di più ed alla cieca.
      Piddini, ravvedetevi!!!

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  9. CARISSIMO SIGNOR BERTUZZI
    Sono rimasto molto colpito dal suo post, da cui trapela preoccupazione per il futuro dei suoi parenti .MaIn questo dramma c’è qualcosa che non quadra . Come si fa ad avere fiducia nel Governo dopo le lacrime della Fornero , un autentica caimano , e dopo le ammissioni di Monti che ci dice che la sua opera è quella di distruggere la domanda interna , che detto così sembra magari una cosa buona .
    Volevate sentire una cosa così ? : IL COMPITO DEL MIO GOVERNO CONSISTE NEL LICENZIARE UNA MASSA NON INDIFFERENTE DI LAVORATORI COSI’ TORNIAMO AD ESSERE COMPETITIVI .
    Vede signor BERTUZZI i governanti usano modi molto soft ,espressi in linguaggio tecnico .
    Niente di nuovo sotto il sole . Una volta si usava il ‘’ latinorum ‘’ quandoi si voleva fottere il popolo .
    I Governi dopo Monti sono una diretta emanazione ed in perfetta sintonia di esso .
    Detto questo inquadriamo il problema delle due aziende in un contesto più ampio .
    La crisi MONDIALE che stiamo vivendo è dovuta ad un ECCESSO DI PRODUZIONE di cui la crisi finanziaria E’ UNA CONSEGUENZA NON LA CAUSA .
    Avendo prodotto troppo a livello MONDIALE per smerciare il surplus che si fa ? Si fa indebitare il popolo con il credito facile . E se poi il popolo non riesce a pagare i debiti ? NESSUN PROBLEMA .
    La finanza ha già provveduto anche a questo . Si fanno intervenire gli Stati che devono salvare le banche .
    Ma c’è qualcosa di peggio del credito al consumo . Vede fare il credito al consumo è una operazione un po ' lunga nei tempi .L’ acquisto di beni mobili ed immobili la messa in opera di fabbriche o apertura di attività comporta per gli istituti di credito sborsare denaro subito per riaverlo con gli interessi nel lungo periodo .
    Ma per tutta l’altra massa di denaro che gli istituti di credito hanno accumulato nei periodi di espansione economica che si fa ?
    Si investe in speculazioni . mutui sub prime,obbligazioni derivati ecc. ecc.
    E qui quando le cose vanno male sono cazzi amari . Loro ? NO NOSTRI .
    Nel primo caso siamo in presenza di un circolo denaro –merce—denaro—merce che è fisiologico
    Nel secondo caso siamo in presenza di denaro—denaro—denaro—denaro che è malattia .
    Niente moralismi però . Gli speculatori sono sempre esistiti, Ma come con i cavalli bisogna adoperare ogni tanto gli speroni altrimenti ci portano –gli speculatori—dove vogliono loro e non noi .
    Per quanto riguarda l’ euro esso è un MEZZO con il quale i capitalisti sono garantiti al 100% nel rientro dei LORO CAPITALI . IL mantenimento di una bassa inflazione tipo BCE garantisce al CAPITALE di non diminuire nel tempo , e il blocco dei cambi favorisce la nazione che ha mantenuto i salari più bassi rispetto alle altre e quindi si trova in vantaggio competitivo nella vendita dei suoi prodotti che vengono aiutati dal facile credito che produce un facile indebitamento ecc.ecc.
    Ora signor Bertuzzi secondo LEI è mai possibile che la grande finanza internazionale ci dica come stanno realmente i fatti ? Se c’è qualcuno che ha vissuto al disopra dei loro mezzi questa è la grande finanza .
    Invece si incolpano i cittadini e si grida allo Stato corrotto .
    Quindi sig . Antonio LEI , io e milioni di cittadini stiamo SALVANDO IL CAPITALE senza che
    questo ci ha mai dato un solo euro ..
    A POLETTI la prossima volta fate un pernacchio alla Eduardo De Filippo .
    La saluto con stima ed affetto .

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  10. Qui bisogna che si parli molto chiaramente e ci si prenda interamente la responsabilità di ciò che si dice, il momento è grave ed i tempi sono maturi. Io non ho alcun timore riguardo la mia posizione, perchè troppo soffrii per quanto vado a raccontare.
    Nel 1993, mio padre commerciante di articoli sportivi, arrivò all' amm.ne controllata e dopo 2 anni al fallimento.
    Ci pensavo proprio oggi, e mi chiedevo, se avessi avuto, durante lo SME, gli strumenti che oggi il Prof. Bagnai ci offre e la consapevolezza che soprattutto a lui dobbiamo, delle cause che ci stanno portando ad un progressivo generale fallimento delle aziende, potevo in qualche modo fare qualcosa per attenuare quegli effetti negativi causati da quella sciagurata ed analoga situazione di allora? Forse si, forse qualcosa poteva essere fatto tra 1988 e 1992, ma qui il discorso sarebbe lungo e dovrei entrare in argomenti troppo specifici relativi al caso aziendale ed ai risvolti personali.
    Ora credo che quella situazione di progressivo degrado dell' azienda di mio padre e di tante altre, iniziò nel 1981, con quell' atto scellerato che era finalizzato proprio all' entrata nell' euro, e l' esecutore materiale di quella sciagurata lettera, lo riconosce qui quando dice:
    "Il divorzio aveva fatto la sua prima vittima ed era il suo autore; ma aveva dimostrato di funzionare. Negli anni successivi non divenne certo popolare nei palazzi della politica, ma continuo' ad assicurare legami fra la politica italiana e quella dell' Europa".
    Ricordo che le aziende fallite furono tantissime in quel periodo, e le conseguenze su famiglie e patrimoni, furono terribili e credo sia possibile farsene un' idea, io stesso come fideussore, ho chiuso la questione due anni fa, dopo quasi venti terribili anni.
    Molti imprenditori oggi, sono già entrati nell' incubo, e come questo imprenditore che ci racconta la sua storia, le conseguenze per lui e la sua famiglia potrebbero protrarrsi nel tempo, rovinando la sua vita e quella dei suoi familiari ed ovviamente auguro a lui ogni bene.
    Qualche tempo fa l Prof. aveva pubblicato questo struggente appello alla politica che sarebbe bene che fosse raccolto, perchè se allora, nel '92 salvarono la loro pelle per qualche tempo, oggi quella salvezza non è garantita in assoluto e non solo la loro!
    Non giocate con la pelle della gente, politici, banchieri, confindustriali, giornalisti che fate finta di non capire, fate molta attenzione perchè la situazione potrebbe sfuggirvi di mano, anzi proseguendo sulle strade già dimostratesi errate, la situazione sfuggirà di mano di sicuro.

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    1. Ribadisco: piazzale Loreto non lo faremo noi, lo faranno i piddini. Perché, voi credete che quelli che vilipesero il noto cadavere scesero tutti dalle montagne quel giorno? Se magari potessimo lasciare l'inciviltà agli incivili, almeno su questo blog, ve ne sarei grato. Considerate che la bestia piddina sarà per forza di cose portata alla violenza, e questo non è bello, ma è ovvio: è un borghese piccolo piccolo, come quello del noto film, che si sente colto e quindi ha grosse difficoltà a elaborare il lutto di essere stato preso per il culo (e tanto, alla fine, quando arriverà il taglio del salario nominale per certi insegnanti o certi ministeriali, ci dovranno pure sbattere il grugno, no?). Bene. Io preferisco pensare che a certi politici debbano far paura certi elettori. Pijate 'na camomilla e buona notte. Dopo ci sarà altro da fare.

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    2. Ho preparato un grafico dei fallimenti tra 1987 e 2007. Per chi vuole questi sono i dati ISTAT storici (1987-2010).
      Caro Prof. non tornerò più su questo argomento, lo prometto! Mo' me pijo na bella Valeriana! Thank you.

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    3. Egregio professore , non sono d'accordo con questa ultima sua riflessione. Mi sono soffermato su questo argomento perchè conosco l'ambiente delle coop di costruzione. In una di queste che per ora "tiene" anche se con un certo numero di esuberi qualitativi, solidarietà e cassa integrazione, calo di fatturato e del portafoglio lavori, nel 2013 si sono fatti utili, e invece di reinvestirli, i dirigenti si spartiti il bottino con vari premi produzione, per poi allargare la platea dei dipendenti in solidarietà.
      Ho pensato alla sommossa popolare, invece niente, fatto salvo qualche impiegato “reazionario” anche i più duri e puri “rivoluzionari” si sono piegati adducendo giustificazioni quantitative false ( si sono dati pochissimo di premio ) , o il solito “se lo meritano”.
      Il piddino non farà mai una seconda pizzale Loreto.
      I dirigenti Pdini Possono sgozzare i bambini per strada , ma il piddino avrà sempre una giustificazione pronta per il capo: se lo ha fatto vuol dire che è giusto così.
      PS gli statali in maggio hanno votato Tsipras.

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    4. @Wisky

      Quando ho letto questo articolo (vedi link sotto) mi è subito venuto in mente il piddino, non il piddino dirigente, ma l'altro.

      http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/autoflagellazione-iindia-ricordare-nipote-maometto-1408134/

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  11. "Tutti devono avere una ragione per tirare giù i piedi dal letto." Dubito che un Ministro della Repubblica sia uno sciocco superficiale. Qui si perpetua il vetero trucco del rimbalzone, rigettare verso le vittime le proprie colpe di carnefici. Ma le famiglie bene glielo insegnano fin da piccoli? Il bello e' che funziona, si vince sempre, ai piu' si susciteranno i sensi di colpa, a pochi altri gli istinti di vendetta, da gestire per ripristinare l'ordine nonche' riconfermare chi comanda per il bene di tutti.

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  12. Caro Alberto49 il Professore ha ragione .Incazzati si , ma non criminali dobbiamo essere . Sai è una questione di STILE
    vai su gloogle e digita L ' ORO DI NAPOLI '0 PERNACCHIO
    Ottieni due cose ti diverti e apprendi che cosa è una RIVOLUZIONE PACIFICA .

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  13. Caro Antonio, sono stato in Lega Coop dal '86 al '93, nel direttivo allargato della Federcoop Bologna (oggi, Lega Coop Bologna), non mi dilungo a spiegare perché ne sono uscito in occasione appunto dell'assemblea nazionale del '93. Mi limito qui a ricordare che Poletti (che faceva fatica a parlare italiano) è stato presidente della Federcoop di Imola (ossia Lega Coop Imola) in quegli stessi anni.
    La cosa più insopportabile di questa vicenda non è tanto dover ricordare agli odierni moralisti che stanno al governo che se la Cesi costruiva a rotta di collo (sbagliando, perché correva dietro ad una "bolla", ed era evidente ...) era anche perché le amministrazioni comunali, "amiche" di Lega Coop, facevano a gara a dare aree e concessioni, ma dover constatare ancora una volta e per l'ennesima volta la doppiezza disgustosa di questi funzionari PD, gli stessi signori dai Piani Regolatori generosi, dalla licenza facile, lo stesso Poletti ex dirigente delle coop imolesi (e dentro la Lega, dirigere significa veramente dirigere) ora sono al governo a fare la "predichina" col ditino puntato, come se loro non c'entrassero nulla nello sfacelo in cui hanno infilato parte della comunità imolese. L'unica speranza che mi rimane è che a almeno a Imola la gente capisca cosa significa PD e con chi hanno a che fare ...

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    1. " ... l'ingegnere o qualsiasi altro produttore di cose non e' padrone a casa sua, e' la politica che detta le regole .. "
      ( A.Harent - Vita activa - )

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  14. Il messaggio di Poletti mi sembra chiaro: vogliono eliminare la cassa integrazione. Farlo in questo momento é da vigliacchi (anche se poi l'hanno, per loro stessa ammissione, fatto apposta di far venire la crisi così che la vecchia Europa potesse essere 'riformata': 'la durezza del vivere' ecc.) ed anche controproducente: abbiamo detto più volte della spesa pubblica, ma questo vale molto di più durante i periodi di crisi.

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  15. Nel frattempo, l'imitatore del presidente di Confindustria dice che tutto questo non gli basta : «stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità e servono tagli e
    rinunce per rilanciare crescita» (citato dal suo giornale). Chissà perchè, mi è venuta in mente la sciagurata frase che viene attribuita ad Andrew Mellon, segretario al Tesoro di Hoover all'inizio della Grande Depressione : “...liquidate labor, liquidate stocks, liquidate farmers, liquidate real estate… it will purge the rottenness out of the system. High costs of living and high living will come down. People will work harder, live a more moral life. Values will be adjusted, and enterprising people will pick up from less competent people”. Mellon, quantomeno, aveva l'attenuante che la Depressione era solo all'inizio, e non c'erano tutti i dati e gli studi che sono disponibili ora...

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    1. Andrew Mellon o Thomas Padua Mellon?

      Passano le generazioni, cambiano i Paesi, ma gli psicopatici sono sempre uguali a se stessi.... anzi no, oggi c'è la Ciiiina, il mondo è cambiato...

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    2. Squinzi dice quelle minchiate perchè per lui che delocalizza nell'Est-Europa, l'Eurozona della compressione salariale è il migliore dei mondi in cui vivere.
      Inoltre occorre sapere che la Marcegaglia, cioè il suo predecessore in Confindustria, dopo avergli lasciato la "cadrega" è stata nominata Presidente di Businnes Europe, cioè una delle principali lobby europea nonchè ispiratrice dei famigerati trattati come il Fiscal Compact.
      Cosa concederanno al cuor di leone Squinzi ed alla sua famiglia fino alle prossime tre generazioni?

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    3. oggi mi sono preso 1 meritato giorno di recupero psico-fisico, e dopo le immagini di stupro che mi avete trasmesso vado a farmi una camomilla,
      consapevole che le risorse e le energie per salvare il continente e questo martoriato Paese esistono, esiste una piattaforma Politica di salvezza Repubblicana ed esiste un potenziale livello di agevolazione e coordinamento delle forze disponibili.
      Quel "ci si puo' lavorare" di Alberto in un suo recente commento che non trovo piu' mi rasserena. Nel frattempo eseguo i consigli di Poletti (io che me lo posso ancora permettere però!), mi alzo dal letto vado al lavoro e mentre vendo giornali parlo con tutti, cari Poletti, Squinzi ecc. come potete constatare in pieno conflitto d' interesse. E' pronta la Camomilla.

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    4. @Marco S.
      L'accostamento è certamente appropriato, e sicuramente qualche psicopatico c'è, ma non sono la maggioranza, neppure fra quella minoranza che è la classe di governo. La frase Di Mellon è tratta dalle memorie di Hoover, che continuano: "Secretary Mellon was not hard-hearted. In fact he was generous and sympathetic with all suffering. He felt there would be less suffering if his course were pursued.".
      Il tono sado-moralistico è tipico di tutta la retorica reazionaria e attualmente non m'interessa chiarire quanto Poletti (o Mellon, o Padoa Schioppa) esprimano un sentimento genuino o si servano di luoghi comuni belli e pronti. Ma DOPO che certe cose sono state solennemente affermate è paurosamente difficile farle dimenticare; Poletti può avere ripetuto la lezioncina, per gli imolesi è stato un avvenimento di quelli che restano impressi.
      Ormai questa classe politica può solo sperare (invano) ma deve inesorabimente andare avanti; per il singolo l'unica alternativa è un enfatico ritiro a vita privata.

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    5. Tra i più colpiti, ai tempi di Mellon, ci furono i contadini, e la loro risposta furono un certo di tipo di gruppi di mutuo soccorso che con certi metodi spesso riuscivano a ricomprare alle aste le aziende sequestrate per resituirle ai proprietari originari... ma del resto erano midwestern e sudisti stupidi anarchici e ignoranti che non riconoscevano la ncessità del processo di riorganizzazione del settore produttivo....

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  16. ecco, tagliare la cassa integrazione. Questa si che sarebbe una bella sberla per i piddini. Ma quale governante lo farebbe tagliandosi da solo una grossa parte di consenso? Lo faranno solo un attimo prima di affondare.

    Ecco, forse questo sarà il segnale che il Titanic è spirato.

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  17. Segnalo ai più giovani che il discorso di Poletti è la traduzione letterale in tagliatellese del celebre discorso di Clinton agli operai di Detroit, nel corso della sua prima campagna elettorale. La festa è finita, darsi una mossa, riciclarsi, modernizzarsi, insieme ce la faremo, avanti democratici!. Seguì la più colossale sconfitta del ceto operaio USA del dopoguerra.
    Si vede che il governo Renzi ha fatto i compiti a casa insieme al tutor McKinsey, stessa azienda che ha curato l'immagine di Clinton (ci ha lavorato anche la figlia Chelsea).

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  18. Risposte
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    2. Mi sembra interessante osservare con semplici dati cosa sia già accaduto in Francia ed Italia, riguardo questi concetti espressi da Sapir:
      Cominciamo prima con la questione dell'evoluzione del debito pubblico. Il rapporto che sta alla base della discussione è il debito/PIL. Le grandezze sono espresse in euro attuali. La crescita di questo rapporto (tecnicamente: la sua derivata…) si scrive Δ debito / Δ PIL. Il primo termine, Δ debito, è in realtà il deficit statale. Il secondo termine corrisponde alla crescita del PIL nominale, ossia alla crescita reale più il tasso di inflazione. Il problema è che c’è una relazione tra il valore del deficit e il tasso di crescita. Se si riduce il deficit nella situazione attuale, sia con una riduzione netta della spesa pubblica che con un aumento delle imposte, la crescita si riduce. Si è creduto a lungo che la riduzione della crescita fosse inferiore a quella del deficit (tecnicamente: che il moltiplicatore della spesa pubblica fosse inferiore a 1). In questo modo, si può ridurre il deficit di 40 miliardi (ossia del 2% del PIL) e avere, se il moltiplicatore è 0,5, una riduzione di soli 20 miliardi della crescita potenziale (ossia circa l’1% del PIL). Tutto bene, insomma. E’ certamente doloroso (per gli altri), ma ne vale la pena. Tuttavia, ci si è resi conto che il moltiplicatore è MOLTO superiore a 1 (tra 1,7 e 2,2 a seconda dei Paesi). Esso è stimato, oggi, essere pari a 1,5 in Francia. Quindi, se si riduce di 40 miliardi il deficit, la crescita potenziale viene ridotta di 60 miliardi. Non è certo la stessa cosa. Si capisce quindi perché le politiche di austerità AUMENTINO il debito anziché ridurlo.
      Nel periodo 2007-2013 la Francia ha fatto un deficit cumulato di -34,9% e l' Italia di - 23,6%.

      Stesso periodo la sommatoria algebrica delle variazioni di PIL nominale sono state + 13,7 per la Francia e + 4,4 per l' Italia
      La vedrei così, per confronto, una dfferenza di deficit di 34,9-23,6=11,3 % sul PIL relativo tra Franca e Italia, hanno prodotto una differenza di crescita di 13,7-4,4= 9,3 su 7 anni (tra 2007 e 2013), cioè teoricamente ci samo giocati 9,3/7= 1,3% di crescita annua, ovvero 1,3x20=26 MLD di PIL annui nominali.

      E qui arriva subito l' osservazione del PDino amico dei lavoratori (disoccupazione Francia periodo 2007-2013 da 8,4 a 10,2=+ 1,8; Italia da 6,1 a 12,5=+6,4), che mi fa rilevare che a fronte di una crescita perduta dell' 1,3% annua, abbiamo fatto un deficit minore di loro di 11,3/7= 1,61 annuo e quindi ci abbiamo guadagnato 0,31 punti di PIL sul deficit. Ma cumulando i deficit, fatto 100 il debito 2007 per IT e FR, abbiamo 123,6 e 134,9 risp. e il debito, sale a 123,6/104,4= 118,39 in % PIL nominale e 134,9/113,7= 118,64 % PIL nominale.
      Ora i due debiti, in termini di PIL sono aumentati della stessa quantità, ma i risvolti sulle economie sono molto diversi, e basta andare a guardare dati OCSE (Household spending, produzione industriale, occupazione etc..
      Le conseguenze sull' occupazione e sulla produzone industriale sono sotto i nostri occhi; la Francia vuole seguire questo percorso? Che faccia pure! Rilevo che per contro, noi dovremmo iniziare a fare il contrario, ed entrambi fare ciò che tutti sappiamo, riprenderci la sovranità monetaria.

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  19. Non avevo mai riflettuto fino in fondo su quanto male possano fare le menzogne dette pubblicamente sulla "luce infondo al tunnel". Un po' come sentirsi dire dalle sirene "restate tranquillamente nelle cabine che la falla sta x essere riparata" mentre in realtà il Titanic affonda

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  20. e Bello Cinico
    proprio giovedi scorso incontro alla festa locale di PRC l'ex presidente della Lega Coperative quando erano Rosse, mentre cena con un ex vice-ministro al bilancio.
    Frequento veramente brutta gente e posti loschi, dovrei smettere lo so.
    Mi unisco e dalle chiacchiere esce il tema della Coperativa Ceramica e l'ex onorevole sostiene che tutto sommanto andava bene (non mi risultava) doveva solo tagliare 7/800 persone (me ne risultavano 500).
    Ora tagliare i salari in 800 famiglie in un colpo solo a Imola mi pare un numero stratosferico, ma il cinismo 'innocente' con cui frase e numero sono state proferiti mi ha lasciato sbigottito.
    Nella mia breve esperienza di celerino non avevo mai assistito ad una simile violenza.

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