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lunedì 28 luglio 2014

Una nota sulla qualità del dibattito (sempre in risposta a Carlo Alberto)

Carlo Alberto Carnevale Maffe' ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "De bello ispanico: un rejoinder a Carlo Alberto":

PS - Ti chiedo solo il favore di ospitare una mia breve considerazione su chi abusa del tuo blog – e in generale dei social media – per sferrare inusitati attacchi personali, per di più nascondendosi dietro al vigliacchissimo scudo dell’anonimato.

Non serve essere liberali per considerare il reato di “concorso esterno” come la tomba del principio di responsabilità individuale. L’accusa di collaborazionismo, poi, è barbarie giuridica da regimi totalitari. È perfino comprensibile che chi vi ricorre, sia pure nell’ambito di una discussione a sfondo politico ed economico, si senta esentato dall’onere della prova.


Spesso basta un criterio di tipo associativo (i “boys”), o peggio, la mera vicinanza fisica, che so, in una via milanese (il mio ufficio è in via Bocconi, per dire: apud hoc ergo propter hoc?) e la colpa, da eventuale conseguenza di una scelta fattuale e personale, diventa generico attributo collettivo.

Sono felice di confrontarmi con chiunque utilizzi argomenti ad rem per chiarire equivoci o falsificare miti. Sferrare attacchi ad personam, senza alcun fondamento, è invece immonda piaga da inquisitori e fanatici.
Sono grato a chi può confutare con dati verificabili ciò che affermo. Non ho tesi da sostenere, ma solo ipotesi da discutere. Ma è illegittimo attribuirmi intenzioni, affermazioni, o scelte altrui. E visto che qui su Goofynomics si finisce sempre per buttarla sul classico, fammi dire: Quod scripsi, scripsi.
 

Postato da Carlo Alberto Carnevale Maffe' in Goofynomics alle 28 luglio 2014 12:52




Sai, da vittima di questa prassi (e non solo per mano anonima) non posso che essere d'accordo con te.

Mi limito a osservare che viviamo in un paese nel quale il dibattito sul percorso di integrazione monetaria è stato aperto e poi subito chiuso (trent'anni or sono) da quelli che allora erano contrari e oggi, chissà poi perché, favorevoli. Che una molla compressa accumuli energia è dato dell'esperienza fisica e politica. Inutile negarlo: qualcuno ci andrà di mezzo, e come è sempre stato saranno quelli che se lo meritano di meno. Non è un auspicio, è una lezione della storia.

Aggiungo che, per essere precisi, la Bocconi è una realtà piuttosto complessa, e quello che si è fatto rider dietro è solo un pezzo di essa, l'IGIER, che vediamo popolato da contorsionisti come Alesina, il quale, come ho più volte ricordato, nel 1997 definiva l'euro un rischio che non possiamo correre, e ora, per farci restare dentro, ci esorta a vendere le terga (le sue essendo già "en rupture de stock" da tempo, come direbbero i miei colleghi francesi). Va da sé che il comportamento di alcuni, per quanto eminenti e rappresentativi della popolazione, di per sé non dovrebbe essere un metro per valutare il singolo agire dei singoli appartenenti a quella popolazione. Però... però... Si potrebbe anche argomentare che lavoce.info non abbia pubblicato il primo articolo di questo blog per puro caso, no? Ora, posto che personalmente me ne batto, quanto vogliamo essere ingenui? Che esista una sostanziale affinità metodologica e ideologica in certi ambienti, costruita cooptando creature affini (operazione che ritengo legittima) è un dato di fatto. Che la negazione della realtà sia stata una caratteristica distintiva dei leader di quella comunità (alla quale tu non appartieni) è un dato documentato.

Quindi, come dire: non approvo certi comportamenti, ma li capisco, nel senso che ne vedo la genesi, saldamente iscritta nella logica dei fatti storici. In altre parole, che queste circostanze e questi comportamenti possano suscitare un'indignazione anche scomposta te lo devi aspettare, e se non ti piace devi ahimè astenerti dalla lotta. Torno a far notare che non stiamo conducendo un dibattito meramente accademico, e ne siamo consapevoli, giusto? Ci sono però tanti modi per replicare: il primo è non farlo, e ti assicuro che funziona benissimo (ma tu lo sai meglio di me perché sei più abile di me). Poi, sarebbe anche utile che chi dice di essere dalla tua parte prendesse le distanze dagli attacchi che ti vengono fatti, come io sto facendo qui.

A me questa cosa è successa solo in due circostanze, e sempre a destra.

Quando Bisin scrisse l'articolo sui negazionisti, Panunzi (che sta all'IGIER, a riprova di quanto dicevo sopra: una mela sana resta tale anche in canestri mal frequentati!) intervenne per prendere le distanze. E quando Borghesi, un politicante dell'IDV, mi attaccò scompostamente per non so quale motivo, Lelli, responsabile economia di quel partito, intervenne sul sito del partito per prendere le distanze.

A sinistra non ho mai visto succedere nulla di simile: nessuno, né fra i colleghi, né fra i responsabili politici, che io ricordi ha mai preso pubblicamente le distanze dagli squallidi e sconclusionati attacchi personali che mi sono stati rivolti dalla parte sinistra. Pas d'ennemi à gauche rimane la regola (che porterà questa gauche alla meritata fine). E siccome io non sono percepito come di gauche perché non ho fatto "il percorso", su di me si può sparare a zero senza problemi. Quindi, concludo: l'IGIER, o, per semplificare, la Bocconi, non sarà il tempio dell'onestà intellettuale, ma SEL o Rifondazione comunista o i "Comunisti contro l'euro", o i "Marxisti per la lira", o quel che l'è, hanno tutti, congiuntamente e singolarmente, nei loro esponenti e nei loro esperti, dimostrato di essere peggio, anzi, di essere il peggio. E questo non lo dico per te, ma per i miei lettori. Aspetto ancora che Boghetta dica qualcosa sugli articoli che Sollevazione ha scritto su di me. Invece lui preferisce andare a braccetto con certa gente, e invitarmi ai loro processi politici. Per me questo definisce un abisso umano incolmabile fra Ugo, che pure mi sta simpatico, e Fausto, che mi sta simpatico anche lui. Ma simpatia per simpatia, è umano che preferisca chi mi ha dato una mano a mettere le cose in chiaro, da dovunque venga...

Così, giusto per ricordarti che ognuno ha i suoi problemi, e che in fondo a te è andata benone!

22 commenti:

  1. chiedo scusa per il termine "bocconians" ma lo uso con un'eccezione particolare (come "piddino").
    Per esempio sulla Spagna: abbiamo un deficit, abbiamo un concetto di moltiplicatore fiscale e allora quando sarebbe minore il PIL se riducessi quel deficit?
    PER ME la cosa parte da qua! ovvio che poi ci stanno (e ci devono stare) le analisi micro!
    Diverso discorso se uno mi dicesse.. abbiamo 100 di risorse e sarebbe meglio spenderle qua e qua invece che là e là.

    perché, e ricorda bene il prof e lo ricordo benissimo pure io, alla fine dovremmo uscircene con l'austerità espansiva alla Alesina per cui non cresciamo perché non ci impegniamo abbastanza per confermare certe idee.
    ahimè, abbiamo un problema di macro che ha implicazioni micro (non ultime un tessuto giovanile disintegrato da mancanza di studi seri, prospettive, esperienza).
    E di chi è la colpa? sempre della morale ovvero dei giovani che non hanno idee (come se averle fosse una cosa facile e non circoscritta alle esperienze che uno fa e quindi alla voglia di risolvere problemi e andare avanti).


    PS: uno legge la lettera di Brunetta e vede che le politiche industriali dovrebbero essere rivolte al turismo e alla ricezione.. seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
    Abbiamo un mega settore auto, energia, chimica, alimentare da riprenderci e a cosa dobbiamo pensare?
    Certo, pure al turismo che per strutture (non certo la ricettività normale) e promozione è zero..
    ma dico io, vogliamo veramente un popolo di camerieri e cuochi?

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    1. M aè quello che dico io tutte le volte che sento parlare del turismo. Incontro un sacco di gente che dice che dovremmo puntare tutto sul turismo.
      Però a fare il cameriere ci manderebbero sempre qualcun altro.

      Poi anche questo turismo di massa, di gente che mette i piedi nelle fontane perchè ha caldo, ma siamo sicuri di volerci umiliare a tal punto ?
      Snaturare le nostre belle città, riducendole a luna park culturali di milioni di persone di tutto il mondo che spesso vengono quà, brulicanti, senza capire un tubo.

      Turismo sì, ma moderato e fatto da chi sa apprezzare quel che guarda.

      Oppure vogliamo diventare una specie di Tailandia, dove milioni di turisti si riversano in templi una volta pieni di misticismo e sacralità ed oggi ridotti a fenomeni da baraccone !

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    2. NO IO DICO NO.

      Possiamo coltivare patate per esempio, o barbabietole. Ecco per esempio la riconversione dell'impianto di Gela, coglierebbe due coglioni con una fava. Coltiviamo le patate e ci facciamo il biogasse e risolviamo il problema energetico.
      E uno l'è a post.

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    3. Purtroppo dobbiamo registrare che alcuni Paesi esteri sono capaci di valorizzare (= far pagare con successo) attrazioni che da noi sarebbero ignorate anche dal piu' pignolo manuale Touring delle bellezze minori!
      Concordo sulle orde di turisti diciamo ineleganti, ho sempre sognato di mettere l'ingresso a Venezia a 50 euro a persona, bambini 30 via. Se non vi sta bene, rimanete a gardaland o simili. Poi Venezia deve essere un salotto perfetto, va da se', come i castelli della Loira (carissimi appunto). Ovviamente vengo apostrofato come fascista, classista, ecc. dai democratici coi figli alle scuole private.

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  2. Oggi al TG1 hanno mandato in onda un servizio contenente due notizie. Una è che il clima di fiducia delle imprese questo mese è fortemente aumentato, il più alto dal 2012, l'altra è che la Banca d'Italia e il FMI hanno rivisto al ribasso la stima di crescita dell'Italia, riducendo il PIL a un + 0,5%. Indovinate quale notizia hanno dato per prima, enfatizzandola. Mentre l'altra l'hanno data in chiusura del servizio, come en passant. In senso stretto, questa non è disinformazione, le due notizie sono state date, ma è con questa strategia che i signori dell'informazione si mettono al servizio del PUDE.

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    1. Il clima di fiducia delle imprese aumentato?
      Ma cambino spacciatore!
      Se fosse vero, come mai gli 'incagli' non accennano a diminuire, ma anzi, continuano ad aumentare?
      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-22/sofferenze-bancarie-record-ma-si-riduce-caduta-prestiti-22percento-151450.shtml?uuid=AB0aYIdB&fromSearch

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    2. In senso stretto hanno informato ma anche comunicato. La comunicazione schiaccia l'informazione diventando DISINFORMAZIONE.

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    3. L'altra settimana mi telefona la banca e come lo scorso anno la direttora mi chiede se intendessi approfittare di un prestito, e io le chiedo a che titolo, lei tutta propositiva mi accenna il pagamento delle tasse, rispondo che no non ne ho bisogno (ma non perché i soldi li ho, è che ho chiuso la ditta da circa tre anni ma sono obblligato a tenere in vita il c.c. per un prestito che accesi allora, quando lo apri).
      Lei insiste, non sa che ho chiuso, e vorrebbe un appuntamento, io le dico che non esco con nessuna senza averla almeno vista una volta, lei sorride e divertita mi dice che le sembra strano, essendo lì da due anni, di non aver avuto neppure un colloquio con me, così capisco che stanno iniziando nuovamente a fare credito con convinzione, ma pare sterilizzato ancor prima di essere emesso.

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  3. Off topic pieno di amarezza :
    Tze Tze cioè Blog di Grillo cioè Cas-aleggio cioè Cas-tacirccacorruzzzione!!11!!11 ha messo questo fantastico pezzo : ttp://www.tzetze.it/2014/07/giappone_lesperimento_scricchiola/
    Da propinare subliminalmente (leggasi la parte dove parla di "feroce deprezzamento" o simile) ai lettori per indottrinarli al liberismo e all'ostilità verso la regola presente in tutto il mondo cioè la banca centrale prestatore di ultima istanza.
    Qualcuno lo fermi il capellone e gli spieghi che cosa è l'inflazione per cause esterne (e soprattutto cosa è l'inflazione visto che in Giappone sono al 3.8)
    Non ho atteso il 31 mi sono disiscritto dal portale dopo questo insulto all'intelligenza e all' O NES TA'. L'USO DEL BLOG E DELLA PRESUNTA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA DA PARTE DEL CAS-ALE'-JOE è QUALCOSA DI NAUSEANTE. (Peraltro se la comunicazione è la sua vita è un fallito visto che Renzi e Silvio lo spaccano in 5 parti e lo dico da loro fermo oppositore)

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    1. Scusa caro, forse non sono stato chiaro. Tu stai venendo qui a confessare di aver capito solo adesso quello che ho spiegato con la preclara limpidiezza che mi appartiene ormai più di due anni or sono. Se nessuno lo avesse capito, farei brutta figura io. Siccome qui lo hanno capito quasi tutti, la figuraccia la stai facendo tu. Era evidente che Grillo vi stesse prendendo in giro e ve l'ho detto per rispetto del vostro tempo. Ora non capisco perché tornare su un argomento che qui, in questa comunità, è chiuso da almeno un anno. Il 5 stelle è morto, abbasso il 5 stelle. Mi spiace per chi pensava che le cose si risolvessero in modo semplici, eliminando li corotti che sse so maggnato tutto e mettennoce li onesti.

      Le cose sono un pochino più difficili. Però questo noi lo sappiamo. Quindi, per quale motivo esattamente continui a ripetercelo? Una spalla per piangere potevamo dartela un anno fa. Il tempo è poco anche per noi, sai? E anche lo spazio è poco. Noi vorremmo fare prigionieri, ma sinceramente non sapremmo dove tenerli.

      Ciao.

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    2. ps (da nn pubblicare sennò si sciupa il me tapino) mai pensato che casta cricca corruzione brutto fosse il brobblema!

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  4. "Ricordo una riunione, una cabina di regia, con dei professori bocconiani e un direttore di Bankitalia: terribile. Io illustravo il piano e loro mi dicevano: non è ancora sufficiente, così non basta."

    Elsa Fornero.

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    1. Sarò pure un poco rozza e forse la faccio facile, ma se un ministro - che un mestiere ce l'ha - non è d'accordo col proprio governo o si trova a disagio o che, perché non si dimette?

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  5. Signor Carlo Alberto Carnevale Maffe,
    la informo,
    è ufficiale,
    tutte le curve e gli indicatori dicono che:
    ci siamo rotti i coglioni.

    p.s.
    le consiglio di utilizzare il dato per elaborare una delle sue prossime affermazioni.

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  6. Alcune considerazioni di carattere generale: chi interviene nel dibattito pubblico sui temi economici, come quello che avviene attraverso i mezzi di comunicazione “di massa” (a maggior ragione nel caso di comunicazione unidirezionale, come quella a mezzo stampa o televisione), non può pretendere che la valutazione delle considerazioni espresse, anche se in termini strettamente tecnici e quantitativi (uno zero virgola in più o in meno, per dire) avvenga esclusivamente sulla base degli stessi, in quanto non può fingere di ignorare che quanto dichiarato non esprima una, o perlomeno induca a formare un’opinione in merito alla, valutazione politica di quanto esposto, nel senso dell’ “insieme di mezzi che permettono di ottenere gli effetti voluti”.

    Se l’esposizione fosse confinata ad un ambito specialistico, strettamente accademico, i modelli interpretativi dei dati oggettivi potrebbero dare luogo ad un dibattito relativamente asettico sugli effetti di una politica economica piuttosto che un’altra, attraverso il confronto con opinioni differenti e parimenti qualificate (in teoria, qualora non prevalga un “pensiero unico”, ma qui mi fermo). Quando invece si è nella posizione di poter influenzare, anche minimamente, l’opinione pubblica che concorrerà a sostenere o meno determinate scelte di politica economica si ha il dovere di non prescindere, fosse anche solo per omissione, dalla valutazione degli effetti reali che quanto si sta proponendo ha avuto (a livello storico o, più semplicemente, di attualità) sui destinatari degli effetti di tale politica.

    Ciò è parte integrante, per quanto ne ho capito io, del lavoro che sta portando avanti questo blog: mostrare chiaramente l’impatto delle scelte di politica economica sulla vita quotidiana dei suoi cittadini diffondendo conoscenze macroeconomiche di base ed, evidenziandone i riflessi immediati e tangibili che queste hanno avuto e hanno sulla nostra vita quotidiana.

    Se la comunicazione dei fatti e delle teorie macroeconomiche rivolta alle “masse” è disgiunta dal una valutazione completa ed il più possibile oggettiva dei loro effetti sulla vita delle persone reali (il cui miglioramento dovrebbe essere l’obiettivo della scienza economica, come di ogni scienza, affinché la stessa abbia un senso per l’uomo), si finisce per agire, nel migliore dei casi inconsapevolmente, allo scopo di orientare l’opinione pubblica in una certa direzione e questo, nonostante le 2000 battute, e dopo la Grecia (“il più grande successo dell’euro”), non è più scusabile, non ora, non qui.

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    1. Il Prof cita spesso il plain vanilla buon senso. Il pulpito e' da sempre controllato da chi comanda, che come e' naturale tende a proteggere i propri interessi. Chi di noi darebbe spontaneamente il 20% del proprio reddito in beneficenza? Non vale niente ragionare in termini assoluti, c'e' piu' distanza fra me (impiegato any) ed un subsahariano che fra me (vulgaris) ed uno sceicco Beige o Yerbouti (fra 0 ed 1 c'e' l'infinito).

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  7. Ora desidererei tanto che il signor Carlo Alberto Carnevale Maffé... spero mi restino abbastanza caratteri per scrivere il mio commento che poi è una semplice domanda che riprende quanto scritto dal professore e da altri lettori.
    Però ecco desidererei tanto che a domanda esplicita corrispondesse una risposta altrettanto esplicita e telegrafica (sì/no).

    Carlo Alberto si rende conto che sta collaborando a distruggere Paesi REALE, vite REALI, posti di lavoro REALI, libertà REALE, democrazia REALE?

    O pensava di giocare a Monopoli, sciocchino?

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    1. Miiiiiiiiiiiiii, come sei acida stasera, Maria Antonietta! Ma il povero Carlo Alberto non collabora, suvvia! Quelli che collaborano (Tabby, Zingy,...) da qui stanno ben lontani, su!

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    2. Collabora. Magari con poca convinzione ma collabora.
      Maria Antonia Giuseppa Giovanna d'Asburgo-Lorena (io ce l'ho più lungo)

      ps
      dai che le piace quando inacidisco.

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  8. Non sapevo chi fosse Maffè. Così ho dato un'occhiata su internet e ho trovato questa sua presentazione:

    «Di notte scrivo, forsennatamente, per giornali economici e riviste di management, come Harvard Business Review Italia. Ma anche per MarkUp e Donna Moderna, così da non perdere il passo dei problemi quotidiani. Da quando ci sono quei fantastici giochi di ruolo universali e permanenti che si chiamano Twitter e Facebook, scrivo tweet [...] e post [...] negli interstizi della vita. Per riempirla di domande e di senso, tenendo acceso il lumicino della nostra inesausta conversazione sul mondo».

    Dev'essere sfuggito qualcosa a Carlo Alberto perché con tutti i problemi che abbiamo in Italia, in Europa e nel mondo, riempire di post e tweet gli “interstizi della vita” non credo incida molto sull'esistente.

    Quanto al nascondersi “dietro al vigliacchissimo scudo dell’anonimato”, sarebbe forse il caso di ricordare una volta per tutte che l'anonimato su internet non esiste: il curatore del blog conosce l'indirizzo e-mail di chi lo frequenta e tanto deve bastare, perché mettere il proprio nome per esteso nella giungla del web non è precisamente la cosa più saggia che si possa fare, vista l'alta percentuale di teste di rapa che lo frequentano.

    Per concludere userei le parole di Porter (28 luglio 2014 22:24):

    «Se la comunicazione dei fatti e delle teorie macroeconomiche rivolta alle “masse” è disgiunta dal una valutazione completa ed il più possibile oggettiva dei loro effetti sulla vita delle persone reali (il cui miglioramento dovrebbe essere l’obiettivo della scienza economica, come di ogni scienza, affinché la stessa abbia un senso per l’uomo), si finisce per agire, nel migliore dei casi inconsapevolmente, allo scopo di orientare l’opinione pubblica in una certa direzione e questo, nonostante le 2000 battute, e dopo la Grecia (“il più grande successo dell’euro”), non è più scusabile, non ora, non qui».

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