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mercoledì 2 luglio 2014

Mi rifaccio un regalo (la macroeconomia salva la vita)...

Caro prof,
vorrei raccontarle come la Goofynomics abbia contribuito a cambiare la mia vita di fatto, non in teoria.
Ci siamo spesso scontrati nei commenti, mi ha insultato direttamente o indirettamente, tuttavia penso di aver imparato più da lei in due anni che in una vita di dilettantismo economico letto nei giornali "blasonati" come Repubblica o Il Sole24h.
Cronologia:
*Estate 2012: frustrato per non riuscire a capire le ragioni della crisi in Italia leggendo i giornali, inizio con un libro di Galimberti, "SOS Economia". Capisco cosa sono i mutui subprime, e cosa significa la parola derivato, oppure cosa comporta per un povero risparmiatore la "cartolarizzazione" del suo mutuo.
Prendo coraggio su materie economiche. Su Amazon mi imbatto nel "Tramonto dell'Euro". 5 stelle. Lo acquisto come ebook. Pessimo affare. Il formato ebook intendo. Un libro ricco di tabelle e grafici non è leggibile come ebook. Lo leggo su due monitor, tra un test su un satellite e un altro (era il mio lavoro). Effetto: sale l'incazzatura perchè capisco che per anni anzichè la Luna, ho guardato il dito.
*Autunno 2012: inizio a frequentare il blog. Capisco metà scarsa dei post. Il contenuto è avanzato. Wikipedia, Investopedia, etc mi vengono in aiuto. Inizio a leggere altri blog di economia, per iniziare a districarmi nel gergo economico.
*Primavera 2013: capisco che l'Italia è condannata con questa mentalità, e che io farò parte dei vinti: lavoro nel privato e nel manifatturiero, anche se come ingegnere faccio un lavoro interessante. Come dice un mio collega: puoi anche saper spaccare l'atomo in quattro, ma se non serve farai comq un lavoro di merda. Inizio a pensare a forme diverse per incrementare il reddito. Sono molto spaesato. Inizio a leggere libri di macroeconomia e libri di finanza di base.
*Autunno 2013: imparo a leggere i bilanci societari, e scarico quello di Xghwrstdsa. Un disastro. La mia Compagnia è parzialmente controllata da Xghwrstdsa, ma per la maggior parte dai Francesi. Leggendo il blog, capisco che è la cosa peggiore in questo momento che possa capitare a lavoratori italiani. Non solo l'euro aumenta gli squilibri fra Stati, ma addirittura il pesce grosso francese mangia il pesce piccolo italiano, sottraendogli commesse importanti. Nella totale assenza di dirigenti e politici italiani che difendano il nostro perimetro.
*Inverno 2014: prefiguro la cassa integrazione, a zero ore. Cioè con 800 euro al mese. Nè i sindacalisti ne parlano, nè l'azienda, che la esclude "categoricamente" per il 2014. Non mi fido, i dati sono troppo negativi, l'euro sta facendo implodere l'Italia e la mia compagnia non prende commesse, specie sul territorio italiano. Inizio a trovare il coraggio di mandare CV all'estero, seriamente, con precisi obiettivi:
1. Evitare un Paese sconfitto dall'euro
2. Levarmi dal manifatturiero
3. Mantenere un profilo elevato come competenze, perché le scarse competenze non sono rivendibili e iperspecializzarsi è la cosa peggiore che puoi fare.

*Primavera 2014: Un giorno mi alzo alle quattro di mattina, vado a fare un colloquio in Olanda per una società britannica, torno a mezzanotte e mezza. Il giorno dopo sono nuovamente al lavoro.
Due settimane dopo, di mattina, mi confermano che ho vinto il concorso con selezione su base internazionale. Il lavoro risponde a tutti e tre i punti. Il pomeriggio dello stesso giorno (!) mi chiamano i dirigenti per informarmi che la mia azienda inizierà la cassa integrazione con probabilità 100%. E io sarei rientrato nella rosa degli sfigati. La stessa cassa integrazione che l'azienda con comunicato ufficiale aveva escluso per il 2014.
Tutti cadevano dalle nuvole: colleghi, sindacati, dirigenti di primo livello.
Io no. Magari ho dormito male per mesi sapendo come sarebbero andate le cose, ma studiare economia come un matto in questi mesi mi ha permesso di anticiparne gli esiti e di prendere i dovuti provvedimenti.
Mi rode il culo lasciare il mio Paese, terribilmente mi rode, e sono anche un po' spaventato perchè lascio affetti, amicizie e abitudini.

Per me i leghisti erano zotici con le corna. Poi ho apprezzato Salvini. Ho votato Borghi alle Europee...ovviamente gli hanno preferito Borghezio.

Per me il risultato finale è che leggere questo blog mi ha spinto ad informarmi e a rimettere in discussione il 100% delle mie convinzioni politiche e storiche. E quindi me stesso e il mio modo di ragionare e guardare ai fatti e ai dati, separandoli nettamente dalle opinioni.
Martello continuamente amici e colleghi per scardinare le loro convinzioni becere: hanno iniziato a darmi più ascolto da quando hanno saputo della cassa integrazione e della mia dipartita. Della serie: occorre la strizza al culo e specchiarsi in uno che cambia vita per il meglio per provare a rimettersi in discussione un minimo.
Continuerò a martellare i nuovi colleghi olandesi e inglesi.

Cordiali saluti,
Mario Bianchi (o John Smith, o Pierre Dupont,...)



Caro Mario Bianchi, o Paolo Rossi, mi dispiace averti insultato. Che vuoi, son fatto così. Dico le parolacce. Per cercare di smettere, ho detto a mia figlia che le darò un euro per ogni parolaccia che dico. In dieci giorni siamo arrivati a 70. Mi ha appena chiesto: "Vuoi arrivare fino a 100? Non credo che tu abbia abbastanza euro per me!". In effetti Uga ha ragione, tanti euro non ne ho. Ma sono ricco dentro, anche grazie a te.
(con un post scriptum di Marco Basilisco:

Il 02/07/2014 12:19, Marco Basilisco ha scritto:
Amici (ex?) piddini tremate: il giorno che questo diventa legge (per la mia consorte) Alberto Bagnai vi sembrerà un affabile gentiluomo.

Mai toccare un piccolo borghese in ciò che ha di più caro (vedi film di Monicelli con Sordi).

Come il mio guru mi ha insegnato arrotolo la Gazzetta Ufficiale. E poi vediamo che uso farne.


http://www.repubblica.it/scuola/2014/07/02/news/patto_sulla_scuola_un_premio_ai_prof_ma_dovranno_lavorare_di_pi-90482709/?ref=HREC1-9

Che uso farne? Gliela sbatti gentilmente ma fermamente sul musetto. Non capiranno ugualmente, non sono come Mario Rossi qua sopra... ma è tanto liberatorio!)

100 commenti:

  1. Considerando il commento Marco Basilico (e il link), direi che, dal taylorismo nella cura delle persone (sanità) stanno passando al taylorismo etico (moralistico) nell'istruzione. Tanto è tutto "un tanto al chilo", prestazioni cottimistiche interscambiabili, bracciantato nell'istruzione e nella cura, ore, quantità (telos, questo sconosciuto).
    Bravi piddini, pudini e e glottologhe varie (come glottologa, forse era meglio una ministra precedente)!
    E, a tutti gli altri, un bel benvenuto nel magico mondo di Jeremy Bentham e di Mandeville!

    Ps.
    “Nello stato più elevato di prosperità sociale, la grande massa dei cittadini probabilmente possiederà molto probabilmente ben poche risorse oltre al loro lavoro quotidiano e, di conseguenza sarà sempre sull’orlo dell’indigenza […] sarà comunque bene guardarsi dalle interferenze della legge, nell’assistenza ai poveri, perché la legge che offre assistenza alla povertà […]è una legge contro l’industria. La spinta al lavoro e all’economia è la pressione del presente e la paura per il futuro; la legge che cancella questa pressione e questa paura, incoraggia all’ inerzia e alla dissipazione “
    (The Works of Jeremy Bentham, published under the Superintendence of John Bowring, Edinburgh: William Tait, 1838-1843, 11 vols. Vol. 1)

    "Coloro che si guadagnano la vita con il loro lavoro quotidiano, non hanno nulla che li stimoli ad essere servizievoli se non i loro bisogni.
    L’unica cosa che possa rendere assiduo l’uomo che lavora è un salario moderato. Un salario troppo cospicuo lo rende insolente e pigro. [...] Per rendere felice la società e per render il popolo contento anche in condizioni povere, è necessario che la grande maggioranza rimanga sia ignorante che povera.
    Le cognizioni aumentano e moltiplicano i nostri desideri, e quanto meno un uomo desidera, tanto più facilmente i suoi bisogni potranno essere soddisfatti"
    (Bernard de Mandeville, Bollati Boringhieri, 1961)

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    1. Errata: Bernard de Mandeville, LA FAVOLA DELLE API, Bollati Boringhieri

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    2. Nell'etica, con annesso moralismo, siamo immersi fino alle orecchie.
      L'etica va guardata con estrema cautela visto che è una delle armi più pericolose in mano agli spin doctor.
      E non parliamo di quell'etica tradizionale, proprio quella cui si richiamano Bentham e Mandeville: ricordo un day hospital di oncologia in cui il personale CORREVA, una volta e quella dopo e ogni volta. I pazienti, sopratutto i loro accompagnatori, restavano ammirati; forse perché quelle povere infermiere riuscivano ancora ad essere gentili, ma quello che veniva apprezzato è il fatto che CORRESSERO.
      Solo io capivo le implicazioni? Temo di sì.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Ludwig von Mises ricorda Mandeville nella sua Theory and History, osservando che:

      “He [Mandeville] pointed out that self-interest and the desire for material well-being, commonly stigmatized as vices, are in fact the incentives whose operation makes for welfare, prosperity, and civilization.”
      ref="
      Mentre alcuni discepoli ultra-fanatici del liberalismo vedevano proprio Mandeville come un proto-keynesiano.

      Rimango dell'idea che il pensiero economico non andrebbe affidato agli economisti, ma ai nipotini di Freud e Jung.

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    5. @Bazaar
      Il problema è che il pensiero economico è già affidato ai nipotini di Freud e Jung, che fanno gli spin doctor e spiegano agli economisti - che a loro volta fanno i comunicatori - come trasmettere meglio il messaggio, scelto da chi paga gli uni e gli altri :-).

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    6. @Bazaar
      Edward Bernays era nipotino di Freud (pe' davero)

      Ma Jung era d'un'altra razza

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    7. @Frank

      Appunto, la "storia del pensiero economico" dovrebbero infatti ribattezzarla "Storia della propaganda nella lotta di classe", oppure "Storia dell'ingegneria sociale" oppure, in stile più kaleckiano, "Storia delle strategie nel conflitto distributivo per il controllo delle istituzioni nell'obiettivo di cristallizzare un sempiterno ordine sociale".

      Verissimo: meglio farla scrivere direttamente ai goebbels-bernaysiani.

      Ma il punto è che gran parte dei pensatori economici della scuola classica e neoclassica, avrebbero avuto bisogno di farsi mettere "in dima", in particolare non ho mai capito cosa fosse avvenuto a Vienna che, qualche esperto esoterista mi aiuti, deve aver qualche relazione con Torino, Lione e Praga. (Io la responsabilità, o meglio, l'arché, la genesi di tutte le "sociopatologie" del novecento austriaco l'ho attribuita a Schoenberg, ma mi rimetterei all'opinione del padrone di casa)

      @Il Velo di Maya

      Su Jung , caro Velo di Maya, sfondi una porta "già sfondata": il primo litigio con la mia attuale moglie è stato perché ero tutto galvanizzato dopo aver studiato alcuni manuali sul pensiero freudiano, in occasione dell'esame di "psicologia del lavoro".

      Mia moglie - psicologa pe' davero - junghiana, mi pettinò per ben benino perché non avevo il mimimum di decenza conoscitiva per esprimere opinioni sull'argomento: minimum che doveva comprendere necessariamente Jung.

      Come al solito, aveva ragione lei.

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    8. @Bazaar
      Ma Murray Rothbard è un mito: talmente liberista che sognava una società stile "1997: fuga da New York" (peccato che non fosse Jena Plissken)

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  2. Caro Mario, tanti auguri per il nuovo lavoro ed un affettuoso in bocca al lupo!

    Purtroppo provvedimenti analoghi stanno per essere annunciati anche per altre aziende dell'aerospazio (e del comparto telecomunicazioni) del Lazio.

    I lavoratori interessati saranno presumibilmente molte centinaia nel solo Lazio (piu' quelli dell'indotto), a cui se ne aggiungeranno probabilmente entro fine anno altrettanti in Lombardia e Piemonte.

    Visto che condividiamo cammini professionali paralleli, nello stesso comparto industriale, voglio condividere un fatto personale che mi riguarda.

    Dopo che l'azienda in cui lavoro fu oggetto di IDE l'anno prima, mi chiamo' a inizio 2013 uno dei nuovi capi Europei: voleva conoscere la mia visione del business spaziale nel 2013 che iniziava (e nel 2014), forse per sentirsi rassicurato delle 'sorti magnifiche e progressive' che secondo lui ci attendevano.

    Il mio livello di comprensione della macroeconomia a quel tempo era forse un pochino piu' avanti al tuo, ma continuavo comunque a studiare a tappe forzate per comprendere al meglio la discussione qui sul blog.

    Al nuovo capo, che a valle della perdita 2012 che gia' si configurava con chiarezza, la prima dopo oltre 23 anni di attivita', gli dissi che il 2013 non sarebbe stato IMHO molto migliore del 2012 e che il 2014 sarebbe stato anche peggio.

    Sentirsi dire a bruciapelo questa cosa, a valle del piano di crescita del 15 % l'anno gia' assegnato dal gruppo alla controllata Italiana, piano sottoscritto da tutti i maggiori responsabili Europei, lo lascio' basito.

    A sostegno della mia visione 'disfattista' gli diedi i riferimenti ai vari lavori di J. Sapir, di B. Grainville ed agli articoli sul ciclo di Frenkel.

    Da allora mi tratta con sempre maggiore rispetto, ci tiene alla mia opinione anche su materie fuori dalla mia area di competenza, perche' purtroppo le 'mie previsioni' (ovviamente le mie non sono le mie, ma del Prof.) si sono dimostrate (e si stanno dimostrando) corrette. Ad inizio di quest'anno e' gia' iniziata la cassa integrazione nello stabilimento in Basilicata e non ci sono segni di inversione della tendenza.

    Ovviamente aver azzeccato la previsione non mi mette al riparo dal piano di dismissione dei dirigenti anziani, arrivera' entro due anni al massimo anche il mio turno, ma nel frattempo tutti stiamo preparando la stessa tua scelta....

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  3. Mario Bianchi s'è salvato. Ora non resta che salvare il Paese.

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    1. Un Paese è fatto di Persone, non di bandiere. Credo tu abbia capito dove andrei a parare, vero?

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    2. In questi giorni abbiamo visto sventolare bandiere di tutti i colori. Mancava solo quella dei poveri che papa Francesco nell'intervista a “Il Messaggero” dichiara essere stata rubata dai comunisti. In attesa che i comunisti comincino a sventolarla o la restituiscano al “legittimo” proprietario, ai poveri non resta che sperare.

      Qualcuno non sarà d'accordo con quanto segue, però dovranno riconoscere che Tolstoj aveva idee chiare:

      “Più è stupido e immorale quel che fanno gli uomini, più è avvolto nella solennità. Ho incontrato passeggiando un soldato a riposo, ci siamo messi a parlare della guerra. Era d'accordo che uccidere è proibito da Dio.
      «Ma come fare?» ha osservato, pensando ai casi più estremi di offesa, di affronto da parte del nemico. «Come fare se lui offende o vuol prenderti la cosa sacra?»
      «Che cosa sacra?»
      «La bandiera.»
      Ho visto come benedicono le bandiere. C'è o il papa o il metropolita o lo zar. E corteggio di magistrati. E la messa. Più è stupida la cosa, più è solenne.”

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    3. Nella Prima Guerra Mondiale l'asso della nascente aeronautica tedesca Oswald Boelcke pose le basi tattiche del combattimento aereo; tra i suoi allievi ve n'era uno assai promettente, un tale Manfred Von Richthofen, che si sarebbe reso noto in seguito. Accadde un giorno che Boelcke, impegnato in un combattimento con un pilota alleato, si accorse dell'inceppamento delle mitragliatrici all'avversario: con un paio di manovre e raffiche di segnalazione lo costrinse all'atterraggio e alla cattura. Lo attese al circolo ufficiali per conoscerlo, offrirgli da bere e dialogare con lui, illustrandogli quali fossero stati i suoi errori in combattimento. Nemmeno un'ora prima entrambi volteggiavano nell'aria per uccidersi. A terra il conflitto era peggiore, assai meno spazio concedeva ai gesti di cavalleria. Eppure già al natale del '14 vi furono episodi commoventi in cui le truppe avverse solidarizzarono tra loro (vedere il bel film Joyeux Noel, 2005) e furono punite in modo esemplare; pietoso l'episodio in "Uomini contro" di Rosi (ispirato al bel libro di Lussu), allorché gli austriaci smettono di sparare e incitano gli italiani a tornare nelle loro trincee. Ora la guerra ha mutato volto. Se ancora ci si pone la domanda se sia o no immorale uccidere un altro individuo, non ce la si pone mai nel rovinarlo indirettamente e portarlo a morte attraverso manovre condotte senza un velivolo, ma attraverso una gestione spregiudicata dell'economia e del potere; il sangue non si vede, le grida non si odono: se accade - e accade - spesso manca la prova "diretta" della pistola fumante nelle mani dell'assassino. E mancano anche i comportamenti da Oswald Boelcke. Disse il generale Lee: "Fortunatamente la guerra è un inferno, altrimenti ci affezioneremmo troppo a essa". Ogni guerra è un inferno, ma ai soldi e al potere ci si affeziona più che alla mitraglia.

      p.s.: Boelcke morì nel ’16, collidendo in combattimento con un compagno di squadra.

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    4. @Dragan Garic02 luglio 2014 17:29

      mi sa che le idee più chiare (anche su Tolstoj) le aveva Vladimir Sergeevič Solov'ëv in "I tre dialoghi e il racconto dell'anticristo", in uno dei tre dialoghi per essere precisi, anche se non ricordo esattamente quale (il rincoglionimento avanza…) e per fortuna altrettanto chiare - le idee - le ha quest'altro suo compatriota...

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    5. Pero no cambia mi amor
      por mas lejos que me encuentre
      ni el recuerdo ni el dolor
      de mi pueblo y de mi gente

      Mercedes Sosa

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    6. Fermi tutti!

      Il migliore ed il più saggio rimane sempre lui! :-)

      Trilussa

      LA NINNA NANNA DE LA GUERRA

      (1914)

       Ninna nanna, nanna ninna,
      er pupetto vò la zinna:
      dormi, dormi, cocco bello,
      sennò chiamo Farfarello
      Farfarello e Gujermone
      che se mette a pecorone,
      Gujermone e Ceccopeppe
      che se regge co le zeppe,
      co le zeppe d'un impero
      mezzo giallo e mezzo nero.
      Ninna nanna, pija sonno
      ché se dormi nun vedrai
      tante infamie e tanti guai
      che succedeno ner monno
      fra le spade e li fucili
      de li popoli civili
      Ninna nanna, tu nun senti
      li sospiri e li lamenti
      de la gente che se scanna
      per un matto che commanna;
      che se scanna e che s'ammazza
      a vantaggio de la razza
      o a vantaggio d'una fede
      per un Dio che nun se vede,
      ma che serve da riparo
      ar Sovrano macellaro.
      Chè quer covo d'assassini
      che c'insanguina la terra
      sa benone che la guerra
      è un gran giro de quatrini
      che prepara le risorse
      pe li ladri de le Borse.
      Fa la ninna, cocco bello,
      finchè dura sto macello:
      fa la ninna, chè domani
      rivedremo li sovrani
      che se scambieno la stima
      boni amichi come prima.
      So cuggini e fra parenti
      nun se fanno comprimenti:
      torneranno più cordiali
      li rapporti personali.
      E riuniti fra de loro
      senza l'ombra d'un rimorso,
      ce faranno un ber discorso
      su la Pace e sul Lavoro
      pe quer popolo cojone
      risparmiato dar cannone!

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  4. Hideuse société qui nous rançonne.

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  5. Sono in pensione, caro Mario, e ingegnere, iniziai da solo, dopo il 2006 di Prodi- Visco a masticare un po' di macroeconomia, leggendo Stiglitz e Krugmann; dopo la manovra di Visco di ottobre 2006, quella in cui furono riportate ai livelli odierni le aliquote IRPEF, dopo che il Puzzone le aveva ridotte nel 2004 (in vigore dal 2005), capii qualcosa di più di come siano falsari i centrosinistri (attuali PDINI) che scrivono i programmi di 285 pagine per poi fare tutt' altro. MI resi conto solo nel 2011, con le prime fugaci letture del blog Goofynomics, con Titanic Europa di Giacchè e ancor di più con Il Tramonto dell' Euro che quel biennio di Prodi ci condusse alle soglie del 2009 in condizoni molto peggiori di quelle in cui ci lasciò il Puzzone nel 2006; infatti quel + 2% di aumento PIL del 2006, e quel + 1,7% del 2007, a mo avviso dipendenti da sforamento deficit del 2005, poteva essere più utilmente utilizzato di quanto avvenne.
    Ti auguro, come auguro a mio figlio, ingegnere all' estero, di avere le migliori fortune; voi siete salvi ed avete il grande vantaggio di essere giovani. Qui, in Italia, la cara Italia spolpata e dilaniata da ogni parte, dove vivono milioni di ignari colleghi (ignari di ciò che avverrà a breve ai loro redditi) la macroeconomia del professore, mi preannuncia invece il peggio, anche perchè la salute non va molto bene, né per me né tantomeno per la mia dolce metà; ma, non potendo cambiare la mia vita, mi sto predisponendo alle personali misure di salvezza necessarie e sufficienti. L' unica via possibile, e in tale evenienza ho imparato a fregarmene delle conseguenze sulla mia psiche; come si diceva anticamente: "dove arrivo metto il segno" che poi in parole povere significa "non aver paura di vivere in una roulotte"!
    P.S. Chissà se il grande comunicatore, come lo ha oggi definito Pier Silvio, vorrà ancora fare il percorso con Cameron (dopo l' accordo su Juncker presidente Kommissione europea) e soprattutto se ha capito perchè UK oggi ha una disoccupazione del 7% e noi del 12,4% (soprattutto dal tempo 05' 00").

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    1. Il grande comunicatore non fa il primo ministro come Cameron, fa il responsabile comunicazione del pilota automatico Padoan. Anche l' operazione 80 euro è stata un piccolo investimento con un grandioso ritorno elettorale ma pur sempre un'operazione di facciata, senza significato economico.

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    2. Gli 80 euro ed il cuneo fiscale (che è bene ricordarlo sono questioni da sempre nelle parole della sinistra, ricordiamo tutti la truffa di Prodi nel 2006) nacquero già con Letta come idea e rispondono ad una scelta economica che ha un sgnificato politico (la stupida redistribuzione, stupida in questo contesto UEM, che doveva tacitare il fronte contrario interno e quello sindacale, oltre che acchiappare voti), come giustamente affermi ma anche economico, nel senso che si sta dimostrando economicamente negativa, come sospettavo fin dall' inizio, relativamente ai consumi interni. Ma la scelta di procedere insieme, sullo stesso fronte di Cameron, come poi la scelta opposta di appoggiare Juncker è quest' ultima una cazzata che lascerei in capo a Renzi & C.

      A proposito di atteggiamenti PDini sbagliati, che vorrebbero colpire l' elefante della crisi che colpisce asimmetricamente (col fucile a tappo della redistribuzione), leggere queste parole di Gianni Cuperlo (23 agosto 2013):

      Ho apprezzato Letta. Ha difeso
      la responsabilità di essere al
      governo per affrontare l`emergenza economica che per me
      vuol dire redistribuire risorse a
      chi è finito a terra, rappresentarci
      in Europa e, me lo lasci dire in
      queste ore terribili, anche guardare
      al mondo e a un Medio
      Oriente segnato dalle tragedie in
      Egitto e Siria. Ma Letta ha anche
      spiegato che non siamo al governo
      a ogni costo».


      Abbastanza chiaro no? L' emergenza economica si risolve...(COGLIONI!!!)

      Elimina
  6. Complimenti per il coraggio Mario! E in bocca al lupo per il tuo futuro fuori confine. Capisco che ti rode ma guardala come una fortuna.
    Purtroppo non ho la preparazione per aspirare ad una elevata qualifica, quindi pure l'estero per me non e' fattibile (a meno di non fare il cameriere a Londra, ma sarebbe da vedere se il gioco vale la candela). Devo barcamenarmi in questo paese incasinato ma che amo.
    Dopo gli ammortizzatori sociali prossimi alla scadenza infatti, dovro' inventarmi qualcosa, ma non so cosa.
    Vivo un po' alla giornata.

    Sai come ho "scoperto" il prof? In tv, sul la7 a servizio pubblico. Pensavo: questo la fa facile, mo tutto sto casino sarebbe colpa dell'euro?
    Alla fine della trasmissione le teorie mi avevano incuriosito ed ho approfondito su youtube. Cercavo i video del prof.
    Sempre piu' convinto son passato a comprare il libro ed infine seguire il blog.
    Bella storia e bel percorso. Una bella persona. Certo sarebbe stato meglio non conoscere una bella persona, avere un pelo meno apertura mentale, ma un lavoro :-)

    RispondiElimina
  7. Azz' non mi ero accorto che volevan fare il riformaggio ( o ricottaggio a seconda dei gusti) della scuola. D'altronde non lo sapeva nemmeno la saccente piddina con cui ho discusso su tw. Il livello di squalificazione governativa ha raggiunto anche la scuola. Dopo le ardite opere di ingegneria finanziaria - che nulla hanno a che fare con il mercato reale - cominciano a pastrocchiare il nostro futuro, i ragazzi. Non paghi dello scempio della società, si apprestano ad inflazionare la scuola. Ma un giorno - o vecchio - i giovani ti chiederanno "Ma tu dov'eri ?"

    RispondiElimina
  8. io sono rimasto basito dal fatto che non indicava nel debito pubblico ma in quello estero la causa.
    e poi parlò di AVO.
    Ecco, già il fatto di nominare AVO avrebbe dovuto far capire da subito di che passa fossero i commenti del prof.

    però nel concetto di AVO c'era il fatto che bisognava avere tassi di inflazione (e immagino tassi in generale) convergenti per "natura".
    e allora ho pensato a "simulare" cosa implicasse avere prezzi che salgono più da un lato piuttosto che dall'altro.

    e penso che il fatto DI PENSARE DI AVERE TRAMITE BC UNICA un tasso di inflazione unico sia uno dei concetti fasciocomunisti più potenti (e pericolosi.. per inciso, letto su twitter Piga che si lamentava che la BCE non rispettava il patto del 2%.. questi sfogliano un altro libro della storia).

    e poi è arrivato il ciclo di Frenkel (che spiega perché le previsioni di Spaventa e Napolitano non si sono mostrate subitissimo).

    il resto è stato un percorso lungo, tortuoso ma naturale.

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    1. tu pensa che a me il prof ha "acceso la luce" quando in una discussione sulla grecia mi disse (semplifico) che la colpa dell' esplosione del debito privato è (anche) del creditore che ha prestato male. sono quelle cose talmente ovvie a cui tu non avevi mai pensato, ma che mettono tutto sotto una luce diversa.

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  9. In bocca al lupo, Mario Bianchi, per il nuovo lavoro (e anche a Paolo Rossi, Cesare Neri, Girolamo Verdi e tutti gli altri che si trovano nelle stesse condizioni).
    OuTing:
    Per mia indole politica, ho sempre nutrito, a pelle, sospetto e avversione per i giochetti politico-economici di Lorsignori, a partire da anni lontani. Ma la frequentazione di Gufy ha dato anche a un alunno indolente e tardo come me una critica consapevolezza macroeconomica di quei "giochetti". Per cui temo che nei prossimi mesi assisteremo purtroppo, oltre che a una situazione socio-economica devastante, anche a disgustosi balletti di "io l'avevo detto", se perfino Renzi s'è messo a dire in giro a destra e a manca che, ad es., la Germania ha sforato i parametri di Maastrich, che l'Italia dà all'Europa sui sei miliardi di euri in più di quanto da essa riceve e che se non ci fosse il fondo salva-Stati staremo messi meglio. Adesso anche i PDini (quelli, almeno, con due neuroni) hanno cominciato a intonare questa geremiade perché... l'ha detto il loro Capo.

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  10. Caro Mario Bianchi,
    non lo so se ti sei salvato emigrando, non mi sembra una grande vittoria.
    La maggior parte della mia famiglia, tra il 1908 e gli anni 70 è dovuta emigrare, e l'emigrazione forse salva dalla fame, ma divide: la maggior parte dei miei parenti non so che faccia abbiano, e il dolore sui volti di chi è diviso non è tanto diverso dal dolore delle madri che perdono un figlio, non va più via.

    Per me emigrare significa che quando i miei moriranno, io arriverò troppo tardi per il funerale, e resterò solo con i miei ricordi e una lastra di marmo.
    Significa che perderò di vista i miei cari amici, e dopo 20 anni, facendo un giro al cimitero del paese mi spaventerò di quanti siano già lì che mi aspettano.
    Significa che le ricchezze che la mia famiglia ha messo da parte con tanta fatica, non varranno più un cazzo, perché quando emigri di quella roba te ne devi liberare, e come ci insegna il prof, se devi vendere in fretta il prezzo lo fa l'acquirente.
    Significa che crescerò mio figlio in un paese che non è mio, a cui io non appartengo, ma sarà SUO, e su questo non ci capiremo mai, perché io morirò italiano, lui chissà.

    Ascoltate uno che ancora sente il dolore di tre generazioni di emigrazione, e ora vede questo spettro ripresentarsi nel futuro suo e dei suoi cari: l'emigrazione è solitudine e dolore. Mi rendo conto che non è un discorso facile, ma se potete, non emigrate. Restate qui, restiamoci insieme.

    Quando ho visto il fratello di mio nonno arrivato troppo tardi, piangere come un bimbo ricordando di quando mio nonno gli diceva "non andartene", ho deciso: IO non emigrerò MAI.

    Lottando contro tutto e tutti, o vivendo una vita normale, tornerò alla terra a cui appartengo, l'unica che è davvero mia.

    Signor Bianchi, appena puoi, torna... l'Italia avrà tanti problemi, ma solo Lei è tua, con tutte le altre è solo sesso (sdrammatizziamo dai...)

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    1. Basta cambiare il cognome ed è fatta! Per quel che riguarda i ricordi posso dire che della mia infanzia non ricordo piú nulla e non vivo così male.

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    2. "...e così la gente non ha mai pace e vuol darsi una mossa e andare da qualche altra parte, quando Lui voleva che stessero dove sono come un albero o un seminato di mais. Perché se avesse voluto che l'uomo fosse sempre in movimento per andare da qualche altra parte, l'avrebbe messo per lungo sulla pancia, come un serpente, giusto? Naturale, no?". Io sono limitato come il povero bracciante di Faulkner ("Mentre morivo") e non ce la farei ad andarmene dalla mia terra. Ma sembra sia questione di geni, la propensione al cambiamento e all'avventura o alla stabilità dei legami e dei ricordi, incisa nella biochimica del cervello... a ciascuno il suo destino con l'augurio che sia il migliore possibile.

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    3. No, non è una questione di inclinazioni.
      Già 3000 anni fa, Odisseo parte sempre all'avventura, ma è arso dal "nostos".
      È un dolore silenzioso, non aspettatevi che qualcuno ve lo urli in faccia, lo dovete cercare nella gente sola e nelle case abbandonate, appartenenti a 30 persone che non si conoscono tra loro.
      ...e pensate a voi stessi se un giorno doveste ritrovarvelo dentro.

      Non confondiamo l'avventura con la MOBILITÀ DEI FATTORI DI PRODUZIONE, se siamo vittime lo dobbiamo sapere, non per vittimismo, per autocoscienza.

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    4. L'estero affascina solo i giovani e chi non ci e' mai stato. All'estero sei sempre straniero, soprattutto quando le cose vanno male. Il nostro corpo e' si' fatto per correre, nelle savane primordiali sfiancavamo gli animali grazie alla nostra efficiente sudorazione. Poi, esaurite le risorse, ci si muoveva, ma ragionevolmente tutti assieme. Le radici erano le persone ed i loro racconti, il territorio - libero, infinito - scorreva via. Il prossimo passo sara' Marte oppure l'estinzione, ovvero la decrescita perfetta.

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    5. Sto a Londra ma mia figlia e' italiana (per quanto bilingue). Certo, aiuta il fatto che in periferia di inglesi ne incontri pochi :-)

      Hai ragione sul fatto che l'emigrazione non e' mai un processo indolore, anche quando hai la fortuna di avere gia' un posto di lavoro prima di partire.

      Ma d'altra parte, qual'e' l'alternativa? Nel mio caso, sarebbe stata con ogni probabilita' farmi mantenere in tutto o in parte dai miei genitori, e dare a mia figlia un futuro privo di prospettive.



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  11. Mi ha rovinato la giornata sto post, conferma quello che tutti sapevamo o sospettavamo cioè che se non primeggi in nessun campo e fai lavori più umili per te è il regno di rocco siffredi.
    Prof se anche adesso non mi pubblica il commento smonto il pc con un cazzotto è la terza volta che ne scrivo uno e come entro me lo cancella e mi dice di riscrivere......so na capra ma qualcosa è cambiato

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  12. Ingegnere, eh. E poi dicono...

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    1. Cogitazione notturna: ma è possibile che non abbia sentito nessuno della troika dire tecnicamente cosa fare nello specifico come uscire dalla crisi? In campo avverso c'è Borghi & C. Dalla parte piddina ? Per piacere datemi una risposta che senno nun dormo stanotte.

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    2. I piddini non vogliono uscire dalla crisi. Sono come i batteri anaerobi: prosperano nella merda. Se arrivasse un po' di ossigeno, scomparirebbero

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  13. Ecco chi è il Bagnai!

    He who do fight the peace!

    http://www.golemxiv.co.uk/2014/07/disloyal/

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  14. Caro Mario Bianchi,
    innanzitutto complimenti, non deve essere stato facile battere una concorrenza internazionale. Inizia quindi una nuova avventura. Io feci questo passo alla fine del 2011, quando in carica c'era Monti, e a Piddinia tutti erano felici, perché B. era stato cacciato e si andava per il meglio. Io ero l'unico non convinto che l'austerity di Monti fosse meglio del bunga bunga di B. Insomma ero pronto a fare sacrifici, non era questo il punto, ma pensavo che quando tutti gli italiani avrebbero fatto sacrifici, qualcuno o molti di quelli che producono o vendono, sarebbero saltati per aria; per non parlare dell'effetto della deflazione sul debito pubblico. Ero keynesiano senza saperlo. Poi ho letto Krugman, e seppi di essere keynesiano, poi scopri' Bagnai (che trovo più completo di Krugman, senza tema di accusa di leccaculismo, perché Bagnai spiega l'austerità per ripianare i saldi di contabilità nazionale, cosa che non mi risulta Krugman abbia mai fatto, correggetemi se sbaglio) e capi' la correlazione tra euro e austerità.
    Certo emigrare non e' facile e rimangono sempre dei dubbi, con i quali spesso mi tormento. Ho fatto bene? Potevo rimanere? @Jun Ker ha fatto di tutto per alimentare questi dubbi. Ma guardiamo bene in faccia la realtà: cassa-integrato: che vita e'? Sopravvivere. Non ci lamentiamo? Non mi lamento. E il filetto? Andare all'estero e sempre una esperienza positiva, si e' costretti ad affrontare situazioni nuove, incontrare mentalità e culture diverse e mettere a confronto la propria cultura con quella del paese in cui si vive, magari si scopre che alcune cose piacciono di più del proprio paese di origine. Poi ogni situazione familiare e' diversa e non si può mai giudicare, ma sinceramente, per rispondere a Jun Ker, credo che nessuno abbia il diritto di dire a chicchessia dove vivere la propria vita, neanche un genitore; perché la prima cosa a cui si dovrebbe pensare e' la felicita' di quella persona, e non il fatto di poter vedere quella persona ogni giorno (che magari e' costretta a fare una vita che non voleva e si deprime). Inoltre oggi la tecnologia permette di collegarsi con dispositivi portatili dotati di telecamera piuttosto facilmente anche dall'altro capo del mondo (quello che faccio io ogni domenica).
    Un mio eventuale figlio/a non crescerebbe italiano/a? Lo so, cercherei di insegnare l'italiano e la cultura italiana, ma ci sono questioni del crescere in Italia che mi farebbero altrettanta paura, sia culturali (e se mi viene su piddino/a?) che religiose (ci siamo capiti). Infine: si fa sempre in tempo a tornare indietro: cosa si perde? Una busta paga da cassa-integrato?
    Poi magari all'estero scopri che il tuo lavoro vale molto di più di quello che ti avevano fatto credere in Italia, e di conseguenza lo stipendio. Magari scopri che fare bene il tuo lavoro e' il motivo per cui ti danno dei premi e degli avanzamenti, e non perché hai la tessera di un certo partito o appartieni ad un certo movimento religioso (CL suona familiare?). Magari non ti piace e torni indietro, pero' ci hai provato, in bocca al lupo.

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    1. Caro Tiziano,
      andare all'estero non è un problema, il problema è rimanerci.
      Nel lungo periodo (nel quale non è detto che saremo tutti morti) lo scotto lo paghi eccome, lo paghi tu, lo paga la tua famiglia, e lo paga la tua terra, perché sei comunque un "valore" perso, che produce ricchezza in un altro stato senza che questo altro stato abbia fatto alcun "investimento".

      Se siamo su questo blog, probabilmente abbiamo capito che finché esiste un bilancio nazionale, gli stati sono in concorrenza fra loro, altro che collaborazione. Dunque andare a produrre ricchezza da un'altra parte non dico che sia come passare dalla parte del "nemico", ma sicuramente è passare dalla parte della concorrenza.

      Non dico a nessuno come deve vivere la sua vita, ma vi faccio presente che parla l'esperienza di chi ha già visto 100 anni di emigrazione, dunque: SIETE SICURI CHE VOLETE COMINCIARE DA CAPO QUESTA STORIACCIA?
      Per la mia esperienza, per quanto mi riguarda dico: no, MAI PIÙ... poi fate come vi pare, Cassandra ha parlato XD

      Per quanto riguarda i figli, invito a fare una piccola riflessione: noi siamo nati italiani, i nostri figli emigrati no. Su questi piano, noi e i nostri figli non ci capiremo mai. Potranno studiare la cultura italiana, ma non saranno italiani, e sempre "Cassandrianamnte" avviso (perché l'ho visto coi miei occhi): questo piccolo dettaglio alzerà un muro tra noi e i figli, non è che semplicemente avremo opinioni diverse per via del conflitto generazionale, non saremo proprio sulla stessa lunghezza d'onda...

      Non c'entrano religioni o ideologie, è una testimonianza.

      Saluti

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  15. Io sono entrato in mobilità l'altro ieri. Tralascio gli aspetti del vergognoso accordo sindacale con cui l'azienda ci ha rifilato un calcio nel sedere dopo vent'anni in cui ci si è fatti un mazzo così per tenere in piedi la baracca.
    Tuttavia la scena che mi si è presentata al CPI allorquando mi sono presentato per l'iscrizione alle liste ha veramente dell'apocalittico. Duecento individui ( possiamo chiamarli disperati?) nelle mie medesime condizioni che si apprestavano a tradurre la medesima pratica: quella dell'iscrizione alle liste della mobilità.
    Entrato alle 10 del mattino, sono uscito alle 16 ( pardon, 4 post meridiem).
    La morale della favola è che ho capito che la Grecia è già qua; che ho il forte sospetto che i dati ufficiali sulla disoccupazione non siano veri; che chi parla di successo dell'€ vede il mondo alla rovescia ed avrebbe bisogno di uno psicanalista.

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    1. Ho fatto quella procedura 3 anni fa e eravamo centinaia scaglionati in più turni.
      Poi sono tornato per i colloqui, una presa per il culo da paura.
      Poi sono tornato per i corsi di formazione che è obbligatorio fare pena restituzione della cassa integrazione, il tutto naturalmente dopo il lavoro perche i corsi non li fanno quando entri in cassa integrazione ma dopo anni e se lavori diventi matto.
      Corsi per formarti in nulla perche se fai 60 ore di informatica chi ti chiama??
      Se fai 70 ore di inglese chi ti chiama??
      Per non dire di chi lavora gratis in cucina per centinaia di ore, cosi il ristoratore oltre i soldi che bacca per aver vinto l" appalto dei corsi di formazione ha anche manovalanza a grattisse.Da noi vince sempre un ristoratore, guarda caso.
      Un sistema che quando lo vivi ti vien voglia di entrare con un mitra la volta dopo ma tanta è la vergogna di sembrare dei mentecatti che nemmeno parli con quello che ti è vicino.
      Mi sembrava di vivere un film tanto erano ridicole quelle code interminabile e tanto erano ridicole sapendo che tutti quei colloqui non hanno prodotto mai un posto di lavoro visto che per questo si deve passare per le agenzie interinali, non sia mai che lo stato metta i bastoni sulle ruote del privato.

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  16. a voi:

    La crisi è stata anche generata dal debito privato. Non sarebbe meglio affrontare anche questo problema in Ue?


    Il debito pubblico e quello privato, quando ci sono le crisi, diventano indistinguibili. Per esempio la Spagna aveva un alto debito privato e un basso debito pubblico, adesso accade il contrario. Lo stesso è accaduto con gli Stati Uniti. In Italia il debito privato non è mai stato alto per cui, per ora, non è un problema pressante. Se avessimo anche questo problema, saremmo già falliti!

    Lucrezia Reichlin

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    1. E questa signora sarebbe la direttrice del London Business School di Londra?
      Famose 4 risate.
      Riporto la sua risposta, che potete trovare qua, in merito allo sminchiatissimo studio di Reinhart&Rogoff, sputtanato persino da Maurizio Crozza (sì, il comico, proprio lui).

      DOMANDA: Prima di affrontare le possibili strade per ridurre il debito, partiamo da una questione di fondo. In un famoso studio, gli economisti Rogoff e Reinhart hanno verificato che un alto rapporto tra debito pubblico e Pil finisce per abbassare quest’ultimo. Ma c’è consenso tra gli economisti su questo punto?

      RISPOSTA: Questo è uno dei temi più controversi, perché naturalmente una correlazione si può sempre misurare, ma non dà informazioni sulla causalità (due fenomeni possono essere legati, ma non è detto che uno sia causato dall’altro, ndr). Io personalmente non credo alla loro correlazione. In ogni caso queste analisi non sono mai robuste: una correlazione non lo è per definizione, perchè cambia con il variare delle politiche, del ciclo e altri fattori.

      Ora capisco l'impreparazione di quei tizi della London Business School ad Annozero...tanto vale studiare a Cosenza se si sparano simili fesserie.

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  17. Essere costretti ad emigrare è doloroso. Tanto più se ciò accade in conseguenza di un progetto sbagliato come quello dell'Ue, non richiesto da nessuno e su cui a nessuno è stato chiesto un parere. All'inizio di questo sventurato XXI secolo il mondo si ritrovato senza averne sentore nel pieno della “Guerra al Terrore”. A 14 anni di distanza il “Terrore” regna incontrastato in vaste aree del pianeta e si avvicina minacciosamente anche alle nostre case.
    Parallelamente gli europei sono stati inglobati nel fatato mondo di eurolandia, e improvvisamente hanno fatto la loro comparsa gli euroti, gli adoratori dell'euro che ritengono che senza di esso l'Europa non avrebbe un futuro.
    Nessuno ha chiesto se eravamo d'accordo. Nel 2005, però, i governi di Francia e Olanda commisero l'errore di indire un referendum sulla Costituzione europea, che fu sonoramente respinta con il 54.87% e il 61,6% dei no rispettivamente. Successivamente la costituzione fu ripresentata pari pari come Trattato di Lisbona, ma guardandosi bene dall'indire un nuovo referendum.
    Per il momento non si vede una via d'uscita, nonostante il progetto non stia in piedi. I governanti europei continuano a recitare il loro frusto copione, apparentemente incapaci di rendersi conto di quanto sta accadendo nell'Europa del “benessere, della pace e del progresso”.

    Ieri, ad esempio, nel suo discorso a Strasburgo volto a sollecitare una maggiore flessibilità sui conti pubblici, Renzi ha citato Telemaco, Dante e “l'anima dell'Europa”, ma il capogruppo del Ppe, Manfred Weber gli ha seccamente ricordato che “i debiti non creano futuro, lo distruggono. L’Italia deve rispettare le regole”. Visto che c'era Weber ha anche avvertito che si andrà “avanti con il rigore”.
    Renzi allora ha cambiato registro, rispondendo piccato che non accetta le “lezioncine morali che certa Europa crede di poter fare all’Italia” e ipotizzando che “questo semestre servirà a far risorgere la nostra economia e i nostri valori, proprio come accadde nel Rinascimento”.
    Sono opinioni sue, di cui l'Europa a guida tedesca non tiene alcun conto, ma lui sembra davvero convinto di essere uno statista in grado di cambiare le dinamiche interne all'Ue.
    Poi gli passa.

    Nelle stesse ore in cui Renzi teneva il suo siparietto, nell'est Ucraina “l'anima dell'Europa” entrava direttamente nelle case recando con sé i “valori europei” e costringendo all'emigrazione un numero sempre maggiore di russofoni.

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  18. In questo post si vivono soprattutto dei drammi personali ed anche familiari.
    Per alcuni, forse, andarsene non sarà tanto grave, ma per la maggior parte è un vero dramma, perché spesso è un obbligo se non hai nessuno a sostenerti.
    Ci violentano le vite due volte: la prima quando le difficoltà crescono giorno dopo giorno e la disperazione prima o poi fa capolino nella tua vita, perché non riesci a intravedere una soluzione in mezzo al deserto, e la seconda volta ti violentano quando sei costretto ad andare via.
    Si può anche restare, va rispettata qualsiasi scelta...
    Io, per esempio, se non avessi mia moglie e i miei suoceri, sarei alla fame più nera, ed è solo grazie alle persone appena citate, riesco a sopravvivere.
    Fa rabbia, fa incazzare e fa male tutto questo, il senso d'impotenza spesso urta con la pazienza e la razionalità che ti imponi di avere, ed è durissima...
    Qui molti capiscono questi brutti sentimenti e amare sensazioni.

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  19. Ho appena finito di discutere con un italiano che lavora in Germania x una multinazionale usa, che esporta in Cina.
    Sostiene che i tedeschi sono meglio di noi xke i sindacati sono costruttivi, che in Germania si rimboccano le maniche, che noi (bello dire noi da parte di un italiano che lavora all'estero) non abbiamo fatto le cose da fare al momento giusto.
    Ciliegina sulla torta: " x abbattere il debito pubblico dovremmo vendere tutti i quadri e le opere d'arte che abbiamo negli scantinati dei musei, tanto non li può vedere nessuno".

    Sono andato via... Sconfitto e accorato ma sopratutto incazzato.
    Sono passate 2 ore ma ancora mi girano di brutto..,

    Ignoranza o capo'?

    X me ignoranza

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    1. Mi dispiace di cuore se emigrano i Bianchi del post, ma che sia emigrato quello scemo da te descritto non mi dispiace per nulla.. anzi, meglio che se ne sia andato e sicuramente ci abbiamo guadagnato.

      Se emigrassero tutti i piddini, rossi, gialli o neri, penso che ci farebbero veramente un grosso favore.
      È quello che ho detto anche qualche volta al piddino di turno: "visto che ti piace così tanto la Germania, ma perché non te ne vai da loro? Invece che stare qui a lamentarti di quanto siamo merde? Non è difficile, prendi per il Brennero, passi di là.. e poi finalmente ti togli dalle scatole!"

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    2. Intanto una notiziola fresca di giornata.
      Pare che vendere i 200 (c'è chi dice 400, nessuno offre di più?) miliardi di beni demaniali per far cassa e abbattere il debito pubblico, non sia esattamente una passeggiata de salute.
      Insomma, a 'sto giro il "venghino si'ori, venghino!" non ha funzionato un granché, parrebbe.

      http://www.huffingtonpost.it/2014/07/04/nessuno-compra-i-gioielli-dello-stato_n_5557086.html?1404459024&utm_hp_ref=italy

      Quindi la vedo un po' dura vendere quattro croste ammuffite in cantina, ammesso che siano quattro e che siano croste.
      Rischieremmo di vedere una scena come questa, ahahahhaha..
      https://www.youtube.com/watch?v=QU0nBnBnPiA



      Ma a parte queste considerazioni di buon senso, il Nostro transfugo che pontifica sugli scantinati, forse, e dico FORSE!, è uno che non conosce come funzionano i musei, forse non ne ha mai visitato uno, e se l'ha fatto si è stancamente trascinato per le sale esclamando ogni tanto "bello!", "guarda che colori", "uhm, questo è un po' scuro", "ahhhhhh, questo sì che è bello"... commenti di questo tipo, per capirci.

      Innanzitutto i magazzini museali costituiscono un vero e proprio polmone rispetto alle sale e alle mostre accessibili.
      Sono una parte viva di un museo.. non è che il fegato è meno importante delle zinne perché tanto non lo vede nessuno.
      I quadri vengono restaurati, custoditi, catalogati, studiati, riorganizzati o preparati per mostre estere o prestiti o per andare incontro alle mutevoli esigenze (cioè gusti) dei visitatori nel corso degli anni o dei decenni.

      Quindi il Nostro lavorerà anche per una multinazionale, avrà fatto pure carriera, guadagnerà n volte lo stipendio di un impiegato italiano, ma è uno che non capisce un emerito cazzo!
      Spero di essermi spiegato adeguatamente....

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    3. Mic1972, le ultime 8 ricche del tuo intervento fotografano in pieno il quadro che mi sono fatto.
      Il punto e' che il blocco sociale a cui sta bene lo stato attuale (austerità e deflazione) vede una strana alleanza con dentro anche (x ora) tanti dipendenti pubblici italiani che, per paradosso, in un momento di zero crescita dei salari da 10 anni, stanno meglio in una Italia in deflazione che in moderata inflazione..

      Alla fine, anche inconsciamente, ognuno si nuove a difesa del suo interesse o di quello dei suoi cari..
      Mi ha molto colpito leggere l'intervento di Napolitano, allora capogruppo del PCI, alla camera, contro l'ingresso dell'Italia nello SME.
      All'inizio mi sono detto che comunque nella vita si può anche cambiare opinione, poi però ho letto questo...
      http://partitoviola.wordpress.com/2012/02/27/nino-galloni-chi-era-costui-intervento-shock-al-mmt-di-rimini-un-oscuro-funzionario-aveva-previsto-il-crack-del-debito-pubblico-italiano-426/

      Che schifo, milioni di lavoratori venduti x magari 100 fposti di lavoro di quelli buoni x i figli della nomenclatura.

      Il caro italiano, emigrato in Germania e super pagato, ritornato in ferie nella sua Italia a pontificare la grande Germania, e' un ignorante i un venduto?
      Temo sia un ignorante

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  20. Non so se qualcuno ha già fatto riferimento a questo frammento del nostro presidente della camera a proposito di EMIGRAZIONE: mobilità dei lavoratori come opportunità !!!
    Girare il mondo per lavoro sarà lo standard di vita per molti di noi.
    Che emozione !

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  21. A proposito delle sanzioni ( 9 miliardi di dollari) alla banca francese BNP Paribas, volute dalla giustizia americana per delle transazioni effettuate a favore di cittadini del Sudan accusati di complicità con il terrorismo, " Putin ha detto agli ambasciatori russi: “...Ciò che accade alle banche francesi non può che suscitare indignazione in Europa e anche qui. Sappiamo della pressione dei nostri partner statunitensi sulla Francia per costringerla a non fornire le Mistral alla Russia. Sappiamo anche che hanno fatto capire che se la Francia non consegna le Mistral, le sanzioni alle loro banche saranno tranquillamente tolte, o almeno ridotte in modo significativo. Cos’è questo se non ricattare? E’ questo il modo giusto di agire sulla scena internazionale? Inoltre, quando si parla di sanzioni, presumiamo sempre che le sanzioni siano applicate ai sensi dell’articolo 7 della Carta delle Nazioni Unite. In caso contrario, non sono sanzioni nel senso giuridico del termine, ma qualcosa di diverso, un altro strumento di politica unilaterale…“

    La politica estera degli Stati Uniti, sempre più irrazionale e proditoria raggiunge il culmine, caratterizzata da una vasta gamma di strumenti di pressione e intimidazione. Ora la politica prepotente degli Stati Uniti del “con me o contro di me” spinge sempre più Paesi a cercare un’alternativa razionale. La Russia di Putin, contrariamente ai disperati media di Wall Street, splende come un faro di razionalità e umanità, come l’unico adulto e persona di fiducia nel saloon globale in cui l’ubriaco cowboy statunitense spara le sue ultime cartucce. La crisi Ucraina, la creazione del grottesco SIIL in Iraq e Siria, la pressione frenetica su Romania, Serbia, Italia e altri nel denunciare l’accordo con la Russia sul gasdotto South Stream e impedire alla Russia di esportare le sue materie prime, questi sembrano essere gli ultimi proiettili sparati in aria.

    L’Italia, per esempio, ha risposto con una dichiarazione netta del segretario di Stato per gli affari europei Sandro Gozi: “Il progetto South Stream è sempre stato e rimane il più importante per l’Italia”. L’intervista è stata pubblicata il 30 giugno, il giorno prima che l’Italia assumesse la presidenza del Consiglio dell’Unione europea. “Mentre l’Italia assume la presidenza dell’Unione Europea, diamo priorità assoluta all’integrazione politica ed economica con Kiev, mentre la ripresa del partenariato strategico tra l’UE e la Russia, … le relazioni con Mosca non possono essere né tagliate né sospese; al contrario siamo convinti della necessità di rafforzarle ulteriormente“. […]

    Anche la Serbia, dopo un dibattito per valutare la forza delle minacce degli Stati Uniti, ha deciso di andare avanti con il South Stream, e naturalmente così ha fatto l’Austria durante la visita ufficiale di Putin a Vienna, il 24 giugno. L’agenzia tedesca Deutsche Welle ha scritto, permettendosi stranamente un accenno di polemica: “L’Austria sfida USA e UE sul South Stream durante la visita di Putin; l’austriaca OMV e la russa Gazprom hanno firmato un accordo sulla sezione austriaca del controverso gasdotto South Stream che bypassa l’Ucraina. Il presidente austriaco Heinz Fischer ha respinto le critiche di USA e UE“. La Germania è felicemente alimentata dal gas russo via North Stream. Molti in Europa si aspettano ora una nuova linea dall’Unione europea, nonostante la politica antieuropea della City di Londra, controllata dalla burocrazia di Bruxelles. Dietro la facciata, la “Battaglia per l’Europa” infuria." http://aurorasito.wordpress.com/

    Che l'Europa ne abbia le scatole piene? Se dovesse ridursi l'influenza che gli USA hanno sulla UE potrebbero saltare anche le politiche di austerità imposte all'eurozona dal FMI, e non dovremo più essere costretti ad emigrare.

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  22. Gli Italiani non si sentono come TELEMACO, figlio pur sempre di un vincitore, ma come ENEA: la guerra è persa, la città è in fiamme, e non ci resta che fuggire dal campo di battaglia per rifondare altrove la nostra civiltà

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    1. Più che fare come ENEA, perchè non facciamo come SANSONE!?

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    2. Mi sa che ci tocca fare come il FIGLIOLETTO IULO! :-)

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  23. Chi intravede nel bel gruppo scultoreo del Bernini qui a Roma (raffigurante Enea che porta in spalle il vecchio Anchise e con il figlioletto Ascanio al seguito: http://www.miti3000.it/mito/mito/img/enea-anchise-ascanio-%20g_l_bernini.jpg) la allegoria del sistema previdenziale italiano, non sbaglia.

    Non bisogna dimenticare, però, che Anchise è in mutande.

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  24. Sottopongo alla vostra attenzione questa discussione nata tra me e mio figlio, relativa alla pubblicità della OPEL; la pubblicità è basata sulla frase che dice Claudia Schiffer: "è una tedesca" esattamente come l' attrice. Dato che ogni volta che la passano mi girano le palle di brutto, stasera siamo finiti alla lite, perchè per lui è pacifico che una azienda faccia i suoi interessi. Ma la mia incazzatura ed il motivo della stessa è legato proprio al messaggio a mio avviso fallace che vogliono far passare: tedesca=migliore, ed io questa cosa non la sopporto proprio per un duplice motivo:
    A) Dumping sociale e svalutazione competitiva con il meccanismo che ben conosciamo (differenziale inflattivo);
    B) Non è affatto vero che le tedesche siano le più affidabili, anzi, i dati ma anche le esperienze personali e di amici e parenti che non siano quelli di TUV e DEKRA (aziende tedesche) che hanno ormai monopolizzato il settore della manutenzione e della certificazione, dicono esattamente il contrario e la OPEL in particolare non è particolarmente affidabile.
    Ora se la VOLVO, auto fantastica che possiedo come marca da un decennio, facesse una pubblicità basata sul primato dei prodotti svedesi (soprassediamo sui passaggi di proprietà, ma la Volvo è affidabile da decenni), le palle non mi girerebbero altrettanto, ovviamente, perche la Svezia non mi sta massacrando.
    Magari sarò tacciato di eccesso di patriottismo, ma oggi a mio avviso questo atteggiamento serve in questa guerra combattuta con armi potenti e con metodi spesso truccati; e per questi i tedeschi non mi sono simpatici, per usare un eufemismo, tedeschi che ho ben conosciuto quando lavoravo in una grande azienda che stampa quotidiani. Non erano e non sono certamente migliori di noi e la mia consolazione è il ricordo di aver smascherato le loro criticità con metodo e senza tregua ed avergli sfilato (ad una azienda tedesca che oggi ha chiuso) 800 MLN di vecchie lire su un contratto di 5 MLD.

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    1. Per quello spot sono riuscito a sfoderare la volgarità becera e immediata che si tiene per le grandi occasioni (come il vestito della festa): raccontami che è un'ottima automobile, saturami di prestazioni tecniche, ma evita di sfrangiarmi le gonadi col sorrisino ironico che sia tedesca (peraltro la frase "io preferisco le tedesche" ammicca all'emotività più che alla ragione e quindi, in sé, non è sinonimo d'alcuna superiore qualità). Se è normale che un'azienda faccia i propri interessi, dovrebbe essere altrettanto normale l'esistenza di regole chiare che tutelino gli interessi di chiunque operi correttamente (il che già introduce al mondo degli eufemismi); del resto anche la criminalità organizzata lavora per i propri interessi e a quanto pare lo fa piuttosto bene. Basta riporre una differente enfasi su cosa siano gli interessi e ricompaiono le Thompson a caricatore circolare di Al Capone. So certamente d'essere un pio illuso, ma continuo a pensare che ci sia modo e modo per fare i propri interessi ed operare come concorrenti. Inoltre: fare i propri interessi commerciali è un imperativo categorico intoccabile che rende "cool", mentre fare quelli della propria nazione-comunità-stato sociale (leggi: anche di persone che nemmeno si conoscono e che magari stanno pure sulle palle) è invece un atto di eccessivo e vetero-patriottismo?

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    2. Quanti modelli di gamma alta o medio alta sono di marchio tedesco e quanti sono di marchio italiano ? A quel punto è facile pensare auto tedesca -> auto di qualità. Poi i tedeschi non hanno distrutto la loro grande industria (l'industria automobilistica non può non essere grande) con le leggende metropolitane delle privatizzazioni e del piccolo è bello. E non hanno mai confuso l' impresa con il capitalista (vedi Prodi quando 'vendette' l'Alfa alla Fiat)

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    3. Dici caro Silvano? Hai per caso letto ANSCHLUSS di Wladimiro Giacchè per affermare con certezza che i tedeschi non hanno mai confuso...
      Hai ascoltato Claudio Borghi, quando parla di quanto costerebbe una Mercedes rispetto ad una Ferrari, oggi senza l' euro?

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    4. Caro citodocal,
      così fanno i propri interessi, per dire as usual, leggendo Giacchè, questi nuovi "napoletani europei" con tutto il rispetto per la grande cultura napoletana? Il loro vantaggio, rispetto a noi, è che sono meno coglioni di noi e kompatti nel farsi i cazzi loro! Noi invece pensiamo di farci i cazzi nostri a livello individuale e questo è il grandissimo problema italiano.

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    5. Caro Alberto49 (per non confonderti con il padrone di casa),
      la conferma di quel che dici - e che ti potrebbe far arrabbiare anche di più - è che la "tedesca" Opel è tedesca quanto la Volvo è svedese (il marchio appartiene a GM non da ieri...): quindi è solo marketing. E nel marketing l'immagine è tutto: ognuno di noi ha un anello al naso, si tratta solo di trovare la corda giusta per agganciarlo. Molti pensano che i tedeschi facciano le cose meglio, quindi è meglio presentare un prodotto come tedesco, anche se in realtà non lo è in senso proprio. Sul perché sia così si potrebbe discutere mesi se non anni. Certamente molte delle convinzioni che si formano hanno un fondo di verità; certamente in passato alcune aziende tedesche (Daimler in particolare) potevano contare su un'industria dei metalli all'avanguardia, con quel che conseguiva per possibilità di progettazione e qualità della realizzazione. Ora la differenza la fa soprattutto l'industrializzazione del prodotto (al netto di clamorosi errori di progettazione, che capitano anche ai tedeschi, come il 1.4 tsi twincharged del gruppo VW insegna...).
      Quanto alle statistiche di affidabilità, ci credo fino a un certo punto: nel senso che non dicono cose fondamentali (è un po' diverso se l'auto ti lascia a piedi perché monta una batteria di scarsa qualità, o perché la catena di distribuzione si rompe e distrugge tutto il motore...) e i dati autentici li conoscono solo le Case, attraverso la rete di assistenza (e si guardano bene dal divulgarli). Per esempio, leggendo la classifica che indichi al link, mi fa sorridere leggere della Honda Jazz. Non della versione attuale, al primo posto, ma di quella precedente, attorno al ventesimo: mi fa sorridere perché quel modello aveva una magagna molto grossa, soprattutto sul 1.4, dal momento che i cuscinetti del cambio erano sottodimensionati. Quindi, tra i 60 e i 100.000 Km, a seconda dell'uso, succedeva spesso che cedessero. Me l'invento io? No, me lo disse un carissimo amico che lavorava in Honda Italia - dopo Bmw e ora in Ducati - quando, era il 2004, stavo valutando l'acquisto del modello. E infatti, a distanza di qualche anno, prova a digitare su google "Honda Jazz cuscinetto cambio"...

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    6. Sapete tutti del perché è nata l'ESP no?
      ESP: controllo elettronico della stabilità

      Negli anni 90 la Mercedes introdusse la nuova classe A, solo che in strada si rivelò difettosa per un "piccolo" abbaglio progettuale: a 120 km orari in curva tendeva a ribaltarsi..
      ..se ricordo bene ritirarono quasi un milione di autoveicoli già in circolazione e dovettero sistemare il "piccolo difetto" istallando nuove centraline comprensive di ESP sviluppate dalla Bosch che nel frattempo gli era venuta in soccorso.

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    7. Quando devi far uscire dalla fabbrica migliaia di pezzi (auto complete!) al giorno, non ci possono essere grandi differenze fra marchi. Siccome la battaglia principale e' sul prezzo, la qualita' nel medio (figuriamoci nel lungo) termine non e' prioritaria. Che poi in Italia la grossa impresa non funzioni, e' un fatto. Le cause pero' non penso dipendano dagli "italiani", bensi' da conflitti di interesse a livello internazionale.

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    8. Be', non proprio...
      L'ESP era un dispositivo in studio da tempo.
      La classe A non si ribaltava in curva a 120 all'ora, ma a circa 70, durante il c.d "test dell'alce", che è una prova piuttosto estrema, effettuata con la vettura a pieno carico, e della cui utilità molti dubitano apertamente, anche perché, ESP o non ESP, penso non ci sia alcun automobilista che non sia un pilota professionista o collaudatore in grado di concludere quella manovra d'emergenza effettivamente in emergenza (cioè non simulando tra coni, ma trovandosi di fronte a un ostacolo vero) a quella velocità riallineando l'auto.
      Alla classe A, comunque, vennero modificate anche le sospensioni (l'elettronica aiuta molto, ma non può nulla contro l'ignoranza delle leggi della fisica da parte dei guidatori e, in questo caso, dei progettisti).
      Della Classe A erano state consegnate solo poche migliaia di auto (credo che al milione si arrivi sommando la produzione complessiva).
      E comunque alla fine Mercedes riuscì a metterci una pezza, soprattutto all'immagine (solito discorso dell'anello al naso e della corda, altrimenti non si spiega come siano riusciti a vendere a quel prezzo una delle auto oggettivamente più mediocri mai prodotte da quel marchio...).

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    9. http://www.alvolante.it/news/affidabilita-motori-tedesche-sono-messe-male-333520

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    10. Gira e rigira si ritorna alle stesse cose, anche in altri ambiti. Retrocedendo di qualche decennio e restando in casa tedesca, il carro pesante Tigre I, che diventò uno spauracchio sul fronte orientale e ancora lo era in Normandia, aveva una corazza frontale di 100mm, montava un cannone da 88mm equipaggiato con superbe ottiche Zeiss, praticamente in grado di penetrare qualsiasi carro alleato, ma beveva come una spugna e mostrava sensibili problemi alla trazione, soprattutto su terreno fortemente accidentato e per via dei cingoli poco resistenti (spesso veniva spostato su veicoli). Il primo modello del Pantera invece aveva una configurazione della torretta tale da fungere come trappola per colpi (nel senso che i proiettili anticarro ricevuti avevano maggiori possibilità d'essere deviati verso l'anello di congiunzione tra torretta e scafo, punto particolarmente sensibile), nonché problemi di affidabilità meccanica e ciò provocò un numero immotivato di perdite nel grande scontro corazzato di Kursk (altro che crash test dummies...). Lo Sherman americano, invece, per l'elevata omogeneità delle componenti prodotte in serie, poteva essere riassemblato con pezzi di ricambio provenienti da altri carri; peccato che gl'inglesi lo denominassero Ronson, come un loro noto accendino, il cui slogan commerciale recitava: si accende sempre al primo colpo! (uno Sherman penetrato da un colpo anticarro infatti tendeva a prendere fuoco facilmente...). Morale: la sola cosa tecnicamente affidabile in toto e redditizia, ahimè, sembra restare l'anello al naso di cui diceva il lettore tolomeo.

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    11. Finché sono rimasto in Italia ho sempre avuto auto italiane: 2 Alfa, una 145 e una 147, entrambe con impianto a GPL. Ho avuto innumerevoli discussioni come quelle qua riportate sul fatto che le auto italiane fossero inaffidabili e le tedesche dei panzer (i quali non erano affidabili e sono d'accordo con citodacal; il carrarmato più innovativo della seconda guerra monsiale e' stato il T34 russo, da cui i tedeschi hanno copiato).
      Comunque se vi volete fare due risate, tenete sott'occhio il risultato dell'ambiziosissimo piano di
      VW di diventare entro il 2018 il primo produttore mondiale di automobili.
      Questo piano non ha la minima chance di successo perché le
      VW non vendono negli USA.
      Eppure negli USA si vendono tantissime auto straniere, in primis giapponesi e sud-coreane, perché non si vendono le VW? Perché come citato nell'articolo "VW’s Achilles’ heel is that its cars often get poor quality ratings. In the most recent J.D. Power Vehicle Dependability Study, VW rated well below average."
      Quindi siccome gli USA sono un mercato cruciale per il "dominio del mondo" (risata folle in sottofondo), e non riescono a sfondare e siccome come ben sappiamo il mercato europeo (quello in cui sono i primi) e' in forte crisi per i motivi che sono noti, il piano fallirà miseramente e sicuramente.
      Quanto a me, non credo mi interesserà comprare un'auto italiana in quanto ho problemi nel considerare il gruppo Fiat italiano oramai, ma so di sicuro che la mia prossima auto non sarà tedesca.
      Mi sta molto simpatica GM, solo per il fatto che e' stata salvata dal governo americano (suscitando lo scandalo dei tea party) dopo la crisi del 2008, salvataggio che secondo me aveva perfettamente senso.

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    12. Si Tolomeo, il punto era il costo della classe A.
      È vero che in Italia si è prodotta una perla come la Fiat Duna (la ricordate?). Per ironizzare si diceva che era l'unica auto che sbandava anche da ferma.. ma almeno essa non aveva la pretesa di essere una utilitaria di lusso come la classe A.

      Comunque io mi riferivo alle cronache dei giornali specializzati dell'epoca che riferivano che a 120 km/h, ovvero a velocità di crociera autostradale, la classe A in curva in autostrada, quindi neppure con pieghe eccessive, aveva seri problemi di tenuta, sopratutto rispetto alle concorrenti (che costavano meno).
      Poi magari ho esagerato a scrivere che si ribaltava.. :-)

      Si l'Esp era in progetto fin dalla fine degli anni 70, ma cominciò ad essere decisamente perfezionata e montata di serie proprio in quegli anni e la classe A (se ricordo bene) fu la prima utilitaria a farlo dopo gli evidenti problemi dimostrati.

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  25. La macroeconomia ha salvato la vita a Mario Rossi, bianchi, verdi.
    Ho letto la sua intervista a il quotidiano del lazio. Sintetica ma efficace. E mentre la leggevo pensavo a quanto mi stesse facendo piacere leggerla, con un senso di soddisfazione nel leggere quello che penso.
    Allora pensavo, pensavo a come la crisi negativa abbia portato con se anche cose positive.
    Pensavo a mio figlio che grazie alla cassa integrazione ho potuto vedere crescere sempre accanto a lui. Tempo libero che non avrei avuto. Ho pensato al tempo libero per informarmi, per capire un pelo di piu' le cose attorno a me. Ho capito di non dover dare nulla per scontato.
    L'importanza e il sostegno della famiglia, di non vergognarsi a non farcela e chiedere aiuto. Una lezione di vita.
    Accontentarsi e sfruttare piu' a lungo le cose. L'importanza di coltivare passioni, sempre, che possono distrarre e funzionare da valvole di sfogo.
    Ok, ho paura fottuta una volta fuori dal mercato del lavoro che faro', ma ho vissuto spunti che altrimenti non avrei mai avuto.
    Come dicono gli orientali: nel male c'e' del bene e viceversa.

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  26. A me è successo questo:

    La moglie di un mio amico (convinta sostenitrice delle virtù teutoniche) possiede un suv Mercedes da 60.000 Euro comprata nuova da soli due anni e tenuta come un gioiello.
    Il mese scorso, di mattina, caricano la macchinona con ogni cosa, valigie, borse, giochi per bimbi ecc., per partire per una settimana di vacanza al mare; ma al momento di metterla in moto...... non parte!
    Chiamano l'assistenza Mercedes che gli rispondono che al momento non potevano farci nulla e sarebbero intervenuti a giorni..... per risolvere quello che poi si è rivelata essere la centralina elettronica che era da sostituire (600 eurini).

    Quando ad una cena loro me lo hanno raccontato, io nel mio intimo ridevo divertito..
    :-)

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  27. @Albertino
    vorrei dire la mia sul conflitto tra creditori e debitori.
    Sì, la colpa va divisa ma io la vedo in modo differente.
    Onorare i debiti è importante altrimenti mancherebbe quella certezza sul futuro ("credere") e via dicendo.
    Ma il problema di fondo è che ho sul tema una visione "siciliana".
    Che succede da noi?
    venivano a bruciarti il capannone e il giorno dopo di offrivano protezione.
    Ma questa costa.
    tecnicamente parliamo di creditore e debitore ma nessuno si sentirebbe di colpevolizzare in questo caso il debitore (salvo ricordarsi che il creditore è uno poco di buono in questo caso).

    in questo caso?
    il problema di fondo è che è stato creato un sistema che:
    1) via afflusso massiccio di capitali da regioni dove i tassi di interesse erano più bassi a regioni con tassi di interessi più elevati
    SI E' CREATO una percezione del credito molto sballata.
    Le interviste e gli interventi di Cesare Pozzi sono pazzeschi e un discorso con mio compagno (che sbeffeggiavo per il modo con cui calcolava gli interessi) mi hanno fatto capire che un cambiamento così radicale crea distorsioni sulla percezione delle dinamiche economiche

    2) via inflazioni divergenti che creano distorsioni a livello di manifatturiero e quindi (insieme al punto 1) sulle bilance dei pagamenti (insomma, si creano posizioni debitorie nette accentuate).

    E TUTTO QUESTO SI SAPEVA.
    quindi..

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  28. Renzi picchia i pugni sul tavolo......e riceve una bacchettata sulle mani dalla BuBa...stia composto !!!!

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  29. Ciao Val, ho letto il tuo intervento e credo che sul punto la pensiamo allo stesso modo.soprattutto laddove parli di percezione del credito molto sballata creata ad arte.

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  30. Gentili utenti del blog, nel fare i miei complimenti a Mario Bianchi per la sua lucidità, vi porto la mia esperienza.

    Aprile 2012: terminato un dottorato di ricerca in una PICCOLA università del Nord Est d'Italia, vinco un posto di ricercatore postdoc in una GRANDE università del Nord Europa.
    Nella mia PICCOLA università in Italia, la situazione finanziaria del gruppo di ricerca in cui militavo era pessima: tanto per dire, eravamo costretti a razionare i soldi per fare missione. Il clima era molto conflittuale. Tuttavia le persone con cui avevo a che fare erano umanamente generose e gradevoli e professionalmente geniali. La politica verso la ricerca era estremamente libera. Nello stesso ufficio convivevano "sperimentali di laboratorio e di campo", "modellisti analitici", "modellisti numerici" e si imparava da tutti, senza barriere. Io per lavoro bazzicavo volentieri anche i matematici applicati del quinto piano. Militando in quel gruppo di ricerca, era un piacere semplicemente andare a lavorare.

    Settembre 2012: Faccio appena in tempo ad assaggiare il nido di vipere in cui sono arrivato... e capisco che prima me ne vado dalla GRANDE università del Nord Europa, meglio è. I soldi ci sono, ma non si possono usare, perchè l'orientamento politico è verso il risparmio (i maligni dicono che dimostrare saper tagliare sul bilancio servirà a spingere qualche carriera politica qui dentro). A questo si aggiunge una idea di frammentazione del lavoro e delle competenze per cui è di fatto vietato e controproducente essere multidisciplinari. Io, come "ex ingegnere ambientale, riciclatosi matematico applicato, con competenze di idraulica e morfodinamica fluviale" mi trovo a mal partito: devo negoziare addirittura il tempo per poter seguire al meglio tutte le sfaccettature del mio lavoro. La qualità della didattica è poi infima, il che mi fa vergognare ogni volta che mi trovo a metterci la faccia davanti agli studenti... ma in questo sono solo una rotellina dell'ingranaggio.
    Infine, la qualità umana e scientifica dei colleghi e capi è di gran lunga inferiore a quella dei miei colleghi dell'esperienza precedente.
    Tutto questo mi fa (per la prima volta!) desiderare di mollare l'accademia.

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  31. Natale 2012: Faccio una pazzia. Prendo ferie, metto un po' dei miei soldi in un biglietto per la Nuova Zelanda, dove ho un contatto. Vado agli antipodi a discutere di possibili progetti di ricerca.
    Gennaio 2013: Dopo proficui colloqui, e dopo essermi perso a camminare tra i boschi, fiumi e montagne della South Island, torno in Europa.
    Marzo 2013: Riallaccio i contatti con la mia PICCOLA università italiana.
    Aprile-luglio 2013: Scrivo nottetempo un progetto di ricerca europeo, da svolgersi in parte in Nuova Zelanda e in parte nella mia PICCOLA università in Italia. Lo mando a Bruxelles il 17 agosto. Tutto questo è fatto al di fuori dell'orario lavoro, nel tempo libero: la dura scuola italiana, quella per cui non ci sono orari se le scadenze chiamano, è d'aiuto.
    Dicembre 2014: Esce la valutazione dei progetti. Il mio è andato bene, contro le mie aspettative.
    Gennaio 2014: Il mio progetto è di poco sotto la soglia per il finanziamento e viene messo in lista di riserva. Sembra che per quest'anno non ci sia speranza.
    Febbraio 2014: Bruxelles richiama. Hanno un po' di soldi più del previsto.
    Marzo 2014: La Commissione approva e dà l'ultimo via libera. Al momento, nel mio settore, il mio è l'ultimo progetto finanziato: un gradino sopra il baratro.

    Dal 2015 al 2017 sarò nella South Island of New Zealand. Poi, fino al 2018 torno a casa. Tutto a spese dell'Europa.

    Se nella mia vicenda volete vedere una storia di piccoli e grandi pennelli, questa è anche la mia interpretazione. Non serve una università grande per fare grande ricerca, e talvolta neanche grandi risorse. Il grande tende a disperdersi nei rivoli della politica e della burocrazia.
    Purtroppo, l'Italia sta disperdendo le sue competenze e ne pagherà il prezzo negli anni a venire. Questo è ciò che si vede quotidianamente qui, con l'invasione progressiva dei meridionali d'Europa.

    Per il mio rientro nel 2017, fatemi un favore. In Italia vorrei essere pagato in lire.

    Chiudendo, voglio dire che leggere questo blog ogni giorno, con la meravigliosa attività di divulgazione di Alberto e i commenti di tutti voi, mi ha dato la forza di provarci. Oggi, chi (italiano) insulta il mio Paese mi suscita scoppi di ira. Se penso che in anni recenti sono stato anche io un piddino della ricerca, rabbrividisco.
    Poi trattengo l'ira, faccio un sorriso, e dico al mio interlocutore: "guarda, noi Italiani sappiamo anche vincere i progetti europei."

    Guglielmo

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    1. Buona fortuna down under, Guglielmo.

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    2. E poi non ci si deve innamorare degli ingegneri. Trasformerei questo post in un manifesto e lo attaccherei su tutti i muri d'Italia.

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    3. Nat, un errore di gioventù si concede a tutte, ma nun t'allarga'...

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  32. faccio i miei migliori auguri a Guglielmo. la forza di questo blog è anche nelle persone che lo frequentano.

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    1. Grazie! Quello che dici è verissimo. La forza di questa comunità è immensa.

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  33. Intanto, le ultime parole famose di Weidman, rafforzano la supercazzola delle supercazzole. L'euro e il consesso europeo so tanto belli, ma a Germagna è tanto kattifa signora mia.

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  34. OT - Si dice spesso che ci vuole un governo stabile.
    Se le politiche che intende attuare sono valide, altrimenti meglio non avere un Governo. L'esempio del Belgio sembrerebbe mostrare infatti che nel caso delle politiche di 'austerita' e' preferibile non avere un governo...
    http://krugman.blogs.nytimes.com/2014/07/01/the-secret-of-belgiums-success/?_php=true&_type=blogs&module=BlogPost-Title&version=Blog%20Main&contentCollection=Opinion&action=Click&pgtype=Blogs&region=Body&_r=0
    Il caso del Belgio mi ricorda i miglioramenti economici che avvenivano 'inspiegabilmente' in presenza di un governo balneare o durante una lunga crisi politica (Prima Repubblica) .

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  35. @alberto49 - @tolomeo
    A sostegno di quanto indicato da Tolomeo posso confermare per esperienza diretta (sic) che il motore 1.4 Twincharger di VW ha un grosso problema di progettazione e a 120.000 km la catena di distribuzione cede, durante la messa in moto, distruggendo testa e valvole. Mi è successo ben 2 volte, la seconda ovviamente interamente a mie spese, la prima solo parzialmente grazie al mio investimento in estensione garanzia (€ 450 + altri 500 in fase riparazione). Posso aggiungere che proprio pochi giorni fa, assieme a 2 colleghi (agenti di commercio) eravamo in 3 su 3 a riportare gravi danni subiti con auto diverse ma tutte del gruppo Audi-VW. E sempre in tutti e 3 i casi la "supremazia tedesca" si è confermata imbattibile .... nel trattare a pesci in faccia i clienti.

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    1. Ragazzi, credo di poter chiamarvi così data la mia non giovane età, di storie del genere ne ho ascoltate tantissime e debbo dirvi questo, a conclusione della faccenda, e cioè che tra i settori produttivi, l' automotive è il peggiore dal 2007 (TAB. 1.1 doc. CSC). Guardare anche i grafici 1.5; 1.6 (potenziale manifatturiero Germania, Francia, Italia, Spagna).
      Che debbo dire ancora? Famo tutti pena, meno che il cartaro! Ma queste merde di imprenditori se lo pongono qualche cazzo di problema sull' euro? Io intanto aspetto da Squinzi e da quel buffone di Barisoni che le ha rilanciate, al quale ho scritto varie volte, via mail e via SMS, per chiedere il documento di CSC (che non esiste, ma che fu spacciato per esistente) che attesta che l' Italia con l' uscita farebbe - 30% di PIL.
      Scusate l' incazzatura, ma ho troppi amici e parenti che sono andati sul lastrico nella filiera dell' automotive.

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  36. OT per OT: non metto in dubbio quel che dice Krugman, che sicuramente ha molte (solo molte?) più competenze di me nella lettura dei dati macroeconomici.
    Quel che posso aggiungere come contributo, però, sono la conoscenza del sistema istituzionale belga e di quel che si dice e si è detto della mancanza di un governo.
    Per quanto riguarda il sistema istituzionale, il Belgio ha un'organizzazione federale (molto complessa, ma complessa davvero, un mezzo delirio!) con molte funzioni e forti poteri di autonomia, anche per quanto riguarda la spesa, decentrati. La mancanza di un governo federale non impedisce ai governi "locali" di assumere iniziative. E quel che si vede in molte città, soprattutto fiamminghe, da tre-quattro anni a questa parte, è un fiorire di cantieri per opere pubbiche (a Gent, per dire, stanno ampliando l'ospedale universitario, han rifatto mezzo centro, stan rifacendo la stazione e riqualificando alcuni quartieri popolari). Politiche keynesiane? Chissà. In ogni caso il Belgio senza un governo federale non è acefalo.
    Al livello federale, invece, oltre alla politica estera spettano alcune scelte importanti in materia di assistenza. E i giornali, negli anni scorsi, parlavano delle possibili difficoltà conseguenti al fatto di non poter prorogare l'erogazione di alcune prestazioni.
    Poi, per certo qualche grattacapo con le banche (vedi Dexia) l'hanno avuto (e forse l'hanno ancora) anche loro...

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  37. Credo che il prof. abbia letto questo articolo di Nigel Farage
    visto che c'era un retweet con anche il suo nome.

    Spiega il perché l'UKIP abbia voltato le spalle nel parlamento europeo durante la cerimonia di inaugurazione mentre veniva suonato l'Inno alla gioia.

    Mi ha colpito particolarmente questa frase: "The irony hadn’t dawned on them that despite their constant attacks on the concept of nationalism, the EU has all the symbols of EU nationalism – yet they are deemed to be perfectly acceptable."

    Essere Europeista non è essere Nazionalista solo in scala più grande?

    Abbiamo esempi continui di quello che potrebbe essere un disturbo psicologico, la Scotomizzazione.

    Quello che ha paura che uscendo dall'Euro le case si svalutino e non si accorge che lo stanno già facendo.
    Quelli che hanno paura di perdere i loro risparmi ma non reagiscono alla rapina montante dei governi sui loro depositi bancari.
    Quelli che vogliono più Europa e poi si lamentano della troppa burocrazia in Italia senza accorgersi della quantità di leggi e regolamenti che producono i burocrati europei.
    Eccetera, eccetera eccetera.

    Prof. io persisto nella mia idea che più dell'economista abbiamo bisogno dello psicologo.

    Saluti.

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    1. Ma sì, l'attuale UE è in preda alla stessa schizofrenia di chi grida che non si deve alzar la voce (il problema è che questa schizofrenia sia diffusa anche in molti altri ambiti e da sempre funziona benissimo a livello subliminale - ovviamente chi la gestisce ne è ben consapevole).

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  38. OT. Meanwhile, surrounded with a deafening silence ...

    http://www.theguardian.com/world/2014/jul/04/italian-government-online-sale-luxury-property

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  39. Ovviamente non c' è solo l' automotive in condizioni disastrose ma credo che il settore più critico per le famiglie italiane, sia quello immobiliare ed in particolare quello delle prime case che per il 70% circa (il 70% del patrimonio immobiliare sono prime case, e circa il 55% del patrimonio generale, circa 9000 MLD nel 2011, delle famiglie italiane sono di natura immobiliare) delle 22,5 milioni di famiglie che compongono quel 90% meno ricco che detiene il 50% del patrimonio(dati bankitalia).
    Qui c' è l' ultimo rapporto (2014) sul settore residenziale dell' AE; per chi voglia approfondire qui la spiegazione di alcuni termini tecnici utilizzati nella stesura del rapporto.

    Ed ancora un buon articolo di ieri del SOLE sul mercato degli immobili che fornisce, secondo i dati ISTAT la situazione aggiornata e drammatica.
    I poveri tedeschi ci rimproverano la nostra ricchezza, ma quanto è convertibile monetariamente questa supposta ricchezza e quanto è realistico quel dato di bankitalia sul patrimonio delle famiglie, rispetto all' effettiva odierna valorizzazione di tale patrimonio? Io credo che a spanne la diminuzione di quello stock di patrimonio immobiliare , sia intorno al 30% per essere ottimisti, per il residenziale e sicuramente oltre tale valore per il settore non residenziale.

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  40. Ai critici dell'emigrazione segnalo che il 27% degli ingegneri e degli architetti vive ormai al di sotto della soglia di poverta'.
    Incredibile ma vero....

    http://www.edilportale.com/news/2014/07/professione/il-27-degli-ingegneri-e-architetti-%C3%A8-al-di-sotto-della-soglia-di-povert%C3%A0_40380_33.html

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  41. Chi è strunze non può essere babà; Marco Zatterin stamattina ci fa il quadro, molto parziale ed ovviamente non patriottico, della situazione europea, relativamente alla posizione in tema di flessiblità (ma ancora non si comprende bene cosa sia stato realmente concordato da Renzie). Nessuna parola sul fatto che quei paesi citati da una delle tante cornacchie allineate ed appollaiate sul ramo dell' eurofedeltà cieca del giornalismo italiano sull' organo di proprietà della Fiat, siano percettori netti di notevolissime risorse pagate a caro prezzo dai coglioni italiani, verso i percettori, tra i quali ricordo c' è la Polonia che percepisce il 2,2% del suo PIL come risorse dal bilancio UE.

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  42. Scusate stamattina mentre trangugiavo la colazione mi sono svegliato nell'universo sbagliato.

    Il pse batte i piedini:Pittella: il Pse non vota Juncker senza flessibilità.
    E, tenetevi forte, Casini batte i piedini in europa! Casini, basta austerità.
    A questo punto mancava un tassello, che sono riuscito a trovare subito per fortuna, ovvero il prelievo forzoso di Amatiana memoria.
    Si, quel provvedimento preso di notte come l'adagio della befana, che "vien di notte con le scarpe tutte rotte", con la differenza che a venire di notte fu un simpatico e distinto signore che confiscò soldi dai conti correnti degli italiani addormentati.
    Ormai il debito pubblico galoppa a oltre 8 miliardi di euro al mese a la disoccupazione è a livelli stratosferici.
    Con il prelievo forzoso ci siamo finalmente? mi ricorda tanto il 93...

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    1. E meno male che non hai sognato J.M.Barroso come è accaduto stanotte al sottoscritto; mi raccomando diceva lui, silenti Napolitano e Renzi "pacta sunt servanda, aho, me raccomando eh!" (se no come famo in Portogallo senza i finanziamenti che ce date voi poveri scemi?)

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  43. OT and meanwhile, while silence is more and more deafening ...

    http://georgiamada.wordpress.com/2014/02/16/trattato-transatlantico-una-bomba-si-aggira-per-leuropa/

    Roberto Seven

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  44. Il pentolaio fiorentino mi ricorda quel tale che uscendo malconcio da una rissa diceva:"ne ho prese tante,ma gliene ho dette....!"

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  45. Anch'io, come tanti, ho visto il prof. Bagnai in una qualche trasmissione, poi sui SN mi incuriosiva il suo parlare di economia, macro economia così schietto mescolato a qualche parola e frase ancora più schietta, confesso di non esserne rimasta sconvolta (ma di che?) però m sembrava che non si desse arie da superuomo intelligente, istruito ed erudito...ma semplicemente diceva la realtà, poi chi vuol capire capisca....il problema è ripetere (coma fa Mario con i suoi colleghi) ciò che si capito ad altri....il mondo di chi non vuol proprio recepire certi concetti e trasportarli nella nostra realtà quotidiana è ben più vasto, ciò è a dir poco preoccupante, visto che non tutti, anche volendo, hanno questa possibilità di andarsene via....cuore restando, ergo rimaniamo ed informiamo, ma la lotta è e sarà impari....ai posteri l'ardua sentenza...saluti

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