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domenica 8 giugno 2014

Padrone del suono e del silenzio.

Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro.



Quattro hore di tempo.

Proprio quelle che ho passato venerdì all'organo di S. Cetteo. Mi ero dato appuntamento alle dieci col maestro di organo del conservatorio di Pescara, dopo aver ricevuto una laureanda (un'altra). Mi ha presentato al nuovo parroco, mi son fatto riconoscere, uno dei suoi assistenti mi ha subito chiesto cosa pensassi di MeMmeTa, e io per mia humanità non gli ho risposto, ma ho ascoltato le storie di povertà che il padre ci raccontava, e le mille difficoltà del gestire una cattedrale in tempo di crisi. "Manca la fede". E io: "Mancano soprattutto i soldi". E lui ne conveniva, perché il suo ufficio è come la mia casella email, arriva di tutto, e si fa presto a capire come va il mondo. Poi mi hanno dato le chiavi, e io son corso su in cantoria, trepidante, trafelato, come il quindicenne al quale la ragazza telefona: "Passi da me? Ho casa vuota...". (sed haec prius fuere, è roba dei tempi miei, oggi ci si accoppia ovunque, e l'eccesso di offerta, come natura economica vuole, ha fatto crollare il prezzo...).

Avevo detto: "Sì, mi basta suonare un'oretta, per vedere come sta lo strumento...". E sono uscito quattro hore dopo.

Il primo approccio è stato irruente: era così tanto tempo che non mi trovavo con un partner in grado di suonare la musica del grand siècle, e allora grand plein jeu e daje de canne (ad anima, non a Marianna):



Oh, la sensualità del suono sontuoso! Il lucido sadismo delle dissonanze! Come mi sento vicino a questa estetica! La musica francese è come l'Invitation au voyage:


Là tout n'est qu'ordre et beauté,
luxe, calme et volupté.

Cercare la voluttà nell'ordine, nella calma e nel lusso. Perché la voluttà richiede che comunque si segua un ordine, se l'ordine non è quello giusto non mi diverto... Che bello Boyvin, e che strana la vita che facendomi conoscere a Nottingham una vietnamita mi ha portato a Rouen a suonare la sua musica nella sua cattedrale (ma non sul suo organo).

Poi ho pensato all'incontro che avevo avuto il giorno prima all'Aquila, e del quale qui vi allego le slides. C'era padre Quirino, un francescano che forse conoscete, e due colleghi molto preparati e interessanti, che entrambi avevano fatto professione di fede europeista. E allora all'inizio della mia orazion picciola mi son rivolto al francescano, e gli ho chiesto: "Padre Quirino, lei è cristiano o cristianista?" Lui mi ha guardato un po' interdetto, e io ho proseguito, schermando la polemica con l'amabilità dell'intonazione: "Le spiegherò la differenza: finora ha sentito europeisti: ora sentirà un europeo...".

E pensando alla differenza fra europeisti ed europei, mi è venuto voglia di farvi fare un viaggio in Europa. Volevo portarvi in Portogallo, da quel popolo così fiero e bellicoso, che prima riconquistò agli arabi il suo territorio, e poi creò un impero, essendo uno dei più piccoli stati europei. Nei suoi organi le trombe en chamade abbondano (e d'altra parte questa parola francese viene dal portoghese), e nella sua letteratura è tutto un fiorire di batalha. Così, ho voluto dedicare alla sua coraggiosa corte costituzionale questo tento:


Poi, muovendomi verso Nord, ho attraversato la Spagna, alla cui monarchia triste e lenta non potevo non dedicare questo tiento del cieco di Daroca:


Quante falsas hanno fatto i governi spagnoli. Zapatero, l'idolo della scutrettolante sinistra italiana, è stato il più gran bancarottiere della storia dell'umanità. Facile crescere coi soldi degli altri...

Ma certo, non è che muovendomi più a Nord le cose stessero meglio. Ho pensato a come Hollande, tromba fessa prima delle elezioni:


sia passato a un mood più (burocraticamente) contrito:


dopo il megasuppostone di umiltà (al 30%) rifilatogli da Marine. Come si cambia...

Al valico di Ventimiglia ho ritrovato la spesa pubblica papale improduttiva, quella degli organisti che venivano a Roma dalla Padania o dalla Toscana per tirare a campare. L'insinuante Frescobaldi:


così sperimentale (ai confini della modalità), così enigmatico, e il trionfalistico Pasquini, toscano and proud of it:


...poi, stremato dalla fame e dalla fatica, ho chiuso l'organo e me ne sono uscito, tirandomi dietro la porta.

E mentre nel sole accecante andavo alla ricerca di qualcosa da mangiare, non potevo fare a meno di pensare a quanto sarebbe più onesto e costruttivo il dibattito italiano se anche Zingy e er Melanzana potessero, come me, provare l'interminata voluttà di essere padroni del suono e del silenzio. Solo allora, forse, potrebbero intravedere quanto non me ne freghi una beneamata fava di loro, delle loro insulse punzecchiature, e soprattutto di quello che a loro così visceralmente, smaccatamente e pateticamente interessa: il potere...

54 commenti:

  1. Mentre l'italico volgo porge le sue membra al fresco sollazzo delle acque, io invece mi appago di queste celesti melodie, che presto mi fanno dimentico delle arsure e dei perigli che si presenteranno a fine Agosto.

    Se almeno da giovine invece che fare a pugni, avessi continuano a suonare l'organo.

    Grazie Alberto

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  2. Buongiorno

    Prediligo il silenzio dei boschi (un tempo anche quello delle sagrestie)
    ma onestà mi ha fatto ricordare questo...

    http://www.youtube.com/watch?v=6lza6H43d-I

    Maurizio Vavassori

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  3. Viste le slides, ottima declinazione di concetti economici per pubblico di area cattolica.
    D'altra parte la slide del Rapido ripasso è davvero coraggiosa: diciamo che (oggi) nessun ecclesiastico che ambisca a far carriera insisterebbe più su quei quattro punti, ben codificati nel Catechismo di Pio X. Il punto N° 2, infatti, è in corso di obliterazione ufficiosa, se non proprio ufficiale, da parte del nuovo corso pontificio.
    Ovvio che, gettato giù un bastione, anche gli altri tre diventano più difficili da difendere.
    Da insider, noto analogie strette tra la papolatria imperante (almeno qui da noi) e il renzismo trionfante. Né l'una cosa né l'altra promettono di finir bene.

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    1. Personalmente non sono un papolatra. Essere narcisista mi dà un immenso vantaggio comparato: appena sento fetore di "ragazzo immagine" scappo. Duole dirlo, ma salvo prova del contrario, che certamente arriverà, mi pare appunto che er papa de sinistra susciti nel piddino medio un entusiasmo del tutto isomorfo a "che bello, abbiamo Obama, adesso il mondo va a sinistra". E ci siamo capiti (anche solo io e te, mi basta, non sono ambizioso).

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    2. Come dire che chi difende l'euro e si dichiara di sinistra, commette una frode delle etichette. Ci sono partiti dichiaratamente “de sinistra” che difendono l'euro, il figlio ultimo del capitalismo finanziario, il randello usato dal capitale per disciplinare il lavoro. Ci sono altresì politici come Salvini i quali, pur appartenendo a partiti di estrema destra, a volte fanno discorsi di sinistra quando affermano che l'euro è la rovina. Ultimamente provo profondo fastidio nel sentire i luogocomunisti dire “ormai il mondo è cambiato, è globalizzato e non si può tornare indietro”. Sottotitolo: non rivedrete più i diritti e le libertà civili di cui siete stati privati. Questa propaganda vuole indurre le persone alla rassegnazione, ad arrendersi alla progressiva perdita di ricchezza e di diritti. Propaganda spesso esternata da politici i quali, mentre rubano davanti agli occhi delle persone, cercano di convincerle che ciò è ineluttabile.

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    3. La religione è un'istituzione, perciò ontologicamente conservatrice. Del resto, per potere divenire religione, c'è bisogno di stabilire una gerarchia, costruire infrastrutture (chiese, altari), intessere relazioni con luoghi geograficamente distanti, inventare tradizioni. E nulla di questo si può realizzare senza il sostegno, o almeno il beneplacito, del potere.
      Quando la religione è istituita, l'aderenza ai Testi originali della fede non è più necessaria; anzi, spesso la divergenza tra precetti originali e comportamento della gerarchia è tale che risulta necessario porre un filtro all'interpretazione delle fonti da parte della gerarchia medesima. Così, da una predicazione completamente metafisica e trascendentale come quella del Buddha, può nascere un obbrobrio come il lamaismo tibetano.
      Una religione istituzionalizzata e gerarchizzata ha come scopo il condizionamento della società con lo scopo di preservare gli equilibri di potere esistente, mediante lubrificazione degli attriti sociali (carità) e condanna eterna (inferno) di comportamenti non aderenti alle prescrizioni dogmatiche. Non è un caso che tutte le religioni istituzionalizzate siano fortemente politicizzate e che i partiti, che palesemente ad esse si richiamano, siano sempre di tendenze conservatrici.

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    4. La religione sarà anche "ontologicamente conservatrice" ma credo che Aurelio volesse dire un'altra cosa.
      Da agnostica e anticlericale poco informata sulla vicende vaticane, mi pare che Ratzinger fosse poco amato proprio perché coerentemente "conservatore", mentre Bergoglio è altrettanto "conservatore" ma cosmeticamente progressista (quindi come il PD che tradisce gli ideali che finge di sostenere). Questo basta a farlo amare dal popolo "de sinistra" senza dargli neppure 80 euro.
      Inoltre è un ottimo comunicatore, come lo fu a suo tempo Wojtyła: sa fare un uso magistrale dei media che amplificano e ostentano il suo "buonismo", le sue ridicole "rinunce" e che spettacolarizzano eventi in mezzo modo con HD e 3d; è il massimo rappresentante del cattocomunismo globalizzato.
      Ma a volte mi ricorda anche la Peron (cattofascismo argentino)

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    5. La domanda, gentile Valerio, e' se e quando tale modello di religione/istituzione potra' essere sostituito da un diverso modello che ne conservi i pregi, ovvero porre un limite al caos, ma ne attenui gli ovvi difetti, migliorando la qualita' della vita della maggior parte delle persone.
      Nell'universo ex-sovietico, la gente e' semplicemente tornata al vecchio culto, mentre nei ricchi paesi del nord il vuoto lasciato dalle religioni sembra appunto un vuoto...

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    6. @ Silvia

      La religione lo è e lo è sempre stata. Chi desidera farci carriera, sa (e ha sempre saputo) che non deve toccare chi opprime i poveri e defrauda l'operaio dalla giusta mercede. Altrimenti muore. Ovviamente, si può chiacchierare di come sarebbe bello il mondo, ma nulla deve essere toccato.

      @ perfect

      Purtroppo, mai. La religione nasce come forma di sollievo morale per gli sconfitti della società. Ma i vincitori se ne impossessano per poter controllare meglio chi è sottoposto.
      Certo, nel mondo esistono forme religiose non istituzionalizzate, che chiedono all'individuo di lavorare su sé stesso e sul proprio ruolo nella società. Ad est dell'India e ad ovest della Papuasia esistono religioni laiche, come Taoismo, Confucianesimo o Shintoismo, ovvero versioni destrutturate del Buddismo (il Tibet è ad ovest dell'India) che rendono la gente più amichevole e elite meno rapaci. Sono tutt'altro che paradisi, ma si vede un germe di possibilità di miglioramento.
      Certamente, finché la struttura socio-gerarchica cui l'uomo sottende "naturalmente" sarà in piedi, sarà piuttosto difficile avere qualcosa di diverso da ciò che abbiamo.

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  4. faccio presente che l'economia italiana sta andando a ramengo....

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    1. Faccio presente che non me ne frega un cazzo e che non sto facendo niente per evitarlo. O no?

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    2. O anche: se non capite che qui il problema è rovesciare un'egemonia culturale, potete anche cospargervi di combustibile e accendervi una sigaretta, come gli sventurati monaci del Tibet, e non riuscirete a cambiare nulla. Il gestoeclatantismo è stato bandito da questo blog, insieme a un pacco di altre ideologie fallimentari. Pensaci!

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    3. "... qui il problema è rovesciare un'egemonia culturale". Stamattina su "Voci dall'estero" è apparso un agghiacciante articolo su "Alba dorata", che potrebbe essere considerato un vero e proprio QED. Mi è subito tornata in mente questa frase del prof, che trova nei fatti un'ulteriore convalida.

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  5. Io trovavo tranquillità nello sporcarmi le mani sui motori d'epoca.
    Sino a qualche annetto fa mi rilassavo sistemando la mia vecchia Ford Mustang del 1966. Uno splendore fattomi importare dagli states.
    Regolazione della carburazione, e sentire il motore multifrazionato borbottare, era musica, come per lei l'organo, mi rilassava e il tempo passava senza accorgermene. In quel momento sparivano impegni, tutto, c'era solo quell'attimo.
    Purtroppo la crisi l'ha portata via.

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  6. E pijate 'sti spicci AHAHAH mortale
    "Sarebbe bello vivere in un mondo dove gli economisti sono semplici professionisti, come dentisti" Cito, a mia pessima memoria, Keynes.
    Tradotto da me suona: "Sarebbe bello che gli economisti avessero interessi altri oltre all'economia. Cioè in modo da renderli persone. Non semidei portatori della verità rivelata attraverso logaritmi e teorie dogmatiche"
    Ho ascoltato molto volentieri, e utilmente, le tue conferenze, ora -probabilmente- preferisco sentirti suonare. e così sia
    Grazie (e intanto mastico)

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    1. Hai capito perfettamente lo spirito della mia osservazione. Grazie.

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    2. Può essere valida questa osservazione anche per i matematici? Grazie per il suo grande lavoro!

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    3. valida per ogni professione, a mio vedere.
      ho capito più cose della mia guardando quadri, ascoltando musica, osservando pizzaioli, discutendo col meccanico, che non se avessi messo la testa in un unico secchio.
      se metti il naso vicino alla tela il quadro non lo vedi. devi distaccartene.

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  7. sei un grande blogger, la tua carta vincente sono le citazioni. non smetteremo più di leggerti.
    ci vediamo a Grottaferrata

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    1. A Grottaferrata il viaggio passerà anche per Irlanda e Germania. A presto (venerdì 13 alle 21).

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    2. dove fara' tappa di bello in terra alamanna?

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  8. E lo vedi che i tedeschi la produttività ce l'hanno endogena, anche nella musica!
    Noi solo le mani, loro anche con i piedi! Ecco qua: http://www.youtube.com/watch?v=aAhjeMYqRmQ

    (si scherza eh...)

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  9. L'analisi sui prezzi e sul mercato delle patate m'ha fatto schiantare dalle risate.

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  10. Avevo già ascoltato il tuo Paolo Bruna qualche mese fa, ed era emozionante. Eseguito su questo organo, l'emozione che suscita è ancora più intensa e raccolta.
    Complimenti all'organo e all'organista.

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    1. I complimenti vanno al cieco di Daroca, che nessun europeista e solo pochi europei ricordano. Sarà per questo che ci odiano così tanto, che odiano così tanto i nostri paesi, i nostri figli, la nostra cultura?

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    2. Professore, considerata la sua autorevolezza, se sostiene l'esistenza di tale odio allora avra' fondatissimi motivi. Cio' spaventa ancor piu' dell'idea del capitale come cieca macchina di accumulo a danno delle moltitudini, ma almeno di tutte le moltitudini disposte sulla rosa dei venti.

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  11. Per l'economia ho anch'io un interesse che esagerando grandemente si può definire molto scarso, ma per ragioni vili e meccaniche me ne sono dovuto occupare professionalmente per più di vent'anni.
    L'ho fatto con impegno e con buoni risultati in 'business' niente affatto semplici, ma anche quanto portavo a casa il carniere colmo non ho mai provato ombra di entusiasmo.
    Cosa che invece negli anni felici mi accadeva regolarmente ogni volta che, mollati i freni, davo manetta e in pochi secondi mi trovavo nel blu. Il fischio delle turbine, l'aereo che va via come un missile, l'orizzonte artificiale che piroetta come una ballerina ...
    E vuoi che non ti capisca, mein lieber Freund?

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  12. Peccato per er Melanzana. Io quando vidi il famoso abbraccio, mi emozionai,
    https://www.youtube.com/watch?v=H9w_Hl34X_A
    credevo davvero che fosse un alleato...
    Di Zingy non avevo dubbi. Uno che propone Giannino come premier (e diceva che il partito FARE l'aveva nominato all'unanimità) probabilmente è più vicino a Chicago che all'Italia...

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    1. Questo è il Bagnai che mi piace!

      p.s. dispiace per Brancaccio (che tra l'altro seguivo con piacere già dal 2007 quando c'era in corso la trattativa tra Alitalia e Air France, ben prima che conoscessi Donald) e Piga (che ho sempre reputato essere una persona equilibrata).

      p.p.s. certo che però Zingales su Giannino non ha tutti i torti: c'ha quel modo di vestire così chic... ricorda un po' quella classe agiata e nobile dell'est Europa degli anni 20/30, la quale scimmiottava alla perfezione la cultura anglo-francese meglio degli anglo-francesi stessi (infatti sin da giovani venivano mandati dalle loro famiglie a studiare nei college inglesi) in spregio ai loro popoli che vivevano nello squallore più totale. La Storia ha infine dimostrato quanto è meglio puntare sulla valorizzazione della propria cultura anzichè andare a scimmiottare quella dominante. Se c'è una cosa che mi da un minimo di fiducia è il fatto che noi italiani, a differenza di molti altri popoli, sia che si parli dell'Italia fascista di allora, sia che si parli dell'Italia all'amatriciana di oggi, in campo socio-culturale siamo sempre stati "originali"... sia pure nello squallore!

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  13. Devo essermi perso qualche post. Ma "er melanzana" è Brancaccio o Gawronski?

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    1. @Daniele Buffa
      Il primo che hai detto.

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    2. E' quello piu' abbronzato (o color melanzana).

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  14. ... è la musica che la rende libero, e questo è bellissimo. Grazie :-)

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  15. Suona un dolce organetto in un armosfera quasi aliena mentre attende paziente la fine dell'euro.

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  16. Quella citazione è una delle mie preferite perché in realtà io vivo proprio così. Immerso in banalità, questioni meschine, brutalità, pura e semplice ignoranza, violenza, grettezza...non vedo l'ora di tornare nel mio angolino e magari dialogare con Montesquieu o Robert Walser o Sciascia.
    Per il resto, il post con tanto di citazioni e riferimenti musicali è il post che leggo più volentieri.
    L'importante, almeno per me, è che lei non abbia spocchia...quelli con la spocchia li trovo insopportabili.
    Sopporto tutto tranne la spocchia. Anche la brama di potere è rivoltante. Non è da persona per bene.

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  17. quello che fai e pensi mi fa sentire germogliare intorno a noi la vita, libera; la sincerità, il buon senso, la lungimiranza, le radici della democratizzazione della convivenza. spero che presto gli "intellettuali" ritrovino il proprio ruolo nella società.

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  18. grazie!

    mi piacerebbe sentirti suonare la musica per organo di JSB ...

    grazie ancora

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  19. Il PUD€ mediatico è scatenato: sulle reti RAI si propaganda il TTIP, senza però nominarlo direttamente, presentandolo in uno spottone che suggerisce che sia una cosa buona foriera di grandi vantaggi per i prodotti italiani ma ovviamente tacendo sulle sue conseguenze negative per i consumatori europei.
    Evidentemente si sente la necessità di pubblicizzare l'accordo di libero scambio per creare un consenso peraltro assolutamente irrilevante perché, come chiaramente detto nello spot, è l'Unione €uropea che lo sta negoziando per l'Italia.
    Utilizzare la televisione pubblica per propagandare un accordo contrario all'interesse nazionale: semplicemente disgustoso.

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    1. http://ek4t.com/2014/05/05/tpp-and-the-great-peril-of-inattention/#comment-51
      Ti mando un post di un mio caro e vecchio "amico".
      Ciao.

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  20. Bellissimo post e bellissima musica. Però io ho lasciato il mio cuore al tiento de dos bajos arrangiato per flauto, violoncelli e basso continuo (tanto che sono riuscita a procurarmi il disco). Grazie prof.

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  21. “quello che a loro così visceralmente, smaccatamente e pateticamente interessa: il potere...”

    Certo dovranno attrezzarsi meglio perché al momento l'approccio del governo agli eventi che negli ultimi anni accadono a ridosso dei confini europei è improntato alla più scanzonata improvvisazione, venata da uno schietto dilettantismo.

    Ultimamente Zingales appare qua e là sugli schermi tv con l'inconfondibile aria sagace che lo contraddistingue. In una recente intervista ha detto che Renzi "ha un'enorme opportunità per cambiare l'Europa e deve sfruttarla". Ma sono cose che si dicono.

    Giovedì su Rainews24 Renzi era in diretta da Bruxelles. Sulla questione ucraina ha risposto ai giornalisti con 60 secondi di aria fritta:

    “la discussione è stata seria. La parte che riguarda la Nato la vediamo il 4 e il 5... dov'è in Galles? Dove siamo? In Galles?... il 4 e 5 settembre, quindi fino a quella data la discussione sulla Nato la rivedremo in quella sede lì... qui la discussione è stata più ampia... rispetto all'Aja; avete visto che sono stati fatti dei passi in avanti... eehh... in alcuni settori, ci sono però rilevanti preoccupazioni... trovo che sia stato significativo e utile che anche in questo caso il G7 abbia mantenuto quell'unità di fondo che è precondizione per poter affrontare il grande tema dei rapporti con la Russia e con l'Ucraina. Mi auguro e spero che il semestre italiano di presidenza europea, su cui è forte l'attenzione, su cui è veramente forte l'attenzione da parte dei nostri interlocutori e alleati, possa essere l'occasione per una scommessa complessiva di alto livello e di... eehh... anche di qualche ambizione in più rispetto al passato. L'Europa deve essere un pochino più ambiziosa”.

    Per la prima volta il veloce Renzi è apparso meno sicuro di sé e insolitamente esitante. L'impressione è che i leader europei che comandano davvero in Europa gli abbiano suggerito di abbassare la cresta. Anche su altri temi Renzi è apparso aleatorio e inconcludente.
    A confronto, persino Berlusconi, in qualche rara occasione, seppe fare di meglio.

    Ora, Zingales è stato nominato nel CdA dell'Eni da Renzi, ma siccome è senz'altro più intelligente di lui mi aspetto che le ipotesi di privatizzazione rimangano tali. Nessuno sano di mente si priverebbe di un'azienda leader mondiale nel settore energetico che fa utili di tutto rispetto. Tanto più se si considera che a margine del summit del G7 a Bruxelles, Barroso ha dichiarato che “le forniture di gas statunitense non risolveranno i problemi energetici dell'Ue. Prima di tutto, perché per l'organizzazione della consegna ci vuole tempo".
    In effetti le fantomatiche “forniture di gas statunitense” sono poco più che una leggenda. A parte il fatto che occorrerebbero 7/8 anni per realizzare le infrastrutture necessarie al trasporto, lo shale gas è già in fase calante, e l'immaginifica futura autonomia energetica degli Usa è più propaganda che realtà. Senza contare che di shale gas dispongono abbondantemente anche Cina e Russia, sicché resta da capire perché gli europei dovrebbero attendere il miracoloso intervento di Washington, quando hanno a disposizione tutto ciò che gli serve sul continente eurasiatico.

    Dal canto suo, Renzi oggi è in Vietnam e Cina per “dedicarsi a incontri e visite con la comunità d'affari italiana”. In Vietnam il moscerino d'Italia visiterà gli stabilimenti “low cost” Ariston e Piaggio per verificare di persona la funzionalità delle riforme del lavoro che ha in mente.
    Se fossi in Zingales l'Eni me lo terrei stretto, perché la stagione di Renzi potrebbe esaurirsi assai prima di quanto possa apparire, visto l'esito dei ballottaggi a Livorno e altrove. Già oggi di Renzi non si sa che farsene, viceversa l'Eni ci servirà anche domani.

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    1. kthrcds, permettimi di complimentarmi con te per una piccola cosa: tu capisci zingales quando parla. io faccio una fatica boia. per me non parla, ciancica, come si dice a roma, ciancica una lingua che... non so. un mistero...

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    2. Renzi parla sempre sotto dettatura, evidentemente i suggeritori non sanno che pesci prendere, la situazione è complessa e sta sfuggendo di mano. Ogni tentativo di isolare la Russia non fa altro che accelerare la caduta dell'impero.
      C'è solo da sperare che i governi europei si tirino fuori dalla gabbia del TTIP prima che affondi del tutto la nave, e che la nuova opposizione parlamentare ne rallenti il più possibile l'approvazione.

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    3. @ Alflig (9 giugno 2014 17:44)

      No, è che di Zingales ed equipollenti prendo di tanto in tanto le sintesi dei quotidiani, o uno stralcio di qualche talk show da youtube. Così, per capire a che punto siamo arrivati.
      Ad esempio, oggi Renzi è a Shangai per parlare agli imprenditori italiani e il punto a cui siamo arrivati è circa questo:

      “... giustamente l'ambasciatore ricordava Marco Polo... ricordava Matteo Ricci. Due persone che sono nella mitologia del nostro paese e credo in larga parte anche dei nostri amici cinesi. Ma se c'è una caratteristica che collega Marco Polo e Matteo Ricci a ciascuno di noi oggi non può che essere un gigantesco coraggio e una grande curiosità. Occorre coraggio per scrivere pagine nuove, occorre curiosità per andare a inventarsi nuovi mondi anche dentro di noi. Ecco che il tema dell'Expo diventa allora il trait d'union e il fil rouge
      [...]
      tutto quello che vedete è collegato. La cupola del Brunelleschi, un altro di quelli che era curioso e coraggioso, nasce da un humus culturale in cui c'era il desiderio di scoprire, di innovare, di sperimentare [...] e che porta a vivere come un'emozione il rombo di un motore in un GP di F1, o un momento di opera o di musica classica eseguito con la massima bravura e capacità...”

      Ecco.

      A me è venuto sonno dopo i primi 5 minuti, ma il Mr. Bean rignanese può andare avanti per ore.

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  22. Che Frescobaldi (come Merulo, come i Gabrieli) tendesse al modale perché l'ambiente era ancora intriso di gregoriano? La cosa notevole è che la sua trattazione contrappuntistica del gregoriano ha fatto scuola in un contesto assai più incardinato sulla tonalità quale quello del corale luterano. Problemi inusuali si pongono per la trattatazione armonica di monodie modali (che gli autori italiani hanno completamente liquidato, dopo il ferrarese)... si dice che la soluzione più perfetta del problema sia stata trovata ben fuori dal dominio della tonalità (Tournemire). Alle basi della cultura europea c'è pure questo (visto che ieri era Pentecoste), assai alieno al monoteismo eurista moderno.

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  23. Ecco, è riuscito a concludere l'excursus stigmatizzando quel che mi stava suscitando nella testa e nel cuore (quello vero, grosso poco più d'un germe di senape e collocato non si sa ben dove entro il carneo simulacro, non quello sentimentale...): che gliene frega a Zingy e compagnia di comprendere davvero qualcosa come la musica, o altro che sappia elevare appena un poco lo sguardo da quanto ci tocca come esseri mortali temporanei (anche qui al netto di egoiche sperequazioni e pose cultural-grottesche)? Non gliene frega nulla di comprendere la vita in toto; lasciamogli allora solo l'economia: una o l'altra provvederanno alfine a far tornare i conti.

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  24. Oggi, Gianfelice Rocca, Pres. di Assolombarda, ha dichiarato che l'Area Euro non è ancora ciò che si definisce una AVO ! Poi ha dato un po' di numeri sull'evoluzione di export ed occupazione in Germania e in Italia nei tempi dell'Euro. Ah, questi ciarlatani, direbbe Zingales !

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  25. dopo la scorpacciata di video voglio solo far notare che anche Briatore, stamattina su radio24, intervistato da Minoli, ha pacificamente ammesso che in italia c'è un problema euro.

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    1. ...e se lo sa anche un decerebrato come 'il tribula', ormai è palese anche alle pietre; solo i piddini continuano con protervia ecc. ecc.

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  26. Scusate l'o/t.
    "Se entro il 10 giugno non aboliamo il senato mi dimetto". Matteo Renzi.
    Er bomba non si smentisce.

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    1. avevi qualche dubbio? cambia il suonatore, la musica resta uguale.

      in pratica si tratta del nuovo berluska; ridanciano, approssimativo, mentitore, insignificante, dannoso, ecc. ecc.

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  27. OT – C’e’ un Giuseppe Guarino omonimo del noto ex ministro democristiano (che tanto ha scritto negli ultimi anni contro l’EC e lo stravolgimento dei trattati EU).
    Mi sono casualmente imbattuto nel sito dell’omonimo (curiosamente un altro ministro, ma di Dio) e sono rimasto molto affascinato dal suo commentario sui libri di Daniele dell’Antico Testamento e sulle profezie in generale sulla fine del mondo.
    http://www.studibiblici.eu/Daniele%2029%20dicembre%202012.pdf
    In particolare mi ha colpito il versetto seguente, che profetizza gli eventi successivi alla caduta della quarta bestia (cioe’ dell’Impero Romano, da cui nasceranno 10 corna):
    “Daniele 7:24 - Le dieci corna sono dieci re che sorgeranno da questo regno; dopo di loro ne sorgerà un altro, che sarà diverso dai precedenti e abbatterà tre re”.
    La Grecia e’ stato il decimo Stato (1981) ad entrare nella EU, per cui appare molto suggestivo in questo momento storico pensare:
    1) “10 Stati = 10 Corna”
    2) “EC = altro regno che abbattera’ 3 re”.
    Che stiano quindi per essere abbattuti 3 re? (per la Grecia pare proprio che cio’ sia gia’ avvenuto….).
    Per chi avesse voglia di approfondire la tempistica verso la fine del mondo profetizzata in Daniele, Apocalisse e Libri Sacri vari segnalo le figure riassuntive a pag. 86, 124 e 181.
    Se identificassimo infine il “devastatore” delle Sacre Scritture con il “capitalismo trionfante” (cosi’ ben descritto da Diego Fusaro) sembrerebbe che i tempi previsti dai burocrati EC per uscire dalla recessione/stagnazione (dopo il 2020) potrebbero coincidere abbastanza con l’epilogo “e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore, finché la totale distruzione, che è decretata, sarà riversata sul devastatore”.
    Se qualcuno dei lettori mi vorra’ eventualmente suggerire di mangiare leggero la sera, di smettere coi grappini e di riprendere a guardare la televisione, bene, seguiro’ volentieri il consiglio….

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  28. A proposito del peccato di "Defraudare la giusta mercede a chi lavora", arriva la "ripresa" degli "80 euri de Renzie"....

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  29. Grazie Alberto. Trovo la pace nella tua musica, trovo la speranza nelle tue parole, trovo la gioia della vita nel sapere che persone come te esistano ancora in questo mondo. Risplendi come la luce abbagliante della veritá.

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