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mercoledì 18 giugno 2014

Disperazione e perbenismo: un commento

Siccome la confutazione del re degli argomenti cialtroni (quello secondo il quale la corruzione avrebbe causato il debito) ha determinato un eccesso di commenti, per ovvi motivi (a nessuno fa piacere ammettere di essersi fatto prendere in giro, e di non aver notato il semplice dettaglio che Monti e Grillo e tutti gli altri sono d'accordo solo su questo punto), la piattaforma blogspot non ce la fa a gestirli, né d'altro canto consente di chiuderli. Non vorrei quindi che vi perdeste questo, che sottopongo alla vostra attenzione:


Alberto R. ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Debito e corruzione nel mondo":

Apprezzo tantissimo questo blog per il livello scientificamente elevato dei suoi post che seguo da tempo. Il prof. Bagnai è riuscito a farmi capire e apprezzare degli argomenti che ho sempre trovato ostici per cui gli riconosco una enorme capacità divulgativa (averne avuti di professori così all'università) oltre che avermi aperto una prospettiva diversa sui problemi della nostra economia.
Peccato che con il passare del tempo non riesco più a vedere grosse differenze di "atmosfera" se mi si passa il termine poco accademico, tra un blog "unovaleunista" e questo blog. Siamo passati da una sana ironia e una giusta dose di sarcasmo al "siamo solo noi", gli altri sono dei cazzari, ignoranti, bugiardi, rincoglioniti se non sposano il pensiero unico o se anche solo sposano preferenze politiche non allineate, riducendo il tutto a una grande generalizzazione che non porta da nessuna parte. Se il Prof. Bagnai ha i titoli per potersi permettere una certo tono anche sprezzante (uno può condividerlo o meno, ma i contenuti restano validi che si dicano in metrica dantesca o in vernacolo e su quei contenuti si dovrebbe misurare il valore delle parole), mi chiedo se tutti quelli che pubblicano commenti altrettanto sprezzanti siano adeguatamente titolati oppure siano anch'essi degli "adepti" che semplicemente sposano una "fede" esattamente come gli "euristi" o gli "unovaleunisti". Alla fine non si nota più la differenza e questo mi dispiace molto perchè la violenza verbale mal si sposa con la divulgazione (dando per scontato che l'intento principe del blog fosse questo e non una sorta di autocelebrazione).

Comunque grazie per il suo sforzo.

Postato da Alberto R. in Goofynomics alle 18 giugno 2014 12:26



La mia valutazione personale è che Alberto abbia ragione, con un piccolo caveat. Mi sembra una persona colta, e in Italia, soprattutto oggi, la cultura è un fatto di censo. Quindi Alberto sarà relativamente al sicuro, e in quanto tale sarà legittimamente meno disperato di tanti altri, e anche meno indignato nel doversi confrontare col muro di gomma di un'informazione totalmente unilaterale.

I toni che vengono usati certe volte qui, o su Twitter, dove sistematicamente blocco le persone che li usano, potrebbero essere controproducenti (ma il blog cresce e il messaggio si diffonde), non li condivido certo, ma li capisco. Capisco che ci possa essere un'espressione di rabbia nell'affermare le proprie ragioni fact based contro un mondo politico e dell'informazione che continua a proporre utopie da quattro soldi al mazzo, slogan populisti, palesi falsificazioni della realtà, con il consenso e la complicità di praticamente tutti i partiti politici (salvo poche note eccezioni) e di tutti i colleghi che, soprattutto a sinistra, nel pollaio italiano continuano a difendere l'euro facendo finta di attaccarlo, in modo da cadere in piedi in ogni scenario possibile.

Capisco la rabbia che questa situazione può suscitare, anche se ripeto, non la condivido.

Mi sembra però che Alberto, come tutte le persone un po' troppo per bene, quelle che fanno dell'essere per bene una ideologia (il perbenismo), cada in una evidente contraddizione. Da un lato infatti riconosce che solo qui gli è stato possibile aprirsi a una diversa visione dei fatti economici (diversa rispetto all'approccio populista, semplicista e demagogico dei giornali, dei politici, e dei blog "de sinistra" e "de destra"). Dall'altro contesta che chi arrivi qui rivendichi l'unicità di questa esperienza e di questo percorso.

Caro Alberto, non è colpa mia se in Italia ho parlato solo io, o comunque solo io con tanta chiarezza, o comunque solo io con tanto sprezzo della ricerca di un facile consenso. Non è colpa mia quindi se qui effettivamente "siamo solo noi". Non è colpa mia se i colleghi che mi laudano in segreto poi mi riprendono o non mi difendono in palese, preferendo sostenere tesi in evidente contrasto con i risultati della ricerca scientifica vecchia e nuova. Non è colpa mia se chi se ne accorge, prima si chiede chi me lo ha fatto fare, e poi si indigna, come forse ti sei, se pure tepidamente, indignato anche tu, nel constatare che io ti facevo un discorso provvisto di coerenza interna, mentre altri visibilmente, smaccatamente, impudentemente ti prendevano in giro per mero conformismo intellettuale o, nella migliore delle ipotesi, per proprio tornaconto. Ricordiamoci dei tanti squallidi personaggi che in giro per il mondo (soprattutto "de sinistra") mi attribuivano e mi attribuiscono velleità politiche (puntualmente smentite dal mio percorso estremamente rettilineo). Ricordiamoci di tutte le critiche che sono state espresse a questo lavoro, critiche che in generale hanno detto molto poco di esso, ma molto su chi le formulava...

Questa, caro Alberto, non è autocelebrazione, è un dato di fatto, che se vorrai sei invitato a falsificare, fornendomi esempi del contrario. Temo che mi sarà facile confutarteli con controesempi. E aggiungo, caro Alberto, una pagina che dovrebbe indurre in te una riflessione un pochino più articolata. Molti, questa pagina, una pagina nella quale una persona per bene come te riceve una lezione, l'hanno letta senza averla mai letta, e una eletta minoranza di altri l'ha letta senza averla capita. Chissà se tu l'hai letta, e se leggendola la capirai?

Enjoy!




- Monsieur l’évêque, dit-il, avec une lenteur qui venait peut-être plus encore de la dignité de l’âme que de la défaillance des forces, j’ai passé ma vie dans la méditation, l’étude et la contemplation. J’avais soixante ans quand mon pays m’a appelé, et m’a ordonné de me mêler de ses affaires. J’ai obéi. Il y avait des abus, je les ai combattus ; il y avait des tyrannies, je les ai détruites ; il y avait des droits et des principes, je les ai proclamés et confessés. Le territoire était envahi, je l’ai défendu ; la France était menacée, j’ai offert ma poitrine . Je n’étais pas riche ; je suis pauvre. J’ai été l’un des maîtres de l’État, las caves du Trésor étaient encombrées d’espèces au point qu’on était forcés d’étançonner les murs, prêts à se fendre sous le poids de l’or et de l’argent, je dinais rue de l’Arbre-Sec à vint sous par tête. J’ai secouru les opprimés, j’ai soulagé les souffrants. J’ai déchiré la nappe de l’autel, c’est vrai ; mais c’était pour panser les blessures de la patrie. J’ai toujours soutenu la marche en avant du genre humain vers la lumière, et j’ai résisté quelque fois au progrès sans pitié. J’ai, dans l’occasion, protégé mes propres adversaires, vous autres. Et il y a à Peteghem en Flandre, à l’endroit même où les rois mérovingiens avaient leurs palais d’été, un couvent d’urbanistes, l’abbaye de Sainte-Claire en Beaulieu, que j’ai sauvé en 1793. J’ai fait mon devoir selon mes forces, et le bien que j’ai pu. Après quoi j’ai été chassé, traqué, poursuivi, persécuté, noirci, raillé, avec mes cheveux blancs, je sens que beaucoup de gens se croient le droit du mépris, j’ai pour la pauvre foule ignorante visage de damné, et je accepte, ne haïssant personne, l’isolement de la haine. Maintenant, j’ai quatre-vingt-six ans ; je vais mourir. Qu’est-ce que vous venez me demander ?

- Votre bénédiction, dit l’évêque.




(avrei potuto usare Parini...).

67 commenti:

  1. Non ho chiaro alcune cose di Alberto R.
    Lui dice: “…gli altri sono dei cazzari, ignoranti, bugiardi, rincoglioniti se non sposano il pensiero unico o se anche solo sposano preferenze politiche non allineate…”.
    Io direi che i cazzari ,…,…,… sono quelli che sposano il pensiero unico e che non si disallineano mai !.
    Poi non ho capito come mai si dovrebbe essere “adeguatamente titolati” per poter usare un tono sprezzante.
    Prima di tutto sarebbe utile comprendere che i “titoli” non è detto che portino a capire le cose e quindi fare la cosa giusta, tutti quei disgraziati che ci hanno portato in questa situazione di m… ( dimenticavo che non essendo titolato non posso usare toni sprezzanti ) sono ben titolati.
    Trattare da “adepti” una ricca schiera di persone che ha deciso, a volte non con poca fatica, di seguire i ragionamenti di Alberto Bagnai, traendone spesso beneficio dal punto di vista della libertà, mi pare un tantino offensivo.
    Quando uno si rende conto che ha scovato tra la miriade di informazioni inutili, fuorvianti, criminali che ci vengono propinate un barlume di verità si lascia andare a gemiti che a volte possono essere anche ridicoli ma mai inappropriati, perché conoscere la verità vuol dire essere liberi.

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  2. Siamo certamente contenti che ci sia questo spazio dove poter avere una informazione finalmente diversa, basata sul metodo scientifico che non punta a convincere ma ad aprire la mente, a far ragionare. Nessuno qui è obbligato a leggere o a commentare, se vuole lo fa e fine. Personalmente ho imparato tanto leggendo il libro del professor Bagnai. Già l'euro mi puzzava di truffa prima, con il libro e il blog ho avuto finalmente gli argomenti per poter uscire dalla trappola dei media main stream (io sono un giurista in erba, conosco le trappole del sistema legislativo europeo, ma le mie conoscenze di economia si fermano a ciò che ho imparato in questo blog e nel libro). Il professore è uno dei pochi che ha parlato e di questo gliene siamo grati perché se oggi il dibattito è stato più o meno sdoganato in Italia (perché in europa già c'era da tempo!) lo dobbiamo a lui.
    La grande differenza sta appunto nei contenuti, questa non è una fede: ci sono specialisti di economia che dibattono a giro per l'europa e per il mondo su questi argomenti e nessuno ha la bacchetta magica. A nessuno è chiesto di aderire a una setta, l'importante è informarsi e prendere coscienza dei problemi senza farsi prendere alla pancia come tentano di fare Monti e Grillo. A conferma di ciò c'è da considerare che il prof Bagnai non ha mai voluto fare "er gesto eclatante".

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  3. My five cent.
    Il fenomeno lamentato da Alberto R. io l'ho riscontrato più che altro su Twitter, dove una superficiale adesione alle teorie antieuro si sposa ad un atteggiamento teologico-fideistico.
    Su questo blog raramente ciò è accaduto e solo di recente: personalmente ho passato più ore a leggere e meditare i commenti, a volte dei mini-trattati o delle vere e proprie lezioni, che i post del prof. (non me ne voglia :-) ). Vero è che, rispetto alla qualità dei primi due anni, i commenti sono diventati mediamente più "normali", ma è inevitabilnente dovuto all'estendersi enorme che ha avuto la platea dei lettori del blog, ma non mi pare in nessun modo paragonabile al livello dei commenti del blog di Grillo o del Fatto Quotidiano o di NFA.
    Certo, qui ci si sente in un'oasi depiddinizzata e si usa ancora il sano DDT contro gli insetti, per cui nasce un orgoglio di appartenenza, ma i lettori sono mediamente di livello superiore per cadere nel puro fanatismo, come sostiene Alberto R., o come ho visto provare a sostenere con immotivato sarcasmo, qualche blog dell'Illinois e dintorni...

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    1. C'è un problema con la concorrenza. Proprio non riesce a capire come faccia lei, che secondo lei dice le cose giuste, ad attirare tanto consenso di qualità come questo blog. Vedrete persone che si chiedono: "Ma come fa quello a avere così tanti lettori?" Insomma, la domanda che si pone la moglie inacidita e intristita quando, dopo aver trifolato le gonadi del consorte per anni, all'inevitabile se pur tardiva reazione, è costretta a chiedersi: "Ma cos'ha quella zoccoletta che io non ho?"

      Son cose che fanno sorridere, perché quello che c'è qui che lì non c'è è evidente: io e voi. E se siamo qui e non lì ci sarà pure un motivo, no?

      Ma proprio questo fa paura (oltre che invidia). Il fatto che qui ci sia nonostante tutto un nucleo di elaborazione intellettuale. E quindi gli amici come Alberto R., gratis o a pagamento, consapevoli o inconsapevoli, applicano lo spin, dipingendo me come un guru, e voi come dei deficienti.

      A me ci penso io, ma a voi dovete pensarci voi.

      Se Alberto vuole rinunciare ai contenuti perché lo preoccupa la forma, noi il lutto lo abbiamo già elaborato! Dopo tre anni di tradimenti, colpi bassi, attacchi diffamatori, bastoni fra le ruote di vario genere, pensa un po' tu se mi preoccupa perdere o guadagnare un lettore!

      Sarebbe però opportuno essere consapevoli del fatto che il potere, ora che il premio Canova me lo sono preso, per screditarmi cercherà altre strade, e molti di voi rischiano di essere inconsapevolmente (e alcuni sono certo consapevolmente) un pezzo di questa strategia.

      Non è mica niente di nuovo, o di cui scandalizzarsi. Le cose tanto finiranno come devono finire. Ma cercate di essere cauti.

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    2. "Che cos'ha quella zoccoletta he io non ho?"

      Quando la definizione contiene già la spiegazione

      Così come la zoccoletta è portatrice della vaginità archetipica, mentre la consorte bullocks mincer ne ha una talmente mediata dall'inveterata attività di mincing che quella dote è, ormai, pratciamente invisibile. L'eidos sprofondato nella quotidianità, l'archetipo nascosto dalla materia.

      Così, allo stesso modo, in un mondo dove l'uccello padulo è propagandato sub specie auri, un luogo dove esso sia narrato sub specie paduli è un sorta di ritorno all'eidos, una smaterializzazione dell'archetipo.
      Se la moglie tritacoglioni è repubblica, o ballarò (non ho il televisore, ma mi dicono che raggiunge sublimi altezze), o tutto il resto di quel truogolo di menzogne che è il meinstrim, questa è la fresca zoccoletta che ti mette di fronte alla "durezza del vivere"

      Que viva el bollo!

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  4. Gentile Alberto R.,

    Personalmente direi che non mi lascio quasi andare a toni sprezzanti, al massimo mi concedo un po' di ironia insopprimibile per chi viene da dove vengo io. Non credo di essere "titolato" a niente (forse lo ero poco anche per le mansioni istituionali che dovevo svolgere, quando ancora lavoravo), però ci concederai, spero, l'esercizio dell'intelligenza, cioè di quella facoltà sviluppata attraverso qualche attività specifica, che riteniamo ci offra gli strumenti, per comprendere, per analogia, anche altre questioni, per le quali non siamo preparati. Dunque, se scopri che tutto ciò che ti hanno raccontato su euro ed europa è una sonora balla, perché svariati economisti di grido avevano PREvisto, non POSTvisto, esattamente quello che sarebbe avvenuto, tu, che sei mediatamente intelligente, normalmente cólto, senza particolari interessi economici che ti spingano verso l'una o l'altra parte, hai o non hai diritto di sentirti vagamente indignato e risentito? Se poi cerchi di esibire argomenti e ragionamenti solidi a chi continua a raccontarti che i ciuchi volano senza alcun risultato quale pensi debba essere la reazione adeguata? Se poi ceni con gli amici, fisici, matematici, orientalisti, egittologi, archeologi, antichisti, e dici loro che èr tutta una balla che la spagna sta meglio di noi, anzi che noi stiamo meglio di loro che sono già rovinati (siamo nel 2010), e ti senti dare del berlusconiano, dell'amico dei corrotti e inconsapevolmente di fiancheggiatore della mafia, dimmi, secondo te quale è la reazione adeguata. Se nel dipartimento, in cui lavori, sei considerato vagamente fuori di testa per le cose che dici e per un ridicolo e pericoloso sentimento antidesco che non fa certamente onore, ecco dimmi, qual è la giusta reazione che l'individuo giusto deve avere. E infine: se uno sventurato (per i destino che sceglie di affrontare) per puro azzardo fa l'associato di politica economica inj una ridente città dell'adriatico e dal cassero del suo brigantino decide di attaccare una portaerei ormeggiata a milano, sapendo che, potendo, gli tagleranno acqua, luce, gas e viveri (ci piace esageraren pochino, come vedi), secondo te come dovrebbe reagire alle mille difficoltà che è andato a cercarsi invece di restarsene tranquillo e magari in buoni rapporti con un ministro dell'economia che, se ho capitol bene, nemmeno vjive in Italia?

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    1. Va in effetti fatto notare che oltre alla lieve incoerenza interna che mi son permesso di sottolineare, Alberto sembra essere arrivato al dibattito con un certo ritardo, e sembra non aver capito che fuori di qui la gente muore.

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    2. @ Celso
      “…l'esercizio dell'intelligenza, cioè di quella facoltà sviluppata attraverso qualche attività specifica, che riteniamo ci offra gli strumenti, per comprendere, per analogia, anche altre questioni, per le quali non siamo preparati.”

      Deliziosa e antiretorica definizione di intelligenza come esercizio, askesis, disciplina, percorso di pratica continua e non prassi statica acquisita e ostentata.

      Dopodiché… il disprezzo è assai più nobile della derisione e della calunnia: è un modo caustico di mantener contegno. La moglie del feldmaresciallo Paulus, arresosi a Stalingrado suscitando le ire del Fuhrer, ricevette a breve la visita di alcuni di quei simpatici soggetti della Gestapo; le chiesero di rinunciare al cognome del marito, rinnegandone lo stato sociale e l’operato, e garantendole di rifarsi una vita sotto altra identità. Lei, nobildonna di origini ungheresi, li lasciò parlare fino alla fine, poi voltò loro le spalle in segno di disprezzo senza dire una parola. Comportamento antidemocratico? Per qualcuno sì, era una nobile…
      Personalmente non so se avrei avuto il coraggio di Bagnai nel lanciarmi in una simile impresa. Don Abbondio diceva che il coraggio, uno, non se lo può dare; per esperienza so tuttavia che, a volte, è il coraggio a darsi, insperato, impensato, inaspettato. So che piuttosto avrei dovuto tenere a freno una irruenza ancora inspiegabile e incompatibile col mio carattere tendenzialmente pacifico, che mi avrebbe sospinto ad agire da ninja notturno in molte occasioni. Diceva l’agente Malone (Sean Connery) nel film The Intouchables: “C’è un modo per sconfiggere Capone. Lui ti manda all’ospedale un uomo? Tu mandagliene due dei suoi al camposanto…”. Meglio non arrivare a questi livelli. Ma l’arguta e piccante facezia… Chi non mostra alcun segno di ruspante irritazione, o è un santo o una persona incredibilmente abile nell’arte dell’ipocrisia (anzi, solo la seconda forse, perché anche i santi talora danno mostra di ruvida indignazione).

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    3. @citodacal

      Non sapevo della moglie della moglie di Paulus. Grazie per l'informazione. Quanto al dubbio, se avresti fatto quanto ha fatto Alberto, personalmente, ti dico, che non l'avrei fatto, perché credo di immaginare bene le tante difficoltà, a cui è andato incontro. Da qui l'esigenza di un comportamento risoluto (senza il quale sarebbe già morto e sepolto) e la necessità, anche per questo, sebbene non solo per questo, di diventare un personaggio pubblico, che poi, d'altra parte, ti crea altri problemi. Insomma, se rimaneva tranquillo a casa con moglie e figli a studiare, era meglio. Ma non avrebbe fatto ciò che ha fatto.

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  5. Caro Alberto R,

    ho letto con attenzione in tuo commento e ritengo che non ti sia molto chiaro quale sia, per quello che ho capito io, il vero obiettivo di questo blog. Tu dici di apprezzare le capacità di divulgatore del prof., come se fosse strano che un professore sia bravo a fare il professore, non ti piace quella che tu chiami "violenza verbale" perchè evidentemente è l'unica forma di violenza che ritieni deprecabile. Ti sfugge, secondo me, che su questo blog si combatte una guerra; una guerra tra chi ritiene che il nostro paese debba essere svenduto agli interessi di potenze straniere, oggi dominanti nei rapporti di forza internazionali, e tra chi invece pensa che nessuno meglio degli italiani è in grado di decidere cosa è meglio per noi. Non è la prima volta nella storia dell'umanità che interi paesi vengono venduti dalle proprie classi dirigenti; è sicuramente la prima volta in cui il diabolico potere della disinformazione organizzata conduce i popoli a richiedere essi stessi questa svendita. A mio avviso chi scrive su questo blog è accomunato dalla consapevolezza del progetto fascista che le classi dirigenti italiane stanno perpetrando ai nostri danni da almeno 30 anni. Cercano di denunciarlo e di rompere il muro di falsità, di omertà, di ignoranza che fa da barriera protettrice dei veri obiettivi che si nascondono dietro il velo di maya della propaganda di regime.

    Se ti è chiaro questo, benvenuto su questo blog.... in caso contrario sei solo un altro che si sveglierà quando sarà troppo tardi ma anche allora continuerà a ripetere che la colpa è solo di noi italiani perchè abbiamo detto troppe parolacce.

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    1. @toti tot

      D'accordo con quanto dici, perdonami solo un'obiezione: "classi dirigenti" mi sembra improprio. Meglio forse "classi dominanti"?

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  6. Un jour, une douairière, de la variété impertinente qui se
    croit spirituelle, lui adressa cette saillie :

    – Monseigneur, on demande quand Votre Grandeur aura le
    bonnet rouge.

    – Oh ! oh ! voilà une grosse couleur, répondit l’évêque.
    Heureusement que ceux qui la méprisent dans un bonnet la
    vénèrent dans un chapeau.

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    1. Una Barbara Spinelli del primo Ottocento. Sempre dalla parte della ragione, va da sé, e del potere, ça va sans dire.

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  7. E' il 18 giugno, anniversario della battaglia di Waterloo, e quale commento all'oggetto del post più adatto di questo:

    "Colville secondo alcuni, Maitland secondo altri, gridò loro: “Arrendetevi, valorosi francesi!” Cambronne rispose: “Merda!”
    Poiché il lettore francese ci tiene ad essere rispettato, la parola forse più bella che un francese abbia mai detto non può essergli ripetuta. È vietato scaricare il sublime nella storia; ma, a nostro rischio, infrangiamo questo divieto. Dunque, fra tutti quei giganti vi fu un titano, Cambronne. Dire quella parola e poi morire: cosa v’è di più grande? Poiché voler morire è morire e non fu colpa di quell’uomo se, mitragliato, sopravvisse.
    Colui che ha vinto la battaglia di Waterloo non è Napoleone messo in rotta, non è Wellington, che alle quattro ripiega e alle cinque è disperato, non è Blücher che non ha affatto combattuto; colui che ha vinto la battaglia di Waterloo è Cambronne. Poiché fulminare con una parola simile il nemico che v’uccide, significa vincere.
    Dar questa risposta alla catastrofe, dire siffatta cosa al destino, dare codesta base al futuro leone, gettar codesta ultima battuta infaccia alla pioggia della notte, al muro traditore d’Hougomont, alla strada incassata d’Ohain, al ritardo di Grouchy e all’arrivo di Blücher; esser l’ironia nel sepolcro, fare in modo di restar ritto dopo che si sarà caduti, annegare in due sillabe la coalizione europea, offrire ai re le già note latrine dei cesari, fare dell’ultima delle parole la prima, mescolandovi lo splendore della Francia, chiudere insolentemente Waterloo col martedì grasso, completare Leonida con Rabelais, riassumer questa vittoria in una parola impossibile a pronunciare, perder terreno e conquistare la storia, aver dalla sua, dopo quel macello, la maggioranza, è una cosa che raggiunge la grandezza eschilea."

    Per la serie "è stato tutto già scritto"....

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    1. Anche su questo blog (per la serie: "che cos'ha quel liberista che vuole uscire a destra che io non ho?...").

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    2. Meglio rinfrescare la memoria, così lo capiscono anche i "diversamente europei" come me....

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    3. I pochi battaglioni rimasti della Guardia evitano che la sconfitta, difficile a pensarsi al momento delle cariche di Ney, si trasformi in rotta e salvano quel che resta dell’esercito francese, offrendo l’ennesima e tragica prova di valore e disciplina. Gli alti colbacchi di pelo d’orso di Chasseurs e Grenadiers rotolano nel fango mentre coloro che ancora li indossano da vivi si stringono l’un l’altro negli ultimi quadrati, tirando contro chiunque si avvicini, amici e nemici, per non aprirsi e cedere. Ancora una volta meritano il loro soprannome ed entrano definitivamente nella leggenda: grognards, brontoloni mugugnanti con un anello d’oro a ciascun orecchio e la prescrizione di rivolgersi l’un l’altro usando il “voi”, a prescindere dal grado. “La Garde meurt mais ne se rend pas!”.
      (così, tanto per essere accusati di oscure nostalgie per l’Imperatore…)

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  8. Vi invio un estratto di un articolo di un altro Alberto, Burgio. Potete leggerlo per intero a questo link http://www.sinistrainrete.info/politica-italiana/2303-alberto-burgio-fallimento-morale-e-antropologico.html

    Pensiamo all'irresistibile successo del best-seller di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella. Quel libro sta dentro un triangolo del quale è un vertice: c'è la politica corrotta (la «casta»), c'è l'opinione pubblica, e c'è la stampa, a cominciare dagli autori della denuncia, cavalieri senza macchia e senza paura. Il tutto dà vento alle vele della transizione post-democratica. Il partito degli antipartito miete consensi travolgenti. Il parlamento appare luogo di mercimonio, culla di una «partitocrazia» parassitaria e proterva, come non si stanca di lamentare un partito che su questa campagna lucra fortune identiche a quelle di ogni altro. Vista così, la corruzione non è più tanto una malattia. È essa stessa un soggetto politico, un protagonista della transizione. Non ci fosse, bisognerebbe inventarla.

    Proviamo a trarre qualche conclusione.

    La prima è che i corrotti fanno parte a buon diritto di quanti fustigano la casta, reclamano la gogna, si appellano all'élite per un repulisti meritocratico. E, finalmente, invocano il passaggio organico alla sovranità dell'esecutivo nel nome della «tecnica». Rizzo, Stella, Grillo, Scalfari e Monti - tra loro assai più prossimi di quanto non confessino o sospettino - dovrebbero concedere ai vari Lusi e Fiorito la tessera onoraria del Partito dei rottamatori della Repubblica costituzionale. Il loro contributo alla transizione nel nome del merito, dell'austerità e della governabilità (a ciascuno il suo feticcio) è d'inestimabile valore.

    RispondiElimina
  9. Il rischio di una sindrome da "fulminati sulla via di Damasco" esiste, inevitabilmente, peraltro mi sembra che Bagnai stesso sia il primo a segare le gambe a chi, nei commenti, risulti essere più un devoto (cioè un fulminato e basta, perché la scossa era troppo forte) che un essere pensante. A dimostrazione che non siamo in presenza di un ennesimo capo popolo.
    Non so che rapporti abbia il prof. con i cani, ma direi che gli piacciono i mastini che ringhiano piuttosto che i chihuahua che leccano la mano del padrone.
    Quanto alla rabbia, per rimanere in tema di cani, non so gli altri ma io sono molto arrabbiato, perché 1) ho perso il lavoro 2) sono circondato da zombie ciechi sordi chiusi nella loro testa d'avorio i quali non solo ripetono a pappardella quello che leggono sulla carta dei giornali (che, come si sa, serve a incartare il pesce di ieri) ma mi vengono pure a dire che quello pazzo e fuori dal mondo sono io. Questa rabbia non è niente in confronto alla violenza intellettuale e morale che trasuda dall'informazione (i.e. propaganda) che ci viene somministrata. Ogni tanto penso che bisognerebbe fare un sito in cui ogni giorno viene fatta un'analisi ideologico/retorico/stilistica della prima pagina di Repubblica e Corriere, più qualche editoriale qua e là. Per svelarne l'inconsistenza e la malafede non bisognerebbe manco controbattere sul piano dei contenuti, basterebbe smontarne la macchinazione del falso sul piano dell'argomentazione. Altro che fango.
    Ma poi penso che la vita è troppo breve per passarla a rimestare il concime spirituale e per conforto mi ripeto quel versetto della Torah che dice: "non ci sarà mai una quantità sufficiente di disprezzo nell'universo…"

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  10. Una sera ero comodamente seduto accanto a mia moglie in un’aula magna universitaria aspettando l’arrivo di Vittorio Sgarbi. Assistevamo ad una iniziativa della Notte Bianca di Cesena, volta a commentare alcune opere di Caravaggio.
    Entra Sgarbi. Subito inizia un furibondo litigio tra lui ed alcuni contestatori che lo criticavano perché si era candidato a sindaco di Salemi. Sgarbi pone come condizione per iniziare i lavori che i contestatori escano. I contestatori non ne vogliono sapere di uscire e pretendono di contestarlo tutta la serata. Sgarbi li sommerge di insulti, è un fiume in piena. Più il tempo passa più il litigio diviene intenso, intervengono da pacieri anche due carabinieri.
    Mia moglie mi chiede di andarcene preoccupata che dalle parole si passi alle mani. La rassicuro che non c’è pericolo. Io mi diverto. Non riesco a credere ai miei occhi, mai avrei osato chiedere antipasto più pepato. Mi ribalto dalle risate nel botta e risposta.
    Una coppia davanti a me, con la quale avevo scambiato due parole durante l’attesa, invece non si diverte affatto. Si alza scandalizzata dal profluvio di insulti che solo Sgarbi sa produrre e salutandomi la donna mi spiega perché se ne vanno: “Ma come si fa ad ascoltare uno così?”.
    Dopo mezz’ora o quaranta minuti, non ricordo bene (il tempo vola quando ci si diverte) i contestatori si quietano e Sgarbi decide di iniziare, nonostante la loro presenza. Tutto fila liscio fino al termine.
    L’uomo e la donna che se ne sono andati hanno avuto un atteggiamento moralistico che ahimè si diffonde sempre più nel Belpaese. E’ quell’atteggiamento manicheo che pretende, violentando la natura, che l’uomo sia tutto buono o tutto cattivo, integerrimo o corrotto fino all’osso, santo o dannato senza possibilità di redenzione.
    Invece l’uomo è un misto di tutto, con gradazioni diverse da persona a persona e nel corso della vita. Anch’io ogni tanto sono urtato da toni che reputo eccessivi, ma mi salvo da quella che considero una debolezza psicologica, ricordando a me stesso il motivo per cui sto ascoltando quella persona o leggendo quello che scrive.
    Alla fine, quando sono attratto da una persona, a me interessa solo che essa mi sveli una poco di verità, che quel poco me lo faccia gustare con la ragione, col cuore o con entrambi, che possibilmente mi dia gli strumenti per capirlo e interiorizzarlo.
    A me piace molto questo blog perché è “vero” a 360°. Mi piace perché è letto e scritto da persone appassionate.
    Mi piace Bagnai perché è vero allo stesso modo quando irritato manda a quel paese i piddini e quando paterno mostra lui e suo figlio piccolo distesi sul letto che si sorridono.
    I toni li reputo un dettaglio insignificante.

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    1. C'est le ton qui fait la musique!






      (e comunque Vittorio è un grande: e con questo sono sicuro di essere cacciato di casa...)

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    2. Ha ragione professore. Mi sono espresso male per la fretta di chiudere. Volevo dire che i toni sono subordinati ai contenuti. Sono importanti perché conferiscono intensità a ciò che si dice e svelano loro stessi un poco di verità indicando quanto è sentito ciò che si dice. Lo vedo tutti i giorni coi miei figli: sia che li lodi, sia che li rimproveri, se non lo faccio col giusto tono non serve a nulla.

      Sì, Sgarbi è un grande. Tra i vip è uno dei pochi che desidererei mi considerasse un amico.

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    3. io credo che sgarbi sia molto furbo e ovviamente ha lo scililinguagnolo nel suo campo specifico di lettura , quando esce di lì è ovvio che trovandosi in mezzo a una moltitudine di mediocri e ignoranti che si fanno spiazzare in poche battute fa presto a divertirsi complice anche la sua zazzera da playboy ...non voglio leccare il culo a bagnai però a me ascoltare sgarbi, eccetto quando forse parla di artisti ( lì può essere interessante) mi fa venire due palle così mentre bagnai è sempre interessante ed è anche una persona educata con gli altri , forse fin troppo, almeno così mi è parso vevdendolo nei video

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    4. @gransage

      Ma no, che dici, io offendo moltissimo! Pensa che una volta ho addirittura detto cucciolotto a uno che mi faceva la lezioncina in pubblico...

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  11. Questo Blog rappresenta l´unico canale di divulgazione seria, diretta e concreta. L´atmosfera, a volte, si fa piú pesante ma è niente in confronto a quello che succedeva e succede nei canali main stream, non parliamo poi di quelli di sinistra. Ma anche se, tra migliaia, ci fosse qualche adepto, devi capire molti sono di provenienza piddina e sai bene che certi meccanismi mentali son difficili da modificare :), in secondo luogo se ammetti che, grazie al blog, il tuo grado di comprensione è migliorato, perché ti lamenti se qualcuno pone degli accento su argomenti che, proprio perché messi in condizioni di capire, non sono stati accettati supinamente ma son stati elaborati e finalmente compresi. Se invece le tue parole derivano dall´amarezza o la delusione di non veder compagni piú o meno noti tutti riuniti sotto l´egida del "volemose bene", fattene una ragione e prenditela con quelli che si son svegliati dal coma in ritardo accampando scuse ridicole e creando battibecchi inutili solo per poter dire "c´ero anch´io". Ormai ci abbiamo fatto l´abitudine a leggere critiche sconclusionate pur di non guardare in faccia la realtá delle cose. Non preoccupatevi, è giá tanto se ci avete provato ad informarvi, pazienza se a metá strada non ve la siete sentita di proseguire. Non è una vergogna(potete sempre attaccarvi al vostro amato darwinismo sociale), rimanete piddini e state tranquilli, nessuno vi obbliga. Ma basta con gli alibi ridicoli.

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  12. Alberto R, non so che clima si respiri nel blog, so che aria si respiri al lavoro.
    Domani nuova riunione sindacale. Non auguro a nessuno di vivere ogni anno, mese in mese, con l'ansia di perdere il posto di lavoro e far fronte ad affitto e famiglia.
    Il prof mi ha dato una spiegazione del perché sta venendo giù tutto, mentre la televisione e i vari governi dicono di vedere la luce in fondo al tunnel.

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  13. A me scappa da ridere.Mi dovete scusare se sono irrispettoso nei confronti di Alberto R. ma il suo post lo trovo aristocratico.Un Giovanni Della Casa dei nostri tempi ma male allocato all'interno di uno spazio divulgativo variamente difficoltoso,cioè Goofynomics.
    Difficoltoso per chi,come me ed altri,si approccia a materie come macroeconomia o giurisprudenza (vedi Orizzonte48),proveniente da studi umanistici con l'hobby dell'agronomia applicata alla viticoltura.
    Normalmente usiamo il vocabolario di base e non il lessico comune tanto più se ci addentriamo in materie a noi abbastanza estranee.La Bibbia (Antico Testamento) è scritta con soli 8.000 vocaboli.
    E' stato grazie alla bravura pedagogica del Prof. se ignoranti come me si sono fermati qui e poi hanno approfondito col Tramonto dell'euro.E sono arcisicuro che molti utenti si astengono proprio per le motivazioni opposte a quelle descritte da Alberto R. e cioè per un senso di pudore dovuto proprio alla profondità delle discussioni e dei post ( di cui molte sottilmente ironiche e poco intuitive).
    Si sono superati certamente i 50.000 vocaboli del lessico comune oppure no? A me pare che si.
    Poi,che uno abbia avuto un Insight oppure,per dirla all'inglese "Aha! Experience" e si esprima con l'italiano che gli viene (i normali 6.500 vocaboli) va bene lo stesso.L'importante è conoscere,capire,divulgare (e qui viene il difficile!)
    E il termine "unovaleunista" è leggermente pesante,come una Casoeùla.Sia sul Sacro Blog e le discussioni del FascioQuotidiano.it (ma non solo) sono lontane anni luce da questo blog come da altri ed è per questo che ci si deve dar da fare senza la puzzetta sotto il naso.

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  14. “Grande era la perplessità di padron Cavallo nell'udire il mio racconto, perché gli houyhnhnms sono così poco avvezzi a metter in dubbio ciò che viene da altri asserito, che non sanno neppur compiere codesto esercizio mentale allorché se ne presenta l'occasione. Mi ricordo anzi che quando, nel parlare delle qualità della specie umana, mi accadeva di alludere alla bugia o all'inganno, il padrone stentava a capire ciò che tali parole significavano. Eppure non gli mancava davvero un fino discernimento.
    Ma egli ragionava così: se l'uso della parola ci è stato dato per scambiarci i nostri pensieri e per istruirci reciprocamente di ciò che ignoriamo, quando alcuno asserisce ciò che non è agisce contro natura, perché non ha comunicato nessun pensiero a chi lo ascolta né ha contribuito a istruirlo; anzi gli ha recato
    un peggior danno che se lo avesse lasciato nell'ignoranza, piuttosto che fargli vedere nero il bianco e corto ciò ch'è lungo.
    Questo è quanto possono afferrare gli houyhnhnms intorno alla menzogna, che invece è sì facilmente compresa e sì largamente usata tra gli uomini.”

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  15. Provo a fare l'esegeta di Bagnai, mi lancio chissa' ...

    Anche io in passato obiettai sulla forma, in maniera molto meno sofisticata del nostro amico qui sopra,e il prof. mi rispose nel modo che immaginate.

    Poi, mi sono reso conto che la combinazione sottile di cultura e invettiva e' stata il colpo di genio mediatico di Bagnai e cio' che lo rende un blogger formidabile.
    Se il blog fosse solo tecnico, lo leggerebbero in quattro gatti.
    Se fosse solo finemente culturale, idem.
    se fosse solo aggressivo, sarebbe poco piu' che Ortottero.
    E' la combinazione di questi tre elementi che rende unico questo spazio!

    Roberto Seven

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  16. Per non passare da perbenisti....
    Costa di più la corruzione o costa di più controllare la corruzione?
    Questo potrebbe avere una correlazione con il debito pubblico.
    Magari chi accetta la corruzione senza problemi spende meno di chi mette 100 vigilanti su possibili focolai di corruzione, oppure chi controlla con corrotti che non ci sia corruzione potrebbe spendere più di tutti.

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  17. ai perbenisti che tra una bomba H e una puzzetta si inorridiscono per la seconda dico solo che qua nessuno si sente "unico" (o meglio, lo siamo tutti quindi di cosa parliamo).
    e poi non vedo adepti anzi!
    vedo persone grate a chi si è rotto il culo (ops. deretano) per divulgare un'informazione che passasse dall'economia, alla storia, alla letteratura, alla politica, alla sociologia.. insomma, un gran bel giro a 360 gradi.

    Detto questo due considerazioni:
    1) il paese è sull'orlo di morire e se la prende con chi è agonizzante?
    per la serie.. prrrrrrrr

    2) penso di essere stato uno dei primi (dopo aver provato a capire il pensiero sottostante le spiegazioni del prof) a dire che non usciremo dall'euro (vista l'esperienza meridionale in Italia).
    quindi tutti questi adepti non li vedo!

    che poi, sbeffeggiare e insultare chi dice che "andiamo in €uropa a sbattere i pugni" e non riesce a vedere che il limite di questo paese ormai è di due anni, cosa porterebbe di grave?

    PS: è evidente che il percorso economico del blog è chiuso per il 90% e ci arricchiremo solo di spunti qua e là..
    cacchio, in tre anni si è studiato tantissimo o no?
    mi pare che i corsi universitari durano 4 mesi..

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  18. Mi sembra che il gentleman sia un filo suscettibile.
    Si è reso conto di quello che è accaduto e sta accedendo in Italia negli ultimi anni ?
    Non credo.
    Se avesse contezza del disastro e delle sue cause non si preoccuperebbe troppo del clima ''realista'' e talvolta positivamente nervosetto di questo spazio di discussione.
    Non stiamo parlando di teoria e pratica del barbecue, stiamo affrontando e imparando le cause che hanno ridotto MALE molti di noi (me compreso).
    Per cui non sarebbe male, da parte sua, un certo sforzo per adattarsi senza fare l'offeso ed evitare osservazioni da Maria Antonietta.

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    1. Dunque...

      L'osservazione di Alberto, qualora non sia (come penso non sia) un esercizio di raffinato trollaggio, evidenzia un "pericolo" reale: quello che il messaggio perda credibilità prestando il fianco allo spin del "guru".

      Posto che nessuno di noi vuole rinunciare a essere se stesso per raggiungere qualsivoglia obiettivo, e che in particolare io di obiettivi non ne ho (il che mi rende invincibile a prescindere), la domanda da porsi è: ma è un pericolo?

      Questa domanda ha due risvolti.

      Il primo è: che ce ne importa delle persone che non sono in grado di vedere una semplice verità quando la incontrano? Saranno sempre schiave perché Natura Matrigna ha voluto così. La loro rilevanza politica e antropologica è pari a zero, non ci aggiungono e non ci tolgono niente, siamo al mondo per vivere la nostra vita e non per convincere loro. A qualche Maria Antonietta sfuggirà ovviamente un dettaglio: che chi pronuncia queste parole se lo può permettere, semplicemente perché da tre anni lavora 24 ore al giorno aggiungendo alle 8 ore del suo orario altre 16 dedicate a erudire il volgo. Ma erudire non significa convincere. Io pesco con il bolentino, non con la rete, non con la dinamite. Abbocca chi vuole, se io sono abbastanza bravo. Gli altri non abboccheranno, e come diceva uno che ci ha provato prima di me (ma era raccomandato): " Nisi granum frumenti cadens in terram mortuum fuerit, ipsum solum manet; si autem mortuum fuerit, multum fructum affert." Qui il frutto lo porta chi abbocca.

      Il secondo punto è: dovremmo porci comunque come obiettivo politico quello di catturare il consenso di chi Natura Matrigna ha voluto nascesse schiavo della doxa, e non fosse degno di accedere all'aletheia? E la risposta, ancora una volta, è no. No, no, no, mille volte no. Quindi non fatevi mai il sangue marcio se incontrate degli imbecilli. Lasciateli ragliare col Corrierone in mano. A loro, come detto mille e mille volte, ci penserà la televisione. I piddini "inside", gli antropologicamente piddini, verranno da voi a spiegarvi cosa è successo, trasfigurati, dopo che sarà successo e che la linea del partito, distillata dal Tg3 e da Bruno Vespa, sarà diventata che è successo quanto doveva succedere.

      Sono creature inferiori? No. Sono uomini come noi. Ci stanno facendo del male, ci stanno danneggiando, stanno combattendo contro di noi una guerra di annientamento, senza saperlo, senza nemmeno rendersene conto. Ma sono uomini come noi.

      A che cazzo ci serve vivere nel XXI secolo se non a sapere che il male è banale? Solo ad ascoltare della musica di merda? Spero di no. Bene: sappiatelo: siete circondati da piccoli Eichmann (fra i quali forse anche il nostro Alberto, che però ha dato un contributo costruttivo, anche se a voi non sembra tale), ma DOVRETE perdonarli.

      Punto.

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    2. Un parziale dissenso

      Punto 1.Chiunque di noi ha un obiettivo, nel fare quel che fa (prescindendo dal memento mori). Erudire non è un atto autotelico (anche quando è dettato dall'abundantia cordis) ma ha un risvolto (per non chiamarlo telos) "politico", se non altro perchè, ciò che si manifesta dell'ambito politico, è la narrazione quotidiana dei mentitori di professione

      Punto 2. A volte l'aletheia (che, etimologicmente è "disvelamento", ed è proprio l'operazione che hai fatto) può cambiare la doxa, specie quando il disvelamento assume la forma della dura realtà -oppure dell'uccello padulo, che se vola negli slums africani o in Siria, non tange la dura corazza del volgo, ma se inizia pericolosamente a ronzare in zona perianale, il suddetto volgo, inizia a preoccuparsi-. Se qualcuno svela che l'uccello padulo non è un destino, una forza naturale o la punizione per i nostri peccati, forse qualcun altro inizia a porsi delle domande e, chissà?

      Ma qui il telos è comunque quello del punto 1, e credo debba rimanere tale

      Comunque, resta il fatto che, nel 2011 questo dibattito non esisteva: v'era l'hostis humani generis che fu sacrificato per redimere i nostri peccati (o forse solo per simboleggiarli), un sedicente autorevole economista (il vero hostis humani generis), usato come Balmung dal Sigfrido della collina, e il popolo di Sodoma e Gomorra che meritava l'olocausto divino.
      Ora non è più così, e questo mi sembra possa chiamarsi "centrare l'obiettivo". Poi, da qui ad affondarlo, ce ne corre, ma quien sabe?

      Per ciò che riguarda la banalità del male (anche se la dottrina del karma parla di colpe precedenti), così Hannah Arendt:

      "Ma il guaio del caso Eichmann era che di uomini come lui ce n'erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali. Dal punto di vista delle nostre istituzioni giuridiche e dei nostri canoni etici, questa normalità è più spaventosa di tutte le atrocità messe insieme, poiché implica - come già fu detto e ripetuto a Norimberga dagli imputati e dai loro patroni - che questo nuovo tipo di criminale, realmente "hostis generis humani", commette i suoi crimini in circostanze che quasi gli impediscono di accorgersi o di sentire che agisce male".

      Purtuttavia, le sue conclusione sono queste (non la sentenza vera, ma quella che lei avrebbe auspicato):

      "Ma anche supponendo che soltanto la sfortuna ti abbia trasformato in un volontario strumento dello sterminio, resta sempre il fatto che tu hai eseguito e perciò attivamente appoggiato una politica di sterminio. La politica non è un asilo: in politica obbedire e appoggiare sono la stessa cosa. E come tu hai appoggiato e messo in pratica una politica il cui senso era di non coabitare su questo pianeta con il popolo ebraico e con varie altre razze (quasi che tu e i tuoi superiori aveste il diritto di stabilire chi deve e chi non deve abitare la terra), noi riteniamo che nessuno, cioè nessun essere umano desideri coabitare con te. Per questo, e solo per questo, tu devi essere impiccato.»

      Poi, nel lungo periodo, anche noi saremo tutti morti, però...

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    3. Molto più prosaicamente: tutti gli altri non ancora disconnessi sono vittime dello stesso sistema, ma non ne hanno ancora consapevolezza, non sono pronti alla disconnessione, anzi la temono e la combattono.
      Non sono d'accordo a considerarli nemici e a combatterli, però, se alzano un po' il tiro, è buono e giusto farli scontrare con la durezza del vivere.
      E soprattutto: non esistono giusti mezzi. O ti va bene M€trix o non ti va bene. E in ogni caso, il tuo comportamento sarà adeguato.

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  19. PS: a proposito di adepti.. sa quale è stato la mia inversione di rotta (non dell'adepta ma dello sconforto)?
    gli interventi di Napolitano e Spaventa del dicembre del 1978.
    Ecco.. ma per piacere

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  20. Prof,
    so che è OT ma non so dove scriverle altrimenti.
    Siccome mi sto cimentando nello spiegare ai miei conoscenti quello che lei ha spiegato a me, vorrei farle una domanda.
    Cosa risponderebbe a chi mi fa notare che nel '92 è vero che il PIL è tornato a crescere ma la disoccupazione è aumentata ?

    Per quanto riguarda il calo della disoccpazione negli anni 2000 è facile, penso si giustifichi con l'aumento del precariato (flessibilità), il calo dei salari e l'afflusso dei capitali esteri.
    L'aumento della disoccupazione nel '92 è forse spiegabile con un deflusso di capitali (dovuto alla libertà di movimento degli stessi)?

    La ringrazio molto

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    1. Qui trovi ciò che ti serve. http://goofynomics.blogspot.it/2013/07/58-anni-di-disoccupazione-in-italia.html
      In quel periodo poi si sovrapponevano molti fattori non del tutto ordinabili quindi fare previsioni era estremamente complicato.
      Non di meno non durò moltissimo e dal 97 in poi la disoccupazione tornò lentamente a scendere.

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  21. @Tommaso
    guardi qua cosa succede al PIL italiano nel 1993
    http://www.ecostat.unical.it/mannarino/didattica/GRAFICI%20OFFERTA.pdf
    e qua
    http://www.linkiesta.it/peso-debito-pubblico-Pil

    cosa succede nel 1993 a causa del 1992?
    a raga', mica perché sistemiamo la bilancia dei pagamenti risolviamo tutto!

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  22. "mi chiedo se tutti quelli che pubblicano commenti altrettanto sprezzanti siano adeguatamente titolati"

    Alberto, prova a vedere la cosa da una diversa angolazione: quelli "titolati" che stanno zitti, in che categoria li metteresti? Qui ci sono due alternative: o il prof. Bagnai è davvero l'unto del Signore (cosa della quale dubito seriamente; per dire, non ascolta nemmeno Eric Clapton) ) oppure c'è un'intera categoria di "titolati" che in Italia sta zitta e muta; nella migliore delle ipotesi, si limita a certificare le panzane del Regime (come il duo A&G sul Corriere della Sera).
    Per il resto, correggimi se sbaglio, il mondo accademico italiano è del tutto assente. Non lo trovi quantomeno singolare? Io si e oltre che singolare lo trovo inquietante. Perchè appena mi sposto fuori dai confini nazionali, l'elenco dei "titolati" che tratta pubblicamente gli stessi identici temi del prof. Bagnai è lunghissimo ed alcuni lo fanno con toni decisamente pesanti.
    E i "titolati" italiani dove sono?
    Possibile che mi devo fare spiegare le cose da un tizio nato a Gary (Indiana) e che non parla la mia lingua (ma per fortuna io parlo la sua)?
    Se vai su YT puoi trovare conferenze di "titolati" come P. Krugman, M. Feldstein, T. Sargent, B. De Long, che trattano il problema euro nello stesso identico modo in cui lo tratta il prof. Bagnai.
    Non ti fidi degli yankee? Poco male, ci sono i "titolati" europei: P. De Grauwe, C. Pissarides, J. Sapir, B. Granville, P. Bofinger e tanti altri.
    I lettori del blog questi nomi e cosa scrivono, li conoscono bene ed è per quello che diventano irascibili davanti alla fatidica frase: "le tesi di Bagnai".
    Detto questo: ti sembra normale che il mondo accademico italiano, a fronte di una crisi economica e sociale di queste dimensioni e davanti ad una mole impressionante di studi scientifici, se ne stia zitto e buono? Anzi, riescono pure a fare di peggio, visto che l'unico che si è messo a fare divulgazione ad un certo livello, lo trattano come un appestato.

    Non fraintendermi: qualcuno c'è. Personalmente trovo molto interessanti sia gli scritti del prof. Riccardo Realfonzo sia quelli del prof. Paolo Pini, per citarne giusto un paio. Ma a questo punto sorge spontanea l'altra domanda: perchè i principali media italiani gli ignorano? Già gli economisti italiani che "parlano" sono pochi, se poi quei pochi che parlano vengono ignorati, andiamo molto ma molto male.

    Dato che adoro le metafore, immagina questo scenario: c'è un gigantesco meteorite diretto sulla Terra, tutti gli scienziati del mondo cercano di trovare una soluzione mentre il FQ titola "Arrestato il sindaco di Calatafimi" e sul Corsera uno splendido editoriale di A&G conferma che la colpa è del debito pubblico.
    "Il meteorite arriva per colpa del debito pubblico?" chiede il giornalista.
    "Quale meterorite?" rispondono A&G

    Chinacat

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    1. Il mondo accademico ha studiato! E sa che ha da perdere se alza i toni in Italia! Basta vedere che fine hanno fatto i meridionali che si sono ribellati alle angherie sabaude post 1860 o quelli che si sono ribellati alle angherie mussoliniane.
      Don abbondio docet! Quindi se chiedi ad un collega di Bagnai perchè, come consulente del governo, non aiuta il governo spiegando il muro che sta per arrivare sul muso di tutti ti risponde: " non è tutto semplice come sembra..." ...insegnando a Napoli un po' di esperienza sul trattamento dei subordinati sabaudi forse l'ha studiata.

      Il mondo accademico rimarrà assente fino al giorno che dirà "te lo avevo detto".

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  23. Mi associo con piacere al commento di Roberto Seven e non ho difficoltà ad ammettere che, soprattutto su twitter, alcune provocazioni, come quelle della Gruber o di De Bortoli, ieri, sono state oggetto di commenti un po' pesanti ma, tutto sommato, meritati.

    Però, non posso nascondere di essere amareggiato per i commenti sul successo elettorale di Renzi e del PD, da parte di alcuni di noi.

    Pensare che molti Italiani si siano fatti comprare per (12 x 80 euro) e che tutti quelli che hanno votato PD siano delle m... non ci rende molto migliori da Travaglio e da altri intelligentoni come lui.

    Ero arrivato a scoprire il blog di Marcello Foa prima del 12 aprile ma, dopo il suo intervento a Roma, come non considerare gli effetti della disinformazione scientifica che è stata attuata ?

    Il fatto che i lettori di questo blog continuino ad aumentare e che Matteo Salvini, dopo aver letto il libro del Professore e coinvolto Claudio Borghi e Francesca Donato, sia riuscito a rivitalizzare un partito defunto, dovrebbe convincere tutti che è solo questione di tempo e di impegno, per ampliare significativamente il numero di chi si può capire come sono veramente andate le cose.

    Nei primi mesi di lettura di questo blog, trovavo simpatici gli ingegneri che lottavano con i post più tecnici e ritornavano sempre sui medesimi luoghi comuni. E comunque apprezzavo l'impegno e la buona fede !

    Riserviamo il nostro disprezzo ed anche qualche sano insulto ai giornalisti venduti, come De Bortoli, Fubini, Plateroti, Forquet, Malagutti, a divulgatori marchettari, come Augias, Daverio, Angela, a quei vanitosi che, così pieni di se, probabilmente, non capiscono proprio, come la Gruber e continuiamo a cercare di far ragionare il maggior numero possibile di Italiani per bene !

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    1. Concordo.
      Su Goofynomics tutti hanno trovato cibo "fact based" e ne abbiamo approfittato tantissimo. Chiamaci coglioni!

      La prima legge della termodidattica dice tutto...

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  24. @chinacat
    bell'intervento e metafora finale!
    Un piccolo appunto sui nomi che hai citato.. cazzo, abbiamo Napolitano e Speranza nel dicembre 1978.. di cosa stiamo a parla'?

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  25. http://www.libreidee.org/2014/06/pritchard-europa-alla-fame-se-leuro-dura-ancora-5-anni/

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  26. Parafrasando Niels Bohr, che parlando della meccanica diceva «Chiunque non ne resti sconvolto incontrandola per la prima volta evidentemente non l'ha capita», possiamo affermare che chiunque abbia letto Il Tramonto e/o questo blog e non si é indignato (ma la parola é un'altra), evidentemente non ha capito. Mister Perbenino é morto... Ha perso il lavoro a causa della crisi ed é morto di stenti.

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    1. Meccanica quantistica ovviamente... mannaggia al correttore dell'iOS che si incricca con l'editor di Google (gomblotto)

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    2. Gentile Tiziano, il Prof puo' risvegliare i dormienti ma - almeno per ora - nulla puo' fare con i morti. La curiosita' ed il dubbio accomunano i frequentatori di questo circolo. Tutti noi si avvertiva qualcosa, ognun nel proprio ambito, i famosi puntini scorrelati.

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  27. “... mi chiedo se tutti quelli che pubblicano commenti altrettanto sprezzanti siano adeguatamente titolati...”

    Io invece mi chiedo se siano adeguatamente titolati i componenti la CE.

    Come Antonio Tajani, ad esempio, che ieri in qualità di vicepresidente della Commissione europea e responsabile di Industria ed imprenditoria, ha annunciato sanzioni contro l'Italia per i ritardi nei pagamenti della PA.
    Con la consueta espressione di chi è reduce da una colonscopia, il ministro Padoan si è detto sorpreso del provvedimento, ha ribadito che l'Italia sta facendo quanto occorre in tal senso e ha buttato lì due frasi fatte sulla crescita, l'attenzione per il lavoro, ecc.
    Senonché ieri, a margine dell'incontro tra Renzi e Van Rompuy, si è appreso che “l'Italia ha deciso di spostare il vertice europeo sul lavoro previsto a luglio nella parte finale del semestre di presidenza italiano dell'Ue” (adnkronos). Segno che nonostante le ripetute e accorate dichiarazioni d'intenti il lavoro può attendere.

    Malgrado Renzi ostenti ottimismo e continui a ripetere che cambierà l'Europa, quest'ultima non se ne dà per inteso e insiste con i suoi assurdi provvedimenti. Continua quindi il ping pong tra il governo italiano e l'Ue, così come già ai tempi di Monti e Letta, e Renzi dovrà abituarsi a veder sfumare una dopo l'altra le sue pretese di cambiare meccanismi e dinamiche interne all'Ue che, tra l'altro, nemmeno conosce.
    Mentre Padoan cade dal pero, Renzi è occupato a demolire l'architettura istituzionale a suon di riforme concordate con il più inattendibile e screditato uomo politico d'Italia. All'uopo l'ex cavaliere è apparso sugli schermi con il piglio dello statista per attribuirsi il merito dell'attuazione delle riforme medesime. Come di consueto Berlusconi non ha mancato di mostrarsi uomo di spirito, rimarcando davanti ai giornalisti che “avendo preso un impegno, noi lo rispettiamo”. Il che rende evidente che non c'è limite al peggio e che votare per un partito piuttosto che per un altro è ormai del tutto inutile.
    Ruspante come suo solito, ieri il grande puffo del M5s ha commentato la notizia della messa in liquidità de l'Unità - qui una delle sue espressioni migliori. Dalla sua cameretta imbottita il masaniello della mutua l'ha definita “un’ottima notizia per un Paese semilibero per la libertà di informazione come l’Italia. Meno giornali significa infatti più informazione”.
    In compenso abbiamo un cretino in più.

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  28. Sempre a proposito di “adeguatamente titolati”, il Commissario europeo per l'Allargamento e la Politica di vicinato Štefan Füle ha incontrato il presidente ucraino Poroshenko con il quale “ha discusso della firma a Bruxelles il prossimo 27 giugno dell'accordo di associazione di Kiev con la Ue. All'incontro hanno partecipato anche il presidente della delegazione Ue in Ucraina Jan Tombiński e il rappresentante dell'Ucraina nella Ue Konstantin Eliseyev”.

    Grazie ai “titolati” rappresentanti dell'Ue ci accingiamo ad accogliere fraternamente in Europa una nazione che per non perdere l'occasione di entrare a far parte di questa unione garante di pace, libertà, democrazia e prosperità, sta radendo al suolo interi villaggi, senza curarsi troppo dei metodi utilizzati, né di chi assassina civili “con la connivenza delle autorità locali”.

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    1. é tristemente così.
      Stanno distruggendo l'Europa perché non sanno neanche cos'è!

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  29. Buongiorno,
    anch'io come Alberto R, quando ho iniziato a leggere il blog due anni fa, sono stato urtato da alcune risposte (non del professore) ai miei commenti da "piddino". Ma é una questione più che altro di carattere; il risultato é che ho commentato pochissimo, ma ho continuato a leggere i post e i commenti non da tifo. La forza degli argomenti e della dura realtà é molto più grande della sensibilità personale. E' inevitabile dopo un po' di tempo essere depiddinizzati leggendo questo blog. Sospetto che é quel che sta succedendo ad Alberto R.

    A livello politico poi di strada ce n'é ancora da fare, come ricorda sempre il prof, e non é certo rallentata dallo stile comunicativo del blog. Se contiamo in circa 10000 i voti a Borghi ad esempio... ma tre anni fa non sarebbero stati neanche un migliaio!

    Gian

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    1. Ma c'è anche chi sostiene autorevolmente che Claudio abbia preso tanti voti perché non dice le parolacce, e che quindi (per dirne una) le 14770 visualizzazioni di questo post (al netto delle condivisioni google, facebook ecc.) siano state del tutto irrilevanti (anche perché quel post non l'ha scritto lui... né poteva scriverlo!).

      Al di là di questi episodi di squallore umano travestito da acume politico (il successo logora chi lo vorrebbe), rimane il punto fondamentale che questo progetto è e rimane politico in un senso molto specifico: aiutare la polis a formarsi un giudizio. Per il resto, io di carriera già ne faccio una e la seguo peraltro con scarsissima attenzione. A pervenire ci pensino i parvenu, che io ho altro da fare.

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  30. Quando ho letto Germinale, mi pareva impossibile che persone (minatori senza istruzione) con un lavoro duro e massacrante riuscissero nel tempo libero a studiare cose difficili, quasi inaccessibili per i loro mezzi, al fine di organizzare una lotta sindacale consapevole. A me questo blog ricorda i loro sforzi. Studiamo cose difficili, complesse, e a volte basta che uno posti un acronimo sconosciuto per farci tornare a sentire come nel punto di partenza, davanti a un mare di concetti sconosciuti e pericolosi. Ma continuiamo, ci proviamo, forse non ne ricaveremo nulla. Forse.

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  31. E comunque non dimentichiamo il proseguo del ragionamento di questo illustre gruppo di pensatori che chiameremo affettuosamente "gli amici di Travaglio":

    1) La CMC (CorruzioneMafiaCriminalità) causa la SPI (SpesaPubblicaImproduttiva).

    2) La SPI, a causa della necessità di tenere sotto controllo il Debito Pubblico, obbliga a praticare la SCI (SvalutazioneCompetitivaImmorale).

    3) La SCI, come noto anche ai lattanti più piccinini, è una roba cattivissima (lo dice anche il nome), che si combatte con il CFTV (Cambio Fissato dal Tedesco Virtuoso).

    Dal momento che, se avete seguito fin qui ricorderete che il problema di partenza non era evidentemente l'infame SCI, nè la terribile SPI, ma era l'odiata CRC, si deve dedurre che questi fini pensatori ritengano che la rigidità del cambio risolva il problema originale, e cioè la Mafia.

    Ora, se il cambio fisso combattesse effettivamente la Mafia non sarebbe male, purtroppo però alla fine della fiera, per quanto sia incredibile e apertamente controintuitivo, ciò non accade.

    Stupefacentemente i Corrotti, i Mafiosi e i Compagni affini di partito o consorteria, dimostrando per altro di ignorare le più elementari leggi dell'economia, invece di ridurre gli sprechi, cioè le loro ruberie, hanno optato per affossare i finanziamenti alla scuola, all'Università, alla Sanità, al Trasporto Pubblico, ai Parchi, ai Beni Culturali, e perfino... udite udite udite: alle forze dell'ordine, alla magistratura, ai penitenziari, insomma: alla lotta alla mafia!
    Quindi alla fine la Mafia ne esce rafforzata. Beh! A ben pensarci, la Mafia le leggi dello Stato mica le rispetta, perchè dovremmo aspettarci che rispetti le leggi dell'Economia?

    E lasciando perdere (per ora) Travaglio, c'erano fior di stimatissimi economisti che ritenevano il "vincolo esterno" necessario all'Italia per maturare. Gente prima tra i sapienti, cui si ergon monumenti, che se la nomini oggi tutti osannano deferenti, che paiono mezzo santi e mezzo geni e mezzo eroi (fa 3/2, ma per questi superesseri ci sta...) tipo Guido Carli.

    Come abbiamo ampiamente dimostrato, a causa del fatto che la Mafia non rispetta le leggi ogni ragionamento si dimostra così sbagliato che è giusto proprio il contrario,
    per cui il professor Bagnai, a causa del fatto di essere inattacccabile sul piano della coerenza logica perde e sbaglia, e il problema è proprio questo:
    LA CORRUZIONE.
    In particolare la Corruzione Morale, che è l'humus necessario per il germogliare della menzogna. In una società moralmente sana la menzogna non attecchisce, proprio come sta scritto
    "dai frutti si conosce l'albero".

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  32. @Stefano Pepino
    la mafia non è potente come una volta e deve intraprendere altre vie.
    E cmq, va pure definita.. nel senso che la mafia intesa come cupoletta che sovraintende, guida e indirizza gli atti dello Stato sia un'altra.
    E le regole le rispetta (le sue) perché come ho scritto le impone

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  33. Trovo che ci sia un errore di fondo nel ragionamento di Alberto R. Anzi 2.

    Il primo è che i titoli non garantiscono che il "titolato" dica sempre il vero: ci sono "titolati" ignoranti e soprattutto ci sono titolati che hanno interessi a sostenere il falso.

    Il secondo è che lei confonde la verità scientifica con il dogma: direbbe che tutti gli studenti che studiano fisica hanno sposato un dogma perché sostengono la validità della legge di gravità? Li definirebbe per questo "adepti"? E il loro insegnante sarebbe un guru? E la scuola è una setta?

    Poi, che chi è dalla parte del vero abbia o no il diritto di essere sprezzante e di utilizzare la violenza verbale è un altro discorso.
    Penso che un po' dipenda dal temperamento, ma nel nostro caso si tratta di ESASPERAZIONE poiché la gente che non vuole capire e i politici che fingono di non capire o fanno credere di non sapere le conseguenze di certe politiche economiche stanno devastando la vita di milioni di persone in Italia, in Europa e nel mondo.
    E di fronte e tanti suicidi, disoccupazione e povertà VOLUTAMENTE indotta vogliamo stare a discutere di quanto certi sfoghi verbali abbiano limitato la divulgazione?
    Non sarà invece la flemma pacata di Prodi & C. ad averci causato tanti danni e ad aver annullato il dibattito? Non saranno le politiche di austerità del sobrio Monti ad avere peggiorato la situazione? Tutti titolatissimi, oltre che perbenisti.
    Ecco, io i "perbenisti" non li sopporto più perché ho capito che di "per bene" non hanno proprio nulla.
    Mi perdoni, ma anche il suo discorso mi sembra fazioso sotto la patina perbenista e politicamente corretta.

    ps
    VAFFANCULO

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    1. Però insisto sul fatto che Alberto ha sollevato un problema reale. Guardate nei giorni scorsi la buriana in un bicchier d'acqua sollevata da un paio di falliti su Twitter. Su cosa si è basata? Su una classica operazione di spin basata sul fatto che io sarei un guru e voi una setta. Tieni presente che molti di questi raffinati pensatori due anni fa difendevano l'euro, e qualcuno si è anche costruito una carriera giornalettistica ricacando grafici (cioè strumenti di analisi della realtà, non strumenti di fidelizzazione ad una setta) provenienti da questo blog o che comunque fanno parte dell'arsenale di strumenti critici che questo blog ha messo a disposizione di chiunque. Quindi Alberto sicuramente è un po' Maria Antonietta e la sua esposizione racchiude una contraddizione che ho cercato di esporgli, ma, nel caso in cui sia in buona fede, vi segnala un "pericolo" vero.

      Metto la parola "pericolo" fra virgolette perché certi attacchi hanno il valore delle persone che li portano. Diciamo da zero in giù. Quando ci provò Donald, gli andò malissimo, iniziò lì la sua fine. Ora ci provano questi, sarà la stessa cosa, ma mica per niente, per un motivo molto semplice: questo articolo l'ho scritto io. E anche questo.

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    2. Ma Maria Antonietta non sono io?
      Noi nobili (se scherza...) siamo molto più smaliziati invece in questa lettera sento odore di un perbenismo "sinistro".

      Poi oggi ho letto "CARO BAGNAI, L'EDUCAZIONE VIENE PRIMA" di Ugo Boghetta
      Che combinazione!
      Anche lì si parla di guru e adepti, oltre che di educazione.
      E le stesse cose le avevo giù sentite da Brancaccio.
      Che doppia combinazione!

      Non sono mai riuscita a finire un libro di Dostoevskij (e neanche di Gadda, ci ho provato... non mi banni) ma sono una fanatica di giallo classico: per me è solo un ulteriore tentavo di screditarla, questa volta con le belle maniere.
      Certo che non ci riusciranno perché non è la forma (aggressiva o soave che sia) a ma è la sostanza che conta.
      E di sostanza lei ne ha pubblicata più di chiunque altro.


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    3. Scusi l'aggiunta: anche la sua forma è sublime.
      Dalla citazione colta alle toccanti lettere dei lettori, dalla musica alla matematica, dal latino alla parolaccia, dagli algidi grafici economici all'appassionata aggressività verbale.
      Quando ci vuole (e il massacro in atto mi pare una buona ragione) è giusto che ci sia anche quella.

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    4. La mia forma è tonda, un po' troppo secondo me, ma comunque entro le soglie di infrazione del BMI. Comunque, considerando che abbiamo litigato spesso, il tuo complimento mi tocca accettarlo.

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  34. Prof,
    forse non ho capito io o forse mi son perso la spiegazione; lei dice che quando sarà il momento la linea cambierà e saranno i piddini a venirci a raccontare quello che è successo perché cambierà la linea del TG3 e dei "Vespa", ma io non capisco cosa potrebbe impedire che non succeda ancora quello che è accaduto dopo la crisi de '92?
    Di fatto nessun piddino ha capito niente di quel periodo perché tutto è stato insabbiato con mani pulite che ha giustificato le privatizzazioni e la distruzione dello stato
    Perché oggi la verità dovrebbe invece venire a galla impedendo lo stesso corso degli anni 90?

    Saluti

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    1. Simone, è un'osservazione molto giusta che mi permette un chiarimento. Io non ho mai detto cose del tipo "la verità verrà a galla". Se la verità fosse mai venuta a galla una volta nella storia dell'umanità la storia sarebbe finita! Io dico solo che ai piddini verrà chiesto di sapere di sapere delle cose diverse da quelle che sanno di sapere oggi. Oggi sanno di sapere che uscire dall'euro sarebbe un disastro. Domani sapranno di sapere che ci avevano sempre detto che era l'unica soluzione possibile. Massimo disprezzo (nei limiti della pacifica convivenza umana), anche perché questo "sapere di sapere" bipolare e media-indotto è la migliore garanzia che il potere ha di farsi i fatti suoi, come tu appunto sottolinei. Ma nel 1992 non c'era Internet, non c'eravamo noi, non c'era stato il 1992 (l'ultima crisi valutaria di un certo peso era stata intorno al 1962 e gestita in un contesto internazionale totalmente diverso), ecc.

      Non possiamo fermare il vento con le mani, e questo è un fatto. Ma non si può nemmeno tirare troppo una corda senza spezzarla. Astraendo dai piddini, massa amorfa che serve solo da figurante nel gioco della democrazia, è un dato di fatto che la protervia del sistema attuale ha indotto in molti la nascita di una coscienza critica. Servirà? Non servirà?

      Un esempio: Twitter e i suoi opinionisti. Secondo me sono poco più della statua di Pasquino a Roma (se sai cos'era e a cosa serviva). Ma nel 1992 non c'era nemmeno quella. C'era solo il senso di colpa di essere usciti dallo Sme e l'obbligo morale di fare qualsiasi sacrificio per entrare in Europa. A quel tempo ti assicuro che ci credevano tutti. Oggi ti pare così?

      Quindi, sì, i piddini li convincerà la TV, ma sti cazzi: contano quanto capiscono. Tu da chi o cosa ti lascerai convincere?

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    2. "Se la verità fosse mai venuta a galla una volta nella storia dell'umanità la storia sarebbe finita!"
      Mi lascio cadere nel cliche' guru-discepolo, cercando di decodificare l'affermazione di cui sopra: cosa intendera' il Prof con "venire a galla"? A me sembra che la maggior parte delle persone sia semplicemente rassegnata al potere, accettandolo come fatto immutabile per quanto profondamente iniquo. Per esempio i recenti scioperi in Fiat sono visti come ostacolo al progresso-occupazione-benessere nazionale.

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  35. Silvia, in compenso cercano di far pagare 400 Euro alle Partite Iva: il micidiale canone RAI !!

    C'e' una guerra in corso e questo Autunno, ma gia' adesso, con le varie TASI e PAGA ci renderemo presto conto che .....non finira' tanto bene; aumentera' l'evasione da parte di chi puo', meno introiti per lo Stato causa disoccupazione, ecc. ecc.

    E Fonzie se la vedra' brutta. Io sono stato d'accordissimo PERSINO CON TAJANI, ed e' tutto dire!

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