MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

venerdì 30 maggio 2014

Nihil sub sole novum (i pezzenti intellettuali)

Dragan Garic ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Germania - Russia zero a uno. Ops! C'è la Cina...":

“Ma perché quando parlo mi capisco solo io?”
e “Come si fa a essere così intellettualmente pezzenti da non capire.....”

Le due frasi mi hanno ricordato che alle domande simili che si poneva, un secolo e mezzo fa nel suo Diario, il grande scrittore cercava di dare una risposta:

...”In poche parole, sono stati espressi i medesimi dubbi che io ho sentito nascere in me. E se ne è tratta la conclusione che sarebbe stato necessario spiegare senz'altro, in chiare parole, alla fine dell'articolo, lo scopo per cui era stato scritto, aggiungendo anzi addirittura una morale.
Sono d'accordo; io stesso, quando scrissi l'articolo, sentii che una morale ci voleva, ma mi feci scrupolo di aggiungerla.
Mi vergognavo di ammettere anche nel più ingenuo dei miei lettori tanta ingenuità da non intendere da se stesso lo scopo è il senso dell'articolo, in una parola, la sua morale. Per me questo scopo era così chiaro che involontariamente lo ritenevo chiaro per chiunque. A quanto pare mi sono sbagliato.
Giusta è osservazione fatta da uno scrittore ancora un anno fa, che la incomprensione di un certo genere di cose si riteneva prima una vergogna perché direttamente testimoniava della ottusità del confesso, della sua ignoranza, dell'insufficiente sviluppo della sua mente e del suo cuore, della debolezza delle sue capacità intellettuali. Adesso invece assai spesso la frase: “ Io non lo capisco”, vien pronunziata quasi con superbia, per lo meno con solennità. Come se uno con questa frase salisse subito sopra un piedistallo agli occhi degli ascoltatori, e, quel che è più comico, anche ai propri occhi, senza vergognarsi di questo piedistallo acquistato così a buon mercato.
Adesso le parole: “Io non capisco nulla di Raffaello”, oppure: “Ho letto a bella posta tutto Shakespeare e confesso di non avervi trovato nulla di speciale”, queste parole adesso possono essere prese non soltanto come segno di una mente profonda, ma perfino come qualche cosa di lodevole, quasi come un'azione morale. Soggiacciono del resto solo Shakespeare e Raffaello a un simile giudizio, a un simile dubbio?
Questa osservazione sugli ignoranti superbi, che io ho riprodotta qui con parole mie, è abbastanza giusta. La superbia degli ignoranti è divenuta davvero smisurata. Le persone poco evolute o ottuse non si vergognano per nulla di queste loro disgraziate qualità, ma anzi in esse attingono coraggio. Ho notato anche spesso che tanto nella letteratura quanto nella vita privata si son fatti avanti grandi “isolamenti” ed è scomparsa la molteplicità del sapere: persone che con la schiuma alla bocca contraddicono i loro avversari, per decine di anni non hanno letto talvolta neppure un rigo scritto dai loro avversari: “Io ho altre convinzioni e non voglio leggere sciocchezze”. Proprio così: “Una copeca di munizioni e un rublo d'ambizioni”. Questa estrema unilateralità e riservatezza, questo distacco e intolleranza son apparsi soltanto nell'epoca nostra, cioè prevalentemente negli ultimi venti anni. In molti si nota anche un ardire senza vergogna: Uomini di cultura minima ridono addirittura in faccia a uomini che sanno e capiscono dieci volte più di loro. Il peggio è che quanto più si va avanti, tanto più domina questa “rettilineità”; in modo evidente si perde il senso dell'adattamento, dell'allegoria. In modo evidente si è cessato (a dirla in generale) di capire lo scherzo, l'humour, il che, secondo l'osservazione di un pensatore germanico, è uno dei chiari segni dell'abbassamento intellettuale e morale dell'epoca. Al contrario, sono nati dei balordi cupi, le fronti si sono corrugate e concentrate; e tutto segue la linea diritta, tutto tende a un punto fisso. Voi credete ch'io parli solo dei giovani e dei liberali? Vi assicuro che le mie parole si riferiscono anche ai vecchi e ai conservatori.”



Postato da Dragan Garic in Goofynomics alle 30 maggio 2014 09:43

30 commenti:

  1. Bisogna dire grazie al mondo della scuola, dove finalmente si sta superando il modello desueto di quel fascista di Gentile, mentre un altro modello più aperto sta prendendo piede: un modello in cui non è tanto importante sapere le date perché oggi c'è internet (e poi tanto lo sappiamo già che la Rivoluzione Francese è quella cosa là dove si tagliavano le teste, nel 1600, cioè il sedicesimo secolo); un modello in cui se non capisci la matematica, pazienza, vuol dir che non sei portato (poi tanto certo, l'euro non conta, l'importante è sognare l'Europa unita); un modello in cui Manzoni non appassiona i giovani, dunque dobbiamo avvicinarci alla loro cultura (tanto Manzoni è morto, ma i giovani no, loro saranno giovani per sempre); un modello in cui bisogna coltivare il talento non lo studio, perché anche Einstein fu bocciato in matematica (e infatti è questo che dice la teoria della relatività, che è tutto relativo: se pensi che la luce si deflette per la gravità, non hai bisogno di dimostrarlo, basta che tu ci creda davvero); un modello in cui l'importante è dire che la democrazia è tanto una bella cosa (e non si accettano obiezioni!); un modello in cui in fin dei conti sono tutti bravi ragazzi (perché non tirano le molotov contro la polizia come facevamo noi); un modello in cui la punteggiatura non conta, xche' nn c dobbi<3 rompere il kazxxo?!1 l'importante sono i contenuti.
    E poi tanto c'è la scenza che ci dice cosa fare, no...?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Ho il sospetto ke tu non hai kapito un katso...

      Elimina
    3. Comunque, giusto per la cronaca, Einstein non solo non fu mai bocciato in matematica ma da sempre fu un eccellente studente ( tranne che in francese...oooppppsssss ).

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    5. quello che definirei "tagliarsi coi numeri". Meno male che esiste internet, su questo sono con te. La Rivoluzione francese eccola qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese , qui invece il 1600 che coincide col XVII secolo, purtroppo. http://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo

      Elimina
    6. classico caso di crisi monetaria idiopatica ;)

      Elimina
    7. Comprensione del testo: 4+--

      Elimina
    8. @Doctor Manhattan
      (che umile avatar)

      Per l'appunto, citanto dal post:

      " In modo evidente si è cessato (a dirla in generale) di capire lo scherzo, l'humour, il che, secondo l'osservazione di un pensatore germanico, è uno dei chiari segni dell'abbassamento intellettuale e morale dell'epoca. Al contrario, sono nati dei balordi cupi, le fronti si sono corrugate e concentrate; e tutto segue la linea diritta, tutto tende a un punto fisso. Voi credete ch'io parli solo dei giovani e dei liberali? Vi assicuro che le mie parole si riferiscono anche ai vecchi e ai conservatori.”

      Mi mereviglio che non si afferri l'ironia di Andrea Giannini, ma appare chiaro che l'umanità è sempre la stessa da 200.000 anni, sono cambiati solo gli abiti.

      AlessandroV

      Elimina
  2. "La vera massima segreta dell'uomo di massa risulta: io so di essere un verme, ma debbono esserlo tutti; sono disposto ad adorare un altro verme purchè si riconosca tale e purchè si presenti sotto gli auspici di ciò che trascende il mondo dei vari vermi, del creatore del mondo dei vermi"

    "La capacità di connettere è tutt'altro che minorata nell'uomo massa, anzi la sua occupazione preferita è la rapida classificazione di oggetti irrilevanti secondo categorie inutili"

    "Il suo lingaggio quotidiano è triste perchè non è nè scelto nè ereditato, ma raccattato, subìto per disattenzione e conformismo; esso si compone di termini "lanciati" dall'industria dei giornali, dai programmi di varietà e canzonette"

    " Quanto a pretesti, a mezzi di difesa d'ogni sorta, l'uomo massa ne sfodera in copia confermando ancora di essere, non già un Calibano, ma un Prospero.
    Anzitutto l'uomo massa solleverà un'eccezione alla competenza di chi lo giudica: "Con quale diritto si mescolano psicologia, letteratura, filosofia, sociologia per dare un quadro necessariamente falso della società e dell'uomo che in essa vive?"

    Elemire Zolla, Eclisse dell'intellettuale, Bompiani 1959

    RispondiElimina
  3. Leggendo questo pezzo mi e' venuta in mente non mi ricordo piu' che trasmissione in cui c'era salvini che cercava di spiegare perche' l'euro non funziona e dietro mughini che rantolava dei: "mamma miaaa! mamma miaaaa!" e una volta interpellato ha detto che nonostante ci siano imprenditori e cittadini in condizioni disastrate prenderlsela con l'euro non aveva senso in quanto le crisi arrivano e non ci si puo' fare niente. Classico esempio di "intellettuale" italiano che quando non sa nulla dell'argomento in questione cerca di buttarla sull'antropologico, teologico, metafisico pur di dire la sua, quando invece dovrebbe dire onestamente: "non ne so nulla"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oppure più semplicemente limitarsi a parlare di calcio che è il suo campo. Ovviamente lui ha detto che ha scritto più libri di quelli che chi lo contestava ha in casa ... e tutti di economia ...

      Elimina
  4. sono cresciuto in un'epoca in cui quelli più grandicelli di me portavano le clarks, i capelli lunghi, l'eskimo e parlavano di politica. ho seguito quella scia credendo che così fosse giusto, perchè la politica era una cosa importante, perché bisognava pensare per la collettività, ed essere parte di una società.
    non mi accorgevo, purtroppo, che intorno a me lievitavano gli anni 80, e improvvisamente il modello, come in un salto planetario, non erano più i ragazzi che decidevano politicamente anche se era giusto andare a fare la pipì: erano balzati fuori, come conigli dal cilindro di un prestigiatore, gli yuppies, i giovani di successo, i manager rampanti, e con loro il mito di "wall street"...
    ne conobbi uno che cambiava auto ogni sei mesi, e non erano certo utilitarie. mi disse con assoluta serenità che lui "non leggeva" nulla, nemmeno il giornale. non gliene fregava nulla - continuò - e poi non aveva nemmeno il tempo. "beh - ribattei - leggi al cesso, due paginette al giorno, che ci vuole?". "No, tanto ci sto un minuto...". Non c'era niente da fare. E come questo ne ho incontrati tristemente altri.
    Sull'altro versante ci sono i radical chic, quelli che non leggono o ascoltano Mozart per convinzione e decisione personale, ma perché questo indica "l'onda". Si vede con estrema chiarezza che non ci capiscono nulla, ma lo spettacolo del deliquio è assicurato per te, povero spettatore involontario. E non sia mai provi ad andare a fondo, a impiantare una discussine seria sul tale autore, lasciano cadere la cosa con "estrema eleganza". Questi, mi sono accorto, spesso sono peggio dei primi: non parlano, replicano quel che hanno letto dal critico di turno...
    Poi un giorno ho letto "il Tramonto" e ci ho trovato un capitolo interessante sulla costituzione di un quarto potere esterno ai tre stabiliti e messi in equilibrio dalla Costituzione, che si è inserito a devastare tutto, e ho cominciato a ripensare a tutti quegli incontri. Sapete di cosa sto parlando: vincolo esteno!
    Mi pare adesso chiaro, dopo trenta, anche trentacinque anni, quello che prima non potevo capire: che quella che per noi è decadenza culturale, morale, di valori condivisi dagli appartenenti ad una società, non è altro che il frutto dell'innalzamento del danaro a primo valore di una società. Il resto non conta, il resto è dopo.
    Mentre ascoltavo al telegiornale degli scandali dell'Expo, mi è venuto spontaneo chiedere a mio padre, seduto affianco a me: "Ma negli anni '60, o '70, tu ti ricordi di porcherie di queste proporzioni?". Ci ha pensato un po' su e poi mi ha detto: "No, tranne forse l'affare lockheed, mi pare proprio di no... non mi viene in mente nulla".
    Quando la morale era diversa, il ricco ignorante si sentiva in dovere di circondarsi di artisti o farsi mecenate. Era una forma di riscatto, della quale andava fiero.
    l'epoca degli yuppies fu anche l'epoca dei programmi spazzatura in tv, dei drive-in, delle paperette, delle mamme delle letterine... cosce e carne, e chi ha i soldi tromba.
    il tempo che avevi perso a leggere Manzoni, qualcun altro lo aveva impiegato per fare soldi. Il tuo era ed è considerato tempo perso, fino alla perdita di ogni pudore: oggi sei ufficialmente definito come "sfigato".
    Il male fattoci è prima ancora che fisico, morale, e se non si invertirà la rotta... non so, ma mi dispiacerà trovarmi chiuso in una riserva, come un apache.

    RispondiElimina
  5. Questa lettura mi ha ricordato un episodio accaduta alla mia bambina di 8 anni...

    Un giorno mia figlia mi dice:

    Papà papà: oggi mi porti All'Auchan (pronunciando "AUscian") a comprare una cosa?

    E io replico: si oggi possiamo andare, però fai attenzione che la parola "auchan" si pronuncia "oscian".

    Lei risponde: lo so papà...però se lo dico correttamente tutti mi prendono in giro perché tutti pronunciano "AUscian"...

    Morale...oggi chi è preparato ed è colto...quasi quasi deve vergognarsi!

    RispondiElimina
  6. @alflig
    Viene in mente lo scandalo dei petrolii, che fu l'antenato di tangentopoli (ricordo che si scoprì che Aldo Moro, nella persona del suo segretario Sereno Freato, aveva un conto in Svizzera per la sua corrente). Ma allora non era ancora permesso buttare all'aria il sistema politico italiano. Quindi ci furono le reazioni forti dei politici contro i magistrati ( Ugo La Malfa, se non ricordo male, disse che non si sarebbe lasciato processare in quel modo). Potevano ancora farlo, interessi superiori impedivano la destabilizzazione, che sarebbe venuta poi, quando lo sacenariio politico internazionale cambiò. Ma non voglio ora parlare ancora di corruzione. Vorrei accennare a una questione che a me sembra d'importanza cruciale. Provo a esporla, se dovesse apparire irrilevante me lo direte.
    I regimii, tutti i regimi, se non vogliono vivere di sola violenza, come il governo ad Atene dei Trenta Tiranni dopo la sconfitta nella guerra del Peloponneso, deve costruirsi,l e mantenere, una loro legittimità, cioè devono avere consenso popolare sufficientemente diffuso. All'interno della grave questione del groverno europeo e della moneta unica,l a mio avviso si sta sviluppando una questione decisiva relativa alla legittimità dell'Europa e dell'Euro. Negli anni '70 io potevo entrare in quel catino ideologicamentel ribollente, che era la facoltà di lettere e filosofia di Firenze, sostenendo una posizione filocapitalista, filoamericana, anticomunista e antisovietica. Non mi sfuggivano le schifezze del capitalismo e dell'impero americano, ma, dovenido fare una scelta secca, di qua o di là, fatto un bilancio dei pro e dei contro, non avevo dubbii: di qua. Fra le varie motivazioni,o che mi spingevano a questa scelta, c'era anche un sistema economico che in qualche modo offriva una certa elasticità sociale e prispettive di cambiamento in meglio della propria esistenza.
    Non la faccio tanto lunga: se oggii mi propongono un modello sociale fatto di precarietà, di paghe a 4€ l'ora, una società fatta ad ascensore, in cui per quoei pochi balzi che fai in su poi vai giù nel sottosuolo, come faccio a continuare a mantenere la stessa fiducia nel "mondo della libertà"? Come faccio a vedere il compagno Vladimir come un nemico, mentre osservo il ministro Schäuble?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie per avermi segnalato lo "scandalo dei petroli", non lo ricordavo.
      e l'episodio stuzzica ancor più la personale riflessione. è a mio vedere decisamente interessante. in qualche modo mi verrebbe da collegarlo alla crisi petrolifera e alle sue allora ignote ragioni, i coinvolti erano i partiti di governo, da quel che leggo velocemente in web, e ovviamente niente PCI: il paese buono e il paese cattivo...
      Moro? la sua fine parla da sola.
      quindi, l'episodio è decisamente interessante!
      comunque sia, la partita resta decisamente nelle mani della repubblica post-1981, con un risultato da football americano in una gara tra prima categoria e studentelli del liceo. tangentopoli, affittopoli, cirio, parmalat, bond argentini, scandali nelle Regioni, mondiali di nuoto, terremoto l'aquila, expo, rimborsi elettorali... io ho perso il conto.
      quel che mi pare interessante in questi tristi scenari è il fatto che non siamo solo di fronte al politico che intasca 25 milioni di euro, ma quotidianamente davanti all'impiegato comunale che si sputtana per una mazzetta da 2000 euro. Dubito che uno cambi la propria vita con 2000 euro, anche se fa un cospicuo numero di imbrogli l'anno. E allora mi chiedo se quei 2000 euro non servano ad arrotondare lo stipendio e sostenere la vita della propria famiglia, vita agiata, certo, ma con queste cifre non certo da nababbi, non certo da piatto di spaghetti a 180 leuri. si mandano i figli all'università, si pagano le spese della propria auto e di quella della moglie e del motorino dei figli, qualche cena fuori in più, qualche vestito in più, una vacanza decente...
      insomma, curiosamente mi pare saltar fuori oltre che una "evasione di sopravvivenza", una "corruzione di sopravvivenza", il che è ancor più triste: gente che rischia di sputtanarsi non solo penalmente ma anche moralmente... per un piatto di lenticchie.
      ho forse azzardato un ragionamento politicamente non corretto, ma forse andrà anche questo messo nel calderone della crisi...

      Elimina
    2. @Celso
      Infatti.
      La povertà indotta non è democratica, nel caso, la povertà indotta dall'€ non è democratica.

      Elimina
  7. A Proposito di "Pezzenti intellettuali"
    http://www.repubblica.it/politica/2014/05/29/news/fassina_su_matteo_ho_sbagliato_l_uomo_giusto_al_posto_giusto-87522951/

    Spero che ora sia finita l'era del "Fassina è in una posizione scomoda e può dire solo mezze verità".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al posto giusto come l'uccello padulo

      Elimina
    2. No. Quell'era è finita in quel di Roma il 12 aprile 2014.

      Elimina
    3. A proposito di posizioni scomode e di mezze verità:
      Grillo incontra Farge e la "base" si indigna.
      Per quanto riguarda il vertice, questo è quel capita a dire "facciamo il referendum sull'euro" un giorno e "facciamo come la Germania" il giorno dopo.
      Per quanto riguarda la tanto acclamata base, si scopre che è più indietro del vertice.
      Ognuno ha la base (e il vertice) che merita.

      Elimina
  8. Fassina è senza scuorno. Poi si dice che uno si butta a destra...

    RispondiElimina
  9. Forse conoscete Fassina , io no , ma sia quando lo vedo e sento le sue dichiarazioni o quando leggo le sue inteviste , mi ritornano in mente le Gags di Crozza nel momento in cui caratterizza Briatore , non so voi , ma è strepitoso , già Renzi si è ispirato a Briatore per la politica della speranza , ora immaginare Fassina mentre il Crozza-briatore gli dice ' tu sei troppo asimmetrico e perciò sei fuori '

    RispondiElimina
  10. Questo mi fa ricordare il film "Idiocracy" di Mike Judge.
    La differenza è che non bisogna aspettare il 2500, perché l'idiocrazia regna incontrastata già nel 2014

    RispondiElimina
  11. ma dai, pensavo fosse diventata la nostra mascotte. ormai teniamola non si sa mai. lo spazio politico rimasto vuoto si riempirà e lui proferira': l' euro era un sogno che andava sostenuto da coordinamento e solidarietà tra stati, la crisi di un certo capitalismo rapace non ha trovato autorità politiche adeguate a regolamentarlo. a noi l' onere della ricostruzione della dignità dei lavoratori europei.

    RispondiElimina
  12. Permeismo, benaltrismo, vincolismo. I cavalieri dell'apocalisse culturale della nostra povera Italia...

    RispondiElimina
  13. Sempre piu' rimpiango gente come Ida Magli, la piu' grande antropologa Italiana vivente, mai invitata in nessuna scuola o salotto televisivo, dove si preferiscono le letterine e le opinioniste.

    Basta leggere il libro "La Dittatura Europea" per capire; fu scritto 4 anni fa nell'indifferenza generale, e nell'ipnosi collettiva, tra un sorrisetto paffutello di Sor balanzone e qualche dotto articolo (si fa per dire) di barbapapa'.

    Povera Ida, povera Italia.

    P.S. Ci sara' qualche professore che la invitera' in qualche scuola?

    RispondiElimina
  14. Risposte
    1. Diario di uno scrittore, Dostoevskij

      Elimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.