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mercoledì 7 maggio 2014

...e fra 10 minuti inizia la presentazzzione!



52 commenti:

  1. L'orario... non ha aiutato per niente! Stiamo alzando la produttività italiana! (A tempo determinato)

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    1. c...o, ho già prodotto 9 post su fb e non ci ho nemmeno un mi piace...
      domani devo arrivare almeno a 15.

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  2. Permesso...sì scusi se lo ho pestato il piede...scusi..sì ...che folla....

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  3. Volevo fare i complimentoni a Stefano Feltri che a proposito della mancanza di streaming dice "c'è anche il mondo reale"...ma perché le persone interessate che seguono tramite streaming sono mondo finto?

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    1. Su internette c'è la mafia, comunista

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  4. A quanto pare alla luiss Stiglitz ha tenuto una lezione sull'euroscempio

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    1. beh, il Prof. Bagnai si è sentito dire (a tradimento) dal conduttore di Class TV, durante la sua intervista, che "Stiglitz avrebbe detto che l'euro era si sbagliato, ma che ormai non si può più uscire" -__-
      Poi ascolti Stiglitz e scopri che in realtà a detto a quali condizioni si può pensare di salvare l'euro..... Peccato che siano tutte condizioni che la Germania non accetterà mai.

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  5. Ha presentattto? Com'è andata?

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    1. Benissimo. Federico Nero si è preso una cotta per Lucia Annunziata.

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    2. Molto meglio Franco, allora, che la cotta se l'era presa per la Vanessa

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    3. Ammazza che stomaco Federico.

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  6. Noto una certa qual differenza di affluenza rispetto agli eventi organizzati da Bagnai e da Borghi... ma sara' che son fazioso.

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  7. Non si può dire però che la sala sia prprio gremita...

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  8. Con le giuste inquadrature, però, e qualche applauso al sintetizzatore..... eheheh :-)

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    1. Ancora questa cazzo di mistica del gotterdammerung.

      Mutatis mutandis mi sono venute subito in mente queste parole: "...se si perde la guerra, anche il popolo andrà alla rovina. E si tratterebbe di un destino ineluttabile.Non sarebbe pertanto necessario tener conto dei fondamenti che costituiscono la premessa per la nuda sopravvivenza del popolo; al contrario, sarebbe meglio provvedere noi stessi alla distruzione di queste cose, e ciò perché il popolo tedesco si è dimostrato il più debole, e quindi è al più forte popolo orientale che appartiene in esclusiva il futuro."

      [Albert Speer riferisce le parole di Hitler dopo l'emanazione del "Decreto Nerone" (noto come Nerobefehl, Befehl betreffend Zerstörungsmaßnahmen im Reichsgebiet, Decreto per la demolizione nei territori del Reich, 19/3/1945), a fronte delle sue riserve sugli effetti della distruzione totale di tutte le infrastrutture della Germania sul futuro del popolo tedesco, citato in J.Fest - Hitler - BUR]

      Questi sono malati mentali.

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  10. Fatevi un altro paio di risate ... non esistono solo il cavaliere bianco e il cavaliere nero, ma il cavaliere bianco fa schifo lo stesso :)

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  11. Non c'entra niente ma sfrutto il primo post disponibile. Stamattina esce questo:
    http://www.dirittiglobali.it/2014/05/08/succede-se-usciamo-dall-euro/
    credo su Repubblica.
    Ora Boeri mi risulta economista del lavoro e quindi vai a capire se effettivamente è competente in materia, comunque scrive queste cose e quindi dobbiamo supporre che - magari sbagliando - ne sia convinto.
    Quello che volevo capire è come sia possibile che dopo tre anni di dibattito serrato, anche se spesso poco visibile al grande pubblico, sulle conseguenze dell'ipotetico day after ci siano ancora visioni così distanti. D'accordo, si tratta di previsioni e quindi il range delle opinioni può anche essere ampio, ma questi soggetti hanno mai partecipato ad un dibattito con una controparte competente così da dare conto in maniera convincente dei propri argomenti o, viceversa, cambiare a loro volta (almeno parzialmente) idea?
    Mi sembra cioè che le discussioni avvengano tra omologhi (euristi con euristi, antieuristi con antieuristi) anziché tra portatori di differenti opinioni (NB: non prendo in considerazione il confronto con Caroli e Pittella per motivi che mi sembrano tanto ovvi da non doverli nemmeno esplicitare).
    Possibile insomma che non si riescano a mettere studiosi seri di entrambi i fronti intorno a un tavolo comune?

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    1. I motivi li espliciterò io perché dei colleghi mi hanno chiesto di farlo per difendere l'onore della professione. Questo nel caso di Caroli. Nel caso di Boeri, come in quello der Melanzana, il problema sono le ambizionucce politiche. In tutti i casi, la pazienza è finita.

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    2. "il problema sono le ambizionucce politiche"

      Già ed è divertente notare come gli stessi, per portarle avanti, da una parte parlino di "scambio culturale" quando si tratta di difendere la mobilità di L nonostante sarebbe molto più razionale spostarci K, mentre dall'altra, con il "lafffuori ci e la ciiina", ti presentano l'altra culla del pensiero umano come un nemico sì temibBbile et sì periJoso...

      L'ideologia basata sull'offerta, sulla competitività, sul debbbito pubbbico e idiozie varie, non tiene conto di quanto, qualcosa di bello, ben valga lo sforamento del 3% del deficit o una riduzione dell'orario di lavoro, al solo fine di avere il tempo mentale di poterlo vedere.

      Mi piace pensare che la Cina occidentalizzata, torni a ridarci sé stessa.

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  12. Anche io la penso come Andrea Fratini. Sara' anche per mie deficienze, ma anche dall'estero assisto sempre a "dibattiti" in cui le parti sono... dalla stessa parte! O almeno concordano sull'uscita dall'euro e magari discutono costruttivamente sul come. A tal proposito e' bellissimo sentire cose gia' lette in questo blog da personalita' come Ha-Joon Chang in un talk qui a Cambridge. Per quanto riguarda Boeri, anche io non sono economista, ma mi da profondamente fastidio quando attribuiscono ai cosiddetti "anti-europeisti" (mai etichetta fu piu' sbagliata, almeno per me) posizioni che per esempio su questo blog (fino a prova contraria uno dei maggiori "covi" di persone anti-euro) non ho mai letto. E' giocare sporco e non e' professionale.
    L'unico spunto utile che forse ho preso io e che mi sara' sfuggito se se n'e' gia' parlato qui e' il seguente:
    Se concordiamo con il professore Bagnai sulla falsita' di una svalutazione pesante come quella che ci vogliono far credere, e' comunque vero che tantissimi per paura attueranno la cosiddetta fuga di capitali che, se non mi sbaglio, ha dei brutti effetti a spirale.
    Ovviamente non e' certo una ragione per scartare l'argomento uscita dall'euro... ma come si potrebbe fare per evitare questo aspetto che comunque non aiuterebbe?

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    1. Lo scrivo da ignorante in materia e magari la cosa è già stata fatta a livello accademico : sarebbe ora di proporre " ad usum delphini" uno studio completo sullo scenario post-euro con uscita pianificata e gestita per tempo e con uscita "mentula canis" ( per chi non ha fatto il classico : alla c. di cane ).
      Poiché ritengo che l'uscita sia ormai solo questione di tempo, mi piacerebbe capire a cosa si potrebbe effettivamente andare incontro, vuoi negli aspetti positivi vuoi in quelli negativi.

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    2. Antonio, scusa: cosa vuoi sapere che non sia scritto nel mio libro?

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    3. Mi scusi, il suo libro è eccellente per spiegare il meccanismo che ci ha portato sino a qui. Nulla quaestio. Quello di cui sento la necessità è capire gli scenari che si potrebbero aprire, descritti in modo altrettanto valido. Qualcosa di riservato al "dopo" nelle sue ( immagino ) tante alternative possibili a seconda delle decisioni ( politiche ) adottate. Se dico cazzate me lo espliciti senza riserve e mi scusi in anticipo.

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    4. Se non sbaglio (anche) di questo parla Claudio Borghi in questa intervista: https://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30

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    5. Touche' prof. Vedo di darmi una mossa!

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    6. Da pagina 363 fino alla fine (pagina 400) e' tutto incentrato sul "dopo l' euro".

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    7. giuro! ci ho messo quattro mesi ma sono arrivato fino alla fine, fino all'ultima riga, fino alla quarta di copertina. non ho capito tuttissimissimo, ma questo pezzo c'è. giuro che c'è!
      se non l'hai trovato vuol dire che non è "eccellente", non è quel libro, non è possibile....
      aricompralo e aricomincia!
      A egregie cose il forte animo accèndono.
      sdrucciolo, e ariparti!

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    8. Antonio Crosignani, se hai letto il libro dovresti avere chiaro un concetto: il "dopo" dipenderà dalle scelte politiche, giuste o sbagliate, che saranno prese dai nostri governanti; il "prima" non è influenzato da scelte di quel tipo (le cose procedono grazie al "pilota automatico"impostato per il raggiungimento di obiettivi che rispondono ad interessi esteri).



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    9. puntualizzo che latino si fa anche allo scientifico (e stesso numero di ore)...

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  13. Confesso un certo piacere nel vedere un tale concorso di popolo a questo dibattito.

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  14. A/ simmetrie propensione al risparmio Italia/Europa


    Gentile professore,
    ho maturato questa riflessione che sottopongo alla Sua attenzione.
    E’ ovvio che cerco un conforto per trasformare questa riflessione in convincimento!!
    Anche gli ultrà del monetarismo convengono che un 2% di inflazione sia un salutare stimolo all’economia; una componente importante di questo stimolo è di natura psicologica; serve infatti a convincere, sia chi deve spendere per consumi sia chi abbia animo di fare investimenti a decidersi prima di un sicuro aumento.
    L’inflazione dunque spinge imprese e famiglie a spendere.
    Sostanzialmente serve a vincere quella che viene chiamata: “propensione al risparmio”.
    Osserviamo adesso che l’Italia ha la propensione al risparmio più alta dell’eurozona.
    Sembra consequenziale che se un paese ha una propensione al risparmio maggiore, per ottenere uno stimolo all’economia ha necessità di un tasso di inflazione maggiore, da qui il lemma che l’euro non è per noi, e forse anche il paradosso che il nostro bisogno di una inflazione più alta sia frutto di una nostra virtù: la parsimonia, piuttosto che di un nostro vizio: lo sperpero.
    Grazie per l’attenzione
    Fabio Maggiori

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    1. Io mi permetto di notare semplicemente che, come ha scritto Bagnai, associare connotati morali a concetti economici per veicolare significati voluti è semplicemente inutile e significa fare disinformazione.
      L'inflazione di per se non è buona o cattiva, la sua misura assoluta non ci dice tutto sull'andamento di un sistema economico.
      Economie con il 4% di inflazione e il 7% di pil sono certamente preferibili a situazioni in cui si ha lo zerovirgola di inflazione e lo zerovirgola di pil, come tutti possono confermare sulla loro pelle, così come un debitore che paga una rata di mutuo pari a 500 euro al mese se ne introita 4000 è solvibile, se ne prende 800 è povero, inutile insistere sul fatto che pagare 500 euro al mese significa avere un brutto debito.
      Chi usa categorie morali a descrizione dei fatti economici semplicemente sta cercando di rifilarvi un pacco.
      Ho recentemente ascoltato un'intervista di un celebre grillino ad un altrettanto celebre complottista inglese che non nomino per cortesia a questo Blog, ad un certo punto in inglese l'intervistato dice "When Italy had the lira" e il grillino traduce "Quando l'Italia aveva la liretta".
      Potete tranquillamente notare la lieve e involontaria imperfezione nella traduzione e giudicare da soli chi siano costoro.

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  15. Scusate, è colpa del mio non aggiornamento ma.. di che convegno si trattava ?

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  16. ieri c'ero, ero in prima fila, mi sembrave che parlassi a sordi, specialmente ad uno degli autori quando alla fine ha ritirato furori la cantilena sul debito pubblico brutto casta corruzione. Non capendo nulla di quello di cui si era palato fino a quel momento. E' avvilente. Cmq si vede che Morando non ha terminato gli studi di filosofia, ha saltato il 900', specialmente Wittegenstein "il pensiero accetta solo quello che sta nei fatti" e morando ha dimostrato che i fatti non li sa mettere insieme.

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  17. via i 500€ via i 200€ e pure i 100€ sono li li per essere tolti , ora via le monetine.... ma non era piu semplice uscire dall'€ ?
    però sono veramente bravi , ora nel mezzo di una campagna elettorale di per se drammatica , si divertono ad arrestare , così passa ancor di più l'equazione
    politici corrotti = italia devastata
    che per salvare l'€uro fogno ( scusi per il copyringht ) siano disposti anche alla 'mie prigioni' che poi hanno prima abbassato le pene per entrare ed uscire

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    1. Effettivamente, perché cappero hanno fatto l'euro se non possiamo usarlo per pagare i conti? Per contrastare l'evasione fiscale. Ah, già. Quindi euro=evasione? AM

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  18. Un apello per il cambiamento -
    La fine della crisi e il rilancio della crescita sostenibile e dell’occupazione

    http://www.progressiveeconomy.eu/sites/default/files/PROGRESSIVE_ECONOMY_ACallforChangesIT.pdf

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  19. Prof. Secondo me ci starebbe bene un post sull'ultimo annuncio di draghi che a giugno (ma tutto dopo le europee eh?) Si potrebbe valutare una manovra monetaria espansionistica.
    Che ci cambierebbe?

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  20. “CASSANDRA CROSSING”
    Caro professor Bagnai e lettori del blog,
    colgo l’occasione di soddisfare la curiosità di alcuni, per raccontare, nel mio primo contributo al blog, un breve resoconto della presentazione del libro “la lunga notte dell’euro”. Ebbene si! io c’ero. Non ero l’anziano signore sulla destra della foto, ne la signora sulla sinistra. Eravamo appena una ventina di persone (un cenacolo), senza telecamere, a parte qualche registrazione di un cronista freelance(credo). Penso che l’esiguo gruppo di spettatori abbia contribuito non poco a creare un clima abbastanza informale che ha portato i relatori a poter parlare a briglia sciolta. Ero andato non per applaudire il professore (cosa che ovviamente ho fatto sia ieri che al convegno di aprile), ma per ascoltare l’opinione del viceministro Morando. Quello che dal mio punto di vista è il ministro politico (economico) del governo. Non che il ministro Padoan non lo sia intendiamoci. Oramai non ci crede più nessuno alla favola dei ministri tecnici, ma senza dubbio è vero che Morando è un prodotto del partito pci, pds, ds, PUDE.
    L’ Annunziata introduce esponendo con onestà intellettuale le sue perplessità sull’Europa e su quanto poco democratica sia l’istituzione. La sua esperienza personale è esposta con l’esempio delle conferenze stampa della commissione europea, in cui sostanzialmente, la messa in scena consiste nella quasi totale mancanza di possibilità di fare domande, fatta eccezione per quelle due(inutili) che forse potrebbero anche essere state concordate con i fortunati giornalisti del giorno. Roba, a detta sua, che in qualsiasi paese civile non sarebbe minimamente possibile. E considerato il potere di interferire se non dettare le politiche degli altri.
    Evviva! penso tra me e me. Non è bastato il massacro economico in Grecia, i milioni di disoccupati, la chiusura e il disfacimento di interi comparti industriali, le migliaia di attività piccole e medie evaporate in tre anni con conseguenti suicidi (ricordati giustamente all’inizio del suo successivo intervento dal professore) etc,etc; per destare le perplessità della gentile giornalista. Ma è bastata una (o più) partecipazione ad una finta conferenza stampa ai piedi degli ottimati per suscitare il suo sdegno. Promette bene. Continua parlando dell’inconcludente ministro degli esteri europeo e della sua incapacità persino nel portare gli indispensabili aiuti ad Haiti, in un tempo quantomeno ragionevole e commisurato allo stato di emergenza. Andiamo avanti. Salto l’intervento del professore, perché immagino ormai che la storia noi la si conosca bene e non sarei in grado di esporla con altrettanta eloquenza, tranne che per un particolare. Il professore coglie l’occasione per fare una provocazione ricordando le difficoltà iniziali (e forse attuali) nel pubblicare i suoi articoli, e come tre anni fa la giornalista non lo avrebbe mai pubblicato sul suo prestigio huffington post. A quel punto e tardivamente la gentile giornalista nega e offre uno spazio sulle sue pagine internet. Bene siamo vicini alla possibilità di redenzione (penso io); ormai la puzza di bruciato è andata anche sotto i nasi più raffinati…….CONTINUA

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  21. Si arriva con simpatia al clou della serata: l’intervento del politico Morando. Incredibile (sempre per me, ovvio, ancora pecco d’ingenuità persino dopo tanta disillusione) il viceministro incomincia ad esporre una serie di argomentazioni ed un’ analisi economica che ogni lettore di goofynomics potrebbe addirittura sottoscrivere. A questo punto, dopo aver scritto correttamente 1+1, ci si aspetterebbe il conseguente risultato. E invece il risultato è EUROPA. Si 1+1=EUROPA. Anzi 1+1=+EUROPA x+ EUROPA X +EUROPA (per non scrivere ^3 ossia “+Europa al cubo”, a voi cambiare la consonante). E quindi vai con: eurobond, redempitio fund, unione bancaria e controllo stretto della BCE, ESERCITO, austerità, riforme strutturali, trasferimenti fidcali, etc. Ricordando stupefatto poi il 7% del surplus della Germania come un abominio vorrebbe imporre l’aumento dei salari. Quindi per noi si chiamano “riforme strutturali”, e ti devi pure prendere la briga di tradurle con abbassamento dei salari e svalutazione interna; quando si parla della Germania, invece, non c’è bisogno di traduzione per “aumento dei salari”. Continua così con la consueta cessione di sovranità su tutti i livelli come panacea per l’uscita da ogni problema politico, economico e sociale. Vendendo e iniettando ai pochi ascoltatori la consueta dose di medicina. Il fogno europeo!. Terrore in platea! E sorrisi del professore. (Perché cavolo non c’erano le telecamere? Il PUDE avrebbe potuto perdere a occhio e croce un 5% di voti! Invece si tradurranno in analoghi punti percentuali di perdita di prodotto interno lordo, se ci va bene).
    Ecco il colpo di scena. La gentile Annunziata ha un sussulto. È andata in overdose e si è risvegliata dal sogno. Ha aperto gli occhi dopo una tale esposizione del ministro del partito a cui tiene (o teneva) tanto.
    Si chiede, giustamente, come si possa cedere con tanta leggerezza sovranità nazionale ad una istituzione che di democratico ha ben poco, a fronte di un bel nulla, e dopo che le stesse ricette, con le varie gradazioni diffuse nei paesi della “periferia” d’Europa (orribile da scrivere ma geograficamente corretto) si sono rivelate un inutile salasso.
    Arriva il bello. La giornalista si sente sul treno del film “cassandra crossing”, con Sofia Loren, che imperterrito se ne va verso un ponte che certamente non reggerà il suo peso.
    Ricordo a grandi linee: dei terroristi in fuga ed infetti da un virus che si pensa incurabile, salgono e diffondono la malattia sul treno; il treno a quel punto viene convogliato per un campo di quarantena in Polonia. Bene, di mezzo c’è quel piccolo particolare, chiamato cassandra crossing, pronto a cedere. Non ha importanza se un medico dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha scoperto la cura (respirare aria arricchita con ossigeno); no il treno deve andare avanti, proseguire verso l’inevitabile. Così le autorità dell’OMS hanno deciso per coprire lo scandalo (e già, il virus proveniva dai suoi laboratori). Ecco la fine del film: un ex-deportato dai campi di concentramento nazisti s’immola (giustamente non voleva tornare nell’Est Europa) e salva parte del treno mentre il resto rovinosamente cade insieme al ponte.
    ……CONTINUA

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  22. Che metafora terribilmente azzeccata della nostra situazione. Ora chi è il medico dell’OMS che mi ha guarito facendomi respirare l’aria arricchita di ossigeno, mi è chiaro. Il problema è che sia io che lui che tutti voi siamo sullo stesso cazzo di treno. Ora so anche chi è alla guida. Ci rimane da trovare l’exdeportato pronto a staccare il convoglio. Di sicuro chi è alla guida non sbatterà i pugni su un tavolo inesistente per fermare il treno. No! quello rimarrà con le terga ben piantate al posto di guida, fiero di portare a termine la missione suicida.
    La serata si conclude positivamente perché il “medico” (ops! volevo dire professore) forse avrà un ulteriore contatto. Chissà che la simpatica e gentile giornalista non gli dedicherà una delle sue famose “in mezz’ora”? Saluto il prof. e vado via, ormai terrorizzato dal rimanere sul treno dell’euro specialmente con queste persone alla guida, altro che terrore per uscire. Ho capito che il processo di accelerazione è inesorabilmente in atto. Giorno dopo giorno si creano condizioni sempre più vincolanti, e chi le propone è chi ci governa. Inoltre non c’è nessuna contrattazione: semplicemente si dà per non ottenere nulla. I mitomani evocati nel bell’articolo di Paolo Savona. Impressionante anche per la signora Annunziata sentirli parlare.
    Scusate la logorrea e vi ringrazio perché mi avete fatto sentire meno solo in questa notte dell’euro.

    Ps: come il professore insegna, presento i miei conflitti di interesse. Sono ingegnere ambientale prestato ai palazzinari romani Mi sono messo a leggere Stiglitz, Krugmann e via discorrendo; ho letto come autodidatta il Blanchard (edizione curata da Giavazzi)di macroeconomia, su consiglio di uno studente della Bocconi che ne parlava in maniera entusiastica l’estate del 2011 (ero disoccupato e avevo tempo libero per aumentare la mia produttività). Bene, già lì ho capito che c’era poco da entusiasmarsi. Ho votato Grillo quando intorno c’era il deserto (pentendomi in seguito). Vi leggo da mesi e diffondo il “verbo” prendendo pesci in faccia come voi, ma sempre meno, da amici e parenti e chi mi capita a tiro, terrorizzati dal regime. Credo che regalare una copia del libro di Giacchè o di Bagnai sia uno degli aiuti concreti che possiamo fare per un amico o amica che abbia voglia di capire.

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  23. @Andrea Ferullo, mille grazie per il tuo bellissimo resoconto e anche per l'azzeccata metafora col film Cassandra Crossing.
    Mi domando sempre più spesso fino a che punto di distruzione sociale dovremo arrivare prima di fermare tutto ciò. E mi domando se non c'è neanche un lembo di uno straccio di organismo statale, di controllo o giudiziario che abbia la minima voglia di mettersi di traverso per fermare questi sciacalli (con tutto rispetto per l'incolpevole animale).
    Le sorti dell'Italia, della sua sovranità e del suo popolo sono meno importanti del doping nel ciclismo o delle feste ad Arcore?
    Ogni giorno che passa la mia speranza si spegne sempre più, come un fuoco dove è rimasta solo la brace.

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  24. @euresia
    Uscendo dall'€ e con le previsioni di Sapir ovvero di inflazione al 6%, 7% e 4% (a regime) si attuerebbe una redistribuzione della ricchezza (si "svaluterebbero" i debiti.. ma ovviamente il PADRE NOSTRO per loro non esiste).
    Così come negli anni 70 (ma per motivi differenti) e per loro è inaccettabile

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  25. Ciao, mi hanno dato questo volantino:
    Scelta Europea (Alleanza Liberali Democratici Europei)
    No Euro? No Grazie!
    Non ascoltiamo la falsità’ dei no euro che vogliono una italiettea debole, spaventata ed isolata.
    1 - Si all’euro, per non ammazzare i cittadini con l’inflazione
    2 - Si all’euro, per difendere i nostri risparmi e le nostre case
    3 - Si all’euro, per non vedere schizzare alle stelle il costo di benzina e energia
    4 - Si all’euro, per non tornare ad uno spread di 500 punti
    5 - Si all’euro, per proteggere il potere di acquisto dei pensionati delle fasce deboli
    6 - Si all’euro, per vincere nel mondo con la qualità’ e non con la svalutazione
    7 - Si all’euro, per attrarre capitali e investitori stranieri

    MI AIUTERESTI A CONTROBATTERE PUNTO PER PUNTO CON SLOGAN ALTRETTANTO CHIARI E SINTETICI I 7 PUNTI RIPORTATI, MAGARI CORROBORONDALI ANCHE CON IL LINK A QUALCHE ARTICOLO ESPLICATIVO? (quest’ultima richiesta discende dal fatto che per rispondere è necessario scendere nel dettaglio)
    Grazie

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    1. vai su bastaeuro.org e ti scarichi il manualetto di borghi.
      de visu ci puoi aggiungere: " 'a bbello, te sei scordato l'invasione delle cavallette e in caso di spread oltre mille la morte dei primogeniti maschi. O la fai precisa 'st'informazione o lassa perde'!!! E comunque io so' io e voi non siete un c...o "
      funziona!

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    2. A livello di slogan è facile:
      1 - No all'euro, per non ammazzare i cittadini con la deflazione;
      2 - No all'euro, per smettere di erodere i nostri risparmi;
      2 alternativa - No all'euro, per dire NO alla patrimoniale;
      3 - No all'euro, per avere i soldi con cui pagare la benzina e l'energia;
      4 - No all'euro, per mettere fine al teatrino dello spread (che è durato anche troppo);
      5 - No all'euro, perché i pensionati e le fasce deboli abbiano un potere d'acquisto;
      6 - No all'euro, per vendere italiano e smettere di comprare tedesco;
      7 - No all'euro, per dire basta al debito estero.

      Per la documentazione... there's no free lunch XD

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  26. presentazione con zero pubblico? di cosa?

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