MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

giovedì 6 febbraio 2014

Ora capisco perché esistono le guerre.

ALESSANDRO13 ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Capire":
La guerra.

Fino a qualche anno fa, mi chiedevo chi potesse partecipare ad una guerra, quali motivazioni possono spingere un uomo a partecipare ad una guerra.

Ora l' ho capito.

Quando la vita cambia, quando ciò che sognavi svanisce, quando ciò che speravi non si realizza, quando insomma muore il tuo IO, o scegli il lutto oppure lo difendi.

Oggi, non lo avrei mai detto fino a un paio di anni fa, potrei pensare di mettere a disposizione la mia vita per un qualche altro fine. Come è possibile?

Come è possibile che io, che avrei fatto di tutto per non fare il militare (poi Berlusca mi ha salvato e per questo gliene sarò sempre grato), oggi arrivo a pensare una cosa del genere.

E invece è possibile.

E' possibile, perchè la mia vita vale molto di meno di qualche anno fa. Vale di meno economicamente, vale di meno socialmente, vale di meno per le ambizioni.

Quando nasci con un sogno, con un' ambizione, quando vivi per realizzarla, quando vedi che si può realizzare e poi d' un tratto tutto svanisce, ti guardi intorno e scopri che è impossibile, allora ti fermi, rifletti e confidi nell' attesa del ritorno delle condizioni precedenti.La speranza viene alimentata da promesse, la luce in fondo al tunnel alcuni dicono di vederla, tu non la vedi, ma provi a fidarti e passano i giorni, passano gli anni, tu non vedi la luce, ma qualcuno giura che c'è, e allora continui, ma più continui a sperare e più continui a morire.

Se solo ti dicessero, se solo capissi, che il tunnel non ha fine, allora potresti abbandonare i tuoi sogni, le tue ambizioni e cambiare.

Ma cambiare costa molto, distruggere il proprio IO e crearne un altro oppure lottare fino alla morte per difendere il proprio IO, come si può ben capire, tutte e due le soluzioni sono uguali, conducono verso la stessa fine. Quando la morte diventa vita, allora la guerra assume un significato diverso, di liberazione.

Ora capisco perchè esistono le guerre.

Postato da ALESSANDRO13 in Goofynomics alle 06 febbraio 2014 10:33




(ed è mai possibile che chi ci ha messo in queste condizioni, chi ha venduto la nostra patria, il nostro futuro, i nostri figli, ma anche i nostri padri - dei quali sarà sempre più difficile occuparsi, dopo la distruzione dello stato sociale tanto auspicata da Tommaso Padoa Schioppa - è possibile mai che chi ha reso per noi comprensibile quello che avevamo avuto la fortuna di non dover comprendere, cioè come mai la storia dell'umanità sia stata punteggiata da esplosioni di violenza così irrazionali, e che lo ha fatto baciando la bandiera, con la lacrimuccia all'occhio (quanto sincera?), mentre adottava politiche che inevitabilmente avrebbero portato alla svendita del nostro paese, alla distruzione della sua identità, è possibile mai che a questa persona sia ancora data facoltà di fornire messaggi distorti e in quanto tali forieri di tensione e di violenza? A questa persona possiamo solo augurare una lunga vita, e esortarlo a confidare nel perdono degli uomini, che certo ci sarà, per rispetto alla sua età veneranda, e anche perché tutti noi sappiamo che il perdono divino gli sarà molto, molto, molto più difficile da ottenere. Quindi, inutile infierire...)  

204 commenti:

  1. Quando poi ci si rende conto che non si va in guerra per difendere il proprio io ma per qualcos'altro che è ciò che ci dà la dimensione e il senso del nostro io, oltre alla forza per lottare nasce la consapevolezza.

    RispondiElimina
  2. Un post amarissimo... leggendolo mi è venuto da pensare perché, di tutti i tipi di guerre, quella che a noi italiani riesce meglio è la guerra civile...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dici guerra civile e sembra che fai il solito autorazzista. Resistenza e partigiani non sono valore secondo te? Ti sarebbe piaciuto restare nel fascismo?
      Anche in questo blog devo sentire "noi italiani" seguito dall'ennesimo luogo comune?
      Pensavo che chi ci scrivesse lo avesse letto, almeno. Vagamente.

      Elimina
    2. I Partigiani, una minoranza di donne ed uomini estremamente coraggiosi, tutti gli altri scantonavano, e dire che allora il nemico era facilmente identificabile. Adesso chi e' il mio nemico? Io lo so, lo vedo tutti i giorni, e' l'egoismo ebete dell'arrivato, del se non fai carriera e' colpa tua, di tutti i fattifurbismi nauseabondi, che disgregano la trama sociale e lasciano cosi' spazio alle pluto/oligarchie di sempre. Se guerra sara', sara' civile, civilissima, casa per casa, peggio della guerra civile spagnola.

      Elimina
    3. Risposta tagliata col rasoio di Ockham: il tuo nemico è il piddino d'ogni forma e d'ogni età. Con gli altri (più o meno), ci si può ragionare (almeno gli altri hanno l'istinto dei topi che abbandonano la nave quando affonda)

      Elimina
    4. @claude 06 febbraio 2014 18:42
      Gentile signore, mi consenta: autorazzista una beata fava.
      Quando dico "noi italiani" mi riferisco alla Storia del nostro Paese, a TUTTA la Storia del nostro Paese, cioè a circa 2.500 (duemilacinquecento) anni (resto mancia), non ai 5 (cinque) anni di guerra civile SUCCEDUTA alla caduta del fascismo (1943-1948).
      E' in riferimento ai duemilacinquecento anni di Storia d'Italia che dico, ripeto, confermo e sottoscrivo che purtroppo la guerra civile è una costante che lugubremente ritorna, le piaccia o no.
      Non solo, ma di questo tipo di guerra - purtroppo - il tradimento è una caratteristica peculiare. E guarda caso la storia dell'euro(merda) è ANCHE la storia di un gigantesco e infamissimo tradimento perpetrato dalla classe dirigente politica (almeno) del nostro Paese ai danni del popolo italiano... quindi non è autorazzismo, ma semplice buonsenso paventare il rischio (NON SPERARLO!) che anche questa volta si ricada in una guerra civile.
      Comunque, visto che ci tiene, due osservazioni a proposito dell'ultima guerra civile italiana (1943-1948):
      1) TUTTI, anzi diciamo pure solo il 90/95%, dei grandi farabutti protagonisti della distruzione d'Italia per mezzo dell'euro(merda) si sono SEMPRE dichiarati fieramente ANTIfascisti, anzi dell'antifascismo hanno sempre fatto una bandiera, un valore fondante (un dogma?) della loro visione del mondo (certo, poi si può sempre fare come quel NON rimpianto inviato RAI che, il giorno di Natale del 1989, commentando in un TG da Bucarest la morte violenta di Ceausescu e sua moglie, definì il morto ammazzato un dittatore FASCISTA... se il ridicolo uccidesse non avremmo l'euro...)
      2) la guerra civile da lei citata come esempio vide molti partigiani e galantuomini morire ammazzati sia PRIMA del 25 aprile 1945 che DOPO il 25 aprile 1945 da altri partigiani (oltre che da fascisti e tedeschi, of course)... e guarda caso questi assassini (e traditori! vede che tutto torna?) accomunati dalle loro vittime ai fascisti e ai tedeschi avevano un marchio e un colore ben precisi... dica pure lei quali. Per quanto mi riguarda ho letto e ammiro gli scritti di Giovannino Guareschi dell'epoca del Candido, per cui sarò in grado di dirle se li ha indovinati!
      Per finire, e mi scuso col maestro se sono stato prolisso, non si preoccupi che questo blog l'ho letto almeno quanto lei. Se poi fosse il contrario, sarebbe comunque un merito di Bagnai, non una mia colpa! Si perché, vede, come tutte le persone che scrivono libri, blog, articoli, saggi, romanzi, di valore i loro scritti suscitano la curiosità, in chi li legge, di andare a leggere molti più libri, blog, articoli, saggi, romanzi di altri autori. Come è successo a me da quando sono capitato su questo blog e da quando ho letto Il Libro. E siccome, purtroppo, il giorno è sempre di 24 ore e bisogna pure lavorare per vivere - visto che grazie a Dio un lavoro ce l'ho - la curiosità nata dalla lettura di Bagnai... mi ha portato a trascurare Bagnai!

      Elimina
  3. Oltre alle spiegazioni del professore c'è un evento recente che ci può aiutare a capire a che punto della storia siamo: il controllo sui cc. Questa cosa, checchè ne dica il PUDE, è fatta per purgarci con una bella patrimoniale "abbassa debitopubblicobruttoimproduttivocoruzzzzzzzione", un pò come la patrimoniale di amato 20 anni fu fatta, secondo loro, per salvare l'italia dal fallimento. Subito dopo si uscì dallo sme (in)credibile, stavolta si sfascerà l'euro. Ce la facciamo a tenere la trincea fino a maggio?
    Come dice il padrone del blog, la fine dell'euro sarà decisa dal mercato, non dalla politica, confidando che al mercato non convenga di più la distruzione dell'occidente, in tal caso ci vediamo sul fronte carsico: da lì il mio bisnonno è tornato vivo, spero d'esser altrettanto fortunato...

    Alessio

    RispondiElimina
  4. Ad ogni input che mi dai trovo aggrappate ulteriori prove , questi uomini hanno tradito il loro (e nostro) Paese, ormai ne sono convinto. Da qualche parte hai detto che con alcuni di loro toccherà ricostruire, possibile, tu hai gli strumenti per vedere più lontano di me, ma io penso che più il tempo passa e questo schifo resta in piedi meno saranno quelli, tra loro, che sarò in grado di perdonare.
    Non serve pubblicare, anzi spero di non averti disturbato e mi scuso per l'approssimazione, ma leggerti e guardarmi intorno ormai mi fa soltanto male.

    RispondiElimina
  5. Mentre leggevo il post precedente mi sono fermato al commento di Alessandro con le lacrime agli occhi, giuro. Sì, ora capisco anch'io, cazzo, e quanto fa male.

    RispondiElimina
  6. Con tutto il rispetto che ho per la veneranda età di Ciampi, nonché per la sua carica di ex presidente della Repubblica, tuttavia non posso NON notare che parla, anzi, farnetica, di svalutazioni competitive!!? Che squallore, meglio non disperdere (troppe) energie incamerando tutto il senso perverso di ineluttabililtà, di irreversibilità e di irrimediabilità che si vorrebbe insinuare nella mente del lettore. Siamo giovani (ancora!) oggi c'è il sole, perlomeno qui, gli strumenti per reagire alle balle di regime (in teoria) li abbiamo e li stiamo affinando sempre di più. Questo è un discorso ultrareazionario e tradisce, ahimé, ahilui, il SUO senso di ineluttabilità dovuto anche alla sua età, che rispetto, e anzi, considero un valore. Ma se davanti a sé, per ovvi motivi anagrafici, ma non solo, non vede altro che l'ineluttabilità della morte, che per gli italiani si traduce nella migliore delle ipotesi, in un immobile deserto culturale, economico e sociale che noi vediamo bene, è un problema suo e...del Sole24Ore che lo pubblica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà, avrebbe dovuto capire capire che il concetto di svalutazione competitiva non aveva senso circa 20 anni fa. Difatti ha cercato di non svalutare la lira bruciando le riserve valutarie in circa 24 ore, ma senza successo. Le cifre che girano sul mercato dei cambi sono troppo ingenti per qualsiasi intervento di quel genere. Per cui non è scusabile comunque: non era un passante qualunque (ps lo capisco io che faccio tutt'altra cosa, mica il Governatore della Banca d'Italia)

      Elimina
  7. Ma egli è un mero "nuncius", il medium di una volontà decisionale che si forma altrove; essendo, così, il terminale istituzionale di un meccanismo (sovraistituzionale, una ghost institution, in termini costituzionali) sempre più consolidato.
    Questo meccanismo, attuando una lunga programmazione (pluridecennale), è predisposto in modo che messaggi distorti trovino sempre il modo di essere formulati e di accreditarsi nella mistica di una etica-cosmetica predicata come superiore.
    E, quand'anche cada un "nuncius", una schiera addestrata e sempre più sicura dell'appoggio dell'oligarchia, esprimerà chi ne prenderà il posto.

    Alessandro13 esprime l'effetto programmato e il rischio calcolato di questa strategia: reagire o adeguarsi è comunque il frutto di una devastazione che entra nelle stesse coscienze.

    "Essi" credono, ormai fermamente, che ricostruire sarà impossibile; ma anche un'ardua "ricostruzione" possibile, finirà per essere l'invenzione di un mondo "diverso" dal precedente, il cui concepimento razionale è alterato dalla intossicazione corrente.

    Perciò, tutto questo attirerà l'Europa verso il mito della distruzione rigeneratrice.
    E' solo questione di tempo. Purtroppo...
    L'unica difesa immunitaria è assumere tutto ciò che viene predicato come "il contrario della verità", tenendo viva la conoscenza finchè la distruzione non sarà, in qualche modo, ormai incontrollabile, compiuta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Fleba il Fenicio, morto da quindici giorni,
      dimenticò il grido dei gabbiani, e il flutto profondo del mare
      E il guadagno e la perdita.
      Una corrente sottomarina
      gli spolpò le ossa in sussurri, Mentre affiorava e affondava
      traversò gli stadi della maturità e della gioventù
      entrando nei gorghi.
      Gentile o Giudeo
      o tu che volgi la ruota e guardi nella direzione del vento
      pensa a Fleba, che un tempo è stato bello e ben fatto al pari di te."

      Elimina
    2. Non so se vi sia mai capitato, ma quest'estate ho dovuto combattere con i famigerati pidocchi che infestavano una bella pianta di oleandro nel mio giardino.
      Essendo un giardiniere improvvisato, per toglierli ho rischiato veramente di uccidere la pianta, e per giunta i pidocchi erano sempre là a sbeffeggiarmi! Insomma tra trattamenti e cure alla fine ho trovato il prodotto adatto e l'oleandro è salvo, ed i pidocchi sconfitti.
      Ma a parte le mie modeste avventure botaniche, mi son chiesto, ma quanto gli uomini sono diversi dai pidocchi? Almeno alcuni, diciamo i presenti esclusi dato che il prof. Bagnai fa una certa selezione all'ingresso.
      Riusciremo a spazzare via i pidocchi senza uccidere la meravigliosa pianta che li ospita?

      Elimina
    3. Alessandro 13 non esprime nessun effetto programmato.
      Alessandro 13 è una persona che esprime la sua idea.
      L'effetto programmato potrebbe essere invece il tuo ostentato distacco affettivo che ti porta a considerare l'espressione del pensiero e dei sentimenti di un essere umano come reazione "programmata" da qualcun altro.

      Elimina
    4. @Francisco Goya
      Il commento di Quarantotto non esprime, a mio parere, distacco affettivo. Il fatto è che non ce la fa, proprio non ce la fa, è più forte di lui, ad esprimersi in modo semplice.
      In ogni riga di quello che scrive c’e un mondo di contenuti su cui soffermarsi e riflettere.
      Ma il fatto che le parole di Alessandro ci abbiano toccato nel profondo, laddove hanno saputo esprimere un sentimento comune in tutti noi, è la dimostrazione che quello che dice Quarantotto è vero:
      il “sistema” che è stato creato, inconsapevolmente o meno, ha come effetto la nascita di simili reazioni che sono diverse tra di loro ma ugualmente devastanti.
      L’adeguamento a questa realtà o la sua distruzione sono due facce della stessa medaglia, in quanto entrambe non permettono, la più piccola, remota possibilità che si sia una alternativa.

      Elimina
    5. @ Francisco Goya.Sinceramente senza polemica,se non altro non è il luogo,penso che ci sia un equivoco.Le affermazioni di Quarantotto sono da leggersi alla luce di tutto questo.Io ho il massimo rispetto delle persone che,come qui Alberto,hanno messo in gioco molto di più del poco che individualmente ho da perdere per capovolgere le sorti di una battaglia che inizialmente poteva sembrare disperata.Lo hai detto tu,se non sbaglio,che il sonno della ragione genera mostri;qui è la ragione che stiamo cercando di risvegliare.

      Elimina
    6. Sarà come dite voi, a me è sembrato un commento con l'emoatia dell'entomologo che descrive il comportamento di qualche coleottero.

      Di 48 ricordo una discussione con un certo signore su Tempesta Perfetta (che ho solo letto senza scrivere nulla).
      Quel certo utente a un certo punto esprime un'idea e arriva 48 che gli dice che in realtà l'idea è sua.
      L'altro gli risponde che veramente l'aveva pensata per i fatti suoi ma 48 precisa immediatamente che non è possibile e aggiunge una possibile ricostruzione dei fatti; secondo 48 l'utente aveva letto qualche suo commento e senza rendersene conto, in maniera inconscia, si era appropriato della paternità dell'idea la quale però restava pienamente e interamente di 48.
      L'altro si secca e gli dice ma come ti oermetti di darmi del matto che non si rende conto e 48 gli spiega che non si trattava di follia ma di un semplice processo psicologico di sovrapposizione o riappropriazione inconscia o non mi ricordo il termine preciso che ha usato.

      Ora lo leggo che dice a un ragazzo o a un signora che il suo pensiero è il risultato programmato dalle forze oscure del male e mi viene spontaneo dire a 48 di andare dal gommista a vedere se non c'è un'eccedenza di atmosfere nella mongolfiera.

      Scusate non ho il ink e non sono in Italia quindi non ho tempo di cercare. Vi assicuro che se cercate mi sembra a fine 2012 su Tempesta Perfetta sta cosa la trovate.
      Poi quando torno in italia fra un po' cerco anch'io.
      Io la trovai spassosissima.

      Elimina
    7. Pilon non cercare di prendermi in castagna sul Goya y Lucientes.
      La Quinta del Sordo è il trionfo dell'irrazionalità contro la freddezza della ragione e comunque nell'acquaforte di cui parli ti faccio presente che il soggetto sono i mostri, non la ragione...un elegante hermenutic twist da parte dell'aragonese.

      Elimina
    8. "Ma cambiare costa molto, distruggere il proprio IO e crearne un altro oppure lottare fino alla morte per difendere il proprio IO, come si può ben capire, tutte e due le soluzioni sono uguali, conducono verso la stessa fine".
      48 ha fatto la parafrasi, nulla di più " reagire o adeguarsi è comunque il frutto di una devastazione che entra nelle stesse coscienze"
      con reazioni ed esiti per ambedue "programmati" :
      "Quando la morte diventa vita, allora la guerra assume un significato diverso, di liberazione." - "Perciò, tutto questo attirerà l'Europa verso il mito della distruzione rigeneratrice".
      C'è una disperata (e disperante) consapevolezza nelle parole di entrambi, nessuna anaffettività, anzi, Alessandro inizia a capire, 48 sa, solo registri diversi.

      Ma è proprio su quel "programmato" che non voglio essere d'accordo. Mi rifiuto proprio. Perché:
      Se la Storia non la faccio IO, e tutti gli io come me (o meglio coloro con cui per certi versi condivido una visione, un'istanza di cambiamento), che senso avrebbe sforzarsi di accrescere la propria conoscenza e consapevolezza e diffonderla?
      Ma se tutti facessero come IO, convinti di non contare nulla e non poter cambiare fondamentalmente nulla nel corso inevitabile degli eventi della Storia, che ci adeguiamo o meno, programmati a seguirne il corso, ma chi l'avrebbe iniziata la Rivoluzione Francese? Ci saranno stati uno o due o tre individui che hanno creduto in un'idea folle e hanno acceso la miccia? Le miccie non si accendono da sole. E coloro che ci hanno condotto in quest'eurofollia, ereditata dai padri dell'unione monetaria, pregni certamente del ribollire borghese-capitalista di rivalsa sul proletariato in ascesa, erano uomini, o Storia? Tante piccole idee ne han fatta una, funesta, ma erano uomini come noi.
      Ma quanti sono questi eurocriminali? Ma da quanti euroservi sono appoggiati? Perché ripercorrono ancora un percorso di distruzione? Ma quante sono le vittime attuali e potenziali? O le vittime sono, seppur quantitativamente, qualitativamente inferiori da non poterli bloccare prima?
      Perché non dobbiamo almeno sperare in un esito positivo, fermarli PRIMA della "distruzione rigeneratrice"? Per ricominciare tra 80 anni magari? - Maledetto Hegel, mi hanno bocciato per colpa sua e me lo ritrovo ancora trai piedi, incomprensibile.

      Il suo grafico Prof mi ha gettato nello sconforto, se lo dice quella linea ci sono tot altissime probabilità che il meccanismo del potere recuperi e ripeta ancora lo schema distruttivo del passato (che a onor di linea ha portato complessivamente i suoi risultati).
      Ma se i nostri sforzi alla fine si devono piegare e ridurre all'inconsistenza di fronte alla necessità di quella linea non ne vale la pena.
      Avremo un margine, credo.

      Elimina
    9. @Francisco Goya

      Guarda che l'approccio razionalizzante è tipico delle persone particolarmente sensibili: una parte dell'emotività non gestita viene escaped tramite processi logici (per chi ce li ha).

      L'analisi che fa 48 è supportata da tonnellate di documentazione: è vero che il principio di Heisenberg vale per il singolo per dono biblico ma la sociologia va a nozze con la statistica. (Lo spunto che portò alla psicostoriografia asimoviana).

      Il tuo giudizio, invece, mostra l'evidente incapacità di gestire l'antipatia: ne fa di te un persona concentrata sul proprio ego (sei fortunato, sai fare i tuoi interessi).

      Le considerazioni di carattere sociale necessitano un ragionamento analitico, sistemico, razionale: il pathos è massima espressione di umanità se e sole se è ben equilibrato col logos: altrimenti anche muli e scimmie avrebbero le democrazie costituzionali.

      Sociologia e psicologia sono due materie distinte ed una non è la "sommatoria" dell'altra.

      Pochissimi grandi della storia hanno saputo partire dall'uomo per arrivare alla società lasciando a Cesare quel che è di Cesare. (Ma che significa?)

      C'è chi è portato per l'arte, chi per la scienza e Leonardo da Vinci.

      Tu chi sei? Uno specchio e una lettura di Iconostasi di Florenskij può essere di supporto.

      Bazaar, pipposofo dell'est.

      Elimina
    10. Ma sí tutti sono affettivi in qualche modo ma 48 nega autonomia di pensiero a Alessandro e dice che si tratta solo di pure "reazioni" per di più programmate da qualcun altro.
      48 è affettivo ma nega l'esistenza di una autentica soggettività in "alcune" persone; brutto,decisamente brutto e squallido ma è il meno, il problema è che è un discorso che annacqua in partenza qualsiasi possibilità di traduzione in azione politica di quello che 48, come dice Chiara Ped, "sa".

      La prova è che vediamo una polarizzazione fra quelli che "sanno" e quelli che non sanno ma "stanno facendo" l'unica opposizione esistente in Italia in Parlamento, cioè i grillini.
      È una grave stupidaggine di cui la colpa è totalmente a carico di quelli che "sanno"; mi trovo a dover scegliere e non esiterò a votare per 5 Stelle anche se non hanno un programma chiaro, anche se la base è formata per lo più da qualunquisti simil peronisti e con tutti i vari possibili distinguo.
      Ma a maggio ci saranno le elezioni e astenersi sarebbe un errore gravissimo.

      Voi che farete alle elezioni di maggio?

      Elimina
    11. Pare che i dubbi sulla relazione tra collettività ed individuo permangano... ma almeno è chiaro il motivo del tuo intervento.

      La domanda è: cosa farete VOI da oggi a maggio? tutti fraternamente uniti per avere un' €uropa diveVsa?

      (Ogni tanto quei bravi ragazzi lasciati allo sbando in Parlamento mi sembrano una rappresentazione allegorica di quegli eroi imbottiti di anfetamine che partiranno per il fronte asiatico. Ma lo faranno per valori. I valori della patria: gli USE).

      Elimina
  8. Io il militare l'ho fatto. In un periodo in cui sembrava che un'altra guerra fosse impossibile e lo era: l'economia tirava, i coscritti avevano a casa delle mamme che, col suffragio universale finalmente ottenuto, non avrebbero mai permesso una strage degli innocenti. Poi impercettibilmente le cose sono cambiate: il servizio civile, l'abolizione della leva, i corpi d'élite, i volontari, il maggioritario, le missioni all'estero, il porcellum, gli F35. Tutto si tiene, oggi le mamme, come i figli, non contan nulla.
    Però oggi una guerra la farei, per i miei figli, per la loro madre che vede erodersi giorno per giorno salario e diritti. Solo una cosa mi dà da pensare: se perdono il lavoro gli farei comodo ed anche la mia pensione.
    Il laccio si stringe.

    RispondiElimina
  9. E pensare che l'avevo quasi dimenticato, impegnato ad aggiungere nomi "freschi" alla mia lista dei Gauleiter, ma visto che lui, l'Ex, non vuol farsi dimenticare (e mi vengono in mente i suoi terrorismi di quando diceva che senza l'€ saremmo finiti in Africa), be', allora lo ricorderò, magari con queste parole: "Lo avrai / il monumento che pretendi da noi italiani / ma con che pietra si costruirà / a deciderlo tocca a noi".

    RispondiElimina
  10. Chapeau !
    I miei stessi sentimenti, da qualche tempo a questa parte.
    Consola sapere che non stiamo impazzendo ma solo crescendo.

    RispondiElimina
  11. Proprio oggi ascoltavo alla radio (quella salmonata) che la lista dei suicidi cresce giorno dopo giorno; ma l'esimio RETTORE una volta disse che non c'era da preoccuparsi perche' eravamo SOTTO LA MEDIA, forse si riferivo al suo Paese Cavia, quello che suscito' in lui un orgasmo pornografico: la GRECIA, uno dei grandi successsi.....

    E con una magistratura (alta magistratura) che parla di SPRID e DOWNGROUND.....AMO SVORTATO!

    http://it.finance.yahoo.com/notizie/rating-pantofole-sprid-120000866.html


    RispondiElimina
  12. Leggendo il Sole di oggi ho appreso che anche Ciampi è un super europeista convinto. Perché tutti i presidenti della repubblica continuano a parlarci del sogno di unificazione dei popoli mentre la gente si ammazza!? Tralasciando gli aspetti macroeconomici dell'attuale area valutaria, non voglio aggrapparmi ad un sogno incerto e utopistico mentre nella realtà la gente muore!. Fin quando tutto questo deve continuare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciampi ha una pensione di € 40.000,00 al mese e se ne sbatte degli imprenditori o operai suicidi = fine degli ideali nobili europei.
      Con Francia o Spagna purché se magna...ricordi?

      Anch'io potrei sostenere quello che dice Ciampi se guadagnassi la metà del suo importo mensile finché campo. Io però faccio fatica a vivere bene quanto intorno cresce la desertificazione del Paese e vedo conoscenti ed amici che se la passano male (stile zombi).

      Elimina
  13. A volte ritornano, personaggi degni di un romanzo di Stephen King

    RispondiElimina
  14. Alessandro esprime ottimamente ciò che le persone assennate pensano da tempo: se impoverisci scientemente e programmaticamente le popolazioni europee, non puoi anche pretendere che ti siano riconoscenti! È ciò che sii mpara leggendo un solo libro di storia, uno solo basta, pereché la storia è magistra vitae, come diceva Cicerone, e la natura umana è prevedibile in generale nelle sue reazioni, come diceva Tucidide e come aveva già fatto capire Erodoto. Ma dalla metà degli anni settanta hanno cominciato a spiegarci che le cose non sono così semplici come pensavamo, che la realtà era mutata radicalmente e chie non si poteva più usare il passato per comprendere il presente e prevedere in senso generale il futuro. Kosellek ci ha spiegato che era finito lo spazio dell'esperienza e con i tempi moderni si era aperto l'orizzonte dell'attesa. Ciò decretava la morte del fare storia tradizionale, decretava la morte della storia come magistra vitae. Il passato era altro, inutilizzabile per il presente e per il futuro. Credo di aver capito che qualcosa del genere deve essere avvenuto anche in economia. Naturalmente non è così e la dimostrazione viene da persone come Bagnai, Sapir e Feldstein, che usano la storia in senso tradi zionale e ci fanno capire che cosa avverrà peer analogia. Per analogia, nel senso che le conseguenze non saranno le stesse identiche nelle forme, ma nella sostanza. Ma non avevamo già avuto l'esempio di ciò che era avvenuto nella ex Jugoslavia? Non bastava? No, non bastava. E attenzione all'interprtazione storica: che nessuno si azzardi a dire che i 'barbari' hanno avuto un ruolo nel declino dell'impero romano! (Già. Da dove venivano i 'barbari'?). Anzi l'impero romano non è mai caduto, si è trasformato. E che cosa diremo nel centenario della prima guerra mondiale? Potremo dire che la Germania era una potenza aggressiva? Ma a qualcuno potrebbe venire in mente che i tedeschi, quando smettono di scrivere musica, come dice un mio caro amico, costituiscono un problema per l'Europa (anche se non sono soli, lo so, tutti contribuiscono, è innegabile, ma loro non scherzano). È forse la terza volta in un secoloo che aggrediscono l'Europa? Ma questa potrebbe essere una interpretazione 'tipizzante', quindi criptorazzista (ma allora la stampa tedesca che presenta i popoli del sud come li presenta come è, relativista?). Ma avete sentito parlare Gianenrico Rusconi, grande conoscitore della Germania e della sua storia? E il libro di Bolaffi come vi pare? La storia ci insegna che impoverire volontariamente le popolazioni sarà solo fonte dii sciagura. Keynes aveva capito in maniera straordinaria tutto questo nel 1919. Alessandro con le sue parole ci ha spiegato con una illuminante semplicità come reagiscono gli individui di fronte al disastro economico. Come hanno sempre reagito. Per frenare questa reazione, ci stanno bombardando da venti anni con la storia che siamo uomini 'diversi' e 'inaffidabili', indegni di decidere di se stessi. Fino a ora ci sono riusciti, usando naturalmente l'intemperante uomo di Arcore, ma in futuro potrebbe essere complicato spiegare alla gente che se lo merita di viver miseramente. Io, personalmente, attendo quel giorno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eccellente pensiero, che condivido e che sottolinea quello che è uno dei cardini principali della morale ultraliberista dell'€uropa. La negazione del discorso storico, che fa da sfondo, peraltro, alla parallela affermazione dei media come supreme fonti di interpretazione autentica della realtà.
      Oggi, la "magistra vitae", la si ritrova nelle periodiche omelie degli Scalfari, dei Mieli, dei Gramellini e compagnia cantando. Onestamente, confesso di stare rivalutando quelle dei parroci di periferia, che sentivo in chiesa da ragazzo. Meno pompose, di sicuro. E -forse- anche meno ipocrite e bugiarde.

      Elimina
    2. Beh considera che oggi la "storia" la si fa con le fiction tv, e il massimo approfondimento consentito è il commento (di queste) in un talk show fatto con lo stampino.

      Elimina
  15. Ci pensavo mentre leggevo Il Tramonto: perché a quasi 50 anni mi devo ritrovare a cercare di capire cosa sia un cambio flessibile, o la differenze tra inflazione e svalutazione, o le partite correnti? Avevo deciso, tanti anni fa, di dedicare la mia vita a Pirandello o a Checov, ad analizzare il rapporto corpo-pensiero.voce, la valenza assoluta del controllo... così come altri, seguendo le loro sane passioni, si sarebbero dedicati agli studi di economia, o di medicina, o di chimica o filosofia, in una sorta di contributo e collaborazione sociale condivisa. E invece...
    E invece lo voglio fare, ho sentito che E' importante, è il nostro modo di salire sui monti, di fare la staffetta, distribuire volantini o dare alloggio a un fuggitivo. Ognuno fa quel che può per la causa. E l'ho sentito proprio leggendo il libro, lo confesso.
    Come non nascondo che ne ho provato anche un certo orgoglio (al quale però, mi sarei anche piacevolmente sottratto), perché fino a una decina di anni fa pensavo che in fondo la mia (la nostra, prof.) pareva un po' una generazione "inutile", non c'eravamo per fare la guerra, per la ricostruzione, troppo piccoli per il '68... come si sarebbe ricordata di noi la Storia?
    in fondo, mi dico sempre in una specie di epigrafe che mi costruii allora: quando avevamo venti anni e abbiamo cominciato a capirci qualcosa con il sesso, è arrivata l'AIDS; quando a quaranta abbiamo cominciato a guadagnare un po' sul serio è arrivato l'Euro; a sessanta non si sa se prenderemo la pensione.
    Non c'è stato bisogno di arrivare a sessanta, già sappiamo che praticamente non la prenderemo.
    Forse qualcuno ha sottovalutato questo aspetto: che con le sue azioni, ha dato un senso a una generazione grigia e silente, gli consegnava l'occasione di incidere nel trascorrere del tempo. E mi pare proprio che, anche se lentamente, non ce la stiamo facendo scappare.
    Stamane riflettevo su di una cosa, cercavo di "unire i puntini":
    sarò il solito complottista, ma sento che tra la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera che dice no alla reintegrazione delle materie artistiche nelle scuole, e la Corte dei Conti che chiede alle agenzie di rating il risarcimento perché nelle valutazioni non hanno tenuto conto del "valore del patrimonio storico, culturale e artistico del nostro Paese che universalmente riconosciuto rappresenta la BASE DELLA SUA FORZA ECONOMICA”, ci sia un tragico filo rosso a collegare il tutto. Andremo verso la privatizzazione di quel patrimonio artistico con la scusa che "il Pubblico" o non ce la fa a gestirlo o non lo sa gestire, per arrivare poi alla sua vendita, che sarà sicuramente agli stranieri.
    Io non auguro la morte a i nostri carnefici, anzi, gli auguro lunga lunga vita e in piena salute. Perché voglio che vedano e mastichino tutto l'amaro della loro sconfitta.

    RispondiElimina
  16. E' forse ancora più preoccupante che la mia generazione, di qualche anno più giovane di quella di francesco (presumo), non sia in grado di formulare un pensiero critico verso tutto questo. E' preoccupante che io possa non avere dubbi quando mi viene chiesto cosa sarei disposto a fare se avessi potere su qualcuno di questi burocrati protettori dei plutocrati.

    Quando il desiderio di vendetta prende il posto dei progetti di vita, un giovane è perso: quando qualcuno si rassegna al fatto che con i mezzi democratici la giustizia e l'equità non sono più perseguibili, la società si perde. Chi mi ha posto la domanda, un paio di anni fa, riguardo a cosa sarei capace di fare a Monti, si è prima scandalizzato, poi preoccupato, e poi si è un po' rasserenato al pensiero che forse era l'immaturità a parlare, la lingua lunga di chi crede di poter fare la differenza.

    Da quel giorno è cambiata solo una cosa: io credo che il mondo si possa cambiare, ma che questo non sia ora possibile coi mezzi democratici, considerato che la maggioranza sono un branco di imbecilli ideologizzati disposti a difendere chi li affama pur di non ammettere che loro, come noi, si sono sbagliati.

    Spero davvero di poter tornare a credere nella democrazia, perchè significherebbe che a vent'anni potremo ancora sperare in una vita dignitosa, migliore, meritata e sudata, un diritto (ormai sempre più un raro privilegio) che qualcuno ci ha tolto pur di avere il superluo del superfluo per sè stesso. Riprendiamoci la speranza,

    RispondiElimina
  17. Io invece credo che per il Presidente Ciampi sarà molto più facile ottenere il perdono divino rispetto al mio. Perché non potrei mai accettare le scuse di qualcuno che non mi ha mai spiegato il vero motivo delle sue scelte. Perché io, alla propaganda del "Ce lo chiede l'Europa", non ci credo più.

    RispondiElimina
  18. dai, vi propongo... un sorriso. (poi mi taccio)
    ultima campagna pubblicitaria della compagnia di bandiera:
    "ALITALIA - 500.000 posti scontati"
    non si sa da che parte leggerla...

    RispondiElimina
  19. Leggendo l'articolo di Ciampi, noto con profondo dispiacere come la sua prosa stessa lo tradisca. Il suo stile si autodenuncia ("non mi stancherò mai di denunciare come una zoppìa", "deriva di arroccamento", "la natura solidale e inclusiva del progetto europeo", "situazioni prospettate dalle contingenze della storia"): il tutto gronda falsità, spiace molto dirlo, è la versione in prosa della indimenticabile segretaria di redazione "con gli occhi storti a furia di mentire". L'ho sempre detto, del resto: io di economia non capisco molto, in questo blog ho creduto più che altro per come è scritto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti, a uno sguardo superficiale, Thénardier sarebbe potuto sembrare una brava persona. Un piddino lo avrebbe ritenuto tale anche dopo aver letto le sue lettere anonime.

      Elimina
    2. L'occhio della mente non può trovare in alcun luogo più annebbiamento né più tenebre che nell'uomo

      Elimina
  20. Naturalmente non condivido del tutto il post di ALESSANDRO13, per quanto lo comprenda profondamente. La cosa che però mi è subito saltata all'occhio è quanto possa essere ambiguo il concetto di "speranza" soprattutto se a "lungo termine". In fondo, a rifletterci bene, quale dittatura potrebbe mai sopravvivere a se stessa senza l'utilizzo di una speranza-propaganda a lungo termine. Quì naturalmente Keynes ("nel lungo termine siamo tutti morti") e Bacone ("la speranza è buona come prima colazione, ma è una pessima cena") si danno la mano. Secondo me Dante quando scrisse la Divina Commedia, all'ingresso dell'inferno avrebbe dovuto scrivere "prendete ogni speranza o voi ch'entrate"

    RispondiElimina
  21. Non vi preoccupate ci "pensa" Mariuccio nostro:

    Per Draghi la deflazione non c'è e l'Eurozona non rischia di vivere una crisi come quella giapponese. "Stiamo assistendo alle prime risposte dei mercati e dell'economia reale agli interventi che abbiamo varato a novembre".

    Per Draghi non c'è la necessità di un nuovo allentamento monetario, dal momento che non ci sono indicazioni di deflazione e l'Eurozona non rischia di vivere una crisi come quella giapponese alla fine degli Anni 90. "Stiamo assistendo alle prime risposte dei mercati e dell'economia reale agli interventi che abbiamo varato a novembre"

    Si, certo, nel mondo dei sogni. Vai a dormire Marione, vai; i tuoi 300K te lei sei meritati.

    RispondiElimina
  22. Ma quanto si agitano in questo periodo le cariatidi !! Avranno la coda di paglia o è rimorso? Leggendo il discorso del pdr al parlamento europeo il pensiero soave si posa su una slide che ci ricorda come le cose si evolveranno (il famoso tavolo).
    Ma perché tutto questo?
    "Perciò, quando si chiede da che cosa deriva il male, prima si deve cercare che cosa sia il male. Il male non è altro che corruzione o della misura, o della forma, o dell'ordine naturale. Perciò si dice cattiva natura quella che è corrotta: infatti, una natura incorrotta è buona sotto ogni aspetto" parole Sante queste del dottor S.Agostino (De natura boni) Proinde cum quaeritur unde sit malum, prius quaerendum est quid sit malum; quod nihil aliud est quam corruptio vel modi, vel speciei, vel ordinis naturalis. Mala itaque natura dicitur quae corrupta est: nam incorrupta utique bona est. Sed etiam ipsa corrupta, in quantum natura est, bona est; in quantum corrupta est, mala est.

    L'euro è un oggetto corrupto ab origine, pertanto è male. Il disequilbrio così generato non può far altro che produrre tensioni ineliminabili. Un evento catalizzatore (shock esterno? stress test? elezioni?) porrà, spero presto, termine alla dittatura dell'euro. Sarà un Necessario (Ananke) che agirà come un gradiente in forza delle leggi dell'economia e per leggi universali di giustizia. Ananke si presenta dualmente anche come Nemesi (la Vendetta). Nemesi è una bella fanciulla che si accompagna con Aidos (il Pudore). L'agire di Nemesi è conseguenza ineludibile dell'offesa e dell'ingiustizia delle scelte degli uomini (deflazione interna imposta dall'adorazione del dio-euro del pude-piddini e tanto invocata dagli alesiniani e declamata dagli -oni) che non hanno voluto ascoltare Aidos (interpretazione intellettualmente corretta delle leggi dell'economia e senso di giustizia sociale).
    La citazione Mea est ultio sembra dunque pertinente. Per chi avesse poca dimestichezza con il Deuteronomio, potrebbe affidarsi a Jules Winnfield che espone Ezechiele 25 17

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @ Pietro Piu
      ...e nell'etimologia di Euro, i riferimenti ad Ananke sono ancora più precisi (impressionanti, direi)

      Elimina
  23. Non c'è nulla di male a regolare un mercato come quello valutario, mentre c'è molto di male nel voler calmierare un prezzo

    Prof. Bagnai, le grandi battaglie per la democrazia hanno visto storicamente i popoli impegnati a combattere l'arbitrarietà del sovrano sul controllo di budget e tasse. L'Ue è riuscita nell'impresa di imporre alle popolazioni continentali esattamente il contrario ed il Mes, Fiscal Compact, Two Packs sono solo alcune delle prove più evidenti. A parte l'euro, non pensa che i governi dovrebbero impegnarsi a riprendersi quote importanti di sovranità delegate all'Unione europea invece di pensare all'allargamento all'Ucraina o alla Turchia?

    La storia recente dell'integrazione economica europea, come l'ha descritta con una formula molto efficace Alessandro Guerani, è esattamente una controrivoluzione francese. Mentre la rivoluzione francese ha trasportato il principio no taxation without rapresentation anche nell'Europa continentale ed ha favorito la creazione di una classe media, l'euro come strumento criminale della terza globalizzazione mira a sottrarre ai rappresentati il potere di controllare la politica fiscale e mira soprattutto alla distruzione della classe media, della borghesia, che nell'Europa è stato un focolaio di pensiero critico, nonché uno strumento di civiltà e di progresso. E lo fa perché la ritiene economicamente inutile, dato che il grande capitale pensa di poter sopravvivere oggi attraverso la classe media dei paesi emergenti, vendendo a loro beni che noi abbiamo già e quindi non compriamo più.

    Mi spiace, come molti fanno, essere identificato come uno che ha la “fissa” dell'euro, che certo è solo un aspetto del problema. Ma è un aspetto molto importante perché è il simbolo più significativo di questa politica suicida e dei suoi fallimenti. Una volta caduto il suo simbolo, verrebbero fatalmente meno a cadere tutti gli altri: è chiaro che il Mes a noi non ha portato alcun beneficio ma è servito solo alla Germania a farsi dare da noi i soldi che aveva prestato alle banche spagnole. Il giorno dopo l'uscita dall'euro potremo fare l'operazione che io scherzamene definisco stampare sulla stampante di Angela Merkel”, quella stampante sulla quale i tedeschi hanno stampato tutti i trattati europei, alimentata a rotoloni Regina. Non dimentichiamoci mai che la Germania ha sempre violato i trattati in tutti i modi possibili, a partire dal Patto di Stabilità e di crescita, violato per finanziare con spesa pubblica i costi sociali delle riforme Hartz di precarizzazione del mercato del lavoro. ...

    RispondiElimina
  24. il problema è che dall'altra parte della collina, nascosto dentro una trincea, spaventato ma arrabbiato, ci sarà "ordnassela", anche lui vittima di questa sistuazione voluta da altri

    RispondiElimina
  25. [19] Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore.
    [20] Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. 

    Lettera ai Romani, 12, 19 - 20

    Peccato non avergli potuto offrire da bere al TPS...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La giustizia divina fatico a ritrovarla sulla terra, quando il 99 per cento della popolazione mondiale si sta impoverendo e viene sfruttato , di fronte all'uno per cento che detiene il monopolio della ricchezza e del potere.

      Elimina
    2. @ Rosanna Spadini

      Se il 99% della popolazione mondiale si sta impoverendo, la responsabilità è della complessivamente imperfetta giustizia degli uomini, che c'entra Dio in tutto questo? Lasciamo le responsabilità umane agli umani e quelle divine agli dei...

      Elimina
    3. dai, non fare lo gnorri, ci giriamo tanto in torno ma lo sappiamo tutti che è colpa dell'Altissimo, altro che! è che non abbiamo i mezzi per imbastire un processo, in più il Giudizio spetterebbe a Lui. Vizio di forma! Conflitto d'interessi, complotto!

      Elimina
    4. @boh1981
      Puoi sempre innaffiargli i fiori...

      Elimina
  26. che abbiano scomodato "er patriota" forse è un buon segno. Lascio commentare il predecessore (non entusiasta dell' entrata della lira nello sme come Moro del resto ed infatti...)
    Nelle Considerazioni finali del 1979 Baffi scrisse: “Ai detrattori della Banca, auguro che nel morso della coscienza trovino riscatto dal male che hanno compiuto alimentando una campagna di stampa intessuta di argomenti falsi o tendenziosi e mossa da qualche oscuro disegno”. Anche qui a bologna oggi c' è il Sole.

    RispondiElimina
  27. i link segnalati da Bagnai a commento trasmettoni esattamente sensazione di miseria e di morte interiore: un poeta

    RispondiElimina
  28. Il problema è ... Faccio la guerra a CHI ?

    Perché se quello che succede fosse colpa di qualcuno , di un gruppo, in qualche modo identificabile sarebbe doveroso armarsi e partire. Ma contro chi andiamo ?

    Oggi ci stiamo scontrando con i limiti intrinseci delle capacità di sviluppo di un modello economico basato sulla crescita costante.

    E sarebbe bene cominciare nelle nostre teste a scindere lo sviluppo dalla crescita.

    La crescita costante che sottende a tutti i fondamentali dell'economia capitalistica (i valori di borsa sono multipli degli utili di bilancio....) si scontra con l'impossibilità intrinseca nella funzione esponenziale che il professore ha già ben illustrato.

    Se a questo aggiungete che le nostre fonti di energia sono calanti e che non si sta facendo praticamente nulla per sostituirle ma si continua a buttare montagne di denaro in deep water drilling, fracking, perforazioni orizzontali...capite bene che il nemico lo vediamo tutte le mattine nello specchio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì ma capirai che, come il prof. ha ribadito più volte, non può esservi sviluppo senza "sovranità monetaria" che garantisca controllo sulla flessibilità del cambio e che aiuti a sua volta a mantenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti: "i proventi di ciò che esporti (i tuoi crediti) devono essere sempre simmetrici a quelli che importi (i tuoi debiti)". Anche un bambino, in definitiva, capirebbe che "crescita" e "sviluppo" sono in realtà la stessa cosa e tanto l'uno quanto l'altro non possono essere finanziati se non c'è "domanda aggregata", cioè domanda di "beni e servizi" da parte della collettività (cioè NOI!!!!!). A decrescisti... persino Grillo v'ha superato a sinistra!!!!!!!!

      Elimina
    2. "...le nostre fonti di energia sono calanti..."
      Me piace questa!!!
      "Non possiamo più crescere, abbiamo esaurito le pile della terra." (questo non l'ha detto nessuno, ma qualcuno potrebbe tranquillamente averlo detto).
      Ma come si fa !!!
      Come si fa a credere a tutto quello che la propaganda di questo sistema ci propone !!!
      Siamo seduti su una palla incandescente, illuminata giornalmente da una palla di fuoco diverse volte più grande che per i prossimi 5/10 miliardi di anni non avrà altro da fare che bruciare e il nostro problema è la scarsità di energia ?
      Cercate almeno di inventare balle un po' più credibili, se ci riuscite.

      Elimina
    3. Chi vede il nemico tutte le mattine nello specchio dovrebbe avere il coraggio di abbatterlo subito

      Elimina
    4. @ noneconomista
      Solo un dubbio.
      Se avessi creduto a quel che raccontano sull'Euro non sarei qui.
      Non ho creduto nemmeno a chi mi diceva che ci sarà sempre energia a basso costo e non esistono problemi ambientali. Ho studiato e ho cercato le fonti e ora credo di sapere e capire come stanno le cose.
      Qui ho trovato critiche motivate a una facile soluzione (decrescita), ma non la negazione dei problemi.
      Per cui vi consiglio di approfondire.
      Per quanto riguarda l'energia quel che dici è vero, così come lo era già per i dinosauri.

      Elimina
    5. @Lorenzo.
      Intanto non ho capito bene quale è l’unico dubbio che hai.
      A proposito della negazione dei problemi: è ovviamente una pratica ingenua e banale, oltre che non porta da nessuna parte.
      Non ho capito se sei d’accordo con la logica della decrescita oppure no.
      Cosa c’entrano poi i dinosauri con la disponibilità di energia.
      Provo a spiegarmi meglio:
      In giro per il mondo si stanno affermando convinzioni secondo le quali il nostro sistema di sviluppo sarebbe ormai diventato insostenibile. Perché ?
      Perché consumiamo troppe risorse, inquiniamo troppo, causiamo l’effetto serra, distruggiamo l’ozono, il petrolio sta per finire, facciamo troppo debito pubblico etc etc.
      Ora è chiaro che a tutte queste cose si potrebbe avere un atteggiamento del tipo: sarebbe meglio riuscire a consumare meno risorse, inquinare meno, non causare l’effetto serra, non distruggere l’ozono, consumare meno petrolio, fare meno debito pubblico.
      Questo sarebbe in parte molto ragionevole e di buon senso, anche se per esempio la questione dell’effetto serra non è per niente chiara, non si capisce come mai per consumare meno petrolio e risorse per l’energia in genere, progetti come quello delle centrali elettriche a specchi sviluppate da Rubbia vengono praticamente nascosti, oppure non si promuove l’uso della energia geotermica, a proposito del quale argomento potrei segnalare che bastano circa 100m di tubo interrato per riscaldare e raffreddare un appartamento risparmiando l’80% di energia.
      A proposito del debito pubblico il prof. ci spiega come la questione venga presentata quantomeno in maniera estremamente distorta.
      Se poi a dirci che il petrolio sta finendo sono quelli che lo producono e vogliono tenere il prezzo alto, quelli che ci dicono che le il nostro debito pubblico è insostenibile sono quelli che ci vogliono vendere un mutuo privato a condizioni molto meno favorevoli, se a dirci che consumiamo troppe risorse e che non è possibile sostenere un sistema a crescita infinita sono quelli che ci vogliono convincere che non c’è lavoro per tutti e che quindi dobbiamo adattarci a vivere con uno stipendio dimezzato, almeno per ora, poi dopo anche peggio.
      Permetti che a me venga qualche dubbio, non è che ci raccontano tutta una serie di novelle?
      Magari mi sbaglio.
      Una ultima osservazione: consiglialo a me di approfondire, non a noi che io qui parlo a nome mio, tra l’altro il padrone di casa è anche spesso in non completo accordo con me, non vorrei che “er cavajere nero” s’encazzasse!

      Elimina
    6. Il dubbio volevo fartelo venire, e il consiglio era rivolto a te, mi scuso se non sono stato chiaro.
      Ho cercato di rispondere alla considerazione che dire "le nostre fonti di energia sono calanti" sia una balla.
      Sulla decrescita la penso come il nostro ospite.
      A dirci che c'è abbondanza di petrolio e che bruciarlo non ha effetti sono quelli che lo producono per il solo fatto che, se ci rendessimo conto che così non si può andare avanti, tutti i loro enormi investimenti e profitti svanirebbero in una generazione. E' un caso di operatore economico che tutelando razionalmente il proprio interesse immediato non esita a farci rischiare la fine dei dinosauri.
      I prezzi sono alti perchè i combustibili fossili a basso costo sono ormai finiti e stiamo raschiando il fondo del barile.
      A sostegno di quest'ultima affermazione, tra i tantissimi documenti, consiglio ad esempio questo, recentissimo, sul fracking della nostra amata CE. Vi si suggeriscono tecniche ad elevato impatto ambientale e di durata limitata nel tempo - fondo del barile - per far estrarre combustibili fossili a chi già li estrae, ma con l'intenzione di "diventare nel lungo termine un'economia a bassa emissione di carbonio". Se questa fosse la vera intenzione, perchè non partire subito?

      eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2014:0023:FIN:it:PDF

      In sintesi, io penso che esista un ordine di problemi (risorse, ambiente, popolazione, ecc.) superiore a quelli finanziari, ma che necessariamente dobbiamo partire da questi (euro, ritorno della politica, ecc.) per poter anche solo pensare di affrontare quelli.

      Elimina
  29. Le guerre non hanno mai liberato i Popoli! In questi post si sono fatti i nomi dei Erodoto, Tucidide, che sono storici dall'antichità, ebbene, proprio loro hanno tramandato storie di guerre di conquista, guerre civili di conquista ad appannaggio dei governanti, del potere economico. Anche di uno storico della Repubblica di Weimar ,affossata ,anche dalle nazioni vincitrici della 1 guerra mondiale, facendo pagare al popolo gli errori dei detentori del potere. Purtroppo, solo i filosofi pagano con la vita il rispetto per sé stessi, per le loro idee; mentre i popoli pagano con la loro vita per mantenere i privilegi dei potenti.
    Se la Germania è diventata una potenza economica, lo si deve a quei governanti delle altre nazioni che hanno abdicato, per ignoranza gli uni, per precisa volontà gli altri, in favore dei mercati e del capitale. Il capitale si è sempre alimentato con le Guerre l'unico! Unico Vincitore!
    Quindi, lasciamo perdere le guerre. Prendiamo visione dei nostri mezzi, non abbandoniamoci alle disillusione; si può ancora fare, questo blog lo fa, e poi si vedrà ,ricordando che solo con lo studio , con la conoscenza si può cambiare lo stato delle cose...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tutti su Piddinia dove le guerre cattive non hanno mai liberato l'uomo dallo sfruttatore, dove la gente fa la guerra perchè è troppo stupida e fa l'interesse del capitalista. Unico vincitore. Unico unico ripeti unico univincicotore unicotorevinco. Unico vincitore. L'uomo è proprio una creatura stupida che combattendo penza di liberarsi invece fa gli interessi del capitale!

      Elimina
  30. Ad Alessandro dico che anche io non avevo mai sentito il bisogno di "sentire" la storia da cui proveniamo, ma questa estate sono entrato nel municipio di Cuneo a leggere l'epigrafe di Calamandrei con mio figlio. Dovevo spiegare a me, prima che a lui, tante cose, dovevo convincermi che la storia non è scritta, non ancora almeno.

    Lo sappiamo tutti che non siamo alla Bastiglia, ma forse ci stiamo avvicinando agli Stati Generali. Se fossero meno ottusi alla "salmonata" leggerebbero i commenti in calce alle veline di che pubblicano ormai quotidianamente. E capirebbero che tira una brutta aria per Maria Antonietta Napoletano ed i suoi paggi. Ormai sono costretti a non pubblicare più i messaggi apertamente ostili alla linea editoriale e a cancellare decine di post su facebook. Cancellare i messaggi su un social network, se non è paura questa !

    RispondiElimina
  31. @Pietro Piu: Ananke, la necessità...l'ente più potente del cosmo, anche i piddini ai tempi del veltro credettero di obbedirle confondendola però con "Ma anche"...poi guarda come sta andando...

    RispondiElimina
  32. Me lo sono sempre chiesto anch'io: quando e' il momento di partecipare a un conflitto? E' necessario che io abbia chiaro chi sia il nemico altrimenti rischio di tornare al punto di partenza con molta confusione in testa e delle vittime sulla coscienza. Ricordo col groppo in gola lo spezzone di Uomini Contro che mi e' rimasto impresso nella memoria fin da ragazzino dove gli stessi nemici implorano i nostri di smetterla e Volonte' che grida che in nemico e' fra i nostri. https://www.youtube.com/watch?v=TbCj1qsjhI8
    So anche che una volta capito chi sia il nemico la guerra e' gia' vinta...

    RispondiElimina
  33. OT - Non so dove stia di casa la corruzione, ma un Magistrato (sospetto piddino) deve aver pensato seriamente che la Societa' per cui mi onoro di lavorare fosse coinvolta (e che anch'io fossi coinvolto) in qualcosa di illecito.
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/tangenti-negli-appalti-indagato-presidente-agenzia-spaziale-989746.html
    Da stamattina alle 8:00 ho assistito 7 finanzieri a perquisire il mio ufficio, il mio computer (nonche' ad acquisire copia tutte le mail di lavoro) ed a fornire dati e spiegazioni su numerosissime pratiche commerciali, contratti e fatture (risalenti fino al lontano 2004).
    Sono esausto ma contento di aver potuto dimostrare la specchiata correttezza di tutti gli atti e volendo riflettere a caldo sugli eventi appena trascorsi mi domando:
    1) Come e' stato possibile che la notizia sia stata diffusa dai giornali proprio MENTRE era appena iniziata la perquisizione (probabilmente anche prima)?
    2) Perche' gettare fango in questo modo osceno (il danno di immagine della Space Engineering dubito che potra' mai essere completamente sanato) su uno dei pochi comparti che ancora costituisce motivo di vanto e di lustro per l'industria Italiana nel mondo?
    3) Possibile che una societa' oggetto di IDE da parte di Airbus Defense & Space nel 2012 (la due diligence e' durata piu' di un anno!) possa essere mai stata corrotta?
    Dal 1989 abbiamo superato senza macchia:
    1) 5 audit della EC (a fronte di circa 10 progetti R&D FP);
    2) 1 audit della Corte dei Conti Europea (avente per oggetto lo stesso progetto auditato in precedenza dalla EC);
    3) 5 controlli della finanza;
    4) almeno 4 audit (periodici) della European Space Agency.
    Dubito che altre aziende concorrenti in Europa, Tedesche o Francesi, abbiano mai dovuto affrontare controlli cosi' numerosi.
    Il fatto per me innegabile e' che lo Spazio e' rimasto uno degli ultimi settori industriali capace di elaborare autonomamente politiche industriali di interesse nazionale e che non e' stato ancora completamente svenduto (a mezzo IDE).

    A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca (Giulio Andreotti)






    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che dici, preparo il tè coi biscotti? Verranno anche da me, tanto...

      Elimina
    2. Siccome sono venuti senza viveri (e la cosa si capiva che sarebbe durata fino a sera) ho chiesto al capitano se si potevano offrire dei panini (per il te' non ci ho pensato, magari sara' per la prossima volta).
      Suggerisco quindi di tenere a portata di mano il numero della rosticceria di fiducia...

      Elimina
    3. Eh, ma questa è corruzione! Mi sei anche reo confesso...

      Elimina
    4. La mia solidarietà personale.
      All'inizio degli anni 90 lavoravo al piano di sotto (Cap Gemini Sesa).

      Elimina
    5. È una vergogna. Qualcuno vi vuole sicuramente fare a pezzi. Questo paese è completamente in stato confusionale. Le trasmissioni d'infoprmaziione politica (si fa per dire) di rai3 e la7 fanno vedere continuamente piccole e medie imprese in difficoltà che vengono ulteriormente massacrate dal fisco, dalle tasse, dagli adeguamenti ecc ecc. Ma il pubblico cosiddetto 'progressista' non ha ancora capito che è una politica deliberata di assassinio della PMI? Non hanno ancora capito che lal 'mission' del governo monti e letta è creare diosoccupazione? (Tanto poi ci pensa renzi a rioccuparli col 'job act'). E se un'azienda va bene e non si riesce a svenderla? Niente paura, c'è la morale, l'etica, la trasparenza, la correttezza, che vengono praticate iln tutta europa, ma che dico?, dappertutto tranne che in Italia. È un gioco talmente semplice che mi chiedo cone faccia la popolazione a non accorgersene. Naturalmente vorrei tranquillizzare tutti: so benissimo che la corruzione esiste, ma so che esiste anche altrove, e soprattutto sappiamo che non risolve un sistema economico-monetario sbagliato.

      Elimina
    6. Super OT - Ma certo che l'attacco e' contro la Space Engineering, come e' certo che l'attacco viene da lontano e che e' mirato in primis a far deporre il Presidente (oggi infatti dimissionario) dell'ASI Ing. Enrico Saggese (che conobbi la prima volta quando fui assunto in Telespazio nel 1985).
      La Space Engineering viene (anche) oggi calunniata in maniera strumentale solo perche' tra i soci fondatori nel 1989 c'era anche l'Ing. Saggese (che lascio' la Direzione Generale della Societa' e restitui' le quote di possesso nel 2001, anno in cui entro' in Finmeccanica per assumere la carica di Amministratore Delegato di Telespazio).
      La faccenda dei presunti interessi occulti di Saggese nella Space Engineering fu oggetto a piu' riprese di interrogazioni parlamentari e di una campagna diffamatoria culminata nel 2012 su questo blog della Stampa.
      http://www.lastampa.it/2012/01/27/blogs/me-ne-vado-nello-spazio/space-engineering-ci-scrive-f0IEVarJ5TWZwaUr6QXDeO/commenti.html
      Il curatore del blog capi' anche lui all'epoca di essersi prestato ad una campagna di diffamazione e per evitare grane legali chiuse la 'discussione' con un atto di imperio.
      Tutta fuffa era allora e merdaccia e' diventata nel frattempo, solo che oggi, per motivi a me ignoti, il Magistrato ha pensato bene di dare credito alle accuse dell'epoca.
      Se fossi malpensante potrei sospettare perche' Saggese viene da AN ed oggi quella parte politica e' finita ai margini dei giochi di Governo.
      E' una delle caratteristiche di questo per altri versi grande Paese:
      distruggere l'immagine e la reputazione di chiunque abbia cercato di fare qualcosa di buono (ed aver contribuito alla nascita di una azienda di ingegneria hi-tech, che nel tempo e' passata da 8 a 150 addetti, di cui oltre 110 laureati in ingegneria, matematica e fisica, io per esempio la considero una cosa buona).
      Quello che il 99.999% degli Italiani (e degli ortotteri) non comprende e' che una cosa e' il 'beneficio privato' del controllo di una azienda o istituzione, altra cosa e' il buon governo della stessa.
      E' fisiologico che chi ricopre cariche elevate cerchi di massimizzare il 'beneficio privato' del controllo (che e' perfettamente legale ma moralmente criticabile) ma quello che alla fine conta veramente e' il 'beneficio 'pubblico', cioe' quello di tutti gli altri soggetti economici.
      Diceva Andreotti (mi duole citare quel gran fijo de' na' signora, ma grande politico): preferireste nominare un amministratore onesto ma incapace ed incompetente oppure uno disonesto ma capace e competente?
      In termini di 'beneficio pubblico' chi mai potrebbe scegliere il primo tipo?
      In termini antropologici per me il dramma odierno e' che il PUDE seleziona solo soggetti del terzo tipo: disonesti, incapaci ed incompetenti.



      Elimina
    7. Luca, dici solo cose sagge, assennate e realistiche, che le persone equilibrate, e vagamente esperte del mondo, non possono non condividere. Ma questo è un paese ormai asservito, in cui esistono economisti che si danno la pena di spiegarci che la Bundesbank si preoccupa di rimettere le cose a posto in Italia, diciamo così disinteressatamente! Chi lo spiega a questi ineffabili individui che da circa un quindicennio ci stanno facendo a pezzi, perché siamo (eravamo?) i veri concorrenti delle maggiori economie europee? Naturlamente a colpi di moralità.

      P.S. Vi siete accorti che nelle società europee ormai non esistono più tabù? Ci possiamo accoppiare come vogliamo, in Francia spiegano ai bambini tutto del sesso, spiegano che cosa è una fellatio (sono colti i francesi, faranno leggere subito ai loro pargoli il Catullo più cruscante 'Irrumabo ego vos et paedicabo'), per non parlare della parità, del relativismo, del natale che non si può più celebrare tradizionalmente, per non escludere nessuno ecc ecc. E' tutto condivisibile, naturalmente. C'è solo una cosa di cui non ci parla mai nessuno in maniera approfondita (e non sarebbe nemmeno necessario aver studiato il latino): l'ECONOMIA

      Elimina
  34. Creano le condizioni perchè gli interessi delle nazioni confliggano e noi popoli europei dovremmo ancora comportarci come masse "inerziali"? (Inerziale, sconfinamento. In fisica dei plasmi, tecnica per raggiungere le condizioni necessarie per un significativo rilascio di energia da reazioni di fusione nucleare. Consiste nell’impiego di potenti sorgenti impulsate di energia (laser) che comprimono sino ad altissima densità e fanno quindi implodere elementi di combustibile. Se al termine dell’implosione si raggiungono determinate condizioni di densità e temperatura si innescano reazioni di fusione e si ha una rapida esplosione del combustibile. Il termine confinamento i. deriva dal fatto che, a causa delle elevatissime pressioni in gioco (si mira a raggiungere centinaia di miliardi di atmosfere) il materiale reagente non può essere contenuto da alcun recipiente o campo esterno; rimane quindi confinato solo dalla sua stessa inerzia (per un tempo dell’ordine del rapporto fra le sue dimensioni lineari e la velocità del suono al suo interno).

    Finora è stata questa la SStoria….ora basta. Ci hanno trattato come topi in gabbia portandoci a reagire sempre secondo i loro programmi: i fascismi, i comunismi, gli interessi economici, l'amor di patria o anche l'internazionalismo e poi democrazia, autoritarismo, guerre, pace... anche quella programmata.
    Ma se dovessimo rifondare questo mondo liberi da qualsiasi influenza, senza più nessuno che ci dice come interpretare la vita e noi stessi, senza più i filtri del bene e del male (concetti manipolati per favorire questa o quella circostanza), solo facendo affidamento sulla nostra sensibilità e intelligenza....

    RispondiElimina
  35. Mi hanno riferito che oggi, "Oni", detto anche il Barisone(X) leggasi BarisoneDiX ha esternato.
    Ha tirato in ballo i soliti slogan sulle sventure (per noi tutti) nel caso uscissimo dall'euro.
    Mi dicono che, restando serio, "Oni", ha citato uno studio dell'azienda che gli paga la pagnotta (finchè dura) dove si dimostrerebbe che l'uscita ci costerebbe... udite udite una perdita del -30% di PIL.
    Problema, lo studio è una incognita [Barisone(X) appunto] non si sa dove sia ho fatto una breve ricerca (poi mi sono rotto) [qui] nulla!
    Per onesta ho trovato pure che scenarieconomici.it aveva già scritto di questo fantomatico studio [qui] sicché scopro che non è una cosa nuova nuova ma è una balla che gira come minimo dalla primavera scorsa.

    Il podcast in mp3 lo troviamo [qui] dal min 26.40, 30.00 "Oni(X)" si sfoga pure su Borghi, Bagnai, et.al.

    RispondiElimina
  36. tralascio - momentaneamente -la guerra, argomento serio e da trattare con mente ed animo freddi, e segnalo i commenti sul sito del 24ore all' articolo: sembra di essere sul blog ...er cavajere nero sta a diventa' mainstrimme..

    RispondiElimina
  37. A me ricorda quel forte, disperato senso di riappropriarsi dei propri spazi cos' folgorante nel Partigiano Johnny di Fenoglio.
    Una morte che porta con sè una rinascita. Ma siamo tutti consapevoli che la morte potrebbe essere la nostra e la rinascita di altri? Dei propri amici, compagni, familiari della propria comunità (anche nazionale), anche di chi ci ha portato o ha permesso di arrivare a questo punto.
    Non sono d'accordo con orizzonte48. Il suo è un pessimismo che pare avere orizzonte troppo limitato. Può anche avere ragione. Ma è un pessimismo che ha portato tante persone a togliersi la vita negli ultimi tempi. Persone a cui era stato tolto il sogno, la sicurezza, la possibilità di guardare con tranquillità almeno entro i propri spazi.
    L'unica è mettersi di traverso, vero prof?, non dargliela vinta.
    Altrimenti, il baratro è dietro l'angolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "...anche la disperazione impone dei doveri
      e l'infelicità può essere preziosa
      non si tema il proprio tempo
      è un problema di spazio...
      ...
      la mia piccola Patria
      dietro la Linea Gotica
      sa scegliersi la parte..."

      Linea Gotica - CSI - dedicata a Beppe Fenoglio

      (lo so, Prof, musica di merda per lei...)

      Elimina
    2. E tutt’e quattro tacquero, dipingendosi in mente la sua pacifica riva, nella sua pacifica nudità preinvernale, le sue pacifiche acque nella loro pacifica nudità preinvernale, le sue pacifiche acque nella loro pacifica preinvernale crudezza, pacifico doveva suonar l’angelus dalle sequestrate parrocchie sull’altra pacifica riva, e doveva pur esserci, lontano dalla riva e dalle strade, una pacifica fattoria, con gente pacifica e leggermente ottusa, che gli facesse un cristiano cenno di arrampicarsi sul fienile e lassù avvilupparsi tutti in un pacifico santuario di fieno, con appena un piccolissimo tunnel per il respiro.

      Elimina
  38. Colonne sonore antifrastiche:
    1) "Fratelli d'Italia" mentre Napolitano insedia Monti
    2) "Bella Ciao" mentre i piddini regalano le riserve auree della Banca d'Italia ai banchieri privati

    Non c'è due senza tre: attendiamo il "Veni Creator Spiritus" per l'insediamento dell'Anticristo sul trono papale.

    RispondiElimina
  39. Padoa Schioppa, Ciampi ... Bah ... Proprio in questi giorni stavo leggendomi un libro di uno de passaggio, testo che mi consigliò lei professore, "Esortazioni e Profezie" ... E meno male che la storia non ha nulla da insegnarci e che, come diceva Ciampi, "la globalizzazione ha cambiato gli uomini, i popoli e il loro modo di agire, di pensare e, direi, perfino di sperare" ...

    RispondiElimina
  40. Salve Professore,

    Potrebbe, gentilmente, smontare punto per punto questa ricerca di confindustria.

    http://www.confindustria.it/studiric.nsf/e5e343e6b316e614412565c5004180c2/8ddee0ec696350b6c1257a3e003421aa/$FILE/Nota%20CSC%202012_4.pdf

    Io ho trovato diverte criticità in quest'analisi di circa 6 paginette.

    Questa "autorevole" ricerca è stata citata dal sole 24 ore di ieri e oggi ripresa da Ciampi in gran stile.

    A me pare che ci siano un sacco di imprecisioni.

    ESEMPIO:

    Sostengono il fatto che un eventuale svalutazione domestica, comporterebbe la contestuale svalutazione di tutti i partner europei facendo svanire di fatto tutti i vantaggi derivanti dall'utilizzo del: "vecchio arnese del tasso di cambio"*



    Ma, quindi, esportiamo solo in Europa??! e la CINAAAAAA o l'AMERIKA ora che sarebbero utili che fine hanno fatto?

    non trova ci sia qualche anomalia?

    *Ho inserito le virgolette perchè in confindustria uno dei più grandi strumenti macroeconomici lo definiscono così.

    Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, le risposte sono tutte già nel libro, e comunque se questo è uno studio basto pure io, che sono beato, a smontarlo:

      Punto 1: si considera l'effetto delle "filiere globali" solo per quanto riguarda l'import, e non l'export. Il caso cinese non regge perchè abbiamo ancora, in Italia, una notevole differenza di valore aggiunto rispetto alle fabbriche-cacciavite cinese, a meno che a Confindustria non risulti che produciamo solo "maglioncini"....

      Punto 2: Con l'attuale sottoutilizzo della capacità produttiva, sia in termini di impainti che di forza lavoro, la necessità di "credito" per gli "investimenti" necessari a far ripartire le imprese mi sembra, fantozzianamente, una "cagata pazzesca".

      Punto 3: Vedi punto 2, comunque nessuno si aspetta benefici dall'oggi al domani.

      Punto 4: Credo di avere capito che il prezzo di una valuta viene stabilito dal mercato sulla base del saldo delle partite correnti, almeno nel medio periodo, non è un atto politico d'imperio, SVALUTARE, E SVALUTEREMO! Quindi si raggiungerà un equilibrio nei cambi tra le valute che rifletteràle posizioni dei diversi paesi relativamente ai rispettivi CA (i.e., la germania non potrà "svalutare di più").

      Punto 5: Non applicabile per l'Italia. Punto.

      Punto 6. Materieprimismo. No comment, vedi post recenti.

      Non vedo il famoso -30% di PIL citato da Herr Squinzi, che del resto ha i suo maggiori interessi FUORI dall'Italia (39 stabilimenti contro 7), e forse proprio per questo ha dichiarato oggi di essere un sostenitore del Fogno.........

      E come sempre, se ho scritto cazzate, me coriggggerete (e lo dovete fare voi, perché se aspetto il Barisone....)

      Elimina
    2. maldestra manipolazione dei dati: il primo mercato di sbocco della manifattura del nostro paese è sì la Germania, ma il secondo sono gli USA. Visto che cinque anni di saldi commerciali negativi coi tedeschi dovrebbero dire qualcosa sull'andamento delle nostre esportazioni laggiù, la crescita che c'e' stata è stata quella degli export fuori eurozona (ho la vaga impressione che Prodi abbia adocchiato quei dati quando ha parlato di un euro a 1.1 sul dollaro - che ovviamente non aggiusterebbe i saldi col partner numero uno, ma col partner numero due sì, eccome, ed io ne so qualcosa). Quando parlano degli effetti disastrosi dell'uscita forse si dimenticano quanto scrivono sul loro organo di stampa: La crisi ( o l'euro, mi chiedo io) costa all'industria italiana 25 miliardi di ricavi nel 2013 . Peggio di così non saprei.

      Elimina
    3. Siamo diventati tutti un po' Tedeschi,tranne i Francesi nell'area euro.I problema non si è risolto,si è solo spostato dall'area euro a non euro.Dopo tutto è inutile,il problema si fa uscire dalla finestra per ripresentarsi dalla porta.Bravi bravi,consolatevi della vostra bella vittoria pirrica!
      « Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che "un'altra vittoria così e si sarebbe rovinato".Vittoria di Pirro Wikipedia

      Elimina
  41. Se vabbè. La cosa più divertente è che il commento di ALESSANDRO13 è stato fatto al post Capire. Col che capiamo che Alessandro, pur volendolo classificare tra i bravi ragazzi, non ha capito un granchè.
    Uno gentilmente ti spiega com'è che si arriva ad una guerra e quello ti risponde: adesso ho capito quali motivazioni possono spingere un uomo a partecipare a una guerra.
    Con ciò volendo intendere che quando il “bobolo” non ce la fa più si arma e...
    Vi piacerebbe pensare che siete così eh? Che se vi arrabbiate succede... che succede? Niente. Vi hanno calpestato. Poi vi hanno calpestato di nuovo, e poi di nuovo e poi di nuovo e poi di nuovo ancora. E voi come atto di ribellione estrema avete postato su facebook le foto delle vacanze e avete fatto la coda per gli iphone al fuori tutto.
    E se per caso vi venisse in mente di dire: “io no, io ho fatto diverso”. Beh sappiate che io vi credo, però nel frattempo tutta la vostra famiglia e tutti quelli che conoscete NON facevano come voi. Anche perché, altrimenti ci troveremmo in una condizione diversa ora, no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh! Ci mancava un vero rivoluzionario.

      Elimina
    2. Macchè rivoluzionario. Basta aver fatto qualche lotta nella vita che si impara presto a relativizzare la propria importanza. E si impara pure che mentre tu resisti gli altri ti dicono “bravo bravo” e stanno prenotando la vacanza.

      Elimina
    3. Un problema che ho risolto in un modo molto semplice: bravo me lo dico da solo, e vado avanti.

      Elimina
    4. Convengo, apprezzo e, quando cerco di lasciare la mia “traccia” su questo pianeta, faccio uguale. Però ancora mi scappa un po' da ridere quando sento parlare de “il bobolo...” “la gggente...” “le masse...”. E quindi una volta ogni tanto sghignazzando lo ricordo, a beneficio di quelli che forse non lo sanno: “li potete tutti trovare di fronte alla televisione che oggi c'è la partita”.

      Elimina
    5. Guarda però che qui alle masse non ci crede nessuno. Forse sei passato dal sito dei marxisti dell'Illinois? Attento perché ci stanno spiando! Ogni volta che pubblico qualcosa di qualcuno che sembra di sinistra loro lo chiamano e lo cooptano. Praticamente sono diventati una cartina al tornasole, come La Gabbia: uno di quei posti nei quali, quando uno ci va, sai che nella tua agenda si è liberato un numero...

      Elimina
    6. Può anche darsi che vi sia un nesso tra la privatizzazione della banca d'Italia e lo share delle partite di calcio in tv, anche se credo che una tale teoria avrà un non so che di fumoso.
      Credo che le partite in tv dovrebbero potere continuare ad essere trasmesse anche dopo la rinazionalizzazione della suddetta banca, per chi volesse vederle.
      Se puoi illuminarmi su tale teoria o tesi son tutt'occhi.

      Elimina
    7. Ti scappa da ridere se si parla di masse, e poi ne fai una chiara catalogazione, secondo la tua esperienza di vita. Ne hai facolta, però non sai nulla né di Alessandro né di nessun altro, tantomeno cosa rappresenta per ognuno di loro affrontare una guerra dove nessuno spara, anzi ti sorridono anche. Per me può significare mantenere non solo un figlio, ma anche dei genitori appena sesantenni che si sono ritrovati improvvisamente poveri, resistendo grazie a strumenti appresi, qui che mi permettono di affrontare la crisi, ragionando sulle scelte e mettendo in conto la deflazione. Ma in fondo che te lo spiego a fare? Ragionavo solo sul fatto che preferisco sapere la moglie in fila per uno smartphone, piuttosto che in fila alla CARITAS (devi vedere qua da me come lavora a pieno regime) e anche sul fatto che la spesa per quello smartphone è magari il pasto del negoziante, ma questa è un'altra storia.

      Elimina
    8. "E quindi una volta ogni tanto sghignazzando lo ricordo, a beneficio di quelli che forse non lo sanno: “li potete tutti trovare di fronte alla televisione che oggi c'è la partita”."

      E meno male, un ritorno degli anni di piombo o di "rivendicazioni operaie", me li risparmio volentieri. Anche perché, uno sfociare in violenza di interessi conflittuali, oltre a generare vittime innocenti indipendentemente dalla matrice, comporterebbe un inasprimento dello stesso e fornirebbe il casus belli per un intervento internazionale pacificatore a truppe unificate: giusto il tempo di organizzarsi e ci ritroviamo l'Euro Sturmtruppen a guardia di posizioni strategiche. Per la Grecia è uno scenario assai probabile, un contesto simile a quello ellenico in un paese ben più popoloso potrebbe giustificare l'intervento della forza. Meglio guardarsi la partita e la F1.

      Elimina
    9. Sandro c altrove, rispondo a te nell'ipotesi che tu mi abbia chiesto lumi. Se per caso non mi hai chiesto niente invece... allargherò le braccia come di fronte al commento di alessandro13, perché vuol dire non solo che l'italiano è una vera lingua matrigna ma anche che pur non facendo altro che frequentare i social-ambienti... siete incapaci pure in quello.
      Il riferimento alle partite di calcio è solo per dire che quando qualcuno “fa” qualcosa di positivo, le ricadute positive spesso sono generali. Esempio classico di scuola: le lotte sindacali. I risultati positivi ottenuti sono per tutti. Per quelli che HANNO FATTO sciopero e per quelli che non lo hanno fatto.
      Quindi, siccome a fare le cose spesso è una minoranza che quando va bene riceve pacche sulle spalle e un armiamoci e partite (voce del verbo partire in questo caso), io ho solo indicato il posto dove in genere si possono trovare tutti i dispensatori di pacche sulle spalle. In genere sono impegnatissimi a guardare le partite (di calcio in questo caso).

      Elimina
    10. Io voto per Tiziano Longhi...

      Elimina
    11. La mia era una considerazione che deriva da una mia interpretazione dei tuoi concetti.

      Il livello del problema non riguarda alcuna lotta che possa dipendere dal fare o non fare alcune cose o dal deprecare alcune abitudini, tipo; "non facciamo questo...", "evitiamo di fare quest'altro...".

      In questo caso non serve fare lotte, seppur importanti, al livello di un sottosistema, seppur importante, come i diritti dei lavoratori o di altri sottosistemi, ma di cambiare la rotta dell'intera nave cambiando inevitabilmente il ponte di comando.
      Certo in sala macchine si sta di merda (io ne so qualcosa) e lottare a qualcosina serve, ma solo informando in modo esaustivo e convincente tutti i naviganti si potrà raggiungere l'obbiettivo di un cambio, sia di rotta che di comando, pacche sulle spalle o meno, riconoscimenti od oblio.

      Se per lotta intendi l'impegno ad informare allora fai finta che non ti abbia scritto nulla, ma dai tuoi esempi, partite di calcio e vacanze prenotate, pare di capire che il problema sia l'uniformità di comportamento (che pure è un problema), oppure la scarsa partecipazione alle lotte sui diritti (che pure è un problema).

      Come ci ha fatto capire il prof, il problema è ancora maggiore.

      p.s. è giunta l'ora di mettere nome e cognome.

      Elimina
    12. A tutti i ragazzi di questo sotto-thread. Esprimo in maniera più lineare quello che ho già espresso in maniera più... spiritosa.
      I toni lirici di alessandro13 mi hanno fatto pensare ad un ragionamento di questo tipo: messi con le spalle al muro anche i più miti possono fare la guerra (volendo io essere indulgente dico: sia vera che figurata).
      Al che ho espresso il mio pensiero, basato sulla esperienza e sulla evidenza dei fatti. E cioè che le spalle al muro ce le abbiamo tutti da un bel po'. Ma di reazioni non se ne sono viste e neanche se ne vedono. Questo FATTO ha delle ragioni (sulle quali si potrebbero scrivere delle enciclopedie), ma che all'osso sono di questo tipo: ma chi me lo fa fare a battermi per la collettività? Nel nostro modello dobbiamo considerare evidentemente anche LA massa (e non LE masse) che proprio non arriva neanche a capire le ragioni per le quali la vita procede in una certa direzione.
      Se proprio insistete io potrei anche fare un piccolo ma esaustivo elenco di obbrobri che ognuno di noi sopporta nella vita. Non parlo di piccoli soprusi. Nonnò, parlo proprio di popolazioni rovinate, territori martoriati, e tutto... a favore di webcam e di social. Mi sono perso io forse delle reazioni in grado di invertire la rotta?
      Passiamo al particolare. Massimo rispetto per le esperienze personali e le lotte quotidiane di ognuno di voi. Quello che analizzo appunto, è l'incapacità non dico di influire sulla realtà che vi circonda (anche perché questa capacita sarebbe una vera pietra filosofale), ma persino di capire attraverso quali meccanismi si possa verificare una possibilità del genere. Infatti solo ignorando del tutto le dinamiche intercorrenti fra massa e comunicazione, si può pensare che i singoli pungolati all'estremo reagiscano in maniera coordinata. Tutt'al più reagiscono in maniera scoordinata ed autolesionista.
      Il nostro ospite Professore invece, ha dimostrato di capirne assai di queste dinamiche, ed è la ragione per la quale tanto serenamente ricorda a chi gli elargisce consigli mai richiesti “se avessi avuto bisogno dei vostri consigli, voi non mi conoscereste; d'altra parte, se voi sapeste tradurli in pratica, io non sarei solo a combattere.”
      Chiudo con una piccola ed innocente battuta per Sandro Ceccato (che evidentemente era anche Sandro C altrove) da leggere rigorosamente con il sottofondo della mia risata discreta: veramente fino ad ora l'unico che ha messo nome cognome e fotografia sono io. A me se mi gugolate mi trovate di sicuro.
      Donnaragno io in genere non mi candido. Però ti ringrazio dell'intenzione.

      Elimina
    13. Comprendo l'innocente battuta.
      Non ho messo nome e cognome per te, o in tua ragione.
      L'ho messo perché aprendo una nuova mail da utilizzare in ragione dell'impegno che ho preso con me stesso nel cercare di rendermi utile, e che utilizzerò per l'unica giusta causa che mi sia capitato d'incontrare (oltre al mio egoismo sia chiaro) da che abbia ricordo e spinto dal voler dare un minimo di futuro a mio figlio, dicevo, me la sono ritrovata pronta all'uso per postare il messaggio che ho scritto prima, è tutto.

      Consentimi una recensione: mi sono fatto un giro googolando, come dici tu, dalle tue parti e ho letto un pò di cose.
      A parte i soliti luoghicomunismi sul banana, la casta, gli sprechi etc etc, non vi è null'altro che del buon cinismo (che intendiamoci, a volte fa sorridere) ma che nulla può se non constatare, punto.
      Se un giorno qualcosa cambierà in questo paese, in meglio, non partirà di sicuro da D'agostino e dalle sue aride letture (non di libri, della realtà) e dai vostri arguti commenti.

      Hai pure avuto pubblicità a gratis....o quasi.

      Elimina
    14. Sandro, volentieri ti consento la tua recensione. È giusto che chi dice cose pubblicamente, accetti il fatto di poter essere pubblicamente giudicato. Almeno per me, è un concetto che vale.
      Quindi che tu giudichi come ti pare il fatto che Dagospia utilizzi i miei pensieri per fare i suoi titoli a me va benissimo. Che tu non abbia la minima idea del peso che Dagospia ha nel panorama dell'informazione e della comunicazione in Italia mi va bene uguale. Non sarò certo io a spiegartelo qui.
      Che tu non abbia visto neanche uno dei progetti che porto avanti, già mi va meno bene. Visto che saltano fuori tra i primi risultati di google. Magari non sono di tuo diretto interesse le cose che faccio a Vasto. Ma magari se porto in Senato un progetto per eliminare tra i 5 ed i 6 miliardi di fogli di carta l'anno più un miliardo di lettere da recapitare è qualcosa che può riguardare anche te.
      Cioè, riguarda più me (perché i vostri sprechi e inquinamenti purtroppo inquinano anche me e sottraggono risorse ed energia anche a me), però i benefici di un mio risultato positivo arriverebbero fino a te. E non mi dire: ma io faccio attenzione, io cerco di inquinare meno! Perché questo lo abbiamo dato per assodato: tutti bravi ragazzi. Qua si sta discutendo della possibilità di incidere in maniera significativa sulla realtà.
      Allora la cosa che sconforta non è che tu non abbia trovato cose che mi riguardano. No, la cosa che sconforta è che tu (che per tua stessa ammissione hai appena trovato il coraggio di mostrarti pubblicamente) dici a me (che le cose le faccio veramente, mettendoci nome e faccia da un bel po' di tempo) che le cose che faccio io non produrranno cambiamenti positivi.
      Dovresti aver capito, a questo punto del ragionamento, che tu NON SEI IN GRADO di capire cosa può o non può produrre cambiamenti. Diciamo che adesso ti stai iniziando a porre il problema. Hai capito che c'è qualcosa che non va e ti va di impegnarti. Lodevole. Mi auguro che ti applichi a fondo e che tu riesca a raggiungere un obiettivo. Anche minimo. Fosse anche solo di sensibilizzazione sociale. E bada che non ti sto prendendo in giro. A quel punto, anche tu ti sarai reso conto di cosa vuol dire, di cosa costa, cercare di incidere sulla società.
      Può costare per esempio, che il primo “eroe da tastiera” che passa ti dica: Embè? A che serve quello che fai tu?
      Se permetti sulla pubblicità, relativamente a te vale quello che vale per voi tutti lettori del blog e che il Professore ogni tanto vi ricorda. Se mi fosse servita la vostra di pubblicità...

      Elimina
    15. Non mi interessa a fare a gara a chi ce l'ha più grosso (seguito pubblico, beninteso :), e neppure mi interessa incidere nella società.
      In passato ho fatto tutte quelle cose per le quali poi ti danno le pacche sulle spalle....bravo bravo.....etc etc
      A quel punto ho compreso che avevo bisogno di capire.
      Ognuno ha i suoi tempi e fa in misura delle sue capacità e possibilità.
      Ci ho messo troppo? può darsi, vedrò di migliorare, come ho sempre fatto..
      Ho evitato di propormi in maniera attiva al dilagante disfattismo fatto di caccia alle streghe (che oggi è caccia al politico) e me ne rallegro, sarebbe stato peggio capire di essere un utile idiota.
      La gara al risultato ti assicura la vittoria nei miei confronti, io spero di proseguire sulla giusta strada.

      p.s. quel che ho letto di te è quello che esce cliccando sul tuo nome, e quel che esce è ciò di cui ho parlato.

      Elimina
    16. Essendo abituato ai nomi e cognomi ti racconto un aneddoto. Giuseppe Caporale per Repubblica mi cercava per un intervista. Io avevo già parlato con ilsole24ore e la zanzara, che mi avevano trovato senza difficoltà. Ad un certo punto se ne uscì: ma è difficile trovarti, tu non sei su facebook! Il che allora era vero. Però c'è il caso che in quanto dottore commercialista e revisore legale, nonché revisore di EE.LL. io sia su tutti i pubblici registri esistenti. Ma lui che mi aveva detto di fare giudiziaria, mi aveva detto che non mi aveva trovato perché NON ERO SU FACEBOOK. Adesso che fai tu? Mi dici: ho trovato solo quello su di te. Che cosa ti dovrei rispondere? Che devi imparare anche ad usare google? Vabbè, ecco un (UNO SOLO) link. Sul mio di google esce. Vedi un po' che non te ne abbiano dato uno taroccato.
      http://www.zonalocale.it/2013/10/09/bolletta-in-un-click-in-senato-il-progetto-di-tiziano-longhi/6777

      Elimina
  42. Giusto per chiarire un aspetto, visto che si parla di guerre: non che ci potranno essere guerre guerreggiate tra nazioni, non ne sussistono più le condizioni (Fermi, Oppenheimer, l'internazionalismo etc.), le guerre che rischiamo potranno essere solo guerre CIVILI.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...che di solito sono le più INCIVILI!

      Fanno più morti i machete che i missili e forse si muore anche peggio.

      Elimina
    2. Tra l'altro, sarei portato a dire che le guerre civili non diano neppure quel vantaggio evidente nel grafico del post precedente. Mentre le guerre tradizionali comportavano un enorme dispendio di energie per rimpiazzare ciò che il fuoco del conflitto andava distruggendo su vasti teatri operativi, creando lavoro, indotto industriale e crescita almeno per chi le vinceva (che le vinceva proprio perché economicamente superiore), le guerre civili, oltre che più cruente perché meno "regolamentate", sono inutili falò che divorano la ricchezza dei paesi in cui divampano oltre che le vite di chi ci si trova implicato senza grandi impulsi economici come triste compenso. Almeno così mi sembrerebbe di dire, da non esperto in economia di guerra.

      Elimina
    3. Io aspetterei, prima di giurare che grazie all'atomica non ci saranno più guerre guerreggiate nel nostro caro mondo civile. Ex Jugoslavia a parte, segnalo che alle porte di casa c'è l'Ucraina, dove i tedeschi stanno ripetendo il giochino che gli ha portato tanta fortuna nella IIGM: il condominio anglosassoni-germanici su slavi e latini.

      Elimina
  43. La cosa più tragica è che quelli che hanno svenduto il nostro Paese e la nostra democrazia sono tutti i miti di questa pseudo-sinistra: Ciampi, Amato, Napolitano, Padoa Schioppa, Prodi. Personaggi che, non si sa per quale merito acquisito, vengono comunemente considerati dei padri della patria. A pensarci bene sembrano fatti con lo stampino: dalle loro bocche non esce mai nulla che non sia un luogo comune o una banalità edulcorata e buonista da libro Cuore. Il prossimo avviato su questa strada è "morirepermaastrich" Letta. Renzi, invece, è un po' troppo populista nell'eloquio, anche se i contenuti sono identici. Che tristezza! Purtroppo io non riesco a essere buono come il Prof e non riesco ad augurare del bene a questa gente; l'unica cosa certa è cosa li aspetta dopo la morte: Antenora, dove sono puniti i traditori della patria!

    RispondiElimina
  44. A costo di apparire troppo filosofico e presuntuoso vorrei ricordare come la conflittualità faccia parte della condizione umana, soggiacendo il più delle volte nascosta e sopita tra le pieghe della più banale esperienza esistenziale. Tutti i giorni si affrontano conflitti su piccola scala e in ambiti molteplici, sia al di fuori che all’interno di se stessi; quando la moltitudine di micro-conflitti polarizza in una direzione e condensa, ecco che deflagrano le guerre di Von Clausewitz, ovvero quelle che manifestano i botti e il sangue innanzi agli occhi. Eraclito, nel dire che “La lotta è la regola del mondo e la guerra è la madre di tutte le cose e di tutte regina” non intendeva per forza di cose esser d’accordo e sostenere codesta situazione, pur tuttavia l’osservava come costituzionale. È uno dei motivi per cui sono decisamente poco incline a parlar di sogni da difendere o realizzare; un altro me lo fornì recentemente proprio Bagnai allorché da Paragone (se ben ricordo), all’insulso Boccia (per il quale gli F35 non servono alla guerra ma alla protezione civile…) che parlava di sogni da consegnare ai propri figli, rispose perentorio che i sogni li fanno coloro che dormono o sonnecchiano. In luogo dei sogni, dunque, preferisco parlare di opportunità e possibilità; talvolta è un bene che sian vanificate entrambe, talaltra no, soprattutto se accade che lo siano per causa di chi vuol realizzare acriticamente le proprie, passando indebitamente sulle altrui. I sogni individuali raramente coincidono, le possibilità potrebbero, e avrebbero qualche chance in più per regolar quella regina di cui diceva Eraclito. Forse proprio a ciò si riferiva il noto detto latino del “para bellum”: più che preparare continuamente la guerra da guerrafondai, esser costantemente “preparati” ad essa per mantener la pace. Ma al di là dei sogni, ritengo comunque notevoli le considerazioni di ALESSANDRO13, soprattutto in chiusura: che si difenda il proprio IO o lo si cambi, l’iter consequenziale sarà medesimo – meglio cambiarlo consapevolmente allora, io dico, (magari perderlo e scoprir che v’è dell’altro), seguendo tuttavia le proprie disposizioni e ispirazioni più remote, non soggiacendo supinamente a bieche imposizioni d’altri; se ciò conduce ad esser consapevoli che pure la morte può trasmutare in vita (e levo tanto di cappello per questa presa di coscienza), divien pur vero l’incamminarsi verso una qualche liberazione, che meglio si paleserà cammin facendo.

    RispondiElimina
  45. semi OT: "Servizio Pubblico" come sottofondo (mentre faccio altro) e sento minuti di blablabla inerenti ad aziende super competitive che vengono delocalizzate e tante domande del tipo "ma come mai?", "ma quale sara' il motivo?" e le tante conseguenti fantasiose ed ipotetiche risposte....ce ne fosse uno che anche per un solo secondo abbia fatto riferimento alla moneta unica...incredibile.
    A forza di caricare la molla con disinformazione e negazione si rischia che poi scivoli dalle mani sprigionando tutta l`energia in pochi attimi...Guerra?

    RispondiElimina
  46. E' difficile elaborare il divario fra la dichiarazione dell'ex-Presidente della Repubblica e il post di ALESSANDRO13, che vede un cielo di piombo laddove gli si era promesso un fogno.
    Dice Ciampi: "Il mondo è un altro rispetto a quello dell'Italia della lira: nulla procede più secondo quelle dinamiche e quelle attese. La globalizzazione ha cambiato gli uomini, i popoli e il loro modo di agire, di pensare e, direi, perfino di sperare."
    C'è una specie di allucinazione demiurgica, un reload del big bang, un Ansatz antropologico preso come assioma, che ha tre conseguenze:
    (1) cambiando moneta, tutto è cambiato, E QUINDI bisogna fare tabula rasa dei modi di pensare personali ereditati e delle memorie collettive;
    (2) il mondo è cambiato rispetto all'Italia della lira, E QUINDI l'Italia si deve adeguare;
    (3) d'ora in poi il cliché comportamentale, il modo di agire, di pensare e di sperare è quello dettato dalla globalizzazione.
    Perciò il cittadino europeo ideale, secondo il senatore a vita, è una sagoma standard, senza memoria, e perfettamente omologata dalla globalizzazione.
    Quindi Alessandro è un'anomalia statistica, un caso isolato, il cui dovere è di recepire il fogno, dettato dall'Olimpo europeo.
    Però, nella stessa intervista si ammette che è un sogno realizzato in maniera imperfetta (l'OCA zoppa, ecc.), e su questo l'ex-Presidente (insigne economista) e gli altri politici nostrani euro-fedeli non possono chiamarsi fuori.
    Quindi, se gli altri passaggi per realizzare un'OCA sostenibile (unione fiscale, ecc.) erano deliberatamente ignorati (cioè erano assenti dalle agende politiche di tutti i premier della UE), allora tutti erano ugualmente complici di coloro che puntavano alla sola unione monetaria, ovvero le economie forti del Nord-Europa e la finanza internazionale che le sponsorizzava.
    Perciò un fogno nato male e lasciato marcire nella sua incompletezza si è trasformato in un incubo, che ha lacerato, con una progressione diabolica:
    (a) a continente fissato: le economie dei paesi periferici rispetto al centro Europa;
    (b) a paese periferico fissato: le classi subalterne rispetto alle classi dominanti;
    (c) a classe subalterna fissata: le famiglie al loro interno, giovani rispetto a vecchi.

    Il dramma di Alessandro è purtroppo l'ultimo anello di questa cascata di effetti, che chi frequenta questo blog ha ormai ben chiara, con le responsabilità politiche ormai ampiamente accertate e documentate.

    Lo scoramento è una reazione umanamente comprensibile, ma vorrei focalizzare l'attenzione su alcuni punti:
    (1) il mainstream è alla frutta, se scomoda senatori a vita per cercare un'ultima legittimazione;
    (2) comunque si voti e si scelgano i nostri rappresentanti (a Bruxelles o in Italia), dobbiamo scrutinarli con cura, per verificare che posseggano almeno i rudimenti cha abbiamo acquisito noi, qui;
    (3) occorre introdurre qualche "metodo ingegneristico" all'interno della politica; non è ammissibile che, oltre vent'anni dopo aver iniziato una costruzione (l'OCA europea), ci si accorga e ci si lamenti che è rimasta incompiuta (oops!), e che per questo motivo si sia disintegrata l'economia di un intero continente (meno una nazione, cosciente di essere nazione, e che ha continuato a comportarsi da nazione, tanto che ha riunito i due pezzi della stessa nazione...); la politica si deve riappropriare, assumendosene la responsabilità, di un po' di "tecnica" (dalla macroeconomia alle lingue straniere alla storia, come kit minimo, oltre al diritto costituzionale, che dovrebbe già conoscere...) e di esercitarsi nel ciclo virtuoso decido-pianifico-faccio-verifico-imparo-(ri)decido-ecc., che "converge naturalmente" a un risultato tanto meglio e tanto prima quanto migliore è la qualità dei nostri rappresentanti; costoro, chiunque saranno, dovranno avere un obiettivo comune: riportare l'economia reale a prevalere sulla finanza speculativa.

    Un abbraccio ad Alessandro, nella certezza che vedrà tutte queste cose.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tutto condivisibile, solo... una preghiera, DiVargas: nella "selezione del politico", prima di preoccuparci della conoscenza delle lingue straniere, facciamogli un test per vedere se conosco sufficientemente l'italiano... ché la situazione è troppo spesso disperante. E anche per non togliere lavoro ai simultaneisti...

      Elimina
    2. Postilla.
      Sentite qui un esempio vivente di
      logica eurista.

      Stimolato da due ottime domande di A.M. Rinaldi e dall'accorato appello di un imprenditore fra il pubblico, Topolino, dopo un ragionamento degno della Bottiglia di Klein, conclude, con tono beffardo: "Meno giuristi e più ingegneri, auguro all'Europa!", ammettendo per paradosso l'inconcludenza e le contraddizioni della classe politica di cui ha fatto (e fa ancora) parte.

      Mentre Marconi, Agnelli (Giovanni senior), Ferrari, Olivetti, Mattei (tutta "ggente de passaggio") si rivoltano nelle loro arche funebri, attendo e pregusto il momento in cui i nipotini degli augusti vegliardi che appaiono nel video prenderanno a calci i loro nonni brandendo il sussidiario di quinta elementare, dopo aver letto il capitolo "La macroeconomia con le quattro operazioni".

      No, bisogna combattere, ma RIMANERE VIVI, per vedere le mele marce cadere dall'albero senza distruggere l'albero, e per rispetto dei germogli sui rami dell'albero.
      Ma bisogna isolare chi ha avvelenato i pozzi e le falde d'acqua che alimentano il terreno...

      Elimina
  47. Ammiro la sua speranza di un futuro migliore per il nostro paese, e la fede in Dio.
    Non avendo entrambe, non ho una scialuppa di salvataggio ne' mentale, ne' spirituale.
    Penso che il fondo del baratro è ancora lontano, e che l'oppressione dei popoli, con qualche sporadica dose di zucchero, possa trovare quindi nuove profondità.
    Mi guardo intorno e non vedo la minima coscienza dei problemi, ma solo forti grida di chi rimane fuori da giochi: "IO, IO, IO...!"

    RispondiElimina
  48. Della serie senza Europa non conteremmo una cippa... ah perché con l'EU contiamo qualcosa?
    "E per quel che riguarda l’Unione Europea… vada a farsi fottere”
    Chiaro? Limpido. Tanto peggio se l'EU e' completamente divisa politicamente ed in crisi economica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eheheheheheh
      http://youtu.be/CL_GShyGv3o

      Elimina
  49. Le guerre ci sono anche per questo, o soprattutto:

    http://it.finance.yahoo.com/notizie/disoccupazione-effettiva-oltre-25-163000143.html

    RispondiElimina
  50. Penso sempre a quanto sia importante avere un minimo di raziocinio nel leggere la Costituzione, molti purtroppo avrebbero bisogno di vedere evidenziate alcune parole che tendenzialmente trascurano: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di OFFESA alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di PARITA' con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità NECESSARIE ad un ordinamento che assicuri la PACE e la GIUSTIZIA fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a TALE scopo."

    RispondiElimina
  51. OT - o forse no. - Questa domenica si farà il referendum in Svizzera. Si deciderà se buttare alle ortiche l'accordo siglato per la libera circolazione fra i popoli dell'europa e tornare quindi alle quote di ingresso. Pochi sanno che la Svizzera fa parte degli accordi di libera circolazione di Schengen proprio come noi. Pare che oltre ad essersi stufati di importare euro si siano stufati anche di importare disoccupati lombardi con conseguente calo dei salari svizzeri del Ticino. La cosa che dovrebbe far venire qualche dubbio alla sinistra italiana sulle sue politiche spaghetti-liberal e' il fatto che due giorni fa i verdi del Canton Ticino hanno preso apertamente posizione sul referendum a favore della chiusura delle frontiere. Udite udite, un partito di sinistra che prende posizioni di sinistra e chiede meno emigraziona dall'Italia. Roba che non si vedeva in europa da non so quanto. http://www.cdt.ch/ticino-e-regioni/politica/100310/i-verdi-statuto-speciale-per-il-ticino.html Sembra veramente lo spezzone del film di Francesco Rosi con gli svizzeri che ci dicono: basta italiani, basta, non si puo' fare una guerra cosi!!! https://www.youtube.com/watch?v=TbCj1qsjhI8

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che ho fatto le stesse identiche riflessioni ?
      Di più: dopo il referendum sui minareti questo è un altrro emblematico caso di forti divergenze tra l'opinione dei cittadini e quella del governo.

      Non è che in Europa i vari sistemi elettorali non garantiscono rappresentatività?

      Ora Renzi propone addirittura un senato con 150 senatori di cui 21 nominati dal presidente della repubblica. Trovavo già un abominio l'esistenza dei senatori a vita (che sono 5 su 315)...

      Il referendum in Svizzera è importante sia per ribadire l'importanza di una rappresentatività diretta (non tramite web per carità) sia perchè è un primmo piccolo pezzo di integrazione europea che se ne va. Spero che inneschi una frana.

      Elimina
  52. Il mondo è un altro rispetto all'Italia della Lira...a allora cos'è rispetto agli USA del Dollaro, o alla Svizzera del Franco?

    Ma certa gente, quando parla e scrive, si rende conto di quel che fa, o è totalmente preda di malattie degenerative invalidanti?

    RispondiElimina
  53. Questo che segue è un estratto di qualcosa che avevo scritto nel 1998, quando, prima di diventare Presidente della Repubblica, Ciampi era noto come “super ministro dell'Economia”:

    “Uomo dell’establishment, già Governatore della Banca d’Italia, educato presso il liceo gesuita San Francesco Saverio di Livorno, Ciampi si muove a suo agio in quella zona grigia che gli anni novanta hanno ereditato dagli ottanta, dove la politica è un vuoto esercizio retorico che ha come indirizzo un futuro assetto sociale fatto unicamente di sacrifici e parametri monetari da rispettare, in nome della parità di bilancio e della serenità economica dei più ricchi. Tra le poche cose da ascrivergli a merito, il disprezzo per la casa reale Savoia e la sua adesione al Partito d’Azione di Ferruccio Parri in un momento di scelte difficili. Per il resto è un grigio uomo d’apparato, incaricato di svolgere un particolare compito: fornire un quadro il più rassicurante possibile sulla salute dell’economia, al vasto esercito dei rentiers e degli imprenditori stranieri intenzionati ad investire in Italia solo a condizione di ridurre al minimo i diritti dei lavoratori.
    Parallelamente, facendo leva sui futuri benefici di una politica finanziaria irta di sacrifici concentrati sulle classi più deboli, il super ministro innalza davanti a sé un modello di società dove le scelte politiche sono rigidamente determinate dalle esigenze della produzione, che prevalgono nettamente sulla possibilità di autodeterminazione delle classi subalterne al processo produttivo stesso.
    Il compito di Carlo Azeglio Ciampi consiste nel far sì che i sindacati si adoperino a convincere i lavoratori che i sacrifici sono necessari, e che dovranno farli loro e non altri. Ed ecco che lo si porta in televisione un giorno ogni tre e gli si attribuiscono dichiarazioni rassicuranti sullo stato dell’economia. Siccome l’eloquio non è una delle sue doti precipue, in più di un’occasione si è ricorsi ad una sua fotografia, mentre lo speaker recitava brevi salmi edificanti. Le rassicurazioni si alternano ad un profluvio di tabelle, grafici e statistiche raggruppate a casaccio, che dovrebbero dimostrare l’attendibilità del quadro d'insieme. Ricordo che una sera verso la fine del 1997, Carlo Azeglio si presentò davanti alle telecamere, seduto in poltrona con due piccoli grafici colorati che indicava confusamente, mentre, ancor più confusamente, faceva il punto sulle condizioni rassicuranti dell’economia italiana. Tali condizioni rassicuranti, viene continuamente ricordato, sono dovute ai tagli alla spesa pubblica che già sono stati effettuati, e sono un chiaro invito a proseguire su quella strada. E questo significa ridimensionamento del servizio sanitario nazionale, sempre più costoso e sempre più inefficiente, significa stornare fondi dalla scuola pubblica a quella privata, a scapito del sistema educativo nazionale; e significa che, oltre a licenziare senza scrupolo migliaia di persone, si vogliono anche ridurre i contributi previdenziali di quelli che non sono ancora stati licenziati e falcidiare i trattamenti pensionistici di tutti gli altri.
    Nelle relazioni sullo stato dell’economia di Ciampi, e degli altri uomini dell’establishment finanziario, ricorre continuamente la figura retorica della nazione che si incammina unita verso la strada dei sacrifici, e di un pugno di uomini probi che si pongono alla sua testa per condurla verso nuovi approdi di prosperità e benessere”.

    Bisogna dire che Ciampi è rimasto fedele a sé stesso.

    RispondiElimina
  54. Quindi se ho capito bene:
    un tempo venivano fatte le guerre per impedire agli "invasori" che ci togliessero le nostre ricchezze e per avere un'autonomia di potere decisionale sulle questioni interne del paese, praticamente mantenere la nostra autonomia di scelta in quanto italiani.
    Oggi si cerca di demonizzare il fatto che non si deve essere indipendenti perché siamo italiani e ciò porterebbe alla perdita della nostra ricchezza e ad una guerra... perdonatemi ma mi manca l'anello mancante (forse è il solito che unisce noi con le scimmie).
    E poi ho sempre sentito dire che chi visse sperando morì ca..ndo. E invece ci vorrebbero raccontare che legarci forzatamente tutti insieme ci serve a diventare virtuosi come certi paesi, già questa cosa mi sembra una speranza parecchio forzata. E perché i soggetti dichiarati virtuosi dovrebbero volere il nostro bene? Alla fine ad ogni nazione viene riconosciuta la propria responsabilità delle azioni, perciò chi va bene va bene per se stesso e chi va male verrà punito. Non come se fossimo tutti componenti di una unica grande cosa dove ci diamo una mano l'uno con l'altro.

    Certe considerazioni se non ci fosse stato il blog goofynomics non credo le avrei mai capite (sempre se ho capito bene), anche perché quando nessuno della informazione "normale" ne parla viene da pensare, sbagliando, che sia un pensiero da "peccatore".

    RispondiElimina
  55. Se non sono al fronte con un fucile imbracciato lo devo a due motivi. Uno lo ha detto il professore: morire disintegrato o respirare secoli di radizioni non elletta nessuno. Il secondo sono gli ammortizzatori sociali che hanno funzionato bene (parlo della famiglia! Che avevate capito? La cassa integraziine in deroga???).
    Senza questi due elementi, imho, eravamo probabilmente al secondo anno di guerra.

    RispondiElimina
  56. Credo che per spiegare ciò che ci sta succedendo una mano ce la possa dare il sommo Dante. Nella "Commedia" c'è tutto, il passato e il presente, l'asservita Italia "di dolore ostello" e i suoi carnefici. E soprattutto c'è il "folle volo" della nave € che s'inabisserà presto. Ora, Dante voleva bene al suo Ulisse, ma non per questo ha esitato a mandarlo nell'Inferno di Malebolge, cioè in uno dei gironi più lontani dalla vista di Dio, più lontano anche di quello dove scontano la loro pena gli assassini. Perché il peccato d'Ulisse fu d'esser stato un consigliere fraudolento, ossia d'aver fatto costruire il Segno mendace per eccellenza, che allora era il cavallo di Troia, e adesso è l'€. Difatti, come ha scritto lo studioso d'epoca sovietica Juri Lotman, "la rottura dei rapporti autentici fra l'espressione e il contenuto è peggore dell'assassinio, perché uccide la Verità ed è fonte della menzogna in tutta la sua essenza infernale". Ma dato che ogni analogia contiene anche una differenza, Ulisse ha avuto il coraggio di dire ai suoi: "Fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza", mentre 'sti nani ulissidi d'oggi vogliono farci seguire l'ignoranza per confinarci in una vita di bruti.

    RispondiElimina
  57. Io mi sento come Alessandro ma l'istinto di conservazione mi suggerisce di usare prima altre risorse. Perché non una GUERRA MEDIATICA ?

    Ho trovato questo commento su FB:
    Ang*** Carb***: commissione europea ladrona oibo'
    e mi si è accesa la lampadina di Edi (ricordate Archimede Pitagorico?).
    Gli *** sono per la privacy, se l'interessato legge può tranquillamente rivendicare la paternità.


    Uno dei mantra piddini è la corruzione?
    Sommergiamoli di notizie riguardanti la corruzione ed il ladrocinio in casa altrui, Germania, Austria, Olanda, meglio ancora se riguardano la commissione europea.
    Continueranno ad amarla come panacea di tutti i mali?

    PS: se i commissari europei o qualche tecnocrate sono corrotti chi li persegue? Non c'è l'analogo europeo delle polizie e pubblici ministeri nazionali?

    RispondiElimina
  58. Com'èra quella cosa della solidarietà europea?
    1)http://www.wallstreetitalia.com/article/1664413/italia/schiaffo-ue-a-sardegna-bloccati-35-milioni-fondi-per-lavoro.aspx
    2)http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/07/bce-corte-tedesca-contro-il-piano-di-draghi-supera-il-suo-mandato/872479/

    RispondiElimina
  59. Ricordo che solo ieri ho avuto un brivido alla lettura...
    "la Germania è pronta: l'elmetto non è più una vergogna"

    Basta che entri in Euroforce ed il giochino è fatto. Brrrr....
    Certo tutti i cippi che si vedono qui agli angoli dei fossi il giovine GUFfista, futuro FEDERALE ( segretario :D ) di Napoli e Caserta, se li risparmiò di certo... forse le 4 giornate le vide, col cannocchiale.

    RispondiElimina
  60. Chiedo scusa. Non c'entra niente. Volevo solo segnalare un insignificante articolo di Bruno Tinti sul Fatto Quotidiano di stamani 7.2.2014 (ho capito perchè ho smesso di leggere anche questo giornale) dal titolo: "Per fortuna c'é l'Euro. Nonostante tutto". Sia pur brevemente, il giurista spazia dalla Elettrolux alla attualità Argentina (rifacendosi, in quest'ultimo caso, alla narrazione di tale Mimmo Càndito) per concludere che la Polonia farà la fine dell'Argentina "il che a noi non succederà fino a quando saremo protetti dall'euro". No comment.

    RispondiElimina
  61. E' notizia di oggi: -"Fanculo la Ue" sbotta l'assistente al segretario di Stato Victoria Nuland parlando al telefono con Geoffrey Pyatt, ambasciatore statunitense in Ucraina. I due tentano di districare lo stallo politico nella capitale Kiev dopo due mesi di proteste contro il governo in carica. Nuland e Pyatt discutono su chi dovrebbe far parte della nuova amministrazione ucraina e in un'apparente frustrazione verso l'Unione europea - che non si era unita agli Stati Uniti nel minacciare sanzioni contro il leader ucraino nel caso di ricorso alla violenza sui suoi cittadini. - Nella registrazione si sente chiaramente la Nuland, ex portavoce del Dipartimento di Stato, che riferisce all'ambasciatore Pyatt di aver parlato di un piano per la pacificazione in Ucraina con il sottosegretario per gli Affari politici delle Nazioni Unite, l'americano Jeffrey Feltman. Quest'ultimo - spiega il segretario di Stato aggiunto - vorrebbe nominare un inviato speciale dell'Onu per l'Ucraina, un'idea con la quale si sarebbe già discusso anche con il vicepresidente americano, Joe Biden. Insomma, un piano dietro le quinte orchestrato dagli Usa e, a quanto pare, non condiviso con gli alleati"-

    E se la UE non fosse più orientata dagli interessi di multinazionali, banche d'affari e grande finanza, che sostengono le politiche internazionali ed economiche dell'impero, siamo certi che continuerebbe a prevalere nei rapporti tra le nazioni europee l' economia mercantilista oggi in auge? Se si riuscisse a liberarci dell'ideologia liberista e del capitalismo finanziario, dei cui effetti perniciosi sono consapevoli anche quei popoli che vivono meglio la crisi, siamo certi che non si potrebbero trovare accordi favorevoli ad uno sviluppo armonico? Siamo sicuri che un europa dei popoli non potrebbe prevalere?

    RispondiElimina
  62. Adesso li convinciamo noi, non ci possono dire di no .....

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-07/i-giudici-tedeschi-piano-draghi-va-oltre-mandato-bce-e-annunciano-ricorso-corte-giustizia-europea-094006.shtml?uuid=ABHX32u

    RispondiElimina
  63. Nella mia quotidiana ricerca di informazione vera su internet mi sono imbattuto in questo articolo che parzialmente invio all'attenzione :
    "di Antonio Martino
    La lezione del 1992
    La puerile idea che paesi disparati con dinamiche interne difformi potessero marciare assieme uniti indissolubilmente dalla stessa moneta senza squilibri di sorta sta mostrando la sua insensatezza
    Sembrerebbe che la crisi finanziaria della Grecia sia destinata a diventare crisi dell’intera Europa dell’euro. Per comprendere un importante aspetto della vicenda può essere utile uno sguardo al passato e, in particolare, alla crisi della lira del 1992. Vediamo. Il 16 settembre di quell’anno mandai al Giornale (diretto da Montanelli ma in realtà di fatto realizzato dal vicedirettore Federico Orlando) un articolo nel quale sostenevo che la parità di cambio della lira era indifendibile e che, invece di dilapidare riserve ufficiali nel vano tentativo di impedirne la svalutazione, la Banca d’Italia avrebbe dovuto chiudere il mercato dei cambi e lasciare fluttuare la lira. Orlando mi telefonò nella mattinata dicendomi che non poteva essere pubblicato “perché crediamo nell’Europa e, quindi, anche nella creazione di una moneta europea”. Risposi che lo avrei modificato per tenere conto di questa posizione. Lo feci, scrivendo “crediamo nell’unità europea e, a certe condizioni, nella sua unione monetaria, però ... la Banca d’Italia deve chiudere il mercato dei cambi e lasciare fluttuare la lira”!Orlando mi richiamò nel pomeriggio per informarmi che neanche così andava bene “perché crediamo che sia necessario difendere la lira”. A quel punto desistetti e mi rassegnai all’idea che il mio pezzo non sarebbe stato pubblicato. Ma la storia non era finita: la sera sul tardi Orlando mi richiamò: la Banca d’Italia aveva chiuso il mercato dei cambi e lasciava fluttuare la lira; pertanto il mio pezzo sarebbe stato pubblicato in prima pagina! La mia non era irragionevole testardaggine ed era confortata non solo dalle più banali considerazioni di teoria economica ma suffragata anche dai dati e dal diffuso parere di molti osservatori: la nostra posizione finanziaria internazionale non era sostenibile a quel tasso di cambio. Era quindi preferibile adottare subito una misura comunque inevitabile, invece di bruciare miliardi per guadagnare tempo. La Banca d’Italia alla fine addivenne a questo consiglio ma non prima di avere bruciato sessantamila miliardi di lire nell’illusione di potere rinviare, così facendo, la svalutazione della lira. I responsabili di quella follia furono Giuliano Amato, presidente del Consiglio, e Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca d’Italia. Com’è noto in seguito vennero premiati per quella decisione: Ciampi divenne presidente del Consiglio prima, della Repubblica poi; Amato è stato considerato innumerevoli volte per le più alte cariche ed è tornato a fare il presidente del Consiglio qualche anno dopo. Che cosa suggerisce quell’esperienza? Il risanamento di uno squilibrio finanziario internazionale può essere realizzato senza variare la parità del cambio dalla diminuzione generale dei prezzi e dei redditi interni. Com’è ovvio, tuttavia, è molto più semplice che sia il cane a scodinzolare la coda anziché la coda il cane; meglio che vari un prezzo solo, il tasso di cambio, anziché tenere fermo il cambio e far diminuire tutti i prezzi e redditi......."
    Una testimonianza ,questa , che la dice lunga su che cosa sono stati per l'Italia il sig.Ciampi, Amato,Prodi....e compagnia cantando.

    RispondiElimina
  64. BANKITALIA/ Borghi: i 100 miliardi che gli italiani rischiano di perdere


    L’INNO DELL’UE
    Mille miliardi per lei (D) posson bastare
    mille miliardi per lei (D) per non dimenticare

    lingotti d’oro d'accarezzare
    lingotti d’oro sui quali morire.

    Mille miliardi per lei,
    tutti per lei.

    Cento li vuole perché vuol comandare
    cento li vuole perché non sa cosa vuol dir l'amore.

    Cento li vuole perché ha svaligiato tutti tranne me
    cento miliardi così e dice sempre di sì.

    Vorrei sapere chi ha detto (Pd)
    che non vivo più senza lei (Pd).

    Matto (Pd)
    quello e' proprio matto perché (Pd)
    forse non sa,

    che posso averne cento per il giorno,
    cento per la sera,

    perciò quel matto (Pd) non mi conosce
    perché ha detto una vera sega. …





    RispondiElimina
  65. OT ma spero sia interessante per un "vista dall'alto" dell'Eurozona:

    CHIMERICA, IL NUOVO FAR WEST DEL CAPITALE O LA FINE DELLA MONETA EGEMONE? (di Maurizio Sgroi 30 gennaio, 2014 )
    http://www.eurasia-rivista.org/chimerica-il-nuovo-far-west-del-capitale-o-la-fine-della-moneta-egemone/20804/

    Alcuni Estratti:
    <<[...] I cinesi sono sempre più riluttanti a comprare i debiti americani, né possono farne a meno però, pena rischiare le loro preziose riserve. Gli americani invece vivono con imperiale noncuranza la gigantesca ipoteca accesa su di loro dai mandarini di Pechino, ma di sicuro ne parlano e ne discutono. E dopo tanta discussione deve esser apparsa loro una sola soluzione praticabile per riequilibrare i rapporti di forza senza finire col configgere con l’alleato-avversario: l’ingresso in grande stile della Cina nel mercato del capitale.

    E il luogo di tale dibattito, non a caso, è diventata l’Europa.>>

    <<[...]C’è un altro scenario, però, che sottotraccia, potrebbe evolversi in un periodo relativamente breve. Dipende molto dalla fine che farà il progetto di Unione europea e dall’evoluzione dei rapporto di quest’ultima con l’altra Unione, quella euroasiatica, che nelle intenzioni di Putin dovrebbe arrivare una gigantesca area di scambio dall’estremo occidente europeo all’estremo oriente russo.>>

    <<[...]L’Unione europea persegue a suo modo un progetto egemonico, costruito per intanto sulle spalle dei propri stati nazionali, che fa della moneta – quindi di tutto ciò che la moneta porta con sé – lo strumento dell’egemonia.>>

    <<[...]Se tale progetto andrà in porto dipenderà da due fattori: uno interno all’Europa stessa, ossia dalla capacità della Germania di far digerire ai suoi partner, a cominciare dalla Francia, la sua propensione ad essere la capofila di questa integrazione, e poi dalla sua capacità di delegare a sua volta alle entità sovranazionali dell’Ue parti consistenti della propria sovranità. L’altro esterno all’Ue. Ossia alla capacità dell’Europa di dialogare con l’universo post-sovietico. L’asse russo-tedesco, che nella storia è stato sempre visto come un pericolo assolutamente da evitare per gli americani, potrebbe insomma replicarsi nel più moderno asse fra le due Unioni, europea e euroasiatica, trovandoci ognuno reciproci ed evidenti vantaggi.
    Tale insidia, che gli americani di sicuro hanno percepito, si dimostra esser tale anche per una semplice circostanza: l’eurozona, così come la Cina e anche la Russia, è nel suo complesso creditrice netta. E nella storia sono sempre stati i creditori a dettare le regole del gioco, mai i debitori. Ma è vero altresì che non era mai successo prima di avere a che fare con un creditore bene armato come quello americano.>>

    E quindi Fuck the EU

    RispondiElimina
  66. Ma non si chiamava bipensiero ???


    LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
    L'IGNORANZA E' FORZA
    LA GUERRA E' PACE...

    RispondiElimina
  67. Complimenti, Alessandro. Per me é un post profondamente vero. Quello che io non capisco é perché la reazione non ci sia ancora. Credo che anche negli USA il ceto medio sia stato deluso, in molti casi umiliato - anche da più tempo di noi - eppure... niente. Quando prendo l'argomento, spesso - non sempre - la reazione (pavloviana?) degli interlocutori va dal sorriso sarcastico "io so" (cit.) a espressioni tipo "la liretta", "l'Italia non può produrre", che credevo essere stupidaggini retoriche da talk show; e questo viene detto con serietà anche da persone qualificate, che in Italia fanno persino ricerca!
    E' come se lo spirito critico fosse una cosa da poveri, per chi non ha trovato il suo posto nel sistema.
    Hai ragione, anch'io sento che la guerra non é più una favola morale, e capisco pure perché per difendere il tuo paese puoi finire per diventare un bandito, paradossalmente.

    RispondiElimina
  68. Alexis Tsipras, il leader della sinistra greca, è il grande spauracchio dell'establishment europeo. Ma dall'analisi delle sue ricette economiche non emerge il profilo di un “antisistema”, bensì quello di un socialdemocratico molto europeista

    Grande serata stasera a 8 e mezzo, dove la Gruber ha fatto sfoggio di pura pensiero liberale e democratico convinto, rivolgendo domande viperine ad Alexis Tsipras, che promuove la nascita di una lista civica di intellettuali in Italia.
    Questo Alexis non propone assolutamente l’uscita dall’euro, se ne guarda bene, sostenendo appunto che bisogna a tutti i costi conservare l’UE e la Troika così come sono, ma bisognerebbe andare là (dove non si è capito) e chiedere un cambio di rotta.

    Sostenuto da Barbara Spinelli, che ha intavolato un discorso leggermente contradditorio, secondo il quale ci si dovrebbe appunto allarmare per la situazione economico finanziaria attuale dell’Italia, ma assolutamente non bisognerebbe pensare minimamente di uscire dall’euro.

    Alla paranoia dialettica si è aggiunto il giornalista Stefano Feltri, il quale anche lui sembrava convinto che sarebbe un dramma uscire dall’euro (prof è stato spesso presente ai suoi convegni, che cosa non ha capito ?) e quindi bisognerebbe aggiustare la frittata così com’è, rispettando la storia straordinaria di questa nobile Unione monetaria europea.

    La serata è stata istruttiva, finalmente ho capito qual è l’anello di congiunzione tra la capacità di ragionare dell’uomo e quello della scimmia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per Feltri e il Fatto la posizione sull'euro è chiarissima. Basta vedere l'articolo di Tinti sul numero di venerdì dal titolo significativo "Per fortuna c'è l'euro nonostante tutto" o un altro articolo simile di Colombo di poche settimane fa.
      Direi che copre egregiamente il fronte PUD€-i-costi-della-politica.
      La "lista Tsipras" (quando gli daranno un nome ? dopo le europee ?) copre il fronte europeista idealista: dobbiamo mettere solo a cuccia i ragionieri di Bruxelles e rifondare l' Europa in senso solidale (chissà cosa ne pensano a Karlsruhe ?)
      Bravo Tsipras, si fa il giro d' Europa e chiede il voto anche nostro per avere lo sconto quando, da primo ministro greco, dovrà andare con il cappello in mano da Schauble a chiedere la farina.
      Sulla "lista Tsipras" però ci vorrebbe un post del prof...

      Elimina
  69. Per gli olandesi i banchieri dovrebbero giurare onestà di fronte a Dio.
    Com' è normale nella casistica di qualsiasi segmento dell'umanità, non è detto che tutti i banchieri credano in una entità superiore:immaginiamo quanto possa essere rassicurante il giuramento di un buddista o ateo o qualsiasi altra cosa che differisca dalle tre religioni monoteiste.
    Eppure basterebbe molto meno, basterebbe ragionare, o con meno impegno, basterebbe copiare, RIPRISTINARE, il sistema di regole e DIVIETI che ha retto il sistema di intermediazione finanziaria e mobiliare fino agli inizi degli anni '90.
    Ora, questi ci sono o ci fanno?
    Io credo che ci fanno, e alla grande pure; si tira in ballo persino la religione pure di evitare quello che il più semplice processo logico suggerirebbe: ripristinare le regole di buon senso che hanno evitato per quasi 60 anni lo scempio delle popoli per il tramite dei capitali sulla base delle osservazioni di un signore che tutti i progressisti d'occidente (chissà sulla base di quale incentivo) hanno etichettato come "fuori moda".
    Personalmente credo che il buon senso sia una linea rossa nella serie storia dell'umanità, non ha tempo e non ha moda; premesso questo, quale può essere l'ovvia motivazione circa le scelte (neanche l'ignavia, l'incapacità, la stupidità si meritano, dal momento che sono stati proprio loro i protagonisti di quelle riforme, da Clinton ad Amato, Prodi e compagnia bella) di questa parte politica?
    Convincetemi del contrario.

    RispondiElimina
  70. Non è che il " rivoluzionario" abbia poi cosi torto, anche io nel mio piccolo ho tentato di impedire dei soprusi nella ditta dove lavoro e per risposta mi son sentito dire che: tengo famiglia ho i figli che studiano......e che si fanno le lotte da soli di notte sul pc???La nazione è in balia degli eventi e tutti aspettano e si lamentano, aspettano e si lamentano, aspettano e si lamentano....che poi cosa aspettiamo non riesco a capirlo....che domani sarà migliore? Spesso penso che abbiamo buttato al vento una grande occasione con il movimento 5stelle, in quel periodo sembrava che la gente avesse una speranza di battere il sistema di dire: non conto un cazzo comunque però tanti che non contano un cazzo hanno vinto le elezioni e governeranno.Oggi grazie ai media ripudiano pure quelli anche se sappiamo che non hanno le idee chiare....anzi....ma ora la gente a votare non ci andrà e pore questa speranza appesa a un lumicino ce la siamo giocata.
    La storia farà il suo corso e vinceranno loro....come sempre....a noi non resterà che dire che lo avevamo detto ma servirà a qualcosa??
    Saremo anche un popolo di geni e inventori ma.....siamo anche un popolo di fessi e creduloni, ci sappiamo arrangiare in tutti i modi e spesso in qualche modo ce la caviamo ma gli attributi non li abbiamo mai avuti, l" amore per la nostra terra non è mai sbocciato. Da quando son piccino che sento la gente che impreca contro la politica, dal sindaco vicino di casa al presidente della repubblica ma.....son tutti ladri dicono, poi come ti giri te lo mettono in culo.
    Questo popolo non ha le palle.........quindi la boldrin si sbaglia, non possimo essere potenziali stupratori.....i capponi non gallano ma vengono mangiati .

    RispondiElimina
  71. vedete quanto è sconveniente parlare di cose che non si capiscono??

    GIUSTAMENTE

    Per fortuna c’è l’euro Nonostante tutto

    di ‍Bruno ‍Tinti

    IL PRIMO febbraio il professor Andrea Ricci dell’Università di Urbino ha pubblicato su ilfattoquotidiano.it  , uno straordinario post sul suo blog a proposito del caso Electrolux. Interessantissime sono le sue tabelle: ne emerge che “il salario lordo espresso in euro di un lavoratore polacco è poco più di un terzo di quello italiano, a fronte di una produttività media annua pari a due terzi. Ciò vuol dire che, investendo in Polonia la stessa somma di euro spesa per impiegare un lavoratore in Italia, un’impresa occuperebbe 2,82 lavoratori polacchi e produrrebbe un valore superiore di ben l’86%”. Dunque produrre in Italia piuttosto che in Polonia è antieconomico.
    Ricci analizza poi il potere d’acquisto del salario polacco rispetto a quello italiano. “Dato il minor peso della tassazione, il livello salariale netto polacco raggiunge il 44,4% di quello italiano”. Percentuale che si accresce se si valutano “i salari espressi in termini di parità dei poteri d’acquisto in dollari... il livello retributivo polacco recupera terreno su quello italiano arrivando al 62,4% in termini lordi e al 78% in quelli netti”. Il che significa sostanzialmente che il potere d’acquisto dell’operaio polacco non è tanto male rispetto a quello italiano; e, soprattutto, che – per oltre la metà – è sostenuto dallo Stato (minore livello di tassazione) e da un’economia che garantisce prezzi ridotti. In sostanza, dice Ricci, “il minor prelievo tributario polacco è compensato da un maggior deficit pubblico, che nel periodo 1999-2012 è stato pari in media annua al 4,6% del Pil contro il 3,2% di quello italiano. Non dovendo sottostare alle politiche di austerità imposte dall’appartenenza all’euro, la Polonia ha potuto così scegliere una pressione fiscale inferiore al costo di un maggiore indebitamento pubblico”. Conclude auspicando che si recuperi la “sovranità monetaria nazionale attraverso la fuoriuscita unilaterale dell’Italia dall’euro. In tal modo si amplierebbero i margini finanziari per politiche di investimento pubblico, oggi represse dai vincoli imposti dalla Tro i ka ”. E qui la mia adesione alle sue argomentazioni si è dissolta. Il 3 febbraio Mimmo Càndito ha scritto su La Stampa un articolo, “La maledizione del peronismo e la crisi eterna dell’Argentina”. Nel solo mese di gennaio “il peso ha ceduto quasi il 20 % del suo valore”. Per comprare un dollaro al 1 gennaio ci volevano 7 pesos; adesso ce ne vogliono 9. E questo succede dopo che, nel 2013, il peso ha perduto il 38% del suo potere d’acquisto. Per comprare energia e tecnologia all’estero (e in verità qualsiasi altra cosa non sia prodotta sul posto) gli argentini si devono svenare: continuano a stampare carta che perde costantemente di valore in una “crisi eterna”, appunto.
    RACCONTA Càndito che i cambiavalute clandestini vendono dollari al cambio ufficioso del 14: per comprare un dollaro ci va quasi il doppio del cambio ufficiale; che dunque è finto, irreale. I prezzi dei generi di prima necessità aumentano ogni giorno e, naturalmente, il paese diventa sempre più povero. Succede questo quando si fanno debiti e li si pagano con altri debiti
    Ecco, se la Polonia continuerà a far gravare sul debito pubblico, dunque su tutti i cittadini, la retribuzione degli operai di Electrolux (e delle altre fabbriche) si troverà inevitabilmente nella situazione dell’Argentina. Il che a noi non succederà fino a quando saremo protetti dall’euro. Insomma, è la storia della cicala e della formica. Non è bene dimenticarsi di quello che è successo alla cicala.

    RispondiElimina
  72. OT - Qua e la' nei blog Inglesi specializzati viene ripresa l'idea che molti indicatori economici sembrano mostrare l'arrivo imminente di un'altra crisi globale intorno a maggio.

    Se crisi ci sara' 'lo scopriremo solo vivendo', comunque uno degli indicatori sarebbe questo:

    "The unbelievable ECB tries to defend the untenable EU. Reuters reports that excess ezone liquidity is set to fall from €186bn to about €140bn this week due to two effects: the banks took a net €20bn less in new repos and the ECB successfully sterilised its SMP holdings of €175bn, which produced an additional net liquidity withdrawal of €24bn over the previous week. Further, Bloomberg reports that Draghi is now seeking the explicit support of the Bundesbank for ending the sterilisation policies. Yes, I think bankers should be sterilised too, but to be serious here for a second, if Mario is reduced to crawling on his tummy to Jens Weidman…then things just have to be desperate."

    L'ultima frase (insieme al recente pronunciamento dell'Alta Corte Tedesca) mi sembra particolarmente incisiva:

    "if Mario is reduced to crawling on his tummy to Jens Weidman…then things just have to be desperate"

    RispondiElimina
  73. io non giudico la persona ma mi sembra abbia detto una castroneria da cialtrone

    vedi dal minuto 27:20 cosa dice Galloni

    "l'unico modo per riequilibrare la bilancia con l'estero [a causa delle eccessive importazioni rispetto alle esportazioni!!!] era quello di importare capitali in modo, a fronte di uno squilibrio della bilancia commerciale, avere un equilibrio della bilancia dei pagamenti"

    se non ho frainteso, questo economista considera l'importazione di capitali esteri come un credito!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai frainteso. Per ogni persona, entità, stato, una importazione netta di merci coincide con una importazione netta di capitali. Rileggere il libro, pls.

      Elimina
    2. Questo lo ho capito
      Ma non ho detto questo
      Galloni dice per compensare la bilancia commerciale (troppe importazioni) si devono attrarre capitali esteri
      Cioè a fronte di un debito commerciale mi prendo un credito finanziario

      Elimina
    3. scusate se è forse OT, ma avete saputo niente del mistero "Passera" e dei suoi 200 miliardi del gennaio 2014? Ovvero di questi:
      http://www.ilvelino.it/it/article/2013/11/04/passera-scende-in-campo-a-gennaio-mobilitero-200-300-miliardi/1ffe395b-b3d6-4bab-9410-294620925bfa/

      Elimina
    4. @Davide Bortoletto
      Scusi prof. se mi intrometto.
      Davide, tu quando compri qualcosa senza avere i soldi per pagarla cosa fai?
      Ti indebiti.
      Indebitandoti non importi capitale nelle tue tasche?
      Tutte le volte che prendi qualcosa da qualcuno (import), a meno che non te la regali, ti indebiti.
      Se hai qualcosa da dargli in cambio, per esempio soldi, puoi pagare e sdebitarti.
      In alternativa puoi "importare" capitale con il quale saldare l'acquisto, il capitale sarà debito che renderai con gli interessi.

      Elimina
    5. @non economista
      grazie invece per il tuo intervento; confrontarsi è spesso utile.
      intanto ecco il link: Galloni a Treviso
      ripeto: ho ben chiaro che chi importa più di quanto esporti, è anche un importatore netto di capitali

      quello che trovo errato nell'esposizione di Galloni, è l'affermare che una nazione importatrice netta di beni debba (per sua propria convenienza) attirare capitali esteri, cosa che la rend debitrice, e non certo più ricca

      per cortesia, ascolta il video e poi dimmi cosa ne pensi

      Elimina
    6. @Davide
      Ho guardato il video.
      Galloni non afferma affatto quello che dici tu, non dice che una nazione in deficit di esportazione debba per convenienza attirare capitale estero.
      Non lo fa per convenienza, bensì per ovvia necessità.
      Vediamo un po’ di intenderci.
      Se tu volessi comprare una Punto paghi la Fiat in Lire, se chiedi un finanziamento alla finanziaria Fiat o a una qualsiasi banca italiana il giochino si chiude nel circuito nazionale, non generi nessuna importazione.
      Se invece vuoi comprare una Golf Volskwagen vuole essere pagata in marchi, tu paghi Autogerma in Lire e lei si occupa per te di comprare in marchi la tua Golf dalla sua casa madre in Germania. Per farlo cambia le tue Lire in Marchi, compra Marchi spendendo Lire. Si genera così uno squilibrio tra Italia e Germania (i Marchi importati naturalmente li utilizzerai per saldare la partita passiva generata con l’importazione della Golf). Se qualcuno in Germania poi comprerà una Punto si realizzerà una operazione inversa e riequilibrante.
      Se così non fosse nel circuito nazionale vengono a mancare le Lire utilizzate per comprare la tua Golf, possiamo agire in due modi:
      1 – Se abbiamo il controllo della nostra moneta, la banca centrale può rimettere in circolazione le Lire mancanti causando la svalutazione della Lira.
      2 – Se abbiamo l’Euro non possiamo fare altro che farseli prestare i Marchi, cioè gli Euro da qualcuno che ce li ha in più, indovina chi, più ne vogliamo e più ci costeranno, non è detto che ce li diano e comunque andranno resi appunti con interessi sempre maggiori.
      Resta sottinteso che entrambe le operazioni di cui sopra ci rendono più poveri, come sistema Italia, ma ricordati che è stato il fatto di aver comprato la tua Golf a renderci più poveri. Dobbiamo cercare però di sostenerne almeno una se non vogliamo svuotare di liquidità la nostra economia e causarne il rapido collasso.
      Sulla opportunità dell’una o dell’altra direi che non sia il caso di andare oltre, basta solo osservare che non vi è necessità di indebitarsi per le nazioni che controllano ancora il loro cambio.
      In conclusione è chiaro che non ci si indebita per convenienza, ma per necessità!
      Comunque occorre tener chiaro un concetto, cioè che quando consumo qualcosa mi indebito sempre con qualcuno, se mi sdebito pagando mi indebiterò con qualcun altro, a meno che quei soldi non gli abbia guadagnati nel qual caso qualcuno si è indebitato con me!
      Quindi in ogni caso quando una nazione importa si indebita e si impoverisce sia che si debba indebitare in valuta estera per pagare le importazioni, sia che le paghi con la propria generando svalutazione, la quale nostra valuta potrà essere utilizzata per acquistare prodotti italiani.
      Quanto più importiamo capitali, quindi ci indebitiamo, quanto più i creditori ci faranno pagare interessi e saranno sempre meno propensi a prestarci.
      Quanto più utiliziamo la nostra valuta per pagare svalutando, quanto più i beni esteri ci costeranno cari causando l’apprezzamento di valuta estera e diminuendo la propensione alla accettazione della stessa.

      Elimina
  74. Mi inchino ai piedi dell'inventore di facciamocome.org, non so chi sia ma sicuramente viene da qui. Inarrivabile. Mi permetto, mestamente, di consigliarne tre:

    1) In [paese] c'è la crescita perché non attraversano col rosso e rispettano la fila.

    2) In [paese] il mondo non è bello perché è vario, ma perché rispettano le regole.

    3) In [paese] la spesa pubblica non esiste, solo in Italia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Provalo anche tu
      Fantastico
      Piccole peerle di verità

      Elimina
    2. la solita informazione di regime venduta e in malafede!
      ha omesso che lì i bambini nascono sotto i cavoli!!!

      Elimina
    3. @alflig
      Perché da noi i bambini dove nascono ?

      Elimina
    4. dipende dalle regioni. da me sotto i pomodori san marzano :-)

      Elimina
  75. Anche se la seconda non è proprio una frase del piddino, in effetti. La terza l'ho vista scritta veramente purtroppo.

    RispondiElimina
  76. Risposte
    1. Questa è come la storia dei "60 mld di corruzione in italia, il 50% di tutta l'UE" riportata da tutti i giornali questi giorni, poi rivelatasi una bufala colossale perché hanno riportato solo metà della frase della Corte dei Conti.
      Per ulteriori informazioni andate qui al minuto 90 e 48 secondi. E mono male che c'era Salvini che in due battute ha spiegato la fregatura.

      Elimina
  77. “L’ALLEGRO BEACH CLUB, DEI DIVERSAMENTE AMIGONES, DEL PUDE, CONTA ANCORA DI METTERE LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ALEMANNOS & FRIENDS”.

    Mica hanno capito che gli Alemanni non si piegano, al massimo si spezzano e poi se anche ci riuscissero, la Germania per quanto sia una potenza economica, non ha una forza tale da farsi carico di tutto il resto dell’Europa allo sbaraglio.

    DAI DIVERSAMENTE AMICI MI GUARDI IDDIO, CHÉ DAI NEMICI MI GUARDO IO.

    RispondiElimina
  78. Aggiungerei:
    4)In [paese] l'evasione è fisiologica;
    5)In[paese] la coruzzione praticamente non esiste.

    RispondiElimina
  79. Forse questa intervista a Costas Lapavitsas potrebbe interessarvi:
    http://www.lolandesevolante.net/blog/2014/02/i-governi-che-intendono-attuare-politiche-progressiste-non-potranno-rimanere-nelleuro/

    RispondiElimina
  80. FINANZA/ Il problema è che nel trattato di Maastricht manca una parola fondamentale, cioè “occupazione”

    La Corte costituzionale tedesca farà ricorso di fronte alla Corte europea contro il programma Omt della Bce. Il 26 luglio 2012 il presidente della Bce, Mario Draghi, aveva annunciato che era pronto a salvaguardare l’euro con ogni mezzo, anche attraverso l’acquisto massiccio di bond. Per farlo aveva presentato il piano Outright Monetary Transactions (Omt) attraverso cui era riuscito a calmare i mercati. Secondo la Consulta tedesca, però, il governatore della Bce sarebbe andato oltre i suoi poteri stabiliti dal Trattato di Maastricht. Per Luigi Campiglio, professore di Politica economica all’Università Cattolica di Milano, «il ricorso della Corte tedesca rischia di togliere di mano a Draghi una pistola che non ha mai sparato. A quel punto i mercati prenderebbero atto del fatto che il presidente della Bce è “disarmato”, e ne trarrebbero le conseguenze con effetti non positivi per l’euro nel suo complesso”.

    Professor Campiglio, quali sono le implicazioni di questo ricorso da parte dei giudici tedeschi? Questo ricorso rappresenta un grosso ostacolo per l’azione della Bce. Qualora venisse definitivamente accolto, si metterebbe fine a qualsiasi prospettiva di interventi mirati sui mercati come è avvenuto negli Usa da parte della Fed. Sarebbe a quel punto difficile immaginare come compiere passi in avanti per una politica monetaria che sia più favorevole alla crescita.
    Il ricorso è fondato sul piano giuridico? Da un certo punto di vista, la Corte costituzionale tedesca ha ragione. La Bce ha come mandato principale la stabilità dei prezzi, mentre la Fed ha sia questo primo obiettivo che quello della lotta alla disoccupazione. Non è un caso che la Federal Reserve abbia ridotto il programma di quantitative easing proprio nel momento in cui il tasso di disoccupazione Usa è diminuito. Per la Bce è quindi impossibile attuare una politica monetaria espansiva con l’obiettivo dichiarato di ridurre la disoccupazione.

    Alla fine la Corte europea darà ragione ai giudici tedeschi? Le probabilità sono elevate, perché per fare rientrare il programma Omt nel mandato della Bce bisognerebbe modificare il trattato di Maastricht. Occorrerebbe cioè esplicitare che il mandato della Bce è sia la stabilità dei prezzi, sia il perseguimento di condizioni favorevoli alla piena occupazione. Il problema è che nel trattato di Maastricht manca una parola fondamentale, cioè “occupazione”. Staremo a vedere quale sarà la risposta della Corte europea. …


    RispondiElimina
  81. Pubblicati i Verbali del primo sciagurato "salvataggio" greco: a nudo il vero obiettivo, "salvare le banche"

    Dal Blog del WSJ "Real Time Brussels" la Storia del "Salvataggio" Greco, con il link ai Verbali (strettamente confidenziali) della riunione del 9 maggio 2010 in cui si decise, a ragion veduta, di salvare le banche tedesche e francesi e buttare a mare il popolo greco. Grazie a Sergio Cesaratto che nel suo blog ne ha dato la tempestiva segnalazione.

    Certo, lo sapevamo già, ma vedere i verbali che dimostrano nero su bianco lo stato effettivo della collaborazione e del coordinamento all'interno dell'"unione", forse seminerà il dubbio in chi non ha bisogno di credere al "più Europa" a tutti i costi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bastava leggersi il testo del memorandum (dalla pagina 105) sottoscritto dai greci per farsi un'idea precisa del "salvataggio".
      Questi documenti aggiungono qualche informazione in più sul "chi"... magari saranno utili in futuro quando (speriamo) si farà chiarezza sui responsabili in una corte di giustizia.

      Elimina
  82. LA NINNA NANNA DE LA GUERRA

    [….....]
    Ninna nanna, pija sonno
    ché se dormi nun vedrai
    tante infamie e tanti guai
    che succedeno ner monno
    fra le spade e li fucili
    de li popoli civili
    Ninna nanna, tu nun senti
    li sospiri e li lamenti
    de la gente che se scanna
    per un matto che commanna;
    che se scanna e che s'ammazza
    a vantaggio de la razza
    o a vantaggio d'una fede
    per un Dio che nun se vede,
    ma che serve da riparo
    ar Sovrano macellaro.
    Chè quer covo d'assassini
    che c'insanguina la terra
    sa benone che la guerra
    è un gran giro de quatrini
    che prepara le risorse
    pe li ladri de le Borse.
    […....]

    E riuniti fra de loro
    senza l'ombra d'un rimorso,
    ce faranno un ber discorso
    su la Pace e sul Lavoro
    pe quer popolo cojone
    risparmiato dar cannone!

    Trilussa

    RispondiElimina
  83. Fermi tutti! C’è un piano B proposto dalla minoranza. Nascosto, messo in mezzo alle solite riforme inderogabili e che non si capisce bene come si possano pagare, ma c’è. Che Napolitano con il suo discorso abbia dato loro un segnale? L’hanno nascosto anche al povero Peter Yanez. Peter, ti devi ricollocare in fretta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un piano B da "Fassina chi"? E Napolitano lo avrebbe accolto? Non ci credo neanche se lo vedo...

      Elimina
    2. Fassina propone di abbandonare l'€ ? Non mi sembra e quindi non vedo perché mi dovrei ricollocare

      Colgo l'occasione per informarti che non ho la tessera del PD e quindi
      non ho obblighi di alcun tipo con nessuno

      Elimina
    3. Scusa Peter, avevo capito che fossi un simpatizzante del PD. L'avevo intuito dalle accuse che ci hai lanciato di volerlo distrutto. Io però non ho mai detto che tu ne avessi la tessera. Posso cogliere l'occasione per chiederti se hai una tessera e di quale partito eventualmente? È una curiosità a cui vorrei dare una risposta.

      Comunque ti consiglio di rileggerlo. Fassina non è uno stupido e sa bene cosa significa "la rinegoziazione degli impegni sottoscritti." Qui trovi il ripasso. Guardalo molto bene e ascolta: "[…] ci sono dei costi economici e sociali drammatici, che probabilmente dovremmo capire come farvi fronte". Che significa Peter? Per me significa che è una strada percorribile come extrema ratio. Ha parecchio l'aria di una proposta da piano B. Qual è la tua interpretazione?

      Elimina
  84. Scusate ripeto la domanda perché si tratta del "concreto" che è meno nobile e gratificante delle sottili analisi ma purtroppo è ineludibile.

    Per chivoterete alle elezioni di maggio?

    Io 5 Stelle con tutti i distinguo che volete ma sarà senza dubbio 5 Stelle.

    E voi?

    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amico, giamaica...

      Il voto è segreto e Grillo è un gatekeeper. Tu fai come ti pare, e noi pure, ok?

      Elimina
    2. Ok, non vuoi dire per chi voti.
      Qualcuno vuole dire cosa farà alle europee?
      Lo chiedo perché, come ho detto, a mio avviso conta più il poco che si fa hic et nunc delle analisi raffinatissime.
      Non è obbligatorio rispondere.

      Elimina
    3. Senti, carino: questo non è un posto dove fare campagna elettorale. La tua idea che "fare qualcosa" sia meglio di capire è idiota, più che fascista, e se proprio vuoi saperlo, mentre al giro precedente votare Grillo poteva avere un senso, perché serviva a dare un calcio nei maroni alla 'zdora (cosa che è puntualmente successa), a questo giro Grillo delendum est, perché bisogna far capire a chi, come lui, ha squallidamente e strumentalmente utilizzato il tema dell'euro, che questo giochino si può fare una volta sola: la seconda si va a fare in culo.

      Ma, come al solito, non ci sarà bisogno di un particolare impegno da parte nostra. Nella tonnara dell'euro Grillo ci si è messo da solo, inviando messaggi la cui ambiguità è facilmente leggibile da chiunque non sia un troll come te. Ora dovrà prendere posizione e questo gli costerà necessariamente qualcosa anche alle politiche, esattamente come gli sta costando a tutti i round di amministrative. Quindi il poco che puoi fare hic et nunc, in sintesi, è andartene, ma anche questo, come dire, è inutile, non c'è bisogno che tu faccia nulla, perché, come dicevo, Giamaica.

      A giudicare dalla qualità, sei arrivato qui dalla Mancia, e lì ritorni. Ci sono istruzioni per l'uso, c'è netiquette, e c'è una community piuttosto strutturata. È stato bello.

      Elimina
    4. Però prof., passi il Grillo delendum est, ma il problema vero è e rimane il Pd/Sel! E fin quando costoro rimarranno nella stanza dei bottoni col loro elettorato di cerebrolesi ed i loro troll di partito, non potrò mai guardare con tranquillità all'inabissarsi del M5s: non fosse altro perchè rompe questa ormai falsa e strumentale dialettica destra/sinistra che tanti danni sta facendo in Grecia (l'esempio di Tsipras dovrebbe essere alquanto emblematico al riguardo). Ti dico questo perchè non vorrei che dopo l'implosione di Grillo, il Pd si distacchi da Renzi e quest'ultimo vada nelle file del centrodestra ripristinando il suddetto "bipolarismo". A questo punto un Pd "ripulito dai liberali" potrebbe addirittura far sua la Goofynomics (comprandosi i diritti) per poi fare un accordo sottobanco con il centrodestra sulla base del "tanto lascio vincere te, tu porti avanti le riforme ed io nel frattempo, dicendo alle classi svantaggiate una parte di verità, te le tengo buone". Secondo te, ad uno come Tsipras converrebbe vincere le elezioni o rimanere all'opposizione? Secondo me all'opposizione! Meglio una "palude grillina" che un "bipolarismo pezzotto"!!!

      Elimina
  85. LISTA TSIPRAS:
    Professore vorrei sapere cosa pensa della scalata del politico greco Tsipras alla commissione europea, alla quale tanti intellettuali italiani hanno fornito il proprio appoggio ( tra questi Barbara Spinelli che apprezzo molto).
    Premettendo che sono totalmente in accordo con lei sulle evidenze economiche che dimostrano gli effetti negativi della moneta unica sui paesi periferici( pur essendo uno studente di giurisprudenza e non un economista), mi chiedevo se ritiene possibile cambiare questo sistema politico-economico europeo pur restando nell'euro e se si tramite quali strumenti economici.
    Grazie

    RispondiElimina
  86. "Oltre a Sinclair, anche altri numerosi analisti hanno espresso l’opinione secondo cui l’attività frenetica che Cina, Russia, Germania e i più noti finanzieri a livello mondiale hanno messo in atto attorno all’oro, rappresenterebbe una chiara dimostrazione del fatto che il mondo si stia avviando verso l’adozione di un nuovo Gold Standard rivisitato e corretto, ma non privo di punti di contatto con il sistema monetario che rimase in vigore fino al 1931. Nel 2012, infatti, le banche hanno aumentato le loro riserve nette di 536 tonnellate, acquistando più lingotti d’oro in termini di volume che in qualsiasi altro anno dall’epoca del crollo di Bretton Woods.
    L’abbassamento dei tassi di interesse attuato dalla BCE nonostante la forte contrarietà espressa della Germania evidenzia inoltre il fatto che la vicinanza ideologica tra gli attori accomunati dal promuovere strenuamente varie forme di quantitative easing (Stati Uniti, Giappone, Inghilterra e BCE) cozza in maniera vigorosa con la marcata inclinazione anti-inflazionistica di Berlino, che sembra cercare di tutelarsi in prospettiva di un ipotetico collasso della moneta unica europea rimpatriando il proprio oro e spingendo per l’instaurazione di un sistema monetario internazionale fondato sui principi del vecchio Gold Standard (come osservato in precedenza). (….)
    L'Italia, tuttavia, rischia di perdere definitivamente questo immenso capitale strategico per via di un incredibile decreto legge volto a modificare l’assetto dei proprietari della Banca d’Italia, controllata (come osservato in precedenza) dai più potenti cartelli finanziari operanti all’interno del Paese, Intesa-Sanpaolo e Unicredit in primis. (....)
    L’aspetto più distruttivo di questa manovra, che si ricollega al tema centrale dell’oro, è tuttavia rappresentato dal fatto che gli azionisti della Banca d’Italia potranno mettere le mani sulla riserva aurea detenuta da Palazzo Koch (che ammonta a circa 2.450 tonnellate), privando il Paese di un strumento che potrebbe rivelarsi fondamentale in un futuro non troppo lontano, come puntualmente sottolineato da Evans-Pritchard.
    Privarsi dei lingotti mentre Paesi come la Germania e la Russia premono per l’istituzione di un nuovo Gold Standard rappresenta senza dubbio una mossa strategicamente suicida.

    http://www.eurasia-rivista.org/litalia-mette-in-vendita-le-proprie-riserve-auree-mentre-la-prospettiva-del-gold-standard-diviene-sempre-piu-credibile/20816/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avrei voluto dire che mi pare una colossale stronzata, ma siccome ho mangiato bene e bevuto meglio in Europa, mi limiterò civilmente ad osservare che faccio l'economista, non il gioielliere. Il prossimo che parla di metalli in questo blog, piombo incluso, è fuori. Poi magari nel lungo periodo mi sbaglierò. Valutate voi se vale la pena di sbagliare nel breve.

      Elimina
  87. Toni Negri sulle elezioni europee: anche lui un marxista dell’Illinois"

    Toni Negri non ha mancato di far sentire la sua voce a proposito delle prossime elezioni europee, in un articolo scritto assieme a Sandro Mezzadra. Si tratta di un testo interessante. Da tempo sono convinto che uno dei compiti ineludibili per chi si sforza di combattere il capitalismo realmente esistente è quello della critica al ceto intellettuale di sinistra, che appare ormai del tutto incapace di portare contributi alla comprensione critica della realtà. Ci sono ovviamente delle eccezioni, ma l'articolo di cui parliamo non è fra queste.

    La tesi ivi sostenuta è molto semplice: l'attuale configurazione dell'UE agli autori non piace, ma essi rifiutano la prospettiva del ritorno alle sovranità nazionali, quindi la proposta è quella di contestare le attuali politiche europee rimanendo dentro euro e UE. Nulla di nuovo, nulla di particolarmente diverso da quanto potrebbe dire un qualsiasi esponente del PD. Quello che colpisce, da parte di un intellettuale prestigioso come Toni Negri, è la totale mancanza di argomenti.

    Se si legge con attenzione il testo, si scopre facilmente che esso elude tutte le questioni fondamentali che vengono discusse, in questo blog e altrove, in relazione a tali problemi: nessun accenno alle discussioni economiche relative alla moneta unica (teoria della aree valutarie ottimali, sbilanci commerciali indotti dai differenziali di inflazione, ciclo di Frenkel e così via), nessuna parola sulle prospettive concrete di una lotta antisistemica al livello europeo (mancanza di un “popolo europeo”). Al posto di una discussione, anche sommaria, ma argomentata, dei problemi reali, vi è una ripetizione continua della stessa idea, cioè che non si può tornare alle sovranità nazionali. Perché, non è dato saperlo. ...

    RispondiElimina
  88. Diego Fusaro: Ghigliottina e antifascismo"

    Nei giorni scorsi, la Camera ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto su “Imu” e quote “Bankitalia” nell’ultimo giorno disponibile prima della decadenza, tra le proteste dei grillini. Laura Boldrini ha aperto la votazione, dopo avere troncato, tramite una decisione senza precedenti: ha applicato la cosiddetta procedura parlamentare della “ghigliottina”, il dibattito che proseguiva da due giorni per l'ostruzionismo del “Movimento 5 stelle”. I deputati di “Sel” dopo il voto finale sul dl Imu-Bankitalia hanno intonato “Bella Ciao”.

    Quest’ultimo è stato l’aspetto più patetico di una vicenda di per sé già oltremodo patetica. L’antifascismomaniacale in assenza conclamata di fascismo resta uno degli aspetti più vergognosi di una sinistra che deve mantenere permanentemente vivo il mito del nemico fascista per non dire nulla contro il capitalismo: si intona “bella ciao” e intanto – con il vile appoggio di Sel – si svuota la sovranità e ci si sottomette sempre più marcatamente ai vincoli europei, che sono più a destra di Attila, re degli Unni.

    L’antifascismo permette oggi alla sinistra di non prendere posizione contro la teocrazia emanativa del mercato, con tutte le esiziali contraddizioni che essa fisiologicamente secerne (dalla reificazione al classismo più indecente, dalle aggressioni imperialistiche alle nuove forme di sfruttamento e di schiavitù salariata). L’antifascismo in assenza di fascismo è oggi il mezzo che permette alla sinistra di diventare il luogo di legittimazione della violenza capitalistica: per Nichi Vendola e i suoi compagni, la violenza è sempre e solo quella dell’olio di ricino e del manganello, mai quella dei vincoli europei, dei Fiscal Compact, dei contratti di lavoro che rendono a tempo determinato la vita stessa.

    Come l’antifascismo in assenza integrale di fascismo, così l’antiberlusconismo ha svolto il ruolo di fondazione e di mantenimento dell’identità di una sinistra ormai conciliata con l’ordine neoliberale. Ingiustizia, miseria e storture d’ogni sorta hanno, così, cessato di essere intese per fisiologici prodotti dell’ordo capitalistico e hanno preso a essere concepite come conseguenze dell’agire irresponsabile di un singolo individuo. La patetica scena di ieri è memorabile: mentre l’Italia viene svenduta, SEL e PD intonano “bella ciao”. La situazione è tragica, ma non seria.

    RispondiElimina
  89. "Superare il ridicolo tifo pro-contro l’euro, pro-contro l’Europa, e iniziare a discutere davvero delle cose che contano: il funzionamento delle istituzioni europee, quali poteri deve avere il Consiglio, quali la Commissione, come deve funzionare l’unione bancaria e così via."

    Parola di Stefano Feltri sul "Fatto Quotidiano"

    (il giovinetto prometteva meglio ...)

    RispondiElimina
  90. Al prossimo goofycompleanno introduciamo gli ospiti piddini con questa?

    Secondo me non capirebbero la sottigliezza.

    RispondiElimina
  91. Ragazzi, questa ha le idee chiare!!1 Un leader fantastico!! Lo regaliamo ai tedeschi??

    Verso le europee Barbara Spinelli

    Salviamo l’Europa dai conservatori e dagli euroscettici

    di Stefano Feltri

    Ci sarà un momento per parlare di candidature, per discutere di quanto coinvolgere i partiti, per capire se la rinascita della sinistra italiana passa da Atene. Ma per ora Barbara Spinelli, editorialista di Repubblica , scrittrice, sempre europeista e sempre più critica, vuole parlare delle ragioni che hanno spinto lei e un gruppo di intellettuali a lanciare una lista italiana a sostegno della candidatura di Alexis Tsipras, capo del partito greco Syriza, alla commissione europea in vista delle elezioni di maggio.

    D: Barbara Spinelli, lei ha contribuito a portare nella politica italiana un leader greco, Alexis Tsipras. Qual è il primo bilancio dopo la sua visita a Roma?

    Ha riempito un vuoto. Sono rimasta stupita perché i grandi giornali hanno coperto pochissimo l’iniziativa, ma quando Tsipras era al Teatro Valle c’era la strada piena di gente che non riusciva a entrare. Per ora è un successo, ma è un’iniziativa molto difficile.

    D: La cosa più complessa sembra inserirsi tra euro-scettici e forze moderate.

    In Italia c’è una maggioranza molto critica dell’Europa ma che non la vuole sacrificare: i sondaggi parlano chiaro. Ed è così anche in Grecia. Tsipras è cambiato molto dalla campagna elettorale del 2012: ha fatto una vera evoluzione europeista, anche per tenere conto della volontà popolare. C’è una parte settaria della sinistra greca che è molto anti-euro, ma lui ha deciso di imporre una linea europeista.

    D: Questo però sembra il momento degli euroscettici.

    La crisi è stata un colpo durissimo all’economia europea, al welfare, ma anche un rivelatore della perdita di sovranità degli Stati nazionali congiunta con la crisi delle democrazie. Ha mostrato che siamo a un bivio: bisogna capire dove vengono dislocati i poteri persi dagli Stati. Ci sono due grandi linee politiche in Europa. La prima: abbiamo fatto l’Europa, grosso modo va bene, bisogna migliorarla con piccole riforme. La seconda linea è quella di chi considera questa Europa una micidiale minaccia alle sovranità nazionali, da recuperare. Alla destra estrema che dice queste cose da anni si è aggiunta durante la crisi una buona porzione della sinistra e parte del M5S. Due linee apparentemente antagoniste ma complici nella difesa dello status quo.

    D: In che senso?

    Abbiamo perso sovranità nazionale e i poteri sono passati a entità superiori su cui non c’è controllo: le forze del mercato, gli Usa. Si determina una strana complicità tra i difensori del mercato che si aggiusta con le proprie forze e chi più violentemente critica questo approccio. L’iniziativa Tsipras serve a far capire che è possibile una linea fortemente europeista che denuncia questa complicità tra i no e i sì, una linea che io chiamo degli “europeisti insubordinati”. I poteri non devono “evaporare”, per usare un’espressione di Giuliano Amato, ma essere trasferiti all’Europa, alle sue istituzioni politiche che vanno radicalmente cambiate perché oggi non sono in grado di rappresentare un punto di riferimento politico forte alternativo alle forze del mercato.

    D: Ma le istituzioni europee sembrano bloccate.

    Siamo in una situazione simile a quella in cui Alexander Hamilton, ministro del Tesoro americano, usò la crisi del debito dopo la guerra d’indipendenza per passare da una confederazione molto lasca di Stati a una federazione, con poteri più forti, anche impositivi. In Europa il rischio è il ritorno alla situazione di prima della Seconda guerra mondiale: balance of power tra Stati in cui conta la volontà del Paese più forte. É naturale che la Germania diventi il Paese egemone anche se non lo vuole. Tutto quello che conta viene deciso dal Consiglio europeo, cioè dagli Stati, sulla base di un metodo assurdo, che porta alla distruzione delle istituzioni: l’unanimità.

    continua...

    RispondiElimina
  92. ...continua

    D: L’unico motore rimasto pare la Bce.

    La Bce è un’istituzione federale, ma non ha legittimazione democratica. É come se Hamilton invece di usare la crisi del debito per arrivare alla Costituzione federale avesse cominciato dalla banca centrale. La Bce ci ha salvato più volte. Il problema è la politica che lascia alla banca centrale un compito che non sarebbe suo. La creazione di un’Europa politica permetterebbe infine alla Bce di divenire una Banca prestatrice di ultima istanza. E dopo il momento hamiltoniano servirebbe quello rooseveltiano.

    D: Cioè un piano per uscire dalla recessione.

    Non ci si può limitare alla battaglia contro l’austerità. Il momento rooseveltiano è l’idea del New Deal, o del Piano Marshall, come dice Tsipras: gli Stati devono stare attenti all’indebitamento, quindi spetta all’Europa occuparsi della crescita per tutta l’Unione.

    D: E chi paga un New Deal europeo?

    L’Europa deve cominciare a imporre tasse. Non c’è tassazione senza rappresentanza, ma è vero anche il contrario. Penso alla tassa sulle transazioni finanziarie e sulle emissioni di anidride carbonica. Secondo le stime valgono 40 miliardi ciascuna. La tassa sulle transazioni finanziarie è stata già approvata, in teoria.

    D: Sì, ma poi le risorse della Tobin Tax sono rimaste a livello nazionale.

    Dobbiamo renderla davvero europea.

    D: Quando si è negoziato il bilancio europeo dei prossimi sette anni, pochi mesi fa, tutti i Paesi dell’Unione hanno lavorato per ridurlo, tanto che poi il Parlamento europeo lo ha bocciato.

    Prima c’è stata una bocciatura, poi il compromesso sull’impegno di rivederlo nel 2016. Questa vicenda dimostra che i Consigli europei andrebbero proprio eliminati: i governi, con scelte come quella di ridurre al minimo il bilancio comunitario, vanno contro gli interessi dei loro stessi cittadini.

    D: In questi anni l’Europa è cambiata tantissimo, c’è il fondo Salva Stati, l’inizio di un’Unione bancaria, un coordinamento di politica economica. Non basta?

    Abbiamo ottenuto alcune cose necessarie, le autorità di Bruxelles considerano superata la fase acuta della crisi del debito. Se non vengono accompagnate da un cambiamento radicale delle istituzioni e da un New Deal europeo, questi piccoli passi rischiano di essere distruttivi perché confermano la vulgata secondo cui si sono salvate soltanto le banche. Mentre una gran parte dell’economia reale europea resta in uno stato di sofferenza acuta. L’operazione è riuscita ma il malato è morto.

    D: L’idea di uscire dall’euro ha parecchi seguaci.

    É un’illusione pensare che lo Stato nazione torni com’era. Abbandonare la moneta unica per recuperare sovranità servirebbe solo a rendere la lira più dipendente dal marco e dal dollaro, il Paese diventerebbe un orpello di poteri su cui meno che mai avrebbe un controllo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. (...) il Paese diventerebbe un orpello di poteri su cui meno che mai avrebbe un controllo.
      Sempre i soliti slogan PUDEisti ripetuti a pappagallo.

      Purtroppo per noi i numeri VERI sono [questi] gentilmente offerti dai Salmonidi (sommario: "Il PIL italiano è diminuito del 9,1% rispetto al picco pre-crisi toccato nel 2007. Metà di questa riduzione non verrà recuperata prima del 2019. Per l’altra metà la perdita sarà ancora più persistente.").

      Capìstù? (come dicono a Rossano V.to)

      Si fa presto a parlare quando si ha pancia e portafoglio pieni (a scanso di equivoci lo dico io che ha pagnotta e companatico).

      Qualcuno spieghi a questi fanfaroni il ciclo di Frenkel và.

      Elimina
  93. se lo appoggiano questi qua, allora deve essere una fregatura, soprattutto per i greci...

    AL VOTO AL VOTO

    Europa e Italia, la speranza parla greco

    di Furio Colombo

    Roma, ai giorni nostri. Siamo in un teatro (il Valle occupato) affollato all’inverosimile. C’è folla anche in strada, al punto da bloccare il traffico. In uno dei palchetti in cui ho trovato uno spazio, forzando un po’ fra il gruppo che era già entrato, una signora mi dice, indicando la folla, sopra e sotto di noi: “Ma le pare che alla nostra età dobbiamo ricominciare a cercare casa?”. Si vede al primo colpo d’occhio che, con l’eccezione di un dieci per cento di figli e di giovani occupanti del teatro, che fanno da “maschere” e da servizio d’ordine, l’intero spazio è occupato da persone decisamente sopra i cinquanta. Non sto per dirvi che adesso i giovani fanno politica da soli, in silenzio davanti allo schermo del computer. Ma devo ricordare i messaggini che ogni due o tre minuti arrivavano, via telefonino, dalle fonti a cui sei collegato.

    Ore 15: “Il Quirinale per il rilancio di Letta”. Ore 16,15: “Renzi preme per la staffetta”. Ore 17: “Il segretario: Enrico ci dia risposte”. Ore 17,39: “Nel caso di Renzi capo del Governo, scatterà una crisi formale, ma non al buio”. E anche: “Enrico: Matteo ci porta al voto, Alfano sei avvertito”. Ore 18: “Toti non si sbilancia. Renzi al governo? Facciano loro. Berlusconi mantiene i patti”. Alla stessa ora, nel teatro stracolmo, arriva il deputato greco Alexis Tsipras, 42 anni, leader di un partito chiamato Syriza, che i commentatori definiscono “di sinistra radicale” e che, nel suo Paese è in testa a tutti i sondaggi. Resta in piedi, ai bordi del palco, e accanto a lui ci sono alcuni di coloro che lo hanno chiamato (Spinelli, Flores d’Arcais, Luciano Gallino). Lo hanno fatto perchè, come dice la vignetta sulla prima pagina del Manifesto, “La politica è uno di quei mestieri che gli italiani non vogliono più fare”.

    TSIPRAS SALUTA col pugno chiuso. E bisogna dire subito che in tutta quella folla non c’è ovazione o tripudio, c’è molta attesa, una grande attenzione. E silenzio, come se Tsipras – pur ben tradotto – non parlasse greco. Perché ciò che ha da dire è qualcosa che non si sente da tempo in questo Paese affamato di buon senso. Sta parlando non di sé ma di politica. Sta parlando di Europa non come se fosse imminente il giudizio universale o la rivoluzione di Ottobre.

    Sta parlando per coinvolgere, non per annunciare cose già decise altrove, da altri, e dare ordini. La gente qui dentro respira nonostante la folla che preme, perché, ascoltando quest’uomo normale, si sente liberata da due incubi: le esibizioni del duo Enrico-Matteo, che più si chiamano per nome e più si fanno scherzi che non ci riguardano. E la voce dalle alture della rete, sempre parecchio al di sopra dei toni umani, e come in preda a una ispirazione spaziale.

    Le proposte che il giovane deputato greco vuole condividere con la sua folla di militanti anziani di tante sinistre italiane che non sanno più dove andare o per chi votare, sono di due tipi: una strategia di salvezza da una crisi che non è affatto finita e che può fare ancora molte vittime. E un assetto diverso dell’Europa. Dunque una cosa è chiara, e appare subito opposta alle due mortali visioni italiane: l’Europa non si rinnega anche se ha imposto un percorso di errori. Ma gli errori non si venerano come se fossero le tavole di una legge superiore. Le democrazie si cambiano o si correggono con le elezioni.

    continua...

    RispondiElimina
  94. ...continua

    Il primo punto della intensa presentazione di Tsipras è il debito. Sotto il peso del debito, se l’Europa continua a esigerlo da implacabile esattore, come ai tempi di Dickens, ci sono Paesi destinati a morire. Come avevano detto e ripetuto, finora invano, i due Nobel per l’economia Stiglitz e Krugman, nessuna grande crisi, da quella del 1929 negli USA alla rinascita della Germania nell’ultimo dopoguerra, è mai avvenuta senza la remissione del debito.

    Quando si dice “piano Marshall per l’Europa” è di qui che bisogna partire: affrontare con una visione chiara e realistica il problema del debito che attanaglia tutti i Paesi del Sud e che gli stessi generatori del debito (governi, banche, classi agiate) tendono ad attribuire alla esosità dei poveri. Qui si colloca il tema immenso del costo del lavoro che Tsipras propone così: “Come salvare l’Europa dall’Europa”, visto che la minaccia non è la povertà (a meno di farla crescere invece di affrontarla) e non è il costo del lavoro, poiché isolando e abbandonando chi lavora si blocca ogni ripresa e si resta a languire nella deflazione. Il problema è una politica del lavoro che non esiste. E un controllo attento, intelligente, delle grandi risorse economiche, affinché non svaniscano, senza tasse, in pura finanza apolide.

    NELL’IMMAGINAZIONE realistica e concreta del deputato greco, il parlamento europeo dovrà avere un ruolo vero, vincolante, finora mai avuto. La attuale camera di consultazione che lascia libere le mani di tutti, e si espone alle decisioni di centri di potere extra-politici, legati a ben altri interessi, ci inchioda alla crisi. Tsipras introduce due concetti che non dovrebbero mancare nella campagna elettorale del maggio prossimo: il problema del debito, che non può essere abbandonato sulle spalle dei poveri, del lavoro e di una nuova vasta classe di esclusi. E i Paesi del Sud, che sono indispensabili all’Europa ma usati troppo facilmente come capri espiatori e colpevoli perenni, esposti a un giudizio e a una condanna senza fine.

    A questo punto il lettore ha intravisto l’immensa distanza fra l’Italia di Matteo, di Enrico, del Mago virtuale e dei suoi associati dai fatti veri. E ha capito perché è necessaria in Italia una lista Tsipras di persone vere per le prossime elezioni europee.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. “ALLELUIA GENTE”, l’esercito dei folgorati sulla via per Strasburgo, s’ingrossa ogni giorno di più, dopo il rompete le righe di “RE GIORGIO II”, ora è il momento “DELL’ALLEGRO BEACH CLUB, DEGLI INTELLETTUALI (intellettuali si fa per dire) DÈ SINISTRA”, diversamente amigones, del Partito Unico Dell’Euro (Pude), che dopo avere applaudito ad edicole unificate, il salvatore della patria, Mario Monti, ed il suo figlioccio imbranato, Enrico Letta, ora si accorgono che in economia le hanno sbagliate tutte e quando dico tutte intendo dire proprio tutte, ed in vista delle elezioni Europee cercano di metterci una pezza, chiamando al capezzale della sinistra morente, “UN PODESTÀ FORESTIERO”, “ALEXIS TSIPRAS”, che metta le cose a posto, come da antica tradizione Italiana.

      “L’ALLEGRO BEACH CLUB”, degli intellettuali dè sinistra, conta ancora di “METTERE LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ALEMANNI & FRIENDS” che di finire nella pentola dei bolliti, proprio non né vogliono sapere.

      Mica hanno capito che gli Alemanni non si piegano, al massimo si spezzano e poi se anche ci riuscissero, la Germania per quanto sia una potenza economica, non ha una forza tale da farsi carico delle disgrazie economiche del resto dell’Europa allo sbaraglio.

      MA DOVE ERANO QUESTI PENSATORI, QUANDO A BRUXELLES ED A BERLINO SI DECIDEVA, COME MASSACRARE I POPOLI D’EUROPA, PER SALVARE LE BANCHE ARIANE, A GIOCARE BEACH VOLLEY?

      Euro, no grazie, abbiamo già dato abbastanza.

      Dai diversamente amici mi guardi iddio, ché dai nemici mi guardo io.

      Elimina
    2. Grazie Davide ma dopo aver letto 2,dico 2 righe ho smesso. Sono proprio dei miserabili!

      Elimina
    3. eh, caro Bortoletto, vedi, c'è un altro segnale che la dice lunga sul progettino.
      dove portiamo Tsipras? al Valle occupato!
      Il Valle occupato è in questo momento uno dei massimi luoghi della illegalità (cosa denunciata in mille modi da pletore di intellettuali, ma che non vede via di risoluzione): l'occupazione è abusiva, si fanno spettacoli senza rispettare le norme di sicurezza, nessuno paga la corrente elettrica, non si versano contributi, non si si rispettano norme igieniche, ecc. ecc. ecc.
      Ma non ostante tutto ciò, una inchiesta della magistratura, una visita della Digos di qualche giorno fa alla quale gli occupanti hanno impedito l'accesso, il teatro più antico di Roma, che ricorda ad esempio la prima di La Cenerentola di Rossini, o dei Sei personaggi pirandelliani (con annesse mazzate alla fine, fuori dal teatro, tra sostenitori e oppositori... Dio che tempi gloriosi!), non si attua lo sgombro. Perché?
      Capirlo è abbastanza facile se si considera chi sono coloro che lo hanno frequentato, quelli che hanno dato il loro supporto e a quale potere culturale sono vicini. E riemerge la tragica visione di Fusaro della triplice dittatura, economica liberista di destra, politica di centro, CULTURALE DI SINISTRA, che poi in realtà di sinistra non è ma è solo radical chic.
      Vogliamo provare noi ad andare ad occupare un teatro con la scusa del "bene comune" (che mi pare non sia lo stesso di "bene pubblico"...)? Poi vediamo che succede.
      Tsipras viene invitato dalla Gruber (che si guarda bene dall'invitare Bagnai, o Barra Caracciolo, o Fusaro, per non dire solo nomi di economisti), e dove viene portato? Al Valle occupato, la cui situazione i signori degli articoli che hai girato, si guardano bene dal descrivere.
      dimmi con chi vai... ma dimmi anche che luoghi frequenti, e ti dirò chi sei.
      Dubito che Tsipras sappia della storiella del più bel teatro della capitale, ma è chiaro a chi si accompagna se costoro scelgono per lui.
      La chicca l'abbiamo avuta all'insediamento della giunta Marinoportecenantrolitro: uno dei primi contratti, tempo determinato, il Dipartimento alla cultura del Campidoglio lo ha fatto alla signora Benedetta Cappon, 33 anni, portavoce del Valle occupato, figlia dell'ex direttore della rai Claudio, su proposta dell'assessore Flavia Barca. chiamata diretta, niente bando pubblico.

      Elimina
    4. @ Davide.

      A miio parere leggi le pagine sbagliate (del mis-Fatto) : oggi c'era, per esempio, un'intervista a Guido Ceronetti che già dal titolo ("Sono un patriota orfano di patria: Italia, regno della menzogna") si presenta interessante. Poi, alla domanda Ci spiega l'associazione balle-polititca?, Ceronetti risponde: Politica è menzogna incarnata, perché surrogato incruento della guerra civile. .... Le menzogne nostre, italiofone, sono bugie povere, senza grandezza, spurghi del pensiero unico che si maschera di anglismi, di sondaggi e di paraocchi economicoidi. Nessuna verità, neppure un quartino, mai.

      Ancora: domanda: Ai nostri politici piace molto usare termini inglesi: si sentono "moderni".
      risposta: Matteo Renzi, sindaco di Firenze, la lingua italiana non l'ha difesa, perciò io lo rifiuto. Le vie di Firenze sono piene di parole inglesi: doveva mettere un argine. Quando l'ho sentito dire invece che "piano di lavoro", "job act" ho pensato che fosse come tutti gli altri. Buttare via la lingua è svendita identitaria.

      Non ci sono Fatti certi. Il 5 Febbraio certo Galella Luigi ha scritto un articolo dal titolo "Matura Meloni, cresciuta con le barzellette di Papi", riferendosi alla Giorgia ospite di Piazzapulita dove pronunziò la memorabile battuta (alla paffuta De Micheli) "Se voi siete de sinsitra allora io so' Mao Tse Tung".
      Ebbene il suddetto giornalista ha riportato : "se questa è la sinistra allora lei è Mao Tse Tung". .... LEI ? ? ... ma la frase esatta è
      "Se voi sete de sinistra io so Mao tse Tung [a 2:19:45].

      Non LEI ma IO ! Ma il giornalista che cosa ha ascoltato/visto ? Non ha nemmeno riletto l'articolo ? mah !

      ancora oggi, a pag. 6, la pasionaria Spinelli è rinominata come Barara Spinelli ! Che abbiano bisogno di un Correttore di Bozzi ? Mi propongo ?

      Elimina
    5. Alflig, un bacio in fronte

      Elimina
  95. IL GUARDIANO DEL POTERE

    Letteralmente il termine “Gatekeeping” significa “la custodia al cancello”, ovvero la possibilità di esercitare un controllo attraverso criteri che favoriscono alcune notizie su altre. In termini professionali il gatekeeping comprenderebbe “tutte le forme di controllo dell’informazione che possono determinarsi nelle decisioni circa la codificazione dei messaggi, la diffusione, la programmazione, l’esclusione di tutto il messaggio o di sue componenti… le esigenze organizzativo-strutturali e le caratteristiche tecnico-espressive di ogni mezzo di comunicazione di massa (in quanto) elementi cruciali nel determinare la rappresentazione della realtà sociale fornita dai media”. Già negli anni Cinquanta lo psicologo Kurt Lewin sosteneva l’esistenza di giornalisti gatekeepers, che decidevano quali notizie dare e quali no.

    Si tratta, in parole semplici, di agire in modo tale da far rispettare i limiti informativi imposti dal sistema. Il gatekeeper dunque è colui che subisce pressioni e condizionamenti che lo inducono a comportarsi in un certo modo, facendo prevalere logiche diverse rispetto alla vera informazione. Oppure colui che sceglie di sostenere il sistema evitando di parlare di alcune verità che potrebbero demolirlo. Si dice che il giornalismo attuale è come un "guardiano del potere", ovvero esso sostiene il potere nel non far trapelare verità scomode e utilizza tecniche per impedire una vera presa di coscienza dei cittadini sulla realtà finanziaria, politica, economica e mediatica. Si cerca persino di addolcire tutto questo facendo diventare l'informazione uno spettacolo attraente, emozionante oppure raccapricciante, ma comunque sempre emotivamente "forte" e quanto possibile spettacolare.

    Gli obiettivi principali sarebbero la disinformazione, la distrazione e il condizionamento necessario per non mettere in pericolo il sistema. Spiega il giornalista Ignacio Ramonet: (Il telegiornale) "è strutturato per distrarre, non per informare... la successione di notizie brevi e frammentate ha un duplice effetto di sovrinformazione e di disinformazione: troppe notizie e troppo brevi... pensare di informarsi senza sforzo è un'illusione vicina al mito della pubblicità più che all'impegno civico". …

    RispondiElimina
  96. COLOMBO E TSIPRAS: I GUARDIANI DEL POTERE

    Onorevole Furio Colombo (PD)
    “A questo punto il lettore ha intravisto l’immensa distanza fra l’Italia di Matteo, di Enrico, del Mago virtuale e dei suoi associati dai fatti veri. E ha capito perché è necessaria in Italia una lista Tsipras di persone vere per le prossime elezioni europee.”

    Il lettore ha capito benissimo, l’immensa distanza si traduce in un’immensa operazione di gatekeeping, per cui Colombo annuncia l’assoluta novità che salverà l’Italia alle prossime elezioni, presentando questo straordinario “uomo della provvidenza”, questo uomo che “saluta col pugno chiuso”, “ch' abassa orgoglio a cui dona salute, e fa 'l de nostra fé se non la crede”, quest’uomo dunque che “sembra ridare un senso alla sinistra italiana ed europea”, quest’uomo insomma che dice soltanto quello che gli interessa dire, che sostiene posizioni che sono utili al sistema, e non svolgeranno mai un ruolo di vero contrasto o disturbo, perché una malattia non la si può guarire se non si riconoscono le vere cause, se non si fa una diagnosi corretta, e nel nostro caso la diagnosi corretta è USCIRE DALL’EURO.

    RispondiElimina
  97. Un'esilarante macchina per produrre luoghi comuni, che mi ricorda molti miei amici. Mentre noi diamo la colpa all'euro, in Bhutan fanno le riforme e crescono

    RispondiElimina
  98. L'importante è capire. A volte ci vuole tempo. Comunque sia, l'importante è arrivare a capire.
    Come alla fine ha fatto la premiata ditta <a href="http://www.corriere.it/editoriali/14_febbraio_09/ora-banche-non-hanno-scuse-8f56d02a-9162-11e3-a092-3731e90fe7ac.shtml>A&G</a> che, parlando della recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca, giudica che " attenua la tensione fra la Germania e i Paesi del Sud dell’Europa, che è stato l’effetto più grave della crisi finanziaria nell’area euro. C’è chi lo aveva previsto. Vent’anni fa, in un articolo su Foreign Affairs , allora ridicolizzato dalla stampa europea, Martin Feldstein, un economista americano, aveva scritto che con l’euro si rischiava un aumento della tensione all’interno dell’Europa, anziché maggior cooperazione. Negli ultimi anni la sua profezia purtroppo sembrava avverarsi".
    Non solo. Ma la premiata ditta di cui sopra ammette che "quando si è costruito l’euro non ci si è preoccupati abbastanza di capire, chiarire, e regolare in modo realistico quali e quanti flussi redistributivi tra un Paese e l’altro fossero politicamente accettabili. La gravità e l’eccezionalità della crisi finanziaria che ha investito il mondo ha messo violentemente a nudo questo fondamentale difetto".

    RispondiElimina
  99. Forse non del tutto in tema... forse
    Ue,Tzipras e Vendola sfidano i potenti ... eh già... e i potenti tremarono ...

    RispondiElimina
  100. CRAXI - L'EUROPA SARA' UN INFERNO

    Anche Craxi lo disse, dando prova di grande preveggenza politica (sine ira et studio)

    RispondiElimina
  101. Il Freedom Party Olandese ha commissionato alla Capital Economics (società di consulenza inglese) uno studio VERO(1) [qui il doc. in pdf] per valutare i vandaggi (non indifferenti) di un'uscita dall'euro da parte dei Paesi Bassi.

    Buona lettura.

    (1) Altro che studio (fantomatico) di Confindustria.

    RispondiElimina
  102. Auguri Europa, auguri Sinistra, auguri Flores D'Arcais. Amen

    Sono stato al "Valle Occupato" a sentire Tzipras. Poca roba vagula, blandula, Vendola.

    I più grandi intellettuali italiani? Cito testuale: "Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti". Se per il primo siamo anche d'accordo, sul secondo platea e palchetti visibilmente imbarazzati e sonoramente divertiti. Renzi? "Un socialdemocratico". Noi, nel disprezzario della lingua politica italiana utilizziamo "democristiano". C'è stato, qui in Italia, un certo slittamento negli ultimi venti anni anche più a destra... Una ragazza dalla platea: "Renzi è amico dei preti!". Lui risponde: "Anche i preti votano!": Togliattianissimo.

    Pensioni e Welfare? "Non potremo mai più tornare com'era una volta". Stato e nazione? "Sono superati; nell'unione europea non hanno più senso". L'Euro e il cambio monetario fisso? "Sono imprescindibili, senza di quelli l'Europa cade". Fiscal Compact? Non pervenuto. Politiche anti Troika? Non pervenute. Cosa sarà l'Italia con Tzipras Presidente? "Un laboratorio politico". Come il Teatro Valle?

    RispondiElimina
  103. WHAT’S IN A RATE?

    La domenica è il giorno del "ripasso".

    SCENARIO ANTE MONETA UNICA
    Se Mario Rossi comprava una BMW, comprava due cose:
    (1) la BMW, col suo prezzo in marchi;
    (2) la quantità di marchi per pagare la BMW, col prezzo in lire del marco, regolato da un tasso di cambio Lit/DM.
    Dunque, per comprare la BMW:
    (1) gli doveva piacere la BMW, come oggetto in vendita, col suo prezzo originale;
    (2) gli doveva piacere la "germanità", intesa come prezzo della valuta germanica pagata con la valuta nazionale italiana.
    Per "germanità" s'intende tutto ciò che dava valore alla divisa nazionale tedesca: Goethe, Beethoven, la Valle del Reno, l'Oktoberfest, i quadri di Friedrich, Alexanderplatz, Beckenbauer, ecc., ma anche il welfare tedesco, il sistema scolastico tedesco, la contrattualistica del lavoro tedesca, la Costituzione tedesca, il Governo tedesco.

    Analogamente, se Fritz Rottensteiner comprava una Ferrari, comprava due cose:
    (1) la Ferrari, col suo prezzo in lire;
    (2) la quantità di lire per pagare la Ferrari, col prezzo in marchi della lira, regolato da un tasso di cambio DM/Lit.
    Dunque, per comprare la Ferrari:
    (1) gli doveva piacere la Ferrari, come oggetto in vendita, col suo prezzo originale;
    (2) gli doveva piacere la "italianità", intesa come prezzo della valuta italiana pagata con la valuta nazionale tedesca.
    Per "italianità" s'intende tutto ciò che dava valore alla divisa nazionale italiana: Leopardi, Verdi, la Valle Padana, l'Ottobrata Romana, i quadri di Fattori, Piazza Navona, Paolo Rossi, ecc., ma anche il welfare italiano, il sistema scolastico italiano, la contrattualistica del lavoro italiana, la Costituzione italiana, il Governo italiano.

    Lo stesso ragionamento vale per la “francesità” di un qualunque prodotto francese, comprato in franchi da un qualunque non-Francese, per la “spagnolità” di un qualunque prodotto spagnolo, comprato in pesetas da un qualunque non-Spagnolo, ecc.

    Si vede facilmente che i punti (1) rappresentano il punto di vista microeconomico, cioè riflettono le scelte dei singoli consumatori, mentre i punti (2) rappresentano il punto di vista macroeconomico, dove prevalgono le scelte politiche degli stati e le variabili aggregate.


    SCENARIO POST MONETA UNICA
    Che cosa cambia, in tutto ciò, con l’introduzione di una valuta unica europea?
    Varie cose:
    (a) che la libertà di giudizio dei cittadini su tutti i punti (2) viene cancellata, perché i tassi di cambio sulle valute diventano tutti uguali a 1:1, e gli stati devolvono i loro poteri sovrani di regolazione a un ente esterno (la BCE, non legittimato da elezione popolare);
    (b) che le differenze storico-antropologiche si scaricano sui singoli prodotti, mentre prima si scaricavano sulle diverse monete;
    (c) che la competitività sui singoli prodotti, che si accentua in criticità nei periodi di crisi, si scarica, come squilibrio non più regolabile in modo valutario, sulla condizione storico-antropologica dei singoli stati, provocando la deflazione interna dei “poco competitivi”, l’arricchimento indebito dei “troppo competitivi”, l’aumento delle divaricazioni sociali interne e dei debiti dei deboli (periferia) verso i forti (centro), il “prezzamento” dei quadri e dei monumenti dei deboli a garanzia del loro debito verso i forti, ecc.
    Dunque, niente più libertà di giudizio per i singoli, niente più leve di governo, e tutto il patrimonio democratico dei vari popoli, statuito dalle loro costituzioni e leggi, diventa, lui, “oggetto di vendita”.
    Il livello macroeconomico perde la dimensione valutaria nazionale e si proietta sui “beni intangibili”, sullo stato sociale, sui diritti costituzionali, ma l’organo esecutivo non può più eseguire le azioni del passato, ha sovranità limitata, perché gravato da vincoli esterni (i parametri del 2%, 3%, ecc.).

    Ricordiamo bene questo schemino, quando qualcuno (in Italiano o in Greco) ci proporrà il fogno 2.0, e trascura il fatto che la Porta di Brandeburgo ha bisogno di nuove colonne e trabeazioni, meglio se “di annata avanti Cristo”…

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.