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giovedì 20 febbraio 2014

In memoriam

Lasciamo perdere i giovinastri figli di famiglia. Che se ne vadano al diavolo con la loro supponenza basata sul nulla. Fatemi il piacere, se non lo avete ancora fatto, di ascoltare il discorso di un uomo che è morto (come tanti altri) per il suo paese:




(...e naturalmente fate attenzione al minuto 13:04...).

43 commenti:

  1. Patria o morte. Prodotti fatti in Italia, lavorati in Italia, usati in Italia.
    In italiano fa tutto un altro effetto.
    A parte la triste nota, ciò che mi colpisce di più è la profonda umanità, l'umorismo in momenti piuttosto difficili, e la totale assenza di grigiore, e non mi dite che gli africani cel'hannonelsangue se no siete solo poverini.
    Altra noticina, Guevara, Sankara, Chavez, Mattei, tutti militari. Che il tiro al bersaglio aiuti la concentrazione?

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    1. Proprio questo ha colpito anche me. Era una persona spiritosa, e parlava bene almeno due lingue. I nostri politici sono altrettanto colonizzati, ma non altrettanto colti (e non mi pronuncio sull'intelligenza). Persone che si prendono troppo sul serio, considerato quanto non contano un cazzo.

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    2. Credo che per la maggior parte delle persone sia più facile capire oggi quelle sue parole di verità. Ascoltarlo oggi lascia ancora di più l'amaro in bocca. Del resto quando la verità fa male, di solito chi la pronuncia viene prima ucciso, poi diffamato (vedi anche Pasolini) o in alternativa (se poco noto) sepolto nell'oblio (come Sankara, che ormai non faceva nemmeno più comodo in un gioco di opposte ideologie).
      Quando invece una mezza verità può essere tollerabile o facilmente strumentalizzata, scatta il Nobel, si accendono i riflettori di Hollywood e di tutto l'ipocrita circo mediatico, e da una mezza verità (o una verità innocua) si sforna la beatificazione e glorificazione. Tutto ciò diventa poi fonte e giustificazione del buonismo. Non puoi infatti contestare il fatto in sé, perché non si può contestare un atto di eroismo sincero, però alla fine ti riduci come nella caverna di Platone ad osservare e venerare le ombre e a credere che quel mondo sia l'unico possibile (la nostra finta e ipocrita democrazia politically correct).
      Penso che se si sostituisse il Sole con l'emblema dell'euro, all'interno di questa maledetta caverna non noterebbero alcuna differenza.
      Mi ha colpito anche la sua espressione, di fronte alle risate di parte dell'assemblea... era sì sincero, spiritoso e intelligente (nel senso più genuino del termine), ma non sereno... forse sapeva... come tanti altri che lo hanno preceduto.

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    3. Il tiro al bersaglio aiuta parecchio la concentrazione quando l'hai provato nella posizione del bersaglio.

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    4. Che è notoriamente quello che successe a Dostoevskij.

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  2. Cazzo, ho appena letto un suo tweet in cui dice che è morto ammazzato da un suo amico tre mesi dopo aver pronunciato questo discorso... ucciso da un suo amico! appena l'ho letto m'è venuto un pensiero come un lampo

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  3. Questo video fa parte della raccolta di documenti dei quali almeno una vola all’anno faccio uso, semmai imbriacato dalle minchiate che quotidianamente ci raccontano, dovessi allontanarmi troppo dalla realtà.
    Con quel discorso Thomas Sankara firmò la sua condanna a morte, come d’altronde lui stesso osserva, condanna eseguita dal suo “migliore” amico.
    La storia del Burkina Faso non è diversa da quella di tante nazioni oppresse da potenze imperialiste che da sempre devastano il mondo.
    Cambia un po’ il format, ma anche oggi il risultato non cambia, l’obiettivo è sempre quello di distribuire oppressione ai più deboli a qualunque costo.
    Se è sufficiente l’imposizione economico-finanziaria non occorre spargimento di sangue, si fa per dire, altrimenti si passa all’assassinio dei leader e se non è ancora sufficiente si scatena una guerra civile fomentata da fantomatici rivoluzionari diffondendo informazioni false e tendenziose tramite campagne mediatiche mondialmente organizzate.
    Ultimamente in tanti casi viene usata direttamente quest’ultima opzione.
    D’altronde al mondo ci saranno sempre vincitori e vinti, che non possa essere diversamente però non sono così d’accordo.
    Fino ad oggi il mondo occidentale è si è trovato dalla parte dei vincitori, ma:
    Se oggi in Italia riuscisse a governare un Sankara che andando in “Europa” dichiarasse di voler uscire dall’Euro, oppure di non voler ripagare il debito che abbiamo con l’estero, magari uscire dalla UE e magari dalla Nato, cosa potrebbe succedere ?
    Faremo ancora parte dell’occidente benestante, civilizzato, vincitore, oppure ci ritroveremmo dalla sera alla mattina a fianco di tanti nostri amici africani e sudamericani, e, e … ?

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    1. Non esageriamo. L'Africa è povera non solo perchè è sfruttata dall'occidente. Anzi, la causa principale non è quella. Altrimenti prima della colonizzazione in Africa avrebbero dovuto esserci strade, acquedotti, biblioteche etc. In Egitto c'erano ma quì si sta parlando dell'Africa nera e il Regno di Axum è un'altra eccezione (oltretutto nemmeno governato da autoctoni). Tutte cose che in Italia esistono da molto prima dell'Impero Romano.

      Per qualche ragione in Africa non c'è mai stata una spinta evolutiva in senso tecnologico. Persino la scrittura gli mancava. Quindi sostenere come fanno tanti che in Africa ci sia povertà a causa dello sfruttamento è un'assurdità. Hanno un gap di circa 3000 anni nei confronti dell'occidente. E 3000 anni si colmano in 3000 anni. Magari se sei veloce ce ne metti 2500.

      Quando l'Euro era agli albori (2004) andai in Spagna, vedendo l'incredibile velocità a cui si stavano sviluppando mi chiedevo e chiedevo ai miei amici come fosse possibile che in 4 anni avessero colmato 50 anni di ritardo tecnlogico rispetto all'Italia e alla Germania. Come avessero fatto in così poco tempo ad accumulare il know how necessario. La risposta è arrivata nel 2011 con questo blog, non erano gli spagnoli ma le aziende tedesche a costruire (a credito) in Spagna.

      Morale della favola il gap è rimasto. Così come rimane per l'Africa e così come noi stiamo rimanendo indietro rispetto a Giappone, Corea, USA. Gli anni che perdiamo adesso per colpa dell'Euro richiederanno lo stesso tempo per essere recuperati.

      Forse no, forse ne richiederanno di più perchè man mano che gli USA accumulano un vantaggio lo possono usare per rallentarti e migliorare la loro posizione relativamente alla tua (accordi transatlantici).
      Si torna dunque al punto iniziale: lo sfruttamento dell'Africa. Diventerà lo sfruttamento dell'Europa!

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    2. Un altro passo del discorso che mi ha interessato è quello nel quale Sankara stabilisce il diritto per ognuno di vivere a casa sua come meglio crede. Diritto che svanisce nel momento in cui qualcun altro decide che tu sei il suo mercato di sbocco, e quindi decide che devi vivere come pare a lui, per consumare quello che lui produce. Vogliamo mettere questo elemento nell'analisi?

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    3. Il Diritto di vivere a casa propria come meglio si crede. Mi piace.
      Magari anche il diritto di vivere dove meglio si crede.
      Invece, viviamo in un mondo dove il libero movimento delle persone è considerato un problema politico, mentre quello delle cose (e dei capitali) è un diritto sancito dai trattati sul mercato "libero". La morale è asimmetrica.

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    4. Il diritto di vivere a casa propria diventa il dovere di vivere a casa altrui, in una unione monetaria che non è una area monetaria ottimale.

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    5. mi sono "imbattuta" nel video qualche tempo fa, tramite la mia vagabonda mania di navigazione in rete.
      Mi colprono in modo impressionante le caratteristiche del personaggio - che traspaiono dal video in modo estremamente vivido ,oltrechè il contenuto del messaggio e l'attinenza con tanta realtà di oggi.
      Al di là delle tristi e funeste considerazioni che si traggono, sono contenta di ritrovare qui la giusta attenzione a cose di tale portata.

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    6. Eccellente il discorso di Sankara, che conoscevo. Mi pare che il prof. colga perfettamente nel segno - tanto per cambiare - sollevando il punto di chi decide come si deve vivere (quale modello di "sviluppo", ecc.).
      Sulle ragioni profonde del gap di rapporti di forze - in termini di sviluppo economico e tecnologico - fra Africa, Americhe Precolombiane e Eurasia mi permetto di suggerire l'illuminante (per me) "Armi, acciaio e malattie" di Jared Diamond.

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    7. @Wendell Gee
      La libera circolazione delle persone è conseguente alla libera circolazione dei capitali e direi che sia pure desiderata, da quelli che vogliono la libera circolazione di capitali.
      La Svizzera, se il tuo discorso a lei si riferisce, non è che sia contro la libera circolazione delle persone, bensì teme l’invasione in caso di implosione dell’eurozona, situazione che potrebbe divenire ingestibile.
      Io penso che non sia così desiderabile per le persone aver necessità di emigrare per sopravvivere.
      Una cosa è avere la possibilità di visitare nazioni estere, lavorarci ed andarci ad abitare se lo vogliamo, un’altra è averne la necessità perché la propria di nazione è a ferro e fuoco !

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    8. non vorrei allargare troppo i confini temporali e geografici dell'analisi, ma a quelli che troppo facilmente notano che ".. prima della colonizzazione in Africa avrebbero dovuto esserci strade, acquedotti, biblioteche etc.", così come a tutti gli altri, consiglio vivamente la lettura del magnifico saggio di Jared Diamond "Armi acciaio e malattie" (http://it.wikipedia.org/wiki/Armi,_acciaio_e_malattie)
      frutto di 25 anni di studi e ricerche volte a rispondere ad una domanda posta all'autore da un abitante della Nuova Guinea, nel 1972:
      "Come mai voi bianchi avete tutto questo cargo e lo portate qui in Nuova Guinea, mentre noi neri ne abbiamo così poco?".
      La risposta alla domanda comincia 13.000 anni fa, alla fine dell'ultima glaciazione. Buona lettura!

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    9. Prof,
      io sono anti euro (e anti europeo) sin da sempre ma bisogna anche dire che se qualcuno decide che tu sei il suo mercato di sbocco vuole anche dire che tu accetti che loro siano il tuo mercato di 'imbocco'.

      Quanti italiani possono negare di aver provato un sottile piacere nell andare in vacanza all'estero e sentirsi signoroni, con la loro valuta forte.
      E quanti possono negare il piacere di essersi finalmente potuti permettere una macchina da 'signori' (Audi, BMW etc.)

      E così il colonialismo. Non si è fondato solo sulla violenza ma moltissimo sull'appetibilità di quei beni tecnologici che l'Europa era in grado di fornire.
      Gli inglesi non si procacciavano gli schiavi direttamente ma pagavano alcune tribù costiere perchè andassero nell'interno a schiavizzarne altre. Li pagavano con fucili, cianfrusaglie e ahimè persino con pezzi di specchio rotti. Sarà che il luccichio ha sempre un po' annebbiato la mente dell'uomo.
      Oggi nelle miniere di diamanti gli aguzzini sono africani, quello che è avvenuto in Sierra Leone l'hanno fatto gli africani, il genocidio in Ruanda l'hanno fatto gli africani. Gli europei se ne stanno nelle retrofile a mercanteggiare questo sì.

      In altre parole il colonialismo ha avuto senza dubbio una forte componente violenta, l'altra componente però è stata la cedevolezza di molti africani alle lusinghe del materialismo occcidentale. Lusinghe che li ha portati a tradire il proprio stesso popolo ed a schierarsi con i colonizzatori.

      Per farle un confronto non è stato così per gli indiani d'America. Si sono fatti sterminare ma hanno lottato fino alla fine, non hanno mai ceduto. Non sono diventati schiavi ne mercato di sbocco.

      La responsabilità di ciò che si fa è personale e non di un popolo però se proprio vogliamo farne una questione di colpa penso che ci posssano caricare di molte più accuse gli indiani degli africani.

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    10. @Tommaso: "Per qualche ragione in Africa non c'è mai stata una spinta evolutiva in senso tecnologico. Persino la scrittura gli mancava."

      Beh, se la civiltà egiziana era così avanzata da mettere in seria difficoltà anche l'impero romano, non avrebbe dovuto avere seri problemi ad espandersi nel continente africano in maniera analoga e ben prima dei romani, divulgando come da noi un modello culturale. E' palese che il territorio, il clima, la flora, le mille insidie, la scarsità d'acqua e chi più ne ha più ne metta, resero estremamente ostile sia il formarsi di insediamenti stabili, dunque il loro aggregarsi e la crescita demografica, lasciando la civiltà egizia come unica "rappresentativa" del continente africano. Insomma, non è il continente nero a caso e questo è il fatto più rilevante del mancato sviluppo storico del continente africano.

      "Quindi sostenere come fanno tanti che in Africa ci sia povertà a causa dello sfruttamento è un'assurdità."

      Su questo sono piuttosto discorde: se anziché vendere armi e finanziare guerre, si fosse "conquistata" l'Africa come i greci con i romani, dato l'elevato livello tecnologico, capacità produttiva e via dicendo, il gap sarebbe oggi estremamente ridotto.
      La cosa che trovo però estremamente ironica, è che in un mondo che si batte per la libera circolazione dei capitali, siano i più disgraziati a doversi arrischiare in mirabolanti avventure per raggiungerli. Nel frattempo, negli innominabili ambienti, anziché andare alla radice del problema, cioé che dovrebbero essere i capitali ad affluire e non le persone a defluire in massa da queste regioni povere ed impoverite, magari creando accordi bilaterali laddove è possibile (e non parliamo del ruolo delle istituzioni internazionali che mi viene da ridere), si addita di razzismo qualsiasi NATURALE reazione al fenomeno.

      Però, di sicuro, tra le rimesse dei migranti (che foraggiano spesso anche l'arrivo dei loro cari) e l'affitto di quelle terre come discariche del mondo avanzato, tra 3000 anni probabilmente diventeranno come noi adesso.

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    11. @Tommaso
      Certo:
      Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Ucraina hanno ceduto alle lusinghe dell’occidente civilizzato portatore di benessere con le proprie bombe.
      Le nazioni che hanno accettato gli aiuti finanziari dell’occidente non l’hanno fatto perché tutto sommato gli sarebbe tornato comodo, bensì perché si trovavano in una situazione di estrema difficoltà, le famose crisi, spesso indotte, come le guerre civili.
      Certo poi ci sono i corrotti che hanno il loro bel ruolo nel giochino.
      Penso che sia un errore giudicare stupido o addirittura accondiscendente chi si presta ai ricatti del più forte.
      Tutto il ragionamento di Sankara è imperniato sulla questione del debito che se a carico di stati oppressi, stremati, sfruttati diventa un debito odioso che non può essere ripagato con la distruzione dei popoli.
      Guarda che le logiche imperialiste sono quasi sempre spinte dalla assurda ideologia per la quale il più debole merita di essere sopraffatto dal più forte !

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    12. @tutti
      Io non considererei l'antico Egitto come Africa, ma come parte, una delle più gloriose, della civiltà mediterranea. Quella civiltà magistralmente descritta da Braudel, quella stessa civiltà che fa sempre da sfondo ai libri di Nassim Taleb; quella civiltà che per forse tre millenni rappresentò insieme alla Cina (con una sola i), l'area più ricca del pianeta, e foriera di una cultura che forse continuerà ad essere fiore all'occhiello dell'umanità. L'Africa, quella dove stanno gli affrikani, i negri, quelli che puzzano, nacque all'incirca nel XVII secolo, o meglio vi entrarono a far parte i paesi rivieraschi del mediterraneo, quando venuti meno l'oro del Sudan e l'argento dalle americhe, la civiltà mediterranea, non fu più faro del mondo, naturalmente semplifico. Ci furono anche altri fattori, al mondo esistono anche gli altri, olandesi inglesi e via dicendo. Fate tesoro del prezioso consiglio di Benedetto, in quel libro viene spiegato perché, ne egizi, ne romani, ne turchi, riuscirono mai a spingersi oltre il Sahara, questioni botaniche, zootecniche e climatiche. Nel libro viene anche spiegato perchè certe etnie Jan e Zulù, sono prevalenti in Cina e nell'Africa nera. A dire il vero anche perché i giapponesi sono molto restii a fare scavi archeologici.
      Io da quel libro ho imparato che tutti i gruppi più forti sottomettono quelli più deboli, a prescindere dal colore della pelle e della raffinatezza della loro cultura. Poi mi ha stimolato anche una riflessione: se è vero che negli ultimi quattro secoli abbiamo arrecato molto danno (ma non solo quello) a tutto il mondo, eliminando alcuni gruppi dalla faccia della terra, l' Occidente è l'unico posto dove oltre al razzismo, è nato l' antirazzismo, vorrei sottolinearlo perché, quell'occidente che non si vuole più bene, mi ricorda tanto l' autorazzismo di mi cugggino al bar dell'amico piddino.

      Sankara ci ha insegnato semplicemente che la libertà non è gratis e che i nostri arrivano solo quando fa comodo a loro. A questo gigante almeno, è stato risparmiato di finire stampato sulle magliette da indossare quando si pagano due euro per andare a scegliere la corda con la quale impiccarsi.

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  4. Vidi il video un anno fa circa e mi colpirono la linearità e il puro buon senso delle parole di Sankara, ed il suo discorso sarà sempre attuale.
    Io piuttosto che parlare di cancellazione di tutto o parte del debito estero di un paese, parlerei di risarcimento per tutti quei costi che le popolazioni devono subire per scelte subite.
    Sarebbe bello se si potessero quantificare tutti i danni subiti e defalcarli dai debiti imposti, sarebbe almeno più equo.

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    1. Vi ricordo che l'improvvisa elargizione di credito a paesi che prima nessuno si filava era la conseguenza del fatto che le banche del "Nord" si trovavano a disporre di tanti dollari per i noti motivi. Quando qualcuno va troppo in surplus, qualcun altro va troppo in deficit. Certo che occorre una riforma del sistema monetario internazionale. Mandiamo Paul Boccara all'IMF a chiederla.

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  5. Il prof. ha, come sempre, colto nel segno.
    Gli africani prima della colonizzazione non erano poveri, ma avevano quello che gli serviva e vivevano felici. Non necessariamente la felicità si ottiene con il progresso tecnologico, anzi; vedi le varie popolazioni 'selvaggie' che vivono di caccia e raccolta cosa gli manca? Nulla. Hanno un sacco di tempo libero da dedicare a loro stessi e noi invece... Meditate.

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    1. @Leostone
      Esatto.
      Quello che avrei detto a @Tommaso.
      Chi è più avanti o più indietro nel mondo dipende da dove vorremmo andare !
      Comunque è indiscutibilmente valido il concetto per il quale a casa mia devo avere il diritto di vivere come voglio io, non come vorrebbe un altro.
      Quando una nazione si muove all’estero lo fa sempre per interessi, altrimenti resta a casa propria.

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  6. Bellissimo discorso, grandissimo uomo... Vedere le facce di Arafat e "dell'altra parte" dell'Africa mentre Sankara parlava è stato esplicativo... purtroppo per questi uomini c'è sempre un Blaise Compaoré in agguato... Mitterand e George Shultz avevan già pronti i mandati di bonifico. :(

    A proposito, Shultz... G.P. Shultz... questo nome non m'è nuovo... è solo un caso che fosse... economista... di Ci-cago? :D

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  7. Lo storico discorso è bellissimo e nessun uomo giusto può non sentirsene conquistato. Però:

    1. Ha portato a rapida morte chi lo ha fatto e neppure a una così vasta memoria.

    2. Ha cambiato ben poco la situazione del suo paese, purtroppo, che è ancora uno dei più poveri al mondo.

    Il punto è che i deboli sono tali perché poveri e poveri perché deboli. Per tentare di essere meno poveri devono chiedere prestiti che, soggetti a interesse non vincolato alla vera produzione di ricchezza e a indirizzi di spesa a favore dei creditori, li rendono ancora più poveri. Ora, finché ricchezza e potere saranno una sola cosa - e non sembra vicino il tempo in cui non lo siano più - come attendersi un diverso corso degli eventi? Sì, qualche locale (nello spazio e nel tempo) sviluppo in controtendenza è possibile, ma globalmente come la mettiamo? Contiamo su una presa di coscienza dei ricchi e potenti? Ci appelliamo alla fratellanza fra poveri che saranno anche tanti, ma sono deboli in quanto poveri? Sarò scettico, ma il povero è pronto a tradire il fratello, come la storia di Sankara dimostra, per un posticino sotto la tavola del ricco. E la storia insegna che, tutte le volte che il povero è riuscito a trasformarsi in ricco, insieme al benessere ne ha acquisito il comportamento, spesso dando prova, negli atteggiamenti più esecrabili, dell'integralismo proprio del neo-convertito.
    Le battaglie per un mondo più equo hanno come sola ricompensa quella di sapere di essere dalla parte giusta. Che può anche non essere poco.

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    1. Uno scandalo che dura da diecimila anni (Elsa Morante, "La Storia"). Chissa' se l'evoluzione premiera' sempre e solo il piu' forte, scaltro e spietato. Non sara' un caso il costante successo popolare del supereroe, che in un sol gesto ci libera dall'oppressore ma anche dalle responsabilita'?

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  8. In pratica l'utopismo proto-comunista di Sankara è stato "regolato" da un vecchio marxista, ex "vichy-partigiano" e da un economista industriale già docente del Chicago Booth... è proprio vero che i puntini estremi si toccano XD

    Che ne direbbe Zingales? E, non dimentichiamoci, Giannino? :D

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  9. certi documenti storici sono veramente emozionanti, toccano nervi scoperti che solo la consapevolezza può curare
    quest'uomo era avanti, illuminato, precursore...e fu massacrato, comprando l'amicizia con i soldi e il potere, condannando il suo popolo nuovamente alla povertà

    da soli, si muore

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  10. Mi viene una tristezza infinita a comparare questo discorso e le supercazzole dei nostri governanti... che incredibile differenza di consapevolezza e dignità!

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  11. Quando ero poco più di un bambino, postai questo sul mio primo esperimento (fallimentare) di blog: http://barbera-e-champagne.blogspot.de/2011/04/thomas-sankara-chi-era-costui.html
    Mi fa piacere che non sia l'unico a ricordare Sankara :)

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  12. inspiro ed espiro forte, per rompere l'emozione e tornare al lavoro...

    Thomas Sankara

    parole come macigni, preconizzavano tutto, anche l'ovvietà della sua morte:
    e lo diceva sorridendo, denso e fluido allo stesso tempo, con una dialettica meravigliosa, lucida e tagliente, ma appassionata e coinvolgente...

    una grande lezione, un grande uomo, ed un grazie a Alberto Bagnai
    per avermelo 'ricordato' qui ed ora...

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  13. Grazie prof., per avermi fatto conoscere (anche) questo grande uomo di cui (confesso l'ignoranza) non conoscevo nulla e che appare decisamente un gigante di fronte ai nostri poveri omuncoli della politica. I suoi ideali, il suo coraggio la sua nobiltà d'animo dovrebbero essere un riferimento costante nella nostra lotta.

    Con sempre maggiore stima.

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  14. « Il debito pubblico nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, è una riconquista dell’Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo assoluto, di coloro i quali hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l’obbligo di rimborso. » a me pare che se cambiamo la frase con le parole : "conquista dell'europa" invece di "riconquista dell'africa" ecco che siamo arrivati ai giorni nostri....purtroppo per noi senza thomas e con renzi...che tristezza!

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  15. Sankara .. un marxista che non veniva dall'Illinois ..

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  16. Mi inchino alla grandezza d'animo di quest'uomo.

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  17. Non avevo mai guardato al mio paese come quest'uomo ha fatto verso il suo.

    Signori, vi confesso, mi vergogno.

    ...

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  18. La lingua batte dove il dente duole:

    "Per l'imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità."

    Togliere la lingua a una nazione è il modo migliore per togliergli la capacità di pensare: potrà pensare solo pensieri già pensati altrove.

    Naturalmente, chi è in grado di pensare in lingue diverse, è un esempio da imitare, non da censurare. Non è facile, ma è un buon esempio ... Molto più facile è perdere quel poco che si ha.

    Grazie per averci ricordato di Sankara.

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  19. Prof, l'organo di regime di piddinia ha mandato in onda un documentario su Sankarà nel 2013
    Sankarà

    La cosa sempre più probabile è che non riescano a unire i puntini, oppure non possano... (più facile la prima opzione).
    Altri esempi:
    Report - I sicari dell'economia
    Report - Trilateral

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  20. Cito da pag. 10 di questo report di UBS del 7 gennaio 2014:
    UBS Renzi


    Italy is far behind Spain, Portugal and Greece when adjusting for the difficulty of reforms. This paralysis will likely lead to more pressure from the EU Commission for the country to reduce its government debt – to – GDP ratioto 60% of GDP, which will likely limit the leeway for the 2015 budget at the least, Unless Matteo Renzi manages to turn around the reform path. This will be difficult before the European elections in May 2014 and the Italian elections, which we expect to take place in the first half of 2015. The pressure could also mount as the budgeting exercise will occur contemporaneously with the country assuming the presidency of the EU Council in the second half of 2014 and its banks likely be ing the weakest link in the forthcoming ECB asset quality review.

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  21. Nota tecnica: su iPad non appare il video

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  22. Nota tecnica : anche su Android non appare nulla

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  23. a proposito dell'imperialismo:
    http://www.youtube.com/watch?v=FgGr1z7igg8

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