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domenica 22 dicembre 2013

L'elemosina

Uga: "Babbo! I cetrioli sono una verdura?... Babbo?.. Ehi, babbo!?"

Io: "Cosa?"

Uga: "I cetrioli, dicevo, sono una verdura?"

(disais-je: com'è deliziosamente didascalica...)

Io: "Sì, amore"



Oggi sono andato a fare la spesa qui vicino, nello stesso supermercato nel quale una casalinga benestante (amica niente meno che di Supermario) mi aveva apostrofato, in coda alla cassa, chiedendomi: "Lei è il professor Bagnai?" E io, ch'era d'ubidir desideroso, non gliel celai, ma tutto glie l'apersi (absit iniuria verbis). Ond'ella levò le ciglia un poco in suso e mi disse: "Non mi aspettavo di trovarla in coda al supermercato". E io: "Anche gli economisti consumano, perfino quelli che esortano al risparmio".

E morta lì.

Ma oggi ero con Uga, che mi allietava col suo cinguettio. Usciamo e incontriamo una mendicante, che avevo visto entrando. Di solito tiro dritto. Questa volta mi sono fermato, ho messo le mani in tasca, ho tirato fuori una manciata dell'infame conio, e l'ho messa nel bicchiere di plastica che mi tendeva.

Ora, in linea puramente teorica, l'elemosina sarebbe un dovere cristiano, salvo errore. Sicuramente qualcuno di voi (ad esempio Andrea) potrebbe rinviarmi alle fonti. Ma è anche un dato di fatto che di questi tempi i credenti abbondano, e i praticanti scarseggiano. Vale per Cristo come per l'economia di mercato, tanto per dire. E poi c'è sempre da pensare che essendo un trasferimento, l'elemosina contribuisce a rendere il sistema meno insostenibile, e quindi a ritardare la famosa esplosione delle contraddizioni del capitalismo. Insomma, per Cristo, come per Keynes, si pone il solito problema: era di destra o di sinistra?

Un dubbio amletico che lasciamo a quelli che hanno tempo da dedicargli.

Io però con questo semplice gesto son riuscito a capire una cosa: ho capito perché di solito tiro dritto. È semplice: non riesco a sostenere il loro sguardo. Non è l'alleggerimento del portafogli che mi preoccupa (chi mi conosce lo sa fin troppo bene), è l'appesantimento del cuore.

Mentre tornavamo a casa continuavo a pensare: "Ma uno, così, come ci finisce? Ma perché lei? Ma perché non io? Ma se io fossi lì, cosa vorrei? E stanotte dove dorme? Ma avrei dovuto parlarci? E di cosa avremmo dovuto parlare? Cosa avrei dovuto farle, quelle domande da giornalista, come quella di Servizio Pubblico, te la ricordi? La curiosità è una forma di interesse, certo... Ma non è meglio rispettare il pudore di queste persone? E non sarebbe stato peggio dare a questa persona la sensazione di essere appunto una persona, un essere umano, per poi dovergliela necessariamente negare, perché ognuno, poi, necessariamente dovrà tornare sulla propria strada... anzi, no: io dovrò tornare sulla mia strada, perché lei non ha più nessuna strada da percorrere... E perché Giulia non ha detto niente? Una volta chiedeva: 'Babbo, ma quel signore è povero? Perché?'. Forse si è abituata anche lei, per lei non è strano, e in effetti non è strano, è sempre successo, solo io, col lavoro che faccio, so che ora è peggio, che ce ne sono di più, ma Uga non può saperlo, lei... Du stolzes Herz, du hast es ja gewollt! E lei non può notare quello che io noto: che una volta erano diversi, e adesso sono come noi, sono stati come noi. Questo è l'orrore. A un diverso che è nato diverso forse puoi ancora avvicinarti: ma come ti accosti a un diverso che è stato uguale? E tu, caro professore-che-fa-la-spesa, saresti così irridente, troveresti il coraggio di scherzare su tutto, su te stesso, sui colleghi, sui parenti, sui marxisti della Mancia, sui lettori, sulla vita, sulla morte... Quanto tempo ci vorrebbe a romperti le ossa? In quanto tempo si spegnerebbe il tuo sguardo, come era spento quello sguardo?"

E così mi sono perso altri cinque minuti di vita di Uga, camminando trasognato accanto a lei senza vederla né sentirla, fino a quando la sua domanda sulla quidditas del cetriolo non mi ha richiamato alla realtà. Stat rosa pristina nomine... e pure er cetriolo!

Povera Uga. Chissà come mi ricorderà...




(scusatemi: questo su Twitter non lo posto. Twitter è purtroppo una fogna. È necessario, come le fogne, e ospita come le fogne un materiale che fa parte del grande cerchio della vita. È un ottimo fertilizzante per il blog, ad esempio. Ma questo è per voi, perché io ho bisogno di voi, e solo di voi. Die ganze Welt der Schmerzen forse è meno pesante se lo portiamo in 2465...)

(rientra Rockapasso: "perché è stata abbandonata la busta qua?" - sarebbe in ingresso. Ecco, amore, ora lo sai, ora, se sei arrivata fino a qui, sai perché la busta è stata abbandonata. Abbandono di busta e violata consegna: quale pena mi attende? Sai, ho incontrato una che difficilmente potrà essere mai tua cliente. Ma, in un certo senso, era una cliente mia. E ora sorriso, carini e coccolosi, e mettiamo la spesa in frigo... )


(Addendum del giorno dopo, prima di partire in missione Babbo Natale: Apppproposito, visto che il capitalista Bagnai mette addirittura dei video dove suona il clavicembalo nel suo blog nel quale con la sua vacua erudizione circuisce i poveri proletari come voi, adesso vi beccate questo Tiento de falsas, che ci sta bene sia perché di falsità se ne sentono tante, sia perché il suo mood è, come dire, piuttosto consonante - con tutte le sue dissonanze - alla storiella che ci siamo raccontati:


Poi, un giorno, vi parlerò della dissonanza e della luce che scava lo spazio. Abbiamo così tante cose da dirci, e non ci interessa se interessano solo noi. Ci sono così tanti bravi commentatori di economia! Certo, è un peccato che il 99,99% di essi mentano per esigenze di pagnotta o di tattica politica. Ma ne rimane un numero sufficiente per farsi un'idea, e comunque, buon Natale anche agli altri...)

133 commenti:

  1. Alberto, che dirti? Solo grazie. Grazie per ricordarmi ogni tanto il senso profondo di questa battaglia. A parte la macroeconomia, la razionalità economica, quello che ci motiva è la condizione materiale, le speranze, i desideri, i progetti di vita, per quelli che ancora possono permettersi il lusso di farne, di quelli che vivono al nostro fianco. Ti sono grato perché ce lo ricordi, e in una forma tanto efficace cui non riesco neanche ad avvicinarmi. Questo avevo da dirti. E posso solo augurarti, per te e per noi, di reggere il peso di questo momento, faticoso, ma che potrà solo preludere ad un mondo migliore. Come sempre, con infinita stima.

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    1. Il mio rossobruno preferito! Ma grazie a te: mi hai fatto incontrare er Nutella, mi hai presentato Porcaro, se riesco a parlare con qualcuno di sinistra è solo merito tuo.

      E io, cojone, che pensavo di aprire il dialogo rivolgendomi ai collaborazionisti...

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    2. Che dire, se non fossi diversamente omosessuale mi sarei già innamorato. Invece Rockapasso può stare tranquilla, almeno per quanto mi riguarda, non c'è pericolo...

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  2. Talvolta mi domando: se perdessi il lavoro, dovessi pagare i debiti, non avessi i soldi per vestire mio figlio, dargli pasti decenti, una istruzione minima, cosa farei?
    Se non avessi più parenti cui chiedere asilo, amici cui chiedere una mano economica, perché magari la situazione di indigenza si è protratta per mesi e mesi, cosa farei?
    Se fossi completamente solo, una scheggia impazzita, qualcosa probabilmente la farei.
    Ma se si ha una famiglia, e anzichè un crollo è un continuo scendere la china, si hanno responsabilità e molta, molta più paura e vergogna. E l'angoscia porta al blocco, all'inazione.
    Bel post, veramente.

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    1. Ma sai, come ogni brava casalinga ho preparato una cosina con gli ingredienti che mi trovavo in casa. Come quella volta che il contralto ci diede la sòla, e io e il neoborbonico dovemmo preparare la sera prima un programma per il giorno dopo. Che risate! Uno dei concerti meglio riusciti della nostra carriera. Ma chissà chi c'era fuori, al freddo, a Cingoli, mentre noi suonavamo in memoria di Pio VIII...

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  3. Queste poche parole svelano una parte dell' anima di chi le scrive, e cio' che si vede e si sente e' quello che per mancanza di adeguata eloquenza direi grande, semplice umanita'; uno squarcio di intimi pensieri che arriva dritto al cuore e al cervello di chi legge e vi riconosce la parte che sa migliore di se'

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  4. Una delle tre virtù teologali, oltre alla fede ed alla speranza, è la carità.
    Carità significa farsi carico del prossimo realizzando nel concreto "l'ama il prossimo tuo come te stesso". Quella vocina che sentiva dentro, con tutte quelle domande mentre rientrava a casa, era lo Spirito che ognuno di noi ha in se per Grazia divina.
    L'elemosina è invece spesso un semplice obolo che una coscienza pigra versa senza guardare in faccia e negli occhi l'altro, ... per continuare a fare esattamente ciò che faceva prima, con minor peso.

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    1. Sulle teologali mi trovate preparato. Come dissi a una superficiale e supponente editor della RCS che mi chiedeva da che parte politica stessi: "Io sono un uomo di fede, credo molto in me stesso". Sulle cardinali, ce ne son due che non potete chiedermi, se non volete restare delusi. E spero di non dovervi dire quali sono...

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    2. Diceva Chesterton che i manicomi sono pieni di gente che "crede in se stesso" :-)

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    3. Temperanza e Prudenza?

      Ma va bene... tanto eccelle, in compenso, in almeno 5 su 7 delle arti liberali, per quanto a me noto.

      Più in dettaglio, in tutte quelle del "trivio" ed in almeno due del "quadrivio".
      Se poi dovessi prendere atto che sa disputare anche in materia di astronomia e geometria, vorrebbe dire che Lei sarebbe un degno successore dei professori delle universitas rinascimentali.

      ... attendo ragguagli.

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    4. Non vorrei dirtelo, Massimo, ma i libri di astronomia qui pullulano, abbiamo passato notti col telescopio sul terrazzo a morire di freddo… In geometria penso che se la cavi, anche se non ho mai approfondito.

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    5. La povera infelice
      è di me innamorata,
      e per pietà deggio fingere amore,
      ch'io son, per mia disgrazia, uom di buon cuore.

      Segue aria.

      Però in effetti il telescopio me l'ha regalato lei...

      Quanto era bello non avere un cazzo da fare...

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  5. Sostenere lo sguardo....
    E' la cosa più difficile per me. Non so se perché mi sento in colpa o perché, in un millesimo di secondo, il mio cervello elabora: e se ci fossi io li? Cosa vorrei? Solidarietà? Soldi? Uno sguardo compassionevole ( nella accezione unica e vera della compassione) ?
    Cosa?
    Non so..
    E per quel poco che vale le sono vicino come uomo, perché ho paura che, con quello che sa, la sua sofferenza possa essere ancora maggiore.
    Claudio

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    1. Mi permetto di citare anche la misericordia, che secondo molti significa letteralmente "dare il cuore ai miseri". E quando il cuore vola a loro, il chiacchericcio dei figli puo' rimanere inascoltato, cose che capitano :-)

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  6. Credo in Dio, ma ancor più credo alla preveggenza dei Poeti.
    Assurdo, lo so, ma sul credere non si ragiona.

    "Torneranno le sere a intiepidire
    nell’azzurro le piazze, ai bianchi muri
    la luna in alto s’alzerà dal mare
    e nella piena dei giardini il vento
    fitto di case, d’alberi, di stelle
    passerà per la grande aria serena.
    Torneranno nel sogno anche le voci
    delle famiglie illuminate a cena,
    la rapida ebrietà del loro riso.

    O finestrelle, pozzi, logge, vetri
    affacciati alla vita, allo spiraglio
    delle fresche delizie e dei rimpianti,
    o luna nuova sulla mia memoria,
    tornate ad albeggiare con quel canto
    di parole perdute, con quei suoni
    struggenti, con quei baci morsi al buio.
    Siate la polpa rossa dell’anguria
    spaccata in mezzo alla tovaglia bianca."

    Alfonso Gatto - Desinenze

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  7. Come pure io sono abituato a incontrare in strada il nigeriano, l'ivoriano, l'algerino, lo slavo; con alcuni di loro attacco bottone nella loro lingua ('how are you?' o 'comment ça va?', la cui risposta è sempre 'fine' o 'ça va très bien').

    E ti capita di incontrare il nigeriano che ti dice: sono criminologo, guarda come sono vestito, o un altro nigeriano che ti chiede stupito: you speak english? in this town?, o addirittura chi è anglofono, che parla anche francese e spagnolo, ma vuole imparare il tedesco perchè vuole andare in germania.

    Però non era mai successo di incontrare, anche la mattina presto, degli italiani che ti chiedono un aiuto, a volte inventandosi qualcosa di improbabile (ti ricordi? sono stato a pitturare la tua casa); e questo nell'ultimo paio di anni.

    Prima mai successo, mai, nonostante la crisi petrolifera, nonostante l'inflazione a due cifre, nonostante i politici della prima repubblica (detto tra noi, dei giganti in confronto agli attuali).

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  8. Non poteva fare un post migliore prima del Natale... colgo l'occasione per farle i migliori auguri di buon Natale a lei e alla sua famiglia.

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  9. simile (forse piú leggera...) sensazione a ció che provo osservando (e ascoltando) sui bus i ragazzi italiani in cerca di lavoro a Londra...
    capita sempre piú spesso, e non solo perché da quando arrivai in uk 5 anni fa il numero di italiani é aumentato cosí tanto che é quasi impossibile non accorgersene, ma soprattutto perché é sempre piú frequente incontrare questa "categoria" di connazionali: giovani che vengono a tentar la fortuna in UK non potendo trovare alcun tipo di lavoro in Italia

    "categoria" di italiani perché ovviamente ci sono anche italiani che vengono in vacanza o vivono a Londra, ma questi hanno altri pensieri per la testa, hanno fatto una vita un po' diversa da quella della nostra generazione di euronativi/SMEnativi (nati dagli anni '80) ... e probabilmente hanno altri dubbi sul proprio futuro... (anche se le preoccupazioni per la proprio progenie dovrebbero far sorgere altri tipi di dubbi, ma d'altronde se non hai altri tipi di dubbi, puoi anche non dubitare sui cosiddetti bamboccioni, anche se tra essi ci siano figli e/o nipoti...)

    peró quei gruppi di ragazzi cosí simili a tanti altri che vengono da tutto il mondo a fare esperienza o tentar la fortuna in UK, quei ragazzi parlano la mia lingua, fanno considerazioni sull'Inghilterra e sullo "stile" inglese (quello vero, della working class...) simili alle mie, e dalle loro preoccupazioni li sento molto piú vicini a me... rispetto a quando ascolto gli altri connazionali, quelli piú adulti, che vengono in vacanza o lavorano nella City...
    (okay nella City lavora anche qualche italiano giovane, ma sono nel migliore dei casi dei renziani/berlusconiani (c'é differenza?) convinti, e nel peggiore dei casi sono dei FARIsei...)

    quei ragazzi invece... li sento molto piú vicini a me, e non solo per la lingua e i dubbi, ma perché mi é chiaro che potrei essere stato come loro se solo avessi avuto 5-6 anni in meno... e non é detto che restando l'euro non possa ritrovarmi un giorno ad elemosinare lavoro... ma sappiamo che non durerá perché non puó durare...

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  10. Anche a me succede la stessa cosa.

    Ed infatti noi non siamo qui solo perché si parla di economia.

    Uno dei post più belli.

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    1. Anch'io sono arrivato a questa conclusione. E l'ho scritto al padrone di casa! Qui si impara molto, non necessariamente di economia.

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  11. Caro prof.,

    la capisco e mi sono spesso dovuta soffermare, tristemente, su riflessioni analoghe.

    all'inizio tiravo dritto pure io, pensando che non potendo aiutare tutti quelli che trovavo sulla mia strada e che chiedevano aiuto (sono tanti e purtroppo sono sempre di più) dovevo in qualche modo distogliere la mia attenzione, ispessire la "scorza emotiva" per non farmi prendere dal magone.

    Poi ho cominciato a pensare che persone che - per casi vari della vita - hanno perso tutto, se proprio non le si può aiutare materialmente, forse le si può aiutare rinnovando un patto di fratellanza umana, trovando almeno il tempo e il coraggio per un saluto e uno sguardo vero, da cuore a cuore, riconoscendosi per quello che siamo ovvero schegge di vita in cammino in questo mondo, tutti uguali ma ognuno con una sua strada da percorrere.

    La ringrazio una volta di più per essere la persona che è e per saper scrivere (anche) cose così, per essersi messo in gioco a costo di sforzi personali immensi per difendere il nostro Paese e per aver creato questo spazio dove, in modo variegato, ha arricchito tutti noi parlando di economia, di musica, di arte e di umanità, trascinando i cuori oltre che le menti.
    Se solo avessi un banco su cui salire per renderle grazie, come nell'indimenticabile scena de "L'attimo fuggente", giuro che lo farei ;)

    Micaela

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  12. Della stessa fede di alflig. Buon Natale prof, buon Natale a tutti

    "Come farti capire che c'è sempre tempo?
    Che uno deve solo cercarlo e darselo,
    Che non è proibito amare,
    Che le ferite si rimarginano,
    Che le porte non devono chiudersi,
    Che la maggiore porta è l'affetto,
    Che gli affetti ci definiscono,
    Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,
    Che trovarsi è molto bello,
    Che non c'è nulla di meglio che ringraziare,
    Che nessuno vuole essere solo,
    Che per non essere solo devi dare,

    Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,
    Che adulare non è aiutare,
    Che quando non c'è piacere nelle cose non si sta vivendo,
    Che si sente col corpo e la mente,
    Che si ascolta con le orecchie,
    Che costa essere sensibile e non ferirsi,
    Che ferirsi non è dissanguarsi,
    Che chi semina muri non raccoglie niente,

    Che sarebbe meglio costruire ponti,
    Che su di essi si va all'altro lato e si torna anche,

    Che ritornare non implica retrocedere,
    Che retrocedere può essere anche avanzare,

    Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?
    Come farti sapere che c'è sempre tempo?"

    Come farti capire - Mario Benedetti

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  13. una bellissima e attualissima Christmas carol, come l'avrebbe succintamente raccontata un certo Dickens.
    Anche per questo, grazie

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  14. C'è un pizzettaro tunisino, vicino casa mia, al limitare di un quartiere popolare, dove mi fermo ogni tanto per uno spuntino prima di rientrare la sera.
    Vi ho visto convergere impiegati pubblici, impiegati di banca, operatori ecologici, conducenti di autobus, operai edili dell'Est, mamme e nonne con bambini, pensionati che devono mettere insieme un pasto, ma anche zingari e senzatetto che vivono a poca distanza dentro i camper. Uno spaccato d'Italia.
    Per tutti, 'na striscetta de pizza bianca e un supplì fa un euro e cinquanta, e Selim arrotonda sempre i decimali per difetto ('sto cazz'e moneta!) e ai senzatetto gli fa pure credito.
    Non ci guardiamo mai in faccia, noi, gli avventori, ognuno con la sua solitudine e il suo dramma privato.
    E' lui che ci sta dando (e insegnando) qualcosa.

    Stia sereno, Professore.
    Lei già fa moltissimo contro la Miseria, durante le ore del giorno e della Ragione,
    per eliminare le vere cause di tutto questo. Non si angosci la sera!

    Miserabili sono coloro che ci hanno ridotti così e ci fanno lo spettacolo del dolore in televisione, senza MAI, MAI, MAI porsi il problema del PERCHE'.

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    1. Come fa la nostra presidente della Camera che prima si indigna della miseria che ha visto in Grecia, poi chiosa dicendo che la Grecia e l'Italia dovrebbero fare fronte comune e chiedere con forza aiuto all'Europa! A guardarla i miei sentimenti passano dalla rabbia alla tristezza..

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  15. “…Ora, in linea puramente teorica, l'elemosina sarebbe un dovere cristiano, salvo errore…”
    A parte il fatto che a me piacerebbe parlare di dovere umano, la nostra condizione di essere umani è la nostra naturale, l’essere cristiani è solo una etichetta che ci diamo, spesso per ritenerci intrinsecamente e comodamente migliori di chi cristiano non è. Ricordo al proposito una sua frase “ …e siccome che siamo de sinistra siamo meglio di quelli de destra … “ non ricordo l’occasione e nemmeno esattamente le parole ma mi sembra di ricordare che fosse una sua provocazione nei confronti di quelli che danno al loro senso di appartenenza diciamo un po’ troppa importanza.
    Ma volevo parlare della elemosina che se elevata a dovere morale certifica le mostruosità alle quali questa esistenza ci costringe ad abituarsi. Cosa dovrebbe essere l’elemosina ? La prova dell’amore che proviamo per i più sfortunati, per le sciagure che essendo intrinsecamente parte della condizione umana non si potranno mai evitare ?
    Non è vero che non è possibile sradicare la povertà da questo mondo, è una menzogna alla quale ci costringono ad abituarci fin da bambini perché non ci ribelliamo mai, e questo vale più o meno per tutte le atrocità commesse nell’arco dei millenni.
    “… E lei non può notare quello che io noto: che una volta erano diversi, e adesso sono come noi, sono stati come noi. Questo è l'orrore…”
    Be, si, fino a qualche tempo fa vivevamo in un equilibrio economico in cui molti di noi ora non si trovano più.
    Ma l’orrore non è questo, bensì il fatto che siamo vittime di abitudini e condizionamenti che ci occultano la verità.
    Il mondo non era migliore quando nella nostra società esistevano meno poveri, il mondo non sarà migliore fino a quando anche un solo uomo sarà costretto a mendicare un pasto o un tetto.
    A volte profondi e rapidi cambiamenti ci danno l’opportunità di svegliarci ma nella maggior parte dei casi alterniamo semplicemente profondi sonni a stati di vero e proprio coma.
    Grazie comunque per le parole di verità che in questo luogo circolano spesso indisturbate.
    La mia non vuole essere una critica ma un contributo che stimoli a riflettere ancora più in profondo del già tanto a cui lei ci spinge.
    Grazie ancora.

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    1. Te lo dico con affetto e spirito natalizio: tu ti sopravvaluti. Vieni da CDC? Perché l'equivoco nel quale vivi mi pare riecheggi certe cantonate dei marxisti della Mancia. Ovviamente non è una critica ecc.

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    2. CDC non so cosa sia.
      Non ho mai letto Marx e non ho mai frequentato ambienti “marxiani”.
      Non faccio parte di nessun club, non vengo da nessuna parte che non sia me stesso.
      Che io stia prendendo cantonate: può darsi.
      Semplicemente dico quello che penso, condivisibile o meno.
      Ammetto che spesso sogno un mondo ideale sapendolo irrealizzabile, i sogni d’altronde fanno parte integrante della nostra condizione umana.
      Penso che reprimere la speranza per un mondo migliore non contribuisca a realizzarlo.
      Ma mi creda, non sto vivendo nessun equivoco.
      Mi rendo conto che qui si parla in prima istanza di economia ma come è ovvio io economista non lo sono.
      La seguo e la stimo con estrema consapevolezza e realismo, ammirando la chiarezza con cui esprime concetti largamente condivisibili e illuminanti.
      Grazie per pubblicare i mie commenti a volte bizzarri.
      Sinceri e profondi auguri di buone feste.

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    3. Carissimo, il punto è che non capisco chi stia "reprimendo una speranza". La vita avrà sempre degli sconfitti. Questo è un dato. E qualche volta se la saranno anche cercata loro, e anche questo è un fatto. Li avrebbe anche il comunismo (li ha avuti), come il feudalesimo, ecc. (ovviamente in proporzioni variabili). Il punto è che una società bene organizzata non dovrebbe permettere che gli sconfitti perdano la dignità e la speranza. Dire che ci sono sempre stati e sempre ci saranno degli sconfitti non è negare la speranza. Dire che non ci devono essere degli umiliati e offesi non è negare la speranza. Qui tutti speriamo in un mondo migliore. Alcuni "opinionisti de sinistra" pensano sperano invece in un mondo peggiore, perché vedono nella catarsi e relativa palingenesi l'unica possibilità di rimettere a posto le lancette della Storia. È una scemenza, ma va bene così. Il capitalismo certo non è la fine della storia, e senz'altro non è la fine del mondo, ma io nel mio tempo storico non ne vedrò la fine, e non voglio fare una vita di merda. Questo è il punto. Quando passeremo ad altro (e ci passeremo, prima o poi) ci renderemo conto che l'ingiustizia persisterà. Saremo diversamente ingiusti, ma saremo ingiusti. Questo non significa negare la speranza. Significa ammettere la finitezza della condizione umana, accettarla, e prenderla come punto di partenza.

      Ma certo, non a caso, i marxisti della Mancia, ai quali i tuoi argomenti sinistramente si avvicinavano, mi accusano appunto di questo: di avere una cultura umanistica! E si stupiscono del fatto che questo contribuisca al successo della mia divulgazione. Me li immagino leggere queste poche righe e rosicare come caimani, avviando interminabili thread sul loro forum che solo loro leggono. Buon Natale anche a voi, cari!

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    4. Alberto, scrivi "una società bene organizzata non dovrebbe permettere che gli sconfitti perdano la dignità e la speranza".
      Siccome tendi giustamente alla perfezione mentre ammetti la finitezza, puntualizzo: una società bene organizzata non mira a distruggere la dignità e la speranza, e invece questo accade, non solo sotto la specie economica. Però una "società" non può impedire che qualcuno perda la dignità e la speranza. Se c'è la finitezza nostra, figuriamoci quella della società.

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    5. chi auspica la palingenesi non è un marxista, lenin fece la Nep (nuova politica economica) semplicemente aveva capito che per sopravvivere la rivoluzione aveva bisogno di un passo indietro se è necessario......quelli che auspicano la palingenesi sono degli anarco-nichilisti de noantri, auspicona la palingenesi con il culo degli altri

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    6. @Bagnai

      Con la questione della repressione della speranza non mi riferivo certo a lei, bensì a un sistema che tende a farlo, quello appunto in cui ora viviamo.
      Naturalmente sono in totale disaccordo con la teoria del sacrificio come strumento per “placare l’ira degli dei”, così come lo sono nei confronti dei malthusiani, dei teorici della decrescita e di quelli che ce la stanno menando con il fatto che avremmo fatto talmente tanti debiti “pubblici” da doverli far ripagare perfino ai nostri nipoti rovinandogli la vita.
      Vero è anche che la perfezione è intrinsecamente lontana dalla limitatezza della nostra condizione umana, sono d’altronde convito che potremmo riuscire a vedere molto oltre se solo riuscissimo a liberarci di condizionamenti e fisime che questo sistema sociale, politico, economico ci impone, pur con la consapevolezza che noi nella nostra breve vita modificheremo e vedremo ben poco.
      Sono contento che mi abbia replicato con un commento così equilibrato ma anche piuttosto definitivo, oltre il quale non penso che si sia molto altro da dire.
      Saluti.

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  16. Stasera mentre ero davanti casa dei miei amici, ho visto un immigrato di colore in bici che rovistava nel cassonetto dei rifiuti.... a Bologna (non a Calcutta) ormai è diventato una normalita' vedere persone chiedere aiuto economico per strada. Negli anni 90 erano casi isolati e in molti casi erano praticate da persone che comunque sceglievano di farlo. Poi vederne tutti i giorni davanti ai supermercati coop.... anche io condivido le senzazioni di chi è conscio che da un mese all'altro potremo fare la stessa fine..

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    1. Aggiungo che anche io da ragazzo, per motivi che non sto a spiegare, ho dovuto chiedere aiuto perché non avevo soldi per mangiare. Poi con enorme fatica mi sono sistemato, ma mi rendo conto che vivevo in anni (92-93) in cui, se volevi, potevi prima o poi emanciparti dalla miseria. Se mi succedesse adesso non credo che ne sarei capace.

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  17. Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

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  18. Ho fatto leggere l'incipit a Uga. Mi guarda un po' risentita: "Babbo, nonnè divertente!" In effetti...

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    1. Scusa per il "tu". Quella era una cosa tra te e lei, chiaro che non è piaciuta metterla qui, una cosa intima, tra Figlia e padre.
      Noi ti ringraziamo perché cedi parti di sovranità di Padre...Per noi.... Porgi le mie più sentite scuse a Uga e un bacio.
      In effetti non è divertente.
      Grazie.
      Claudio.

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    2. Però non mi ha chiesto: "Che vuol dire didascalica?"

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  19. Onorata di essere, in spirito sinceramente socratico, tra i 2465 (nel frattempo diventati 2468) a portare la mia parte di peso.
    Non aggiungo altro tranne che il cetriolo, in questo momento, non è una verdura di stagione, si ricordi di dirlo a Uga.

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    1. La storia di IMU, TARES, TRISE, ecc. sembra indicare il contrario, ma in effetti dal punto di vista strettamente botanico hai senz'altro ragione. Fiero delle mie origini contadine, cerco di spiegare a Giulia che se c'è sempre tutto è perché esistono i frigoriferi e il commercio internazionale. "Vedi, Giulia: ci sono le fragole. Ma da dove vengono?" Con quel che ne segue. Ma non facciamoci sentire dal liberista Guerani, altrimenti mi dà del decrescista...

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  20. Io e mia moglie proviamo una tristezza infinita nel vedere dei genitori dover convincere i propri figli a rinunciare al paio di scarpe alla moda per il costo elevato. Quando ci troviamo di fronte a situazioni familiari veramente disagiate, cerchiamo di fargli un prezzo più basso, stando però attenti a non superare la sottile linea tra "buonismo" ed elemosina, per non umiliare ancora di più la famiglia stessa. Il colmo è che l'agenzia delle entrate non ci crede al mancato guadagno,(evasoriiiii) stangandoci bene bene. Ma la felicità che vediamo negli occhi di questi ragazzi per l'ambito regalo non ha prezzo.......
    che triste Natale.....

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    1. Io lo so che è così, perché t'ho visto in faccia. Ma per i marxisti dell'Illinois (l'ultima spiaggia di Cesaratto), o per quelli della Mancia (il passatempo preferito di istwine), o per quelli della mancia (i collaborazionisti del Manifesto), tu sei un padrone quindi un mio nemico. Pertanto non posso risponderti, altrimenti er Melanzana mi accuserebbe di interclassismo...

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  21. Io invece provo rabbia, una rabbia sempre più lucida.


    Pablo Neruda - Spiego alcune cose

    Chiederete: ma dove sono i lillà?
    E la metafisica coperta di papaveri?
    E la pioggia che fitta colpiva
    Le sue parole, riempiendole
    Di buchi e uccelli?
    Vi racconterò tutto quel che m’accade.
    Vivevo in un quartiere
    Di Madrid, con campane,
    Orologi, alberi.
    Da lì si vedeva
    Il volto secco della Castiglia,
    Come un oceano di cuoio.
    La mia casa la chiamavano
    “La casa dei fiori”, ché da ogni parte
    Conflagravan gerani: era
    Una bella casa,
    Con cani e scugnizzi.
    Ti ricordi, Raúl?
    Ti ricordi, Rafael?
    Federico, ti ricordi,
    Ora che sei sottoterra,
    Ti ricordi della mia casa balconata, dove
    La luce di giugno ti soffocava la bocca di fiori?
    Fratello, fratello!
    Tutto
    Era gran voci, sale di mercanzie,
    Mucchi di pane palpitante,
    Mercati del mio rione di Argüelles, con la sua statua
    Come una seppia pallida tra i merluzzi:
    L’olio era versato nel cucchiaio,
    Un profondo brusìo
    Di mani e piedi riempiva le strade,
    Metri, litri, acuta
    Essenza della vita,
    Pesci accatastati,
    Intreccio di tetti nel freddo sole, dove
    La freccia s’affatica,
    Fino avorio delirante delle patate,
    Pomodori in fila, in fila fino al mare.
    E una mattina tutto era in fiamme,
    E una mattina i roghi
    Uscivan dalla terra,
    Divorando esseri,
    E da allora fuoco,
    Da allora polvere da sparo,
    Da allora sangue.
    Banditi con aerei e con mori,
    Banditi con anelli e duchesse,
    Banditi con neri frati benedicenti
    Arrivavan dal cielo a uccidere bambini,
    E per le strade il sangue dei bambini
    Correva semplicemente, come sangue di bambini.
    Sciacalli che lo sciacallo schiferebbe,
    Sassi che il cardo secco sputerebbe dopo morsi,
    Vipere che le vipere odierebbero!
    Davanti a voi ho visto
    Sollevarsi il sangue della Spagna
    Per annegarvi in una sola onda
    Di orgoglio e di coltelli!
    Generali
    Traditori:
    Guardate la mia casa morta,
    Guardata la Spagna spezzata:
    Però da ogni casa morta esce metallo ardente
    Invece di fiori,
    Da ogni foro della Spagna
    La Spagna viene fuori,
    Da ogni bambino morto vien fuori un fucile con occhi,
    Da ogni crimine nascono proiettili
    Che un giorno troveranno il bersaglio
    Del vostro cuore.
    Chiederete: perché la tua poesia
    Non ci parla del sogno, delle foglie,
    Dei grandi vulcani del paese dove sei nato?
    Venite a vedere il sangue per le strade,
    Venite a vedere
    Il sangue per le strade,
    Venite a vedere il sangue
    Per le strade!

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  22. Un post esemplare, che coniuga i moti del cuore con quelli dell'alta letteratura. Anch'io, illo tempore, pensavo che la carità fosse un dovere cristiano, ma siccome cristiano, in senso teologico, non ero, credevo di fare qualcosa di più, come dire, importante e utile per l'uomo, ossia cambiare il mondo. Adesso non ho più certezze, e mi capita di mettere una manciata del vile conio nel bicchierino di plastica che mi viene porto.

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    1. Hai aggiunto il pezzo che mancava.

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    2. Forse è giusto non avere più certezze se poggiano su capacità impossibili. A proposito di conio, è il talento che deve rendere là dove è richiesto. Credo ci sia una gran richiesta, urgente, eppure non si capisce dove, sarà che ci piace andare a spasso. Bisogna chiedere, chiedere ancora, la porta giusta si trova: bussate e vi sarà aperto.
      (Non era la citazione attesa, ma siamo tutti dei mendicanti).

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  23. come da topic se gradito incollo un breve passo del vangelo di tommaso sull'elemosina (apocrifo? gnostico? sarà... ma a me proprio questo passo è sempre piaciuto molto e visto che non fa del male a nessuno per me è buono!).
    Solo per dirle prof. che si può essere d'accordo o meno sui suoi contenuti o sui modi ma lei l'elemosina, quella vera, quella più giusta, la sta facendo da anni, o almeno ci sta provando:

    Un giorno Gesù disse: “ Non perdete tempo a digiunare perché, cosi facendo, fate la vostra rovina spirituale. Non perdete tempo a pregare perché, cosi facendo, vi costruite un inferno.
    Trattenetevi dal fare elemosina perché fareste torto al vostro Spirito”.
    Molti di noi non capivano. Gesù, quasi ridendo, aggiunse:”Tu Matteo, che eri chiamato il grassone, sai bene quale rovina fosse per te l’ingordigia che ti squilibrava: altrettanto squilibrante è il digiuno”. Replicammo:”Questo lo abbiamo capito, ma perché la preghiera ci danneggia?”
    Gesù ci chiese: “come pregate?”
    —Diciamo: “Signore abbi pietà di noi”
    —Pensate forse che il Padre sia crudele? E che altro dite?
    —Diciamo” “Signore facci avere questo, concedici quest’altro”
    —Questa è ingiustizia! Non così dovete pregare.
    —E come, allora?
    —Tacendo e ascoltando la voce del Silenzio che parla dentro di voi, il Pensiero Vivente, vera preghiera, che crea e non ripete, che entra in voi ed è pura. Ciò che entra non vi contamina, ma ciò che esce vi sporca.
    —E per l’elemosina?
    —Ciò che dai a te stesso lo chiami forse elemosina? E ciò che voi chiamate elemosina non è altro che quel piccolo obolo che una coscienza addormentata paga volentieri per poter continuare tranquillamente a dormire! – poi Gesù aggiunse: Chi ha orecchie per intendere, intenda.
    Molti di noi non avevano capito.
    Gesù sorridendo, disse:
    —Lo Spirito è Perfezione. Pensate sia perfetto un mondo in cui sia necessaria l’elemosina?
    —No, E’ un mondo ingiusto.
    —L’elemosina stabilizza questa situazione di ingiustizia.
    —E allora, cosa dobbiamo fare, in questo mondo che, purtroppo è ingiusto, quando un povero, affamato, viene da noi?
    —Fate a lui quello che vorreste fosse fatto a voi stessi. Fate il vostro dovere e fatelo in silenzio.

    Una battuta di spirito, forse molti apostoli erano ingegneri povero gesù! :D

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    1. "L'elemosina stabilizza questa situazione di ingiustizia". Quindi Cristo era di sinistra. Il che spiega perché di evangelisti ne siano rimasti quattro. Gli è andata sempre meglio che agli economisti, perché ne resterà uno solo.

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  24. Sì è meno pesante se lo portiamo in 2465...

    Buon Natale a lei e alla sua meravigliosa famiglia!!

    Grazie di tutto (quanti debiti abbiamo nei suoi confronti, speriamo che aumenti un po' l'inflazione, che come lei ci ha insegnato, favorisce appunto i debitori)

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  25. Forse è proprio per non far pesare il loro sguardo che a Praga i mendicanti chiedono l'elemosina proni con la testa in giù, nel modo dei musulmani...
    si affidano totalmente a te, senza volerti chieder nulla, neanche con uno sguardo...

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  26. Un suggerimento di Charles Baudelaire (metterlo in pratica solo se non si è accompagnati da minori).

    "Assommons les pauvres!
    [...]
    Comme j'allais entrer dans un cabaret, un mendiant me tendit son chapeau, avec un de ces regards inoubliables qui culbuteraient les trônes, si l'esprit remuait la matière, et si l'oeil d'un magnétiseur faisait mûrir les raisins.
    En même temps, j'entendis une voix qui chuchotait à mon oreille, une voix que je reconnus bien; c'était celle d'un bon Ange, ou d'un bon Démon, qui m'accompagne partout. [...] Or, sa voix me chuchotait ceci: "Celui-là seul est l'égal d'un autre, qui le prouve, et celui-là seul est digne de la liberté, qui sait la conquérir."
    Immédiatement, je sautai sur mon mendiant. D'un seul coup de poing, je lui bouchai un oeil, qui devint, en une seconde, gros comme une balle. [..] Tout à coup, - ô miracle! ô jouissance du philosophe qui vérifie l'excellence de sa théorie! - je vis cette antique carcasse se retourner, se redresser avec une énergie que je n'aurais jamais soupçonnée dans une machine si singulièrement détraquée, et, avec un regard de haine qui me parut de bon augure, le malandrin décrépit se jeta sur moi, me pocha les deux yeux, me cassa quatre dents, et avec la même branche d'arbre me battit dru comme plâtre. - Par mon énergique médication, je lui avais donc rendu l'orgueil et la vie. Alors, je lui fis force signes pour lui faire comprendre que je considérais la discussion comme finie, et me relevant avec la satisfaction d'un sophiste du Portique, je lui dis: "Monsieur, vous êtes mon égal! veuillez me faire l'honneur de partager avec moi ma bourse; et souvenez-vous, si vous êtes réellement philanthrope, qu'il faut appliquer à tous vos confrères, quand ils vous demanderont l'aumône, la théorie que j'ai eu la douleur d'essayer sur votre dos."
    Il m'a bien juré qu'il avait compris ma théorie, et qu'il obéirait à mes conseils. "

    Da "Le spleen de Paris". Il testo integrale è qui: http://baudelaire.litteratura.com/pop/texte/187-assommons-les-pauvres.html#.UrfmWyyA1LM

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  27. La fibbia del borsello in cui chiedeva di versare l'elemosina passava tra le due protuberanze che la sua deformità lo costringeva ad usare come mani. Il signore coi moncherini era solito fermarsi lungo ponte Tazio, poco prima di Montesacro: indossava un cappello grigio e un girocollo nero, coperto da una giacca appena poggiata sulle spalle da cui fuoriuscivano quelle sue deformità.
    Ricordo che lo incontravamo sempre per andare alla Standa di piazza Sempione. Mamma mi teneva per mano e ci si fermava a scambiare due chiacchiere per dargli qualche spicciolo: ne ricordo il naturale e sorridente colloquiare mentre io, aspettando seccato la fine di quella sosta fissa, non avevo altro da fare che guardare con insistenza quelle sue orribili protuberanze.
    Tanto ne rimanevo ogni volta in qualche modo colpito, che tanto ogni volta diventava l'argomento di discussione nel pezzetto di strada da ponte Tazio fino ai giocattoli della Standa. Un giorno divenne e da allora rimase, semplicemente un signore.

    Trent'anni dopo, mamma non ha ancora perso il vizio di dare confidenza a questi sconosciuti, io non capisco cosa tenga queste persone salde nel proposito di affrontare per accettazione o rassegnazione, ogni mattino al risveglio, la loro condanna ad una miserabile esistenza. Omo artefice der proprio qualcosa, con i molti e dovuti distinguo.

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    1. Vorrei conoscere tua madre, magari per regalarle il mio libro.

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    2. Se un giorno passa da Napoli, assolutamente. Però, sul libro "mamma" ci vuole la dedica...! :)
      Grazie del pensiero.

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    3. Va detto, a onor del vero, che, forse non ai tempi di sua madre e di quando lei era bambino, molte di queste persone, almeno oggi, sono sfruttate da veri e propri papponi. Criminali della miseria. Spesso è l'unico pensiero che mi frena dalla elemosina, quello di non alimentare un mercato orrendo, che, nutrito, continuerebbe a tenere queste persone in schiavitù.
      Mia madre tutte le mattine va a messa con una sua amica nella chiesa vicina alla stazione (Salerno). E' purtroppo pieno di poveri cristi, e lei non riesce mai a frenare il suo animo da crocerossina. Quando le ho spiegato che c'è la possibilità che siano degli sfruttati ha cominciato con l'amica a offrire a costoro un cornetto o un panino o un cappuccino.
      Un mattina, mi ha raccontato, un signore cui ha offerto un panino è corso a mangiarselo nascosto in un angolo buio dietro la chiesa, cosa che della quale non riusciva a spiegarsi il perché. Forse, abbiamo pensato, c'era qualcuno che "lo controllava" e non poteva farsi vedere...

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    4. L'elemosina non è necessariamente un "trasferimento d'infame conio": per esempio negli USA si discute se i trasferimenti alle famiglie meno abbienti debbano avvenire in forma pecuniaria o come buoni che danno accesso esclusivamente a determinate prestazioni. Al di là del racket, la tua è una scelta che condivido perché in molti i casi, con quei soldi, anziché cibo comprano alcolici per non pensare, abbandonandosi sempre di più. Un po' come le prostitute in Grecia che, pur di farsi di Shisha, si danno via per pochi euro.

      Quello che però intendevo sottolineare, in special modo in una società di homini habentes catechizzati al culto del deus Habere, è che queste persone, come chiunque, giudicano ciò che sono in base a ciò che hanno: se gli dai i tuoi spiccioli sanno che mangeranno, se gli dai un po' della tua attenzione sapranno di non essere nullità.

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  28. I poveri di oggi sono uomini e donne che hanno lavorato, e oggi sono pensionati che non possono mantenersi con la sola pensione, o persone che hanno perso il lavoro e non lo hanno più ritrovato, sono il frutto di un'economia in declino come quella nostra.
    Ho l'impressione che la nostra civiltà, invece di progredire nelle conquiste sociali, stia andando indietro.
    I diritti costituzionali, sono intoccabili e irrinunciabili, ma sono così "alti" che siamo stati abituati a considerarli come estranei al nostro vivere quotidiano.
    Adesso che di fatto li vediamo cancellati e negati, ci rendiamo conto che, in fondo, non erano parole vuote, che era bello vivere in un paese che aveva il dovere di garantirti un lavoro, una vita dignitosa, una casa, la salute...
    Comunque, io avrei detto che il cetriolo è un ortaggio.

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    1. In effetti. Ma ci sono esperienze che ti fanno perdere la proprietà di linguaggio...

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  29. Anche io, oggi, ho obbedito al precetto e ho dato 10 euro ad un barbone.

    Ed anche io, giorni fa, mi ponevo domande simili. Anche queste persone hanno giocato da bambini, sperato da adolescenti, sognato da giovani. E, se ne avessero la possibilità, dubito che accetterebbero di rimanere nella loro condizione.

    E' veramente "colpa loro"? Come ci dice l'etica borghese? Forse, è colpa di tutti. E forse, è per questo che è meglio pensare -come vedo che parecchi fanno- al gattino batuffoloso o al cagnolino nel canile: tanto "gli umani fanno schifo" e siamo a posto con la coscienza. Colpa loro, per l'appunto.

    L'etica che impera nell'età dell'€uro, comincia a farmi schifo......

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  30. Ho letto con commozione, immedesimandomi nello smarrimento provato. Sabato tra i reparti di un supermarket agghindato a festa si aggirava errante un povero cristo vestito come un aspirante venditore a primavera che non aveva neppure il coraggio di chiedere... Chiedevano, con disperazione, i suoi occhi. Un abbraccio, e auguri di Buon Natale e Felice anno a lei e a tutta la famiglia, compresa quella allargata del blog.

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  31. " καὶ ἀποκριθεὶς ὁ βασιλεὺς ἐρεῖ αὐτοῖς· ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐφ᾿ ὅσον ἐποιήσατε ἑνὶ τούτων τῶν ἀδελφῶν μου τῶν ἐλαχίστων, ἐμοὶ ἐποιήσατε" (Matt. 25, 40) Buon Natale, Professore, a lei e a tutta la sua famiglia.

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  32. Partendo dal più odioso dei pronomi, le porto la mia esperienza, che condivide in pieno i suoi dubbi e i suoi ragionamenti però è forte dell'insegnamento del mio bisnonno tramandato a me dalla mia mamma.

    Io non do più soldi.
    A nessuno.
    Nei giorni di festa, il paese di bisnonno Alessandro si riempiva di mercanti, bancarelle insieme alle quali arrivavano i mendicanti. Sembrava quasi un teatrino, una giostra sempre uguale.
    Mio nonno, che veniva da un'esperienza nel ginnasio, ha sempre praticato la carità cristiana ma in una forma singolare: lui ha sempre invitato alla sua tavola il povero che chiedeva l'elemosina ma mai (mai mai mai) ha dato lui dei soldi.

    Troppe persone oggi fanno "finta" di essere poveri.
    Troppi sono i poveri veri.
    Come distinguerli?
    Io compro cibo, dono cibo. Non posso fare altro. Abbiamo provato a pagare la spesa di un'anziana che lasciava in cassa articoli (cibo, non vezzi) che non poteva pagare con la banconota da venti euro che aveva nel portafoglio.
    E' ingiusto. E' immorale. E' pazzesco e mai mi sarei immaginata di vedere queste cose. Chi ha bisogno, bisogno davvero, accetta il cibo, non pretende soldi.
    Si potrebbe aiutare qualcuno a pagare le bollette... ma soldi in mano al mendicante, non ne metto più.
    Non più, dopo aver visto una "zingara" tirare fuori da sotto la gonna una mazzetta arrotolata di banconote che io non vedrò mai, non tutti insieme!!!
    Un abbraccio, stia "sereno". Indirettamente sta aiutando anche questi "suoi clienti".

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    1. Cosa vuol dire "far finta di essere povero"?

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    2. Mi riferivo proprio all'episodio della zingara.
      Vederli lì, con i bambini in braccio, al freddo, tutti contriti inducono ad essere caritatevoli.
      Poi però arriva il momento in cui vedi la stessa persona sorridente che prende da sotto la gonna quel rotolo di banconote e infilarsi in un mercedes, nemmeno troppo vecchio, sbattendo il bambino sul sedile posteriore (così come si trovava) e correndo via... In quel momento ho realizzato che non mi piaceva essere presa per i fondelli e, forse forse, il mio bisnonno non aveva tutti i torti. Chissà quanti mi hanno preso in giro...Stessa cosa dicasi per un ispanico fuori dall'ufficio postale: il pane non l'ha voluto, voleva i soldi. L'ho visto qualche mese dopo, seduto bello tranquillo al bar a bere cappuccino e mangiare brioche.
      A pensar male si fa peccato ma ... Da allora, niente più conio nei bicchierini. Al più, pago la spesa ad altri anziani.

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  33. Caro Alberto,
    "non riesco a sostenere il loro sguardo", ma neanche il mio. Perchè qualsiasi cosa io pensi, faccia o progetti di fare, in circostanze come quella che hai descritto, al mio sguardo interiore quella cosa appare sempre come una strategia di giustificazione del mio essere al caldo, mentre lui/lei è al freddo; della mia pancia piena, mentre lui/lei ha fame; della mia pelle morbida e pulita, mentre la sua è sporca e indurita.
    Dovrei rinunciare a tutto (và, vendi tutto ciò che hai e il ricavato dallo ai poveri, e poi seguimi) e sedermi lì accanto, per confutare questa sensazione. A che servirebbe? Più a me che a lui/lei, credo. (...ed anche questa, ahimè, mi suona come una giustificazione).
    La "porta stretta" lo è davvero, stretta. E scomoda. Mi illudo che esserne consapevoli e fare ogni giorno (si, come no...) il massimo che si può per varcarla, sia suffciente. Ma è una illusione, appunto: senza abbondantissime dosi di misericordia, saremmo comunque segnati. Il che non ci esime...
    Questo blog, il cammino che hai volutamente intrapreso, mi sono apparsi da subito un tentativo di passare per la porta stretta, senza deflettere.
    Buon Natale e buon anno nuovo, allora;
    e grazie.

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    1. E questo era l'altro pezzo che mancava e che condivido. Ho pensato mille volte di andarmene in Africa. Se mi avesse fatto star meglio, anche per un motivo egoistico, e avesse fatto star meglio un'altra persona, sarebbe stato un miglioramento paretiano, no? Però... cosa significa: da ciascuno secondo le sue possibilità?

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  34. Leggere questo post ha del miracoloso. Il miracolo è quello della comunicazione che arriva al fondo delle esperienze comuni e le unisce... Poi su twitter arriva gente arrogante che non afferra come si pagano i debiti in euro fuori dall'euro. e che dà patenti di fascismo a chi ne sa di più. Tra questi estremi mi sembra di vedere il postulato alla base della prima legge della termodidattica: la differenza tra chi vede un mondo composto dall'essere di entità divise e finite, e chi ne vede anche l'aspetto del divenire di un unico interconnesso infinito. Sono due aspetti del mondo entrambi veri, ma che misera vita quella di chi non afferra il secondo. E che tristezza vederli dibattersi, specie quando sono ggiovani, come farfalle inchiodate al raccoglitore, e come ci si sente male a non riuscire a comunicargli nulla. Ma è impossibile perché a livello profondo siamo su due galassie diverse. È la vita.
    Grazie di tutto.

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    1. Ai servi che non capiscono quanto siano vicini ad essere schiavi sinceramente non mi interessa più comunicare nulla. In due anni e più di lavoro vi ho dato tali e tanti strumenti che se volete potete bastonarli voi, e del resto lo strumento principale, cioè il buon senso, ve lo aveva dato madre Natura, altrimenti non sareste qui. Ecco: noi restiamo qui, in questa zona detrollizzata (in virtù di quella che i marxisti della Mancia chiamano: censura!)

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  35. anch'io ho una storia di madre da raccontare, dava la carità a tutti (e un po' anch'io). Una volta vede un signore senza una gamba appoggiato alla spalletta del ponte della ferrovia a venezia, e cerca i soldi. il tipo la ferma: erwarte auf meine frau. Non voglio invitare a frenare l'impulso generoso, considero che la volubilità del benessere e il precipitare nella miseria hanno da sempre il tocco tragico della Sorte, e forse è per questo che accettiamo di tutto dai politici come fosse una invincibile Fatalità .

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  36. ADDENDUM:
    avviato il video, ho aperto il sito della mia banca e, mentre ascoltavo il bellissimo pezzo, ho effettuato il versamento anticipo IVA.
    Della serie: come alleviare le... dissonanze della vita.
    Grazie, e buon Natale.

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  37. La settimana scorsa, Servizio pubblico ha mostrato immagini della manifestazione organizzata da Danilo Calvani (uno dei tre leader dei “forconi” dal quale hanno preso le distanze gli altri due), cui hanno partecipato circa tremila persone, tra Casa Pound, perditempo e pensionati ringhianti. “Tutti a casa” e “pezzi di m...a” sono i refrain che escono con più facilità dalla bocca del “popolo”. Che se lo guardi, il popolo, non è che la prima cosa che ti viene in mente è “ecco, al governo ci metterei quelli lì”. Anzi, molti di loro non vorrei averli come vicini di casa.
    Detto questo, siamo comunque a un bivio: o si esce dall'€, che è la causa principale di questo stato di cose, oppure la situazione potrebbe raggiungere il punto critico. Perché non può fare altro. E quelle che oggi sono le prime sparute manifestazioni di qualunquisti e mesta-nel-torbido, domani potrebbero dilagare in una protesta che non porterà a nulla di concreto, ma che ci darà tanti non richiesti grattacapi aggiuntivi. E non saranno i M5s in Parlamento a impedirlo.
    Nonostante la situazione precipiti, i conduttori dei talk show tv mettono in scena imperterriti la stessa commedia da 20 anni. Ci si inoltra in labirinti di chiacchiere senza mai giungere al centro della questione, se non di striscio e in modo fazioso.
    Si cincischia, insomma. Si appendono quadri da quattro soldi per nascondere le crepe nel muro. Solo che ormai i quadri non bastano più.

    Ciò che irrita e lascia di stucco è che «l’Italia mai, nemmeno per un momento, è stata a rischio default. Lo certifica la stessa Commissione Europea nel suo Fiscal Stability Report ( http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/2012/pdf/ee-2012-8_en.pdf ).
    [Inoltre] l’aggiornamento di uno studio datato 2011 ( http://www.stiftung-marktwirtschaft.de/fileadmin/user_upload/Pressemitteilungen/2011/PM_Ehrbare_Staaten_Internationaler_Vergleich_07_12_2011.pdf ), condotto dall’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l’Università di Friburgo, ha ribadito che l’Italia è il Paese che ha il debito pubblico più sostenibile dell’eurozona! http://www.stiftung-marktwirtschaft.de/fileadmin/user_upload/Pressemitteilungen/2013/PM_Ehrbare_Staaten_EU27-Schuldenranking_28_11_2013.pdf
    Scriviamo "ribadito" poichè era arrivato alle stesse conclusioni nel 2011, nella precedente edizione dello studio, in cui un'equazione calcola il "gap della sosteniblità" sommando il debito pubblico esplicito (il debito/Pil attuale che riflette il passato) con il debito implicito (che tiene conto degli obblighi di spesa futuri tra i quali welfare, pensioni e sanità) per arrivare a un debito totale. In questa classifica, come si evince dal link, l'Italia svetta al secondo posto con un debito totale/Pil al 73%, dopo la Lettonia, quindi primi nell’eurozona e con una percentuale molto bassa. Al quarto posto la Germania (154%), 16a la Francia (449%), 22a la Gran Bretagna (640%), 24a la Spagna (672%). Gli Usa sarebbero ultimi, al 1.300%».

    Ora, queste cose sono note da tempo ai lettori di Goofynomics, ma apparentemente tecnici, “esperti”, economisti da salotto tv, politici ed esponenti del governo nella quasi totalità le ignorano, e continuano ad ossessionare la popolazione con la giaculatoria del “debito elevato che ci costringe ad attuare riforme impopolari”.
    Impopolari, è la mia opinione, non nel senso di sgradite, ma proprio contro la popolazione.
    Si rafforza l'impressione che gli euro-burocrati stiano portando volutamente l'Europa nella direzione dello scontro sociale.
    I veri detentori del potere sono pronti a gestirlo. La popolazione no.

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    1. E' la stessa impressione che ho io, per questo non sono particolarmente ottimista; credo che sia improbabile che queste persone non abbiano già da tempo, in parte almeno, previsto lo sviluppo degli eventi e io credo che certi "movimenti" rappresentino non un pericolo (per loro), ma una potenzialità (un piano X).
      Vediamo il nord Africa, certo una situazione molto differente, però le aspettative, la rabbia e il desiderio di cambiamento sono state facilmente strumentalizzate, non per creare un mondo migliore, ma un caos ancora più indeterminato e violento (penso all'Egitto, che è stato "normalizzato" con un colpo di stato dopo un "periodo di prova", e in parte alla Libia, dove in realtà la "rivolta" è stata probabilmente minoritaria e settaria).
      Oggi Letta dichiara "Il 2013 è l'anno che verrà ricordato come una svolta generazionale senza precedenti nella storia repubblicana italiana". Io temo che abbia ragione, ma penso che la svolta sia quella descritta dal prof in questo bellissimo messaggio.

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    2. @ Ivan Boni (23 dicembre 2013 13:10)

      L'obiettivo di controllare il nord Africa risale al secolo scorso e fa parte del progetto di fare del XXI secolo il “Secolo Americano”, ma dopo ciò che hanno combinato i “neo-con” si è rafforzata la convinzione che «Gli Stati uniti stanno diventando un problema per il mondo. Eravamo abituati a considerarli piuttosto, una soluzione. Garanti della libertà politica e dell’ordine economico per mezzo secolo, appaiono sempre più come un elemento di disturbo sulla scena internazionale alimentando dove possono l’incertezza e i conflitti».
      Tra virgolette:
      Dopo l’impero, Emmanuel Todd, 2002

      In particolare, Russia e Cina da diversi anni hanno maturato la convinzione che occorra mettere un freno all'“esuberanza” degli strateghi del Pentagono, e hanno dato avvio ad un massiccio programma di ampliamento dell'apparato militare, che sconsiglia sin da ora qualsiasi ulteriore avventurismo da parte di quelli che in certi ambienti di Washington sono noti come i “falchi dalle ali di pollo” - che poi erano i componenti dello staff presidenziale di Bush. E lo si è visto con la Siria, dove la Russia non ha dovuto sforzarsi molto per convincere Washington a desistere dal suo delirante piano di dare fuoco all'intero Medio oriente.
      Del resto, in occidente sembriamo dimenticare che con una superficie di oltre 17 milioni di kmq la Russia è il Paese più vasto del pianeta, è ricco di risorse, e il suo apparato militare è tale da sconsigliare a chiunque di fornire a Mosca consigli non richiesti.

      «Nessuno si illuda di poter ottenere la superiorità militare sulla Russia. Noi non lo permetteremo mai ", ha detto Vladimir Putin in un discorso all'Assemblea federale, la sessione congiunta delle due camere del parlamento russo».

      Sui “movimenti” dei giorni nostri che dire: rivoluzionari a tassametro eterodiretti tipo “rivoluzioni colorate”, “primavere arabe”, “ribelli siriani”, scalzacani come Grillo, dementi come Femen e Pussy riot, allocchi come gli ucraini pro-€, ecc. Ci si può riempire un'enciclopedia.
      In Italia sono apparsi i “forconi”, che poi sono quelli che hanno votato Forza Italia e/o Lega nord, e ci hanno messo 20 anni per accorgersi di aver preso una cantonata. L'esperienza del M5s dovrebbe aver reso evidente che non è sufficiente far parte del “popolo” - e sarebbe davvero interessante riuscire ad identificarlo una volta per tutte, il popolo -, per avere idee convincenti e di buon senso.
      Dunque non occorre una grande immaginazione per capire come andrà a finire.
      Chi gestisce realmente il potere, ad esempio, lo sa.

      La frase sulla “svolta generazionale senza precedenti", è dovuta all'eccessiva stima che Letta ha di sé, ed è oltretutto infondata, dal momento che aver messo lui a capo di un governo sostanzialmente inesistente, e acclamare un pupazzo come Renzi alla segreteria del Pd, più che una svolta fa venire in mente un deragliamento.
      Coloro che oggi pensano che aver eletto Renzi segretario coincida con la rinascita del Pd, stanno solo facendo un favore alla classe sociale dominante senza nemmeno rendersene conto. Era sufficiente ascoltare la scorsa settimana la povera Alessandra Moretti, anch'essa divenuta sostenitrice di Renzi in quattro e quattr'otto come tanti altri, dire la qualunque a Piazza pulita, incapace di comprendere che nessuno la prendeva sul serio. E le è andata anche bene che non l'hanno presa a ceffoni.
      Moretti, Speranza, Madia, Nardella, e le altre decine di giovani deputati Pd sembrano il prodotto di una selezione tipo “X Factor”, e sembrano sinceramente convinti che loro saranno in grado di trasformare l'Italia da un giorno all'altro, dimostrando con ciò di non aver capito nemmeno in che nazione vivono.

      Sintetizzando, tempi duri ci attendono.
      Ma poi finiscono.

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  38. Questo post mi ha ricordato che era giunto il tempo della mia donazione di sangue periodica.
    Stamattina ho quindi approfittato del giorno di ferie per andare alle 7:30 al centro trasfusionale del Forlanini (ex CRI) e fare il mio dovere civico.
    Lo faccio ormai solo nei giorni di ferie perche' il duo Monti/Fornero ha fatto una bella legge demenziale per cui i permessi per donazione sangue vanno scorporati dal calcolo dei giorni di contribuzione necessari per maturare il diritto alla pensione (e nel mio estratto contributivo ve ne sono gia' troppi per i miei gusti) e mentre prima era tollerato che si andasse al lavoro lo stesso (almeno per i dirigenti), oggi non ci si puo' proprio piu' andare (e' diventato illegale recarsi al lavoro dopo una donazione).
    Non so se e' un segno dei tempi, ma anche il numero dei donatori e' calato drasticamente (come lamentano gli addetti).
    Il problema del debito comincia ad interessare pure lo stock di sangue.
    Venti anni fa al centro trasfusionale CRI di via Ramazzini di Roma arrivavano molte decine di donatori al giorno, se arrivavi tardi ci passavi tutta la mattinata, oggi probabilmente ne arrivano non piu' di quindici al giorno (e se la resistenza al digiuno te lo permette ci puoi andare pure dopo le 11, che fila non ce ne e').
    Sereno Natale a tutti gli amici del blog.
    Come diceva Eduardo 'ha da passa' a nuttata'.

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  39. Quando s’incrocia lo sguardo di chi mendica si è costretti a fare i conti con la propria coscienza (chi ce l’ha), e i conti con le proprie paure nel riconoscersi in lui o lei. Allora meglio voltarsi altrove ed evitare di farli questi conti con se stessi, costa meno dolore e la tentazione è forte. Ma se si accetta di fermasi e guardare, si scopre che in fondo non c’è modo di mondarla quella coscienza, fintanto che si ha denaro da spendere e una casa calda dove rifugiarsi e lui o lei nulla di tutto ciò. Sono solo pannicelli caldi che stendiamo sulla nostra coscienza per consentirci di passare oltre e rimuovere ciò che continuerà ad essere anche dopo il nostro passaggio, magari con qualche spicciolo in meno nelle nostre tasche. Perché per dirla con De Andrè: “Anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti”. Buon Natale a tutti.

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    1. No. Noi non ci crediamo assolti, ma non siamo coinvolti. Stiamo combattendo. Quelli che si credono assolti sono altri: er Melanzana, S. Bernardino da Monte dei Paschi di Siena, ecc. Loro sono coinvolti.

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  40. L'impressione è che, comunque, il mondo stia cambiando, se in meglio o in peggio dipende dai gesti e dalle scelte di ognuno. Tutto sta acquistando un diverso peso, non c'è più niente di banale.
    Auguri a tutti e un abbraccio.

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  41. Stamattina scorrevano i titoli delle news a RAI News 24: "Morto il 51enne che la settimana scorsa si era dato fuoco in piazza San Pietro per motivi di salute e famigliari".
    Per motivi di salute e famigliari... quanto pudore, 'sti figli...

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  42. L'Idiota di Dostoevskij è l'opera letteraria (nella mia personale esperienza) che meglio di tutte ha scavato in profondità i temi sollevati dal suo messaggio. Io penso che sia il continuo bisogno di costruire relazioni, individuando punti in comune, che crea la separazione (il diverso) e la conseguente nevrosi latente di cui (credo) tutti soffriamo. Mettere alla luce (interiormente) queste diversità riacutizza la sofferenza, ma contribuisce ad avvicinarci e a renderci più "buoni", dove per bontà non intendo il "buonismo", ma proprio il senso della "compassione" così descritto di Dostoevskij nel creare la figura del principe Myskin.
    Di uomini "buoni" non credo ne siano mai esistiti, ma di "buonisti" è pieno il mondo.
    Grazie per averci ricordato i veri legami che ci uniscono in questo blog, pur nella nostra diversità come individui.

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  43. "Dio mi liberi dalla saggezza che non si commuove, dalla filosofia che non ride, dalla grandezza che non s’inchina davanti ai bambini."
    Kahlil Gibran

    Grazie Prof anche delle dissonanze.

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  44. A me è sempre piaciuta molto (anche) questa poesia di Bertolt Brecht.

    Il dormitorio (1931).

    Sento che a New York
    all'angolo fra la 26.a strada e Broadway
    durante i mesi d'inverno ogni sera c'è un uomo
    e ai senzatetto che là si radunano
    pregando i passanti procura nel dormitorio un letto.

    Il mondo così non si muta,
    i rapporti fra gli uomini così non si fanno migliori
    l’éra dello sfruttamento così non diventa più breve.
    Ma alcuni uomini hanno un letto per la notte,
    il vento per una nottata viene tenuto lontano da loro,
    la neve a loro destinata cade sulla strada.

    Non chiudere il libro dove questo leggi, uomo.
    Alcuni uomini hanno un letto per la notte,
    il vento per una nottata viene tenuto lontano da loro,
    la neve a loro destinata cade sulla strada.
    Ma il mondo così non si muta,
    i rapporti fra gli uomini così non si fanno migliori
    l’éra dello sfruttamento così non diventa più breve.



    Buon Natale.

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    1. Da leggere su lantidiplomatico untervista a Paul De Grauwe. Scelgo di anticipare questa risposta perché i frequentatori di questo blog sono stati ben istruiti dal suo ideatore

      Le possibilità di intervento esistono, ma il tempo si sta assottigliando e dobbiamo smettere questo inutile esercizio di moralità. Le responsabilità per il disastro attuale sono esattamente le stesse: per ogni debitore in difficoltà, infatti, c'è dietro un creditore imprudente.

      Se ci pensiamo bene, non è così difficile far cambiare atteggiamento a Berlino. Basterebbe che i paesi dell'Europa meridionale con l'Irlanda, quindi la maggioranza nelle votazioni nei vari consessi decisionali, formassero un'alleanza politica e dicessero chiaramente che non sono in grado di proseguire con queste misure di politica economica. Dovrebbero poi chiarire che non sono disposti a seguire più il Diktat del Nord Europa. Hanno i voti per rendere efficaci le loro indicazioni ed urgenze. Si può fermare l'austerità oggi stesso ed isolare la Germania, ma solo se tutti questi paesi decidono di agire insieme ed in modo coordinato. Fino ad ora però questo non è accaduto.

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  45. Da ragazzino mi chiedevo, guardando lo sport americano (che è bellissimo cmq) perché da loro si fanno (facevano) donazioni e in generale è vivo (era) lo spirito solidale (mentre da noi molto meno).
    Ora mi sono dato una risposta: loro sono morti prima di noi e quindi hanno avuto bisogno prima di noi di questa falsa ideologia (premettendo che una cosa è donare individualmente un'altra cosa sfruttare un sistema bacato e poi fare donazioni.. come chi distrugge l'ambiente e la dignità umana e poi promuovere la green economy e fa viaggi in Africa).

    uno dei miei incubi più ricorrenti è finire sotto i ponti e quindi che dire?
    Altro che populista, lei è del popolo!
    altro che "fuga di cervelli" rivolti a chi sputa contro questo stato di cose.. abbiamo "cervelli in fuga" dalla realtà.

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  46. Qui, in Sicilia, quasi ad ogni semaforo, c'è qualcuno che ti vuole lavare il parabrezza, o venderti un pacchetto di fazzolettini, o ti chiede l'elemosina con sguardo implorante. Quasi sempre si tratta di non-italiani. Ma agli angoli di alcune strade , o ai confini dei mercati rionali, o nelle piazzette dei paesini, vedi anche persone anziane che si improvvisano venditori di frutta o di qualche mazzo d'asparagi. Girando, in un giorno, puoi fare decine di incontri simili e, razionalmente, non puoi dare a tutti.
    Allora io mi sono inventato, da anni ormai, il criterio dell'elemosina non razionale. Se l'umore, la simpatia, il viso gentile, lo sguardo mi rendono tentennante tra il passare avanti e il dare qualcosa, vuol dire che qualche corda della parte emotiva del mio cervello (la destra) ha risuonato. E così, d'impulso, dono qualche moneta o compro qualcosa.
    E' un metodo che ho insegnato anche a mia moglie che prima non dava e usava il criterio : " Se dai ad uno poi devi dare a tutti ".
    Non si tratta di un lavarsi la coscienza. Penso invece che quel gesto sia la forma pur minima di emersione di quella parte di umanità compassionevole che alberga in ognuno noi e che purtroppo spesso non ascoltiamo.
    Perciò spero di fare un regalino di Natale a questa comunità invitandovi a guardare questa breve conferenza
    su TED.
    Non c'entra con l'economia, con la crisi, ma solo con la comprensione della nostra umanità.
    Buon Natale a tutti.

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  47. Caro Prof. Alberto, tra le tante persone che incontro quasi ogni mattina, ci sono Giovanni e Billy (così li chiamerò), un uomo e un bel cane maschio dal nero manto raso, spesso riparato con una coperta. Facciamo due chiacchiere, con Giovanni, e intanto gli porto ora la schiacciata ora il pane. Giovanni è spesso impegnato a risolvere cruciverba. Questa mattina è Billy che ha più bisogno di mangiare. E così sia. Niente schiacciata e niente pane, così oltre al cibo della mia Gildagigi, gatta centenaria (venti anni felini), ci faccio stare anche quello per Billy. Al prossimo incontro.
    Una volta a casa, mi viene voglia di ascoltare lei e lei. La stessa grande aria.

    Ma mi viene in mente anche:

    Scrivere un curriculum
    da "Vista con granello di sabbia"
    Wislawa Szymborska

    Che cos'e' necessario?
    E' necessario scrivere una domanda,
    e alla domanda allegare il curriculum.
    A prescindere da quanto si e' vissuto
    e' bene che il curriculum sia breve.
    E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
    Cambiare paesaggi in indirizzi
    e malcerti ricordi in date fisse.
    Di tutti gli amori basta quello coniugale,
    e dei bambini solo quelli nati.
    Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
    I viaggi solo se all'estero.
    L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
    Onorificenze senza motivazione.
    Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
    e ti evitassi.
    Sorvola su cani, gatti e uccelli,
    cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
    Meglio il prezzo che il valore
    e il titolo che il contenuto.
    Meglio il numero di scarpa, che non dove va
    colui per cui ti scambiano.
    Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
    E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
    Cosa si sente?
    Il fragore delle macchine che tritano la carta.

    Con affetto, Buon Natale a tutti (chissà se il 2014 ci sarà lieve...). Alessandra da Firenze

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  48. Questa Europa sino all'ultimo ha negato le radici giudaico-cristiane. L'intento e' molto chiaro: non ci puo' essere spazio nelle relazioni umane per la misericordia e l'amore per il prossimo e per la Bellezza. Secondo me la domanda e': ma questa Europa e' veramente quella che aveva descritto Soloviev nel racconto dell'Anticristo? Questo capitalismo mercantilista e terminale di Monti e' opera luciferina? Se e' cosi' questo Natale e' ancor piu' importante. Buon Natale

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  49. Buonasera professor Bagna. Leggendo il suo post (bellissimo!) ed i commenti che ha generato ho capito di far parte di una comunità di persone unite dalla sensibilità e dal senso di solidarietà verso i deboli e gli sconfitti, verso coloro che in questa crisi stanno pagando il prezzo più alto, i fantasmi che nessuno vuol vedere, gli "incidenti di percorso" dell'austerity, le vittime collaterali del nuovo darwinismo sociale e della selezione della specie. Noi siamo quelli che, anche grazie a ciò che ci sta insegnando (che non è soltanto l'economia), tutto questo non l'accettano, che sono disposti a lottare per affermare i loro principi, contro le menzogne e le falsità di un regime morente ma forse per questo ancora più pericoloso. Perchè sono convinto che quando sentirà vicino il crollo definitivo ricorrerà a tutte le armi e se necessario manderà i carri armati a presidiare le piazze. Siamo quelli che non saranno mai nè servi nè tantomeno schiavi e combatteranno per difendere e affermare i principi di una democrazie ferita e violata. Siamo quelli che vedendo persone che soffrono perchè hanno perso il proprio lavoro, la propria dignità, il proprio futuro, non penseranno mai "meglio che sia toccato a loro che a me" ma andranno a cercare i colpevoli di tutto questo e li cacceranno via pedate.
    Buon Natale a tutti quelli che stanno combattendo questa battaglia di civiltà e di libertà.






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  50. Quest'anno nessun cestino regalo dal Comune,piccolino,ai poverelli del paese.Una piccola cosa che negli anni addietro era sempre stata fatta.Due dolcetti,della pasta,una bottiglia di vino,un panettone.
    Così,giusto perchè anche da noi quel presente aveva il valore simbolico di una partecipazione discreta alla nostra devastazione morale.
    Non ci sono soldi nemmeno per quello.
    Anche se un tetto lo abbiamo e qualcosina si riesce a guadagnare,giusto per la pagnotta e le spese.
    Ma ho la fortuna di poterlo scrivere quì,luogo che mi ha aperto gli occhi,insieme al libro,motivandomi a divulgare per lottare.
    C'è molta più solidarietà fra persone del nostro sottoaceto sociale
    di quel che si pensi (non è un refuso ma anche un giant cucumber ).
    E quando potevo,quando la salute non era un problema,non esitavo a dare qualcosa in denaro nella speranza che arrivasse in qualche missione.Così mi hanno insegnato i Salesiani da ragazzino.
    Siamo su quella lista,caro Prof.,dove fare economia significa centellinare le spese ed eliminare il superfluo.Non siamo ancora gli ultimissimi e spero non ci diverremo mai ma so che è solo da quì che si riparte.E quindi faccio a lei e alla sua simpatica famiglia un augurio sincero di buone feste accompagnato da un grosso grazie esteso a tutti i partecipanti del blog.

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    1. Edit: stamane il cestino è arrivato.Per amor di verità devo correggermi.Chissà,forse questo post ha fatto fischiare le orecchie al sindaco.
      P.S. Sarà un paesino strano il mio ma quì i pro euro sono davvero pochi.L'unico che non vuole più nemmeno sentirne parlare,fra quelli che conosco,è un ragazzotto del PD col quale avevo battagliato non poco.Mi disse una sera: continueremo la discussione un altro giorno.Ma poi non lo ha più voluto fare.Dove sbaglio? Forse mi animo troppo.
      La partita rimane aperta in ogni caso.
      E adesso mi faccio un aperitivo con il Pinot trovato nel cestino.Un aperitivo all'anno non può farmi che bene ma non mi serve per dimenticare.
      Un augurio speciale a Luca Righi che col suo post mi ha tirato su d'animo.

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  51. Ha fatto la cosa giusta (e non è una novità). Ciò che conta non è certo la quantità donata, ma il gesto con cui si manifesta il rispetto per la persona sofferente, è l'atto di riconoscere la persona per quello che è anche se si trova in difficoltà. Per questo forse più che del denaro ha regalato un po' di speranza.
    In un'ottica kantiana, con un'interpretazione un po' estensiva, ridurre la povertà significa aumentare la qualità della vita non soltanto dei più poveri, ma anche quella di chi sta bene, perché quest'ultimo non dovrà sostenere il loro sguardo, perché ci sarà meno criminalità e quindi più sicurezza, perché potrà coltivare con gioia (e con sufficienti risorse) le arti liberali senza doversi occupare di economia.
    Qui tutti sappiamo che la carità non risolve il problema e che non stiamo parlando del problema di un individuo, ma di un problema politico e quindi sociale ed economico. In questo blog affronta proprio questo problema. La ringrazio per lo sforzo che sta facendo per migliorare la qualità anche della mia vita e di quella dei miei amici.
    Buon natale!

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  52. caro prof.Bagnai come si fà a trovarsi nella m....a,semplice. Io per esempio avevo una concessionaria auto tutto bene fino al 2000 da quell'anno fino al 2004 abbiamo avuto la visita degli aguzzini di Befera e non sono stati rilevate infrazioni e non sono segnalati ammonimenti alla successiva visita nel 2005 accertamento milionario (cinque) Mi sono difeso con le unghia e con i denti ma sono riuscito solo ad arricchire avvocati e commercialisti, dopo di che iscritto a ruolo il totale ovviamente le banche hanno revocato i fidi,ho ceduto la ditta per trovare una prosecuzione dell'attività nel rispetto di chi lavorava , come mi trovo lo lascioa lei immaginare..... saluto e le auguro buone festa ma princpalmente un buon anno

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  53. Professore io mi altaleno ultimamente, pensando a questa situazione, tra la tristezza e la rabbia.
    La tristezza perche' tutte queste sofferenze erano evitabili, sono state causate da scelte politiche scellerate. Certo quando ti mettevano in mano un fucile e ti dicevano di sparare a quello che parla una lingua diversa dalla tua era peggio... avevano detto la stessa cosa a lui e lui sparava a te. Certo di fronte alla morte nessun discorso vale, ma quanto vale la dignita' umana?
    E qui arriva l'incazzo: questi lo sapevano "che un giorno sarebbe arrivata una crisi", e hanno deciso di andare avanti lo stesso: hanno deciso che una certa fetta della popolazione era, come direbbero gli inglesi, "expendable". Un po' come i generali quando lanciano la carica ad un avamposto nemico: sanno benissimo che molti soldati della prima ondata moriranno... con la seconda un po' meno.... forse con la quarta ondata si prende l'avamposto. E gli sfigati della prima ondata?! Expendable.
    Certo poi l'incazzatura non puo' durare in eterno, ci si stanca di essere incazzati, e allora torna la tristezza. E cosi' via.

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  54. Che strana coincidenza. Ieri, mi sono recato in una libreria a comprare finalmente il suo libro ( dopo averlo aspettato invano presso una libreria del paese dove vivo), al parcheggio c'era un uomo, non extracomunitario, del posto, chiedeva un aiuto economico anche di poco. Gli risposi che non potevo, mi ha ringraziato lo stesso. Quando sono tornato indietro era ancora lì. Sono salito in macchina, abbasso il finistrino e gli porgo degli euri in moneta che avevo.....quando sono uscito dal parcheggio mi ha salutato ed io ho contracambiato.....in quel momento ho avuto un pensiero...ma se un domani capitasse a me? Se questa condizione in cui QUALCUNO HA VOLUTO PORTARCI, non cambia in meglio, quanti ne vedrò il prossimo anno? Abito in una provincia del nord che tanti tanti anni fà era considerata la piccola Svizzera dell' italia ( volutamente scritto in miniscolo), ora in crisi profonda ancor prima dell'evento dell'euro.
    Buon Natale Prof. Alberto Bagnai, Auguri a Lei e alla Sua Famiglia.
    Da un Italiano che crede ancora nell'attività che sta creando.....

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  55. Dio ha voluto che da Gennaio 2014 avrò un nuovo lavoro, comunque uno start-up, per cui bisognerà vedere come procederanno le cose, ma è comunque un nuovo inizio. Mi è sembrato di rinascere, finalmente non mi sentirò in colpa tutte le volte che incrocerò lo sguardo di mia moglie che, assistendo un'anziana part-time e riscattando quasi interamnete la sua assicurazione sulla vita ha assicurato il pane alla nostra piccola famiglia (noi, una bambina ed una gatta); potrò finalmente dare una risposta speranzosa a mia figlia che comincia a chiedere se anche noi andremo al mare, visto che, dopo aver compiuto i cinque anni, non si ricorda più l'unica volta che lo aveva visto quando ne aveva due. Soprattutto potrò anche io tornare ad incrociare gli occhi di chi chiede l'elemosina, italiani od extracomunitari che siano, il cui sguardo ho sempre evitato come la peste, come avrebbero potuto credere che non potevo dare niente loro perchè quei pochi euro mi servivano per comprare i vestiti di mia figlia alla Caritas o comunque tutto doveva essere risparmiato nella speranza di continuare ad avere i soldi per mangiare fino a quando non avessi trovato un nuovo lavoro. La veterinaria della mia gatta mi ha detto che bisogna stare attenti a dare porzioni troppo grosse agli animali, perchè loro tendono ad abusarne, in fondo loro non sanno mai se torneranno ad avere da mangiare. Quando sei disoccupato ti senti così, oggi mangi ma speri che non ti si rompa niente in casa, nell'auto, nella bicicletta, perchè non sai se potrai avere i soldi per riparare ciò che si usura, dato che l'alternativa è non mangiare. Ultimamente andavo a prendere in prestito l'aspirapolvere da mia madre, pensionata sociale che deve vivere con 620 euro al mese (ha fatto la casalinga tutta la vita per tirare su tre figli) per pulire il tappeto su cui gioca mia figlia, visto che il nostro si è rotto e non ci possiamo permettere di comprarne uno nuovo. Come fai a spiegare ad uno che chiede l'elemosina, che anche se sei ancora vestito decentemente (reminescenze di quando avevi un lavoro) stai contando anche i centesimi nell'attesa di un nuovo impiego che possa toglierti dall'indigenza e ti permetta di evitare di mettere in vendita la casa?
    Mi domando sempre come mai certe persone mentano con la facilità di Enrico Letta, di Mario Monti e di tutti coloro che suonano ancora la gran cassa del meravigloso mondo dell'euro, senza avere quindi un minimo di riguardo per quelle persone che cercano disperatamente di tenere la bocca ed il naso un cm. sopra il livello dell'acqua che ha invaso le loro vite da quando hanno perso il lavoro. Impossibile che non si rendano conto della situazione in cui versa l'Italia ed i suoi miloni di disoccupati in costante aumento, ma loro si risparmiano sicuramente l'imbarazzo di dover incrociare lo sguardo di chi, violentando la propria dignità, è costretto a fare l'elemosina per sopravvivere, magari dopo aver pensato che si sarebbe goduto l'ultima stagione della propria vita, ed invece si trova sulla strada ad oltre 50 anni, dopo aver lavorato per 30 anni.
    Letta dice che il 2014 sarà l'anno della svolta, ne sono convinto anche io, perchè non sarà la svolta di cui vagheggia irresponsabilmente (la fantomatica ripresa), al contrario sarà probabilmente l'anno in cui nell'opinione pubblica i favorevoli all'uscita dall'euro, supereranno coloro che voglino rimanerci.
    Un immenso grazie a te, Alberto, ed a tutti coloro che frequentano questo blog e che si adoperano per sostenerlo e farlo conoscere ad un numero sempre maggiore di persone: stiamo davvero avvicinandoci alla vittoria, se si sta svegliando persino Rifondazione Comunista......

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  56. Nella mente di Dio 1=infinito e infinito=1.
    Siccome ci ha creati a Sua immagine, ma non siamo onnipotenti, quando aiutiamo un nostro fratello, aiutiamo tutta l'Umanità, così come tutta l'Umanità è stata salvata da Uno (il Cristo).
    L'angoscia dei nostri limiti nell'esercitare la Carità rimanda all'infinito che è in noi, ma non siamo soli e fra due giorni è la festa di coloro che hanno buona volontà.
    Dunque, il dilemma:
    (1) Salvarne uno, come se potessimo salvarli tutti ?
    o
    (2) Non salvarne nessuno, perché non possiamo salvarli tutti ?
    ******
    Spolverando uno scaffale in alto, mi è caduto in testa il volume de "I Miserabili" (l'avevo lasciato colpevolemente troppo in alto, non a portata di mano).
    Quando Jean Valjean (evaso dal bagno penale di Tolone e redento al bene
    da un buon vescovo) deve decidere se autodenunciarsi alla giustizia per
    salvare un forzato innocente scambiato per lui, che ha ormai un'identità
    rispettabile come Monsieur Madeleine (sindaco benefattore dei suoi
    concittadini), egli cade in un dilemma esistenziale acutissimo:

    "Il me convient de me taire ou de me dénoncer, cacher ma personne ou sauver mon âme, être un magistrat méprisable et respecté ou un galérien infâme et vénérable, c’est moi, c’est toujours moi, ce n’est que moi! …
    Si je me dénonce? On me prend, on lâche ce Champmathieu, on me remet aux galères, c’est bien, et puis? Que se passe-t-il ici? Ah! Ici, il y a un pays, une ville, des fabriques, une industrie, des ouvriers, des hommes, des femmes, de vieux grands-pères, des enfants, de pauvres gens! J’ai créé tout cela, je fais vivre tout cela; partout où il y a une cheminée qui fume, c'est moi qui ai mis le tison dans le feu et la viande dans la marmite; ... Je m’ôte, tout meurt”.

    Ma più oltre, la cosciena di Valjean urla:

    “Oublie l’évêque! Oublie tout! Perds ce Champmathieu, va! C’est bien! Appludis-toi! Ainsi, c’est convenu, c’est résolu, c’est dit, voilà un homme, voilà un vieillard qui ne sait ce qu’on lui veut, qui n’a rien fait peut-être, un innocent, dont ton nom fait tout le malheur, sur qui ton nom pèse comme un crime, qui va être pris pour toi, qui va être condamné, qui va finir ses jours dans l’abjection et dans l’horreur, …qui aura ta casaque rouge, qui portera ton nom dans l’ignominie et qui traînera ta chaîne au bagne! … Ah! Misérable!”.

    Quindi:

    “Rester dans le paradis et y devenir démon! Rentrer dans l’enfer et y devenir ange!
    Que faire, grand Dieu! Que faire?”.

    Chi ha letto il romanzo di Hugo sa che cosa fece Valjean.
    Noi sappiamo ciò che dobbiamo fare perché Dio ha scritto la risposta nei nostri cuori.

    Buon Natale a tutti!

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    1. Scusate il refuso: cosciena ---> coscienza.

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  57. Bellissima interpretazione Alberto. Anche la luce caravaggesca del video.
    Grazie! Buon Natale!
    carlo (quello del flauto)

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    1. Grazie. Però la morte sua è con l'organo. Ho trovato un organo adatto a Roma, presto farò un concerto...

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  58. Buongiorno

    Un tale tempo fa,discutendo su una questione di eredità,mi disse
    che"chi ha deve essere più forte di chi non ha".
    Ancora oggi a distanza di anni mi chiedo cosa volesse intendere.
    Non so se "signori si nasce" ma so per certo che si può nascere poveri,
    con la conseguenza di esserlo anche intellettualmente e culturalmente.
    Con queste basi è tutto un "chiedere la carità" ti puoi solo adoperare
    perchè un giorno,molto lontano, tu non sia costretto a chiederla più.
    Ormai si "sdogana" tutto compreso il "mendicare" al punto di considerarlo
    ormai una professione, con la conseguenza di non poter più distinguere
    il falso dal vero.
    E allora tu che fai?
    Temo che il tale qui sopra avesse,abbia,ragione da vendere.

    Buon Natale a lei Sig. Bagnai a tutti i suoi cari e a tutti i lettori di questo blog.

    Maurizio Vavassori

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  59. Ok, allora facciamo così, i 5 march..emmh euro che, massima somma disponibile, avevo intenzione di donare ad a/Simmetrie, la donerò alla giovane mendicante che staziona di solito davanti al supermercato.
    Tra l'altro, per pura casualità, ho scoperto che la sua famiglia (quella della giovane) ha comprato casa in un paesino vicino a dove ogni tanto io lavoro, sarà per pagare l'imu sicuramente. Ma non è finita qui, per circostanze che prenderebbero troppo spazio per essere spiegate, ho avuto a che fare con loro, venendo così a conoscenza in prima persona del fatto che, tra il capofamiglia, sua moglie, suo figlio (agli arresti domiciliari per tentato ricatto ad un minorenne a cui vendeva ashish) fumavano la bellezza di tre pacchetti al giorno di sigarette.....ciumbia, sicuramente è per lo stress di dover pagare l'imu della casa, oppure per pagare il bollo dell'alfa romeo con cui si muove.
    Indubbiamente dev'essere difficile; tre pacchetti al giorno, l'imu, il bollo dell'alfa.....che ffaccio prof sono indeciso, a/Simmetrie o famiglia bisognosa?

    p.s altri cinque li ho donati tramite a.v.i.s ad un bambino malato di leucemia :-(

    p.p.s Auguri a tutti di buon natale.

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  60. “La globalizzazione divide quanto unisce; divide mentre unisce e le cause della divisione sono le stesse che, dall'altro lato promuovono l'uniformità del globo. Infatti l'annullamento delle distanze spazio temporali, resa possibile dalle nuove tecnologie, tende a polarizzare la globalizzazione.

    Chi opera nei pressi del potere finanziario (vero motore della globalizzazione) vive l'incorporeità del potere: non ha bisogno di luoghi deputati, è extraterritoriale e proprio per questo può isolarsi dal resto della popolazione che rimane tagliata fuori. La conseguenza è la fine degli spazi pubblici, la creazione di "non luoghi".

    Ma la conseguenza più tragica è che l'abolizione degli spazi pubblici implica anche la crisi dei luoghi ove si creano norme, ove i valori sono discussi, negoziati, elaborati. I turisti possono muoversi ovunque, nessun controllo li ferma, essi non sono legati allo spazio.

    Al contrario i vagabondi non possono muoversi, sono legati al loro spazio ed al loro tempo. I turisti si muovono perché trovano che il mondo alla loro portata (globale) è irresistibilmente attraente, i vagabondi si muovono perché il mondo alla loro portata (locale) è inospitale fino ai limiti della vivibilità. Analogamente su Internet il mondo si divide tra connessi (i turisti) e i non connessi (i vagabondi), tra inclusi ed esclusi.”

    (Zigmunt Bauman, Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone)

    (Dopo la lettura di questo post terrò a portata di mano una manciata dell’odiato conio, non più solo per la macchinetta del caffè, ma anche e soprattutto per i “vagabondi”)

    BUON NATALE A TUTTI !!

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    1. Tutti noi da "turisti" possiamo diventare "vagabondi", ecco perché li odiamo così tanto.

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    2. I nobili stavano nei castelli, i preti nelle cattedrali, poi via via le botteghe ed il volgo. Cio' che cambia e' che castelli e cattedrali sono ora come sospesi nelle nuvole (cloud), si e' potenziata l'extraterritorialita' (leggi: mettersi al di sopra delle leggi) delle sedi del potere.

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  61. Auguri di buon Natale a tutto il blog nella speranza che un pò di serenità, anche economica, torni nella nostra Italia. :-)

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  62. " e il superfluo datelo ai poveri."
    Un po' di tempo fa ho sentito parlare di redistribuzione della ricchezza... e torniamo sempre lì, dalle sue parti, professore!
    P.S. Non credo di essermi sbagliata, di aver esagerato, lei è proprio una bella persona ... Non ho mai sentito tanta umanità e tanta generosità d'animo in un uomo.

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  63. Post immenso. Scemo io che continuo a chiedermi: "Ma perché vuoi tanto bene a costui?".

    Grazie prof, e sereno Natale a tutta la famiglia.

    PS: ma poi il libro l'ha trovato dove le avevo detto?

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    1. Ho inviato un mastino a prenderlo, grazie. Mi serve per "er toga rossa", bisognerà pure che gli faccia un regalo di Natale, così finisco di de-piddinizzarlo, e la mia famiglia sarà zona depiddinizzata. Auguro a voi lo stesso successo, ma ricordate: l'importante è desistere!

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    2. Bene, sono contento! Per quanto mi riguarda sarà meglio desistere (almeno stasera). Tra gli ospiti c'è addirittura un militante piddino con fidanzata (assente) deputata. Sarò carino e coccoloso. ;)

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  64. Prof,
    dopo la parabola del cetriolo e dell'elemosina assisteremo anche alla moltiplicazione degli € in lire ?

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    1. Carissimo, scusa se ti ho trascurato, ma in questi giorni stavo studiandomi questo, che mi serve per dimostrare a quelli col CV che l'euro è una cazzata (sai, loro stanno nell'iperuranio, e la spesa non la fanno mai). Quanto a te, vorrei che tu passassi un Natale sereno, e quindi ti rassicuro: la moltiplicazione saprai farla anche tu, che sei un po' piddino, perché sarà molto semplice: un euro per una nuova lira. La tabellina dell'uno la sa anche Uga, povera anima. Eventualmente puoi venire a ripetizione da lei: gioverebbe molto alla sua autostima (purché le nascondessimo la tua piddinitas, va da sé).

      Stammi bene: sei il mio troll prediletto e in te mi sono compiaciuto. Appena ho tempo vado indietro nella cosa (ormai son 2000 messaggi inevasi) a pizzicarmi qualcuna delle tue peeeerle. Però, pure te: mi costringi a ripetere cose dette mille volte...

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    2. Prof,
      non occorre che Lei si scusi, Lei è in casa sua e può fare ciò che Le pare. Ovviamente anch'io faccio quello che mi pare e così ho deciso di pubblicare le mie peeeerle su twitter.

      Io non ci volevo entrare in quel verminaio di decerebrati ma non mi piace quando qualcuno tenta di zittirmi e allora mi sono tappato il naso.

      Auguro anche a Lei di passare un Natale sereno perché potrebbe essere il nostro ultimo Natale sereno nel caso in cui nel 2014 ci fosse una fuoriuscita dell'Italia dall'€

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    3. Dai, su, Peter, non sottovalutarti. Intanto, qui nessuno di zittisce. Semplicemente, sei un po' ripetitivo e non sei abbastanza umile da cercare le risposte dove chiedo di andarle a trovare. Ma nulla di grave. E poi, visto che fesso non sei, apri un blog. Visto che pensi di essere tanto bravo, tanto furbo, visto che sai di sapere, se io in due anni ho fatto sei milioni di contatti, tu ne farai dodici, no? I piddini sono liberal-socialisti, credono nel mercato, giusto? E allora mettiti sul mercato! Twitter è una fogna dove nessuno ti vede, a parte quattro ratti. Ti consiglio i vari Trezzi, Scaccia, ecc. Vedrai che con loro andrai d'accordo...

      Torna a trovarci quando vuoi.

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    4. Prof carissimo,
      non mi sottovaluto affatto, semmai ho il problema opposto (ed è un problema che sicuramente abbiamo in comune). Che io sia ripetitivo è vero (anche questo è un vizio che abbiamo in comune) ma, contrariamente a quello che Lei crede, non mi manca l'umiltà per allargare la sfera delle mie conoscenze o per mettere continuamente alla prova le mie convinzioni. Il fatto è che la mia spiccata sensibilità (anche questa è una nota che abbiamo in comune) mi rende particolarmente reattivo e spesso, quando esamino le argomentazioni altrui, la semplice presenza di una stonatura, di una frase mal congegnata oppure di un pensiero stortignaccolo è sufficiente per destare in me il sospetto che ci sia qualcosa che non funzioni nell'impianto generale. A volte il sospetto decade, a volte si rafforza, a seconda dei casi : nel suo caso il sospetto si sta rafforzando di giorno in giorno proprio perché sono andato a cercare le risposte dove Lei chiede di andarle a trovare ma non le ho trovate o meglio ho trovato le sue risposte ma non mi convincono e non le condivido.

      Lei mi suggerisce ( mi sembra che sia la terza volta) di aprire un blog per mettermi alla prova : lo potrei fare, perché no ? Non sarebbe la prima volta ... non credo che riuscirei a raggiungere sei milioni di visualizzazioni ( non confonda "contatti" con "Visualizzazioni" ) in due anni ma certamente potrei ottenere una buona visibilità se la volessi ottenere, non vedo problemi.

      Ma il fatto è che a me non interessa in questo momento ottenere visibilità perché non devo vendere un libro, fare del proselitismo mi annoia e non devo nemmeno fare carriera accademica, non aspiro a nulla se non a comprendere la realtà.

      Ligio ai consigli del sommo Sun-tzu ("Chi è prudente aspetti con pazienza chi non lo è, sarà vittorioso") per ora mi limito a commentare dove capita insinuando dubbi, seminando incertezze, suggerendo dilemmi, poi si vedrà.

      Con l'occasione Le auguro di passare un Santo Stefano sereno perché potrebbe essere il nostro ultimo Santo Stefano sereno nel caso in cui nel 2014 ci fosse una fuoriuscita dell'Italia dall'€

      P.S. Mi tolga una curiosità : Lei ha fatto il liceo a Firenze ? Dove ? Al Galileo, al Miche o al Dante ?

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    5. Apprezzabile la tua modestia. Peccato che solo un imbecille possa credere che si facciano soldi coi libri! Questa frase "stortignaccola" ti descrive: un piccolo invidioso, remoto dalle dinamiche del mercato culturale, ma pronto nell'attribuire agli altri le proprie sordide motivazioni. Tu ti sopravvaluti, è un dato di fatto. I dubbi che pensi di insinuare, contrapposti alle mie vuote certezze, sono in realtà solo manifestazioni di incultura economica. Della carriera accademica evidentemente non me ne fotte niente, altrimenti, caro, non avrei aperto il blog, non trovi? Vuoi che ti alleghi le lettere di minacce dei colleghi (di quelli "de sinistra", va da sé)?

      Sei un essere infimo, ma simpatico. Ti esprimi in italiano, il che ti mette una spanna sopra il resto della feccia che vuole svendere il nostro paese all'estero. Ma questo è quello che vuoi anche tu, che tu te ne renda conto o meno. Per questo sei infimo. Tutto il resto sono epifenomeni.

      Se non sei infimo, tornerai a chiedere scusa, e allora mi scuserò anch'io.

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    6. Ecco, lo sapevo ... ho urtato involontariamente la sua iper-sensibilità e Lei ha perso di nuovo il controllo del mezzo andando fuori strada.

      Prof, ho forse scritto che Lei ha pubblicato il suo libro per fare soldi ? Nello scrivere che Lei ha aperto il blog per dare visibilità alle sue idee e per vendere il libro non volevo certo insinuare che tutto ciò sia anormale o illegittimo, anzi ... personalmente ritengo del tutto normale il voler dare visibilità alle proprie idee e alle proprie pubblicazioni, se avessi in cantiere la pubblicazione di un libro farei esattamente quello che ha fatto Lei, cioè mi darei da fare per dargli visibilità e per venderlo. Pertanto, quando ho scritto "a me non interessa in questo momento ottenere visibilità perché ecc.ecc." volevo appunto dire quello che ho detto cioè che "in questo momento" ( sottolineato ed in grassetto) non ho alcun interesse ad aprire un blog perché "a me non interessa in questo momento ottenere visibilità perché ecc.ecc.".

      Prof, a volte quello che scrivo va preso alla lettera, a volte nello spirito.

      E' vero, mi sopravvaluto, è un dato di fatto, l'ho già ammesso, però anche Lei ha il mio stesso difetto, se lo faccia ridire.

      Riguardo alla carriera accademica, ognuno affronta la questione a modo suo : c'è chi fa carriera slinguazzando dove può, Lei evidentemente appartiene alla razza di quelli che preferiscono le sfide, le missioni impossibili, lo scorrere del sangue altrui, rischiare il tutto per tutto.
      Peraltro nessuno oserà negarle una cattedra se le sue analisi e le sue valutazioni dovessero trovare una conferma negli avvenimenti del futuro prossimo. Staremo a vedere

      In estrema sintesi : non stigmatizzo il fatto che Lei combatta in prima linea la sua battaglia, stigmatizzo la mancanza di stile* ed il carattere oscurantista della sua "poco gioiosa macchina da guerra"

      * Stil ist der Wahrheit überlegen, er trägt in sich den Beweis der Existenz
      Gottfried Benn

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    7. Vermicellino mio, apprezziamo la tua estrema generosità nel voler salvare da se stesso un mondo nel quale si può ottenere così tanto con così poco stile. Il mio stile ha successo perché la gente ne ha abbastanza dei vermi, dei "mediatori", dei tiepidi. E in momenti come questi, sai, meglio dare le informazioni giuste. Roubini parlava, per il 2013, di bancari impiccati. Una delle tante sue previsioni non realizzate. Io penso che i bancari c'entrino poco, e questo sto cercando di far capire. Vedi, chi si sopravvaluta lo dirà la Storia. Diamo tempo al tempo. Certo, di te non lo sapremo mai, perché non sappiamo chi sei.

      O forse lo sappiamo già, perché non ci interessa...

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    8. Prof,
      il fatto che Lei con il suo tocco ruvido abbia successo è un segno dei tempi, lo stile, se permette, è un'altra cosa.

      E poi avere successo con la ggggente che "ne ha abbastanza dei vermi, dei "mediatori", dei tiepidi" non è una prova con la quale si possa dimostrare la correttezza della propria posizione, il successo inteso come consenso è una cosa, il successo inteso come soluzione concreta ed efficace di un problema è una cosa ben diversa.

      Infine non so perché Lei mi ritenga un "tiepido", non lo sono per niente, il fatto di considerare controproducente l'aggressività sconsiderata ed il massimalismo fine a se stesso non significa essere "tiepidi", significa essere saggi.

      Come osserva il sommo Sun-tzu : "Se il generale cede alla propria rabbia e dà ordine ai suoi uomini di lanciarsi all’assalto delle mura come formiche brulicanti, un terzo degli ufficiali e dei soldati cadrà senza che la città fortificata sia espugnata. Tali sono gli effetti disastrosi di simili attacchi"

      Buona serata

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    9. Du gleichst dem Geist den du begreifst, nicht mir. Lascia perdere Sun-Tzu: si vede che sei un perdente, e si vede anche da dove vieni. Siccome non mi ti filo a casa tua, vieni qui. Sei divertente, arricchisci il panorama, altrimenti poi dicono che censuro! Non è mica colpa mia se ho qualche migliaio di lettori e una decina di Nobel dalla mia parte. Tu hai solo quattro imparaticci di economia e quattro letture piddine... Sapessi quanto si vede. Ah, a proposito: presto ti scriverò...

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  65. Non mi sono mai domandato se questo fosse o meno "il blog" che fa' per me. L'ho scelto e basta, o forse è lui che ha scelto me. E con fedeltà ho percorso due anni di strada camminando un passo dietro a lui, nella stessa direzione, nesuna domanda, nessun perché. Quando leggo post come questo trovo conferme mai chieste a domande che non ho mai avuto bisogno di fare...grazie. e buon natale.

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  66. Lo spazio riservato ai commenti incomincia con "inserisci il tuo commento" : lo faro' ancora una volta dicendo che ascoltando su internet le conferenze dei cosi' detti economisti, comincio ad essere d'accordo con chi spiega che il fallimento italiano sia dovuto all'abbandono della nostra industria manufatturiera, anche familiare, da parte di tanti piccoli industriali che si sono fatti ammaliare dalle promesse di facili guadagni investendo in borsa invece di investire nell'ammodernamento della loro industria per rispondere alla concorrenza: e questo lo dicono in molti !
    Per me la colpa principale di questo fatto ricade sullo stato italiano e dunque sui partiti politici, perchè stava a loro a tenere gli occhi aperti che cio' non accadesse e soprattutto non firmando accordi esiziali come Mastricht e Lisbona !
    I tedeschi, lo hanno fatto e sono stati capaci di creare intorno a loro tutti paesi satelliti che lavorano a metà prezzo per loro, cosa che avrebbe potuto fare anche l'Italia invece di seguire zerbinamente le direttive di Bruxelles !
    Il trucco è questo ! Vorrei fare un esempio calcistico che calzerebbe a meraviglia con la situazione economica europea: più della metà delle squadre italiane di serie A sono vassalle della squadra dei padroni d'Italia e che per forza vince sempre....un po' come la Germania in questa Unione Economica...di ladri !

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  67. Che meraviglia Paolo Bruna! Mi risolleva un po' il morale dopo la cacciata della Signora dalla Penna Verde.
    Un abbraccio e Buon Natale a tutta la famiglia, specialmente alla deliziosa Uga (la mia ha dieci anni).
    Marco Laudiano (violoncellista dilettante da Porto d'Adda, molto vicino a Paderno...)

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    1. Dai, l'anno prossimo ti faccio invitare dal piddino (se ci invita nuovamente, ma direi che non gli abbiamo fatto fare brutta figura). Bruna era cieco, come Landini, van Eyck, e il mio primo maestro di composizione. Dove si capisce che talora anche un segnale utile può diventare un noise...

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    2. Ci conto. Prima o poi ci incontreremo. Ti regalerò una composizione di mio nonno (Gian Luigi Centemeri, è anche su Wikipedia). Nel frattempo imparerò un po' di economia (anche se sono filosofo...) e seguirò con passione le tue splendide musiche "ritrovate". Mi associo alla proposta: una volta liberatici dell'euro, si dovrà pur fare Goofymusic, perbacco!

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  68. Scusate se mi infilo fra una fetta di panettone e un giro di sette e mezzo, ma stasera sono inciampato in un infame articolo del Financial Times di oggi (25 dicembre), a firma di John Gapper, in cui si sostiene che, globalmente nel mondo, le disuguaglianze si sono smussate perché:
    (1) i ricchi in occidente (sempre meno numerosi) e il ceto medio dei BRICS (sempre più numeroso) sono sempre più ricchi (e i popoli dei BRICS sono anche più "liberi"), e vincono la partita;
    (2) il ceto medio in Occidente e i poveri dei BRICS sono sempre più poveri e perdono la partita.(però i poveri dei BRICS stanno diminuendo di numero).

    Perciò il Papa sbaglia a dolersi della triste sorte della categoria (2), mentre dovrebbe rallegrarsi delle magnifiche sorti e progressive della categoria (1).

    Cito un estratto in lingua originale, per far apprezzare il cinismo argomentativo dell'autore:

    "Capitalism: In search of balance" By John Gapper
    While the income gap in industrialised societies grows inexorably wider, global inequality is shrinking

    When Pope Francis issued his first apostolic exhortation in November, he took aim at modern capitalism for encouraging “idolatry of money” and growing inequality in the world.
    “While the earnings of a minority are growing exponentially, so too is the gap separating the majority from the prosperity enjoyed by the happy few. This imbalance is the result of ideologies which defend the absolute autonomy of the marketplace and financial speculation,” the Pope wrote in Evangelii Gaudium (The Joy of the Gospel).
    His words resonated with many people who face the seemingly inexorable rise of the richest 1 per cent and income stagnation among the middle class in advanced economies. For the world as a whole, however, the Pope was wrong on both counts. Not only has income distribution become more equal but capitalism can take the credit.
    The same forces that have hollowed out manufacturing and clerical jobs in the US and Europe have lifted hundreds of millions of people out of poverty in China and India. They have made western economies far more unequal, while tilting the global balance towards equality. The winners are factory workers in China and India; the losers the western middle class.
    The pressures of inequality have been building in industrialised societies for two or more decades but the combination of the 2008-09 financial crisis and the inflated fortunes of the elite have reinforced them. The economic democracy of the mid-20th century is giving way to a distribution of wealth more like Edwardian or Victorian times.
    “Straightforwardly, it’s about capital and labour,” says Tony Atkinson, centenary professor at the London School of Economics. “We are seeing all sorts of change that have benefited capital. That tends to equalise global wages, which means reducing them in rich countries.”
    The tensions are exacerbated by inequality between generations. Postwar baby boomers enjoyed greater prosperity than their parents – steadily rising incomes, strong welfare states and defined benefit pensions.
    ...
    Whereas in the past, the average chief executive made about 20 to 30 times the income of the average workers, today’s CEO makes 273 times more.
    ....
    “The Pope loves everyone, rich and poor alike, but he is obliged in the name of Christ to remind all that the rich must help, respect and promote the poor,” wrote Pope Francis. “I exhort you to generous solidarity and a return of economics and finance to an ethical approach which favours human beings.” The question is: which ones?
    ****
    Difficile credere che in questa lingua siano stati scritti i romanzi di Dickens e che nella stessa isola siano nati John Locke e Bertrand Russell, ma, se proprio vogliamo ignorare il monito del Papa, noi mediterranei possediamo
    l'antidoto universale alle divaricazioni troppo ostentate...

    Perdonatemi ancora se ho gettato un amaretto nel vassoio del pandoro.

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    1. Perché stupirsi? Se è vero che dell'euro hanno beneficiato soprattutto i tedeschi (legittimamente dal LORO punto di vista), tuttavia l'ideologia infame che nutre l'altrettanto infame realtà dell'euro ha la sua culla nel mondo anglosassone. Quindi speriamo che l'euro finisca presto nella pattumiera della storia, ma speriamo anche che l'antidoto universale da lei ricordato possa debellare o almeno ridurre la virulenza di quell'altra fottuta ideologia inimica humani generis.
      Comunque, buon Natale anche a lei !

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  69. signor Yanez ci spieghi.. la sua battaglia è contro chi difende (come il prof.) la Costituzione?
    e quindi cita giustamente Sun-tzu per spiegarci che la sua pazienza porterà a vedere che la battaglia in difesa della dignità umana prima o poi sarà definitivamente persa.
    GRAZIE PER LA CITAZIONE, ne avevamo bisogno.

    ciò che rende flebili le sue argomentazioni, scarse per intenderci, è che non prospetta niente!
    io per esempio sono scettico sull'uscita dell'Italia dall'euro ma non perché sarebbe una fregatura (la crisi del 29 ci dice che non è così tanto per citare un esempio) ma perché la gente non conosce, perché i politici si sono venduti e perché immagino ci siano delle minacce dietro.
    oh, lei di tutto ciò cosa sa? qual è il suo contributo alla spiegazione dei fenomeni?

    PS: buone feste e chiaramente non le auguro di essere derubato da uno che non lavora per via del suo amaro euro.. anzi, aspettare per cantare vittoria significa che l'umanità ci ha perso.. le vittorie di Pirro non ci interessano

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  70. non caro Yanez, ma che c.zo dice?
    il prof. ha aperto il blog non per le sue idee (che rispettiamo e nella fondamentale io non credo) ma per la paura!
    ma veramente ci ha rotto!

    racconto alle altre persone del blog (non a lei che vive evidentemente nell'empireo) una cosa che mi è successa tre anni fa (TRE! non adesso).
    ovvero un litigio tra me e mio cognato sulla visione (di allora della crisi),
    essendo una persona focosa (specie quando comprende le cose) ebbi a dire che il problema non erano tanto le tasse che aumentavano o i disoccupati che crescevano ma la distruzione del tessuto sociale, l'aumento di criminalità e via dicendo (tra cui la sanità che diventerà privata).
    PER LA CRONACA, il mese scorso mi hanno rubato. dove vivo non avevamo furti da una quindicina di anni.. ecco cosa è la crisi.

    ovviamente non le auguro niente di tutto ciò ma visto che MI RITENGO PERSONA P-E-R-B-E-N-E ho subito recepito il concetto di fondo delle critiche del prof.
    Oh, se lei non ci arriva mi scusi..o è una persona a cui piace far incazzare oppure è tarato.
    scelga lei.. per me non fa differenza

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    1. E dai, su, non essere troppo esigente! È un piddino, gli sta crollando il mondo addosso, abbiate un po' di umana pietà...

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  71. Professore, sa qual è il discorso di fondo? per quanto riguarda questo troll non mi interessa più di tanto perdere tempo, ma riguarda proprio il tessuto sociale distrutto!
    io non comprendo come si possa essere talmente indifferenti a questa cosa! Mi girano veramente!
    lasciando perdere la mia situazione tragicomica ma per lo meno le mie competenze le ho!
    qua abbiamo ragazzi (ma perché lo dico? ma perché li vedo e conosco! non cito il vicino di casa.. ) che non hanno studiato e non sanno nemmeno cosa sia il lavoro!
    a parte distribuire pizze (e va be', non è disonorevole ma non penso servano competenze!) e spacciare droghe.
    prende per esempio mio padre (del 1940, da famiglia poverissima): ha steso linee ferroviarie, costruito e manutetanto impianti industriali, costruito aliscafi, smontato e rimontato motori, tagliato e saldato navi.. sa lavorare il legno, il ferro, ne capisce di elettricità..)... ma questi ragazzi raggiungeranno mai un decimo delle sue conoscenze?
    quante generazioni sono state buttate nel cesso?

    A questo trollazzo RIBADIAMO lo spirito che ci accompagna in questo blog che non è quello di spiegare 4 ideuzze del cavolo che tutti possiamo avere ma una cosa più profondo: il rispetto per l'umanità!

    PS: grazie sempre

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