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mercoledì 15 maggio 2013

Menzogna e verità (prove tecniche di interclassismo)

(questo è il passo di Dostoevskij che ho letto ieri sera alla libreria asSAGGI, il post precedente vi chiarirà a sufficienza perché me l'ero portato, I know my chickens...)

Era molto debole, ma non perdeva ancora la conoscenza. Sofia Matvejevna s'alzò, credendo che volesse addormentarsi. Ma lui la fermò:

"Amica mia, ho mentito per tutta la vita. Anche quando dicevo la verità. Non ho mai parlato per la verità, ma solo per me, lo sapevo anche prima, ma lo vedo solo ora... Oh, dove sono quegli amici che io ho offeso con la mia amicizia per tutta la vita? E tutti, e tutti! Savez-vous, io forse mento anche ora; probabilmente mento anche ora. Il più è che anch'io credo a me stesso quando mento. La cosa più difficile nella vita è vivere senza mentire... e... e senza credere alla propria menzogna, sì, sì, è questo! Ma aspettate, tutto ciò, poi... Insieme, insieme!" aggiunse con entusiasmo.

"Stepan Trofimovic", pregò timidamente Sofia Matvejevna, "non si dovrebbe mandare in provincia per il medico?"

Fu terribilmente colpito.

"Perché? Est-ce que je suis malade? Mais rien de sérieux.  E poi che bisogna abbiamo noi di gente estranea? Potrebbero ancora sapere e che cosa sarebbe allora? No, no nessuno d'estraneo, insieme, insieme!"

"Sapete," disse, dopo qualche silenzio, "leggetemi ancora qualche cosa, così, a scelta, qualcosa, dove cade l'occhio."

Sofia Matvejevna aprì il libro e cominciò a leggere.

"Dove s'aprirà, dove s'aprirà a caso," ripeté Stepan Trofimovic.

"Ed all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi..."

"Cos'è? Cos'è? Di dov'è?"

"È dall'Apocalisse."

"O, je m'en souviens, oui, l'Apocalypse. Lisez, lisez, io mi son messo a indovinare dal libro il nostro avvenire; voglio sapere che cosa è venuto fuori; leggete cominciando dall'angelo, dall'angelo."

"Ed all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: così dice l'Amen, testimone fedele e verace, principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere; tu non sei freddo, né ardente: oh, se fossi freddo o ardente! Ma se tu sei tiepido e non ardente, né freddo, ti rigetterò dalla mia bocca."




(e questa è la lettera che ho ricevuto questa mattina da un amico imprenditore.)

Caro Alberto,
 
Ti seguo sul blog ogni volta che posso, ma mi astengo dal pubblicare commenti per paura di ripetere cose già dette ed ingolfare inutilmente i post.
 
Vedendo la situazione insostenibile in cui si sta trovando la mia azienda, a causa di una pressione fiscale folle ed oscena e di una competizione di prezzo al limite del suicidio, dovuta ai ben noti motivi, leggi EURO, non riesco più a dedicare tempo ed energie al mio progetto di teoria economica per il XXI secolo, un progetto folle e forse al di là delle mie scarse competenze, ma già il fatto che tutte le energie ed il tempo delle persone, siano imprenditori o lavoratori dipendenti, siano impegnati nella mera sopravvivenza quotidiana, senza possibilità di fermarsi MAI un momento per pensare, ti dimostra che questo è un vero PROGETTO complessivo di smantellamento economico, sociale e culturale.
 
Se nessuno ha mai tempo di pensare perchè oberato ed ossessionato dal lavoro (spesso creato ad arte con assurdi adempimenti burocratici e corsi di aggiornamento obbligatori etc), ecco che nessuno ha tempo di pensare ed ognuno dedica il poco tempo libero a cercare di riprendersi, senza pensare a nulla, ma estraniandosi dalla situazione economica, sociale e politica complessiva.
 
Se avessimo tutti un giorno di tempo per pensare, un giorno da dedicare alla riflessione al confronto ed al dibattito, ci renderemmo conto di molte cose e scoppierebbe una rivoluzione la mattina stessa.
 
Ecco che allora la burocratizzazione delle piccole e medie imprese ed i massacranti “corsi” obbligatori per dipendenti ed imprenditori sono funzionali allo scopo di privarci delle energie fisiche e mentali per pensare.
Ecco perchè tutti parlano di diminuire la “burocrazia” ed i “lacci e lacciuoli” che incatenano le imprese ed il lavoro, ma la normativa va sempre e comunque in senso diametralmente opposto. Con buona pace dei defunti come Montanelli e dei vivi come Oscar Giannino (e mi scuso con Indro per l’inqualificabile paragone).
 
La gente che pensa non subisce, quindi bisogna togliere spazio al pensiero e riempire il poco tempo libero di persone affamate di riposo con il vuoto pneumatico del “Grande Fratello”, (nomen omen, Orwell è quanto mai attuale oggi) o di show, anche politici stile Ballarò o Report, funzionali all’autopreservazione del potere. 
Facci caso ogni volta c’è un nemico cattivo: il debito pubblico, la corruzione, l’evasione fiscale, l’imprenditore evasore e sfruttatore, la Cina e via pontificando: “se tutti pagassero le tasse il debito pubblico non esisterebbe”, ma ora che le redini sull’evasione di sopravvivenza dei piccoli e medi imprenditori sono state tirate le imprese, strozzate dal fisco chiudono.  A dimostrazione che si evadeva per sopravvivere ad un vero e proprio ladrocinio fiscale e che le entrate non possono crescere sempre e comunque “a richiesta”.
 
Dopo 91 anni la mia impresa rischia seriamente di chiudere, io ho finito le riserve e tra poco lo stato mi chiederà l’IMU sull’immobile (strumentale) dove svolgo la mia attività raddoppiando il costo che già col passaggio dall’ICI all’IMU era raddoppiato l’anno scorso, impedendomi oltretutto di scalare questa spesa dal reddito d’impresa al pari di ciò che succede con l’Irap.
 
Il tutto in un momento in cui stiamo combattendo una guerra dei prezzi con i nostri concorrenti esteri, una guerra persa perchè col cambio sopravvalutato devi solo vendere sottocosto per stare sul mercato.
 
Scusami per lo sfogo, ma al di là di tutto credo che fra un anno, rebus sic stantibus, ci troveremo in una situazione peggiore della Grecia con un tessuto produttivo devastato e persone alla fame, fame vera.
Sono “razionalmente disperato”, perchè non vedo dibattito pubblico, salvo pochi blog su internet che, con buona pace di tutti, non incidono come può ancora fare la TV o la Stampa che continuano a dare un’informazione a “senso unico”. È vero hai partecipato a qualche dibattito TV, ma sono “diritti di tribuna” in un mare di voci a senso unico ed intanto l’economia muore e l’Italia muore e la nostra civiltà muore.
 
Sono troppo pessimista? dimmelo tu, come imprenditore sono ottimista di natura, ma non sono stupido, vedo le cose e vedo che perdiamo tempo senza averne più.
 
Se Enrico Letta avesse detto: ci riprendiamo la Banca d’Italia nazionalizzandola (leggi espropriandola ai soci privati), dettandogli la politica monetaria ed obbligandola a comprare i titoli di stato invenduti in modo da annullare lo spread ed inoltre rimettiamo in vigore la vecchia legge bancaria degli anni trenta e se qualcuno in Europa ha qualcosa da ridire usciamo dall’euro, ecco allora avrei potuto ricominciare a sperare.
 
Manca il guizzo, il colpo d’ala, se è vero che tutti sanno che questa è l’unica soluzione la domanda è perchè? Perchè non la si applica?
 
Domande senza risposta ed ogni giorno 200 aziende muoiono e 2000 persone perdono il lavoro e 2000 famiglie si trovano in mezzo ad una strada, ogni maledetto giorno ed ogni maledetto giorno sento dire le stesse cose nelle stesse trasmissioni TV e leggo le stesse cose sugli stessi giornali e fra un anno quando il disastro sarà completo ci diranno ancora che è colpa nostra che siamo stati delle cicale che lavorare 14 ore al giorno come abbiamo fatto negli ultimi 10 anni non basta e che se adesso ci ridurranno in schiavitù per ripagare i debiti sarà stato solo per colpa nostra.
 
Ho paura di quello che succederà e della violenza che potrà scoppiare quando a milioni non avranno più di che mangiare.
 
La domanda adesso è: come facciamo ad invertire la rotta? Noi abbiamo solo la consapevolezza e la ragione, gli altri hanno il potere, tutti i mezzi di comunicazione e negano continuamente ogni dibattito, ma la situazione peggiora ogni giorno ed il punto di non ritorno, il punto della violenza è sempre più vicino e se ci arriveremo, saranno sempre i soliti a pagare il prezzo.
 
Saluti a tutti

P.S. Grazie per il pensiero leggerò il libro con molta attenzione....cercando di trovare il tempo di farlo....ultimamente sto mettendo la Famiglia in cima ai miei pensieri, in tempi bui ci si deve concentrare sulle cose veramente importanti: la famiglia e la consapevolezza che viene dallo studio e dal confronto con gli altri.
 
 
 
(vorrei rassicurare i colleghi economisti del pollaio italiano: sì, cari, sì, siete più a sinistra di me, sì, siete più politicamente corretti di me, sì, avete ideali più alti dei miei, sì, avete il cv più lungo, sì, cari, sì, non preoccupatevi. Ma... scambiamoci le figurine! Qualcuno di voi riceve di queste lettere? E se le riceve, come fa a sopportarne il peso? Mi servirebbe un aiuto, per capire come fate, perché io non ce la faccio. Io ho visto la dignità e la disperazione di questa persona nel non poter garantire un futuro ai propri dipendenti. Di questa e altre persone. Allora: io non ce la faccio a dire "più Europa", "l'austerità è di destra", ecc. Non ce la faccio a rispondere a disperazione e dignità con slogan inverecondi, analiticamente ed eticamente fallaci. Basta. Non ce la faccio. Ma non è nemmeno necessario che lo faccia io. Tanto lo fate voi. E credo sia per questo che - vorrei sbagliare - voi di lettere simili, da simili nemici del popolo, non ne ricevete tante. Meglio così. A ogni giorno basta la sua pena.)
 
(fra parentesi: se devo avere un parere su cosa sta distruggendo l'impresa italiana, quello di un imprenditore mi sembra almeno altrettanto informato di quello di un economista.)
 
(concentriamoci sulle cose importanti e non disperiamo. Il redde rationem necessariamente si avvicina. Lo so che le mie apparizioni televisive, la mia divulgazione, il nostro sforzo di elaborazione e diffusione non sono sufficienti. Lo so che sono un contributo puramente esornativo a un dibattito orientato, e che certi segno vanno interpretati con cautela e senza eccessivi trionfalismi. Lo so. Lo so. E come ogni speculatore, traggo le conseguenze di ciò che vedo e so. Ad una cosa sola vi esorto: a non cadere nella trappola del "famoqualsiasicosapurchéfamoqualcosa". Ricordate: vanum est vobis ante lucem surgere. Non serve scalpitare. La tromba sta necessariamente per suonare. Non so se la suoneranno i mercati, se la suonerà l'Alamagna, se la suoneremo noi. Ma suonerà. Siamo uniti e vigili.)

169 commenti:

  1. Egregio Prof. Bagnai,

    per cortesia, può scrivere un post / lettera al caro Sig. Grillo Beppe, chiedendogli se può aprire il dibattito sull'euro che, ragionevolmente, deve precedere il referendum sull'euro da lui "strombazzato" in campagna elettorale ?

    Il Sig. Grillo ha un blog che può competere con la televisione.
    Qualora non aderisse a questa proposta, tutti sapranno che, COME GLI ALTRI, in campagna elettorale dice, promette, ma poi, dopo il voto non fa.

    Senza considerare che il reddito di cittadinanza è strumentale al mantenimento dell'euro.

    La ringrazio in ogni caso, cordiali saluti

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    1. Mario, guarda che la base già conosce la problematica che i nostri professori si sforzano tutti i giorni di spiegarci.
      Trovi vari articoli del blog dove si parla della cosa. La verità è che hanno cavalcato con uscite populistiche ma non hanno alcuna intenzione di affrontare il discorso ad alto livello.
      "Quando hai la sedia sotto il problema diventa mantenere la sedia" (cit. Borghi almeno io l'ho sentita da lui)
      Enjoy!

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    2. Fui un ortottero.
      Prima delle elezioni ho provato (come tantissimi altri) a stimolare la discussione da lei auspicata (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/08/quando-il-movimento-sara-in-parlamento-cosa-vorremo-concretamente-fare-per-leconomia.html).
      Ho definitivamente capito (dopo le elezioni) che l'autobus 5* non va purtroppo nella direzione sperata.
      Nelle ultime settimane ho anche tentato di pubblicare dei post 'certificati'di critica.
      Registro (con rammarico ma poca sorpresa) che nessuno di questi post recenti e' stato pubblicato (a differenza delle merdacce di commenti di tipo 'bava alla bocca').
      Le conclusioni le tiri lei.

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    3. @Mario Rossi
      Perdonami, ma non è quello dell'"eradiinternet"? Quello che ha i ragazzi velocissimi nel reperire informazioni?

      Non è quello de "la verainformazione?"
      Non è quello del "sonomorti", "siamovivi, "siamooltre" e via slogheggiando o luogocomunisteggiando?

      Strano però, molto strano, io gli articoli migliori sull'Euro e €uropa li ho letti,ad esempio, sul "Il Giornale" (oVVoVe!); e grazie al Prof. Borghi, Feltri(ri-oVVoVe!), Ida Magli (anni fa,in tempi non sospetti)e Marcello Foa.

      E su beppegrillo.it? Non lo so, dimmi tu.

      Scusami, se ha fatto il timido fino ad oggi o è paraculo o un perfetto cretino.
      In entrambi casi non mi serve.

      Un abbraccio all'imprenditore della lettera.

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    4. Io li ho votati convintamente illudendomi che fossero portatori del VERO cambiamento e invece, leggendo questo blog ho capito quanto sbagliata fosse la diagnosi che propongono (daje al debito pubblico, castacriccacouzzzionebbbrutto e una spruzzatina di ambientalismo e uno euroscetticismo di pura facciata ) e che sperare che la base possa cambiare i vertici è pura follia in quanto ciò significherebbe rinunciare all'odiosa campagna populista contro gli sprechi che tanto successo gli ha portato. E'stata dura per me giungere a questa conclusione ma, dopo mesi di indizi ho dovuto arrendermi alla prova inconfutabile: GLI ALTRI NON VOGLIONO CAMBIARE, LORO NEPPURE...
      Penso che quindi l'unica via sia riservare loro il medesimo trattamente usato per i fognatori piddini: NON VOTARLI. Anche loro imploderanno nelle loro contraddizioni e il loro vuoto (spero) verrà preso da qualcuno che questo cambiamento lo vuole veramente. Un saluto.

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    5. @ Jarno Gozzi

      Internet ci consente di non rassegnarci alle decisioni di Grillo e Casaleggio, ma di lanciare loro il nostro guanto di SFIDA.

      Se non lo raccoglieranno, se non risponderanno all’EVENTUALE invito del Prof Bagnai (se potessi lo farei io, ma il mio blog non lo legge nessuno :-), ad aprire un dibattito veramente democratico (a tutti i livelli) sull’euro, allora tutti lo sapranno.

      Allora tutti ne trarranno la conferma che davvero “non hanno alcuna intenzione di affrontare il discorso”, che sono stati come tutti gli altri, che non c’è più nè da fidarsi, nè da votarli.

      @ Luca Cellai

      Le conclusioni le ho già tirate sul mio blog e sul mio commento (Grillo vuole MANTENERE l’euro), ma vorrei che lo sappiano tutti.
      Facciamoli uscire allo scoperto, se ne hanno il coraggio.

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    6. Scusate: a me sembra prova di eccessiva beatitudine ritenere che i vertici siano così disinformati. Se lo sono, la loro impreparazione rasenterebbe il crimine e/o testimonierebbe di scarse capacità intellettuali. Non credo che le cose stiano così. Non devo proprio sfidare nessuno. Ho espresso in modo chiaro e preciso le mie perplessità verso gli ortotteri, come feci a suo tempo verso gli anatroccoli. Esattamente come a suo tempo il capo anatroccolo fece le sue sparate (testimoniando di essere venuto a sapere), così il capo ortottero avrà certamente avuto modo di conoscere la mia critica e la sua portata. Evidentemente ritiene (ed è legittimo) di non doverne tenere conto, il che conferma quale sia la sua EVIDENTE linea politica e ovviamente per me chiude il discorso, perché a me interessa il cambiamento, non la mera intercettazione del dissenso.

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    7. Precisiamo su grillo , m5s : sono convinto che l'impegno politico di grillo sia nato casualmente , semplicemente si è creato uno spazio (di pubblico) a sinistra -con l'implosione dei vari ex-comunisti verdi ecc e con l'esaurimento della spinta del leghismo al nord - e grillo e casaleggio l'hanno visto e hanno accupato lo spazio.

      Ora Grillo/m5s ha il 25% e si è voluto assumere delle responsabilita' (nonostate ami ripetere che lui è solo un comico e io soldi ce li ha etc) Quello che urla nei comizi
      in un certo senso è intrattenimento (non sarebbe proprio cosi' ma semplifichiamo) ed è scusabile .Quello che non è scusabile è la direzione che sta' dando a m5s :totale mancanza di dibattito (che non è ammessa neppure su un forum su internet) banalizzazione delle tematiche politiche trattate che si limitano in modo imbarazzante ai risparmi sui costi della politica degli m5s (ovvero come sviare l'attenzione della gente ,un operazione degna della peggiore stampa italiana assevita a chi sappiamo..)

      Caro(si fa per dire) Grillo :ti stai assumendo delle gravi responsabilita' perchè ora con il 25% dei consensi
      e un forte impatto mediatico sei da tempo coresponsabile
      della situazione politica economica italiana , sei responsabile della realta' italiana ...Ora se parli di buon senso senza aprire un dibattito sull'assetto europeo
      sulle reali cause della crisi (come stanno facendo tutti i partiti nati dal malcontento sociale in europa)diventa evidente il tuo unico ruolo :sedare il malessere sociale
      facendo accettare la deflazione nell'interesse dei rentiers del potere finanziario e degli eurocrati di cui sono espressione !
      E questo lo stai facendo danneggiando le giovani generazione e le pmi i commercianti che ti hanno votato...
      No grillo fare politica non è dire quello che il tuo pubblico vuole sentirsi dire per strappare l'applauso
      oppure dare la colpa al settore pubblico perchè stoltamente le associazioni di categoria (alcune) hanno abboccato alla favola della casta...

      Grillo ora SEI RESPONSABILE : se ti sottrai e non vuoi riconoscere la natura dei problemi (che non puoi non conoscere e comunque su cui non vuoi che si dibatta pubblicamente ) sei politicamente COLPEVOLE per la prosecuzione dell'inutile e distruttiva deflazione per la violenza che si generera' per l'impoverimento la dinstegrazione di parte del tessuto produttiva italiana

      Saremo qui a ricordalo ...non puoi scappare...sei circondato (...)

      Ps:no mi spiace la decrescita è una stupidaggine (l'ha detto anche gallegati) non puoi continuare a prenderci in giro mi dispiace , non è un piu' uno spettacolo dove si paga il biglietto per farsi qualche risata...

      ps:qualcuno qui citata l'on castelli (m5s) come seguace di bagnai e del blog: bene ho ascoltato un suo intervento
      con saccezza ha raccontato la solita solita del debito (pubbico) che ci ha rovinato la casta ecc...VERGOGNA!
      altro che la castelli che segue bagnai ed è dei nostri
      Non si puo' parlare del problema del debito pubblico che sia castelli o che sia un altro ...


      Elimina
    8. @ Mons Colombo

      Siamo d’accordo sul fatto che Grillo sia un parolaio, ma se vogliamo fare politica a mio avviso faremmo bene a stanarlo, farlo uscire allo scoperto, lui insieme a tutte le sue contraddizioni.

      Gli articoli su "Il Giornale" sono come l’intervento del Prof. Bagnai sul blog di Grillo: foglie di fico per prendere voti.

      Sia Berlu che Grillo non sono cretini, quindi potrebbero essere quello che dici, ma non è vero che non ci servono:

      ci serve evidenziare al loro elettorato il modo subdolo con cui prendono i voti.

      In campagna elettorale ti fanno sperare che loro sono contro l’euro, tu li voti e dopo le elezioni dell’euro non ne parlano più.

      All’imprenditore della lettera serve un abbraccio, ma anche una risposta concreta alla sua domanda:

      “ come facciamo ad invertire la rotta ? “

      Avete idee migliori della mia senza cadere nella trappola del "famoqualsiasicosapurchéfamoqualcosa" ?

      @ chiappo

      Io anche, come te. Non li voterò mai più, perchè hanno promesso e poi non hanno mantenuto.

      A ottobre ci saranno le elezioni, resta solo Magdi Allam di Io amo l’Italia.


      @ Alberto Bagnai

      Ok, beato me che non capisco un …ma non ho mai scritto nè pensato che ritengo i vertici m5s disinformati.

      Ho invece scritto che vogliono mantenere l’euro, quindi anche a me è evidente quale è la loro linea politica.

      Voglio però che la conoscano TUTTI quelli che l’hanno votato, per far si che non lo votino più.

      Per raggiungere tale obbiettivo mi è venuta in mente la sfida, Lei ha idee migliori ?

      Grillo avrà certamente avuto modo di conoscere la sua critica, ma ha tutto l’interesse non solo a non tenerne conto, ma a farla cadere, non rispondendoLe.

      Nè risponderà alla nostra sfida, se gliela lanciamo.

      E a tutto il web sarà nota la sua mancata risposta.

      Lui vuole nascondere la polvere sotto il tappeto.

      Io dico, alziamoglielo il tappeto, mostriamo al mondo la sua polvere, chi veramente è e cosa veramente vuole (intercettare il dissenso), cosa abbiamo da perdere ?

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  2. Lettera bellissima e vera, oggi la mia banca mi ha fatto avere una mail con cui mi elenca i vantaggi dei suoi finanziamenti per il pagamento F24 per imposte e tasse. Amaramente ho dovuto alzare il telefono.

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  3. Conosco tre imprenditori che sono nella stessa situazione; uno di questi lavora 16 ore al giorno, non dorme, lavora e basta; Equitalia li voleva strangolare, ce l'hanno fatta (non so per quanto).

    Il prezzo da pagare per loro e' durissimo: stanno cercando di fuggire dall'Italia appena possibile.

    Il programma/piano che "qualche entita' " sta portando a compimento e' lucidamente attuato dai PUPI che vediamo pavoneggiarsi tutti i giorni davanti alle telecamere; quando non sono ignoranti come zappe, sono criminali.

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    1. Alcuni imprenditori fuggono e molti chiudono mentre gli 'eletti' hanno un 'zogno', evidentemente quello sbagliato. Quando parlano gli imprenditori il problema è sempre molto chiaro (solo i politici non lo capiscono) anche se quello della lettera (tragica e commovente) è più chiaro di altri che si fermano alla rabbia/ colpa per non avercela fatta.
      In una recente e delirante 'Ultima Parola' (veramente l'ultima per quanto mi riguarda) un imprenditore ammetteva che licenziando metà dei dipendenti potrebbe cavarsela e invece resiste mettendo a rischio l'azienda e se stesso.
      Due individui della non-sinistra(Zipponi-ex CGIL e Peter Gomez) hanno attaccato la categoria. La difesa è venuta dalla Santanchè (sigh!) e da un indiavolato Claudio Borghi (lode e gloria) non esattamente di sinistra.
      Che succede alla sinistra?
      si è bevuta il cervello o se lo è proprio venduto x 30 euri?

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  4. Sarà che ho "solo" 30 anni e che quindi la mia vita ha corso parallela grosso modo col percorso di Europizzazione dell'Italia, ma non sono molto ottimista. La tromba suonerà e poi? Quale sarà la classe dirigente che gestirà l'inevitabile caos (un po' di caos mi concederete che ci sarà)? Ma soprattutto chi gestirà il dopo caos? Siamo sicuri di non ritrovarci le solite facce che nel frattempo si saranno riguadagnate una "verginità" economico/politica cavalcando l'onda del caos? Purtroppo sono sempre più convinto che l'Italia sia quel paese dove, per dirla alla Tomasi di Lampedusa, tutto cambia perchè tutto rimanga uguale.

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    1. Un pò di caos?
      Un pò?
      Più andiamo avanti e più ce ne sarà. Ci dicono che se usciamo ci saranno le carriole, e le pallottole nel garage, la verià è che più restiamo a farci dissanguare inermi più ci sarà gente disposta a tutto, allora certe manifestazioni di insofferenza si amplificheranno e poi arriverà qualcuno che dirà "ma qui bisogna ristabilire l' ORDINE e la DISCIPLINA (degli altri)"
      Tutti film già visti.

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    2. le facce cambiano.... sono i mandanti che restano gli stessi da qualche secolo !!!

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  5. Che tristezza pensare alla grande tradizione della piccola e media impresa italiana distrutta dalle menzogne e agli interessi di pochi che non coincidono con quelle del Paese ma semmai con quelle delle banche e multinazionali (tuttalpiù tedesche) che di fatto comando in europa (rigorosamente con la e minuscola)... Se muore la piccola imprenditoria muore l'Italia questo lo sappiamo noi e verosimilmente lo sanno anche loro(i politicanti da strapazzo).. vogliono distruggere l'Italia, perchè? Perchè non amano il loro paese almeno tanto quanto il loro portafogli? Ci sarà mai una Norimberga per queste persone?

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  6. Questa lettera mi ha fatto scendere qualche lacrimuccia, ma allo stesso tempo anche voglia di distruggere tutto quello che ho sotto mano. Come fa la gente a negare in modo così evidente la realtà? Eppure basterebbe informarsi un pò, documentarsi lo stretto necessario, come ha fatto il nostro amico imprenditore. Fino all'estate scorsa anche io ero castacriccacorruzzionedebbbito, ma è grazie a Lei e ai dati trovati sul web, che ho cominciato a studiare tutto quello che trovavo, prendendo piena consapevolezza della faccenda. La mia famiglia è stata completamente convertita (l'osso duro è stato mio padre, behh 30 anni di disinformazione sono tanti), ma adesso sono tutti contro l'euro. Ma mi chiedo..a cosa serve tutto ciò? Abbiamo il Presidente del Consiglio che inserisce in ogni sua frase "Stati Uniti d'Europa" o "Le 4 unioni". Viviamo nel mondo descritto da Orwell, modificano il passato per adeguare a loro vantaggio il presente; gente che con la Lira "aveva paura dell'inflazione a due cifre" e robe varie, come se con la lira stracciona non fossimo diventati uno dei Paesi più ricchi al mondo. Io sono gggiovane (compirò 21 anni quest'anno) e non ho mai vissuto tempi di benessere sociale, ho sempre vissuto nella "crisi". Non vedere futuro intorno a me, e vederlo tolto a gente ormai matura che ha costruito con fatica questo Paese, è devastante. In nome di cosa al mondo si può giocare con la vita delle persone? Come si può difendere una moneta al costo di vedere la gente ammazzarsi? Io non capisco tutto questo, e mi chiedo se i suoi difensori non abbiano quanto meno un filo di rimorso o di consapevolezza. Ci vuole una Norimberga 2.0; quando accadrà e andrà tutto per il meglio (come è ovvio che sia), dovranno rispondere delle loro azioni.

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    1. Gli uomini sono sempre più restii a cambiare idea sulle loro convizioni rispetto alle donne, forse perchè antropologicamente all'uomo tocca(va) il compito di provvedere al benessere materiale della proprio famiglia e dover ammettere di non averci capito una mazza e di essere stati fregati è molto faticoso, meglio sperare che alla fine le proprie convinzioni vengano finalmente e fortunosamente confermate...

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  7. Che la suoneremo noi la tromba ci credo poco.
    In ogni caso, chiunque fa l'imprenditore (o ci prova), chiunque esporta, ha ben presente che il 99% dei suoi problemi dipendono dal cambio sopravvalutato. Dopo si puo' parlare di tasse alte, burocrazia, ecc... Ma tutte queste cose sono la conseguenza del cambio sbagliato.

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    1. Per l'imprenditore è il cambio ma per il commerciante, come me, è la deflazione che ci sta ammazzando.

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    2. L'altra faccia della medaglia.

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  8. la lettera è drammatica e non stupisce affatto, non deve stupire stante almeno le cose apprese sulla natura e sugli attori di questa crisi, che dipendenti e datori di lavoro protestino insieme: entrambi rappresentano l'economia vera, quella basata sul lavoro che viene schiacciata dall'euro, dall'economia dei rentier che viene invece tutelata.

    Vorrei riprendere il discorso del tempo personale, del tempo dedicato alla crescita culturale personale e quindi nazionale, perchè tale tema è stato affrontato anche da Noam Chomsky

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  9. nel frattempo, anche la Francia entra in recessione http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-888a21f6-92fb-4bb0-959d-7f789231452c.html

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  10. immagino che questo imprenditore sia del (non piu') ricco nord-est, vero? perche' descrive esattamente la catastrofica situazione di quella che era la locomotiva d'Italia e che oggi sta soffrendo piu' delle altre regioni, rendendo l'idea di delocalizzare ( ad esempio in Carinzia)una necessita' e non solo un desiderio per fare piu' profitto,alla faccia della speculazzzzzione degli imprenditori brutti e cattivi senza pelo sullo stomaco tipo Soros...

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  11. Quando leggo il termometro della situazione, come questa mail dell'imprenditore tipo, novello milite ignoto della patria, e vedo che la febbre continua a salire mentre il cerusico al capezzale ordina l'ennesimo salasso come terapia stabilizzante (?), per sfogarmi e riprendermi devo guardare su youtube il pezzo di N.Farage quando a muso duro dice in faccia a olly rehn quello che tutti noi qui pensiamo ma non possiamo dire ai diretti responsabili della catastrofe.
    Il cielo e le stelle stanno gia' venendo giu', ora manca davvero solo lo squillo della tromba.

    (Grazie per l'impegno, prof, sappiamo che non tutti se la sentirebbero di esporsi come fa lei e capiamo il rischio professionale. Per questo credo sia doveroso ringraziare anche la sua famiglia che l'appoggia.)

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  12. Ma alla fine come è andato l'incontro con Piga?

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    1. Ma tipo cliccare sui link no?

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    2. Mi scusi professore, non avevo visto il link. Ora ho visto tutto il video dell'incontro ciò il Professor Piga e, anche se le sue tesi mi convincono di più, mi sembra che le distanze con quelle di Piga on siano incolmabili: forse è vero che persone come voi dovrebbero trovare dei punti di incontro per unirsi contro lo status quo e quindi lavorare più sulle analogie che sulle differenze.

      Volevo però farle alcune domande su un tema che è emerso più volte nel dibattito e cioè quello della sostenibilità di una crescita continua del PIL in un mondo a risorse finite. Lei ha detto che tutti i modelli economici, in maniera più o meno forte, ipotizzano uno stato stazionario e ciò sarebbe in accordo con l'unico modello sostenibile fra quelli ipotizzati dal Club di Roma in Limits to growth.
      Volevo chiedere però come sia possibile che questo stato stazionario non crei problemi a causa di una scarsa crescita, visto che stiamo assistendo al fatto che ciò crea problemi di aumento del rapporto debito-PIL e austerità.

      È possibile che il PIL continui a crescere solo per effetto dell'aumento della quota di servizi e per il progresso tecnologico e che ciò quindi non intacchi ulteriormente le risorse finite del nostro mondo?

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  13. Mi sono venuti i brividi... Proprio ieri con Alessandro Guerani (solito trinciaforaggi per la cronaca) parlavo di questa mancanza di tempo da dedicare a me alla mia persona al mio spirito.
    Quando stacchi dal lavoro, sei talmente tanto oberato dai pensieri, che desideri una cosa sola... Spengere la testa.
    Capisci che le persone a te più care hanno bisogno del tuo spirito, ma questo non risponde è diventato anoressico rifiuta il cibo che gli proponi e di conseguenza non ha più forza per nessuno di quelli che ti circondano.
    Ma se ad un uomo togli lo spirito non togli la stessa essenza del vivere? Cosa saremmo noi se non percepissimo la forza di spirito di chi ci circonda?
    Proprio l'altro giorno chiacchieravo con un collega dei nostri problemi lavorativi e ci scambiammo una pacca sulle spalle consolativa salutandoci.
    Oggi sono venuto a sapere che ieri dopo essere stato colto da malore è diventato assente giustificato come dici tu da qui in avanti. Non riesco ad essere triste per lui e questo mi spaventa più della morte stessa.

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  14. Fa male leggere lettere come questa.
    Per ogni un imprenditore o per ogni operaio che scrive della sua difficile situazione lavorativa e/o familiare ce ne saranno centinaia che vivono la loro stessa esperienza e rimangono soli a covare odio verso il sistema.
    Quando ad un uomo togli ogni speranza per il suo futuro e quello della sua famiglia, possono nascere dei problemi e l'esempio più lampante si è presentato ai nostri occhi poche settimane fa a Roma...il caso Preiti. Quanti Preiti ci sono in giro per l'Italia? Molti sfogano la loro frustrazione contro se stessi e la loro famiglia provocando un bollettino di guerra quotidiano di suicidi. Ma quanto successo a Roma dimostra che non è o non sarà sempre così.
    Conoscevo Luigi Preiti, è un mio concittadino. Conosco la famiglia. I giornali l'hanno dipinto come un poco di buono affetto da ludopatia, ma vi assicuro che era una persona normalissima che ha sempre lavorato e senza alcun collegamento con mafie varie o gruppi eversivi.
    Quando una persona va fuori di testa ed usa violenza verso un suo simile(sbagliando) ma anche contro se stesso(sbagliando)bisogna fare qualcosa. Questo i nostri politici sembra non lo abbiano ancora capito e meno ancora lo hanno capito i media intenti a perdere tempo con trasmissioni tv che si occupano del presunto rapporto sessuale di Berlusconi o simili amenità.
    La verità è che il nostro PAESE è nelle mani di una pletora di inetti alienati dalla realtà e la preoccupazione dell'imprenditore del post è più che fondata.

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  15. "li mortacci loro", si può dire?

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  16. Commozione e rabbia, voglia e depressione.. Una lettera che provoca una miriade di agitazioni che, é vero, non possono ricevere tutti.. Mi domando ogni tanto il perché (pur sapendolo) di tutto questo e, nonostante la razionalità mi dia tutti i mezzi per interpretare le conoscenze acquisite, il mio inconscio non si smuove di un millimetro dalla domanda.. Perché?

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  17. Una piccola precisazione sulle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che purtroppo sono vissute come un peso, anche se costituiscono un importante traguardo, perché costringono il datore di lavoro a pre-occuparsi della salute dei propri lavoratori, deve quindi valutare i rischi e informare e formare i propri dipendenti e collaboratori. In questo senso sono conformi al dettato costituzionale.
    Il problema è che l'applicazione si risolve per lo più in formalità e burocrazia. La norma inoltre è imperativa e inderogabile, al costo di far fallire l'attività.
    Perché per un imprenditore il rispetto delle regole e l'applicazione di principi “sani” deve trasformarsi, nella migliore delle ipotesi, in una vessazione, nella peggiore in uno svantaggio competitivo difficilmente recuperabile?
    E' giusto che l'onere della sicurezza debba ricadere soltanto sugli imprenditori? Non vi è piuttosto un interesse sociale, tale che la società, lo Stato, debba farsi carico di questi oneri?
    Siamo passati dalla libera iniziativa privata a una economia di tipo repressivo, perché ogni attività prevede determinati requisiti ed è soggetta a innumerevoli regole, da quelle specifiche dell'attività svolta a quelle più generali, quali le leggi fiscali, quelle sulla sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, perfezionamento dei contratti, garanzia, ecc. ecc. ecc. Tutte cose buone e giuste, se solo le regole fossero chiare e semplici e valessero per tutti, invece queste regole – in gran parte scritte e riscritte male – reprimono le imprese sane, quelle che hanno anche fini sociali, quelle che vorrebbero rispettare le regole ma non ce la fanno più, il tutto a vantaggio dei predatori.
    Gli oneri fiscali e burocratici, compresi quelli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ormai non hanno più nulla a che vedere con la libera iniziativa privata di cui all'art. 41 della Costituzione Italiana:
    “L'iniziativa economica privata è libera.
    Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
    La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

    Di fatto l'iniziativa economica privata NON è libera. La legge ormai è sottoposta al gelido diktat europeo e così abbiamo regole per ogni cosa, il tutto a vantaggio della standardizzazione tanto gradita alle grandi imprese, a vantaggio di chi detiene brevetti, a vantaggio di chi è grande abbastanza da potersi permettere un esperto in ogni settore.
    E nel frattempo i fini sociali sono stati divorati dalle cieche termiti europeiste e quindi sostituiti da fini societari di banche e imprese multinazionali. Tutti lo sentono, ma troppo pochi si fidano del proprio istinto e del proprio intelletto.
    Per un po', ancora, tanti italiani, troppi, troveranno comodo e vantaggioso credere nel fogno europeo. Speriamo che il risveglio non arrivi troppo tardi e speriamo che non sarà troppo brusco.
    Grazie per avermi già svegliato; mentre gli altri ancora dormono posso apparecchiare una parca colazione e pian piano prepararmi ad affrontare una lunga giornata ricca di imprevisti.

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    1. Mi permetto di intervenire in quanto formatore sui corsi Sicurezza all'interno di un ente privato, nella regione FVG.

      Posso confermare che i paletti imposti alle aziende in tema di formazione sulla sicurezza da far svolgere ai propri lavoratori sono piuttosto vincolanti, sia in termini di mansioni/ruoli da formare, sia per quanto riguarda le scadenze da rispettare.

      Vorrei però dire che tali paletti sono a mio avviso sacrosanti: è indispensabile che oggigiorno un'azienda debba formare al proprio interno, e senza troppi ritardi, determinate figure che nel servizio di protezione e prevenzione risultano indispensabili.
      Non scendo nel dettaglio dei ruoli che vanno formati perchè saremmo decisamente OT, ma si parla di addetti antincendio, primo soccorso, responsabili della sicurezza aziendale, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ecc... insomma figure chiave.

      Il problema che giustamente sottolinea Lex (ma forse non abbastanza) è che tali corsi di formazione andrebbero almeno in parte finanziati ed agevolati a livello pubblico.
      In questo momento l'azienda privata è non solo costretta a sobbarcarsi l'intero onere economico (e sono corsi relativamente costosi) in un periodo di piena crisi, ma non viene nemmeno agevolata ed indirizzata nel rintracciare l'offerta formativa presente nel territorio.

      La legge esiste (81/08 e successivi aggiornamenti), dopodichè però a livello pubblico si sta facendo molto poco per agevolare aziende ed enti formativi affinchè tale legge venga rispettata.
      Oltretutto l'81/08 stabilisce anche che la docenza di tali corsi vada affidata a professionisti di lunga e comprovata esperienza, tali professionisti ovviamente si fanno pagare bene, i costi dei corsi lievitano e si scaricano interamente sulle spalle delle aziende: anche qui è sacrosanto che per formare la sicurezza i docenti debbano essere di alto livello, però se poi tu Stato non fai nulla per aiutare le aziende e gli enti a sostenere tali costi...

      E contemporaneamente, esistono finanziamenti pubblici per corsi di... tatuatori (tra gli altri).
      Per carità, non ho nulla contro i tatuaggi (oddio a dire il vero sì, ma è perchè sono intollerante di natura), ma se devo scegliere cosa finanziare, prima dei tatuaggi scelgo la sicurezza aziendale, no?


      Dico questo (e chiudo l'OT) semplicemente per enfatizzare il fatto che gli obblighi formativi a cui fa riferimento il lettore che ha scritto quell'e-mail, al momento vissuti come vessazioni insostenibili da una gran maggioranza di aziende, con una gestione pubblica diversa potrebbero rapidamente trasformarsi in ricche opportunità capaci di accrescere la cultura stessa aziendale.

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    2. Sottoscrivo in toto il suo commento (@Anakyn), sto seguendo un corso base di specializzazione in prevenzione incendi. Io mi sono potuto permettere di sostenerne il costo solo grazie al mio Ordine professionale di appartenenza che ha finanziato in gran parte il corso, e poi la U.E. vuole abolire gli Ordini professionali in nome della liberalizzazione e della concorrenza fondati sul feticcio dell'individualismo di thatcheriana memoria, di finanziamenti pubblici nemmeno l'ombra. E’ vero che i formatori sono seri professionisti, le lezioni a noi le fanno i massimi dirigenti nazionali, regionali e provinciali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, gente che mette in gioco la propria vita ogni santo giorno e che è a corto di organico, a corto di organico lo ripeto e stipendi che forse scendono anziché salire...Le responsabilità a cui siamo sottoposti sono ingenti, i reati in cui si può incappare sono penali, gli adempimenti anche per noi tecnici (ingegneri) sono gravosi ma, credo, è giusto che sia così altrimenti non siamo più un paese sviluppato ma uno da terzo mondo.
      Una curiosità, qualcuno ha già pensato come si struttureranno i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco se vengono abolite le province? Bravi 5stelle, bravi, bravi veramente… qui in Sicilia le hanno già abolite, quindi voi 5stelle sicuramente ci avete già pensato…vero? E immagino che avete già pronta la risposta…non è così? Aspetto con ansia una vostra risposta…

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  18. Domandina: perché gente colta, intelligente ed informata persegue una politica economica disastrosa (soprattutto) per la gente europea del sud??? Perché stanno "sudamericanizzando" l'Europa, obbligando i Paesi dell'eurozona ad adottare una moneta straniera (l'euro è una moneta straniera!)??? Sono "compagni" che sbagliano in buona fede oppure stanno usando i "corretti" strumenti economici per perseguire il fine che si sono proposti, che ovviamente non coincide con il bene della maggioranza ???

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  19. Se questa e la posizione della maggioranza degli imprenditori italiani perché non si costringe confindustria e sindacati a fare una battaglia comune su questi temi? Queste organizzazioni non dovrebbero avere posizioni ideologiche sulle misure da adottare per risolvere la crisi, ma unicamente la tutela dei loro interessi, magari rassicurando con accordi scritti invece i milioni di dipendenti che l'eventuale inflazione non si scaricherà su di loro

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  20. La lettera è molto bella e mi conferma che le strade si stanno unendo. Mi ricorda i miei lavori da finto socio-lavoratore e poi finta partita iva dove, per non farti pensare al tuo super-lavoro e al tuo ipo-stipendio, si organizzavano con la direzione infinite riunioni sul nulla. E si vedeva che nessuno ci credeva ma che si faceva finta di stare attenti per non avere problemi. E dopo la riunione incontravo i miei colleghi ed esprimevo questi pensieri, mi davano ragione ma non vedevano prospettiva, possibilità di cambiare qualcosa.
    Ma le cose cambiano...

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  21. Sarò ripetitivo e forse superfluo. Ma per dare il mio apprezzamento a questa Sua difficile opera di divulgazione, riporto questa citazione.

    "soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento.
    QUANDO QUELLA CRISI SI VERIFICA, LE AZIONI INTRAPRESE DIPENDONO DALLE IDEE CHE CIRCOLANO.
    Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”

    Senza entrare nel (de)merito delle idee di cui era fautore chi ha pronunciato queste parole, questa posizione sul piano strategico è stata di indubbia efficacia.
    La Sua divulgazione in attesa che "suonino le trombe" oggi è -per quanto ne so- l'unica speranza.

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  22. http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-05-15/mentre-giappone-svalutano-dollaro-101741.shtml?uuid=AbVoj1vH
    Gentile Prof. Bagnai,
    mi rendo conto che non è inerente con il post, ma le segnalo questa perla de Il Sole 24 ore: con un pò di ritardo, ci arrivano anche loro.

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  23. Non ho parole...o meglio, mi ritrovo perfettamente col contenuto della lettera, che spiega bene il disegno della modernità: della politica che è diventata biopolitica, dell'economia che è diventata neoliberismo, della privatizzazione del mondo e della sua burocratizzazione che ruba tutto il tempo e le risorse residue per folli adempimenti. E che dire della distrazione di massa sul femminicidio, sulle nozze gay coi fichi secchi e sul dibattito neri/di-colore?
    Vogliamo invece parlare del MES, i cui fondi vengono investiti in bond ad alto rating, o dei sussidi all'agricoltura che l'Italia paga per sovvenzionare aziende italiane di allevamento suino in Romania, facendo chiudere quelle del parmense/reggiano? (solo per dirne alcune) Oppure dei figuranti che vanno in europa a quattrozampe (citando Tremonti) a contrattare la svendita dei deretani dei propri governati?
    La lettera dell'imprenditore è commovente ma, soprattutto, fa molto incazzare, specie chi riesce a dipanare la trama del vasto disegno che si cela dietro al velo di Maya dell'apparenza (1-vale-1, casta-cricca-coruzzione, il ritorno del terrorismo [finto] e il reale terrorismo che ogni giorno entra nelle case attraverso la vulgata mediatica). Ma il velo si sta sfilacciando sempre più, sempre più brandelli di veritò stanno trapelando attraverso la sua trama consunta. Chi comprende avrebbe il dovere di tessere le reti per raccogliere tutti queste grida inascoltate, queste voci nel deserto della solitudine del divide et impera, queste anime straziate da uno Zeitgeist aberrante che ha eretto un'angosciante realtà.
    La mia non è un'esortazione specifica al padrone di casa (AB),ci mancherebbe altro (in senso letterale), ma un'esortazione a tutti noi, a tutti voi, a chiunque sia in grado di capire e (solo dopo aver capito), di parlare. "Il male vince quando i buoni stanno in silenzio". Forse questo silenzio è durato troppo, interrotto solamente dagli strilli di energumeni ululanti come ai raduni di Norimberga (be', mi sto accorgendo che, per uno che ha esordito con un "non ho parole, forse ho parlato troppo)

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    1. Certo che se poi ti tirano per la giacchetta (dicendo di non volerlo fare) anche quelli che sanno che stai facendo qualcosa, a quel punto quale, se non la chiusura immediata dei commenti, o forse anche del blog, sarebbe la decisione più appropriata? Forse avete bisogno di ricordarvi come stavate prima, per placare le vostre ansie...

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    2. Chiedo scusa se ho dato quest' impressione, il mio commento non intendeva dare alcun messaggio subliminale (anche perchè v'è già stata occasione per quelli supraliminali). Mi rendo conto, però, rileggendolo che l'abundantia cordis dettata dal contenuto della lettera che hai pubblicato -che mi ha alquanto toccato- mi ha forse fatto andare un po' sopra le righe e, effettivamente, si può interpretare come un "tirare per la giacchetta". Pertanto, chiedo nuovamente venia: non era mia intenzione (forse sarebbe meglio rileggersi prima di pubblicare)

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  24. Pochi giorni fa le chiesi a lei, Prof., se non percepisse il peso del carico di aspettative dei molti, e lei mi rispose "certo che sì" ...
    Situazioni del genere le vedo tutti i giorni, tra ex colleghi ed imprenditori, ex e non. Io sono fortunato, sono sgusciato fuori appena a tempo da situazioni che, col volgere di pochi anni, si sono rivelate quasi insostenibili. Chiaro che un prezzo l'ho pagato ed ora (dopo più di 20 anni da dipendente) sono precario ed a volte la paura morde i calcagni e mi sveglio di notte in un bagno di sudore
    Mi sento bipolare ed a giorni alterni spero e credo ... o impreco e maledico. Ma come dice lei, stiamo uniti. Abbiamo bisogno di credere, soprattutto in noi stessi, ma anche negli amici.
    Io, che di Fede (quella con la maiuscola, per rispetto) non ne ho, voglio avere fede.

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    1. Mi sentivo bipolare anche io, dopo aver scelto, come lei, di abbandonare un posto da dipendente in cambio di nessuna certezza. Ho sentito di dover abbandonare, ora lo so, per evitare la sofferenza di vedere sgretolarsi davanti a me ogni forma sensata del fare impresa, una follia quotidiana che non solo impediva di pensare ma rendeva persino inutile farlo. Ho fatto mie tutte le colpe presunte per questa scelta. Poi, quasi un anno fa, sono approdata qui e ho compreso che non dovevo farmi annichilire da questa follia in corso, bensì impiegare le mie energie nel prepararmi per il futuro, perché, prima o poi, quando tutto questo finirà, saremo noi, che abbiamo compreso, a dover dare una mano a ricominciare.

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  25. Molto chiaro quello che prova il signore...volevo solo aggiungere che ci sono anche molti disoccupati come me che questi imprenditori li capiscono fino in fondo.

    Attendiamo fiduciosi la campana!!

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  26. Vorrei dire all'imprenditore che ha scritto quella lettera che i blog non ci aiutano perché non ci permettono di contattarci vicendevolmente. Il blog dovrebbe essere nato per facillitare la comunicazione fra persone che la pensano allo stesso modo o che sono disposte a fare assieme le stesse battaglie. Invece, quello che i blog ci consentono è solo quello di scrivere un messaggio nella bottiglia. Sono al corrente delle problematiche di spam, ovviamente, ma quale incredibile opportunità di democrazia dal basso e di "unione fa la forza" viene sprecata! Quando i blog diventeranno strumenti di comunicazione interpersonale tra tutti gli intervenuti, sarà possibile costruire qualcosa, fino a quel momento saranno solo un'occasione in più d frustrazione, anche e specialmente quando sono interessanti o persino avvincenti.

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    1. A parte che non le è chiaro a cosa serve un blog, e che essendo arrivato da poco evidentemente non sa che ho offerto l'occasione di contattarsi a diversi miei lettori, e che se avessi voluto creare un forum avrei creato un forum, e che questa esperienza ha già consentito significative aggregazioni, aggiungo solo che se finora non ho sviluppato forme più "aggregative" è perché ritenevo che i tempi non fossero maturi. Ora lo sono e sto agendo per gestire questo passo.

      Esorto tutti, e a maggior ragione gli ultimi arrivati, a non scalpitare. Non serve a nulla. Se non vi fidate, andate pure a mettere un banchetto in strada o iscrivetevi a una delle tante associazioni "che fanno", in giro per il mondo.

      Ci stiamo lavorando.

      Grazie.

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    2. penso che la maggior parte delle personei che la segue sia impaziente. Ma la sua competenza e il suo approccio, deciso e non improvvisato, mi fa sperare che qualcosa di bello e di nuovo possa accadere. Mi fa immensamente piacere che lei dica CHE I TEMPI SONO MATURI. Io, per quel poco che posso, sono al suo fianco. Grazie tante e mi raccomando, NON MOLLI!

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    3. Intanto Roberto, potrai trovare qui modo di contattare un po' di persone che hanno voluto condividere la propria mail.
      Nel caso in cui ti fosse sfuggito questo post. :)

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  27. Scrivevo qualcosa di simile l'altro giorno http://vocialvento.com/2013/05/13/che-ve-lo-dico-a-fa/

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  28. Il tempo dei ripensamenti e delle scoperte dell'acqua calda sta finendo.

    Bene o male, quello che si fa e si dice oggi servirà a stabilire le varie responsabilità domani.

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  29. la bugia più grande è quella che si racconta a sé stessi per piacersi (e piacere) di più. perché rischia proprio di diventare gigante (più ti garbi e più la ripeti) e incontrollata. anzi. poi è lei che finisce per manipolarti. "ah! quanto sono bello! quanto sono figo! quanti ammiratori!". a quel punto non puoi tornare indietro.

    l'interclassismo è figlio dell'auto-inganno. "che figo che sono! ho trovato la sintesi! ho trovato l'equilibrio!". (solo che l'equilibrio è proprio dei morti).

    l'equilibrio è la più grande bugia.

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  30. Rispondo al collega imprenditore: IDEM!
    Mi sembra di leggere la mia vita in azienda negli ultimi 3-4 anni. Non so se riusciremo a vedere il nuovo inizio (perché ci dovrà pur essere un nuovo inizio - ottimismo imprenditoriale), di certo vedremo la fine (parlo come imprenditori, non come uomini).
    Anch'io, pur seguendo questo blog quotidianamente, non intervengo spesso, un po' per mancanza di tempo, un po' per incompetenza sulla materia specifica. Le poche volte che ho scritto, ho sempre cercato di sottolineare un concetto per noi imprenditori fondamentale: la fretta. Purtroppo, ne abbiamo tanta se vogliamo tenere in vita le ns. aziende.
    Lo sconforto prende quando, come diceva l'amico imprenditore, ci accorgiamo che le idee stanno a zero. I ns. politici non hanno un piano. Parlano, parlano, parlano, spesso a vanvera, ma non esprimono concetti di alcuna realtà pratica.
    In questo momento sono a lottare con il cambio euro/yen (lascio ai più esperti lettori le considerazioni sulla nuova politica monetaria del Giappone). Ho parlato con il mio agente giapponese che si lamenta del cambio sfavorevole (oggi siamo a 132 contro euro, nello stesso periodo dello scorso anno eravamo, vado a memoria, a 118) e quindi i clienti non comprano il made in Italy. Non sapete quanto l'ho invidiato. Gli ho detto di stare tranquillo. A breve i ns. clienti del Sol Levante avranno tanta di quella liquidità che se ne infischieranno del rapporto euro/yen e torneranno a comprare i ns. prodotti più e meglio di prima. Spero di non sbagliarmi ma, comunque, sono stufo di subire le manovre economiche degli altri paesi, in attesa che anche qui da noi qualcuno si svegli e realizzi che... i buoi non sono solo scappati ma anche morti.
    Un saluto particolare al mio collega. Forza e coraggio (bastassero quegli!!!), ce la possiamo fare, qualcuno sta cercando di aiutarci.

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  31. Dalla lettera di questo imprenditore c'è la disperazione di colui che sa di poter far poco o nulla per il suo amato lavoro!

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  32. Triste, anzi molto triste. Sopratutto se è già successo a chi versava il tuo stipendio.

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  33. Non sono un imprenditore ma solo un piccolo commerciante, non ho responsabilità verso nessun dipendente ma solo verso la mia famiglia, conosco però bene la sensazione che si prova quando, tornati a casa dopo 12 ore di lavoro, si deve fingere che vada tutto bene e di avere tutto sottocontrollo mentre dentro ti senti macerare dalla paura di non farcela.
    Trovare la forza di sorridere e giocare con tuo figlio perchè è un bambino e i bambini non devono sapere, trovare la forza di stare con tua moglie perchè ti serve che almeno lei sia serena,aspettare che tutti dormano per ricominciare a torturarti il cervello in cerca di una soluzione....ci stanno portando via anni di vita....
    Forze fisiche e mentali non bastano quando ti senti schiacciato e solo, io ho trovato aiuto nella consapevolezza che non sono l'unico oppresso da queste sensazioni e dalla speranza che dalla disperazione che sta coinvolgendo sempre più persone nasca una forza collettiva che ci spinga tutti a fare quanto ci è possibile per contribuire a uscire da questi anni di buio...anche se il tempo è poco, molto poco

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  34. Che pena e che tristezza questa come tante altre storie che si susseguono senza tregua, da quelli che si danno fuoco a quelli che in silenzio stanno perdendo tutto ciò che avevano costruito. E’ proprio come una guerra e da questa guerra io sono riuscito a fuggire in Svizzera, da sempre rifugio dalle follie d’Europa. Sono fortunato, certo, ma come mi pesa dopo 30 anni di onesto lavoro, anche come piccolo imprenditore, dover ricominciare daccapo a 56 anni, lontano dagli affetti e da quella che considero sempre la mia (povera) patria. Vorrei fare qualcosa di concreto per cambiare la situazione, dare una mano per tirarci fuori dall’abisso, ma quello che posso fare al momento è solo aiutare la mia famiglia a non perdere quel poco che abbiamo realizzato in una vita. Voglio dirvi che, nonostante sia dovuto espatriare per sopravvivere, io ci sono. Non diverrò mai uno svizzero (anche se è un popolo molto intelligente e consapevole) e quando sarà il momento, sono pronto a rientrare ed a contribuire con le mie competenze e la mia onestà a costruire un’Italia migliore. L’importante è non perdere la speranza.

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  35. La sinistra classica è rimasta ancorata a vecchi paradigmi: il padrone (li, presente, indiscutibile, ricco, potente) e l'operaio (sottomesso, intercambiabile, sfruttato, confinato).

    Ora le cose sono di molto peggiorate: il padrone non c'è, è altrove, svaporato in una dimensione finanziaria; l'operaio è esploso in mille forme con diverse valenze professionali, economiche e normative dove l'apparire è disgiunto dall'essere: un metalmeccanico "sembra" un garantito ma non lo è, una ragazza del call center "sembra" un'impiegata ma non lo è, una p. IVA "sembra" un artigiano ma non lo è, un giovane medico "sembra" un professionista ma non lo è.

    In pratica il vero potere si è astratto dalla dimensione umana, resta il piccolo potere di controllo (negli USA il 25% della forza lavoro è composta da sorveglianti, secondini, controllori, poliziotti, ecc.).
    Anche i produttori soggiacciono a questo schema: un imprenditore che margini di libertà ha, dovendo sottostare ai vincoli burocratici e finanziari citati nella lettera? Più o meno di quelli di un maniscalco o di un tappezziere del secolo scorso?

    Quindi non parlerei di interclassismo ma di ridefinizione dei confini delle classi.

    In ogni caso il nemico non è chi ci precede nella catena ma il primo, che è un'istituzione anche se fosse una persona fisica.

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    1. "La sinistra critica è finita nel momento in cui la struttura su cui basava la sua analisi si è smaterializzata nella dimensione finanziaria. Continuare a parlare di sovrastrutture quando manca la base da cui dipendono è inutile"

      Mi sembra di ricordare che in soldoni questo discorso l'ha già fatto Eugenio Scalfari qualche anno fa, durante uno dei suoi interminabili sermoni su repubblicatv. Fossi in te mi preoccuperei... ;)

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  36. Mamma mia come mi sono ritrovato in questa lettera! Condivido in pieno anche il tema della burocrazia : mi sembra l'illusionismo dei prestigiatori. Ti tengono occupato lo sguardo (la mente) con mille arzigogoli (corsi di formazione e altro,ma mettiamoci anche tutta la fogna mediatica) mentre con l'altra mano (debito pubblico, corruzzzzzione, casta...) fanno la magia (€).

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  37. Caro professore,

    sto leggendo Esortazioni e profezie di Keynes e, in un saggio del 1932, c'e' un richiamo quasi letterale alle "trombe inevitabili" di cui lei parla. Keynes riteneva, come lei oggi, che l'economia stessa avrebbe avuto presto o tardi ragione dei tromboni in finanziera che opprimevano la Gran Bretagna all'insegna dell'austerità' e della deflazione.
    Pochi mesi dopo, tuttavia, Hitler diventava cancelliere, il picco di disoccupati era ben di là da venire, e entro la fine del decennio ci sarebbe stata la Seconda guerra mondiale...
    Insomma, la fede nell'inevitabilità' delle cose, a volte può essere malriposta. Perché anch'io sono certo che presto le trombe suoneranno, ma non sono affatto sicuro che saranno quelle giuste. Vede, se lei avesse una sua rubrica fissa dopo il TG1 delle venti, e se Beppe Grillo fosse Roosevelt, allora sarei d'accordo con la tattica di star seduti lungo la riva del fiume ad aspettare che la Storia e l'Economia facciano il loro corso. Ma, come dire, le probabilita' che la RAI tv le affidi lo spazio che fu di Biagi e' persino minore di quella di vedere il M5S lanciare un New Deal italiano, giusto?
    Sono, invece, d'accordo con l'idea "bislacca" dell'imprenditore che le ha scritto questa bellissima lettera. E cioe' credo che sia necessario scrivere un libro organico di economia, un manuale per una Nuova Politica Economica del XXI secolo.
    Io ho letto il suo libro, e credo apra grandi prospettive. Per esempio, mi sono chiesto, se e' vero come e' vero che sia il 3% di deficit, sia il tetto al debito pubblico sono boiate pazzesche senza alcuna base scientifica, perché non aumentare la spesa pubblica e calare le imposte tenendo gli occhi puntati su due parametri affatto diversi, ossia l'equilibrio dei conti con l'estero, e un tasso di inflazione che NOI giudicheremmo accettabile?
    Io lavoro a Kabul, dove succedono cose al limite dell'assurdo, in termini macroeconomici (e non solo, ovviamente...). Una persona molto in alto, per esempio, mi ha spiegato come funziona la creazione di moneta qui, e devo dire che la Banca mondiale e l'Fmi si sono davvero superati nell'imporre le loro visioni paranoiche. Le dico solo che i buoni del Tesoro, qui, sono emessi... dalla banca centrale per rastrellare liquidità sul mercato! Non mi chieda perché: ho provato a far ragionare questa persona, e a spiegare che questa cosa e' degna di Ionesco, ma niente... Mi ha detto che loro non sono autorizzati a creare moneta, e ha aggiunto qualcosa sul costo delle banconote, e sono sbiancato. Ma lasciamo perdere.
    Prima di venire qui, sono stato un aspirante esperto di cose russe per parecchi anni, e quel paese ha vissuto il suo miracolo economico non in corrispondenza dell'aumento del prezzo del petrolio, come dice Repubblica, ma quando Putin ha mandato i consigliori occidentali all'inferno, e ha drasticamente tagliato le imposte, introducendo l'aliquota unica, e ha ordinato alla Banca centrale di stampare tutto il contante necessario per pagare stipendi, pensioni e fornitori dello stato. Si vedano i grafici, se non ci si crede.
    E quindi, se qualcuno con sufficiente credibilità scrivesse che l'Italia deve dimezzare le imposte, per cominciare, creare tutti i soldi che sono necessari per pagare SUBITO i fornitori e per cancellare TUTTI i tagli alla spesa pubblica deliberati a partire dall'infausto divorzio del 1981, e contemporaneamente dire con pacatezza alla UE che se questo non va, allora l'Italia esce dall'euro, beh (...), credo che otterrebbe due effetti: 1) farsi dare del "buffone senza cv" dagli esperti (cosa capitata anche a Keynes nel 1924, tra l'altro, e proprio sul tema monetario), e 2) ottenere il consenso almeno del 70% del popolo italiano, imprenditori veri in primis. E sarebbe "interclassismo reale", e non solo prove tecniche del medesimo.
    O no?

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    1. Io la mia proposta l'ho fatta nel mio testo (raccogliendo proposte altrui e mettendoci poco di altro). Più di questo non posso dirle.

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  38. a proposito del REDDITO DI CITTADINANZA....
    Il reddito minimo di cittadinanza
    porta con se rischi da non sottovalutare: In un mondo ove, grazie alla tecnologia e progresso degli ultimi 30 anni, sarebbe sufficente il lavoro del 25-30% dei cittadini per far fronte ai bisogni della società. Il reddito minimo renderebbe molto dipendenti (schiave) le persone che lo ricevono dall'alto, portandole ad accettare qualsiasi imposizione pur di continuare a ricevere tale reddito garantito (ad esempio ad accettare di farsi impiantare un microcip, con la scusa di monitorare loro ai fini di evitare truffe sul reddito garantito erogato). Assai meglio sarebbe fare una legge che agevola il lavoro part time 3-4 ore al giorno per tutti, invece che 8-10 ore solo per alcuni che mantengono anche gli altri con il reddito di cittadinanza. In questo modo sarebbe garantita la dignità del lavoro e del proprio mantenimento ed INDIPENDENZA maggiore. Inoltre il reddito di cittadinanza può portare le persone ad un appiattimento della volonta e capacità di automantenimento e dignità..... Molto meglio ridurre le ore di lavoro per lavorare un po tutti....

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    1. Ecco, quel 25/30% dovrebbe far capire che così stanti le cose, la democrazia si rivela semplicemente uno strumento alla mercè di quel restante 60/65% a cui darebbe la possibilità, ed è quello che sta accadendo, di sfruttare quella minoranza per mantenere i propri privilegi.
      Sarebbe ora di pensare a uno strumento politico migliore, e se non c'è, bisognerebbe inventarlo.

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  39. Così come il meridione d'Italia contadino e legato ai latifondi fu annesso anche con la forza al nord Italia industrializzato e fornì manodopera "disperata" agli industriali del nord, così adesso l'Italia entra nell'Unione Europea e fornirà anch'essa manodopera e cervelli ai paesi del nord Europa.
    L'euro è stato il lacciuolo finale, il "tocco d'artista", ed è servito a forzare questo ingresso assai poco trionfale, facendo a pezzi la nostra seppur instabile economia. Abbiamo perduto la battaglia industriale. Così accadde agli stati sudisti e strettamente agricoli (ma di immensa cultura e tradizione) negli USA dopo la guerra di secessione, sconfitti dagli stati nordisti ad economia industriale, i quali abolirono la schiavitù per necessità di reclutare masse di salariati a basso costo che acquistassero le loro merci e così prosperare.
    Quello che voglio dire è che secondo me stiamo assistendo inermi ad un processo storico che probabilmente non riusciremo ad impedire, perché voluto e guidato da forze molto potenti e già accaduto altrove e in altri tempi. Sono d'accordo con il prof. in merito all'euro, che ci sta portando alla rovina, ma ricordiamoci anche di quale sistema clientelare politico e industriale abbiamo e a che livello di ladrocinii siamo soggetti.
    Tra l'altro, così come il sud Italia non si è mai emendato dalla criminalità e mai ci riuscirà, perché secondo me così faceva comodo al nord Italia industriale, così quando entreremo in Europa dalla porta di servizio e considerati come terroni e ladri e malfattori, da noi la criminalità si sarà espansa in tutto il paese - già lo sta facendo, anche se nessuno lo confessa - e comanderà di fatto.

    "Mala tempora currunt" e peggiori ne stanno arrivando.

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  40. Prof. vorrei dirle che corro in suo aiuto per soddsfare la sua richiesta: "Mi servirebbe un aiuto, per capire come fate, perché io non ce la faccio. Io ho visto la dignità e la disperazione di questa persona nel non poter garantire un futuro ai propri dipendenti" ma, in realtà, a mio avviso lo fa molto meglio Tempesta Perfetta in questo post (spero il link attivo funzioni)

    Saluti.

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  41. @Stefano Vicino e Gianluca Perin (in particolare, ma senza escludere il resto del dibbBBbattito).
    L'origine del paradigma orwelliano è, come bene sapete, questa.
    Il rimedio siete già...voi.
    Perchè non ci sarà mai un'autoliberazione "insurrezionale" autonoma italiana.
    Quello che possiamo esprimere è una "Resistenza" rigorosa, inequivocabilmente democratica e senza tentennamenti: nell'era farsesca di questi tristi epigoni dei "mostri del passato", l'inesorabile diffondersi di un paradigma più elevato di scrutinio pubblico sulla attendibilità della politica fiscale è già un atto di Resistenza, previsto dalla Costituzione e a riflessi "legittimanti" di medio-lungo periodo.
    A maggior ragione sarà chiaro quando, in concomitanza del dissolvimento del PUD€, IMMINENTE, si avrà il simultaneo collasso del sistema mediatico(accademico) di sua propaganga.
    In quello spaventevole vuoto, si staglieranno naturalmente coloro che hanno usato la propria forza di partecipazione civile in tutte le sedi pubbliche "possibili" che hanno preceduto il collasso.
    E who knows quali spazi oggi insospettati si apriranno

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  42. Risposte
    1. Reminiscenze della Passione secondo Matteo di Bach...
      Meine Seele ist betrübt bis an den Tod, bleibet hier und wachet mit mir.
      Quando si è tristi fino alla morte si cerca la vicinanza di coloro con cui si condividono gli ideali, i sogni (quelli veri), la fatica della lotta e, speriamo presto, l'esultanza.
      Non diamoci per vinti, tendiamo la mano a chi è in difficoltà, continuiamo senza dare ascolto alla stanchezza a portare briciole a questa impresa. Adesso sembra la fatica di Sisifo, ma credo che anche i partigiani, senza scarpe, affamati e infreddoliti non sentissero di avere la vittoria in tasca. Eppure la resistenza è servita a liberare questo paese, forse nemmeno tanto convinto di dover essere liberato.
      To the happy few, il link per ascoltarsi il gioiello di cui vi parlavo

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  43. Ma è così peccaminoso ad essere complottisti e a pensare che dietro tutto c'è un piano criminale ?

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    1. A certi livelli nulla è casuale...

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    2. non è peccaminoso, è ininfluente.

      Sapere che le cose che avvengono sono frutto di una regia occulta oppure sono il risultato di azioni di soggetti tra loro scoordinati ma accomunati dal perseguimento di fini simili (ma non coincidenti tra loro) non influisce sul problema.

      Ad esempio, agli industriali tedeschi conviene l'euro ma soprattutto il mercato unico per poter vendere più facilmente i loro prodotti ma non convengono le politiche di austerità all'interno dei Paesi periferici perchè stanno ammazzando i loro compratori.
      Ai creditori tedeschi conviene l'euro e la libera circolazione dei capitali (ma non credo che gli convenga sempre) e le politiche di austerità sono per loro necessarie perchè per loro è prioritaria l'azione di recupero crediti che i governi periferici stanno compiendo sotto la minaccia della BCE di bloccare il sistema bancario, anche se questo comportasse la morte economica dei paesi periferici.
      Al governo tedesco conviene invece solo arrivare vivo alle elezioni di Settembre anche se questo comporta prolungare la crisi e anzi portarsela in casa, etc. etc.
      A Draghih conviene tenere in piedi l'area euro, per preservare il suo posto di lavoro, etc. etc. etc.
      Alla sinistra italiana conviene non doversi trovare a gestire il crollo dell'euro tutta sola per non dover spiegare il perchè e il per come, etc. etc.
      La cosa che certamente accomuna tutti è la visione di corto respiro.

      Alla fine qui credo che qui e nel sito di Quarantotto interessi smontare le argomentazini farlocche a sostegno dell'euro ed elaborare le politiche necessarie e la visione giuridica ed economica che deve prevalere perchè l'Italia "riprenda il ruolo geopolitico che le compete" (per usare, in senso inverso, le parole di Piga, che se lui è di Bolzano io sono mezzo piemontese e mezzo campano, e i miei avi di entrambe le sponde non amano essere comandati).

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    3. Ti sbagli, esistono solo i lobbysti del lavoratori (sindacalisti) mentre quelli dei padroni non esistono e se lo implichi sei complottista/paranoico/comunista/fascista/antisemita/etc...

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  44. Francia: l'ufficio di statistica francese certifica l'entrata in recessione tecnica del paese. Due cali consecutivi del -0,2% registrati nel 4°trim. 2012 e nel 1°trim. 2013 rimettono le precedenti previsioni governative di una crescita annuale al +0,8% nella giusta prospettiva: un ottimista Hollande ammette oggi davanti a Barroso "crescita zero" per il 2013 (medesimo risultato 2012). Probabilmente le stime vedranno aggiornamenti convulsi durante l'anno, come Monti&Grilli ci hanno mostrato l'anno scorso (e il deficit/Pil si impenna).

    Germania: evitata la recessione tecnica con un +0,1% nel 1°trim. 2013, dopo un pesante -0,7% nel 4°trim. 2012. Indice Zew di maggio sulla fiducia nell'economia tedesca rimane deludente.

    Italia: l'Istat certifica la peggior recessione economica dal dopoguerra. Con un -2% registrato nel 1°trim. 2013 arrivano a sei i trimestri consecutivi col segno meno. Le ultime stime governative che vedevano il Pil italiano ridursi del -1,3% per l'anno in corso appaiono ancora una volta ottimiste, così come la promessa di mantenere il pareggio di bilancio strutturale oltre il 2013, vincolo a cui è tenuto il governo per uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, si fa sempre più avventurosa.

    Mentre in Francia e Italia troveranno ancora molto da grattare, in Germania pare ci siano ancora molti rami da segare...

    PS_sul principio generale che l'evasione fiscale e il falso in bilancio siano reati da perseguire (anche penalmente) non penso ci siano particolari dubbi. O no?

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    1. Errata corrige:

      "Con un -0,5% congiunturale registrato nel 1°trim. 2013 arrivano a sette i trimestri consecutivi col segno meno."

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  45. Il cambiamento dovrebbe partire dal liberarsi dai retaggi e stereotipi del passato: destra e sinistra, termini sempre usatissimi, che fanno parte del nostro subconscio.

    Sono categorie del passato. Oggi la divaricazione e' tra quelli che vogliono un futuro e quelli che vogliono agire da Quisling per conto di poteri transnazionali non controllabili; scusate se semplifico.

    Ho lavorato all'estero per tanti anni, e vi assicuro che lo sfascio e' visibile anche altrove, anche la' dove Van Rompuy non arriva: in USA il numero di ghost towns (io le chiamerei ghost cities) sta aumentando in modo impressionante. Citta' come Detroit, Dayton, Indianapolis, Oakland, e tantissime altre, sono citta' morte, citta' da far west con saloon abbandonati. Fa paura tutto questo; non le riconosco piu'. Sono diventate citta' di squatters.

    Da super ignorante ho sempre "pensato" che forse il problema di questo sistema finanziario/economico/monetario e' piu' profondo; non mi ha mai, mai, convinto il sistema a riserva frazionaria. Mi e' sempre sembrato, nella mia ingenuita', un gigantesco schema di Ponzi. E oggi questo sistema e' nelle mani delle solite, note famigliole.

    E l'operato delle Banche Centrali suona come una sorta di sofisticata truffa alle spalle di chi produce; quello che sta facendo la BOJ e' una cosa sana? Non avra' ripercussioni nel medio-lungo termine? O e' una sorta di hara-kiri del XXI secolo dettato dalla disperazione causata da una eterna deflazione?

    Ma le mie sono solo le sensazioni di pancia, il gut feeling di chi non possiede certo nozioni di Economia sufficienti per argomentare con competenza; ma i miei grandi dubbi, vista la difficolta' della materia, rimangono.

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  46. Leggo questo post, la lettera dell'imprenditore, e vado a cena da solo con molti pensieri in testa qui a Londra. Poi, mentre attendo che mi arrivi il cibo, sfoglio l'Evening Standard e, a pagina 15, trovo un interessante articolo sul sistema sanitario nazionale britannico (NHS). Il giornalista prende spunto dalla nomina di nuovo consigliere per la sanità da parte del governo Cameron (tale Nick Seddon, uno che nel 2010, mentre l'NHS era arrivato al top dell'apprezzamento da parte dei suoi cittadini, diceva che sarebbe stato ancora più efficiente se si fosse operato un taglio di 150.000 addetti) per citare un libro appena uscito dal titolo "The Body Economics (Austerity KIlls)" scritto dall'economista David Stuckler e dall'epidemologo Sanjay Basu. I due hanno passato anni a correlare politiche di governo e statistiche sulla salute. La conclusione, diretta e brutale, è riassunta in questa frase: every country that has followed an economic crash with austerity has had a public health catastrophe.
    Faccio fatica, dopo aver letto questo post e quell'articolo, a non essere triste stasera.
    Saluti,

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  47. Estote parati! "Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est"

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  48. "Se avessimo tutti un giorno di tempo per pensare, un giorno da dedicare alla riflessione al confronto ed al dibattito, ci renderemmo conto di molte cose e scoppierebbe una rivoluzione la mattina stessa."

    Non sono molto d'accordo, ma ho letto i commenti sopra e quindi attendo... :)

    Sull'interclassismo: propongo di aggiungere all'assioma di Badiale, "la lotta di classe esiste", un secondo assioma: "la nazione esiste".

    Doverlo spiegare a persone che si rifanno in qualche modo alla tradizione comunista mi pare davvero assurdo.

    Però ho preso nota: "Sessualità e nazionalismo" di [George L.] Mosse. :)

    Non credo che qualche imprenditore scriva a Brancaccio che considera i "piccoli capitalisti" come "metastasi".

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  49. AB scrive: "La tromba sta necessariamente per suonare. Non so se la suoneranno i mercati, se la suonerà l'Alamagna, se la suoneremo noi".

    Non sarà proprio la stessa cosa se la la tromba la suoneranno i mercati, l'Alamagna o noi. Sono tre porte diverse, che portano in tre posti diversi. L'ipotesi peggiore mi sembra sia quella per cui, a suonare la tromba, sarà l'Alemagna. Non so perché, ma, se non possiamo essere NOI a suonarla, preferisco siano i mercati, piuttosto che l'Alamagna. Sono troppo germanofobo? Oppure ciò dipende dal fatto che sono un "ateo cattolico" che detesta, sopra ogni cosa, i "credenti ugonotti"? Mah...

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  50. Lavoro in banca da anni. Mai e poi mai ho visto passare a sofferenza un così alto nr di sofferenze come dal 2011 in poi.
    Quando mi capita di spostarmi da Cesena e Forlì, mi fa impressione contare il numero di capannoni e fondi commerciali con scritto "affittasi" o "vendesi".
    Al di la della valutazione che è' tutto capitale strumentale inutilizzato (e assieme al nr di disoccupati costituirebbe la + evidente risposta a chi pensa che se potessimo svalutare ci sarebbe una fiammata inflativa), pesa pensare che dirtro ad ognuno di quei cartelli vendesi e affittasi si celano lettere come quella Dell' imprenditore..., e come ricordato in un commento precedente, di almeno un pari numero di lavoratori subordinati!

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  51. Segnalo uno scambio di battute fra Cesaratto e Lanfranco Turci sulla pagina di FB Network per il Socialismo Europeo dove si discute di un articolo "a la Bagnai" su Bloomberg.

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    1. Il tuo link non funziona, mi pare. Qui lo scambio di battute, a partire da questo articolo su bloomberg (nulla di nuovo per chi segue goofynomics, a parte forse la considerazione della (im)possibilità che i trasferimenti tra i paesi europei avvengano in realtà per mezzo di denaro "stampato" dalla BCE e non prelevato con l'imposizione fiscale ).

      Però NON consiglio la lettura di quello che si dicono Cesaratto e Turci. :)

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  52. A vedere quello che sta succedendo da lontano e con occhio profano mi sorge una domanda: ma non e` che LO STATO Italiano stia facendo VOLUTAMENTE crollare la piccola-media impresa? Come spiegare l` IMU che verra` mantenuta, la tentata deviazione verso le banche dei primi 40 miliardi che lo stato deve alle aziende private, l`immobilitita`totale del parlamento che continua a trovare scuse e fare giochetti per prendere tempo, ecc. Nessuno riesce a pensare (tra quelli al di fuori di questo forum) che questo e`stato VOLUTO e CHIESTO dai piani alti perche` la piccola-media impresa e` meno controllabile rispetto alle CORPORATES con dipendenti "numero" facilmente intercambiabili e con potere contrattuale NULLO? Perche` forse la piccola-media impresa risulta difficilmente acquisibile dai grossi gruppi esteri?Perche` la gente DISPERATA e senza lavoro sara` piu` facilemnte RICATTABILE? Io non credo che i politici siano cosi` STUPIDI ed INCOMPETENTI...non e` possibile, non tutti almeno. Io credo che i politici stiano CONSAPEVOLMENTE preparando l`Italia alla grande SVENDITA. Sul terreno bruciato (GLI ALTRI) potranno costruire meglio, ed ogni cosa (in assenza d`altro) sembrera` UN CASTELLO...

    ps: spero di essere un pessimista cospirazionista e di sbagliarmi.

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  53. Un pò di speranza è quello che ci vuole...si questa moneta se ne andrà a farsi friggere, perché ha fatto troppi morti, disperazione e mali di pancia collettivi! Perché i Germanici sono abbastanza "intelligenti" da farsi male da soli, anche se non credo che ci considerino ancora limoni ben spremuti...ma questa bastarda di moneta cadrà, come Luigi XVI e Maria Antonietta, come Ceausescu, come tutti i tiranni, virtuali e non... perché alla fine la gente si rompe! Chi di speranza vive disperato muore?...ok ci sto, dove firmo?

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  54. Ho ascoltato la registrazione dell'incontro e la parte dell'intervento di Bagnai relativa alla flessibilità del lavoro, dove viene raccontato l'aneddoto dell'imprenditore che impiega tre anni di tempo ad addestrare il proprio dipendente prima che questo abbia imparato a fare in modo adeguato il proprio mestiere, secondo me fa il paio con la difficoltà in termini di adempimenti burocratici espressi in questo post. Anche nella scelta di spingere sulla flessibilità, unita all'incremento di adempimenti burocratici, si celano le politiche a favore della grossa industria: io attualmente lavoro in un'azienda di piccole dimensioni ma provengo da anni di lavoro in grosse multinazionali, sia italiane che francesi, e ho avuto modo anche di poter sperimentare metodi di lavoro tipicamente da grande industria tedesca: ebbene, le grosse aziende hanno procedure di lavoro caratterizzate da una forte automazione e da una settorializzazione molto spinta, per cui ad esempio nel settore automotive c'è il responsabile capo progetto dei freni, il responsabile capo progetto dei fanali, giù giù fino all'operaio di linea che svolge poche azioni che richiedono poco tempo per essere apprese, a volte solo qualche ora. Questa settorializzazione e l'automazione spinta non richiedono quindi molta competenza da parte del lavoratore, qualunque sia il livello gerarchico che ricopre. Ora che invece lavoro nella piccola impresa, il fattore umano, cioè le competenze tecniche e/o organizzative del singolo, diventano fondamentali per cui avere un dipendente, anche uno solo, non all'altezza crea un immediato problema all'intera azienda la quale può fare conto solo su di un numero ristretto di dipendenti. Ecco perchè alla piccola impresa la flessibilità del lavoro non conta, perchè a meno che non si tratti di un'azienda agricola che impiega solo braccianti, i singoli dipendenti sono difficilmente sostituibili e più diventa complesso il settore in cui esse operano, più difficile diventa sostituire il dipendente (vi posso dire che finora sono la stragrande maggioranza i casi di dipendenti che se ne sono andati di loro iniziativa per cercare qualcosa di meglio oppure perchè attratti dall'idea di lavorare in proprio).

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  55. The New Sick Man of Europe: The European Union

    Thursday 16 May 2013 08:00 to 09:00

    Location: Chatham House, London

    Participants: Bruce Stokes, Director, Pew Global Economic Attitudes; Associate Fellow, Americas, Chatham House

    Presentano una ricerca dalla quale emerge che gli unici ad avere un'opinione positiva dell'Unione Europea sono i tedeschi. Ma anche lì il consenso si sta erodendo.

    Qui c'è il testo integrale. Interessante.

    PEW Research

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  56. Prof. capisco la sua tensione e la difficoltà di gestire tutto quello che sta scatenando la sua opera di divulgazione. Abbia pazienza con tutti noi e soprattutto per i più recenti ed impazienti allievi (non mi viene una parola più esatta: adepti o seguaci fa troppo setta o evoca suggestioni paperopolesi od ortottere). Il valore di quello che ha fatto è inestimabile e la sua tempistica è evidentemente razionale ad un piano.
    La paura del futuro e la rabbia della scoperta dell'inganno e del vederlo perdurare ad ogni costo e nonostante tutto è difficile da gestire: mia moglie, santa donna, non mi dice nulla, ma so che mi osserva e vede quello che provo. Si limita a farmi sentire la sua vicinanza ed il suo affetto, che per me è come l'acqua per chi attraversa il deserto.
    La lettera dell'imprenditore dimostra che persone siamo e perché facevamo e facciamo paura alla Germania: a pari condizioni, ma anche di poco inferiori, ne faremmo un boccone.
    Vada sereno per la sua strada e, quando sarà il momento, sappia che potrà contare su buona parte di noi: agli ultimi arrivati consiglio lo studio meditato del 1° postulato di Goofy ;)

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  57. Sono totalmente solidale con il collega imprenditore. Come si suol dire "mi ha tolto le parole di bocca!"
    Io posso parlare solo per il mio settore, che è il metalmeccanico, ormai in criso profonda e che sopravvive malamente solo per le commesse che arrivano dai paesi fuori dall'eurozona. Ma ahimè devo constatare nelle riunioni associative che ancora adesso gran parte degli imprenditori non ha ancora capito qual'è il vero nemico e ci si ferma ad un generico e controproducente odio verso la burocrazia e la fiscalità. Cose giustissime, per carità, ma che fanno perdere di vista il vero problema, da cui discende tutto il resto.
    In merito poi a questo passaggio:

    " Se Enrico Letta avesse detto: ci riprendiamo la Banca d’Italia nazionalizzandola (leggi espropriandola ai soci privati), dettandogli la politica monetaria ed obbligandola a comprare i titoli di stato invenduti in modo da annullare lo spread ed inoltre rimettiamo in vigore la vecchia legge bancaria degli anni trenta e se qualcuno in Europa ha qualcosa da ridire usciamo dall’euro, ecco allora avrei potuto ricominciare a sperare.

    Manca il guizzo, il colpo d’ala, se è vero che tutti sanno che questa è l’unica soluzione la domanda è perchè? Perchè non la si applica?"

    cinicamente penso che la classe politica attuale è troppo concentrata sul proprio ombelico per alzare lo sguardo e vedere quelle che le succede intorno. Troppo impegnati in inutili lotte di potere all'interno del loro recinto dorato, per accorgersi che all'esterno il paese muore. Finchè arriva l'accredito del lauto stipendio è molto difficile rendersi conto che qualcun altro i soldi li ha finiti da un pezzo.

    "La domanda adesso è: come facciamo ad invertire la rotta? Noi abbiamo solo la consapevolezza e la ragione, gli altri hanno il potere, tutti i mezzi di comunicazione e negano continuamente ogni dibattito, ma la situazione peggiora ogni giorno ed il punto di non ritorno, il punto della violenza è sempre più vicino e se ci arriveremo, saranno sempre i soliti a pagare il prezzo."

    Anche a me questa domanda tormenta. Cerco però di vestire i panni del dottore. Alla peggio, quando la nave cozzerà contro lo scoglio, sarò preparato a soccorrere i naufraghi.

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  58. Il ministro del Lavoro Giovannini spiega che «Lo scoglio da superare è sempre lo stesso: i limiti di bilancio e le scarse risorse.
    [...] Tra l’altro, se dall’Europa a fine giugno non dovesse arrivare una sorta di deroga al vincolo del 3% per le spese a favore dell’occupazione, i soldi per interventi di defiscalizzazione o decontribuzione non ci sono. Giovannini lo dice chiaramente: "Le risorse necessarie in questo caso sarebbero incompatibili con i vincoli di bilancio"».

    Fino ad ora la popolazione non si è resa conto della reale natura dei Trattati europei e dell'Ue stessa. Nessuno glieli ha spiegati. Ma, stante il progressivo deteriorarsi della situazione economica, e a furia di sentirsi ripetere il ritornello di Giovannini, non tarderà molto a capire. E quando gli stolidi difensori dell'€ vedranno svalutato anche il loro salario non tarderanno molto a cambiare opinione. La tragedia è che molte persone si suicidano a causa dell'impossibilità di far fronte alla crisi. Ieri, per citare l'ultimo episodio in ordine di tempo, a Vittoria, nel ragusano, un muratore disoccupato, per salvare la propria casa, messa all'asta per 26 mila euro, si è cosparso di benzina e si è dato fuoco, riportando ustioni.
    Gli euroburocrati sanno che le persone non continueranno a suicidarsi ancora per molto, e hanno già messo in conto sommosse e disordini, a cui risponderanno con apparati repressivi studiati ad hoc. Il potere ragiona in termini di medio e lungo periodo, diversamente dal grosso della popolazione che, per tutta una serie di necessità contingenti, guarda invece al breve termine. Quindi ogni mossa della popolazione è prevista, e prevista è anche la risposta. A ciò si deve aggiungere che da anni non esiste più un'opposizione. Anzi, non esiste più nemmeno il concetto di opposizione.
    La recente assemblea del Pd ha reso evidente che i dirigenti non sanno nemmeno più che cosa stanno dirigendo. Patetici Bersani, Fassina, Bindi, Francescini, ecc. Ridicolo Renzi. Vanamente interlocutori, perché fissati sugli “stati uniti d'Europa”, Alessandra Moretti, Scalfarotto e, più in generale, la “nuova” generazione dei dirigenti Pd. Confusi anche i giovani di “Occupy Pd”.

    Insomma, regna lo smarrimento tranne che sulle scelte sbagliate. Epifani, infatti, nelle vesti di neo-segretario, ha prontamente assicurato l'appoggio del Pd al governo.
    Letta, dal canto suo, si è fatto solenne: “Governerò con tutte le energie che il signore mi ha dato!”, ha detto dal ritiro dell'abbazia di Spineto, attorniato da personaggi del calibro di Quagliariello, Alfano, Lupi, ecc.
    Non siamo ancora al “Deus vult”, e non si è vista Militia christi, ma siamo sulla buona strada.
    Per ciò che riguarda il M5S, l'impressione è che finché non si libererà della cialtronesca leadership di Grillo è inutile farsi illusioni. E quel suo continuo ripetere che senza di lui l'Italia sarebbe preda di disordini suona molto più come un ricatto che come una rassicurazione.
    Per l'immediato l'unica speranza che resta è che in Germania cambino indirizzo. In fondo, l'€ non è più così conveniente nemmeno per loro, e una parte non irrilevante della società tedesca lo sa.
    Se ciò non dovesse accadere, e l'Europa proseguisse sulla strada dell'austerità, si aprirebbe una stagione convulsa.

    P.S.
    Oggi i tg parlano di un uomo che ha ucciso i suoi datori di lavoro, padre e figlio, che lo avevano licenziato, e di Napolitano che loda l'avvio del governo Letta, giudicandolo "serio e sereno". Per Napolitano l'Italia non può abbandonare gli impegni presi con l'Europa, ma "ci sono quelli che non si rendono conto che siamo sul filo del rasoio con Bruxelles".

    E ci sono quelli, come Napolitano, che non si rendono conto che piegarsi ai diktat di Bruxelles ci farà fare la fine della Germania di Brüning.

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  59. La parabola del "buon imprenditore" ha un po' stracciato i coglioni. Questo è il gioco del capitalismo selvaggio neoliberista e, anche senza voler scomodare Schumpeter, se non vai avanti (dopo anni dedicati - magari - alla gestione di un sontuoso surplus, accumulato sulle spalle dei lavoratori), allora, "prego fare posto...".
    Queste le regole che, da sempre, gravano sulle spalle di coloro i quali MAI hanno sottratto un centesimo a quanto dovuto in tasse.

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    1. Carissimo, a quelli che non hanno MAI sottratto un centesimo appartengo anch'io. Sai, io ho molto rispetto per chi fa lavori che non vorrei fare, come l'imprenditore, o il rivoluzionario (qui mi riferisco a te). Cerco di farti capire una cosa. Chi mi taglierà lo stipendio sarà la BCE (lo taglierà anche a te, stai sicuro), e non l'evasione dell'imprenditore X. Io ho un'idea di come liberarci dalla BCE che evidentemente non coincide con la tua. Tu come vuoi fare? Mi interessa.

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    2. Oh, bene: sono contento che ti interessi la mia posizione.
      Nondimeno, non vorrei farla troppo lunga (so che il tuo tempo e' prezioso).
      Brevemente, sono contro la sostanziale ed esiziale idiotizzazione di massa che dilaga dagli schermi TV, dai giornali, le radio, dalla rete (la declinazione ipermoderna del potere ideologico weberiano). Non sono nemmeno certo che combattere il liberismo selvaggio attuale a colpi di keynesismo possa avere una sua dignita', stante il mantenimento dello squilibrio borghese di una societa' divisa in classi in cui asimmetrie originarie condannano intere generazioni alla perpetua sofferenza esistenziale. Se non si rimuovono questi vincoli (e non vedo come, stante la sostanziale conformita' ideologica delle masse nei confronti delle elites egemoni), non si potra' sperare di emancipare una societa' che vede ormai ogni rapporto sociale sciolto nell' acido delle logiche del mercato.

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    3. Caro Fausto, appartengo alla categoria dei piccoli imprenditori e, ti sorprenderò, le tasse le ho sempre tutte pagate.
      Il tuo cinismo è davvero raccapricciante.
      Non hai ancora capito, pur frequentando questo blog, che siamo in una crisi strutturale che va al di là delle capacità imprenditoriali del singolo.

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    4. Bene, caro fausto. Posso dirlo con parole mie? Tu appartieni quindi a quella sinistra genia di marZiani, negriani, -ani vari, che sono sostanzialmente complici della Bce perché sperano che essa contribuisca a far esplodere le contraddizioni del capitalismo, accelerando la radiosa alba del sole dell'avvenire.

      Ottima scelta.

      C'è solo un problema: finora, le macerie di questo crollo hanno colpito soprattutto le classi più povere. Se siete così bravi (e non dubito lo siate, dato l'anticonformismo) non riuscite a trovare un sistema di avvicinarci all'alba, sulla quale potrei essere d'accordo anch'io, senza che si suicidino troppi disoccupati?

      Così, per dire... Facci sapere.

      Comunque Mario ti vuole bene: se ce ne fossero meno come te, lui già sarebbe a casa da un pezzo!

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    5. Liberismo selvaggio? Ma dove?

      Ma non erano Marx e Lenin a sottolineare che il capitale ha la tendenza alla centralizzazione e concentrazione e che quindi sia in termini di economia reale (come la chiamano quelli che si sfidano al pugnometro nelle fiere) e di economia finanziaria vi è la tendenza al monopolio e l'oligopolio? E questo è empiricamente dimostrato, da decenni, e sempre di più. Anzi, oramai son strettamente legate, e gli uni possiedono larghe fette degli altri.

      E in Europa poi questo sta avvenendo, come ha ricordato da poco l'FMI analizzando gli investimenti diretti della Germania a danno (o vantaggio!) della periferia.

      Voglio dire, avete una legge che è logicamente coerente e ha rilevanza, almeno difendetela. Quale liberismo selvaggio.

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    6. Caro Alberto,
      hai fatto una deduzione sbagliata.
      Infatti, non ho mai detto - né, spero, fatto intendere - di auspicare un crollo del già esausto sistema sociale, allo scopo di giungere più speditamente ad una condizione rivoluzionaria buona a sanare gli squilibri di questa orrida società capitalistica (come ho scritto, non ho fiducia nella coscienza rivoluzionaria delle masse "idiotizzate"); esprimevo delle perplessità su strategie che, comunque, non mettano in discussione assetti sociali squilibrati. Questo nell' ambito delle risicate possibilità di manifestazione del proprio pensiero concesse da un frettoloso post...
      Nondimeno, apprezzo smisuratamente la tua attività (che seguo in tutte le sue manifestazioni); detto in altre parole, hai in me un ammiratore quasi assoluto, anche se non voglio avere i comportamenti mimetici che alcuni "bagnaini", su questo blog, assumono (immagino che se, da un lato, solleticano il tuo smisurato ego, dall' altro ti disturbino...).
      Ciò detto, ti saluto e ti abbraccio, augurandoti tutto quel buon futuro che meriti.
      A presto.
      Fausto Rinaldi
      P.S.
      Mi dispiace di aver "raccapricciato" il lettore di qui sopra, anche se, fossi in lui, prediligerei certi aggettivi per occasioni più importanti. Ad maiora.

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    7. Per istwine.
      Rileggiti, fatti una domanda e, poi, datti una (la) risposta.
      Certo che vuoi fare lo strano, ma una minchiata, anche se infiocchettata, rimane una minchiata.

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    8. fausto,

      Mi sono riletto. La domanda che mi son posto è: "che ora è?", non so se fosse quella giusta, ma comunque la risposta è presto detta: 18.13.

      Grazie per il contributo.

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    9. salve prof sono il pensiero debole( spero che nn mi ritenga un seguace di vattimo e del postmoderno) sgrammaticato, secondo me quello che sostiene fausto nn è del tutto sbagliato ( tra l'altro toni negri in un recente libro intervista si è definito felice per gli operai del nordest che si sono arricchiti diventando imprenditori lasciando l'odiosa catena di montaggio) è vero che il lungo ciclo di espansione avvenuto dopo la seconda guerra (quello che hobsbawm defini l'età dell'oro del capitalismo) subì un dura battuta d'arresto all'inizio degli anni 70'.Forse il ciclo espansivo nn puo durare in eterno anche con l'intervento dello stato? "noi dubitiamo sempre piu'se è l'imprenditore che ci condurra per mano in Paradiso"
      p.s. la ringrazio per aver destato in me l'interesse per il pensiero di keynes ( fino ad ora avevo solo pensato che il lord avesse solo parato er culo al capitale in un momento in cui l'egemonia dell'economia di mercato veniva mesa in discussione)

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    10. Caro alessio,

      questo è senz'altro un dibattito utile e interessante soprattutto per me che NON sono attrezzato per affrontarlo. Vorrei solo chiarire un paio di punti che regolarmente sfuggono.

      Il mio NON utilizzare categorie marZiane (anche se poi qualcuno dice che le uso) deriva semplicemente dalla mia idea bislacca che si debba fare quello che si sa fare. A me l'economia interessa poco, e in questo poco mi è capitato di studiare l'economia dei padroni, che guarda caso, come questo blog dimostra, è lo strumento più efficace per mettere in evidenza le contraddizioni del sistema economico creato dai "padroni" e della retorica con la quale lo difendono.

      Non mi risulta un esperimento altrettanto riuscito con categoria marZiane, ma se c'è me lo guardo volentieri (solo che... riuscito vuol dire che non lo guardo solo io, non so se è chiaro).

      Non uso Econ101 perché penso che sia un paradigma corretto, perché penso che la storia sia finita, perché penso che Marx sia sbagliato. Uso Econ101 perché è lo strumento che conosco meglio ed è quello che mi è più facile insegnare agli altri.

      Se suonassi il clarinetto, semplicemente non suonerei BWV 565.

      Questo non implica né credere che la Storia sia finita, né credere che siamo tutti capitalisti, né credere che non siano necessarie ulteriori analisi e la proposta di nuovi paradigmi, ecc.

      Tutto bene.

      In Italia queste seghe mentali però sono l'estrema difesa di chi è stato colluso e connivente col regime eurista, quindi attenzione a chi è troppo raffinato.

      Sono anche contento di sapere che Negri ha una visione articolata: io non parlavo di lui, ma di gente che a lui si ispira e il cui messaggio (esplicito e testuale) è che siccome il piccolo imprenditore è un nemico, allora meglio essere commissariati dalla Germania.

      Non vedo questo nesso, tutto qui.

      Il ciclo espansivo degli anni '70 è terminato per diversi motivi, anche se forse bisognerebbe chiedersi di quale ciclo parliamo e quando sia terminato esattamente.

      In termini economici i punti di svolta per noi sono altrove, e in termini storici ci sarebbe molto da dire. In ogni caso, il ciclo si è interrotto quando lo Stato è stato fatto ritirare in UK e USA. Questa non è solo una correlazione. Le crisi fanno comodo a chi comanda e l'euro è un ottimo strumento a questo scopo. Credo che quando si allarga troppo la visuale si dimentichi questo semplice dato.

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    11. Per piacere, per piacere e se possibile, evitiamo tutti di respirare e diffondere il gas istupidente più usato dal PUDE. Mettiamo in frigo le emozioni.
      Gli interessi dei piccoli imprenditori coincidono "sempre" e "tutti" con quelli dei loro dipendenti? Sicuramente no.
      Ma "qui" e "adesso" una grossa coicidenza esiste. Non totale, ma sufficiente per trovarsi dalla stessa parte rispetto a questioncelle che stanno cambiando le nostre vite e promettono di farlo sempre di più.
      Se qualcuno si abbandona alle emozioni mentre sta affondando, mi spiace per lui e non lo seguo.

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    12. @Frank

      Ecco, qualcuno che mi capisce si trova. Tenete anche presente, così, giusto per dire, che quelli che "siccome il capitalista è un mio nemico me ne fotto se vendiamo la Ferrari alla Daimler" in genere sono filosofi politici che ignorano le semplici conseguenze contabili del dover esportare profitti all'estero: alla fine nella bilancia dei pagamenti si apre un buco, che non viene riempito coi soldi dei capitalisti brutti e cattivi, ma, come di prammatica, con quelli dei poveracci.

      Insomma: un minimo, se posso, di patriottismo è segno, in queste circostanze, non di interclassismo, ma di intercontabilismo, cioè di comprensione delle conseguenze della partita doppia (applicata alla bilancia dei pagamenti) sulla vita della vedova e dell'orfano.

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    13. la sua risposta è esaustiva come al solito, anche marz studiava l'economia dal punto di vista dei padroni....la mia citazione è presa dalla teoria generale di keynes da poco acquistata
      grazie e buonaserata

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    14. Sai, io più che esaustivo sono esaurito. Uno parte credendo di combattere una battaglia contro i grossi interessi finanziari, e scopre che invece i nemici più accaniti, subdoli e fastidiosi sono quattro straccioni (intellettualmente parlando) "de sinistra". Dopo un po' ti rompi i coglioni.

      Una delle tante sfaccettature di questa rottura di coglioni è l'essere continuamente punzecchiato da persone dalla limitata capacità di comprensione e dall'etica traballante (tu non c'entri) che visibilmente NON hanno letto alcun mio lavoro scientifico né alcun mio testo divulgativo. Non sanno niente, queste persone, se non che, in effetti, quello che dico io avrebbero dovuto dirlo loro, e che grazie a me la gente se ne sta accorgendo. Da qui il Bagnai "capitalista", "che esce dall'euro con triplo carpiato a destra", "che ha una fiducia ingenua nel mercato", "che è politicamente ingenuo", ecc.

      Basta leggere il mio testo per capire che quello che dice Keynes è perfettamente compreso e assimilato.

      Un giorno mi romperò veramente i coglioni e ridicolizzerò questa massa di decotti della prima Repubblica, a partire da Ferrero in giù. Sono politicamente morti perché sono stati complici di una menzogna e hanno perso l'occasioni di rifarsi una verginità. Si rinchiudono nei loro seminari a capire in quale arzigogolato modo portare il popolo dalla menzogna che gli hanno inculcato verso una verità che non capiscono, senza perdere i voti che peraltro hanno già perso (ma allora che cazzo ci mettete a decidervi, visto che non avete nulla da perdere?).

      Fanno pietà e anche un po' schifo. Non sono sufficientemente taoista da non schiacciare una zanzara se mi punge. Le zanzare e le persone dalla limitata capacità di comprensione sono sempre in eccesso di offerta, il che non è un buon motivo per non occuparsene ogni tanto.

      Ora, se vuoi, parliamo d'altro, perché di questi ignavi non credo sia il caso di occuparsi oltre, per oggi.

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    15. Dispiace per la situazione personale, ma non possiamo mettere sullo stesso piano le “disgrazie” degli imprenditori con quelle dei lavoratori (che anche in Italia costituiscono la maggioranza assoluta dei cittadini). Lavorare è una necessità (se si vuole mangiare), fare impresa è una scelta Una SCELTA per definizione RISCHIOSA, altrimenti come si giustificherebbe il profitto?. Quindi devi mettere in conto che l’impresa, per un motivo o per l’altro (come un cambio sopravvalutato o la concorrenza cinese), possa andare male e fallire. Si chiama capitalismo. Il vero dramma è che questi ex-imprenditori poi non riescano a trovare un altro lavoro.

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    16. Osservazione giustissima. Fa parte dell'impresa anche il rischio. Se si accetta che venga remunerato, si deve anche accettare che si manifesti. E fino a qui ci siamo. Vorrei quindi chiarire che il problema non è essere "sentimentalmente" vicini all'imprenditore in questione (cosa che è più facile a chi gli è "esistenzialmente" vicino). Il problema è capire che stiamo vivendo una distorsione pericolosa del sistema, una distorsione eversiva, golpistica, come è stata defintia da chi ce l'ha proposta e imposta, e che a fronte di questa distorsione la divisione in classi non credo sia più quella ottocentesca, ovvero, più esattamente, non credo sia unica (cioè non credo che esistano due sole classi). A un primo livello di divisione, alcuni imprenditori sono più vicini al nostro discorso di molti (tutti?) economisti di sinistra, con le loro ipocrisie seriali più volte ahimè denunciate in questo blog.

      Per fare un esempio: è estremamente probabile che DOPO io sarei avversario politico di Claudio Borghi (per fare un nome), ma in questo momento mi sento più vicino a lui che a tanti altri perché lui sta facendo diagnosi allineate alla migliore ricerca economica. Se questa storia finirà, dopo litigheremo sul da farsi, ma nel frattempo avremo imparato la differenza fra un avversario (che merita rispetto) e un traditore (che non lo merita).

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    17. Ma c'è da sottolineare che uscita da destra o sinistra dipende da dove ti metti. Io per dire sarei per prediligere un'uscita da Sud, che se mi metto faccia alla Francia è da sinistra. Siccome gli economisti del "dovrebbe essere" (leggi di sinistra) hanno spesso la faccia rivolta al sol dell'avvenir, da dove parte tutta la speranza del pianeta nelle loro idee, a loro l'uscita da Sud appare di destra e quindi spingono inesorabilmente verso l'uscita da Nord. Tutto qui, è un effetto ottico.

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    18. "Et ecce vox de caelis dicens..."

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    19. “È statisticamente vero che il lavoro salariato è in progressiva diminuzione. Ma questo non significa che cresca il lavoro liberato: cresce invece il lavoro eterodiretto. Lavoro salariato è oggi qualsiasi lavoro che in qualsiasi modo, direttamente o indirettamente, nella fabbrica o nella società, sia lavoro la cui quantità, qualità e remunerazione dipende dalle decisioni del capitale circa le proprie modalità economiche e politiche di riproduzione, e in particolare circa la scelta delle merci da produrre, delle tecniche di produzione e delle forme di organizzazione del lavoro.”
      (Giorgio Lunghini, Crisi conflitto incertezza, Bollati Boringhieri 2012, pag. 79)
      Qui si individua una condizione condivisa; si evidenziano gli aspetti dell’economia dei quali quelli finanziari dovrebbero essere al servizio: le decisioni su cosa, come, dove produrre; si ricorda chi ha il potere di fare queste scelte. Dentro questa nozione di lavoro salariato io ci vedo pure il piccolo imprenditore, e il professionista.
      Interpretare questa definizione, analizzarla compiutamente, criticarla, significherebbe costruire un intero programma politico, costruire l’identità di un partito.
      Ma sembra che i partiti oggi, in Italia, abbiano altre cose più importanti da fare.

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  60. è lotta di classe, e la stanno vincendo

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    1. Si hai ragione, anche perché una classe (quella numericamente molto più piccola) la lotta la combatte con le armi della moneta unica, delle decisioni comunitarie, con i vincoli esterni e partendo da posizione di vantaggio (diversi livelli di reddito, istruzione, opportunità, nonché nella società con il più alto squilibrio nella distribuzione della ricchezza fra i paesi €uro)'. L'altra classe (direi la nostra) e'molto più numerosa ma in buona sostanza all'oscuro del disegno dell'altra, divisa al suo interno ("dividi e impera") e guidata da generali inetti o doppiogiochisti....
      È il momento di disertare e lottare in propio, con la testa e la ragione soltanto ovviamente, proprio come x me sta contribuendo a fare questo blog (forse non sarà lotta ma è resistenza).

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  61. Scusate lo sfogo ma è un mio limite non accettare più chi non guarda oltre il suo giardino italico,o magari pure europeo, guardiamo ancora più lontano, il resto del mondo industrializzato.
    Questi geni dei politici o anche giornalisti che ci dicono che se si esce dall'euro la svalutazione ci costerebbe in termini di materie prime non lo sanno che se ci pigliamo la nostra moneta e facciamo...ad esempio...fammici pensare...come il Giappone... che raddoppia il suo debito pubblico,o meglio dire Spesa Pubblica, anzi "Investimento Pubblico" perché il vero nodo da sciogliere è che uno dei vantaggi di avere la sovranità monetaria è che lo stato diventa investitore e quindi creditore e debitore di se stesso, con tutti i vantaggi che ne conseguono,altro che fare scendere il debito,ora si dato che sono soldi prestati altrove,e farlo scendere con idiozie suicide come il fiscal compact o pareggi di bilancio, qui bisogna fare quello che fanno i paesi con sovranità monetaria, e che hanno un buon apparato produttivo come il nostro,cioè stampare moneta quando serve, il nostro problema ora è di liquidita,ecco perché ora stiamo sempre facendo i conti della serva, in maniera quasi ossessiva, e i Grillini sono i più fanatici di tutti.Oppure dato che siamo nel 2013 premere un paio di pulsanti in un computer come fa la Bce e far comparire soldi fittizi comprando titoli di stato, o addirittura sol promettendo di comprarli (è questo che ha raffreddato lo spread, mica le mattanze di MONTI E FORNERO, quelle erano solo una sceneggiata tipo:se stai a dieta una settimana poi ti compro il gelato,forse)cosi facendo possiamo tranquillamente abbassare tutte le tasse compreso la benzina, il gas e tutte quello che ci serve dato che lo coprirebbe lo stato.Come disse qualcuno "non conta quanto è alto il debito ma conta se puoi ripagarlo," ma facendo in questo modo noi non possiamo che crescere, il Pil crescerebbe, i posti di lavoro pure, il benessere e i servizi aumenterebbero. Da soldi finti a ricchezza reale. Di lavori in Italia c'è ne sarebbero pure troppi da poter creare, oserei dire che c'è sarebbero pure per gli stranieri tanto bistrattati,c'è l'imbarazzo della scelta. Prima di intercettare la domanda estera io sono più propenso di aumentare quella interna e poi successivamente anche quella estera.Prima bisogna pensare a dare la possibilità a noi italiani di comprare quello che ci serve.Se aumentano i prezzi devono aumentare anche i salari, togli un po' di tasse alle aziende e dai la possibilità di aumentare egli stipendi.Il famoso boom economico non era forse dovuto ad un massiccio investimento pubblico? Perché non ci arrivano, per altri motivi che non conosciamo?Pensano che non sappiamo come funziona una moneta fiat? Qualcuno forse crede che siamo ancora legati all'oro, e dentro l'euro è come se lo fossimo.
    Un altro motivo per uscire non è soltanto svalutare o la flessibilità del cambio, ma anche poter spandere a deficit quanto cazzo ci pare, il limite lo decidiamo noi Italia, se ci farà bene o male questo lo deciderà sempre l'Italia e non la BCE=GERMANIA.
    Scusate, ma se qualcuno dice che la sto facendo facile io rispondo che alle volte la soluzione più semplice, cioè più banale, è proprio quella più giusta rispetto a quella più complessa,lo diceva anche un certo Guglielmo di Occam.

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  62. Risposte
    1. L'ho sentito in diretta a Radio Radicale arrivando a Pescara trafelato. La domanda è: so what?

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    2. Se quella è la posizione del movimento riguardo rapporto Italia-UE non mi pare PUDE 100%.
      Ovviamente resta il sostanziale problema dei vertici, anche se dalle impressioni che ho avuto mi pare Casaleggio sia più piddino di Grillo (ricordiamoci che i post sul blog li scrivono loro due assieme).
      Certo non sarà un granchè, ma sempre meglio di quelli del Fogno.

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    3. @matteo
      '"Il ritorno alla sovranità monetaria non deve più essere considerato un tabù."

      la stessa frase usata da berlusconi l'anno scorso , ripresa poi da feltri e altri sul giornale ! ( :) )

      comunque almeno non ha parlato di decrescita felice e del problema del debito(pubblico) che ci avete lasciato...

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    4. Scusi prof, non resisto, ne faccia quel che vuole:
      ​…​Metallica So what

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    5. @R°# Vero ma berlusconi non lo farà mai (perchè avrebbero firmato ESM e Fiscal Compact?).

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  63. Ho letto il post e non ho parole da aggiungere!
    Sono anch'io un'imprenditrice del nord-est e per di più del turismo e la crisi qui si sente, eccome... dove sono finiti i nostri turisti ? (gli italiani, si sa di vacanze non ne fanno più già dall'anno scorso, ma gli austriaci ed i tedeschi ?? sono tutti in Croazia ?? spaventati dalle notizie sull'Italia? o ormai siamo così poco attrattivi per via dei costi della nostra cara e vecchia industria del turismo (sic!) sempre evocata ma così dimenticata e maltrattata dai politici..
    Fatto sta che condivido in pieno il post..così non c'è futuro nè uscita dal tunnel e questo fa rabbia, spavento, rassegnazione. E non c'è accenno ad alcuna vera e seria discussione dalla politica e nei medi; solo chiacchiere e battibecchi per fuorviare e distogliere le menti...eppure, eppure più parlo attorno a me, coi clienti, coi fornitori, coi colleghi, coi lavoratori, più mi accorgo che tutti condividono il mio sentire e tutti sappiamo chiaramente e dico CHIARAMENTE la causa di questa crisi e cosa si dovrebbe fare (vedi uscire dall'euro), magari esprimendoci in modo intuitivo e volgare (da Volgo). E allora mi chiedo: per quanto ancora ci sarà questa omertà sull'euro ? forse fino a settembre ( aspettando il dopo elezioni della germania) e poi il patatrac ? Per questo vi esorto a non rifiutare qualsiasi occasione di divulgare apertamente il vostro pensiero ( anche se a voi le comparsate in radio o tv possono sembrare inutili). Fatelo sempre e ancora in modo così semplice ed efficace (cerco di seguirvi spesso...) per chiarirci sempre di più quello che già in cuor nostro sappiamo o intuiamo, ma che con il vostro supporto dei dati e degli studi economici si rivela giusto e vero!
    Da parte mia, mi sono ripromessa di contribuire divulgando il blog e distribuendo il libro " il tramonto dell'euro" così utile e chiaro, tanto da poter essere letto e capito anche da me, a digiuno di nozioni di economia.
    Grazie Bagnai, anch'io vengo qui nel blog per cercare lumi e conforto in queste tenebre!

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  64. Salve professore,

    negli ultimi due suoi post ho scritto tre commenti, nessuno dei quali è stato da lei pubblicato.
    Potrei conoscerne le ragioni?

    Saluti,
    Lorenzo

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    Risposte
    1. No. Non può. Non può perché non ci sono. Semplicemente sono solo a gestire la coda di moderazione e visto che secondo gli ultimi orientamenti sono penalmente responsabile per quello che dite, prima devo leggerlo, quindi se non conosco chi sta scrivendo può darsi che questo mi prenda tempo.

      Lei però ha violato una regola del blog chiaramente espressa nelle istruzioni per l'uso, quella che vieta di piagnucolare, e glie ne sono grato, perché così almeno so cosa fare: cancellare i suoi commenti quando li incontro.

      Dura lex, sed lex.

      Elimina
  65. Vedremo se i pentastellati fra Camera e Senato si daranno da fare per mettere all'ordine del giorno delle loro priorità, invece di insulse e improduttive facezie di ileggitimità senatoriale e di spiccioli da rendicontare, ben più importanti questioni d'affrontare ( i piani B non si annunciano ma si devono preparare ) per essere pronti a non sprofondare nel caos del Day After prossimo venturo.

    Al ligure manca il panem ed un Circo Massimo. I Circenses (nel senso moderno del termine, clownesco, piuttosto) già li ha.

    L'altro giorno riflettevo sulla prima impressione - vuoto pneumatico - che mi fecero i dibattiti al liceo sul bisogno di un maggiore afflato europeista per costruire l'Eden dei popoli nel vecchio continente.

    Era il 1978 e, ovviamente, ci si buttava a corpo morto su seminari/incontri tenuti da oscuri funzionari dell'ancor più oscuro movimento federalista europeo: quegli incontri, e le interminabili assemblee che seguivano, ci portavan via odiate ore di chimica e fisica e quindi eran sempre ben accetti. Alla fine di tanto discutere e ciarlare immancabilmente saliva alta e fitta la nebbia nelle nostre testoline furbe, ben oltre il limite di quella che poi imparai a "vivere" col mio trasferimento a nord, bassa padana. La percezione netta, però, era quella di una macchina organizzativa già perfettamente oliata... avevano il kit del "bravo federalista" e lo omaggiavano ai più recettivi... ben prima dei mitici kit forzaitalioti da seconda repubblica, dunque! Gli "oratori federalisti" eran scarsi, semi sconosciuti ma avevano a disposizione mezzi superiori a quelli di un partito come il PSI a livello locale. Con tanto tempo e mezzi a disposizione qualsiasi idea, se ben propagandata, alla fine riesce a diventare parte del "sogno" collettivo di una nazione.

    Per quel poco che ho capito delle dinamiche politiche credo di poter concordare con l'Autore su quel che succederà alla fine di questa illusione monomandataria dei nostri agenti sul Meno: arriveremo al rompete le righe per abbandono - di convenienza - altrui.
    Già vedo scala specchi e contorsionisti dei tutte le accademie, dai curricula e indici Google Scholar lunghissimi, affannarsi a spiegare al volgo dove e sopratutto perché ha sbagliato.

    Io continuo, in tutte le situazioni che reputo valide (abbandono dunque le cause perse, gli iscritti ad honorem ad ogni scempiaggine si elucubri in zona bolognina e dintorni), a a far circolare il materiale di questo blog. Se qualche persona intelligente alla fine vorrà andare oltre la facciata e gli steccati dei nuovi ghetti, "social" o di qualsiasi genere essi siano, sarà sempre un cervello in più sottratto all'ammasso del fogno quotidiano.

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    Risposte
    1. Il 1978? Un annus mirabilis, davvero
      http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2013/05/storia-di-un-romanzo-criminale-la.html#more
      E non dimentichiamo che fu anche l'anno del memorabile viaggio di Napolitano negli Usa, favorito da Andreotti (come lo stesso Napolitano ricorderà, ringraziando ancora in una sua lettera del 2006 il senatore a vita)

      Elimina
  66. il tre giugno un giudice deciderà la fine di tre generazioni di lavoro.... Sto trovando conforto in pochissime cose una è questa:http://www.youtube.com/watch?v=wnGOQt3tn-Q
    un'altra qustahttp://www.youtube.com/watch?v=WVRGsz5d_wU
    un'altra http://www.youtube.com/watch?v=mJ-88wH1gik

    e si va avanti....

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  67. Eccoli:

    "Hollande: l'Europa esca dal suo torpore, unione politica in due anni


    Il presidente francese, nella seconda conferenza stampa del suo mandato, auspica un governo economico per l'Eurozona E in due anni una «cornice all'unione politica» auspicata anche dalla Germania"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Haha, quasi quasi ci avevo creduto !

      Che burloni !

      Dai non scherziamo ... ma non l'avevamo già fatta ?

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  68. Anche se OT, dedicato a tutti quelli che "piú Europa....":

    "Dopo le piantine di marijuana, si dovranno nascondere anche quelle di pomodori, di zucchine e di insalata" by Unione Europea

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    1. Vergognoso. Da mettere insieme a quest'altro dividendo dell'€uropa. Fortuna che c'è l'euro forte a proteggerci dal subdolo dragone e dal feroce saladino...

      Essere tornati al latifondo sarà ricordato come una delle grandi conquiste del nostro tempo? Abbasso i monopoli pubblici, viva gli oligopoli privati!

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  69. La suonerà la Franza (la tromba)

    Adieu tristesse
    Governo economico per i Paesi dell'euro

    "Nell'arco di due anni si dovrebbe realizzare anche l'Unione politica: gli Stati Uniti d'Europa"

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  70. Lettere ed interviste.
    E questa sarebbe Confindustria, o dovremmo piuttosto dire la “Reichsverband der Italienischen Industrie”?
    “L'Europa non è una scelta, è un imperativo categorico per sopravvivere nel mondo globale. “
    Ricorda tristemente altre ultime parole famose:
    “La parola d'ordine è una sola, categorica e imperativa per tutti, essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all'oceano Indiano: vincere. E vinceremo!”
    Sappiamo bene come è andata a finire….
    Forse anche a Benito Squinzi serve un pugno di morti per sedere al tavolo dei “vincitori”?
    Di seguito altre peeeerle, a imperitura memoria:
    “Senza dimenticare che oggi nel mondo si compete per aree-sistema e non più da piattaforme nazional-solitarie.”
    Bene, abbiamo scoperto di poterci definire nazionalsolitaristi (no, non in quel senso…).
    “Come si esce dal declino? [..] Con una politica industriale europea coerente e integrata in tutte le sue articolazioni.”
    Una POLITICA INDUSTRIALE EUROPEA… buona questa!
    “I cittadini devono poter toccare con mano, in questi tempi difficili, quello che offre loro l'Europa.”
    No, guarda, quello che offre l’Europa i cittadini lo stanno già provando, ma non è propriamente una sensazione tattile…
    “Senza Europa - ma un'Europa vera - non si fermerà il nostro declino.”
    Ma StatoLadroGiannino non lo avevate cacciato? Un altro fermatore del declino?
    E infine la migliore di tutte:
    “Per me l'euro resta il grande punto di forza dell'Europa, lo strumento che la tiene insieme, anche grazie a un corretto tasso di cambio.”
    Bravo!
    Se questo è il presidente di Confindustria, gli imprenditori possono stare tranquilli.
    Quelli tedeschi, intendo.
    Sieg heil!

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    1. @poter,

      quello che dice Squinzi è pura violenza (vedi anche l'intervista della Bonino sul CdS
      ). Lui e quelli come lui non sparano le pallottole ma producono gli effetti devastanti per tanti, troppi direi. Loro non subiscono mai il "risanamento dei conti pubblici" e le "riforme strutturali" coi sederi propri ma ci mettono quello altrui. Non mi chiedo più se egli e i suoi affini ci sono o ci fanno, se sono ignoranti, arroganti od in bona e cattiva fede, non ha nessuna importanza. Questi esercitano la violenza (criminale?) e la lotta di classe verso coloro che stanno al di fuori del loro gruppo d'interesse. Purtroppo, da parte loro hanno i mezzi d'informazione, il PUDE, soldi e posti di comando. Utilizzano abilmente le istituzioni di democrazia (rendendole poco democratiche) per conservare lo status quo. Tutto lecito, legittimo, niente da dire, bravi. Fottono democraticamente ed i fottuti si agitano contro lo statocattivodebitopubblicoinproduttivocastacorruzioneuscitadadestrainterclassista facendo gli godere di più.

      Il punto di discontinuità si avvicina, spero che non si vada di male in peggio.






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  71. Non ho ancora terminato la lettura de "Il tramonto dell'euro".
    Procedo con ritmo sebbene abbia compreso che é necessario ritornare su alcuni capitoli studiando a fondo una serie di passaggi che devo introiettare come dovessi approcciare un esame(non ho alcuna formazione in campo economico, mi occupo di medicina)
    Al punto in cui sono arrivato il racconto da economico si trasla in politico ed il ponte tra i due sono i temi del luogocomunismo.
    Insomma quando la teoria si sposta nella vita quotidiana/pratica, lo fa vestendo i panni della politica. Ed in politica i discorsi devono divenire più semplici: nasce il luogocomunismo.

    E mentre leggevo sul luogocomunismo pensavo: "Affrontare i luoghi comuni é cosa ardua: necessari per la mente, ma ardui da scalfire poiché difficilmente cedono all'attacco di altre idee."

    Sembrerà strano ma anche in medicina ci si imbatte con il luococomunismo e conosco bene le difficoltà e le tesi che si confrontano ("abbiamo sempre fatto così".."ho sempre visto fare così"..."il mio maestro così faceva"..."recenti finding ci confortano a continuare così")

    A causa dell'affascinante (sul piano intellettuale, tengo a precisare!) Prof A.B., ultimamente trascuro molto le mie riviste sulla circolazione extracorporea per seguire i sentieri, a me totalmente ignoti, delle scienze economiche.
    Risultato: scarsi bagliori di comprensione immersi nelle nebbie della confusione totale. Ma la guida e l'affascinante lettura del Prof. A.B. rassicura e contribuisce a perseverare.

    Stamattina il surfing economico sul web, mi ha fatto incontrare "Overcoming the Tyranny of the Stylized Fact" di Roger A. Pielke

    Stylized fact: fatti stilizzati, sintesi, idee sacrosante, credenze tradizionali (definizione di J.K.Galbraith ).
    Aggiungerei: luogocomunismo (A.Bagnai).

    Ma i guai peggiori arrivano quando questi fatti stilizzati vengono usati non dai politici (con effetti nefasti) ma dai tecnici ed esperti e/o dalle società di rating.

    L'articolo termina con una citazione di Mark Twain che a me sembra utilissima per il nostro periodo storico e per la nostra situazione:
    "What gets us into trouble is not what we don't know. It's what we know for sure that just ain't so."
    Che fare? (Lenin, Requiescat In Pace).
    Uscire dal blog é necessario, comprendere le forze in gioco é indispensabile, fondamentale é conoscere/sapere. Ma una volta aperta la prateria del mondo il confronto sarà con quanto sedimentato nella testa della gente da anni di sapiente, costante e scientifica manipolazione (li capisco bene, anch'io la pensavo come loro).
    Dovremo essere preparati, e molto bene, a questo confronto che non sarà su fondamenta storiche ed economiche ma psicologiche e antropologiche. I fondamentali non si chiameranno "spread-deflazione-etc.etc" ma "Edipo-Conformismo-FedeltàIdeologica-Ignoranza-SupinazioneSociale-etc-etc"
    Buon lavoro
    "Dio creò il Cielo e la Terra...il resto é Made in China "

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  72. Il pilota automatico funziona a meraviglia, quello che pensiamo conta e conterà poco e anche se come dice lei il ritorno al nostro coni salverebbe benessere e democrazia loro la pensano diversamente e c" è poco da fare.
    Evidentemente il benessere e la democrazia non sono nei loro obbiettivi, la nostra storia parla per noi e visto che vieta di piangersi a dosso non capisco perche posta lettere di gente che si piange a dosso?? Abbiamo visioni divverenti ma convergenti, lei pensa che il nostro modo di fare conti poco io penso che conti troppo....ai posteri l" ardua sentenza.

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    1. Non ci ho capito niente, per non sbagliare dico che è strano come un dosso visto da sotto somigli ad una cunetta.

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    2. A Tafazzi ti vorrei vedere alla prese con una tua azienda che non riece più a vendere la propria merce e si chiede per quanto tempo riuscirà a pagare i propri dipendenti se poi anche tu non ti deprimeresti. Questo non è piangersi addosso è disperazione all'ennesima potenza e fa bene il Prof. a dare spazio ai nostri connazionali che hanno bisogno tra le altre cose anche di condividere il proprio disagio e di sentire la vicinanza e la comprensione di chi è sensibile a questi temi. E' la gente del nostro paese che parla, quella che non potrà mai ad andare in tv in prima serata perchè dice verità troppo scomode, quella che ci deve spingere al risveglio delle nostre coscienze. Se anche dovesse servire ad una sola persona che non conosce questo blog ma che per caso ci incappa ben venga il tutto.

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  73. Che dire Prof.: girare queste lettere ai suoi colleghi non si può. Certo, si potesse, magari ne trarrebbero stimolo a scendere dalle loro torrette e vedere un po' che si può fare.
    Ma magari il "che fare" non lo percepiscono come un loro problema.
    E sul fronte del "che pensare", unica vera ricchezza dell'intellettuale, le pare che gente che passa la vita a studiare poi rinunci alle sue idee solo perché uno più lungimirante della media è salito più in alto e ha visto meglio di loro. Io, prima di seguire la sua attività avrei detto di si; oggi dico di no, ma, si capisce, io di queste cose non ci capisco nulla! Per questo vagheggio ancora di manifesti condivisi.

    Molto bello il suo intervento: diventa sempre tutto più chiaro e le sue dichiarazioni di stima ai colleghi sono davvero confortanti, anche se ho la sensazione che li inquietino un pochino.

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  74. “EPPUR-FUNZIONA”.

    “IL PIL GIAPPONESE È CRESCIUTO DEL 3,5% IN UN TRIMESTRE”.

    “FUNZIONA”. Magari, come sostengono gli scettici, è un fuoco di paglia, ma, per il momento, la prima verifica dei dati premia la svolta strategica giapponese del premier Shinzo Abe. Come un ronzino risvegliato da un brusco colpo di frusta, la letargica economia giapponese si è messa a trottare con inedito vigore. Nel primo trimestre, il Pil è cresciuto del 3,5%, rispetto ad un anno fa, un ritmo ormai sconosciuto da tempo negli altri paesi avanzati.

    I consumi sono vivaci, le opere pubbliche marciano, “LA BANCA CENTRALE STA INONDANDO IL SISTEMA DI CONTANTE”. All'appello della ricetta keynesiana mancano solo gli investimenti delle grandi aziende. I pessimisti fanno notare che, se Giappone s.p.a non si muove, la ripresa non è sostenibile. Gli ottimisti sottolineano che, quando si muoverà, il Pil comincerà a correre davvero. Per ora, comunque, gli applausi prevalgono sui dubbi. Anche perché, nel mondo globale, le prime avvisaglie di un miracolo giapponese si confrontano con il cupo dramma di chi ha seguito la politica opposta, quella del rigore e dell'austerità, messa in atto in Europa.

    E come effetto collaterale di questa politica economica espansiva sta portando anche un sollievo alle disastrate economie europee, infatti i capitali in fuga dallo Yen si stanno riversando in massa verso la zona Euro, provocando la caduta del famigerato Spread.

    Ma qui la domanda nasce spontanea, “SE IL MERCATO CHIEDE PIÙ EURO, IL VALORE DELLA MONETA EUROPEA DOVREBBE SALIRE E SE NON SALE PERCHÉ NON SALE” ?

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    1. Salire rispetto a cosa, scusa? Difatti rispetto allo Yen l'€ è salito e non poco, ma non rispetto al dollaro. Perchè? Perchè non è vero che il mercato chiede più €uro. Il mercato chiede più dollari.

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  75. Piccolo OT,
    Nasce Alba Dorata Europea pure da noi.
    Segnalazione di Marino Badiale.
    link

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  76. a proposito di la Grecia non può uscire dall'euro perché importa tutto e la svalutazione della moneta porterebbe solo inflazione e depressione , sembrerebbe che la Grecia abbia immensi giacimenti di petrolio e di oro, a meno che facciano come i Piemontesi che credevano che il mezzogiorno fosse ricco di risorse naturali, se ciò fosse vero, e le fonti di tali notizie sembrerebbero abbastanza accreditate, ho impressione che dietro ci sia una grande manovra di saccheggio e razzia.

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  77. Cpisco che il Professore Bagnai abbia evidenziato molte perplessità su Grillo ma arrivare a dire che i ragazzi in parlamento non hanno fatto nulla quando il governo c'è da 2 settimane e tutti i partiti hanno impedio che le commissioni parlamentari partissero fino a quando non ci fosse stato un governo mi pare ipocrita. sono3 mesi che sono li dentro e qualcuno ha già deciso di cambiare il voto perchè non hanno cambiato la politica economica di questo paese. E che dovevano fare? minacciare di morte tutti? avevte votato 20 anni gli altri e siete stati zitti e ora, dopo 3 mesi, avete già deciso che questi non faranno nulla.E' un discorso che fila.

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    1. Sentite, questo dibattito mi ha stancato. Ricordo che:

      1) dire che Grillo non può sollevare il tema dell'euro perché perderebbe consenso o perché è "difficile" è un'idiozia, perché il problema è un'altro: quello che Grillo dà sistematicamente la diagnosi sbagliata, che tradisce una ideologia sostanzialmente affine a quella montiana. Le persone più intelligenti dentro al movimento lo ammettono, per tutto il resto ci sono altri blog.

      2) dire che in 20 giorni non si può sollevare il mondo è assolutamente corretto, e aggiungo: lo è tanto più, quanto più hai contro i vertici del tuo partito. Ma se uno non può fare la cosa giusta, per lo meno non dovrebbe fare la cosa sbagliata nel modo sbagliato.

      Quindi, da qui in avanti questa è zona deortotterizzata, come prima è stata dedonaldizzata. Siete sempre i benvenuti, ma questo dibattito non mi interessa.

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  78. Sogni&Appelli (con la sola imposizione delle mani, tu, la Germania e Dio...)

    "Il consolidamento (?) dell'Unione europea deve avere come presupposto il consolidamento (?) della democrazia (?) ed il benessere della popolazione"

    Amici "de sinistra", rallegratevi, è finalmente nato l'"Eurobenaltrismo"! (viva l'unità della sinistra europea, avessero almeno in comune lo slogan dell'appello, manco quello)

    PS_Wordscounter: numero di volte in cui compare la parola "euro" = 0

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  79. Scusi professore se cito ancora l'emissione "l'ultimaparola" dove un invitato ha detto che il debito privato italiano è più basso che negli altri paesi, ma lei non ha scritto che è proprio il contrario?

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    1. Quello che ho scritto lo puoi leggere qui e nel primo post di questo blog.

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  80. Ancora OT.

    Ma mi domando come sia possibile che il Berlusca (tanto indicato come l'uomo che pensa solo ai propri interessi) continui a sostenere la moneta unica che sta rovinando l'avvenire dei suoi figli, sangue del suo sangue e carne della sua carne.

    Silviooooo pensa a loro e stacca la spina all'€urofollia, va. Che è meglio (per te)

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  81. Questo articolo ieri m'era quasi sfuggito, lo linko anche se mi rendo conto che è ancora OT rispetto al post.

    Si tratta solo della riflessione del giornalista ma certifica anche il già fallimentare proposito del governo Letta di 'andare a rinegoziare con l'€uropa': beh, hanno ovviamente detto NO. E ovviamente mancando il piano B, non è restato al 'neo-Droiano desinistra' dire "Jawohl".

    Inoltre mi è tornata in mente la trasmissione de La7 in cui ospite, Bini Smaghi ha affermato che l'Italia dovrebbe mettere da parte l'orgoglio e chiedere l'OMT all'altro SuperMario.

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  82. Bene, molto bene: "AlbaDorataMadeInItaly" sposa i temi della sovranità bancaria-debito pubblico-pareggio di bilancio.
    I detrattori del prof.A.B. avranno subito pronta la definizione che serve per bollarlo mediaticamente come "neofascista-estremista-di-destra"
    Chi vuole scommettere con me?

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  83. ahahah, tra i punti programmatici di questa nuova Italica alba Dorata di Napoli ( e dintorni...) c'è:
    IVA allo 0% per l'edilizia, abolizione della patente a punti, no al carcere per tutte le pene inferiori a 5 anni, abolizione del 41bis, indipendenza della Sicilia...

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  84. Anche in Spagna s'ode a sinistra uno squillo di tromba...
    http://sollevazione.blogspot.it/2013/05/spagna-la-sinistra-che-dice-no-alleuro.html

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    1. E s'ode persino in Italia. Come si dice a Bologna dopo la puzza, ma, mi pare con qualche lucidita'.

      Segnalo anche che l'11 maggio scorso c'e' stato alla Bolognina (corsi, ricorsi e concorsi) una specie di convegno rifondativo dddesinistra il cui documento finale ha il seguente numero uno: "…1) Rompere con l'Unione europea. Democrazia vera, diritti del lavoro, stato sociale, eguaglianza, libertà sono incompatibili con l'Europa del rigore, del fiscal compact, di Maastricht e della Troika. ***Non c'è nulla da rinegoziare, i trattati vanno cancellati. L'euro e il debito non ci debbono più ricattare, bisogna che i popoli conquistino la sovranità sulla moneta e sulla spesa pubblica. ***" ... poi anche luogocomunismo, pero' pero'...

      Saro' un inguaribile ottimista ma mi sembra un passo avanti.

      L'appello spagnolo per uscire dall'Euro si puo' firmare qui:
      Salir de l'Euro

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    2. Grazie x questo tuo commento!!!
      Ho firmato appello e ho guardato all'indietro (bolognina) sentendo mi un po' meno un alieno...

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  85. Allego un link:

    http://www.pumilano.it/economiaumanista/2013/04/non-e-crisi-e-guerra-economica-quando-inizia-la-ricostruzione/

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  86. E questo link sul debito implicito e esplicito (si puo' tradurre con Google) del Liberalinstitut:

    http://liberalesinstitut.wordpress.com/2012/06/28/die-impliziten-staatsschulden-in-der-eurozone/

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  87. E scusatemi ancora, dei grafici interessanti che dimostrano, una volta di piu', chi ha beneficiato dell'introduzione dell'Euro e chi.....

    La traiettoria del debito e della disoccupazione nei paesi periferici

    http://www.zerohedge.com/news/2013-05-17/europes-eur-500-billion-ticking-npltime-bomb

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  88. Confesso che mi son dovuto cercare la definizione di “interclassimo” fin da quella volta che Brancaccio le mosse questo appunto: non sapevo cosa significasse.
    Dovrebbe spingerci alla riflessione vedere come un’opera di divulgazione così meritoria che tanto contribuisce a fare luce sulle vere ragioni della crisi economica che grava su (quasi) tutti noi, sia portata avanti in modo intellettualmente onesto e senza risparmio proprio da un “dipendente pubblico”.
    La mia esperienza personale di lavoratore dipendente nella provincia di Bergamo è fatta per la gran parte di rapporti con piccoli imprenditori e realtà economiche di piccola e piccolissima dimensione. In queste realtà i padroncini e gli artigiani hanno sempre deciso se e quanto pagare di tasse e hanno avuto vita tutto sommato facile nel definire quali fossero gli eventuali diritti sindacali dei loro collaboratori degni di essere rispettati (nel caso delle donne, nessuno). Ed il tutto corredato di una visione dello Stato e del Pubblico come covi di parassiti e mantenuti con in più l’aggravante di essere per la maggior parte meridionali.
    Questa condotta, volta essenzialmente a massimizzare il profitto nell’immediato, era spesso portata avanti con una pervicacia che affievoliva ogni dubbio sul fatto che, ai loro occhi, tutto sommato le condizioni economiche che si venivano a creare ed il loro negativo impatto su “una parte” della società non erano viste proprio come “il male”.
    Per esempio oggi devo dire che giudizi decisamente più netti e marcatamente critici nei confronti dell’euro e della UE compaiono con molta più facilità nei loro discorsi, ed io li condivido.
    Tuttavia devo ammettere che qualche corda del mio animo è vibrata nel leggere il salace commento di fausto “la parabola del ‘buon imprenditore’ ha un po’ stracciato i coglioni”; sicuramente di “buoni imprenditori” ce ne erano a milioni anche prima, ma è certo che i più si sono ritrovati “sensibili alle tematiche economiche” quando lo stesso spillone che trafiggeva molti dei loro dipendenti e che per anni non sono stati in grado di riconoscere ha cominciato a pizzicare anche i loro deretani.
    Per carità, nulla di nuovo, tutto già visto molte altre volte nella SStoria. Gli stessi dipendenti hanno cominciato ad avvertire che qualcosa non andava prima dei loro padroni soltanto perché erano nella posizione più esposta e non certo per chissà quali meriti “di classe” (vedi alla voce: partiti e movimenti politici di riferimento).
    Però, però… Se oramai grazie anche alla sua opera sono certo che l’euro finirà è altrettanto vero che mi piacerebbe moltissimo che finisse anche un modo di concepire la produzione e la gestione dell’economia tendenzialmente volto allo sfruttamento delle parti della società più deboli ad opera di quelle a sovrapposte.
    Questo, credo, debba essere ribadito in modo chiaro sin da ora ai nostri compagni imprenditori che per intanto sbalzano insieme a noi nel fango della trincea: quando questa guerra finirà non facciamo che “chi ha dato ha dato ha dato”. Se abbiamo lasciato che le cose finissero così è stato anche perché ci siamo sforzati pochino ad entrare in sintonia con i bisogni ed i problemi di chi ci era vicino, seppure appartenente ad un'altra classe sociale. No?

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    1. Sì.

      Ma infatti (ribadisco) non so da dove qualcuno possa tirare fuori l'idea di una mia volontà di uscire "da destra".

      Due precisazioni.

      I piccoli imprenditori (non i grandi) hanno acquisito come tutti sensibilità alle tematiche economiche quando si sono visti alla canna del gas, ed è ovvio che sia così, com'è ovvio che molti prima siano stati gretti e "nemici" di classe. Chi lo nega?

      Non sono però stati loro, in Italia, i complici della finanza internazionale, cioè del blocco di potere economico che ha sostenuto la controriforma liberista dagli anni '80 in poi. Magari gli sarà anche stata bene, all'inizio, com'è stata bene anche a molti dipendenti (perché "statoladro" non lo ragliano solo i padroncini). Ma non sono stati complici come lo sono stati i politici che oggi rivendicano l'euro.

      Questo è il motivo, del resto, per il quale oggi possono permettersi di essere più critici: perché sono esposti (a differenza dei PDni) e perché non devono rinnegare se stessi.

      Poi bisogna capirsi su come, quanto e perché riformare la società. Qui ognuno ha le sue idee ma questo non è il mio lavoro: io non sono un pensatore, un filosofo. Sono solo un tecnico. La proposta del mio testo (proposta che, mi pare di capire, nessuno ha letto) è estremamente "debole", non particolarmente "rivoluzionaria": semplicemente, è una proposta per proseguire il cammino di integrazione nel contesto degli attuali ordinamenti sociali.

      Il che, lo ripeto, non significa che io neghi l'opportunità di cercarne di migliori.

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  89. Semmai qualcuno fosse interessato a capire in che modo e con quali contenuti si sia ormai aperta l'era temporeggiatrice delle mezze ammissioni, delle verità non sviluppate e della "sinistra-che-rivendica-senza-menzionare-Maastricht", in modo da non contraddire se stessa, veda qui.

    Il fenomeno ossimorico della sinistra che lancia la Resistenza a se stessa: basta non dire chi siano i veri componenti dell'oligarchia e denunciare genericamente "clientele" e "connivenze"...

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  90. Caro Professor Bagnai,
    mi permetto di consigliarle il titolo per un suo prossimo intervento: "Menzogna e sortilegio".
    Menzogne ne sono state dette tante, e lei nei ha indicate e smentite molte; resta però da spiegare il sortilegio che le ha fatte e tuttora le fa credere a tanta gente.
    La ringrazio per il suo prezioso lavoro e la saluto cordialmente.

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  91. vado un po' OT ma vorrei solamente andare sul concetto da lei espresso in coda al post. ho 23 anni e io come la maggioranza della mia generazione siamo cresciuti con in testa il più europa. la scuola soprattutto che dovrebbe essere aperta al pluralismo è invece un covo del mainstream in cui il professore più aperto seguiva al massimo annozero e ballarò due roccaforti del PUDE. di recente stavo parlando con una mia amica che sta frequentando l'ultimo anno di un istituto tecnico commerciale e doveva portare una tesina sulla crisi e quello che le aveva detto il professore in classe è il riassunto del luogocomunismo. come possiamo formarci criticamente se per 20 anni siamo cresciuti con un mantra persistente nella testa? ci sono televisioni e giornali che martellano la gente, magari ultimamente avranno qualche increspatura ma il messaggio rimane sempre quello! le radio quando non affrontano l'argomento sono completamente o quasi disinformate (ad esempio lo zoo di 105). per questo penso purtroppo che un'uscita dall'euro pacifica sarà difficile. i ffognatori non mollano la presa anche di fronte a tragedie umanitarie come la situazione greca dove i bambini in classe svengono per fame o come in quella spagnola dove in alcune zone la caritas non riceve più fondi da inizio anno e anche quel tipo di welfare sta per crollare. in germania anziani vengono spediti all'est per poter sopravvivere perchè stare dove hanno vissuto costa troppo per la loro pensione. tranne AFD in germania non si vede per ora una forza eurocritica forte che possa decidere per la dismissione controllata dell'eurozona, in Francia Hollande ha dimostrato la spina dorsale di un calamaro il resto degli stati sono o conniventi con il sistema o schiacciati dalle decisioni europee. noi dopo il governo tecnico di monti abbiamo quello di Letta (che poi ma vuoi dire che non si può eleggere uno che non sia stato nel bildenberg nella trilaterale o nell'aspem? abbiamo 1000 parlamentari e la squadra di governo è composta solo da gente ammanicata...). abbiamo rischiato di avere come presidente della repubblica dopo RE Giorgio ROMANO PRODI !!!! quello che ci aveva fatto entrare nell'euro e colui che aveva introdotto la tassa per l'europa! nel '92 finì perchè l'Inghilterra non volle più stare nella banda stretta dello SME sinceramente non vedo al momento chi possa cambiare qualcosa soprattutto se a settembre Angela callipigia venisse rielletta. come aveva detto juncker loro fanno le riforme se nessuno si ribella continueranno fino al pnto d non ritorno... credo nel momento in cui la democrazia repubblicana è stata stracciata e violentata, ora che ogni barlume di possibile decisione e intervento da parte dei cittadini è stata resa quasi impossibile perchè ormai o troppo condizionati o troppo presi dal riuscire a sopravvivere giorno dopo giorno penso che ormai il punto di non ritorno sia molto vicino. come lei ha detto più volte non devono più nemmeno nascondersi. anche quando le dichiarazioni sono forti e incontestabili non si leva più che qualche rumorino. servizi antidemocratici senza nessun controllo come la gendarmeria europea e il mes ormai esistono il fiscal compact introdotto in costituzione ormai è un fatto. stiamo assistendo al tramonto della nostra carta costituzionale e tranne qualche mormorio niente li disturba. spero tanto che abbia ragione lei professore e tutto questo finisca presto. vorrei poter ricominciare ad uscire il sabato sera senza guardare un portafoglio sempre più vuoto, vorrei poter uscire e non pensare al fatto che mentre io sono fuori magari un'imprenditore si sta strangolando in italia, o uno sfrattato spagnolo vive sotto un ponte o un bambino greco sente i morsi della fame. voglio poter cominciare a costruirmi un futuro e non avere un orizzonte temporale che finisce il mese prossimo.

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  92. A zonzo in attesa di un suo nuovo post mi sono imbattuta in un diverso discorso della montagna, quello delle beatitudini, per intenderci. Il termine "beati" sarebbe stato mal tradotto dall'ebraico, suonerebbe più corretto "in marcia":
    "IN MARCIA i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
    IN MARCIA gli afflitti, perché saranno consolati.
    IN MARCIA i miti, perché erediteranno la terra.
    IN MARCIA quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
    IN MARCIA i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
    IN MARCIA i puri di cuore, perché vedranno Dio.
    IN MARCIA gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
    IN MARCIA i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
    IN MARCIA voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli "

    Su la testa, come dice Don Gallo, non siamo soli.

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