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venerdì 10 maggio 2013

Io non sono razzista...

...ma il prossimo che scrive "bhè" lo bandisco, per ora solo dal blog, ma se va come dico io dall'Impero d'Occidente.



(Cordialmente,

Alberto Bhagnai
Dipartimento di Sanscrito
Università di Jaipur
)


(a seguire: "Non è mhai troppo t'ardi", piccolo manuale di ortoghrafia per passare inosservati in società. Per favore, non fatemi disperare! Le rivoluzioni le fanno le élite, che mediamente sanno l'ortografia. Se scrivete come memmetari ci rinuncio...)

65 commenti:

  1. eheh, pensa che qualche giorno fa un giornalista del salmonato in un articolo sulle prove invalsi - ciao Uga e ciao Sara, la mia Uga - aveva scritto po' con l'accento, errore diffusissimo e particolarmente irritante... se poi a farlo è un giornalista mi cascano la braccia. Poi penso che il direttore di quel quotidiano è il platelminto e allora tutto quadra,

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    1. Chi ha letto i Miserabili sa bene perché l'ortografia conta. Lo spiegai nel primo articolo che scrissi per il manifesto (anni '90). Gli altri... peggio per loro: non c'è tempo di spiegare tutto a tutti e questo, dichiaratamente, non è mai stato il luogho per farhlo.

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    2. Per quelli che "io non lo so, potrò sopravvivere?":
      l'arcano è qui spigato.
      Però Prof. si ricordi che è stato accusato di "interclassismo": siamo mica tutti laureati qui, gli errori ortografici possono starci...

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    3. Con quale moneta faceva la spesa papà Champmathieu? O sbaglio?

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    4. Ha ragione anche sull'ortografia, però non dobbiamo, non possiamo prescindere da questo:
      Analfabetismo in Italia

      numeri da paura, che, secondo me, spiegano molte delle "scelte" politiche degli italiani.

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  2. Vabbe', volendo fare dell'accademia (cruscaiola) anche euri (al plurale) sarebbe la forma corretta. Ricordo il "buon" Ciampi, quando, dopo aver minacciato che se l'Italia non adottava l'euro sarebbe finita in Africa, raccomandò di usare anche al plurale la forma del singolare per non ingenerare (così disse) equivoci con gli stranieri nella compilazione di assegni e roba del genere. Insomma, hanno accompagnato la forzatura della moneta unica con una forzatura grammaticale, che anche il linguista Nencioni a suo tempo trovò discutibile. Ma ormai tentare di ripristinare la forma plurale corretta è una battaglia persa, perché è l'uso collettivo che fa la lingua. Allora, anche in nome della grammatica italiana, non ci resta che uscirne (dall'euro) e cancellare la sua forma impropria.

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    1. Io trovo particolarmente perversa, sotto l’aspetto grammaticale, la giustificazione che fu data alla scelta di euro come sostantivo invariabile. La Crusca disse che l’invariabilità era legittima perché euro era un’abbreviazione di Europa, introducendo cosí una subdola equivalenza tra il primo e la seconda.

      Ma tale giustificazione si fonda su un ragionamento del tutto errato, perché le abbreviazioni che abbiamo in italiano mantengono lo stesso significato della parola intera: es. foto per fotografia, frigo (che però non è invariabile) per frigorifero, termo per termosifone, cine per cinema e cosí via.

      Pertanto, l’analogia non funziona, se non, appunto, assumendo che il continente e la moneta di alcuni suoi Paesi siano la stessa cosa. In un certo senso, questo fatterello rivela la mentalità degli eurocrati italiani.

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    2. Guardate che siete sulla cattiva strada. In realtà decisero per euro invece di euri per mantenere l'inflazione bassa.

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    3. L'uso del singolare fisso mi è sempre parso una forzatura di tipo monoteista; l'euro è una moneta, magari un po' venefica, esattamente come la lira, il dollaro o la sterlina che hanno giustamente il plurale; altre monete non lo hanno per ignoranza mia: lo yen? Il lek? Comunque le parole straniere in italiano sono difettive del plurale. Ecco! l'euro resta euro anche se son due perché è una moneta straniera!
      La quadratura del cerchio.

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  3. Ps: Ma, Profe, l'hanno stabilizzata in India? Le dicevo che non le faceva bene prenderla così di petto sull'euro.

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  4. Scrivere per fermare il declino dell' ortografia

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  5. Sacrosanto...chi non ha padronanza grammaticale spesso non padroneggia il flusso di pensieri e dunque gli diviene anche difficile unire i puntini. La sua irritazione credo sia simile a quella mia di vedere scritto "VENDESI VILLE"...vendesi?! Nota curiosa la locuzione "VENDESI OSPEDALI" campeggia di fronte a casa mia come titolone di un bel manifesto del PD contro le politiche di Cota...poi ci lamentiamo se le élite mettono nel sacco la sinistra politica in ogni circostanza.

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  6. Egreggio Profesore,
    Io inzegnio a Pariggi, e sà cos'ha scrivette un studente in uno comppito?
    papinot 103
    e sà cossa intend'eva?
    Pape Innocent III...
    Inzomma, anke quì in Gallia non stiamo mesi tanto bene ("tanto" è da pronunciare come in Totò, Miseria e nobiltà- anzi: nobbiltà...).
    Angelo
    p.s. Ovviamente i finti errori servono a far sembrare "voluti" anche quelli veri :)
    Quando càpita a Parigi, sarei onorato di invitarla per un caffè
    (càpiti/invitarti). Rouen non è lontanissima...

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    1. Amico caro, non ti parlo dell'ortografia dei colleghi francesi. Loro sono fregati dalle omofonie (parler/parlé) e dal non aver fatto le nostre elementari (per cui non sanno se stanno usando un infinito o un participio). Provare per credere. Bhè dimostra che siamo effettivamente entrati in Oiropa.

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  7. Apro' posito, vì s'egnalo un int'eressante paggina su'
    feisbuc

    Ma il plurale di Lira è Lirette? E il portafogli per le lirette si chiama carriola? Ce ne sarebbero di questiioni monetarie per la Crusca

    E Uniti Rapineremo Ognuno (la frase finale della riunione tra Miterrand e Kohl. Copyright: Jacques Attali e Jacques Delors)

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  8. "Così per esempio.

    Il cronista di Federico II, Fra Salimbene da Parma, ci narra di un esperimento ordinato personalmente dall'imperatore con cui si voleva trovare una risposta alla domanda quale sia la naturale lingua originale dell'uomo. A questo scopo egli fece allevare un certo numero di neonati da balie cui si erano date istruzioni rigorose: esse dovevano prendersi cura dei bambini in ogni maniera, ma, nei loro confronti e in loro presenza, astenersi completamente dall'uso del linguaggio.

    Grazie alla creazione di questo vuoto lingiustico Federico sperava di giungere a stabilire se i bambini avrebbero cominciato a parlare spontaneamente greco, latino o ebraico.

    Purtroppo l'esperimento rimase incompiuto; fu, per dirlo con le parole di Salimbene, 'fatica vana, perchè i fanciulli morirono tutti'" (Paul Watzlawick, Die Moglichkeit Des Andersseins. Zur Technik Der Therapeutischen Komminkation, 1977).

    Perchè è il linguaggio la chiave naturale di accesso al luogo in cui può avvenire il cambiamento.

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  9. Mha, che vuole fharci caro professore...in questo mare metropolitano di tante razze e lingue nascono sempre nuovi idiomi. Forse non è del tutto un male. Magari ci verrà più facile dire anche noi un giorno "Allah akbar" e "inshallah".

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  10. Dal dizionario Sabatini Coletti:

    Beh, be', be, bè ...[Ebbene, bene]

    • Si usa, all'inizio di frase, come segnale discorsivo di apertura, spec. nelle risposte: “Ti è piaciuto il film?” “Beh, era molto banale”; nelle frasi interrogative serve a sollecitare una risposta: beh, che cosa vuoi?; anche assol., nel senso di “e allora?”: “Ho poi parlato con Mario” “Beh?”; assume valore conclusivo nel sign. di “a questo punto”: beh, fa' come ti pare; spec. con prolungamento della vocale, esprime rassegnazione: beeh, lasciamo perdere; con valore avversativo-limitativo, nel sign. di “però” (anche ripetuto): beh, beh non esageriamo!
    • sec. XIV

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  11. bhene... spheriamo ke kosì lho kapiscono?

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  12. Se volessimo essere pignoli non è il solo errore di ortografia che incontro sul blog,
    ce ne sono moltisssssssssssssssssssssssssssimi altri, soprattutto sugli accenti italiani, che nessuno conosce, neanche gli insegnanti di italiano.

    Facciamo una prova, compito per gli ortotteri del blog:
    come si scrivono le seguenti parole???

    egli è oppure egli é
    perchè oppure perché
    trentatrè oppure trentatré
    caffè oppure caffé
    tè oppure té
    cioè oppure cioé
    affinchè oppure affinché
    lunedi oppure lunedì
    si oppure sì
    tre oppure trè
    egli da, oppure, egli dà
    un po' oppure un pò
    frà Salimbene oppure fra' Salimbene

    ??????????????????????????????????????????



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    1. eh no....scusa un attimo.
      Anche se non è il mio caso, va bene l'amore per la lingua e la finezza ortografica, ma secondo te (o tè, té...ahahahah) uno che ad esempio per lavoro risponde a ca 100 email al giorno più la "redazione" di qualche powerpoint inglese/italiano, quando scrive un post veloce si cura e si premura di stare attento all'accento acuto/grave? A quello non faccio nemmeno caso; mentre invece è chiaramente sintomo di ignoranza da parte di chi scrive "che tempo fà", "tra un pò" visto che non comporta nessun accoppiamento di keywords;è proprio un errore "indotto".
      Dai, un po' di pietà verso chi cerca di essere presente su argomenti che gli interessano, nonostante il lavoro, la moglie, i figli, gli impegnie i rompimenti di babbasisi quotidiani.
      Certo che se scrivi "mha" (anche se secondo me è solo una dislessia estemporanea dovuta alla differente velocità tra quello che vuoi scrivere e l'agilità delle tue dita, un "typo" come dicono gli amerrrricani)e non correggi, te la sei proprio andata a cercare.....

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    2. Caro spada900 le so tutte, fidati... ;-). Se sei del Centro Italia come me hai spontaneo il senso della pronuncia grave o acuta delle parole da te elencate. Solo gli abitanti del Sud e Nord hanno difficoltà date dall'impostazione dialettale e fonetica: d'altronde il Manzoni sciacquò i panni nell'Arno mica nel Po!
      Riguardo alle esclamazioni tendo a preferire la scrittura con l'acca in fondo che, a mio parere, qualifica come interiezione quella che sarebbe una forma apocopa.
      Quello che non si può vedere è pò invece di po': quando lo vedo, eh bhèh... :-P

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  13. ma come si scrive? beh? bè? bèèèèèèèèè??????? (tipo pecora). e poi cosa significa?? sarà un'abbreviaizone di "bene"? perché gli inglesi spesso cominciano così, con il "well"... boh?? (a proposito: l'ho scritto bene??)

    i miei saluti. (così mi ha salutato un notaio questa mattina)

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  14. @flavio
    @groucho

    Dalla Crusca giunge dunque un caso di lapsus socio-politico da manuale...chissà perché visualizzo gli eruditi Accademici come non appartenenti davvero (come Kronos) alla nostra odierna comunità, ma sempre nell'atto di inforcare magnifici 'oculi de vitro cum capsula'. Ma gli si perdona questa scivolata dai, in fondo è un piacere rassicurante come una tisana calda che contro i 'vendesi ville' vigilino quei saggi linguisti - anche se non impediranno, sembra, lo '(S)Vendesi Italia'.

    Il lapsus Euro=Europa cela, ahinoi, il ben noto e svelato [I]vulnus[/I]...ma si sa che dietro a ogni frate Guglielmo c'è sempre un Venerabile Jorge (Napolitanus?)...

    A proposito, volendo alla fine seguire il [I]pattern[/I] della Crusca: 1 Euro = 1 Italo?

    Potrebbe essere un'idea...però impone una virata verso il genere maschile, rispetto alla più dolce Lira: dunque 10 Itali, non so...troppo 'Istituto Luce', meglio 50 Itale no ('Le Itale glorie' etc.)? Però allo stesso modo il singolare...una Itala...che ne dite voi? :-)

    P.S.
    Naturalmente auspico tutto ciò solo per poter (finalmente) tornare, qui a Roma, al nostri amato e mai abbastanza compianto gergo, che mai nessuna Crusca osò intaccare:

    PIOTTA (valore 100)
    SACCHI ( " 1000)
    SCUDI ( " 5000)
    TESTONE ( " 1mln)

    Pierluigi

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  15. Ortotteri e ius sola (non è un errore)
    L'ortotterone strafatto di crack prende posizione sullo ius soli. Indipendentemente dal merito della questione (che è assai complessa ), se si legge tra le righe (ma anche nelle righe), vi è una grande cura per salvaguardare la povera europa dalle nostre posizioni gandhiane (o zanotelliane)...l'europa ci chiede anche questo, anche se lo comunica solo ai grandi comunicatori

    Da www.volkischerbeobachter.it

    "In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano. Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano. Questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della UE. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa."

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  16. Risposte
    1. ?

      interiezioni espositive
      ...
      dubbio / esitazione bah, beh, ehm, cioè, eeh
      ...

      interiezioni esercitive di domanda

      Richieste di conferma: eh?, davvero?, no?, vero?

      di dire o ripetere beh?, che?, prego?

      di spiegazione beh?

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    2. "Talune parole tronche la cui forma grafica richiederebbe apostrofo sono reinterpretate come esclamazioni e dotate di una diversa, anche fantasiosa, forma: chi non avverte che be’ non è che il troncamento di bene scrive bè o beh; la stessa cosa accade per to’ (troncamento dell’antico togli «prendi»; vedi spagn. toma, con ugual senso e funzione), reinterpretato graficamente in toh, tò, ecc. "

      Fonte

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    3. Può dirlo anche Gesù di Nazareth in persona, ma "beh" rimane sbagliato logicamente.
      Io lo scriverò sempre -be'- visto che è di fatto un'abbreviazione della parola -bene-, intesa come -bene- oppure -va bene-, oppure ancora -ebbene-.

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    4. Come ci insegnano alle elementari la lingua italiana non è statica ma evolve col tempo (con la consuetudine, non con la logica), altrimenti staremmo ancora parlando latino. Dunque se tutte le grammatiche italiane considerano una forma corretta, così come voi siete liberissimi di scegliere comunque di non usarla, nello stesso modo anche gli altri sono liberi di scegliere diversamente.


      Mi viene in mente un'antica maestra che leggendo Pinocchio ai bambini correggeva tutte le virgole a Collodi.

      "Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti"

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  17. A proposito di corretta espressione.

    Da quando leggo questo blog mi sento come in un incubo, uno di quei sogni in cui vedi un pericolo orrendo e vorresti gridare per avvisare chi ti è vicino: spalanchi la bocca, tendi i muscoli, contrai i polmoni, ma la voce non esce, nessuno ti ascolta, non fai presa su nessuno.

    Anche io come Saulo vorrei dire a tutti quello che ho visto, cerco di parlare a chi mi è accanto, ma non riesco a trovare le parole e le espressioni giuste per farmi ascoltare; articolo solo qualche balbettio, qualche concetto sparso – e sperso - e perciò incomprensibile da chi mi ascolta, nei cui occhi vedo – al massimo – qualche sguardo perplesso che si spegne subito dopo nell’indifferenza.

    E intanto, accanto a me (accanto a noi) tutti corrono come lemmings…

    Ah l'uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l'ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!

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  18. Per fortuna non scrivo mai... leggo solamente!

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  19. Mi consenta, prof. Bhagnai: le rivoluzioni le preparano le élites, ma le fanno i disperati.

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    1. Registrato il fatto che qui siete tutti più fini politici di me (e si vede da quanto avete ottenuto in anni e anni di militanza), e preso atto del fatto che abbiamo studiato storia su libri diversi, esprimendo il vivo auspicio che questa risposta venga colta in tutto il suo spirito costruttivo vi esorto quindi ad andare avanti senza di me, che a me viene da ridere (a leggere certi sfondoni, e a immaginare che dei piddini appena depiddinizzati siano in grado di orientarsi nel mondo globalizzato, considerando che oggi c'è la Ciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiina).

      Si può anche leggere fra le righe... ;)

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    2. @Fiorenzo

      I disperati sono più che altro stati sempre le vittime della storia.
      Le élites non solo le preparano, le rivoluzioni, ma ne determinano i risvolti, illudendo spesso gli sciagurati di turno di essere i protagonisti.
      I leaders, quelli veri, sono quelli capaci di far accettare una linea con la quale esaltano i loro seguaci, spesso con l'inganno.
      Un leader capace di convincere ed esaltare dicendo la verità è il più profondo conoscitore dell'essere umano.
      La storia qualcuno ne ha conosciuti: Il Buddha, Gesù ma anche Osho facevano parte di quella rara specie.

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  20. Caro Professore, ha visto Boldrin a "Servizio Pubblico"? A me sono venuti conati di vomito stile bambina dell'esorcista, ed a quanto pare non sono il solo...

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  21. Io di pietre non ne scaglio.
    Non so perché ma sento la coda in fiamme.
    Sia che si parli di Italiano che di Economia.
    Quando mi "rileggo" in short scopro spesso errori grammaticali, dovuti alla fretta o a scorie dialettali; nel lungo orrori di una materia non mia causati dall'ignoranza o meglio dalla presunzione di avere già capito molto.
    Cortesemente, pietà!

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  22. prof se no mi sbaglio dall'anno scorso anche l'accademia della crusca ha deposto le armi contro "ma però" e "siccome che" ora dobbiamo far passare anche castacriccacorruzzzione e debbbitopubblicobrutto(il numero delle "z"e delle "b" le si può mettere a piacere o facciamo 3 e non se ne parla più?):)

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  23. @Bhagnai

    Una curiosità: ma lei come pronuncia i termini inglesi "cd" e "dvd" ?
    Tutte le persone che conosco rispettivamente e categoricamente "ci di" e "di vi di", io la seconda invece "di vU di", che ignorantone.
    D'altronde in tutta Italia si riusciranno a trovare cento persone che mettono correttamente la freccia in una rotatoria ?
    E poi il plurale ? files ( fails ) giuro di non averlo mai sentito dire, Severgnini afferma che quando un termine è diventato di uso comune in italiano dobbiamo abbandonare il plurale originario.
    Ma.
    Slide sarà un termine diventato di uso comune? Gli ingengnerì dell'Enel sono convinti di no, anzi per non sbagliare le chiamano charts, con la s giustamente perché sono molto padroni dei termini tanto da usarli comunemente nelle riunioni arricchendo notevolmente il parco castronerie.

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    1. La pronuncia normale è ciddí e divvuddí. La tua pronuncia di V è semplicemente settentrionale, come l'assenza di cogeminazioni (il raddoppiamento della consonante [semplice o seguita da liquida, cioè [r] o [l]] a inizio di parola dopo certe parole come alcuni monosillabi, i polisillabi tronchi, ecc.).

      Il plurale degli anglicismi... non esiste: entrano come sostantivi invariabili, vedi un film e i film. Severgnini non è proprio un esempio di grande autorevolezza linguistica, e infatti se ha detto cosí, ha detto una sciocchezza. La morfologia flessiva dei nomi stranieri è «invisibile» nella lingua che li accoglie: i nostri nomi formano il plurale distinguendo due generi, con -i per il maschile e -e per il femminile, e non facendo confluire i due generi in un'unica desinenza, come l'-s inglese. In inglese, al contrario, l'italianismo fiasco al plurale non fa fiaschi, ma fiascos.

      Slide è diventato comune purtroppo, come tanti altri anglicismi francamente inutili. Volendo parlare in italiano, dovremmo dire diapositiva. Chart dovrebbe essere grafico, no?

      Chiedo scusa al professore per l'incursione linguistica. Torno a leggere in silenzio. :-)

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  24. Chi sono les esconomistes aterré intervistati da gabanelli nella prossima puntata?

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0ba508dc-3b78-498d-8a1b-5f28621350a2.html

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  25. Mi permetto:

    In funzione fonetica a mio parere può considerarsi accettabile e pertinente la trasposizione scritta corrispondente a "beh", visto che talvolta si pronuncia effettivamente un piccolo sospiro, un colpetto di tosse per intenderci, sul finale del monosillabo.

    Devo dunque avviarmi verso il patibolo?

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    1. Grafie corrette (nell'ordine): beh e be', scorrette tutte le altre (, bhe, bhe', bhè). Fidatevi del DOP. :-)

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    2. Se i cani della Rai consultassero il DOP forse sarebbe anche piacevole guardare i telegiornali. Ma forse neanche questo basterebbe, d'altra parte i servizi sono firmati PUDE.

      Comunque, insieme con alcuni grammatici, rifiuto "beh" (la cui forma qui viene considerata come "fantasiosa") dato che la forma corretta, be', è il troncamento di bene.

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    3. Putroppo i cani puddini della RAI non solo non consultano il DOP, ma tendono a parlare di carriole e pallottole: sotto entrambi gli aspetti si salvano in pochi.

      Comunque, Raffaele Simone è un bravo linguista, però non sono d’accordo con quel che dice in questo caso. Chi non avverte il troncamento in beh/be’ lo fa perché la parola non ha piú legami con la sua forma piena.

      Chi scrive beh è consapevole che la parola non è piú una forma apocopata di bene, ma è, a tutti gli effetti, un’interiezione propria, quindi priva di un autonomo significato lessicale. La grafia be’, quindi, rispetta la sua origine lessicale; la grafia beh, invece, rispetta il suo valore pragmatico d’interiezione.

      Dal punto di vista strettamente ortografico, la forma «piú propria» sarebbe dunque quella con l’acca finale, perché beh non è (piú) la forma tronca di bene. La non intercambiabilità tra be’ e bene (che invece esiste per po’/poco) è evidente: Hai pensato bene di farlo lo stesso non equivale a Hai pensato be’ di farlo lo stesso, perché la seconda frase potrebbe darsi oggi solo in qualche dialetto. Lo stesso discorso vale per toh/to’.

      L’aggiunta dell’acca accerta l’ingresso della parola nel novero delle interiezioni, ma non corrisponde a nessun suono, perché l’aspirazione non rientra nell’inventario dei suoni dell’italiano (tratti regionali esclusi, ovviamente).

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    4. "Chi non avverte il troncamento in beh/be’ lo fa perché la parola non ha piú legami con la sua forma piena."

      Affermazione che trovo audace; occorrerebbe una discussione tra linguisti.

      "L’aggiunta dell’acca accerta l’ingresso della parola nel novero delle interiezioni"

      Non mi sembra obbligatorio apporre l'acca per generare le interiezioni (cfr. le interiezioni improprie).

      Per fare un confronto con altre lingue, l'inglese well è a tutti gli effetti anche interiezione, così come lo spagnolo bueno e, come si vede, la grafia non cambia a seconda delle funzioni (aggettivo, avverbio, interiezione).

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    5. Rispondo per l’ultima volta per chiarire il mio discorso, sennò il dibattito si protrae inopportunamente (siamo pur sempre ospiti).

      1) La mia affermazione non è tanto audace, se letta alla luce di quanto dico sotto. Be’ non ha piú relazione con la sua forma piena usata nel significato lessicale, non con la sua forma piena usata come interiezione. Qualsiasi parola piena può trasformarsi in interiezione (impropria), ma beh non vuol dire bene, cioè non ha alcun significato lessicale.

      2) Io parlavo delle interiezioni propriamente dette, cioè quelle parole che hanno solo la funzione d’interiezioni, e beh è senz’altro solo interiezione, non certo avverbio, no?

      Insomma, mentre bene appartiene all’intersezione degli insiemi interiezioni e avverbi, beh/be’ appartiene solo all’insieme delle interiezioni. E giacché solo le interiezioni proprie possono ammettere un’acca alla fine, e beh/be’ è un’interiezione propria, è giusto che prenda l’acca, anche se entrambe le grafie (beh/be’) sono accettabili.

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  26. Off topic ma filologico.
    A proposito di quelli che dicono le-teorie-di-Bagnai:
    scriveva Thomas Mun in "England's Treasure by Forraign Trade", nel 1630 (146 anni prima della mano invisibile)

    "Nothing but an overbalance in foreign trade . . . can either increase our bullion or even keep what we have already'

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  27. Vi segnalo un articolo che ho letto sul Sole 24 ORE. Articolo di un altro terrorista il quale sostiene che l'uscita dall'euro comporterebbe un abbassamento del 30% del PIL in poco tempo, definendo folli gli euroscettici. Il tutto condito da alcuna motivazione e sostenuta dal solo fatto che vi sarebbero delle elaborazioni del centro studi Confindustria che dimostrerebbero queste cifre.

    Scusate ma devo condividere questi atti di terrorismo con voi.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-09/squinzi-contro-euroscettici-italia-194453.shtml?uuid=Ab6T2VuH

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  28. Per non saper nè leggere nè scrivere Jeremy Warner sul Telegraph così titola:

    Spain is officially insolvent

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  29. Le rivoluzioni le fanno solo i poveracci !!!
    Le BR erano un movimento spontaneo !!!
    Curcio una capo idealista tipo il CHE !!!
    e domani , sono solo un po in ritardo ... sbarcano gli alieni a Ficulle per una sfida a ruzzolone !!!

    Il tutto senza leggere un testo di Storia...
    eppure ci credono

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    1. Il Risorgimento l'hanno fatto le persone migliori che c'erano in Italia, che al confronto l'attuale classe dirigente (se così si può chiamare) non è neanche degna di lustrargli le scarpe. Il Risorgimento è stato la più nobile delle rivoluzioni. Purtroppo in Italia si sta completando l'opera scellerata di distruzione del nostro Stato, della nostra Nazione. Ci sarà un nuovo Risorgimento?

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    2. per risorgimento si intende l'unità d'italia ?
      allora era la massoneria che organizzava le cose , intendiamoci niente a che vedere con la P2, ma in ogni caso un'elite che organizzava e un popolo più o meno ignaro che seguiva , del resto la massoneria dei tempo gestiva anche tutte le società di mutuo soccorso e anche in modo molto più onesto di quanto è stato 'dopo' ma erano altri tempi dove le teorie e le pratiche di manipolazione di massa non erano ancora ben conosciute .

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    3. Il Risorgimento? Il trattato di Maastricht dell'800? Questo fu sotto la linea del Tronto, l'unico posto della penisola governato da italiani.Conoscerai la storia dell'unione che diventa annessione,di un intero continente.Era già successo, circa 130 anni prima a livello nazionale, sembra quasi che gli espertoni di Maastricht vi si siano proprio ispirati :). Certo in quei primi cinquant'anni l861-1911, l'Italia visse la sua rivoluzione industriale.Ne beneficiò solo una parte del paese, quella che aveva un mercato di sbocco, quale mi sembra superfluo nominarla. Ne hanno scritto tanto, Salvemini, Gramsci, Giustino Fortunato, mica solo Pino Aprile.

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    4. Per definire l'attuale classe politica e digerente, non sono necessarie comparazioni così lontane nel tempo: anche l'Italia andreottiana era più competente e onesta (Berlusconi non è Andreotti: quest'ultimo era anche un politico...e del resto neanche Marchionne è Olivetti, e gli esempi potrebbero continuare ad libitum).
      Il cosiddetto "risorgimento" è consistito in un allargamento territoriale del regno di Sardegna a scapito degli altri stati.
      Dal punto di vista del diritto, si è trattato (soprattutto per quanto riguarda il Sud) di un'annessione manu militari, attuata violando anche le norme internazionali sulla guerra, con episodi di inaudita bestialità dell'esercito invasore, nonché di doppiogiochismo della diplomazia sabauda (che sarà un tratto distintivo della politica estera di quella monarchia). Per non parlare della legge Pica, della corruzione piemontese, dello smantellamento dell'economia meridionale, dei plebisciti-farsa, dell'antimeridionalismo imposto in primis a generazioni di meridionali dai manuali di storia...
      Con queste origini, l'Italia degli ultimi 150 anni non avrebbe potuto essere diversa.
      Sì, forse in alcuni brevi periodi è stata un'Italia migliore di quella degli ultimi 20-30 anni. Ma allora, a fortiori, secondo me neanche sul "risorgimento", il giudizio può essere così netto come il suo (tuo?).

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    5. Basta intendersi, le analogie vengano prese per analogie.Un'altra? Eccola. All'epoca i francesi avevano voglia di togliere gli austriaci dalla penisola e crearsi il loro stato "fantoccio", lo stato post-seconda guerra d'indipendenza.Anche gli inglesi avevano i loro interessi nel Mediterraneo e, nel regno delle due Sicilie, loro avevano difeso l'esilio di Ferdinando I "O rrè Lazzarone" in Sicila, durante la Repubblica Partenopea ricevendone in cambio la Ducea di Bronte, ma non vorrei evadere troppo. Gli inglesi, avevano interesse ad uno stato che potesse contrastare la Francia nel mediterraneo, eqquindi si inserirono aiutando il Regno di Sardegna a diventare Italia, naturalmente tutto si interseca con la volontà di unione presente anche in Italia, anche al sud, venuta fuori durante le guerre napoleoniche.( mi si permetta la sintesi, se devo scrivere un libro dovrei aprire un mio blog). Ma i francesi mica stettero a guardare e, come mi fece notare Guerani ad un pranzo all'osteria da Gianni, allora L'UE si chiamava Unione Latina, che a valle ebbe i suoi fuochi d'artificio, i cannoni di Bava Beccaris e durante il percorso la sua IMU la tassa sul macinato, a quel tempo la Germania si chiamava Francia.Come vedi(vede) non è proprio così fuori luogo, tracciare un parallelo. PS 153 anni fa Garibaldi Sbarcava a Marsala, (città con molti interessi inglesi)..... Lo stesso giorno in cui un sindacalista, daje a ride, diviene reggente del piddì, rabbrividiamo!

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  30. L'ortografia e, ampliando il discorso, la proprietà di linguaggio sono molto importanti.
    Chi parla male pensa male e vive male!
    Le parole sono importamnti!!!!
    Passatemi la citazione di un regista che ha realizzato film che ho amato moltissimo, purtroppo ce lo semo gggiocato... tristezza all'Ambra Iovinelli ad abbracciare lo smacchiatore di giaguari...

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  31. Intanto a 'L'ULTIMAPAROLA" Feltri ha fatto una gran pubblicità al Prof. e al suo libro ! Non sarà mica che piano piano, dai che dai, tutti incomincino a convincersi della calamità di questa trovata della moneta unica ? Come ho sempre sostenuto anch'io: basta farsi i conti in tasca ! Il Prof., lui, ci ha messo gli argomenti per gli specialisti che non ascoltano il popolino o magari cercano di fregarlo come è stato fatto con l'Euro: "Che bell'inganno!" avrebbe detto il Machiavelli !

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  32. Si grande endorsment ieri sera di Feltri!

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  33. Serata Anti-PUD€ a Milano del 9 Maggio. Si è parlato di tutto e molto poco di economia,come dovrebbe essere secondo me quando ci si incontra. Sono venute fuori coincidenze di gusti letterari, cinematografici, storici e satirici. Della serie da qualche parte stava scritto che ci si doveva incontrare.Il tutto naturalmente mooooolto sgrammaticato :)

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  34. scusate, non c'entra niente con l'ortografia ma questa ve la devo raccontare.

    l'altra sera mi e' capitata sotto mano una piddina di ferro: quando e' arrivata a dire "ma il fiscal compact e' colpa di berlusconi, e' una cosa iniziata da lui!" mi sono cadute le braccia... come si fa con questo tipo di persone? occhei quelli che non sanno manco cos'e' il fiscal compact, a loro lo spieghi, ma quelli che distorcono la storia recente? e daje a faje vede' che no, e' un trattato europeo firmato da monti, quindi che c'entra berlusconi me lo devi spiega'... niente, tutto inutile! era convinta che fosse colpa della lettera di draghi (agosto 2011) ed e' rimasta ferma sulla sua posizione.

    ah, poi attenzione.
    quando ho nominato il prof, il suo libro, questo blog e' avvenuto questo dialogo:

    - ah si' bagnai... lo conosco
    - davvero? lo hai letto?
    - manno', e' il guru dei grillini!!!
    - eh?! ma che stai a di'?!
    - massi', tutti i grillini che conosco mettono su feisbuc le cose di bagnai, lo seguono...
    - fidati, non e' grillino... piuttosto, perche' non lo hai letto?
    - perche' i grillini non mi piacciono, si credono tuttologi!
    - ma guarda che coi grillini lui non c'entra niente, e' un economista: si assume che l'economia la capisca davvero, che dici?
    - comunque il suo e' un parere, fa dei ragionamenti partendo da una tesi che vuole dimostrare, sono ragionamenti viziati dalle sue opinioni: uno deve leggere anche pareri contrari
    - certamente, ma allora dovresti leggere anche questi...
    - ma lui distorce i dati per convincere le persone che il problema e' l'euro e non berlusconi che s'e' fatto i fatti suoi e non ha investito bene i fondi che ci arrivavano dall'europa...

    niente, quando c'e' il pregiudizio e' davvero tutto inutile...

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    1. Questo dà esattamente la misura della pochezza umana dei piddini. Il problema più complesso da risolvere sarà come salvare il nostro paese nonostante quelli che non se lo meritano...

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    2. (p.s.: ovviamente la frase preferita dal piddino è "se non conosci non puoi gggiudicare...". Provare per credere! Fa tanto intelligente profferirla. Applicarla è un altro paio di maniche).

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    3. I Piddini sono i più duri, soprattutto quelli che sono stati appena sfiorati dalla crisi e continuano a galleggiarvi sopra, con la loro nuova auto tedesca, più o meno tranquillamente..
      La frase che mi sono sentito dire più spesso dai piddini è "uscire dall'Euro è da pazzi, dovremmo fare come la Norvegia o la Svezia!"
      Le prime volte mi veniva da ridere, poi a spiegargli pazientemente che quei paesi non c'entrano proprio nulla. Adesso mi viene più che altro rabbia e frustazione.. ce ne sono ancora troppi. Posso capire e accettare l'ignoranza, ma alla folle cecità proprio non riesco a darvi ragione.

      Un altro una volta mi disse che la colpa della crisi è tutta di Berlusconi e i tedeschi hanno ragione perchè non ha pagato una parte del debito pubblico..
      Un altro ancora mi disse che il "tramonto dell'Euro" che io gli ho prestato ne ha letto solo una parte ma non lo ha finito perchè ha capito che Bagnai ha un'altra ideologia.. (?!?)
      Ma ne vale poi veramente la pena salvare il nostro paese?
      E soprattutto, ma siamo sicuri che i piddini vogliono essere salvati?
      E per ultimo, e a noi chi ci salva da quelli come loro?

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