MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 10 aprile 2013

Dove andremmo con la nostra liretta...

Malachia Paperoga ha lasciato un nuovo commento sul tuo post ""Sarebbe il caso di riflettere..."":

Dalle colonne del Times, Krugman ci informa che ora la Francia ha di fatto recuperato sovranità monetaria:
http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/04/08/france-has-its-own-currency-again/
Ora, a parte che umilmente dissento dal buon Paul su certe considerazioni (per esempio: perchè ancora austerità in Francia? Perchè altrimenti i current account continuano a precipitare!), vorrei riflettere su un punto.
Gli euroti ci dicono che l'euro è buono e bello perchè noi siamo piccoli, il mercato globale ci schiaccia, l'euro invece ci protegge.
Qui invece Krugman dice: fa niente che la Francia è conciata malissimo, siccome è GROSSA (inteso come PIL) se se ne va via lei l'euro muore, ergo la BCE la tratta coi guanti a differenza dei piccoli tipo Malta, Cipro, Grecia. Quindi viene difeso chi è già grande di suo, a conferma che l'euro è un acquario dove il pesce gande mangia il pesce piccolo.

Ed ecco qui ancora una volta sfatata la bufala del "ci vuole una moneta grande in un mercato grande" di cinghialiana memoria.

Postato da Malachia Paperoga in Goofynomics alle 10 aprile 2013 09:23


(dedicato agli imbecilli e ai traditori. Noi forse perderemo, ma sarà stato un onore combattere al vostro fianco...)

120 commenti:

  1. Domanda:
    Ma allora, in sistema che sembra essere chiuso, dove prenderanno (o dove stanno prendendo) i soldi necessari per finanziare la Francia?

    Temo che la risposta (e non solo quella) sia già dentro di noi, ma ho paura a dirla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dai nostri c/c? O da una nuova Imu-patrimoniale sugli immobili (dato che gli alamanni stanno a rode' perché noi vagabondi & parassiti li superiamo alla grande)? Dai, diciamocelo...

      Elimina
  2. secondo me visto il tenore di certi art. di Krugman possiamo dire che chiunque può fare l'economista da Nobel Prize.
    scherzo dai.. ma non troppo.
    in poche parole, leggendo questo blog si ha la possibilità di capire in anticipo di mesi ciò che i più illustri commentatori faranno in seguito.
    il bello della conoscenza e non solo del sapere.

    PS: l'art. su Cipro in cui si spiegano i flussi dei depositi in entrata e uscita è qualcosa di sconvolgente..

    RispondiElimina
  3. Grazie a questo blog l'informazione italiana non è seconda a nessuno!!!! il problema sta nelle persone che devono riuscire a scovarlo e soprattuto capirlo.

    Comunque sto sempre qua...Adesso penso sia meglio che io vada a studiare un po...ahimè ingegneria.

    RispondiElimina
  4. Ma non potrebbe essere l'effetto della immissione di liquidità della BoJ ?

    RispondiElimina
  5. Dal sito:
    http://www.scenarieconomici.it/hollande-eurocrisi-risolta-ma-litalia-resta-fragile-in-realta-la-francia-e-messa-malissimo-tutti-i-dati/

    ########################

    PERCHE’ I NORD EUROPEI STANNO RITIRANDO MASSICCIAMENTE CAPITALI DAI PAESI PERIFERICI E NON DALLA FRANCIA?

    Il processo alla base della crisi della zona Euro e’ stato gia’ ampiamente descritto in questo articolo: Capire la Crisi dell’Europa in 9 slides (per Super-Dummies)

    Germania, Olanda e Paesi limitrofi hanno ritirato capitali dai paesi periferici (facilitandone il collasso), Italia inclusa, ma non dalla Francia per 2 motivi precisi:

    a) Il debito estero e privato e’ cresciuto tra 1999 e 2007 esponenzialmente proprio nei paesi periferici, meno in Italia, ancor meno in Francia (vedi figure sotto). In sintesi la Germania ed i paesi satelliti hanne esportato capitali proprio verso Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo ed in misura minore Italia. Dopo la crisi del 2008, ed in particolare dal 2010 hanno iniziato a riportare in patria (o indirizzato altrove, Francia inclusa) capitali, causando il collasso uno dopo l’altro dei paesi periferici e mettendo in seria difficolta’ l’Italia.

    b) Fare la stessa politica con la Francia avrebbe fatto collassare l’Euro-zona.

    ##############################

    Ora io non me ne intendo abbastanza per giudicare tali affermazioni, che così a naso ci possono stare... Ma se questo è vero, dal punto di vista della costruzione sociale dell'eurozona la cosa è agghiacciante. Ma possibile che nessuno dei nostri politici abbia le palle di dire le cose come stanno? Non gli converrebbe farlo? Perché gli conviene di più dire che siamo cattivi corrotti spendaccioni e improduttivi?
    Non avremmo noi lo stesso potere contrattuale della Francia? Mah...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti il prof dice chiaramente che il problema è POLITICO, perchè a livello economico (si parla dei non ideologizzati/prezzolati) la situazione è chiara.

      Per noi vale il detto "chi pecora si fa, il lupo se lo mangia".

      Elimina
  6. La spiegazione per lo spread basso potrebbe essere un'altra: l'acquisto di titoli francesi da parte degli investitori in fuga dallo yen. D'altronde la francia ha già beneficiato di un supporto da parte della Svizzera che cercava di abbassare il loro franco acquistando (immeritatamente) titoli francesi. Certo che se veramente ci fosse la BCE dietro il basso spread della Francia sarebbe grave (aiuto discrezionale) e uno schiaffo per l'Italia. Perché loro si e noi no? Forse perché la francia messa alle corde farebbe la voce grossa, mentre la nostra classe politica (in gran parte collusa col PUDE) a livello internazionale è anche screditata? In ogni caso questa cosa per noi dal punto di vista economico è gravissima. Intanto a Roma che si fa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ulteriore conferma che la nostra classe politica è fatta di invertebrati senza spina dorsale, per non dire di peggio. Al di là di tutti i suoi difetti che conosciamo bene, l'unico che ha provato ad opporsi all'egemonia tedesca è stato Berlusconi; ma, probabilmente, è stato frenato dalla paura di compromettere i suoi interessi economici.
      Ci vorrebbe un Craxi versione Sigonella: altro uomo politico che, col senno del poi, alla luce di quello che avvenne nel dopo tangentopoli, credo che andrebbe rivalutato.

      Elimina
    2. I nostri politici si guardano bene dal fare la voce grossa perchè si sono ingrassati a dismisura grazie a questa politica economica. Craxi andrebbe rivalutato alla grande...forse è stato l'unico a dover sopportare l'esilio perchè era anche l'unico a mettere in discussione i trattati di Maastricht.

      Elimina
  7. Se la tesi del Krugman è una variante del "too big (gdp) to fail (€uro)", nel indicare la sorte della Francia allora mi domando questo.

    Dato che il prodotto interno lordo francese è dello stesso ordine dell'Italia, allora anche per l'Italia vale anche lo stesso ragionamento compresi i "guanti di velluto". O no?

    Ah, maledetti traditori, maledetto PUD€.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La stessa identica domanda che mi sono fatta io.
      Premesso che la mia opinione anti€ non cambierebbe se l'Italia fosse dall'altra parte della barricata (con i big a rimorchio dei pigs) ma perché queste differenze tra Francia e Italia, così simili tra loro?
      La Francia non avrebbe teoricamente più interesse a schierarsi con l'Italia essendo + o - nella stessa posizione?
      O è la guerra franco-tedesca per la spartizione dell'Italia?
      Non che fosse necessariamente tutto precisamente previsto sin dall'inizio, ma nel divenire dei fatti si potrebbe essere sviluppata questa visione?

      Da qualche giorno sono particolarmente "fantasiosa"... potrebbe darsi che la Germania, dopo aver approfittato della complicità del cavalier servente francese per far fuori l'Italia, faccia fuori - quando non le farà più comodo - anche la Francia per realizzare il suo sogno di egemonia assoluta in Europa?

      Non so più cosa pensare, è tutto talmente folle...

      Elimina
    2. La domanda che ho posto è a metà strada tra l'essere retorica e l'essere provocatoria.
      La risposta è nelle analisi fatte dal Prof. nel corso del "Tramonto dell'€uro", e non solo.

      Il Prof. ci ricorda che il progetto Europa inizia perchè Francia e Germania hanno smesso di considerarsi nemici, dopo la conclusione della seconda guerra mondiale E che questo è all'origine del misunderstanding sulla natura del patto tra i due paesi europei, fondato sull'aspirazione francese all'uguaglianza e su quella tedesca invece propensa all'egemonia.

      La Francia è rimasta fregata, anche lei, dalla Germania. Lo ha capito, forse, o lo sta capendo adesso. Per lei nell'€urozona non c'è futuro. Punto.

      Il problema, anche per noi, è che forse la Germania è consapevole che senza la Francia non c'è Europa (ma noi sappiamo che anche senza Italia non ci sono nè Europa nè Germania). Ecco quindi la disparità di trattamento tra noi e i cugini transalpini.

      Alla fine, la mia considerazione precedente era voluta solo per mettere in evidenza il doppio pesismo, o per parafrasare George Orwell "la logica è uguale per tutti. Ma per qualcuno è più uguale che per altri".

      Elimina
    3. @Fabrizio
      Grazie per la spiegazione, non trovo grosse differenze con quello che ho scritto, a parte "l'aspirazione francese all'uguaglianza".
      Non voglio assolutamente far polemica, ma se questa fosse stata l'aspirazione francese non si sarebbe messa a scodinzolare ai piedi della Germania.
      Non si sarebbe messa dalla sua parte neppure se avesse avuto un minimo di realistico buonsenso (e di memoria storica). Invece ha stupidamente e vanitosamente creduto di essere come la Germania (e ha condiviso la sua stessa brama di egemonia) e questo ha fatto comodo solo alla Germania che cesserà di trattare il gregario "con i guanti" non appena non le sarà più utile.

      Ora è evidente che la Francia è fregata, eppure continua a reggere il gioco tedesco in cambio di qualche (momentaneo) favore.
      Secondo me tutti - non solo gli italiani - sono consapevoli che senza l'Italia non c'è e non ci sarebbe mai stata l'EU (per le sue dimensioni ma anche perché la Francia non vi avrebbe aderito se l'Italia fosse rimasta fuori).
      Quindi la mia personale e (forse sbagliata) teoria è che la differenza (momentanea) di trattamenti dipenda da:
      1) una migliore "fama" internazionale della Francia
      2) politici italiani più disposti a prendere "decisioni sbagliate"
      3) fuuuuuuuuuuuuuurbizia francese
      e soprattutto:
      4) strategia della Germania che ha imparato che inimicarsi contemporaneamente tutto il continente europeo non è una scelta saggia.

      Per questo non mai sperato che la salvezza - la rottura dell'€ - potesse arrivare dalla Francia (in tempo utile per i PIIGS)

      Elimina
    4. Siamo in guerra e in tale contesto tutto è lecito se serve allo scopo.

      Poi, i francesi mai si sognerebbero di "segare il proprio ramo", leggi minare dal di dentro la propria credibilità (cosa che invece adorano fare gli italioti).

      Così come, sempre i francesi, non permetterebbero mai a un giornalista (e ho scritto giornalista mica genio, statista o cosa) tedesco di insultare continuatamente, ad ogni presenza televisiva, l'essere italiano descritto come la feccia dell'umanità (e anche questo gli italioti lo hanno consentito con sommo gaudio, mi pare).

      A questo punto cosa ti posso dire, hai ragione, gli altri sono furbi e bravi e belli e meritano l'impunita mentre.....

      No non ci sto, io non sono un italiota e non sono rappresentato dal PUD€ e dai suoi membri, i quali vanno chiamati per quello che sono T-R-A-D-I-T-O-R-I.
      Loro sono una cosa e io (e sò di non essere da solo) un'altra.

      Elimina
  8. Ieri sono stato a Milano per due impegni lavorativi, era circa un anno che non passavo per quella città. Oramai io vivo in campagna e tra olive da raccattare, orto da curare e vari lavori "green" mi sono creato il mio mondo stranamente equilibrato e in "decrescita felice". Questa visita è stata scioccante, come vedere un vecchio amico dopo vent'anni. Lo vedi divorato dall'età, cambiato in peggio e ti si abbatte addosso in un sol momento un cambiamento epocale che se avessi vissuto giorno per giorno ti sarebbe quasi passato inosservato. Ebbene ho trovato una Milano con una serie incommensurabile di persone che chiedevano la carità in 300 metri di strada ad ogni portone c'era qualche derelitto seduto sulla soglia con lo sguardo perso nel vuoto. Gente che ti veniva in contro dicendo: "ho fame hai qualche spicciolo?". Ne ho contati 10! Un anno fa la situazione era molto diversa. Era il sottosuolo che brulicava di barboni quasi consci e orgogliosi della loro scelta, oggi le facce di chi chiede aiuto sono diverse e si mischiano e prendono quel tono di italianità integrata che mette paura e sono emerse sopra la pelle e si materializzano nelle code davanti alle mense della caritas. Ecco, vedi l'amico dopo vent'anni e ti chiedi chissà lui cosa pensa di me. chissà come mi vede lui e così te ne fai una ragione, pensandoti venti anni prima e vedendo un parallelo tra la tua vita e la sua. Qui però è diverso è come se tornassi da un viaggio nel tempo e tu non sei cambiato e sei solo invecchiato di una settimana. Il tuo amico è li davanti a te vecchio. E' ancora più sconvolgente.

    RispondiElimina
  9. Questa è bella: ufficialmente i tedeschi sono i più poveri.

    Lo so, QUALI tedeschi sono i più poveri? Perchè il nemico non sono 'i tedeschi' ma alcuni tedeschi.

    Però occhio a non venire accusati di discriminazione verso i disabili.

    RispondiElimina
  10. CIPRO E’ SALVA? SMASCHERIAMO L’ULTIMA BARZELLETTA

    E dunque visto che si è trovato un accordo per salvare le banche (le banche!!!!!) Cipriote, Cipro sarebbe salva!

    Ma un bazooka per radere al suolo i nostri media sussidiati noooo? Va bene, niente bazooka, almeno togliergli i sussidi e costringerli a fare informazione indipendente forse sarebbe una buona idea. O no?

    Dunque eccovi la sporca verità: Sporca Verità Cipriota numero1

    Laiki Bank e Bank of Cyprus non sono un covo di vipere russe (Vladimir perdono, si fa per dire…), ma le due maggiori banche del paese. Unicredit e San Paolo se vogliamo traslare Cipro in Italia. Ad avere oltre 100.000€ depositati li sono la stragrande maggioranza di piccole, medie, grandi imprese Cipriote (oltre che professionisti, pensionati, consumatori …).

    Il taglio del 40% (minimo) dei conti alla Bank of Cyprus e il congelamento sine die dei conti alla Banca Laiki con probable taglio intorno al 70% (si iniziano ad uscire i calcoli) per i conti sopra ai 100.000 euro METTE IN GINOCCHIO L’INTERA ECONOMIA DELL’ISOLA.
    Nelle prossime settimane, a Cipro assisteremo alla più veloce esplosione di depressione, disoccupazione, povertà della storia umana in situazione NON bellica. Salvo colpi di scena ci sarà una grecizzazione istantanea.

    Sporca Verità Cipriota numero2

    Si dà il caso che per salvare la baracca, oltre ai 5,8 mld di euro che schianteranno l’economia cipriota, UE (cioè noi) e FMI presteranno altri 10mld di € alla bisogna. Sapete cosa succederà al debito pubblico Cipriota già oggi al 90% del PIL?

    Con i 10 mld di euro prestati per salvare le banche ….. SBAM, il debito pubblico di Cipro arriverà in tempo zero al 140% del PIL e poi dipenderà dalle condizioni dell’economia reale … ecco in caso andassero moderatamente male Cipro si proietterebbe ben oltre la Grecia.

    Cipro non è salva, ai Ciprioti è riservato un trattamento greco al quadrato e prestissimo se ne accorgeranno. Starà a loro prendere le necessarie e dolorose decisioni politiche. Oppure pagare.

    In ogni caso le obbligazioni governative cipriote sono carta straccia e prestissimo verrà dichiarata l’insolvenza. Teniamo presente che i prestiti di FMI e UE sono privilegiati sui debiti pubblici nazionali.

    SE CIPRO E’ SALVA, L’UNIONE EUROPEA E’ IL PAESE DELLA CUCCAGNA, L’EURO E’ LA MONETA DELLA PROSPERITA’, GLI ASINI VOLANO, LE TORRI GEMELLE SONO ANCORA IN PIEDI, LE GUERRE SUL PIANETA SONO FINITE, E IL PROSSIMO GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, A CONDUZIONE PD E PDL, RISOVERA’ TUTTI I PROBLEMI DI QUESTA ORRENDA EPOCA POLITICA.

    RispondiElimina
  11. Anche Reuters ha un modo un pò strano di "leggere" i dati tedeschi! Import ed export (per la sola compomente di beni) diminuiscono ma l'import diminuisce molto di più (-3,8% vs. -1,5%).
    La bilancia commerciale (trade balance) tedesca migliora ancora, pur nel rallentamento complessivo delle economie europee.

    INSTANT VIEW 2-German imports, exports slump in February

    Reuters News, 09 Apr
    BERLIN, April 9 (Reuters) - German exports and imports unexpectedly slumped in February, data from the Federal Statistics Office showed on Tuesday, in a sign the euro zone's largest economy cannot be relied on to help lift the bloc out of recession.

    KEY DATA:

    GERMAN TRADE (ADJUSTED) FEB 13 JAN 13 FEB 12 Trade balance 17.1 15.6 14.1 Exports 90.4 91.8 90.7 Exports pct change m/m -1.5 +1.3 +1.0 Imports 73.3 76.2 76.6 Imports pct change m/m -3.8 +3.3 +2.9

    RispondiElimina
  12. Ne ho discusso con alcuni su twitter e credo che PK stavolta (e non è la prima) abbia leggermente mancato il bersaglio. E' un fatto che lo spread OAT/Bund ha avuto un percorso del tutto diverso rispetto a quello BTP/Bund sebbene i Francesi abbiano ormai una posizione con l'estero negativa simile alla nostra (ma a differenza di noi non hanno ancora riequilibrato il saldo di CA). Ma non sono così convinto che la Francia abbia un trattamento particolare dalla BCE. Fosse per il Drago, magari, un po' di manganello di spread per disciplinare i galletti farebbe anche comodo (visti anche i recenti dati sul deficit commerciale 2013). Credo che potrebbe semmai essere dovuto al riacutizzarsi di una fuoriuscita di capitali dai Paesi periferici dall'eurozona, grazie all'ottimo lavoro fatto a Cipro, verso magari la Svizzera, e quindi un reimpiego, da parte elvetica, su titoli di Stato della zona euro per tenere il PEG a 1.2, come hanno fatto da un pezzo. Gli assets in euro della SNB sono il 49% dei circa 500mld euro di riserve in valuta estera, e non sono certamente BPT.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. guarda di solito le ipotesi possono essere entrambe valide in questi casi...
      la cosa curiosa è che nell'ultima settimana l'euro si è aprrezzato di colpo verso
      tutte le principali valute ...quindi qualcosa hanno fatto (...) per dimostrare la solidita' del progetto euro

      sinceramente non parlerei di riequilibrio della cab italiana in piena e grave recessione
      autoimposta o eteroimposta...(di cui non si vede la fine)

      Elimina
  13. Niente Ancona oggi, all'Università di Padova una lectio magistralis MOOLTO più divertente: l’Eurasia di Orwell secondo Barbara:
    “.. sempre più spesso, l'Europa è descritta come utopia, parente prossima di quei messianesimi politici o religiosi che fioriscono in tempi di guerre, di cattività, di esodo dei popoli.”
    “Il vocabolo ricorrente è sogno. Ebbene, l'Europa unita è qualcosa di radicalmente diverso da un sogno .. “
    Hai ragione, QUESTA EUROPA non è un Fogno, E’ UN INCUBO! Tu continua a dormire…
    “La crisi cominciata nel 2007 ha disvelato .. l'esaurirsi dei classici Stati nazione... la perfetta coincidenza fra il perimetro geografico d'un Paese e quello del potere statuale da esso esercitato - è divenuta un anacronismo non solo incongruo ma inconcludente .. [!]”
    Segue lectio magistralis in macroeconomia:
    “Non è più tollerato che una minoranza di industrializzati perpetui tramite l'indebitamento il dominio sui mercati: è attraverso il debito infatti che i ricchi del pianeta s'accaparrano più risorse di quelle spettanti in base alla loro capacità produttiva [?]. È il motivo per cui debiti che erano considerati solvibili non lo sono più: i BRICS non vogliono più rifinanziarli [!].”
    “Il debito sovrano, in altre parole, non è più sovrano: va affrontato come incombenza mondiale, e per cominciare come compito continentale europeo.”
    L’ignoranza è forza : il debito è sempre e solo SOVRANO!
    “ Pensare che i singoli Stati lo assolvano da soli, indebitandosi ancora di più, è non solo ingiusto mondialmente: è ridicolo e impraticabile.”
    Brava, spiegalo tu ad Anghela.
    “L'unità politica fra Europei è insomma la via più realistica, pragmatica, e la più promettente proprio dal punto di vista della sovranità: cioè dal punto di vista del monopolio della coesione civile, del bene pubblico, della forza. “
    Se non è un Fogno questo…
    “L'abbandono-dispersione del monopolio conduce all'irrilevanza del continente e al diktat dei più forti, mercati o Stati che siano.”
    Perché, adesso cosa sta succedendo?
    “Neanche la sovranità popolare è più quella sancita nell'articolo 1 della nostra Costituzione: .. sempre più è scavalcata da convenzioni transnazionali (il Fiscal Compact è tra esse) che minacciano di corroderla e screditarla, se non nasce una potente sovranità popolare europea.”
    Ma dai, davvero? Non ce ne eravamo accorti.
    “Questo significa che l'Unione va ripensata, oltre che rifatta: sapendo che solo lì recupereremo le sovranità perdute. Edificando un potere sovranazionale, e un Parlamento che possa controllarlo e eleggerne i rappresentanti. “
    Saviano, guarda che gira roba MOOOLTO più forte della cocaina…
    “Le discussioni della Corte costituzionale tedesca sono spesso dettate da chiusure nazionaliste, e tuttavia cercano di vedere e dominare mutazioni reali.
    È un peccato che discussioni analoghe non avvengano, con la stessa puntigliosa intensità, nelle Corti degli altri Stati dell'Unione.”
    Sai, proprio ieri in Portogallo…
    “Qui giungiamo al punto cruciale: all'astratto furore imputato a chi invoca gli Stati Uniti d'Europa. Tanto più astratto e fallimentare, vista la crescente disaffezione dei popoli.”
    In effetti, se non è fanatismo questo...
    “Disaffezione relativa .. Quanto all'euro, solo il 2 per cento dei cittadini (l'1 in Italia[!!]) vuole abbandonarlo.”
    Ed ecco la PEERLA: siamo dominati dal PUC€ (partito unico CONTRO l’Europa e l’euro)!
    “Dove sta allora, oggi, l'utopia? Sta nella perpetuazione di sovranità nazionali fittizie[!]: tenute in semi-vita da simulacri di poteri e da cittadini disinformati (le due cose vanno insieme: più spadroneggia lo status quo, più la realtà vien nascosta ai popoli [!!]).”
    “Tepidezza, incredulità, paura: questi i sentimenti che impediscono la nascita di ordini nuovi. L'ordine vecchio è difeso con partigianeria, anche quando è manifestamente defunto. Quello nuovo con tiepidezza, anche quando è manifestamente necessario.”

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ca**o, dopo questa, banno la Spinelli dalla mia Biblioteca. Peccato perchè "Il sonno della Memoria" mi era piaciuto molto.

      Elimina
    2. Il famoso "Nuovo Ordine Mondiale"

      Elimina
    3. Non è sola la Spinelli.
      Questo è un documento dell'ottobre 2011:
      " In un mondo in via di rapida globalizzazione, l'orientamento verso un'Autorità mondiale diviene l'unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo e le esigenze dell'umanità. Tuttavia, non va dimenticato che questo sviluppo, data la natura umana ferita, non si realizzerà senza angoscia e sofferenza"

      Ma dopo una tuttosommato equilibrata analisi, chi è che propugna queste tesi?

      Elimina
    4. @Porter
      hai saltato un pezzetto che mi pare significativo:
      "... l'emersione di nuove potenze economiche (i BRICS: Brasile, Russia, India, Cina, Sud-Africa). La loro domanda di energia, materie prime, beni alimentari, è in rapida crescita e quel che esse pretendono, oggi, è una diversa distribuzione delle risorse planetarie: inquiete per il loro rarefarsi, esigono la loro quota."
      Poi, ma solo dopo, segue il pistolotto equosolidale che citi: "Non è più tollerato che una minoranza di industrializzati... ecc."
      Russia e Cina sono tradizionali spauracchi, assieme agli altri "pretendono" la loro quota di risorse planetarie, che viceversa scarseggiano.
      E il nocciolo sta qui, il nemico incombe e occorre difendersi: il buon vecchio e caro ritornello del nazionalismo più feroce - come ha detto il Prof a Livorno - suonato in salsa europeista.
      Il resto suona bene, ma è tutta vaselina profumata: armiamoci e partite, grande e nobilissimo sarà il vostro sacrificio, i figli che verranno ricorderanno il vostro gesto nei secoli. Non saranno figli vostri, ma pazienza, riprovate alla prossima reincarnazione.

      Elimina
    5. @Frank

      hai ragione, ma il limite di 4096 caratteri mi impone sempre tagliare per non fare post a puntate....

      E' "1984" puro, Eurasia contro Estasia (la Ciiiina) contro Oceania, e bisogna avere più divisioni corazzate degli altri: un vero delirio.

      Elimina
    6. E pensare che si rammaricano anche di avere dato ai cittadini la possibilità di eleggere il Parlamento europeo, perché "mossa prematura e sbagliata".
      Tutto doveva (deve, dovrà) portare all'unificazione politica... la realtà è invece la frammentazione e l'esplosione dei nazionalismi (in salsa dorata).
      Mi pare che la strada intrapresa sia senza uscita, a meno che qualche dottor Stranamore non stia progettando il "nuovo" ordine che ci attende.

      Elimina
  14. Oggi leggo queste due notizie. Secondo uno studio della Banca centrale europea nel 2010 il capitale medio di una famiglia tedesca era di 51.400 euro, immobili inclusi: una cifra inferiore alla media degli altri paesi dell’eurozona.
    Il governo greco esamina la possibilità di chiedere 162 miliardi ai tedeschi per danni di guerra. Dobbiamo dedurre secondo lei scenari "bellici" dovuti ad un perseverare forzoso di questo assetto dell'eurozona?



    http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3655811-i-tedeschi-i-piu-poveri-d-europa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per la precisione, 51.400 euro non è il capitale medio di una famiglia tedesca ma il valore mediano della ricchezza netta delle famigle tedesche, la ricchezza media netta delle famiglie tedesche è di 195.200 euro (Tabella 4.I).

      Elimina
    2. E se la mediana è così tanto inferiore alla media questo vuol dire che?... Dai, fallo 'sto sforzino, dai una mano ogni tanto!

      Elimina
    3. che c'è una differenza di distribuzione (della ricchezza) impressionante...

      Elimina
    4. Scusa... se la mediana, che indica la ricchezza netta della famiglia al centro della distribuzione della ricchezza (immaginate di mettere in fila le famiglie dalla più povera alla più ricca e di vedere quanto è ricca quella al centro della fila), è così più bassa della ricchezza netta media (la ricchezza totale, cioè la somma delle ricchezze di tutte le famiglie, divisa per il numero delle famiglie) questo vuol dire che la ricchezza è distribuita in modo molto diseguale, cioè che le famiglie più ricche sono molto più ricche delle famiglie più povere.

      Aggiungo, sperando di non sbagliare, che se può essere vero che la ricchezza netta media delle famiglie tedesche è sottostimata, nel confronto con gli altri paesi, perchè i valori degli immobili in Germania sono inferiori a quelli degli immobili ad esempio in Italia, sia per l'inflazione che da noi è stata più alta che da loro (come nota Wolf) che per altri fattori, la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, maggiore in Germania che in Italia e che in quasi tutti gli altri paesi europei, è un dato specifico per ogni nazione che non può essere attribuito a questo tipo di distorsioni.

      Elimina
    5. Non saprei , quindi dovrei dedurre che l'articolo è una storpiatura della realtà? E nel caso perché questa disinformazione(sono dati della BCE)?

      Elimina
  15. Beh, onestamente mi sembra chiaro che il mito della "Europa dei popoli" si è drammaticamente rivelato per quello che è: una bufala. La politica "a due pesi e a due misure" dell'Unione Europea (severità per alcuni ed indulgenza per altri, in presenza di identici squilibri), può giustificarsi solo con la deliberata volontà di terzomondizzare alcune economie dell'Unione a chiaro vantaggio di altre. In altre parole, le istituzioni europee sono "politicamente asservite" e di tecnico ed indipendente hanno ben poco.

    RispondiElimina
  16. Oggi la Napoleoni sul Fatto Quotidiano elogia la Thatcher. Che altro dire?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'avevo sentita ieri per radio fare la stessa cosa...bisogna che cambi spacciatore

      Elimina
  17. Un noto filantropo benefattore di nome George Soros dice:

    "La Germania deve accettare gli EuroBond, oppure uscire dall'Euro per salvare il resto dell'Unione monetaria"

    http://www.spiegel.de/wirtschaft/muenchau-ueber-soros-warum-deutschland-aus-dem-euro-raus-muss-a-893536.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qui il discorso completo di Soros http://www.project-syndicate.org/blog/a-european-solution-to-the-eurozone-s-problem

      Soros fa sembrare che i problemi dell'eurozona dipendono dalla differenza di forza economica dei Paesi partecipanti, cosa che abbiamo capito, oltre a un paio d'altre, e che quindi, tolto il Paese più forte, l'euro potrebbe funzionare se 1. La Germania accetta il sistema degli eurobond oppure 2. Esce dall'euro e gli altri però fanno gli eurobond. Nell'articolo citato da Alessandro Ax Psar, Munchau fa l'esegesi di quanto affermato da Soros nello stesso testo considerando che

      " Soros propone una sua riflessione: sarebbe molto meglio se fosse la Germania a lasciare l'Euro, invece della Spagna o dell'Italia. Perché se fossero gli stati del sud a uscire dalla moneta unica ci troveremmo in una situazione caotica. Il debito sarebbe ripagato in Euro o in moneta nazionale? Ci sarebbe un assalto alle banche? Ci sarebbero disordini politici?

      Se fosse la Germania ad andarsene tutti questi problemi non si porrebbero. Naturalmente il nuovo D-Mark si apprezzerebbe con forza. Ma ad una rivalutazione effettiva si sarebbe comunque arrivati in un modo o nell'altro.

      E anche i patrimoni tornerebbe a rivalutarsi. Secondo uno studio sui patrimoni netti delle famiglie europee pubblicato questa settimana dalla BCE, i tedeschi sono fra i piu' poveri in Europa. Apparentemente cio' è dovuto al basso tasso di case di proprietà in Germania, il piu' basso nella zona Euro. La casa di proprietà molto spesso è la voce piu' significativa del patrimonio familiare. Ma questo non spiega tutto. Anche gli squilibri hanno un ruolo importante. La Spagna nella zona Euro ha vissuto una forte inflazione. In Germania l'Euro è rimasto sostanzialmente stabile."

      Tenuto conto anche che (purtroppo non mi ricordo la fonte) sembra che Soros abbia di recente molto ridotto la sua esposizione, e di fondi in qualche modo a lui riferibili, in Europa, come se si aspettasse qualcosa di "brutto", le domande sono
      1. Che interesse può avere Soros nel separare la Germania da un'eurozona senza di lei ma con gli eurobond?
      2. Che interesse può avere Soros nell'eurozona (con o senza Germania) con eurobond?
      3. Che interesse può avere Soros nello sconsigliare p.es. l'Italia ad uscire da sola dall'eurozona?

      Elimina
    2. ti rispondo molto semplicemente: soros ha in mano una grossa quantità di bund, in caso di uscita della germania dall' euro il marco si rivaluterebbe e per lui sarebbe un affare. Tutto qui, niente filantropia. Solo a se stesso, come al solito.

      Elimina
  18. Nuovo intervento degno di nota dell'eurotifoso Carlo Bastasin sul Sole 24 ore di oggi. Anche la BCE ha scoperto che in Germania negli ultimi dieci anni si è registrato uno spostamento della ricchezza all'interno della popolazione. L'eurotifoso non lo dice espressamente, quindi penso io: lo spostamento della ricchezza è andato a favore del 10% della popolazione più ricca. Questo a proposito dell'euro che ci protegge.
    Ma il meglio deve ancora venire. Adesso Bastasin ammette che dobbiamo considerare "non aggirabile" un interrogativo: PER QUALE RAGIONE CONSIDERIAMO LA FRAGILITA' DI UN PAESE BASANDOCI SOLO SUL LIVELLO DEL DEBITO PUBBLICO ?
    Bella domanda. La stessa identica domanda che mi faccio da quasi due anni. Vale a dire da quando il pezzo forte della common wisdom era che potevamo permetterci di pagare due mesi (forse tre) di pensioni e stipendi pubblici, poi saremmo finiti come la Grecia. Senza che nessuno sapesse compiutamente spiegare perché. Questo per quanto riguarda gli imbecilli.

    RispondiElimina
  19. Noi forse perderemo?! Si ricordi gli insegnamenti di Uga: non si scoraggi! Noi si deve vincere e ce ne andremo belli belli con la nostra liretta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Appunto Professore... ci ha sempre detto che "prima o poi", "in un modo o nell'altro", "succederà l'inevitabile". Adesso non ci cambi le carte in tavola eh... :)))

      Elimina
  20. Avevo letto il post di krugman.

    Malachia Paperoga ha ragione sulle conclusioni: l'euro-zona è una acquario dove i pesci piccoli sono mangiati dai grossi.
    Però PK non parla di "paesi grossi" per grandezza di prodotto interno lordo, ma fa un discorso esclusivamente politico.

    Non dice: "siccome è troppo grossa, senza Francia l'euro muore"; ma dice (testualmente):

    «markets have concluded that the ECB will not, cannot, let France run out of money»

    "i mercati hanno concluso che la BCE non lascerà, non può lasciare la Francia a corto di liquidità".

    perché, appunto, senza la Francia l'euro non sopravvive. Ma non sta scritto da nessuna parte che sono le dimensioni del PIL la discriminante: anche perché è pressapoco analogo al nostro.

    Il punto è un altro. Un euro senza Francia non è politicamente concepibile. Questo è un dato. Eppure anche un euro senza Italia ha poche chance di sopravvivere.

    Perché allora i mercati sono così sicuri che, nel caso la Francia avesse problemi di finanziamento sul mercato, la BCE interverrebbe? Perché non si considera l'eventualità delle solite misure d'austerità?

    Perché i francesi evidentemente non le accetterebbero e preferirebbero uscire. Dunque, ecco il punto: sono i francesi che ricattano la BCE e non il contrario.

    Sono convinto che anche noi potremmo ricattare l'Europa: purtroppo però preferiamo essere ricattati, perché siamo prigionieri delle nostre menzogne; e ci facciamo raccontare che siamo piccoli economicamente, non perché lo siamo davvero, ma perché come nazione abbiamo un complesso di minorità culturale. Così ci facciamo inseguire dagli altri pesci, che mano a mano che ci mangiano, diventano sempre più grossi di noi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Leggete, a questo proposito "the tragedy of the euro", di Philip Bagus (che è un austriaco ma fa una suggestiva ricostruzione storica della genesi dell'euro)

      Elimina
    2. Beh, ma sono anni che ripetono queste cose...
      Hai visto a proposito il documentario che ha segnalato il prof. Les nouveaux chiens de garde?
      Ciononostante non credo che riuscirebbero a fare ai francesi quello che hanno fatto a noi, perché sarebbe un'umiliazione troppo grande per un francese quella di farsi dettare "i compiti a casa" da un tedesco.
      C'è una lunga storia di revanscismo reciproco alle spalle che è passata anche per due guerre mondiali: no, non credo davvero che si possano dimenticare facilmente.
      Detto questo, nella vita non si sa mai...

      Elimina
    3. @Andrea Giannini
      Premetto che stiamo parlando di sottigliezze. Il mio confronto però non era con l'Italia, riguardo alla quale la tua considerazione è più che sensata. Nel confronto con un paese PICCOLO (questo è quanto analizzavo ed elencavo: Cipro, Malta, Grecia) la considerazione vale eccome: per quanto riottosi possano essere i relativi popoli, l'UE se ne frega e li tira sotto coi carri.
      Questo per smentire palesemente che l'euro avrebbe una qualsivoglia utilità nel difendere i piccoli paesi, minacciati dall'insopportabile peso del mercato globale.
      Al contrario, tutt'al più, l'euro ha la tendenza a difendere quelli che fanno la voce grossa. Non che questo sia poi così utile: la Francia, grazie all'euro, è sulla traiettoria che sappiamo.
      Leggendo Sapir, se fossi un francese, un pochettino di preoccupazione (eufemismo tipo "lieve imprecisione") ce l'avrei, ecco.

      Elimina
    4. Certo, hai ragione.
      Dal canto mio mi interessava far notare che:

      1) l'euro difende, come hai detto tu, i grandi a scapito dei piccoli e soprattutto chi fa la voce grossa;
      2) fare la voce grossa con i "grossi" non è nella nostra cultura e nella nostra storia: nemmeno quando c'era lui (e intendo quello prima, quello che voleva spezzare le reni alla Grecia, che si faceva bello contro l'Etiopia e che però contro la Francia aspettava prima di vedere cosa combinassero i Tedeschi).

      Elimina
    5. @Andrea Giannini
      Mi permetterei di aggiungere, alle sue, altre considerazioni di politica internazionali riguardanti il ruolo della Francia che è, ad esempio, membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, è una potenza nucleare, non esita ad intervenire in questioni interne di paesi sovrani (soprattutto quando si tratta di ex colonie) senza andare troppo per il sottile ecc.
      Quando gli Stati Uniti decisero di attaccare nel 2003 l'Iraq adducendo le balle improbabili delle armi di distruzione di massa che Saddam Hussein fecero tutti gli sforzi possibili per avere una copertura da parte dell'ONU. Resisi conto che Francia, Russia e Cina avrebbero posto il veto ad una risoluzione in tal senso scatenarono una battaglia diplomatica senza precedenti proprio con i francesi in quanto gli statunitensi volevano avere almeno un voto favorevole a maggioranza da parte del Consiglio. I francesi riuscirono ad aver la meglio e portarono dalla parte del no, se ricordo bene, Perù e Guinea e quindi il Consiglio di sicurezza non approvò la risoluzione che "copriva" l'intervento.
      Racconto questo episodio per sostenere che la BCE (e la Germania) non farà mai nulla contro la Francia semplicemente perchè ne ha paura! L'Italia, diplomaticamente, non fa paura nemmeno a San Marino.
      Diverso, ovviamente, è quel che accade all'interno del paese; voglio dire, cioè, che vi sono interessi di classe affinchè la Francia entri a far parte dei "maiali" allora ciò accadrà, ma le pressioni esterne non vi riusciranno.
      Scusate la lunghezza

      Elimina
    6. Non ricordo a dire il vero quell'episodio dell'ONU.
      Ma per il resto condivido tutto: la Francia, storicamente e di fatto, ha un altro peso e un altro ruolo.
      Noi questo peso non l'abbiamo mai avuto e perciò non siamo abituati ad utilizzarlo.
      Resta però il fatto che quando ti trovi con la famosa "pistola alla tempia" e tu ne hai un'altra per le mani, allora forse ti conviene alzarla per legittima difesa.
      Forse se Cipro alzasse la posta e minacciasse l'uscita, la accomoderebbero alla porta; ma se lo facessimo noi il discorso cambierebbe. Se esce un grande paese come l'Italia, allora può uscire chiunque; e soprattutto il progetto europeo perderebbe il suo senso, perché noi ci siamo dentro sin dai primissimi esordi.

      Elimina
    7. Però scusate

      in questi giorni chi ha guardato gli andamenti eur/usd ha notato una cosa: dollaro scende, euro sale, spread italiano scende

      il che ha slo un' implicazione: draghi che acquista in massa e in silenzio tds

      quindi in BCE sanno che no Italia no Europarty

      il problema è che comunque prima o poi, oltre all' Imu e alla tares, una patrimoniale ce la piazzano, per il 2015 è prevista manovra

      ergo... sì, ci acquistano i titoli di stato e ci dissanguano.

      Quindi vuole dire che è la pelle degli italiani che Napolitano mette sul piatto della BCE quando telefona a Draghi ( visto che sappiamo che la telefonata è stata fatta da Napolitano, non da Draghi, che ha detto 'Quando ci chiamano, rispondiamo'. )

      Insomma il problema resta al vertice, ma non della BCE: siamo sempre in area piddinsinistrorsa.

      Elimina
  21. per Soros accettabile uscita della Germania ma negativa dell'Italia...:

    http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/soros-antitedesco-per-sempre-lolocausto-ancora-troppo-vicino-per-sopportare-una-nuova-grande-germania-53897.htm

    RispondiElimina
  22. con la mia liretta me ne andrei a comprare un biglietto per gli Uffizi di Firenze, oppure andrei a rivedere Pompei, oppure andrei in un ristorante delle mie parti a bere vino, oppure andrei a fare un bel giro a Catania, oppure potrei accompagnare i miei figli in un'Università di nuovo pubblica....... il problema più grosso è che mi mancherebbe il tempo per andare in tutti i posti e fare tutte le cose che voglio, sicuro del fatto che se mi facessi male nessuno mi chiederebbe le lirette prima e invece di curarmi.

    Certo, non potrei andare in tutti questi posti in volkswagen, ma tanto nemmeno mi piaciono, e poi preferisco spendere le lirette in barbaresco piuttosto che in gasolio..... e grazie alla mia bici, con un litro di quello buono farei molti più chilometri

    RispondiElimina
  23. 30 anni di sovranita' monetaria ci hanno resi uno dei popoli piu' ricchi al mondo.
    Perche' noi? Perche', non voglio sembrare nazionalista, ma gli italiani hanno una marcia in piu'. Se un italiano vale 10, riesce a tirare fuori 11. Non c'e' nulla da fare.
    E' questo che tutto il mondo ci invidia. E' questo il motivo per cui la Germania da sempre prova ad ingabbiarci dentro ad un cambio fisso. Prima lo SME, poi di nuovo lo SME, adesso l'euro.
    Se dovessero lasciarci liberi sanno benissimo che cosa accadra'.

    RispondiElimina
  24. Scusate chi sono questi di phastidio.net?

    http://phastidio.net/2013/04/08/i-mutui-italiani-fuori-dalleuro/

    non riesco a trovare alcuna firma. Sara mica Giannino?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'articolo dovrebbe essere di Mario Seminerio; e mi pare arrampicata su specchi delle più fantasiose. Anche supponendo che sia legalmente possibile evitare la ridenominazione del mutuo con la cessione alla controllata teutonica, Seminerio assume che il geniale a.d. dal sorriso mefistofelico agisca da perfetto idiota, come se non sapesse pure lui che i debitori non saranno in grado di onorare i mutui in euro...

      Elimina
    2. E' semplicemente una baggianata, il mutuo ceduto ad altro creditore non cambia legislazione e viene semplicemente ridenominato in nuova valuta. Inoltre nessuna variazione sui contratti di mutuo può essere unilaterale. Già spiegato da Borghi in una lunga "twittata" con Seminerio, continuano a prendere sberle, ma non rinunciano a scrivere "imprecisioni" pur di trovare un argomento originale contro l' Euroexit.

      Elimina
    3. Questo aumenta a dismisura il mio dispiacere per non poter essere presente al meeting di domani pomeriggio del Prof. Bagnai giusto con il Dott. Mario Seminerio a Reggio Emilia, perchè obbligato a fare il baby-sitter per la mia piccola Uga. Quanto mi piacerebbe fargli due domandine sull'articolo suddetto. Quando Seminerio ed il Prof. si erano incrociati a Telenova non aveva osato porre queste obiezioni e soprattutto definizioni (uscita dall'euro come ipotesi puramente letteraria di fantasia) allo stesso prof. che parlava di una uscita dall'euro sicuramente fatta senza referendum per decreto. Qui invece l'articolo è stato scritto proprio per cercare di dare una stilettata ai sostenitori dell'uscita nel week-end lungo, anzi sembra suggerire ai sostenitori dell'euro come cercare di rendere impraticabile questa soluzione. Caro Seminerio, stiamo prendendo nota anche del tuo nome, per sbandierarlo ai quattro venti, quando passerai dalla parte di quelli che prima di tutti avevano visto l'insostenibilità dell'euro.

      Elimina
    4. E' questo?

      http://www.youtube.com/watch?v=xQnqSpx_u5s

      Elimina
  25. Vittorio, gli interrogativi e la fattoria degli animali:

    “Tuttavia, prima di cedere alla penosa retorica usata anche in questa occasione dalla stampa conservatrice francofortese, dobbiamo allo stesso modo considerare non aggirabili almeno altri due interrogativi che hanno rilevanza politica e che interpellano proprio la Germania:
    – Il primo .. : per quale ragione consideriamo la fragilità di un paese basandoci solo sul livello del loro debito pubblico? Non è questa ossessione fiscale un problema enfatizzato proprio dalla retorica tedesca dell'unione monetaria?
    – Il secondo è forse ancora più intrigante: Come è possibile che il paese a cui si riconosce tanta capacità competitiva da accumulare un enorme surplus commerciale con l'estero, non è in grado di rendere benestanti i propri cittadini? Non è cioè una denuncia di errori tedeschi nel modello di gestione dell'economia?”

    “Cicale che accumulano, formiche che si incazzano, tartarughe che corrono, quasi sempre abbiamo bisogno di animali per dirci la verità e nascondere i nostri umanissimi errori.”

    E i maiali? Possibile che Vttorio si sia dimenticato dei maiali? Ma no, ecco qui, i maiali pensano alle vacanze:

    “Prezzi negativi [!!!!!] ad Atene. Non accadeva da due anni ed è l'effetto di quello che gli economisti chiamano "svalutazione interna" (cioè quel fenomeno che opera in mancanza della possibilità di svalutare la moneta), per recuperare competitività, attuata con la dolorosa riduzione di salari e pensioni.”

    “Il dato è importante perché, in prospettiva, sarà più conveniente andare in vacanza in Grecia o comprare casa sulle isole dell'Egeo quest'anno se il fenomeno, ben inteso, come è probabile, continuerà nei prossimi mesi.”

    “In qualche modo il segnale della deflazione in Grecia, negativo perché significa un calo dei consumi e una sofferenza nella crescita, indica anche un recupero di competitività del Paese mediterraneo che faticosamente sta uscendo con immensi sacrifici della popolazione dalla secche di un'economia drogata da decenni caratterizzata dal credito facile e dai conti pubblici truccati.”

    E cosa se ne fanno della competitività recuperata? I “poveri” tedeschi non potranno certo permettersi una vacanza in Grecia questa estate (e francamente non gliela consiglierei…)

    RispondiElimina
  26. Ragazzi, i commenti a questo articolo fanno rizzare i peli, raggelare il sangue, accapponare la pelle, e non so cos'altro dire.
    http://www.repubblica.it/politica/2013/04/10/news/l_europa_di_kubrick-56316618/?ref=HREC1-1

    Ue ragassi, quello è davvero il regno di PIDDINIA, dei Fognatori con la F maiuscola, vi giuro che non pensavo potessero esistere piddini così piddini, e anche la scure della censura è implacabile, mi hanno segato un post solo perché gli ho scritto che la loro retorica del sogno europeo mi fa vomitare...

    Ora ho capito chi sono i piddini. E spero di non incontrarne mai in giro.

    RispondiElimina
  27. oggi ad Ancona abbiamo assistito al remake di un vecchio film: JACK LO SQUARTATO. Prof sei stato grande, forse solo un po troppo buono. Sono quello che ti ha chiesto gli IDE.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella disputa in ambito universitario con il prof che con la sua lucidità ed ironia ha spazzato via ombre di vera piddinite .... Attendiamo fiduciosi il video dei frequentatori del blog! Ps ma chi era quel jack ? Alessandro ( quello del crow founding)

      Elimina
  28. CIPRO VENDE 400 MILIONI DI EURO RISERVA ORO, PER FINANZIARE IL PROPRIO SALVATAGGIO

    Curious why every bank and their grandmother, and most recently Goldman today, has been lining up to push the price of gold as low as possible? Here's why:
    • CYPRUS TO SELL 400 MLN EUROS WORTH OF GOLD RESERVES TO FINANCE PART OF ITS BAILOUT - TROIKA DOCUMENTS - RTRS

    Or about 10 tons of gold. But... the bailout was prefunded and there was no need to provide any additional cash? What happened: was the deposit outflow discovered to have been even greater than the worst case scenario and thus Cyprus needed even more cash? As for the buyers? We will venture a guess: central banks buying at the lows.

    Finally: congratulations Cypriots. You are now handing over your gold for the one time, unbeatable opportunity to remain a vassal state to the Eurozone. But at least you have your €.

    The good news: Cyprus will have at least another 4 or so tons after selling the 10 demanded now, before the Troika kindly requests that Cypriot citizens sell a kidney or two to pay for the ongoing deposit outflow from its insolvent banks, and indirectly, the endless bailout of the Euro.

    CONGRATULAZIONI CIPRIOTI, CONSEGNATE IL VOSTRO ORO PER COGLIERE L’OPPORTUNITA’ IMBATTIBILE DI RESTARE UNO STATO VASSALLO NELLA ZONA EURO.

    NON VI RESTA CHE VENDERE UN RENE, MA CONSOLATEVI, ALMENO VI RESTA L’EURO !!!

    RispondiElimina
  29. Ciao Prof.,

    Oggi, AD Ancona (è vero che diciamo IN Ancona, ma questa ortografia la lasciamo a quello dell'optimal mosciolo anconitano), non sono riuscito a trattenermi; ma del resto l'avevo dichiarato, spero tu non me ne voglia, se l'é proprio cercata. Comunque grazie per il "chi di populismo ferisce, di populismo perisce" anche se non penso che abbia colto...o forse non ho colto io, boh?

    Almeno sono finalmente riuscito a presentarmi, anche se, assalito nella bolgia, non te ne sei probabilmente neanche accorto. Volevo scambiare due chiacchiere alla fine, ma poi quel cojone donaldiano t'ha fatto incaxxa e te ne sei giustamente annato. Pazienza sarà per un'altra volta.

    PS: come al solito complimenti per l'esposizione ed il self control in quell'ambiente che ha decisamente confermato i miei sospetti di PDinismo/PUDismo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero imbarazzanti le controargomentazioni espresse. Non uno straccio di dato tecnico, eppure il luogo accademico lo esigeva. Solo una sequela di luogocomuni che ormai manco al bar senti più. Mi spiace solo che si sia persa l'occasione (non me ne voglia prof., è stato comunque magnifico)- dopo che si è evocato il virtuoso spirito nordico protestante - di ricordare quanto il rozzo mercantilismo tedesco si regga su fondamentali scorrettezze e deroghe ai trattati. Certo, tutte cose che nel libro ci sono naturalmente, ma che in quella sede forse andavano rimarcate. Ma capisco anche quanto possa essere stufo il prof. di passare per nazionalista. Ha tutta la mia più grande comprensione e stima. Grazie

      Elimina
    2. Dimenticavo, per amore di verità, "in" Ancona non è da mosciolari, lo scrive anche Palazzeschi in Le sorelle Materassi.

      Elimina
  30. "Noi forse perderemo, ma sarà stato un onore combattere al vostro fianco..."

    Se proprio dobbiamo perdere, allora meglio farlo alla
    grande, Pike...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Porter

      Ciao PikeBishop

      Da Luogocomune a qui c'è una lunga strada. Come va nella perfida Albione?

      Buona vita
      Nessuno

      Elimina
  31. Professore ma jack è veramente un professore di economia???
    Capisco che è nà mico.......ma oggi mi a imbarazzato con la storia della pace in europa e del prezzo della benzina......mo se lo dicevo io che so ignorante pazienza.....ma un professore....per non dire la frase che gli è uscita sui suicidi di civitanova......la gente collegava la crisi al suicidio e l" euro alla crisi e lui.....tipo marchese del grillo ... ha freddato con un :io so io e tu non sei un cazzo......
    Comunque vada a finire ....lei è prezioso.....non parla solo di economia....anche ,ma parla di democrazia e verità ,quello che ne una politica mediocre ne i mezzi di informazione sentono il dovere di propagandare.
    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è Associate Professor of Econometrics,

      siede al di là del tavolo e con argomenti econometrici inoppugnabili (grazie a Sant'Euro egli paga pochi interessi sul mutuo) mi ha dato dello sciroccato.
      Bene, ora sono stato ufficialmente ed autorevolmente inserito nel club dei rettilianisicachimicosignoraggisti. E io che pensavo che essere ingegnere (che

      tenta di capire perché è stato costretto ad emigrare) fosse una condizione di per sé già sufficientemente umiliante. Se non lo fa il Prof. dovrò autobannarmi.

      Del resto
      la constatazione che l'Italia abbia una long run elasticity del REER ben

      maggiore di 1
      impallidisce al cospetto delle sue lacrime sulla porta di Brandeburgo di fronte alla bandiera blu con le stelline.

      Da giovane suonava Genesis e Deep Purple (scelte che non posso che condividere). Peccato non si accorga che, benchè passato al jazz, continui a

      suonare sempre la stessa musica: selling Italy by the pound.

      Spero mi sia perdonato il tono polemico, ma la strada non è semplicemente in salita, è un maledetto XI grado.


      PS: A scanso di equivoci, mi è ben chiaro, come credo a tutti i frequentatori del blog, che l'affermazione tout-court:"L'Euro porta ai suicidi" sia semplicistica. Ma quel monologo all'inno di "L'euro è bellerrimo, ha dei costi, macchissenefrega" richiedeva un intervento a gamba tesa. Sì, tra l'Euro e la morte ci sono tanti puntini in mezzo. Ma non penso sia oltraggioso chiedere ad un Associate Professor di tentare di unirli.

      Elimina
    2. Sentendo il nulla esposto da jack ho capito che il compito sarà arduo se non impossibile......deprimente che un professore insegni fregnacce.....o è in malafede.....e quasi sarebbe meglio.

      Elimina
    3. Io ho trovato interessantissimo l'incontro di ieri all'università di Ancona. Complimenti dovuti al Prof. Su Jack Lucchetti stendiamo un velo pietoso, ma faccio presente che è considerato come merita già da tempo... Ho trovato Russo sostanzialmente concorde con l'analisi del prof, di sicuro lo è anche Presbitero (anche se pensavo fosse più "aggiornato" sulla effettiva sostenibilità fiscale dei conti pubblici certificata dalla UE), ma ho trovato interessanti anche le obiezioni di Alessandrini (che secondo me il testo magari lo ha letto, ma poi non così bene).
      Di fondo condivido la critica di Alessandrini: la palla di vetro non ce l'ha nessuno, e la scelta di abbandonare l'€ ha un costo che è difficile stimare con certezza (riferito in particolare alle eventuali pressioni inflazionistiche reali, per fortuna non s'è parlato di carriole). Certo, Alessandrini non dice però quali sono i costi di restarci dentro.
      Ad ogni modo, qua "il dopo" preoccupa, e molto, tanto da far passare per accettabile il presente. Secondo me bisogna lavorare su questo punto.

      Insomma... è aperto il dibattito, solo che i fatti mi sembrano stiano correndo più veloci, e di molto.

      Un plauso a Bob Strage per il suo intervento "populista". Mi facevano male le mani per quanto le ho battute forte. :)

      Elimina
    4. @Rob Strange
      Concordo in pieno. L’econometrico da spiaggia (non importa che dica cose di destra, l’aspetto sciatto e noncurante fa tanto di sinistra), se proprio voleva smontare gli argomenti del prof. poteva almeno documentarsi. “I rilievi tecnici sarebbero tanti…” Ah sì? Rivelacene qualcuno, siamo tutti orecchie.
      A me ha dato l’impressione di non sapere neanche di cosa si stesse parlando. Non ha saputo fare altro che snocciolare senza pudore tutto il repertorio piddino di concetti triti. E usare la solita tattica di chi non ha argomenti: sbeffeggiare l’interlocutore, come un Boldrin qualsiasi. Tanto ignorante e sbruffone da non rendersi neanche conto delle bestialità proferite: “Non capisco proprio quali sarebbero i costi dell’euro…..”.
      Non sono mancati attimi di puro godimento, quando il prof. gli ha citato il Report della Commissione Eu sulla sostenibilità del nostro debito: non gli restava che mimare gesti di disappunto, penosissimo. Ma si sa, chi il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare.
      Mi è sembrato evidente come il prof. abbia avuto pietà e non abbia voluto infierire. Il cavaliere nero s’è riposato un po’ stavolta.
      P.S.: Mi scusi, prof., ha parlato di un testo sulla Rivoluzione Francese che sta leggendo. L’autore? L’ha citato ma non ho sentito. Grazie.

      Elimina
    5. La presunta sostenibilità dei conti pubblici italiani è tutta da dimostrare. Dato che proprio ieri la Commissione Europea diceva il contrario:
      http://www.wallstreetitalia.com/article/1542366/ue-italia-il-debito-e-un-grave-problema-c-e-rischio-contagio.aspx

      Anche il Fondo non è che sia proprio indifferente:
      http://www.imf.org/external/np/speeches/2013/021813.htm

      Di certo non ho una posizione aprioristica che mi porti a sostenere che il debito è la causa della crisi (semmai il contrario, e basta andarsi a leggere le cose), però se si vuole sostenere che sia opinione condivisa tra i policy maker in Europa e altrove che il debito non conta, beh questa è un'altra questione che non mi sembra corrisponda (ancora) al vero.

      Di certo gli elevati debiti pubblici sono il risultato della crisi, più che la causa. Ciò non vuol dire che però ora ogni problema sulla sostenibilità fiscale sia ininfluente o trascurabile.

      Per quanto riguarda il mio accordo con le tesi del libro, il discorso è complesso. Condivido buona parte della lettura della crisi europea ma, come forse è emerso da dibattito, sono più scettico sulle exit strategy. Di sicura è necessario elaborare uno scenario più realistico e accurato di costi/benefici di un'eventuale uscita.

      AP

      Elimina
    6. Si, dal dibattito è emerso chiaro, e concordo con ciò che è emerso, che va approfondito e di molto uno scenario di un €-Exit, anche considerando il fatto da quale parte può venire lo sganciamento (da Nord o da Sud?). Non penso sia indifferente la cosa.

      Va tenuto presente però, nel dibattito, (e su questo ho avuto l'impressione che si volesse minimizzare) quali siano i costi di una permanenza. Credo non serva elaborare uno scenario ad hoc, a mio avviso. I fatti parlano da soli, e con una certa velocità...

      Sulla sostenibilità fiscale: Siamo concordi sul fatto che la sostenibilità fiscale sia un problema che sta a valle della crisi, ma attenzione, qui non si dice che sia un problema trascurabile, tutt'altro, anche perché è un fattore redistribuivo interno determinate.

      Elimina
    7. Se posso, devo dire che nel caso in questione ho trovato gli argomenti di Riccardo "Jack" molto al di sotto delle sue capacità analitiche. Uno non gira l'Italia a trovare colleghi per sentirsi dire cose che può tranquillamente sentirsi dire all'Ultima Parola. Sono perfettamente consapevole del fatto che il mio testo, se affrontato in una ottica prettamente scientifica, cioè se valutato al di fuori dagli obiettivi che esplicitamente e implicitamente si pone, presenta molti limiti. Ne presenta certo anche se valutato nel contesto nel quale si pone (quello di un pamphlet divulgativo). Il motivo per il quale cerco il confronto è che intendo migliorare il mio lavoro. Per questo sono dispiaciuto quando la controparte scappa (come nel caso di Seminerio e di tanti altri prima di lui) o propone argomenti di scarsa consistenza. Quanto al tuo post scriptum, mi limito a ripetere le parole che ho rivolto a "Jack": "chi di populismo ferisce, di populismo perisce".

      Aggiungo anche quelle che gli ho rivolto in privato salutandolo (cordialmente, vi assicuro): "Nel PD avresti un futuro. Peccato che il PD non abbia un futuro".

      Rimane aperto il problema sollevato dal mio libro e da Davide Tarizzo: l'Italia ha bisogno di un partito di sinistra.

      Elimina
    8. Caro Andrea,

      vorrei però che qualcuno mi dicesse dove ho mai scritto o detto che in un ciclo minskyano il debito pubblico alla fine non diventi un problema, o che quello italiano non possa diventarlo.

      Dato che nel tuo caso so di poter partire da (1) buona fede e (2) una visione molto acuta del problema, che tiene conto della letteratura scientifica internazionale e non si arresta ai luoghi comuni, penso che valga la pena di precisarti il mio pensiero.

      Secondo me allo stato attuale, procedendo con le politiche di austerità, esiste un serissimo rischio di sostenibilità del debito pubblico italiano. La spirale recessiva innescata da Monti alla fine esplicherebbe i propri effetti portando all'esplosione del rapporto debito/Pil.

      Questo è il primo punto.

      Secondo punto: quando cito lo studio della Commissione Europea non lo faccio perché presti ad esso particolare fede. Del resto, vorrei rinviarti ai miei lavori sulla sostenibilità del debito pubblico, i quali giungono alla conclusione piuttosto sconsolante che allo stato attuale la scienza economica è priva di strumenti che le consentano di pronunciarsi in modo netto in materia (i motivi sono lunghi, noti a noi, inutili da spiegare agli altri). Quindi nel citare quello studio io non entro nel merito scientifico (né in quello suo, né in quello del problema). Semplicemente, registro il fatto che dagli organi di quel blocco di potere (EU/BCE) che ci ha imposto Monti "perché non ci sono soldi per pagare gli stipendi" viene ex post certificata una realtà totalmente opposta.

      Il rilievo quindi è di natura politica, non tecnica.

      Terzo: nel testo non credo di minimizzare il problema della sostenibilità del debito italiano. Certifico un fatto incontestabile e ben noto, ovvero che i fondamentali italiani più ovviamente connessi alla sostenibilità del debito (risparmio privato e pubblico, ad esempio) sono migliori di quelli di tanti altri paesi europei, virtuosi o meno. Questo allontana l'ipotesi di un default pubblico italiano. Contesto inoltre l'idea che una volta recuperata la sovranità monetaria l'Italia abbia la stessa necessità di rivolgersi ai mercati finanziari internazionali che ha oggi. E siccome da questa necessità deriva il costo principale del nostro debito, mi permetto di fornire una visione meno truculenta di altri circa le conseguenze di un'uscita.

      Questo non significa dire che sarebbe una passeggiata.

      Elimina
    9. Profe ma Monti l' ha fatto proprio apposta

      esplosione debito/PIL con svendita delle nostre aziende migliori alla Germania e creazione di una massa di manodopera a bassocosto

      c' era quel libro di Nino Galloni, che agli inizi degli anni 80 quando ancora c' erano Craxi e Andreotti li sentì proprio dire questo: il progetto dei Kohl e Mitterand era proprio quello, far fuori l' Italia e potersi prendere le aziende migliori a poco prezzo col know- how italiano.

      Monti lavora per questa cosa, lo sappiamo.

      Insomma siamo in guerra, ma siamo anche stati venduti.

      Elimina
    10. ecco i video degli interventi dopo la discussione iniziale qui,qui,qui, quest'ultimo è l'intervento di Jack. Grazie a Luca per le riprese.

      Elimina
    11. Alberto,

      grazie per le precisazioni. Concordo appieno sul primo punto. Ho capito benissimo che il secondo punto è di natura politica e non tecnica (su quest'ultima credo di poter dire che la pensiamo più o meno allo stesso modo). La mia obiezione era dovuta al fatto che tu hai mostrato un documento che ti permette di asserire che "il fatto che dagli organi di quel blocco di potere (EU/BCE) che ci ha imposto Monti "perché non ci sono soldi per pagare gli stipendi" viene ex post certificata una realtà totalmente opposta". Tuttavia, non mi pare la realtà sia completamente opposta. A questo si riferisce l'ultima posizione UE. Sul merito della quale non entro (e non serve entrare).
      Sul terzo punto, concordo in pieno sui (relativamente) buoni fondamentali italiani. Come questi si possano trasferire in un eventuale rischio di default non è chiaro (vedi punto 1 e tutta la letteratura su debt tollerance). Sul fatto poi che la sovranità monetaria riduca o meno la nostra necessità a ricorrere a capitali esteri, ci esponga a eventuali altri oneri (valuation effects sul debito, rischio paese, ecc.) e così via non credo si possa dir nulla di definitivo senza un minimo di dati alla mano con cui fare due conti. Che al momento però non ho il tempo di fare. Meglio allora, forse, evitare di prendere posizioni "speculative" e ammettere la propria ignoranza.

      Elimina
  32. Non c'entra molto con il post in questione, ma volevo sottolineare che diversamente da quanto accade di solito sul FQ, sul sito dell'Huffington post è possibile fare riferimento al lavoro di Bagnai senza essere censurati. Inoltre, nell'ultima settimana ho trovato già quattro persone che conoscono, appezzano e fanno riferimento al suo lavoro. E, almeno fino ad ora, non ho trovato i troll fastidiosi che infestano il FQ.
    Qualcosa vorrà dire.

    RispondiElimina
  33. http://finanzanostop.finanza.com/2013/03/15/crisi-economica-e-austerita-crescente-e-lesercito-comune-contro-i-disperati/

    no scusate un attimo, ma che storia sarebbe questa ? ._.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come che storia sarebbe ? Tutto normale, Lo andiamo dicendo da mesi, quando si comincia a sottrarre spazio alla democrazia ed alla civiltà del diritto, non è che poi ci si può fermare e dire "scusate abbiamo scherzato".
      La prima fase ( Disinformazione di massa da parte dei media) e seconda fase (arruolamento di eurotroll per invadere il web di false informazioni) sono già in atto, intanto procedono con l' organizzazione dei livelli successivi, anche il più coglione del globo (e a Bruxelles non lo sono) sa che politiche di austerità e deflazione salariale, soprattutto se volontariamente e scientemente inflitte e non derivanti da congiuntura, non sono sostenibili sul medio periodo e creano l' esplosione di tensioni sociali. Purtroppo qui c'è ancora qualcuno che crede di essere in democrazia.

      Elimina
    2. Concordo.
      A Bruxelles non sono affatto cretini, sanno esattamente ciò che vogliono fare, aumentare le tensioni sociali è il loro obiettivo perché mantenere chi lavora in uno stato di tensione, di guerra fredda continua è il solo modo che loro hanno per mantenere il controllo del potere nelle mani dell'oligarchia finanziaria oggi dominante. Solo che pensano di essere onnipotenti nel gestire queste tensioni allentandole e tendendole a piacimento, ma la storia insegna che così non è e tanto più dura questo gioco tanto più aspre saranno le conseguenze.
      Non c'è molto tempo, bisogna accelerare il processo di corretta informazione e giungere il prima possibile a maturare l'idea che l'uscita dalla eurozona non solo è possibile ma necessaria, come il professor Bagnai da più di un anno afferma.

      Elimina
  34. Va beh, ma alla fine che importa? La Francia ha più potere contrattuale, ma comunque vada per come è ora la situazione cola a picco ancora più velocemente di quel che colerebbe se facesse "le riforme", almeno finchè si resta nell'Euro e si deve fare una bella svalutazione interna per tentare di stare a galla.

    Vada come vada, il muro stà cadendo ormai al ritmo delle picconate: anche se resistono, non riescono a coprire tutto di menzogna.

    RispondiElimina
  35. Scusate,
    volevo segnalarvi una frase di Cahuzac, che è un pò il Fiorito/Scajola/Lusi/Milanese in salsa Francese, che se ne è bellamente uscito così:
    "Mi hanno detto che ho mentito sulla mia situazione personale. Che cosa significa questo? Che ci sarebbero state menzogne indegne e altre che sono degne? Se è per questo, ho mentito davanti all’Assemblea sulla possibilità di raggiungere il 3% di deficit nel 2013″.
    L'ho trovata sul sito di Sapir, che tento di capire col pochissimo francese di cui dispongo.
    Il nostro Cahuzac, ormai compromesso, finalmente può dirla tutta. Ed ecco due verità rivoluzionarie:
    1) noi politici vi mentiamo non solo sulle cose personali, ma su quelle nazionali pure, in particolar modo sulle questioni economiche
    2) siamo seri: avrò anche fatto finta di non essere un evasore fiscale per qualche milione di euro, ma non era più grave quando vi mentivo sul budget nazionale di qualche centinaio di milioni di euro?
    E si dimostra qui un altro teorema: i veri costi della politica sono le decisioni sbagliate (come quella di raccontare palle)!
    E' una dichiarazione che, per certi versi, mi ha ricordato quella di un certo Bettino di tanti anni orsono.

    RispondiElimina
  36. Anche l'organo ufficiale del PUDE legge goofynomics:

    "La Germania, naturalmente, non è nella lista: eppure dovrebbe esserci anche lei, seppure per motivi opposti. Quali? L'eccesso di avanzo della bilancia commerciale. Anche quello è uno squilibrio, e persino le regole Ue lo riconoscono. Solo che, con una acrobazia dialettica, stabiliscono che per questo parametro si debba applicare una "asimmetria intelligente". E dunque lo squilibrio diventa grave se il deficit delle partite correnti supera il 4% rispetto al Pil, ma se all'opposto il saldo è attivo, allora il limite viene opportunamente innalzato al 6% e la Germania, anche se per poco, non è arrivata a superarlo. Comunque almeno il principio è sancito: anche un avanzo può costituire uno squilibrio, e in quel caso il paese interessato dovrebbe prendere provvedimenti per ridurlo, ossia adottare una politica espansiva che faccia aumentare i consumi interni e quindi le importazioni. Proprio quello che da almeno un paio d'anni si chiede alla Germania, che però, essendo all'interno dell'"asimmetria intelligente", ha sempre risposto picche."

    "Tornando all'elenco dei "malati", il fatto che siano più dei "sani" qualche problema alle teste d'uovo della Commissione dovrebbe pur porlo: non sarà che, oltre ai vizi nazionali, che certo ci sono, la situazione è aggravata da una politica europea profondamente sbagliata? Ma una discussione del genere, evidentemente, non è all'ordine del giorno. Se si evita di affrontare la questione di fondo anche le diagnosi ovviamente ne risentono. "

    poi anche la dovuta razione dei vizi italici come origine di ogni male, ma in dosi quasi omeopatiche… ormai anche gli asini volano? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dal momento che tutto è un trucco, abbiamo visto che sia Francia che Germania possono fare quel che gli pare, sforare tutti i tetti e allentare tutti i trattati...

      Elimina
  37. Dopo l'inganno la beffa:
    1) prima 10 anni di RIVALUTAZIONE reale nei rapporti fra IT e GER tramite una loro sottoinflazione, con le conseguenze ricordate sugli squilibri interni all euro zona in termini di saldi delle partite correnti.
    2) adesso geniale... FED che stampa, JOB che stampa e noi..... FERMI!!! Altrimenti si svalutano i crediti reali del Nord Europa.
    Ma il gioco si ripete, le premesse ci sono tutte:
    1) così facendo l'€ di rivaluta contro $ e ¥
    2) le partite correnti dell'intera Europa vs resto del mondo cadono
    3) gli altri stampano e cercano rendimenti + alti dei miseri 0,2% di Giappone e usa
    4) quale miglior approdo x i capitali extra UE della media Europa (Francia ma anche Italia) con una possibilità comunque di farcela?
    5) ecco che gli spread in Francia tengono, e in Italia nonostante la crisi politica non ci azzanna. Potrebbe non essere la BCE a comprare...
    6) ma non è' un film già visto???? Libertà dei capitali di girare, aumento del debito estero, stimolo consumi privati tramite credito, via calo dei tassi di interesse..,, povera Europa!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Te lo posso dire con certezza: la BCE e i cinesi hanno comprato. Ma attento: la Cina compra tutte le obbligazioni europee- pure quelle spagnole- ma NON quelle tedesche.

      E non penso che sia solo per il bund a premio troppo basso.

      Cosa ci dice questo?

      Elimina
    2. @ il grossetano: Ah, ma già: sappiamo che Monti aveva come primo punto in agenda di attirare capitali esteri. Quindi ci ha salassato per poi poterci indebitare e infine svendere. Ai cinesi o chicchessia non importa. Mi viene in mente che Prodi era in Cina qualche tempo fa...

      Elimina
    3. Secondo te xke la Cina non compra bund? Delle due l'una: o la Germania none' "comprabile" o la Cina ha convenienza a "salvare" un euro così...... Che gli consente dopo averne comprato il debito, di comprarsi anche il sistema industriale (un po' come sta facendo con noi la Germania).
      Aiutami a capire il tuo punto di vista

      Elimina
  38. #sevedeva http://www.repubblica.it/economia/2013/04/11/news/investimenti_pubblici_e_tanta_liquidit_cos_usa_e_giappone_spingono_la_crescita-56387458/?ref=HREC1-1

    RispondiElimina
  39. Ma cominciamo a fare un muro, e segniamoli questi nomi di collaborazionisti.....sapelli, spinelli, scalfarotto, zanda, riva........e quando tutto sarà finito gli faremo fare una vera lectio magistralis da parte del cavajere nero....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dal punto di vista economico é difficile contestare l'analisi sul problema euro che ci ha divulgato il prof. Bagnai, anche da parte dei cosiddetti "piddini". Dal punto di vista politico c'é molto meno consenso, sulla questione del deficit di democrazia, anche se sta emergendo sempre più (anche se spesso con la soluzione del "più Europa").

      Nella mia esperienza però, e anche parlando con la gente comune, amici, parenti, sono le modalità di transizione da questa Europa ad un'altra (con cambi fluttuanti, con regole meno liberiste), che inquietano. Siamo d'accordo che quest'altra Europa é auspicabile, ma non é detto che sarà l'approdo della crisi odierna, quindi eviterei trionfalismi (mi pare questo il senso delle parole del prof "Noi forse perderemo"). Infatti se la politica italiana degli ultimi trent'anni ci ha consegnato a questa Europa, perché dovrebbe consegnarci ad un'Europa migliore? Vedi anche le "nuove" offerte politiche.

      Se non c'é stata collaborazione tra i Paesi europei finora (che, come ha ribadito più volte il prof, avrebbe permesso di mitigare gli effetti negativi dell'OCA), perché dovrebbe esserci collaborazione nel disfare l'euro? L'analogia infatti é con la caduta del regime fascista, all'interno di una guerra mondiale, più che con il crollo dell'Unione Sovietica.

      Scusate il pessimismo, ma l'essere un piddino convertito mi ha dato più serenità riguardo l'approdo finale nel caso si sciogliesse l'euro, ma non speranza sui prossimi anni di transizione, che sono quelli della mia giovinezza.

      Gian, piddino convertito

      Elimina
  40. Buongiorno al prof. e a tutti i gli amici qui presenti, lo so è molto, molto difficile il compito che ci siamo autoassegnati, esistono ancora troppe persone di sinistra, perdipiù giovani, che per principio e forma mentis non vogliono nemmeno essere informate sull'argomento perché sono ancora convinte che tutto sommato la moneta unica sia stato un buon affare! Altri invece quando parlo del problema euro mi mandano articoli sulla massoneria e mi dicono che se c'è un disegno si porterà avanti sempre per via della massiccia influenza che tale "società" esercita! Pietà!!! Toglietemi di torno qs gente!!! Però vi posso confortare dicendo che ieri è venuta a trovarmi la mia vicina di casa, ha quasi 88 anni, ex prof. di matematica, e con lei ho trovato una porta aperta parlandole dell'euro! Anzi, molte cose le conosceva già e ci ha messo un attimo a capirle:-) p.s.: un suo cugino che lavora in banca sostiene che non è escluso il rischio di un prelievo stile Cipro anche da noi.

    RispondiElimina
  41. Dedicato a quelli che "le tesi di Bagnai".

    Dedicato a quelli che "parlare di un'uscita dall'euro è populismo".

    RispondiElimina
  42. Gli allarmi che puzzano e che vi sono gia' rimasti sullo stomaco:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-10/bruxelles-commissione-beda-romano-122603.shtml?uuid=AbkPLvlH&fromSearch

    La frase che mi ha fatto saltare i nervi:
    "Le imprese italiane sono poi piccole e specializzate in prodotti tipici di paesi emergenti, meno richiesti di altri"

    Ecco un falso clamoroso, propalato dalla squadra del buon Olli.
    Le PMI italiane, NONOSTANTE L'HANDICAP DELL'ANCORAGGIO A UNA MONETA TRAGICAMENTE SOPRAVVALUTATA, continuano a fare il 50% dell'export nazionale, con quote sui mercati extra eurozona paragonabili a quelli delle grandi imprese, vedere:

    http://www.economiaweb.it/dalle-pmi-il-50-dellexport/

    (ad averceli, tumori metastici di questo genere, professor Brancaccio....)

    Ma gia' si sapeva da tempo. Poi, se vogliamo proprio andare a vedere la struttura dell'export, qua c'e' una mappa:

    http://en.wikipedia.org/wiki/File:Italy_Export_Treemap.jpg

    Se ci si prende la pena di guardare, la tiritera del madeinitaly (vestiti e scarpe) fa il 2.29% (eh si, dura fare a spallate con i vietnamiti per questa incredibile fetta di export).

    Insomma, dalla commissione una surreale, pelosissima, tirata moralistica che si guarda bene di parlare dell'eccessivo surpus tedesco (uno squilibrio inesistente, ai loro occhi), ma che dice all'ottava economia mondiale: "avete produzioni da terzo mondo che nessuno si fila, per diventare un paese dignitoso dovete cavarvi ancora litri e litri di sangue".

    Il silenzio istituzionale, da parte italiana, su questa bella uscita la dice lunga su chi ci governa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ed è il salmonato - che dovrebbe rappresentare gli interessi anche delle PMI - a diffondere e accreditare questo falso clamoroso... ci hanno traditi proprio tutti.

      ps
      Sono talmente brutte le nostre "metastasi" che le vogliono per loro!

      ps2 (OT)
      Più ci penso e meno mi va giù Brancaccio che dà dell' "interclassista" a Bagnai. Brancaccio a Bagnai!!!!!!!!!!!!

      Elimina
  43. Giro quest'articolo, considerando che la fonte è un organo del PUDE...http://keynesblog.com/2013/04/11/il-vero-contagio-e-quello-dellausterita/

    RispondiElimina
  44. Sono un "non esperto" in materia che nell'ultimo periodo ha letto con interesse il suo blog.
    Vorrei chiederle una spiegazione sull'attuale spread italiano. In particolare, mi piacerebbe capire perchè nonostante oggi l'italia non abbia un governo, la situazione politica sia piuttosto confusa e gli indicatori economici sono tutti peggiorati (e non sarebbe potuto essere diversamente), abbia, ciò nonostante, uno spread non così alto rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare è decisamente più basso di un annetto fa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci si è abituati a uno spread a 300 al punto da considerarlo normale, ma normale non è.
      Di fatto segnala che il mercato considera che due decennali, uno tedesco e uno italiano, avranno fra dieci anni lo stesso valore nonostante il secondo renda circa il 35% in più del primo (dato appunto lo spread intorno ai 300 punti).
      In sostanza, i mercati scontano o una ristrutturazione del debito pubblico italiano, o un'uscita dell'Italia dalla moneta unica.
      E visto che un'eventuale uscita dovrebbe portare a un deprezzamento della nostra moneta intorno al 20% (pari al differenziale di inflazione fra Italia e Germania prodottosi dall'entrata nella moneta unica), il 35% di cui sopra che sconta la situazione da qui a dieci anni non è un numero così arbitrario come può sembrare. Anzi.

      Elimina
    2. Come si è detto venerdì a Reggio, lo spread tra Italia e Germania in una UE che funziona dovrebbe essere ZERO. E invece ci fanno credere che 300 è normale. E se ne prendono pure il merito.

      La notizia più bella che mi ha regalato questo blog è il fatto che gli italiani sono cazzuti e non delle mezze seghe come ci hanno raccontato per anni.
      I nostri politici, quelli che dovrebbero fare i nostri interessi, continuano a ripeterci in ogni salsa che siamo corrotti, evasori, che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, improduttivi, ladri, ecc ecc ecc.
      Ci dicono che siamo dei ciabattinari e che dobbiamo competere con i cinesi, ma ci rendiamo conto?
      Ormai ce l'hanno detto tutti e talmente tante volte, che ci abbiamo creduto. E ci credevo anche io. Fosse vero, ok, cenerina sulla fronte e lavorare.

      MA, AHIMÈ, DATI ALLA MANO, NON È VERO.

      Ora nutro un disprezzo totale per questa classe dirigente (politici, giornalisti, grandi industriali, ecc) che, di fatto, sono dei TRADITORI.
      Gente che ha detto e continua a dire e fare cose gravissime, che hanno avuto e avranno conseguenze gravissime.

      È ora di finirla, è ora che la gente sappia. E che s'incazzi come sono incazzato io.

      Altro che "che bello lo spread è basso nonostante tutto". Vallo a dire a un imprenditore che deve competere con l'industria tedesca che si finanzia al 3% in meno.

      Elimina
  45. giuro ho dovuto andare a vedere di che si parlava
    http://it.wikipedia.org/wiki/Interclassismo

    in effetti il CavaiereNero non mi pare un "propugnatore di convivenza armonica", nè che, con tutte quelle citazioni in ogni lingua dell'orbe, si mescoli troppo ai villici (io spesso non riesco manco a leggere il nome del vino che ci offre)
    però è genero e una boccia di Sauternes la condivide volentieri.
    a buon rendere
    san_giovese

    RispondiElimina
  46. Chiedo scusa, ma non riesco al momento a capire una cosa. Ma se la Francia guadagna tempo perchè viene trattata con i guanti di velluto dalla BCE, allora ciò non fa aumentare la sua inflazione da cui i suoi beni diventano meno competitivi e quindi a lungo termine il suo tessuto industriale sparisce? Dato che stiamo giocando al ribasso con questa austerità contro la Germania, se la Francia non la segue allora questo non porta a nuovi squilibri nel saldo delle partite correnti?

    In poche parole, quello che sta facendo la Francia non è paradossalmente controproducente?(sarebbe più logico se uscisse prima dall'€uro e poi seguisse le politiche espansive)

    RispondiElimina
  47. @Giorgio DM
    se vuole intendere che ci svaluteremmo rispetto al dollaro del 10% mentre loro si rivaluterebbero del 20% allora sono d'accordo.. va rivalutato il patrimonio tedesco.
    ma se non ricordo male in Italia l'89% della famiglie aveva una cosa contro il 40% dei tedeschi.
    oh, in termini di risparmio pre euro chi stava meglio?

    PS: l'aumento del costo delle case è vero.. mi pare che sia successo pure con la thatcher in inghilterra! ahhahahahaha

    RispondiElimina
  48. @Andrea Presbitero
    pensare che da noi non si sono fatte le riforme strutturali di finanza pubblica è una falsità storica.
    va ammessa questa cosa o no?
    che se uscissimo i tassi di interesse si abbasserebbero non è vero? ecco il punto!
    ma se nel 2010 si facevano i calcoli con tassi reali nulli e crescita allo 0,5-1% ovvio che i risultati erano diversi da adesso con PIL che decresce del 2-3% e tassi di interesse reali sul 3%!!!

    bisogna insomma capire che le condizioni sono mutate.
    ciò che dice il prof è che nonostante tutto non c'è risparmio negativo né nel settore privato né in quello pubblico!
    bene o male ci siamo come Nazione.. se ci liberassimo dell'euro con tassi nulli e PIL in crescita del 2-3% nei primi 5 anni la situazione cambierebbe radicalmente!


    PS: ovvio che nel 2014 saremo falliti e spremuti con questo andazzo

    RispondiElimina
  49. @ luigi rivelli

    Se ho sentito bene, credo che il testo sulla rivoluzione francese citato dal prof. Bagnai fosse quello di
    Pierre Gaxotte.

    RispondiElimina
  50. basta che i pigs escano dal loro recinto e l'euro e' finito......

    RispondiElimina
  51. "Anzi, fai pure proclamare a tutto l'esercito che chi non si sente l'animo di battersi oggi se ne vada a casa. Gli daremo il lasciapassare e gli metteremo anche in borsa i denari per il viaggio.
    Non vorremmo morire in compagnia di alcuno che temesse di esserci compagno nella morte."

    https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=S0xRKsjQADs

    RispondiElimina