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lunedì 4 marzo 2013

Un piccolo QED (23)

Per comodità di quelli meno "connessi", vi riporto il link alla mia ultima intervista.

Vi ricorderete che l'idea che i politici del Sud con le proprie menzogne si siano messi in un vicolo cieco, mentre a quelli del Nord le proprie menzogne riservino comunque una scappatoia, era già stata avanzata fra l'altro in quest'altra intervista (per chi se la fosse persa).

Come vedete, son bastati pochi giorni per vedere realizzata questa semplice e razionale ipotesi. Sta infatti succedendo proprio quello che avevo chiaramente indicato: al Nord che il limone è spremuto lo sanno bene, e sanno quindi quello che molti ingenui continuano a non capire (quelli che "ma se l'euro avvantaggia in termini di prezzo la Germania, perché la Germania dovrebbe abbandonarlo?" Ehi, amico, ma ci sei o ci fai? Sei un commerciante? Se per strada passa un barbone, a quanto devi abbassare il prezzo per vendergli un paio di scarpe? Lo capisci che la domanda di un bene dipende non solo dal prezzo, ma anche dal reddito dell'acquirente? No. Be', guarda, allora c'è solo l'imbarazzo della scelta: gianninizzeri, austriani, anatroccoli... Il mondo è pieno di blog per diversamente economisti....).

Dicevo: al Nord che ormai di uscire converrebbe più a loro che a noi lo sanno (ovviamente, fatta sempre salva l'ipotesi di "fuga in avanti" con annessione pressoché immediata del resto dell'Europa, che però mi sembra stia incontrando qualche minimo ostacolo). Ora, mentre i politici del Sud per uscire devono smentire la propria menzogna (cioè devono dire che l'euro ci ha danneggiato, invece di avvantaggiarci come loro avevano spergiurato), ai politici del Nord per uscire basta insistere nella propria menzogna (cioè continuare a dire che l'euro era tanto bello ma noi porci del Sud lo abbiamo a gambe all'aria con la nostra prodigalità: un'idea che all'elettore mediano tedesco è gradevole e familiare). Un semplice ragionamento politico chiarisce quindi che lo scenario di uscita "dall'alto" rimane ad oggi uno dei più probabili.

Sai le risate quando i piddini, come dicevo a Fassina, rimarranno baionetta in canna in fondo alla foresta della crisi, come l'ultimo giapponese, a difendere il bidone dell'euro, che i tedeschi nel frattempo avranno dichiarato per quello che è: cioè, appunto, un bidone!

Si leverà, dall'intera Europa liberata, il coro tanto liberatorio: "Scemo, scemo, guarda quanti semo..." (per chi se lo ricorda).

Io, come sapete, contavo un po' anche sulla Francia, su quel minimo sentimento nazionale che questo popolo ha, ma dopo aver visto da un paio di mesi il livello di propaganda in atto (giornalisti tedeschi di guardia a ogni talk show, roba impensabile l'anno scorso), ho un po' rivisto le mie aspettative (anche se mantengo ovviamente quelle di un discreto sfacelo economico in arrivo da queste parti, ma spero non prima del mio rientro in Italia!)

Va da sé che di sicuro c'è solo la morte, e l'insostenibilità dell'euro. Su quale forma però questi due tristi fatti della vita assumano, sappiamo bene che l'incertezza persiste fino all'ultimo. Ma di una cosa sono abbastanza sicuro: il primo non ci impedirà di assistere al secondo.

Si apra la discussione, ma io me ne vado a dormire perché il telegiornale mi ha steso e sono ancora sotto shock per la scena pulp di venerdì.

Buon ascolto e buon divertimento. Un passo alla volta...

110 commenti:

  1. oh,cavajere
    ho appena letto l'articolo su "cado in piedi"
    e sono passato a pipponomics e vedo un nuovo articolo
    con una frase ad effetto
    "và da sè...........il primo non ci impedirà di assistere al secondo".
    Spero presto,
    perchè Dio è morto,Marx è morto e io non mi sento molto bene :-)

    Venerdi;fegato......ce ne vuole tanto a stare calmi di fronte alla Fassina mentitrice.

    C'è chi vuole smacchiare il felino,
    e chi vorrebbe sbranare la Fassina,durante il suo lamento di morte.
    Ma i piddini hanno il cimitero come gli elefanti ??

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  2. Povero Fassina... m'ha fatto sin pena. Siamo poi sicuri che non sia un pò piddino? A me dà sempre un pò l' impressione di essere mono-neurone più che in cattiva fede.
    Vabbè volevo dire che l' intervista che mi è piaciuta di più è quella su http://www.scenarieconomici.it/esclusiva-intervista-alleconomista-alberto-bagnai-ecco-perche-leuro-e-insostenibile-13/
    Chiara, coincisa, esauriente un bignami del libro.
    Mi permetto di divulgarla a conoscenti, sperando di non incorrere nella "Comunicazione di servizio ai volonterosi":-) userò mezzi desueti, cartaceo.

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  3. per chi sa il tedesco:

    http://www.wa2013.de/index.php?id=198

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    1. Interessante il motto: perché alle prossime elezioni ci sia una scelta! Esattamente la filosofia del nostro PUDE!

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  4. In questo momento,fiutando l'uscita dall'alto della Germania,l'informazione nostrana sembra essere propedeutica all'ipotesi di Rockapasso,se bene la ricordo e bene la capii:la meravigliosa giostra dell'€ si e' rotta non xche' ridotti a barboni,non siamo piu' commercialmente interessanti,ma xche' chi ha ribaltato il tavolo con un esito elettorale "sconveniente" ci ha tolto la necessaria credibbbbbilita'. Se poi aggiungiamo come ingrediente la mezza dose di anti€peismo con la proposta di referendum - che in quanto mezza dose puo' generare un pericoloso effetto paradosso - la questione della perduta credibbbbilita' aumenta di peso specifico. Anche questo e' un modo x uscire dall'angolo e x rifarsi la verginita'.

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    1. Dobbiamo impedire a questi squallidi mentitori di portare avanti il loro piano B. No mercy.

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  5. In onda su la7 "i biondi del nord seri ed affidabili" vs "brutti sporchi e cattivi del sud" .... ora l'evasione ....manca solo "criccacastacorruzione".
    Lavanderia cerebrale a pieno regime.

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  6. " Ai politici del Nord per uscire basta insistere nella propria menzogna (cioè continuare a dire che l'euro era tanto bello ma noi porci del Sud lo abbiamo a gambe all'aria con la nostra prodigalità: un'idea che all'elettore mediano tedesco è gradevole e familiare "

    Il servizio sull' uomo della strada tedesco fatto stasera a Piazza Pulita non fa che darci l' ennesima conferma riguardo questa ipotesi. Il fatto che però i piddini non ne traggano le dovute conseguenze politiche ( meglio uscire dall' euro piuttosto che pensare che la Germania faccia quello che non farà mai ) perché comporterebbe autocritica, non vorrei ci consegnasse uno scenario in cui ci toccherà tenerci l' euro ( o un altro cambio fisso con un altro nome ) con Francia, Spagna, Portogallo e Grecia.

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  7. "il primo non ci impedirà di assistere al secondo"

    Se credessi al Trigonoftalmo lo pregherei affinché la Seconda Sicurezza si manifestasse domattina. Per la prima non ho fretta.

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. (il minimo che si possa dire è che su questo punto siamo lontani dall'unanimità. Del resto, la natura è matrigna di tanti fuuuuuuuuuurbi ed espertoni, siate sereni, come diceva quello...).

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  9. Ma non è stato molto pulp...il povero fassina mi ha fatto quasi pena. Visto da fuori sembrava come sparare a uno che caga (con rispetto parlando)

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  10. A Piazza pulita una serata da incubo surreale, una non meglio specificata catastrofe apocalittica globale:

    Il dopo elezioni: Apocalypse Now

    Luca Ricolfi:la vittoria di Grillo è una disgrazia per l’Italia

    Fiorella Kostoris economista: se usciamo dall’euro inflazione a vagonate

    Emiliano Brancaccio: si potrebbe uscire, sì, forse, ma, non so

    Paola de Micheli: Grillo deve assumersi le sue responsabilità

    Oliviero Toscani: i politici non hanno più fantasia, ce l’ho solo io

    Seguono scene da panico catastrofico, con poveracci affannati a racimolano spazzatura nelle fogne, negozi e appartamenti depredati da guerrieri della notte

    Paolo Becchi: difende Grillo, ma sembra Aristotele appena uscito dalla stanze vaticane di Raffaello, ha ancora la barba putrefatta da zombi

    Seguono commenti esteri sull’esito delle elezioni: in Italia siete pazzi, vi governano due comici, io sarei molto preoccupato, anzi siamo terrorizzati per voi ………………………

    Sono andata a letto stremata: quanto devono incassare questi giornalisti diversamente liberi !!!

    Diversamente sono proprio degli infami !!!

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    1. Che fatica nascer salmoni (che devono nuotar contro corrente) e non pesci rossi (che vivono beati nell'acquario)...

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  11. Ho appena visto Brancaccio ospite a Piazzapulita; mi sa che è la prima volta che ne vedo la faccia. Aldilà delle poche cose che ha detto effettivamente condivisibili (è vero che gli hanno dato poco spazio), osservando l'unica espressione del suo volto, non ho potuto fare a meno di pensare che a lui, di tutta questa faccenda della crisi e dell'euro, non gliene sbatta una benemerita fava.
    Ora mi si spiega con maggiore chiarezza il post di molti mesi fa.

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    1. Ma che trasmissione hai visto? Brancaccio a Piazza Pulita ha fatto un discorso impeccabile. E fa benissimo a mantenere il sangue freddo. A me è piaciuto anche più del solito.







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  12. Prof., come back soon...
    la deindustrializzazione continua anche senza un governo piddino, ortottero o peggio dell'hidalgo de la sierra.
    La Bridgestone chiuderà l'l'impianto di Modugno (Ba) entro la metà del 2014, impianto presso cui sono attualmente occupate 950 persone.
    Calo della domanda e concorrenza dei paesi emergenti sui prodotti di fascia bassa le causa della decisione della chiusura.
    Lo capirà mai un piddino che senza il feticcio euro magari la concorrenza degli emergenti è meno dolorosa???



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  13. Caro prof. ma i politici tedeschi come faranno a spiegare l'uscita dall'euro, colpa dei pigri mediterranei, se l'andamento delle rispettive economie subirà una inversione di tendenza? In questo caso non dovranno salvare con la propria finanza le loro banche?

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  14. 1. Alberto scrivi: «noi porci del Sud lo abbiamo _ a gambe all'aria». Manca ovviamente mandato.

    2. Ti ricordo che soffri sempre della distorsione cognitiva nota come maledizione della conoscenza, come ci dicemmo in passato. Gli "ingenui" che scrivono «ma se l'euro avvantaggia in termini di prezzo la Germania, perché la Germania dovrebbe abbandonarlo?» secondo me più che altro mancano di un pezzetto di conoscenza:

    il Sud Europa (PIGS) è stato un mercato di sbocco della Germania, ma una volta che noi PIGS siamo andati in recessione gli effetti si sono fatti sentire ovviamente anche in Germania (si è qui più volte sintetizzato in «stanno segando il ramo su cui siedono»).

    I dati li trovate nel primo articolo pubblicato su questo blog, I “salvataggi” che non ci salveranno, tabella 1. In quella tabella potete osservare che nei rapporti commerciali coi PIGS, nel periodo 1997-2007, la Germania ha segnato un +32% (+76 mld di €).

    Notate invece che la Germania ha un disavanzo verso Cina e BRIC, rispettivamente -8% e -2%. Sì, la Cina è parte dei BRIC, quindi può sembra strano di primo acchito che per l'aggregato dei BRIC il disavanzo risulti inferiore che per la sola Cina. Ricordate però che esistono import ed export, quindi nell'aggregato dei BRIC le esportazioni dalla Germania verso Brasile/Russia/India possono controbilanciare in parte le importazioni dalla Cina.

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    1. La Germania prima o poi segherà il ramo su cui giace, questo lo ricordo, il professore lo ha detto più volte, ma occorre valutare la convenienza odierna dopo i dati delle elezioni. La Germania desidera un altro Monti-bis, quindi c'è ancora da spremere immagino.

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  15. Non so se può interessare la performance serale di Minosse su Twitter secondo cui i pareri espressi da Stiglitz e Soros, se pur autorevoli, restano solo pareri, gli studi seri son ben altra cosa rispetto ad articoli di giornale.

    Uno potrebbe anche essere d'accordo in astratto, se non si trattasse dell'€ su cui si erano pronunciati in tanti, ciò che era stato predetto si è verificato e corrisponde in buona sostanza a ciò che affermano Stiglitz e Soros: la crisi europea è un disastro creato dall'€ (le dinamiche le trovate ovviamente spiegate su questo blog). Sono quindi pareri molto ben informati e ben fondati sulla teoria e sui dati.

    Detto poi da uno che sente la necessità di difendere a spada tratta Boldrin, in quanto specialista, sì, ma di rami dell'economia lievemente poco pertinenti con la crisi dell'eurozona, è una garanzia!

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    1. Più che altro mi chiedo: Manasse è talmente sfigato che non viene cagato di striscio almeno dall'opinione pubblica. Vale la pena considerarlo noi?

      A mio parere non merita più attenzione, se non altro fa da solo un buon lavoro di autosmerdatura se prima parla di autorevolezza e poi Stglitz da "solo pareri". Ha uno stranissimo modo di pesare i "pareri" a mio avviso.

      Non dovrebbe avvisare i gentili lettori che lui al cospetto di Stiglitz non vale una mazza, visto come ha ritenuto importante sottolineare il peso specifico di Boldrin? Vedo una certa incoerenza di fondo....

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    2. Resto sempre più allibita dall'inconsistenza delle argomentazioni di Manasse che non riesce a tener testa a dei normali lettori non-economisti (per quanto chi segue Goofynomics non sia un "normale" lettore che si può raggiarare facilmente. Neanche questo fatto elementare ha ancora capito!)

      Manasse: "e come spiega che con l'euro alcuni paesi hanno avuto una crecita strepitosa?"
      Il surplus di alcuni paesi è in pratica il debito degli altri guardato da un altra posizione. O Mansse non lo sa o più probabilmente ci sta sottovalutando.
      In ogni caso la figura è pessima.
      E questo sarebbe un valido economista con cattedra in una delle più (interazionalmente) prestigiose università italiane? Ma mi faccia il piacere!!!!!!

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    3. "i pareri espressi da Stiglitz e Soros, se pur autorevoli, restano solo pareri, gli studi seri son ben altra cosa rispetto ad articoli di giornale".

      Il grande capo Estik-Atsi dice: quand'è che Minosse si degnerà di mostrarci un suo "studio serio" che mostri:

      1 - che la nostra è una crisi di debito pubblico

      2 - che l'uscita dall' euro significherebbe meteoriticavallettesacrificiodeiprimogeniti ?

      Attendiamo fiduciosi, nel mentre qui ci si sollazza con grafici e dati....così, pour jouer !

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    4. Guardate, sul blog di Minosse mi sono permesso di commentare due suoi post, chiedendogli di esporre chiaramente il suo punto di vista sulla nostra unione monetaria.

      Ne ho ricavato a dire il vero solo vaghe posizioni piediinduescarpiste.

      Mi ero riproposto di insistere sul punto col figlio di Zeus fino allo sfinimento.

      Riflettendoci, tuttavia, mi è sufficiente la sua vaghezza come risposta.

      L’importante è desistere.

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  16. Devo dire che, nonostante io sia un piddino più dilettante che amatore, reputo i suoi articoli davvero interessanti. Lei sostiene che una moneta unica tra paesi così diversi come quelli dell'euro zona non sia sostenibile. Portiamoci avanti con il lavoro e immaginiamo che l'Euro sia appena imploso. A questo punto, potremmo cogliere l'occasione per far adottare le nuove monete in base alla relativa omogeneità dei sistemi produttivi. Se la sentirebbe di consigliare, ad esempio, al Veneto di adottare lo scellino austriaco con la Carinzia? Il Sud, che economicamente (reddito pro capite, produttività, tassi di disoccupazione etc etc) è molto più distante dal Veneto di quanto lo stesso Veneto sia lontano dalla Carinzia, si potrebbe fare la sua Lira. Oppure, in maniera meno radicale, si potrebbe consigliare l'utilizzo di una Lira del Nord e una Lira del Sud. Svalutando la moneta, finalmente il Sud potrà essere più competitivo e risollevarsi senza bisogno di essere assistito. Del resto sembra che, almeno nei primi 90 anni di storia dell'Unità d'Italia, il divario tra nord e sud sia costantemente aumentato (*) e solo l'intervento straordinario nel mezzogiorno abbia poi fermato, ma non invertito, l'aumento del divario.

    (*) Fonte: L. Bianchi, D. Miotti, R. Padovani, G. Pellegrini, G. Provenzano,150 anni di crescita, 150 anni di divari: sviluppo, trasformazioni, politiche, in “Rivista Economica del Mezzogiorno”, XXV, n. 3, 2011, p. 452.

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    1. La storia d' italia e quanto il sud c' abbia rimesso lo sappiamo tutti ma perché si continua a paragonare le situazioni come se fossero uguali? L' italia ha raggiunto una lingua comune, un mercato del lavoro comune, un sistema di trasferimenti comune. Tutto gestito male, perfezionabile sicuramente ma comunque tutte cose che in europa non ci sono e non si hanno intenzione di fare ( ma la moneta unica c'è ed ecco il danno! ). Certo, con l' entrata nel percorso " europeo" mercato del lavoro e coi leghisti i trasferimenti tra un po' andranno completamente a farsi benedire ma i secessionisti del nord italia non fanno paura a nessuno, mentre il leghismo tedesco è praticamente al potere. Penso sia evidente a questo punto cosa sia salvabile e cosa no.

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    2. Penso che da un punto di vista razionale le soluzioni possibili (+ o - desiderabili) siano almeno (o solo) 3:
      1) una moneta comune e trasferimenti compensantivi (come è avvenuto per molto tempo);
      2) doppia moneta (Lira del Nord e del Sud), oppure una moneta complementare per il Sud;
      3) le famose gabbie salariali di "bossiana" memoria.
      Non conosco la tesi del professore sull'argomento ma quello che il blog evidenzia è che un sistema mercantilista che aggreghi solo i Paesi del Centro non può funzionare: finirebbero per scannarsi tra di loro. In termini "tecnico-economici" (si fa per dire): "E' come mettere tutti i galli nello stesso pollaio". Tieni poi di conto che, come spesso ricorda anche Claudio Borghi, il settore manufatturiero del Nord ha beneficiato enormemente della Lira, grazie ad un tasso di cambio inferiore rispetto a quello che il Nord-Italia avrebbe avuto con una propria moneta. Un po' come la Germania con l'€....
      Senza contare le questioni "affettive" (almeno per me): stiamo insieme da 150 anni ma siamo latini da qualche millennio, non credo che gli austriaci (per motivi spesso trattati nel blog) sarebbero disposti ad accogliere i Veneti se non come vera e propria annessione (del tipo: più Europa!!!) ma senza pari dignità (Roba da Impero Asburgico ma che riflette la situazione attuale dei PIIGS nell'UE).

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    3. ventura 89, nel mio primo commento ho provato a parlare solo di economia monetaria e svalutazione. Nella risposta, e la cosa devo dire mi fa molto piacere, leggo invece concetti di politica fiscale quale ad esempio un "un sistema di trasferimenti comune". E allora, come primo risultato, abbiamo allargato il nostro orizzonte ed i possibili strumenti d'intervento che abbiamo a disposizione.

      Prima di arrivare all'oggi è necessaria una premessa sui primi anni dell'Euro. L'Italia, come del resto conviene anche il punto 2 del ciclo di Frenkell, ha avuto all'inizio un ingresso di capitali stranieri e, aggiungo io, ha potuto beneficiare (1995-2002) dell'effetto di convergenza dei tassi di interesse (per intenderci, lo stato ha pagato tassi di interesse più bassi di quelli che pagava prima dell'ingresso nell'Euro). Poi, dopo il 2002, i tassi sono stati quasi sottozero per tutti e la cosa era, anche se meno dei primi anni, ancora positiva per l'Italia che però, tra il 1995 ed il 2008, avrebbe dovuto
      1. ristrutturare il debito pubblico
      2. rilanciare la produttività delle imprese con investimenti
      Invece ha vissuto di rendita, anzi in alcuni momenti si è ulteriormente indebitata (senza una politica di investimenti industriali) solo per aumentare i consumi. Poi è arrivata la crisi, sono saliti i tassi, i mercati si sono compressi e l'Italia ci è arrivata completamente impreparata. E' inutile piangere sul latte versato, è vero, ma ho provato a spiegare come, ovviamente per come la vedo io, sono andate le cose. (E del perché oggi qualcuno sia un po' restio a concederci fiducia)

      Veniamo al futuro. Oggi, dopo aver perso il treno per affrontare la crisi da soli, l'unica soluzione sembra sia quella dell'uscita dall'Euro. Credo invece si possa ancora uscire dalla crisi con una politica fiscale comune, e che non sia affatto un'utopia crederlo. Questa dichiarazione di Paul De Grauwe, consigliere di Barrosso, mi da infatti un po' di fiducia: «Chiunque avalli l'uscita dell'Italia dall'euro si porterà la responsabilità di aver causato una spaventosa destabilizzazione globale, con effetti e durata imprevedibili ma sicuramente pesanti e non brevi». ma "l'Europa ha colpe enormi. È assolutamente vero che una politica fatta di austerity ad ogni costo rischia di dilazionare sine die la ripresa italiana. Spero che si sia ancora in tempo per avviare misure concrete di rilancio della crescita: ad esempio ricapitalizzando la Banca europea degli investimenti a spese dei Paesi in surplus, Germania in testa, rendendola così in grado di avviare misure infrastrutturali paneuropee". (*) Del resto, non sarebbe la prima volta che una crisi ci porta a dei passi in avanti, invece di condurci alla guerra (reale o economica che essa sia).


      PS
      da neofita del blog, l'impressione è che un Bagnai del 1861 avrebbe consigliato al Sud Italia di non avere una moneta unica con il Nord Italia.

      (*) La Repubblica, da Dagospia :http://tinyurl.com/ad6cmsc

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    4. Beh, ma era il disegno velleitario della Lega per queste elezioni, secondo te cosa significa "riprendiamoci le regioni del nord e tratteniamo il 75% delle tasse" ? Stanno pensando ad una macroregione che abbia tutte le carte in regola per stare nell' area euro, perchè se tutto il resto d' Italia non ce la facesse, questo potrebbe essere il detonatore per far salpare la nave Italia verso la Tunisia a partire dal Po invece che dalle Alpi.
      Per il momento non mi sembra che abbiano avuto un gran seguito.

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    5. Caro Ma(r)x, la tua ricostruzione storica è da luogocomunista della più bell'acqua. Sei bandito dal blog finché non avrai capito che non esiste alcun dividendo dell'euro. Se non lo capisci, non fa nulla. Basta che non ci secchi con la tua prosa, che è inutile se non parte dai dati. De Grauwe saprà lui perché dice quello che dice. A me non interessa quello che dice oggi, ma perché non lo diceva ieri. Per il dividendo dell'euro vai sul mio blog del FQ. Qui non stiamo giocando. C'è da lavorare e da capire. Gli altri lo hanno fatto. Se non ti va, basta cliccare altrove.

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    6. A un piddino che non ha pudore e non ha vergogna di dichiararsi tale, consiglio questa lettura:

      Euro: un disastro annunciato

      Forse dopo si vergognerà, come ho fatto io

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    7. Caro Alberto Bagnai, esistono studi non propriamente “luogocomunisti” che, pur riconoscendo che “l'idea di guidare il processo di convergenza europeo attraverso una moneta unica si è rilevata una scelta sbagliata"(*), evidenziano un "iniziale riduzione dei tassi di interesse" (affermazione ammetto avara di dati visto che lo scopo dell'autore non era quello di dimostrare l'esistenza del dividendo dell'Euro, dati che però si possono trovare, almeno per quanto riguarda le medie imprese private, in un lavoro Morelli-Monarca **). Nel lavoro di Pozzi che ho citato la svalutazione viene vista "come il sintomo di un malessere più profondo che consiste nella difficoltà del sistema produttivo del paese considerato di mantenere la propria posizione relativa rispetto agli altri sui mercati internazionali, piuttosto che come una cura da praticare." (***).

      Ciò detto, sono intervenuto sul suo blog prima per capire e poi eventualmente per discutere della possibilità di un approccio non esclusivamente monetarista (come mi sembra sia il suo) alla questione (potrebbe non essere l'euro sbagliato in se, ma ad esempio le politiche di deindustrializzazione fatte a seguito dell'euro forte).

      Però il blog è il suo e se ha deciso che il dibattito debba partire dall'asserzione che il dividendo dell'euro (per lo Stato) non sia esistito (se è vero che non esistono prove della sua esistenza, pur cercandoli non ho trovato tra i suoi articoli prove definitive e dati che dimostrino il contrario), che tutto sia dipeso dal mercato mondiale della moneta (cito da suo articolo sul fatto quotidiano: "È l'eccesso di risparmio globale, descritto da Ben Bernanke nel 2005, che ha contribuito all'abbassamento del costo del denaro in tutto il mondo") e che (mi permetto di interpretare il suo pensiero) sostanzialmente le politiche industriali siano poco significative per affrontare il problema, non posso che prendere atto della sua decisione di bannarmi e ritirami educatamente dalla discussione.

      Augurandomi di non aver fatto perdere troppo tempo a lei e a chi segue il blog, saluto e auguro a tutti un buon lavoro.

      (*) Cesare Pozzi, Editoriale de L'Industria (Il Mulino), Fasciolo 2/2011 pag. 210
      (**) "in Germania, nel 1996-2002, il tasso medio sui prestiti a medio lungo termine alle imprese resta stabile tra il 6,51 ed il 5,93 per cento, mente in Italia si attesta su valori rispettivamente del 10,68% e del 4,74% “ "Regole, Governance e struttura finanziaria nella media impresa" Giovanna
      Morelli e Umberto Monarca. L'Industria (Il Mulino), Fasciolo 2/2005 pag. 274
      (***) Cesare Pozzi, Op. Cit, pag pag. 208

      Post Scriptum per Spada900. La ringrazio per la lettura consigliata. Aggiungo che (cito dall'artico che mi ha segnalato) "Agganciare la valuta della Germania a quella di Paesi economicamente più deboli e con inflazione più alta, senza prevedere meccanismi certi ed automatici di riequilibrio fra i Paesi in surplus e quelli in deficit, non poteva non determinare la costruzione di un rapporto asimmetrico" non solo evidenzia l'errore compiuto, ma forse indica anche quale sia la strada da seguire per uscire dalla crisi che potrebbe non essere l'uscita dall'Euro ma bensì prevedere meccanismi di riequilibrio fra Paesi. Soluzione che comunque potremmo definire di "second best", visto che la via maestra dovrebbe essere quella di (e cito di nuovo l'articolo di Cesare Pozzi) realizzare un'"effettiva integrazione economica fondata su una strategia unitaria in grado di valorizzare complementarietà, specificità, competenze e risorse delle diverse aree per creare una struttura industriale realmente comune al fine di produrre vantaggi competitivi sostenibili rispetto a quelle che saranno le nuove economie esterne". Altrimenti, ed è questa la questione di fondo, viene il dubbio che il destino dell'Europa (unita o divisa che sia) possa essere il declino economico.

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    8. Senta, lei è in effetti solo un piddino, e mi dispiace. Cesare Pozzi è una persona che io e i lettori del mio blog stimiamo, ma sono in disaccordo con lui su tutte le affermazioni che lei riporta. Questo non lede la mia stima per lui e spero che la cosa sia reciproca.

      Visto che non mi pare lei abbia altri argomenti oltre l'auctoritas di questa citazione, io la rinvio a Alesina 1997 che dice chiaro e tondo che la convergenza nominale si era già realizzata e che il percorso verso l'euro non c'entra nulla (cosa che avevo anch'io argomentato in modo indipendente qui).

      Se poi lei sa cos'è un esperimento controfattuale, possiamo tornare su quest'argomento in termini tecnici, ma prima le suggerisco di leggersi questo Storify di un'altra persona che stimo, e con la quale in questo caso mi trovo d'accordo (magari in altri no).

      Le faccio un discorso molto sereno: capisco che dopo aver tradito il vostro elettorato naturale adesso vogliate arrampicarvi sugli specchi per dimostrare che avevate ragione e che l'esperimento fascista che avete appoggiato è andato a male per colpa del destino cinico e baro.

      IO NON VE LO PERMETTERO'. DOVETE FARE AUTOCRITICA, DOVETE CHIEDERE SCUSA A QUESTO PAESE, O QUESTO PAESE NON POTRA' PERDONARVI.

      Detto questo, glielo dico fuori dai denti: è evidente che lei si ritiene una persona intelligente, ma guardi, questo è evidente solo a lei. Per chi conosce i dati, lei è solo un poraccio che non si rende conto del fatto che parlare di dividendo dell'euro significa ritenere "storicamente plausibile" uno scenario nel quale l'Italia nel 2005 avesse avuto un tasso d'interesse ai livelli di quello della Birmania. Se me lo dice un liberista gianninizzero, mi viene da ridere. Se me lo dice un "intellettuale" di sinistra mi incazzo.

      STA MORENDO DELLA GENTE, non so se è chiaro. Quindi umiltà, dati e pedalare.

      La strada "maestra", come lei con prosopopea e presunzione ci informa, non può essere una strada economicamente e politicamente insostenibile. Se ne accorgerà. E non tenga troppo all'anonimato: quelli come lei li riconosceremo subito, saranno quelli che verranno a dirci "ecco, io l'avevo sempre detto".

      A (non) rivederci.

      (scusate, non so perché ma questo mi infastidisce veramente molto)

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    9. A Tempting Rationale for Leaving the Euro - The New York Times, 15/05/2012

      "Some two decades ago, when Europe’s leaders worked out the details of their grand vision to connect the European Union with a single currency, virtually every economist on this side of the Atlantic — and most of those on the other — figured out that the euro would be fatally flawed.

      What took economists some time to understand was that Europe’s leaders didn’t much care what they thought.

      “The European Commission did invite economists to present their views. It was a Darwinian process,” said Paul De Grauwe, professor of European political economy at the London School of Economics. “I was invited, but when I expressed my doubts I wasn’t invited anymore. In the end only the enthusiasts were left.”(..)"


      Su, lasciamo stare De Grauwe... una persona che ha dimostrato grande onestà intellettuale rifiutandosi di avallare scientificamente questo violento esperimento socio-economico (in un momento in cui esporsi poteva anche essere pericoloso), e per di più quando ciò gli avrebbe garantito denaro e potere (forse perché non ne aveva bisogno, a differenza di altri in Europa che sul sostegno scientifico all'euro ci hanno costruito una carriera)... adesso, così all'improvviso, gli gira e diventa un irriducibile teorico delle Sette Piaghe d'Italia! Sarà, ma a me pare un po' strano... se poi andiamo a vedere dove è stata pubblicata l'intervista, magari, e dico magari, qualche dubbio sul fatto che davvero essa rispecchi per intero il pensiero di De Grauwe può anche venire; che sia stata "confezionata" con il solito taglio terroristico specialità della casa è indubbio, resta da vedere a quali sollecitazioni sia stato sottoposto l'economista. Il contesto rimane importante e una manipolazione dell'intervista stessa non si può escludere (non sarebbe il primo "taglia&cuci").

      Sui dividendi dell'euro non si capisce mai perché chi ne sostiene l'evidenza (o dubita della loro insussistenza) inizi sempre chiedendo a chi nega la loro esistenza di dimostrare il contrario. Ma cominciate voi, che qualche argomento l'avrete, o no? Se li sostenete (o dubitate della loro insussistenza) perché dovreste aver sempre bisogno degli argomenti dell'interlocutore per impalcare la discussione?

      PS_Il Bagnai con "approccio monetarista" si doveva ancora leggere...

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    10. Caro Riccardo da uno che viene a fare la lezZzioncina c'è da aspettarsi che non sappia cosa è il monetarismo né perché l'approccio del blog non è monetarista.

      L'effetto Dunning–Kruger è sempre in agguato, tutti ne siamo soggetti negli ambiti in cui non siamo competenti. Il problema è che alcuni non ce la fanno proprio ad esercitare un po' di prudenza e finiscono per diventare seguaci di Etarcos (cfr. Atto secondo: vita e opere del filosofo Etarcos).

      Riguardo De Grauwe: ritengo anch'io che prima di esprimere giudizi su di lui bisognerebbe sapere che cosa ha detto veramente, sarebbe utile fargli pervenire una traduzione dell'intervista perché i compagnucci de il Repubblichino non sono nuovi a manipolazioni di interviste. Ricordo il caso riguardante fatti relativi al cosiddetto archivio Mitrokhin:

      * Repubblica intervista Gordievskij, ex KGB poi MI6, che conferma per filo e per segno l’autenticità delle informazioni che Litvinenko passò a Scaramella in sua presenza in un bell’albergo di Regent Street con un calice di vino rosso: Trofimov, poi ammazzato, disse che Prodi era “our man”, il nostro uomo
      * Repubblica smentita anche dalla agenzia Novosti, oltre che da Gordievsky

      Ora Paolo Guzzanti non è un santo, ma sono propenso a credergli: quando presiedeva la commissione d'inchiesta "dossier Mitrokhin" e intelligence italiana — sulle cui attività calò un silenzio imbarazzante, anche sulle TV del Cavaliere, se escludiamo il gossip in stile spy story — venne attaccato anche dalla sua parte politica e si cercò in tutti i modi di screditarlo.

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    11. "One of the painful things about our time is that those who feel certainty are stupid, and those with any imagination and understanding are filled with doubt and indecision"

      Quant'è vero. Comunque concediamogli il beneficio del dubbio: l'amico ha seri dubbi metafisici ("se è vero che non esistono prove razionali dell'esistenza di Dio, è pur vero che nessuno è in grado di fornire una prova definitiva della sua inesistenza, dunque..."), ma allora dovrebbe rivolgersi a Massimo Cacciari, non a Bagnai (sull'esistenza di Dio, perché sull'esistenza dei dividendi dell'euro la Fede del filosofo barbuto è incrollabile...).

      Concordo sulla verifica dell'intervista, se trovo il tempo proverò a mandare una email a De Grauwe, se risponde onore a lui.

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  17. Caro Alberto,
    spero che con il seguente "quesito della susy" io non mi meriti l'espulsione.
    Argomento: la Germania comincia a pensare di sganciarsi.
    Tu dici, oramai il limone è spremuto, quindi il vantaggio di tenere gli altri è venuto meno (non c'è più trippa per gatti).
    Ora, ricordo i calcoli fatti (da non ricordo bene quale banca d'affari: merryl?), per cui l'uscita dell'Italia avrebbe comportato un delta negativo sul pil tedesco variabile (a seconda delle opzioni: vado via subito; forse resto, ma poi esco; esco dopo) compreso (a spanne) tra -7 e -12.
    In base alla legge fondamentale di goofy, quindi, la Germania non pensa di uscire "rivalutando", perchè subirebbe questi effetti negativi. A meno che stare dentro sia diventato così pregiudizievole da superare i danni di una uscita "dall'alto". Ma il ragionamento non fila comunque: se rivaluta, danneggia le proprie esportazioni, e quindi dovrebbe abbandonare il dogma mercantilista (e riaffidarsi al mercato interno): l'industria tedesca è disponibile? e poi, non è in contraddizione con la "bugia": i porci del sud etc. etc.
    Se le cose stanno così, allora pensa di uscire svalutando rispetto all'euro, lasciandoci a bagnomaria, mentre lei approfitta (per quanto)? del vantaggio competitivo dovuto alla svalutazione. Si, ok. Ma: e il marco forte? il mito teutonico della moneta "strong".
    Insomma, in entrambe i casi mi pare che la strada sia poco praticabile per l'alamanno.
    Ho capito male? c'è un bug nel ragionamento?
    Ora coprimi pure di improperi, sono qui per imparare (e già avresto dovuto farlo, ribatterai tu!!).

    Un caro saluto

    Benedetto

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    1. Il movimento del pendolo è stato forzato in un'unica direzione, nella teutonica convinzione che non consentire l'oscillazione non avrebbe causato conseguenze (per loro).

      E invece non è così.

      D'altronde se la Germania avesse consentito un 'riequilibrio' dal lato del mercato interno, il prezzo oggi da pagare sarebbe stato inferiore.

      Il punto è che, mi par di capire, di pagare il biglietto, in Germania, proprio non se ne parla.

      Vogliono proprio fare i 'portoghesi' (battutaccia)

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    2. Ragassi, come dice la 'zdora, che qui si parli di economia, non vi faccia mai dimenticare che nella vita esiste altro, la musica, l' alcool, le belle donne......no scherzo, esiste anche il ragionamento politico e l' euro ne è stato un esempio lampante, visto che economicamente è un mostro.

      Se il disegno della Germania era un annessione, stile DDR, per avere un bacino di lavoratori sottopagati e delocalizzare, e io questa tesi l' ho sposata da molto tempo, le ultime elezioni hanno dimostrato ai nostri vicini, se ancora ce ne fosse bisogno, come se la storia non avesse niente da insegnare, che gli italiani non sono soldatini irregimentati e difficilmente si lasciano prendere per il culo per più di un ventennio ( ci avete badato? ) magari prendono la strada sbagliata, ma comunque sono schegge impazzite, difficilmente controllabili, quindi venire qui a fare il loro sporco giochetto mercantilista, con lavoratori che sono entusiasti perchè si esporta come dei matti ma non si arriva a fine mese, forse presenterebbe dei problemi.
      Mussolini diceva "governare gli italiani non è difficile....è semplicemente inutile" ora io non so se sia un bene o un male, ma tant'è, ogni popolo, al netto delle generalizzazioni, ha un suo carattere distintivo.

      Visto che oggi ho ben presenti le cose importanti della vita, vorrei citare una frase celebre del più grande calciatore Irlandese di sempre, George Best:

      «Ho speso un sacco di denaro per alcol, donne e auto sportive. Il resto l'ho sperperato»

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    3. George Best non lo ricordo molto. Probabilmente credo di aver visto poche immagini su di lui in azione (calcistica, intendo).

      Di quegli anni, dal punto di vista sportivo, ricordo molto di più le gesta di Johan Cruijff (mammamamma quel suo incredibile goal con la maglia del Barcelona).

      Però comprendo l'attrazione per il genere 'genio e sregolatezza'; è difficile restistere all'attrazione di personaggi così controversi.D'altrone Vinicio Capossela dice "Non sei un eroe se non sei suonato".

      E George Best suonato lo è stato parecchio (e tante, molte altre volte ha consentito che glielo 'suonassero', :)). Come anche Safin (nel tennis) o Diego Armando, la mia scelta.

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  18. Allora ci siamo giocati anche l'orgoglio del popolo francese. Siamo alla costrizione volontaria, la Dittatura del Sedativo ha dunque vinto? Altro guasto da mettere in conto all'eurocrazia, che ormai resta veramente poco da distruggere... Quando il regime eurista sarà finito e ci guarderemo indietro bisognerà ricordare accuratamente date, nomi e luoghi: dovremo chieder conto, penso che questo sarà il compito più importante per chi vorrà ricostruire una cittadinanza italiana degna di rispetto (prima di tutto per se stessa).

    Mi rimane un dubbio: va bene che in Germania è nato un partito antieurista (magari per intercettare altro dissenso e usarlo nei rapporti di forza interni alla politica tedesca), ma i capitalisti tedeschi davvero abbandonerebbero l'obiettivo successivo alla spremitura deflazionista? Credevo che i saldi di fine stagione, in regime eurista di libero mercato, avrebbero compensato l'impasse della macchina esportatrice tedesca, permettendole di acquisire a buon mercato quote di controllo di società pubbliche (o da privatizzare allo scopo come in Portogallo, Spagna, Grecia ma anche Slovenia), quote di controllo di società private già deprezzate dalle fughe di capitali, oltre che rilevare imprese manifatturiere di eccellenza con l'acqua alla gola a causa dei vincoli esterni (diventando le famose fabbriche cacciavite).

    O forse hanno capito che oramai il metodo Juncker ha fatto il suo tempo e che la svendita finale sarebbe possibile solo in seguito alla completa annessione della periferia "salvata" dalla speculazione (diversamente chiamata Stati Uniti d'Europa, comunque improponibili considerate le "leggere resistenze" che incontrerebbero tra i cittadini europei, in primis quelli del centro)? Peraltro, a fronte di intere economie devastate, non sarebbe nemmeno più propagandisticamente spendibile dai tanti Quisling in declino come una necessaria premessa alla realizzazione del Sogno (*). Come argomento rimarrebbe solo la minaccia della repressione, non proprio un bel biglietto da visita per gli aspiranti membri dell'Est.

    Poi ci sarebbero anche i memorandum "liberamente" sottoscritti dai porci con la trojka. Poi ci sarebbe anche la dittatura dei centri finanziari ma - oh! - ça va sans dire... poi ci sarebbero anche i forconi (ma forse no, probabilmente no, assolutamente no, boh!).

    (*) La retorica della menzogna interessata: "Vendiamo perché dobbiamo ridurre il debito pubblico e in vista di una unione bancaria, fiscale e politica non possiamo fermare il completamento del mercato unico europeo, anzi, abbiamo bisogno di facilitare investimenti esteri per creare occupazione e redditi, liberalizzando, sburocratizzando, contrastando evasione fiscale e corruzione, tagliando la spesa pubblica parassitaria e clientelare, derogando dalla contrattazione nazionale e riducendo la tassazione sui profitti di imprese straniere".

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  19. Un po' il vento sta cambiando.
    Si scorgeva il terrore negli occhi del terrorista (Fassina) quando belava, come le pecore della fattoria orwelliana "fuori dall'euro,la morte!"

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  20. La Francia difficilmente ammetterà di essere in difficoltà tali da dover rivedere il duetto di potenza apparente con la Merkel.
    Dovrebbe smentire l'immagine che ha di se stessa...

    Aspettava che in Italia vincesse Bersani per far mettere a lui la faccia.
    A lei spetta per natura il "direttorio" e mai vorrà rovinare l'acronimo PIIGS con l'aggiunta di una F che stona con la semplice metafora dei maiali.

    Tuttavia è solo questione di tempo.
    Basteranno un po di casini nelle periferie di Parigi, Lione, Marsiglia e saranno costretti a sollevare il coperchio della pentola.

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  21. @Gozzi

    Fassina ha molto più di un neurone, quanto basta per dare la sensazione che non agisca in perfetta buona fede.

    Ciò detto vorrei segnalare questo articoletto interessante del quale consiglio la lettura dei primi tre quarti (e lascerei perdere l'analisi alla fine, ma fate voi). Interessante perchè per spiegare la crisi italiana si punta il dito direttamente contro le banche tedesche, senza tanti giri di parole (peraltro difficili da fare in inglese).

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  22. prof. Bagnai, visto che "...essendo vicini e anche abbastanza grandi siamo uno dei mercati di sbocco...", avrei pensato di mettere in atto una sorta di boicottaggio nell'acquisto dei prodotti tedeschi. Certo, attuato da solo rimane un'idea peregrina perché è "il molto di uno", ma il "poco di tanti" dovrebbe funzionare, proprio in virtù del principio della domanda e dell'offerta...

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    1. la spesa è l' ultima arma politica dei cittadini, POTENTISSIMA.

      Bisognerebbe allargare il discorso, senza fare i talebani (insomma, se andate matti per i biscotti danesi, compratel pure), fare quello che si chiama protezionismo popolare.
      Comprare roba italiana insomma. Ed è già un fenomeno molto diffuso (gli italiani "ignoranti e bifolchi" , anche senza aver studiato il grande Keynes, sanno benissimo che "la mia spesa è il tuo reddito, la tua spesa è il mio reddito).

      Ho sentito i dati delle vendite di prodotti alimentari a dicembre (mi pare), quelli made in Italy erano gli unici che non erano in calo in Italia.

      Questo, anche i produttori lo sanno: hai visto quante bandierine e bande tricolori sulle etichette dei prodotti? Hai visto la pubblicità della Panda al lancio del prodotto??

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    2. Anche io dove posso acquisto solo Italiano!
      Tranne le lamette da barba dove purtroppo i Francesi le fanno nettamente meglio..

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    3. Già cominciato, è da più di sei mesi che al supermercato ho dato un bel taglio ai prodotti provenienti dai paesi del nord. Bisogna dedicare un po' di tempo alla lettura delle etichette e un sostituto italiano lo si riesce a trovare quasi sempre anche nei discount più economici. Frutta e verdura di provenienza estera non ne compro a prescindere, vista la qualità della produzione e le difficoltà delle aziende nazionali, comprare estero mi sembra un vero controsenso.
      Certamente un nonnulla, però almeno nel mio piccolo, posso dire di fare qualcosa.

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    4. @ingnorante

      Aggiungo che in un paese civile lo Stato dovrebbe porsi il problema e informare i cittadini. L'Australia e la Francia (per citare due paesi molto diversi) lo fanno. Perché noi no? Perché il nostro governo viene scelto a Berlino.

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  23. ...diciamo che stanno capendo che il limone è QUASI spremuto. Un'altro giro, dal polso di un nuovo governo tecnico, se lo lasceranno andare: manca ancora qualche gioiello di famiglia e delle famiglie di quel milione e mezzo di "fannulloni" dipendenti statali. Già che siamo in tema prof... mi dispiace ma niente ferie. Anche perché non sarà mai inutile combattere il piddino: sò così fuuuuuuuurbi che un piano per un uscita ordinata dall'euro questi non ce l'avranno neppure se fosse imposta dall'alto. D'altronde non è difficile immaginare quale moneta sia rimasta nelle tasche dei soldati giapponesi dispersi nel pacifico...

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  24. Mentre dal punto di vista politico per ovvie ragioni i politici del Nord avranno gioco facile nel propinare l'uscita dovendo fare dopo quello che non vogliono fare ora ovvero stimolare la propria domanda interna con aumento di spesa pubblica e dei salari dal punto di vista economico a me viene in mente una domanda.
    Se la moneta unica nel sud europa ha causato l'esplosione di bolle immobiliari (vedi Spagna) o più in generale la distruzione dei fattori produttivi in Germania al tempo stesso non si potrebbe essere creata una bolla di produzione industriale? Eccesso di investimenti fatti per intercettare tutta la domanda estera che si è artificiosamente creata con la moneta unica non causerebbero problemi al settore privato tedesco? L'aumento della domanda interna poi a causa della perdita della competitività di prezzo dovuta all'uscita dall'€ andrebbe ad intercettare non solo la produzione tedesca ma anche quella estera divenuta di nuovo competitiva soprattutto quella italiana.
    Tutto questo senza considerare la perdita di competitività anche nei confronti del resto (un recente studio di bloomberg afferma che l'€ dovrebbe avere un valore di circa 1,5 usd invece di 1,33.
    Credo che dal punto di vista economico non sia una passeggiata neanche per loro.

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  25. Scusi prof, io sono poco furbo o troppo fuuuuurbo, ma questa cosa dello sganciamento dall'alto non l'ho capita tanto bene. Ok, i tedeschi potrebbero scapparsene perchè hanno spremuto il limone. Ma è anche vero che non siamo proprio ridotti ad essere barboni e poi? Se non vendono a barboni greci, italiani, spagnoli, portoghesi, forse francesi, o fors'anche olandesi, che fanno? Rilanciano il loro mercato interno? Senza tralasciare che le aziende tedesche hanno spesso piedi fuori dai confini nazionali ( tanto è vero che spesso ci hanno venduto nient'altro che cinesate a caro prezzo!). Non tenderebbero a scappare al più presto? Noto che i crukki facilmente se ne vanno in cerca di maggiori guadagni, non hanno i freni culturali e di qualità della vita che abbiamo noi porci! (dall'altronde forse in ogni posto la qualità della vita - cibo e divertimenti - è almeno come quella tedesca!!). Non sarebbe per loro una vittoria di brevissimo termine?

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  26. Mi chiedo perchè Marchionne lanci strali e minacce se l'Italia esce dall'euro (che paura...non investiremo .....brrrrrr... finora invece eh?!); non dovrebbe essere la prima ad avvantaggiarsi in termini di esportazioni con una svalutazione? O semplicemente mira sempre di più alla svalutazione dei salari italiani e ad incentrare l'attività in Usa con un dollaro debole?

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    1. "Il gruppo cerca un accordo con Veba per rilevare le ultime quote di Chrysler ed evitare la quotazione"
      Magari quelle è meglio pagarle in Euro che con una Lira...
      Poi comunque la questione Euro è: conviene alla Finanza, ai Finanzieri... quindi che per un AD di un gruppo come Fiat-Chrysler convenga non deve mica sorprendere!
      Prof. un 18 lo porto a casa stavolta?:-)

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  27. Notizia di ora sul sito del Corriere della Sera Marchionne dichiara:
    Allarme di Marchionne sull'ingovernabilità
    «Niente investimenti se l'Italia esce dall'euro»
    questo è il link: http://www.corriere.it/economia/13_marzo_05/marchionne-scalata-chrysler_23f60ad0-8579-11e2-b184-b7baa60c47c5.shtml

    Che c'è dici cavalie de sto fatto

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  28. Buongiorno Prof, è di poco fa' una dichiarazione di Marchionne, secondo cui Fiat non investirebbe più in Italia, se il nostro paese uscisse dall'euro ( qua il link ).
    Come si spiega una dichiarazione del genere? Fiat non dovrebbe essere uno dei principali beneficiari di un'uscita dell'Italia dall'Euro? O forse, visto che oramai molta della sua produzione è all'estero (Polonia e Turchia per la produzione europea Brasile, Messico e Cina,per US, America Latina e Asia), le stesse auto diventerebbero troppo care? Se ci vedo una sorta di dichiarazione di appartenenza ad uno schieramento, sono un complottista? La ringrazio se avrà tempo e voglia di rispondermi. Mario Bevilacqua

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    1. Forse Marchionne gode intimamente nel tagliare salari, altrimenti non si spiegherebbe la dichiarazione.

      Credo comunque sia un problema di vicinanza politica. In altre occasioni Marchionne puntò diretto il dito verso l'industria automobilistica tedesca, il che mi fa sembrare strano sia una dichiarazione sincera.

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    2. L'orizzonte di un mercato del lavoro cinesizzato può essere allettante per personaggi con tanta pazienza.
      Inoltre ricordiamo che non di sole auto vive la Famiglia.

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  29. Se l’Italia è un contribuente netto al bilancio dell'Unione europea, nel 2011 ha dato 16 miliardi per riceverne 6 in cambio, quindi siamo stati contribuenti netti per 10 miliardi; se sono partiti i soldi verso il Mes, che di fatto sono serviti a permettere alle banche spagnole e greche di ripagare i loro debiti verso la Germania:

    perché questo non viene detto chiaramente, se non dai piddini (che sono stati i più acerrimi fautori dell’entrata in Eu e quindi sono irrecuperabilmente rintronati), almeno da Grillo?

    Bohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

    E poi se nella storia d’amore di centro e periferia, la periferia dà segni di squilibrio, dato che è femmina, poco affidabile, incline all’autolesionismo erotico, e il centro si è stufato, comincia a guardarsi intorno per cercare altra femmina da asfaltare:

    perché il centro non l’abbandona definitivamenteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee???

    CE NE FAREMMO UNA RAGIONE !!!

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    1. Questo lo dice in realtà, in modo molto semplicistico purtroppo, ma lo dice.

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  30. stanno alzando il livello dello scontro... ad fiat minaccia stop ad investimenti in caso di uscita dall'eurozona... ma perchè c'erano degli investimenti in programma? criminal mind ...

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  31. certo che fa un bell' effetto sentire il nostro ex ministro dell' economia, parlare di ricatto e di colpo di stato.....

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  32. "Il primo non ci impedirà di assistere al secondo" - Sperando di vivere comunque per vedere il secondo dovremmo rassegnarci a vederlo senza la Fiat a sentire Marchionne
    http://www.repubblica.it/economia/2013/03/05/news/marchionne_fiat_crisi-53902036/?ref=HRER1-1
    Comincia il fuoco di sbarramento per far fronte a chi sta facendo capire che l'uscita dall'euro sarebbe un bene per la nazione, certo non per una multinazionale che non ha più la certezza del cambio e quindi della reddittività dei suoi investimenti. Non ho parole per commentare quell'articolo, mi appello al quinto emendamento della costituzione americana, non parlo per non incriminarmi....

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  33. Professore,
    scendono in campo le truppe corazzate
    http://www.repubblica.it/economia/2013/03/05/news/marchionne_fiat_crisi-53902036/
    di cosa hanno paura? Se ci si attiene all'analisi proposta in questo blog, forse temono, alla lunga, di perdere il potere contrattuale che oggi hanno nei confronti degli operai, stremati dalla disoccupazione indotta dalla crisi.
    Eppure alla FIAT converrebbe una moneta svalutata per esportare meglio. Sembrerebbe quindi che per la grande industria converrebbe la crisi nei paesi dove si produce per vendere altrove.
    Ne approfitto per ringraziarla del lavoro che sta facendo.

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  34. può essere utile?
    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/euro-fu-paul-de-grauwe-consigliere-di-barroso-consegna-un-pizzino-dellue-a-grillo-51905.htm

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    1. Incredibile. Davvero non riesco a credere che De Grauwe abbia pronunciato quelle parole.

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    2. Sono esterrefatto. Qualche ipotesi a riguardo?

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  35. http://www.repubblica.it/economia/2013/03/05/news/marchionne_fiat_crisi-53902036/?ref=HRER1-1
    Marchionne: "Se l'Italia esce da euro Fiat fermerà tutti gli investimenti"

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  36. A me questo QED non sembra tanto piccolo: anche dalla trasmissione di venerdì emerge che il PD è in trappola più di noi, poveri popoli italici, e la sinistra italiana si avvia verso la trasformazione in non so bene cosa o la migrazione in massa verso il M5S o si aprirà lo spazio per una nuova formazione di sx non iscritta al PUDE.

    Volevo chiedere un post tecnico sull'uscita dall'alto quando e se potrà.
    Le rinnovo la mia stima e i miei ringraziamenti, spero di poter venire il 23 a Rimini.
    Un saluto

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  37. Di il tramonto dell'euro basterebbero già le prime pagine a giustificarne il prezzo...ma vorrei mi spiegasse una cosa. Come può il capo economista del PD (e non dico la De Micheli ma il capo economista del PD) assistere allo sfacelo totale dell'economia del suo paese senza mostrare un minimo di interesse per i suicidi e i fallimenti personali della sua stessa gente?
    Una domanda poi. Non ho chiaro quanto tempo intercorrerebbe tra il ritorno alla lira e un'effettiva ripresa dell'economia un avolta svalutata la moneta. Un trimestre? Un semestre? Un anno?...e non potrebbe poi esser troppo tardi perchè le competenze sono andate oramai perdute e con esse le fabbriche?

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  38. Riguardando il dibattito con fassina mi è venuto in mente questo, anche se non è all'altezza della cultura sfoggiata in questo blog.

    http://www.youtube.com/watch?v=aj8v8KW1ZsA

    intanto ho un posto in prima fila per assistere alla fuga della germanesia dall'euro e dalla morsa della castacriccacoruzzzzzzionedebbitopubblicobbrutto italiana che tanto dolore hanno arrecato a questo paese che tanto gentile e tanto onesto pare...

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  39. Marchionne:

    "Non ci sara' un rinvio degli investimenti di Fiat in Italia a causa dell'ingovernabilita' a meno che non ci siano rotture come l'uscita del Paese dell'euro"

    Questa mattina la notizia del ricatto di Marchionne era linkata sull'home page del quotidiano di Confindustria; ora ho fatto fatica a ritrovarla, prontamente confinata in una pagina remota e sostituita con questa:
    "Marchionne: basta austerity, l'Italia ha bisogno di ripartire".
    Basta austerity nell'euro?
    Ma ci fa o ci è?

    Più sfacciati Repubblica e Corsera che lasciano, senza vergogna, la notizia in prima pagina. Hanno dei lettori talmente piddinizzati che se non gli passa sopra un carro armato non si accorgono di nulla.



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    1. già... con questa sparata il maglioncino si candida come il futuro mninistro della paura - il dicastero della mitica produttivitù è già suo - di un ipotetico governo pudino.

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    2. Mio dio.....

      Pare di stare nell'URSS: arriva la "direttiva dal comitato centrale", e subito la pravda rettifica il titolo.

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  40. mi sento felice

    http://www.zerohedge.com/news/2013-03-04/all-roads-lead-rome

    http://internacional.elpais.com/internacional/2013/02/26/actualidad/1361882663_138351.html

    http://www.spiegel.de/international/europe/beppe-grillo-taps-into-frustrations-of-european-lost-generation-a-886715.html

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  41. ho il sospetto che nel caso di uscita dall'alto assisteremo al pianto della piddina che dopo essere stata sodomizzata e stuprata per anni riesce a liberarsi dallo stupratore ma continuerà a dire "non era colpa sua. lui era alto biondo e produttivo ero io a non essere credibile e la mia famiglia era corrotta e lui non voleva stare con gente così ma era tanto buono volevamo avere una figlia di nome Europa...". così avremo la rottura ma dopo qualche anno la piddina vagando infelice si imbatterà di nuovo nel suo bello e lei pur non essendo un'O.c.a. giuliva si rimetterà assieme (tipo il ritorno nello sme con prodi dopo il '92)

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    1. Ho questo sospetto anche io...purtroppo!

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    2. Non preoccupatevi, a quel punto la piddina non ci sarà più...

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  42. http://it.ibtimes.com/articles/44234/20130305/amministratore-delegato-fiat-marchionne-investimenti-italia.htm

    Ho capito Sergio , ma se me lo scrivi così alla portata di tutti poi la gente lo capisce che L'€uro non è una moneta.

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  43. su Marchionne e la FIAT, se si applica Occam e si eliminano quindi le ipotesi più macchinose (a proposito, parlando di auto) sono più propenso a condividere questa interpretazione.

    Marchionne cerca una scusa, una qualunque, per non fare gli investimenti che da anni promette e che da anni posticipa, tenuto conto che in altre occasioni definì il mercato italiano ostile (e certo che se continui ad insultare gli italiani, poi diventa difficile vender loro le macchinine, soprattutto visto che con l'euro e la libera circolazione dei capitali ci sono tante macchinine tedesche diventate improvvisamente raggiungibili).

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  44. Cosa dire dell'Europa? Questo paradiso che ci viene propinato, il mercato unico, la moneta unica, il pensiero unico, essere tutti uguali è bellissimo il disoccupato di Teramo che va a Bonn e fa il disoccupato a Bonn. E' bellissima questa visione dell'Europa di "tutti uguali". Abbiamo cancellato le differenza facendo finta che non esistono, ma ci sono musulmani, ebrei, ortodossi...è pieno di gente diversissima. La bellezza della diversità dov'è andata a finire? Io non sarà mai uguale ad un olandese. La lingua più parlata in Europa è l'inglese e l'unica nazione che non fa parte dell'Europa è l'Inghilterra.
    Io odio profondamente l'Europa perchè è un opera disgustosa perchè sono 20 persone a decidere del destino di 400 milioni di persone e non è il parlamento, il parlamento non conta da nessuna parte, contano le commissioni 20 consulenti delle grandi transnazionali che decidono sul futuro di 400 milioni e non è un opera di colonizzazione questa? Ci hanno chiesto se siamo d'accordo sull'Europa? Ce l'hanno chiesto? Leggete il trattato di Maastricht art.47 e vedrete cosa c'è scritto, c'è scritto che loro possono prendere qualsiasi decisione senza che nessun parlamento o governo possa interecedere. Loro hanno la facoltà di decidere di qualsiasi cosa, abbiamo delegato la nostra vita a dei malati mentali.
    Beppe Grillo - 2000....direi profetico..o no??
    https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GS5idJt5N3E#!

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  45. a proposito di Marchionne, aggiungo che tale uscita è una scusa (per non dire di peggio) che ha diversi risvolti "positivi" (se il punto di vista è quello di chi vuole il vincolo esterno): come ho detto prima, permette a Marchionne di avere la scusa per rimangiarsi la promessa di investimenti in Italia, soprattutto dopo un certo numero di trimestri con il segno negativo, e permette ai giornali di spargere terrorismo a piene mani. Ci guadagnano tutti, tranne noi ovviamente.

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  46. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  47. Io non penso proprio che i tedeschi ci facciano arrivare al referendum. Secondo me usciranno prima, molto prima.
    In quest'ottica (e solo in questa) il referendum potrebbe essere utile perchè fungendo da spauracchio potrebbe accelerare l'uscita tedesca. Non vedo però nella gente che incontro piena consapevolezza del problema anche se molti mostrano una curiosità e un'attenzione al problema difficilmente riscontrabile fino a solo un paio d'anni fa. Speriamo bene..

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  48. Ho letto questo a riguardo della sua ultima intervista su Cobraf:

    http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?reply_id=123515426#123515426

    Non sono in grado ovviamente di obiettare alcunchè (se non forse che i dati sui tassi di interesse analizzati sono dal '90 al '99, perciò sucessivi al "divorzio"?).

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    1. Mi perdoni, ma perché dovrebbe voler obiettare qualcosa a un dilettante simile? Si sa che quel personaggio in cerca di autore è animato da un incomprensibile risentimento nei miei riguardi (una delle tante "amanti tradite" che circolano nella blogosfera), ma io non ho tempo da perdere col primo che passa. Se c'è un punto specifico che ha lei non è chiaro, me lo dica, ma non mi costringa a leggere due cartelle di sproloqui di uno pseudoesperto perché non è aria. Se poi è una provocazione, questo è il suo ultimo intervento.

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    2. Scusa, forse sei nuova, ti accordo il beneficio del dubbio. Studiati questo coi link relativi, così capirai perché scaricare cobraf nel Washington Consensus. La pattumiera della SStoria è lì, a bocca aperta. Per favore, non mi chiedete più di esprimermi su dilettanti, blogger, o economisti di sinistra. Qui lavoriamo.

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    3. Ecco, c'è anche questo. Ma leggere il libro o il blog no, eh? Troppa fatica, tanto c'è il professore a gettone. Ma il gettone dov'è?

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    4. Non sono nuova chiaraped=chiara, la mia identita' da tablet non si vuol ricongiungere all'identita' dell'ufficio, seguo il blog da agosto e ho letto - quasi - tutto il libro.
      Poi mi leggo il post, da un'occhiata il dubbio verteva proprio su quello, mi era sfuggito pero', mea culpa.
      La invito pero' con affetto a dare piu' chance ai suoi "fans", il fatto che la vorremmo tutti Ministro dell'Economia non significa che la capiamo al 100%.
      Cioe' con ammirevole pazienza ci ha preparato a rispondere ai piu' europa, alla svalutazione=inflazione, ecc. ecc., ma questa obiezione del quanto dopo la banca centrale dovra' monetizzare per me e' proprio una novita'.

      Le retrovie rimangono arroccate su una difesa oltraggiosa dell'esistente, vedi il tal Tommaso Monacelli su RMC, balbettante bocconiano, imbeccato da un invasato Severgnini (ma cos'ha quell'uomo che prima mi pareva cosi' simpatico) che e' arrivato a dire che l'uscita dell'italia dall'euro e' paragonabile ad un gruppo di ex fumatori rinchiusi in comunita', fumiamo di nascosto nei bagni, ma non siamo guariti, ad uscire il sollievo sarebbe solo momentaneo, quindi stiamo dentro. E euro processo giuridicamente irreversibile e se no come l'argentina 300% (ha detto proprio cosi') di inflazione. Da fumatrice ho visto con terrore la loro follia!
      Ma vede, a questi ormai non solo vorrei, ma saprei rispondere, se mi danno la linea.
      Quello su cui non sono preparata invece e' la politica economica del dopo euro e sti' stronzi, i piu' furbi, iniziano a insinuare dubbi, in un bel mischiotto, su cuneo fiscale o detassazione irap, adesso anche questo su quanta parte di debito pubblico dovra' rimanere sotto forma di bonds affidati al mercato...

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  49. Prof anzitutto devo farle i miei complimenti per la sua capacità di predizione degli avvenimenti.
    A questo punto mi pongo un quesito molto semplice. Se ritiene di bastonarmi faccia pure ma l'osservazione che faccio credo sia pertinente.
    A questo punto della storia la decisione di uscire dall'euro non dipende piu da noi (italiani) ma dipende da loro (i tedeschi) rendendo questa eventualità molto probabile. Fermo restando che la correlazione tra svalutazione ed inflazione è intorno allo zero. mi chiedo se l'inflazione non possa dipendere dalla speculazione che si scatenerebbe in fase di conversione della moneta euro nella nuova moneta nazionale cosi come è avvenuto quando siamo passati dalla lira all'euro (per cui un caffe che pagavo 1000 lire dopo l'ho pagato 1 €). Conoscendo come è andata nel passato ossia nel 2002 non è detto che la storia si ripeta?
    Volevo poi chiederle che ne pensa del fatto che le poste italiane hanno messo interesse al 6% lordo ( gioco di ponzi? ) e sul fatto che il nuovo redditometro,dal momento che accerta anche sul prelievo dei risparmi delle persone, non sia una prova indiretta che si teme un corsa agli sportelli...

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    1. Non ci sarebbe quel tipo di speculazione che abbiamo avuto nel momento in cui abbiamo cominciato ad utilizzare l'Euro in moneta.
      Se l'Italia uscisse dall'Euro, in quel momento il cambio sarebbe di 1:1.
      Successivamente le due monete sarebbero libere di fluttuare.

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  50. Grillonomics, Stiglitz e Fitoussi lavorano al programma economico del M5S?

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-05/grillonomics-stiglitz-fitoussi-lavorano-162600.shtml?uuid=AbXB4qaH

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    1. dal sole:

      "Il premio Nobel Joseph Stiglitz e il francese Jean-Paul Fitoussi "lavorano al programma economico di Beppe Grillo": i due economisti sono stati "sondati" per "consolidare la dottrina economica del M5S" e l'economista italiano Mauro Gallegati fa da coordinatore"
      .......

      "Uscita dell'Italia dall'euro? Mauro Gallegati: sarebbe un errore assurdo su Forexinfo.it, Forex Trading Online."

      poche speranze... se non in Stigliz

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    2. Amici: quando mai mi son sbagliato? Io vorrei... Non preoccupatevi però: questo tris di assi non può fermare il vento con le mani. Lasciateli parlare...

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    3. Sul Sole 24-ore hanno solo fatto l'ennesimo articolo in favore del PUDE.
      C'è scritto che l'esperto Monti è un "eccellente tecnico".

      Poi è tutto da vedere se il tris di assi è autentico....
      Ormai i giornali sul M5S scrivono tutto e il contrario di tutto.

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  51. Certo che l'onda lunga mediatica del "Quel che non si dice non esiste" non è mai stata così in voga dai tempi dei regimi totalitari nel secolo scorso, sono scomparse dalle recensioni economico politiche parole quali Mercantilismo e Imperialismo, il "fogno" e il "grande abbraccio europeo" non prevedono un uso libero e disinvolto di termini archiviati come nazionalistici e quindi non in linea con le direttive del PUDE.
    Mercantilismo-imperialista ,sei proprio tu ,ma non dovevamo non vederci più.

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  53. Certo che con la FED che continua a comprare titoli per $85 bn al mese, e la BoE che ne ha appena aggiunti £25, bisogna avere la faccia come il culo ad imporre che la BCE non faccia operazioni di mercato aperto. Basta con queste svalutazioni competitive! Ma ce li hanno gli occhi?? Tutto il mercato finanziario é fasullo!

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  54. Alcune indicazioni interessanti, tra le righe di un'analisi non condivisibile, sul perché ORA la Germania potrebbe pensare di uscire qui a partire dall'analisi dei saldi Target2 (se è stato già segnalato me lo sono perso e me ne scuso).

    Due considerazioni preliminari:

    a) Non pensiamo alla Germania solo in termini di industria, la finanza, lì come altrove, muove MOLTI più soldi.
    b) A Roma difficilmente potrà esserci, nel prossimo futuro, un governo così servo degli interessi tedeschi quanto lo è stato il governo Monti.

    Alcuni estratti:

    "For instance, the stock of German banks’ claims on peripheral
    Europe has fallen by roughly one half since their pre-Lehman peak, from just under €600
    billion to €300 billion." [E QUANTO PRIMA DELLA FINE DEL 2013? MISSION ACCOMPLISHED! DANKE, HERR DRAGHI!]
    ...
    Credit that had been extended by private parties in the core has been repaid thanks to the ECB’s refinancing operations.
    ...
    But changing TARGET2 balances do not reflect only the stock adjustments of German banks.
    They also reflect banks’ response to the risk of a re-emergence of national currencies, so called redenomination risk.
    ...
    A highly stylised but useful way to think of this is that Bank A and B in the simple example in Section 2 are in fact members of the same banking group. In the past, members of the group would lend to each other – the German branch lending to the Spanish one – but no longer.
    ...
    This is a capital flow reversal within the group that has led the Spanish affiliate to rely on the LTRO while the German one holds excess reserves in the Bundesbank.
    [DB IN ITALIA ATTINGEVA AL LTRO, E DOVE FINIVANO QUEI SOLDI?]
    Shortening positions in the country with the presumed weak (proto-)currency and lengthening
    positions in the country with the presumed strong (proto-)currency is precisely how a bank
    manages (proto-)currency risk.
    ...
    In September 2012, BNP Paribas announced its intention to have its Italian subsidiary, Banca Nazionale del Lavoro, fund itself more completely in Italy and thus make it less reliant on cross-border inter-office funding.

    BNP Paribas (2012) reported that its BNL subsidiary recorded a decline of loans outstanding by 4.7% and an increase in deposits outstanding of 3.5% in the four quarters to 30 September 2012, with corporate deposits rising by 16%. This left loans at the Italian subsidiary at €69.9 billion and deposits at €33.3 billion. The same bank’s Belgian retail banking showed €102.5 billion of deposits and. €84.4 billion in loans, provoking some
    discussion in Belgium about the bank’s use of the excess deposits. Some reports suggest that assets might be rebooked from Italy to Belgium (Benedetti-Valentini (2012)).
    [Q.E.D.]
    ...
    In particular, banks in Germany,including offices of foreign banks, have flipped from providing euros to banks in the rest of the world to absorbing euros from banks in the rest of the world, as shown in Allen and Moessner (2012) and in Graph 11. Banks in Germany include both German-owned and foreign-owned banks, and the counterparties outside Germany include both affiliated and unaffiliated banks.
    This is an extraordinary development for a creditor country – that its banks become net
    recipients of home-currency funding from banks in the rest of the world. While there has been much discussion of retail investors shifting their deposits into banks in Germany, the bank-tobank channel shows a shift of hundreds of billions of euros."

    CHIARO, NO?

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  55. Tornato da 10 giorni in Lettonia. Bel posto, brava gente, freddo pazzesco.

    Vado a cena col mio agente laggiù (35 anni). Un'oretta a parlare di lavoro e poi tira in ballo l'Europa.
    In condizioni standard è buona regola non parlare di politica, religione o fatti personali coi clienti (rischi di farli incazzare), quindi glisso.

    Lui insiste e mi racconta un po' triste che stanno entrando pure loro (ma lo sapevo già). Mi dice che il fatto di avere il cambio agganciato all'euro li ha già penalizzati tantissimo (e lo sapevo già) perché prima esportavano un sacco di zucchero e di carne (questo non lo sapevo).

    Alla fine però conclude spiazzandomi: "tutti qui capiscono che entrare nell'euro cosa avrà dei costi molto alti, ma lo faremo comunque." ..eh? .. "per noi è un prezzo sufficiente per essere sicuri di non ricadere di nuovo preda dei russi, che ci fanno tanta paura e che ci colonizzano dalla notte dei tempi"

    Osti! Un nuovo movente per il prossimo omicidio economico! Che i nostri amici Teutonici, più svegli di me, avessero sentito odore di preda già da tempo nei paesi dell'est, lo sapevo. Non sapevo che stessero sfruttando la paura dei popoli ex URSS per mangiarseli.

    Chissà come ci rimarranno male quando Frenkel avrà finito con loro.

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  56. Ho visto ora il dibattito all'ultima parola. Posso solo domandarmi se una persona che, come Fassina, parla della crisi del '92 in quei termini (ma se la colpa della crisi è l'euro, perché nel'92 bla bla cazzate bla bla) sia da ritenere un ignorante o un bugiardo. Entrambi gli scenari sono raccapriccianti...

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  57. L'ULTIMO GIAPPONESE...

    ...in realtà non era nemmeno giapponese, e l'ultimo "giapponese de noantri" non è nemmeno Fassina, bensì il professor AQC, che dalle pagine del Volkischer Beobachter salmonato indica chiaramente la politica economica che il futuro governo "del presidente" dovrebbe perseguire:

    ' è bene chiedersi quali politiche economiche dovrebbero essere poste in essere dal prossimo Governo e Parlamento per attuare quella discontinuità virtuosa su cui questo giornale insiste. '
    [..]
    ' Nei rapporti con l'Europa il prossimo Governo deve trattare subito sia per un prestito del Fondo europeo Esm (al quale contribuiamo con vari miliardi) e per gli acquisti di titoli di stato a scadenza triennale (con lo strumento Omts) della Bce
    [GIUSTO, E' PROPRIO IL MOMENTO DI CHIEDERE LA CORDA SAPONATA E INFILARCELA AL COLLO, MA, BONTA' SUA, AGGIUNGE LO ZUCCHERINO, ORMAI INEVITABILE]
    sia per un allungamento dei tempi di convergenza di deficit e debito su Pil agli obiettivi del "fiscal compact"
    [..]
    Il Presidente Monti ha sbagliato a non farlo perché da settembre, quando la situazione sui nostri titoli di stato si era calmata, egli avrebbe potuto spendere tutto il suo prestigio per sottrarre l'Europa alla politica recessiva causata dalla impostazione tedesca.'
    [E CI MANCAVA SOLO LA 'LETTERINA' D'ACCOMPAGNAMENTO ALL'OMTS A SETTEMBRE....]

    Ma il bello è che AQC conclude citando un discorso di Prodi al parlamento europeo dove dice come non si debba essere "ciechi e sordi di fronte al mutare delle circostanze". Certo, basta infischiarsene......

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    1. Oops, ho sbagliato, ecco il link corretto all'ultimo
      giapponese (per chi fosse interessato)....

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  58. @Ma(r)x
    non ci sono prove? per caso il ciclo di Frenkel non è LA PROVA?
    non comprendo..
    mi spiego meglio: uno legge Frenkel e vede che l'occupazione nel settore manifatturiero va ko con l'adozione di un cambio rivalutato.
    però l'afflusso di capitali conduce ad abbassamento dei tassi di interesse.
    cosa succede:
    1) agli industriali conviene prendere a prestito e investire all'estero dove nel frattempo le monete valgono di meno (si svalutano) e quindi a spese degli altri comprano più asset di ciò che potrebbero.
    e a tassi di interesse più bassi! fantastico.. ROI maggiore e costi del finanziamento più bassi.. il massimo della cuccagna!

    2) gli altri invece si sentono più ricchi (facilità di prestito e riduzione dei tassi di interesse fanno percepire un maggiore valore per la ricchezza.. sa, la rendita!) e più invogliati a indebitarsi.
    da cui le bolle immobiliari.
    Ecco, i debiti permettono di far crescere l'economia.
    ER Dividendo dell'euro significa maggiore indebitamento privato.

    Nel caso italiano di pochissimo e per questo lo Stato non ha potuto (siamo cresciuti in maniera più sana trai PIIGS) praticare avanzi maggiori in stile Prodi (quando la lira valeva 2100-2200 e non 1900-1950).

    ER dividendo dove sta? compensare due cose di segno opposto ovvero meno manifatturiero e più bolle e precariato?
    ahahahhahahah
    con la differenza che quando il castello d carte crolla i tassi si impennano e le aziende (quelle rimaste) chiudono.
    E via alla spirale negativa che tutti conoscono.

    Perché le aziende qua non investono? perché non conviene e quindi nei primi anni spremono gli impianti esistenti (ma va'!).. con problemi pure per sicurezza e salute.
    ER DIVIDENDO DELL'EURO per la salute e la sicurezza.

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  59. A proposito del post precedente, siccome tempo addietro mi ero permesso di tentare di fare un po' di divulgazione sull'argomento (citando anche il suo nome), e siccome ho scoperto che digitando "perché uscire dall'euro" su google esce in seconda posizione un mio articolo - e quasi quasi sento anche la "responsabilità"... :) -, a questo punto mi sembra giusto:
    1 - segnalarle i miei articoli (questo e questo);
    2 - rendermi disponibile a eventuali commenti/correzioni/precisazioni/dissociazioni;
    3 - sperare di aver capito qualcosa dopo il tanto tempo speso tra queste pagine...
    Mi faccia sapere.

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