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domenica 17 giugno 2012

Sorpresa: il Fatto Quotidiano! Ma dai...

C'è una sorpresina per voi a pagina 6 del Fatto Quotidiano. Impaginato coi grillini euroscettici (e questo era da prevedere: ma mi hanno permesso di ricordare che anche Krugman e De Grauwe non sono tanto ottimisti) e un po' stagliuzzato (come era previsto e concordato: non mi sto certo lamentando, capisco i problemi di impaginazione), ma in modo mi sembra sostanzialmente onesto (anche se qualcuno mi darà del leghista, ne sono certo, per il parallelo un po' ellittico con l'unità d'Italia, che andrebbe documentato meglio: ma chi vuole capire può leggere questo).

Valutate voi, e preparatevi al peggio: temo un'invasione di luogocomunisti (anche se chi compra il giornale generalmente è una vittima del digital divide e quindi non verrà qui a far rumore):

"Ma in Germania i salari sono più alti!"
"Ma la svalutazione genera inflazione e danneggia la vedova, l'orfano e il proletario!"
"Ma il problema è la produttività!"
"Ma la Germania le riforme le ha fatte!"
"Ma non possiamo penalizzare la locomotiva d'Europa!"
"Ma la Germania non c'entra, la colpa è nostra!"

Und so weiter, und so fort...

Datemi una mano anche voi. Io posso solo dire che avevo detto sei mesi or sono che i salvataggi di Monti non ci avrebbero salvato. Non erano in molti a dirlo, credo, ed erano ancor meno ad argomentarlo.

E purtroppo sta succedendo.



Aggiornamento (18/6/2012, 17:23, credits: pippo74): versione web dell'intervista.

Pensa come rosica Fabbiuccio mio...

197 commenti:

  1. Alberto... la ruota sta girando (hai presente la carta dei tarocchi?)

    Nel mentre istwine ha rapito Sinn, si è messo su una barba finta e ha rilasciato questa intervista:
    http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/06/4-chiacchiere-con-hans-werner-sinn.html

    "Sinn ha una sensazione spiacevole quando pensa che i suoi figli o i suoi nipoti saranno creditori dei paesi del sud Europa :"Non mi posso immaginare che sia un processo pacifico. La mia Europa era costruita sul buon vicinato, un Europa dove ci si può anche aiutare, dove si va daccordo insieme, ci si visita amichevolmente, e si fanno degli scambi. Non certo un Europa dove si fanno dei debiti enormi con i vicini di casa"."

    Dai istwine, liberalo... a me non era neanche antipatico dopotutto.

    P.S.: La storia di Talete e dei frantoi è ne La Politica di Aristotele (almeno secondo Abbagnano, che era dove l'avevo studiata).
    Sai noi ragionieri quasi-storici abbiamo solo il guaio di dover esser precisi, non avendo frequentato la sKuola alta dove si va sulle barricate invece che fare le schedature ;)

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    1. Diogene Laerzio I, 26. Se ti interessa la politica (che a me non interessa), non leggere Aristotele, leggi Bagnai!

      E sulle skedature non preoccuparti: come sai, io a te già ti ho inkuadrato! Qui bene amat bene castigat. E ora vado a cucina' pe' 'e creature...

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    2. ma scusa Alberto, le domande sembrano fatte da un generatore random. ma erano veramente quelle o c'è stato un taglio o riaggiustamento? sembrano delle FAQ scherzose che possiamo scrivere qui.

      però una cosa te la devo chiedere: perché sei stato così accondiscendente sulla domanda "Alesina/Giavazzi dicono che"? Non so se siano state aggiustate, ma dalla risposta passa che la spesa pubblica in tempi normali va diminuita (ma per via dell'euro ecc non se poteva).

      Alessandro,

      mi travesto da Sinn perché voglio farlo passare come una persona che propaganda il commercio equo e solidale fra paesi. fra un paio di mesi lo troverai con un banchetto a venderti miele, dai tempo.

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    3. @ist

      Il testo sbobinato sarà durato un'ora. Certo che il ragionamento è slegato, per due motivi: i tagli (necessari), e il fatto che al giornalista interessava fare un catalogo di luoghi comuni, più che un ragionamento filato. Io generalmente quando parlo cerco di mettermi al livello del mio interlocutore, e lì sai bene a chi si sta parlando. SOno d'accordo sul fatto che si poteva certamente fare meglio dedicando più tempo alla revisione, ma sinceramente a me non interessava più di tanto impegnarmi in quella sede e di tempo ne ho veramente poco. I lettori del Fatto che hanno superato il digital divide secondo me passano già per qui. Gli altri non so se sono in grado di superare il piddin divide (la famosa storia del neurone). In uno spazio così ristretto ci vorrebbe un virtuosismo del quale non sono capace, lo confesso. Speriamo però di aver dato qualche spunto di riflessione a qualcuno...

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    4. @Guerani

      Certo che è una fonte secondaria: Laerzio cita Ieronimo di Rodi, che essendo un peripatetico potrebbe aver letto questa bella storia nella Politica, o in un'altra fonte preesistente. Il fatto è che la politica non mi interessa, neanche quella di Aristotele. Che ci vuoi fare? Con chi ti kandidi?

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    5. Ho smesso di fare anke io politika se per quello. Ammiro la tua capacità di uscire dalla tenzone anche se un "ti ho sbeffeggiato a torto" era più elegante. Sai, ieri la Rai, oggi il FQ, non vorrei vederti con l'orekkino fra poco su Ballarò.

      P.S.: il fatto che sia qui a ridere, scherzare, a prendere skappellotti (e qualche volta restituirli, e che diamine!, è il bello del confronto) è proprio perché non mi sono preso i tuoi grafici e dati per oro colato da bravo piddino: mi sono andato a riguardare i dati sui database IMF e OCSE. E i tuoi dati corrispondono, quelli degli altri no.

      Mi hai fatto veramente ritirare fuori l'armamentario che avevo imparato a suo tempo ed applicarlo alla realtà economica di oggi, non ti ringrazierò mai abbastanza per questo.

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    6. Se doveva essere un catalogo di luoghi comuni tutti puntualmente contraddetti mi sembra un buon articolo... :)

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    7. il fatto quotidiano è allineato alle idee di Tommaso Padoa Schioppa che era amico di Travaglio (che lo è pure di Barbara Spinelli).
      E visto che leggo il giornale da 2 anni ormai (con tutti gli editoriali conosco ormai la linea editoriale:
      1) senza l'euro saremmo già in Africa (meglio la battuta di prodi sull'argentina che senza aggancio al dollaro è passato da una disoccupazione del 25% all'8% e meno!)

      2) noi gli artt. contro l'euro li scriviamo ma ogni tanto (così mostriamo che siamo un giornale pluralista)

      3) in contrapposizione al punto due si mostrano i vantaggi avuti dall'euro o risultati che sconfessano il punto due.
      esempio:
      a) il nostro export è calato meno degli altri (certo! peccato che contano i saldi! questi so' pazzi)
      b) articolo scandaloso di Marco Onago in cui si dice che la redditività delle aziende è migliorata (te credo, delocalizzano!)

      un esempio sulla malafede de il fatto.
      il 12 novembre (pagina 8 se non ricordo male) si parla di un eventuale taroccamento dei conti di Draghi-Ciampi-Prodi con un'operazione di derivati (swaps su yen) con Goldamn Sachs.
      stessa operazione fatta poi dalla Grecia (con Draghi allora alla GS e con revisore Prodi).
      Una notizia del genere meritava degli approfondimenti che infatti non sono arrivati..

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    8. L'intenzione dichiarata era quella e mi sono adattato, però ist e 48 hanno ragione nel dire che in effetti il ragionamento appare slegato. Rispetto alla prima versione un minimo di conseguenzialità ho provato a dargliela, ma sono d'accordo che non è il massimo. Diciamo che è un inizio. Diciamo anche che secondo me Grillo su una cosa ha ragione: forse è meglio starsene a casa propria e scrivere con calma quello che si pensa!

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    9. @valsandra

      Dall'inizio del blog i lettori insistono: "candidati, vai in televisione, vai sui giornali". Io dico: non mi interessa. Mi interessa essere me stesso, visto che posso permettermelo.

      La linea del Fatto mi è evidente guardando la grafica della prima pagina, l'insistenza sui temi più sottilmente demagogici, ad usum piddini, ecc. Non c'è bisogno di leggerlo per due anni per capirlo! Era ovvio che intervenire in un contesto simile avrebbe significato solo dare legittimità a un organo di stampa che lascia spazio a persone come Scacciavillani! E fare la parte della bella statuina.

      Tutto previsto. Ho ritenuto però che ne valesse la pena per una serie di motivi, ma va da sé che non è il tipo di giornale che mi interessa (l'ho detto più volte e l'intervistatore lo sapeva molto bene - senza esserne piccato). Non l'ho mai letto né mai lo leggerò e l'ho comprato una volta sola (oggi) per regalarlo a mia madre. Da che parte sta è evidente, non è la mia, ma, attenzione: tutto sommato, considerando QUANTO sta dall'altra parte, devo dire che il risultato è più onesto di quello che mi aspettavo.

      Più di questo non posso dirvi, se non che da ieri in poi dovrò necessariamente essere più selettivo, per raggiunti limiti di occupazione delle risorse. A me serviva portare il titolo del convegno su un quotidiano nazionale, e questo lo abbiamo fatto. Il problema del Fatto sono i suoi lettori, più che le relazioni dei suoi redattori. Quelli non li schiodi dal facile messaggio demagogico nemmeno con la fiamma ossidrica. Perdonatemi se non ho dedicato troppo tempo a un compito impossibile! ;)

      Mi raccomando: corruzione brutto, spesa pubblica brutto, senza euro Argentina...

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    10. Alessandro,

      guardati questo:

      http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=881o4lg_84o#t=2754s

      dal minuto 46 o poco prima. George Soros che chiede a Buiter di dire qualche parola sulla faccenda TARGET2. a me è piaciuto l'inizio:

      Buiter: "Seldom has one economist done a greater disservice to his discipline than Prof Sinn"

      e si riferiva a quello vero, non la sua controfigura (io).

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    11. " ... è perchè tu hai bisogno di me ... anche se non lo sa ..."

      Un Alberto mitologico, uno psicoterapeuta senza ticket, ma Lui con qualche soldo rubato "da parte" (quale ... ?) chissà se potrà capire

      That's all, folks!

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    12. Non sono d'accordo con chi dice che i saldi Target2 sono solo una tecnicalità. Togliendo di mezzo i deliri di Sinn questo per esempio è quello che ho scritto a Cesaratto oggi (se ti vuoi aggiungere alla discussione ti metto in copia, dammi la tua email):

      "In realtà il bank run è già avvenuto, ma non lo hanno fatto i privati ma le banche dei paesi in surplus a partire dal 2008. Quindi la politica è lì che si sta baloccando da 4 anni quando la situazione era già chiara fin da allora."

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    13. L'unico contributo che riesco a dare a questa dotta discussione è che personalmente preferisco "tecnicismo" a "tecnicalità". Poi fate un po' voi.

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    14. ti ho mandato una mail tramite il tuo account google, o almeno credo.

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    15. @poggio

      Sai perché ti pubblico subito? Perché non capisco una sega di quello che scrivi. Oh, intendiamoci, non è una critica. Diciamo che tu sei più ellittico e io più parabolico (e ogni tanto iperbolico). Detto questo, spero sempre che qualcuno me lo spieghi...

      ;)

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    16. Comunque professore, è fatta!
      Nel giro di qualche ora è diventato mainstream!
      Ho appena letto una dichiarazione d'amore nei suoi confronti seguita da una precisazione di una sua ex :)

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    17. Reprint:
      http://www.informarexresistere.fr/2012/06/17/euro-una-catastrofe-annunciata/#axzz1y4kQPrJ1

      Informare Per Resistere piace a 558,728 persone.
      :-)

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    18. Se sono diventato mainstream, come dici, vuoi dire che è ora di cambiare direzione. Ma penso che la tua traduzione di mainstream non sia quella che trovo nel vocabolario!

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    19. Interessantissimo il video postato da istwine. Mi sembra che Buiter stia solo confermando quanto su questo blog si dice da mesi. Bagnai potrebbe tranquillamente andare a guadagnare tanti soldi in qualche hedge fund, cosa che non gli auguro, perche' dovrebbe iniziare a fare uso di droghe pesanti o diventerebbe schizofrenico :)

      Comunque, al minuto 51:40, la moderatrice fa una domanda molto interessante, vi invito, se non l'avete gia' fatto, ad ascoltare la risposta.

      In pratica, secondo Buiter, non ci sara' mai un'unione fiscale in Europa (per i motivi di cui Bagnai ci ha gia' parlato), ma piuttosto un' "assicurazione fiscale", ovvero, se ho ben capito, cio' di cui si parla in questi giorni, il ERF, European Redemption Fund, un idea dell'SPD tedesco, che non piace tanto alla Merkel, per ora (dovete redimervi peccatori!!)

      Io spero che usciremo presto da questo incubo. Le elite europee, cercano in tutti i modi di farci digerire questo Euro!
      Continuano ad imbottire l'europa di antipiretici, invece di lasciarci prendere da soli un bell'antibiotico, per ammazzare il batterio Eurofilo che ci sta strangolando!

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  2. "E tali precetti è bene di mettergli insieme, perchè eʹ giovano assai a chi ha in pregio la ricchezza; come fa il modo usato da Talete da Meleto. E tale invenzione fu buona per far denari, ancorchè a lui ella fusse attribuita per via di sapienza: e fu questo un certo universale così fatto, essendo stato, dico, rimproverato a costui lo studio della filosofia, come cosa disutile, per essere ei povero. Si dice, che per via dʹastrologia eʹ previde un anno, che aveva ad essere una grande abbondanza dʹolio nella stagione che ancora era dellʹinvernata; onde, radunata insieme poca quantità di danari, aver dato lʹarra di tutto lʹolio, che si doveva ricorre in quel di Meleto e di Scio: e ciò avere condotto con poco prezzo, non si trovando allora chi più nʹofferisse. Ma poi che eʹ fu venuto il tempo della ricolta, nel quale molti ne chiedevano, di subito avere in tal modo raccozzato quanto eʹ volse gran somma dʹoro; e così avere dimostrato, che egli è agevole impresa ai filosofi diventar ricchi; ma che essi non hanno questo fine"

    ARISTOTELE, Politica I 11

    Diogene Laerzio è una fonte di seconda mano per ki skeda... eh sì, bolle e bulli sa che lo conivido, e lo condivido proprio perché funziona in entrambi i versi.

    (il testo è da una vecchia traduzione del 1905, posso tirar fuori l'originale greco con un po' di tempo e per la gioia di Schneider).

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    1. Sarebbe un bel regalo caro Guerani. Come già scrissi al professore questa di Talete è una delle mie storie preferite da raccontare. (Ri)Sentirla qui mi fa sentire un po' meno solo.
      Ovviamente ha il suo prequel, ma questa - appunto - è un'altra storia.

      Schneider (gioioso. Si fa per dire)

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  3. Professore,

    vado sul sito del Fatto a cercare il pezzo del post e trovo questo articolo sparato a caratteri cubitali: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/16/terremoto-abruzzo-i-soldi-degli-sms-imboscati-dalle-banche/265450/

    Questo articolo, che è pure stato ripreso dai telegiornali, è vera e propria spazzatura! Posso condividere con lei e con i lettori eventualmente interessati una cosa che ho scritto io su Microcredito per l'Abruzzo http://dl.dropbox.com/u/29460853/MicrocreditoxAbruzzo.pdf anche se non è su Ideas? :)

    Giorgio

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  4. Mi sembra che contrariamente alle aspettative un po' rosee dell'intervistatore, il digital divide ci stia proteggendo dai luogocomunisti! Certo, se il pezzo esce anche sul web, lì saranno dolori...

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    1. Anfatti...anche perchè il Fatto-on line ha la censura (come se non bastasse il piddinismo-luogocomunismo-neuronal-lacking)...Dunque gigantesco (e sbilanciato)rodeo di "svalutazione=inflazione=labollettaenergeticacifarebbefarelafinedell'argentina=l'eurocihasalvato-ècolpanostrachenonabbiamo saputosfruttarlo=solol'europacipuòsalvaredallacorruzzziione=spesapubblicacattiva-cattiva-cattiva=impiegatipubbliciparassitistrapagati=bastafare-unapatrimonialeal-10% e "nondistruggeciunfogno=germaniavirtuosaabbiamosolodaimparare".
      Come si diceva una volta (nel varesotto) "Che maroni!"
      Stamo a svuotà er mare cor cucchiaro.
      Sul flash-mob ho in'idea (la maschera Goofy sounds cool)...

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  5. congratulazioni! E' giusto che quel che scrive arrivi a più persone, mi sembra un divulgatore scientifico parecchio chiaro, per essere un economista... (detto da un ingegnere che non capisce tutte le citazioni ;-))
    Mi dispiace solo un po' perchè il blog perderà forse un po' della sua atmosfera di nicchia... Però più gente la legge meglio è!

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    1. Va anche detto che le nicchie son fatte per le statue, o per le belle statuine...

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  6. 13 giugno Farage al Parlamento europeo

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=SkMD15zKFKw

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    1. Scusi professore,
      so che è di destra, ma quando Farage parla così al parlamento europeo, LO ADOORO.

      Peccato che questa volta non ha aggiunto la sua garbata stima per Van Rompuy e i suoi 3 compagni di merende.

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    2. Cara Silvia,
      sei la stessa che è intervenuta sui commenti al video? (Se sì) hai una dedizione al dialogo encomiabile!
      Ma se uno ti risponde che "conosco Bagnai "di fama" e trovo il suo pensiero un pò semplicistico" non ti cadono le braccia (trattandosi del massimo della concessione del pensiero-neurone-unico ai dati oggettivi e a concetti accreditati, niente affatto semplicistici, che questi rifiutano a priori?)
      Di più: che senso ha ormai discutere con gente che non sa offrire alcuna analisi razionale delle proprie iperconvinzioni e che la butta in politica quando non sa che dire sul piano dell'economia...politica... (stra)parlando di economia?

      Non è un appunto, non mi permetterei: anzi ti stimo per il tuo impegno inflessibile.
      Sono solo domande che ciascuno di noi si ritrova a porsi quando entra in contatto con le "opinioni correnti".
      Attendere che passino questi cadaveri lungo il fiume, lo so, è fin troppo facile; più utile sarebbe salvare chi vive un'inquietudine che alla fine trova solo qui la sua "emersione" dalla rimozione mediatica.
      Insomma, è già tanto non essere completamente "rimba" per la fortuna di aver agganciato Goofy; "salvare" altri forse si potrà, in futuro, ma solo quelli che vogliono essere salvati.

      PS: che Farage sia di destra è totalmente irrilevante as far as he speaks true words (data) in the right terms. Screditarlo (su questo specifico argomento) perchè "lo è" è esattamente piddinismo, cioè autoritarismo pro-oligarchico camuffato da pensiero "progressista", autocompiaciuto di censurare il "volgo"

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    3. Sì Quarantotto,
      sono la stessa e sì certe risposte mi fanno cadere le braccia.
      Non è tanto longlife2u che mi interessa convincere (non ho ancora potere salvifico) ma, tra le tante persone che guardano quel filmato mi auguro che ce ne sia qualcuna con un po' di buon senso.

      Mi ritengo MOLTO FORTUNATA per aver trovato questo blog, ma ho anche cercato, letto, valutato e scelto. Oltre al professor Bagnai, sono grata a chi ha lasciato il link in giro per il web, se no come avrei potuto trovare Goofy?
      Ecco perché faccio "pubblicità".
      Se poi vuoi dire che la faccio male o nei posti sbagliati, avrai anche ragione; cercherò di fare meglio.

      Non ho screditato Farage, non conosco il suo pensiero e neppure il nome del suo partito. Ho detto che ADORO i suoi interventi a Strasburgo: giudico solo quello che ho sentito sul resto mi astengo.
      Nel post "Più Europa (e meno Spagna). O no?" il prof. Bagnai ha risposto a Voci dalla Germania "Però tecnicamente (Farage) è un fascista, lo sai, no?" e a questo mi riferivo.
      Se vuoi vedere la mia risposta di allora è ancora lì.

      Mi esprimo con spontaneità perché questo è pur sempre un blog e io sono una persona qualsiasi, non una politica o una diplomatica a un vertice internazionale. Il tuo vivisezionare e psicoanalizzare le parole mi pare un po' eccessivo in questo contesto.
      E, a ben vedere, anche sbandierare il "politically correct" fa tanto piddino.

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    4. Cara Silvi-uccia, ti ringrazio per la dedizione alla causa. Non mi stropicciare 48. Se posso mediare, potrei dire che a me fa ovviamente piacere che tu cerchi di diffondere il verbo, e sono contento che tu non te la prenda se vieni rimbeccata da un analfabeta ("un pò semplicistico" è un po' poco italiano, ma non entriamo in questi dettagli: io sono sempre lieto quando vedo che chi mi critica è incolto e non particolarmente brillante, mi rassicura molto. Certo, critiche pertinenti sarebbero più utili per far avanzare il dibattito, ma se ci criticano solo dei grulli non è certo colpa nostra: evidentemente le persone intelligenti e alfabetizzate non hanno obiezioni di rilievo, forse perché qui si sentono a casa loro, a differenza di quanto potrebbe accadergli in altre kontrade). Sono io ad aver osservato che Farage è un erede di Mosley perché così mi è stato riferito da un amico inglese, ma la cosa, come ho più volte detto, non mi sposta né in qua né in là. Purtroppo dice l'esatta esattissima assoluta verità, e il problema non è lui: il problema, qui, in Francia, in Inghilterra, ovunque, è che la sinistra abbia abolito la verità. Ne pagherà le conseguenze e questo non mi fa piacere. Credo di averne parlato a sufficienza, no?

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    5. Silvia carissima,
      non ho neppure lontanamente insinuato che facessi male la divulgazione, anzi ho detto che sei encomiabile e che non mi permetterei di fare appunti perchè ti stimo.
      Su Farage, in realtà, neppure l'ombra di una critica a te diretta, anzi: volevo solo dirti di fregartene che sia definito "di destra", lasciandoti il "divertimento" senza ombre di eventuali sensi di colpa.
      Quanto al politically correct, per parte mia, sfondi una porta aperta: ma dov'è che l'avrei usato?
      Poi sulla tendenza a psicanalizzare, hai ragione, vizio "professionale" da cui mi devo ravvedere...

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    6. Carissimo Quarantotto,
      non mi ero certo offesa per così poco, amo solo puntualizzare (ognuno ha i propri vizi da correggere, io sono petulante).

      Sono contenta che il malinteso, per quanto insignificante, sia stato chiarito e contraccambio la stima x1000. Mi pare di aver capito che sei in politica... se è così mi auguro che i tuoi interventi in quegli ambienti abbiano molto più successo dei miei sbrindellati tentativi su youtube... non ti invidio!

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    7. Il livello culturale e civile dei commenti su YouTube e' nel complesso molto deprimente (non che sia io il maestro di cultura intendiamoci).Purtoppo il grosso dei brevi video del web e'li..e tante questioni sollevate son spesso denigrate per via di chi ci commenta alternando slogan e insulti gratuiti.Nell'immaginario collettivo YouTube=ragazzini/gossip/ignoranza...sviando l'attenzione e credibilita' di tanti contenuti interessanti

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  7. "Ma la Germania le riforme le ha fatte!" e "Ma non possiamo penalizzare la locomotiva d'Europa!"...portano allo stesso link, non so se è un suo errore. Inoltre a me piace molto anche l'articolo, una dedica ai dana74 e i loro cugggini, dove fa vedere la dinamica dei salari e dei tassi di disoccupazione tra i due Paesi: "La crisi, la svendita, e mi’ cuggino: riflessione sull'art. 18".

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  8. Estrema sintesi ma corretto. Qualche punto avrebbe bisogno di approfondimento ma va bene. Chissà se mi banneranno ancora dopo averla citata? Comunque dopo questo articolo devo rivedere la mia opinione del fatto. A meno che prof il suo blog non stia diventando così popolare che ignorarlo non è più possibile. E questo qualche lettore in più lo porta. In questi periodi tutto fa...

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  9. Caro Profe, da quando Monti ha detto che svende i gioielli di famiglia, l' Italia non è più a rischio default ( ma che caso )

    e lo mandano a dire proprio i tedeschi

    sono tutti qui per saccheggiare, deindustrializzare e colonizzare casa nostra, Nino Galloni ci aveva avvisato, ma qualcuno al governo ci ha venduto a massoni e advisor bancari amanti del concetto di primato anglo e nazi

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  10. Bagnai sul Fatto... chi lo avrebbe mai detto? (questa volta non è ironico)

    Comunque per me ha fatto bene! In questa situazione non si può andare troppo per il sottile.
    L'articolo è un po' sacrificato, ma abbastanza chiaro per chi vuole capire (ed eventualmente approfondire qui). E chi non vuol capire non avrebbe capito comunque.

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  11. E' un bell'articolo chiaro e sintetico e di conseguenza arriva al 99% dei lettori.

    Ma dall'Euro non si esce non c'è la volontà politica,per uscirne l'euro dovrebbe diventare il vincolo esterno che travolge il volere politico.

    PS:

    - Perché non fai una sezione del sito dove raccogli le interviste credo che ne arriveranno altre, stai diventando famoso fossi in tè comincerei seriamente a pensare come sfruttare questa opportunità ad esempio potresti scrivere un libro sull'argomento.


    - Ci sono problemi legali (non per te ma per il Fatto) se carico sul mio blog l'intervista e la pubblico anche su Facebook?

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    1. Scusa, sulla volontà politica, forse non hai capito (perdona l'arroganza, ma io lo ho detto): Prodi (l'amico tuo) ci ha spinto giù da una finestra. Schiantarsi al suolo non è un problema di volontà politica. Ci schianteremo. Punto. Ormai è chiaro che nessuno vuole prendersi la responsabilità di evitarlo. L'ho detto in tutte le salse. Aspettiamo fiduciosi, ma non dimentichiamo.

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    2. Voglio dire che non ha senso chiedersi se si esce dall'euro: l'euro sta uscendo da noi.

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    3. Prof, anche Brancaccio sembra ormai orientato su l'elaborazione di un exit strategy, è già il secondo articolo che affronta il tema. A leggere tra le righe è un messaggio tutto rivolto alla sinistra italiana (non so quale) suggerendo di cominciare a prendere in considerazione un "piano B" perchè lo impongono i fatti. Sappiamo che non lo faranno mai e Berlusconi probabilmente li precederà sui tempi. Quanto è triste sentire in queste ore le persone salutare una vittoria moderata in Grecia con le parole "ha vinto l'Europa" facendone un sinonimo di democrazia e civiltà, contrapposta a una presunta miopia nazionalista. Sono ciechi, si rifiutano di vedere il vero nazionalismo, quello tedesco, il cui ministro degli esteri dopo il risultato greco ha detto: "dovrebbero ringraziarci" e non vedono che un intero popolo ormai prostrato si prepara a subire una eterodirezione degna del peggior colonialismo. Non so provare altro che disprezzo per tutto questo. L'articolo di Brancaccio: http://www.emilianobrancaccio.it/2012/06/18/syriza-paga-lambiguita/

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    4. Sono contento del fatto che Brancaccio si sia accorto che l'ambiguità non paga.

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  12. Riforma del lavoro (una sovraumana schifezza tecnica) entro il 28 per portarla "in dono" alla Merkel ed a Jens.

    Bagnai lasci stare il FQ - che conta meno di nulla - e provi a sondare Berlu che pare voglia tornare alla lira. Non lo sottovaluti; se lascia un pò stare le sue amichette quello è capace di farci tornare a marenghi e fiorini.

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    1. Ecco, ci mancava questa, così poi riattaccano: berlusconiano, leghista! E mi tocca mandarli secchi a fare in culo, perché purtroppo il problema e che dobbiamo considerare TUTTI che la platea si sta allargando e la Natura è matrigna. Quindi qualsiasi considerazione già svolta, ripetuta adesso, mi obbliga a un lavoro enorme di chiarificazione, o a rischiare distorsioni del mio messaggio. Non mi interessa Berlusconi perché anche se volesse fare la cosa giusta, non farebbe solo quella, e comunque non riuscirà a farla prima che la facciano i mercati. Quindi lasciamolo dov'è, che da questa storia ci sta guadagnando già fin troppo in termini politici, per colpa della stolidità della sinistra che ho denunciato un anno fa.

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  13. D: Però la Germania le riforme le ha fatte, vende pure in Cina.
    R: Non è vero: la bilancia commerciale della Germania con la Cina era negativa ed è peggiorata. Invece è migliorata con i paesi dell'Eurozona.

    Gli ultimi dati (primo trimestre 2012) dicono altro, con i paesi dell'Eurozona c'è un leggero incremento delle esportazioni ma è il più basso di tutti, 0,9%.

    Mentre crescono molto le esportazioni con i seguenti paesi:

    PAESI CON BILANCIA COMMERCIALE POSITIVA
    Paesi UE 27 +2,2
    Regno Unito +8,2
    USA +21

    PAESI CON BILANCIA COMMERCIALE NEGATIVA
    Giappone +18,4
    Russia +17
    Cina +6,1

    Fonte

    fuoco di paglia (anche se i numeri mi sembrano importanti)o altro?

    Non crede professore che forse la Germania non ha solo avuto rendite di posizione per le ragioni che ha spiegato molte volte, ma ha lavorato bene ed ora sta raccogliendo i frutti?

    Non crede che i luoghi comuni sulle riforme della Germania, tra l'altro non molto di moda ultimamente visto che oggi la teoria della cattiva Germania che ha approfittato dell'Europa mi sembra maggioritaria, siano stati un po troppo sottovalutati?

    Naturalmente so che lei arriva a determinate conclusioni solo grazie a ragionamenti economici, tutti rispettabilissimi e supportati anche da grandi economisti, niente a che vedere con le analisi alla Santachè che chiede di uscire dall'Euro per rivalutare il so capo.

    Gianluca

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    1. Vedi, Gianluca, tu sei omonimo di un poveraccio, un troll di nFa, e non vorrei proprio che tu fossi la stessa persona. Ti auguro di no. I dati che riporti non dicono assolutamente nulla, e ti spiego perché.

      Primo, come qualsiasi economista vero sa, i dati del trimestre precedente sono per definizioni provvisori. Aspettati revisioni almeno fino a fino 2013 (provare per credere, è già successo ad esempio con la produzione industriale).

      Secondo, le esportazioni lorde non dicono niente. Ma se tu sei Forattini, inutile che te lo spieghi, tanto non puoi capirlo. Se non lo sei, dammi un nome, un cognome e un'email e te lo spiego.

      Terzo, i dati confermano solo quanto stiamo dicendo qui da tempo: la Germania sta segando il ramo dove è seduta. Scusa tanto, trolluccio caro, perché mai dovrebbero crescere le esportazioni verso il Sud dell'Europa, visto che quest'ultimo ha un tasso di crescita reale sostanzialmente negativo? Dove hai studiato macroeconomia, sul Mas-Colell? E allora cosa vai cercando? Guarda che qua lo trovi subito.

      Oh, naturalmente se non sei quel Gianluca, basta che ti firmi e evitiamo il problema. Altrimenti stattene a casa tua, che qui stiamo lavorando. Per il resto, sono totalmente i disaccordo con la tua non-analisi. Se ti piace la Germania vacci, la porta è aperta.

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    2. Ah, per chi si fosse messo in ascolto in questo momento, il patetico dliettante sconosciuto evidentemente ignora che nell'intervista io mi riferivo non a un trimestre, ma alle tendenze di fondo che si sono innescate con l'ingresso nell'eurozona, e che sono descritte nela Tab. 1 di questo post. E non è che dopo le cose siano cambiate molto. In generale, se sentite qualcuno che vi parla di esportazioni senza parlarvi di importazioni, diffidatene: è un dilettante e vuole fregarvi. Del resto, i dati dell'amico non smentiscono che la Germania è in deficit con la Cina. Il problema è semplice: se fai concorrenza abbassando i salari, puoi fottere gli italiani, ma non i cinesi. Se la Germania avesse veramente dedicato tante energie all'innovazione (cosa smentita dai dati macro: guardate ad esempio il basso contributo degli investimenti alla crescita dal 1999 al 2010) potrebbe competere anche con la Cina. Ma alla Germania piace vincere facile. Vai Gianluca, vai (se sei quello di ECIS)... torna a piangere da MB!

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    3. Chiedo scusa, ma per mia pigrizia e qualche difficoltà iniziale a capire, ritenevo che inserendo il mio indirizzo gmail di conseguenza comparisse il mio nome.

      Ho risolto il problema visto che mi confondeva con altro Gianluca da lei definito un troll, la rassicuro non sono io.

      Riguardo il fregare non fa parte di me ed avevo provato ad essere più chiaro, specificando il tasso di crescita delle esportazioni differenziando i paesi con cui la Germania è in deficit e quelli con cui ha un saldo positivo.

      Probabilmente non sono stato chiaro visto quanto ha scritto e me ne scuso. Sono con lei che un parametro solo non spiega nulla, in questo caso l'esportazioni, allo stesso tempo ritenevo interessante inserire questi numeri che evidenziano il trend di crescita delle esportazioni tedesche.

      Dato che spiega sarà sicuramente aggiornato e sono certo che sarà come ha scritto, nel frattempo ho riportato i numeri esistenti per provare a sentire cosa pensava. Come vede nessun tentativo di far perdere tempo a chi lavora, semplicemente la voglia di confrontarmi su dati che non mi convincono.

      Gianluca

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    4. Questa storia che basta l'investimento in ricerca e il superiore livello tecnologico per esportare in Cina credo dovrebbe essere approfondita. Nella mia modestissima esperienza personale non basta (mentre per esportare in India si'). Direi semmai che qualità e innovazione possono servire a rimpiazzare prodotti cinesi su mercati occidentali, ma qua c'e' tutto il limite delle politiche dal lato dell'offerta che tu, Prof, non sottolineerai mai abbastanza.

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    5. Sono appena reduce da un incontro di quattro ore filate con imprenditori che operano sui mercati emergenti i quali sostanzialmente confermano quanto dici: qualità e innovazione servono per resistere sui mercati maturi, per penetrare in quelli emergenti servirebbero altre cose che in Italia non abbiamo, a partire da politiche di sostegno e dalla costruzione di reti di distribuzione adeguate. Problemi: forse una certa frammentazione dell'offerta, sicuramente un approccio localistico alla competizione globale (l'esempio fatto da un funzionario di un'azienda di credito era che a Shanghai ci sono mille e una rappresentanze di enti locali italiani - regioni, comunità montane - mentre la Francia ha un ufficio, quello della Francia), ecc. La lezione che emergeva dai dati che presentavo era che l'Italia tiene botta, ma i paesi che hanno una identità e una politica nazionale (fra l'altro) riescono ad affermarsi meglio (es. per la filiera del vino: la festa per il Beaujolais nouveau a Shanghai... e per il novello?). Quindi se vuoi c'è anche un problema di spesa pubblica mal indirizzata, ecc. ecc. Ma l'argomento che la Germania "investe e quindi" è lievemente impreciso. Non dimentichiamo, del resto, che "quindi" è la parola piddina par excellence: la parola che dimostra tutto, ma non dimostra niente...

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    6. A naso l'argomento "la germania investe quindi" è fasullo fasullo fasullo - forse si dovrebbe vedere il livello di spesa in R&D per vari paesi negli ultimi dieci anni e confrontarlo con la penetrazione nei mercati emergenti: chissà magari viene fuori che neanche c'e' correlazione.
      Ma del resto temo che al politico piddino (ma anche quelli fognatori) cosa siano ricerca e sviluppo gliel'abbia raccontato un tecnologo (ah le nuove professioni!) o un innovologo (giuro, e' un neologismo in uso) o un accademico "bene" introdotto (e interessato)....

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    7. Devo ammettere che a questa storia dei famosi investimenti tedeschi ci avevo creduto anch'io, non avevo dei dati a disposizione e mi sono fidato dei luogocomunisti :). Non riuscivo a trovare la correlazione tra maggiore produttività ed il minor numero di ore lavorate, per cui ho sposato la tesi dei leggendari investimenti alemanni. Mi sfuggiva il passaggio che spiegava concretamente la svalutazione dei salari tedeschi. Poi il post sulla produttività mi ha riordinato le idee, per cui ho interpretato l'incremento della produttività come una conseguenza di una maggiore domanda (estera), unita all'intensificazione dei ritmi di lavoro [ restringimento dei tempi per ripagare le spese del capitale costante e variabile, Marx c'è sempre :)] e allo sfruttamento delle economie di scala di cui godono le medie e grandi imprese tedesche.

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  14. l'operazione politica che conduce (da sempre!) il FQ è quella di addebitare le responsabilità del "disastro" italiano alla cosidetta CASTA, alla corruzione dei politici-TUTTI, sottacendo volutamente alle responsabilità degli architetti dell'euro-incubo, in questo perfettamente in sintonia con l'm5s, il partito-merchandising dei casaleggio e del loro prestanome barbuto.da qui alla necessità del vincolo esterno per "redimerci", il passo è brevissimo dal punto di vista del FQ-m5s, naturalmente.esiste una perfetta omogeneità di vedute tra il corriere-repubblica del debitopubblicodebitopubblico ed i grillini-travaglini de la lottaallacastallacasta. certo, passare dal guardonismo del bungabunga, a "fuori dal web" non sei un c.a.z.z.o, (ma lì esisti perchè sei manipolabile..)la cosa può anche risultare elettrizzante.
    sul kombinat FQ-m5s di critica dell'euro e ritorno alla flessibilità dei cambi NON sentirà mai parlare SERIAMENTE, al contrario di quello che sta succedendo dalle parti de il GIORNALE

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    1. Sai che non so chi siano i casaleggio? Pensa come sto messo male! Però mi sembra di aver percepito che in Italia a nessuno per il momento interessa prendere seriamente in considerazione l'unica opzione che l'economia ci addita come sostenibile. Tanto peggio. Aspetteremo il crollo.

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    2. Gent.mo Sig. Utente,

      siamo piacevolmente sorpresi dal Suo intervento. Ci pregiamo altresì di informarLa che avevamo già segnalato gli editoriali di Claudio Borghi sul Giormale a favore del ritorno alla Lira. Ci era parso curioso che un economista che si dichiara liberista si esprimesse in tal senso, caso più unico che raro nel panorama dei rumorosi liberisti nostrani (noi comunque al rumore preferiamo la quiete).
      Detto ciò siamo un po' interdetti dall'enfasi con cui Ella sottolinea la questione. Non vorremo che sia qui per fare proselitismo in favore della setta degli arcoretani. Se così fosse La preghiamo vivamente di desistere. Nel caso avessimo equivocato Le sue intenzioni, La preghiamo di accettare le nostre più sentite scuse.

      In fede (non Emilio),

      Correttore diBozzi

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    3. ha fatto centro per ben due volte!
      la prima volta quando scrive" Non vorremo che sia qui per fare proselitismo in favore della setta degli arcoretani", e la seconda :"Nel caso avessimo equivocato Le sue intenzioni, La preghiamo di accettare le nostre più sentite scuse."
      adesso capisco perchè si fa chiamare Correttore...DiBozzi

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    4. Preg.mo Correttore,

      nella eventualità che il Suo pregiato sia a me diretto mi permetta di interdirLa ancora. Ebbene sì: sono un Agente della Setta. Ci aggiriamo con fare noncurante tra i blog nostrani per irretire e proselitizzare, memori degli insegnamenti non già dell’arcoriano, ma di un suo illustre predecessore, tal Mani-Berlus , vissuto al tempo dei sasanidi. Noi neo-zartoshti adoriamo gli scontri titanici tra la Luce e la Tenebra e quando ne troviamo uno, o una sua lontana parvenza, proprio non riusciamo a farne a meno. In altre parole: “ce tira.”.
      Vorremo - rectius: vorremmo (noi Agenti abbiamo l’ulteriore difetto di esprimerci nella becera lingua italiana) - liberarci da questa strana e singolare affezione ma non è semplice.

      Suo devotissimo

      Ps: ma perché usate tante citazioni ? risposta con una citazione: “Chi disputa allegando l’autorità non adopera lo ‘ngegno , ma più tosto la memoria”.

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    5. Per io (cioè per lui del 18 giugno 2012 alle 05:12, non so se è chiaro): ma tu ce fai o ce sei? Perché se ci fai può finire tutto con una risata. Ma se ci sei...

      Il mio commento scherzoso stava sotto a ciò che ha scritto Salvatore ed a lui era indirizzato, come si evince dal contesto. Tu e Salvatore siete la stessa persona? Non ti è chiaro il motivo per cui ho ironizzato? Pazienza! Nella vita non è obbligatorio capire sempre tutto.

      Quello che mi induce a pensare che tu stia scherzando è il post scriptum: tu davvero pensi che citare Paolo Panelli che dice "E sti cazzi!", la telefonata di Aldo, Giovanni e Giacomo e la conferenza stampa dell'allenatorpugile costituisca un argumentum ad auctoritatem, come dicono quelli che parlano bene (quindi non io)? No, dai, non voglio crederci!

      Sono pronto ad imparare dagli altri e a corregermi se sbaglio (sono moderatamente conscio dei miei limiti). Però una persona col tuo senso dell'umorismo che mi corregge burinamente un errore di battitura non mi predispone al dialogo.

      Per Alberto: messaggio ricevuto, cercherò di adattarmi (che palle però!)

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    6. ha fatto centro per ben due volte!
      la prima volta quando scrive" Non vorremo che sia qui per fare proselitismo in favore della setta degli arcoretani", e la seconda :"Nel caso avessimo equivocato Le sue intenzioni, La preghiamo di accettare le nostre più sentite scuse."
      ha fatto centro per ben due volte!
      la prima volta quando scrive" Non vorremo che sia qui per fare proselitismo in favore della setta degli arcoretani", e la seconda :"Nel caso avessimo equivocato Le sue intenzioni, La preghiamo di accettare le nostre più sentite scuse."
      nessuna allusione equivoca da parte mia: la mia adesione al verbo del berluska quando nomino il bungabunga è forte e chiara.d'altronde sono stato anche equivocato, perchè l'enfasi con cui sguazzo nella cultura codereccia del bungabunga è rivolta anche e sopratutto a a far risaltare..come dire, per contrasto, la miseria del becero-moralismo del nostro amatissimo savonarola barbuto.naturalmente sono ben consapevole della differenza tra un'intervista in sesta pagina, dove il lettore non smaliziato riesce con difficolta a capire se è più valida la tesi dell'intervistatore o quella dell'intervistato e l'articolo pensato-e-meditato che si pubblica sulla home del giornale-on-line.
      mi sembra di poter dire di essere stato sufficiente-mente chiaro, adesso, e in cauda venenum!(secondo l'deologia casaleggio-m5s, fuori dalla rete non vali un tubo, vedere video GAIA, mentre qui da gufy senza la citazione latinorum vali 3tubi. io non capisco, ma mi adeguo.)

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    7. se avessi letto prima l'intervista di Alberto sul sito del FQ(davvero ben riuscita!, per quello che vale il mio parere) non avrei scritto quello che ho scritto.però pare sia stata confezionata dopo quella in SESTA pagina.mi scuso per IL QUIPROQUO. e saluto cordialmente il Prof., io ed il CorrettoreDi(ab)Bozzi

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    8. Salvatore mi fa piacere tu abbia colto lo spirito della mia buttanade. Sono sostanzialmente d'accordo con quello che scrivi, soprattutto riguardo il moralismo posticcio del disinformatore canuto e compagni. Vorrei però ricordarti che la fica (W la sineddoche!) e il suo culto esistono da ben prima che l'unto dal Mister se ne appassionasse.

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    9. Caro Correttore, per essere un pochino più chiaro ad adeguarmi ai vostri livelli di linguaggio ( e per chiudere definitivamente, ti rispondo solo perchè TU mi hai risposto):
      1) se io ci faccio tu ci sei SICURAMENTE dal momento che:
      1.1) dal tuo "contesto" non si capisce una emerita ceppa (di solito si usa uno straccio di nome per rivolgersi agli altri)
      1.2) tant'è - v. 1.1. - che nel mio post si legge "nella eventualità"
      1.3) il PS contiene un riferimento plurale (non singolare: un Correttore dovrebbe sapere distinguere)
      1.4) quanta alla "burinità" (io la chiamarei un pò diversamente ma sono una persona educata) ti consiglio di cercare in altri post diversi dal mio, magari poco più sopra: ne troverai a piene mani.

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    10. Premesso che mi state tutti simpatici e che credo vogliamo tutti la stessa cosa, in questo "flare" non ci ha capito una fava, per cui secondo me lo chiudiamo qui, no? Ringraziandovi per il contributo...

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    11. Assolutamente d'accordo. E per offrire un contributo un pò più concreto al Blog mi permetto (dopo aver opportunamente cosparso il capo di cenere) di segnalare un autorevole commento (con dati Eurostat) alle ultime uscite di Paolillo sulla necessità di diminuire il periodo di ferie per diminuire - surrettiziamente - il costo del lavoro (uno dei pochi punti programmatici della lettera Draghi/Trichet ancora non del tutto attuati).

      In : http://www.bollettinoadapt.it/acm-on-line/Home/BollettinoAdapt/Ordinario/19giugno2012n23/documento18050.html

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    12. Alberto permettimi di aggiungere solo delle scuse.

      Ad io del 19 giugno 2012 08:51: relativamente al punto 1.1) credo ci sia stato un equivoco, dovuto probabilmente a come il tuo browser visualizza i messaggi (il mio messaggio non si trova nel thread sotto al tuo).
      Mi sono sorpreso della tua reazione ad un messaggio che era sostanzialmente uno scherzo (a parte i 2 link seri) e ti ho frainteso. Mea culpa. Ti faccio le mie scuse.

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  15. Certo che il Piddino, e non solo lui, ha dodici fette di salame sugli occhi. Ma perchè? Perchè gli hanno costruito fin da bimbo un mondo fasullo, fatto di enunciati e slogan e perchè gli hanno distrutto scientificamente ogni capacità logica, fin dalla prima educazione.
    Un professore di economia competente nella sua materia conosce i fatti, i numeri, e sa che gli slogan sono falsi, anche quando sostenuti da fior di nomi del mainstream. Tuttavia se su economia se ne accorge, non è che gli sovvenga che ciò sia stato possibile anche per la cultura, mezza cancellata, o per la storia soprattutto, mezza cancellata e l'altra mezza stravolta completamente?
    E magari per fatti di cui lui è certissimo, ma che non ha mai verificato con lo stesso metodo e “sine ira et studio” e che s'è invece sempre bevuto d'un fiato, e sui quali poi pontifica?
    Io faccio sempre esempi, e ne scelgo uno di poco conto. Abbiamo avuto ININTERROTTAMENTE un Capo Politico della Resistenza, del CLN(AI) per la precisione, uno che dava gli ordini ai vari Parri, Valiani, Longo ecc..e l'unico titolato a trattare cogli Alleati. Si chiamava Alfredo Pizzoni, ed è scomparso da libri, TV, giornali, scuole e “dibaddiddi” per 60 anni, e chieda oggi a un Italiano, anche non Piddino, se lo conosce. E parliamo di un “amico” figuriamoci i “nemici” che trattamento hanno avuto. Tra parentesi c'era pure un Capo Militare della Resistenza, Cadorna, che pianificava le operazioni. Sparito anche lui.
    Pure nella sua materia qualche piccolo dubbio io l'avrei. Perchè va bene la legge della domanda e dell'offerta, ma l'argento, che ha una domanda crescente da mesi e mesi ma va giù di prezzo? Eh, ma JPM controlla l'80% e piazza short futures ogni oncia che gli arriva, più le opzioni caricate sopra, no? E gli altri, ferrosi o non ferrosi? E gli agricolturali? Eh ma lì Cargill...? E i Treasuries e le tonnellate di IRS e put vendute sottoprezzo non stanno sui libri di scuola? E le trimestrali taroccate a suon di ratei, risconti e opzioni oltre l'anno per far emergere utili inesistenti e portare costi oltre esercizio? Ma non era “l'economia” in fin dei conti e non la finanza, che contava? E certo, come no. Un po' come quando si scrive degli Italiani entrati nell'EUR “per il nazionalismo e l'ego” mica perchè costretti e nemmeno perchè i manager di Stato erano minacciati di galera se fiatavano e non firmavano, colla scusa di Tangentopoli. E fin qui ho parlato SOLO DI FORFORA, perchè le cose importanti per capire la realtà sono ben ALTRE. Ma sentiamoci Bellofiore “non Marxista, ma Marxiano” E perchè no Marxiere? O Marxiota? Chissà.
    Molto più gravi le fette di salame di chi dovrebbe avere un minimo di conoscenza e coscienza e non essere solo un utile idiota. A meno che....ma allora si deve parlar d'altro, non è così prof. Bagnai?
    N.B. A me di essere pubblicato non interessa proprio nulla.

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    1. Caro Paolo,

      mi dispiace, ma con questo intervento hai dimostrato di non aver capito assolutamente nulla di quello che scrivo, o di averne letto molto poco.

      Se vuoi venire a fare a me la lezioncina sul monopolio, sei fuori strada. Forse ti dimentichi che parli a uno che per mestiere insegna i fallimenti del mercato. Abbassa le penne che fai più bella figura.

      Se anche te sei uno dei tanti sempliciotti che hanno equivocato il senso del mio intervento a Frosinone, ti suggerisco di rileggerti questo post.

      Se ti sei perso la discussione che abbiamo svolto in questo blog sul significato di Tangentopoli, mi dispiace molto per te, ma non venire a fare la lezioncina a me e agli altri, perché ci fai solo una pessima figura.

      Resta pure nella tua simpatica prospettiva microeconomica, ma, se vuoi un consiglio, non sopravvalutarla e non sopravvalutarti. E se non lo vuoi, non metterti in condizione di fartelo dare. Rispetta te stesso e la tua lingua: agricolturale è una parola che ti sei inventato te, farlocca come la tua simpatica prospettiva complottista, che qui non ha diritto di cittadinanza.

      Fuori due.

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  16. Sera Prof.
    Vedo con piacere che le stanno dando spazio a livello nazionale..... Era ora.
    Comunque c' è da combattere una profonda e ben radicata ideologia piddina, non solo nel mondo dell' informazione nazionale ed internazionale, ma anche fra molti lettori di testate giornalistiche e blog.
    Ho risposto a questo post come centopercentothc e sono stato ripreso da due lettori con teorie molto fantasiose...

    http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/lo-sapevate-che-in-realta-se-lo-volessero-le-singole-banche-centrali-potrebbero-stampare-euro-cobraf.html

    E sul FQ commentando questo articolo in modo analogo, ( come Alexbrescia dopo essere stato bannato più volte per i link di goofy :-) ) mi hanno risposto con un termine molto " affascinante " INFLAZIONEIMPORTATA.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/14/grecia-cosi-il-ritorno-alla-dracma-favorisce-i-ricchi-e-impoverisce-i-poveri/263187/

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  17. io vedo in giro molte persone che si considerano inferiori perché italiani.. bah
    sulle pressioni politiche fuori dai canali ordinari non saprei da quali direzioni potrebbero arrivare.

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  18. Ovviamente la prima conseguenza dell'esposizione sul FQ è un ameno dibattito grillo sì grillo no, berlusconi sì berlusconi no. Qui ci siamo sempre tenuti distanti da queste categorie casarecce, e abbiamo osservato i fatti economici alla luce del vero mainstream, dell'economia ortodossa, che non è quella omodossa. Vi pregherei di non entrare nel pollaio della nostra politica. Abbiamo capito da tempo che nessuno ha realmente interesse a farsi portatore di una proposta serie di uscita. Lo stesso Grillo ce ne ha messo. E i tentennamenti di uno che in fondo aveva molto meno da perdere di tanti altri denotano tanto più opportunismo. Quindi... Quindi purtroppo non c'è altro da fare che aspettare l'inevitabile esito.

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    1. Sai che forse sarebbe utile mettere in home page un piccolo riquadro -servito dai link ai post correlati- sulla "uscita dall'euro": a) concordata; b) "disastrata", con l'elenco sommario delle conseguenze e misure da adottare in corrispondenza (che hai esposto varie volte nelle risposte e che non ricordo essere state oggetto di un apposito post)?

      Questo come una sorta di short pointer-agenda sulla questione, in modo da prevenire una parte corposa di interventi ripetitivi (scassaminchia) e consentire anche ai "politicizzati" di capire cose concrete senza che la loro pigrizia li induca a desistere e\0 riaffermare polemicamente bufale di regime e, quindi, di regolarsi...
      Forse non servirebbe, ma almeno semplificherebbe un pò...

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  19. Dal terrorismo giornalistico del Corsera all'articolo in stile Bombolo e Cannavale del giornalista dandy liberista alle vongole Nicola Porro......Altro che Zelig!

    http://blog.ilgiornale.it/porro/2012/06/17/una-lira-bucata/

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    1. Se lo confrontiamo con ciò che dice e scrive, sulla stessa testata, l'autoproclamatosi liberista Claudio Borghi se ne desume che non è più neanche questione di ideologia, ma ignoranza dei fondamentali o malafede (da parte di Porro).

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  20. Con il ritorno alle valute nazionali nell'immeddiato cosa succederà in Italia nel breve?:

    1 Aumento della disocuppazione
    2 Svalutazione fuori controllo nel breve della nuova lira
    3 Aumento dei tassi di interessi sui bond italiani
    4 Rischio tenuta paese

    E nel lungo?

    Gli Usa dalla disgregazione ordinata dell'euro qunato ci guadagnano tanto o poco?

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    1. Ha dimenticato alcune altre conseguenze:

      1) l'invasione delle locuste;
      2) la siccità (e lì ci siamo quasi);
      3) la morte dei primogeniti maschi;

      ecc.

      Caro Bergamini, ne abbiamo parlato, no? Se lei mi fa sempre le stesse domande, io le darò sempre le stesse risposte. Vedo che anche lei appartiene al gruppo di "quelli che la caduta dell'euro è un complotto Usa". Gli Usa hanno mille e un motivo economico e geopolitico per desiderare che l'euro tenga, a partire da quello, evidente, che niente come l'euro può liberarli da un concorrente temibile: l'Europa, quella vera! (per non parlare del casino che succederebbe se la Grecia uscisse, ecc. ecc.). Se ne è parlato. Dia un'occhiata in giro, vedrà, le risposte ci sono.

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    2. Ok gli usa non c'entrano

      Allora perchè le agenzie di rating martellano l'Europa, confermando rating assurdi per gli Stati Uniti e UK.
      Io non ho assolutamente sostenuto la tesi del complotto, ma quella della convenienza, se no come si spuo spiegare il comportamento delle agenzie di rating?:
      Realtà, speculazione,interessi degli azionisti delle stesse,( infatti le varie sp e fitch tutto sono fuorchè indipendenti )peccato che con padre usa e mamma Uk, si comportino in maniera diversa.
      Concordo con il fallimento dell'euro come progetto, così come è fallito il progetto euro è fallito il capitalismo del libero mercato e con esso il fallimento degli Usa e di buona parte dei suoi economisti.
      In un mondo dove denaro e potere sono più importanti delle persone quello che oggi accade è solo la lagica conseguenza di quanto seminato.

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    3. Roberto carissimo, in questo momento le agenzie di rating (o, per altri versi, gli spread) registrano semplicemente la rischiosità di investire in una zona che sta per saltare per aria dal punto di vista finanziario. Sono d'accordissimo con te che queste agenzie non sono indipendenti né particolarmente efficienti: gli esempi li conosciamo tutti. Non sono del tutto d'accordo sul fatto che gli economisti Usa siano falliti in blocco o in maggioranza. Mi spiego: sul tema dell'euro la grande maggioranza degli economisti Usa aveva colto giusto. Le persone non hanno mai contato niente, anche prima di Fitch, questo lo sai, vero?

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    4. Leggo il blog da mesi fin dal suo primo post ma non ho mai commentato. Ma siccome provengo da una discussione a cena con mia madre piddina ( che ovviamente ora sta guardando Ballarò ) e siccome non mi convince la tesi del complotto usa contro l' euro commenterò. A roberto dirò modestamente il mio pensiero:

      - Se guardate la puntata di questa sera a Ballarò, o se aprite qualsiasi prima pagina di giornale o chiedete anche a qualche passante, improvvisamente sono TUTTI diventati anti - tedeschi. E' incredibile: il giorno che cadde berlusconi l' apertura di Ballarò sembrava sfornata dall' ufficio politico della Merkel, la parola d' ordine era: terroni del sud europa zozzi, spendaccioni ( il debbitopubblico! ) e " viziosi " ( berlusconi ). Ma di cosa stupirsi? E' dall' inizio della crisi dell' eurozona che la colpa viene attribuita al sud e se provavi a dire qualcosa sul ruolo della Germania tedesco ti rispondevano " ma pensiamo a guardare a casa nostra che c' abbiamo Berlusconi che va a p... ecc ecc"

      Ora....

      E' stato appurato che le cavolate di Silvio Berlusconi con lo spread non c' entrano una pippa, è stato appurato che massacrare gli italiani con tasse e tagli non serve a niente, è stato appurato che se vince il centrodestra in Grecia siamo punto a capo ed è da dementi festeggiare " l salvezza dell' euro" ... allora che si fa? Rimuoviamo l' errore tecnico dell' euro? No, spariamoci l' ultima cartuccia: la colpa è della Germania. Ma come? Fino a ieri dicevamo che loro erano la razza ariana e che i mediterranei erano brutti e zozzoni adesso diciamo che siamo le vittime? Ma si può dire? Certo che si può dire... si è messo di mezzo lo Zio Sam... Obama in persona! E poi in Francia adesso c'è quello della scuola di Mitterand... loro si che salveranno l' Europa! E Monti? Ma Monti è un tecnico, mica è lì per esprimere una posizione politica, mica è lì per dare il cattivo esempio ( governare anziché subire l' uscita dall' euro ) agli altri paesi mediterranei. Monti è lì d' accordo con Obama e Hollande che finché non riusciranno a convincere la Merkel ( e mai ci riusciranno ovviamente come è ovvio che sia) esguirà le ricette vigenti, ovvero quelle tedesche.

      In sintesi che cosa voglio dire? Che gli usa non fanno tanto la guerra all' euro ( che per salvarsi dovrebbe essere più "debole"), fanno la guerra alla Germania ( paese che ricordiamo, non ha partecipato alla guerra in Libia ) che con la sua politica economica sta tedeschizzando delle colonie americane ( cioè noi. ) Come vedi una guida non americana ce l' abbiamo ( è la Germania ) il piccolo problema è che ci sta ammazzando economicamente. E non cambierà mai idea. MAI. Possiamo sia pensare che la Germania sia un paese che è cresciuto grazie alle esportazioni tedesche ( che indicano i dati del blog ) sia che sia il " sesto BRICS " poco cambia: l' euro non l' hanno inventato loro. Loro ci sono entrati solo perché GLI CONVENIVA. Se non gli conveniva non ci entravano, cioè se avessero dovuto avere fin dall' inizio dei doveri oltre che dei vantaggi non ci sarebbero entrati. Ci sono entrati perché avevano solo dei vantaggi. E siccome per i vari Mitterand, Prodi,ecc far entrare la Germania dentro a tutti i costi era " alta politica" pur di convincerla hanno costruito eurolandia su misura della Germania, e questo ovviamente secondo i teorici dell'alta politica" dovrebbe farci contenti, sopratutto dovrebbe far contenti i greci!

      Ora in questo contesto la Germania potrà mai cambiare idea? No. Quindi cosa è meglio per la " pace europea " ( quella che tutti dicono scomparirebbe in caso di fine della moneta unica )? Diventare tedeschi all' ultimo minuto ( dopo avergli concesso tutto in nome dell' "alta politica ) perché lo dice lo Zio Sam e perché così non si ammette di aver venduto una bugia agli elettori ( l' euro ) o una fine dell' euro concertata, organizzata, governata,ecc?

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    5. Benvenuta/o ventura89; peccato tu non abbia mai commentato prima, perchè le cose che dici sono molto interessanti. Sono quindi molto contento che tu abbia finalmente deciso di intervenire.

      Non mi soffermerei molto sul tema se sia meglio soggiaccere al dominio americano o a quello tedesco; tale questione rimane a mio avviso irrilevante, almeno per il momento; ora la priorità è riconquistare un minimo di razionalità economica, pena un periodo di forti tensioni sociali che potrebbero sfociare in violenza e nella rinascita di becero nazionalismo razzista in tutta Europa.

      Il primo passo da fare, e in molti, anche se non ancora abbastanza, lo hanno fatto o lo stanno facendo, dicevo il primo passo sappiamo ormai tutti quale dovrebbe essere: portare la discussione dell'uscita dall'euro ad un livello quantomeno accettabile, fuori da questa visione stereotipata, e anche un pò furbescamente ammiccante alla profonda ignoranza del lettore medio, con la quale ancora oggi il dibattito viene rappresentato; ecco un esempio illuminante di cosa intendo dire http://blog.ilgiornale.it/porro/2012/06/17/una-lira-bucata/ . E' per cuori forti, no, sapete vi avverto prima, non si sa mai!

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    6. Grazie, comunque sono un benvenutO :-)
      Precisazione: ho fatto diversi errori di battitura. Nell' ultima frase volevo dire:

      " Diventare ANTItedeschi all' ultimo minuto ( dopo avergli concesso tutto in nome dell' "alta politica" ) perché lo dice lo Zio Sam e perché così non si ammette di aver venduto una bugia agli elettori ( l' euro ) o una fine dell' euro concertata, organizzata, governata,ecc?"

      Ovviamente la mia risposta è uscire dall' euro e ripristinare un minimo di controllo sui movimenti di capitale, ovvero recuperare un minimo di razionalità economica. Nel post di prima volevo semplicemente dire che ( secondo me, potrei sbagliarmi, non sono un esperto di geopolitica ma questa è la mia impressione )gli USA non contrastano l' euro in sé ma bensì la guida tedesca e che per la " pace europea" credo sia molto più pericoloso andare dietro a questo "anti-germanismo dell' ultimo minuto" ( che ovviamente non è quello del prof ma è quello della classe dirigente che fino a 6 mesi fa era in balia del " mito della razza ariana" in funzione forse anti berlusconi ma sopratutto in funzione di " lotta di classe al contrario" come spiega il prof, mentre adesso ci vengono a raccontare che il problema guarda un po' è la germania) piuttosto che ammettere l' errore e fare un passo indietro, ovvero uscire dall' euro.

      Riguardo l' articolo di Porro la solita frittata trita e ritrita: se la svalutazione non serve perché la panda è brutta ( che poi non sono d' accordo la panda è carina) non si capisce perché con la moneta forte la panda dovrebbe diventare bella. Sempre panda è ed è meno conveniente e non si capisce come una moneta più forte mi aiuti a produrre un prodotto migliore. Io questo ragionamento " della moneta più forte che incita a innovare" non l' ho mai capito.

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  21. Sento chiamare in causa, sulla Grecia, l’hubris (attitudine vista come ambivalente e non esclusivamente negativa, da Prometeo a Ulisse). Ora l'hubris, se riferita alla leadership UEM, non dovrebbe nascere dal conflitto di interessi (cioè dalla cura del particulare nazionale contrapposto a quello dei “soci”), come nel caso della Merkel.
    Questa non è una regina (una "Agamennona") di "tutti" gli Achei-europei, ma solo una “occupante” con la forza delle nuove “armi” monetarie-valutarie innescate dalla specifica configurazione dell’euro.
    Se i greci hanno una responsabilità è quella di avere avuto, come l’Italia, una classe politica (e dirigente economica) che ha visto nell’euro un volano per i propri affari irresponsabili e il proprio consenso (qui sta semmai l'hubris e ha un'anima piddina "intereuropea", nella sostanza); una classe politico-economica che ha perseguito il proprio vantaggio spargendo, al contempo, una propaganda terroristica (mediatica) che la proteggesse dalla verità sull’euro stesso, come innesco di inevitabili squilibri strutturali a favore dell’”occupante” (che partiva consapevolmente con lo scarto di inflazione e lo ha amplificato deliberatamente per un disegno di dominio continentale…e ora chiede il conto, facendo anche la morale ai vinti).

    Questa propaganda terroristica ha prodotto ancora ieri i suoi effetti deleteri (portando all’ennesimo probabile compromesso che solo prolungherà una penosa agonia. Come già è accaduto in Irlanda, dove si è votato con la pistola alla tempia della fine degli “aiuti”, del bacio della morte di chi, contemporaneamente, affila il coltello dello strozzino che si prenderà i beni di una comunità ormai indifesa)…
    Oggi si gioisce della ridicola prospettiva che sia concesso ai greci, così responsabilmente europeisti, il pareggio di bilancio al 2016 anzichè al 2014! Certo come no, uno scherzo partendo da una recessione al -4,7%, senza prospettive di saldo primario dato il drammatico scenario della base imponibile e con titoli ormai piazzati al 27% (i decennali)...

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  22. Prof, mi associo alla proposta di un lettore (non riesco a trovare il commento): mi piacerebbe trovare nelle librerie una raccolta dei post di Goofy. Vuol mettere la comodità di un indice, di un segnalibro o delle belle orecchie alle pagine (io le faccio, anche se la mia compagna s'incazza) a delle snervanti ricerche con il mouse?
    Glielo chiede un quattrocchi miope (ho svalutato troppo nella mia vita) che soffre la lettura su monitor.

    Grazie ancora per il suo lavoro
    R.Grassi

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  23. Un primo saluto e ringraziamento al prof. Bagnai, questo è il mio primo commento. Mi delizio del suo blog da un paio di mesi, da quando ho cominciato a cercare insistentemente delle spiegazioni scientifiche alla progressiva indigenza che caratterizza la vita di tante famiglie come la mia (due lavoratori, io e mia moglie, e due figli). Questa mattina Paul Krugman, illustrando i dati del rapporto deficit/pil e della bilancia dei pagamenti con l'estero della Grecia ha detto che "current policies fail completely, which seems almost a given, and Greece exits the euro anyway, which seems highly likely". Krugman aggiunge che l'unica strada tecnica per ribilanciare il deficit greco con l'estero è esattamente una politica di svalutazione monetaria. Lo scandalo è che queste posizioni in Italia, addirittura più nette di quelle espresse da Syriza, grazie alla propaganda ormai allignata in tutto l'arco costituzionale, vengono presentate come folklore vetero-bolscevico.

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  24. A proposito di ottimismo/pessimismo, mi sono letto queste 51 "charts"; anche se non ho mai studiato Economia mi sembrano molto chiare: tutto il mondo, non solo i PIIGS sono nell'elemento che i Francesi amano cosi' tanto:

    http://www.businessinsider.com/david-rosenberg-charts-2012-6?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+businessinsider+%28Business+Insider%29&utm_source=Headlines+%7C+6-16-2012&utm_campaign=Constant+Contact&utm_medium=email#the-forecasts-of-monetary-policy-makers-have-higher-variability-due-to-incredible-levels-of-uncertainty-1

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    1. I grafici sono interessanti, i dati mi sembrano corretti, è chiaro che l'autore è del partito spesapubblicaUSAbrutto, e va bene così. Cosa ci dicono i dati? Nulla che non sappiamo. Che la crisi è partita dagli Usa. Che è stata originata da un problema di accumulazione di debito privato tuttora irrisolto. Che l'euro ha aumentato la divergenza fra i paesi europei. Che li ha fragilizzati portando a un accumulo enorme di debito privato. Ecc. ecc. La crisi è globale, ce ne eravamo accorti. Ma proprio per questo andrebbe gestita con senno (non quello di poi).

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  25. Buongiorno prof.
    Che ne dice dell' intervista al "buon vecchio Sinn" ?

    http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/06/4-chiacchiere-con-hans-werner-sinn.html

    Mi sembra un pò ambigua... A lei no ? ( Santa Germania vittima d' Europa ! )

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  26. Non so bene cosa sia, ma qui ti pubblicano

    http://econacademics.org/it.html

    PS. Comincia a pensarci seriamente al libro che non hai ancora scritto :-)

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  27. Non so se questo commento è o.t. nel post, ma: sorpresa (almeno per me) nel documento ufficiale del PD "SECONDA CONFERENZA NAZIONALE PER IL LAVORO - Napoli 15 giugno 2012" ho letto questa affermazione. "La sopravvivenza dell’euro è minata dagli andamenti divergenti della competitività tra le sue diverse aree economiche. L’aumento dei debiti pubblici è conseguenza, non causa, dei problemi della moneta unica. L’indicatore primario da guardare per capire i problemi è il saldo della bilancia commerciale, non quello del bilancio pubblico. La diagnosi è condivisa a Berlino, Bruxelles e Francoforte. Lo scontro culturale e politico nell’euro-zona è sulla cura. Per aggredire il “problema esistenziale” della moneta unica, la ricetta dettata dai conservatori e larga parte delle tecnostrutture comunitarie
    prevede, per ciascun paese in deficit di bilancia commerciale, la “svalutazione interna”: contrazione della domanda, attraverso politiche di bilancio soffocanti, per ridurre l’import; riduzione del costo del lavoro, attraverso l’ulteriore indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori e delle lavoratrici, per aumentare l’export. Qui sta, per l’Italia, la ragione dell’ossessione verso l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori"
    Mi sono sbagliato o è già un passo verso l'ammissione di colpa? Comunque per prima cosa queste affermazioni fanno a cazzotti con il sostegno al governo Monti. Attendo un commento ed un pernacchio.
    Carlo De Michele

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    1. Sai, dopo 400 km di autostrada e quattro ore di lezione la forza per un pernacchio non ce l'avrei nemmeno se tu lo meritassi. Unico appunto metodologico: qui lavoriamo sui dati e sui fatti, quindi ti sarei grato se tu potessi citare esattamente (fornendo un link) queste parole, che non mi pare di trovare né nell'ordine del giorno approvato, né nella relazione di Fassina.

      Se fossero state dette, come evidenzi, trasformerebbero ipso facto il PD da un caso politico a un caso psichiatrico, perché non si tratterebbe più del sequestro di un partito di sinistra da parte dell'ideologia social-liberista (descritta da Riccardo Bellofiore), ma, come a te non sfugge, di un puro e semplice caso di schizofrenia. Una malattia oggi diffusa, come ci ricorda G.Z. con la Z di Zezza. Rimane un dato positivo che qualcuno in quel partito sia in grado di mettere in fila tre parole di senso compiuto, anche se non abbiamo certezza che dopo averlo fatto non sia stato prontamente costretto all'autocritica da Ichino e Ludina Barzini.

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    2. (a proposito: chi era costei? È economista? O è solo parente?)

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    3. Io ho trovato sta roba: http://www.partitodemocratico.it/doc/237955/odg-votato-allunanimit-dai-delegati-conferenza-nazionale-per-il-lavoro-napoli-15-giugno-2012.htm

      http://www.partitodemocratico.it/doc/235904/seconda-conferenza-nazionale-per-i-lavoro-napoli-15-giugno-2012.htm

      Roba scritta in piddinese stretto che vuol dire tutto e il contrario di tutto cioè un cazzo (mi si perdoni il francesismo, ma ho una qualche esperienza in stesura di odg e documenti, specie sul lavoro).

      Però ha ragione Lodemi, nel documento http://www.partitodemocratico.it/Allegati/Documento%202%20Conferenza%20Lavoro%20(7).pdf c'è in effetti a pag.2 il periodo da lui riportato. Adesso non ho voglia né tempo di leggermi tutto il documento, cedo volentieri il compito a qualcun'altro.

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    4. "La sopravvivenza dell’euro è minata dagli andamenti divergenti della competitività..." è un estratto dell'introduzione del libro "Il lavoro prima di tutto" di Stefano Fassina. Cos'è, fumo negli occhi, schizofrenia patologica?

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    5. Passata è la tempesta.
      Odo augelli far festa, e la Fassina,
      tornata in su la via, che ripete il suo verso:
      cooooo.... coooooo.... cocoproo...cocoprooo!

      Sì, mi hanno detto che il titolo originale era "L'art. 18 prima di tutto", poi però i compagni lo hanno sconsigliato... compagni che sbagliano? Sarà la Storia a dirlo...

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    6. Salve

      penso che al governo siano ben oltre l'art.18 visto che si valutano 276.000 esuberi, l'eventuale blocco della tredicesima per tre anni per i dipendenti pubblici ed altre amenità simili a proposito di svalutazione interna.
      http://giacomosalerno.wordpress.com/2012/06/18/il-piano-b-che-il-governo-ci-nasconde-riduzione-del-5-degli-stipendi-e-blocco-delle-tredicesime-per-tre-anni/

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    7. Letto, nel doc al link http://www.partitodemocratico.it/Allegati/Documento%202%20Conferenza%20Lavoro%20(7).pdf il paragrafo "Lo scenario dell'euro zona". Che dire, aldilà delle considerazioni di carattere psichiatrico mi sovviene una similitudine con uno scambio di idee avuto stamattina con un giornalista di Micromega che sta curando un numero speciale sul M5S di Grillo. Lamentava il fatto che molti esponenti del movimento, da lui interpellati, fossero privi di cultura politica e immersi nell'ideologia antibelzebù propagandata a piene mani dalla "sinistra" degli ultimi vent'anni. La mia risposta era stata che avevo più comprensione per chi era stato, in buona fede, vittima della propaganda repubblichina pseudo di sinistra rispetto ai tanti piddini che ti propinano la stessa sbobba in malafede, ben sapendo che ti stanno passando moneta falsa.

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    8. Effettivamente ho citato da http://www.partitodemocratico.it/Allegati/Documento%202%20Conferenza%20Lavoro%20(7).pdf
      come detto da Guerani (sono interno al PD, e ricevo regolarmente i documenti ufficiali). Se intervengo di nuovo curerò i riferimenti. Per capire ho provato a porre la domanda che scaturisce dalla citazione (i vertici del PD sono schizoidi?) direttamente a Fassina ed ho postato la domanda anche sul sito del PD. Spero che mi rispondano così "non resto confuso".

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    9. Come cantava il compagno Ricky Gianco: Compagno sì, compagno no, compagno un cazz!

      Sì, il passaggio è tratto da pag. 2 del documento del PD che indica Alessandro, SECONDA CONFERENZA NAZIONALE PER IL LAVORO - Sviluppo sostenibile per la buona e piena occupazione, Napoli 15 giugno 2012.

      Non l'ho letto con attenzione, ne ho solo scorso rapidamente le pagine, ma mi ha colpito questo passaggio a pag. 5:

      «Al di là di queste relative differenze, le due aree restano profondamente integrate dal punto di vista economico: il sistema produttivo meridionale è altamente dipendente dalle sub-forniture delle imprese del Centro-Nord le quali, a loro volta, non possono prescindere, per crescere, dal contributo del mercato meridionale. Se ne facciano una ragione i teorici delle “due Italie”.»

      Secondo loro liquidare la questione con un "se ne facciano una ragione" basta per contrastare le pulsioni secessioniste? Basta a correggere gli squilibri fra aree diverse del paese? Fra i teorici delle “due Italie” che dovrebbero mettersi l'animo in pace, i signori del PD includono anche gli economisti che hanno contribuito all'elaborazione della teoria delle aree valutarie ottimali (AVO)? Forse anche i signori del PD vogliono sostenere l'idea dell'AVO endogena?

      A pag. 6 leggiamo quali sono le mirabolanti ricette economiche che il PD propone per sanare questi squilibri:

      «Occorre in primo luogo ricostruire un patto sociale per la crescita tra i territori del Nord e del Sud del Paese. L’ultimo quindicennio si è trascinato in una continua contrapposizione tra questione settentrionale e questione meridionale, finendo per acuire le distanza e per deprimere la capacità produttiva dell’intero sistema nazionale. Appare d’altronde chiaro dal lavoro di questi mesi del Ministro Barca l’obiettivo di porsi a supporto di strategie nazionali ordinarie di azione sui diversi campi dall’istruzione alle infrastrutture, dalla pubblica amministrazione al welfare, cercando di rafforzare, e ove possibile orientare, gli interventi attraverso la disponibilità dei fondi europei.»

      Forse non vi è chiaro che questo "nuovo patto sociale" non lo vuole nessuno: parte del Nord, con la stessa miopia dei tedeschi (perché il Sud è mercato di sbocco per il Nord, come noi ora con l'Euro lo siamo per la Germania), ritiene iniqui questi trasferimenti di risorse dalle aree più forti a quelle meno forti economicamente. Il Sud si è stancato di essere mortificato e additato come parassita e anche lì sono nati movimenti separatisti (soprattutto in Sicilia e Sardegna).

      Quindi di che parlate? La volete finire con 'ste supercazzole? Volete affrontare finalmente il problema di questo strumento che non funziona, la moneta unica (a livello europeo o nazionale)? Non dipenderà tutto da quello, certo, ma continuare ad eluderlo mi sembra che finora non abbia funzionato.

      Dopo 150 di unità molte persone sono ancora costrette (si badi bene, costrette, non è una scelta) ad emigrare dal Sud e questi vogliono rifilarci nel 2012 i loro vomitevoli tatticismi... mi sembra di sentire la loro risposta standard: «c'hai raggione... ma la ggente nun è pronta... i nostri nun capirebbero...». Questo blog dimostra che se si spiega con competenza, chiarezza ed onestà le persone capiscono. Non tutte, non subito, vero, ma questo anche grazie alle menzogne che continuate a propalare, signori del PD.

      Non ho parole... solo parolacce!

      P.S.: avrei una domanda sulle monete locali o complementari, ma questo commento è già troppo lungo, la farò altrove.

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    10. ma Fassina può dire quello che vuole, il punto è che fa parte di un partito esecrabile. e parliamoci chiaro, questa gente quando comincia a dire certe cose è perché ha interesse a farlo ( non è neanche detto che capisca del tutto quello che dice), come FQ aveva interesse a pubblicare Alberto vedendo che certe cose non si possono più nascondere.

      quando Fassina parla di andamenti divergenti della competitività non dice nulla di diverso da ciò che dice Giavazzi o De Grauwe o chiunque. è la soluzione che è diversa. e la soluzione di Fassina, e lo si è visto in parlamento, è quella di agire sul mercato del lavoro. cioè abbattere i costi per rimettere in moto la competitività del paese. cioè abbattere i salariati.

      poi che nel libro citi Keynes, Wolf e altri non cambia nulla. al limite peggiora la sua situazione. non è che adesso si comincia a rivalutare il cannibale seriale solo perché si è mangiato il compagno di cella pedofilo. un po' di distanza va comunque presa (anche da questo esempio possibilmente.)

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    11. Grazie per il riferimento, scusa se siamo pignoli (ci proviamo). Siamo solidali con te nella tua attesa. Cooo.... coooo..... cocoprooooo.... cocoproooo! Chissà che ovetto ti farà la Fassina (tornata il su la via)...

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    12. @istwine

      Esempio pertinente e osservazione del tutto appropriata. Lo squallido bandwagoning è appena all'inizio. Come diceva ridebenechirideultimo dovrò rinforzare l'assale della mia biga. Ma il diavolo si annida nei dettagli, che vanno cercati esattamente come e dove li cerchi tu. Questo per i piddini speranzosi di redenzione: in inferno nulla est redemptio.

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    13. Ludina Barzini: nipote di Luigi, figlia di Luigi jr, giornalista, esperta di nulla.

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    14. Prendo spunto dalla segnalazione di ARYA su un piano B del governo per tagliare ulteriormente la spesa pubblica e in specifico gli stipendi e per bloccare le tredicesime per tre anni. Viene detto che il piano entrerebbe in vigore solo se le dismissioni del patrimonio pubblico non dessero i risultati "sperati". Si calcola che il piano inciderebbe per circa il 10% del totale degli stipendi (quindi circa 16-20 miliardi su un tatale di 167 miliardi) del settore pubblico. A me è però venuto un dubbio su questa caratteristica "lo facciamo solo se...".
      Nel DEF di aprile viene esplicitamente detto (pag. 16) che il peso del costo del personale calerà del 10% da qui al 2015.
      Scusate la domanda forse ingenua: c'è una relazione tra le due cose: il DEF e il Piano cosiddetto B, che allora non sarebbe tanto B ma piuttosto A?
      Cassate il tuto se la domanda è OT oppure scema.
      Grazie per tutto quello che fa il prof.
      Tito

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    15. Prendo spunto dalla segnalazione di ARYA su un piano B del governo per tagliare ulteriormente la spesa pubblica e in specifico gli stipendi e per bloccare le tredicesime per tre anni. Viene detto che il piano entrerebbe in vigore solo se le dismissioni del patrimonio pubblico non dessero i risultati "sperati". Si calcola che il piano inciderebbe per circa il 10% del totale degli stipendi (quindi circa 16-20 miliardi su un tatale di 167 miliardi) del settore pubblico. A me è però venuto un dubbio su questa caratteristica "lo facciamo solo se...".
      Nel DEF di aprile viene esplicitamente detto (pag. 16) che il peso del costo del personale calerà del 10% da qui al 2015.
      Scusate la domanda forse ingenua: c'è una relazione tra le due cose: il DEF e il Piano cosiddetto B, che allora non sarebbe tanto B ma piuttosto A?
      Cassate il tuto se la domanda è OT oppure scema.
      Grazie per tutto quello che fa il prof.
      Tito

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  28. Bild oggi titola a caratteri cubitali: "Jetz wollen diese funf an unser geld!". Che tradotto significa: "ora questi cinque vogliono i nostri soldi!". E chi sono questi cinque? Sotto ci sono le facce di Obama(????) Rajoy, Barroso, Hollande, Monti. Sì perchè qualcuno d'oltreoceano sta provando a farli ragionare secondo logica e loro pensano che li vogliono derubare. Sì perchè sempre i nostri "fratelli" di moneta dalla camicia sempre più scura preferiscono strozzinare ulteriormente chi li ha resi ricchi (sto parlando dei gruppi industriali) piuttosto che patteggiare un salvataggio che sarebbe anche il loro. E' il primo caso di strozzino che uccide il suo debitore della storia. Ma si sa, soprattutto per i piddini, i tedeschi primeggiano in tutto.

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    1. Questa mattina a Omnibus La7, Brunetta (uomo di potere nell'èra dell'euro e quindi corresponsabile come il pd) ha detto che la Germania ha accumulato in dieci anni di moneta unica montagne di soldi in ragione del surplus commerciale con i paesi periferici mediterranei, etc... A quel punto Meletti de Il Fatto Quotidiano, con fare ironico e puntuto, ha detto che il surplus dei tedeschi non c'entra nulla, che Brunetta vorrebbe ammassare le truppe al Brennero e attaccare i Sudeti (???), etc... E giù risate, sospiri di sollievo di Rossi (ex piddino che più piddino non si può). La propaganda è asfissiante.

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    2. Meletti ha fatto anche una battuta da brivido rispondendo al direttore del "Tempo" che accusava i tedeschi di voler distruggere l'Europa una terza volta. "Cosa faranno? Metteranno gli esodati nelle camere a gas?" Mario Sechi gli ha praticamente dato dell'idiota (ed uno che fa una battuta del genere non può che esserlo) affermando che la Storia (con la esse maiuscola) parla con i fatti e nel passato le mire imperialistiche tedesche hanno causato due conflitti bellici ed oggi stanno facendo la stessa cosa con l'economia. Ma la constatazione più cupa l'ha fatta un giornalista del corriere di cui non ricordo il nome, che ribadiva di come fosse pericoloso dare la colpa agli altri e pensate un po' come proponeva di risolvere la questione...rullo di tamburi.... "Più Europa" ovvero la cessione di sovranità come moneta di scambio dei nostri debiti. Questi qui sono veramente geniali.... (forse facendo così cercano di assicurarsi il ruolo di Kapo...)

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    3. Non è però detto che soffochi chi la subisce. Credo che piano piano (troppo piano, sono d'accordo!) stia cominciando a soffocare chi la fa. Vedrai che belle virate di bordo... Comunque segnamoci i nomi: Meletti, un informatore da seguire, come Livini. Mica per niente! Ci hanno dato il loro parere quando non glielo avevamo chiesto, sono curioso invece di chieder loro un parere quando succederà quello che deve succedere. Sai le risate!

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    4. To whom it may concern:
      Brunetta non solo "dichiara" esclusivamente pro-domo sua (arcoriana di riciclo) ma senza alcuna autocritica sulla politica antiwelfare-lavoro da lui stesso ancora propugnata (vedasi tea-party excitation, assistita da Quagliarello-think tank, ta-tatata-tatata-tata).
      Basta leggersi articolo su "Il giornale" dello stesso Brunetta (dei ricchi e -non dei- poveri)per accorgersi, prima facie (ride') come:
      - si capisca che non ha la più pallida idea di cosa sia un’area VALUTARIA (non monetaria) ottimale
      - attribuisca all’europa un regime di cambi flessibili “fino all’entrata in vigore dell’euro” che in realtà non esiste dal 1981=SME (inventandosi un “dovevano” svalutare”);
      - ignori il meccanismo degli scarti inflattivi/tassi di cambio reale, tra l’altro su livelli assoluti di inflazione in sè trascurabili (solo non esattamente convergenti, per la ricercata convenienza della germania) come strumento principale di competizione commerciale in questo assetto ormai trentennale;
      - inventi un “dividendo” dell’euro (bassi tassi) che in realtà non c’è stato se non in misura trascurable in comparazione con i costi che, da subito, imponeva alla domanda aggregata il “vincolo” di sostenuto consolidamento di bilancio (risalente comunque allo SME e solo meno intenso ma non irrilevante, come dimostra il 1992 e la conseguente ripresa della nostra bdp…con inflazione che non crebbe),
      -ignori che le banche, più tedesche che francesi, non “giocano” con i paesi “periferici” ma semplicemente finanziano con crediti ai privati il loro surplus programmato e quindi hanno, fino ad oggi, guadagnato da prospettive di debolezza indotta, contando sulla conseguente garanzia pubblica, cioè sul debito pubblico di “soccorso” come conseguenza e non come causa di tali squilibri strutturali (da debito privato, generato da fattori valutari e vincoli vantaggiosi per chi, germania, partiva da inflazione più bassa comprimendo la domanda interna, scorrettamente verso i partners UEM);
      - quindi ignori che la causa della crisi sta nell’indebitamento privato generato dalla aggressiva politica tedesca di svalutazione interna (tassi di cambio reale e deflazione) non nelle riforme strutturali mancate (ovviamente, intende stagnazione-diminuzione dei salari reali attraverso l’indebolimento\precarizzazione dei livelli occupazionali e tagli alla spesa pubblica, cose tra loro incompatibili come ha mostrato la germania nella competizione euro, realizzata appunto con deflazione salariale assistita da aumento del sussidio-integrazione di una vasta sottoccupazione-precarizzazione)

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    5. Caro 48, avevo letto anche io il bel papiro del "nostro" Brunetto folgorato sulla via dell'Euro...come sempre, le politiche di destra portate avanti dalla sinistra alla fine avvantaggiano solo la destra, ed infatti chi inizia a parlare nell'agone politico (con filtraggio naturale dei media-main stream) di possibile eventuale uscita dall'Euro sono quelli che stanno all'opposto del PD (o almeno così a me sembra stando ai resoconti in tv)...vorrei però segnalarti, in merito all'ultimo punto, il bell'articolo uscito or ora sul FQ http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/la-deutsche-bank-e-il-piano-di-dismissioni-per-i-governi-ue/267410/ . Quod erat demonstratur... visti i crediti insegibili che hanno in giro ed i mutui subprime della Taunus Corp, la Deutsche Bank mira, come più volte detto, ad un piano di privatizzazioni massicce in tutta Europa, come più volta hai anche tu detto in molti tuoi post...che figata questa Unione Europea...fra un po' dovremo pagare le bollette dell'acqua in Germania...

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  29. Qualcosa si muove prof. Ora il suo articolo è sorprendentemente pubblicato (con parecchi link interessanti oltretutto)sull'edizione on line del Il Fatto.
    Chissà forse qualche speranza possiamo ancora nutrirla, affinchè un dibattito serio sulla crisi venga aperto anche sui media mainstream.
    Ecco il link:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/18/teorico-serio-del-partito-anti-euro-litalia-deve-uscire-doloroso-ma-inevitabile/267023/#disqus_thread

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    1. E mo so' guai... Nota il primo commento, di un donaldiano risentito. Preciso: l'espressione "fulminato" non è mia, ma la trovo appropriata! E come l'articolo spiega bene, quello che dice di dire (perché poi non so bene se lo dica) Donald, a Harvard lo dicevano comunque prima di lui! Grazie Pippo, ci vediamo al convegno, spero.

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    2. P.s.: comunque non era una sorpresa: Marco Palombi mi aveva detto che sarebbe stato messo online.

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    3. Io ho provato a commentare, ma senza successo per il momento! Je sto proprio sui cojoni a quelli del Fatto.

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    4. Professore, la stiamo perdendo! Nel sottotitolo la parola economista ha perso le virgolette.... oppure vuol dire che le stanno acquisendo quegli altri?

      P.S.: però la foto è così beige...

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    5. Meglio il beige del grigio.... se posso dire :)

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  30. e dunque tu citi De Growe? scusa se ti do del tu, ma De Growe chi é?

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    1. Me lo sto chiedendo anch'io. Forse un lontano parente del De Grauwe citato nell'articolo...

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  31. "Le sue teorie sono spesso spiazzanti per i non addetti ai lavori"

    Considerando che Bagnai stesso riconduce le sue "teorie" alla produzione scientifica del mainstream più accreditato a livello accademico, non vedo cosa ci sia di spiazzante se non il buon senso.
    Certo se il giornalista vuole sottintendere il fatto che i non addetti ai lavori sono stati bombardati da decenni di (interessata) disinformazione, allora concordo sullo spiazzamento che può causare la scoperta dei FATTI, e di come questi siano in contraddizione con l'ideologia.

    In ogni caso sono favorevolmente sorpreso dal tono del pezzo del FQ, che mi sembra abbastanza corretto, tutto sommato; mi sarei aspettato più un Bagnai dipinto come l'eccentrico professore di provincia un po' picchiatello, curiosità folcloristica tirata in ballo più per screditare certe posizioni che altro. Chissà, forse non è troppo tardi per invertire la rotta verso l'iceberg...

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    1. L'iceberg lo abbiamo già colpito, come dice Farage. L'idea del giornalista, ripeto, era quella di fare un catalogo dei luoghi comuni. Da qui il carattere forse un po' slegato del pezzo, in un quadro però di sostanziale correttezza, per la quale ringrazio sia lui che Stefano Feltri. Alla fine il risultato mi sembra efficace. Per dirvela tutta (l'ho detto anche a uno di loro) io ero un po' scettico, ma mi son preso il rischio, e credo di aver fatto bene.

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    2. Professore, però anche io ammetto che tutto sommato sono stati onesti. Cioè hanno inserito anche i link ai rapporti ILO e FMI,e per di più importanti riferimenti alla fine a quanto detto dagli economisti che Lei cita negli anni prima della creazione della moneta unica. Diciamo che anche io come molti mi aspettavo un articolo quasi caricaturale. Le domande ovviamente, almeno per me che La seguo da un po', sono molto molto molto orientate, ma a mio avviso c'è uno studio dietro per far "digerire" i concetti in modo "convenzionale" rispetto a quanto fin'ora espresso dalla linea editoriale...certo che se l'avessero piazzata in una zona "facilmente raggiungibile" sarebbe stato meglio...o forse peggio (per Lei perchè avrebbe dovuto avere a che fare con orde di "Fattonazi")...però si consoli, il Suo articolo viene dopo quello tradotto di Krugman nelle pagine "Zona Euro"... Ancora grazie per il Suo lavoro.

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    3. Concordo, l'articolo è efficace, soprattutto nella versione on-line che non risente dei limiti di spazio.

      Buona idea l'aggiunta di italiani fra i citati a proposito della moneta unica: mette in evidenza che anche fra la nostra classe dirigente si poteva trovare qualcuno che non fosse confuso o complice. Li si potrebbe aggiungere all'elenco nell'articolo Euro: una catastrofe annunciata.

      Per chi volesse leggere integralmente l'articolo di Martin Feldstein, EMU and International Conflict, è stato pubblicato come pagina web sul sito del National Bureau of Economic Research, dove Feldstein è presidente emerito.

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    4. Ma appunto non mi lamento affatto. Appena ho un attimo di tempo, anzi, gli manderò un messaggio per ringraziarli. Feltri non l'ho conosciuto, Palombi è molto simpatico.

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    5. Aggiungo: il taglio lo ha deciso quest'ultimo, come era giusto che fosse (a me quelli che si fanno visibilmente le domande da soli non stanno molto simpatici), e io, che sono un economista vero, credo nella divisione del lavoro. Mi sono fidato, e ho fatto bene.

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    6. Beh, lo conosco dalla nascita il FQ. L'idea che mi sono fatto è che chi decide la linea editoriale, che a nelle intenzioni dovrebbe coincidere con la costituzione, non ha le competenze per capire di economia. Travaglio, il vicedirettore, lo ha ammesso pubblicamente e più volte che di economia non ci capisce nulla e Padellaro non credo che sia da meno. Idem per le firme che sono tendenzialmente onesti divulgatori delle notizie ma non di più. Infatti ho sempre trovato analisi degli andamenti degli eventi oneste ma che assolutamente non aiutano il lettore ad andare alle radici del sistema.

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  32. Benessere finanziario delle famiglie ai minimi: sempre più italiani attingono ai risparmi per pagare le bollette.

    http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Italia/Italia/notizia/Benessere_finanziario_delle_famiglie_ai_minimi_sempre_piu_i-369993

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    1. Grazie. Un triste quod erat demonstrandum. Il fatto che la ricchezza finanziaria netta delle famiglie stia diminuendo non prelude a nulla di buono per le nostre banche. L'austerità sta creando anche qui i presupposti per una massiccia socializzazione del debito privato.

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  33. il problema è che alcuni conoscono parte dei problemi ma le discussioni serie sono riposte marginalmente!

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  34. Commenti all'intervista linkata dell'economista tedesco?
    non conosco la struttura dei costi dell'irlanda ma come potrebbero diminuire di botto gli stipendi in Italia del 30-40% (per dire.. dovremmo deflazionare del 20% rispetto ai tedeschi!)?

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  35. Secondo me l'articolo di Porro è poetico.. mi spiego: Landini (che mi fa ridere quando parla di euro) si lamenta del fatto che negli ultimi 30 anni il divario tra ricchi e poveri è aumentato.
    Porro senza sapere ci spiega il motivo.. ed ecco quale sarebbe la vera patrimoniale! ahahhahaha

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  36. Tanto per stare in tema di FQ:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/18/i-10-comandamenti-per-la-grecia/266783/

    ...ma che sia solo satira? MAH.....

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    1. Sapete che mi piace scherzare, è anche questo che ci aiuta ad andare avanti, ma in questo caso mi sento un po' a disagio (anzi, scusate, un pò, come scrivono i miei critici).

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    2. Neppure io ho riso quando l'ho letto, e del resto la satira (quando raggiunge il suo scopo) non dovrebbe far ridere ma dare dei sonori pugni nello stomaco.
      Siamo tutti "biologicamente" diversi (e per fortuna...sono per la biodiversità o dovrei cambiare lavoro), ci sono persone che si spaventano di più guardando la curva del debito privato di una nazione impennarsi verso l'altro, ed altre che quella curva non la capiscono, ma al solo pensiero di immaginarsi il Partenone trasformato in un centro commerciale rabbrividiscono e qualche dubbio se lo pongono....sensibilità diverse.
      L'importante è che a prescindere dallo stimolo inizino a porsi delle domande e intraprendano un percorso di informazione.

      Insomma (quasi) tutto fa brodo...

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  37. Ma che sia stato bannato pure io dal FQ?

    non riesco più ad accedere alla maschera dei commenti.

    Comunque complimenti! Sintetico ed efficace.
    Peccato lo abbiano pubblicato nella sezione "area euro" e non nalla home page, ma....un passo alla volta :)

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    1. Sarà che possono commentare solo quelli registrati al sito?

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    2. io sono registrato al sito da mò...per quello sanno chi sono ;)

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  38. Professore, non è che magari l'ultima bolla sarà proprio quella dello "smaltimento" degli euro?
    Leggevo un articolo pubblicato da phastidio.net (purtroppo hanno la cattiva abitudine di non mettere nome e cognome dell'auore) dal titolo:"Mercati e politica, franchi svizzeri e spread".

    Nell'articolo si evidenzia la pesante distorsione economico-finanziaria causata da chi ora cerca in tutti i modi di disfarsi dell'euro, convertendolo in valute alternative, tra le quali sembra essere molto gettonato il franco svizzero.
    Ovviamente, ora, la Banca Nazionale Svizzera sta a sua volta cercando un sistema per reinvestire questi euro (neppure loro li vogliono...e come dargli torto) convertendoli in titoli di stato "sicuri" e favorendo quindi l'abbassamento dello spread su questi titoli (inutile dire che i più gettonati sono, appunto, i bund).
    Pare che anche la Danimarca e il suo scellino sia oggetto di questa corsa allo smaltimento della moneta unica, generando distorsioni su distorsioni.
    Mi chiedo....tutto ciò può essere considerata come la bolla delle bolle?

    P.S. non mi sono permesso di postare direttamente il link dell'articolo, in quanto si trova su un sito commerciale, e non volevo fare pubblicità molto poco occulta. Spero di averne fatto un riassunto decente.

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    1. Ma phastidio presenta spesso analisi interessanti, non so perché lo classifichi come "commerciale". Quando parlo di "pubblicità" non mi riferisco a eventuali banner in cui si vendono prodotti. Mi riferisco a eventuali grulli che vogliono far bandwagoning venendo qui a pubblicizzare le loro fesserie. Quelli io, come tanti altri gestori di blog, li teniamo da parte. Mi sembra del resto che questa policy venga applicata rigorosamente a noi, e quindi...

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    2. Phastidio è il blog di Mario Seminerio, tutti i contributi sono suoi tranne se diversamente indicato. Lui è stato uno dei pochi a leggere Martin Wolf e fonti un minimo serie e di capirci qualcosa, oltre ad essere uno dei pochissimi liberisti senza vongole (e infatti ora dice che Krugman non avrá ragione al 100% ma l'austeritá è una follia volendo fare deleverage sia del pubblico che del privato). Sull'uscita dall'euro è un catastrofista, ma nel senso che pensa sarebbe gestita in modo catastrofico e populista con il ripudio del debito.

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    3. Sai, Torny, io di te mi fido, e anche di me. Ogni tanto ho letto cose interessanti su quel blog, ma prima di mettermi in proprio (poi non ho avuto tempo). Direi che le preoccupazioni dell'autore sono certissimamente condivisibili, ma che dire che "tutto va bene" o "più Europa ci salverà" non le lenisce minimamente. Bisogna parlare seriamente degli scenari di uscita, poiché essa è nella logica delle cose. Ripudio del debito o svalutazione alla fine sono la stessa cosa e sono cose che son sempre successe. Qualcuno ci ha pur guadagnato da quanto è successo, no? Bisognerà pure che si rassegni a perderci qualcosa. Poi mi dirai che la gestione delle implicazioni distributive del breakup è cosa complicata. Certo. I politici ci starebbero per quello...

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  39. Salve Professore,

    non so se è pubblicabile, ma spero almeno di far gradito omaggio. Come le dissi nell'altro commento al post, sono, (ahimè) propenso ad impegnarmi con il 5 stelle che credo non sia nelle sue simpatie , ma le esprimo il massimo della mia solidarietà per il confronto con i famigerati Piddini.

    Discutendo con uno di essi, si è rientrati circa in un fac-simile della discussione a suon di luoghi comuni che ha elencato e... Ho provato l'enorme soddisfazione che immagino sia essere lei.

    Ho ribattuto punto su punto, in maniera tra l'altro assai semplice: e pensare che fino a poche settimane fa lo ritenevo pure intelligente!

    Sto' arrivando al punto di considerare il piddino come una specie di pappagallo, le cose in fondo le dice (o meglio ripete), ma i passaggi che legano le "verità del Prodi e del Bersani" le une alle altre par gli siano sempre oscure. Ora cerco di convertir alla Goofinomics anche mio fratello... E' un peccato, cerco di far leggere ad altri i suoi scritti, ma preferiscono litigar con me che ripeto semplicemente con cognizion di causa quel che ho imparato qui, salvo poi finir gli argomenti, che leggere ed acculturarsi un po'...

    Peccato. Comunque a parlar prima di sapere se ne fanno di figure!

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    1. Sai, se volessero capire il problema non si porrebbe. Non essere troppo severo. Io spesso mi chiedo se ho il diritto di dire la verità, considerando che sul piano politico non ho nulla da offrire in cambio. Questo problema l'ho discusso in privato con Eco e con Schneider, con indicazioni opposte. Eco è come Pamina (la verità prima di tutto), Schneider preferisce non usare verità che portino acqua al mulino della destra (il che è praticamente impossibile dato il livello di menzogna della sinistra "ufficiale"), e magari blaterare, come alcuni fanno, di uscita dall'euro "da destra o da sinistra" (ma potrei non aver capito, e allora però, vi prego, mi sto facendo un mazzo così, non mi fate argomenti complicati perché non ho tempo per capirli).

      Quello che a me è assolutamente chiaro fin dall'inizio è che il problema lo hanno creato i politici ignorando la razionalità economica, e ora bisogna che trovino loro la soluzione, con umiltà e concretezza, senza sogni, e possibilmente senza peggiorare le cose. Se uno si documenta, arriva rapidamente a questa conclusione e sa come regolarsi.

      Io non demonizzo i five stars. Dico solo che per essere persone che avevano tutto sommato poco da perdere, ci hanno messo un sacco di tempo a quasi dire delle mezze verità sull'euro. A fronte di questo comportamento molto politico, non so come valutare la loro antipolitica. Ma ognuno fa le sue scelte e ne paga le conseguenze, non mi permetterei mai di dire a un politico di perdere le elezioni per la mia bella faccia!

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    2. Giusto per chiarire (in privato è già stato fatto), rifiuto consigli notturni consigli notturni di qualunque tipo e natura.

      Com'è che diceva quel tale che si era letto la Scienza della Logica... Massì dai, quello che diceva che la verità è rivoluzionaria... Mah, non ricordo bene.

      Schneider (il notturno)

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    3. Devo ammettere che in effetti i 5 stelle non è che stiano poi più di tanto scavando sull'argomento, e mi puzza un po' di calcolo politico non troppo sbagliato (è più facile sgamare un politico che ruba, che spiegare come siamo masochisticamente pro-Germania). E devo dire che, piddini a parte, stò davvero battendo duramente la testa contro gli scudi a provar a spiegare ai compari la situazione, e pure a rimandare al blog che spiega molto meglio di me le dinamiche di questa crisi...

      Ma va beh, siccome sono idealista spero ancora che a furia di provarci riesca a convincere altri nel movimento... D'altra parte se si attuasse davvero una buona dose di democrazia diretta potrei aver fortuna alla lunga. Gli argomenti mostrati qui d'altra parte sono d'oro, devo solo tirar per la giacchetta la gente pigra....

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    4. "Io spesso mi chiedo se ho il diritto di dire la verità, considerando che sul piano politico non ho nulla da offrire in cambio."

      Mi fa piacere che Schneider abbia smentito :)

      Questo dubbio, che sinceramente non capisco, per come è formulato, che mi sembra in contraddizione con tante cose che ho letto nel blog, e che probabilmente richiederebbe una lunghissima discussione, a me ha fatto ricordare un libro nella cui introduzione ho riletto: "Il significato di questa contro-inchiesta [...] è quello di offrire [...] un modesto strumento di lavoro per l'approfondimento e la diffusione a livello popolare dell'analisi [...]; perché [...] la verità è rivoluzionaria. Siamo convinti, nello stesso tempo, che [questa contro-inchiesta] fornisca la dimostrazione di quanto e meglio avrebbero potuto fare - se solo lo avessero voluto - le forze della sinistra istituzionale, politiche e sindacali. Le quali però non hanno voluto perché il farlo significava dimostrare che [...] esistono complicità che non lasciano spazi riformistici."

      http://www.strano.net/stragi/tstragi/pfontana/autori.htm

      Posso aggiungere che mi sembra che il dubbio sia una domanda sbagliata e che lei si sia già dato la risposta giusta alla domanda giusta?

      Per parte mia non ho molto da offrire in cambio... :)

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    5. Non preoccuparti se non capisci la domanda: Alex illo tempore la capì. Credo che chi dimostra che le cose non vanno dovrebbe anche elencare degli scenari alternativi. Allo stato questo è impossibile farlo semplicemente per la latenza dei soggetti politici. Quindi mi trovo nella condizione di fare un lavoro puramente distruttivo (per quanto di informazione, di verità, certo...) o di dare numeri a casaccio, che non fa parte del mio modo di lavorare.

      E poi, sai, il piddino vive in un guscio di menzogna, me è a modo suo felice, può dare un senso, lo capisci? Felice perché pensa di non essere stato tradito dalle persone nelle quali aveva riposto fiducia (i Bersani, le Fassine), e dà un senso perché pensa che in fondo le sciagure che lo colpiscono, i tagli, la perdita del posto di lavoro, siano colpa sua, o meglio, dipendano dal fatto che i tedeschi sono più bravi. Mitizzare il "nemico" è un grande aiuto.

      Nel momento in cui dico la verità a questa persona, se i suoi due neuroni si incontrano, tu sei sicuro, graniticamente sicuro che gli faccio un favore. Bene, bravo, bis e beato te. Io lo sono molto meno. Banalmente, se lui mi chiedesse: "mi hanno tradito, e ora per chi voto?" io non saprei cosa rispondergli. Ma tu, che oggi sei più bravo del solito, una risposta ce l'avrai, no?

      Non so se mi sono spiegato meglio: ho fatto un ragionamento un po' ellittico perché di questo avevo già parlato. Ma succede una cosa strana: le cose che ho già detto le capiscono meglio gli ultimi arrivati (o almeno fanno finta).

      Il che mi porta a pensare che forse sto sbagliando più di quanto io stesso creda... ;)

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    6. Spero di poter essere bravo anche oggi come ieri... :)

      La domanda l'ho capita (credo) ma non capisco perché se la ponga... che la verità possa essere detta solo se è politicamente utile o quando si possa incarnare in una proposta politica vincente è l'idea di Aristide dalla cui negazione lei è partito!

      Quindi evito di scrivere un lungo commento per dire cose che lei ha già scritto e con le quali concordo (ho già scritto che concordo con il 99,99% di quello che scrive e lo 0,01% è il fatto che la tomba di Proust non mi sembra affatto di porfido ma di granito? :) e arrivo alle conclusioni.

      La domanda giusta è: “se il popolo italiano fosse correttamente informato sulla verità tecnica dell’euro allora sarebbe in grado di decidere cosa è meglio fare e di assumersi la responsabilità e l’onere delle conseguenze della sua scelta?” e la risposta giusta per me è, e deve essere: “sì”.

      Quanto al patetico piddino di cui si preoccupa (per il quale con piena empatia umana posso ricordare una storiella del signor K. http://selezionegiuseppe.wordpress.com/2009/09/28/52/ ): se ne farà una ragione e si affiderà a un altro dal quale poter essere nuovamente tradito, forse cercherà la felicità dentro a un bicchiere ( http://www.poesieracconti.it/poesie/a/fabrizio-de-andre/la-citta-vecchia ), o magari capirà.

      Cordiali saluti.
      Giorgio

      P.S.
      “Mi innervosisce quando qualcuno dice: “Sono completamente d’accordo con tutto quello che dici”. Neanche io sono completamente d’accordo con tutto quello che dico.” J. Rifkin :)

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    7. Tu non devi essere d'accordo con quello che dico. Potrei sapere perché pensi che la tomba di Proust sia di granito?

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    8. Non devo essere d'accordo nel senso che non è obbligatorio o nel senso che devo essere in disaccordo? :)

      Penso che la tomba di Proust sia di granito (nero) perché è uguale (direi stranamente identica) a quella nella quale finirò (subito dopo) che so per certo essere di granito, perché il porfido è questo http://fr.wikipedia.org/wiki/Porphyre_%28roche%29, e perché è scritto qui http://it.wikipedia.org/wiki/I_luoghi_di_Marcel_Proust :)

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    9. Tu mi sei un fine etimologo che sa che porfido viene dal greco, e indica il colore rosso. Solo che non mi sei un fine geologo e non mi sai che il porfido può avere tanti colori (incluso il grigio scuro). Però se lo dice Wikipedia, io mi fido, figurati. Devo dire che vista da vicino la lastra non mi pareva manifestasse la struttura granulare del granito, però non sono un fine geologo nemmeno io. Chiederò eventualmente un consulto. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

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    10. Veramente non ho scritto che il porfido è solo rosso (anzi ho linkato la pagina in francese apposta :) ma ho visto questa foto ad alta risoluzione della tomba http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fe/Perelachaise-Proust-p1000395.jpg e a me sembra proprio granito... con la sua struttura olocristallina :)

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    11. Ma lo sai... con i lucciconi agli occhi è proprio la struttura olocristallina che mi era sfuggita. Ma tu sei un cinico... Questo rischio non lo corri...

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  40. Effettivamente l'intervista on line credo sia in un certo senso il massimo che ci si potesse aspettare; e devo dire che nel complesso l'articolo c'entra l'obiettivo principale: quello di incuriosire e far riflettere molti lettori (almeno questa è la speranza).

    Ci sono anche molti link utili e le citazioni (sotto l'articolo) di alcuni economisti, di un certo peso, a dir poco scettici sugli effetti e le conseguenze dell'adozione dell'euro.

    Anche se non capisco ancora perchè quelli del Fatto mi bannano continuamente.... chissa forse avrò mandato a ffaxxxxo qualcuno dei moderatori in qualhe commento. Ma non ricordo d'averlo fatto!

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    1. Citazione:

      "...e devo dire che nel complesso l'articolo c'entra l'obiettivo principale..."

      Ho capito perché quelli del Fatto ti bannano, hai una posizione politica troppo simile alla vecchia DC, da tipico c' entrista, mentre loro sono dei Cordiglieri che fanno l' occhiolino ai Montagnardi e capisci che le due posizioni non centrano niente. S' aluti.

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    2. Dai, ho scritto in fretta e ad un orario in cui le persone perbene stanno a dormire! Ci sono anche altri errori. S'aluti a te!

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  41. Potrebbe essere scappata la riproposizione della ricetta tecnica del sottosegretario all'economia, G Polillo: "Non ci sono altre strade: per far ripartire l’economia nel breve periodo serve uno “choc” (aggiungerei ... stock 84) e considerando che " .. ci sono settori illuminati e riformisti che vi ci stanno ragionando" qualche riflessione economica e politica (mi permetto di aggiungere anche antropologica) sa da fare.
    http://www.corriere.it/economia/12_giugno_18/polillo-troppe-ferie-pil_7dedf41e-b935-11e1-a52c-a7a9b914e823.shtml

    That's all, folks!

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  42. A proposito di eurobond, la motivazione della loro scarsa efficacia è validissima (per chi legge questo blog da molto è più che sensata), ma secondo me c'è un punto di vista molto più grottesco: ma chi è che comprerà degli eurobond? Uno deve essere proprio stupido per investire in titoli di una moneta che sta per implodere.
    Gli unici che potrebbero farlo sono gli stati dell'unione, o meglio chi se lo potrà permettere, ma anche con interessi altissimi neanche chi ci sta dentro potrebbe essere così incosciente.
    Per non parlare che questo atto di fede potrebbe rivelare delle simpatiche sorprese, dato che i tedeschi forse non sono così convinti della durata dell'euro, nonostante chiedano sacrifici a tutti.

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  43. Salve professore,

    volevo segnalare (a lei e ai frequentatori di Goofy) un'interessante intervista sullo sbilifesto a Jayati Ghosh (professoressa di economia della Jawaharlal Nehru University di New Delhi e presidente di Ideas)

    http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7824/

    Parla di una bolla che sta per scoppiare in India

    Anche loro?

    Un caro saluto,

    Gilberto

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    1. Non so, il termine bolla è usato in senso poco tecnico dalla gentile collega, e portar sfiga a India, Cina e Giappone (tre paesi molto diversi) è uno sport molto popolare, ma dove i risultati mancano. Sicuramente per ridurre la povertà ha fatto più la Cina dell'India (questa mi sembra la preoccupazione principale dell'articolo). Certo, il punto che una crescita tirata dagli investimenti diretti esteri è insostenibile è assolutamente condivisibile e giusto (anche se non so quanto i lettori dello sbilifesto riescano a capire perché): questo vale tanto in India, quanto in Irlanda, quanto in Italia, e anche nei paesi che non iniziano per "I". Semplicemente, gli investimenti esteri sono debiti (molto costosi) per l'economia che li accoglie, e prima di far (troppi) debiti bisogna pensarci su.

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  44. Buongiorno prof Bagnai, sono diventato un assiduo lettore del suo blog da qualche tempo, vorrei ringraziarla per avermi dato delle risposte ad alcune domande che mi frullavano in mente.
    Vorrei segnalarle la coda dell'articolo sulla Grecia presente oggi sulla versione online del corriere, incidentalmente parla dell'acquisto di materiale bellico da parte della Grecia da....non le rovino la sorpresa..http://www.corriere.it/esteri/12_giugno_19/frattini-il-ministro-la-bella-viki_6c0e5c10-b9d1-11e1-88e3-74eab70f59c2.shtml.
    Saluti

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    1. Guarda che non c'è nessuna sorpresa, i dati li conosco. Il più forte esportatore di armi dall'Eurozona verso la Grecia siamo noi. Non apro nemmeno il link. Ma perché ho detto a 48 che se facessimo due euro noi diventeremmo la Germania della Grecia? Mica me le invento di notte queste belle frasi a effetto! Non sono frasi a effetto: sono dati, come al solito.

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    2. Certamente OT (?!?)

      Dev'essere il primo sole estivo.

      Fa piacere avere conferma sui fondamentali :

      Viva la concorrenza. :
      Occhio alla dinamica !

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  45. leggendo l'intervista sul FQ però dici che

    "Veramente oggi ci viene detto da illustri protagonisti dell’entrata nell’euro che questa valuta è stata adottata e terrà perché conviene alla Germania."

    questo non contraddice quanto fin qui detto che l'euro crollerà da solo? La cosa mi inquieta perchè come tutte le cose che si vuole che tengano a tutti i costi, è perché questi costi li si scaricherà sui più deboli. Ovvero, l'euro crolla da solo se però non c'é la volonta politica esplicita a mantenerlo in piedi.

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    1. Sai che questa non l'ho capita? A me risulta che tu segui il blog da molto tempo, quindi saprai benissimo che certi personaggi da tempo ci dicono che l'euro conviena alla Germania (il che è vero: ma prima ci avevano detto che conveniva a noi). Questo però è quello che dicono loro. L'euro crollerà perché è insostenibile economicamente e politicamente, dato che la leadership tedesca è intrappolata nelle proprie menzogne che la condannano a una miope tattica leghista. QUesto è quello che dico io e che stiamo vedendo. Mi sembri un po' confuso. Ti ho chiarito i due livelli di discorso? Sei tu o sei un omonimo?

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    2. Confermo, sono sempre io. Provo a sintetizzare la tua risposta per verificare se ho ben capito:

      1 - l'euro così com'é è insostenibile
      2 - si potrebbe renderlo meno insostenibile se si introducessere politiche redistibutive tra le varie economie europee
      3 - l'attuale leadership tedesca ha propagandato una politica di tipo leghista, secondo la quale la colpa e dei Paesi del sud, per cui non riuscirà a far digerire ai Tedeschi il punto 2
      4 - l'unica soluzione quindi è la dissoluzione dell'euro e il ritorno alle valute nazionali (ci abbiamo provato, non ha funzionato, ognuno vada da mamma sua) ma questo non conviene alla Germania perchè ci ha marciato alla grande.
      5 - le economie del sud sono in sofferenza, non comprano più i prodotti tedeschi
      6 - l'economia tedesca va in sofferenza

      ma una volta giunti a questo punto? Siamo in uno stallo perchè se la Germania esce si troverebbe con un marco più forte dell'euro, quindi se già è in deficit con il resto del mondo, lo sarà ancora di più. Non può più esportare verso gli altri Paesi europei perchè sono a terra (ce li ha messi l'euro) e perché avrebbero monete più svalutate e quindi recupererebbero competitività. Il crollo dell'euro deve quindi avvenire contro la volontà della Germania, che finora è quella che detta legge. A questo punto la domanda che mi viene è: è nell'interesse degli USA o della Cina mantenere in piedi l'euro? E se sì, non potrebbero intervenire per tenerlo in piedi come una sorta di zombie valutario? Se fosse così, l'uscita dall'euro non sarebbe un fatto scontato, ma dovrebbe avvenire per una precisa volontà politica. Se la Cina si mettesse ad assorbire una parte della sovrapproduzione tedesca, ci creerebbe una valvola di sfogo che consentirebbe all'euro di rimanere in piedi, ma porterebbe ad un ulteriore aggravamento degli squilibri interni all'Europa (d'altronde la lira ha retto perchè l'Italia del dopoguerra era un Paese esportatore netto).

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    3. Scusa se rispondo solo ora. Sono sempre io e in effetti mi è tornata un po' di confusione. Poi, in parte per la risposta, in parte per la notizia che i capitali stanno fuggendo pure dalla Germania (al ritmo di 1 miliardo di euro ogni 7 giorni) credo di aver capito quale potrebbe essere il meccanismo con il quale potrebbe crollare l'euro. E' vero che la Germania si finanzia a tassi negativi, ma è anche vero che nel momento in cui i finanziatori non si fideranno più e richiederanno il capitale indietro e non solo gli interessi, ovvero si metteranno a vendere titoli dell'area euro per acquistare altre valute pregiate (fuga dall'"euretto"), allora i nostri euro diventeranno carta straccia.

      Promosso o bocciato?

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  46. per me l'intervista ha poco peso. Meglio averne (seppur poco) che non averne ma non è questo il problema.
    leggo e rileggo gli interventi di tanta gente, ascolto e riscolto ma nulla: per la stragrandissima maggioranza delle persone l'euro è una grande cosa (non scherzo!).
    un piccolo appunto sulle domande:
    "con una svalutazione del 20% l'inflazione cresce del 20%?"
    domanda: ma che significa? 3%+20%? 20%? o il 20% del 3% che farebbe 3,6%?
    questo tipo di domande e risposte (bellissima) rischia di passare nel lato folkloristico della questione.

    io penso che ci sia troppo terrorismo informativo che dura da 20 anni (ho riportato la barzelletta, VERA!, del mio amico sui tagli e il loro significato pratico).
    l'ultima: nel 1992 un ragazzo non potette cambiare lire in Francia perché da noi c'era la corruzione e il valore della lira era impazzito.
    ho semplicemente fatto notare che probabilmente il cambio era fisso sino a poche ore prima e che uscimmo momentaneamente dal serpentone.
    e che lo stesso problema (rivalutazione implicita) abbiamo adesso.
    come sempre non ho ricevuto risposte

    PS: una volta ho sentito dire da Boccia (deputato del PD) che era giusto attaccare la lira (dopo i fatti del Britannia con Soros e Draghi) perché da noi c'era la corruzione.. a proposito del "vincolo esterno" o "podestà forestiero"

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    1. Sei molto attivo, ma se la domanda la fai perché vuoi una risposta, allora devo farti notare che dovresti leggerti almeno i link consigliati in Istruzioni per l'uso, dove la risposta la trovi.

      Se vuoi dire che la domanda dell'intervistatore è lievemente imprecisa, sì, sono d'accordo, ma non lo crocifiggerei. La risposta è corretta, ed è che l'inflazione non aumenterebbe di 20 punti percentuali, ma di una forchetta probabilmente fra i 2 e i 4. Ovviamente aumento di 20 punti non significa aumento del 20%, che porterebbe al 3.6 del quale tu giustamente parli (ma che è nella domanda, come giustamente noti, e non nella risposta). Significa che al massimo arriveremmo nel primo anno al 3%+4%=7% di inflazione (che è molto, ma abbiamo avuto di peggio), e peraltro nell'esperienza storica in casi simili questo non si è verificato, come ricordo nell'articolo.

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    2. Prof, secondo te quando sarà il momento del changeover al contrario saranno possibili fregature tipo quello del changeover 1.0 (1 euro=mille lire)? A me un'eventualità del genere preoccupa molto più dell'inflazione.

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    3. Ma credo che questa volta si partirebbe da un cambio 1 a 1 (una nuova lira per un euro, se restasse l'euro. Se non restasse l'euro, ci quoteremmo rispetto all'extra-EZ partendo dalla quotazione dell'euro attuale, e rispetto all'intra-EZ con una parità iniziale 1:1, che poi verrebbe alterata dalla fluttuazione del cambio. Non credo che avrebbe senso far riferimento a quotazioni pre-euro, e quindi anche a sòle pre-euro (se posso dirlo).

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  47. professore, le (vi) segnalo un grafico (Tasso di cambio effettivo basato sul costo del lavoro) a pag. 11 di "libero" di oggi in merito al vero spread dell'euro.
    chi sono ai primi posti ponendo come 100 i livello del 1999?
    nell'ordine (ad occhio):
    1. Italia 135
    2. Spagna 119
    3. Grecia 110
    4. Portogallo 101
    5. Francia 100

    la Germania è a 88, Finlandia 75 mentre l'Irlanda è passata da sopra 100 nel 2008 a 68.

    i dati (salvo per la Grecia) sono al marzo 2011

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    1. Penso sia il tasso di cambio effettivo reale. Non è che ci sia nulla di molto diverso da quanto abbiamo visto nel primo post. Sarei curioso però di verificarli, questi dati, perché mi sembra strano che l'Italia abbia rivalutato in termini reali più della Grecia o del Portogallo. Sappiamo invece che la maggiore svalutazione reale si è avuta in Irlanda, ma non tanto da raggiungere la Germania. Se ti interessa un'analisi seria è qui.

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  48. Professor Bagnai,
    2+2=4, ma anche 4-2=2! Ho la sensazione di aver capito chi abbia suggerito a Monti di vendere il patrimonio immobiliare dello stato:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/la-deutsche-bank-e-il-piano-di-dismissioni-per-i-governi-ue/267410/

    Un piano di dismissione gigantesco, proporzionale a quello che coinvolse la ex Germania dell’Est dopo la riunificazione del 1990. E’ questa la richiesta che la Deutsche Bank ha fatto all’Europa, e in particolare al governo tedesco, in suo rapporto di qualche mese fa e che ora abbiamo potuto leggere.
    ...
    Il capitolo che riguarda l’Italia è molto dettagliato... Esistono ancora “potenziali entrate derivanti dalla vendita di partecipazioni in grandi aziende”. Almeno 70-80 miliardi. Ma “particolare attenzione meritano gli edifici pubblici, terreni e fabbricati. Il loro valore è stimato dalla Cassa Depositi e Prestiti per un totale di 421 miliardi”. E, si aggiunge, “la loro vendita potrebbe essere effettuata relativamente con poco sforzo”.

    Che dire, mehr Europa?

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  49. Alberto (o chi vuole),

    leggendo il resoconto di Frenkel sulla ristrutturazione del debito in Argentina mi è tornata in mente un dubbio che viene spesso avanzato da chi non è così convinto del ritorno alle valute nazionali. il dubbio riguarda il fatto che "uscire da un'unione monetaria non è come uscire da un regime di cambio fisso". Bellofiore per esempio l'ha detto più volte.

    tralasciando il fatto che io non ho ancora letto (forse perché non so cercare) quali sarebbero sostanzialmente le differenze laddove nel caso dell'uscita dell'Italia il ritorno alle valute nazionali sarebbe molto probabilmente di tutti i paesi dell'eurozona.

    per esempio: se il problema riguarda la ristrutturazione o ricontrattazione, il ritorno alle valute nazionali non renderebbe la controversia coi creditori quantomeno più facile?

    nel senso, si ritroverebbero a dover scegliere tra un titolo il cui valore è stato magari dimezzato, ma è denominato in Lire, e un titolo denominato in Euro, moneta che teoricamente cesserebbe di esistere. situazione ben diversa dall'Argentina, che si trovò costretta a ristrutturare un debito denominato per la maggiore in dollari USA, valuta di certo non prossima alla sparizione.

    se poi si considera che i creditori sarebbero per la maggiore altri Stati dell'Eurozona, o comunque agenti razionali e ben vestiti la cui attività economica risiede nell'Eurozona, non vedo come questi, che a questo punto si ritroverebbero nella stessa situazione (non avendo la Germania solo crediti ovviamente), possano rifiutare.

    in questo caso una rottura dell'Eurozona è molto più simile (astrattamente) a un'uscita da un regime di cambio fisso, visto che si rompe l'interdipendenza, no?

    o c'è la possibilità che si decida di ridenominare i debiti in una valuta nuova (una sorta di ECU)?

    forse dubbi stupidi, ma pur sempre dubbi.

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    1. Sono dubbi che in questo momento hanno tutti. Personalmente la vedo come te, controfattuali del tipo "ma i debiti resterebbero in euro" sono un po' farlocchi, quello che stiamo pagando con lo spread è appunto il rischio di dissoluzione dell'euro, e non possiamo solo pagare: dobbiamo anche riscuotere. Rimane però aperta la possibilità di un euro "valuta comune" che arricchirebbe lo scenario. Ci stiamo lavorando, presto vi mando qualcosa.

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    2. Euro valuta comune, come una specie di Bancor keynesiano per gli scambi intraeuropei, da affiancare al ritorno delle valute nazionali come ipotizzava il prof. Fantacci durante l'intervento a "L'inchiesta"?

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  50. Questo è per il "legal morass" dovuto al disorderly euro-break: una chicca http://ftalphaville.ft.com/blog/2011/11/21/754711/the-legal-aspects-and-abstractions-of-a-euro-redenomination/
    La Lex monetae has a scanty practical value e tutto fa ritenere che, quale che sia il tipo di eurobreak, sul debito "local laws" interverrà un accordo (magari in uno o due anni, sempre che il buon senso non porti all'ECU-2, ma coi tedeschi di mezzo non ci si può contare)...

    Questo poi è lo schema (presupposto al problema interpretativo-giurisdizionale) dell'euro "demise" (una prece) fatto a novembre e ancora "utile" con tutti i suoi link inclusi, da Gavyn Davies (ex chairman BBC e...udite!, ex chief a G&S di un economista senza virgolette)
    http://blogs.ft.com/gavyndavies/2011/11/27/thinking-the-unthinkable-on-a-euro-break-up/#axzz1hLkfU0vx

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  51. Non so bene come funzioni l'indice Zew, ma leggendo la notizia sentivo in sottofondo uno scricchiolio...

    "L'indice Zew, che misura la fiducia delle imprese tedesche, nel mese di giugno é sceso a -16,9 punti dai 10,8 punti di maggio. Gli analisti avevano previsto un calo inferiore, a 4 punti. È il calo peggiore dall'ottobre del 1998.
    Il peggioramento, spiega la nota dello Zew, é legato alla crisi bancaria in Spagna, all'incertezza sul destino della Grecia e preoccupazioni di un calo delle esportazioni tedesche".
    (quod erat demonstrandum)

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-19/banche-grecia-germania-crolla-112814.shtml

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    1. Ma come? O non erano quelli che esportavano in Cina? E cosa glie ne importa della Grecia, che hanno ridotto a meno del 2% del Pil mondiale, visto che possono contare sul mercato della Terra di Mezzo?

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  52. @ Prof
    no no.. la sua risposta è corretta per il motivo semplice che la struttura dei costi maggiormente influenzata riguarda quella degli import.
    per il costo energetico basta abbassare le accise o altra diavolerie del genere per abbassarne il prezzo.
    e poi, in tanti casi si ridurrebbero gli extra profitti da euro dei nostri importatori.
    Ma il mio problema non riguarda la sua risposta bensì il fatto che la gente crede che effettivamente l'inflazione sarà di tipo anni '70 (quando il petrolio aumentò di non so quante volte).


    PS: se acquisto clinker per produrre cemento e questo incide per il 50% del prezzo, ovvio che una svalutazione del 20% rappresenterà una mazzata per il produttore italiano di cemento!
    ma ne beneficerebbero i produttori di cemento con ciclo completo.. quelli che danno (davano) posti di lavoro

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  53. prof sul fatto dello shopping estero delle nostre aziende ho un dubbio, secondo me è piu conveniente farlo con la lira che con l'euro. E vero che il 20% del 70% è poca cosa, ma una volta rimossi i motivi della crisi con il passaggio alla lira quelle aziende dovrebbero recuperare gran parte di quel 70% che avevano in precedenza con la ripresa degli utili. Si sa che il teutonico sega il ramo dove è seduto,ma comunque tenta di aggrapparsi all'albero.

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    1. Perdonami, è lievemente impreciso. Il passaggio alla lira dovrebbe avvenire contestualmente a un controllo dei movimenti di capitali (quindi niente shopping) e le imprese italiane, ricominciando a guadagnare, non avrebbero bisogno delle elemosine alamanne. Questo è. Certo, il processo va gestito. Le attuali regole europee ce lo impediscono.

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    2. Ultimamente vedo il panico quando si parla del ritorno della lira, "oddio la moneta debole, come facciamo poi quando i ns prodotti non varranno più niente?". Forse, invece, proprio una moneta debole e quindi una certa sconvenienza ad acquistare dall'estero potrebbe rilanciare la produzione interna. Penso all'ortofrutta dove ormai i pomodori li acquistiamo dalla cina, le arance dalla spagna, e mille altri prodotti che ci arrivano dal Marocco e altri paesi. Oggi le nostre campagne sono per gran parte coltivate a mais, mangime per bestiame... I pomodori non li raccolgono perchè la concorrenza fa si che nel ns mercato non siamo competitivi. Forse allora un po' di sconvenienza allo shopping di merci dall'estero non sarebbe questo disastro, no?
      Certo ci sarebbero dei rincari per energia e materie prime, però quasi tutti dimenticano il ns potenziale manifatturiero, agricolo e turistico. Sbaglio?
      Perché ci sottovalutiamo così tanto?

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  54. Gentile professore,

    ci ha preparato un'altra sorpresa questa mattina all'ora del caffè! Sebbene intrigato dall'idea di ascoltarla in contraddittorio, ho dovuto mollare dopo la patetica descrizione degli scenari da "Guerrieri della notte" a seguito dell'uscita dall'euro e le riserve democristiane della platinata al suo fianco. Non tutto il male vien per nuocere...
    Felice di vederla parlare coram populo, m'arrovella però un interrogativo: il prof. Bagnai scende in campo oppure il ramo che reggeva il nobile sogno europeo s'è stancato delle nostre meno nobili terga? La triste rivincita della materia sullo spirito?

    Sempre con sincera stima

    cristiano

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  55. Feedback di Agorà?
    Il piddino non era qualificato e, in un mondo basato sul "merito", non poteva permettersi di partecipare al dibattito (e di parlarti sopra) e moi, personalissimamente per senso insopprimibile di giustizia(anche sbagliando), gli avrei detto solo questo e lasciato lì...

    Il Verzello, reduce da Ballarò ieri, costituisce un mistero; perchè un oscuro (per il pubblico)finanziere da copertina di "capital", dovrebbe disquisire di macroeconomia e dati sugli aggregati della spesa pubblica dei paesi UE senza conoscere una emerita cippa e sparando a casaccio? Credo le sue uniche fonti siano la rassegna stampa in ufficio con gli articoli di alesina-giavazzolo, perchè già se leggesse eurostat, saprebbe che la spesa pubblica pro-capite per sanità e istruzione, italiana, non è superiore ma inferiore a quella olandese e tedesca e che il problema del debito (come pure gli hai detto, inutilmente peraltro) sta nell'onere degli interessi nascente dallo split tesoro-bd'it e dalle politiche sme. Più di avere l'avanzo primario da 20 anni, comprimendo la domanda e gli investimenti in particolare, che dovremmo fare? Tacci loro, la crescita della domanda aggregata con saldo primario da' la sostenibilità del debito, non il saldo primario in riduzione forzata del deficit quando il CAB è da anni negativo, cioè la ricetta per la recessione (e l'indebitamento privato) da loro tanto amata...Se lo pijo...

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  56. intanto giusto per sfatare ulteriormente il mito che siamo pigri,

    http://www.repubblica.it/economia/2012/06/20/news/industria_ordini_gi_del_12_3_crolla_il_mercato_interno-37561028/?ref=HRER2-1

    il fatturato scende perchè consumiamo meno noi, mentre l'estero continua a comprare da noi anche se non possiamo più svalutare (cosa che invece i crucchi hanno fatto). Certo, continuiamo a fare le formiche anche se sta diventando sempre più difficile.

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  57. Esimio professore,
    le giro la risposta da me data all'ottimo prof.Piga su un intervento del sottosegretario Paolillo...del tutto eloquente. Piga si sta profondendo in una encomiabile controffensiva keynesiana. (Oggi gli ho pure posto la questione della difficoltà del Nasdaq in comparazione con l'UE e di come l'euro ostacoli decisivamente il vero europeismo solidaristico).
    Mi pregio a fare da "link" tra i due rispettivi blog perchè l'"unione (degli italiani che amano la verità) fa la forza" e il coraggio della "Ragione" deve trovare il massimo della risonanza, per non farsi sovrastare da Verzelli e Gozi (&co. "di giro").
    Questa la mia risposta suddetta:
    "Caro professore,
    dire come Paolillo che “non conta” il basso grado di “utilizzazione degli impianti” e richiamarsi a un CAB negativo del 3%, contiene, rispettivamente, un appodittico “razionale”, sbagliato, e una grave omissione di analisi.

    Se poi si “nota”, come se si trattase di un evento atmosferico, che l’indebitamento estero (per lo più privato, non solo pubblico, come pare implicare Paolillo) è aumentato, mi chiedo: perchè mettere da parte o ribaltare keynes, per accedere a una politica sul lato dell’offerta? Vogliono aumentare il MOL (che è una conseguenza non il motore primo della competitività, espressa dai tassi di cambio reale) per far riprendere la “accumulazione” e stimolare gli investimenti!
    Oddio; cioè vogliono deprimere la domanda (non è detto ma è implicito nel: 1)non indicare altre linee di azione oltre alla deflazione salariale; 2) nel proseguire in tagli di spesa e tassazione “distruttiva”) per aumentare il risparmio e gli investimenti, mentre siamo in deficit bdp?

    Le politiche dell’offerta in recessione con deficit strutturale delle partite correnti sono una “petizione di principio”, un’assurdità logico-scientifica e quindi politica.
    Per questa via il MOL non aumenterà; per questa via il pareggio di bilancio è IMPOSSIBILE perchè insostenibile il saldo primario al 5,5\6% annuo di PIL che presuppone, dando cioè luogo a simultanea recessione e incremento della distruzione- altro che accumulo- del risparmio (cioè la perseguita contrazione del deficit pubblico implica o negativizzazione del private saving net o positivizzazione del CAB e quest’ultimo non si realizza mai distruggendo la domanda interna C+I).
    Falliranno e la storia li giudicherà per questa ostinata follia, contraria a ogni principio economico razionale: solo che preferiremmo non avere ragione perchè troppi italiani soffriranno a causa di ciò. Fermiamoli: e questo si può fare solo dicendo agli stessi italiani la VERITA’ CON OGNI MEZZO E…PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI"

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