MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

venerdì 29 giugno 2012

Quod erat demonstrandum (12): confessioni sull'art. 18

Dopo le mie riflessioni sull'art. 18, Marco Basilisco mi segnala che sulla voce del padrone sono arrivate le confessioni sull'art. 18. Divertente l'atteggiamento del giurista: "gli imprenditori non sono obbligati a venire a investire in Italia". Certo. Aggiungo: e chi ce li vuole!?

Gli investimenti diretti esteri in entrata (così si chiamano in economia, caro giurista, gli acquisti da parte di non residenti di aziende nazionali) sono una componente del debito estero di un paese. Perché? Ma per i motivi detti tante volte. Non ci sono free lunch. Niente è gratis (neanche lei, suppongo). Non lo sono nemmeno i capitali esteri. L'imprenditore estero che viene a portare i suoi capitali in Italia creando lavoro e occupazione (anzi, scusi, illustre giurista, so che anche questa è tutta una parola nel linguaggio corrente: imprenditoreesterochevieneaportareisuoicapitaliinItaliacreandolavoroeoccupazione) non lo fa gratis, e questo a lei non sfugge: infatti, come Ella osserva, l'imprenditore viene solo se in Italia il suo investimento "rende più che altrove". Le sfugge, illustre giurista, il passaggio successivo, una quisquilia, una pinzillacchera, un dettaglio tecnicistico che mi permetto di sottoporre all'attenzione dei miei lettori. Ella si riposi, che il suo lavoro lo ha già fatto egregiamente e altre fatiche la attendono.

Il dettaglio che sfugge al giurista è, banalmente, che l'imprenditoreesterochevieneaportareisuoicapitaliinItaliacreandolavoroeoccupazione i profitti che fa in Italia poi li rimpatria a casa sua. Quei profitti sono quindi un reddito prodotto nel paese (e pertanto entrano nel Pil), ma guadagnato da un non residente (e pertanto non entrano nel Pnl), un reddito che esce dal paese come reddito da capitale negativo in bilancia dei pagamenti, contribuendo (come ogni pagamento di reddito a un capitale estero impiegato in Italia) ad aggravare il saldo delle partite correnti.

Eh già!

Sorpresa! Il debito di un paese non è solo debitosovrano (tutto attaccato) fatto di pezzi di carta venduti in Italia o all'estero, è anche lo stock di Ide in entrata, fatto di imprese italiane vendute a imprenditori esteri.
Visto, illustre, che bella fine ha fatto l'Irlanda attirando tanti capitali esteri? È andata a gambe all'aria, schiacciata dal peso del pagamento di profitti agli investitori esteri.

Vede, lei fa il suo lavoro, un lavoro utile, non lo contesto, e certamente lo fa bene perché altrimenti non accederebbe a un quotidiano così prestigioso. Però mi consenta (sì: mi consenta) un'osservazione. Il problema non sta nei termini nei quali lo mette lei. Il problema non è che "gli imprenditori esteri non sono obbligati a venire in Italia". Il problema è che l'euro ha distrutto il risparmio delle famiglie, e quindi noi siamo obbligati a cercare capitali esteri. E allora la soluzione, mi scusi, sa, non può essere quella di aggiungere un problema all'altro, indebitandoci ulteriormente con l'estero. No: la soluzione di solito la si ricerca rimuovendo la causa del problema. Non si preoccupi, lei non deve far nulla: ci penserà il mercato.

Ma...

Ma l'imprenditoreesterochevieneaportareisuoicapitaliinItaliacreandolavoroeoccupazione porta lavoro e occupazione e reddito, quindi poi aumenta il risparmio...

Ah sì?

Ma scusi, non ci ha appena detto il contrario, cioè che agli imprenditori esteri, come mi ero umilmente permesso di sottolineare alcuni mesi fa, quando pochi lo capivano e nessuno lo diceva, serve la flessibilità in uscita?

Be', certo, però poi dopo c'è la flessibilità "buona" in entrata, quindi, dopo, si crea occupazione.

Questo argomento, secondo molti studiosi, fra cui Emiliano Brancaccio, è lievemente impreciso, ma un merito ce l'ha: quello di farmi tornare in mente uno dei più arguti sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli: "Eppoi te sposo".


Eppoi me sposi, eh? Ppovero sciuchetto,
fàteme un po’ ssentí ccor un detino
si vv’amancassi mai cuarche ddentino!
Sciavete mamma? Volete er confetto?
            
Bravo er zor cascamorto innoscentino!
Co ste bbelle promesse de l’ajjetto,
se scerca d’abbuscà cquarche ffiletto,
eppoi fume de cappa de cammino.
            
Dàmmela e ppoi te sposo: quant’è ccaro!
Er patto è ggrasso assai, ma nun me torna:
rivienite a li trenta de frebbaro.

E ttant’e ttanto me credevi sciorna?
Nò cco mmé: tte conosco, bbicchieraro.
Cqua, pprima de sposà, nnun ce s’inforna.


Che, come ogni lettore vede, ben si adatta alle circostanze: "dammela (la flessibilità in uscita) e poi ti assumo (col cazzo)!" Perdoni il francesismo.

Quanto dovremo, o vorremo, sopportare ancora questa informazione?

119 commenti:

  1. E comunque restiamo sempre il paese dove la realtà supera la fantasia. E a questo proposito, andiamo ad affrontare i donaldiani del monetasovranamonetasovrana. Poi vi dico a cosa ho rinunciato per andare da loro. Non vi salti in mente di non farvi vedere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve prof, quanto tempo!

      non si preoccupi, la sto seguendo assiduamente e diffondo adeguatamente fra gli ortotteri e fuori! :)

      Vorrei proprio il suo parere tecnico sul vertice di ieri :D
      A presto!

      Elimina
    2. Secondo me è andato benissimo. Mi cuggino (quello da 'a Porsche) ha fatto una pescatrice in potacchio da urlo, superata (quasi) dagli spaghetti agli scampi della sua compagna, il tutto accompagnato da un paio di bottiglie di verdicchio. Meglio di così... Siamo giunti alla conclusione che dobbiamo nazionalizzare qualche banca.

      Elimina
    3. Come vedi, ci sono anche vertici dove si prende qualche decisione. Ma Repubblica non ne parla.

      Elimina
    4. nemmeno alla "prova del cuoco" purtroppo

      Elimina
    5. Un menù di altissimo livello, con un vino spettacolare! Complimenti professore.
      P.s. Spero mi scuserà se, per il momento, mi limito a pochi commenti frivoli e un po' ad minchiam. Ma sto ancora studiando e ho ancora bisogno di studiare. Cordiali Saluti

      Elimina
  2. Dopo il vertice di ieri quest'informazione dovremo sopportarla ancora per un po', oggi giornali e telegiornali urleranno scompostamente: accordosullemisureperlacrescitaescudoantispread, tutto attaccato, ovviamente fino al prossimo vertice "decisivo" (siamo circa al ventisettesimo) per le sorti dell'euro e dell'umanità tutta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma cosa hai contro i vertici decisivi? Io li adoro! Prima (e dopo) ognuno di essi qualcuno mi intervista per chiedermi cosa cambierà. Io gli dico: "niente, ci vediamo al prossimo". Mai fatta così bella figura con così poco sforzo!

      Elimina
    2. Il fatto è che mi ero abituato a vedere i piddini col muso lungo, ora dovrò sorbirmeli per qualche mese col sorriso ebete di chi è convinto di aver salvato la patria, con la tentazione, per me che sono irascibile, di strapparglielo a schiaffoni. In ogni caso, sulla riforma del lavoro sono irrecuperabili: mi è capitato di far notare ad alcuni sinistri sostenitori di Monti l'irrazionalità di appoggiare una riforma che loro stessi ritengono sbagliata, niente da fare, mi sono beccato la solita gragnola di luoghi comuni: dalla sfida della Cina (come ci insegna Marchionne), agli immancabili investimenti esteri.
      Per quanto mi riguarda che si fottano!

      Giuseppe Sini

      Elimina
    3. galbraith fa una descrizione deliziosa di questi "incontri decisivi"

      Elimina
    4. Giuseppe: non preoccuparti, il sorriso dura fino a martedì, al massimo fino a venerdì. Purtroppo brian82 ci ha lasciati, altrimenti scommetterei altri 100 euro...

      Elimina
  3. In bocca al lupo, professore! Con la speranza che si possa organizzare un incontro anche a Torino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, però d'ora in avanti o organizziamo noi, o un'università. Punto. Il volontariato mi ha un po' rotto le virgolette...

      Elimina
  4. Nun ve lo vorei fa ppesa', ma pe' vvede' Alex, Torny, Xabax, ecc. ecc. ho pisciato una televisione importante. Cercate di esserci almeno voi... Siatemi vicini nel momento del martirio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prof, se ha pisciato Agorà 2 la vendetta... non so come dirglielo ma ha perso l'occasione di conoscere il grande Mughini...

      Elimina
    2. No, no, non mi sarei permesso, e poi sarebbe stata compatibile con gli orari dei donaldiani...

      Elimina
    3. Nessuno ci fermerà!

      http://www.youtube.com/watch?v=VluxUjVSMW0

      Ecco così faccio contenti i piddini del Fogno...

      Elimina
    4. Sì, ma che cavolo... Proprio in una serata da bollino rosso autostradale. Io ci ho provato, ma dopo aver percorso 30 km in 1 ora e oramai senza speranza di arrivare con un ritardo decente ho desistito. Capisci anche tu che insistere sarebbe stato da piddini amanti della coda e dell'euro.
      Vorrà dire che rimango in debito di un pranzo BOLOGNESE (non romagnolo) per farmi perdonare.

      Guardando i lati positivi mi son fermato per cena in un posto in cui non andavo da anni, già che ero qui verso Imola: tagliatelle di ortica con ragù e bistecca di castrato...

      Elimina
    5. Lo so che era una catastrofe, me l'ha detto Terzi che è arrivato con ore di ritardo, stremato. Dai, guardiamo appunto i lati positivi. Mi dispiace non averti visto, ma non mancherà occasione.

      Elimina
    6. Prof io rinunciato per ragioni logistiche, troppo lontano! Ma non ho sprecato il mio tempo: tre giorni in Val Grande (Verbano-Cusio-Ossola), l'area wilderness più estesa d'Italia. In tre giorni incrociati 5 (cinque escursionisti). Glielo dico perché mi pare che anche lei sia appassionato di escursionismo e quella è probabilmente una delle più belle escursioni EE/F da farsi in Italia. Come alternativa donaldiana, poi, non ha rivali.

      Elimina
    7. Va bene, assente giustificato. Non credo che arriverò mai da quelle parti. Se ce la faccio, vado in cima al monte Amaro (Majella) con Leo, poi sarò in montagna un mese cor Palla, quindi figurati un po' che wilderness...

      Elimina
  5. Al di la' della storia degli investimenti stranieri (che sono cosa buona e giusta per TUTTE le forze politiche, piaccion loro da morire, davanti al quattrino estero si squagliano , e' piu' forte di loro) io ho il sospetto che dietro tutto l'apparato ideologico etc ci sia un intento molto piu' triviale (e ancor più ideologico): scaricare dalle spalle dello stato i costi della cassa integrazione, spostandoli in larga parte sulle aziende. La cosa bella e' che a differenza di altre forme di tassazione sul lavoro (e questa nei fatti lo e'), se si guarda la cosa nell'ottica del segmento che sopravvive meglio del sistema manufatturiero italiano (cioe' gli esportatori), questa nuova tassa NON è compensabile con crediti verso lo stato (gli esportatori accumulano strutturalmente credito IVA). Quindi la riforma epocale, IMHO, è una squallida furbata: ci si allinea al sistema americano delle lettere rosa, ma si tiene li' tutto quello che olim costituiva l'ossatura del finanziamento del welfare (in via di smantellamento) - cuneo fiscale, IRAP, TFR e via dicendo. Altro che vittoriose trattative notturne, sti qui sono curatori fallimentari nominati non dal tribunale, ma direttamente dal maggior creditore. Uno squallore al di la' di quasiasi commento.

    RispondiElimina
  6. Ma in cosa consisterebbe questo accordo anti-spread? Perchè tutti lo festeggiano e perchè invece, secondo voi, servirà a ben poco? E cosa abbiamo concesso in cambio?
    Saluti e complimenti per il blog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il punto Giancarlo non è tanto a cosa serva o no e secondo me a nulla perché da quel che ho capito si tratta dell'utilizzo teorico dei fondi salva stati, che non son altro che soldi versati dagli Stati precedentemente. peraltro l'accesso a questi fondi è quanto di meno democratico esista, e la stessa gestione del EMS, Meccanismo Europeo di Stabilità, non brilla per trasparenza, se ti è capitato di leggere qualcosa a riguardo.

      Il punto è che si sta facendo passare per grande traguardo una serie di accordi che non risolvono la situazione e che nulla hanno a che vedere con la crisi dell'Eurozona, che, come saprai se hai letto questo blog (o meglio, se hai letto la maggior parte degli economisti che non ambiscono al posto di valvassore), è una crisi di debito privato estero e non di debito pubblico.

      In cambio abbiamo concesso lo spirito critico. cioè loro ci salvano se noi abbandoniamo lo spirito critico. sembra un buon affare per noi, però no, non lo è.

      Ok seriamente: in cambio non è che abbiamo concesso qualcosa che non fosse già stata concessa: rigore, abbattimento debito pubblico, diminuzione spesa pubblica, riforma del lavoro, del welfare, e tutta una serie di suicidi e famiglie distrutte. e infine il peggioramento delle condizioni di vita generali di una generazione che si trova costretta a sentirsi dire da una signora di 64 anni con l'hobby del feudalesimo che "il lavoro non è un diritto". perché per intenderci, lo so che il Corsera e i bifolchi stanno cercando di rimediare alla "mala trascrizione dall'inglese", ma la riforma del mercato del lavoro e l'attacco all art. 18 significa esattamente quello.

      questo è. è un buon affare secondo te?

      sono sinceramente interessato alla risposta, perché in giro sento solo persone che ragionano come se ce lo fossimo meritati e la cosa mi demoralizza.

      se ho sbagliato qualcosa mi si corregga.

      Elimina
    2. Non conosco i termini dell'accordo ma mettiamola così.... Diciamo che l'eurozona ha una gravissima emorragia interna la quale ha causato un'infezione che porta febbre altissima... L'accordo anti-spread è come la tachipirina per abbassare la febbre temporaneamente col risultato che tanto l'eurozona muore lo stesso.

      Elimina
    3. Cio istwine... Guarda mi sono preso anche in brutte discussioni con persone che sostengono il suicidio sociale perchè non siamo "bravi come i tedeschi" discussioni che però mi hanno fatto capire una cosa. Si è perso totalmente il senso dell'umanità tutto è stato trasformato in numeri. Le persone non contano più in quanto esseri umani con un loro valore intrinseco di per se ma solo come unità che compongono una massa. Quando parli con le persone capisci che l'unica cosa che conta sono i numeri dei bilanci. Non si pensa che le mamme greche piangono perchè non possono comprare più le medicine ai loro figli e quelle tedesche perchè hanno preso due gol da Balotelli. Anzi si è arrivati a pensare che le mamme greche se lo meritano e questa cosa mi fa impazzire. Hai presente il film di Benigni "La vita è bella" quando incontra il gerarca fascista nel campo di concentramento, il solito con cui giocava agli indovinelli quando era cameriere? Benigni è disperato perchè cerca di salvare suo figlio l'altro è disperato come lui perchè non riesce a risolvere un indovinello e del fatto che Benigni sia nel campo di sterminio non gliene importa niente. Secondo me siamo arrivati a questi livelli ed ora "Non ci resta che piangere"....

      Elimina
    4. Capita che qualche domanda affiori alle mie sinapsi stimolata da considerazioni riguardo a materie sulle quali sono troppo ignorante per abbozzare un qualunque tipo di risposta (fosse pure totalmente sbagliata).

      I paesi membri hanno sempre fornito una quota di fondi economici alla UE per finanziare i programmi finalizzati all'eliminazione delle differenze esistenti tra le zone più ricche e quelle svantaggiate (i cosiddetti Fondi Strutturali Europei). I fondi così distribuiti erano gestiti da Enti locali o altre Istituzioni pubbliche (qui da noi prima le Regioni poi anche le Province) per migliorare i sistemi di istruzione, formazione e occupazione, per la riconversione socioeconomica delle zone con difficoltà strutturali e cose del genere.

      Ora ci si trova nella condizione che i paesi membri raccolgono e conferiscono fondi per il salvataggio delle banche in crisi.
      Le banche svolgono una funzione vitale nell'economia, nei modi più volte ricordati dal Prof. Bagnai.
      Svolgono anche attività in campo finanziario. Queste attività sono ben note fin dalla bolla dei tulipani e sono state equiparate a contratti per gioco d'azzardo o sono state emanate leggi per cercare di evitare il ripetersi dell'evento (Bubble Act).

      Considerando che il mercato basato sul PIL reale del mondo valga 10, il mercato basato sulle attività prima ricordate (il "mercato" finanziario") vale non meno di 80-100.
      Poichè le banche possono operare in tutt'e due le modalità, l'attivitò delle banche è vitale nel mercato del PIL reale ma è, presumibilmente, molto maggiore nel mercato finanziario.

      I fondi resi disponibili dagli stati membri servono per salvare le banche così come sono, quindi anche per ripianare i guasti economici provocati dalla loro attività nel mercato finanziario che vanno considerate alla stregua di gioco d'azzardo.

      Questi accordi per il salvataggi delle banche non vengono presi nelle segrete stanze ma strombazzati in pompa magna su tutti i mezzi di comunicazione possibili. Devo ritenere che siano perfettamente legittimi.

      (basta : la domanda, la domanda!) Eccola :

      in quale modo può essere legittimo per uno Stato conferire fondi del suo bilancio per salvare una banca estera, di proprietà di soggetti privati esteri, che rischia di fallire perchè fa gioco d'azzardo (e perde) ?

      ps @Alberto

      mi rendo conto che è OT rispetto al post e, molto probabilmente, anche rispetto al blog. La invio comunque perchè :
      se la domanda è ragionevole la questione può avere qualche rilievo, se è una boiata ti avrò procurato la seccatura di leggere e di cestinare (e in quest'ultimo caso aumenta il mio debito).

      Elimina
    5. Ma l'Italia ha dato il via libera al nuovo fondosalvastati?
      Ricordo di aver letto che aveva la possibilità di un voto di blocco.
      Perché, se ha dato il via libera, il nuovo mostro è un creditore privilegiato nei confronti degli stati "salvati" i quali, insieme agli altri, hanno contribuito aumentando il loro debitopubblico.
      L'operazione non è altro che la trasformazione di debito privato estero in debito pubblico comunitario, con unico reale beneficiario la Bundesbank.
      Non mi pare un buon affare, decisamente.
      @istwine Ho provato a completare la tua risposta. Sei fresco di studi, non mi pare che ci sia da correggere nulla a quanto hai ricordato. Piuttosto, controlla se ho scritto qualche baggianata.

      Elimina
    6. Grazie per le risposte.
      Istwine, no, non è un buon affare. Seguo questo blog da molto tempo ed ho inviato il link a tutti quelli che conosco e talvolta pubblico i post del professore anche su FB.
      Ma è molto dura scuotere le certezze che in alcuni si sono radicate dopo anni e anni di propaganda e falsità. Ieri ho avuto una discussione con un mio amico piddino convinto, uno di quelli che vanno agli spettacoli di Travaglio e che considerano Berlusconi il male assoluto. Niente da fare....la ragione della crisi è tutta da ricercarsi in Berlusconi e l'analisi lì termina.
      Un po' lo capisco. Perché durare fatica, ricercare delle cause più profonde e di più difficile comprensione, quando hai a portata di mano uno che con i suoi comportamenti si presta ad essere il perfetto capro espiatorio?

      Elimina
    7. @Bessi

      Io credo che il problema sia lievemente diverso. Il problema non è che per le persone contano solo i numeri. Il problema è che l'italiano medio (chiamiamolo così, altrimenti Domenico si risente) non sa fare due semplici conti. Ed è per questo che Giancarlo (e tanti altri) trovano così incredibili resistenze ad affermare semplici verità fattuali.

      Magari la gente stesse attenta ai numeri.

      Ma la gente sta attenta agli slogan.

      Fino al momento in cui la Storia non la chiama ad altre attenzioni.

      Elimina
    8. Intendevo con trasformate in numeri che non so quale altra spiegazione fornire per le persone che si suicidano dopo i fallimenti personali di natura economica. Ci si suicida per il dolore della morte di un figlio ad esempio non per il fallimento di un azienda a meno che non si venga considerati numeri vuoti senza ragion d'essere. Anche a questo porta la crisi dell'euro.

      Elimina
  7. Alberto, (e lo dico se per caso qualcuno non lo avesse già capito):
    il giurista in questione è un professionista pagato essenzialmente dalle imprese. Siccome non fa distinzione se la fattura gliela paga una società a controllo azionario italiano o estero, e lui lavora "purchè" sopravviva quel certo novero di grandi imprese che lo arricchiscono, a lui va bene tutto (cioè gli investimenti li faccia chiunque, anche Satana, purchè si rivolgano a lui per risolvere le rogne, dato che si è costruito una solida posizione di "incumbent" in quel settore di servizio alle imprese soggette al diritto italiano, qualechesia la nazionalità proprietaria).
    Questa è esattamente la posizione dei "melloprossimi" , primicerii, praepositi e in genere del funzionariato di onorati e "perfettissimi" che furono i primi collaborazionisti con i comandanti germanici (dell'esercito italico) alla fine dell'impero d'Occidente (primo Ricimerio e fino a Teodorico, di cui gli ultimi imperatori, e lo stesso Senato dei latifondisti, erano dei fantocci)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma è assolutamente ovvio. Non c'è certo bisogno di un dottorato in economia per capire quello che tutti vedono e che di per se stesso parla. Quindi se qualcuno non lo vede ha ovvi incentivi per non vederlo!

      Elimina
  8. Alla tua corretta analisi manca una deduzione che ne inficia un'altra.

    L'art.18, per il semplice motivo che una sentenza del giudice del lavoro arriva in media nazionale dopo 700 giorni, non serviva a nulla tranne, ovviamente, a tutelare la parte in torto. L'ovvia conseguenze era che le cause del lavoro basate sull'art.18 erano statisticamente quasi irrilevanti.

    Per chi ragiona camussianamente spiego ancora meglio, io imprenditore ti licenzio, tu pensi che non c'era la giusta causa o il giustificato motivo, mi fai causa per il reintegro. Dopo due anni, in cui ti mantieni con la manna portata dallo Spirito Santo, il pretore del lavoro ti dà ragione e tu torni ad un lavoro dove puoi immaginarti che ambientino ti ritrovi.
    Uguale e contrario per l'imprenditore che vuole licenziare chi se lo merita davvero e rischia di trovarsi impelagato per due anni in una causa.

    La realtà è che nella stragrandissima maggioranza dei casi si trattava una buonuscita e solo nei casi (molto pochi) in cui non si trovava un accordo si andava di art.18.

    Inoltre la legislazione sul licenziamento collettivo consente di liberarsi di chi non si vuole più in modo molto più rapido, indolore, e a spese dello Stato. Basta un imprenditore un minimo furbo, dichiara lo stato di crisi, minaccia 100 licenziamenti e una CGIL che tuona in pubblico ma firma in privato poi l'accordo per licenziarne solo 20 (quelli che davvero voleva togliere di mezzo) la trova sempre.
    E questo senza contare le altre strade in aziende un minimo strutturate quali trasferimenti, distacchi, cessioni di rami d'azienda, ecc...

    La conclusione è quindi o che l'imprenditoreesterochecrealavoroedoccupazione non capisce una fava secca oppure questa riforma è solo uno specchietto per le allodole a riprova di come stiam messi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che non sono un economista del lavoro. A naso credo tu abbia ragione e ti ringrazio del contributo. Vedi bene però che la sostanza del ragionamento, come tu stesso ammetti, non cambia.

      Elimina
    2. Facciamo così allora, sentite cosa sostiene della riforma questo signore.

      Povero Corradino, che figure gli fanno fare...

      Schneider (XVIII)

      Elimina
    3. Lo vedo un po' in affanno...

      Elimina
    4. L'intervista la vidi in diretta e infatti non potevo credere ai miei occhi: Mineo praticamente dimostra di non sapere i termini della "riforma" né - ovviamente - di averne comprese le implicazioni.

      Ma la domanda che mi posi è: "Ma che cavolo lo hai invitato a fare Romagnoli se poi ti fai massacrare in diretta? Ti sarai informato di come la pensa?". Mah..

      Ma il momento migliore a mio avviso è al 5:35: la faccia di Romagnoli alle osservazioni di Mineo fa piegare dalle risate (se non facesse piangere).

      Schneider (mah...)

      Elimina
    5. Mi permetto una piccola precisazione in merito alla durata media dei "processi di lavoro." In questa definizione rientrano tutte le possibili cause di lavoro (quelle ex art. 18, per mancato pagamento contributi, per sottoinquadramento contrattuale ecc.); per alcune, come ad es. quelle per mancato pagamento di contributi previdenziali determinati dall'applicazione di un contratto di lavoro non corrispondente al vero i tempi possono effettivamente essere lunghi, ma il lavoratore non ha generalmente urgenza. Per quelli riguardanti licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo è richiedere al giudice una sorta di procedura d'urgenza che consente di ottenere una prima sentenza immediatamente esecutiva tra i 3 ed i 6 mesi. Il datore di lavoro può impugnare la sentenza ma intanto deve riprendere al lavoro il licenziato: esemplare da questo punto di vista è la vicenda dei "Tre di Melfi". Certamente 6 o 3 mesi sono troppi e soprattutto la vicenda può protrarsi ancora a lungo per anni, fino a 4 e più. Ma intanto il licenziato riprende subito il lavoro. Diciamoci poi due verità: 1) spesso le leggi processuali sono congegnate in maniera tale da favorire la parte che può permettersi buoni avvocati; 2) capitasse anche a me, pur potendo averne la possibilità, non chiederei mai la reintegra ma prenderei subito i soldi. Il problema, con la c.d. riforma, è che venendo meno il dissuasore della reintegra i licenziamenti individuali per ragioni economiche diventeranno la norma (qualcuno ha scritto "a rutto": ottima definizione). Faccio un esempio: ti sei preso un'ernia al disco a causa del tuo lavoro, fai un'infinità di cure, ti operi, stai mesi in malattia, dunque non produci, ergo diventi un costo di cui io datore di lavoro voglio sbarazzarmi: metto in previsione di pagarti un po' di soldi e ti sbatto fuori a calci, magari adducendo una bella motivazione che non sia "manifestamente" insussistente. E gli esempi potrebbero moltiplicarsi: non mi meraviglierebbe un aumento del numero dei disoccupati ultracinquantenni di qui a un anno o anche meno...

      Elimina
    6. Non sono un giuslavorista, ma ho lavorato per quarantadue anni in varie aziende manifatturiere, 30 dei quali come dirigente e gli ultimi 12 come amministratore delegato. Sottoscrivo la descrizione e il giudizio di Alessandro al 100%.
      La riforma è una bufala e la battaglia è solo ideologica. Lo sa anche Monti, e quando l'ho sentito dichiarare dalla Cina, durante il road-show di qualche mese fa, che ora gli imprenditori esteri aspettavano solo che la riforma andasse a buon fine per riprendere a investire in Italia, gli ultimi dubbi sulla qualità dell'uomo e sulla sua buona fede sono svaniti.

      Elimina
  9. "...se i lavoratori sanno che i licenziamenti non si trasformano automaticamente in reintegro lavoreranno meglio, se lavoreranno meglio le aziende guadagneranno di più e questo guadagno si trasformerà anche in un aumento salariale. Un sistema virtuoso che le imprese straniere non si lasceranno sfuggire".
    Non riesco ad esprimere lo schifo per chi scrive robe del genere. Qui c'è veramente il disprezzo per il lavoro ed la fatica delle persone espresso in una maniera così chiara che atterrisce. Mi fa venire in mente le parole di Edoardo Sanguineti: "Bisogna restaurare l' odio di classe. Bisogna promuovere la coscienza del proletariato: i padroni ci odiano e non lo nascondono, noi dobbiamo aiutare i proletari ad avere coscienza della propria classe".

    RispondiElimina
  10. da fuori le cose si vedono meglio:

    http://www.ilgiornale.it/esteri/eurodeputato_inglese_faragela_germania_vi_sta_distruggendo/02-12-2011/articolo-id=560146-page=0-comments=1

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' molto seccante che un conservatore liberale inglese ci dia lezioncine, oltre tutto largamente condivisibili, nell'assenza di quelli che ci dovrebbero rappresentare, persi dietro chiacchiericci su nani e ballerine e identificazione con un sottopancia di Trakehner.

      Elimina
    2. guarda, io una volta ero di quelli che non avrebbero mai letto uno scritto o un quotidiano che non fosse della propria area politica. Da qualche anno, cioè da quando ho visto la sinistra fare le cose peggiori per il mondo del lavoro e per i diritti nel lavoro, ho deciso di purificare da ogni tendenza fidestica il mio approccio alle cose e di sentire tutte le voci che i miei mezzi mi consentono. Si scopre una cosa che è talmente ovvia da essere la prima ad essere dimenticata: ogni voce ha in sé un po' di verità. Hai presente il film "Mio fratello è figlio unico?": ecco, lì c'é il contrasto tra il piddino irredimibile e colui che invece le domande e i dubbi se li pone e che cambia bandiera solo all'apparenza ma proprio per non transigere su certi principi.

      Se leggi bene, Nigel Farage non da lezioni a noi. Ci avverte del pericolo che stiamo correndo. L'intervista è nel solco del suo celebre intervento all'inutile Parlamento Europeo:

      http://www.youtube.com/watch?v=v-vgp0g42xI

      a proposito poi di lezioncine, sempre il nostro sul salvataggio della Spagna che l'Italia farà in perdita!

      http://www.youtube.com/watch?v=SkMD15zKFKw

      P.S.: che sia inutile non lo giudico io, ma bensì il trattato di Lisbona che gli riserva un semplice ruolo consultivo! Le leggi europee le fa il Consiglio Europeo, ovvero il governo, alla faccia della divisione dei poteri! Per di più il ruolo che adesso è ricoperto da Van Rompuy non è elettivo (adesso capisco perchè Bagnai crede che i marziani abbiano conquistato la BCE). Se una cosa così l'avesse proposta Berlusconi apriti cielo! Il PD avrebbe urlato al ritorno del fascismo (quanti titoli su l'Unità ad analizzare in tal senso ogni mezza intenzione dell'innominato) ma siccome PD=Pro Deutschland, se lo fa l'Europa allora è ok!

      Elimina
  11. "...se i lavoratori sanno che i licenziamenti non si trasformano automaticamente in reintegro lavoreranno meglio, se lavoreranno meglio le aziende guadagneranno di più e questo guadagno si trasformerà anche in un aumento salariale. Un sistema virtuoso che le imprese straniere non si lasceranno sfuggire".

    TRADUZIONE: ...se i lavoratori sanno che la loro vita lavorativa è appesa a un filo e le forbici le ha l'azienda, subiranno qualsiasi tipo di ricatto. Le aziende, avendo a disposizione degli schiavi "ante-litteram", guadagneranno di più e questo guadagno si trasformerà in bonus ed incentivi per i manager, oltre che per l'azienda stessa.

    Siccome google non ci ha ancora pensato, lo facciamo noi un bel traduttore automatico dall'"aziendese" al "salariatese"? Magari ci facciamo un soldo in sti tempi bui.

    RispondiElimina
  12. E succede anche di peggio.....
    http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/parmalat-avariato-lactalis-dopo-aver-svuotato-il-tesoretto-dellazienda-di-collecchio-per-mettere-a-40717.htm

    RispondiElimina
  13. Questo passaggio è fantastico: è finita per gli italiani fannulloni seduti sulle tutele dello stauto dei lavoratori, finalmente un pò di sana teutonica voglia de' lavora'!!!!

    ....se i lavoratori sanno che i licenziamenti non si trasformano automaticamente in reintegro lavoreranno meglio, se lavoreranno meglio le aziende guadagneranno di più e questo guadagno si trasformerà anche in un aumento salariale. Un sistema virtuoso che le imprese straniere non si lasceranno sfuggire...

    RispondiElimina
  14. proffe.
    forse OT
    ma dopo l'ennesima riunione €uropea e i trionfalistici tg.
    mi sorge un dubbio i vari fondi salva stati o salva banche , sono finanziati dagli stati ,giusto?
    il fondo esm ricapitaliza le banche al 3% ,a questo fondo partecipano gli stati dell'€urozona con varie percentuali,gli stai si finanziano chi a quasi zero (aleamnni) chi al 6% (piigs)
    sno io che non capisco , o sono pazzi?
    grazie
    mi scuso per la prosa

    ad maiora


    ps.la piddina per eccelenza (finocchiaro) ha elogiato la fornero per la riforma del lavoro , che tristezza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A proposito della Finocchiaro guardala qua .
      NB: prima si dichiara (nel manifesto) a favore dell'abolizione dell'articolo 18 poi quando su fb la criticano ci tiene a dire che l'articolo non è sato abolito come se improvvisamente per lei fosse una cosa positiva.

      Elimina
  15. Diciamo, caro prof., che la dinamica dell' (im)preenditoreesterochevieneaportareisuoicapitalicreandolavoroeoccupazione è quella che ha caratterizzato l'economia spagnola (tanto per fare un termine di paragone vicino e recente) degli ultimi 20/25 anni. O sbaglio?

    RispondiElimina
  16. il bello dei "licenziamenti a rutto libero" è che abbinati alla disoccupazione diventano un modo per reprimere qualsiasi forma di protesta e sciopero!
    immagino l'operaio/impiegato che chiede un aumento e gli arriva la lettera di licenziamento.. quale altro lavoratore lo seguirebbe?

    RispondiElimina
  17. Dopo due Ltro per le banche, l'europa da l'ok per l'ettolitro per il fondo salva stati e scusate se è poco.

    RispondiElimina
  18. http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/ec/131359.pdf

    Perchè decidere oggi quello che potrai non decidere domani?

    RispondiElimina
  19. ho un dubbio

    non è che gli investimenti esteri hanno valore diverso a seconda che:
    - creano ex novo in Italia aziende che prima non c'erano quindi il valore di stipendi etc sono un aumento di Pil italiano
    - comprano aziende che altrimenti avrebbero chiuso,quindi mantengono in Italia il valore di stipendi etc che altrimenti sarebbe sparito
    - comprano aziende italiane che avrebbero potuto restare italiane in condizioni diverse,quindi creano il danno di cui lei parla.

    Spero di non abusare della sua già enorme pazienza chiedendo un chiarimento!
    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma figurati! Nessun disturbo! Come dice anche sotto ravelli, è chiaro che gli Ide hanno anche effetti positivi. Solo che in tutti e tre i casi che citi possono avere anche effetti negativi. Nel caso dell'Irlanda questi sono stati chiaramente preponderanti. Nel caso dell'Italia, sinceramente non saprei che valutazione fare. I conti nazionali Istat non disaggregano la componente Ide del saldo redditi, sicuramente la si trova nel sito della Banca d'Italia, ma ora devo andare dai donaldiani e da eco, bisogna che ne riparliamo o te lo vai a vedere tu e ti togli i dubbi.

      Elimina
    2. Bisognerebbe mettere dei paletti agli IDE: che so, obbligo di reinvestire una quota degli utili sia settore produttivo che nella ricerca e nella formazione dei lavoratori, rilascio di brevetti, partecipazione ad un fondo usato per bonificare aree interessate da eventuali danni ambientali, etc. Abbiamo già visto come si sono comportate al Sud alcune multinazionali o aziende del Nord: hanno lasciato solo miseria e inquinamento, magari anche dopo essersi intascate generosi sgravi fiscali e sussidi di ogni genere.

      Elimina
  20. Mi dispiace ma la sua tesi non è per nulla convincente,
    anzitutto la remunerazione degli ide non è necessariamente un saldo negativo per PNL poichè va considerata anche la parte di esportazioni di prodotti finiti che gli stessi ide rendono possibile.
    Inoltre è totalmente assente la parte riguardante l'offerta monetaria ed il tasso di interesse che sono in definitiva i fattori decisivi per la scelta degli attori economici tra indebitamento o risparmio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guardi, a me di convincere lei non interessa veramente per niente, mi perdoni. Ritengo giusto esprimere dissenso e glielo consento. Ma le faccio anche notare che venendo a farmi la lezioncina su cosa sia la bilancia dei pagamenti si espone al rischio del ridicolo. Devo forse farle notare che quella che lei chiama "la mia tesi" (e che poi è semplicemente la lettura dei conti nazionali) è stata pubblicata su lavoce.info? Ha visto da chi è composto il comitato di redazione di quella testata? Posso capire che lei si illuda di saperne più di me, ma ritiene di saperne più di Baglioni, Boeri, Giavazzi ecc.? Beato lei!

      Credo debba leggere meglio quello che ho scritto lì. Certo che una parte della produzione viene esportata, succedeva anche in Irlanda, ma non è bastato.

      Le sue considerazioni su "offerta monetaria" sinceramente non le capisco. Constato una volta di più che chi viene a criticare non conosce il linguaggio dell'economia.

      Su una cosa potremmo forse essere d'accordo: come ogni debito, anche gli Ide non sono il male assoluto. Il problema (di difficile soluzione) è determinarne la quantità ottimale, cioè la composizione del portafoglio di asset/liabilities internazionali del paese.

      Ma dire "che bello arrivano gli Ide" senza ulteriori qualificazioni rimane una scemenza, perché bisogna comunque capire che gli Ide SONO debito. E in questo momento di debito estero ne abbiamo già abbastanza, mi creda.

      Elimina
    2. P.s.: a scanso di equivoci: capisco che lei NON commette questo errore, ovviamente. Rimane però un errore che molti commettono e che va stigmatizzato come tale perché è un errore pericoloso.

      Elimina
  21. Questo blog è un piacere Prof.
    Mi sono fatto il ragionamento come roccobarbaro qui su.
    Il fondo è finanziato dagli stati che contribuiscono con quote diverse ma soprattutto il soldi per quelle quote se li vanno a cercare a tassi completamente diversi. Considerando comunque poi il fatto che i contribuenti del fondo a loro volta sono anche molto creditori dei paesi che con quel fondo si vorrebbero aiutare...
    Questo fondo secondo l'attuale accordo potrebbe e dovrebbe servire (anche?) ad acquistare titoli dei paesi con elevati picchi di spread in modo da farlo scendere e così secondo loro staremo tutti bene.
    Posto che Mario nostro ne chiedeva l'attivazione automatica giunti ad un certo livello, sempre di spread; invece che questo dicono serva solo una formale richiesta (memorandum? e k czz è?) che non richiederà l'assoggettamento ad ulteriori misure ammazzagreciaeirlanda. Ora se tutto questo è corretto io avrei degli interrogativi:

    1) Grecia e Irlanda subiscono ancora degli effetti di quelle conseguenze dovute a "salvataggi" ora cosa diranno se qualcuno si avvantaggerà di questo accordo giunto così tardi? Sempre se fosse un così grandioso accordo..
    Poi, la formula: "il meccanismo così come è stato concepito non prevede condizioni ulteriori per tutti quei paesi che già rispettano gli impegni presi con le autorità comunitarie"
    Non so come leggerla... è forse un sistema per PIIGS privilegiati?


    2) stiamo veramente credendo che solo abbassare lo spread faccia crescere? penso allo strozzino che è costretto a diminuire la sua "strozzinaggine";

    3) come si potrebbe mai difendere la Merkel dopo tutti i suoi nein se avesse concesso veramente una mutualizzazione del debito tale da poter far escalmare ai Tg che noi abbiamo vinto? quindi un trucco c'è...

    mah.. chiedo aiuto

    ossequi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando ho letto le notizie sinceramente mi è venuto un sorriso amaro. Sembrava un discorso del tipo "Se immagini preventivamente cosa la troika farebbe nel tuo paese e la fai autonomamente, sei virtuoso e non ti mandiamo la troika. Insomma, la solita festa per una "vittoria" che di fatto non esiste...

      Elimina
  22. A tal proposito lo stesso Krugman mise in guardia dai facili entusiasmi suscitati dalla parziale ripresa delle esportazioni in Irlanda.

    http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-10-08/irlanda-ripresa-tutto-quel-194518.shtml?uuid=AaKgSMBE

    Avrei una domanda da farle: siccome avevo letto il post sul caso Uk e Usa [http://goofynomics.blogspot.it/2011/12/ma-come-fanno-us-e-uk.html] mi chiedevo se il defict estero del 2,9%% del PIL della Gran Bretagna riportato in questo articolo [http://www.guardian.co.uk/business/2012/jun/28/uk-recession-deeper-thought-gdp] include o esclude i rendimenti prodotti dagli IDE, oppure viene calcolato tenendo in considerazione solo le uscite e le entrate in termini di stock.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella degli stock non l'ho capita. L'articolo parla di "current account", che quindi include il saldo redditi, inclusi i redditi da capitale, inclusi i redditi (netti) da Ide. Non so dirti in questo momento quale sia la composizione del saldo perché dove sono io Google non funziona! Dovresti cercarti il sito del CSO UK e andare a vedere.

      Elimina
    2. Ha ragione, ho scritto una marea di cazzate e mi sono espresso malissimo. E' ovvio che i rendimenti netti degli IDE sono compresi nel saldo delle partite correnti, volevo solo sapere nel dettaglio in che misura essi contribuiscono ad attenuare il defict estero, in maniera tale da farmi un'idea sul loro ruolo nel mantenere la sterlina una moneta stabile e credibile. Forse sbaglio, ma l'Inghilterra mi sembra un caso particolare, un amico mi ha consigliato di leggere il libro Moneta e Impero di De Cecco per capire tutti gli ingranaggi di questo meccanismo.Provo a cercare nel sito, grazie.

      Elimina
  23. naturalmente leggendo il bollettino denominato Repubblica che titolava annunciando il successo di Monti, mi è venuto chissà perché un dubbio: vuoi vedere che successo non è?

    Infatti c'é chi non la pensa così e anzi alla fine dice che ci si è accontentati di poca cosa, e sembra leggersi tra le righe un'azione filo tedesca da parte del nostro (ma noi avevamo qualche dubbio in proposito?)

    http://www.economist.com/blogs/charlemagne/2012/06/euro-crisis-0

    in particolare il passaggio in fondo

    "Mr Monti declared himself satisfied, but caused considerable irritation to partners. Among the deals he had blocked was the "growth pact", a mixture of stimulus measures. "Who needs the growth pact? Not Germany," said one bemused participant. The euro zone’s fiscal hawks say the bond-buying mechanism will be little different from the existing system. “Mario Monti raised a gun to his head and threatened to shoot himself. In the end he wounded himself in the shoulder,” said one scornful diplomat."

    P.S.: notare l'uso degli aggettivi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La solita acredine della finanza anglosassone che ci invidia la nostra temibile valuta e vorrebbe avere dei tecnici della caratura dei nostri...

      Elimina
    2. piccolo Q.E.D.:

      http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003156.html

      Elimina
    3. Vale la pena di notare che il prof. Baglioni è un docente estremamente autorevole ed estremamente ortodosso, e che lavoce.info è molto vicina agli ambienti che hanno espresso il nostro premier (tant'è vero che rifiutò di pubblicare il primo post di questo blog, semplicemente perché quel post prevedeva quello che poi sarebbe successo e che era così facile prevedere, ma forse un po' scomodo affermare nell'euforia della cacciata di Berlusconi). Le parole del prof. Baglioni in quella sede hanno quindi, come tu ben capisci, un enorme peso. Evidentemente, certe cose non si possono più nascondere. O meglio: lo può fare la stampa generalista, ma chi si rivolge a un pubblico accorto preferisce ormai dire le cose come stanno. L'8 settembre si avvicina.

      Elimina
  24. ripensandoci.. ora capisco perché Oscar Giannino voleva l'abolizione dell'art. 18 per attrarre capitali stranieri ("posso dirvi che almeno due multinazionali mi hanno detto che non investono perché non possono lincenziare").
    premesso che anch'io avevo pensato al fatto che sarebbero migliorare le esportazioni.
    le esportazioni?
    ma chi esporta probabilmente:
    1) è un'azienda sana
    2) è delocalizzata e se la passa bene (loro, non noi)!

    io non vorrei che sia un buon modo per avere servizi in outsourcing o attività che conferiscono rendite da monopolio per fare profitti senza dare "valore aggiunto" a questo paese.
    nelle migliori delle ipotesi come si è scritto, per avere più avvitatori.

    l'avere una moneta calibrata all'economia costringe a produrre molte cose... e ad arrangiarsi (come varietà di produzione).

    PS: a me questi investimenti dall'estero mi sembrano tattiche da locuste

    RispondiElimina
  25. Non siamo gli unici ad essere perplessi.

    http://www.businessinsider.com/david-rosenberg-europes-bank-recapitalization-plan-2012-6

    RispondiElimina
  26. Prof, posso farle una domanda, preannunciando che sono totalmente ignorante in economia. Cosa ne pensa di un economia di mercato non capitalistica, ma di tipo "socialista", ovvero cooperativa, superando il dualismo fra capitalista e proletario

    RispondiElimina
  27. Professore, sarà il caldo, sarà che so già che sono tutte stronzate, ma non ce la faccio più a leggere il Corriere, la Repubblica, il Sole 24... (non che mi perda qualcosa...)

    Ho visto solo i titoli di oggi, mi danno il disgusto. Mi sembra che vogliano tenerci in vita con l'ossigeno per spolparci fino all'osso. Forse non resteranno neanche le ossa.

    Ma quando si disintegra 'sto euro? Non ne posso più!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido il tuo stato d'animo...

      Elimina
    2. Non lo dico sulla base di dati o per averlo letto da fonti ufficiali, ma così a "sensazione".
      Esattamente come negli altri due precedenti storici in cui ci siamo trovati "inguaiati" a causa della Germania, interverrà lo zio Sam. Ovviamente per difendere i propri interessi, sia chiaro, mica per noi.
      Certo come nelle altre due occasioni nel bel mezzo del campo di battaglia ci staremo noi.
      Loro l'ultimatum l'hanno lanciato e, a mia memoria, quando i mmericani lanciano un ultimatum non scherzano mai.

      Elimina
    3. Caro Carlo,
      i piddini aspettano l'UE, tu pronostichi gli USA, io ammetto di aver pensato che di fronte a un'ulteriore cessione di sovranità fosse la Francia (non Hollande, i francesi) a far saltare l'euro...

      Ma siamo solo capaci di attaccarci alla gonna della mamma (salvo poi piangere quando ci accorgiamo che, più o meno perfida, ci è matrigna) e aspettare che sia lei a tirarci fuori dai guai?
      Che abbiano ragione Scalfari, Panebianco &C. che da soli non siamo capaci a fare niente? E non parlo solo dei politici, che in loro non ho più speranze da un pezzo, ma della gente che quando tenti di farla ragionare ti guarda come un pazzo...
      Che tristezza!!!

      ps per il Prof. Bagnai
      All'inizio pensavo che lei non capisse le difficoltà delle persone comunemente ignoranti in economia e le scrissi di non essere tanto duro nei loro confronti. Ero io che non avevo capito niente; sbagliavo e vorrei chiedere scusa al Cavaliere Nero.

      Elimina
  28. La Stampa di ieri....in un articolo sui costi della crisi si afferma che nel 2013 avremo un "benessere" (reddito???) pro-capite inferiore del 10 per cento rispetto al 2007...un altro lustro così e si sarà riequilibrata la situazione con la germania forse, mi chiedo se la recessione non sia anche indotta per ottenere l'effetto su salari e stipendi necessario per competere coi teutoni, peccato che l'economia e la società italiana saranno distrutte e devastate dopo una cura del genere...
    Complimenti per il Blog

    RispondiElimina
  29. Piccola citazione da Richard Dawkins (chi vuole capire, capisca):
    << Le vespe femmine depongono le uova in insetti vivi come i bruchi, dopo aver bloccato ad uno ad uno tutti i loro gangli nervosi con il pungiglione, paralizzandoli senza ucciderli.
    La vittima deve essere mantenuta in vita per fornire carne fresca alle larve della vespa, le quali cercano di mangiare gli organi interni in ordine razionale (...) lasciando per ultimi gli organi vitali (...) che sono necessari a mantenere in vita il bruco. >>

    RispondiElimina
  30. i processi sono asimmetrici!
    nel frattempo che l'Italia ritorni competitiva (sic):
    1) non ci saranno più industrie nostrane e quindi come dice il professore, saremo solo avvitatori di bulloni
    2) finiremo come USA e GB in cui le proprietà immobiliari appartengono a pochi! ma immaginatevi il valore delle case quanto si ridurrà!
    3) sarà distrutto lo stato sociale con costi enormi per la sanità e l'istruzione (basta vedere gli USA che spendono il 90% in più di noi in sanità ma hanno meno assistenza)
    4) la criminalità schizzerà alle stelle (questo perché siamo un popolo cattivo... ahahaha).

    RispondiElimina
  31. Salve, leriporto un commento di Cesaratto:

    "[...] Allora meglio fuori dall’euro subito: si contratti con la Germania l’uscita ordinata del solo nostro paese. Con la ripresa, che non mancherà, dell’industria italiana potremmo persino impegnarci ad aiutare la Germania a sostenere la Spagna nell’ambito dell’Unione Europea. L’unico grande problema sarà tenere sotto controllo l’inflazione dopo anni di repressione salariale. I lavoratori dovranno aspettare ancora un po’, ma un futuro di occupazione e speranza per il paese si riaprirebbe."
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-vertice-delle-grandi-illusioni/

    Le volevo chiedere, se possibile, un'opinione sull'ultima parte. Non so se lei si è mai confrontato con Cesaratto sul problema dell'inflazione, ma l'impressione è che alluda a un problema che mi è parso lei ritenga trascurabile.

    A scanso di equivoci, non è una provocazione (e mi espongo così al sospetto dell'excusatio non petita ma preferisco essere il più chiaro possibili).

    Grazie per l'attenzione in ogni caso.

    Herr Lampe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, stiamo discutendo con Sergio questa sua proposta e questa sua opinione. La proposta è motivata dallo shock del 4 a 0, evidentemente. Sull'inflazione abbiamo effettivamente idee diverse. Il sindacato oggi è questo, quindi non vedo dove sia il problema! Tragici e penosi scherzi sui servi sciocchi del capitalismo a parte, va da sé che qualcuno dovrebbe spiegarmi perché mai l'Italia dovrebbe fare eccezione alla regolarità empirica che vede un coefficiente di pass-through attorno al 10%-20%. Se me lo spiegano ci credo. Se non me lo spiegano, è terrorismo (di destra o di sinistra!).

      Elimina
  32. Gli Ide hanno avuto un effetto devastante nei decenni '80 e '90 in America Latina, hanno consentito alle multinazionali di fare profitti stratosferici che hanno poi rimpatriato esentasse in Europa e Usa, lasciando ai paesi latinoamericani i disastri tipici di quello sfruttamento selvaggio in campo ambientale e sociale. E la faccenda, con qualche differenza, continua a durare tuttora nei paesi ancora dominati dal Washington Consensus, ultimo esempio il Paraguay, dove una delle ragioni del colpo di stato parlamentare contro il presidente Lugo è stato il "contrasto" tra lui e la Monsanto a proposito dell'assenso a seminare e commercializzare certo cotone transgenico.
    Se solo pochi anni fa questa situazione latinoamericana mi sembrava distante anni-luce da quella italiana, quanto sta succedendo adesso nelle terre dei Piigs mi fa pensare che quello stia diventando il nostro specchio.
    Insomma: Cercasi Bolivar, disperatamente.

    RispondiElimina
  33. Qui un commento di Sergio Cesaratto sul vertice dell'altro giorno. Sintetica ed efficace la conclusione. Sta cambiando qualcosa visto che è stato pubblicato sul Manifesto di oggi?

    RispondiElimina
  34. Non c'è proprio speranza....

    http://www.arsinistra.it/attivita/ars-e-fondazione-di-vittorio-un-tavolo-di-confronto-per-recuperare-lelettorato-e-non-solo/

    Qui ci sono tutti... tutto il gotha riunito per discutere del "rischio di crisi per l'euro"!

    Ma quale elettorato vogliono recuperare? :)

    Solo su una cosa sono d'accordo: ammesso che "Entro la primavera 2013 l’Italia tornerà al voto." bisognerebbe prepararsi :)

    RispondiElimina
  35. Giannino delirio news:

    "Certo, ce la si può sempre prendere per il fatto che i tedeschi vorrebbero un’euroarea sul loro modello. Si possono incolonnare pagine e geremiadi sul fatto che noi siamo latini e mediterranei, incapaci di ordine e precisione. Ma oltre una certa misura sono bubbole, antropologismi di maniera. Se i tedeschi preferiscono che anche gli altri Paesi europei taglino 6 punti di spesa pubblica e tasse, come hanno fatto negli anni Duemila prima dell’eurocrisi, per alzare il reddito e la produttività nazionale e soprattutto delle sue aree meno avanzate, e rafforzando manifattura ed export attraverso una rivoluzione della produttività e moderazione salariale come hanno fatto grandi aziende e MittelStand germanico, ebbene viva i tedeschi. Hanno ragione loro, ci spiace per chi da noi innalza l’emblema di pizza, paella e moussakà. Tra i difensori della specificità latina molti, alcuni in buona fede ma il più no, vogliono solo difendere i deficit pubblici. Da noi, a campare di spesa pubblica e di Stato tassicodipendente non è certo solo la Casta."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo, considerando che mi faccio un mazzo tanto per star dietro a tutti e fornire dati e fonti, vi sarei grato se quando mi riportate perle di questo tipo mi forniste anche un link, onde permettermi di verificare, e questo soprattutto se desiderate veder scorrere il sangue. Una cosa simile non può essere lasciata impunita, ma occorre però che io abbia il riferimento esatto.

      Elimina
    2. Il pezzo incriminato a firma di Giannino, sul Ci Cago Blog, è questo:
      Se va bene, andrà peggio. Scenari sulla crisi dell’euro (la parte citata evidenziata tramite Citebite).

      Elimina
    3. Ha ragione,ecco il link (la frase e' alla presunta confutazione n.1)
      http://www.chicago-blog.it/2012/06/15/se-va-bene-andra-peggio-scenari-sulla-crisi-delleuro/

      Mi scusi per caso sa se e' possibile visionare quel cartone animato della maestrina ai bambini sull'inflazione in italiano?Non riesco a trovarlo.Magari su you tube qualcuno lo ha tradotto.Un abbraccio a tutti

      Elimina
    4. Grazie. Non ho idea se sia stato tradotto anche in italiano, dovresti cercarlo sul sito della Bce ripercorrendolo dalla homepage nella versione italiana. Se non ci riesci ci provo io.

      Elimina
    5. Qui, ed è anche di una persona che le sta simpatica. Comunque, per lo scorrere, può usare il mio.

      Cordiali salauti

      Schneider ()

      Elimina
    6. Va bene, va bene, ma ho tanto da lavorare... Ho trasferito tutto sul netbook, e mi sono accorto che la sua tastiera mi dà la tendinite. Sono disperato! Devo scrivere di meno e suonare di più...

      Elimina
    7. Come del resto le dissi.

      Schneider (femmineo)

      Elimina
    8. Gerogejefferson, qui puoi vedere i cartoni in italiano
      http://www.ecb.int/ecb/educational/pricestab/html/index.it.html

      Sì Professore, vogliamo vedere scorrere il sangue (metaforicamente parlando) di Giannino!!!

      Elimina
  36. In viaggio con Goofy: http://www.youtube.com/watch?v=Mu0Gpqbt3qg

    ...di ritorno da un convegno svoltosi a Cesena, dal titolo "Euro si, euro no, euro come", con lo stesso prof. Alberto Bagnai e il prof. Andrea Terzi (docente di politiche monetarie all'università cattolica di Milano)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molte grazie ad entrambi per il tempo e le risorse che state spendendo per questa importante opera di divulgazione.

      Elimina
    2. Economia come "modello di amplificazione dell'errore". Ecco perchè pompare liquidità nel sistema bancario europeo, che soffre degli squilibri dati dal cambio fisso e dai differenziali di inflazione fra Germania e "periferia", senza correggere prima gli squilibri non farebbe altro che amplificare il problema. Capito cari amici Donaldiani??? Scusi prof. lo sfogo ma l'aggancio mi è venuto così, d'istinto... Ed è esattamente nella stessa direzione il nuovo fondo salvabanche\spread che per aiutare le banche dei paesi in difficoltà prima deve prendere dagli stessi i soldi necessari per finanziarlo con tasse tipo l'IMU che spremono ancora di più un'economia in crisi con conseguenti chiusura di aziende e quindi sofferenza delle banche che non possono più esigere i loro crediti. Ma cos'è diventato il nuovo sport europeo quello di gonfiare bolle sempre più grandi??????

      Elimina
    3. Grazie Professore e Ecodellarete!
      Ho già guardato il filmato: breve, informale, ma molto interessante come al solito.
      A un certo punto, parlando del debito privato verso l'estero, Eco lo definisce "estremamente evidente", lei "assolutamente banale" poi aggiunge "è anche una trappola".

      Da un po' di tempo, ho notato che alcuni contestano le sue teorie definendole "troppo" semplici (mal celando una certa spocchia).
      Personalmente non le trovo banali o semplicistiche, ma logiche e documentate. Ho sempre pensato che non sia sensato cercare spiegazioni più complesse del necessario e in contraddizione con i dati quando ne esiste una che fila perfettamente.

      Il grado di complessità non è la garanzia della correttezza, al contrario, complicare le cose mi sembra una pratica poco trasparente che generalmente ha lo scopo di non far capire nulla (classico esempio è il "politichese").
      Credo che a favore della semplicità si siano espressi grandi come Socrate, Galileo, ecc.,
      e che ora sia la gente "semplice" a chiedere spiegazioni complicate mi fa un certo effetto.

      Aggiungo che, sarò cretina, ma certe cose non le ho trovate così semplici all'inizio. In linea di massima ho subito capito e condiviso il discorso generale (è stata una folgorazione), ma non avendo nessuna preparazione in economia, certi risvolti hanno richiesto un certo periodo di riflessione e decantazione. E ancora adesso temo che certi dettagli mi sfuggano.

      Il fatto che dei semianalfabeti che non capiscono la differenza tra un apostrofo e un accento pensino che il suo pensiero sia troppo semplice, per me è sintomo di una manipolazione profonda e diffusa, così ben riuscita da togliermi la speranza.

      Se i politici non stanno facendo gli interessi dei cittadini, se gli intellettuali che dovrebbero guidarci sono alla mercé del sistema e se le vittime sono state così ben addestrate da non vedere più la verità neppure se gliela metti davanti agli occhi, chi si opporrà a tale sistema?

      E rinnovo i miei dubbi sulla buona fede di quella categoria di intellettuali (e di uno in particolare) che, sulla falsariga di Modigliani, condividono la sua lettura economica, ma sostengono che vengano sottovalutati gli aspetti politici (quindi è una visione parziale che non tiene conto della complessità della situazione, in parole povere "troppo semplice") e intanto spingono il + Europa, ma un'Europa bella e democratica che spende tanti soldini per il benessere dei sui figlioletti e che accudisce con ancor più affetto quelli birichini... come se i lupi si potessero trasformare in agnelli o se un progetto oligarchico e imperialista si potesse trasformare in un'unione ideale solo se portato a compimento.
      Spero che costoro si rendano conto delle loro responsabilità.

      (Scusi se batto ancora sullo stesso chiodo, cestini pure)

      Elimina
    4. Bellissima questa intervista on the road! :)

      Oggi ho fatto un giro in libreria e ho scoperto che pure Giacché non è un economista ma un filosofo... però anziché il suo libro ho preso quello di Sapir, "Bisogna uscire dall'euro?".

      "Dai fallimenti della cooperazione su scala europea dobbiamo trarre delle conclusioni. E se tentenniamo niente paura: se ne incaricherà la storia. Così come si incaricherà di ricordare [...] che quando ci si abbandona ad essa per ottenebramento della mente o codardia, finisce sempre in tragedia. La crisi dell'euro ci pone di fronte alla questione di decidere se vogliamo tornare a essere protagonisti della nostra storia o se ci accontentiamo di esserne solo spettatori."

      Elimina
    5. Silvia: io riconosco di essere un ignorante in economia, ma un mio professore delle superiori diceva che spesso le soluzioni più giuste e fattibili sono quelle più semplici... io vedo l'informazione molto manipolata e ritengo che alla maggior parte delle persone (sia italiane che straniera) manca la voglia di approfondire e il senso critico. Esempio: quando ho iniziato a interessarmi di economia ho cercato dati sui debiti pubblici dei vari paesi per capire come mai certi stati risentivano della crisi ed altri no. E' stata una bella sorpresa scoprire (anche su wikipedia) che l'Irlanda, la Spagna e il Portogallo avevano debiti pubblici sotto il 60% ed erano in crisi, mentre altri stati ,come il Giappone, non erano in crsi come i PIIGS pur avendo un debito pubblico altissimo. Lì ho iniziato a pormi molti interrogativi che non trovavano mai risposta fino a quando ho iniziato a leggere questo blog... L'unico interrogativo che mi rimane è come far capire questo ai nostri connazionali.... Ho provato a far ragionare un piddino su questo punto, mi ha risposto che la Germania ha più credibilità quindi, anche se ha un debito pubblico più alto della Spagna , non risente della crisi, mentre i PIIGS devono riaquistare credibilità... Ho provato a chiedergli cosa intende per credibilità, ma non mi ha risposto e non ha neppure cambiato idea quando gli ho detto che i PIIGS stavano calando il proprio debito gli anni precedenti la crisi.... Non so più cosa fare...

      Elimina
    6. Ma... guarda... credo che dovresti chiederlo a Domenico, il quale disperatamente tenta di non riconoscere la dimensione culturale/antropologica del problema. Eppure è così, è esattamente come dici tu. E, se posso sommessamente aggiungerlo, vi pregherei di tener conto del fatto che voi ci state provando al massimo da un paio d'anni a convincere questi poveri imbecilli, con le vostre deboli forze. Io sono 15 anni che ci provo, e che mi sento trattare da pazzo. Capite quindi che se ogni tanto ho un atteggiamento risentito vero queste merde i miei motivi ce li ho (con tante scuse alla merda, che almeno una sua funzione nel creato ce l'ha). Nemmeno di fronte all'evidenza di una crisi che li sta massacrando questi tornano indietro. Non c'è speranza. E quindi forse è meglio lasciar perdere e consegnarli alla Storia. Cosa che sarebbe molto più semplice da fare a cuor leggero se non stessimo sulla stessa barca...

      Elimina
    7. Se mi chiami in causa almeno pubblica i miei commenti:-)

      In quello che ho mandato in data odierna ringraziando ECO riflettevo proprio su questo.

      Ma sai una cosa,comincio a pensare che se tutti i matti che stanno dentro il PD e che dissentono sulla questione escono, non credo che questo possa alterarne il risultato elettorale e non giova nemmeno alla divulgazione dei fatti.

      ANCHE QUESTA E' POLITICA E NON E' CERTO UNA POSIZIONE COMODA.

      Elimina
    8. Scusa, sai che mi sei simpatico, non c'è nessuna intenzionalità, sono indietro con tutto. Del resto, elio_c aspetta da un mese... e non si lamenta! Avete rovinato l'Italia, potete avere un po' di pazienza adesso? ;)

      Elimina
    9. Professore Bagnai, oggi sono stato costretto ad agire come lei. Stavo discutendo con un piddino, con una testardaggine più dura del calcestruzzo armato, e gli stavo spiegando che la crisi dei PIIGS non è dovuta dal debito pubblico perchè Spagna-Irlanda all'inizio della crisi nel 2008 avevano un debito bassissimo, ma dal debito privato. Dopo aver passato ore a scambiarci tabelle e grafici ho dovuto dirgli che se vuole capire legge il suo blog e\o legge gli articoli di Krugman (precisando che è un premio nobel), oppure se non vuole capire tanti cari saluti. Caro Professore, mi sono reso conto che discutere con i piddini è una causa persa, perchè non vogliono capire e in più hanno la presunzione di avere la verità in mano. Devo solo imparare a stare zitto, anche se è difficile per come sono fatto.... parlerò per luoghi comuni, ma se questa è la mentalità italiana ci meritiamo quello che abbiamo..... scusa per lo sfogo, ma è brutto rendersi conto che la soluzione è davanti i nostri occhi e la maggior parte degli italiani si rifiutano di vederla....

      Elimina
    10. @Giorgio

      Vedi che Sapir la pensa come me? Però il libro di Vladimiro è importante tenerselo come riferimento. Diciamo che è un libro nel quale ci sono tutti i puntini, ed è importante ricordarli. Per unirli usa la frase di Sapir...

      Elimina
  37. Grazie Eco.

    Mi sono visto anche altri filmati come la lettere aperta a Bagnai e il tuo intervento, e poi mi interessava capire se tutti i circoli erano "paese", da questo intervento deduco di si,
    http://www.youtube.com/watch?v=-yL3OVqSFjk&feature=relmfu

    Il livello è questo brava gente spesso persone che amministrano la cosa pubblica con decenza,ma non c'è cultura di politica economica, ecco perchè ho sostenuto che il libro di Fassina pur con tutte le sue contraddizioni andrebbe distribuito nei circoli sarebbe come il cavallo di Troia da li si partirebbe per affrontare i problemi politici partendo dall'economia politica.

    ******

    PS: per Alberto, sono in debito di una risposta a questo:

    "Bene. Questo negli atti del convegno non ci sarà, o, se ci sarà, si leggerà in filigrana. Ma pensavo che potesse interessarvi, interessare soprattutto Domenico che pensa di sapere e capire meglio di me cosa sanno e pensano i miei colleghi. Ma si sa, lui è piddino, quindi a lui serve "la linea del partito", quella espressa dagli economisti coi galloni "di sinistra" (e questo è un problema antropologico, e come se lo è!). Allora impara questo, caro Domenico che tanto ti inasprisci: niente è così a destra a questo mondo quanto un economista di sinistra prima di una crisi gestita dalla destra! Se non capisci perché, rileggi bene. Ognuno sa che la cosa non può durare, e ognuno sa benissimo cosa fare per ritagliarsi un posticino nella prossima stagione, e con pochissime eccezioni tutti si regolano di conseguenza. Se mi interessasse l'economia, lo farei anch'io. La fortuna mia e vostra è che l'economia non mi interessa."

    ******

    NEL FRATTEMPO PERO' TI INVITO A RILEGGERTI.

    RispondiElimina
  38. Almeno, anche sulla stampa mainstream, un po' se ne parla ...
    http://lettura.corriere.it/debates/roosevelt-2012-il-nuovo-new-deal/

    RispondiElimina
  39. sono sicuro che già lo sapesse prof, ma questo articolo rivela (sul fatto quotidiano poi) come non tutti i tedeschi lavorino in Volskwagen http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/germania-boom-lavoratori-sottopagati-ancori-forti-differenze-ovest/197514/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Commovente la sollecitudine dei datori di lavoro, i quali temono che l'introduzione di un salario minimo "possa distruggere posti di lavoro"...

      Elimina
    2. sarebbe da chiedere loro cosa intendano esattamente..

      Elimina
  40. Dopo la mancata pubblicazione di un mio commento che si rifaceva al Suo post, è bastata una piccola sviolinata ai padroni, ostentando "Canoscenza" con lo spacciare per partite correnti (de che?) la potenza attiva trasmissibile tra due nodi di una rete elettrica ad alta tensione in funzione delle tensioni ai nodi, del loro angolo di sfasamento e della resistenza e reattanza della linea et voilà, ed il cazzeggio è fatto ed il commento pubblicato

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Alfiere sei stato super, da sbellicarsi dalle risate, come per le trombonate che si leggono su nFA.

      Elimina
  41. Sugli eurobond... la parte più bella è quando dice: "il Regno di Napoli economicamente era per l'Italia quello che oggi la Germania è per l'Eurozona".
    A parte questo i problemi erano e sono sempre gli stessi...
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-06-30/eurobond-fecero-unita-italia-190357.shtml?uuid=AbDwao0F

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la segnalazione. Conferma appieno quanto segnalato da altri lettori, in particolare citando un saggio apparso sulla Rivista di Politica Economica (chi lo ha fatto può ricordarmelo) circa le condizioni di relativa floridezza del Sud prima della conquista da parte del Nord. A parte questo, la Germania perderà comunque il suo rating elevato. Meglio quindi forse che gli eurobond non si facciano, perché in questo modo avrà un argomento di meno per dare la colpa a noi!

      Elimina
    2. Caspita anche questa:" Considerato che quella italiana fu un'annessione anche militare e quella europea è un'integrazione consensuale"...Mi ricorda il Paese dei balocchi di pinocchio,che come un bambino ingenuo,fu trovato il suo consenso dopo mirabolandi promesse di paradiso in terra da lucignolo.Ma almeno nella storia di lucignolo ce ne era uno solo...a no,il gatto e la volpe...he he,Barroso e Van Rompuy

      Elimina
    3. Credo si riferisca a questo: http://www.rivistapoliticaeconomica.it/2007/mar-apr/Daniele_melanima.pdf

      Elimina
  42. le oscure trame del potere.. dell'oscuro regno di Mordor, verranno sconfitte dalla compagnia dell'anello, dagli hobbit??? ditemi che non è una favola, ditemi di si, vi prego...o cado in depressione.. mi è insopportabile l'ignavia di chi mi sta accanto..nella quotidianità..
    caro professor Bagnai, la sua voce, come di uno che grida nel deserto, mi è cara, in questo tempo di distretta.. grazie
    vito vadalà, architetto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma io non è che veda oscure trame del potere. Vedo ottuse trame dei singoli, cioè un fallimento del mercato. Il che, se vogliamo, obbliga a uno sforzo mentale superiore rispetto a quello, relativamente alla portata di tutti, di individuare "il" colpevole e decidere come eliminarlo. Bisogna ripensare le regole del nostro vivere comune civile ed economico. Costa molta fatica, come la costa ammettere di essersi sbagliati. Toccherà essere indulgenti coi piddini...

      Elimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.