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mercoledì 2 maggio 2012

Mozione d'ordine

Scusate: seguendo le indicazioni di un lettore accorto e intelligente, ho deciso di riservare i commenti agli utenti registrati, escludendo quindi commenti anonimi. La maggior parte degli anonimi sono persone civili e intelligenti, che dimostrano volontà di apprendere e capacità di criticare in modo urbano, e semplicemente non vogliono perdere tempo con una procedura di registrazione che comunque, per quanto assolutamente anodina, prende tempo. Vale il solito principio: ognuno ha (quasi sempre) i lettori che si merita. Siccome quel "quasi sempre", date le proporzioni del blog, stava diventando un po' troppo noisy, e siccome, per motivi di stretta praticità, mi risulta difficilissimo andare a ripescare fra mille "anonimo" quello al quale voglio rispondere perché ha detto la cosa interessante, proprio a tutela di chi ha cose interessanti da dire ho deciso di tentare questo espediente tecnico. Chi vuole fare un commento quindi dovrà perdere un minimo di tempo e registrarsi.

Qualora qualche altro lettore accorto e intelligente si sentisse ingiustamente penalizzato e mi esprimesse le sue motivazioni in modo civile, potrei anche tornare indietro su questa decisione, se ritenessi le sue motivazioni cogenti. Rinuncio a farvi notare che quello che ci perdo io, mettendoci la faccia, è più di quello che ci perdete voi. Anzi, ci guadagnereste, per il semplice motivo che, come ricordavo a un "anonimo", se mando al diavolo un "anonimo" sto ledendo l'onorabilità del signor Nessuno (vi ricordate l'Odissea), il che mi lascia ovviamente le mani libere (e la tentazione di approfittarne è tanta).

Vi ricordo anche che inizialmente il blog non era nemmeno moderato, perché a me quello che dite voi interessa più di quello che dico io. La mia motivazione era e rimane quella di raccogliere da voi le domande giuste, non quella di dare le risposte giuste, compito per il quale nessuno oggi credo sia adeguato, tanto meno io, che ho interessi completamente diversi.

Purtroppo però, con l'allargarsi della platea, dobbiamo accettare il principio che la Natura è matrigna, principio contro il quale non possiamo lottare, così come non si può lottare contro la teoria delle aree valutarie ottimali. E così, come noi usciremo domani dall'euro, oggi gli anonimi escono da questo blog.

Traduzione per MMTisti: sì, ha ragione Donald, vi sto censurando perché sono un barone massone. Che fa rima co' tte...

208 commenti:

  1. ...cioè, te ggiuro, me fa troppo paura 'a vostra dialettica stringente... cioè, solo ca a' violenza da 'a censura riesco a oppormi al vostro penZiero 'n zacco intelliggente... perché io so' neolibbberista e pure fascista...

    Contenti? Ecco, ora andate in un luogo dove qualcuno possa provvedere a soddisfare i vostri più reconditi e inconfessati desideri. Bye!

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    1. http://www.youtube.com/watch?v=nzwFLNWNAoE&feature=related

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  2. Scusi ma per iscriversi bisogna accedere come Lettori fissi? In ogni caso ha ragione: il traffico deve essere governato.
    Nuovamente grazie
    Tito

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    1. Hai avuto accesso, quindi tutto va bene!

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  3. approvo l'idea della registrazione, tra l'altro essendo anche diventato un assiduo lettore (leggasi: rompicojoni).

    comunque approfitto brutalmente del mio status di registrato per riportare qui l'ultimo commento che avevo scritto relativo al post "Svalutazione e salari (ad usum piddini): il mio 25 aprile", lo faccio per tentare di estirparle una risposta (qualora si rendesse necessario: un insulto è una risposta)..grazie!

    " vediamo se ho capito.. se fosse esponenziale l'andamento dei prezzi dovrei avere in figura 2 un'andamento lineare dell'inflazione ? (anzi, visto che tanto sono a distanza di sicurezza e non vedrò la sua espressione sconvolta di puro orrore: dovrei avere una retta parallela all'asse delle ascisse?) "

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    1. La risposta è sì (nel senso che per avere prezzi esponenziali dovresti avere tasso di crescita proporzionale costante) ma questo dibattito non mi appassiona e non capisco perché ti appassioni, quindi ti pregherei, per ulteriori dettagli, di scrivermi in privato, anche perché io non ho parlato di inflazione media annua o roba del genere, nel passaggio che ha motivato l'interesse dei due dilettanti.

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  4. Salve prof.

    voglio fare outing (da lettore silente quale ero) e ringraziarla per il grande sforzo comunicativo fatto con l'apertura di questo blog

    Blog a cui sono giunto - come molti credo - dopo una lunga diaspora passata da CDC, MMT, megachip, disinformazione (sic.) e altri siti che comprendono di tutto di più (un po' tipo la vecchia mamma RAI, storica peripatetica della comunicazione...)

    Su molte cose ancora faccio un po' fatica (leggero eufemismo), ma l'impegno non manca. Nei limiti del possibile, cerco anche di diffondere il più possibile quanto da lei spiegato alla mia cerchia di conoscenti (con alterne fortune purtroppo)

    Un caro saluto,

    Gilberto Trombetta

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  5. Egregio Professore, non si preoccupi, quella in atto è una dinamica comune a tutti i blog (forse dovrei dire un "pattern", vallo a sapere). All'inizio il blog è aperto, poi man mano che si allarga la base dei lettori alcuni anonimi cominciano a dare fastidio, fino a costringere l'autore del blog a introdurre delle regole, la prima delle quali è la registrazione obbligatoria. In genere il passo successivo è che gli stessi che hanno approfittato della libertà concessa rendendo necessaria l'introduzione della regola si lamentino della censura. Un sociologo avrebbe saputo sicuramente spiegarla meglio, ma tutto questo per dire che nihil novi sub soli. p.s. la seguo con attenzione, continui così. Grazie

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    1. Grazie, era tutto ampiamente previsto. Il primo forum l'ho aperto una cosa come dieci anni or sono, quindi, come dire, nihil sub sole novi, come dici tu. Il problema ovviamente non è il fastidio che si dà a me (molto relativo), ma il tempo che si fa perdere a voi.

      A presto!

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  6. Cito da un articolo di Repubblica:

    Italia teledipendente. "Malgrado il successo di Internet, l'Italia è tuttora un Paese teledipendente", aggiunge Calabrò. Anche se "il maggior numero di informazioni proviene oggi" dalla rete, spiega, "l'informazione più influente è ancora quella fornita dalla televisione". E ancora: "Le nuove forme della democrazia corrono sulla rete ma la politica visibile in Italia si fa pur sempre in televisione".

    Fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/05/02/news/calabr_la_banda_larga_ci_costa_un_punto_e_mezzo_di_pil-34317544/?ref=HREA-1

    Le nuove forme della democrazia: l'Europa ed internet...siamo in una botte di ferro.

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  7. oh povero me, mi rendo conto solo ora dell'imperdonabile sfondone in latino ("soli" in luogo di "sole"). Chiedo venia a Lei e a tutti i lettori, nonchè ai miei defunti professori del liceo.
    Ne approfitto per aggiungere che, ironia della sorte, sono approdato a questo blog fuggendo come un tempo si fuggiva la peste dai Barnarditi e dal Verbo MMT. Mi chiedevo se fosse possibile leggere voci fuori dal coro che non fossero QUELLE voci farneticanti. Cominciavo a disperare, fino a quando non sono capitato qui. Grazie del Suo impegno.

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    1. Tranquillo, Schneider era distratto...

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    2. Intervengo solo in caso di aperte e, soprattutto, ripetute violazioni della lingua (quale che sia), non si preoccupi. Non intendo alimentare ulteriormente il clima di sacro (demoniaco?) terrore del blog, di per sé già sufficiente - mi pare - a mantenere la discussione sui binari del buonsenso (le mie ginocchia ancora rimembrano).

      A(pp)proposito, ma riguardo a quella storia dello stampare mon... Scherzo.

      Schneider (detto "Gentile"... No, non il fu ministro dell'istruzione)

      Ps: che dire, anche la massoneria (dunque i satanisti, dunque lei) è influenzata dalla teoria quantitativa della moneta...

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    3. Non appena io e Marco Basilisco ci saremo nominati diarchi dell'Occidente (riservando a Claudio e istwine l'Oriente) tu sarai nominato ministro dell'università.

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    4. Perdoni ma non comprendo il masochismo: non è l'Oriente la parte più interessante (come del resto nel III secolo)?

      Comunque non si preoccupi, ho già in mente una novità rivoluzionaria per il mondo dell'istruzione: cominciare ad insegnare la grammatica. Una rivoluzione nel senso etimologico del termine...

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    5. Bene, non vedo l'ora di opprimere l'Egitto e la Siria. E a proposito di arabo oppressi, presto pubblicherò una cosa che riguarda la conquista della Tunisia da parte delle banche francesi. Dovrebbe fornire una piacevole sensazione di Dejavù.

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  8. Salve professore, Marco da Pistoia
    Le volevo porre 2 domande riguardo a pubblicazioni recenti... La prima riguarda l'articolo sulla Spagna ed il suo indebitamento netto estero del settore privato. Se non ho capito male la stessa cosa sta succedendo qui in Italia quindi, nell'ipotesi di una nostra uscita dall'euro, come sarebbero convertiti i mutui contratti in euro? Chi in sostanza è già in difficoltà ora a pagare dopo non lo sarebbe ancora di più? La seconda riguarda la dinamica del debito.... Tagliare la spesa pubblica è in effetti controproducente in termini di crescita economica come da lei ben spiegato ma come è possibile riqualificarla in termini produttivi? Sì insomma , forse erroneamente, ma io credo che nella pubblica amministrazione si sia cercato in passato di dare degli stipendi più che rendere dei servizi al settore privato (cittadini/imprese) lei che ne pensa?

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    1. Marco, molto rapidamente (mi scuso). La conversione dei mutui evidentemente dovrebbe essere oggetto di negoziazione. Una proposta è qui.

      I due controfattuali che proponi sono, come dire, molto piddinamente orientati (non per colpa tua).

      Ti faccio un esempio: paghi meglio il mutuo in euro da disoccupato, o il mutuo in lire svalutate avendo però trovato un lavoro? E secondo te conviene tagliare stipendi "improduttivi" in una situazione di carenza di domanda, dopo che finché eravamo più o meno a galla non è stato fatto nulla?

      Vedi, se usi "opportunamente" gli aggettivi, fai un discorso nel quale hai sempre ragione (chi direbbe "voglio la spesa imprpduttiva"), ma con il quale non stai dicendo nulla. Non è una critica a te ma a quelli dai quali lo hai sentito. Forse sulla spesa improduttiva dovresti rileggerti questo.

      In generale, se sei qui da poco fai un giro per il blog...

      Alla prossima!

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    2. La seguo da molto poco... in effetti al punto 2 dell'articolo di "investire oggi" già c'era la risposta che volevo sui mutui. Comunque mi ero espresso male nel porle il problema perchè in effetti il mio dubbio non era sul fatto che col ritorno alla lira non avessi lavoro, ma su quanto lavoro avrei dovuto fare per ripagare il mio debito.La risposta l'ho già avuta. Sulla spesa improduttiva invece sono condizionato dal mio lavoro.... Sono un vivaista di piante ornamentali ed ho imparato che solo col duro lavoro e tanta dedizione si riescono ad ottenere dei buoni frutti (piante). Non ho mai pensato di tagliare nessun stipendio sia chiaro è solo che frequentando la pubblica amministrazione è raro trovare persone che si stracciano le vesti (in senso figurato) per il loro stipendio.... A meno che non debba accettare l'idea che queste stesse persone, domani dopo aver riscosso lo stipendio, non vengano a comprare una pianta e ripaghino il mio sforzo. In effetti dati alla mano è così e dal punto di vista macroeconomico è corretto ma un po' di rabbia per lo stipendio facile rimane. Grazie prof...

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    3. Di guerre fra poveri possiamo combatterne quante ne vogliamo, io vi osservo e vi benedico dai Parioli! Il discorso della spesa "improduttiva" nasconde molte verità sotto un mare di retorica. Ci starei attento.

      Circa l'osservazione sull'essere disoccupati o meno, io ho capito che lei non lo è e non le auguravo certo di diventarlo. Volevo solo farle capire che se si elabora un controfattuale (come sarebbe il mondo se), allora bisogna metterci dentro tutto. Nel mondo dell'euro c'è una disoccupazione elevata e crescente (per ovvi motivi), quindi chi dice che se uscissimo poi sarebbe la catastrofe perché non potremmo pagare il mutuo, oltre a dire una puttanata, non tiene conto del fatto che nello scenario A (euro) è altresì probabile che tu non riesca a pagare il mutuo, semplicemente perché abrogano l'art. 18 e ti licenziano (o sei giovane e non ti danno lavoro).

      Non so se così è più chiaro.

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    4. Caro Marco,
      spesso il "cittadino comune" ha un'idea imprecisa di "appartenente alla pubblica amministrazione" e del suo favoleggiato trattamento economico.
      Un importante criterio di distinzione è tra "impiegato" e dirigenza a cooptazione politica (hai presente Bertolaso? O i super-manager dei comuni?...estremizzando per capirci).
      Quest'ultima categoria, cooptata politicamente per legge (incostituzionale), funziona da "lubrificante" di affari che spendono il denaro pubblico (detratto però un ampio prezzo da intermadiazione incassato a titolo molto privato) e costituiscono spesa pubbica ma non nel senso di erogazione di servizio\utilità ai cittadini in modo indifferenziato, bensì come meccanismo di alimentazione di affari per cricche private, con soci politici, i cui profitti vengono evasi (e fin qui...) e poi esportati (uscendo dal PIL: infatti non c'è quasi nessuno esente da costituzione di fondi all'estero nella classe dirigente italiana, politica e imprenditoriale...amica).
      Eppure, in una certa misura, anche queste erogazioni pubbliche contano e eliminadole si decresce (si tratta di un problema di efficienza-efficacia rispetto ai fini legali, cioè di responsabilità contabili e penali).
      Quanto alle assunzioni facili e all'eccesso di pubblici dipendenti fannulloni strapagati, i dati comparati UE dicono il contrario (cioè sono a noi favorevoli, e infatti siamo in avanzo primario da 20 anni).

      Lo sforamento perverso avviene quando Stato ed enti territoriali si mettono a fare gli "azionisti" perdendo soldi in appalti pubblici a favore dei "nominati" politici nei cda (sono lì apposta e li pagano pure profumatamente a carico pubblico) nonchè in assunzioni senza concorso (in tali società 730.000 unità). Poi arriva il pubblico e ricapitalizza...a carico del bilancio dell'ente e dello Stato...
      Qualcosa non va, ma poi magari riesci a piazzare le piante nei giardini privati di questi "manager", executives, imprenditori, che sparlano delle tasse e della spesa pubblica in stipendi di impiegati e in pensioni...

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  9. Vediamo se passa... (doppio passaggio in verità)

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  10. Mettendo sotto sforzo il mio unico neurone, ho compiuto le ardue operazioni del passaggio obbligato (du' palle, ma se il Profe lo vuole) e... vediamo se funziona

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  11. Faccio una prova anch'io e colgo l'occasione per non sprecare completamente il commento per indicare questo video: http://www.youtube.com/watch?v=XvNcKICZoEE&feature=player_embedded#t=10m48s d'altronde se il capo dei piddini è così cosa ci si può aspettare da loro???

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  12. Risposte
    1. Cioè: "fiat"! Sei un anatroccolo travestito? ;)

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  13. Ok, questo sarà un post dove tutti proveranno a vedere se compaiono nei commenti. Approfitto della pausa per fare una domanda (forse sciocca) e un invito (forse sensato).

    Domanda: perché la Germania durante i periodi di floating "puro" (dove rivalutavo a causa dell'odiosa legge della domanda e dell'offerta e noi porci svalutavamo senza limiti esterni) semplicemente non "sporcava" il suo cambio per favorire le esportazioni?

    Invito: basta parlare di Barnard, ha sbroccato. Moltissimi (compreso io) si sono affacciati alla "res economica" grazie a lui, gli si possono riconoscere dei meriti per quanto riguarda l'intuizione e la denuncia di certe cose, ma il suo approccio non ti fa capire niente. Capire nel senso di fare proprio; intuisci qualcosa, ma riguardo al capire non ci siamo proprio. E mi dispiace che vengano infangati economisti che genuinamente si impegnano per il prossimo. Sempre con stima,

    Giacomo

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    Risposte
    1. Caro Giacomo, una fluttuazione "pura" del cambio non credo sia mai stata osservata in natura. Dopo la grande confusione durata dal 1971 al 1979 (in Europa) i paesi "nucleo" dell'allora CEE si dotarono di un sistema di cambi fissi ma aggiustabili. Di fatto noi non svalutavamo "senza limiti", cioè la Germania non rivalutava "senza limiti". Erano prove tecniche di moneta unica, fallite nel '92. Ma quel sistema, a differenza di quello attuale, non era totalmente asimmetrico, come ho spiegato nel post sulla produttività.

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  14. prova!
    approfitto per chiedere se è esatto pensare che il pesciarolo che ha interesse a mantenere alto il prezzo dei fish-bund è anche interessato a mantenere basso quello dei btp-fish? O, ahimè, non c'ho capito na mazza?

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    1. Diciamo che io spererei che fossero due pesciaroli diversi...

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  15. Monti durante un dibattito con Joseph Stiglitz, svoltosi oggi a Roma, come riportato sul sito di Repubblica:

    "Oggi questo mostro della mancata crescita lo vediamo a nostre spese". Per il Professore, "la nostra scarsa crescita deriva da PECULIARITÀ CULTURALI DELL'ITALIA".

    Qualcuno potrebbe spiegarmi quali sono queste peculiarità? Lo chiedo perché l'articolista non lo fa (magari il presidente del consiglio è stato più specifico), in compenso riferisce che Monti si rivolge a Stiglitz chiamandolo "Joe", fatto quest'ultimo che inorgoglirà tanti lettori di Repubblica.
    E adesso gran finale:

    "Tant'è vero, aggiunge Monti, che in italia si è assistito "al paradosso che ha fatto più liberalizzazioni la sinistra della destra".

    In realtà non è una grande rivelazione, su questo la sinistra italiana è rea confessa ma non pentita, nonostante negli ultimi decenni si sia specializzata in pentimenti rituali e amministrati:

    http://www.youtube.com/watch?v=rlO82DYxLas

    Giuseppe Sini

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    1. Sì, vedi, la colpa è nostra, non abbiamo la cultura della produttività. Mi sembrava di avervelo spiegato bene, no?

      Poveri noi...

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    2. Altroché se l'ha spiegato bene; tra l'altro, nella sintesi del dibattito che dava il tg3 (si, lo so, mi piace la roba forte) Monti sembrerebbe aver detto: "la mancata crescita dell'italia negli ultimi dieci-quindici anni è esistita" o qualcosa del genere.
      Negli ultimi dieci anni? Senza dubbio una coincidenza. Comunque, un riassunto di quanto detto da Stiglitz lo si trova qui:

      http://www.contropiano.org/it/economia/item/8550-la-lezione-di-stiglitz-a-monti#origin:R

      magari niente di originale, ma l'originalità di questi tempi è meglio lasciarle al PD.

      Giuseppe Sini

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    3. Le ricerche che sto facendo in questo periodo mi portano a individuare nel biennio 1995-96 quello in cui l'economia italiana ha subito un cambiamento di struttura che ha depresso la sua crescita di lungo periodo, e l'ha avviata su una traiettoria di accumulazione di debito estero. In effetti, è circa un quindicennio. Le analisi di questo declino non sono molte, e tutte nel senso del "supply side": è caduta la produttività. Perché? Bo'! Oppure si evocano problemi di dimensione delle imprese, senza considerare che quella che forse ha più problemi è forse la più grossa (Fiat). La mia spiegazione è più articolata e considera le interazioni fra offerta e domanda, e l'impatto su quest'ultima della rigidità del cambio e del percorso di austerità verso l'euro.

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  16. Beh, con l'ingresso di Bondi nel governo Monti come "commissario straordinario", abbiamo la certificazione ufficiale che l'Italia è nelle stesse condizioni della Parmalat di Tanzi.

    Luciano

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  17. Egregio professor Bagnai,mi chiamo Carola e sono una diciassettenne, ma nonostante la mia giovane età,mi interessano molto sia la politica che l'economia.
    Mi sono iscritta da poco, ed anche se non comprendo appieno tutti gli argomenti da lei trattati, devo dire che anche grazie a lei mi sto appassionando sempre di più alla materia e che seguo il suo blog con sempre maggiore assiduità.
    Detto questo nel link più sopra Marcello De Cecco riporta che:
    Ken Rogoff e Carmen Reinhart sostengono di quando il debito pubblico raggiunge stabilmente la soglia del 100% in rapporto al PIL i paesi rallentano la crescita dell'1% - Le pare niente? Che poi non veniamo attaccati per questo ma per il debito privato, va bene l'ho capito.Ma mi chiedo, se non c'è un rapporto tra i due debiti per esempio più debito pubblico, più tasse = prezzi più alti dei prodotti delle aziende = meno competitività etc etc

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    1. Potrei avere il link a De Cecco? Non lo trovo. Dopo di che, credo che ognuno si meriti il mondo che desidera. Penso che questo sia il massimo che si possa augurare a un giovane, no? Per parlare di economia però mi occorrono i dettagli, se me li fornisci ti rispondo volentieri. Nel frattempo abbi la cortesia di istruirti qui sui problemi che crea il debito privato. Sono sicuro che ti interesserà. Ovviamente in economia tutto dipende da tutto... ma in proporzioni variabili...

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    2. http://www.voxeu.org/index.php?q=node/7900

      comunque c'era questo articolo (con paper annesso) di Ugo Panizza e Andrea F Presbitero. non ricordo se l'avevi segnalato, ma sicuramente lo conosci. ad ogni modo è interessante soprattutto per le conclusioni che trae:

      "However, we do not find any evidence that high public debt hurts future growth in advanced economies. Therefore, given the state of our current knowledge, we believe that the debt-growth link should not be used as an argument in support of fiscal consolidation."

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    3. Sai, io di crescita e debito un po' me ne intendo, tu lo avrai capito, ma volevo che la giovine producesse le fonti, perché ero abituato a quelli che in ECIS zampettavano cantilenando "cancella il debito" (sai l'amico tuo Frattini: ecco, era uno di quelli), e mi sembrava che cosa fosse il debito non lo capissero tanto bene (e per farglielo capire ho scritto questo). Ero curioso di sapere se l'ultima evoluzione di questa bella vicenda era identificare il "debito" col "debito pubblico"... Comunque Panizza sarà keynote e Presbitero autore di un lavoro (molto interessante) al convegno del 22 giugno.

      Con l'occasione... vabbe', mo tte scrivo...

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    4. P.s.: Carola, non ci far caso, sono un po' bastardo, ma è tutta invidia... o forse no: io a 17 anni a dire il vero mi occupavo di cose meno tristi... ed è per quello che ora cerco di recuperare! ;)

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    5. la ricordo anch'io questa cosa di dececco che l'alto debito
      (dopo anche prima del 100%) rallenta la crescita ...non ricordo precisamente quando l'abbia detto ma è una cosa che ha espresso piu' volte ...

      ricordo ancora quando questo blog era un luogo per ^pochi intimi^
      e incitavo Alberto ad essere piu' 'cattivo' con i troll e commentatori... mai suggerimento fu piu' superfluo :P

      (Robert)

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    6. Caro Robert,

      lungi da me l'impedire a chiunque di esprimersi!

      Un po' rimpiango anch'io la nostra intimità. Ho cercato di preservarla parlando di dati, usando semplici formule, e ricorrendo ai classici. Tutte cose che secondo persone dalla sensibilità politica molto sviluppata, come Marco Basilisco, avrebbero dimezzato il numero dei miei lettori.

      Che invece continua a crescere.

      Ne ho tratto la conclusione che avere una sensibilità politica equivale a credere che il popolo sia composto da una massa di idioti che desidera solo mangiare merda (vedi Flaiano): il famoso principio del "vendere un sogno" stigmatizzato in Eurodelitto ed eurocastigo. Forse esiste anche la possibilità che il "popolo" abbia semplicemente fame, e semplicemente mangi quello che gli dai, e che se tu gli dai cioccolata magari è più contento.

      "Beati, qui esuriunt et sitiunt iustitiam, quoniam ipsi saturabuntur" (questo si legge il giorno della Missa in Omnium Sanctorum). Ecco, questo non dimentichiamocelo mai: abbiamo già vinto!

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    7. Questa la conosco anche io, pur non essendo mai stato chierichetto: "Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché essi saranno giustiziati" :)

      E infatti qualche secolo prima Esiodo aveva scritto, ne "Le opere e i giorni": "Non vorrei essere giusto tra gli uomini e neppure che lo fosse mio figlio, perché è un male essere giusto quando il più ingiusto ottiene migliore giustizia" salvo aggiungere "ma io credo che il saggio Zeus non permetterà tali cose".

      Eppure sul frontone del Palazzo di Giustizia di Milano si legge che "Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere suum cuique tribuere".

      Elimina
  18. http://www.corriere.it/politica/12_maggio_02/emendamento-approvato_f1c45016-945c-11e1-ae3e-f83a8e51ff45.shtml

    non per fare indignazione a buon mercato, ma secondo voi qual è la visione politica dietro questo ridicolo capovolgimento in cui i mostri votano contro e i buoni votano a favore di ciò che ci sta distruggendo, cioè la spesa pubblica improduttiva?

    ho letto qualche commento e pare che chi ha votato contro sia stato accusato di populismo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo lo dedichiamo al lettore che ieri diceva che Monti affossando il paese avviava anche se stesso al baratro... d'oro, però!

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    2. Ma sai quante norme come questa sono passate, perchè scritte dalla "mano giusta" dentro al governo, negli ultimi anni (diciamo 16)?

      Per essere precisi, se ti interessa, la cosa (trattamenti super per una ristretta categoria, poi però mooolto ampliata, di dirigenti in cambio della loro residua autonomia) è iniziata con la riforma dei ministeri del 1999 (l.n.300)e poi delle autonomie locali (non fosse mai: governo Amato).
      Decodificarla per un non specialista non è facile: e poi gli "specalisti" sono stati via via cooptati per fruirne anche loro (in molti modi, c'entrano pure le consulenze in "diretta colaborazione), sicchè si saldò una "autorevole" categoria di gran commis, tromboneggianti e riconoscenti (al PD).
      Autentici "padri della grande patria europea", spesso intervistati dai giornali e poi entrati nel "giro" delle nomine da cui, come per la mafia, non si esce più.

      Poi (sempre se ti interessa), arrivò il regno di Tremonti (parliamo del livello centrale) che, trovatosi questo bel sistema "a la carte", lo "ipostatizzò" (mi conscienta) come sistema di potere.
      Voglio dire, nominò a destra e a manca, si insinuò per ogni dove anche indirettamente, creando una "rete" di uomini in queste posizioni privilegiate (e quindi, autorevoli un pò meno, ma potenti, riconoscenti e interessati alla omertà sulla loro realtà "retributiva").

      Da allora è stata una "escalation" in cui avere una cordata di gran commis fedeli era il vero status symbol del leader politico, con giochi di posizione, schieramenti variabili e ricatti...
      Un gioco di potere che prosegue sotterraneo anche nel governo dei tecnici, anzi qui più che mai, dato che sotto questa "gentile" etichetta sono stati imbarcati (e confermati) praticamente tutti i più frenetici esponenti di questo "sottobosco"
      ....Anzi adesso si legittima come indispensabile cinghia di trasmissione per far funzionare a pieno regime la macchina-macelleria governativa...insomma, come direbbe il prof., forniscono i grembiali puliti, puliscono le macchie di sangue (almeno quelle sulla facciata...di bronzo), e, nella continuità, consentono ai tecnici, ancora con il coltello in mano, di poter dire: "Ooops, davvero? Ma che succede? Comunque non c'entro...sono arrivato adesso!"

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    3. @ Istwine

      Se non ho capito male il Governo voleva impedire che il tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici si trasformasse in un tetto alle loro pensioni (dato il sistema retributivo di cui godono) ed era perciò contrario all'emendamento che invece è stato approvato e che fa sì che anche le pensioni si riducano di conseguenza.

      I populisti e i mostri dovrebbero perciò essere quelli che hanno votato a favore dell'emendamento e contro il Governo.

      Vista la composizione del Governo direi che la visione politica potrebbe essere quella di punire una tecnocrazia che si sostituisce ai rappresentanti eletti (si fa per dire) dal popolo... e magari racimolare qualche voto in vista delle elezioni.

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  19. Meccojioni... Machemminchia di sistema... sono troppo vecchio per queste cose...

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    1. Tu potevi anche non firmarti, il tuo stile è inconfondibile!

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  20. Se vi interessa c'è qui un articolo di P.Krugman tradotto privatamente da un sito Pisano che non si trova in rete.Parla di scuola, giovani disoccupati e spesa pubblica in tempi di crisi.


    http://www.paolofontanelli.it/xnet/modules/dynamicwebform/addon/uploads/file_download.asp?type=ttchs&id=577

    *****
    E' interessante anche questo post di Piga che evidenzia una legge voluta da Obama per le scuole,dove vengono dati dei fondi statali proprio a quelle scuole che sono considerate le peggiori in rapporto alunni/l'aurea.


    Fate emergere i fiumi da sottoterra, calerà lo spread

    http://www.gustavopiga.it/2012/fate-emergere-fiumi-sottoterra-cala-lo-spread/

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    1. Vediamo se riesco ad accontentare un fiorentino esigente.


      “Aspetti politici del pieno impiego” di Michal Kalecki 1943

      http://keynesblog.com/2012/05/01/perche-eliminare-la-disoccupazione-non-conviene-a-tutti/

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    2. Mi fai fare un figurone con Cesaratto! Grazie...

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  21. Mi sono dovuto registrare :(

    Per l'occasione le voglio fare una domanda da vero ignorante, ma che è da tanto che mi tengo dentro ed oramai è matura per cadere dal pero (la mia testa). Perché per vedere l'indebitamento dei paesi europei guardiamo le partite correnti e non il conto finanziario? Ho letto il suo post http://goofynomics.blogspot.com/2012/01/la-bilancia-dei-pagamenti-questa.html (che tra l'altro appare nella prima pagina di google cercando bilancia dei pagamenti!!!)e devo dire che per me la Bilancia dei Pagamenti è ancora una grande sconosciuta.
    Secondo la fonte maggiormente attendibile di internet, wikipedia, nel conto finanziario si trovano investimenti diretti, di portafoglio e altre cose a me oscure (tipo derivati etc..).


    Sono pronto al massacro mediatico, però per favore chiarisca il dubbio del mio pero!

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    1. Perché dovrei massacrarti? Intanto leggiti questo e questo, poi se ne parla.

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  22. Prova che ti riprovo ... ma vedo che questo percorso è ben noto a molti (insomma a certuni).

    Qualunque sia l'ora segnata dall'orologio del blog, o anche qualunque altro poichè il tempo è relativo (come ritiene Aristotele, il Vescovo d'Ippona, A.Einstein e compagnia pensante) : Che dice la profonda mezzanotte?

    http://www.youtube.com/watch?v=mWHMzMhYvdw&feature=BFa&list=PL177A44BF353EF1AB

    Alla fine si saluta il nuovo inizio : Was mir die Engel erzählen

    Salve a tutti

    Neri

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  23. Seconda mozione d'ordine: sono a Pescara carcerato con quattro riunioni e un appello di esami. Siate pazienti se i commenti restano indietro.

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  24. Tornando all'articolo di Investire Oggi sull'uscita dall'euro, non mi è chiaro perché la proposta indicata nel punto 3 venga definita favorevole per i paesi forti e sfavorevole per i più deboli? (Salvo poi specificare perentoriamente che è quella più realistica)

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    1. Perché nell'unità di conto europea, se basata su un meccanismo tipo ECU, avrebbero un peso maggiore le valute dei paesi del "core", che sono anche quelli che esprimono un peso determinante in termini di quota di Pil. Il debito estero dell'Italiano verrà convertito nel "nuovo ECU" che sarà meno pesante del vecchio euro, ma più pesante della "nuova Lira". Per il debito estero del tedesco valgono argomenti uguali e contrari. Insomma: ci si viene incontro. Così è più chiaro? Sai come funzionava l'ECU?

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    2. francamente no. So vagamente che era una moneta usata per le transazioni internazionali tra paesi europei e paesi extraeuropei. Mi pare però di capire che l'articolo in questione voglia proporre il ritorno ad un modello tipo "serpentone monetario" (ero troppo giovane allora per interessarmi di queste cose).

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    3. messa così la spiegazione è più chiara.

      Grazie

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    4. Dovere! Non credo che la proposta sia proprio quella di un "serpente monetario", se non in una forma molto attenuata. Sapir è per l'adozione di una moneta comune per il regolamento degli scambi fra le banche centrali, e per il mantenimento delle valute nazionali (che fluttuano rispetto alla moneta comune). Una cosa tipo il sucre. L'esperienza dimostra che se da un lato la fluttuazione con margini ristretti (come nello SME) è insostenibile, dall'altro in effetti basterebbe poco per rendere sostenibili i cambi, visto che i differenziali di inflazione fra i paesi dell'eurozona non sono enormi. Basterebbe insomma un sistema di target zones come quello che si è creato de facto dopo la crisi del 1993 in Europa.

      Quante parole non capisci? Dimmelo, perché questo è un punto piuttosto importanto (ma gli dedicherò un post).

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    5. comincio ad avere le idee più chiare. A proposito di target zones, giusto per non farle fare un lavoro extra e in attesa del post dedicato all'argomento, ho trovato su internet quanto segue:

      http://www.ems.bbk.ac.uk/faculty/driffill/research/exchange_rate_tz.pdf

      dove si dice nell'introduzione che una target zone si caratterizza dall'aggiustabilità nel tempo sia del valore medio di oscillazione, sia dei limiti minimi e massimi di variabilità del cambio tra le monete nazionali. Viene però citato lo SME, ma si evidenzia che nel caso in venissero sforati i limiti, questi potevano essere soggetti ad aggiustamenti sulla base di accordi tra i paesi (la metto giù sinteticamente).

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  25. Volevo solo porre all'attenzione del prof. e dei lettori tutti le affermazioni fatte senza vergogna, e con un pelino di soddisfazione, dell'emerito illustrissimo prof. Prodi... ascoltate e trattenete i conati di vomito.
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=KC9vpP26mJk

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  26. A proposito di figlioli, che don pezz'e core come si sa, quello di don Mario vanta un curriculum di tutto rispetto: è stato assunto alla Parmalat nel 2009 (e pare ci sia rimasto fino a inizio 2012) per decisione di Enrico Bondi, mentre dal 2004 al 2008 è stato vice-presidente di Citigroup e dal 2008 al 2009 di Morgan Stanley, la banca a cui il governo italiano il 3 gennaio ha liquidato 2 miliardi e mezzo di euri di titoli con una operazione su una posizione di derivati.
    Ps.: Profe, ma ora che siam tutti in divisa (un po' hare krishna), chi farà il piddino?
    Per il cuerno de chivo passo dalla fureria?

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    1. il piddino si trova sempre. basta aspettare, soprattutto ora che il blog sta guadagnando visibilità! Ci sarà da ridere

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  27. http://www.linkiesta.it/derivati-tesoro-banche-italia-morgan-stanley
    La questione derivati ha inciso solo per il periodo 2006-2011 per aggiuntivi 6 miliardi di interessi sul debito italiano. Il pagamento a Morgan Stanley potrebbe essere il primo di una imminente serie per altri 8,9 miliardi da corrispondere ad altri istituti.
    Il "nozionale" totale dei vari swap contratti dal tesoro arriverebbe a 160 miliardi e nessuno sa (ci dice) quanto costerebbero in future perdite alle varie scadenze (e in base a quali clausole sarano liquidabili)...

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  28. Grazie per tutto il tempo che dedica a noi che leggiamo. Questi toni non gridati nella esposizione della teoria a dimostrazione dei fatti aiutano a capire bene cosa sta succedendo e ci danno la possibilità di trovare soluzioni.
    Volevo solo portare a conoscenza, se non già detto da altri, che il corriere del ticino conferma che i lavoratori metalmeccanici tedeschi stanno alzando le loro richieste di aumento degli stipendi, a conferma della strategia della competizione salariale tedesca. Vedi link al trafiletto: http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/62712/sciopero-dei-metalmeccanici-tedeschi.html
    Cordiali saluti.
    Lucio Sciamanna

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    1. Grazie per la segnalazione, anche se penso che con i "toni non gridati" abbia voluto un po' prendermi in giro!

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  29. Gentile professore, approfitto del rito di autenticazione per chiederle cosa ha fatto esattamente George Soros nei primi anni '90 con lira e sterlina. Sempre che lei abbia tempo. A suo avviso senza l'euro, con moneta fluttuante, tipi del genere quanto fastidio potrebbero dare? Grazie!
    Emanuele Fietta

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    1. Nei primi anni '90 il fastidio era tanto perché le valute europee oscillavano dentro una banda ristretta. Se una moneta veniva forzata al limite inferiore della banda, per esempio perché il paese aveva importazioni nette, e quindi era esportatore (offerente) netto di valuta nazionale, per gli speculatori il gioco era semplicissimo: vendevano anche loro questa valuta, fino a che il paese era costretto a riallineare. In un giorno solo la parità del cambio variava di parecchi punti percentuali, cosa che non sarebbe successa con una fluttuazione libera o amministrata entro bande più larghe (che furono infatti adottate dopo che la stessa cosa successe alla Francia). Le opportunità, per gli speculatori, non le crea la flessibilità, ma i tentativi di contrastarla. Lo speculatore campa sull'accumulo di tensioni che non si accumulerebbero se potessero scaricarsi in modo graduale. Non so se è chiaro.

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  30. Concordo, di questi tempi e' anche giusto metterci la faccia.
    Provo a registrarmi anche se raramente interverrò, per ora sono ifa se di apprendimento forzato,, ne va della mia comprensione della realtà che mi circonda, un obbligo essendo un padre.
    Grazie professore

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  31. Scusate, io mi sono già imbustato, dopo una giornata di riunioni e esami con quei 400 km di autostrada tanto per gradire.
    Ho capito che l'anno prossimo insegnerò ancora Politica Economica e Economia della Globalizzazione, e che ai miei studenti le cose che dico sembrano più interessanti se le leggono sul blog, tant'è che le richieste di tesi fioccano. Ho bisogno di assistenti...
    Ve la butto là: domani alle ore 13 seminario sulla crisi alla facoltà Federico Caffè di Roma 3. Volevo fare un flash mob mascherati da personaggi Disney, ma poi Cesaratto mi radia dall'albo degli eterodossi. Se però qualcuno vuole venire a sentire Goofy, iscrivetevi qua sotto che vi do indirizzo e aula. Ora voglio solo dormire...

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    1. a saperlo qualche giorno prima venivo volentierissimo! ma ora sono a Milano..beh sono sicuro non mancheranno altre occasioni..notte prof!

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    2. Certo che se siete così reattivi la rivoluzione non la faremo mai!

      "Proletari di tutto il mondo unitevi..."

      "Aspetta, mi si deve asciugare lo smalto delle unghie", "Scusa, non trovo la maschera da Nonna Papera", "Perdonami, purtroppissimo ho un problema co' mmi sòcera..."

      Ha proprio ragione Donald! E io che l'ho ingiustamente calunniato! ;)

      P.s.: come ho trovato il riferimento al verbo? Semplice: "googlando" i due termini "culo" e "tastiera"!

      Pp.ss.: ovviamente poi metto tutto sul blog...

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    3. sigh ha ragione ma vede ho un brutto esame da preparare e sono come di consueto in ritardo.. quindi a saperlo prima mi organizzavo diversamente!..

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    4. E ti perdi pure Marco Basilisco! Quello sul blog non posso metterlo...

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    5. Certo, Professore, che qualcuno di voi economisti potrebbe fare ai colleghi ammerigani la cortesia di spiegar loro con quale palmipede disneyano si sono mescolati, perchè io ho il sospetto che, poverini, non lo sappiano! Le dirò, ho l'impressione che il palmipede in questione combini grandi casini anche quando si limita a fare il traduttor (dei traduttor?) d'Omero, cioè quando riporta in italiano passi, a suo dire, estrapolati dagli scritti originali dei vari Galbraith (Jr) ecc. ecc. Se qualcuno mal traducesse il mio pensiero, a me girerebbero, a prescindere da tutto il resto. Ma tanto lo so già che per lei questo significherebbe dedicar loro (a Donald e ai Magi d'Occidente) troppa attenzione.

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    6. Mai dire mai. Il tempo per dire una parola buona si trova sempre. "Dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia!"

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  32. intanto, sempre nel filone QED :

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/elezioni-francia-socialista-guigou-vince-hollande-nessuna-rottura-europa/217624/

    oramai non c'è più alcuna sorpresa nel leggere i giornali

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    1. Se prima ti leggi le International Financial Statistics... È il dato che traccia il solco, e la politica che lo difende (come diceva lui...).

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  33. Invece Zingales non dorme. Sua ultima dichiarazione (testuale) da Santoro (e te pareva? cmq, a compensazione per i fans, a parlare di crisi in studio c'era anche la Sabrina Ferilli): "Quelli che hanno fatto l'euro erano romantici, non utopisti, romantici".
    Già, i famosi fognatori romantici

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    1. Io continuo a sostenere che gli ideologhi dell'euro non fossero romantici ma barocchi, come spiego nel paragrafo 3.3 di Crisi finanziaria e governo dell'economia.

      Ma si sa, Zingales è sulla frontiera dell'economia, quindi della matematica (che per gli economisti è indietro di un paio di secoli rispetto ai matematici): diciamo quindi che è un contemporaneo di Gauss e do Goethe, e sicuramente troverebbe desueto Keynes e Giovambattista Marino (ma quanto assomiglia a quest'ultimo)!

      Bene: la voce del padrone sta già cercando di giustificare la scelta tecnica assurda, dichiarata per tale dalla voce della scienza. Porelli, ereno romantici, nu l'hanno fattto apposta, è solo pe' ccaso che li salari reali se so' un po' appiattiti.

      Buon segno...

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  34. Professore, per il titolo di un post ho mutuato una sua famosa domanda: "scricchiola il ramo?", riferito alla grande Germania esportatrice, che comincia ad avere il fiatone.

    Spero non me ne voglia, altrimenti lo cambiamo ;)

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    1. Figurati! Anzi, era un po' che non ti vedevo: dacci anche il link. Io non riesco nemmeno a leggere quello che scrivo... Meno male che ogni tanto qualcuno di voi segnala cose interessanti.

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    2. http://vocidallagermania.blogspot.de/2012/05/scricchiola-il-ramo.html

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    3. mi sembra la risposta alla richiesta di aumenti salariali da parte dei metalmeccanici tedeschi...

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  35. Buongiorno.
    Sono qui grazie al consiglio di un amico.
    Non capisco un tubo di economia ( con rispetto parlando ) percio' leggero' e al massimo, non e' detto, faro' qualche domanda quando il nesso logico di un discorso che mi interessa tentera' di sfuggire alle mie meningi.
    Bene per l'iscrizione, che ho provato a fare, basta che nel tempo poi questo non diventi anche un sito a pagamento :) . Saluti.
    Giovina

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    1. Dagli amici mi guardi Iddio...

      Trovi l'IBAN per l'iscrizione in fondo alla pagina. Provvedi celermente...

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  36. "Trovi l'IBAN per l'iscrizione in fondo alla pagina. Provvedi celermente..."

    :) :) :)

    Vivo nei dintorni della universita "Giuseppe" D'Annunzio...non si sa mai che possa intrufolarmi in incognito tra i suoi studenti durante una lezione........

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    1. Sei sempre benvenuto. Verso luglio dovresti trovare l'orario delle lezioni sul sito.

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  37. Da qualche parte (non qui) ho visto citato l'articolo di Krugman sull'Argentina:

    http://krugman.blogs.nytimes.com/2012/05/03/down-argentina-way/?smid=tw-NytimesKrugman&seid=auto

    Non so come, ma son finito sul twitter di Martin Rapetti (del quale son venuto a conoscenza tramite Alberto) dove risponde all'articolo dicendo:

    "['a Krugman] I agree with your main point, but be aware that ARG official statistics you are using overestimate actual growth since 2007"

    Niente di che, solo per precisione. Ovviamente Rapetti non sta appoggiando le idee false sull'Argentina, sta solo facendo il suo lavoro, ma lo sapete come sono i piddini, non capiscono un cazzo e ci tengono costantemente a farlo notare, quindi meglio prevenire.

    PS: lo so, fa ridere l'idea che io vada nel twitter di Martin Rapetti e non di, che so, Fiorello. ma ci son arrivato per caso, lo giuro. mentre in quello di Fiorello neanche per caso.

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    1. Infatti istwine la mia preoccupazione è che questo "innamoramento" dell'Argentina (che ha una inflazione ufficiale dell'10%, una semiufficiale del 23% ed una reale del non si sa) sia come quello di tanti intellettuali in buona fede verso l'URSS degli anni '30 (mi sovviene G.B. Shaw) per poi, al momento della inevitabile disillusione, buttar via il bambino con l'acqua sporca.

      Io spero di sbagliarmi ma anche la recente nazionalizzazione della compagnia petrolifera YPF mi è parso il tentativo di tenere le partite correnti positive a tutti i costi più che la rivincita del proletariato unito, perché appena queste calano anche i profeti della MMT spaghettara si accorgeranno che aumentare gli aggregati monetari a dismisura va bene, ma solo se si hanno le famose 30 legioni dell'Imperatore Adriano (o le 9000 testate termonucleari degli USA) a garanzia.

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    2. a proposito di argentina qui c'è un articolo terrorizzante
      http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1EFESW

      la cosa curiosa è che proviene da un tizio che viene dai 'radicali' e twitta 'amichevolmente' con 1)micheleboldrin2)gustavopiga3)un altro tizio della fondazione bruno leoni thinktank dei neoliberali/isti in italia4)altriliberalieurofili...

      lo segnalo come esempio di cattiva fede e disinformazione
      in quanto se è vero che l'argentina è finata male con il default e la ripresa c'è ma problematica , il caso dell'eurozona è differente (per quanto assimilabile nell'aggacio a una moneta sopravvaluta da parte degli euromed)

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    3. Alessandro,

      ma io l'ho anche scritto in evidenza che Rapetti non stava assolutamente dando ragione alla vulgata dominante sull'Argentina. semmai, cercava di dire che, anche sottostimando i dati sulla crescita argentina, il discorso di Krugman di base non cambiava. da qui la sua condivisione della tesi di fondo del sempreverde Krugman, ovvero che da qualunque parte la si guardi, l'Argentina sta mettendo in crisi le idee dominanti fatte di ricette stantie e unidirezionali.

      e tu invece... e allora ha ragione Alberto che sei piddino dentro! ah, e stai attento, che la tesi degli aggregati monetari è roba da monetarista da spiaggia. non funziona molto, anzi, non funziona niente ad esser sinceri.

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    4. E Roberto che si preoccupava...

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    5. L'avevo capito Istwine e infatti secondo la mia modesta opinione l'Argentina ha una economia troppo debole, incentrata sulle esportazioni del settore primario e il fare da paese "cacciavite" per il Brasile.

      Non vedo come può fare ad andare avanti in "autarchia", non ne ha la base industriale e senza importazioni gli impianti andranno presto in obsolescenza. Mi sembra più l'Italia del 1936 che un fulgido esempio da imitare, però, appunto, spero di sbagliarmi come vi ho detto.

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    6. @ Ist, lo so che lo sai già, ma fammi dire che non solo l'Argentina, ma molti paesi latinoamericani, meno importanti (Ecuador, Bolivia, Nicaragua) o piuttosto importanti (Venezuela), dopo le rivoluzioni dei loro movimenti sociali tra la fine degli anni '90 e l'inizio del XXI secolo (tutti, tranne il Nicaragua) che hanno cacciato i rispettivi presidenti ubbidienti ai diktat neoliberisti del FMI e della BM (oltre che al Washington Consensus) stanno acquisendo autonomia e sovranità politico-economica e stanno chiudendo il capitolo neoliberista. Certo, ci sono voluti 20-30 anni, e molte sono ancora le loro contraddizioni, ma per il momento sembra che ce la stiano facendo.
      A latere di ciò, però sempre su questo tema, personalmente ritengo che attualmente le ideologie (o, per l'appunto, dottrine) neoliberiste (in America Latina rottamate, qui ancora rampanti, o forse sono solo colpi di coda, esiziali, però) stiano rimpiangendo la loro età dell'oro della seconda metà degli anni Settanta, quando si sono date le condizioni ottimali per la loro implementazione, ossia paesi (Cile, Argentina) in cui erano stati sospesi i diritti civili e le garanzie democratico-costituzionali e in cui i Chicago Boys, usciti dai loro recinti universitari e dai loro libri, hanno potuto mettere in pratica le loro ricette, sotto l'occhio benevolo dei Pinochet e dei Videla. Difatti, coi Parlamenti chiusi, i partiti politici fuorilegge, i movimenti sociali repressi, i desaparecidos, quale altro laboratorio sociale è stato migliore di quello?

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    7. comunque una cosa è chiara in argentina : una crescita cosi' vigorosa significa bassa disoccupazione giovanile...
      e un environment economico vivace...(i dati li lascio cercare a istwine o alessandro...) a me l'argentina non piace in genere ma da esperienza semi-diretta è un posto 'povero' ma meno decadente dell'italia attuale ...quanto agli impianti produttivi e il resto ,l'argentina non era al livello teconologico/culturale neanche quando viaggiava drogata dalla parita' con il dollaro...il periodo d'oro dell'argentina risale agli inizi del '900 e il secondo dopo guerra ...non è un posto davvero ^raffinato^ ma è molto piu' fresh dell'italia...
      Poi non c'è dubbio che questa politica economica argentina abbia un qualcosa di fascista...e quanto
      a fascimo gli argentini ne sanno qualcosa ...quindi distinguiamo tra politica economica/fascista/neokeynesiana
      e cultura fascista...concordo anch'io che per realizzare
      la mmt o anche solo una politica neokeynesiana ci voglia
      uan buona deterrenza...quindi basta riarmarsi^^...tanto le bombe atomiche servono come deterrenza.. ed è una tecnologia 'matura' , tanto ora in italia ci sono quelle usa(gli unici che riescono ad essere 'fascisti' e liberali
      allo stesso tempo...)

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    8. "(i dati li lascio cercare a istwine o alessandro...) "

      Io dubito che farei meglio del FMI.

      Il rancio sarà sicuramente ottimo ed abbondante come dicono istwine e roberto.

      Ma per il momento mi tengo la mia vecchia abitudine piddina, neoliberista, neocoloniale, affamatrice di vedove e orfani di dubitare che dei dati che non vengono diffusi correttamente siano davvero eccezionali allo stesso modo che partiti unici che non fanno votare abbiano un appoggio travolgente nella popolazione.

      Di sicuro penso male e viene fatto tutto nell'interesse del proletariato unito verso l'avvenire radioso del socialismo internazionale. Però quel dubbio mi rimane, mi dispiace, e non mi pare di essere solo

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    9. Non mi addentro così all'interno di cosa manca, quali son le falle del sistema produttivo argentino ecc, perché non ne ho la più pallida idea. Quello che so è che è un paese che si sta riprendendo da un default e decenni di politiche insostenibili. Non per forza liberiste, perché i liberisti si arrabbiano quando si usa questo termine (non rendendosi conto che già fanno cagare così, figurati se le loro ricette fossero utilizzate in toto).

      Il fatto qual è? Il fatto è che si stanno riprendendo con politiche differenti da quelle precedenti e diametralmente opposte alle nostre. Se poi questo nel lungo periodo li distruggerà, lo vedremo. Sino a prova contraria la maggior parte dei paesi son stati distrutti da politiche differenti da quella attuale Argentina e molto simili alle nostre attuali.

      sui dati, dipende. io temo che siano sottostimati quelli provenienti da fonti private e soprattutto ultrasovrastimate per quanto riguarda l'inflazione.

      che poi il FMI critichi l'Argentina mi pare il minimo dopo i calci in culo che si è presa. una cosa sono i dati che producono, una cosa son le politiche che sponsorizzano.

      ma comunque, non è neanche una questione di proletariato unito, è una questione che ci vogliono anni per riprendersi da quello e ci vogliono anni e palle per emanciparsi dal FMI e dal pensiero dominante, a costo di essere (come avviene) insultato in mezzo mondo.

      Ah un'ultima cosa Alessandro, senza astio ovviamente, i giornali hanno la linea editoriale del padrone.

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    10. Un articolo sull'Argentina di Mark Weisbrot sul sito di una vecchia rivista trinariciuta fortemente schierata con i governi "populisti", come l'autore del resto, comunque mi pare dica qualcosa di interessante sulle esportazioni argentine:

      http://mrzine.monthlyreview.org/2012/weisbrot040512.html

      Giuseppe Sini

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    11. Allora.

      All'incontro di ieri assisteva una giovane collega argentina. Alla fine, mi avvicino e le chiedo: "tu sei argentina?"
      "Sì"
      "E come state in Argentina?"
      "Meglio"
      "E perché?"
      "Perché ci siamo liberati dell'IMF"
      "Ma a te risulta questa storia che nel 2001 sono arrivati tre economisti dagli Stati Uniti a liberarvi dalla crisi proponendovi la MMT di cui stava parlando prima Sergio e l'Employment of Last Resort Programme? Perché altri economisti argentini mi dicono che gente dagli USA è arrivata solo intorno al 2004, quando si è visto che il vostro programma stava avendo successo, e questo mi è stato confermato anche da tuoi colleghi, come Roberto Frenkel. Sai, la domanda è politica, perché qui in Italia si sta facendo un sacco di casino intorno alla MMT, e l'argomento "forte" è che proponendovela questi tre vi avrebbero salvato"
      "Ma a me risulta che in Argentina ci siano molti economisti eterodossi di ottimo livello, e che l'uscita dalla crisi l'abbiano gestita loro"
      "Sì, risulta anche a me. Grazie. Vieni a Pescara a sentire Roberto Frenkel?"

      Come dire: la costa adriatica è tanto lunga...

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  38. Si dice che dopo la Grande Depressione i capitalisti si trasformarono in keynesiani (1).

    Io non sono Capitalista ma imprenditore, in caso di rivoluzioni o tumulti vi porto a testimoniare che io sono keynesiano :-).

    ****

    Chris Williamson, Chief Economist di Markit ha detto:

    “Il valore finale PMI è risultato ben al di sotto della stima flash precedente in quanto le condizioni dell’economia sono peggiorate ad un tasso più rapido alla fine del mese. Dall’indagine si evince come l’economia si è contratta al tasso trimestrale di circa lo 0.5% nel mese di aprile, estendendo così
    il periodo di calo fino al terzo trimestre consecutivo.
    Rispetto al miglioramento dell’ottimismo tra i consumatori e gli operatori dei vari settori registrato all’inizio dell’anno, la fiducia di questi sembra essere diminuita fortemente, suggerendo così come gli sforzi delle BCE mirati a stimolare la domanda non hanno poi avuto un effetto durevole nell’economia reale. La fiducia ad aprile diminuisce così ulteriormente.
    Non c’è molto da dire anche riguardo le nazioni maggiori dell’eurozona. La crescita si è praticamente bloccata persino in Germania, e la Francia ha affiancato l’Italia e la Spagna nel
    registrare un forte tasso di contrazione dell’economia.
    Ad aprile i nuovi ordini sono diminuiti all’interno
    dell’eurozona per il nono mese consecutivo."

    Fonte completa:

    http://www.markiteconomics.com/Survey/Page.mvc/PressReleases

    ****

    1)http://keynesblog.com/2012/03/17/come-la-grande-depressione-trasformo-i-capitalisti-in-keynesiani/

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    1. "Sforzi BCE mirati a stimolare la domanda?" Il LTRO (che agisce sul lato dell'offerta -costi- bancaria)? Ah, forse il tardivo e insufficiente taglio del tasso di interesse?
      E poi Draghi pare così soddisfatto delle "riforme strutturali" indotte nei paesi spendaccioni...
      Forse il "chief" Chris Wiliamson dovrebbe leggersi questo, in specie parr. 3.4 e 3.5, indove si vede calo delle importazioni (specie di auto tedesche) per calo del reddito disponibile e calo dei salari reali (sentiment sui consumi? N.P.) http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2012/bolleco68/bollec68/boleco_68.pdf

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  39. salve sono Giuseppe ho 207 anni sono di Genova e seguo questo blog da molto tempo.
    Non condivido molto l'idea di vietare i commenti agli anonimi (forse perché anonimi) e quindi ho deciso di firmarmi con il mio vero nome e cognome così potrete facilmente capire chi sono.
    C'è chi mi da per morto a Pisa nel 1872 ma nella realtà non sono mai morto e aspettavo giusto questa mozione d'ordine per poter divulgare le mie generalità.

    distinti saluti

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  40. E anche a Roma 3 si parla del Target 2....

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    1. a quindi c'è anche Sinn? cazzo. controlla se la barba è finta, ci dovrebbe essere un elastico all'altezza delle orecchie.

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    2. No, ma c'è Cesaratto che dice che forse Sinn non ha tutti i torti... Quanto mi manchi!

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    3. Ma dai! E allora se ti va tieni a mente la sua idea e poi ce la riporti perché son curioso di sapere in che modo non avrebbe tutti i torti. Un'idea ce l'ho, ma non credo Cesaratto sia così ingenuo, quindi ci dev'essere qualcosa che non colgo. Spero, se no addio.

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    4. Anch'io non credo. So solo che il discorso è partito dalla critica a un'espressione che ho utilizzato ("i paesi core finanziano la periferia perché devono investire il proprio eccesso di risparmio"), e dal desiderio di capire chi fosse il motore di questo processo di indebitamento. Da qui è nata una discussione sul fatto se i mercati interbancari in Europa siano segmentati, e io non ci sto capendo una mazza! Devo studiare, lo dice sempre l'amico...

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    5. Però una cosa l'ho capita: diffidare dagli economisti che finiscono in "in".

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    6. Interviene Zezza. Mi tornano in mente le parole con le quali Gadda descrive l'effetto lenitivo dell'eloquio partenopeo, dice una cosa del tipo "sgorga da polla eleatica"... Dov'è? Nel Pasticciaccio? Aiutami Alex!

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    7. Zezza, Cesaratto, Bagnai. ma che cazzo esistono 5 economisti in Italia? e sempre gli stessi diamine. ma allora ha ragione Tabellini che siete una setta in via d'estinzione.

      (si fa per ridere)

      [comunque forse ho capito che la critica che ti muovono, poi quando ti riprendi ti mando una cosa e mi dici se c'entra qualcosa]

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    8. Ma a me pareva che Casaratto criticasse il sistema target o almeno non era d’accordo con Bellofiore che dichiarava che il problema dei deficit delle partite correnti non si poneva per l’esistenza del Target 2.
      http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2012/04/presentazioni-libri-bellofiore-e.html#more

      Marco Palermo

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    9. Ma le virgolette ce l'ho solo io! Sì, poi se telefonamo... co' ccarma! Prima scrivo il paper, poi me lo faccio critica'...

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    10. E al prossimo incontro: Bellofiore, Giacché, Zezza, Brancaccio, Bagnai: tutti gli economisti alternativi mediatizzati in una sola infornata... Estote parati!

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    11. bè dev'essere un goduria vedere lo stesso minchia di grafico delle partite correnti per 12 volte di seguito. e invitate Bisin e Boldrin che almeno due idee diverse ve le sentite.

      e soprattutto ti prego, vai via da Roma che stai eccedendo in romanaccio!

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    12. Beh Bellofiore e Giacché però sono contrari all'uscita dall'Euro e pensano che con una BCE da "prestatrice di ultima istanza" si possano risolvere le crisi dei paesi del sud Europa. Su questo punto, sopratutto Bellofiore, mi ha deluso.

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    13. Ma sempre a Roma questi incontri? :(
      Non è che sarebbe possibile avere una diretta streaming o un video su youtube? :)
      C'è un volontario dotato di telecamera? :)

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    14. ("i paesi core finanziano la periferia perché devono investire il proprio eccesso di risparmio"), e dal desiderio di capire chi fosse il motore di questo processo di indebitamento

      comunque la tua frase identica l'ho letta su svariati articoli e paper in inglese ...ora non ricordo
      chi l'abbia scritta prima ma penso siano anni che chi deve sapere lo sa...direi che c'è una interesse comune fra le grandi banche ..ma di quelle non si parla ,il grande tabu'...

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    15. Faccio un elenco di cose alle quali sono contrario:

      - la forza di gravità;
      - i flautisti stonati;
      - la morte;
      - quelli che dicono "un attimino";
      - i violinisti con l'ego ipertrofico;
      - i tiorbisti che ti rompono le palle con l'armonizzazione del continuo;
      - gli studenti che ti danno la risposta sbagliata perché quella giusta è troppo semplice;
      - i colleghi che ti fanno perdere 17 minuti su una definizione contabile per poi dirti che sono d'accordo con te;
      - le corde che ti si rompono quando il pubblico è già seduto in sala...

      Eccetera.

      La sottoporrò a Giacchè e Bellofiore, magari sono contrari anche loro.

      Questi mi sembrano veramente problemi seri, sui quali vale la pena di prendere una posizione.

      Sull'euro no, perché tanto sarà lui a prendere una posizione. Quindi, amici cari, se avete ambizioni politiche, se non volete spaventare il vostro pubblico, se in fondo non avete ancora elaborato il lutto della sinistra, dite un po' quello che vi pare. Io non contraddico nessuno e "nun me magno" nessuno (scusa Claudio, sono a dieta).

      Ci pensa la Storia (con la doppia S maiuscola). Quella ha sempre fame. Abbiamo provato a tenerla a dieta da queste parti per una sessantina d'anni, l'abbiamo mandata a mangiare in giro per il mondo, ma la nostra cucina è migliore...

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    16. Alberto, ma alla fine perché Sinn non avrebbe tutti i torti?

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    17. Non lo so. Hai qualche lettura da ri-consigliarmi sul Target 2? Però aspetto il 15 maggio per leggerla. Meglio se me le mandi per email. Salviamo il soldato Sergio!

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    18. Io l'unica lettura che ho da consigliarti la conosci molto meglio di me, ovvero la bilancia dei pagamenti! perché alla fine teoricamente il "problema" sta lì, il resto del discorso di Sinn è fuffa che solo in Germania (per ovvi motivi) potevano considerare autorevole. come dice Karl Whelan su voxeu:

      "It is time for those German economists who understand the meaning of the TARGET2 balances to respond to the scaremongers before it is too late."

      comunque ti mando qualcosa.

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    19. Ricevuto. Io ho cercato di sintetizzare il tutto dicendo che comunque le transazioni Target2 sono "sotto la linea" (per usare un linguaggio da economia internazionale anni '60), e che i problemi di solito nascono sopra. Devo però capire cosa è diventata esattamente la riga "Official reserves" delle statistiche di Bdp nazionali su IFS. Per il resto, secondo me certe persone bisognerebbe ignorarle o insultarle, a seconda delle proprie propensioni. Qualsiasi altra operazione è una perdita di tempo, e non è neppure liberatoria!

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    20. Scusate se mi intrometto. Da ex-bancario il problema di Target2 è che dovrebbe essere una stanza di compensazione (clearing house) ma alla fine non compensa un fico secco perché come tante altre istituzioni europee è stata costruita "ad canis penis".

      Nella stanza di compensazione di bankitalia per esempio alla fine la posizione la devi chiudere, o andando sull'interbancario, o usando la riserva obbligatoria, ma in quel caso probabile che arrivi di corsa la vigilanza di bankitalia in casa.

      Se proprio volete farvi del male questa tesi è interessante per capire le dinamiche della sorveglianza nell'ambito dei sistemi di pagamento: La sorveglianza della Banca d’Italia sui sistemi di pagamento.

      Cito la cosa più interessante riguardo al nostro caso:
      "Se, però, sul piano nazionale è chiaro l’ambito di intervento della Banca d’Italia, lo stesso non può dirsi a livello europeo ed internazionale: qui non sono definiti e circoscritti gli spazi di azione e di libertà delle autorità e soprattutto si incontrano non poche difficoltà circa il profilo della vincolatività della funzione di sorveglianza. Ciò determina una parziale inefficacia di tale potere di oversight che appare monco, in quanto privo di adeguata sanzione."

      In questo secondo me Sinn ha ragione. Il mantenere saldi così elevati sul sistema Target2 non è compatibile con una funzione di compensazione "classica" e quindi presuppone l'illiquidità (se non l'insolvenza) di alcuni membri.

      Quello che non capisce è che, seguendo questa logica ragionieristica, tutto sommato corretta, può prendere quei crediti e metterli sotto la voce "partite in sofferenza" della sua potente Alemannia.

      Poi ci facciamo tutti 4 risate alla prossima asta dei Bund.

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    21. Ma cosa mi dici mai! Devi chiudere la posizione andando sull'interbancario o usando la riserva obbligatoria! Ma queste sono le cose che ho studiato (e insegnato) da giovane! Ora non esiste più l'economia monetaria, non lo sapevi? Esiste l'economia ornitologica (Gallino, Donald Duck,...). Si basa su un principio molto semplice, quello dell'antigoofynomics: vedere solo un lato del problema. Quindi nel bilancio c'è solo l'attivo (la banca crea moneta con un clic). Facile, no? E quindi non preoccuparti se la vigilanza non funziona. Nel mondo dell'economia ornitologica è inutile!
      Concordo sul fatto che se un problema esiste, è intrinsecamente un problema del creditore.

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    22. Mah,
      veramente stando alla spiegazione di Istwine io avevo capito così il funzionamento del target2: io compro una auto tedesca e faccio un assegno al concessionario che fa un bonifico alla casa madre tedesca... la Banca d'Italia annota quindi un debito verso la Bundesbank che accredita la banca tedesca. Il debito della Banca d'Italia visto dalla Germania è un credito...

      I crediti della Bundesbank verso la Banca d'Italia crescono, cioé si accumulano, perché le esportazioni nette della Germania verso l'Italia sono positive e rimangono tali perché abbiamo la stessa moneta e tassi di inflazione divergenti e i tedeschi hanno smesso di prestarci soldi anche se probabilmente continuano a prendersi gli interessi sui nostri debiti.

      La base monetaria in Italia si riduce e quella in Germania aumenta.

      Allora, cosa vuole Sinn?

      Vuole vedere i camion con gli euro consegnati dalla BCE alla Banca d'Italia attraversare la frontiera e dirigersi verso la Budesbank che così potrà restituire quegli stessi euro alla BCE? In questo modo la Banca d'Italia avrà un debito verso la BCE e la Bundesbank un credito verso la BCE ovvero, siccome sono nello stesso sistema bancario europeo, la Banca d'Italia avrà un debito verso la Bundesbank... cioè la stessa cosa che avviene oggi!

      Per me, mi sono ricordato che avrei voluto scriverlo a Istwine, questo Sinn è ancora più stupido: pensa che sia l'accumulo di euro quello che rende un paese più ricco e non l'impiego di questo capitale per acquistare merci o per investire, ad esempio dall'Italia e in Italia.

      E ancora più stupidi di Sinn siamo noi che pensiamo che per avere quegli euro che a lui piace accumulare dobbiamo fare sacrifici!
      Ti prego Sinn, acquista i miei titoli di Stato, investi in Italia, comprati il Colosseo... lo vedi che sto tagliando le pensioni, massacrando i lavoratori e tassando pure le case... ti prego ti prego ti prego...

      Giorgio

      P.S.
      Anche per stimolare un po' la conversazione... :)

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    23. Sinn dice una cosa ancora più stupida. Nell'ultima articolo che ho letto paragona Target2 ad un sistema per stampare soldi (se volete ve lo linko) fuori dalle regole dei trattati.

      Come dice Alberto c'è chi vede solo il dare, lui vede solo l'avere. Io da bravo amante della partita doppia trasecolo pensando che questo sarebbe uno dei maggiori economisti europei. Auguri...

      In realtà l'unico appunto che posso fare a Target2 è la remunerazione dei saldi che mi pare sia dell'1%. Praticamente è un sussidio alle esportazioni tedesche verso l'EU tramite l'incentivazione del debito verso l'estero. In pratica una banca italiana per fare clearing delle sue posizioni interne deve pagare il tasso interbancario, per quelle esterne l'1% (a meno che Bankitalia non ricarichi sulle banche, questo sarebbe utile da sapere).

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    24. Mi permetto di intervenire perchè Sinn l'ho tradotto in piu' occasioni (lo so, ci sono cose piu' interessanti da fare), visto che ogni 3 per 2 compare un suo articolo o una sua intervista su uno dei quotidiani piu' importanti. A torto o a ragione, la sua interpretazione, e quella di molti altri in Germania, è che il Target 2 negli ultimi 5 anni ha cambiato natura. Da stanza di compensazione è diventato un sistema per il finanziamento delle economie in crisi, visto che il capitale privato non vuole piu' andare verso questi paesi. Sinn dice che queste somme hanno assunto valori troppo elevati, nel suo ultimo intervento parla di 9.8% del PIL, 925 miliardi di Euro. Propone di saldare una volta l'anno questi importi fra i paesi europei, o di mettere un tetto massimo agli importi.

      Sostiene inoltre che il sud europa continua a vivere al di sopra delle propri mezzi grazie al Target2,
      che la deflazione necessaria al sud europa è rallentata da questo afflusso di capitale,
      che il capitale fornito dai risparmiatori tedeschi viene investito con un rendimento troppo basso per il rischio a cui è esposto,
      che le pensioni dei germanici sono a rischio,
      che in caso di dissoluzione dell'euro la bundesbank resterebbe con il cerino in mano,
      che il mercato dei capitali è stato sostituito da un'economia centralizzata.

      Ovviamente queste tesi sono molto popolari, ed un professore di Monaco, città dove Sinn insegna, insieme ad un gruppo di cittadini vogliono portare la Bundesbank in tribunale per malversazione.

      Weidmann ha scritto a Draghi sull'argomento pregandolo di porre fine a questa politica monetaria troppo lassista.

      La situazione non è facile, e cresce la sensazione che sia in corso una rapina da parte della BCE nei confronti dei risparmiatori germanici.

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    25. Giorgio ma non lo sai che stimolare l'arrivo dei capitali esteri è una cosa buona? Lo ha detto anche il "moderato" Napolitano, che non fa il garante della costituzione, ma fa il tifo per Sinn.

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    26. Sì, Giorgio, e non solo esportazioni di beni o servizi, ma anche transazioni che avvengono solo nel conto finanziario della BdP, cioè ad esempio prestiti interbancari tra banche che hanno sede in paesi diversi.

      Alessandro,

      stai facendo un calderone e scusa se te lo dico ma "da ex bancario", a meno che non abbia lavorato alla BCE, non significa nulla. stai confondendo le compensazioni interbancarie fra banche (istituti di credito), che hanno come tramite la Banca d'Italia (in Italia) e i crediti TARGET che sono tutt'altra cosa, perché sono tra Banche Centrali e hanno come tramite la BCE. il sistema TARGET è stato creato in maniera ineccepibile se poi esiste un coglione come Sinn che non si è mai letto cos'è, e non a caso è l'unico che la pensa così, è un altro discorso.

      il discorso di Sinn sarebbe una puttanata anche se si trattasse di Stati del tutto sconnessi, figurati quanto è una puttanata in una situazione in cui dovrebbe esistere una collaborazione, e il creditore aiuta il debitore (anche perché il suo status di creditore dipende dal debitore).

      e non presuppone nessuna illiquidità o insolvenza. di chi poi? della banca d'italia? della BCE?

      io non mi invento nulla, non ho mie teorie, questo è ciò che che c'è scritto nei documenti ufficiali. compreso questo:

      http://www.ecb.int/ecb/legal/pdf/l_01820060123en00010017.pdf

      per favore, certe idiozie hanno già troppo spazio rispetto alla competenza messa in campo, almeno voi non vi rovinate. il problema dei crediti TARGET sta al massimo nella bilancia dei pagamenti tedesca, ma anche lì, è un problema di tutti i creditori ed è sempre stato così. hanno paura di una rottura della zona euro e delle perdite che ne deriverebbero? bene, collaborino.

      PS: per essere precisi, la posizione in stanza di compensazione la puoi chiedere anche con un prestito della Banca d'Italia, solo che è molto costoso se fatto a fine giornata.

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    27. Perdonami Istwine, ma io ragiono in termini brutalmente pratici e c'è qualcosa che mi sfugge.
      Intanto sia BI-COMP che BI-REL aggregano i saldi multilaterali e li sbattono tutti su TARGET2, quindi la distinzione, che pensavo anche io ci fosse ancora fra sistema interno ed EU, non sta in piedi.

      Poi nel TARGET2 non ci sono solo le banche centrali come operatori diretti (list of TARGET2 participants

      La differenza è questa:
      "I partecipanti diretti a TARGET2-Banca d’Italia possono definire dei limiti all’esposizione nei confronti di altri partecipanti al sistema. I limiti possono essere:
      • bilaterali (nei confronti di uno specifico partecipante diretto)
      • multilaterali (nei confronti di tutti i partecipanti diretti verso i quali non sia stato definito un limite bilaterale).
      Non è possibile definire un limite nei confronti di una banca centrale."
      TARGET2 - Banca d'Italia Guida per gli aderenti

      Quando mancano i dindini nel conto PM di un operatore TARGET2, la Banca Centrale del suo paese gli concede della liquidità infragiornaliera.

      Se al termine della giornata non viene chiusa, o trasformata in un debito verso la Banca Centrale, riuscendo ad accedere al rifinanziamento marginale, viene calcolata una penale =
      importo mancato rientro x (tasso di rifinanziamento marginale +5/36000) e "la penale così calcolata viene ulteriormente maggiorata di 2,5 punti percentuali, per ogni mancato rimborso successivo al primo, verificatosi nei dodici mesi terminanti alla data di mancato rimborso."

      Io a questo punto mi sento molto confuso avendo vissuto per anni in un mondo come quello che diceva anche Alberto dove le posizioni andavano chiuse in giornata sennò eran mazzate da parte della Vigilanza, c'era una riserva obbligatoria e dove i collaterali dei rifinanziamenti eran solo titoli di stato.

      Probabilmente anche Sinn si sente confuso uguale.

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    28. @ Voci dalla Germania:
      "A torto o a ragione, la sua interpretazione, e quella di molti altri in Germania, è che il Target 2 negli ultimi 5 anni ha cambiato natura. Da stanza di compensazione è diventato un sistema per il finanziamento delle economie in crisi, visto che il capitale privato non vuole piu' andare verso questi paesi. Sinn dice che queste somme hanno assunto valori troppo elevati, nel suo ultimo intervento parla di 9.8% del PIL, 925 miliardi di Euro. Propone di saldare una volta l'anno questi importi fra i paesi europei, o di mettere un tetto massimo agli importi."

      Vedi che è stupido? :) Legge crediti e pensa di dover ricevere ancora qualcosa! Ma saldare cosa? I crediti della Germania sono la semplice registrazione contabile del fatto che i capitali sono andati, sono già andati!, in Germania.
      Però la Germania non li spende, non li investe, non li presta, non li regala, nei paesi dai quali provengono e quindi continuano ad accumularsi.
      Sono i tedeschi che devono decidere cosa fare con i capitali che hanno accumulato! :)

      Mi sembra di aver letto che qualcuno ha proposto che la Bundesbank accetti di registrare ulteriori crediti solo se garantiti da attività reali o da crediti verso la Germania.

      Nel primo caso i crediti della Germania (= i capitali che la Germania ha accumulato) potrebbero essere utilizzati per acquistare attività reali nei paesi che hanno un debito: i tedeschi potrebbero così (messo nero su bianco, non si sa mai!) fare quello che già possono fare ma che non vogliono fare.

      Nel secondo caso il risultato sarebbe molto semplice: ogni paese dell'euro, a cominciare dalla Germania, dovrebbe avere una Bilancia dei Pagamenti bilaterale in pareggio.
      Ad esempio (trascurando i trasferimenti finanziari) la Germania non potrebbe esportare più di quanto importa!


      @ Istwine
      "il discorso di Sinn sarebbe una puttanata anche se si trattasse di Stati del tutto sconnessi"

      Infatti mi pare che sarebbe come se la Cina, che accumula dollari grazie alle sue esportazioni, si lamentasse con gli Stati Uniti del fatto che importano troppo!
      E invece no, a lamentarsi sono gli Stati Uniti che (a torto) chiedono alla Cina di rivalutare la sua moneta!

      Però non capisco quali perdite potrebbero avere i tedeschi, nel caso di una uscita ad esempio dell'Italia dalla zona euro, a causa dei crediti che hanno accumulato: l'euro non dovrebbe rivalutarsi rispetto a una Lira italiana e quindi non dovrebbe aumentare il valore dei capitali tedeschi in euro?

      Giorgio

      P.S.
      Mi raccomando professore: sorvegli e punisca! Conto su di un suo intervento se le sparo troppo grosse. :)

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    29. Ma il sistema si chiama TARGET2, su questo non ci piove.

      la diatriba però riguardo i crediti TARGET della Bundesbank, riguardo ai "cross-border payments" e riguardano le Banche Centrali. cioè, ci sono tre livelli di rapporto tra controparti. quello fra me Istwine e te Alessandro. poi c'è quello tra la mia banca e la tua banca. e poi c'è quello della Banca Centrale dove opera la mia banca e quello della Banca Centrale dove opera la tua banca.

      Cioè i crediti sono della Bundesbank verso altre BC, non di istituti di credito tedeschi verso istituti di credito altri. mi segui?

      Leggi questo a pag. 34, molto semplice e dritto al punto:

      http://www.bundesbank.de/download/volkswirtschaft/monatsberichte/2011/201103mb_en.pdf#page=34

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    30. istwine, a pag 35 il paper da te linkato conclude in questo modo, ed è esattamente quello che sono in molti a dire o scrivere:

      "An actual loss will be incurred only if and when a Eurosystem counterparty defaults and the collateral it posted does
      not realise the full value of the collateralised refi nancing
      operations despite the risk control measures applied by the
      Eurosystem. Any actual loss would always be borne by the
      Eurosystem as a whole, regardless of which national bank
      records it. The cost of such a loss would be shared among the
      national banks in line with the capital key. In other words,
      the Bundesbank‘s risk position would be just the same if the
      positive settlement balance from TARGET2 were accrued
      not by the Bund"

      Considerando che su questo blog si ipotizza una dissoluzione dell'euro nel breve periodo, le ipotesi di Sinn non sono affatto campate in aria. Diciamo che fa parte del suo stile e del suo ruolo di difensore degli interessi germanici, mistificare e usare espressioni colorite per avere maggiori possibilità di finire sui giornali. Ovviamente i blogger italiani abboccano, e diffondono il suo pensiero.

      Il paper dice anche questo:

      "The balances will contract again as the tension in the money
      markets abates and the situation in the national banking
      systems eases. There is still much uncertainty, however, especially in the euro-area peripheral countries, which suggests
      that balances will not shrink rapidly."

      Rapidly???!!!

      Ma che cosa sarebbe successo se questi saldi non fossero cresciuti e l'Eurosistema fosse rimasto a guardare?

      Elimina
    31. "Però non capisco quali perdite potrebbero avere i tedeschi, nel caso di una uscita ad esempio dell'Italia dalla zona euro, a causa dei crediti che hanno accumulato: l'euro non dovrebbe rivalutarsi rispetto a una Lira italiana e quindi non dovrebbe aumentare il valore dei capitali tedeschi in euro?"

      bella domanda. non ho le competenze per dirlo e chiedo l'aiuto di Alberto che conosce sicuramente molto meglio i precedenti.

      però l'unico non-torto che potrebbe avere Sinn è dato dal fatto che questi crediti TARGET entrano nella bilancia dei pagamenti tedesca, sono anch'essi degli asset e ovviamente son presi in considerazione quando si va a calcolare la posizione netta sull'estero. se a un certo punto l'impalcatura crolla, la Germania perde questi asset e, per assurdo, la Germania da creditore netto sull'estero diventerebbe debitore.

      questo è uno scenario preconfezionato ragionieristico (come direbbe Alessandro). ma immagino sia questa la paura di Sinn, peccato che abbia difficoltà a impostare il discorso in maniera coerente. Ed è probabile che sia per questo che Cesaratto dice che Sinn non ha tutti i torti. Ma io non sono d'accordo perché il discorso di Alberto sul rischio che si prende il creditore è molto più lineare, secondo me. tralasciando poi tutti gli aspetti che stanno dietro al come la Germania sia arrivata a questa situazione, che qui tutti conoscete.

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    32. Scusate, vi ho già detto che fino al 15 maggio non posso entrare in questo argomento. A me sembra relativamente lineare, ma si è creato un tale polverone che per dire una parola di chiarezza è necessario studiare molto. E ora sto facendo un'altra cosa. Quindi voi scambiatevi pure tutte le idee che volete, ma non prendetevela se non me la sento di intervenire. Non sarei di grande aiuto, sinceramente.

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    33. Ti seguo perfettamente, ma anche Sinn non mette in dubbio quello.

      In realtà usa i saldi target per quantificare il rischio di controparte.

      In pratica dice, la BCE finanzia le banche di paesi da quali fuggono capitali proprio perché sono paesi a rischio prendendo in contropartita titoli di quegli stessi paesi a rischio o addirittura crediti finanziari in quegli stessi paesi a rischio e se salta tutto non pagheranno soltanto i cittadini sudici e terroni di quei paesi a rischio ma anche i santi e probi alemanni in proporzione alla partecipazione della Buba dentro la BCE.

      Quando ti dicevo che una stanza di compensazione che non compensa e per questo era fatta "ad canis penis" è perché non puoi fare una compensazione in capo alla BCE se hai titoli di stato di paesi che hanno in comune solo la moneta ma ognuno fa quel cazzo che gli pare per il resto.

      Queste sono le contropartite accettate dalla BCE per il "clearing" delle posizioni LE MISURE PER L’ESPANSIONE DELLE GARANZIE NELLE OPERAZIONI DELL’EUROSISTEMA

      Nella vecchia stanza di compensazione Bankitalia o andavi di interbancario, o di riserva obbligatoria, o di finanziamento marginale su titoli di stato ITALIANI. Non di San Marino (che pure usava la lira eh?).

      C'era qualche motivo no? Forse perché lo Stato era considerata la massima garanzia perché i suoi titoli avevano lo stesso valore della moneta contante.

      Allargando le contropartite accettate Sinn afferma in pratica che questi titoli accettati in contropartita sono assimilati alla moneta contante e che quindi in pratica la BCE "stampa denaro" (lo dice lui eh? non mi banni Alberto!) pari al valore di queste contropartite.

      Elimina
    34. d'accordo, e allora beccati questo:

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/spiegel-litalia-entro-nelleuro-trucchi-contabili-kohl-sapeva/220003/

      PS: sto seguendo le elezioni francesi, non so se te l'hanno già detto, io me ne sono accorto solo ora, ma lo sai che somigli non troppo vagamente a Sarkozy?

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    35. @istwine

      Ricordati che tu per me sei come un figlio...

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    36. Sono un po' più alto e non sono, purtoppo o per fortuna, sposato né fidanzato con una ex-modella.

      E' inutile che te la prenda con me istwine, io non sono né piddino né boldrinesco :D

      Su certi ragionamenti Sinn ha ragione, sulle conclusioni no, perché la BCE non sta "finanziando" i terroni scialacquatori del sud, sta finanziando l'export dell'industria tedesca a tassi bassi e accollando il rischio di controparte a tutti i contribuenti dell'Eurozona.

      Ehi voglio anche io fare l'imprenditore così!

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    37. Ecco, è colpa mia: Alessandro è diventato antigermanico! E io che mi ero appena difeso nel post successivo. Comunque credo che istwine ce l'abbia con me. Ma lo aspetto a Pescara...

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  41. Segnalo questa chicca:
    Monti: "rinunciare alla crescita sul medio periodo per perseguire il fine di una maggiore integrazione europea". Lo dice qua (minuto 39:00):
    http://www.youtube.com/watch?v=0X6HeYNJ-r8
    per spiegare a Stiglitz il motivo delle sue (incomprensibili per Stiglitz) politiche recessive.

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    1. a me sembra che questi vogliono proprio la rivolta ... forse per giustificare un regime autoritario ? oppure hanno visto l'apatia del ventennio dalemiano/berlusque e pensano di poter fare la qualunque ?

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  42. Ecco il link che mi ha chiesto : A CHE SERVE SPEZZARE LE RENI ALLA GRECIA!

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    1. Sì, un giorno ragioneremo sui concetti di "titolo" e di "link", ma per fortuna non dovrai mai farlo con me. Conosco questo articolo. L'articolo di Reinhart e Rogoff, piuttosto confusionario, è anche datato sotto il profilo metodologico. Questa osservazione è stata fatta, come ti ha fatto notare sopra un altro lettore, da Panizza e Presbitero, in un articolo del quale trovi un riassunto qui.

      In sintesi, l'idea (ideologica) che il debito pubblico necessariamente deprima la crescita non sembra essere supportata dai fatti. Abbiamo viceversa visto qui che il debito privato sembra avere effetti decisamente più pericolosi, ed è del resto ciò cui stiamo assistendo.

      Piccola osservazione: io le risposte le do, ma se non le leggi, non ti serviranno. Serviranno però agli altri. Dopo di che, sai, il mondo che a quanto capisco ti piace, quello che Monti ti sta preparando, avrai modo di capire quanto è bello. Se vuoi capirlo sul serio, non basta "interessarsi" all'economia. Bisogna fare una laurea specialistica in materie economiche possibilmente in un ateneo dove ci siano almeno tre esami VERI di econometria. Altrimenti qualsiasi persona potrà dirti qualsiasi cosa, e tu te la lascerai dire.

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  43. So di essere un po' sognatore ma le parole di Roosevelt nel comizio finale della campagna elettorale del 1932 sono elettrizzanti... Ci sarà mai uno così da noi?
    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/04/comincia-circolare-per-leuropa-lidea.html?m=1

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  44. Risposte
    1. Ma se ti dico che è il Pasticciaccio: capitolo IV, quando leggono il testamento di Liliana: "Una bella voce maschile e partenopea, quando aggalli dai limpidi fondali della deduzione, come nudità chiara di sirena da lattescenze marine alla luna di Gajola, va spoglia affatto e in ogni comma di quel modo così rabbiosamente asseverativo ch'è proprio a certe bestiacce del nord, e 'a loro condottieri ammogliati-brustolati: (in un falò di benzina). Piace, piace al nostro orecchio di abbandonarsi a tanto felice argomentare come conquiso turacciolo dal dolce filo di correntia sonora verso a valle, verso dove chiama il profondo. La fluenza sonora non è che il simbolo della fluenza logica: la polla dell'enunciazione eleatica s'è derogata in una trascorrenza: ribollendo nelle disgiunzioni o dicotomie dello spirito o nelle cieche alternazioni della probabilità, si perpetua in un deflusso drammaticamente eracliteo, panta de polemos, pieno di urgenze, di curiosità, di brame, di attese, di dubbi, di angosce, di speranza dialettiche."

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    2. E ora, a proposito di Partenope... pizzzzaaaaaaaaaa!

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    3. ecco, non avevo capito se dovevo prendermela... qualche dubbio mi è rimasto :)

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    4. Ma sei G nel senso di GZ? No che non devi prendertela! Quando hai cominciato ha dire che c'erano tre livelli nel discorso io ho cominciato a godere nell'intimo. E poi che serenità. E che invidia per la pacatezza... Quella a me manca proprio. Devo fare un master in pacatezza. Ma aspetto di pagarlo in lire...

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    5. Pensavo che chi sono risultasse dall'email, invece pare di no. Questa "fine dell'anonimato" non è così trasparente...
      Comunque sei stato bravo oggi, se tu invidi la mia pacatezza, ti invidio le battute fulminanti buttate quasi per caso tra una frase e l'altra

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    6. Grande G!

      Esempi:

      Esempio numero (1)
      Un paese ha 100 di debito pubblico e 0 di debito estero. Al rinnovo, avendo sempre 100 di debito pubblico, ne colloca 50 all'estero. Quindi ha 100 di debito pubblico e 50 di debito estero (pubblico). All'ulteriore rinnovo, avendo sempre 100 di debito pubblico, lo colloca tutto all'estero. Quindi ha 100 di debito pubblico e 100 di debito estero (pubblico), cioè il debito pubblico è tutto estero. All'ulteriore rinnovo, il governo ricolloca tutto il suo debito pubblico all'estero. Vado a vedere le statistiche:
      Debito pubblico=100.
      Debito estero = 150.
      Certo, 100 sono pubblici. Ma questi 50 in più da dove minchia sono saltati fuori? Sarà debito privato, no? E se fino a quel punto i mercati stavano tranquilli, e da quel punto si innervosiscono, li rende nervosi il debito pubblico (che è sempre stato quello) o quello privato (che in questo caso estremo prima non c’era)?
      Io ho la grande fortuna che mi dimentico i nomi delle persone e che non me ne fotte niente di avere ragione a tutti i costi, e mi rafforzava l’intuire che tu condividevi la mia sofferenza...

      Esempio numero (2)
      “Quanto è bravo Mélenchon, che bel programma, che bella attività didattica che ha fatto, come buca lo schermo, e poi dice anche che questa crisi è voluta e che potremmo uscirne tenendoci l’euro, ma anche che ci sono dei piani per uscire dall’euro... E speriamo che non vinca Sarkozy, sono un po’ in ansia”
      Già.
      Allora significa: (1) che non hai capito che per fare il lavoro di Schroeder ci vuole uno della sinistra di destra come Hollande, che quindi verrà matematicamente eletto (oppure, come disse una volta Claudio, mi faccio una passeggiata a via del Corso travestito da Nonna Papera); (2) che non hai capito che lo scopo delle elezioni è vincerle, e quindi se i sondaggi ti danno al 15% ma poi ti vota il 10% e il tuo 5% lo regali alla Le Pen evidentemente qualcosa non va (forse la posizione sull’euro?); (3) e soprattutto che il meccanismo “voto utile + desistenza” uccide e ucciderà qualsiasi forma di proposta alternativa e creativa a sinistra, per cui mettere quel programma in un testo che parla della sinistra equivale a metterci una bella foto del dodo (Raphus Cucullatus L.).

      Conclusione: forse sottovaluto la mia pacatezza!

      Soprattutto considerando che avevo accanto Marco Basilisco che mi aizzava come un dobermann... Però voglio troppo bene a Sergio, altrimenti a un certo snodo del discorso la risposta a un altro interlocutore era bell’e pronta: “la lezioncina sull’ex ante e l’ex post falla a tu’ sorella” (absit iniuria verbi: mi riferisco all’ex ante ed ex post in senso strettamente economico, ovviamente)! Non una gran battuta, ma sempre un grande classico!
      Mai avrei pensato di immolarmi sull’altare dell’unità della sinistra! In quale al di là mi verrà riconosciuto questo sacrificio? Al di là dell’euro?

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  45. Piace, piace al nostro orecchio di abbandonarsi a tanto felice argomentare come conquiso turacciolo dal dolce filo di correntia verso a valle, verso dove chiama il profondo. La fluenza sonora non è che il simbolo della fluenza logica: la polla dell'enunciazione eleatica s'è derogata in una trascorrenza: ribollendo nelle disgiunzioni o dicotomie dello spirito o nelle cieche alternazioni della probabilità, si perpetua in un deflusso drammaticamente eracliteo, pànta de pòlemos, pieno di urgenze, di curiosità, di brame, di attese, di dubbi, di angosce, di speranze dialettiche. L'ascoltatore viene abilitato a opinare in qualunque direzione. L'istanza della controparte si polverizza in quella voluttà musicale, si rapprende con un nuovo naso, come l'erma di Giano guardata in faccia: e subito dopo da dietro."
    http://tartufone.iobloggo.com/122//&cid=364601

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    1. Ecco, proprio questo: vedi, non è vero che se uno cita Gadda perde lettori. 'A robba bbona piace a ttutti (istwine, tu non lo sai, ma Belli a Gadda piaceva molto...).

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  46. salve sig Bagnai, sentendomi un po' in colpa per aver provocato questa sorta di "svolta autoritaria" nel blog mi son sentito in dovere di fare i compiti a casa, iniziando a rileggermi tutti i suoi articoli partendo dall'inizio.
    Effettivamente fa un certo effetto il vedere dimostrato con rigore scientifico che l'Euro non funziona e che al suo interno i paesi che hanno una inflazione più alta vedono la medesima scaricarsi sui debiti privati i quali a loro volta vanno a gonfiare bolle che scoppiando gonfiano il debito pubblico.
    Col risultato che in mancanza di aiuti da parte dei paesi che si avvantaggiano della moneta unica a favore di quelli che ne sono vittima non si può che arrivare entro breve alla fine dell'Euro con una deflagrazione devastante che investirà la stessa Germania in assenza di ogni exit strategy, questo nonostante tutti gli LTRO o i quantitative easing che potranno essere messi in atto dalla BCE che non hanno altro effetto che gonfiare l'inflazione nei paesi a economia più stagnante.
    Nel continuare la lettura del suo blog ho quindi raggiunto la consapevolezza che il nostro Paese verrà entro breve termine investito da una crisi finanziaria senza precedenti, se la Germania continua nella sua politica miope, il che impone la necessità di aguzzare l'ingegno e tenere gli occhi aperti per salvare me stesso e i miei risparmi non rimanendo col cerino in mano. Mi chiedevo quindi se olte ad indicare i segni della tempesta imminente potesse anche fornire qualche briciolo di saggezza a chi la legge per capire come riparare i suoi risparmi trovando un qualche porto sicuro nel mercato obbligazionario internazionale.

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    1. Ma carissimo, non c'è stata nessuna svolta autoritaria, ma un normale decorso nella gestione di un blog. Poi non so bene come potresti averla provocata tu, tanto più che sei uno fra tanti roberti, il che, come dire, non mi risolve il problema dell'anonimato, ma non devo risolverlo perché non mi interessa.

      Circa la domanda che poni, posso ricordarti che esistono diversi organi specializzati nel consigliare i risparmiatori su come investire i propri risparmi. Ti esorto a rivolgerti ad essi, così capirai la profondità della frase di Keynes: "Worldly wisdom teaches that it is better for reputation to fail conventionally than to succeed unconventionally" (Gen. Th., 12, 5).

      Io purtroppo non ho il problema che hai tu: non ho nessun cerino, e, come il saggio Diogene, aspetto l'uscita dall'euro per gettare anche la scodella: molti cominceranno a bere dal cavo delle mani... ma staranno meglio di adesso, perché ora manca l'acqua.

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  47. buonasera prof
    in merito a questo articolo
    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=81519&Itemid=141

    volevo chiedere a lei ed ai suoi competenti lettori chi e come "scommette contro l'euro" . che significa , chi è che paga in caso di rottura ? perchè se è ormai così evidente l'imminente rottura dell'euro , c'è ancora chi assicura tale rischio ?

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    1. Ma ci sono solo cose che qui diciamo da sempre. La frase sulla scommessa non l'ho trovata, scusami, leggerò meglio. Comunque in termini finanziari vorrebbe dire diversificare verso qualcosa che esista anche nel 2013, per esempio... La scommessa è questa. Come nel 1992 chi scommetteva contro la lira acquistava marchi (per dire).

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  48. @Roberto
    Il Cuerno de chivo ?
    Pfui roba da schiamazzatori comunisti! Suvvia bisogna proprio farsi riconoscere? Orsù, un minimo di sobrietà

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    1. Ho capito, volete far chiudere il blog. Come se non bastasse Basilisco...

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    2. Alex, il fatto è che io sono d'altri tempi
      http://www.youtube.com/watch?v=n5bGh-N-PiU
      Profe, non si preoccupi, è tutta allegoria

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    3. ora si che si discute di cose serie http://www.youtube.com/watch?v=sGKfjQd-jwQ

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  49. Prof, altro appello di economisti stavolta franco-tedeschi del 27 aprile 2012 che chiedono l'uscita dall'euro ripristinando le monete nazionali e lasciando l'euro come unità di conto esterna prima che i paesi europei divengano totalmente ingovernabili a causa delle crescenti tensioni sociali, chi glielo spiega a monti che ha rivelato chiaramente che l'italia ha scelto di sacrificarsi (altro che salva italia avrebbe dovuto chiamarla salva euro) per permettere alle istituzioni europee di avere un pò di tempo per "crearsi"?

    Fra poco l'appello lo fanno anche i pizzaioli danesi e gli extraterrestri.

    Qui il link:
    http://www.savigny-avenir.fr/2012/05/02/une-sortie-paisible-de-leuro-est-elle-possible/

    Gli economisti sono: Bruno Bandulet, Rolf Hasse, Nölling Wilhelm, Karl Albrecht Schachtschneider, Wolf Schäfer, Dieter Spethmann, Joachim Starbatty, Alain Cotta, Jean-Pierre Gerard, Roland Hureaux, Gerard Lafay, Philip Murer, Robatel Michel, Jean-Jacques Rosa.

    Giuseppe

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    1. Ma non c'è nulla di nuovo, non dico rispetto a quanto dicevo io a luglio, ma nemmeno rispetto a quanto dicevano loro lo scorso anno. Solo che ormai i problemi non sono più occultabili ai cittadini francesi. La Francia è su una traiettoria per molti versi simile alla nostra.

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  50. Sera Prof !
    Se è possibile e non viola le regole del blog, volevo riproporle il commento che ho postato a seguito suo precedente articolo ( Aste per tutti i gusti ), per avere una sua opinione.

    Le volevo esprimere una mia idea ( non so quanto valida ) sull' anomalia del sistema tedesco della vendita dei bund.
    Come da lei segnalato, il collocamento dei titoli tedeschi rappresenta un' eccezione ( io direi furbata ), rispetto al resto d' europa.
    Potrebbe essere che la Bundesbank, avendo la possibilità di acquistare direttamente sul mercato secondario la quota di bund non collocata sul mercato primario, in accordo con il governo tedesco, si impegni ad acquistare la parte di bund rimasta invenduta nel primario così da ottenere un duplice effetto :

    1 - Mantenere artificialmente bassi i tassi di interesse dei bund, illudendo il mondo che la Germania sia una nazione solidissima;

    2 - Pagare i bund con i crediti che ha accumulato tramite il sistema TARGET2 ( http://www.voxeu.org/index.php?q=node/7921 ), circa 600 miliardi di euro, in modo da liberarsi di questo credito esplosivo, contratto con debitori al momento poco affidabili, scaricando il rischio sullo stato tedesco e sostituendo il credito estero con credito nazionale.

    Non so se sono stato sufficientemente chiaro, spero di si.

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  51. Buongiorno Prof. ti leggo sereno nonostante le arrabbiature che i tuoi amici e colleghi ti hanno procurato.

    Volevo chiederti se avevi intenzione di mettere in rete il tuo intervento,a noi interessa.

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    1. Ma mica mi sono arrabbiato! Guarda: chi insegna parte da un presupposto semplice: se c'è una incomprensione, la colpa è SEMPRE di chi sta parlando. C'è SEMPRE un modo più chiaro e più efficace di dire la stessa cosa. Ovviamente il modo cambia da interlocutore a interlocutore, ma da OGNI interlocutore, anche quello più "distorto" ideologicamente, si impara qualcosa. Altrimenti non avrei aperto il blog. Molte cose che ho detto ieri vengono da questo blog, e altre le pubblicherò. Avevo pensato di portare una videocamera, ma secondo me non ne sarebbe valsa la pena.

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  52. Questa settimana il Focus di BNL analizza l'evoluzione del sistema Bancario Americano e il credito alle famiglie nella UE e in Italia.(1)


    Nel 2011 l’insieme delle banche statunitensi ha conseguito un utile di quasi $120 mld, $34 mld in più rispetto all’anno precedente e risultato superiore a quanto realizzato nell’intero triennio 2008-10. Il numero degli istituti di credito, attualmente pari
    a 7.357, rispetto alla fine del 2006 risulta diminuito di oltre 1.300 unità (301 nell’anno più recente). Un processo di revisione normativa che procede lentamente, la rilevante consistenza delle attività di “livello 3”, l’ampio ruolo degli operatori non bancari nel circuito creditizio sono tra le principali criticità non ancora risolte.

    1) http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/EDITORIA-E-RICERCHE/Economia/BNL-Focus

    ******

    Credo di avere già sollevato la perplessità sul fatto che la crisi del debito pubblico fosse anche in qualche maniera strumentale al fine di far aumentare i tassi di interesse a tutto vantaggio del rentier.

    Chi detiene la maggior parte del debito pubblico?

    dove paga i dividenti e le tasse?

    se quel meccanismo si inceppa quanti disoccupati crea?

    Spesso si legge di licenziamenti bancari che mettono a casa un numero di dipendenti superiori a quelli della FIAT.

    Domande semplici.....troppo semplici?

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  53. Buongiorno carissimo Alberto!
    Avrei un paio di domande:
    1) Parlando con un po' di gente viene fuori sempre la stessa tiritera: stiamo nei guai perché in Italia si rubba troppo. Secondo le sue analisi questo fatto diventerebbe, se non ho capito male, secondario perché quel che provoca problemi è il debito privato estero. Se io dessi questa risposta alle persone menzionate sopra "il problema è il debito privato estero, in particolar modo di banche e famiglie e quindi la corruzione in questo c'entra poco, perché si parla di flussi di merci e capitali" direi una verità?
    2) Seconda domanda che non ha niente a che vedere con la prima. Se noi abbiamo 100 di spesa pubblica e tagliamo 20, come vi ha fatto vedere in un altro post, alla fine avremo un incremento % di debito sul PIL. Detto questo il discorso dovrebbe valere anche se taglio gli sprechi della spesa pubblica e non aumenterò l'IVA al 23% ad ottobre giusto? Quello che mi chiedo io è: questa mossa alla fine eviterà di deprimere ancora di più la nostra economia o no? Io temo che deprimerà ancora di più..
    La ringrazio, spero di non aver

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    1. Sono reduce da un pranzo di piddini secondo i quali il fatto che l'Italia sia in deficit di partite correnti da dieci anni dipende dalla laurea del Trota e dal bunga-bunga. Ho detto loro quello che la Le Pen (che, lo ripeto a beneficio degli imbecilli, NON è il mio candidato ideale) ha detto a un giornalista: "è inutile che io cerchi di spiegarle queste cose o di convincerla: il giorno dopo quello in cui saranno successe, lei sarà d'accordo con me". Cosa voglio dire? Voglio dire che chi non era troppo scemo ha capito. Con gli altri non credo valfa la pena di perderci troppo tempo. La situazione sta evidentemente precipitando, e chi parla del Trota non se ne rende conto e quindi non è di alcuna utilità per quello che dovrebbe essere lo scopo di ogni persona di buon senso: cooperare a una soluzione concordata che eviti esiti cruenti e autoritari.
      Forse è più utile se ci contiamo noi, piuttosto che perder tempo con questa gente.
      E infatti, mentre anche solo tre anni fa mi sarei accalorato e avrei difeso le mie ragioni, oggi mi sono limitato a ridergli in faccia e ad augurargli di restar senza lavoro per capire cosa sta succedendo. E nel suo sguardo, nonostante l'ottusa difesa dell'euro, cioè l'umana ostinazione a non voler ammettere di esser stato preso in giro, leggevo un certo sgradevole smarrimento. Poveri piddini.
      Mi sono alzato e sono andato a dormire: dopo una settimana di sveglie alle 5!
      Nei testi di macroeconomia non si parla di spesa improdutti a, se voleye farmi un esempio magari cerco di capire di cosa si tratta.

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    2. "Nei testi di macroeconomia non si parla di spesa improdutti a,se voleye farmi un esempio magari cerco di capire di cosa si tratta"

      Prof. scusa se mi intrometto ma vorrei portare un contributo.

      Ricorderai che la solita affermazione l'hai data anche a me quando evidenziavo che "far passeggiare sul piazzale 35 dipendenti dell'expo Palermo che di fatto e chiuso da anni era uno spreco di risorse, se uno deve creare buste paga che li renda funzionali, magari impieghiamoli nel sistemare le colline visto che a 20 km franano sui paesi. riportai anche un articolo di Piga. Tu all'ora sostenesti che PIGA affermava che in tempi di crisi non c'è una spesa cattiva ma tutta la spesa è buona.mentre io mi soffermavo sulla tipologia della spesa.IO HO CREDO DI AVER CAPITO COSA INTENDEVI (IL PARADOSSO DELLE MINIERE DA RIEMPIRE DI KEYNES).Anche io intendevo la solita cosa ma probabilmente mi ero spiegato male. Nel senso se lo stato deve creare la domanda che sia almeno una domanda funzionale alle necessità della comunità (e una forzatura del pensiero di keynes che tiene di conto dell'impossibilità di licenziare i dipendenti pubblici i passeggiatori del piazzale, in quanto per keynes la domanda da incentivare da parte dello stato era quella di non interesse da parte del privato).

      Ora io capisco che le tue risposte probabilmente devono tenere di conto del fatto che questo blog può essere letto da qualche tuo collega economista e magari una risposta non "coerente con i manuali" di macroeconomia possa essere usata strumentalmente nei tuoi confronti, visto anche la tua posizione e convinzione (legittima da parte di un economista)che per l'euro non c'è speranza.

      Ma spiegare alle persone (il fare politica) che i libri di macroeconomia non contemplano la spesa improduttiva è davvero dura. Se lo dico a mia madre che vive di pensione minima mi prende a schiaffi perchè fra l'eccesso di finanziamento ai partiti e una migliore ridistribuzione di quell'eccesso ai pensionati minimi c'è di mezzo il senso di giustizia sociale. Che poi per la macroeconomia che i soldi li spendano i pensionati o i politici poco cambia basta che entrino nel ciclo economico dei consumi è sicuramente vero ma è davvero dura farlo diventare un argomento che trascini le masse a darti il voto. E in politica i voti sono fondamentali.

      Prof.non sono polemico credimi,è una semplice riflessione terra terra.

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    3. Provo a rispondere indossando i panni del piddino. Anche io non ho mai trovato tali termini nei testi di economia. Credo che un esempio di spesa improduttiva si può trovare nell’eccessiva spesa dei parlamentari. Ad esempio se tolgo 100 a 10 parlamentari, e utilizzo i 100 per produrre un servizio pubblico o un’opera pubblica pagando 100 operai a 1 dovrei aumentare il PIL, perché, come ci ha insegnato, la propensione marginale al consumo per i 100 operai è più alta rispetto ai ricchi parlamentari. Credo che intendano questo, anche se non conoscono la propensione marginale e comunque è sempre un problema di variabili distributive. Certo, come dice lei, se poi i 100 operai neoassunti continuano a comprare prodotti dall’estero….come dice qualcuno, ci aiuterà l’eccesso di risparmio degli altri paesi.

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    4. Appunto. Tu rifletti al livello al quale il potere vuole che tu rifletta, per poter mantenere (lui) il potere, e (tu) l'illusione di riflettere.

      Vedi, sulla mia scrivania in questo momento c'è l'avviso di una multa da pagare. Un autovelox più o meno truffaldino (devo indagare), messo da un comune della Sabina per battere cassa. Nel frattempo ieri ho pagato 1000 euro di assicurazione sanitaria (better safe than sorry). E magari se vado alle poste faccio una coda di mezz'ora.

      E, aspetta, ti ricordo un dato importante: IO sono il centro dell'universo. Ah... pensavi di esserlo tu... No, hai sbagliato: sono IO. Quindi quello che accade a IO ME, a IO IO, è veramente importante. Quale colossale ingiustizia che IO ME debba pagare una multa. E il comune della Sabina, certo, ha sicuramente un usciere improduttivo del quale IO ME pago le spese. Basta, tagliamo le spese improduttive, così IO ME non pagherò più né multe né tasse.

      Ah... mi dici che per te il centro del mondo sei tu? Insisti? Certo, ogni piddino è il centro del suo fottuto insulso mondo. E quindi "spesa improduttiva" è il ritornello piddino par excellence. Perché è così convincente! Non c'è bisogno di citare numeri (quanto sono gli stipendi dei parlamentari? Di quanti centesimi aumenterebbero le pensioni se li tagliassimo in toto e ridistribuissimo alla vedova e all'orfano?), non c'è bisogno di fare un ragionamento macroeconomico (cosa significa "spesa improduttiva" se uno stipendio corrisposto al "passeggiatore" viene speso per acquistare pasta prodotta dal settore privato, latte prodotto dal settore privato, pane prodotto dal settore privato, uova uscite da una gallina privata, libri di scuola stampati da una tipografia privata...).

      Sentite: io ne ho abbastanza di questo qualunquismo da poveracci, di questo misto fra guerre fra poveri e invidia sociale. Queso è il livello al quale vogliono che il dibattito si svolga: lo vuole Monti, lo vuole Bersani. Io RIFIUTO questo livello di dibattito.

      In condizioni di carenza generalizzata di domanda come quella attuale parlare di spesa "improduttiva" è quanto meno naive. Con il che non voglio dire che sia obbligatorio spendere "male" i soldi pubblici, o che non esistano impieghi diversi delle stesse somme, potenzialmente più o meno produttivi. E naturalmente anche i testi di macroeconomia ne parlano. Voglio solo dire che chi non esce dalla retorica montiano-piddina viene bannato con effetto retroattivo da questo blog.

      Ora mi dici qual è il monte salari di Monte Citorio e a quale percentuale del Pil nazionale corrisponde: tu lo sai di sicuro. Partiamo da lì. A me interessano i punti di Pil. Non mi interessa quante tasse paga il vicino di casa, o cosa fa l'usciere del comune di Rocca Pensionata. Non fatevi distrarre.

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    5. P.s. ovviamente ce l'avevo con Domenico. Ma anche Marco mica scherza. Possibile che non capiate che il discorso "stipendi dei parlamentari" è qualunquismo fascista che i media vi elargiscono a piene mani per evitare di farvi riflettere sulle vere cause e sui veri numeri del problema? Dopo di che io non sto dicendo che tutti si meritino quello che guadagnano, ecc. Se lo meritano forse meno dei giornalisti (altro cardine della nostra democrazia). Ma i numeri sono altri e le cause altre.

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    6. Intanto ti segnalo questo, forse ti interessa, se i nik sono veri ci sono alcuni tuoi colleghi che stanno intervenendo.

      Meglio Draghi di Hollande di Michele Boldrin

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/meglio-draghi-hollande/219598/

      *****

      Mi prendo del fascista (mi stai simpatico altrimenti sputavo sullo schermo) anche se credo di non meritarmelo.

      Non è importante a quanti punti di PIL corrisponde quella singola spesa, ma è importante la regola che i grandi numeri sono la somma di piccoli numeri. Se una azienda taglia il 60% di una singola voce che ammonta al 30% delle sue spese, se continua a funzionare è molto probabile che quella spesa non era di fatto essenziale per il suo funzionamento.Io non dico che se una ipotetica revisione della spesa che equivale a 3 punti di PIL debba essere tagliata e basta, dico che quella stessa spesa può essere impiegata diversamente e in maniera più funzionale alle esigenze della comunità. CON LA MACROECONOMIA NON CENTRA NIENTE....HO CAPITO!MA NON PUOI NEGARE CHE CI SIA UN PROBLEMA POLITICO CHE RIGUARDA LA POLIS.

      Prof. siamo fatti di carne,sangue e intelletto e le tre cose devono trovare la giusta armonia.

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    7. Vedi? Non mi hai dato nessun numero. Tu sei un politico dentro (e questo in effetti è un po' un insulto). I tuoi esempi, a differenza dei miei ragionamenti, sono alla portata di tutti. Complimenti. Vai avanti così. In fondo c'è un muro, ma basta chiudere gli occhi. Come fai tu quando non capisci che quella della "spesa improduttiva" è in massima parte retorica, perché se lo Stato taglierà quelle spese, semplicemente qualche privato non venderà dei beni o dei servizi, e quindi avremo trasformato il debito pubblico in debito privato (più pericoloso, per motivi che temo di doverti spiegare, FORSE PROPRIO A CAUSA DELLA TUA ESPERIENZA DI IMPRENDITORE). O posso farne a meno? Ti posso consigliare un ripassino? E poi non ti ho dato del fascista, non sia mai! Ti ho dato del piddino: ma solo perché tu sei reo confesso, e a noi piace ricordarti così, indottrinato dal Tg3, con il prof. Giavazzi che ti spiega (come spiegavano ieri a me) che il liberismo è di sinistra...

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    8. "politico dentro" non è un insulto, casualmente stamani scrivevo questo:

      Democrazia finanziamento alla politica e virtù.

      http://keynesiano.wordpress.com/2012/05/05/democrazia-finanziamento-alla-politica-e-virtu/

      Sono reo confesso perchè non sono bugiardo.

      *****
      Ho letto a suo tempo ma rileggerò con attenzione.

      MA NON C'E' BISOGNO DI NUMERI PER ESPRIMERE UN CONCETTO!

      Io non taglio e affamo i cittadini affermando che questo è nell'interesse della comunità.

      Io dico che la solita somma di denaro può essere spesa diversamente per il soddisfacimento delle necessità della comunità.Non capisco perchè devo assecondare D'Alema quando dice che "in fondo con il tagli ai costi della politica non si risolvono i problemi dell'Italia".

      Io invece dico che il salvadanaio Italia è dotato di risorse scarse e tante esigenze.Se risparmio piccoli numeri su vari capitoli di spesa (l'esempio classico:i costi maggiori che noi spediamo rispetto agli altri maggiori paesi Europei per sostenere la politica) posso rispendere questi soldi facendo un programma decennale al fine di, pulire i fiumi che straripano causando alluvioni, costruire asili che rendono servizi, migliorare le infrastrutture scolastiche, costruire case popolari ecc..ecc..

      NON DISTRUGGO MICA POSTI DI LAVORO,PERCHE'SE I MIEI TAGLI CREANO DISOCCUPAZIONE LE MIE SPESE CREANO OCCUPAZIONE.

      Ci vogliono i numeri per valutare un principio politico che a il fine di soddisfare i bisogni della comunità?

      Casomai i numeri sono necessari per verificarne il tempo di attuazione in base alle risorse ed eventualmente per mettere in atto una scaletta delle priorità in base alle esigenze più immediate.

      QUESTA E' POLITICA FIN DAI TEMPI DI SOCRATE :-)

      Detto questo, posso anche capire che a te come economista tutto questo allo stato attuale non interessi o quantomeno lo ritieni dispersivo in base agli obbiettivi che ti sei proposto aprendo il blog.

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  54. Qui ho trovato l'intervento integrale di Stiglitz con Monti presente. "Oltre l’austerità: politiche alternative per l’occupazione e la crescita". Dal 17:00 min in poi...

    http://www.italianieuropei.it/it/le-iniziative/convegni/item/2662-oltre-l%E2%80%99austerita-politiche-alternative-per-l-occupazione-e-la-crescita.html

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  55. http://www.gustavopiga.it/2012/vacanze-romane-per-il-fondo-imf-visit-roman-holidays/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=vacanze-romane-per-il-fondo-imf-visit-roman-holidays

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  56. Buonasera, innanzitutto complimenti per il blog, che trovo sia il più interessante, nel suo genere. Intervengo perché vorrei evidenziare, se non già fatto da altri, il seguente articolo: http://www.swissinfo.ch/ita/economia/Meglio_un_euro_sdoppiato_che_nessun_euro.html?cid=32593206
    (con tanti auguri a monsieur Hollande, se vince...)

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    1. L'articolo è...divertente. Si vede l'illusione (bizzarra in un industriale esportatore) che la moneta forte e la riduzione del bilancio pubblico (che la Germania NON ha fatto anzi) siano il "solo" presidio contro l'inflazione, vista come il "solo" possibile male.
      Addirittura sostiene che Polonia e Finlandia e persino la Svezia, non vedrebbero l'ora di entrare nel "neuro". Illusissimo e ignorantissimo della realtà (http://www.businessinsider.com/sweden-vs-finland-2011-11), ma interessante per i piddini che possono constatare quale sia la fonte delle loro iperconvizioni cialtroniche e gli effetti delle stesse.
      Infatti, leggendo i commenti gli svizzeri dicono: la germania venderà meno Audi, l'Italia più Maserati e noi aspettiamo che gli industriali italiani ci inondino di capitali in fuga...siamo pronti a riceverli e a assisterli con la consueta serietà (ma credo che lo dicano ridendo di cuore)

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  57. It is my first time at the Italian blogosphere and I like it. I was asking myself how long will it take for a radical left in Europe? European Capital shares a language: €. And in radical left parties we have a gap in sharing a common language and a common project. And the first step must be to share a common debate.
    But I see that communication problems are not only between national left parties to share a common program for europe... :-p
    Please to meet you.

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    1. It would be of great help to us, and to national left parties, if you would be so kind as to give us a definition of europe (or Europe, as you like it). An interesting attempt in this direction has been made by Bruno Frey. I am not interested anymore in discussing with people that identify the euro with Europe (I am not saying that this is your opinion). Since the euro is dead, to identify Europe with it amount at declaring his own will to kill Europe (be it from "left" or from "right"...).

      Any discussion with people sharing this view is, IMFAO, a pure and simple waste of time. And life is so beautiful! Even within the euro, there is plenty of much more pleasant alternatives than trying to convince someone of self-evident truths. Let the History do this job... I have an harpsichord to tune.

      My pleasure...

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  58. Prof A Bagnai avrei bisogno di sue considerazioni.

    Tra i paradossi del “new Washitgton consensus”, della coesione universale attorno alla riduzione della spesa pubblica con i tagli dello stato sociale dentro il mantra del “ce lo chiedono i mercati, i paradigmi del “too big to fail”, ho la certa” sensazione che ci stiamo dimenticando le vere cause del fallimento dell’ “industria” finanziaria confinata nelle lisergiche “trappole della liquidità” e le possibili soluzioni con una condivisa politica delle regole.

    Vedo sventolare “brillanti” manovre diversive di coesione nazionale, di “trote”, di burlesques, di spread/spritz, di teorizzatori di nuovi monetarismi, di QE3 e nessuna voce politica che osa più parlare di Wolcker rule, di Dodd-Frank Act, di tassazione delle transazioni finanziarie, di regolamentazione dell’OTRC derivatives market, di “shadow banking system”, di Basilea III, di governance delle istituzioni finanziarie

    Abbiamo da lasciare agli insoliti richiami di L Del Vecchio (Luxottica, consolatore di E Fornero sull’art.18 … ma esso è imprenditore e quindi parte in causa), ai “group of 30”, al FSB (che peraltro pubblicano considerazioni interessanti che andrebbero approfondite contrariamente a quanto urlato dal complottista P Barnard), la memoria che senza la riforma condivisa e consapevole della finanza e sei suoi surrogati, ogni intervento di risanamento è destinato alla sconfitta?

    Ho la consapevolezza che sia una guerra dichiarata e che serva (qui l’immenso ringraziamento all’ opra sua) la conoscenza, la lucidità e la condivisione, noi da “soli” non ci salviamo, servono gli appartenenti.

    That’s all, folks!

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    1. Ma carissimo, tu sei decisamente in eccesso di offerta di considerazioni: a cosa ti servono le mie? Le mie considerazioni su questo tema lo ho svolte in chiave più organica in Crisi finanziaria e governo della moneta. C'è un fatto stilizzato solido come il granito: qualsiasi paese sia andato in crisi negli ultimi 30 anni era PRIMA stato investito da un afflusso di capitali esteri. Per risolvere i problemi è meglio partire dalle cause. Il Trota o la "spesa improduttiva" non c'entrano una beneamata fava, e se era questo che volevi ricordarci, grazie per averlo fatto, perché non lo si ricorda mai abbastanza.

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  59. E sia...dico, e tu:
    <<Cioè: "fiat"! Sei un anatroccolo travestito? ;)>>

    Mai! E se anche direi: m'hai depa(u)perizzato! ;)

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