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lunedì 28 maggio 2012

Frosinone

Dilettissimi fratelli e sorelle, questo è il video del mio intervento a Frosinone. Un grande ringraziamento a Ecodellarete. E ora mi faccio una bella corsa sotto la pioggia... Divertitevi!

133 commenti:

  1. sabato sera provavo a spiegare (ma io l'ho capito?) a mi' cuggino piddino il differenziale d'inflazione con la germania e la compressione salariale dei tedeschi.
    mi ha risposto "guarda che i salari tedeschi sono superiori ai nostri , ma non leggi i giornali?". ed io "ma guarda quanto osta però lì in germani un chilo di pane".
    e lui: " ma non hai appena detto che in germania i prezzi sono più bassi?"
    ed io: zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

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    1. Scipione, ti mancano le basi. Ma perché vuoi parlare con il cugino? Fosse la cugina capirei. Comunque, abbiamo spiegato ampiamente come stanno le cose in questo post. Se il tuo amico vuole capire, faglielo leggere. Ma siccome è piddino, i casi sono due: o non può capire (appartiene al modello mononeurone, quello per il quale un'esportazione non è anche un'importazione, per capirci...), o non vuole capire (appartiene al modello "io speriamo che me la cavo).

      Perché vuoi sostituirti alla pattumiera della Storia? Per avere una soddisfazione intellettuale? Ma forse è meglio impararsi a memoria un canto di Dante, non trovi? Comunque, il link te l'ho fornito, così la volta prossima forse fai un po' più di strada.

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    2. Ho un dejavù, credo di aver avuto una conversazione analoga almeno un paio di volte. La risposta giusta da dare era: "sì, i salari tedeschi sono più alti dei nostri in termini assoluti ad essere più basso è il loro salario per unità di prodotto".

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    3. Be', ma questo significa solo che i tedeschi sono più produttivi di noi, quindi sono più bravi, quindi tu sei un pig. Oppure la risposta giusta è un'altra e io ve l'ho data ma non c'è cazzi di farvela studiare!

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    4. La risposta giusta era: "allora, caro piddino, perché non te ne vai in Germania?".

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    5. perchè il piddino spera, e su questo ha ragione, che arrivino gli alemanni a mettergli il giogo.

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  2. Molto utile e divertente prof, condiviso ovunque

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  3. Alberto, la coperta corta per illustrare la massima efficienza nell'uso delle risorse e la lotta di classe (anzi, Ugo) è fenomenale. Appena posso sento anche il resto...

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    1. Diciamo che è un avvertimento. Serve a far capire a chi mi invita a parlare a braccio che rischi corre! Io non mi tiro mai indietro...

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  4. Colgo l'occasione per ringraziarla, la seguo da un po' di tempo, non ho formazione economica, da tempo a "fiuto" cercavo in rete qualcuno che mi sembrasse preparato credibile e soprattutto comprensibile: direi che lei lo è! C'è speranza anche per noi piddi(elli)ni. E non si sa mai nella vita, uno cerca di aiutare quelli più vicini e poi...
    Vada avanti!

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    1. Come ho precisato nell'intervento, se qualcuno mi paga per parlar bene dell'euro io sono dispostissimo a farlo... Del resto, nei commenti al post precedente è saltato fuori che avrei un illustre predecessore! Quindi vado avanti per ora! ;)

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    2. certo, ero sicuro che andasse avanti, glielo ho detto perchè merita la piccola e giusta soddisfazione di sapere che c'è chi la segue con interesse anche se non interviene. Più che pagare lei, io sono quasi convinto che qualche piddiellino grosso prima o poi le darà ragione per disperazione... ;-)

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    3. il che legittima il sospetto che qualcuno l'abbia pagata per parlar male dell'euro... ;-)

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  5. Ottimo intervento, se non fosse per quella chiusura sulla produzione industriale tedesca...che direi non ci sta molto nei dati..Saluti prof

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    1. Grazie per i complimenti. Ricambio con un auspicio. Spero che 82 sia l'anno di nascita. In questo caso potrei giustificare con la tenera età il tuo atteggiamento da saputello "de passaggio" che visibilmente non sa di cosa sta parlando (perdonami, sai, ma qui il tempo è poco). Se vuoi saperlo leggi ad esempio questo, oppure, visto che ne abbiamo già parlato ad abundantiam sul blog, questo.

      E per prevenire la ovvie reazioni (perché purtroppo in un anno di divulgazione sai quanti ne ho incontrati così...), permettetemi di aggiungere un distinguo: il problema non è che io non sopporto le critiche: il problema è che non sopporto le cazzate.

      Il manufacturing tedesco sta crollando e la Merkel sta perdendo via via le elezioni regionali NON perché la Luna è entrata in Ariete (se c'è entrata, cosa della quale onestamente non ho certezza, ma rispondendo a uno che non sa di cosa parla mi sembra giusto pormi sullo stesso piano), MA perché l'economia tedesca è in crisi.

      Il che, fra l'altro, lascia presagire che la posizione finanziaria del governo tedesco peggiorerà, visto che anche Anghelona, come chiunque stia al governo, da qui all'autunno cercherà di comprarsi l'elettorato con un po' di debito pubblico. E visto che già ora stanno vicini al 90% (ma anche questo Brian non lo sa...), c'è poco da stare allegri. La Germania non arriva a fine 2012 con la tripla A. Il problema è solo di capire come si mettono le agenzie di rating rispetto alle elezioni.

      Oh, amici come prima, ovviamente, e se hai delle FONTI che dicono il contrario (che so, un discorso di Monti, i fondi del caffè, un numero di Topolino) e le citi ALLORA usciamo dal teppismo e entriamo nell'ambito della serena e pacata discussione.

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    2. io invece ho trovato questo macro-baco nella megapatata:

      http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/8302-la-lunga-storia-di-una-crisi-di-sistema.html

      non sarà che quelli di megachip hanno capito e stanno facendo un po' di marcia indietro? A parte qualche digressione, l'articolo sembra il riassunto di questo blog.

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    3. Sì, condito in salsa verde (marziana). Il cerchiobottismo di Megachip raggiunge una nuova vetta. Ma Dio non paga ogni sabato.

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    4. io vorrei sottoporre ai lettori questo pensierino: ma perchè i sindacati non protestano? (lasciamo perdere gli scioperetti a pioggia, che, come dicono da me per i temporali estivi, non bagnano nemmeno la polvere). La mia risposta è che si illudono di ritagliarsi uno spazio nel modello tedesco di cogestione delle aziende, e questa risposta mi è venuta in mente proprio perchè oramai è chiaro a tutti (noi) che è in atto un processo di cambiamento del mercato del lavoro per renderlo conforme a quello tedesco. Una cosa del genere la si è vista quando hanno avvallato la decisione di applicare il principio del silenzio assenso nella riforma del TFR, e questo perchè tra i fondi alternativi al TFR la legge prevede i fondi cogestiti dai sindacati.

      Insomma, i lavoratori sono merce di scambio per ottenere un piatto di lenticchie anche a costo di far crollare il castello.

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    5. direi ad occhio che i PMI, pur essendo indicatori riconosciuti ed affidabili dell'attività economica, non siano sinonimo di Produzione Industriale. Faccio presente che (almeno secondo il mio Bloomberg, se non si fida le mando i chart, ma credo che il dato riesca facilmente a reperirlo in rete) a marzo (ultimo dato a mia disposizione)la Produzione Industriale crucca viaggiava a +1.5% a/a (SA). Sempre secondo la serie l'ultimo dato in contrazione risale a fine 2009. Ciononostante i PMI manifatturieri di ottobre, novembre, dicembre e marzo erano tutti sotto il 50. Chiaramente la survey indica che probabilmente già dai dati di aprile ci sarà un calo nella produzione, ma da qui a dire che si va a rotoli...
      Cmq 82 è il mio anno di nascita, ma questo non significa che io sia un povero ignorante saputello e magari piddino (anche perché evito come la peste le politiche).
      Inoltre l'economia tedesca sarà anche in crisi, ma pare che in questo momento la Germania sia nel momento di maggiore ricchezza della sua storia più recente(e mi conforta che anche a Monaco si pensi lo stesso).
      Infine francamente direi che l'1.36% di rendimento del Bund sia molto più indicativo di quello che pensano le agenzie di rating. Non mi pare tra l'altro che sui Treasury il rating-pensiero o lo sfondamento di quota 100% del debito abbia influito molto...
      Narcisisticamente, con rispetto, ma con tutta l'ironia di cui sono capace "il problema non è che io non sopporto le critiche: il problema è che non sopporto le cazzate".

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    6. @Brian

      Mi piaci, giovane, perché sei tenace. Allora guarda, prima parliamo di affari. Se al 31/12 la tua idolatrata Germania ha ancora la tripla A invece della doppia S io ti pago 100 euro (purché ci sia ancora l'euro). Se invece non ce l'ha più, tu alle 23:59 ti appendi al collo un cartello con scritto "sono un piddino". Ci stai?

      (puoi anche chiuderti un momento in bagno per farlo, non voglio umiliarti)

      Perché vedi, tu sei il piddino paradigmatico. Ti dico alcune cose che non sai di non sapere. L'1,36% di rendimento del Bund non indica nulla se non che il parco buoi in questo momento ancora percepisce il Bund come un bene rifugio. Grossi investitori già si stanno alleggerendo, ed è solo ricorrendo a simpatici arzigogoli che la Germania in diverse occasioni è riuscita a sostenere il prezzo dei suoi titoli. La produttività tedesca è in forte rallentamento, tant'è che l'OCSE le chiede... riforme strutturali! (vere, però, non fatte per fottere i partner, come quelle che l'ILO critica).
      Se non ti piacciono i PMI, ti ricordo che il WEO di settembre dava per la Germania una crescita nel 2012 pari all'1.27%, e quello di aprile la dà allo 0.61% (la metà). Il "rebound" di marzo è dovuto alle dinamiche del settore costruzioni. Devo ricordarti i nomi di qualche paese che ha avuto una crescita folgorante trainata da questo settore? Devo ricordarti che anche le abitazioni tedesche sono diventate, per il parco buoi della periferia, un bene rifugio, grazie anche all'opera degli "informatori" di regime (ricordo l'ineffabile Iacona, qualcuno se lo ricorda?).

      Vedi, a me piaci ironico, ma il problema sai qual è? Che tu hai con tutta probabilità una laurea "del nuovo ordinamento" (leggi: finta) in economia, presa in qualche università migliore di quelle nelle quali insegno io (e quindi più abile nell'infarcire di luoghi comuni la testa dei suoi studenti), e te ne stai in qualche banca a guardare il tuo Bloomberg e a fare le scelte sbagliate, tanto qualcuno (noi) pagherà. Bella la vita, eh? Ma i chart non mandarmeli: non potrei che appenderli fra le tombe etrusche e i quadri del Tintoretto. Perdonami, qui le lezioncine vengono rinviate al mittente. Piuttosto, ricordati al 31/12 di mandarmi l'IBAN... o un tuo simpatico ritratto... ci tengo: io i debiti di gioco li onoro! (non come le banche).

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    7. Peccato che la mia replica non sia stata pubblicata, si vede che non è piaciuta...
      Dato che insegna nella mia terra e le piacciono le citazioni in lingue antiche(a quanto vedo):
      Scine ca scine, ma ca scine 'ntutt

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    8. La tua replica non è stata pubblicata perché non ho avuto il tempo di farlo e perché esprimeva il desiderio di interrompere il dialogo. Non certo perché non possa rispondere alle fesserie che dici, cosa che mi accingo a fare.

      Carissimo: mi stai simpatico, sei anche un bravo ragazzo, considerando il lavoro che fai è estremamente meritorio che tu ti interessi a visioni alternative (rispetto a quelle prevalenti nel tuo ambiente), ma devi per il tuo bene imparare a rivolgerti alla gente in un altro modo. Quello che mi ha fatto girare le palle è il tono sentenzioso con il quale ti sei rivolto a me sostanzialmente imputandomi di non conoscere i dati dell'economia europea. Ora, a parte il fatto che io purtroppo e mio malgrado in questi dati ci vivo più o meno da quando tu sei nato (ma questo potrebbe non voler dir niente, perché potrei essere molto meno intelligente di te), leggendo gli interventi precedenti (netiquette) avresti potuto trarre alcune importanti inferenze sul mio livello di competenza in materia. E infatti nella tua replica, che ora pubblico, tu non controbatti assolutamente i miei argomenti economici, ma sposti il discorso su un altro piano, quello delle "colpe" della mia generazione.

      Peraltro, non so se nel tuo ambiente puoi andare da un senior a dirgli "bravo, peccato che ti sei sbagliato". Quello, probabilmente, non ti manda cordialmente a fare in culo come ho fatto io: ti fa un bel sorriso e ti distrugge la carriera. O no? Quindi, come dire, meglio che impari qui (dove non è pericoloso), a non fare quello che dove lavori tu potrebbe essere pericoloso fare. O non dirmi che le istituzioni finanziarie sono improvvisamente diventate delle agorà di libero pensiero: potrei rimpiangere di aver rifiutato il posto in Bankitalia!

      Del resto, il discorso sulle colpe della mia generazione era mal posto, ma lo accettavo tranquillamente (al di là del suo luogocomunismo) perché io stesso avevo, per provocarti, mal posto il tema delle colpe della tua professione (cosa alla quale hai reagito simpaticamente).

      Ora, se vuoi che andiamo avanti, cosa che a me interessa, visto che riconosco la ricchezza dell'apporto di punti di vista diversi (certo, non di complottisti o antropologi della domenica, ma di trader sì), ti chiedo di rispondere a due domande:

      1) ritengo tu sia nato in una città con meno di 500000 abitanti. Sbaglio?

      2) ti interessa continuare il dialogo?

      Rimane sempre aperta poi la questione se ti interessino i 100 euro. Visto che dovresti essere sicuro di vincerli, che trader sei se non accetti la scommessa? Giochi solo coi soldi altrui?

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    9. Guardi non volevo assolutamente farle girare alcunché e se l'ho fatto chiedo venia. Io leggo con piacere il suo blog, credo di aver imparato davvero molto da lei e soprattutto vorrei avere un rapporto amichevole con persone dotate della sua cultura e lucidità di pensiero.

      Ho replicato sul tema del discorso generazionale perché la sua frase "Che tu hai con tutta probabilità una laurea "del nuovo ordinamento" (leggi: finta) in economia" è abbastanza fastidiosa e fa girare le balle...sa non è piacevole essere giudicati (io con tutti i ragazzi iscritti all'Uni dopo il 2001) così alla leggera.
      Non ho risposto nel merito economico perché per me l'andamento dell'economia tedesca appare di non facile comprensione (se non per i dati che qui di seguito evidenzio) dato che nell'ultimo anno c'è stato un decoupling marcato rispetto al resto dell'Europa; inoltre la Germania, ribadisco, non ha mai vissuto un momento di prosperità simile a questo (l'IFO e la Buba non fanno altro che sottolinearlo http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-1070072/germania-tedeschi-mai-stati-cosi/); l'indebolimento di euro e petrolio potrebbe fornire spinte finora non calcolate; inoltre i prezzi delle case tedesche (a mio modesto parere) sono destinati ad aumentare: in sostanza ritengo che sarebbe opportuno aspettare la seconda release degli ultimi PMI e i prossimi dati sulla produzione industriale (che nel primo trimestre era in crescita) per esprimeri giudizi più accurati. Le evidenze sull'economia crucca, di cui sopra, sono scontate dalla maggior parte degli investitori mondiali: il Dax è l'unico mercato europeo positivo ytd, così come il Bund ytd ha una decisa sovraperformance. Sullo sfondo sono perfettamente a conoscenza degli artifici che la Buba ha messo in piedi in un'asta (e mezzo) acquistando il debito rimasto senza offerta (e che a Banca d'Italia non è concesso fare). Ma tant'è.

      Concludo rispondendo alle sue domande:
      1) le ho prima scritto dicendole che sono di origine abruzzese...quindi la risposta è di facile deduzione...ma non capisco cosa sposti;
      2) certo che interessa;
      3) come ho scritto in precedenza scommettere su quello che decideranno le agenzie di rating non è così appealing; i loro giudizi più e più volte si sono rivelati fallaci e contraddittori (si ricorda quando l'Italia era l'esempio di gestione di elevato debito???) e a me sembra che ultimamente agiscano più per far parlare di sé o per moda; l'ultimo downgrade sulle banche italiane dovrebbe esserne la prova evidente. Se fosse per me vieterei le regole di gestione di fondi e gestioni patrimoniali basate sui loro pensieri.
      Se vuole possiamo scommettere su altro: livelli di rendimento obbligazionari, tassi di cambio ipotetici che dovrebbero avere (o avranno) le monete dei fuoriusciti dall'euro, sul livello minimo che raggiungerà l'Euribor, sul vincitore dell'Europeo di calcio, giocare a poker, ad assassin's creed o a fifa. Cioè su quello che vuole, ma non mi chieda di farlo sulle decisioni di persone, il cui modo di agire sembra (a me) spesso incomprensibile.

      Saluti caro prof.

      Se vuole

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    10. Caro Brian,

      mi trovai qualche hanno fa a bocciare uno studente che sosteneva il mio esame per la quinta volta. Allora lo presi da parte e siccome sono per il dialogo (non sembra) gli chiesi se avesse un problema specifico con la materia o con me, perché a me sembrava una persona intelligente e tutto sommato il programma era semplice. Naturalmente se ci fossero stati problemi personali non avrei voluto saperli, a meno che non volesse dirmeli lui, ma in ogni caso era evidente che un problema c'era e io mi dichiaravo disposto ad aiutarlo a risolverlo.

      Risposta: "Professore, lei per me è come un padre."

      Mia risposta: "Si vede che ti sto rompendo i coglioni. Va bene, vai a casa e studia."

      Tu per me sei come un figlio (per lo stesso motivo).

      Non mi ricordavo che mi avessi parlato di origini abruzzesi. Tieni presente che io amo quella terra e quel mare e la gente che ci abita, che ha dato all'Italia almeno un genio assoluto. Però capita che nelle città piccole si sia qualche volta un po' più supponenti che in quelle grandi, e secondo me questo è quello che ho percepito e che non mi ha fatto piacere.

      Ovviamente, come avrai capito, io nel discorso della montagna apprezzo quasi tutto salvo il porgere l'altra guancia, e quindi ho voluto provocarti con due colpi bassi.

      Ora, venendo al discorso del nuovo ordinamento, come dicevano (appunto) i padri di una volta, fa più male a me che a te. Tu pensi che l'abbia voluta io una cosa simile? E che da ricercatore qual ero al tempo abbia potuto sia pure minimamente influire su questo processo di distruzione? E che io sia contento di non poter insegnare ai miei studenti quello che ho imparato così come è stato insegnato a me, con la stessa accuratezza, lo stesso tempo necessario, la stessa possibilità di approfondimento, negata dallo spezzatino di corsi del 3+2=0? Guarda che quello era solo un grido di rabbia, non voleva nemmeno essere un'attacco verso di te.

      Che la Germania si voglia vedere un'isola felice non mi stupisce, e sui centri studi delle banche centrali ho le mie opinioni. Le evidenze che porti sono interessanti. Speriamo bene, perché se cadesse la Germania il botto sarebbe molto forte.

      Il downgrade delle banche italiane secondo me è perfettamente razionale, perché riflette il fatto che in presenza di un problema di debito privato (non pubblico) l'austerità, strozzando famiglie e imprese, le mette in condizioni di non rimettere i propri debiti alle banche, che quindi, come dire, si trovano in cattive acque (salvo il fatto che poi lo Stato con altra austerità cerca di raccogliere un po' di soldi da dar loro). Sono i famosi salvataggi che non ci salveranno, e questo le agenzie lo sanno. Non nego che il loro comportamento in generale sia schizofrenico. Credo che questo dipenda dalla volontà estemporanea di incidere nei processi politici, e dal fatto che non tutti i loro referenti hanno un piano B pronto rispetto a tutte le possibili contingenze.

      Però almeno la mia scommessa era chiara.

      Comunque, visto che io avevo solo da perderci, se non la accetti va bene così.

      Come è finita con lo studente? La volta successiva ha preso 28 (lo scritto è corretto in forma anonima). Certe volte basta capirsi.

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    11. Soros: «La Ue ha 3 mesi di tempo per correggere la rotta. La crisi? In autunno toccherà alla Germania»
      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-02/soros-mesi-tempo-correggere-182926.shtml?uuid=AbCEdPmF

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    12. (e Giorgetto se ne intende, lo ha dimostrato nel 1992, quando comunque anche Alex se l'è cavata bene).

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  6. Tempismo meraviglioso!

    Avevo appena finito di farmi male leggendo questo concentrato di disinformazione e perfidia:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/28/grecia-fare-come-altri/243648/

    Mi sono precipitato immediatamente sul blog in cerca di conforto e ho trovato il link del suo intervento a Frosinone.
    "Bagnai c'è!"

    Grazie Professore

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    1. Ma perché leggete il Fatto? Perché siete anche voi di quelli che siccome Berlusconi era di destra allora il Fatto è di sinistra? Io sono contento di averti confortato, ma lo sarei stato ancora di più se tu non fossi stato autolesionista.
      Travaglio doveva il suo successo al fatto di essere la voce bianca del coro "Berlusconi boia". Ora che Berlusconi non c'è più, il coretto non ha più ragione di esistere (e infatti vedi che brutta musica canta?).

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    2. Buongiorno Alberto!
      se posso rispondere a questo io leggo il fatto non perché lui sia di sinistra e non di destra, ma perché se devo leggere delle scemenze preferisco leggerle da chi le riporta con la propria testa e non perché è pagato, almeno apparentemente, da qualcuno. A livello economico non mi quadrava gran che la linea di quel giornale e da quando leggo questo blog mi quadra ancora meno, ma almeno su altri argomenti riporta notizie e approfondimenti che vale la pena di leggere.

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  7. Ho ascoltato una parte del convegno sul sito di Eco della Rete e volevo dirti che in Argentina la macchinetta che dava in tempo reale la quotazione della pasta e fagioli io non l' ho mai vista. Non ho visto niente di simile nemmeno in Brasile a cavallo fra gli anni '80 e '90 quando un pranzo costava un miliardo e mezzo a persona (mi pare di Cruzados, cambiavano nome della moneta molto spesso).
    I sudamericani sono eleganti affabulatori e per darne un' idea più chiara ti riporto una frase dello stesso signore sul suo blog a proposito del bank run che secondo lui ci sarà in Italia:

    "Negli ultimi tre mesi le tre più importanti banche private tedesche (Deutsche Bank, Commerzbank, Kredietkebank) hanno chiesto –e ottenuto- l’apertura di complessivi 250 nuovi sportelli in Italia. Così sarà tutto più facile. Basterà attraversare la strada e spostare tutti i propri soldi nella filiale tedesca nella vostra città."

    Il bank run forse ci sarà davvero ma non credo che basterà attraversare la strada.

    Poi la macchinetta c' era davvero, chissà, pero a mi me parece una gran gilada y no hay que darle mucha bola.
    Però ha citato Dostoevskij.

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    1. Sai, guardando tutto il convegno (se lo hanno messo) potresti capire tante cose... Sinceramente, quel Dostojevskij mi sembrava un po' appiccicato lì, e naturalmente nel 2001 la macchinetta NON poteva esserci perché l'inflazione fu del 20%. Credo che ci sia stato un errore di un decennio. Vale il solito principio ciceroniano: rem tene, verba sequentur. E chi prova a confinarmi nel ruolo dell'economista riservando a se stesso il ruolo dell'intellettuale di ampie vedute viene sbriciolato all'istante (sine ira et studio, naturalmente, solo per far capire bene come stanno le cose e perché voi siete su questo blog...).

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  8. io da questo video l'unica cosa che ho capito è che Feldstein è grillino... fate voi!

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    1. io da questo video ho imparato che Bagnai assomiglia tanto a Hollande. Però in versione più carina.

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    2. Marco, te lo dico con tanto affetto...

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    3. Vero, potrebbe essere un misto di Hollande e Carlo Verdone :)

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    4. E lo dico anche a te, con tantissimo affetto...

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  9. GRAN-DIO-SO, Mr Bond!!!

    Non ho resistito e me lo sono guardato in pausa pranzo, il rumore dei grissini ha coperto qualche parola, ma questa sera me lo rivedo con calma.

    Intato posso dire che il suo intervento è stato:
    - chiaro e semplice (come tutte le cose geniali)
    - documentato con dati e riferimenti autorevoli (nei limiti del contesto e del tempo; chi vuole qui e nei libri che ha consigliato trova tutto il resto)
    - piacevole da ascoltare quanto i suoi post lo sono da leggere
    - spontaneo e disinvolto
    - coraggioso (da vero Cavaliere Nero)
    - colori chiari e primaverili: bravo nulla a che vedere con i becchini del governo!

    VOTO: 10 e lode!!!!!!! (scusi se dilago, il maestro è solo lei!)

    Quando qualcuno glielo lascerà dire in tv? Magari anche a quella greca, francese, spagnola... e tedesca!

    GRAZIE!!!!
    E grazie anche a Fiorenzo Fraioli, ecodellarete, a chi ha organizzato, filmato e messo in rete la conferenza. Grazie a tutti!

    RispondiElimina
  10. Vede professore, io leggo un pò di tutto (e non mi riferisco solo ai giornali) e so perfettamente che il F.Q. è tutto tranne che di sinistra, così come non lo è Travaglio, che ha avuto come vate Montanelli.
    Lo leggo perchè sento il bisogno di informarmi, anche su tematiche che hanno poco o nulla a che fare con l'economia, cercando di stimolare sempre e comunque il mio spirito critico.

    Del resto, se sono approdato (fortunatamente) al suo blog lo devo proprio ad un link, postato in un commento a fine articolo del F.Q., da un frequentatore del suo blog alcune settimane fa.

    Senca contare che "il nemico", per conoscerlo (ed evitarlo), bisogna anche leggerselo, come dimostrano già alcuni suoi blog che proprio da articoli "terroristici" hanno preso spunto.

    Grazie ancora per il tempo che ci dedica e buon lavoro!
    Carlo

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    1. Carlo carissimo, non volevo criticarti, siamo in democrazia. Ma se uno viene e si lamenta del FQ, mi viene spontaneo ricordargli come stanno le cose. Poi tu mi dici che lo sai, e che bisogna conoscere il nemico. Meglio così! Per me è questione di tempo. Il nemico mi sembra di conoscerlo abbastanza, non posso seguirlo in tutti i suoi deliri! Ma ovviamente chi ha più tempo per documentarsi meglio è certamente bene che lo faccia!

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  11. Fantastica lezione, professore. Mi dispiace che l'altro giorno ci siamo beccati su una questione tecnica (si ricorda la correlazione tra terrorismo e crisi economica?), avercene di professori come lei :-)

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  12. Ti scongiuro, non fare mai più il gesto delle virgolette... Piuttosto procurati un cartellino con su scritto "Attenzione! Ironia!"...

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    1. Claudio, cosa vuoi farci? Sei tanto bravo, ma sei pur sempre uno studente, e di giurisprudenza! Non potevo aspettarmi che tu cogliessi la sottile metaironia consistente nel rivolgermi ai minus habens con un gesto tipicamente da minus habens. Un gesto che non mi appartiene perché ci proviene da un popolo di minus habens, ossessionato dal politically correct (che non è la prima delle mie preoccupazioni), e che quindi è costretto a infarcire di IMHO, "quotes quotes" e stronzate simili tutte le discussioni, data la probabilità estremamente elevata che l'interlocutore non sia in grado di gestire registri espressivi un minimo evoluti.

      Del resto, l'origine geografica di questo gesto è tradita dalla sua stessa mimica: in Italia e in Francia si usa(va)no i caporali, non i doppi apici. Insomma, roba anglosassone.

      Inutile dirti che per me chi fa quel gesto SUL SERIO andrebbe fucilato sul posto, esattamente come chi utilizza "piuttosto che" come locuzione congiuntiva coordinante con funzione disgiuntivo-copulativa (sintesi: gli ellissoidi).

      Non preoccuparti: l'ironia resta il più efficace filtro antistronzi, naturalmente se NON preannunciata con cartelli o "quotes quotes". Sono fermamente intenzionato a continuare ad servirmene in questa sua insostituibile funzione.

      Ego te absolvo. Per penitenza vatti a leggere i commenti all'ultimo post pubblicato su CDC.

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    2. Per penitenza andrò a leggermi CDC. Una vera corona di spine.

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  13. bellissimo intervento prof, complimenti.
    aspetto il convegno di pescara per vederla in tv
    :-)

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  14. Che poi, chi li paga gli interessi di questi Eurobond? Siamo sicuri che i mercati li comprerebbero a tassi bassi?

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  15. Ottima esposizione, mister Bond. Lieto di aver concorso in piccolissima parte all'evento! con stima ed affetto.

    Antonio

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  16. Lei non si rende conto dello spasso. Sa quanti piddini statici e dinamici ci sono in giro? Non si dovrebbe ridere ma lasciarli parlare e zittirli grazie ai suoi post non ha prezzo. Forse deriderli in pubblico non è il modo per redimerli ma come dice spesso lei Dio non paga ogni sabato. Comunque ha ragione istwine... non solo Feldstein anche Krugman è un 5 stelle!

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    1. Non credo siano redimibili. La tragedia è questa. Le idiozie che sento ripetere e vedo scrivere in giro sono lancinanti. Ma un'utilità ce l'hanno: servono a farci capire perché la storia si è svolta dipanando una catena di assurde violenze, laddove sarebbe spesso bastato (ma forse mi illudo io) un po' di buon senso. Comunque: io sarò sicuramente un illuso, ma se la democrazia deve basarsi sulla disinformazione, allora aridatece er dispotismo (quello del '700): io potrei fare il musicista, e almeno qualche piddino farebbe quello che fa oggi: il servo della gleba.

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    2. no no Marco, Krugman no, perché è abbastanza conosciuto. Krugman è americano, quindi naturalmente contro l'euro!

      sostanzialmente la battuta, che non era granché, era rivolta a quel particolare handicap proprio dei piddini che consiste nell'attribuire alle persone che non conoscono (qualunque sia la loro professione, in questo caso economista) il pensiero del primo che in tv ha detto qualcosa di simile (ma molto alla lontana). secondo la logica del "ciò che non c'è in tv non esiste". questo handicap lo attribuiscono ai fan del berlusconismo. ma essendo il berlusconismo (e la sua antitesi) un'altra minchiata creata da loro stessi, è ovvio che loro sono le prime vittime.

      un altro particolare handicap dei piddini è la loro totale mancanza di compassione, nonostante loro si ritengano i buoni. e questo è evidente in ogni loro posizione, e la crisi dell'eurozona oltre a smascherare la vera natura dell'euro, sta smascherando anche la vera natura dei piddini. persone prive di compassione.

      infine, hanno un pregio: quando parteggiano, loro parteggiano ad oltranza. e quindi se Prodi gli dice che dall'euro ci sta guadagnando solo la germania e se Visco gli dice che fu creato appositamente per questo, loro condividono e con l'aria baldanzosa dicono "e infatti lo dice anche Prodi, quale sarebbe la novità?". non cogliendo che.

      scusate, ogni tanto è bello ripetersi.

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    3. e s'aggiunge pure il ministro Barca che racconta a L'Infedele di quando era in Bankitalia e sapevano che stavano creando qualcosa d'instabile (con l'unione monetaria), sperando che alla prima instabilità sarebbero riusciti a livello europeo a mettersi d'accordo.

      io l'ho scoperto da sto morto di sonno qui:

      http://econoliberal.blogspot.it/2012/05/la-verita-di-barca.html

      che ovviamente conferma in pieno il mio 3) punto.

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  17. Prof il link che segnali probabilmente ha tolto il video( stamani si vedeva oggi pomeriggio non carica),per vederlo bisogna andare direttamente sul sito di ecodellarete.

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    1. A me non risulta, comunque grazie per la segnalazione.

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    2. Confermo che il link funziona.

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  18. Sicuramente avrai buoni motivi per vedere Martin Feldstein come un esempio.Ma io che sono l'uomo del Bar,dopo aver visto domenica Inside Job,dove viene intervistato anche Feldstein, qualche legittimo dubbio sull'onesta intellettuale della produzione scientifica di una parte degli economisti Americani mi viene.Non è certo un caso se il documentario finisce affermando "il danno più grosso che hanno fatto le lobby bancarie è quello di avere inquinato le maggiori un Università degli States.

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    1. Non credo di averlo definito un "esempio" (di cosa, poi?). Certamente è uno degli studiosi più autorevoli della mobilità internazionale dei capitali, il suo articolo del 1980 con Horioka è probabilmente uno dei più citati del dopoguerra, ecc.

      Dopo di che, ha anche preso delle solenni cantonate, come capita. Ma sull'euro mi sembra che abbia colto esattamente l'essenza politica del problema (con buona pace di Fiorenzo, che continua a vedere il mondo diviso in cassetti, per cui gli economisti devono sapere e parlare solo di economia, e di politica parlano i politici, e di intelletto gli intellettuali, ecc.). Peraltro, se ti vedi tutti gli atti dell'incontro forse trovi anche il punto nel quale gli spiego che certi schematismi con me non attaccano.

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    2. Ehi ehi, io non ho detto che "gli economisti devono sapere e parlare solo di economia, e di politica parlano i politici, e di intelletto gli intellettuali, ecc". Io ho detto che ognuno vede le cose dalla sua particolare visuale, spesso finendo con il darle più importanza del dovuto.

      Un comportamento tipico degli economisti, dei politici, degli intellettuali, dei tassisti romani, dei bancari, dei banchieri, degli insegnanti etc. etc. etc.

      Grazie di cuore, prof. Bagnai, per tutto quello che sta facendo. Anche a nome dei miei amici piddini (un giorno, lei lo sa, diranno "ah, quel Bagnai, aveva proprio ragione"). Poi chineranno il capino sulla ciotola di crauti, offerta dalle dame di San Vincenzo.

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    3. Sempre sul pezzo, eh!? Mettiamola così: quando si parla di economia, ci sono punti di vista meno inutili degli altri. Tu mettili tutti, poi il mercato giudicherà. E comunque tu sai che io ti voglio bene, e che io so che non sei tu quello che ha provato a fare il giochetto del confinare Bagnai nel ruolo dell'economista... Avrai apprezzato la mia moderazione... ;)

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  19. prof io non ho capito bene il passaggio tra aumento del debito privato e aumento dello spread.
    gli investitori vedono rischioso un aumento del debito privato e quindi si fidano meno del debito pubblico?
    lo stato non può comunque usare più leva fiscale ??
    o nel lungo periodo il fatto che i cittadini si impoveriscano sempre di più ( + debito ) può creare problemi allo stato per il reperimento degli interessi da pagare??
    Grazie .
    p.s. sulla Germania ( per le poche competenze che ho) la penso come lei infatti sono short di schatz e pimco invece pensa questo : http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201205231121343234&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Pimco%20taglia%20investimenti%20in%20Bund

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    1. Intanto noi parliamo dello spread sul debito pubblico per ovvi motivi di pressione politica (e anche di rilevanza economica, non c'è dubbio), ma esiste anche uno spread sul debito privato, del quale non si parla, e che preesisteva a quello sul debito pubblico, come ti faccio vedere ad esempio qui (il post si riferisce alla Grecia, ma nell'articolo che sto ultimando dimostro che dinamiche simili si sono avute in tutte le crisi periferiche). Quello che impensierisce le banche è il fatto di non rientrare dei soldi. Il debito è privato. Poi lo Stato deve intervenire per ripianare i bilanci delle banche, o nazionalizzarle (come in Germania, o in Spagna) e il debito diventa pubblico. Ma secondo me comunque la dinamica degli spread, oltre queste determinanti fondamentali, ne ha anche di più "strategiche". Oggi per attaccare un paese non puoi più vendere la sua valuta (come nel 1992): però puoi vendere i suoi titoli...

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    2. Se proprio vuoi saperla tutta, io è da novembre che la penso come Pimco (e il prof. Santarelli mi conforta in questo). Viceversa brian82, sopra, è di avviso contrario. Chi vivrà vedrà...

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    3. ma fra aumento di debito estero e aumento del debito privato cosa è più rilevante (quando non sono concomitanti)?

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  20. "Comunque: io sarò sicuramente un illuso, ma se la democrazia deve basarsi sulla disinformazione, allora aridatece er dispotismo (quello del '700): io potrei fare il musicista, e almeno qualche piddino farebbe quello che fa oggi: il servo della gleba."

    PAROLE SAGGE!!!!! Lo ripeto da una vita, e mi sento dare sempre del fascista, dispotico e totalitarista. Fosse per me, toglierei anche il suffragio universale. Non per tornare a 200 anni fa: darei a tutti la possibilità di voto, indipendentemente dalla classe di appartenenza. Ma darei la tessera elettorale solamente a chi dimostra di sapere l'ABC di educazione civica. Penso che la motivazione del disastro attuale della democrazia è di permettere a tutti di votare. E di far si che il voto di un imbecille abbia lo stesso peso del voto di un premio nobel. Mi chiedo quanti passerebbero questo esame...

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    1. finalmente trovo una persona che mi fa sentire meno "dispotico" del solito. Pensi esattamente cose che da anni penso e che hanno tutto il risultato nell'ascoltatore medio di darti già alla quarta parola del fascista!

      Pensa che 3 anni fa, mi incontrai con dei ragazzi del movimento a 5 stelle delle mie parti: provai a intavolare dei discorsi con loro, e dissi le stesse cose che hai scritto qui sopra. giammai! mi guardarono come fossi un assassino..

      magari esagero, peccato che chi mi ha "assassinato" il presente e con molta probabilita' il mio futuro sono anche in buona parte le persone "aperte" come loro.

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    2. In Francia ho sentito discutere seriamente di tornare a un sistema elettorale su base censitaria. In un paese di evasori come il nostro, questo significherebbe togliere il diritto di voto non ai poveracci, che le tasse le pagano, ma a quello stuolo di truzzi col SUV che dichiarano 1000 euro l'anno. Proposta populista che temo non risolverebbe però molto, perché il vero assassinio del futuro temo non venga da loro, ma, come dice Paolo, dalle persone "aperte", cioè dai piddini...

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    3. Una testa, un voto, il grande slogan del suffragismo universale. Può darsi avesse un forte valore democratico allora, ma oggi la mia domanda è: unatestaunvoto, d'accordo, ma quando la testa è di c...o, che voto può esprimere, se non un voto del c...o?
      Un amico mio, che in tempi non sospetti (ma ci sono mai stati tempi non sospetti per l'euro?) al bar si lamentava sempre dell'euro che ci ha devastati, aveva sul voto una sua teoria precisa: che in cabina elettorale potessero accedere soltanto coloro che avessero un certo numero di visti sul passaporto (esclusi naturalmente i visti di viaggi effettuati con francorosso o valtur)

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    4. Una testa un voto serve per fare gli eserciti di massa, mica per la democrazia. Cosa pensavate?

      Nel '700, secolo di guerre, alla fine i morti erano sempre pochissimi (in proporzione ovviamente con le altre carneficine) perché gli eserciti erano in gran parte mercenari e fra "colleghi" si ha un occhio di riguardo ;)

      Ringraziate la Rivoluzione Francese e Napoleone.

      Io sarei anche per il ritorno al colonialismo... comodo imporre l'austerità ai poracci, fregargli soldi e risorse e lasciarli scannare fra loro, del resto per questo scomparve, costava troppo tener buona tutta quella gente, ma so che qui Alberto mi cazzia.

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    5. Ma in realtà il PDS/DS/PD non sono mai stati degli estimatori del suffragio universale e dello slogan una testa un voto, tutto il loro discutere di legge elettorale, maggioritario, doppio turno, soglie di sbarramento ha sempre avuto un solo scopo: dato che non riescono a vincere un'elezione facendosi votare dalla maggioranza degli italiani devono rifugiarsi nelle alchimie dei sistemi elettorali.

      Giuseppe Sini

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  21. Complimenti per l'intervento. Ritengo che l'ultima parte sia stata un pò frettolosa (il tempo era sicuramente poco per rispondere a tutto) e mi lascia un dubbio.
    Ho l'impressione che una sorta di GDP-indexed bonds (with a deductible) à la Drèze (2000) applicata all'euro zona possano essere utili: per penalizzare/avvantaggiare i paesi in base al tasso di crescita del PIL (i paesi a bassa crescita beneficiano di un tasso più vantaggioso, rendendo automatica una politica fiscale anticiclica); per aumentare la capacità dell'area valutaria di rispondere a rischi idiosincratici (sharing of macroeconomic riscks); per permettere ai paesi periferici di beneficiare di tassi più bassi.
    Nel paper, Dréze porta l'esempio degli US: il rischio di ogni stato è compartecipato al 30-35% a livello centrale. Il rischio di moral hazard non sembra significativo nei dati (Persson e Tabellini, 1996). In europa, non ho dati, ma dovremmo essere ampiamente sotto il 10% di risk pooling.
    Condivido l'analisi; ma mi domando 1) come uno strumento del genere può reagire a differenziali di inflazione dovuti a differenze "profonde" tra paesi; 2) come (e se) tale strumento possa permettere di modificare tali parametri (assetto giuridico, istituzionale, contrattazione salariale, etc...) affinchè, dopo un riallineamento di svalutazione interna (o, magari, politica espansiva del Nord), l'unione possa tenere.

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    1. Certo, il mio intervento è stato un po' frettoloso, lo ammetto, per la necessità di chiudere, come lei ha intuito. Constato che intervenire sul 118° post di un blog senza sapere molto di quello che c'è scritto prima in Italia continua però ad essere considerato segno di ponderatezza!

      La ringrazio per il contributo estremamente colto. Ho già spiegato diffusamente in questo blog e su riviste scientifiche i motivi per i quali ritengo che qualsiasi input di ingegneria finanziaria non riesca a risolvere il problema degli squilibri europei, problema che comunque non può essere risolto intervenendo "a valle" (e gli Eurobond sono un intervento a valle). Del resto, non sono il solo a pensarlo.

      Se le interessa sapere meglio come la penso io, le suggerisco Crisi finanziaria e governo dell'economia: un articolo che credo la deluderà, perché sicuramente troppo semplice per i suoi gusti: c'è un'età per Richard Strauss (o Drèze) e una per Palestrina. Se le interessava dire come la pensa, lo ha fatto: è uno stimolo in effetti molto colto e interessante, ci rifletterò, ma temo che lo troverò inadeguato alla natura del problema che stiamo fronteggiando.

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    2. Grazie per l'intermezzo musicale!

      Mi permetto di replicare.
      Il mio interesse è di comprendere se tale strumento (fondato su studi microeconomici) può essere adattato per assorbire differenze strutturali, più o meno connesse con gli shocks idiosincratici e con i loro effetti sulle economie. La domanda che mi pongo è chiaramente teorica. In generale, vi è un certo consenso sul fatto che la redistribuzione internazionale del rischio non è sufficiente.

      Se però tale strumento (permettendo una ridistribuzione tra economie non lo vedo come mera ingegneria finanziaria) potesse coprire (anche parzialmente) il ruolo della perduta flessibilità valutaria (anche se a costo di un costoso riallineamento iniziale), sarebbe ancora più interessante da studiare. E qui, sarei onorato di leggere sue considerazioni (senza alcuna fretta).

      Sono assolutamente convinto (grazie ai suoi interessanti stimoli empirici e non solo) che il ritorno alla sovranità valuaria sia la soluzione di second best per le economie periferiche. (Ciò non toglie che titoli sovranazionali indicizzati possono essere utili indipendentemente dalla presenza/assenza di accordi di cambio/moneta unica)

      Prometto di rileggere con maggiore attenzione i due articoli linkati (scaricati e salvati). Siccome il tempo è risorsa molto molto scarsa, io leggo quando posso ed evito di commentare (e farle perdere tempo). Per mia fortuna, ho scoperto il suo blog abbastanza presto (gennaio) e, dopo aver recuperato i post precedenti, mi tengo costantemente aggiornato.

      grazie per la cortese (e lunga) risposta.
      EF

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  22. p.p.s. *debito privato estero

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  23. Non avevo mica capito quali fossero le virgolette che mancano agli economisti senza... :)
    Grazie anche per il video!

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  24. Prof, una domanda. Lei dice nel suo intervento che gli stati periferici avrebbero accettato di suicid.. ehm, attaccarsi ad una valuta più forte della loro per "spirito di accettazione". Un po' come il povero sfigato dei film per teenagers americani che per sentirsi accettato entra nel gruppo di gangster messicani pur sapendo che andrà nei casini, solo per sentirsi ben accetto. Ora, io non sono d'accordo con discorsi complottistici stile Rockfeller insieme alla Trilaterale, Bildeberg, ed i tagliapietre (gli appassionati dei simpsons capiranno) che decidono a tavolino di impoverirci tutti; ma non riesco a credere che chi ci governa sia così imbecille da non sapere a cosa stavamo andando incontro. Posso anche credere che un Gasparri o un Borghezio se hanno fatto danno l'hanno fatto in buona fede, ma sono sicuro che un Prodi, un D'Alema, un Tremonti, sanno benissimo tutti i discorsi che vengono fatti in questo blog.

    Per questo non riesco a capacitarmi ed accettare il fatto che quello che è successo sia successo per "caso". A ogni modo, la direzione presa dagli "europeisti" a togliere la sovranità agli stati per darla a un circolo non ben definito di non eletti mi pare abbastanza chiara. E su questo ancora non riesco a farmi un'idea ben definita.

    A ogni modo, ottimo intervento. Come sempre chiaro, brillante, e anche scorrevole. Perfino divertente da sentire (seppur nella tragicità dei contenuti).

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    1. Ma io ho spiegato centinaia di volte quali sono stati gli incentivi dei vari attori di questo processo, fabiuccio mio. Lo hai letto il primo articolo? Ovvio che le cose non succedono (solo) per caso. Mi premeva in particolare di sottolineare lo stolido nazionalismo che viene utilizzato per giustificare questi agganci nominali a una valuta troppo forte, ma questo, sia chiaro, è solo una delle motivazioni, quella usata per parlare alla pancia dei piddini di turno. Va messa in evidenza ora che i piddini dicono che se vuoi USCIRE sei nazionalista. In realtà in nazionalismo becero si manifesta nel desiderio di ENTRARE. Mi sembra evidente.

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  25. A proposito: Eco ha postato un link dal quale risulta che la storia di Hamilton è tutta diversa da come l'ho sentita raccontare al collega in Francia: o ho capito male io (possibile) o l'ha raccontata male lui (probabile). L'unica cosa certa è che la guerra di secessione c'è stata, quindi, come dire, i dettagli di quello che è successo prima sono senz'altro interessanti...

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    1. In questo campo sono uno che ascolta e, ogni tanto, azzarda qualche considerazione. La probabilità che abbia raccontato male è 99,999%. Cmq, quello che ho capito è questo: con gli USABOND Hamilton ha fatto quello che non vuole fare oggi la Merkel ma, ciò nonostante, 60 anni dopo la guerra (commerciale) di secessione è scoppiata ugualmente. Insomma, le unioni si possono anche fare, ma solo dopo aver "regolato sul campo" la questione del "chi comanda". Se sbalio corigeteme.

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    2. Guarda Eco che chi ha sbaliato sono io! Ripeto: ho raccontato la storia come l'ho sentita (o capita) dal collega americano incontrato in Francia (c'era anche G.), ma il link a Wikipedia che hai postato chiarisce che il mio racconto è fasullo: non può essere stato Hamilton a "federalizzare" il debito dopo le guerre napoleoniche, perché:

      1) è morto prima:
      2) ha fatto l'unione monetaria ma non (mi pare) quella fiscale.

      Quindi c'è qualcosa che non torna in quello che IO ho detto, e me ne scuso. Verificherò per capire quale è stata la vera storia dell'USABOND, ma, ripeto, il dato è che COMUNQUE dopo c'è stata la guerra di secessione, per cui rimane il mio punto che se tieni insieme con lo sputo una teiera che è andata in cocci, e magari la riempi anche di acqua bollente, poi ti scotti. Capita (cioè: càpita).

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    3. Penso di aver capito: probabilmente ho equivocato o capito male il collega, che avrà parlato del debito che si era accumulato durante le guerre di indipendenza americana, e non dopo le guerre napoleoniche. Il dibattito fra Jefferson e Hamilton si svolse in quegli anni lì, alla fine del XVIII secolo. Significa solo che ci vogliono 60 invece di 40 anni per avere una guerra di secessione dopo gli Eurobond. Noi siamo a posto. Mi accontento tranquillamente di arrivare a 110 anni.

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    4. Scusate, ma una precisazione che ritengo necessaria. Fino agli anni '30 la spesa pubblica USA era per per lo più locale, quindi ok sti USAbond ma dovevan essere poca cosa (tipo i Project-bond di cui si parla ora).

      Solo col New Deal il bilancio federale inizia ad avere più importanza di quelli locali e statali , e a spendere di conseguenza.

      (p.s. non sono io il genio... è Piga che ha pubblicato questo bellissimo articolo sull'argomento http://www.gustavopiga.it/2012/of-madison-lincoln-and-a-european-leader-with-no-name-yet/ )

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    5. Forse però il countdown dovrebbe iniziare da quando si è affermata la rivoluzione industriale negli Stati Uniti e in particolare l'industrializzazione degli Stati abolizionisti.

      A proposito di Hamilton ricordo che mi era sembrato interessante questo scritto di Sargent https://files.nyu.edu/ts43/public/research/Sargent_Sweden_final.pdf

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    6. Ri-ri-ri-ri-ri-ri-ripeto. La storiella su Hamilton e Jefferson a me era sembrata una stronzata fin dal momento in cui l'ho sentita (interpretandone male la scansione temporale). In generale, mi sembrano o stupidi o tendenziosi tutti gli accostamenti fra situazione statunitense passata, presente o futura e situazione europea passata, presente o futura. Ho citato quella storia perché essa contiene un unico punto di verità: le unioni (monetarie, fiscali, matrimoniali) che non hanno un razionale esplodono facendo vittime. Punto. E basta.

      Quindi il tuo contributo è assolutamente nella mia linea, perché dimostra che il collega stava dicendo una cosa sostanzialmente futile, visto che la situazione statunitense dell'epoca era diversa da quella attuale (il che peraltro implica che la guerra di secessione consegue all'unione monetaria più che a quella fiscale - che poi è il punto di Feldstein).

      Per quel che riguarda gli Stati Uniti date assolutamente retta a Piga, che per motivi biografici e scientifici è assolutamente attendibile, molto più degli economisti di passaggio che vi ho citato io.

      Grazie Alessandro per la segnalazione. Che non sei un genio me ne sono accorto da come ti sei lasciato sfuggire un rigore a porta vuota su NFA... ;)

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    7. E' che mi sto rendendo conto che avevi ragione tu, è tempo perso. E' gente che ragiona su luoghi comuni peggio che i piddini.
      Preferisco quasi i miei amici "austriaci" che perlomeno sanno cosa è il "moral hazard" e la idiozia di usare il paragone fra un mutuo di una famiglia (a scadenza fissa, a tasso fisso e che non produce alcun reddito tranne il risparmio sull'affitto) con il debito statale per dimostrare l'equivalenza ricardiana non ci pensano nemmeno di dirla.

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  26. Lei conosce Gianni Toniolo? Ha appena detto all'infedele che se la Grecia uscisse dall'euro ci sarebbe una gigantesca fuga di capitali da Spagna italia e Francia e una recessione mai vista in Europa nel XX. Al di la del catastrofismo dissennato, su cui si è già espresso, secondo lei è plausibile uno scenario di fuga di capitali dai paesi rimasti nell'euro dopo un ipotetica uscita della grecia?

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    1. Non conosco Gianni Toniolo e forse non voglio nemmeno tanto conoscerlo, se è uno che dice queste cose. Io sto lavorando a un mio articolo. La fuga di capitali c'è già stata. Certo, diffondere il panico non aiuta in ogni caso...

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    2. Ho pensato potesse conoscerlo visto che ha scritto alcuni articoli per lavoce.info. Fa niente. Buon lavoro e i miei più sentiti complimenti per il suo intervento a Frosinone.

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  27. La ringrazio moltissimo Professore per l'ennesimo contributo che ci dà per comprendere quello che sta accadendo, e probabilmente fornirci delle chiavi di lettura per capire cosa verrà. Davvero prezioso il suo impegno e il suo lavoro.

    Mettendo da parte il complottismo/complotto: a me non tornano alcune cose, e cioe' io non riesco proprio a convincermi che tutte queste sciagure e tragedie su milioni di persone, questi "cicli", guerre, distruggi e ricostruisci.. piani per unire i paesi dell'europa, patti fiscali, trattati scritti in un certo modo, segreti di stato e percorsi di leggi costituzionali..

    insomma, in queste cose (e in tante altre che verrebbe lungo elencare), proprio non riesco a limitarmi nel darmi come spiegazione che tutto sia riconducibile al "nazionalismo", l'ingenuità, l'impreparazione, la "mania di grandezza" dello squilibrato di turno o la mera stupidita'..

    a me sembra, (magari sbagliero' o esagererò) che se da un lato ci sono, ci sono state e probabilmente ci saranno anche guerre mondiali, guerre ad altri stati, crisi, ripetute bolle, attacchi speculativi e tante altre situazioni drammatiche per milioni di persone, sono tutte cose molto negative e devastanti, MA in queste situazioni, qualcuno avrà, sta facendo e farà giganteschi guadagni.

    Che dietro a tutto sto trambusto europeo ci sia solo l'ardore ariano, non mi convince fino in fondo, piuttosto lo vedo più come uno di quegli argomenti per fomentare al momento opportuno (per chi ha da guadagnarci) quegli scenari di "tirar la coperta scocciati"..

    Nel grafico tra debito pubblico e estero (da incorniciare come quello relativo al rapporto tra svalutazione e inflazione!), vedo che alcuni stati "periferici" accumulano un debito estero.
    Contemporaneamente vedo (non so se e' corretto definirlo cosi') una variazione in negativo della germania.
    Domanda sciocca: quel "di più" della germania rispecchia una parte del debito estero che i paesi periferici hanno dovuto cercare (importare dall'?) all'estero? In che misura all'incirca? Chi sono gli altri "esportatori di capitali" verso i paesi periferici a livello extraeuropeo? Stati Uniti? e l'inghilterra, ha un ruolo in queste dinamiche?

    Grazie ancora! e mi scusi per le tante domande..e soprattutto se ho scritto delle sciocchezze.

    PS: se le capitasse ancora di presenziare ad una giornata di approfondimenti come quella di Frosinone, sarei davvero felice di saperlo e magari, provare ad esserci.
    Riguardo a quello che sta organizzando per fine Giugno, un imprevisto temo mi trovera' impossibilitato a venire, e mi creda, con grandissimo dispiacere! spero che ci sarà qualcuno che come è successo a Frosinone, filmando regalera' a tante persone informazioni utilissime e grandi spunti di riflessione.

    Paolo

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    1. Sono tutte cose delle quali abbiamo già parlato, però!

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  28. Finalmente è stato trovato nel governo un "tecnico di sinistra"! Si tratta del ministro Barca per la coesione territoriale, che Lerner con mezzo metro di lingua in fuori sta coccolando all'Infedele tutto contento perché Barca ha dichiarato a qualche giornale che "il comunismo nella (sua) famiglia è stato una malattia insanabile" e che nel 2008 ha votato "a sinistra del PD".
    Sì, adesso abbiamo la certezza di vivere nel migliore dei mondi tecnici possibili.

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  29. Ma sentitevi quanto è bella questa!

    Dedicata ai fessi che mi banalizzano come antigermanico... e della Germania e del mio amore (ricambiato) per lei sanno così poco... poracci... il problema è che la Germania si sta suicidando, prova ne sia che per sentire suonare Boddecker in modo decente bisogna ricorrere a un canadese e a un italiano!

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    1. pure a Palazzo Tursi è venuto! buon per lei che non la seguivo ancora, se no la assediavo di domande da piddi(elli)no!

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  30. Complimenti professore. Ottimo intervento, la seguo sempre e mi sono letta tutti i suoi articoli qui nel blog. Se non fossi già laureata in lettere moderne e avessi qualche anno di meno verrei di corsa ad iscrivermi ad Economia a Pescara, almeno avrei il privilegio di poter assistere alle sue lezioni (e di mandare a morì...gli amici del mio quasi ragazzo).

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  31. Per gli Stati Uniti forse è come dice Piga.


    Sì all’Europa sovrana, no alla sovra-Europa

    http://www.gustavopiga.it/2012/europa-europei-sovranita/

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  32. Il suo intervento e' assolutamente perfetto per la divulgazione.
    Il breve passo su moderazione salariale e export è esemplare: per chi sta in trincea (microimpresa diciamo high tech ormai esportatrice all'80%) suona estremamente familiare, perchè la musica su cui molte PMI ballano da un 4 anni a questa parte è o esporti o muori. Lei parla di moderazione salariale ma chiaramente per i prezzi imposti da grossi clienti nazionali ai terzisti è la stessa cosa. Ora una moneta forte favorisce le importazioni da fuori area euro, quindi il gioco e' lampante: se la germania fosse questa incredibile potenza esportatrice fuori eurozona un un euro forte sarebbe una palla al piede, ma se si importa da fuori eurozona (merce o materie prime) per rivendere dentro l'eurozona, il vantaggio è lampante. Su scala micro ci sono stati broker tedeschi e olandesi che hanno fatto guadagni spropositati negli ultimi 10 anni.
    A corollario un dettaglio inerente il mio settore di riferimento: per quello che riguarda la sanità Bruxelles ha puntato molto sui farmaci generici per contenere le spese sanitarie nazionali, e fin qui tutto bene. Ma mentre i produttori europei erano - giustamente- normati e controllati, fino a 3 anni fa a un produttore cinese o indiano bastava presentare un'autocertificazione di compliance agli standard occidentali per essere ammesso sul mercato (l'obiettivo era ovviamente conseguire un ulteriore contenimento dei costi). Il risultato è stato devastante, specie in italia, dove le medie aziende migliori sono state ristrutturate e vendute (ad acquirenti esteri) con un saldo occupazionale tragico (alcune migliaia di ristrutturati-ceduti con ramo di azienda-in mobilità etc). Qui in bottega facendoci due conti in tasca, ci fosse ancora la lira avremmo probabilemente mantenuto buona parte del fatturato domestico e aumentato l'export (che è prevalentemente fuori eurozona).

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  33. Buongiorno Alberto. Non avevo mai sentito nulla di questo autore Veramente molto bella e ben eseguita. In effetti molta curiosità sull'accordatura me l'hai fatta venire perché qui, se non mi sbaglio, ci muoviamo in un'epoca che antecede il sistema temperato. Come vi regolate con il diapason? esiste una convenzione condivisa seguita dagli artigiani che replicano gli strumenti d'epoca o, ogni volta che cambi flautista/i - flauto/i devi riaccordare lo strumento?

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    1. Sì, esistono molte convenzioni, ma se ti riferisci a Bodekker avevo dovuto adottare un temperamento il più possibile circolante (leggi: equabile) perché il programma spaziava da tonalità diesizzate a tonalità bemollizzate. Quindi ho fatto un Tartini-Vallotti standard, tenendo un po' giù il si bemolle, dato che a me serviva di più il la diesis. Il motivo è che Francis suonava la sonata nella tonalità originale (re minore), ma con un flauto in sol diapason 465, per cui io accordando il cembalo a 415 me la trovavo in si minore (e quindi mi serviva il la diesis).
      Diciamo che inizialmente mi aveva proposto di suonare la sonata IV delle Sonatae unarum fidium di Schmelzer, che con questo meccanismo di trasposizione usciva in si maggiore per il cembalo... e a quel punto sarei stato costretto ad accordare equabile (oltre che a prendere un cachet per il mal di testa). Ma per fortuna abbiamo contrattato. E Bodekker è ancora più interessante: lo stylus fantasticus di frontiera (Strasburgo)!

      Se la avessi eseguita con un violinista (e quindi in tonalità originale anche sul cembalo) probabilmente avrei usato un temperamento mesotonico a un quarto o un sesto di comma. Ma non esistono guide estremamente precise su cosa fare con quale brano di quale epoca: ci sono molte evidenze indirette (tipo: come erano accordati gli organi), qualche trattato, e poi ci si regola col proprio gusto, considerando che anche se la dissonanza ha un valore estetico, la stonatura ce l'ha un po' di meno (e te lo dice uno che viene etichettato come pasdaran del quarto di comma... che vita di merda: mi dicono "antagonista", e sono ortodosso! Mi dicono "mesotonicista", e sto sempre col Vallotti: non riesco a farmi capire: ma tu mi hai capito?) ;)

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    2. (non necessariamente da pubblicare)
      Autore che non conoscevo. Interessante, senza dubbio ritorno al discorso del barocco come epoca di enorme ricchezza, fermento e scambio.
      Certo che con traslazioni di diapason così spinte io rimango sempre dubbioso: mi convinco sempre che non sia molto sostenibile la questione del "colore" dato ai vari toni dai temperamenti antichi (molto enfatizzata da chi snobba la radice dodicesima di 2)... ovverosia, sarà anche stato così, ma non si sa esattamente quale venisse usato. In caso di trasposizione non hai più i "colori" originali, e con un temperamento equabile risulta molto più evidente lo spostamento di diapason che non l'effetto "microtonale". Avranno avuto poi anche loro gli stessi problemi di trasporto e dunque di scelte "di comodo", con buona pace della loro presunta maggiore "finezza".

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    3. Sì, ma qui la domanda sorge spontanea: tu cosa suoni? Perché sai, quel tipo di musica lì si capisce facendola. Quando trovi un organo che è a un quarto di comma, ha una pedaliera di un'ottava e un manuale solo certo che non ci puoi suonare Vierne, e questo è ovvio. Non altrettanto ovvio, ma lo diventa dopo un po', il fatto che comunque non puoi nemmeno suonare Frescobaldi su un Cavaillé-Coll.

      In ogni caso, quando ci sono di mezzo i flauti, come è ben noto, è inutile parlare di intonazione.

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    4. Ah, io di base suono il pianoforte e un po' il clarino.
      Poi è chiaro che è tanto bello suonare le suonate per violino e continuo quando conosci la violinista giusta... però io ho provato solo stando all'organo, non al cembalo - strumento molto più agile ovviamente. Quindi mi sono dovuto adattare (anche per Frescobaldi) agli strumenti (talvolta anche belli eh) che le misere marchette mi paravano davanti.
      Quindi sì, c'è sicuramente questa carenza di prassi.

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    5. Ma allora sei pervertito dall'orrenda tonalità e dall'orrendo equabile! Per esempio, la toccata settima di Michelangelo Rossi secondo me con l'equabile tanto bene non funziona.

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    6. Pervertito... diciamo che ognuno sceglie il proprio veleno. Amicus barochus sed magis amicus romanticismus.

      Detto ciò gli effetti strabilianti di un temperamento ineguale con brani scritti appositamente per esso sono ovviamente imperdibili. Tuttavia senza una rigorosa ricerca storica e una ineccepibile esecuzione dell'accordatura si rischia di prendere dei bei granchi - che appunto a volte sono di necessità e non sempre è possibile farne virtù (anche senza estremismi evidenti delle meravigliose quinte lupesche come nella toccata VII di Rossi, che si rischia di non rendere, ovvio). Gli anacronismi necessari dunque: ma qui si scende dall'olimpo della matematica di un Riccati o di un Leibnitz e si scende... anzi si piomba, non dico su un organo a trazione elettrica Costamagna degli anni '60 ma poco ci manca :D
      Un Vallotti in effetti a rigore andrebbe bene solo dalla metà del '700 in poi. Anche se poi si scopre che fin dai tempi di Galilei si parla dell'equabile moderno. Certo - da quanto dicono - capisco che sia difficile da praticare, essenzialmente, e dunque nel caso del flautista canadese è stata di sicuro la scelta più sensata (a meno di non usare le diavolerie moderne). Ma Frescobaldi poi non era per l'equabile? Non mi ricordo dove l'ho letto... sono uno sciattone.

      Quello che volevo in origine dire io è che se già l'ethos dei modi antichi non era individuato chiaramente, anche nella tonalità non esistevano molte concordanze. Il mi maggiore ritenuto funebre dai germanici ad esempio...
      Se in questo panorama estremamente interessante e variegato si introducono le variabilità di cui sopra (la prassi e le necessità) per cui per noi moderni risulta comunque molto difficile stabilire se un autore scriva quel brano in quel tono per il suo Toncharakter in un certo temperamento...

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    7. Come sai, ho due diplomi in conservatorio, ho avuto modo di studiare questi temi con musicologi come Cecilia Campa, mi sono studiato Azzaroni, Delamotte, Nattiez, e chi più ne ha più ne metta, e soprattutto ascolto musica da -9 mesi di vita. Inoltre suono. Il mio amico neoborbonico mi ha anche detto che il nostro ultimo disco ha avuto una buona recensione, appena me la manda ovviamente la condividerò con voi.

      Da queste attività ho maturato una mia visione dei rapporti che esistono fra teoria e prassi musicale. Va da sé che l'estetica della tonalità e della modalità sono campi di indagine sconfinati, soggetti a condizionamenti storici, ecc. ecc. Mi fa piacere che qualcuno ne sia consapevole. Ti posso assicurare che nei musicisti che frequento (non so se hai presente la statura di Colpron nel suo campo) il dogmatismo non è di casa: regna un ideale estetico, che poi, al di là di tutte le fesserie che si trovano scritte nei trattati, da parecchi secoli in qua, se vai a scavare, vedrai che non ha subito poi tante radicali innovazioni.

      Esiste un "this time is different" anche in storia della musica, che deriva in genere dalla miopia dello studioso, dal suo innamoramento per l'orticello che ha coltivato, e dall'essere musicologo e non musicista.

      Quindi, fermo restando che i trattati del '500 certe cose già le prevedevano, io sarei cauto ad esempio nel chiedermi cosa preferisse Frescobaldi, per diversi motivi.

      Intanto, perché è di per sé utopistico come obiettivo quello di ricostruire esattamente la prassi dell'epoca, visto che né le strutture, né il contesto di fruizione, né le persone sono quelle dell'epoca. Di converso, quindi, il "rispetto della volontà dell'autore", che è un feticcio romantico, non avrebbe luogo né modo di essere esercitato in questo contesto: semplicemente il musicista barocco se ne fotteva di cosa pensasse l'autore: metà della musica era improvvisata, e così faccio io quando suono. Inoltre, i trattati sono scritti, ieri come oggi, più per dimostrare una tesi che per illustrare una prassi: molto spesso dal trattato si evince che la prassi era totalmente diversa, opposta a quella che l'autore del trattato propugna. Infine, se provi ad accordare un cembalo mentre il pubblico entra in sala, ti renderai rapidamente conto che un temperamento che ha un massimo di intervalli puri (come il mesotonico) ti rende il compito molto semplice.

      E per i musicisti c'è sempre stato poco tempo e pochi soldi.

      Ovviamente il Vallotti è un temperamento codificato nella seconda metà del '700, ma, proprio per i motivi che tu richiami (il fatto che temperamenti "circolanti" fossero noti già all'inizio del '600) lo ho scelto per un motivo molto semplice: era il più eufonico in un programma che andava da sol minore a si minore. Di fatto, avendo le quinte cromatiche accordate pure, non è poi così drammaticamente diverso da un Werkmeister, che magari sarebbe stata la mia scelta dovendo fare solo Bodekker...

      Ars longa, vita brevis.

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    8. P.s.: non è vero che non sono dogmatici: questo lo è, ma quanto è bravo! Per il IV Brandeburghese ci ha proposto un Werkmeister modificato (segreto). Quattro giorni a studiare l'intonazione con una pianola Korg. Ma un risultato notevole.

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    9. Annuisco.
      La musica è una meravigliosa arte liberale. Per questo si deve sposare con una fine scienza... ma un felice dogmatismo deve poter prevalere su qualsiasi scienza in ragione della sua e nostra felicità.

      A questo punto mi devo togliere una curiosità: ha provato a impiegare il cosiddetto Barnes di Bach per il WTC? Conosce incisioni dello stesso che lo impiegano?

      Grazie infinite e buone note.

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    10. Eh che domande che mi fai Alberto... :o)P certo non posso entrare nei tecnicismi di campi di cui tutto ignoro. Ma del fatto che il temperamento fosse un problema... beh, cercando di imparare per imitazione, me n'ero ben accorto per i motivi che puoi facilmente immaginare. Caso mai avrei più da recriminare sulla scienza economica dove invece, ahimé, non m'ero accorto proprio di un bel nulla. Amen to this. Della giovinezza che s'allontana rimpiango solo, per ora, la maggior rapidità dell'imparare e del trattenere. Quindi va già di lusso. Ciao.

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    11. No, non ci ho mai provato e non conosco incisioni. Ma guarda che in generale io vado abbastanza sul pragmatico, di base mi limito a tre temperamenti: quarto di comma, Vallotti e Werkmeister III. Il problema di solito sorge se c'è un violinista sofisticato, e allora si scatena un'ovvia dialettica fra lui e chi suona strumenti tastati (tiorbe, viole da gamba), perché se lui esce dagli schemi, loro devono spostare i tasti degli strumenti. Va anche detto che normalmente questi problemi li pone sempre chi "nun gliela fa" e vuole scaricare sugli altri la tensione psicologica delle proprie stonature. Chi gliela fa generalmente "sona co' le 'recchie" (come diceva il mio saggio maestro di flauto) e quindi si adatta e non chiede particolari accorgimenti.

      Io osservo queste diatribe lieto e felice dal mio cembalo, giocherellando con l'iPhone (che uso per prendere il la o il sib).

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  34. le riscrivo una domanda che probabilmente le sarà sfuggita da un mio commento sopra:
    ma fra aumento di debito estero e aumento del debito privato cosa è più rilevante (quando non sono concomitanti)?

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    1. Perdonami ma è una domanda della quale non afferro bene il senso. Un aumento di debito estero senza aumento di debito privato significa che con l'estero si sta indebitando il settore pubblico. Un aumento di debito privato senza aumento di debito estero significa che famiglie e imprese si stanno indebitando con risparmiatori residenti. Le due situazioni possono avere diversi margini di rischiosità per l'economia del paese a seconda di una quantità enorme di fattori. Non è possibile dare un giudizio reciso. Viceversa è un dato certo, e confermato da studi scientifici, che un aumento dell'indebitamento estero precede SEMPRE una crisi. Gli studi sono stati citati ad esempio qui (Manasse e Roubini).

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    2. grazie, studierò le conseguenze anche di un aumento di debito privato ( non necessariamente estero) che mi interessano.
      Sa dove posso approfondire?

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  35. Sarebbe bello a questo punto, visto che in questi discorsi esce continuamente, capire bene e quantitativamente cosa è successo a prezzi e potere di acquisto a cavallo del 1/1/2002 in poi. Perché se vado a vedere le serie storiche dell'inflazione tra il 2000 e il 2007 vedo solo una ondina che sta tra il 2 e il 3 %.

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    1. Concordo con questa richiesta, che hai già fatto, ma devo purtroppo sottolineare a te (come ho dovuto farlo in privato a Marco Basilisco) che io non sono un juke-box (anche perché nessuno mi dà una monetina!), quindi vi prego di non prendervela se non posso, come dire, seguire immediatamente tutte le vostre curiosità. Credo possiate darmi fiducia nella scelta di quello che è prioritario comprendere. Sul tema specifico, è evidente che sono stati adottati degli espedienti tecnici per nascondere l'effettiva dinamica dei prezzi. Bisognerebbe però andare sul tecnico e studiare molto ma molto a lungo. Evidenze indirette ne ho già fornite: basta guardare l'andamento delle retribuzioni a parità dei poteri d'acquisto attorno al changeover (linea blu della fig. 2 di questo post) e si capisce molto bene cos'è successo.

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  36. Un sentito grazie a eco della rete per il video e al professore per l'intervento (che devo ancora finire di vedere).
    Pur sepolto da verifiche, interrogazioni e scartoffie burocratiche non ho abbandonato la goofy-koinè.

    Schneider (il sepolto)

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  37. Caro Professore,

    il nostro insegnante di inglese alle scuole medie ci diceva "se la vostra ignoranza fosse concime, fareste germogliare il deserto". Spesso leggendo il suo blog mi torna in mente questa frase. Ma come si fa a contrarre debito privato estero? Ad esempio comprando una BMW in leasing? O facendo un mutuo con la Deutsche bank? Quali sono le voci che incidono di più? Così, per capire bene, ma veramente bene, quello che dice.

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    1. Ti ringrazio per questa parola di speranza: forse riusciremo a risolvere i problemi dell'Africa subsahariana.

      Ri-ri-ri-ri-ri-ri-ri-ri-ri-ri-do volentieri questa spiegazione.

      Punto primo: in Italia non ci sei solo tu.
      Punto secondo: la bilancia dei pagamenti italiana registra l'aggregato di tutte le transazioni dei residenti coi non residenti.

      Capiti questi due punti (di solito il più ostico è il primo), passiamo al terzo: il problema non è che tu prendi la bibicletta, vai a Amburgo, ti fai dare tanti eurI (qui ci vuole la I) in un sacchettino, poi torni a Frosinone (ad esempio) e con quegli eurI compri la BMW dal locale concessionario.

      Il problema è un altro.

      Tu puoi anche comprarti una Fiat Duna chiedendo i soldi in prestito alla banca di credito cooperativo di Roccasecca, ma... la banca di credito cooperativo di Roccasecca i soldi dove li ha trovati?

      Se il paese nel suo complesso non genera abbastanza risparmi da finanziare tutte le proprie spese, allora necessariamente una parte di queste spese sarà finanziata da risparmi esteri. Ovviamente non è il singolo cliente ad recarsi all'estero. C'è un sistema interbancario europeo che lo fa per lui, ci sono i collocamenti di titoli sui mercati esteri, ecc. ecc.

      Ma tu questo lo hai letto? Fammi sapere.

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    2. Capito. Chiarissimo. Grazie.

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    3. Però hai ragione, qui ci vuole una spiegazione più organica, ci torno sopra appena posso.

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  38. Buongiorno Professore e complimenti a Lei e agli organizzatori per il convegno di Frosinone! Qualche messaggio fa ho letto che parlava del bund. Anche oggi il bund decennale ritocca i suoi massimi storici di prezzo. Ho un'osservazione e una domanda: visto che non penso che il bund sia l'investimento preferito della ormai celebre "casalinga di Voghera" mi sembra sempre più evidente che il suo andamento confermi ciò che diceva Keynes sul funzionamento dei mercati finanziari e che Lei ci ha segnalato mesi fa. Sono curioso di sapere fino a che punto arriverà e a che livello esploderà la bolla! La mia domanda è: posto che la crisi è nata come crisi di debito privato verso l'estero e si è poi trasferita sui debiti pubblici, non pensa che chi da mesi sta spingendo all'insù il prezzo del bund stia - nei fatti - accelerando la distruzione dell'area euro? Perché la Germania sta finanziando a tassi reali negativi i suoi duemila miliardi e passa di debito pubblico e quindi usufruisce di un ulteriore vantaggio oltre a quelli che Lei ci sta illustrando da mesi e ciò provoca un altro squilibrio all'interno della zona euro. Grazie e buon lavoro!

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    1. Indubbiamente avere un debito in crescita in presenza di tassi di interesse reali negativi non è un ottimo indicatore. Non vorrei usare una metafora estremamente poco elegante, ma riferendomi a quanto Keynes dice del gioco delle sedie musicali, è ovvio che quando la musica finirà troverà più facilmente posto a sedere chi sarà più agile e smilzo. Ogni riferimento ad apprezzamenti fatti dal nostro precedente presidente del consiglio è puramente intenzionale.

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    2. Buonasera Professore
      Le rivolgo una domanda abbastanza scema : nel caso di una deflagrazione dell'euro , il marco dovrebbe rivalutare come la lira dovrebbe svalutare , come ci ha spiegato , secondo i fondamentali economici ? in questo caso , i bund in euro non risulterebbero ulteriormente "scontati" ?

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    3. Se si va a un "euro del Nord" che si rivaluta il creditore estero ci guadagna. Il basso tasso di interesse sui Bund riflette questa aspettativa, e quello sui titoli periferici l'aspettativa contraria (cioè quella che il titolo possa essere ripagato in una valuta svalutata). Lo spread esprime appunto questo timore. Lo sconto è sui nostri titoli, e viene già applicato.

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  39. Gentile Prof, non la conosco se non da questo video che ho visto e che mi è stato saggiamente consigliato da una mia amica. Non capisco niente di economia, non l'ho mai studiata nè spero la studierò, però ho molto apprezzato il suo linguaggio chiaro, logico e ironico. E ho ridacchiato come un idiota leggendo qua e là il suo blog.

    Bene, tutto questo per dirle che nel suo intervento video una cosa che mi ha fatto un po' dubitare è il suo riferimento al fatto che certe politiche economiche sono dettate dal (superficiale) nazionalismo. Mi sembra un po' poco. O no? (non è una domanda retorica, me lo chiedo davvero)

    Senza voler fare per forza dietrologie, quali sono secondo lei altri fattori che portano a fare certe scelte economiche un po' allegre?

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  40. Egregio professore Bagnai, ho appena iniziato a leggere il suo blog e lo trovo molto interessante. Vorrei avere una sua opinione sul seguente articolo:http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-origini-morali-della-crisi-delleuro/.Grazie per la sua risposta

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    1. Carissimo,

      benvenuto. Ho detto qualche volta che preferisco non dare valutazioni di questo tipo, ma lei non poteva saperlo. In generale mi interessano di più le vostre valutazioni. Lei cosa ne pensa?

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    2. io non ho buone basi in economia, però ritengo che la crisi dell'italia sia iniziata con la moneta unica. io ero troppo piccolo nel 1992 e non mi ricordo com'era la situazione economica italiana (so solo quello che mi è stato detto dai giornali, tv ecc...). mi ricordo come vivevano gli italiani prima e dopo l'euro; prima del 2002 riuscivano ad avere uno stile di vita dignitoso,dopo il cambio sono stati costretti a fare qualche sacrificio per arrivare fine mese. la moneta unica ha causato una riduzione del potere d'acquisto delle famiglie perciò l'economia ha iniziato a non girare molto bene (detta volgarmente. l'articolo accusa i pigs della loro situazione e della crisi dell'euro, tralasciando i problemi strutturali dell'euro. questi problemi strutturali derivano dalla mancanza di un'economia uniforme (infatti ogni paese membro ha economie troppo diverse tra loro), dalle diverse legislature e dalle diverse culture dei popoli che compongono l'eurozona. in dieci hanni non sono state fatte politiche serie al riguardo ed oggi si pagano le conseguenze. non difendo i pigs diceno che sono perfetti senza macchia, ma non ritengo che la colpa sia solo loro. come non penso che il vero problema sia il debito pubblico perchè se non sbaglio la spagna ha meno debito pubblico della Germania( secondo dati su internet, non so se sono affidabili), perciò se i dati sono affidabili non è possibile questa versione. una buona spiegazione me l'ha fornita lei...

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    3. volevo inoltre chiederle un chiarimento, lei ha detto che con l'uscita dall'euro e il ritorno alla lira torniamo a far partire l'economia. se non ho capito male questo comporta la svalutazione della lira e l'incremento delle esportazioni. quando ho riportato questo concetto ad alcuni conoscenti, loro mi hanno risposto :"come facciamo a pagare le importazioni delle materie prime se i prezzi vanno alle stelle con la svalutazione della lira, quindi anche se sia possibile fare ciò faremmo la fame per almeno 10 anni". purtroppo sono rimasto spiazzato perchè non avevo argomentazioni per controbattere.... grazie per la disponibilità

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    4. Ti ringrazio per la buona volontà con la quale mi hai fornito la tua interpretazione di quell'articolo. Ti fornisco allora la mia copiandola dalla lettera che ho scritto ieri a un collega:

      "Il pezzo non era nefasto, per carità, Micromega è quello che è, lo sapevo, quindi non sono molto intelligente a evidenziare certi fenomeni da baraccone.

      Era però particolarmente fastidioso, a una lettura superficiale (che non mi ha invogliato ad una lettura più approfondita) per una serie di motivi. Intanto, il moralismo secondo me andrebbe bandito dal discorso economico, così come andrebbero banditi, almeno in un periodo di crisi, i tuttologi. So che è impossibile, ma se lo si potesse fare avremmo un immediato vantaggio. Questo senza disconoscere le possibili dimensioni antropologiche, culturali, sociali, ecc. della crisi che viviamo (che io appunto riconosco ma delle quali appunto non parlo perché non sono un tuttologo).

      In questo momento l'insistenza sulla corruzione corrisponde secondo me a un'istanza politica molto precisa e molto scoperta: quella di far capire che se siamo nella merda come ci stiamo la colpa è nostra perché siamo corrotti, dal che si vuole che il piddino di turno tragga due conseguenze: la prima, che il quadro macroeconomico e le scelte istituzionali sbagliate (tipo moneta unica) non c'entrano niente: è solo colpa del marcio che è in noi; la seconda, che solo un vincolo esterno può salvare gli italiani da se stessi (una storia vecchia ormai di trentatré anni, dal 1979, e che sarebbe ora qui di di crocifiggere). Anche qui, c'est le ton qui fait la musique. Pur avendo un po' leggiucchiato dati e studi sulla corruzione, e sapendo quindi che a livello scientifico non c'è nulla di così granitico come nella testa di certi pennivendoli, io non nego assolutamente che un problema di corruzione ci sia. Solo che non è il problema principale, e tra l'altro, come i dati stessi dimostrano, l'aver adottato un vincolo esterno, e quindi l'aver messo in difficoltà le forze produttive del paese, questo problema lo ha aggravato (strano?) anziché risolverlo. Quindi: il problema esiste ma non è prioritario ed è strumentale farlo apparire come tale, e la soluzione che surrettiziamente si propone aggrava il problema anziché risolverlo.

      C'è poi un problema metodologico che è quello che mi ha spinto ad aprire il blog, ovvero il problema dell'asimmetria (che anche alcuni commentatori al post fanno notare). Voglio dire che qui siamo in presenza del solito tizio che idolatra la Germania, senza degnarsi di considerare che il successo dell'export tedesco è dovuto anche al fatto di pagare 150 milioni di euro di mazzette ai politici greci per vender loro 6 o 7 miliardi di euro di sommergibili, mentre in Cina e in Brasile le legnate per la Germania fioccano. Vorrei allora chiedere se il problema della corruzione è solo quello del corrotto, o anche, come a me sembra, quello del corruttore! Certo, domandare è lecito e rispondere è cortesia. Ma quando poi si sente Sinn dire che se greci stanno male la colpa è della loro lobby degli importatori (sic) certo che ti girano le palle, e quando vedi uno che ragiona come l'amico Micromegano lo spin aumenta.

      Sul fatto che ci sia necessità di cambiare classe politica sono d'accordo. A me stanno bene anche politici corrotti, purché non dalla Buba o dalla Bce. Vedi come sono accomodante!"

      Ecco, io la vedo così come l'ho raccontata al mio amico. E mi sembra che sia sostanzialmente in accordo con come la vedi tu.

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    5. Sull'inflazione: i tuoi amici dicono un sacco di scemenze. Non è colpa loro, sono disinformati. Fagli leggere (o digli con parole tue) quello che sta scritto in questo post. Dopo di che, se non capiscono, fai tu...

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    6. grazie 1000 per la sua disponibilità, leggo subito il post che mi ha consigliato.

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    7. letto il post consigliato e penso di aver capito, se non ricordo male è la stessa cosa che ha accennato nel video facendo riferimento all'argentina....

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    8. Il mondo quello è, anche se c'è chi non è d'accordo!

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    9. Volevo chiederle se potrebbe consigliarmi del materiale che spieghi la crisi islandese del 2008 perchè, ultimamente, in rete si trovano molte speculazioni su quello che è accaduto e mi piacerebbe sapere come sono andate realmente le cose. la ringrazio per la disponibilità e mi scuso per il disturbo.

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