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domenica 20 maggio 2012

Comunicazioni di servizio

Per chi fosse interessato.

Sabato 26 intervengo a Frosinone in un convegno organizzato da Ecodellarete (Fiorenzo Fraioli), un lettore molto partecipe di questo blog, al quale sono grato per l'attenzione che presta alla mia attività di divulgazione. I dettagli li trovate qui. Ho conosciuto Fiorenzo e due dei relatori (Stefano D'Andrea e Moreno Pasquinelli) al convegno di Chianciano nello scorso ottobre e ho colto con piacere questa occasione di rivederli. Non potrò partecipare però al dibattito perché nel pomeriggio devo essere a Roma, cosa della quale mi ri-scuso con Fiorenzo e con tutti gli altri. Vi pregherei di astenervi da domande del tipo "ma perché c'è quello e perché c'è quell'altro" (che già stanno arrivando): siccome gli inviti non li ho fatti io, queste domande fatele a Fiorenzo che vi risponderà come crede. Va assolutamente da sé che io, come ho già detto in molte occasioni, temo di non aver molto da dire a personaggi Donald-ispirati o a portatori di teorie del complotto di varia origine e caratura (anche se stimo e seguo Pietro Valerio che mi sembra su un pianeta completamente diverso dagli altri). Ricordo però a tutti che siamo ancora in una specie di democrazia, ognuno ha il diritto di dire la sua, e ognuno ha il diritto di non ascoltare quella degli altri, anche se ogni tanto ascoltare può presentare sorprese e condurre a progressi. Io purtroppo in questa occasione molto tempo non lo avrò, sarà per un'altra volta.

Poi, per evitare altre stucchevoli e insulse scene di gelosia ("ma perché non ce lo hai detto?"... evidentemente perché ho avuto altro da fare), vi segnalo con congruo anticipo che lunedì 11 giugno interverrò all'Istituto Orientale di Napoli (ore 16, se ho ben capito) alla presentazione dei libri sulla crisi di Vladimiro Giacché (Titanic Europa) e Riccardo Bellofiore (La crisi globale, l'Europa, l'euro, la sinistra). Così ora mi tocca pure leggerli!... Ma trattandosi di colleghi illustri, ho preferito non affidarmi al mio talento di improvvisatore.

Concludendo, come nota metodologica, vorrei farvi partecipi di un principio fondamentale della mia esistenza: chi mi cerca mi fa un piacere e chi non mi cerca me ne fa due. Quindi chi mi cerca per dirmi "ma perché non ce lo hai detto", così come, in generale, chi mi cerca per dirmi quello che devo fare, mi fa quattro dispiaceri, e viene congedato con una pacata esortazione (sperando che il telefono sia libero).

Come dice quello, that's all...

54 commenti:

  1. Peccato vivere così lontano. Ma prima o poi (come una volta le ho scritto per e-mail) spero di portarla in Sicilia. Forse però l’Euro sarà già esploso. Per quanto riguarda Giacché e Bellofiore, il prof. Cesaratto è stato già abbastanza critico (http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2012/04/presentazioni-libri-bellofiore-e.html). Considerato che non potrò essere a Napoli, speriamo che ci scriva qualcosa alla fine della lettura.
    p.s.: sono contento che incontri la “gggente”. Adesso la aspettiamo davanti le fabbriche.

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    1. Io invece sono dispiaciuto di constatare che aderisci ai luoghi comuni sparsi nel cyberspazio da un noto fascista e patetico incompetente, quello secondo il quale tutti i docenti italiani sono elitisti e massoni. E in subordine, mi dispiace anche che tu aderisca alla retorica della ggente e della fabbrica. Stai tranquillo, in fabbrica (ne saresti sorpreso) quello che stava succedendo l'hanno capito subito. Non hanno certo bisogno di me.

      Attenti perché mi girano: al primo accenno di anatroccolismo ve ce mando, perché la vita è già difficile senza complicazioni inutili!

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    2. Mi scuso per aver usato termini anatroccoli, ma non credo che nelle parole “Sicilia”, “Giacché”, “Bellofiore”, “Cesaratto”, “Napoli”, “ggente”, “fabbriche”, ci siano riferimenti che intende lei. Inoltre, non ho ancora capito perché mi associa all’innominabile, forse confonde persona, o non ricorda che, per usare termini retorici, io sono (in ordine) “quello del socialismo” e “quello della decrescita”. Due sette alle quali non penso Donald aderisca. Mi pare che nelle nostre discussioni private e pubbliche abbiamo quasi sempre affrontato temi diversi dall’anatroccolismo.
      Il riferimento alle fabbriche era ovviamente ironico, ed indirettamente un complimento per associarla ai pochi intellettuali che sono realmente vicini alle classi lavoratrici.
      Infine, se mi conoscesse meglio, scoprirebbe che io nel cyberspazio ci sguazzo molto meno di lei. Lo so cosa pensa (conoscermi meglio: ecchissenefrega!). Però le evidenzio che, anche se posso sembrare superficiale, sono uno dei suoi lettori più affezionati e più disposti ad imparare, e anche se mi tratta male continuerò a leggere il suo blog. Se vuole è sempre il padrone di casa e può cancellarmi dagli utenti registrati.
      Con sentito affetto.

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    3. Affetto ricambiato. Questa storia che i docenti di economia italiani non fanno abbastanza e sono elitisti è il Leitmotiv della propaganda fascista di una certa persona. Vedo che non la conosci. Meglio così. Sei scusato. E tu scuserai me se capisci perché certi discorsi me le fanno girare subito (e anche un po' prima). Tenere un blog come questo è già andare in mezzo alla gente. Credo che in generale sfugga che uno che fa il mio lavoro, se vuole, ha altri pulpiti dai quali esprimersi.

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    4. Speriamo registrino qualche video...
      Tra un capitolo di macroeconomia e l'altro fa sempre piacere!

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    5. Credo che il modo di pensare per categorie sia proprio quello che vuole l’ideologia dominante. Ovvero incasellare, semplificare, categorizzare. Per 20 anni hanno bombardato gli italiani con la storia dei berlusconiani e antiberlusconiani. Non esisteva un pensiero diverso, non esistevano altri problemi. Gli italiani dovevano schierarsi, come allo stadio. L’Italia in fondo è una repubblica fondata sul calcio e quindi non bisogna pensare con la propria testa, ma per categorie. Il popolo così è più facilmente controllabile. Ti piace Berlsuconi? Sei un evasore e corrotto. Ti piace Bersani e D’Alema? Sei un comunista che mangia i bambini. Ecco. La storia che i professori siano tutti massoni, o i romeni tutti ladri, penso sia frutto dello stesso modo di pensare. E’ la morte della cultura, del modo di pensare autonomo, della capacità di analizzare i problemi senza schierarsi con le tifoserie. E’ il modo per ottenere meglio il consenso.

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    6. E che consenso! Ben 2000 persone...

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    7. "Stai tranquillo, in fabbrica (ne saresti sorpreso) quello che stava succedendo l'hanno capito subito. Non hanno certo bisogno di me."

      Lo vedi che sei un elitista? Elitista non operativo ma per scorza, ossia non riesci proprio a immedesimarti in chi è diverso da te. Sono in cassa integrazione a 52 anni anche se io personalmente ci sono andato volontariamente e grazie a Dio non ho il minimo problema, anzi...Ma ho lavorato 25 anni come dipendente in un' azienda di stato che prima era un stipendificio e poi è stata portata al fallimento con una politica di "sviluppo" che in realtà serviva solo a coprire il tentativo di ridurre il costo del lavoro, depotenziare i sindacati e permettere a quel "cloud" di gruppi e persone che chiamiamo stato di accaparrare tutto quello che potevano prima della inevitabile cessione ai privati.
      Ora il piccolo particolare è che i lavoratori e il sindacato SAPEVANO PERFETTAMENTE da anni e se ne fregavano; i lavoratori e i sindacati erano complici passivi proprio di chi li stava distruggendo. I sindacati erano esclusivamente dei fornitori di favori agli iscritti, i lavoratori dei diversi settori interni all' azienda si facevano la guerra fra loro (anche nello stesso settore) e i pochi che avevano un minimo di coraggio lottavano solamente per mantenere le vecchie condizioni contrattuali senza capire che le cose stavano cambiando per tutti, anche per le aziende dello stesso tipo all' estero, e che l' unica cosa da fare era cercare di opporsi in tutti i modi a una gestione truffaldina che tutti, ma proprio tutti, avevamo "sgamato" appena entrati a lavorare (non entro in dettagli ma credimi che chi non conosce l' ambiente non può nemmeno immaginare il livello di delinquenza gestionale). segue

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    8. Non so se saremmo riusciti ad ottenere qualcosa, a fermare lo sfascio, ma ancora adesso che sono felicemente fuori mi fa rabbia di essere stato testimone di una simile ignavia collettiva ("tanto non te lo fanno fare", "la categoria è immatura"; per non parlare della schiera dei filoaziendali servi imbecilli che mi dicevano che con certi miei atteggiamenti rigoristi non ero professionale perché "professionalità significa capire che contano prima di tutto i tuoi interessi"-sic!); di aver visto le persone scannarsi fra loro nonostante nel nostro lavoro le differenze di stipendio fra un grado e l' altro fossero minime rispetto all' anzianità e quindi si poteva campare tranquillamente senza vendersi l' anima. Etc etc etc...
      Ma la cosa più brutta era quella di cui forse ti dimentichi: il livello di sottomissione culturale dei lavoratori che anche nel momento delle rivendicazioni e della lotta non possono mai prescindere da quell' a-priori che è il fatto di essere comunque dei subordinati "dentro" e che il loro unico obiettivo realmente possibile è accaparrarsi più vantaggi possibile, mantenerli finché Dio vuole, convincendosi poi che sono "giusti" i loro mentre quelli degli altri lavoratori di "rango inferiore" sono pretese assurde e le loro lotte sono "cazzi loro"; in altre parole l' imitazione coatta dello stesso modello di comportamento di quelli che li comandano e che cercano di renderli sempre più schiavi.segue

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    9. Questo succede perché quelli come te non vanno davanti alle fabbriche, perché non vi rendete conto che anche se non in modo prettamente scientifico la gente ha capito perfettamente tutto (vediti gli ultimi 15 minuti del film La Mazzetta) ma non ha il coraggio, non ha il linguaggio non solo per potersi esprimere ma per poter PENSARE in un modo che non sia "subalterno", si porta dentro come una colpa il fatto di essere un dipendente e per questo i deboli tradiscono e si mettono contro i loro stessi colleghi (io direi fratelli, ma sono un sentimentale).
      Condivido le tue analisi e ammiro la tua passione e la tua sete di giustizia ma finché non vi degnerete di "agire" per far capire alla gente che più che di soldi o ore di lavoro in più o in meno si tratta della loro dignità, del futuro dei loro figli (che sarebbe la loro sola redenzione), che la loro condizione è profondamente ingiusta, che voi siete con loro perché siete COME LORO e la loro lotta è la vostra, ugualmente drammatica e ineludibile; finché non offrirete anche nei singoli casi un sostegno costruito sulle vostre conoscenze e la vostra capacità di analisi in modo che oltre ai sindacati seri (spesso troppo artigianali) ci sia un appoggio esterno scientificamente qualificato che rinforzi la convinzione della causa comune e faccia sentire ai lavoratori che hanno veramente ragione, che c' è una via per farcela e che non sono soli; finché questo non succederà qualsiasi lotta sarà destinata al fallimento per scoramento con le conseguenti inevitabili divisioni e defezioni facilmente fomentate dall' azienda che al contrario dei lavoratori ha sempre fior di vermi universitari e di mass media al proprio servizio.
      Quegli intellettuali che vogliono giustizia come te devono certamente continuare a informare ma quello che più importa è che dovete (dovete) essere delle guide, scaldare i cuori indicando i percorsi possibili, gli ostacoli a cui si andrà incontro e soprattutto la fattibilità e la giustizia delle rivendicazioni. Siamo nel XXI secolo e oggi solo voi intellettuali potete farlo, non c' è nessun altro perché il livello di conoscenza della classe dominante è troppo superiore a quello della classe subalterna. Dovete imparare a immedesimarvi in chi non ha i vostri mezzi intellettuali e a pensare che se tutta la vostra scienza non sarà servita a svegliare almeno una persona dalla sua condizione di abbrutimento di classe il vostro sarà stato uno studio al servizio di qualcun altro. Se hai sete di giustizia "devi", sennò puoi esimerti tranquillamente.
      Se ti vuoi incazzare per qualche motivo fai pure, sei molto spiritoso e ti leggerei volentieri comunque, so essere atarassico all' occorrenza.

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    10. Caro Jeremy,

      premesso che per me sei solo un povero frustrato che ripete a vanvera le scemenze che ha sentito da Donald, e che mi permetto di fartelo notare senza tanti preamboli e con la massima schiettezza semplicemente perché tu sei così obnubilato da non arrivare nemmeno a capire quanto sia stucchevolmente arrogante e offensivo il tuo modo di esporre ("devi essere una guida, devi imparare a immedesimarti,...": DEVI puoi dirlo a tua sorella, se ti ascolta), vorrei farti capire una cosa (ma non ci riuscirò, per impossibilità oggettiva).

      Mentre di te, dopo questo bel feuilleton, tutti sanno almeno una cosa (cioè che sei uno che ripete a vanvera gli starnazzamenti di Donald), tu di me non sai niente, e quindi, ipso facto, ecco che tutti gli altri di te sanno già due cose: cioè che sei uno che si permette di venire a fare la lezioncina a uno del quale non sa niente, e che in tutta evidenza lo fa per elaborare il lutto e la frustrazione di non essere stato capace di far qualcosa quando avrebbe potuto e dovuto farlo.

      Vedi, tu, nonostante questo, probabilmente non sei un economista: quindi sarà difficile che io riesca a farti capire una cosa estremamente semplice: ognuno deve fare quello che sa fare. Il mondo funziona così.

      La tua idea molto oleograficamente sessantottina dell'intellettuale col megafono davanti ai cancelli di Mirafiori cozza con la realtà che quei cancelli non ci sono più, che oggi ci sono altri megafoni, che desidero (e lo ho ribadito più volte, ma tu, ovviamente, la netiquette non la rispetti quindi intervieni senza aver preso visione di quel tanto che c'è da leggere, anche se forse non tutto alla tua bassezza), che esigo, anzi, che ognuno si prenda le sue responsabilità e che non venga a piagnucolare, come fai tu, dagli economisti, chiedendo loro di surrogare altre figure (dai politici agli psichiatri, passando per le mamme, i sindacalisti, ecc.), anche se queste figure si sono rivelate inadeguate. Si capisce da quello che dici che hai dovuto fare scelte che ti hanno fatto perdere il rispetto di te stesso. Non so se tu lo meritassi, prima, ma so che questo è un problema tuo. Tu confermi quello che io so (e lo so perché, sorpresa, con gli operai ci parlo e mi ci immedesimo per tanti motivi che fanno parte del variegato mondo dei fatti miei): molti lavoratori avevano una visione estremamente lucida delle poste in gioco. Tutti però mi dicono: "ma i nostri capi politici/sindacali ci dicevano che non era così...".

      E allora io cosa dovrei fare, ora? Mi pare che anche tu non lo sappia troppo bene: lo si vede nella tua richiesta: io dovrei "agire" e... pateticamente, le virgolette le metti tu! Perché nemmeno tu sai cosa significhi, nemmeno tu sai cosa realmente vuoi da me, se non sfogare un po' della tua frustrazione. Vedi, dovresti dirmi grazie perché ti ho insegnato qualcosa. Invece mi fai perdere tempo. Vai, caro, vai. Non di un economista hai bisogno. Quello che deve agire sei tu: agisci su te stesso (nel rispetto della morale corrente, beninteso). Tu hai 52 anni, spesi peggio dei miei 49, visto che non ti sei accorto dove sono finiti quelli che quando eravamo giovani agivano, anzi "aggivano", dalla parte dell'operaio. Ma io l'ho visto e me lo ricordo: chi in Confindustria, chi in carrozzoni statali ancora più inutili del tuo (o di te), chi in grosse banche... Io non sono uno di quelli e non lo diventerò certo a 50 anni per far piacere a te. Tu, quelli, di compagni, te li meriti. Io no.

      NON ACCETTERO' PIU' COMMENTI A PUNTATE. SIATE PATETICI QUANTO VOLETE, MA SINTETICI.

      PROBABILMENTE DA DOMANI PENSERO' A QUALCHE ALTRA FORMA DI RESTRIZIONE DI QUESTO BLOG. HO VOGLIA DI PROSEGUIRE IL MIO PERCORSO DIDATTICO CON CHI PUO' SEGUIRLO, NON MI INTERESSANO GLI SFOGHI DEI LATECOMERS DONALDIANI, COME NON MI INTERESSANO I DELIRI DEL BAR DELLO SPORT SUI FALSI PROBLEMI.

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    11. Premesso Il professore è perfettamente in grado di difendersi da solo e che ovviamente non ha nessun bisogno di me, ci tengo comunque spezzare una lancia in suo favore. E' assurdo che lei, Jeremy, non comprenda il valore enorme di quello che sta facendo il professore con questo blog e che in questo momento sta precisamente agendo (senza virgolette), facendo la cosa più importante in un momento critico, cioè diffondere la verità e una corretta informazione ma anche e sopratutto il buonsenso, la ragione e il rispetto per la cultura quando usata per fini nobili.

      Se prima della rivoluzione francese fossero stati ascoltati gli illuministi che cercavano di superare l'Ancien Régime attraverso la via istituzionale si sarebbe potuto evitare robespierre con le sue ghigliottine (tra 15.000 e 25.000 giustiziati nel periodo rivoluzionario). Il paragone magari lascia il tempo che trova rispetto al nostro caso, ma rende l'idea del fatto che certi eventi della storia sono inevitabili. In questi frangenti la differenza fra un passaggio ordinato che limiti i danni e preservi la democrazia, ed una strage o una dittatura, sta nell'impedire che prendano il sopravvento posizioni di tipo fascista o comunque di stampo violento o estremista.

      In questo senso quello l'opera didattica che viene fatta su questo sito in modo serio e responsabile è secondo me inestimabile, dando a chi li vuole i mezzi per comprendere realmente le cose e togliendo quindi spazio a chi vuole esasperare gli animi, cosa che non porta solo ulteriori problemi. Inoltre dovrebbe considerare la fatica e l'impegno di tempo che comporta gestire un blog nel modo in cui lo sta facendo Bagnai, rispondendo pazientemente a quasi tutti.
      Sta a noi lettori il compito di capire prima per cercare di diffondere ulteriormente il messaggio poi, prendersela con chi sta facendo bene la sua parte è assurdo.

      (Ma poi ce lo vedete uno col megafono a spiegare grafici tabelle ed equazioni??)

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    12. Forse sarebbe utile pubblicare in modo ben visibile lo scopo di questo blog, le regole di utilizzo, che tipo di domande o interventi sono ammessi, a chi si rivolge e a chi NON si rivolge eccetera, così uno poi si regola (o almeno si spera che lo faccia).

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    13. Paolo, hai ragione, però qui siamo veramente all'ABC della netiquette. Io speravo di dovervi insegnare, che so, la bilancia dei pagamenti, la sostenibilità del debito... Ma che non si esordisce in un posto in cui nessuno ti conosce dando lezioncine al padrone di casa o intervenendo senza essersi letti nulla tranne l'ultimo post è veramente una cosa che speravo di non dover insegnare, e che non ho dovuto insegnare finché siamo stati in pochi. Però hai ragione: ora siamo molti, e se la Natura è matrigna dobbiamo prenderne atto e regolarci di conseguenza.

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  2. Rispondo alle domande del tipo "ma perché c'è quello e perché c'è quell'altro", in modo da sollevare il prof. Bagnai da un compito che, come egli giustamente osserva, è mio. Faccio una breve premessa. Se c'è una cosa di cui sono consapevole è che perfino nel mio campo, quello al quale ho dedicato le migliori energie, sono poco più che un dilettante. Che sia colpa delle mie limitazioni, o dell'avverso destino, così è, ma sono ben felice di esserne (almeno) consapevole. Ciò nonostante, anzi, proprio per questa ragione, sono sempre più curioso di imparare e capire. Da qualche anno a questa parte, da quando cioè la crisi da strisciante è diventata evidente (anche perché mi ha colpito in uno dei miei affetti più cari: il sogno di andare presto in pensione) ho iniziato ad occuparmi di economia. Devo confessarlo: ero un piddino, pur senza essere iscritto al PD. Ero un piddino perché avevo creduto a quello che mi raccontavano coloro che credevo essere i "buoni". E' stata la seconda volta, nella mia vita, in cui ho dovuto mettere in discussione un vasto insieme di concetti che credevo validi. La prima volta era accaduto dopo l'incidente di Chernobyl, quando, ingegnere nucleare all'Ansaldo di Genova, nell'apprendere alla radio che "era scoppiata una centrale in Russia" mi tagliai mentre mi facevo la barba. Otto mesi dopo mi licenziavo e cambiavo mestiere.
    Credevo di essere al sicuro. Credevo di essere diventato più accorto, ma mi sbagliavo. Sarà perché, fin dalle elementari, mi facevano fare i "temini sull'Europa", ma la cosa certa è che, per la seconda volta (come minimo), avevo sposato una visione (su un tema molto importante) solo "sulla fiducia". Naturalmente ho cominciato ad informarmi, ma mi sono accorto che, in fatto di economia politica, esiste una grande varietà di opinioni. Chi sono io per decidere, senza studi adeguati alle spalle, chi ha ragione e chi ha torto? Meglio ancora: come faccio a capire chi me lo sta mettendo in quel posto e chi no?
    Ho deciso, allora, di ascoltare tutte le voci. Per lo meno, tutte le voci che non cantano in coro con quelli che mi manderanno in pensione (forse) a settanta anni. Ce ne sono di voci non allineate in circolazione! La colpa è della moneta debito, dicono alcuni. No, sono gli squilibri commerciali, afferma Bagnai. Ragazzi, non avete capito niente, tutto si decide ad un livello molto più alto, quasi spirituale, dove si sta combattendo una battaglia secolare tra i "buoni" e i "cattivi", ribattono Gioele Magaldi e, con lui, Modigliani. Macché, sono Pasquinelli e De Santi che parlano, Marx aveva capito tutto, l'unica soluzione è il socialismo.
    A Frosinone, il 26 maggio, i miei concittadini potranno ascoltare tutte queste voci, come coloro che verranno da fuori. I filmati verranno messi in rete, siatene certi, ma io spero anche che, nella mia città, si apra un dibattito su quello che sta accadendo. Non mi piace il fatto di essere il solo, nel posto in cui vivo, a sapere che la nostra bilancia delle partite correnti, dalla data di introduzione dell'euro, ha fatto questa bella fine... ().
    E' importante, io credo, ascoltare letture diverse di questi dati, la cui importanza il prof. Bagnai ci sta spiegando così bene. Ecco perché, insieme al Keynesiano (Bagnai), ci saranno i comunisti (Pasquinelli e De Santi), il massone (Magaldi), il para-massone (Modigliani), e un esponente della Modern Money Theory (Piero Valerio).
    Sul sito ecodellarete.net, nei prossimi giorni, ulteriori dettagli e informazioni. Un saluto a tutti. (Fiorenzo Fraioli)

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    1. Non sapevo che Modigliani fosse un para-massone! Credevo fosse un para-donaldiano, visto uno dei suoi ultimi post... Chissà che dissidio interiore vivrà...

      Grazie Fiorenzo per la precisazione. Come direbbe Schneider, chi non ricorre al rasoio di Occam ricorre a quello di Hegel... Ma di questo parliamo dopo il convegno! Comunque vada sarà un successo...

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    2. Fiorenzo, non vorrei deluderti ma io non sono un esponente della Modern Money Theory ... non conosco personalmente Barnard, non ho neppure partecipato al summit di Rimini perchè, con un pò di presunzione, tutto quello di cui hanno parlato lo sapevo già... ho studiato principalmente la MMT sul blog americano New Economic Perspectives e su qualche paper di Randall Wray... ho letto anche il libro di Barnard, ma condivido l'opinione diffusa sul fatto che sbaglia i toni con cui cerca di approcciarsi all'intera faccenda... appunto perchè si tratta di una questione, quella monetaria, molto più delicata e complessa di un semplice attacco alla Casta, alla TAV, o ai corrotti di palazzo, Barnard non può utilizzare lo stesso metodo da arruffapopoli di Grillo...non condanno categoricamente Barnard e non cerco di prendere le distanze da lui per piaggeria nei confronti di coloro che lo attaccano, ma da persona estremamente razionale (sono anche io pur sempre un ingegnere...) credo che Barnard vada ammirato per la sua passione, la determinazione, e perchè no anche per la rabbia (chi non nutre oggi un minimo di rabbia contro questo sistema, alzi la mano!) e in un certo senso abbia centrato il bersaglio grosso, ma sbaglia i modi con cui cerca di sparare...far capire alla gente abituata da anni a non pensare come funziona la moneta, la politica monetaria, la politica economica è un lavoro lungo, pesante, certosino, dispendioso in termini di energia e di pazienza e non può essere liquidato in fretta e furia con qualche slogan ben fatto o peggio ancora con l'indignazione, l'insulto...anzi sei vuoi essere utile agli altri, devi essere capace di reprimere la rabbia, e usare quanto più possibile la lucidità, la ragione... questo è un lavoro da mediano, non da centravanti di sfondamento!!! Bisogna agire lentamente, goccia a goccia, come l'acqua cheta che abbatte i ponti, non come la tempesta che rischia di lasciare tutti storditi e disorientati...il momento è delicato per tutti, stiamo vivendo un periodo di passaggio, e Barnard non può ergersi ad unica vittima sacrificale di questa mattanza o salvatore della patria... non glielo concedo proprio, perchè ci sono molte più persone di lui che hanno reali motivi per lagnarsi o volontà e forza di trascinare gli altri...per il resto, avremo modo presto di conoscerci di persona e chiariremo ogni cosa, ma sulla parola "esponente" della MMT ho ritenuto opportuno fare questa precisazione...sono anch'io un ex-piddino, ma proprio perchè sentivo che qualcosa non tornava a livello di logica di quel partito, non sono mai stato un "esponente del PD"... capisco che per semplicità di comunicazione con tutti coloro che avranno voglia di partecipare al convegno, hai messo un'etichetta a tutti (e se vuoi lasciamela pure, dato che sulla presentazione ufficiale hai specificato bene che non ho il certificato o il bollino blu di MMTers...), ma volevo solo chiarire in anticipo che non sono un fanatico di un'ideologia o di una verità rivelata (cavoli, sono di estrazione più nietschziana che marxista, come potrei rinnegare tutto il mio passato??? E non dite adesso che Nietschze era fascista, perchè questa volta mi arrabbio sul serio...)...ringrazio Alberto per la stima che ricambio all'ennesima potenza (tanto per rimanere in campo matematico-scientifico...) e ci vediamo presto al simposio platonico, sperando che nessuno faccia poi la fine di Socrate...a presto! Piero

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    3. Piero, che tu sia un'altra cosa si capisce subito. Credo però che tutti sottovalutino l'effettivo e concreto pericolo per la democrazia italiana posto da quel personaggio piumato. Un pericolo che si riflette nella fatica che occorre fare (e che credo anche tu condividerai) nel diffondere concetti giusti in un ambiente che è stato inquinato da concetti sbagliati, dalla certezza di "sapere di sapere", e da un preventivo attacco indiscriminato contro un'intera classe di intellettuali (classificati come culturame elitista massone incapace di capire - o, come dice lo scemo qua sotto, di "immedesimarsi" - col popolo).

      Il mio punto è molto semplice: prima ce ne liberiamo, facendo fronte comune, meglio è. L'indignazione non è un valore, è un atteggiamento (come l'immedesimazione, del resto). Un atteggiamento che può essere pagante se hai aspirazioni politiche, ma che, come tutti gli atteggiamenti, è una maschera sul nulla.

      Non c'è molto da fare: tagliamo l'elastico della maschera di Donald, e rimarrà quello che c'è: nulla.

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    4. (p.s.: quello dell'immedesimazione era sopra... e ora anche sotto...).

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    5. @Piero Valerio. Piero, ti chiedo scusa, con tutto il cuore, se ti ho offeso. Sei l'unico, tra i relatori invitati, che non conosco personalmente, ma il tuo blog mi è piaciuto molto, al punto di inserirlo tra i primi links di ecodellarete. Ti ho "scelto", dunque, non solo per le cose che scrivi, ma anche per come le scrivi.

      Tutta questa storia della "moneta" è inquinata da interventi e materiali di natura spesso ambigua, dai signoraggisti d'antan ai complottisti da tastiera, e tuttavia credo che conoscere l'architettura del sistema monetario sia altrettanto importante che capire gli effetti degli squilibri delle partite correnti. Sono, per quel poco che credo (spero) di capire, due aspetti di una stessa realtà.

      Contrariamente a te, io sono stato al convegno MMT di Rimini. Ti dico sinteticamente e sinceramente quello che penso: così come per il movimento di Grillo, l'aspetto veramente importante è, a mio avviso, la straordinaria voglia di tante persone di scuotersi dal torpore, di cominciare a capire mettendo in discussione quello che credono di sapere.

      Quanto a Barnard, ho parlato con lui al telefono un paio di volte, e a Rimini sono andato a salutarlo. Non ho approfondito i rapporti perché ho avuto la sensazione di trovarmi davanti ad una personalità con la quale io, per come sono fatto, avrei difficoltà a dialogare. Questo mi dispiace, ma preferisco evitare, finché posso, di avere a che fare con persone che mi costringerebbero alla fatica dare il meglio di me nello sforzo di controllarmi.

      Diciamo che non ho ritenuto possibile costruire un'Area Cognitiva Ottimale con lui. That's all folks.

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  3. oops... ho dimenticato il link al grafico citato (su dati di Bagnai, rielaborati graficamente da Moreno Pasquinelli): http://www.ecodellarete.net/html/ScreenHunter_01-Mar.-08-20.28.gif

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    1. sbaglio o dal grafico si evince che gli anni di crescita del saldo delle partite correnti sono quelli di abbandono dello SME?

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    2. Dalla fine del 1992 al 1996 abbiamo fluttuato (indebolendo la lira all'interno dello Sme, o meglio di quello che ne restava, più o meno da 1450 ITL/ECU a più di 2000 ITL/ECU - così, a spanna). Queste sono state le terribili svalutazioni competitive degli anni '70 e '80... Ooooops: ma sono i '90! E l'inflazione non ci ha sterminato... Eh già! Ma ragazzi, i dati ci sono, perché non ve li guardate? VI HANNO IMBOTTITO DI CAZZATE PER ANNI, CHIARO!?

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  4. Grazie per la segnalazione, vedrò se riuscirò ad esserci...
    Nel frattempo vorrei approfittare per fare una domanda tecnica sull'eurocrisi:
    In questo blog:
    http://streetlightblog.blogspot.it/2011/09/what-really-caused-eurozone-crisis-part.html
    viene riportata una spiegazione della crisi legata alla dinamica del saldo delle partite correnti. Si cita un fenomeno chiamato "capital flow bonanza" consistente nell'improvviso afflusso di capitali verso un paese, qui ne parla più diffusamente:
    http://www.voxeu.org/index.php?q=node/2478
    queste "bonanzas" sarebbero tipicamente associate a dei crash.
    Si dice che il crash si può verifica allorchè c'è un improvviso arresto del flusso di capitali:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Sudden_stop_(economics)
    Ora non mi sono chiare diverse cose:
    1) per quale motivo questo improvviso arresto del flusso dei capitali dovrebbe provocare un problema?
    2) il saldo delle partite correnti mi indica un indebitamento che (presumo) è associato all'importante ingresso di finanziamenti oppure è sintomatico di un deficit nel saldo import-export del commercio?
    3) Il mercantilismo tedesco c'entra qualcosa con tutto ciò o è tutto un altro fronte?

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    1. Comunque: l'arresto del flussi di capitali provoca lo stesso problema che ti provocava tuo padre se decideva di sospenderti la paghetta: non hai più soldi.
      La duplice natura del saldo delle partite correnti (economica/finanziaria) è stata spiegata qui (rileggi anche la seconda parte).
      Il mercantilismo tedesco è stato (in Europa) il motore di questi squilibri.

      Sarebbe interessante capire perché secondo lui c'è stato il sudden stop verso il Mediterraneo. Secondo me perché le banche tedesche erano piene di merda subprime e quindi hanno trovato opportuno e conveniente aggredire i più deboli (secondo un ben consolidato uso non solo della loro, ma di tutte le nazioni!). Che dice l'amico?

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    2. Grazie per la risposta (ho riletto il vecchio post che non avevo adeguatamente sviscerato).

      Premetto che NON sono un economista (sono un matematico) e seguo questo blog quasi dalla sua nascita.
      Leggendolo (e leggendo altrove) mi ero fatto un'idea delle dinamiche degenerative dell'eurozona come qualcosa di legato ai flussi di capitale che partono dai PIIGS e vanno - principalmente - verso la Germania (documentato dalla dinamica delle partite correnti).
      La sostanza è che i tedeschi ci vendono in gran quantità beni materiali e comprano da noi prodotti finanziari, il risultato è che alla fine il flusso netto di capitali va dai PIIGS verso la Germania (per comprare beni e pagare interessi). Ora questo mi potrebbe sembrerebbe di per sè già sufficiente ad arrivare al crack: il sistema non è in equilibrio, c'è un "pozzo" che assorbe il denaro dentro di sè, e la "sorgente" (la BCE) potrebbe non erogarne a sufficienza.
      In questo quadro il "sudden stop" dei finanziamenti invece di apparire dannoso mi sembra l'unico modo per fermare la degenerazione. Non capisco perchè invece mi si dice che il problema NON è la fase del finanziamenti (e dell'accumulo dei deficit) MA nasce con l'arresto del finanziamenti... mi pare esattamente l'opposto!

      (L'amico non spiega le ragioni del "sudden stop", sembra lasciare intendere che prima o poi arriva e sono c***i...)

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    3. Scusa: se le partite correnti tedesche sono positive vuol dire che la Germania ESPORTA capitali, quindi i flussi vanno dalla Germania verso i PIGS, i quali PIGS con questi capitali importano merci dal Nord. Mi sa che confondi l'aspetto economico e quello finanziario. Si parla di esportazione di capitali quando un paese presta, e di importazione quando prende in prestito. Il pagamento di una merce non è una esportazione di capitali (anche se "esce" un soldo).

      Quindi la storia secondo me va così: la Germania ha prestato soldi ai suoi partner (come la Cina agli Usa). Poi c'è stata la bolla dei subprime, le banche tedesche, mal gestite e sicure di poter fare il porco comodo loro, ne erano piene, e hanno dovuto tirare i remi in barca, interrompendo il tipo di circuito finanziario che ti ho descritto.

      La causa del "sudden stop" in Europa secondo me è stata questa: l'esposizione dei creditori (tedeschi) ai subprime americani, che li ha costretti a interrompere i finanziamenti ai paesi periferici (i quali si sono immediatamente trovati in difficoltà).

      Che ne pensi?

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    4. Ho capito che c'è un flusso di capitali che entrano come finanziamenti (prestiti) ma non mi sembra una cosa positiva se questo produce alla fine un indebitamento sempre maggiore... quindi non riesco a vedere questo sudden stop come un problema.

      Insomma: il saldo delle partite correnti in deficit permanente danneggia già da solo l'economia del paese oppure il danno c'è SOLO a nel momento in cui arrivano questi stop ai finanziamenti?

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  5. 10, 100, 1000 Bagnai e anche di più...
    Qui è una questione di lotta contro il tempo per evitare che anche la "controriforma" inevitabile si risolva nell'ennesima truffa e in un'accelerazione autoritaria. Dove e fino a quanto deve diffondersi la "buona novella", la consapevolezza critica della verità?
    Non c'è limite...come diceva un mio amico culturista parlando di quanta dovesse essere la "massa" muscolare :-)
    Il punto di "riequilibrio sarà quando il "normale" elettore sarà in grado di capire perchè Obama e Monti se parlano di sostegno alla domanda, non implicano la stessa cosa...Il primo intende la domanda aggregata keynesiana, il secondo la...legge di Say (cioè la domanda si sostiene in conseguenza dell'azione sul lato dell'offerta che, abbassando il costo del lavoro via disoccupazione (de Grauwe demonstravit Bagnaique etiam) incontrerà il suo livello adeguato - ai profitti da ripristinare- di domanda.
    Ecco, il giorno che i molti potranno immediatamente riconoscere la "manipolazione" dei pochi, questi ultimi diverranno veramente tali e non i consensus masters incontestabili.
    Poi la democrazia giocherà (forse) il suo ruolo

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    1. Sì, ma sai, se uno non va davanti a una fabbrica e non si immedesima... Come può pensare che il suo messaggio sia efficace...

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    2. Personalmente...amo parlare con baristi e taxisti. Il taxista migliore però l'ho trovato a Dublino; nel percorso dall'aeroporto, notate file kilometriche di cartelli sul referendum (vote yes! Vote no!)relativo al fiscal compact, abbiamo iniziato a parlarne. Inizialmente era convinto che entrambe le parti mentissero e che per lui non c'era modo di sapere la verità. Poi gli ho spiegato le...OCA e le distonie del trattato, con gli effetti di squilibrio pro-paesi creditori privati determinati dai tassi di cambio reale. Mi ha ripetuto tutti i concetti immediatamente, cogliendo i passaggi essenziali con chiarezza e proprietà di linguaggio.
      In Italia, per via della formazione scolastica, -infarcita di Manzoni, Dante reso incomprensibile, poca matematica, crocianesimo di ritorno (ideale=fsogno) e "boh"...inteso come materia principale-, occorre essere molto più "coloriti" per captare l'interesse su un ragionamento (vista la diffidenza radicata e giustificata verso chi te la "vole incarta'")...
      Comunque, in Italia, date queste diffuse (ai vari livelli di formazione) precondizioni culturali, sono le stesse "elites" (non economico-bancarie) che nun c'hanno capito un piffero e cascano dalle nuvole quando gli smuovi i capisaldi del pensiero "piddino" (tassonomia operativa di felice sintesi) trasversalmente radicato. Il che è vieppiù inquietante...
      Probabilmente hai ragione: bisognerebbe insegnare molta più musica (in Irlanda suonano per strada musiche bellissime, e pure in germania peraltro, e non perdono occasione -in Irlanda- di far suonare un'arpista...pure se c'è un ministro che parla nel cerimoniale e poi si ferma a chiacchierare con chiunque...ma vabbè)

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    3. Ma... ti sei immedesimato? Secondo me tu non ti immedesimi. Ecco, vedi, tu vai a riunioni cui assistono ministri (e io ero collega di sottosegretari), quindi per definizione siamo lontani dal popolo e non ci possiamo immedesimare, siamo elitisti e la nostra azione è inutile.

      Oh, intendiamoci! Io non ti conosco, e naturalmente, anche se non ti conoscessi, non potrei leggerti nel pensiero... Però "so di sapere" che tu non ti immedesimi e "quindi" la tua azione è inutile ("so di sapere" e "quindi": le due parole piddine "par excellence").

      Ecco: questo modo di "ragionare", tutto sentimento fumoso e azione vaga (mi raccomando: "devi agire, se ami il popolo") è esattamente figlio di quelle precondizioni culturali che metti così bene in evidenza...

      Ah, sì, e poi scusa: io in realtà non volevo aiutarti, volevo solo farti vedere che anch'io sono come te... Solo che... (vedi sotto)

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  6. Mi sa che ho scritto Ichtus...che palle lo so lo so, è theta, mi è sfuggita l' h! Speriamo che la correzione arrivi in tempo...;)

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    1. Appunto... Du gleichst dem Geist den du begreifst, nicht mir!

      Per fortuna ora che sei cassintegrato avrai tanto tempo per fare delle buone letture. In alternativa puoi usarlo per dire agli altri cosa sono e cosa devono fare, ma se te ne capita uno come me ti farà notare che non ha tempo da perdere con i "non vorrei ma non posso". Trova la tua strada, figliuolo, ce ne sono tante. La tua non passa da qui...

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    2. E attento agli ictus (alimentazione sana, molto sport...). E poi si dice "non conta un acca"! Invece conta, conta...

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  7. Professore, sto facendo delle verifiche (a me l'ipse dixit non piace), aggiunte ad alcune risposte che ho letto dei cosiddetti "spaghetti liberisti" mi sento di ringraziarla per il lavoro di divulgazione che sta facendo, e di darle ragione sul livello di competenza di questi "economisti" senza le virgolette.

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    1. Se se la sente lo faccia, e mi dispiace ricambiare con un appunto che temo la urterà, essendo lei di buccia delicata. Vede, lei sicuramente fa bene, in un certo senso, a voler "verificare". Ma nel farlo mostra anche una certa naïveté. Perché vede, c'è una cosa che dovrebbe immediatamente saltare ai suoi occhi, come a quelli di qualsiasi persona di cultura: il gap culturale che esiste fra me (o Piga, o Cesaratto, o...) e certi altri personaggi.

      Vede, la cultura non è l'abitudine al consumo di certi prodotti che consentono di passare una piacevole serata (concerti, film, rappresentazioni teatrali). La cultura è un sistema coerente di valori che consente una lettura rapida e profonda della realtà. Il coattello che ripete "si nun conosci non puoi ggiudicare" crede di dire una verità, ma dice una scemenza. Si può giudicare un contenuto dall'arroganza di chi lo espone, dagli errori di ortografia che commette, dalla povertà culturale, insomma. Del resto, i fascisti altrimenti perché se la sarebbero presa col culturame? E lei guardi oggi chi se la prende col culturame, e vedrà chi sono i fascisti. Se poi ha anche voglia di andare a "verificare" i loro dati si accomodi: tempo perso, ma va bene così.

      Quando nei Miserabili Hugo fa incontrare Marius e Thénardier (le mauvais pauvre), si ricorda qual è il dettaglio che colpisce subito il lettore? Tutte le lettere anonime di Thénardier sono platealmente sgrammaticate...

      I miei lettori non stanno qui perché ho letto Keynes, ma perché sto rileggendo Hugo: è da questo che si sentono garantiti. E hanno ragione (anzi: raggione)!

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  8. Ciao prof, ha dimenticato il CC dove versare i 40 euro per il convegno....non mi dirà mica che vuole salvare il mondo gratuitamente?????

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    1. Ma quello è un problema degli organizzatori! Io vado gratis e a spese mie.

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  9. Notizia gustosa prof! spero che il convegno sia disponibile in streaming o almeno dei begli estratti! :)

    Saluti!

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  10. Una domanda che mi porto dietro da tempo (vabbe', fosse solo una...) e che è riaggallata leggendo i commenti del post precedente: perché quando si parla di protezionismo lo si dipinge sempre con colori negativissimi? So, cioè non so, forse so (ma, beninteso, a livello di bignami), che il protezionismo è stato nella storia degli Stati uno strumento economico utilizzato in alternativa a politiche liberiste quando era più necessario agire in tal modo, che è insomma l'altra faccia razionalizzatrice della medaglia dell'economia capitalistica, e che in un'Europa bucolica, dove gli Stati fossero solidali e cooperativi tra di loro e l'agape regnasse sovrano, sarebbe una misura economica sbagliata, ma data l'attuale situazione europea, e dato il déluge prossimo venturo, perché il protezionismo si continua a vedere (in prospettiva) come belzebù? Se la libera circolazione delle merci e dei capitali ha portato a questi squilibri, perché un po' di politica economica protezionistica (quando la pentola sarà scoppiata) non sarebbe auspicabile?

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    1. Ti dirò di più: il protezionismo sarà necessario dopo, e sarebbe stato opportuno prima. Il ragionamento di Alessandro Guerani secondo cui o si lascia completamente la briglia sul collo al mercato o è guerra è un tipico "non sequitur" piddino.

      Altro ragionamento piddino: "ma se la mela viene dal Cile e qualcuno se la compra vuol dire che va bene così". E anche questa è una scemenza. La mela arriva qui dal Cile ed è competitiva anche perché non internalizza tutti i costi ambientali e sociali che determina (che vanno dall'inquinamento prodotto nel trasportarla, alla distruzione dei mercati locali, ecc.). Questo, tra l'altro, è il risultato di aver lasciato la briglia sul collo ai capitali esteri e di esserci imbottiti di grande distribuzione.

      Tutti i paesi "emergenti", a cominciare dall'Inghilterra quando lo era, hanno SEMPRE costruito la propria fortuna su pratiche protezionistiche. Smith era per il protezionismo. Una volta costruita la propria fortuna, hanno cominciato a predicare il liberismo. Perché? Perché una volta che hai salito un gradino nella scala dello sviluppo, puoi sederti sul muretto, dare un calcio alla scala e divertirti a vedere cosa fanno quelli di sotto. Liberisti a casa altrui, protezionisti a casa propria (che poi è il duale di: "io nun so razzzzista, basta che sse ne stanno a casa loro")...

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    2. p.s. e quindi Ricardo, a fortuna fatta e francesi sconfitti, era per il liberismo...

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    3. vabbe', me la voglio cercare (oggi comanda il mio doppelganger masochista); ma allora lei, Profe, con 'sto fatto della mela cilena e di quella locale, un po' decrescista in fondo in fondo lo è?...

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    4. Amen...e non dimentichiamo gli usa : protezionisti sul mercato interno , liberisti se fa comodo alle loro aziende o per i loro interessi geopolitici...

      pero' mi fa rabbia perchè se la maggioranza piddina continua a non capire quanto hai scrito sopra è perchè
      ha subito una sorta di lavaggio del cervello...e non in buona fede...

      Il fatto il tuo commento sia quasi rivoluzionario considerata la cultura dominiante in italia è desolante..

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    5. Se per decrescista intendi gaglioffo che va a fare killeraggio e teppismo politico delle giuste idee di qualche collega (straparlando contro il ruolo dello Stato), allora direi di no. Ma di questo devo ancora parlarvi, non preoccupatevi...

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    6. A proposito di decrescita, ha visto chi ci sarà nella nuova giunta parmense?

      http://parma5stelle.it/wp/2012/05/ecco-i-primi-nomi-della-squadra-di-governo-a-5-stelle/

      Interessante il successo del M5S. Come al solito la sinistra cosiddetta “radicale” ha perso una occasione e non ha fatto la sinistra, cioè intercettare il malcontento delle classi lavoratrici, che con il voto a Grillo hanno di fatto bocciato le politiche di austerità europee (il successo del M5S è anche dovuto alle ultime dichiarazioni populiste antiEuro del loro santone).

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  11. Devo farvi una miserabile confessione: ho organizzato il convegno per rivedere persone che apprezzo e vorrei conoscere meglio. Per sdebitarmi con loro filmerò ogni istante della giornata, e lo pubblicherò sul web.

    Naturalmente è tutto gratis: il piacere è mio, quindi pago io.

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  13. Professore, leggo dal sito istat.it i dati sulla bilancia commerciale del primo trimestre:

    "Nel primo trimestre 2012 il deficit è pari a -3,4 miliardi di euro, in forte miglioramento rispetto ai -13 miliardi dell'anno precedente. In tale periodo, il saldo non energetico è pari a +14,0 miliardi, in aumento di quasi 12 miliardi rispetto all'anno precedente"

    Le partite correnti vanno peggio, come è normale che sia.

    Ma non potrebbe essere l'inizio della rimonta? E le politiche di lacrime e sangue sono appena iniziate.

    Perchè dovrebbe farci paura un euro tra 1.20 e 1.30 sul dollaro se abbiamo una bilancia commerciale vicina al pareggio?

    Esclude la possibilità che la Germania, in piena occupazione, e con un afflusso massiccio di capitali nei prossimi anni possa avere piu' inflazione dei GIIPS?

    Ovviamente il rischio è quello di essere comprato pezzo per pezzo e di diventare la famosa fabbrica di cacciaviti... :-)

    grazie

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    1. Vedo che non ti è chiara una cosa: sai darmi una stima (secondo te, a spanna) di quanto tempo occorrerebbe perché i paesi del Sud risolvano per "svalutazione interna" i loro problemi? A me non fa paura l'euro a 1.20 o a 2.50. A me fa paura (e a te dovrebbe far paura) l'euro. Punto. O sei di quelli che "poi mi tocca fare le moltiplicazioni quando vado in vacanza, quindi crepino tutti greci tanto è colpa loro..."? Spero di no, vero!? O per lo meno non mi era sembrato!

      Dai un'occhiatina a questo...

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  14. Conosci Claudio Borghi?

    http://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30

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  15. Degrauwe per Degrauwe, questo, http://www.econ.kuleuven.be/ew/academic/intecon/Degrauwe/PDG-papers/FT_articles/FT%201998%2002.htm
    un annetto dopo il tuo paper, è un bell'esempio di preveggenza, sembra scritto ieri. Potresti aggiungerlo alla lista, visto che non era nemmeno su una rivista specializzata ma sul FT.
    A morte gli elitisti, evviva gli etilisti!

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