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martedì 1 maggio 2012

Aste per tutti i gusti

(Perdonatemi: non ho resistito. E cita Proust, e cita Gadda, e cita Manzoni, e cita Rilke, e cita Diogene Laerzio... alla fine ho dovuto citare Ezio Greggio).

Sapete che mi piace provocare i miei lettori. Nell'ultimo post li rimproveravo affettuosamente di aver lasciato passare sotto silenzio il downgrade della Spagna. Qualcuno mi ha detto: "ma veramente io lo avevo sottolineato" (è vero), qualcuno ha detto: "ma tanto che c'è da commentare: sta andando tutto come previsto" (è vero). Era solo una provocazione.

Viceversa, non so se tutti avete apprezzato quella che secondo me è la perla della settimana scorsa, sia per la sostanza del fatto, che un economista definirebbe controintuitivo, sia per la forma con la quale ci è stato riportato. Per farvi apprezzare i dettagli è necessario un po' di background.

La legge della domanda e dell'offerta

Vi ricordo un principio fondamentale dell'economia: la legge della domanda e dell'offerta. Su un determinato mercato, se si presentano molti acquirenti (eccesso di domanda) il prezzo dovrebbe salire, se invece c'è scarsità di acquirenti (eccesso di offerta, cioè difetto di domanda) il prezzo dovrebbe scendere. Sì, lo so, mi dite che sono tecnico: ma vi ho detto che non parlo a tutti. Parlo solo a quelli che preferiscono comprare una spigola a 12 euro al chilo presentandosi sabato alle 13 (quando il mercato sta per chiudere e il pescivendolo "ta 'a tira dietro", come dicono a Roma), anziché pagarla 20 euro al chilo presentandosi venerdì alle 10 (quando la pressione della domanda è forte e c'è ancora un giorno e mezzo davanti). O, poi se ne hai proprio voglia la paghi anche 40 euro al chilo, per carità, sono fatti tuoi. Ma mi avete capito, no?

Bene. Ora, quello che vale per le spigole, dovrebbe valere anche per le tele di Teomondo Scrofalo, e anche per i titoli di Stato: se c'è molta domanda, il prezzo sale, se c'è poca domanda il prezzo scende.

Prezzo e tasso di interesse di un titolo

Attenzione però, perché qui c'è una cosa che forse non sapete, una cosa effettivamente un po' tecnica, ma che si capisce subito. Fra il prezzo di un titolo e il tasso di interesse esiste una relazione inversa: se uno cresce, l'altro cala. Perché?

Acquistare un titolo significa sostanzialmente acquistare il diritto di ricevere un certo reddito per un certo periodo di tempo. Nel '700, ad esempio, era abbastanza usuale investire in rendite vitalizie (pensate a Voltaire, citato in Crisi finanziaria e governo dell'economia). Se il tasso di interesse era, poniamo, del 10%, acquistando 100 talleri di rendita ti garantivi il diritto di ricevere 10 talleri di interessi all'anno (il 10% di 100) vita natural durante. Semplice, no?

Bene.

Ma se il tasso di interesse, poniamo, scendeva al 5%? Be', le cose ovviamente cambiavano, nel senso che se volevi acquistare il diritto di ricevere 10 talleri all'anno a vita, dovevi investire non più 100, ma 200 talleri (sì, perché 200x0.05=10, come 100x0.1). Quindi? Quindi se il tasso di interesse si dimezza, il prezzo del titolo (il prezzo della "rendita", si sarebbe detto) si raddoppia. E viceversa, se il tasso di interesse raddoppia (passando al 20%), allora per acquistare il diritto di ricevere 10 talleri all'anno a vita basta investire 50 talleri (cioè il prezzo della rendita si dimezza).

La relazione, come vedete, è molto semplice, ma solo perché stiamo supponendo che l'orizzonte di riferimento sia infinito: a vita. Sì, lo so, poi si muore, però siccome preferiamo non pensarci, il calcolo viene fatto supponendo che la rendita sia perpetua. Se invece il titolo deve essere rimborsato, magari fra 10, o 30, o 3 anni, la relazione diventa più complicata, ma sempre inversa: se il prezzo del titolo aumenta, il tasso di interesse diminuisce, e viceversa.

Ce l'avete fatta? Dai, su... Guardate che non c'è scelta: o capite questo, o dopo Monti vi beccate Passera, che è già lì che scalda i motori...

Bene: spero che questa orrenda minaccia vi abbia motivato a rileggere, qualora non fosse stato chiaro. Altrimenti, petite et dabitur vobis.

Aste alemanne

E allora veniamo al punto. Il mese scorso ci sono state due aste: una di Bund (i titoli di Stato tedeschi), e una di Btp. Cominciamo dalla prima. Ne parla, ad esempio, il Sole 24 Ore del 26 aprile, il quale serenamente ci riporta che una quota consistente di titoli è andata invenduta, e parla di fiasco. In termini economici, significa che sono stati offerti più titoli di quanti il mercato ne desiderasse, cioè che il loro prezzo era troppo alto, cioè il loro tasso di interesse troppo basso. E infatti il giornalista economico ci dice "non si sono trovati ulteriori investitori disposti ad accettare un tasso del 2,41%" (cioè il tasso era basso, ovvero il prezzo era alto).

Dobbiamo preoccuparci, noi che da tempo abbiamo parlato dei Bund come di una potenziale bolla (cioè di un bene il cui prezzo è spinto in altro solo dalla domanda di chi ritiene che esso continuerà a crescere)? No, ci tranquillizza il giornalista: i Bund sono ancora un bene rifugio (cioè: comprateli: oh, lo dice lui, non io, sia chiaro!). Infatti non ci sono problemi: "Nulla di grave", il loro tasso può restare basso, cioè il loro prezzo alto, "visto che i 595 milioni restanti sono stati assorbiti dalla Bundesbank, che sceglierà il momento più propizio per riproporli sul mercato secondario".

Quindi il giornalista serenamente ammette, per tranquillizzarci, che alla Banca centrale tedesca è permesso di intervenire alle aste per calmierare i tassi, allo duplice scopo di non aggravare il bilancio del governo tedesco col peso degli interessi, e di drogare al rialzo (alimentando la bolla) il prezzo dei titoli.

Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci.

E te lo dice così, sereno, pacioso, il giornalista del padrone...

Sintesi: c'è un eccesso di offerta, ma il prezzo non scende (il tasso non sale), come dovrebbe fare in un qualsiasi mercato del pesce, perché la Banca centrale tedesca opera in violazione dei trattati europei che sanciscono il "divorzio", cioè il divieto alle Banche centrali nazionali di intervenire alle aste. Ne avevamo parlato. Sembrava scandaloso. Ormai siamo talmente bolliti, che perfino la voce del padrone ce lo dice in faccia, e noi ce ne stiamo al calduccio nella nostra pentola...

Aste mediterranee

Ma mica finisce qui. Sentite quest'altra. Titola l'Avvenire del 12 aprile: Btp salgono i rendimenti. Ti viene da pensare: se salgono i tassi, sono scesi i prezzi, significa che c'era eccesso di offerta, cioè, come dicono a Roma, "'sti Btp si 'i so' dati 'n faccia". Povera Italia, pensi tu! Poi leggi, e ti accorgi di un altro fondamentale del pensiero romano: "er peggio nun è mai morto!". Sì, perché l'articolo ti dice papale papale (del resto, è l'Avvenire) che i tassi sono schizzati al 3.89% rispetto al 2.76% dell'asta precedente, ma la domanda è stata buona, "con oltre 4,1 miliardi di euro a fronte di 2,88 miliardi di euro assegnati."

Dica!? Cioè? Il mercato è in eccesso di domanda... ma i prezzi calano (i tassi crescono)?

E senti si cche tte dice er pesciarolo Grilli: "I risultati dell'asta dei Btp di oggi 'sono nelle aspettative. Abbiamo avuto una forte domanda. I tassi devono rispondere alle condizioni di mercato attuali'. A osservarlo, a margine della presentazione a Palazzo Mezzanotte del progetto 'Elite', il viceministro dell'economia Vittorio Grilli, che spiega: 'Abbiamo fatto la scelta di non prendere tutta la domanda che c'era, perchè in questo momento non abbiamo questa urgenza di fare funding a Tassi che non siano secondo noi quelli giusti e rilevanti'". Ah...

E la legge della domanda e dell'offerta? Abrogata pure lei, come l'art. 18.

Be', almeno ne abbiamo imparata un'altra: "fare funding". Io ve l'ho detto fin dall'inizio che questo non è un governo italiano...

Mo' i probblemi so ddue: primo, ma 'ndo starebbe 'sto mercato? Siconno: ma quann'è che ce vennono le aragoste? No, perché se più ne domandiamo, e meno le paghiamo, guarda, Grilli, che io ci vengo... Basta che sso' fresche, però, perché si mme ne dai 'na carettata a ddu' euri, io poi le devo da congela'...

Sintesi

A quanto pare, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno (direi soprattutto sul Reno), puoi andare girando per l'Europa e i suoi immediati dintorni senza trovare nemmeno un'asta che funzioni: o c'è eccesso di offerta e il prezzo non scende (il tasso non sale), o c'è sufficiente domanda, e il prezzo non sale (il tasso non scende).

Ma come sempre, un minimo comune multiplo c'è. E qual è? Che quando il mercato non funziona, stranamente lo fa sempre a danno nostro. Perché ovviamente se il tasso sui Bund fosse salito, o almeno quello sui Btp sceso, il famoso spread si sarebbe ridotto.

C'è sicuramente qualcosa che non ho capito, sapete, io sono un "economista". Se trovate qualcuno che ve la spiega, gli sputate in faccia da parte mia?

66 commenti:

  1. Centesimo post. Avete fatto osservazioni molto interessanti a margine del precedente: com'è andata agli altri paesi? Cos'è il debito estero? L'Italia ha un problema di dimensione delle aziende? Le risposte le so, vi assicuro... Ma datemi un po' di respiro!

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  2. Simone Previti1 maggio 2012 19:59

    mmm provo a vedere se ho capito giusto: in pratica in Germania con il loro trucchetto riescono a tenere i tassi artificialmente bassi e i prezzi alti come fa comodo a loro. Noi invece con il nostro, di "trucchetto", blocchiamo l'offerta proprio quando la domanda sarebbe tale da far scendere i tassi e alzare i prezzi? Cioè in pratica il lunedi mattina al mercato è pieno di gente e il pesce non glielo vogliamo dare, quindi diciamo loro di tornare il sabato verso le 12.30 così da fargli il favore di venderglielo a prezzo di costo.. ammazza 'sto Grilli un genio proprio!

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    1. Sinceramente non so cosa dirti. Forse voleva dire che aspettava che i tassi scendessero ancora. Cioè voleva dire: quei soldi ora non ci servono (non dobbiamo "fare funding") e quindi non lo abbiamo presi (non abbiamo venduto i titoli). Ma in questo modo il tasso è schizzato verso l'alto. In un momento nel quale lo spread è l'ago della bilancia della nostra amena politica... Ma... Guarda: siamo almeno in due a non aver capito. Però fa morir dal ridere!

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    2. Simone Previti1 maggio 2012 21:02

      cioè se si ostinano a non venderli quando la domanda c'è..i tassi continueranno a salire e quindi quando lo fa il "funding" ? o meglio, quando è che sarebbe conveniente farlo?

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    3. Il meccanismo dell'asta marginale è descritto efficacemente qui. L'eccesso di domanda da un miliardo allora forse corrisponderebbe al caso D (che è il ragionamento che fa Alessandro qua sotto).

      A me quello che sembra paradossale, di tutta questa bella storia, non è tanto l'esito dell'asta italiana, che magari possiamo anche spiegare alla luce del fatto che c'è molta volatilità, e quindi chi si presenta fa domande, come dire, esorbitanti (e quindi viene razionato).

      Quello che veramente non riesco a concepire è la facilità con la quale un giornale che ti predica un giorno sì e l'altro pure la virtuù alamanna ti viene a dire, come fosse normale, che loro hanno un meccanismo che gli consente di calmierare i tassi, e va bene così.

      Tieni presente che calmierare i tassi tedeschi significa tener su i prezzi dei titoli tedeschi, cioè (e anche questo il Sole lo dice con la massima tranquillitò) contribuire a mantenere in vita l'illusione che i Bund siano un bene rifugio.

      Ma i Bund sono i titoli di un paese creditore che sta strozzando i propri debitori e quindi si troverà senza soldi (come notava un lettore sul post precedente)...

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  3. Tutta la struttura europea è davvero incredibile, hanno dato davvero il meglio di se. In Italia intanto a me pare talmente assurdo dichiarare le banche fondazioni benefiche che non devono pagare l'imu al contrario degli anziani negli ospizi che davvero mi viene il sospetto che sia fatto di proposito... per scatenare la rabbia. A meno che non credano che duri per sempre dare la colpa a Silvio e Giulio per aver distrutto il paese per il ritardo nelle manovre. Tutto può essere nel paese in cui Liga invita Monti a tenere duro:
    http://www.youtube.com/watch?v=2na4av7s8bg

    Il tafazzismo italiano non conosce limiti.

    giuseppe

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  4. Posso prendermi lo sputo in faccia?

    Allora, sulle aste tedesche tanto abbiam discusso e cercato, alla fine non si capisce perché anche altri paesi della zona euro non possan fare uguale. Mah. Se fossi un giornalista economico sarebbe la seconda cosa che chiederei a Grilli (la prima sarebbe quale sono le operazioni che continuano a fare coi derivati sui tassi e la logica che c'è dietro visto che giocano coi soldi miei).

    Sull'asta dei BTP la risposta è semplice. E' un'asta. E funziona come un'asta. Se il prezioso vaso della dinastia Ming due mesi fa aveva 10 offerte in asta la più alta di 1000 euro e rivenduto ieri all'asta ha avuto 100 offerte la più alta delle quali era 800 euro, l'ultima asta ha avuto sì più offerte ma tutte a prezzi inferiori che due mesi fa. Sic simpliciter.

    Se non sono completamente pazzi vuol dire che le offerte oltre i 2,88 mld. collocati erano offerte con tassi superiori al 3,89% e che il buon Grilli ha ritenuto fossero troppo elevati non avendo "urgenza di fare funding a Tassi che non siano secondo noi quelli giusti e rilevanti".

    Poi per l'amor del cielo, possono essere pure pazzi e avere rifiutato offerte a tassi inferiori, ma il senso della frase mi sembra proprio quello.

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    1. Speriamo. Solo che quando siamo partiti dal discorso sui Bund mi sembravi più battagliero, e ora sei venuto a più miti consigli, rassegnandoti a quello che ci dice il Sole 24 Ore, ovvero che non si capisce perché noi non possiamo mettere in opera un meccanismo che calmieri i tassi dei nostri titoli (dobbiamo essere sempre più realisti del re)?

      Del funzionamento delle aste non sono esperto, chiederò domani a qualche collega senza virgolette, eventualmente fammi sapere dove ti trovo...

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    2. per i pluriennali l'asta è questa Asta marginale per i BOT invece c'è l'asta competitiva (cioè quella dell'esempio). Ok che Wikipedia non sarà una fonte mega-attendibile ma posso confermare che quando lavoravo nel settore funzionava così.

      Mah guardi coi tedeschi le differenze sono ulteriori a ben vedere considerati i prestiti pubblici erogati a Kommerzbank ed a varie Landspakasse che potrebbero "orientarle" in un certo modo nelle aste (come del resto ai nostri tempi le BIN di emanazione IRI), per questo non credo tanto ai "complotti complottosi".

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    3. Sì, l'ho detto sopra, fino a lì ci arrivo. Comunque, non si tratta assolutamente di complotti: è tutto alla luce del sole. Il senso del mio intervento non è né oggi né mai quello di vedere "complotti" in cui una singola volontà malevola agisce all'oscuro per fare il male altrui. Qui sono tanti allegri compagnoni che agiscono alla luce del sole (tant'è che li vediamo) per farsi i fatti loro, sapendo che nessuno può dirgli niente (per ora).

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    4. che poi, non è ironico che la Bundesbank che tanto rompe il cazzo contro l'intervento della BCE, sia quella che più interviene nel secondario? e non per caso, talvolta, ma costantemente. è ironico perché sono la prova più evidente del fatto che le loro teorie (fobie) sono spazzatura.

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    5. Alessandro scusa mi dai l'occasione di fare outing, visto che mi piace andare in controtendenza da poco ho capito di essere complottista, complottoso e complottardo mi sono iscritto al movimento e mi hanno dato la tessera sono al 33° grado. Dall'alto della mia posizione ti assolvo in anticipo tu non lo sei, così sei libero di dire tutto quello che ti pare senza doverti giustificare sostenendo di non esserlo.
      Ad essere "complottisti" sono soprattutto i numerosi piddini come quelli che in passato hanno accusato il prof. Bagnai di "complottismo" perché evidentemente chi dice loro una verità che giudicano inconcepibile e che non sono in grado di accettare devono trovare per forza il modo di denigrare moralmente l'avversario con accuse ridicole, spostando la loro personale visione del "complotto" dal loro cervello a quello degli altri, tutto questo finché dura. Il famoso complottista Arthur Schopenhauer del resto rivelò per tempo come vanno queste cose, i complottisti prima si dichiarano anticomplottisti ridendo dei complottisti, poi li contrastano ferocemente, in fine dicono che il complotto era a loro ovvio sin dall'inizio, incazzandosi pure (aggiungo io). Ora visto che siamo nella fase di attacco feroce va di moda dichiararsi anti-.

      Poi se sei preoccupato di ricevere l'amorevole attenzione di qualche psichiatra ti tranquillizzo, per quanto ne so la famosa malattia "complottismo" non è ancora entrata nel regime di trattamento psichiatrico coatto, e nella manovra contro l'evasione fiscale non hanno ancora promesso premi e sconti a chi denuncia il complottista della porta accanto.

      Giuseppe.

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    6. Ok, però il meccanismo tedesco con una parte dell'inoptato (userei questo termine) essere venduto successivamente sul secondario direttamente dal Tesoro tedesco tramite la Buba rientra poi nella fattispecie descritta proprio nell'articolo che citi: "Inutile dire che il prezzo del mercato secondario costituisce l’indicatore principale della percezione del rischio diffusa tra gli operatori".

      Certo sul secondario ci può anche andare la BCE, tramite le Buba se non ricordo male come funziona, come anche la loro KFW (Kreditanstalt für Wiederaufbau), la CDDPP tedesca.

      Però tenderei a credere che siano operazioni più legate ad agire sugli aggregati monetari (tranne magari operazioni di PCT o investimento della KFW) che altro perché se sul mercato ci fosse il "deserto", tranne gli operatori istituzionali, il "re sarebbe nudo" come è successo appunto ai nostri BTP e ai Bonos (è la mancanza di domanda sul secondario che spinge lo spread su, visto che lo spread è calcolato sui decennali scambiati sul secondario non sulle aste).

      Se hai delle conoscenze in qualche "desk" finanziario di banche loro lo dovrebbero sapere perché vedrebbero certe transazioni passare sul mercato. Gli economisti senza virgolette "volano alto" rispetto a queste cose.

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    7. Sulle aste tedesche, il fatto è già avvenuto e così è stato commentato.
      http://www.economiaepolitica.it/index.php/primo-piano/leccezione-tedesca-nel-collocamento-dei-titoli-di-stato/

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    8. Sì, caro Italo, grazie per avermi confermato il fatto che sei qui per pubblicizzarti e non per leggermi, altrimenti avresti visto che questo tuo contributo è linkato nel pezzo alle parole "Ne avevamo parlato" (perché appunto ne abbiamo parlato a lungo). Se vuoi ti faccio un prezzo, dai, ti metto un bannerino e morta lì...

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  5. Prof. è parecchio tempo che imputa come vera colpa a Berlu l'aver permesso il passaggio istantaneo dei prezzi delle scarpe da ginnastica da 40.000 lire a 40 euro e delle bibite da 3.500 lire a 3,50 euro.
    Il teatrino che si è sempre aperto ha visto il pd dare la colpa al pdl e Tremonti accusare direttamente Prodi più volte perché non ricordo cosa avesse dimenticato di fare e che ha impedito al successivo governo di agire controllando i prezzi, credo sia una "cosa" tecnica che io ignoro.

    Per dire, insomma era davvero possibile evitare il raddoppio istantaneo dei prezzi? A parte tutto io ho sempre pensato che siamo stati molto sfortunati anche per motivi "psicologici" ricordo bene che il primo euro che spesi lo diedi ad un parcheggiatore e dopo 5 secondi mi dissi CAZZO GLI HO REGALATO 2.000 LIRE a momenti lo inseguivo! Anche ai distributori chi prima metteva 10.000 lire di benzina è passato a mettere 10 euro come effetto psicologico ovviamente li non è che ti mettevano metà litri... almeno questo.

    Facendo l'operazione inversa ipotizzando una nuova lira non servirebbe a nulla convertire 100.000 euro in 200.000 lire pesanti?

    Giuseppe

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    1. Sai che non lo so? Certo quello di Berlu non è stato un gran merito. A me colpisce anche molto (non so a voi) il fatto che il prezzo dei carburanti venga quotato in un modo che secondo me è fuori legge, semplicemente perché il millesimo di euro non esiste, la sua utilità pratica nell'arrotondamento è nulla, ma serve a indurre l'idea che la benzina costi 1669 lire (per i nostalgici). Sono veramente trucchetti molto sporchi e fastidiosi.

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  6. Anch'io ho notato che pure sulle aste dei titoli di Stato italiani i giornalisti delirano: sono tutti contenti del fatto che la domanda è elevata, superiore all'offerta, e poi aggiungono, come se fosse un particolare insignificante, che i tassi di interesse però aumentano.

    Come se uno che non ha ricevuto un prestito dalla banca si rallegrasse nel constatare quanti strozzini sono pronti a dargli gli stessi soldi, o anche di più, ma a un tasso "leggermente" più alto.

    In realtà il problema mi pare che stia proprio nel funzionamento delle aste italiane (per quelle tedesche l'articolo di economia e politica è molto chiaro).

    Il Governo italiano offre una certa quantità di titoli di Stato e lascia che il tasso sia deciso dal mercato.

    Se non ho capito male infatti le offerte delle banche indicano quanti titoli intendono acquistare e a quale tasso cioè a quale prezzo e il Tesoro le accoglie partendo dal tasso più basso, cioè dal prezzo più alto, fino a raggiungere il quantitativo offerto.

    Quindi una domanda elevata rispetto all'offerta di per sè non significa nulla perché l'offerta non specifica un prezzo e neppure un prezzo minimo.
    Anzi, mi domando se il fatto di non specificare un prezzo minimo (un prezzo di riserva come si fa nelle aste di oggetti di antiquariato o di opere d'arte) non sia controproducente.

    A dir la verità mi pare però che in una delle ultime aste il Tesoro abbia deciso di non collocare tutta l'offerta prevista perché ha ritenuto che i tassi richiesti dalle banche fossero troppo alti.

    Cordiali saluti.
    Giorgio

    P.S.
    Non ho capito se i giornalisti, ponendo l'accento sull'elevata domanda, vogliano fare un servizio a Monti (è grazie a lui che la domanda è alta) o terrorizzare gli italiani (è alta ora, per fortuna, ma domani potrebbe crollare se non facciamo le riforme, i tagli, etc.) o entrambe le cose. Invece il fatto che i tassi crescenti siano quasi trascurati (qualche mese fa con lo stesso spread e Berlusconi al Governo Mentana diceva che la casa stava bruciando) lo metterei in relazione con i ltri di Draghi: possibile che nessuno si domandi perché le banche sono state finanziate all'1% e invece lo Stato deve farsi strozzare al 6%? :)

    P.P.S.
    Ho capito professore che a lei piace la legge della domanda e dell'offerta ma leggevo che secondo Braudel il capitalismo nasce esattamente con la sua negazione! :)

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    1. Il fatto che mi colpisce è appunto questo: se NON hai bisogno di soldi, dato che il meccanismo dell'asta è quello che è, e che sui mercati c'è molta volatilità, perché li chiedi? Il risultato non può essere che quello di avere offerte al ribasso sul prezzo (cioè al rialzo sui tassi) da parte di persone che percepiscono che sei alla canna del gas perché chiedi molti soldi. E il tasso che ottieni poi lo paghi per x anni (mi sembra fossero titoli triennali), cioè fai questo bel regalino ai governi successivi (e ai rentier presenti). Non so, c'è una logica che mi sfugge. Probabilmente è stato un incidente di percorso basato su una percezione errata delle aspettative da parte del Tesoro (tutti navighiamo a vista) e il dr. Grilli ha dato una spiegazione come ha potuto. Ma rimane esilarante il modo in cui i giornali danno la notizia. Qui noi entriamo nel dettaglio, analizziamo: ma il giornalista ti dice: c'era troppa domanda, il prezzo è sceso; e il lettore di giornale istruito e dotato di spirito critico dice: eh già! Eh già una sega! Detta così non vuol dire nulla. Si preparano. Un giorno diranno: le elezioni sono rinviate a data da destinarsi perché costano troppo. E il lettore istruito dirà: eh già!

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    2. Ma veramente mi sembra che lo Stato italiano ABBIA bisogno di soldi anche solo per rimborsare i titoli in scadenza.
      Magari a un'asta può decidere di non farsi strozzare ma alla successiva deve cedere per forza.

      Quindi la percezione che sia alla canna del gas non mi sembra così sbagliata (lo è dal fatidico 1981) e mi sembra rinforzata dal meccanismo delle aste: tanti (a caro prezzo) maledetti e subito.

      Che poi bisognerebbe vedere quanto le aste sono concorrenziali e cioé se la domanda non sia in effetti razionata da accordi collusivi almeno tra le maggiori banche.
      Non mi risultano indagini dell'antitrust in questo senso ma se le banche fanno cartello per farci pagare 5 euro un bonifico allo sportello perché non dovrebbero mettersi d'accordo per spuntare tassi di interesse più alti dallo Stato?
      "I tassi devono rispondere alle condizioni di mercato attuali" dice Grilli, e io mi domando: lo sappiamo come funziona questo mercato?
      Forse non è come quello delle aste giudiziarie dove capita che loschi figuri allontanino gli ingenui prima che possano offrire prezzi troppo elevati ma forse non è molto diverso.

      In questo senso il BTP Italia è un tentativo di sottrarsi al cappio http://www.tesoro.it/primo-piano/btp.asp stimolando la domanda individuale e disintermediando le banche.

      Cordiali saluti.
      Giorgio

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  7. Prof. Bagnai.

    Una cosa che non ho mai capito è come mai gli stati sovrani (escludiamo l'Italia che non lo è quasi più, prendiamo uno stato normale qualunque, quindi fuori dall'area euro) emettano titoli di stato per avere in cambio del denaro che lo stato stesso ha emesso a mezzo della banca centrale.

    Nei migliori dei casi stammpano più moneta per pagare gli interessi dei titoli in scadenza (come diceva un mesetto fa Stiglitz con una battuta)
    "Anybody who understands US debt knows–US debt is a promise to pay US $bills.We print those bills"

    Nei casi peggiori pensano di pagare questi interessi aumentando gli incassi fiscali (cosa iindolore solo se i^l'economia è iin salute) o tagliando la spesa pubblica (cosa spesso dolorosa, dato che i tagli colpiscoono sempre gli indifesi).

    Ma se è lo Stato a stampare moneta, non sarebbe pìù semplice accreditarla direttamente agli enti pubblici che la dovrannno spendere?
    Ovvio che non si dovrà esagerare per non inflazionare il mercato.

    Qual è l'utilità di permettere ai possessori di titoli di guadagnare denaro in cambio di un servizio inutile (dare soldi ad uno stato che se li può creare da solo)?
    Dal punto di vista dell'economia reale saranno altri a dovere produrre carote e patate per mantenere i detentori dei titoli.

    A me sembra semmplicemente uno dei tanti furti legalizzati ai danni dei poveracci che (quando va bene) lavorano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sono tante cose che non funzionano, in questo ragionamento para-MMTista, ma tu sei simpatico, educato e hai un nome e un cognome e quindi provo a risponderti. Secondo me in questo ragionamento non funziona in particolare il fatto che, per motivi che non capisco, voi continuate, esattamente come Alesina, Giavazzi, Boldrin, Zingales, a vedere solo un lato del problema: il lato "debito".

      La domanda che ti faccio allora è: sei sicuro che un mondo che non potesse più contare (come da secoli conta) sull'offerta di uno strumento relativamente privo di rischio come i titoli pubblici, da usare come riserva di valore per trasferire ricchezza nel futuro, sarebbe un mondo migliore? In quel mondo ci sarebbe solo debito privato e derivati. Ma tu vuoi questo? Cioè stai combattendo accanto ai quattro che ho nominato sopra? Cioè vuoi distruggere il ruolo dello Stato come intermediario finanziario (che Keynes voleva mantenere)? Pensaci un po', io sono convinto di no. Quindi i titoli servono, e anche le tasse servono.


      Altra solfa MMTista: prima ti dicono che ciò che caratterizza la moneta è il fatto di aver potere liberatorio nei confronti degli obblighi fiscali - una definizione un po' povera - poi ti dicono che però basta stamparne quanta se ne vuole quindi non c'è bisogno delle tasse che evidentemente sono superate come strumento di finanziamento... Geniale! Genialissimo! Cioè: tu stampi una cosa la cui raison d'etre è pagarci le tasse ma poi non chiedi di pagare le tasse... Ragazzi, non investite in azioni della Regina (quella dei rotoloni): se la MMT va al potere, il mercato della carta igienica crollerà per eccesso di offerta...

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    2. Giusto per amor di precisione, nel "modello" MMT-ista si dice che le tasse servono anche per obbligare i cittadini a lavorare per guadagnare la moneta dello Stato a cui appartengono, quindi servono per obbligarli ad accettarla. E poi vengono citati anche altre finalità (redistributivi, di controllo dell'inflazione). Quello che si esclude è la necessità delle tasse come fonte di approvvigionamento finanziario per lo Stato. Viene anche fatto il paragone della moneta come "un credito di imposta".

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    3. Caro Bagnai,
      che mi risulti MMT non mette in discussione il meccanismo dei titoli di stato ad interesse.
      La contestazione sui titoli di stato è 100% farina del mio (misero) sacco.
      Ed è una cosa che contesto senza problemi anche a MMT&c.

      Non mi interessa molto il discorso del debito pubblico, perché abbiamo capito tutti come sia un numero che vuole tutto o niente (o qualcosa) dire a seconda di molti altri parametri economici e finanziari. Diversamente non si capirebbe come possa il Giappone sopravvivere con il 220% di rapporto debito/PIL:
      Come giustamente ci fai sempre notare, molto più importante è capire quali sono le conseguenze sull'economia reale e sulla vita delle persone.

      Mi piace l'approccio che dai alla comprensione dei titoli di stato.
      Secondo te non è uno strumento per finanziare lo stato, quanto piuttosto un servizio pubblico di risparmio fornito ai cittadini, per trasferire nel futuro il presente potere d'acquisto riducendo il deprezzamento dovuto all'aumento dei prezzi al consumo.

      Dei 4 economisti che citi conosco solo Zingales, con il quale mi trovo molto spesso in disaccordo. Non ho idea di cosa sostengano gli altri 3, se secondo te vale la pena di conoscerli, vado ad istruirmi.

      C'è però una cosa che non mi convince del tuo ragionamento: se io oggi ho dei risparmi in euro (finché dura...), li investo in titoli di stato e, fra qualche anno, lo Stato me li restituirà con interessi, ancora in euro (o cosa ci sarà...).
      Se quegli interessi lo Stato, con moneta sovrana, li crea dal nulla, allora il tutto è solo -come dici tu-un meccanismo di risparmio offerto dallo Stato.
      Ma se quegli interessi vengono pagati tagliando i servizi pubblici o aumentando le tasse e diminuendo il mio reddito di oggi, mi pare che i conti non tornino, perché in questo modo il meccanismo è fatto in modo da diminuire la nostra capacità (collettiva) di risparmio oggi, per garantire il risparmio di quei pochi che riescono ancora a risparmiare.
      In qualche modo è come se noi normali cittadini ex-risparmiatori oggi lavorassimo per garantire il risparmio di quei pochi che guadagnano ancora abbastanza per riuscire a risparmiare.

      Qui dove lavoro ho un caro collega che viene dal Camerun.
      Mi ha raccontato di come funziona la loro economia di villaggio.
      Il denaro viene utilizzato solo per il "commercio estero" ovvero per i rapporti con l'economia fuori dal villaggio.
      All'interno del villaggio il denaro non si usa.
      Si organizzano e ciascuno fa la sua parte di lavoro di cui tutti possono usufruire.
      Gli anziani che non possono più lavorare, ne usufruiscono lo stesso, così come i bambini.
      Non è necessario risparmiare denaro o accumulare privatamente dei beni per il futuro (certo, le riserve di miglio le hanno, come villaggio, per prevenire i periodi di siccità), dato che la comunità stessa garantisce a tutti di usufruire dei beni prodotti.

      Il denaro che viene stampato, biglietti colorati senza valore reale, non è altro che uno strumento per potere scambiare con altri i frutti del nostro lavoro e potere usufruire dei beni prodotti da altri della comunità.
      La funzione "risparmio di denaro per il futuro" potrebbe non essere necessaria se sapessi che, in futuro, lo Stato mi garantirà un assegno di cittadinanza, ovvero del denaro attraverso il quale io potrà in futuro usufruire dei beni prodotti da altri.
      Cosa ne pensi?

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    4. La finalità di controllo dell'inflazione si basa sull'idea vetusta che l'inflazione sia creata dalla moneta, per cui basta "togliere" un po' di moneta e il problema si risolve. Non mi sembra un gran passo avanti in termini concettuali e sono sicuro che nella MMT ci deve essere qualcosa di più, altrimenti non avrebbe senso presentarla come una teoria della moneta endogena.

      Non mi sembra poi che la tua osservazione risolva più di tanto la contraddizione che rilevo. Vorrei cioè capire cosa fa, secondo voi, lo Stato, con i soldi che raccoglie attraverso le imposte. Li brucia, perché non deve spenderli (cioè usarli come strumento di finanziamento), ma solo controllarci l'inflazione?

      Io ho la sensazione che due giorni non fossero abbastanza per capire il mondo, e che mi vengano riportate in modo contraddittorio cose che magari una logica ce l'hanno. Istwine che ne pensa?

      Gabriele caro, io ti voglio bene e tu puoi dirmi tutto, sarai sempre il benvenuto e ti ringrazio per il commento. Se esiste un modello formale di questa economia un giorno, quando avremo risolto problemi più seri, lo guarderò e ne parleremo. Questa è una promessa che ho fatto a suo tempo e intendo mantenerla.

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    5. il caro Donald dice proprio che i soldi delle tasse vengono bruciati perchè inutili :D io comunque ho una domanda ancora più terra terra, ma perchè in generale uno stato ha bisogno di altri soldi? Cioè perchè esiste questo meccanismo per cui lo stato "inventa" i titoli di stato e con la loro vendita finanzia il deficit? non potrebbe funzionare lo stesso se invece limitasse le sue spese in modo da spendere solo ciò che incassa dalle tasse? a quel punto non avrebbe più bisogno di altri soldi.. o no? (si insomma poche idee ma confuse)

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    6. dunque sulle tasse c'è una sua logica. ti mandai quei due articoli di Fullwiler, quando avrai tempo o voglia lì c'è tutto, molto meglio del primo giornalista pedante.

      sull'inflazione sinceramente gli amplificatori italiani sono fuori di testa, per il semplice fatto che come noti bene tu, sono in contraddizione con moneta endogena, prestiti creano i depositi ecc ecc.

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    7. Ok, studierò. Mi sembra di capire che non sia una logica di quelle che si assimilano e trasmettono in due giorni al mare...

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    8. @Simone: lo Stato offre titoli di Stato perché qualcuno li domanda. Lo sapevi?

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    9. no, in effetti no Alberto, anche se tu parti sicuramente avvantaggiato.

      ma questa cosa che i soldi son bruciati è una puttanata sotto troppi punti di vista. sentite, Barnard ha un vizio (che lui reputa un pregio, ma tant'è), cioè quello di semplificare all'estremo determinate cose. siccome lui non coglie (volente o nolente) la differenza tra semplificazione e puttanata, cade ripetutamente nel campo "puttanata". e non puoi farglielo notare perché se no ti dice che seimila persone muoiono mentre tu glielo fai notare. non è neanche una risposta valida, è proprio una nonrisposta. ne muoiono costantemente da sempre, anche mentre scrivo, e non sicuramente perché uno vuole essere preciso in certe cose e non sicuramente perché scrivo.

      ma la grande domanda è: ma perché se siete tanto interessati alla MMT non leggete la MMT direttamente dagli economisti MMT? scusate l'apparente arroganza del discorso, non voglio essere arrogante, se scrivete sul blog di Alberto vuol dire che siete già sopra la media, ma a me questa cosa confonde sempre.

      è tipo un marchio sta cosa MMT, un brand, non lo so. potrei anche sfruttarlo essendo l'unico (o due con Carmen di vocidallestero) dopo mesi di marketing, pensa un po', a sapere di che si tratta veramente.

      anzi:

      offro lezioni di MMT via mail a 15 euro ogni 3 domande. fatevi avanti! io come tutti gli altri MMTers italiani, non ho nessun passatempo ma tanta voglia di divulgare il verbo (con un supplemento di 3 euro ve lo coniugo pure)!

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    10. la MMT non dice di eliminare i tds (la tesi di davide è più vicina al pensiero di Positive Money)anzi spesso barnard ,che è più avanti nella teoria, ha ribadito l' importanza dei tds nella contabilità nazionale e come strumento per regolare i tassi overnight (questione che spero di approfondire una volta che arriveranno i materiali accademici)comunque concordo con istwine riguardo alle semplificazioni, ma non sulle "puttanate".
      Ps. potresti linkare anche a me gli articoli di Fullwiler, grazie mille.

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    11. Scusate: vi faccio notare che continuate a parlare di una cosa che non mi interessa e che ritengo controproducente in questo momento per tanti motivi. Ve lo faccio fare (poi dite che sono cattivo). Ma vi avevo chiesto di non farlo. Quindi fra un po' chiudo i rubinetti.

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    12. Una domanda in extremis :)

      Ho visto che sia lei che Acocella a proposito della moneta ricordate le tre funzioni standard di numerario o unità di conto, mezzo di scambio, e riserva di valore ma non questa quarta di mezzo di pagamento delle imposte.

      Mi piacerebbe sapere se c'è un motivo specifico per tralasciare questa funzione che a me pare fondamentale.

      Andando molto lontano nel passato mi sembra interessante ricordare che nel regno babilonese di Hammurabi (cfr. Fini, Il denaro sterco del demonio :) le quattro funzioni che oggi svolge la moneta erano separate:
      1) Unità di conto: era una certa quantità di argento corrispondente ad una certa quantità di orzo;
      2) Mezzo di scambio: non esisteva, gli scambi avvenivano con il baratto ma in quantità equivalenti secondo rapporti prestabiliti;
      3) Riserva di valore: oltre all’argento si accumulavano altri metalli e pietre preziose;
      4) Mezzo di pagamento (delle imposte): era l’orzo.

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    13. Caro Giorgio, ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta. Se due economisti (insieme a TUTTI gli altri tranne un ristrettissimo numero) elencano tre funzioni della moneta (che gli studenti credono di capire, ma non capiscono mai fino in fondo), e un simpatico giornalista ne elenca quattro, credo che ti basterebbe capire qual è la funzione di un giornalista (anche nella versione GCDR) nella nostra società, e cos'è il rasoio di Occam, per consentirmi di tornare a parlare di cose serie. Guarda, ora è maggio, un salto a Rimini ce lo faccio anch'io, mi sembra il periodo giusto. Ma in spiaggia leggerò Topolino. Si impara, notoriamente, più da Zio Paperone che da Donald.

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    14. Scusate, qualcuno potrebbe ignorare cosa sia un GCDR: è un Giornalista Coraggioso Di Regime. Una scuderia di questi simpatici professionisti è Report. Marco Basilisco mi ha detto che in uno degli ultimi numeri Report si è occupato dell'Argentina, facendo vedere come sono belli, come sono bravi e come ballano bene il tango, MA SENZA MAI MENZIONARE IL FATTO CHE L'ARGENTINA PER OTTENERE QUESTI RISULTATI HA ROTTO LA PROPRIA UNIONE MONETARIA COL DOLLARO. Potete confermarmelo? Ecco, se me lo confermate capite subito cosa è un GCDR.

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    15. Caro Alberto.

      Riguardo alle cause dell'inflazione, intesa come aumento dell'indic dei prezzi, per fortuna non ho mai seguito corsi universitari che mi insegnassero cose sbagliate. Se quindi mi sbaglio, è solo responsabilità mia.

      A livello intuitivo credo che l'eccesso di iniezione di denaro sia solamente una delle cause e nemmeno la più ricorrente.

      Mi viene da agggiungere ncome cause:
      - l'aumento della velocità di circolazione, in cui tutti vogliono disfarsi velocemente della moneta
      - l'eccesso di crediti bancari (che secondo me sono una moneta-di-fatto) che in genere vanno ad inflazionare il settore immobiliare (o i tulipani...) con ricadute di prezzi sul resto dei prodotti
      - aumento del costo delle materie prime
      - svalutazione della moneta, che fa aumentare il costo delle importazioni, se il sistema produttivo non riesce a compensarle con maggiori esportazioni
      - situazioni di monopolio o di oligopolio (in Italia siamo esperti...) su beni o servizi molto diffusi
      - aumento delle tasse
      - tagli dei servizi pubblici (il privato avrà bisogno di più soldi per pagarseli, e scaricherà le spese sul prezzo di vendita)
      - aumento del costo del denaro, sia del tasso di sconto, sia dei crediti bancari
      - disequilibri nel sistema produttivo, con settori importanti carenti (siituazione che si avvicina all'oligopolio)
      - magari anche dei fattori irrazionali, che in qualche modo incidono sulla velocità di circolazione del denaro

      Personalmente gradirei molto un tuo intervento illuminante sulla questione

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    16. Grande topolino...possiedo una bella collezione retaggio di passione della mia infanzia.C'e'mia moglie che resta sorpresa quando mi vede passare da letture difficili a topolino.Eppure e' e resta un mio piccolo spazio di evasione e spensieratezza a volte,pur essendo adulto.Un aneddoto...c'e' una puntata chiamata ZIO PAPERONE E ROCKERDUCK COMPAGNI DI SVENTURA.Rileggendola col senno di poi si nota un'accenno al semplicistico al moltiplicatore keynesiano,ed altrettanto accenno semplicistico alle aspettative non razionali negli alti e bassi in borsa.La si trova in digitale l'avventura.Scusate l'off topic.Riguardo ai titoli.Una volta leggevo che Keynes parlava di essi come strumento dello stato(anche) per meglio indirizzare il risparmio privato verso investimenti di pubblica utilita.Un abbraccio
      Zorza Giorgio Walter

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  8. Siccome si parla di banche centrali posso chiederle se secondo lei il famoso divorzio fra stato e banca d'Italia è stata una scelta felice? So che ora con l'euro il problema non si pone più, però nel caso di un eventuale ritorno alla lira la banca secondo lei dovrebbe continuare ad essere indipendente?

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    1. Siccome non so chi sei e sei appena arrivato, posso chiederti di leggere questo blog e di non costringermi a ripetere sempre le stesse cose? Lo capite che così non posso dirne di nuove? E se poi clicco su elimina "Bagnai ci censura, è un neoliberista"...

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  9. Mi preparo a tornare a casa, con un esperimento andato non esattamente come sperato...vabbe domani e' un altro giorno.
    Le faccio pero una domanda:"Mio zio mi ha chiesto tempo fa come mai in banca danno preferibilmente pezzi da 20 e 50 euro, o cmq banconote di taglio grosso".
    Io penso sia per prepararci alle carte di credito; lei che ne pensa?

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    1. Ars longa vita brevis. Posso solo dire che in Francia il massimo che puoi prelevare da un Bancomat è inferiore a quello italiano (mi sembra di ricordare addirittura sotto i 200 euro), ti danno banconote di piccolo taglio, tutti i prezzi sono ancora in franchi sugli scontrini, ecc. ecc. In Italia dove era 50000 è diventato 50 euro, posso tranquillamente prelevare 500 euro (che se lo chiami "un milione" capisci meglio cos'è) e questo sembra normale. La dimensione psicologica del metro monetario è stata sottovalutata (o gestita "ad hoc").

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  10. Questa notizia è talmente clamorosa quanto prevedibile.

    Il fatto poi che la Voce di Confindustria ne abbia dato un risalto nullo, come fosse un atto dovuto da parte "alleata" e debitrice accettare il dettame darwiniano secondo cui tutti sono uguali davanti alla Bce ma qualcuno è più uguale degli altri (Bundesbank), rende ancora meglio l'idea sui rapporti di forza vigenti in Europa: legge di natura e competizione sfrenata homo homini lupus. Spagna e Italia gettate nell'arena dello spread a scannarsi per un punto di interessi in meno. Le parole del garante degli investitori Napolitano e del riformatore della politica Amato su cooperazione e solidarietà tra nazioni europee restano retorica complice ritagliata sul 1 maggio, ad usum fedeli nel sol dell'avvenire. L'avvenire rimane, il sole l'hanno spento da un pezzo. Lo capiranno?

    Rischiando di essere troppo perentorio affermo che mai come oggi in Europa gli strumenti dell'economia e le sue leggi vengono piegate alla contrattazione politica; se è sempre stata una consuetudine anche in tempi relativamente pacifici, nella tempesta attuale le menzogne e i luoghi comuni diventano ancor più dolorosi per chi è costretto a subirli. Oggi tocca ai debitori italiani, spagnoli, greci, irlandesi, portoghesi (e pure francesi...), domani toccherà ai creditori tedeschi, tutti volonterose vittime prigioniere della propaganda di politicanti miopi e opportunisti.

    ---------------------

    Tornando in "prosa": penso che la Bundesbank si sia concessa la possibilità di acquistare direttamente in asta l'eccedenza di titoli di stato tedeschi in quanto da maggio 2010 a novembre 2011, come primo azionista della Bce, ha sostenuto il peso maggiore nel programma di acquisto di titoli di stato "periferici" sul mercato secondario (Securities Markets Programme per gli amanti della neolingua tecnocratica). Ricordiamo tutti le sfuriate dell'ex banchiere tedesco nel board Bce, l'ultra-protestante Juergen Stark dimissionario proprio perché in disaccordo sugli acquisti decisi da Trichet (Draghi ha smesso immediatamente, giusto in tempo per buttare giù il nano impresentabile e passare poi direttamente alle droghe pesanti salva-banche...), così come ricordiamo le letterine estive inviate da Merkel-Buba-Bce al governo Berlusconi in cambio della riduzione dello spread. La famosa indipendenza della Bce...

    Solo a novembre 2011 si è saputo che la quota massima di titoli italiani e spagnoli assorbibili dalla Bce ammontava a 20 mld di € settimanali (fonte: Frankurter Allgemeine Zeitung): ovviamente lo statuto della Bce non impone nessun limite all'acquisto sul mercato secondario (se l'obiettivo è la stabilità del sistema). Perché 20 e non 30, o 40? E' stato forse messo nero su bianco questo limite? No, si è trattato sempicemente di contrattazione politica via Bce, al pari delle lettere di commissariamento inviate a Italia e Spagna e il pungolo dello spread come arma per imporre le famose "riforme strutturali" che ci hanno buttato in recessione; e al pari del tacito consenso sull'acquisto Bundesbank direttamente in asta, facendo qui sì carta straccia dello statuto Bce (cosa che, per inciso, sarebbe buona e giusta se a TUTTI venisse garantita la monetizzazione delle eccedenze, azzerando lo spread e senza spendere un euro - i mercati non scommettono mai contro le banche centrali se a queste è concesso di fare il loro mestiere. E' solo politica delegata a tecnocrati e banchieri, notoriamente "indipendenti". O, per dirla alla Brancaccio, in Europa domina il miope punto di vista del creditore, alla lunga dannoso per tutti.

    Dietro il velo Bce, Germania über alles.

    PS_Questo blog fa strame dei luoghi comuni e rende giustizia all'evidenza fattuale. Sarebbe meritorio anche solo per questo, avercene... grazie prof.

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  11. Scusate, vi riporto qui il commento di un minus habens:

    "bene,altro giorno di censura utile però a fugare tutti i dubbi residui.
    A questo punto do PIENAMENTE ragione a QUALCUNO che diceva :"In un confronto con Parguez (aggiungo io,ECONOMISTA e non farneticante complottista ) questi professori si rivolgerebbero al loro avvocato dandosi per malati",benissimo,avrei fatto bene a fidarmi di quel QUALCUNO... "

    Allora: questo commentatore "diversamente arguto" ha messo il suo commento evidentemente sotto al port "MMT no grazie", che è saturo. I commenti quindi vengono spammati, e anche se non lo vengono e li pubblico non vengono visualizzati.

    Io ho altro da fare che rispondere a persone animate da questo vittimismo idiota e l'ho già detto. Peraltro, anche questo vittimismo è una chiara indicazione della matrice fascista del movimento MMT (insieme all'accusa rivolta ai docenti universitari di essere massoni, cioè parte del complotto demoplutogiudaicomassonico): basti pensare che in Francia il vittimismo è il cavallo di battaglia di Marine Le Pen (noi siamo demonizzati, ecc. ecc.).

    Carissimi, il problema è che non avete niente da dire, non capite quello che dite, e continuate a dirlo. Ditelo a casa vostra. Non inquinate questo blog. Io quello che volevi dirmi, tra l'altro, non l'ho trovato nemmeno nello spam, anche perché nessuno di voi cavalieri della tavola rotonda ha il coraggio di mettere la sua faccia sotto quello che scrive. Come mai? Anche voi, come i marziani, volete fare la rivoluzione mascherati da Nonna Papera? E se quando vi togliete le maschere vi accorgete che accanto a voi ha lottato il CDS di Goldman Sachs? Quindi chissà quale fra le tonnellate di anonimi che hanno detto qualcosa tu sei, e chissà cosa avrai voluto dire. Ma da come lo dici, già si capisce che non è interessante.

    Se io non pubblico un commento (cosa decisamente rara) ho il diritto e posso avere mille e un motivo per farlo: perché chi interviene è un troll, cioè uno che vuole solo far casino senza mandare avanti la discussione (ma in genere mi impegno oltre ogni ragionevole dubbio, e chi mi segue lo sa); perché finisce effettivamente nello spam; perché ha un tono insulso e petulante come quello riportato sopra, cioè perché è sufficientemente giovane da pensare di essere l'unica persona al mondo e di avere quindi immediato ed esclusivo diritto di utilizzo del tempo altrui, ma è anche abbastanza sclerotizzato da non avere nulla di importante da dire.

    Io, poi, ho dichiarato che questo discorso NON mi interessava.

    Senti, amico ferito nei suoi sentimenti, ma se io vengo a casa tua quando sei di fronte al maxischermo a guardarti la partita del cuore (con moglie o mamma in cucina a spignattare, immagino, perché la spaghetti-MMT ha bisogno dello spaghetto, e quello certo tu non lo sai fare), dicevo, se io ti trovo di fronte all'evento sportivo dell'anno (o della settimana) e comincio a parlarti dell'Ewald Tragy, o magari, per rendere più pertinente la metafora, di fisica quantistica (cioè di una cosa della quale non capisco una fava come tu non capisci una fava di economia), tu cosa fai? Mi stai a sentire? No. Perché? Perché non ti interessa. Mi stai censurando? No, stai applicando il tuo diritto di non interessarti alle cose che non ti interessano.

    Per favore, se nel movimento spaghetti-MMT c'è una sola persona che sia in buona fede e intelligente, cioè che non sia o un farlocco o un disinformatore di professione pagato da chi vuole sputtanare l'idea che un altro mondo finanziario è possibile, cerchi questi soggetti e li isoli, perché con gente come questo commentatore voi non andate da nessuna parte, e per noi lavorare è molto più fastidioso.

    Almeno per me, perché io non censuro nessuno, ma dico a tutti (e sapete che lo dico veramente a tutti) quello che penso.

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  12. Da quello che ho capito (non sono del campo) le operazioni tramite le quali alla fine del gioco la Buba riesce effettivamente a comprare titoli di stato tedeschi hanno l'effetto ultimo di innalzare lo spread italiano. Questo perché si abbassano artificialmente i rendimenti tedeschi mentre quelli italiani (non potendo noi contare su questo meccanismo) contemporaneamente non si riescono ad abbassare. Se le cose stanno così (mi rivolgo al professor Bagnai) non sarebbe opportuno, da parte di persone autorevoli, indirizzare una sorta di appello all'attuale governo per indurlo a dotarsi di un sistema simile? Quantomeno si potrebbe tentare di sensibilizzare l'opinione pubblica sul concetto "attenti, c'è qualcuno che bara". O ci sono limiti tecnici per i quali non è possibile applicare questo sotterfugio anche da noi? Saluti!

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    1. Credo ci sia comunque un problema culturale: noi partiamo dall'idea di essere peggio degli altri, e quindi quello che consentiamo di fare agli altri da noi diventerebbe sotterfugio. Senza andare su questi tecnicismi, quanti italiani hanno capito che la Germania ha praticato una svalutazione reale competitiva?

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  13. L'attenzione dell'opinione pubblica sul concetto "attenti, c'è qualcuno che bara" è piena e consapevole e in questo periodo di elezioni amministrative gli attivisti delle varie liste se lo sentono ripetere a iosa. L'allontanamento dalla buona politica è voluto e ricercato con ogni forma, compresa quella economica. Stiamo aspettando il nuovo "messia". Io lo voglio "alemanno" piuttosto che "aledanno" come scrive Dagospia. Io resisterò perchè da bambino mi hanno costretto a bere l'olio di ricino.Meglio di un vaccino...

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  14. Ma se, per ipotesi, chi gestisse le aste dei btp andasse contro gli interessi della propria nazione, nessuno controlla? Nessuno verifica? Nessuno prende provvedimenti?
    Io non voglio fare il complottista, ma vorrei capire se ci sono dei sistemi per difendersi da una eventualita' del genere.

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    1. Non lo so, non mi spingerei fino a fare ipotesi simili. Non vedo tra l'altro quali sarebbero gli incentivi. La mia perplessità nel caso italiano era più sul modo in cui le cose vengono riportate dei giornali, e nel caso tedesco viceversa sul come vengono aggiustate certe regole.

      Del resto anch'io ho fatto uno svarione orrendo in questo post, e se ne sono accorti solo Claudio e Rockapasso...

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    2. La mia era solo una curiosità, perché per tutta la vita ho sempre pensato che chi ci governasse sapesse il fatto suo, manigoldi a parte, e invece ora mi sembrano dei deficienti o criminali a seconda che ignorino o conoscano la causa delle crisi e le conseguenze disposizioni del governo.
      Quindi dato che qualche utente sembrava molto informato sui meccanismi di queste aste, magari poteva spiegarlo meglio.
      Ormai penso che piuttosto che vivere tranquillo nell'ignoranza forse sia meglio conoscere il più possibile per vedere dalla giusta prospettiva chi ci governa o ci informa.
      Ritornando alle aste non capisco una cosa, lei ha detto che i titoli di stato esistono perché esiste una domanda, quindi sembra lecito che l'italia decida di venderne quanti le pare, come nel caso non ne abbia bisogno. Ma allora se c'é tutta questa richiesta, perché non vengono offerti ad un prezzo più alto? erano forse così pessimisti da offrire da subito btp con tassi elevati rispetto a quelli tedeschi?

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    3. cmq da quando leggo questo blog un video come questo mi fa proprio ridere:
      http://www.youtube.com/watch?v=3iYsxusMo1c

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    4. Divertente questa storia che basti creare denaro per risolvere i problemi che abbiamo, che non sono economici ma finanziari... Buca lo schermo, eh, il Miclavez... Chissà se riesce a spiegare come risolvere questo problema creando moneta.

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    5. Sull'altra questione, ho chiesto più volte di non farmi dare giudizi che non mi competono e che sono impossibili da basare su evidenze scientifiche. Quello che posso fare è aiutarvi a capire quali sono i modelli teorici che possono essere presi a supporto di decisioni assurde. Ce ne sono. Quello che non sapremo mai, e che non so quanto sia interessante, è capire se chi usa un modello assurdo lo fa consapevolmente o inconsapevolmente.

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    6. "Del resto anch'io ho fatto uno svarione orrendo in questo post, e se ne sono accorti solo Claudio e Rockapasso..."

      Ahem... quale?

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    7. Alberto.

      Provo a sparare (non essendo economista non ho diritto di definirla una "proposta") delle idee perr risolvere (o almeno mitigare) il problema del mercantilismo monetario.

      Fra stati diversi probabilmente il modo migliore è un sistema a cambi fluttuanti, dove i giochi di svalutazioni e rivalutazioni della moneta possano riaggiustare dinamicamente gli squilibri commerciali.

      Resta il problema dell'anomalia del dollaro nel mondo. E creare finalmente il famoso BANCOR di Keynes?
      Avendo però come riferimento del valore del bancor non l'oro, esso stesso soggetto a speculazioni, ma piuttosto un paniere di beni, che riduca i rischi di speculazioni.

      Per quanto riguarda l'interno delle nazioni, dove circola la stessa moneta, una soluzione potrebbe essere una sorta di "tassa di distanza" che serva a favorire l'economia locale (breve distanza) rispetto all'economia distante.
      In realtà l'aumento della benzina gioca già un po' in tal senso, ma non si tratta di una gestione "attiva" del fenomeno ed il costo dei trasporti è ancora troppo basso per modificare gli squilibri commerciali.

      I soli trasferimenti fiscali, tipo Cassa del Mezzogiorno o cose simili, secondo me non sono del tutto adeguati, in quanto -parlando dell'Italia- il Nord continuerebbe ad essere un produttore di beni di consumo ed il Sud continuerebbe a vivere di finanziamenti pubblici.
      I finanziamenti pubblici possono aiutare solo se esiste un meccanismo che ostacola la migrazione di risorse finanziarie verso il Nord e che rende conveniente l'insediamento di attività produttive locali al Sud.

      Potrà essere una proposta peregrina, ma non uoi dirmi che -almeno quest'ultima- non sia originale.

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  15. Professor Bagnai in realtà il "sotterfugio" per me è il migliorare la propria immagine tramite questi comportamenti che non è permesso adottare agli altri Paesi dell'unione in maniera semplice e trasparente. Vedo tutto ciò come un tentativo (peraltro, mi pare di capire, ben riuscito) di aggirare le regole da parte della Germania e, di conseguenza, vedrei un adeguamento italiano in tal senso solo come una difesa. Detto ciò non mi convince l'ultima parte della sua risposta. E' sicuramente vero che non tutti (me compreso) capirebbero in pieno i meccanismi delle aste dei titoli tedeschi, ma questo non impedisce di capire che di fondo c'è un sistema in grado di "addomesticare" lo spread (almeno nel breve periodo mi pare di capire) e che questo sistema è precluso a tutti i Paesi della zona euro ad esclusione di uno.

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    1. Capisco che probabilmente leggi questo blog da quindici secondi e quindi ti porgo il benvenuto e ti applico la dovuta indulgenza. Per capire quello che intendo, ti pregherei di leggere questo post, e questo post. Così, se sono stato chiaro, capirai che il problema dell'infrazione delle regole è molto ma molto più ampio, al punto da far diventare un trascurabile dettaglio la cosa che hai notato. Il che non significa che questa cosa sia giusta, ma che c'è molto, ma molto altro da capire e da contestare nel funzionamento attuale dell'eurozona.

      Ripeto: stupirsi del fatto che la Germania se ne fotte del divorzio, dopo che se ne è fottuta del patto di stabilità, e lo ha violato di fatto per praticare una svalutazione reale competitiva rispetto ai principali partner, mi sembra, per quanto motivato, un po' ingenuo. Veramente ti ci voleva questo per capire che l'Italia è un vaso di coccio e la Germania un vaso di ferro? Questa è solo la ciliegina su un'immensa torta (non di cioccolata).

      Spero di esserti stato utile.

      Credo però tu non abbia pienamente colto il senso della mia risposta, che è il seguente: l'atteggiamento dei tecnici italiani è di sudditanza intellettuale, quindi ESSI percepirebbero come sotterfugio l'adozione di un simile espediente tecnico. Certo che sarebbe solo una difesa. Sono d'accordo con te. Esattamente come sarebbe difensiva (e non competitiva) una nostra svalutazione nominale.

      1000? 100000? Non so quante volte lo avrò già detto...

      Il giorno in cui capirò che devo dire con 50 parole una cosa che finora ho potuto dire con 5, e in cui registrerò il fatto che chi arriva interviene senza sapere quello che è stato detto prima, sarò costretto a chiudere il blog con grande sollievo mio e di Monti. Finalmente saremo d'accordo su una cosa!

      Non è una critica, solo un'affettuosa esortazione, come vedi siamo d'accordo, e se leggi il blog te ne accorgerai meglio.

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  16. Probabilmente il meccanismo delle aste dei titoli deve raggiungere un compromesso in quanto è uno stock di titoli che devono essere assegnati a più soggetti, è una cosa diversa da una semplice asta dove di solito l'offerta un singolo pezzo viene conteso da un singolo che compone la domanda. in questi casi si parte da una base d'asta e si procede in aumento sul prezzo bandito. Nel caso degli appalti pubblici si parte da una base d'asta (il costo per la PA)e si procede all'aggiudicazione al prezzo più basso (lo sconto sulla base d'asta il costo della PA). Nel primo caso se le aste vanno deserte si procede ad una seconda asta abbassando la base del 20% alla seconda proposta e del 50% alla terza proposta. sono sicuramente dei metodi più in linea con il concetto di domanda e offerta,ma entrambi i metodi hanno in comune un solo bene e un solo aggiudicatario il rapporto e uno a uno, nell'asta dei titoli invece il rapporto e molti a molti e da qui probabilmente nasce la necessità di un meccanismo più articolato.

    QUELLO CHE COMUNQUE MI SEMBRA INVECE INTERESSANTE E' L'AGIRE TEUTONICO.

    Una banca centrale che interviene per calmierare la domanda in favore dell'offerta nell'interesse dello stato.

    A questo punto vuol dire che non esiste una regola economica che evidenzia controindicazioni in merito.

    Perchè non lo può fare la BCE nell'interesse di tutti?

    Perchè la BCE non compra l'eccedenza di debito superiore al 60% del suo rapporto con il PIL a un tao dell'1,50% di interesse da restituirsi in 40 anni,visto che il superamento di questo indice è considerato a rischio dai mercati?

    Perchè la BCE non da una provvista di denaro tramite le banche commerciali una sola volta nella vita per l'acquisto della prima casa al tasso fisso dell'1,50% creando stabilità e sicurezza nei cittadini?

    C'E' UNA REGOLA DI POLITICA ECONOMICA CHE IMPEDISCE TUTTO QUESTO O E' SOLO MANCANZA DI FANTASIA?

    E'vero e positivo il fatto che i cittadini detengano titoli usufruendo della rendita futura,a integrazione della loro sussistenza appoggiandosi su un bene che è di norma considerato meno rischioso.

    Ma oggi chi sono i mercati? esiste sempre un mercato come lo intendevano nell'800? Direi di no!
    Oggi i fondi pensione detengono la maggior parte dei titoli sui debiti degli stati e hanno concentrato grosse quantità di denaro in pochi soggetti, si muovono con logiche speculative con le avanguardie ( le agenzie di rating che sono o false o incompetenti visto i pareri di merito creditizio sui mutui sub-prime)pronte ad obbedire all'ordine del padrone.

    PS: So che non ne vuoi parlare, ma prima o poi dovrai farlo Prof.

    In passato gli stati battevano le aste perchè il batter moneta comportava l'accumulo di un altrettanto quantitativo in oro. Poi siamo passati alla convertibilità $ oro, e nel 1971 ci fidiamo solo della parola d'onore messa sulla facciata del $.

    Qualcosa è cambiato, a questo punto la scienza economica dovrebbe dire se questi cambiamenti possono avere un vantaggio per i cittadini, giusto per evitare che in molti adorino un Totem dandogli poteri superiori alle proprie forse.

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  17. La ringrazio per il benvenuto e per avermi pazientemente linkato quegli articoli che ho letto e trovato molto interessanti. Credo, però, che i pesi delle due "tattiche" (la Buba che compra i bund da un lato e le riforme del mercato del lavoro per favorire le esportazioni dall'altro) siano diversi. Riformare il mercato del lavoro per favorire le esportazioni è sicuramente (come ho capito dal suo articolo) una mossa poco cooperativa e, aggiungerei, poco democratica in quanto non fa né il bene nostro né il bene dei lavoratori tedeschi. Così come sforare dai parametri di Maastricht con il fine di addolcire la pillola non è sicuramente un atteggiamento conforme alle regole dell'unione. Far comprare titoli alle banche centrali, però, è una cosa proibita espressamente e l'adeguarsi per aggirare questa regola rende i tedeschi, a mio avviso, degli "imbroglioni". Attuare quel tipo di riforme del mercato del lavoro potrà anche essere scorretto, ma è una cosa consentita. Ai singoli Stati è ancora permesso legiferare in tal senso, perciò non si può parlare di "imbroglio". Fare quello che fanno con i titoli pubblici invece è proibito esplicitamente per questo penso che una denuncia in questo senso sia da portare avanti! Continuerò a leggere i suo aggiornamenti e, col tempo, anche tutti i post arretrati.

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    1. Grazie. In fondo volevo solo dire che per chi come me segue questa storia dal 1989 l'idea che si facciano due pesi e due misure è purtroppo scontata. Invece è giusto che non la si trovi tale e che ci si ribelli. Ma capisce che se i giornali presentano le cose nel modo che le ho riferito è impossibile. Per me, da italiano, il dato veramente scandaloso alla fine è questo.

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  18. "Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia."

    Se vuole aggiungere altro divertimento, può dare un'occhiata ai collocamenti austriaci, che riservano un 15% dell'emissione ad asta non competitiva (OeKB-Auction-Procedure) oppure i "bond tap" Francesi, che consentono allo Stato di emmettere via via nel tempo i bond a parità di prezzo se il mercato ne richiede ancora.

    In generale un buon articolo che parla dei vari "stili" di collocamento degli Eurobond è questo A guide to eurozone bond auction styles.
    E anche le nostre emissioni non sono tutte così semplici e chiare, ci sono commercial paper anche in valute extra-euro, i 15-30 anni sono emessi in base alla domanda (i tap bond di cui sopra), eccetera. Per chi vuole cimentarsi queste sono le linee guida del management del debito pubblico italiano.

    In generale, va bene tutto, ma se non c'è domanda e/o non ci sono quattrini in cassa, lo spread vola comunque.

    Spero di avere fatto cosa utile e de-donaldizzante ;)

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    1. Sono quasi sinonimi. Faccio notare che vogliamo avere un'Europa unita, con mercati perfettamente integrati, ma guarda caso i meccanismi di allocazione di quella che comunque rimane la merce "base" del mercato finanziario sono segmentati (come e peggio dei mercati del lavoro) a livello nazionale. E quante ne vogliamo! Praticamente solo la moneta è unica... Grazie, tutte 'ste storie non le sapevo (ma me le immaginavo).

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  19. Sehr geehter Herr Bagnai,
    ich habe Ihren Artikel gelesen und, obwohl ich einige Schwrichkeiten mit der tecknischen Ausdrucksweise habe, finde ich dieser blog erfrischen und reichhaltig an Argumente.
    Ich bin eine neu Angekommene, die es angemessen fand, Ihnen zu gratulieren fuer solch einer Leservergnuegung! Ich bin ebenfalls Musiker (ich spiele Klavier und Geige) und ich kann sowohl Italienisch als auch Englisch (Deutsch ist natuerlisch eingeschlossen). Ich hoffe in weitere Aufsaetzte wie die vorgehende und solange bedanke ich sie fuer Ihre Beachtung.

    Lola

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  20. Notte Prof !
    Le volevo esprimere una mia idea ( non so quanto valida ) sull' anomalia del sistema tedesco della vendita dei bund.
    Come da lei segnalato, il collocamento dei titoli tedeschi rappresenta un' eccezione ( io direi furbata ), rispetto al resto d' europa.
    Potrebbe essere che la Bundesbank, avendo la possibilità di acquistare direttamente sul mercato secondario la quota di bund non collocata sul mercato primario, in accordo con il governo tedesco, si impegni ad acquistare la parte di bund rimasta invenduta nel primario così da ottenere un duplice effetto :

    1 - Mantenere artificialmente bassi i tassi di interesse dei bund, illudendo il mondo che la Germania sia una nazione solidissima;

    2 - Pagare i bund con i crediti che ha accumulato tramite il sistema TARGET2 ( http://www.voxeu.org/index.php?q=node/7921 ), circa 600 miliardi di euro, in modo da liberarsi di questo credito esplosivo, contratto con debitori al momento poco affidabili, scaricando il rischio sullo stato tedesco e sostituendo il credito estero con credito nazionale.

    Non so se sono stato sufficientemente chiaro, spero di si.

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  21. E' stato già linkato?
    Durante l'ascolto ho cominciato con isterici sghignazzi (Prodi che da primo ministro loda i nostri sforzi per entrare nell'euro, la Germania che ci entra recalcitrante in cambio del permesso di riunificarsi... :D). Però nel proseguo lo trovato interessante.

    Radio 3
    LORETTA NAPOLEONI RACCONTA LA MONETA UNICA

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-5f1120a2-7d32-4b31-a3a3-45915f626e31.html

    L'uscita dall'euro è sempre meno tabù.

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    1. Mai sentite tante inesattezze e superficialità, a partire dalla quota sbagliata del concambio Lira-Euro (1936,27 non 1997, almeno ripassare prima di una trasmissione...) fino al Giappone che non viene attaccato dalla speculazione perché ha la sua Banca Centrale e non perché è il terzo paese esportatore netto e col debito pubblico tutto all'interno (e quindi riceve ricchezza dagli altri paesi e non ne cede al di fuori e ha forti riserve valutarie per fronteggiare attacchi nel caso).

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    2. Tutti parlano di tutto. Nell'era dell'informazione (e dell'informatica) il pressappochismo impera. Sarà vero che la specializzazione va bene per gli insetti, come dice Heinlein, ma io resto dell'opinione che ognuno deve fare il prorio mestiere e basta. Tutto ciò che ne esula conta solo come arricchimento personale... diciamo una sorta di polizza anti-fregature.
      Cmq torno a sottolineare che l'uscita dall'euro è sempre più presente nei media a larga diffusione.

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