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sabato 24 marzo 2012

Mani Pulite poteva funzionare? Il parere della Banca Mondiale

A complemento dell'intervento precedente, aggiungo una breve riflessione su un problema serio, che va affrontato in modo serio. L'ottimo Robert ci segnalava un articolo della Stampa (18 febbraio 2012) del quale riporto uno stralcio:

La parola giusta per questo ventennale di Mani Pulite è amarezza.
Anche Borrelli, la primavera scorsa, intervenendo alla presentazione di un libro, disse di essersi in fondo «pentito» per quell`inchiesta: «Chiederei scusa per il disastro seguito a Mani Pulite. Non valeva la pena di buttare all`aria il mondo precedente per cascare in quello attuale». Per D`Ambrosio si tratta di una provocazione:
«Io non sono pentito come Borrelli». In compenso, lei è diventato senatore dei Ds: non trova sia una contraddizione con il ruolo svolto da magistrato? «Io mi sono candidato come tecnico e indipendente convinto che avrei potuto essere utile alle istituzioni grazie al mio bagaglio di esperienze.
E una cosa in cui credo davvero.
Così come credevo veramente, quando cominciarono le indagini su Tangentopoli, che grazie alle nostre inchieste avremmo potuto stroncare una volta per tutte questo fenomeno».

A questa ultima frase giustappongo, senza alcun intento polemico, ma solo per promuovere una riflessione, uno stralcio dalla sintesi del documento Rethinking Governance di Daniel Kaufmann, economista della Banca Mondiale (lo trovate, con altro materiale, sulla pagina dedicata alla governance nel sito della Banca Mondiale):


Further, recent empirical research points to the private sector as influencing  public governance, thereby challenging traditional notions of the functioning of politicians, public policy and the public sector, and on the conventional determinants of the investment climate. We posit that the interplay between the elite’s vested interests and the political dynamics within a country, in turn affecting governance and corruption, has often been under-emphasized in program design. These argue for revisiting conventional approaches to promote institutional reform. In particular, we challenge the notion that passing laws by fiat, creating new public institutions, or embarking on anti-corruption 'campaigns', can be very effective, and question the value of traditional public sector management and conventional legal/judiciary reform approaches for many emerging economies. We argue instead that sharper focus on external accountability is required, focusing on: transparency mechanisms and empirically-based monitoring tools (including e*governance), as well as participatory 'voice' and incentive-driven approaches for prevention.

Che più o meno vuol dire (rockapasso mi correggerà se sbaglio):

Inoltre, recenti ricerche empiriche indicano che il settore privato influenza l'azione pubblica di governo, e chiamano in causa la nozione tradizionale dell'azione dei politici, delle politiche pubbliche e del settore pubblico, e la visione convenzionale su cosa determini il clima di investimento. Affermiamo che l'interazione fra gli interessi costituiti delle elites e le dinamiche politiche interne ai paesi, che a loro volta influenzano l'azione di governo e la corruzione, è stata spesso sottovalutata nel progetto di interventi. Questi elementi spingono a rivisitare gli approcci standard al disegno di riforme istituzionali. In particolare, vogliamo mettere in discussione l'idea che sia efficace legiferare per decreto, creare nuove istituzioni pubbliche, o impegnarsi in "campagne" anti-corruzione, e criticare la validità della tradizionale gestione del settore pubblico e degli approcci convenzionali alle riforme legali/giudiziarie nei paesi emergenti. Sosteniamo invece che è necessaria una maggiore attenzione alla effettiva responsabilità delle istituzioni nei riguardi dei cittadini, da ricercare concentrandosi su meccanismi di trasparenza e strumenti di controllo basati su riscontri empirici (inclusa la e-governance), così come sulla partecipazione dei cittadini, e su strumenti di prevenzione basati su incentivi.

I dettagli su tutte queste belle cose sono in parte nel lavoro, che non è nemmeno molto recente (ma è sempre stato scritto undici anni dopo Mani Pulite).

Col senno di poi, che è quello che (appunto) riempie le fosse, sembra di poter dire che se Mani Pulite in termini di contrasto alla corruzione non ha funzionato, come in effetti non ha funzionato, è perché alla fine non poteva funzionare. Il che nulla toglie alla buona fede di chi l'ha propugnata e messa in opera, e fornisce una spiegazione razionale, o almeno basata su riscontri empirici, alle sue postume perplessità.

Magari noi cerchiamo di avviare una riflessione non postuma, ma precorritrice, visto che il problema della corruzione non solo esiste, cosa di cui tutti siete consapevoli, ma peggiora rapidamente di anno in anno (come potreste utilmente osservare nei dati di Governance Matters che tanto sono piaciuti a Claudio). Ulteriori particolari seguiranno...

86 commenti:

  1. Più che piacermi mi hanno impressionato. "conoscere"una data situazione per sentito dire o per senso comune è un conto; vederla formalizzata in dati è davvero tutto un altro.

    Ma guardiamo ai lati positivi: quando Fabrizio Tringali leggerà che per la B.M. la corruzione si combatte con la partecipazione dei cittadini andrà in solluchero. Magari ci scrive un articolo.

    E ora se permettete vado a vedere Caselli in tv

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    1. Beato te! Io invece me ne vado a cena coi colleghi. Come me lo farei volentieri un sonno davanti alla TV...

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  2. Penso che una riflessione dieci anni dopo "Mani pulite" comporti la necessità di affrontare problematiche più ampie e articolate di quelle che, mi par di capire, emergono dal documento di Kauffmann. Dell'operazione (nell'accezione anche militare del termine) "Mani pulite" c'era di bisogno. Ma CHI la bisognava? Per rispondere a questo credo sia importante rifarsi al contesto storico-politico in cui è sorta. Caduto il muro di Berlino, implosa l'Urss, il mondo si avviava verso un monopolarismo a stelle e strisce (di cui oggi si avvertono gli scricchiolii grazie all'emergere - non solo in ambito economico -, di Cina, Russia, ecc.) e nella nuova fase post-guerra fredda servivano a garantirla altre forze politiche e sociali, ben diverse da quelle (DC, PSI, PSDI, PRI) che finora erano servite al contrasto dei carri armati sovietici alle frontiere (credo che Marco Basilisco concordi). Inoltre, nell'ultimo periodo, si erano venute a creare frizioni tra partiti governativi italiani quali il PSI e in parte la DC e i desiderata d'oltre oceano (ad es. il "caso" Sigonella), mentre non a caso un politico dall'intelligenza (benché diabolica) di Andreotti (ah, la Prima Repubblica!) non aveva visto di buon occhio il crollo del muro berlinese (già marcio da un pezzo). Per cui non conveniva più tenere in piedi strutture partitiche di quel tipo, ossia dei dinosauri del Mesozoico, inadatti al nuovo e trionfante Cenozoico che arrivava. Allora ecco il maturare propizio di "Mani pulite". E nemmeno fu un caso (imo, senza la h) che dalla piazza pulita fu esentata (per i meno maliziosi: si salvò) la "gioiosa macchina di guerra" occhettiana, nel frattempo frettolosamente ribattezzata e riconvertita alla ultra liberal-democrazia (sempre per i più maliziosi: metamorfosi iniziata a partire dal "famoso" viaggio oltreoceano del 1978 di un suo illustre - ancor oggi - rappresentante). Poi, a scompigliare tutto, ci si mise l'entrata in campo del Berlusca.
    Insomma, il punto mi pare sia: perchè proprio nel 1992 (al di là dell'aneddoto Mario Chiesa) scoppiò il patatrac? La corruzione in Italia di allora non era più grave né più estesa che, poniamo,nel 1976, anno dello scandalo Lockeed. Ma, a differenza del 1992, nel 1976 c'era un partito, la DC, che aveva ancora la forza politica e l'appoggio internazionale per dire fermamente, per bocca di Moro: "Non ci faremo processare nelle piazze!".
    Mi scuso se l'ho fatta troppo lunga, forse perché il Kaufmann questi (ed altri) dettagli della temperie politica italiana non li sa... del resto è un economista della B.M, mica un analista politico... :-)
    roberto

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    1. Ma non credo che le sue considerazioni escludano la tua analisi. Bisognerebbe in effetti studiarsi bene quello che dice, e non dimenticare che il suo lavoro si pone in una dimensione di confronto internazionale e di dati misurabili.

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  3. Mah, l'inchiesta mani pulite nasce dal procedere spedito della storia, o meglio, dalla "fine della storia". Era un processo di pulizia che era oramai divenuto inevitabile, proprio perché il mondo era cambiato e la vecchia classe dirigente non se ne era resa conto (o aveva fatto finta di non rendersene conto). Qui, Ilvo Diamanti spiega bene le dinamiche: http://www.youtube.com/watch?v=q466-z7ii5o
    Andrea D.

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  4. concordo pienamente. Per completezza bisogna ricordare che si stava avvicinando la scadenza di Maastricht, l'altro grande evento internazionale che ha facilitato lo scatenarsi degli eventi. Il vecchio ceto politico italiano, elargitore e statalista, era diventato inutile, come dici tu, come baluardo anti-carri armati,ma era percepito anche inadeguato e addirittura nemico dei progetti del mondo della finanza che stavano per realizzarsi.Ricordo la campagna anti-partiti dei grandi giornali e delle televisioni, mediaset in testa,che hanno preparato il terreno ai giudici. Gli Italiani si sentirono liberati, proprio come adesso. Guarda un po'...

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  5. "L'Italia è un grande malinteso" scriveva malizioso Gore Vidal qualche tempo fa. Gran parte degli italiani che si occupano ufficialmente (ovvero dentro le istituzioni varie; università, giornali, partiti, etc) di storia contemporanea, macroeconomia, politica, diventano fatalmente degli amplificatori del "grande malinteso". Oppure, semplicemente, non raggiungono o vengono rimossi dai posti che ricoprono e che gli permettono di esternare ascoltati da larghi strati della popolazione.
    Così facendo non si fa altro che alimentare, in un crescendo epico e devastante, il "grande malinteso".

    Per spiegare gran parte della storia d'Italia dal secondo dopoguerra ad oggi basterebbe mettere la parola "colonia" davanti alla parola "Italia" ogni volta che si entra nel vivo dell' analisi e della discussione di qualsisi evento politico ed economico.
    Ogni volta che leggo articoli come quello da voi citato mi viene lo stesso amaro sorriso che aveva il grande Vidal nelle sue ultime interviste pubbliche.
    Se ancora nel 2012 siamo di fronte, ipnotizzati, davanti al tabù dei tabù senza poter fare e dire niente ... forse allora sarebbe meglio il silenzio.

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  6. Bisogna anche ammettere che dopo mani pulite la classe politica si è data da fare per neutralizzare l'operato della magistratura. [http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=78644248]
    Alessio

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    1. Indubbiamente. Si vede molto bene, dai dati, che la corruzione in Italia aumenta secondo una tendenza lineare impressionante, a partire da un minimo raggiunto attorno al 1997. Tendenza ININTERROTTA, attenzione (nemmeno nelle brevi parentesi NON berlusconiane, fermo restando che questo trend va ovviamente ascritto alle pressioni del signor B).

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  7. Sempre e solo "opacità" o meglio i "soliti moderni" paradossi e paradigmi: "scatole nere" nella gobba di G Andreotti.

    Una certezza vera è la consapevolezza di G Colombo che, nel silenzio monacale, si dimette dalla magistratura e condivide i valori dell'appartenenza con i giovani, il sogno di speranze da ricostruire.

    That's all, folks!

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  8. Mani Pulite in realtà ha funzionato poichè lo scopo principale è stato pienamente raggiunto. La lotta alla corruzione era un pretesto. Bisognava, crollato il Muro, evitare che la democrazia divenisse compiuta. Gli slogan inutili e reazionari (governabilità, voto utile, democrazia deliberativa) nascono lì e la loro attuazione ci ha regalato l'Italia odierna. La incombente Mani Pulite 2 (è già iniziata e basta guardare Milano) ha la stessa funzione. Una lotta propagandistica alla corruzione per restringere ancora di più l'effettiva partecipazione del Popolo. In sintesi con Mani Pulite 1, è stata sciolta la Prima (ed ultima) Repubblica. Con Mani Pulite 2 si dissolverà la Repubblica. Anche CdB dovrà cambiare la testata del suo giornaletto,

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    1. Ma il problema antropologico è sempre quello: persone che confondono la consapevolezza politica con la scelta di un nemico. Io non voglio dire che Craxi fosse "buono" o "cattivo" (vorrei non usare categorie così rozze), ma voglio dire che è stato evidentemente distruttivo per la sinistra "vera" (insomma, per i poveracci) farsi mettere in una trappola in cui hanno accettato la qualsiasi col pretesto che serviva a sconfiggere il nemico: accettato il maggioritario truffa, accettato il vincolo esterno che sconfigge i corrotti (e dopo dieci anni si vede!), ecc.

      Nel dire "ha funzionato" non vorrei però che si pensasse a un complotto. Ancora una volta, non ce n'è bisogno.

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    2. Caro prof, a scanso di equivoci, anch'io non credo che Craxi e Andreotti fossero buoni. So solo che nel 92 avevano la maggioranza dei voti, in elezioni in cui valeva la regola oggi aborrita: una testa un voto. La scorciatoia imboccata dalla sinistra (vittoria giudiziaria, scelta del maggioritario) aveva alla base lo stesso pregiudizio che le fa oggi gridare W la Germania: la maggioranza vera degli italiani non la conquisteremo mai, perchè al fondo il Popolo non ci può capire (è corrotto, è intriso della doppia morale del cattolicesimo e simili amenità). Invece di imboccare la strada faticosa di far comprendere i propri argomenti, ha scelto di essere cooptata dalla City di Londra (ricordate il triste viaggio di Occhetto col piattino in mano?). Il maggioritario fu una scelta consapevole. Sbagliata, ma consapevole. Sbagliata perchè se levi ai poveracci di poter contare (ripeto, una testa un voto) che sinistra sei?

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    3. Carissimo, a scanso di equivoci, non sono un politologo, ma sono del tutto d'accordo con te.

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    4. E pensi che il 30 aprile 1993, giovane studentello, mi trovavo nei pressi dell'hotel raphael...Però, sarà stata l'educazione o la parsimonia appresa da mammà, le cento lire me le tenni in tasca.
      Poi, crescendo, alla luce di tardive (e diciamocelo indecenti) rivalutazioni, m'è venuto il dubbio che l'accanimento contro il Cinghialone non fosse alimentato dall'aspirazione di far valere idee proprie, ma più semplicemente dalla bramosia di prenderne il posto.

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    5. cari amici bloggers : premesso che a me non me frega nulla della rivalutazioni di craxi e andreotti (per quanto abbia letto un libro di cirino pomicino e incredibilmente mi è piaciuto pur essendo lontano anni luce in ogni senso,tra l'altro pomicino esprime un ragionamento quasi identico a oikakoinekroi!) della prima e della seconda repubblica e sinceramente neanche tanto dell' ethos italiano che tende al familismo e alla corruzione ...non ho gli strumenti e neppure la memoria storica per avere un opinione sensata al riguardo...pero' banalmente , se i politici italiani sono cattivi i presidenti degli usa allora cosa sono?
      (e a me la cultura -alternativa- usa piace)

      l'avete gia' detto meglio di me in un paese 'colonia' e a democrazia limitata come l'italia (dove adirittura l'ambasciata americana convoca grillo!!! e fa la schedatura del suo blog perchè fonda un partirto ^??^ sembra una barzeletta!!!) che senso ha parlare dei mali della corruzione ,della corretezza politica...cioè se la correttezza è avere 10portaaerei
      1000bombardieri sottomarini e destroyers per attacchi missilistici a lunga distanza e ogni tanto usarli contro i disgraziati (e ex alleati ) di turno [e quando non parte la guerra parte GS,soros ecc..ecc..) i miei contorni della moralita' politica vacillano , insomma se proprio devo assistere al gioco del gatto e del topo faccio a meno di pensare che il topo debba anche giocare pulito...insomma oltre l'italia c'è un grande mondo ...
      e quel mondo non è cosi' buono e morale come il 99.9%della cultura mainstream ci racconta ogni giorno...
      (E perdonate lo sfogo e l'ingenuita' di fondo)

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    6. tra l'altro Grillo lo dice a distanza di tempo dall'evento e il tono non è scandalizzato, come magari ci si potrebbe attendere, del tipo "Ecco! La dimostrazione che la politica italiana è eterodiretta ma io gli ho detto Vaffanculo!". No. La domanda che si pone è
      "Crediamo davvero che un'azienda del Wisconsin o del Texas si precipiterà in Italia perché finalmente sarà libera di licenziare un bergamasco o un pugliese?" cioè poi giustamente critica la cancellazione dell'articolo 18.
      Comunque Grillo per ANNI ha starnazzato contro il debito pubblico, in ciò facendo il gioco di chi vuole l'austerità, salvo poi starnazzare a sua volta in difesa dell'articolo 18.

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    7. Però un grillo che starnazza mi sembra una forzatura dal punto di vista naturalistico. Forse dovevamo veramente fare attenzione agli OGM...

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    8. Problema:
      una tardivarivalutazione equivale forse a una svalutazionecompetitiva?

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    9. secondo me è meglio uno che si rende conto di aver sbagliato e poi si corregge, di uno che continua (vedi PD) imperterrito nei propri "errori". Però non sarebbe male se spiegasse perchè, almeno secondo lui, si è sbagliato e perchè si dovrebbe condividere la sua nuova posizione, altrimenti oltre ad essere un grillo che starnazza, diventa anche un grillo camaleontico, buono un pò per tutti perchè nessuno capisce veramente da che parte sta.

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    10. Caro Bagnai,
      la seguo da tempo, da ex piddino che vuole imparare e che trova nel suo blog insegnamenti e spunti di riflessione di rara intelligenza.
      Ho trovato molto interessante il suo post su Mani Pulite e il documento della BM(pensavo che l'unico grande pensatore di nome Kaufman fosse l'indimenticato Andy), che d'altra parte non fa che certificare ciò che il giudice intellettualmente più attrezzato di Mani Pulite, Gherardo Colombo, ripete da quando nel 2008 si è dimesso dalla magistratura. Non è la repressione giudiziaria a poter fermare corruzione e malgoverno, ma la qualità sostanziale della democrazia.
      Tuttavia, mi sarebbe piaciuto di più se nei commenti avesso messo qualche puntino sulle i al discorso di oikakoinekroi, il quale in molti passaggi sembra scadere in quel logoro complottismo su Mani Pulite di cui davvero non se ne può più. Quella di Milano fu l'inchiesta di un pool di magistrati onesti decisi ad applicare il principio della legge uguale per tutti, che sentirono di avere le mani libere data la particolare svolta storica, e che indagarono su tutti senza distinzioni. Finché non furono fermati da una reazione della politica e dei media. Si può sostenere, e anzi sono d'accordissimo, che queste inchieste furono strumentalizzate dal solito gattopardismo e da una sinistra postcomunista che tentò (VANAMENTE) di supplire alla propria inconsistenza con istanze di tipo etico. Si può anche aggiungere che il maggioritario, con il senno di poi, sia stato un errore, oppure che Occhetto si sia svenduto al capitale finanziario (?), ma mi sembra vagamente paranoide inserire tutti i tasselli di una storia peraltro ancora troppo recente in un disegno preciso, razionalmente perseguito da soggetti determinati. Io sono solo un laureato in scienze politiche dotato di curiosità e attenzione per le vicende pubbliche, ma da osservatore sono piuttosto convinto che la storia proceda più secondo rapporti di causa-effetto imprevisti e secondo molte strade inimmaginate, tortuose e tra loro intrecciate - fatte più di salti e balzelli improvvisi che non di percorsi lineari - che secondo una o più sequenze progetto-azione-risultato. Davvero non sopporto questi tentativi di mettere in fila con tanto di soggetti, predicati e complementi fenomeni storici così complessi, soprattutto quando si accompagnano a menzogne smentite da mille prove, come quella secondo cui non si voleva indagare sul Pci.
      PaolOrt

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    11. Caro semianonimo,

      sono un po' stanco di chi continua ad accusarmi di paranoia complottista. Non faccio altro che ripetere che certi esiti non sono necessariamente il risultato di strategie deliberate, ho letto più di te Guerra e pace e concordo più di te (che forse non la conosci) con l'analisi di Tolstoj sul divenire storico, mi estenuo a ripetere, a titolo di esempio, che certe strategie di una parte del capitalismo tedesco sono esplicite (quindi nessun complotto) e assolutamente legittime (nella misura in cui sono compatibili con le scelte legittimamente espresse dalla maggioranza degli elettori tedeschi, i quali credo abbiano voce in capitolo nel modello di sviluppo che il paese persegue). Non di meno, sono irrazionali e miopi (il che, peraltro, ri-esclude il complotto).

      Nello specifico, ho esplicitamente detto che non ritengo, ad esempio, che se il dott. Caselli esterna in un certo modo è perché ha ricevuto l'imbeccata da Mario, o che se il pool si mosse in un certo modo è perché glielo chiese la Goldman Sachs. Questo sarebbe complottismo.

      Per demarcarmi nettamente dalle visioni complottiste ho scritto due post che mi hanno valso un raddoppio dei lettori e una tonnellate di lettere di insulti. Posso girarti le seconde, se lo desideri, non i primi.

      Io non sono particolarmente qui per mettere i puntini sulle i di chicchessia, fatti salvi quelli che travisano il mio pensiero. Con quelli non ho più tanta pazienza, e me ne scuso. So che dovrei.

      Nessuno qui dice che il pool di Milano perseguì coscientemente un fine eversivo. Ma nella tua bellissima, oleografica agiografia, dovresti farti prendere da un dubbio, lo stesso, guarda caso, che è venuto ai protagonisti stessi di quella stagione. Il dubbio che la loro azione, giusta, necessaria, sacrosanta, sia potuta servire, attraverso la lente dei media, al perseguimento di fini che non erano parte delle intenzioni. Certo, in modo non lineare, sono d'accordo.

      Ma se non vuoi accettare questa possibilità, se ti fermi al quadretto deamicisiano, be', allora forse per te anche Adam Smith è un complottista. E quando eri piddino (e forse lo sei ancora), Adam Smith era il tuo idolo... anche se non lo sapevi!

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    12. Caro Bagnai,
      ho commesso l'errore di scrivere il mio commento prima di leggere tutti gli altri, e quindi prima di accorgermi che sul tema, e in risposta a questo tipo di critiche, lei si era già espresso con una certa chiarezza anche in passato. Rimediata la mia lacuna, traggo ulteriore conferma(in particolare leggendo la querelle con tale P.P. su un altro sito) del fatto che la sua concezione del divenire storico e del ruolo che vi giocano gli interessi e i nuclei di potere, non importa se agendo alla luce del sole o nell'ombra, è in sintonia quasi totale con la mia. (Tanto per chiarire: nel corso della stesura della mia tesi ho litigato con il relatore, il quale spingeva per eliminare alcuni stralci della sentenza Andreotti dal capitolo in cui parlavo di "doppio Stato" e di sovranità limitata con riferimento alla Prima repubblicata italiana e a gli studi di Bobbio sul potere invisibile. Insomma, sulla "Lettura" del Corriere di oggi anch'io sarei stato relegato nel girone dei complottisti, e ritengo di non essere tacciabile di ingenuità deamicisiane.)
      Anche nella sua risposta ritrovo la lucidità, l'equilibrio e la raffinatezza che mi fanno tornare spesso su questo blog, e non posso non dichiararmi d'accordo con ciò che scrive, al di là dei contorni polemici (capisco che voglia anche divertirsi un po', e credo che premettendo di essere un ex piddino abbia dimostrato di saper stare al gioco).
      Non solo ho sempre avuto "il dubbio che l'azione, giusta, necessaria, sacrosanta, sia potuta servire, attraverso la lente dei media, al perseguimento di fini che non erano parte delle intenzioni" del pool di Mani Pulite, ma tendo sempre più a sciogliere il dubbio in favore della certezza che le cose siano andate proprio così. Mi pare di aver scritto anche prima che l'azione dei giudici è stata sicuramente strumentalizzata da vari soggetti. Insomma, stiamo parlando di eterogenesi dei fini... con lo zampino di qualcuno, e non di "fine eversivo coscientemente perseguito". Ma se è così, continuo a non accettare le parole di oikakoinekroi, per cui "Mani Pulite in realtà ha funzionato poichè lo scopo principale è stato pienamente raggiunto. La lotta alla corruzione era un pretesto. Bisognava, crollato il Muro, evitare che la democrazia divenisse compiuta" e il discorso che sottintende chiaramente, cioè che sul Pci non si sia voluto andare a fondo e che i giudici fossero più o meno organici a un disegno politico. E quindi ribadisco che da parte sua avrei gradito una puntualizzazione più decisa di un generico "attenzione a non dire che 'ha funzionato, chè altrimenti ci danno dei complottisti', comunque sono pienamente d'accordo".
      Ora però la smetto di pensare alle pagliuzze, con chi ormai è diventato per me un prezioso disvelatore di travi.

      Paolo Ortelli (semianonimo solo perché non sa come scrivere il nome in alto)

      P.s.: avendo letto parecchio Sylos Labini e Roncaglia non ho mai coltivato "il mito della mano invisibile" nemmeno da piddino, e al netto della parodia ideologica che ne viene contrabbandata Adam Smith continua a tutt'oggi a non starmi antipatico.

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  9. capisco che in un paese in cui è successo di tutto e tutto il peggio senza che ci fosse una volta che si potesse capire cosa era successo veramente e perchè,. e chi era il colpevole, il complotto, il contro-complotto e le supposizioni fantasiose forse danno un certo sollievo.

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    1. ma le privatizzazioni degli anni '90 mi sembra un risultato molto concreto...come l'euro d'altronde...poi la questione dell'euro era si tecnicamente complessa ma se ci era arrivato perfino bossi ....

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    2. leggete qui miracoli di google (e a questa punto la domanda è bossi legge(va) di macroeconomia? ^)

      'quello che dobbiamo chiederci è cosa abbia pagato l'italia per farsi accettare nell'europa monetaria .(...) Resta allora l'ipotesi di un pagamento in merce (...) L'italia potrebbe effettivamente avere pagato in merce ,non nel senso di merce data ai paesei europei che non saprebbero cosa farsene visto che sono tutti paesi in crisi di sovrapproduzione ma in merce non prodotta in padania (nd.lol!)per lasciare spazi economici per francia olanda e germania.(....)
      ...le leggi finanziarie degli stati si ridurranno ad un semplice fax inviato da bruxelles dal consiglio d'europa terminale delle cento grandi famiglie europee (famiglie inteso come come grandi aziende nd)
      con l'ingresso in europa l'italia non avra' piu' a sua disposizione la leva monetaria ,cioè se gli mancano i quattrini non potra' piu' stampare altri titoli di stato,per favorire l'economia non potra' piu' svalutare la moneta ,perchè gli restera' solo la leva fiscale e i quattrini dovra' toglierli maledettamente e subito dalle tasche dei cittadini , evidentemente aumentando la pressione fiscale . Un personaggio milanese che trovandosi in america era andato a parlare al FMI ha saputo che queste istituzioni internazionali prevedono un aumento di ben 11punti in percentuale della pressione fiscale nel nostro paese ,con tanti saluti alle imprse della padania.Inoltre c'è da considerare che entriamo in europa con uno stock di debito pubblico altissimo e che l'europa ci ha gia' chiesto di rientrare dall'attuale 121%debito-pil al di sotto del 100% in pochissimi anni .Neppure se vendessero il colosseo scalfaro, il tevere riuscirebbero in una simile impresa (l'hanno quasi fatto e si vedono i risultati..nd) Ma quel che piu' conta per noi è che ,se entrassimo in europa con una pressione fiscale sulle nostre imprese gia' adesso senza paragoni al mondo (...) le nostre imprese perderebbero rapidamente ogni competitivita' ...
      (28/04/98)u.bossi



      https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:arsSKocTk0oJ:www.leganord.org/segretariofederale/discorsi_assemblee/1998_28marzomilano.pdf+le+leggi+finanziarie+degli+stati+si+ridurranno+ad+un+semplice+fax+inviato+da+Bruxelles+dal+Consiglio+d%E2%80%99Europa,+terminale+europeo&hl=it&gl=ch&pid=bl&srcid=ADGEESiOYr0zCAg3U4qJqc_TQ6Ds7cWmf1Wk13BORezgG54wpmSzwKkTLCs9OXjBGuIn042NkJLboST8hA8lywaU6wExZ_iOJXrtYObh3gRLj3WHbVJlyvC76y69wN7RpQLWphmgLarb&sig=AHIEtbR3-vK6L4Sjh1xolOvGzOEPW_cLiA

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    3. certo che questi sono risultati concreti, ci mancherebbe ! E certo che i complotti esistono. Non credo però alla regia occulta in grado di scrivere un copione così complesso; le cose umane subiscono sempre deviazioni, sviluppi imprevisti e magari può generarsi qualcosa di diverso Credo, questo sì, che esistano individui o gruppi abilissimi ad inserirsi nello svolgimento dei fatti, a immaginarne le conseguenze e a volgerli a loro vantaggio.Alberto dice che tutto questo lavorio dell'immaginazione non serve. Almeno a una cosa serve,credo, ed è che abbiamo tanto bisogno di sapere perchè le cose stanno come stanno e qualche volta è veramente impossibile.

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    4. Allora: complottisimo è pensare che quando il dottor Caselli dice una cosa ("corruzione! Argentina!") che oggettivamente svia o fuorvia dal problema principale lo faccia perché gli ha detto Mario (uno dei due) di farlo. Se lo pensate siete anseriformi, trovatevi un cortile dove starnazzare.

      Scienza è la teoria delle lobby, che viene esposta in qualsiasi testo introduttivo di politica economica.

      Non so se così è più chiaro. Il che, peraltro, spiega anche come fosse perfettamente possibile a Bossi prevedere quello che è successo. Del resto. lui parlava nel 1998, e perfino io, che dell'economie me ne frego, ero perfettamente in grado di prevedere nel 1997 che con il passaggio all'euro la Bce sarebbe diventata la fotocopia della Bundesbank (in un periodo in cui il grande Franco Modigliani diceva il contrario).

      Capito perché non serve pensare al complotto? Ma se volete accomodatevi: sarete in piacevole compagnia!

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    5. Complotto: tre persone cattive si siedono intorno a un tavolo per fare del male agli altri.

      Teoria delle lobby: associazioni di categoria "catturano" in modo non necessariamente coordinato dei politici più o meno consapevoli/onesti/corrotti ecc. per far del bene a se stesse.

      Faites votre choix...

      La prima piace molto ai bambini, che tifano tutti per Cappuccetto Rosso. La seconda è più difficile da capire, anche perché non è necessariamente un processo tutto negativo, non c'è un solo cattivo, l'obiettivo non è così ben definito/definibile/comprensibile/riassumibile in due paginette di insulti, ecc. Ve ne rendete conto.

      Io preferisco la seconda... ma è solo una mia deformazione, sapete, sono un povero accademico di provincia... che non esce dalla torre d'avorio... e non sa parlare alla ggggggggggente....

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    6. Non so,

      per definirmi complottista sto aspettando di leggere un classico che nelle biblioteche è introvabile: il "Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu" di Maurice Joly.

      A parte questo tra le due definizioni di complotto e lobby non vedo sostanziali differenze... se le associazioni di categoria sono egoiste, o meglio autointeressate, e il loro bene è il male di qualcun altro, anche di tutti gli altri, la seconda definizione comprende la prima, mi pare.

      Prendiamo la lobby dei petrolieri texani... :) ... è una lobby finché "cattura" il presidente degli Stati Uniti per rendere possibile la trivellazione dei parchi naturali americani e diventa un complotto quando lo spinge a esportare la democrazia per controllare il mercato del greggio?

      A me, ma mi dichiaro incompetente non avendo letto nulla sulla teoria delle lobby, sembra questa una favola per bambini... anzi per bambinoni americani :) ... precisamente nell'idea (se è così) che una volta regolamentate le lobby queste agiscano alla luce del sole.

      “La lobby dei petrolieri vuole l’invasione dell’Iraq, la NRA si associa, il Pentagono ha dei dubbi ma la NSA no, la CIA è contraria, l’FBI si astiene, l’Anti-defamation League è a favore: 4 favorevoli, 1 contrario, 2 astenuti... si parte... signorina, si ricordi di mandare la copia del verbale ai giornali...”

      Poi i complotti alle volte non riescono, e anche se riescono i risultati nel medio periodo possono non essere quelli voluti (ad esempio il colpo di stato contro Mossadeq ha creato le condizioni per la rivoluzione di Khomeini).

      La sostanza per me è che ci sono persone che sanno quello che vogliono e che si organizzano per ottenerlo “by any means necessary” e ci sono altre persone per le quali vale quello che scrisse Shakespeare nel Giulio Cesare: “La colpa, caro Bruto, non è delle nostre stelle, ma di noi stessi che siamo anime di schiavi”.

      Comunque, sul Britannia qualcuno è salito... http://crisis.blogosfere.it/2011/09/sole24ore-sdoganato-il-britannia.html

      Cordiali saluti.
      Giorgio

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    7. Se lo trovo te lo compro. La differenza fra tre cattivi che si mettono insieme per fare il male, e molti né buoni né cattivi che si mettono insieme per farsi i fatti propri, credo sia chiara. Se non lo è, dichiaro da subito che non posso farci niente e mi arrendo. Se non la hai mai letta, ti suggerisco la discussione che segue questo post. Secondo me è istruttiva (e comincia dal basso).

      Ovviamente NON ho detto che le lobby agiscono alla luce del sole. Ho solo detto che le animelle della sinistra per bene e decotta sono allergiche (giustamente) all'idea che esista la Spectre (o simili) e che di questa idea non c'è bisogno. Quindi chi (non io) vuole tanto l'unità della sinistra (o della "sinistra") consideri che per ottenere questo risultato è meglio passare dalle favole alla "political economy". O dagli starnazzamenti a un minimo di analisi socioeconomica. Tutto qui.

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    8. Marco Palermo26 marzo 2012 21:28

      esempio di lobby per intascare laute somme di commissioni e lasciare le patate bollenti ai cittadini.
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/26/prestiti-goldman-sachs-dietro-conti-truccati-della-grecia/199893/

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    9. "La differenza fra tre cattivi che si mettono insieme per fare il male, e molti né buoni né cattivi che si mettono insieme per farsi i fatti propri, credo sia chiara."

      Purtroppo non mi sembra affatto chiara.

      Tre cattivi che si mettono insieme per fare il male sono, ad esempio, tre balordi di paese che danno fuoco a un barbone. E anche qui sul fatto che siano cattivi sospenderei il giudizio (non so se ha presente "il decalogo"...)

      Invece, sempre ad esempio, Cosa Nostra è riconosciuta, da chi l'ha studiata a fondo, come nè più nè meno che una borghesia che impiega tutti gli strumenti a disposizione della borghesia legale e, in più, la violenza. Il fine di Cosa Nostra non è impiegare la violenza, fare il male, ma farsi i fatti propri o meglio i propri affari. Quando però è necessario ricorre alla violenza ("It's only business" si dice ne Il padrino, film cult per i mafiosi di ogni tipo).

      C'è qualche differenza, ad esempio, con la United Fruit che ha promosso colpi di stato in mezzo centroamerica?

      Ma poi... sono completamente d'accordo con quello che ha scritto nel commento "Te lo meriti Alberto Sordi... e l'euro!"... quindi mi sono perso: qual è il punto? :)

      Forse il commento della p.p. "Per piacere, basta con queste teorie cospirative. Presuppongono una cattiveria che è difficile persino immaginare e una intelligenza astuzia e lungimiranza che nessun individuo possiede."?

      Ma dico... è evidente che questa p.p. o non ha mai aperto un libro di storia o, non si capisce veramente perché, pensa di vivere oggi nel migliore dei mondi possibili guidato dalle migliori persone possibili altrimenti come avrebbe potuto scrivere: "Ma ritengo impossibile imputare le decisioni cruciali a individui mossi esclusivamente dall'interesse personale, pronti a manipolare il resto dell'umanità."

      Invece il commento "Ecco, ora ci siamo. C'è, o meglio c'era, una sinistra in Italia." non ho capito se è sarcastico.

      Se la sinistra deve includere anche p.p. non c'è speranza... :)

      Cordiali saluti.
      Giorgio

      P.S.
      Non vedo l'ora che finisca questa digressione...

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    10. "There's class warfare, all right, Mr. (Warren) Buffett said, but it's my class, the rich class, that's making war, and we're winning"

      There has been class warfare going on," Buffett, 81, said in a Sept. 30 interview with Charlie Rose on PBS. It's just that my class is winning. And my class isn't just winning, I mean we're killing them."

      "My friends and I have been coddled long enough by a billionaire-friendly Congress." - Billionaire Warren Buffett, in a New York Times op-ed on Aug. 15.

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    11. "Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu"
      lo vedo disponibile sia su bol che ibs (piu' su bol visto la
      consegna entro 3settimane gulp su ibs!)
      quindi se non vuoi comprarlo fai una (pressante) richiesta d'acquisto alla biblioteca...^^^

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    12. Ieri ho ordinato il "dialogo" in libreria :) mi hanno detto che è difficile che arrivi ma che faranno un tentativo.

      A me sembra che ogni dichiarazione di Monti sia una dichiarazione di class warfare... gli unici che non se ne sono accorti sono quelli del PD... poi continua a dire che è stato "chiamato"... ma "chiamato" da chi? :)

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    13. Chiamato da chi? Mi sa che ti sei distratto un attimo! ;)

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  10. Alberto, ma perche' stiamo discutendo di giudici,di complotti e di corruzione? E' solo per il decennale o stai bollendo qualcosa in pentola?

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  11. Scusate....ventennale! E' l'ora tarda

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    1. Ma no, direi che l'unica cosa che sta bollendo in pentola è che in una situazione nella quale abbiamo problemi che dipendono dal quadro macroeconomico e da scelte palesemente sbagliate in termini di gestione dei fondamentali (cambio, moneta, debito), esiste un ovvio interesse oggettivo da parte dei membri dell'establishment piddino nel fornire versioni alternative, plausibili, ma estemporanee, della fonte dei nostri problemi. Insomma: dire che il problema è la corruzione, e dirlo adesso, dopo 16 anni che il tasso di corruzione nel nostro paese è in decollo verticale, è ovviamente un modo per dire che il problema non è l'euro.

      Ancora una volta, quanta consapevolezza ci sia in questi tentativi non lo so e non mi interessa. Il dato oggettivo è che queste analisi semplicistiche sono fuorvianti. E siccome hanno anche un cui prodest, mi sembra chiaro che è mio dovere intervenire per segnalarlo (come in casi meno illustri e più starnazzanti).

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  12. La presa di posizione del Brasile nei confronti della Germania è foriera di qualche cambiamento? L'economia del Brasile "tira" e la cresta si innalza?

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    1. Può darsi, ma non so di cosa parli. Purtroppo ero in Portogallo, dove non si parla molto di Brasile. I giornali italiani poi mi danno notizie molto più interessanti, come quella sull'uruguayano che ha ottenuto il permesso di soggiorno. A questo proposito ricordo agli interessati che in Portogallo sono ammessi i matrimoni fra omosessuali (non in chiesa, naturalmente), e all'università ci sono due soli appelli di esame all'anno. Come dicevo al mio collega, due segni di civiltà insospettabili in un paese che fino agli anni '80 veniva classificato come "developing" dalla Banca Mondiale...

      (scusate: EVIDENTEMENTE non è off-topic, al di là dei vostri orientamenti, visto che trovo questa notizia sul Sole24Ore, e quindi penso che in Italia questa sia una notizia di finanza...).

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  13. Deficit spending contro austerity. Per la crescita l'America sceglie una strada diversa dall'Europa.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-24/deficit-spending-contro-austerity-171533.shtml?uuid=Abo3RZDF

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    1. Si vede che sono corrotti. Faranno la fine dell'Argentina. Gli converrebbe entrare nell'euro.

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  14. Ho letto l'articolo su Il Ribelle di Fini.
    http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2012/3/26/il-brasile-dichiara-guerra-monetaria-alleuropa-e-agli-usa.html

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    1. Veramente la fonte è ComeDonChisciotte, che continua a fare un buon lavoro di informazione.

      Alla radice del problema descritto c'è un tema del quale i teorici MMT non mi sembra si occupino (e lo dico senza polemica), ovvero l'asimmetria del sistema monetario internazionale, descritta ad esempio nel par. 4 di "Crisi finanziaria e governo della moneta". Qui non si tratta di alzare creste, ma di capire come gestire l'evoluzione verso un sistema meno asimmetrico. E purtroppo la storia insegna che queste transizioni non sono mai un momento di grande cordialità e fratellanza.

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  15. rubare in fondo è fare un regalo a se stessi (mr.burns^)

    rubare : sotrarre un bene a un individuo con l'inganno senza che esso possa difendersi o opporsi

    cambiate rubare con 'privatizzazioni del'92/93' (e non solo privatizzazioni perchè la vicenda di seat quando l'ho letta non potevo crederci ...seat è meraviglioso come caso di furto ai danni dello stato e degli azionisti perfettamente ^legale^ ) e individuo con popolo italiano...

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  16. ho trovato questo commento sotto un post di ambrose evans qui
    http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100015675/italy-is-trapped-in-a-monetary-volkerkirker/#disqus_thread
    :
    03/20/2012 08:57 AM

    Forget Germany allowing France, Italy and Spain to have their own union while Germany goes back to the mark.

    Germany needs these 3 big markets to maintain its current accounts in surplus, the real reason behind the success of the german economy.

    People saying "France, Italy and Spain" are profligate latins and should become like the germans (which is rich coming from Britain that runs worse budget deficit, current account deficit and external debt than these 3 countries) have no idea what they're talking about.

    The success of Germany depends on everybody else not being Germany.

    Germany would never be able to keep its unemployment at 5% without the euro. It would probably reach french/italian levels (9%) in a year. They will force everybody else to stay in the euro until spanish unemployment (23) triggers a cuban-like "revolución".

    The next Che-Guevara will no doubt be from Madrid or Barcelona.

    informato no? lo ha scritto un italiano...vado sul sito di riferimento e vedo riferimenti a politici e a un preciso partito politico ...indovinate quale ...(no è il pd...)

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  17. poi si puo' rubare anche stile nel senso privatizzi ma almeno
    crei delle aziende sane e prospere ...se penso a telecom seat ...
    non hanno solo spolpato(2 o 3 volte) l'azienda hanno anche fregato i piccoli azionisti...che ci hanno creduto...il paragone fra telefonica uscita da uno stato che era povero rispetto all'italia e telecom è istruttivo...[OT/]

    ma gli statalisti(che rubavano prevalenemnte per il partito..) gli hanno stangati i privatizzatori gli hanno salvati...anzi siedono nelle piu' alte cariche...

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  18. Ma messi nella situazione disgraziata in cui ci hanno messo, col pareggio di bilancio e quant'altro, anche il surplus derivato da una lotta vittoriosa (peraltro molto improbabile e del tutto ipotetica) all'evasione fiscale e alla corruzione, siamo sicuri che andrà a beneficio delle tasche degli italiani (diminuizione delle tassazioni, ecc.), o non nelle tasche dei creditori esteri del debito sovrano? Perché a mio avviso la questione non è tanto quella economica di far cassa, ma quella politica di dove va a finire il "maltolto" recuperato.
    roberto

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  19. In realtà lo studio Rethinking Governance inserisce l'Italia nel gruppo OCSE e la considera tra i paesi meno problematici...Semmai il mancato funzionamento di Mani Pulite appare imputabile all'aver considerato solo una delle figure corruttive considerate nello studio: "bribery", ma non il "procurement" (le varie P2.P3 ecc.) e nemmeno la "capture", cioè quello che normalmente è imputabile a ogni governo italiano e a ogni presunta autorità indipendente...

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    1. L'Italia fa parte dell'OCSE per definizione: questa è solo un'etichetta, e non capisco quindi il suo "semmai", che ha un carattere avversativo.

      L'Italia è un paese molto problematico, perché se lei va a vedere i dati si accorgerà che la corruzione è in decollo verticale secondo una tendenza già chiaramente individuabile all'epoca dello studio di Kaufmann. Attenzione: questo vuol dire solo che Mani Pulite non ha funzionato, appunto per i motivi che dice lei, ma ovviamente non vuol dire altro (cioè che la mancata crescita italiana, o la siccità, o l'epidemia di aviaria dipendano dalla corruzione). Per stabilire questo "altro", cioè quale sia il vero impatto della corruzione sulla crescita o sui conti pubblici, occorrono studi più approfonditi e difficili. A livello internazionale non è ancora stata raggiunta una conclusione definita.

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  20. Egregio Prof. Bagnai,

    mi scusi l'off topic, ma che ne pensa di questo paper?
    Le scrivo l'indirizzo su cui trovarlo:
    http://www.cepr.net/documents/publications/latvia-2011-12.pdf
    La ringrazio in anticipo per la Sua attenzione,
    cordialmente,
    Flavio Rovere

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    1. Ne penso che è interessante, e che aggiunge un esempio concreto a quello che qui e non solo qui diciamo da tempo: le strategie procicliche di svalutazione interna (cioè di svalutazione dei salari) sono un suicidio. Per altri esempi, incluso quello della Grecia, può consultare il blog di Gustavo Piga.

      Detto mille volte: stanno applicando a noi il Washington Consensus, ora che non possono più applicarlo all'America Latina, perché questa ha dimostrato (con le proprie forze) quanto fosse fasulla e sleale quella strategia (finalizzata cioè non al risanamento delle economie, ma alla loro conquista da parte del Nord). Ma i poveri baltici sono fatti così...

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    2. La Lettonia dunque, dopo aver applicato alla lettera le strategie che stanno imponendo anche a noi, ha subito un crollo economico che ha portato a recessione, disoccupazione dilagante ed emigrazione di massa...Nel 2010 il governo si è rifiutato di applicare i dettami "esterni", non inasprendo le politiche fiscali e di deflazione salariale che l'hanno portata nel baratro...mi sfugge però il passaggio successivo che ha portato al recupero...la Lettonia ha quindi lasciato la tassazione com'era, dando respiro ai cittadini ed ai consumi interni, stimolando l'economia con l'intervento statale? Dove sbaglio? Ho capito che l'import cala a causa appunto della deflazione interna che ha affossato i consumi e che l'export non è il traino economico di questa mini ripresa... mi manca il nesso...e di sicuro come ben avrà capito una solida preparazione che mi permetterebbe di leggere oltre le righe dei dati proposti nel paper... La ringrazio professore. Cordialmente, Flavio Rovere

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    3. Guardi, ora non posso studiarmi la Lettonia, sono impegnato col Vietnam. Prima della crisi (2000-2007) la Lettonia cresceva a una media del 10% all'anno. Dopo la crisi, nella quale ha perso il 22% cumulato (in tre anni), l'IMF prevedeva a settembre che avrebbe ripreso a crescere al 4% all'anno. Quindi, come dire... prima di chiedersi come ne è uscita, aspettiamo di vedere se ne è uscita. Per arrivare al livello di benessere precedente alla crisi le occorreranno 5 anni se il Fmi non si sbaglia (magari di meno, magari di più)...

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    4. Ah ok, il paper dice sostanzialmente che le ricette di deflazione causano danni e che non vanno perseguite...ecco il nesso che mi mancava. La lascio al Vietnam allora e la ringrazio! Saluti!

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    5. Guardi che non lo dicono solo loro e solo per la Lettonia. Non so se questo è chiaro, ma a parte alcuni governi europei e alcuni loro economisti, questo è un dato acquisito, tra l'altro anche nei libri di testo di macroeconomia. Se le occorrono riferimenti li trova in questo blog, in quello di Piga, o se non li trova e le servono li chieda e glieli do. Il fatto è che per uno del mestiere è sempre difficile, si renda conto, dover ripetere e fornire fonti su fatti abbastanza incontestabili. Capisco che a molti non sembrano tali a causa della disinformazione di regime, ma spesso me lo dimentico.Quante volte al giorno le capita di dover spiegare che la Terra NON è il centro dell'universo? Capisce...

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    6. Professore è stato chiarissimo e so che molti economisti dicono infatti che la deflazione è solamente dannosa! Mi sono letto nell'ultimo mese tutti i suoi interventi sul blog, i suoi articoli su Lavoce.info e le replica ai commeti, gli articoli di De Grauwe che spesse volte ha citato, il suo intervento su Costituzionalismo e su Sbilanciamoci, molti dei post segnalati riguardo Cesaratto ecc. Ad esempio grazie a Lei so che l'Europa non è un'Area Valutaria Ottimale secondo la teoria che sviluppò Mundell e che gli valse il premio Nobel. Per me è stata una conquista poter mettere insieme il puzzle della crisi attraverso i suoi scritti e le sue segnalazioni. La mia richiesta era mossa da pura curiosità per una situazione che purtroppo non conoscevo per il caso specifico lettone e che, dati i miei mezzi limitati in campo economico, non mi avevano permesso di capire fino in fondo certi passaggi dello scritto. Non volevo di certo farle ripetere altre nozioni inutilmente.
      La ringrazio ancora e spero di non averle fatto perdere molto tempo. Saluti, Flavio Rovere.

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    7. No, no, non ho perso tempo, è solo che non capivo bene come potevo aiutarla.

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  21. Marco Palermo27 marzo 2012 19:07

    A proposito della sua affermazione che "gli economisti devono fare gli economisti, i politici devono fare i politici" e io aggiungo che i registi devono fare i registi. E lui è uno dei miei preferiti.....che peccato. Dovrebbe suggerirgli di leggere il suo blog.
    http://www.repubblica.it/politica/2012/03/13/news/intervista_moretti_caimano-31457185/

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    1. Sic transit gloria mundi. Del resto, nel paese delle escort anche un transit ci sta bene. Attenzione però, anche in Francia a escort non stanno messi male. Oggi DSK (ex presidente del Fondo Monetario) è stato accusato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione dal tribunale di Lille, e domani Envoyé Special fa un bel servizio sulle madri di famiglia frontaliere che vanno in Belgio a prostituirsi per arrivare alla fine del mese. Tu vieni da un paese caldo, queste cose non le puoi capire... Comunque DSK dice che lui non sapeva che le giovani erano interessate.

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    2. è la stessa cosa che disse Berlusconi quando morì Gheddafi.

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    3. bè Marco, ma che è sempre stato un tordo tutto sommato c'è chi lo colse in tempi non sospetti:

      http://www.youtube.com/watch?v=5J_wgBZ5eZg

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    4. @marco

      ecco, così ora sai che oltre che berlusconiano sono anche Ford-ista...

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  22. sarà anche OT, ma questo
    http://www.main-stream.it/
    mi pare valga un po' di indignazione
    roberto

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  23. Avrei alcune domande su questo articolo che ho letto oggi:

    http://www.corriere.it/economia/12_marzo_27/ocse-eurozona-rischio-contagio-crescita-italia_80fb6194-77ec-11e1-978e-bf07217c4d25.shtml

    Nell'ultimo paragrafo si legge:

    "C'è una crisi acuta a livello economico, di bilancio e finanziario in paesi che sono diventati pesantemente dipendenti dall'indebitamento estero durante la ripresa del ciclo del credito"

    Ma non erano dipendenti dal debito estero gia' da prima, e poi di che credito parlano?

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  24. Perdoni la domanda fatta nel commento precedente, ci ho pensato bene e mi sono reso conto che e' posta malissimo. Cerchero' di essere piu chiaro.
    Mi chiedevo se nella frase citata dall'articolo del corriere:

    «C'è una crisi acuta a livello economico, di bilancio e finanziario in paesi che sono diventati pesantemente dipendenti dall'indebitamento estero durante la ripresa del ciclo del credito, soprattutto Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna"

    quando si parla di ripresa del ciclo di credito ci si riferisce ai ltri versati da Draghi. Se la risposta e' si allora non sarebbe piu' corretto dire che c'e' bisogno dei ltri perche quei paesi dipendevano da debito estero accumulato precedentemente.
    Nel caso abbia fatto confusione potrebbe districare la matassa.

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    1. Non è off-topic. L'articolo citato fa parte di tutti quegli interventi (inclusi alcuni di magistrati italiani) che vogliono accreditare più o meno subdolamente l'idea che siamo di fronte a un problema di offerta anziché di domanda.

      Problema di offerta: poca produttività, soluzione: riforme strutturali, liberalizzazioni, ecc. Problema di domanda: squilibri di competitività indotti da rigidità nominali, deficit nella periferia, ecc., soluzione: ripristino di autonomia valutaria e monetaria per una gestione razionale di queste insensate e unilaterali rigidità.

      I paesi di cui l'articolo parla erano già debitori netti esteri (tranne l'Irlanda, che lo è diventata rapidamente) prima dell'euro. L'euro ha peggiorato la situazione attraverso i noti meccanismi (impossibilità per i partner in surplus di rivalutare, politiche di dumping sociale in Germania finanziate dal deficit spending oltre i parametri di Maastricht, ecc.).

      L'articolo vuole slealmente indurre l'idea che il debito estero sia una conseguenza, anziché una causa della crisi, perché questo assunto consente di sostenere la premessa ideologica, ovvero che tutto si risolve dal lato dell'offerta (riforme strutturali, liberalizzazioni, privatizzazioni). Ma questa premessa è, appunto, ideologica. I dati mostrano che le condizioni dell'offerta (produttività, ecc.) dipendono da quelle della domanda, per l'ovvio motivo che se nessuno compra, serve a poco essere produttivi.

      La vera domanda quindi è (senza acredine): perché legge il Corriere? Perché legge i giornali italiani? Lei avrà presente quanto era a destra quello che faceva finta di essere più a sinistra, no? Studiare le lingue, oggi come non mai, serve a non essere schiavi in un paese che è sempre più una colonia. Lasci al Corriere pubblicare le sue veline, e dia ogni tanto un'occhiata all'Economist, se questi temi la interessano! Lo so, in Italia non c'è niente di meglio, bisogna informarsi, ecc. Ma guardi: forse meglio non sapere che sapere male.

      Del resto questo non è, a mio parere, il suo caso, visto la sua conclusione è perfettamente corretta (aggiungerei sempre a "estero" la parola che nessuno dice: "privato"). Lei è già in grado di capire da sé che la stanno prendendo in giro. E allora non dedichi a questi "professionisti dell'informazione" la cosa più preziosa che ha: il suo tempo!

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    2. Professore,

      Leggo il Corriere e la Repubblica (che ho ribattezzato Topolino circa due anni e mezzo fa) perche' bisogna sempre conoscere il nemico.
      E vero' che il Corriere e' un giornalaccio pero' la frase era fra virgolette. Questo mi fa credere che fosse citata dal rapporto dell'OCSE, allora c'e' da credere che il Corriere stesse distorcendo la frase del rapporto OCSE. Se si non mi stupico. Se no:"come e' possibile che lei usi dati OCSE, ma l'OCSE giunga a conclusioni totalmente differenti?".

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    3. Ma io sostengo da anni e anni che chi si occupa di produrre i dati non dovrebbe occuparsi di produrre analisi. Sono cose diverse. Non credo che ci sia distorsione, se non quella che l'estrapolazione da un contesto più ampio spesso porta con sé. All'OCSE dicono quello che devono dire. Ma comunque la mia osservazione alle sue letture non era una critica.

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    4. Non l'ho presa per nulla come una critica.
      L'ultima domanda che ho e': cosa rende l'economist migliore del Corriere? E mi spiego: quando fanno le analisi difendono interessi di bottega o le fanno asettiche e propongono soluzioni tecniche? Durante l'estate quando c'era il dibattito sul debito pubblico negli USA l'economist si accodo' al coro del tagliare il welfare et cetera, chiamando la social security, medicare e medicaid entitlements; il Times voleva far credere che erano incazzati per le prostitute di Berlusconi quando il problema vero era il libero mercato; il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo dove diceva che nelle scuole italiane si fa la colletta per la carta igienica (non scherzo e' vero) con una foto di una famiglia contadina in bianco e nero che mangia in campagna. Niente contro i contadini, anzi da piccolo ho passato molto tempo in un piccolo paesino dove mia nonna aveva una casa, e di pranzi del genere ho bellissimi ricordi, ma mi sembra chiaro che il WSJ voleva dare l'immagine di un paese retrogrado che ha bisongo delle riforme. Ma la colletta per la carta igienica non la facevamo neanche a Cosenza negli anni '80, e sono sicuro che realta' difficili ce le hanno anche negli USA che se uno volesse strumentalizzare potrebbe dare l'idea dell' Africa. E putroppo pero' le persone leggono queste cose e si fanno una certa idea dell'Italia. Io vivo e studio al momento (e temo che sara'piu di un momento) negli USA, e conosco persone che pensano che in Grecia ed in Italia non lavori nessuno, hanno in bocca il luogo comune dei pigri fannulloni, pero' qui il Corriere (o la Repubblica etc...) non ce l'hanno.
      Il mio discorso le puo' sembrare estremo, pero' a me pare che poi sui grandi temi e sul quadro generale anche quei giornali ritenuti eccellenti siano allineati ad un certo pensiero, e che la serieta' svanisca.
      Mi corregga se ci sono errori fattuali e non si moderi nel dissentire, perche' devo ammettere che cmq i giornali citati non li leggo spesso, e quindi potrei essermi fatto un'idea sbagliata basata su pochi articoli.

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    5. Io ho parlato solo dell'Economist. La colletta della carta igienica (o giù di lì) si fa a Roma Parioli, se ti interessa, con grande stupore della nostra tata ucraina. Sicuramente l'Economist in tema di welfare fa parte dell'omodossia, ma sui temi monetari è parecchi gradi a sinistra di Lotta Comunista: dice apertamente che per la Grecia uscire e svalutare è un'opzione da considerare seriamente, critica la gestione germanica dell'euro, ecc.

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    6. La colletta per la carta igienica si fa anche nel centro di Milano, nelle scuole pubbliche ovviamente. :) Anche qui non si faceva fino agli anni novanta.
      Siamo un paese retrogrado che ha bisogno di riforme! Ma di quali?
      :)
      Giorgio

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    7. Se non lo hai capito finora, forse ti posso indirizzare a noisefromamerika! ;)

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    8. Grazie, molto gentile! ;)

      Ho capito come mai non mi ricordavo della distinzione tra identità e equazioni così fondamentale per voi economisti: era in una nota a pié di pagina 67 del testo di macroeconomia (il famigerato Dornbush-Fischer) che avevo bellamente saltato. :)

      Identità: asserzioni sempre vere dal momento che sono implicite nella definizione delle variabili o nelle relazioni contabili.

      Però ancora non capisco perché i ragionamenti che partono dalle identità contabili non siano apprezzati, ad esempio da MB che vuole a tutti i costi un modello (rappresentazione semplificata della realtà, mi hanno insegnato...).

      Ad esempio la Kelton (giusto per non nascondere la fonte) parte dalla identità (Sp-I) - F - CA = 0.

      Sp risparmio privato, I investimenti fissi lordi, F fabbisogno dello Stato, CA saldo delle partite correnti.

      C'è qualcosa di sbagliato se dico che se il Governo deve essere in avanzo (-F>0, ad esempio per il fiscal compact) e se le partite correnti sono in deficit (-CA>0, ad esempio per l'euro) allora il settore privato deve necessariamente essere in deficit (Sp-I<0) ?

      Cosa significa che il settore privato deve essere in deficit? E' vero che è una condizione non sostenibile? Ha qualcosa a che fare con il fatto che l'aggregato M1 (moneta e conti correnti a vista) sta diminuendo? Ha qualcosa a che fare con la recessione?

      Cordiali saluti.
      Giorgio

      P.S.
      Sto leggendo il suo libro ma mi porto avanti con le domande :)

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    9. Accipicchia che insegnantoni che hai trovato! Senti: non è più semplice se scriviamo tutto col segno più, come faccio io nel mio libro (par. 2.3.1) e nelle mie slides?

      Guarda:

      I-S + F + CA = 0

      Vedi quanto è meglio? I segni meno sono sempre fastidiosi. Ma la Kelton è giovane, o forse i suoi studenti sono migliori dei miei.

      Cosa significa la relazione nel modo in cui l’ho scritta? Significa che i tre settori (privato, pubblico e estero) non possono essere tutti in deficit.

      Nota che I-S è il deficit privato (eccesso di spesa sul risparmio: considera che puoi anche scriverlo come Y – C – I, cioè reddito meno consumi meno investimenti). Se uno è in deficit, un altro sarà in surplus. Ma questo è un mero dato contabile, che si verifica sempre ex post. Se hai preso soldi, qualcuno te li ha dati. Se hai dato soldi, qualcuno li ha presi. Non si va oltre questo: non si sa né se chi ha dato ha dato tutto quello che voleva dare, né se chi ha preso ha preso tutto quello che voleva prendere. Quest’ultimo, in particolare, potrebbe aver preso di meno o di più.

      Supponiamo che il governo sia in avanzo di 5 (F=-5, un deficit negativo è un surplus), che il settore estero sia in surplus di 5 (CA=-5, un nostro deficit delle partite correnti è un surplus del resto del mondo verso di noi), ovviamente il settore privato dovrà essere in deficit I-S=10 (ad esempio perché investe per 20 e risparmia solo per 10).

      Abbiamo cioè:

      10 – 5 – 5 = 0

      Una situazione un po’ anomala, ma può verificarsi.

      Sulla base di questo ragionamento però:

      1) non puoi dire se la situazione è sostenibile o meno (perché analizzi i dati di un solo anno, non conosci le prospettive di crescita di questa economia, ecc. ecc.)
      2) non puoi nemmeno dire meccanicamente che allora se il governo passa a zero surplus il settore privato passa, poniamo, a 5 di deficit:

      5 + 0 – 5 = 0

      semplicemente perché sia l’azione del governo che quella dei privati interagiscono con il saldo estero.
      Per capire queste interazioni ci vuole un modello.

      Ma forse, come MB è convinto che si possa andare da Milano a Bergamo a cavallo di un motore, tu sei convinto che genuflettendoti davanti a una ruota (come Qui, Quo e Qua) quella si metta a camminare da sola.

      Peccato, non è così. E proprio tu, che sei un ingegnere, dovresti capirlo! I controfattuali alla Qui, Quo, Qua sono simili a quelli del dietologo che ti propone di amputarti una gamba per perdere peso. Così come un simile dietologo non capisce che una gamba è parte di un organismo, loro non capiscono che i settori di un'economia sono un organismo legato da relazioni complesse, non gestibili con poca aritmetica (complicata da un uso abbastanza goffo dei segni)!

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    10. Un amico ha un tatuaggio sul braccio: "ancora imparo".
      A me i tatuaggi non piacciono, pero' magari me la scrivo a penna.

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  25. Caro professore,
    la ringrazio per la spiegazione,

    in effetti una cosa che non capisco è perché, anche nel libro, dice che le identità si verificano ex post... nel senso che essendo identità sono sempre verificate (momento per momento) ma non si può cercare di prevedere come lo saranno nel futuro senza un modello?

    La mia domanda però era un'altra (forse non mi sono spiegato o forse non ho capito la spiegazione o forse la domanda non ha senso): supponiamo di avere un Governo che vuole avere un avanzo, che farà tutto quello che è necessario per avere un avanzo (prelevare dai conti correnti dei cittadini, vendere il demanio, azzerare le pensioni, licenziare tutti i dipendenti pubblici, etc.) e lo farà per i prossimi vent'anni.

    L'identità contabile I-S + F + CA = 0 dice che all'avanzo del Governo F<0 deve corrispondere un deficit del settore privato I-S>0 o un surplus delle partite correnti CA>0 o entrambi.

    Supponiamo che il settore estero non finanzi questo avanzo CA<=0 e che quindi debba finanziarlo il settore privato I-S>0 (il perché possa avvenire così magari ce lo può spiegare un modello, magari il modello ci dice che non è possibile che questo accada ma lo ipotizziamo lo stesso).

    La mia domanda è (anche tralasciando tutto quello che precede): il settore privato può finanziare a lungo l'avanzo del Governo se il settore estero non contribuisce?

    In altre parole, prendiamo la contabilità come uno spunto tenendo presente che è a quella che siamo inchiodati (la contabilità dello Stato intendo, tra Maastricht e Fiscal Compact): il Governo è intenzionato a rispettare i trattati, probabilmente spera in partite correnti in surplus (come Marchionne del resto che produrrà auto in Italia solo se sarà possibile venderle negli USA) ma intanto spreme il settore privato. Cosa implica un settore privato in deficit per un lungo periodo?

    La mia curiosità nasce:

    1) da questo grafico della Kelton che rappresenta l'identità I-S + F + CA = 0 per l'Italia dal 1998 al 2011 (il settore privato è in deficit sopra la retta inclinata, la retta orizzontale è il vincolo di Maastricht F<3%):
    http://dl.dropbox.com/u/29460853/Italy_Kelton.jpg
    le partite correnti sono in deficit dal 2000; nel 2008 e nel 2009 (gli anni orribili della recessione, prima di questo) anche il settore privato è stato in deficit.

    2) dall’impressione che il Governo agisca sulla base di un modello implicito molto semplice basato sulla contabilità, ad esempio: taglio delle pensioni e IMU per portare il settore pubblico verso l’avanzo e accise sulla benzina e riduzione del costo del lavoro per migliorare il saldo delle partite correnti.
    La mia impressione, per quello che vale, è che questo modello molto semplice non consideri né gli effetti economici né gli effetti politici delle scelte del Governo.

    Cordiali saluti.
    Giorgio

    P.S.
    Sui segni: può essere che li abbia invertiti io per avere il settore privato in surplus. :)
    Sugli insegnanti: ho seguito poco le lezioni di macroeconomia. :)

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    1. Ingegne', non so come dirtelo, ma chi Qui, Quo e Qua avvelena anche te, digli di smettere...

      Nelle mia vita professionale me ne sono capitate tante, ma dovevo aspettare il dopo-Rimini per sentire qualcuno che finanzia un avanzo! Normalmente si finanziano i disavanzi. Senti: a te hanno detto che esiste una porta larga seguita da una via in discesa. Invece esiste una porta stretta seguita da una scala ripida. La porta è il libro che ti ho indicato. Leggilo con pazienza, e poi forse potremo parlarne.

      Tuttavia su una cosa hai ragione: è il governo il primo a quiquoquare, cioè a ragionare coi saldi come se fossero pedine della dama. Motivo di più per non farlo noi. E infatti avrai notato che io i saldi li ho usati in termini di diagnosi, mai in termini di terapia.

      Se ti stupisci tanto che ex post i conti tornano è perché sei veramente berlusconiano: evidentemente vuoi depenalizzare il falso in bilancio. Altrimenti perché ex post (cioè alla fine dell'anno) i conti non dovrebbero tornare?

      Abbiamo covato una serpe in seno.... ;)

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    2. Va bene, smetto di quiquoquare :) ... dal prossimo commento. :)

      Cercherò di capire perché scrivere "finanziare l'avanzo del governo" è un errore... adesso non lo capisco proprio, almeno se l'avanzo del governo è la differenza positiva tra le tasse che incassa e i suoi consumi... pagare le tasse non è finanziare lo Stato?

      I conti si chiudono per convenzione alla fine dell'anno (ex post) ma devono tornare sempre, ogni giorno, operazione per operazione... altrimenti che contabilità è? Tutto qui.

      Non volevo proporre di usare i saldi in termini di terapia ma solamente capire meglio cosa vuol dire un settore privato in deficit.

      Beh, passo al libro e forse ne riparleremo. :)

      Cordiali saluti.
      Giorgio

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    3. Ricordi il documentario della televisione francese sul consumo delle meduse in Tailandia?

      Le meduse vengono immerse in una gigantesca vasca di salamoia e lasciate al sole per tre giorni. Ogni tanto le rimestano. Poi vengono disidratate. Poi vengono tagliate a striscioline, confezionate e avviate al consumo. Li vengono reidratate e inserite nella testa degli italiani, il cui vocabolario dopo questo trattamento conosce due sole parole: svalutazionecompetitiva e debitopubblico (forse anche una terza: salamoia).

      L'idea che una variazione del cambio nominale possa essere il risultato di fisiologiche forze di mercato, e che il debito possa essere eventualmente anche privato, non deve sfiorare le loro meningi...

      Io dico: ma cosa mi chiedi mai? Un settore privato in deficit è per definizione un settore privato (famiglie e imprese) che sta accumulando debito! Cosa vuol dire "deficit"? Come sai, è una parola latina, significa: "manca" (voce del verbo mancare).

      Bene.

      Quello che manca in alcuni casi è la medusa (da cui la parola deficiente intesa in termine spregiativo), in altri casi è un semitono (da cui la parola deficiente in teoria musicale), ma quando si parla di deficit in economia quello che manca sono soldi: i pagamenti superano gli incassi. Ma siccome i pagamenti sono stati fatti (altrimenti non ne parleremmo, il fenomeno non esisterebbe), quando un settore è in deficit significa semplicemente che ha preso soldi in prestito, che si è indebitato. Il deficit è la variazione del debito (in aumento), così come un surplus finanziario è una variazione del debito in diminuzione (e puoi in effetti anche vederlo come deficit "negativo").

      Ma questa, perdonami, non è una domanda alla quale rispondere con un testo di macroeconomia: basta un dizionario! Cioè, fammi capire: per te quando si dice debito è sempre pubblico, quindi dai per scontato che il settore privato non possa avere debiti, né quindi accumularne, né quindi essere in disavanzo o deficit che dir si voglia? Questi sarebbero i miracoli didattici ai quali abbiamo assistito?

      Ma la colpa è mia.

      Ho deciso di aprire questo blog per farvi capire che l'origine del problema non è il debito pubblico ma quello privato contratto con debitori esteri, e evidentemente ho fallito.

      Mi prendo un weekend di vacanza! Secondo te è meglio leggersi a casa propria un libro, o guardarsi dei video con una traduzione simultanea approssimativa? Fai un po' tu, è anche da questo che si capisce se uno vuole capire!

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    4. Sì, sono proprio deficitario...

      Aveva già affrontato l'argomento qui:

      "Del resto, supponiamo che i paesi periferici adottino le strategie di rigore proposte: combattendo questa battaglia perderebbero in ogni caso la guerra. Infatti, se le politiche di “tagli” non riuscissero a incidere sul differenziale di inflazione, i sacrifici sarebbero vani, perché persistendo lo squilibrio esterno [CA<0] proseguirebbe l’accumulazione di debito privato [S-I<0](a fronte di riduzioni del debito pubblico [F<0] rese modeste dal rallentamento della crescita, e vanificate periodicamente dalla necessità di salvare la finanza privata). Ma anche se i tagli avessero successo, riportando l’inflazione dei paesi periferici in linea o leggermente al di sotto di quella della Germania, la risposta tedesca non si farebbe attendere: ulteriori ribassi competitivi dell’inflazione, come sperimentato anche nel passato recente (vedi sempre il lavoro di Cesaratto e Stirati), e così via. L’eurozona si avviterebbe in una spirale recessiva senza uscita. E questo i mercati lo intuiscono benissimo: ecco perché sono così nervosi. "

      [Se ho sbagliato a mettere i simboli e i segni rinuncio del tutto...]

      Non domandavo la definizione di settore privato in deficit, sono deficitario ma non così tanto (spero), più sopra avevo scritto "Cosa implica un settore privato in deficit per un lungo periodo?" e anche qui aveva già risposto in parte dicendo "vanificate periodicamente dalla necessità di salvare la finanza privata".

      Sono deficitario e testardo ma la ringrazio della pazienza e dell'impegno che ci mette per spiegarmi le cose :)

      Cordiali saluti.
      Giorgio

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    5. Sono commosso dell'attenzione che mi dedichi.

      Ricordo di aver scritto queste parole e le sottoscrivo in pieno, ma se dovessi dirti DOVE lo ho scritte sarei in difficoltà. I segno vanno bene, a parte il fatto che io preferirei scrivere I-S>0, nel senso che secondo me è meglio ragionare o in termini di tutti deficit (e allora almeno uno deve essere positivo) o in termini di tutti surplus (e allora almeno uno deve essere negativo). Se cambi segno al concetto, hai tutti i segni uguali e poi non capisci chi sta finanziando chi.

      Comunque.

      Un deficit (di qualsiasi settore) nel lungo periodo può anche non implicare assolutamente nulla. Semplicemente comoporta che lo stock di debito sottostante converga a un rapporto costante col Pil. Poi bisogna vedere quanto è grande questo rapporto, ecc. La teoria della sostenibilità del debito è un argomento piuttosto complesso, come avrai letto in "Crisi finanziaria e governo dell'economia".

      L'idea che venerando dei flussi (il termine non si applica necessariamente a te) si possa capire se gli stock sottostanti sono sostenibili è abbastanza sciamanica. Se sono stato antipatico è solo per darti un "early warning" del tipo "astenersi sciamani" (non riguarda ovviamente te, è il solito annoso problema...).

      L'esperienza recente mostra che le fragilità nascono nel settore privato, ma ciò non implica che questo settore debba necessariamente essere sempre in surplus. Ci sono paesi col settore privato strutturalmente in deficit (tipo l'Australia, che importa capitali dall'estero ma ha un settore pubblico mediamente in surplus), ma che non sono stati particolarmente tritati dalla crisi.

      Diciamo che il ragionamento che svolgevo si applicava soprattutto ai paesi periferici dell'eurozona. Farne un argomento generale credo sia rischioso, ma il meccanismo che descrivevo credo si adatti abbastanza a quello che sta succedendo in Grecia o in Spagna, non trovi?

      Non sei assolutameente deficitario. Purtroppo siamo tutti vittime della legge di Gresham. La moneta cattiva scaccia la buona... e ci siamo capiti!

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  26. Caro professore,

    ho trovato le sue frasi che ho trascritto dove mi ha indicato: http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html

    Scrivo S-I<0 perché è quello che succede a me e alla mia famiglia quest'anno grazie a Monti: ci ha mandato in deficit, quindi incominciamo a prelevare dai risparmi.

    Non si commuova: questo blog è l'unico dove trovo la possibilità di capire un po' meglio quello che accade, e quello che ci viene detto come in questo articolo:

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-03-29/lezione-crisi-stata-capita-223731.shtml?uuid=AbIIG8FF

    "Per l'Italia sarebbe un doppio errore non offrire l'ambiente adeguato ad attrarre gli investimenti esteri. Il surplus di risparmio tedesco infatti dovrà prendere la strada dell'estero presto. L'alternativa è che il risparmio resti ingabbiato in ogni paese dell'euro, come negli ultimi mesi. In tal caso avremmo più crescita in Germania e meno nella periferia, ma anche più inflazione nei paesi che hanno eccesso di risparmio (già si vede nel mercato immobiliare tedesco) e più deflazione in quelli in deficit. Una condizione pericolosa: in tutti i paesi la politica monetaria unica apparirà sbagliata. Alla lunga la sostenibilità dell'euroarea sarebbe messa in discussione dai mercati e dai cittadini."

    Se non avessi letto il suo blog, professore, come avrei potuto capire che quello che sta dicendo Bastasin è che la sostenibilità dell'eurozona dipende dal fatto che favorisca i cittadini... tedeschi? :)

    Cordiali saluti.
    Giorgio

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    Risposte
    1. Caro Giorgio, ma io sono sinceramente commosso. In questa classe virtuale ho molta più attenzione che nelle mie classi reali, per il semplice motivo che entrare in questa classe è una libera scelta!

      Ho visto l'articolo di Bastasin, che ha suscitato perplessità in un altro lettore e che ho commentato qui. La sintesi è quella che dici tu: l'autore ci chiede di delegare la nostra sovranità al governo tedesco. Ma mi sembra che lo abbiamo già fatto, no?

      La scelta del segno ovviamente è indifferente, soprattutto per persone familiari come te con l'algebra. Io preferisco parlare di modello "a tre deficit" (in analogia con i "gap models" dell'economia dello sviluppo, che sono in fondo al mio libro), e quindi formulo i tre saldi (privato, publico, estero) in termini di deficit (cioè li scrivo come spese meno entrate). Ma ripeto: sono convenzioni. Convenzioni utili, aggiungo, perché si parla più spesso di deficit che di saldo pubblico, quindi tanto vale avere davanti il concetto già "segnato". Ma questo è un discorso che ci possiamo fare così, fra noi, e che di per sé non interessa il "grande" pubblico. Sintesi: fai come ti pare, perché tanto vedo che ci capiamo.

      In Francia le cose stanno esattamente così. Unica differenza: in televisione se ne parla nonostante la campagna elettorale (dove il "nonostante" ovviamente si applicherebbe in Italia!).

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