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martedì 10 gennaio 2012

Tobin e Sarkò: le affinità elettorali

Mi chiama ieri Radio Popolare per chiedermi come vedo il fatto che Sarkò si è pronunciato con tanto vigore a favore della Tobin tax. Per chi si fosse messo in ascolto in questo momento, Sarkò è un politico di "destra", e la Tobin tax una misura politica di "sinistra" (una tassa sulle transazioni finanziarie internazionali che dovrebbe scoraggiare i movimenti puramente speculativi: roba da lettore di Le Monde Diplomatique, non proprio da Sarkò). Da qui la giusta perplessità dei redattori della radio.

La notizia è pessima: quando i politici sono d'accordo (pare che la Merkel lo sia, quindi...) su una misura sulla quale gli economisti sono divisi, c'è ovviamente puzza di demagogia e i problemi sono dietro l'angolo (lo dice molto bene Tony Thirlwall). Del resto, l'ultima volta che i politici erano compatti e gli economisti no ci siamo ritrovati con l'euro!

Come al solito, le grandi decisioni epocali in Europa vengono prese (forse), o comunque sbandierate (certamente), in base a interessi di bottega elettorale.

Dietro la posizione no global del buon Sarkò ci sono tre interessi precisi e facilmente individuabili:

1) spiazzare un certo elettorato di sinistra (quello che legge Le Monde Diplomatique);

2) posizionarsi in chiave anti-anglosassone, denunciando (a parole) gli eccessi di una certa finanza sregolata anglofona, per recuperare posizioni anche nella Francia profonda (il cui nazionalismo è vellicato da Marine Le Pen);

3) last but not least, nascondere la vera natura dei problemi che tutti, Francia inclusa, stiamo affrontando, banalizzandoli come conseguenze di non meglio precisati "eccessi" di una non meglio precisata "finanza" (il lupo cattivo della favola), e quindi evitando accuratamente di entrare nel merito dei problemi dell'economia reale, primo fra tutti il divario di competitività fra Nord e Sud, che l'euro ha accentuato, come tranquillamente ammettono gli studiosi del Fondo Monetario Internazionale (e molti altri).


Quindi tranquilli, non fatevi illusioni. L'affinità di Sarkò con Tobin non è elettiva, ma solo elettorale. Ed è probabilmente più effimera di quanto si creda, visto che non è detto che l'euro duri fino alle elezioni (nonostante i tentativi di Merkozy di farcelo arrivare)...




Dedicato, ovviamente, ai miei studenti: le uniche persone che conosco cui l'economia interessi meno che a me. Un esempio da seguire, caro Sergio... ;)

1 commento:

  1. E'ovvio che sia una trovata elettorale. Per tre motivi:
    1. la Merkel ha dichiarato che è d'accordo se la applicano tutti i paesi della UE. Ma se proprio insiste, Sarkozy può già applicarla. Per la serie: “puoi dichiarare quello che ti pare, fai quello che vuoi purché a casa tua”.
    2. La Tobin tax avrebbe effetti positivi solo se si applica in tutto il mondo nella stessa misura. Infatti l’applicazione in una sola area provocherebbe trasferimenti di capitali verso paesi che non la applicano.
    3. Infine il problema della finanza speculativa non è quello di una maggiore tassazione, ma una rivisitazione di tutte le regole, nonché l’abolizione di alcune operazioni (esempio vendite allo scoperto) o prodotti derivati (esempio CDS) che distruggono l’economia reale.
    Ha ragione Giuseppe nel dire che ci vorrebbe più umanità. Proprio Monti l’altra sera da Fabio Fazio ha dichiarato che la ricchezza è un valore importante, un valore da proteggere…..e chi se ne fotte dei disoccupati o di chi non arriva a fine mese? L’importante è la crescita e stare nell’Euro.

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