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giovedì 19 gennaio 2012

In memoriam

(scusate, è un post personale, lo ho saputo mentre stavo scrivendo per voi un articolo sul fottuto euro, del quale sinceramente...)

Carmina sublimis tunc sunt peritura Lucreti, exitio terras cum dabit una dies.



Dedicato a Gustav Leonhardt che non c'è più. Mi consolo male, come posso, pensando che fra 5 miliardi di anni il problema sarà superato (come ci ricorda il saggio Ovidio, non per niente abruzzese), e che comunque l'euro vivrà meno di Leonhardt, ma sempre troppo. Non è così off-topic. Ogni tanto dobbiamo ricordarci di cosa è l'Europa, di cosa è stata e di cosa potrebbe essere, per difenderci dai fessi che ci dicono che non la amiamo, che ci accusano di odio "ideologico" solo perché non vogliamo farci tagliare i salari del 20%, e solo perché non vogliamo che la cultura, la nostra cultura (manifestamente in molti, troppi casi non la loro) venga immolata sull'altare di un insensato rigore, che perfino l'amerikana S&P trova controproducente. Ecco, sì, questa è un'altra consolazione: c'è arrivata anche S&P. Non fa niente se c'è arrivata due anni dopo il sottoscritto, e qualche anno dopo Brancaccio. L'importante è che ci sia arrivata. Così ora sappiamo in nome di che e di cosa stiamo tagliando. In nome del niente. Un niente molto più vuoto di quello al quale abbiamo affidato Leonhardt.

(torno all'articolo, mit sehr viel Bekümmernis in meinem Herzen. Ci leggiamo più tardi).

30 commenti:

  1. Io effettivamente non amo l'Europa. Mi dichiaro ideologico. Amo semmai la cultura dei paesi europei... Ma forse mi converrebbe studiarla meglio

    Comunque c'e una bella differenza

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  2. Vedi, caro, probabilmente a te hanno detto che l'Europa è l'euro, e magari tu prima ci hai creduto, forse perché tempo fa eri un po' piddino dentro (absit iniuria verbis), e poi ti ha fatto schifo, perché sicuramente hai un neurone, anzi molti neuroni, e soprattutto molte più sinapsi, del nostro amico piddino (il migliore amico dell'uomo). Ma il fatto è, amico Claudio, che la mia definizione di Europa evidentemente non coincide con questa moneta che serve solo al nobile scopo di pagare meno i lavoratori dipendenti. La mia definizione di Europa è la cultura europea. Quindi credo che siamo d'accordo.

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    1. Non creda che i non-dipendenti stiano meglio...anzi se si potesse aprire una discussione su come i primi a subire le conseguenze di un mercato del lavoro che schiaccia i più deboli siano quei milioni di persone (mica migliaia e mica necesariamante ventenni o trentenni) che vivono con un lavoro autonomo faticosissimo, senza nessuna protezione ed da cui, se va bene, ci si ricava l'equivalente di uno stipendio.

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    2. No, non piddino; dipietresco, questo si. Ma in anni lontani.

      Mi sono bevuto molte, moltissime palle, ma quella europea mai. Non so perché, dev'essere vero che conservo qualche sinapsi, ma per l'euro-retorica ho sempre nutrito una vaga antipatia. Poi ho dato economia politica e diritto dell'UE, e la vaga antipatia e' divenuta decisa avversione.

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    3. Ne ha di peccati da scontare! Comunque sì, bravo, proprio la dimensione retorica avrebbe dovuto metterci in guardia, la retorica di chi baciava il tricolore con la lacrimuccia sul ciglio, e intanto ci metteva in questa bella situazione...

      Voglio ripetere, a scanso di equivoci, che io (io, il più lurido dei pronomi) sono europeo. La maggior parte dei nostri politici direi di no, a giudicare semplicemente da come sanno la geografia e parlano l'italiano (Tonino?). Delle lingue straniere mi taccio. Stai facendo, secondo me, l'errore di identificare Europa e euro: è una bestemmia che non vorrei sentire nemmeno se fosse funzionale (come in effetti non è) allo smantellamento della retorica dell'euro.

      E te lo dice uno che vorrebbe rimettere il dazio a Pescia Fiorentina! Europeo nella diversità, cioè nella ricchezza culturale.

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    4. purtroppo è fin troppo facile essere ingannati...comunque ripeto per chi era consapevole (e molti lo erano ) del vero significato dell'eurozona è legittimo parlare di successo se qualcono dovra' fare dei sacrifici sara' per un bene superiore ...

      comunque istwine ha trovato craxi, io andreotti , cosi poi alberto quando si fara' intervistare (invece che andare da quelli del manifesto che tanto è come isultargli i figli dirgli cosa c'è sotto l'euro)
      puoi sembrare un po' piu' di moderato di centro (che è sempre una bella cosa ) citando andreotti:

      Nel 1993, ovvero circa quattro anni dopo l'unificazione tedesca, il Presidente Andreotti in una intervista al Financial Times, citata allora nel Corriere della Sera, affermava, a chi gli contestava la sua contrarietà:"forse la Germania non sarà più la Germania dei Kohl, nè dei Genscher, nè dei Willy Brandt. Non sappiamo che tipo di Germania sarà, potrebbe essere una Germania forte in un'Europa debole e divisa"

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    5. Ciascuno ha l'identità che si merita. Ammetto di non sentirmi europeo. Sarei insincero se non dicessi così. Né sento una particolare empatia per la maggior parte dei popoli europei. Forse perché, anche per ragioni personali, mi sento più legato al Mediterraneo, in particolare alla sponda Sud...

      Comunque il concetto da te espresso mi e' chiaro, e di sicuro lo e' anche per gli altri lettori.

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  3. http://www.youtube.com/watch?v=d40GvUPvLQ0&feature=related

    Alex

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  4. Ich habe keine Lust heute zu Lachen, eigentlich.

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  5. Ich auch nicht

    Alex

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  6. Aber ich mag dich immer so sehr. Ich werde nie deine Hilfe vergessen. Aber jetzt ich gehe zum Bett.

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  7. http://www.youtube.com/watch?v=lW-HKXaEfl8

    il lato comico è ovunque.

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    1. E lo dici a me? Verrà il momento di riparlarne...

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    2. Anche se non so se ti reggerà la pompa, perché, vedi, adorato istwine, io vengo da questa città qui. Preparati...

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    3. ma infatti, caro professore, non è un caso che io mi sia stabilito in questo blog. la chiave è il senso dell'umorismo (lo stesso della torta di mele di Thirlwall). l'ho sempre detto in giro che io al Perotti preferisco di gran lunga il Perozzi, solo che non sono in tanti a capirmi, vuoi per il primo vuoi per il secondo.

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    4. "Tutto comprendere è tutto perdonare"... sperando che tu lo capisca!

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  8. http://www.youtube.com/watch?v=FgJgteBriKQ

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  9. Ma professore,
    come voi penso già sapete l'euro non è una cosa nata in quest'ultimo ventennio, ma" Il Piano Werner":

    Presentato l’8 maggio 1971 alla Commissione europea, il Piano Werner prevedeva la realizzazione di un’Unione economica e monetaria (UEM). Obiettivo molto ambizioso per i tempi, naufragato sugli scogli delle grandi crisi economiche: il crollo del sistema di cambi fissi varato a Bretton Woods, lo shock petrolifero e le forti recessioni di quegli anni.
    Da ricordare anche l’accordo di Basilea firmato nel 1972 tra le Banche centrali per il sistema europeo di cambio, anch’esso fallito a causa delle profonde divergenze d’opinione e di interessi tra Paesi a valuta forte e partner più deboli.

    Quindi a mio parere è sbagliato dare la colpa a i politici attuali. Al massimo la loro colpa è stata quella di valutare poco l'euro. Ma una domanda che mi pongo ogni giorno, e che tempo fa gli ho rivolto, ma perchè gli Stati non hanno istituito un garante sui prezzi?ossia avere sempre sotto controllo i prezzi di tutti i prodotti?

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  10. Ho detto che è nato oggi? In effetti è nato quando qualcuno ha capito che la copertura assicuratagli da Bretton Woods sarebbe saltata. I politici "attuali" (in effetti, quelli di una ventina di anni fa, ma siccome sono eterni, sono in effetti ancora attuali, probabilmente, mi sembra di capire, anche per merito suo) avevano avuto, con la crisi del 1992, un chiarissimo segno premonitore di come sarebbero andate a finire le cose, e avrebbero trovato, se lo avessero voluto, nell'avviso dei maggiori economisti dell'epoca chiarissime indicazioni sul da farsi, come potrà leggere qui.

    Quindi sono colpevoli (nel senso che l'euro è quantomeno un delitto colposo, se non doloso, almeno nel senso del dolo eventuale, per usare dei termini giuridici che la cronaca nera spero renda a tutti familiari).

    La differenza fra il sistema di Bretton Woods e lo SME, da un lato, e l'euro, dall'altro, è che i primi due sistemi sono aggiustabili e relativamente simmetrici (i riallineamenti sono previsti al rialzo e al ribasso, in uno dei due sistemi è prevista una clausola della valuta scarsa, ecc.). L'euro non è aggiustabile ed è asimmetrico. E questo lo condurrà alla catastrofe (e noi con lui). Lo ho spiegato altrove, ma se vuole glielo rispiego in cambio della lezione di storia, che comunque giunge sempre opportuna in un blog nel quale la storia non è una parolaccia (come nei lavori degli economisti "bravi" - nel senso di Don Rodrigo, ovviamente).

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Grazie per la precisazione (anche se ovviamente non puoi aspettarti che tutti leggano Mundell e nemmeno tutto il blog: la posizione sul dibattito riferito all'Europa la avevo citata qui, nel paragrafo intitolato, non a caso, OCA vecchia fa buon brodo).

    Nella follia di cui parli, e che ha esattamente la dimensione tecnica che tu rilevi (come abbiamo mille volte ricordato), c'è un ben preciso metodo. Ecco: questo non dobbiamo dimenticarcelo mai, e vale la pena di ripeterlo sempre. E del resto il resoconto accurato e prezioso che fornisci ne è la riprova più eloquente: si sapeva bene quello che sarebbe successo e quindi si voleva che succedesse (non mi riferisco alla crisi: mi riferisco al bias deflazionistico).

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    1. perchè quello che nascondono è che l'inflazione ha conseguenze proporzionali , diversamente dalla deflazione ...
      (è il motivo per cui a lorsignori fa troppo comodo andare avanti con l'euro , la discussione sulla sostenibilta' dell'eurozona non è neppure incominciata , sento che si ragiona sul piano alesina monorchio per abbattere il debito
      e scendere sotto il 100% , come se per magia con il debito
      al 98% cambiasse qualcosa , non è una cosa nuova la proposta
      alesina/monorchio ma che venga riproposta mi lascia (-_-)


      comunque nell'articolo di branciaccio linkato da istwine
      precedentemente (aldilta' della conclusione condivisibile a cui ero gia' arrivato anche io ,tanto è ovvia) mi ha amareggiato l'apprezzamento alla proposta del pd di uniformare le retribuzioni europee...una proposta sicuramente demagogica ma che nasconde l'assenso alla politica economica 'alla tedesca' basata su una feroce delfazione , insomma in branciaccio vedo la critica all'insostenibilita' dell'eurozona ma non alla politica della bce della prevalenza del mercato sullo stato e alla politica delfazionistica tedesca (e mi sembra quindi sia
      in qualche modo collaterale alle politiche del pd )

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    2. Anche se non è chiaro nell'intervista, mi pare che nella proprosta di uno "standard retributivo europeo" sia presente l'idea di rendere "sensibile" il salario ai conti esteri. In sostanza è come dire che la Germania, che è in surplus, dovrebbe pagare di più i propri lavoratori in modo da "rivalutare" e permettere agli altri paesi di recuperare quote di mercato estero.

      Ma la Germania non accetterà.

      Ho imparato prof?

      Antonino

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    3. noto che brancaccio cerca di essere molto equilibrato non si sbilancia esprimendo giudizi di merito
      comunque elogiare la proposta di uno 'standar retribuitivo'
      a livello europeo mi sembra implicitamente accettare il ruolo dell'euro e della bce come regolatore del 'rigore fiscale'
      Insomma è una proposta assurda perchè non considera i differenziali inflattivi costi della vita , insomma il pd sembra proporre quello che in sostanza si è gia' fatto ovvero la corsa al ribasso

      @antonino quello che dici tu ha senso , ma solo ad un livello teorico

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    4. Brancaccio ne parla in questo articolo

      Diciamo che la soluzione proposta è, secondo me, coerente rispetto alle cause della crisi ma velleitaria. I "lavoratori" sono già divisi all'interno dei singoli paesi, figuriamoci se sono in grado si supportare una proposta così ambiziosa a livello europeo.

      E' bene che queste idee circolino ma magari serviranno per l'euro-2.

      antonino

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    5. eh si l'euro2 ...come se fosse facile e senza conseguenze
      uscire dall'euro1...sembrate non valutare che siamo ben lontani -apparentemente- da una disgregazione dell'euro

      c'è perfino una notevole consenso verso l'attuale governo
      nessuna forza politica ha mosso critiche all'euro e ha minacciato l'uscita dall'eurozona : una verita' tecnica
      non fa una verita' politica !

      ps: pefino mmonti è d'accordo con S&P ma non nelle conseguente downgrade ,come dire conosco la realta' ma non è detto che questa realta' sia un male ma piuttosto
      non sia un bene per il tipo di societa' che ho in mente
      e per le riforme che voglio attuare...

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. @Robert

    Ma Robert...credo che siamo d'accordo. Il riferimento all'articolo di Brancaccio era proprio per sottolineare che l'appunto nei miei confronti ("quello che dici tu ha senso , ma solo ad un livello teorico") va invece girato a Brancaccio...perché è lui che ha fatto la proposta.

    E la proposta è teoricamente buona (sempre per quello che posso giudicare io) ma velleitaria e quindi, chiarisco, controproducente, perché crea un nuovo "sogno europeo".

    E il riferimento all'euro-2 questo era: sottolineare che quel bagaglio di idee vanno bene quando devi pensare un nuovo progetto, quindi prima dell'entrata in un'unione, non quando già ci sei dentro e il fondamento dell'unione è già stato deciso e va in direzione contraria e non c'è spazio per un'azione "riformatrice" come quella proposta.

    Per il resto non so calcolare i tempi di rottura dell'unione magari saranno lunghi, non lo so ma contro l'unione c'è sia una verità tecnica che una verità politica (forze politiche rilevanti no).

    Che poi si esca seguendo l'una e l'altra è proprio tutto un altro film. Il fatto che non ci sia un dibattito sull'uscita, non vuol dire che nessuno ci pensi...vuol dire solo che non vogliono che ci pensiamo noi.

    Per esempio, secondo me la "politica di austerità" è effettivamente incoerente e lo sanno. Da un lato, ovvio, è un tributo politico alla Merkel ma dall'altro ha, anche, una rilevante dimensione di lotta di classe "interna".

    E come gli spread alti, come dice Brancaccio, incorporano il rischio di rottura dell'euro; così anche lo "spread" (cioè l'inasprirsi) della lotta di classe (delle classi dominanti) incorpora questo rischio: siccome non sanno quanto durerà, cercano di massimizzare l'utile ricavabile dal vincolo esterno e dalle politiche di emergenza.

    Hanno fretta, a me pare...ma neanche da qui possiamo dedurre meccanicamente qualcosa.

    In ogni caso, come dici tu, c'è bisogno di una forza politica...lo so, c'è sempre un rischio in ogni forma di "crollismo" (ma non credo si pratichi in questo Blog), non vorrei fare la fine di chi (nel pci) aveva datato al 1975 il crollo del capitalismo...

    antonino

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  15. Antonino, parola sante. Riallacciandomi a quanto dico a istwine sotto al post sul Manifesto, l'omodossia di Brancaccio si vede proprio nel non capire (o nel non dire) che quello che ci porterà alla svendita non è la svalutazione esterna (del cambio nominale) ma quella interna, e nel suo essere, mi par di capire, blandamente "pro euro" per motivi di tatticismo politico ed esposizione mediatica. Scusate: è del tutto ovvio che se dici "il problema si risolve aumentando la produttività" (senza dire come) Il Sole 24 Ore e La 7 ti aprono le porte per arricchire di colore la compagnia di giro, no? Tu, Robert, queste cose le capisci bene. E anche Antonino.

    E trovo molto molto molto appropriato il richiamo di Antonino al crollismo. Perché (secondo me anche qui) tifano euro anche molti marxisti, non perché gli piaccia o perché non capiscano a cosa serve, ma perché sperano che reggendo ancora un po' accumuli più tensione, una tensione tale da condurre all'anelata palingenesi. Guardate che questa è una malattia che non si cura. Anche l'articolo di Julie Froud et al. che cito in Crisi finanziaria, che è un bellissimo articolo, il più lucido e onnicomprensivo sulle cause e i meccanismi della crisi attuale, sulle motivazioni dell'attacco ideologico al debito pubblico e ai sistemi previdenziali pubblici, ecc. ecc. come termina? Speriamo che succeda un gran casino perché solo quando la gente smetterà di credere nel mercato le cose potranno cambiare!

    A parte la conta dei morti, come proposta politica mi sembra un po' debole. Ci vogliono altri argani, credo, per tirar su il sole dell'avvenire.

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    1. L'articolo di Julie Froud che risale al 2001 se leggo bene...
      non mi sembra comunque che ci siano 'marxisti' in italia puntino alla rivoluzione sfruttando la tensione sociale e la 'depressione' economica...da quello che si puo' capire la lega credeva di intercettare il malcontento del nord (c'è un uscita di bossi sulle moneta del nord e del sud) ma non sembra che ci stiano riuscendo anzi aldila' di queste sommosse e degli scioperi selvaggi sembra consolidarsi un solido consenso 'borghese' verso questo governo...di piu' ieri è uscito un sondaggio per le prossime elezioni come se pd7pdl/udc dovessero presentarsi uniti anche alle prossime elezioni...(iniziamo ad abiturare gli elettori? inizio di condizionamento?) gia' ho sentito dichiarazioni del tipo :comunque il prossimo governo dovra' continuare queste politiche ...Quindi quello che vedo è comunque una strenua
      difesa dello status quo , eventuale ritorno all'ordine con uso della violenza quel tanto che basta , tra l'altro probabilmente con i nuovi fiscal compact e fondi di salvataggio e con il pagamente dei creditori dello stato via btp (che era gia' prevista quando c'era ancora tremonti)
      il debito pubblico puo' essere stabilizzato (diciamo nel breve ,ma nel lungo termine deve andare al 60% o azzerarsi no? ) I piani per il ritorno alla moneta sovrana ci saranno anche ma l'ipotesi sembra davveo remota ,ne riparliamo fra 5 o 6 anni? questo è il timore...non c'è assolutamente presa di coscienza (volevo dire contezza per fare contento alberto) del problema , che è anche non di facilissima comprensione...L'unico che ha parlato apertamente contro l'euro e per un implicito ritorno alla moneta nazionale è il berlusca (il quale tra l'altro come immagine e come presa fra gli elettori non sembra messo bene...) pure la lega che è per natura antieuropeista non sta facendo campagna contro l'euro ...Quindi ad occhio le banche e le 'fondazioni'bancarie l'euro lo vogliono ancora , non si c'è altra spiegazione...Sono schifato...
      Comunque si Brancaccio è un 'furbetto' le sue posizione hanno quella cautela utile a chi vuol fare carriera (politica?) probabilmente è anche saggezza perchè anche una sua posizione piu' sbilanciata contro l'euro non smuoverebbe nulla...Si va' avanti cosi' alleggramente verso il disastro il massacro anzi no le utile riforme liberalizzatrici ...finchè la recessione e la depressione non arrivera' anche in germania , l'anno prossimo?
      Mmmmmmmhhhhhhh

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